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	<title>Hamas Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 30 May 2025 16:27:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Hamas Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cessate il fuoco, altro che rifiuto: Hamas sta valutando la nuova proposta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cessate-il-fuoco-altro-che-rifiuto-hamas-sta-valutando-la-nuova-proposta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 16:27:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cessate il fuoco: Hamas sta valutando la nuova proposta" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Così in queste ore Hamas sta valutando la nuova offerta israelo-americana e successivamente risponderà. Come accennato, si prevede che chiederà modifiche che siano più stringenti sulla tregua permanente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cessate-il-fuoco-altro-che-rifiuto-hamas-sta-valutando-la-nuova-proposta.html">Cessate il fuoco, altro che rifiuto: Hamas sta valutando la nuova proposta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cessate il fuoco: Hamas sta valutando la nuova proposta" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proni alla propaganda israeliana e preoccupati di rimettere le cose a posto, con Israele ricollocato nella casella dei buoni e <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-rivolta-silenziosa-contro-hamas-che-potrebbe-riscrivere-il-futuro.html">Hamas in quella dei cattivi</a>, ieri sera diversi media nostrani hanno riferito che Hamas aveva rifiutato il cessate il fuoco made in Usa accolto dal premier israeliano. Così ieri il comitato editoriale della Repubblica e altri sedicenti mezzi di informazione, per i quali evidentemente nulla conta la verifica delle notizie né l&#8217;approfondimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hamas sta valutando la proposta di Witkoff-Netanyahu</h2>



<p>In genere evitiamo di sottolineare l&#8217;ovvio, cioè che i media mainstream hanno abdicato al loro ruolo di informazione per consegnarsi al potere costituito, nello specifico i circoli internazionali che hanno sostenuto e sostengono Netanyahu e il genocidio del popolo palestinese, ma nell&#8217;occasione non possiamo esimerci dal farlo perché il tema, lo sterminio e del popolo palestinese e la deportazione dei sopravvissuti, è troppo grave per tacere.</p>



<p>Hamas ieri non ha rifiutato il cessate il fuoco. Bastava leggere qualsiasi media israeliano o arabo per averne contezza. È accaduto altro: Hamas aveva concordato con l&#8217;inviato americano Steve Witkoff uno schema di cessate il fuoco temporaneo nel quale si prevedeva che, in parallelo allo scambio di ostaggi tra i due contendenti, Israele si ritirasse dalla Striscia e soprattutto si avviassero trattative per chiudere la guerra.</p>



<p>Tale prospetto, nei negoziati successivi tenuti da Witkoff e Ron Dermer, in rappresentanza di Netanyahu, è stato cambiato, dando vita a uno schema alquanto ambiguo, soprattutto sulla fine della guerra, che Tel Aviv si riservava di riprendere o meno alla scadenza della tregua.</p>



<p>Infatti, al di là di altre intese stabilite con Witkoff e non più presenti nel piano accolto da Israele, una fonte di Hamas, interpellata dal <a href="https://www.timesofisrael.com/pm-said-to-principally-back-witkoff-outline-hamas-may-okay-it-with-reservations/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>, ha detto che il punto più critico resta quello sulla durata della tregua. Infatti, riferisce il media israeliano, &#8220;Hamas vuole che la clausola riguardante i colloqui sul cessate il fuoco permanente (che l&#8217;accordo prevede possano aver luogo durante una tregua iniziale di 60 giorni) venga modificata per impedire più esplicitamente a Israele di riprendere il conflitto&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/pm-said-to-principally-back-witkoff-outline-hamas-may-okay-it-with-reservations/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TOI-4-1024x471.jpg" alt="PM said to principally back Witkoff outline; Hamas may okay it — with reservations" class="wp-image-76622"/></a></figure>



<p>Una richiesta niente affatto capziosa, dal momento che la tregua concordata e attuata in precedenza, benché prevedesse analoghi colloqui ad ampio respiro da tenersi nel corso del cessate il fuoco temporaneo, non ha avuto il decorso stabilito, con Israele che ha violato le intese e ripreso a far strage.</p>



<p>Così in queste ore Hamas sta valutando la nuova offerta israelo-americana e successivamente risponderà. Come accennato, si prevede che chiederà modifiche che siano più stringenti sulla tregua permanente.</p>



