Consegnata la “Trieste” alla Marina Militare italiana

Consegnato il “Trieste” alla Marina Militare italiana

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Sabato 7 dicembre, a Livorno, si è tenuta la cerimonia di consegna della nuova nave da assalto anfibio (LHD – Landing Helicopter Dock) “Trieste” alla Marina Militare italiana.

Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Matterella, del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Antonio Portolano e del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino, il “passaggio di proprietà” tra Fincantieri – che ha costruito il “Trieste” – e la MM è avvenuto contestualmente al giuramento solenne degli allievi dell’Accademia Navale.

La nuova LHD, che andrà a sostituire il ruolo del “Garibaldi”, presente ormeggiato alla stessa banchina del porto in un ideale passaggio di consegne, è la più grande nave consegnata alla Marina Militare dalla Seconda Guerra Mondiale con i suoi 245 metri di lunghezza, per un dislocamento complessivo di 37500 tonnellate, capace di imbarcare circa 1100 persone (comprensive di 400 uomini e donne di equipaggio).

Il “Trieste” è stato concepito per assolvere una vasta gamma di missioni, quindi è una LHD multiruolo, tutto ciò grazie alla spiccata capacità anfibia della nave garantita da un ampio bacino allagabile e un garage dedicato a cui si aggiungono quella di portaerei con capacità di imbarco dei velivoli di quinta generazione, di piattaforma logistica, di sede di comando e di nave ospedale.

Il “Trieste” è stato già pensato, by design, per poter operare con gli F-35B della Marina Militare: a prora è presente uno ski-jump e parte del rivestimento del ponte di volo (la metà sinistra dalla linea di mezzeria) è idonea per resistere alle vampe dei nuovi velivoli. Anche a livello strutturale, sono già presenti impianti e predisposizioni per i caccia di quinta generazione, come i cablaggi dell’impianto elettrico, i sistemi di sicurezza e le connessioni per i dati, sebbene l’unità abbisogni ancora di adeguamenti finali per poter essere pienamente operativa con gli F-35.

Adeguamenti, come i sistemi di appontaggio e l’implementazione dei sistemi per il software ODIN, che la Marina Militare intende cominciare già in fase di lavori di fine garanzia (a partire dal 2026 circa). Ancora a riguardo della componente aerea ad ala fissa, risulta che nave “Trieste” sarà capace di imbarcare sino a 20 F-35B (con 2 elicotteri NH-90) oppure in altre configurazioni a seconda delle tipologie di missione operative (ad esempio 16 F-35 + 4 NH-90). Ora la LHD proseguirà per La Spezia al comando del Capitano di Vascello Francesco Marzi, dove verranno svolti gli ultimi lavori di completamento, ma avrà Taranto come homeport. Non è ancora certo, invece, quando l’unità raggiungerà la base navale di Norfolk (Virginia) negli Stati Uniti per ottenere la certificazione a poter operare con gli F-35, ma si stima sarà nel 2027.

Nave “Trieste” non è però solo una portaerei, ma è stata pensata principalmente per essere il cuore dell’Amphibious Task Group (ATG) italiano, andando così a integrare il Carrier Strike Group (CSG) guidato da nave “Cavour” all’interno dell’Expeditionary Task Force (ETF), il braccio operativo della flotta navale italiana. Questo posizionamento strategico sottolinea la capacità dell’Italia di proiettare potenza e garantire la sicurezza marittima a livello internazionale.

La nave può ospitare personale di comando come il Commander Amphibious Task Force (CATF) e il Commander Landing Force (CLF). Orientativamente, l’ATG sarà composto, oltre che dal “Trieste” da 2 o 3 navi da sbarco (a seconda della missione) e da unità di scorta (fregate FREMM, PPA). Importante sottolineare che la sua capacità multiruolo è stata pensata anche per garantire la piena interoperabilità con tutti gli assetti dei Paesi alleati e la sua intercambiabilità con altre unità simili di marine alleate, sebbene l’ingresso in servizio di nave “Trieste” proietti la nostra Marina Militare a un livello superiore potendo esprimere capacità che solo poche marine militari hanno; inoltre nave “Trieste” è in grado di fornire supporto logistico per tutti i Paesi partner del programma JSF (Joint Strike Fighter).

L’unità sarà quindi in grado di condurre operazioni anfibie, inclusi movimenti nave-terra anche oltre l’orizzonte (oltre 24 miglia dalla costa) con supporto C4I, supporto logistico e sanitario di livello Role 2E (Enhanced), espandibile tramite integrazione di assetti sanitari aggiuntivi. L’ospedale di bordo verrà attrezzato con sale chirurgiche, radiologia, laboratori di analisi, servizio dentistico e una zona degenza per 27 ricoveri gravi, con ulteriori posti disponibili in moduli container equipaggiati, ma soprattutto nave “Trieste” assumerà anche il ruolo di Alternate Carrier Vessel grazie alla possibilità di operare con gli F-35B, rafforzando cosi le capacita operative della Marina Militare e permettendo una più costante presenza in mare dello strumento aereo ad ala fissa.

Diamo ora qualche dato tecnico: lunghezza fuori tutto 245 metri; lunghezza al ponte di volo 230 metri; larghezza massima 36 metri; dislocamento 37500 tonnellate a pieno carico; pescaggio 11 metri; propulsione tipo CODLOG (Combination of Diesel eLectric Or Gas) con eliche a passo orientabile; velocità 25 nodi; autonomia di 7mila miglia a 16 nodi; capacità ponte di volo di 9 spot per F-35B, AV-8B, NH-90, EH-101, CH-53, MV-22 e CH-47; bacino allagabile di 15×50 (altezza 10 metri) in grado di ospitare 4 LC-23 o 1 LCAC; garage di 18×50 (altezza 6 metri); armamento di 3 cannoni 76/62, 3 mitragliatrici 25/80, 2 sistemi VLS da 16 celle, sistema LRAD.

Sabato 7 dicembre si è quindi concluso (ma non del tutto come abbiamo visto) un percorso cominciato circa 14 anni fa nei cantieri navali di Castellamare di Stabia e Muggiano di Fincantieri, suggellato dalle parole del ministro Crosetto, che durante la cerimonia ha sottolineato come “questa nave è vostra, costruita per voi e per il nostro Paese. Per la prima volta, un giuramento di allievi ufficiali avviene su una nave militare. Nave Trieste è il frutto del lavoro di migliaia di persone: ingegneri, tecnici, operai. Solo poche nazioni possono costruire un’opera d’ingegno e di alta tecnologia simile, che racchiude storia, conoscenza, tecnologia avanzata.