Nel bel mezzo del Mar Cinese Meridionale c’è una nave da guerra fatiscente e arrugginita. Un’imbarcazione quasi fantasma deliberatamente incagliata dal governo filippino nel 1999 sulla piccola barriera corallina conosciuta come Second Thomas Shoal un atollo dell’arcipelago delle Isole Spratly, contese tra Cina e Filippine.

Il mezzo, conosciuto come Brp Sierra Madre, non salperà mai più. Fino ad oggi è tuttavia rimasto dove era stata collocato oltre 20 anni fa, a testimoniare la rivendicazione di Manila sulla “secca”, nonché lo sforzo delle autorità filippine nell’impedito a Pechino di prendere il possesso di acque contese.

Le rivendicazioni nel Mar Cinese Meridionale

Già, perché il Mar Cinese Meridionale è attraversato da molteplici rivendicazioni incrociate che il più delle volte vedono protagonista la Cina. La radice delle attuali dispute territoriali risale al 1947, quando i nazionalisti cinesi guidati dal Kuomintang realizzarono una cartina del Mar Cinese Meridionale. Questi disegnarono 11 linee tratteggiate, ovvero le rivendicazioni della Cina, che comprendevano anche acque situate tra Vietnam, Malesia e Filippine.

Pochi anni dopo i comunisti di Mao salirono al potere, e negli anni ’70 Zhou Enlai cancellò due linee tratteggiate, riducendole a nove. Il problema principale era uno: i tratti rimanevano troppo vaghi, ma soprattutto non trovavano d’accordo gli altri Paesi limitrofi.

Oggi che la Cina non è più lo Stato povero e debole del periodo maoista, il Dragone è tornato a rivendicare con forza la propria area territoriale, la stessa compresa dalle famose nove linee. Le Filippine nel 2013 arrivarono a presentare ricorso al Tribunale Permanente di Arbitrato dell’Aja che, nel 2016, dichiarò la linea a nove tratti una violazione dei diritti internazionali. La Cina ha inoltre firmato la Convenzione sul Diritto del Mare, la stessa che fissa la zona economica esclusiva di un Paese nello spazio delimitato entro le 200 miglia dalle sue coste. In base a questo, le isole rivendicate dalla Cina non spetterebbero a Pechino, ma quest’ultimo ha ribadito che il verdetto emesso dall’Aja è carta straccia.

La Brp Sierra Madre: lo “scudo” delle Filippine

Torniamo al presente e alla Brp Sierra Madre. A bordo del mezzo c’è sempre un piccolo contingente di truppe filippine. La loro missione: rivendicare le richieste della loro nazione nelle acque contese. Detto altrimenti, questa nave non funge soltanto da avamposto militare ma anche come estensione della sovranità delle Filippine nel Mar delle Filippine occidentali.

Lo scorso agosto, la Brp Sierra Madre ha attirato l’attenzione internazionale quando la Guardia costiera cinese ha utilizzato cannoni ad acqua su navi filippine che tentavano di rifornire di merci i soldati a bordo della vecchia nave. In quell’occasione, la Cina ha esortato le Filippine a rimuovere l’imbarcazione, trovando la ferma opposizione di Manila.

Costruita negli Stati Uniti nel 1944, questa nave, ora “scudo” del governo filippino, era un cosiddetto Landing Ship Tank (LST), ovvero una nave specializzata per le operazioni anfibie realizzata in occasione della Seconda Guerra Mondiale, con l’identificatore LST-821. In quel periodo intraprese missioni nel teatro del Pacifico, trasportando rifornimenti in località chiave come Eniwetok, Okinawa e Guam. Nel dopoguerra, tornò negli Usa, dove fu dismessa, fino al 1966, quando fu riattivata in vista della guerra nel Vietnam.

Nel 1970, la nave fu formalmente consegnata alla Marina della Repubblica del Vietnam, per la quale svolse un ruolo chiave nel salvare migliaia di vietnamiti da Saigon. Salpò dal Paese e riuscì a raggiungere le Filippine per far sbarcare i rifugiati. Nel frattempo, Manila aveva rinunciato a sostenere il Vietnam del Sud, e iniziato a stringere i legami con il governo comunista del Vietnam del Nord. In mezzo al futuro del mezzo sorse una disputa che coinvolse anche gli Stati Uniti.

Alla fine, dopo aver già cambiato nome più volte, la nave rimase in possesso delle forze filippine, che la ribattezzarono Brp Sierra Madre in onore della catena montuosa più lunga delle Filippine. Nel 1995, la Cina prese il controllo del Mischief Reef nelle contese Isole Spratly. In tutta risposta, quattro anni più tardi Manila ordinò ai militari di incagliare la Sierra Madre presso il Second Thomas Shoal. Dove si trova ancora adesso.