<p>Tutto resta sospeso: Netanyahu è riuscito per l&#8217;ennesima volta a smarcarsi dal pressing americano, alquanto blando va specificato (nonostante gli alterchi), e ad allungare i tempi, così da avere spazio di manovra per trovare nuovi escamotage per sabotare la pace. Nel frattempo, le bombe continuano a piovere su Gaza, gli aiuti continuano ad arrivare col contagocce etc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Levy e gli echi della Germania nazista a Gaza</h2>



<p>Nell&#8217;attesa, val la pena riferire parte di un articolo di Gideon Levy, pubblicato su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-05-29/ty-article-opinion/.premium/germanys-enslavement-to-its-past-kept-it-silent-on-gaza-for-far-too-long/00000197-1830-d0e9-abd7-3db0ec550000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, dedicato alla connivenza della Germania col genocidio in corso, connivenza provocata dalla sudditanza di Berlino a Tel Aviv a motivo delle atroci responsabilità pregresse dei tedeschi, a causa delle quali si sentono costretti a pagare un debito storico nei confronti di Israele.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-HAARETZ-14-1024x643.jpg" alt="Germany's Enslavement to Its Past Kept It Silent on Gaza for Far Too Long" class="wp-image-76623"/></figure>



<p>Ma, dato quel che accade a Gaza, scrive Levy, avviene l&#8217;esatto contrario: &#8220;La Germania ha tradito la memoria dell&#8217;Olocausto e le sue lezioni. Un Paese che considerava che il suo compito più alto fosse quello di non dimenticare, ha dimenticato. Un Paese che si era ripromesso di non rimanere mai in silenzio, tace. Un Paese che una volta disse &#8216;mai più&#8217;, ora dice: &#8216;di nuovo&#8217;, con le armi, con i finanziamenti, con il silenzio&#8221;.</p>



<p>Invece, la Germania &#8220;non ha il diritto di tacere. Deve portare la bandiera della resistenza europea su ciò che sta accadendo nella Striscia&#8221;, anche perché, oltre che un debito di sangue verso gli ebrei, ha un analogo debito di sangue verso i palestinesi.</p>



<p>Non solo perché, con il genocidio degli ebrei e la nascita di Israele, ha avuto una responsabilità indiretta nella Nakba &#8211; l&#8217;espulsione dei palestinesi dalle loro terre &#8211; ma anche perché, insieme agli Stati Uniti, la Germania, come alleato speciale di Israele, ha sostenuto attivamente &#8220;l&#8217;occupazione&#8221; delle terre palestinesi.</p>



<p>Più forte la parte in cui Levy traccia un parallelo storico: &#8220;Quando la Germania vede la <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-05-28/ty-article-opinion/at-this-years-festivities-jerusalem-day-normalized-calls-for-genocide/00000197-134a-d97f-afb7-57ce45650000">Marcia delle Bandiere a Gerusalemme</a>, deve vedere la <a href="https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/kristallnacht" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kristallnacht</a>. Se non vede le somiglianze, tradisce la memoria dell&#8217;Olocausto. Quando osserva Gaza, deve vedere i campi di concentramento e i ghetti che essa stessa costruì allora. Quando vede gli abitanti di Gaza affamati, deve vedere i miserabili sopravvissuti ai campi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Quando sente i discorsi fascisti dei ministri israeliani e di altre personalità pubbliche sulle uccisioni e sul trasferimento della popolazione, sul fatto che &#8216;non ci sono innocenti&#8217; [tra i palestinesi] e sull&#8217;uccisione di bambini, non può non sentire le voci agghiaccianti del suo passato, che dicevano le stesse cose in tedesco&#8221;.</p>



<p>Esagerato? Forse sì, forse no. Riportiamo alcuni cenni di una nota di John Duncan Jr pubblicata sul sito del <a href="https://ronpaulinstitute.org/israeli-hatred-for-children-in-gaza-is-shocking/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ron Paul Institute</a>, che riferisce quanto scritto sui social a inizi maggio da Elad Barashi, produttore del media israeliano Channel 14 che, <a href="https://www.ilpost.it/2023/09/24/israele-storia-canale-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riportiamo dal Post</a>, è &#8220;uno dei canali privati più seguiti in Israele e, per via dei suoi contenuti e del suo stile, è considerato quasi un organo di <a href="https://www.timesofisrael.com/as-divisions-sharpen-an-incendiary-right-wing-news-channel-finally-finds-an-audience/">propaganda</a> dello stesso Netanyahu&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ronpaulinstitute.org/israeli-hatred-for-children-in-gaza-is-shocking/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-RON-PAUL-1-1024x624.jpg" alt="Israeli Hatred For Children In Gaza Is Shocking" class="wp-image-76624"/></a></figure>



<p>Così Barashi: &#8220;Buongiorno. Che ci sia un olocausto a Gaza&#8221;. E, in un altro post: &#8220;Non riesco a capire la gente di qui, dello Stato israeliano, che non vuole riempire Gaza di camere a gas&#8230; o di vagoni ferroviari&#8230; e finire questa storia. Che ci sia un olocausto a Gaza [&#8230;] Uomini, donne e bambini, con qualsiasi mezzo necessario dobbiamo semplicemente portare a termine una Shoah contro di loro &#8211; sì, leggete di nuovo &#8211; OLOCAUSTO!&#8221;</p>



<p>Quindi, dopo aver accennato al fatto che Gaza è popolata da 2,6 milioni di terroristi (molti meno, dopo lo sterminio attuale&#8230;), ha chiosato: &#8220;Senza paura, senza debolezze: solo schiacciare. Eliminare. Massacrare. Abbattere. Smantellare. Distruggere. Frantumare&#8221;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cessate-il-fuoco-altro-che-rifiuto-hamas-sta-valutando-la-nuova-proposta.html">Cessate il fuoco, altro che rifiuto: Hamas sta valutando la nuova proposta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Blinken avverte Netanyahu: Usa sempre più a disagio in Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/blinken-avverte-netanyahu-usa-sempre-piu-a-disagio-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 14:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="blinken" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il segretario di Stato statunitense Antony Blinken è in visita in Medio Oriente in un clima di violenze e tensioni scoppiate pochi giorni prima del viaggio. Per primo l&#8217;incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi con il quale sono stati discussi vari dossier, ma è la visita in Israele che ha dato qualche grattacapo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/blinken-avverte-netanyahu-usa-sempre-piu-a-disagio-in-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/blinken-avverte-netanyahu-usa-sempre-piu-a-disagio-in-israele.html">Blinken avverte Netanyahu: Usa sempre più a disagio in Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="blinken" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230202152210536_999fc6d2041998088b9fbe77b489cfca-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il segretario di Stato statunitense <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antony Blinken</a></strong> è in visita in Medio Oriente in un clima di violenze e tensioni scoppiate pochi giorni prima del viaggio. Per primo l&#8217;incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi con il quale sono stati discussi vari dossier, ma è la visita in <strong>Israele</strong> che ha dato qualche grattacapo all&#8217;amministrazione Biden. </p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-di-netanyahu-nasce-in-israele-il-governo-piu-a-destra-di-sempre.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovo governo</a> formato dai partiti più a destra della storia israeliana sembrano <strong>preoccupare</strong> il forte legame tra i due Paesi e la sua dura politica nei confronti dei palestinesi pare essere un problema che Washington non vorrebbe avere nell&#8217;agenda. Le parole, seppure velate, di Blinken hanno lanciato un avvertimento forte e chiaro a Netanyahu: gli Usa <strong>non sono contenti</strong> di quello che stanno vedendo in Israele. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-tra-israele-e-stati-uniti-nella-guerra-ombra-con-iran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;asse tra Israele e Stati Uniti nella &#8220;guerra ombra&#8221; con l&#8217;Iran</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-israele-palestina-cosa-sta-succedendo-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuova spirale di violenza tra Israele e Palestina: cosa sta succedendo</a></strong></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/le-piazze-contro-la-riforma-di-netanyahu-perche-in-israele-monta-la-protesta.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Le piazze contro la riforma di Netanyahu: perché in Israele monta la protesta</strong></a></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Nel medio e breve termine, l&#8217;attenzione statunitense è concentrata sulla guerra in Ucraina, a lungo termine invece sulle sfide geopolitiche che riguardano la Cina e l&#8217;area del Pacifico. In termini di politica estera che non riguardi queste due regioni,<strong> gli Usa vogliono stabilità</strong>, fattore che Israele non sembra stia fornendo. </p>



<p>Nell&#8217;ultimo periodo molte delle attenzioni internazionali sono rivolte verso Gerusalemme per una serie di motivi. Iniziando dalle <strong>tensioni</strong> scoppiate con i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza che, tra raid e attentati, hanno causato una ventina di morti, passando poi alle proteste dei cittadini israeliani contro il governo arrivando poi all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-attacco-droni-iran-ishafan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attacco senza firma alle basi iraniane ad Isfahan</a>, che però ha tutte le carte in regola per essere un prodotto israeliano. Alla luce di questi eventi, l&#8217;amministrazione Biden non desidera altro che Israele<strong> scompaia </strong>dai cicli di notizie televisive e giornalistiche, ma soprattutto non vuole che si inserisca nel Rapporto quotidiano del Presidente, il riassunto dell&#8217;intelligence Usa che viene prodotto ogni mattina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Questione iraniana</h2>



<p>Il divario tra le posizioni americane e israeliane sull&#8217;<strong>Iran</strong> sono chiare nonostante le dichiarazioni congiunte di ostacolare in tutti i modi Tehran nello sviluppare <strong>armi nucleari</strong>. Washington promette di impedire all&#8217;Iran di ottenere il nucleare, ma allo stesso tempo tollera la sua capacità di produrlo. Al contrario Tel Aviv dichiara che non lo permetterà e non lo tollererà. Con l&#8217;accordo sul nucleare iraniano ormai reso nullo, gli Usa vogliono<strong> evitare un&#8217;escalation</strong> mente Israele cerca di colpire quanto più possibile, come dimostrato da quest&#8217;ultimo probabile attacco. </p>



<p>Nella dimensione non nucleare, le attività israeliane contro l&#8217;Iran sono sempre state sostenute da Washington. Si parla quindi di destabilizzazione delle <strong>organizzazioni terroristiche</strong> presenti in Siria, Libano e Yemen oltre che ad Hamas. Ma in una situazione di per sé delicata, in cui l&#8217;Iran si intreccia alla Russia nell&#8217;offensiva contro l&#8217;Ucraina, gli Usa vogliono giocare le loro carte con <strong>prudenza</strong> e un simile attacco come quello di Isfahan potrebbe portare inevitabilmente a un&#8217;escalation che adesso tutti cercano di evitare. Gli Usa comprendono i parametri e la portata delle politiche israeliane, sia quelle internazionali che nazionali, ma desiderano non essere considerati come complici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Questione palestinese e politica interna</h2>



<p>L&#8217;amministrazione Biden sa che l&#8217;escalation in <strong>Cisgiordania</strong> e lo spirito antidemocratico del nuovo governo potrebbero rendere difficile il sostegno a Israele nelle Organizzazioni internazionali quali Onu, Corte penale internazionale e Corte internazionale di giustizia dell&#8217;Aia. Infatti ad aggiungersi all&#8217;escalation con i palestinesi c&#8217;è anche la questione della <strong>riforma della giustizia</strong> voluta dal ministro Yariv Levin<strong> </strong>che mira a restringere i poteri e l&#8217;autonomia della magistratura. Al momento i giudici in Israele vengono scelti da una commissione di magistrati, avvocati e politici, la riforma conferirebbe maggiori poteri ai parlamentari nella nomina dei giudici. Inoltre vi sarebbe anche la proposta di una &#8220;clausola di deroga&#8221; che consentirebbe al parlamento di annullare una decisione della Corte suprema. La riforma della giustizia ha scatenato delle <strong>manifestazioni</strong> che hanno coinvolto migliaia di persone e vengono viste da Washington con apprensione. Blinken ha infatti alluso alle manifestazioni quando durante l&#8217;incontro con Netanyahu ha detto che &#8220;la vivacità della società civile israeliana si è mostrata in tutta la sua evidenza negli ultimi tempi&#8221;.</p>



<p>Il Segretario ha poi aggiunto: &#8220;Nel corso delle relazioni tra i nostri Paesi, ciò che torniamo a ripetere è che esse sono radicate in <strong>valori condivisi</strong>. Ciò include il nostro sostegno ai princìpi e alle istituzioni democratiche fondamentali, tra cui il rispetto dei diritti umani, l&#8217;equa amministrazione della giustizia per tutti, l&#8217;uguaglianza dei diritti delle minoranze, lo Stato di diritto, la libertà di stampa e una solida società civile&#8221;. Queste le parole di Blinken che pare vogliano essere un promemoria, o un avvertimento, per Netanyahu e il suo nuovo governo: il legame tra i due Paesi rimane indissolubile ma soltanto se vengono rispettati determinati parametri. Infine Blinken ha elencato i principi democratici fondamentali che sono alla base dei &#8220;valori condivisi&#8221; tra i due Paesi e che ne sanciscono la relazione. </p>
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		<title>Nuova spirale di violenza tra Israele e Palestina: cosa sta succedendo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontri-israele-palestina-cosa-sta-succedendo-2023.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2023 07:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Intifada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-2048x1278.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Salgono le tensioni tra Israele e Palestina. Questa notte un palestinese di 21 anni ha aperto il fuoco sui passanti davanti alla sinagoga dell’insediamento di Neve Yaakov, a Gerusalemme Est, facendo sette morti e tre feriti. La polizia poco dopo lo avrebbe neutralizzato. L’attentato si aggiunge a una serie di eventi accaduti nella stessa settimana. Nella notte tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-israele-palestina-cosa-sta-succedendo-2023.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230128083010567_f13c099929e4ad07facaeac854b3dbe7-2048x1278.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Salgono le tensioni tra <strong>Israele</strong> e <strong>Palestina</strong>. Questa notte un palestinese di 21 anni ha aperto il fuoco sui passanti davanti alla sinagoga dell’insediamento di Neve Yaakov, a Gerusalemme Est, facendo sette morti e tre feriti. La polizia poco dopo lo avrebbe neutralizzato. L’attentato si aggiunge a una serie di eventi accaduti nella stessa settimana. </p>



<p>Nella notte tra giovedì 26 e venerdì 27, Tel Aviv ha lanciato una serie di attacchi sulla striscia di Gaza in risposta ai razzi lanciati da Hamas poche ore prima. L’offensiva arriva dopo una giornata di sangue in Cisgiordania dove l’esercito israeliano ha ucciso dieci palestinesi e ne ha feriti altri venti in un raid nel campo profughi di <strong>Jenin</strong>. Adesso vi è la preoccupazione che la situazione possa degenerare e sfociare in una nuova intifada.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il raid a Jenin</h2>



<p>Giovedì 26 gennaio l&#8217;esercito israeliano è entrato nel campo profughi di Jenin. Secondo varie fonti, le forze armate avrebbero fatto il loro ingresso con un <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2023-01-26/ty-article/.premium/palestinian-shot-and-killed-near-jenin-west-bank-health-ministry-says/00000185-ecbd-d8d4-add7-fdbfd9a70000">camion commerciale</a> alle 7 del mattino e sarebbero state raggiunte da altri militari arrivati con mezzi corazzati mettendo sotto assedio un edificio.</p>



<p>Poco dopo i militari avrebbero piazzato un esplosivo all&#8217;interno dell&#8217;edificio e sparato un razzo anticarro. La reazione palestinese non ha tardato ad arrivare. I primi a entrare in azione sono stati gli uomini della <strong>Brigata Jenin</strong>, associazione di militanti di diverse organizzazioni della West Bank, che hanno aperto il fuoco contro l&#8217;esercito israeliano, seguiti poi dal lancio di sassi e bottiglie dei residenti del campo profughi. </p>



<p>Malgrado il comunicato diffuso dall&#8217;esercito circa l&#8217;obiettivo del raid (una cellula jihadista), nell&#8217;operazione sono morte dieci persone mentre altre venti sono state ferite, quattro delle quali gravemente. Il ministero della Salute palestinese ha identificato tre dei morti, tra cui ci sarebbe un&#8217;anziana di 60 anni che sarebbe stata raggiunta da un proiettile mentre era dentro casa sua. Sempre secondo il ministero, l&#8217;esercito israeliano avrebbe sparato gas lacrimogeni in un <strong>ospedale</strong> di Jenin causando alcuni feriti. </p>



<p>L&#8217;incursione israeliana arriva in un momento già molto <strong>teso</strong>. Qualche giorno fa un ventenne palestinese è stato colpito a morte dopo aver tentato di accoltellare un soldato israeliano nella colonia ebrea di Kedumim, nel nord della Cisgiordania. Giovedì scorso un altro incidente ha visto tre palestinesi colpiti e gravemente feriti vicino Ramallah.</p>



<p>Israele dal canto suo dichiara che ogni azione intrapresa dall&#8217;esercito ha portato all&#8217;<strong>eliminazione di militanti jihadisti</strong>. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha compiuto l&#8217;unico passo che probabilmente potrebbe influenzare le azioni di Tel Aviv e generare una risposta internazionale: annunciare l&#8217;immediata cessazione del coordinamento della sicurezza dell&#8217;Autorità palestinese con Israele. <br></p>



<p>Più taglienti le risposte arrivate dalle altre autorità palestinesi. Saleh al-Arouri, secondo leader di Hamas e responsabile per l&#8217;organizzazione in Cisgiordania, ha affermato che &#8220;la nostra resistenza <strong>non si spezzerà</strong> e la risposta arriverà presto&#8221;. Anche Tariq Salmi, portavoce del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, ha dichiarato che &#8220;<strong>la resistenza è ovunque</strong>, pronta e volenterosa per il prossimo confronto&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Fuoco tra Gaza e Israele: una nuova guerra?</h2>



<p>Ecco che tra la notte di giovedì 26 e venerdì 27, dalla Striscia di Gaza sono partiti dei razzi verso Israele. Quest&#8217;ultimo ha risposto con <strong>attacchi aerei </strong>sparando una dozzina di missili arrivati sul campo profughi di al-Maghazi non causando vittime. Il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant ha affermato che le Forze di difesa israeliane hanno attaccato le organizzazioni terroristiche nella striscia infliggendo un duro colpo.</p>



<p>Le <strong>reazioni internazionali</strong> seppur timide sono arrivate. Emirati Arabi Uniti, Cina e Francia hanno chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di riunirsi a porte chiuse e avviare dei negoziati di pace tra Israele e Palestina. Israele al momento non ha dato indicazione di essere impegnato nei colloqui e il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Tel Aviv non vuole un&#8217;escalation anche se ha ordinato alle forze di sicurezza di prepararsi a tutti gli scenari possibili.</p>



<p>I sondaggi suggeriscono che il sostegno a un eventuale <strong>processo di pace</strong> è ai minimi storici da entrambe le parti. Inoltre l&#8217;insediamento del nuovo governo di estrema destra, poco tollerante nei confronti dei palestinesi, potrebbe infiammare una situazione già precaria.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p> </p>
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		<title>Come l&#8217;Egitto usa Gaza per migliorare i rapporti con gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-legitto-usa-gaza-per-migliorare-i-rapporti-con-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 15:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per l’Egitto, l’escalation tra Hamas e Israele è stata l’occasione perfetta per migliorare i rapporti con la nuova Amministrazione americana e riposizionarsi a livello regionale, ponendosi quale interlocutore fondamentale per la sicurezza dell’area. Il coinvolgimento nei negoziati per un cessate il fuoco prima e nella ricostruzione di Gaza poi ha inoltre permesso all’Egitto di limitare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/come-legitto-usa-gaza-per-migliorare-i-rapporti-con-gli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/al-sisi-usa-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per l’Egitto, l’escalation tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener">Hamas</a> e Israele è stata l’occasione perfetta per <strong>migliorare</strong> i rapporti con la nuova Amministrazione americana e riposizionarsi a livello regionale, ponendosi quale <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/6/3/egypt-used-gaza-ceasefire-to-improve-its-standing-in-washington" target="_blank" rel="noopener">interlocutore</a> fondamentale per la sicurezza dell’area. Il coinvolgimento nei negoziati per un cessate il fuoco prima e nella ricostruzione di Gaza poi ha inoltre permesso all’Egitto di <strong>limitare</strong> l’influenza del Qatar nella Striscia, con il beneplacito di Israele.</p>
<h2>I rapporti con gli Usa</h2>
<p>I rapporti tra Usa ed Egitto non sono stai dei migliori negli ultimi mesi. La scelta del presidente dem <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener">Joe Biden</a> di fare della tutela dei <strong>diritti umani</strong> uno dei capisaldi della sua politica estera aveva inevitabilmente interessato le relazioni con Paesi come l’Egitto, dove la repressione del dissenso e la limitazione delle libertà civili sono all’ordine del giorno. Lo stesso Segretario di Stato Usa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noopener">Antony Blinken</a>, nel suo primo incontro con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry aveva sottolineato le preoccupazioni americane per la tutela dei diritti umani in Egitto, specificando che quest’ultimo punto sarebbe stato centrale nel determinare lo stato delle relazioni tra Washington e Il Cairo. Lo stesso presidente Joe Biden, poco dopo il suo insediamento, aveva usato toni duri nei confronti dell&#8217;omologo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html" target="_blank" rel="noopener">Abdel Fatah al-Sisi</a>, definendolo il “dittatore preferito da Trump”.</p>
<p>Ma dopo l’escalation tra Hamas e Israele qualcosa è <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-gaza-shifted-biden-tone-egypt-sisi" target="_blank" rel="noopener">cambiato</a>. Blinken nei giorni scorsi ha ringraziato l’Egitto per il ruolo svolto nel raggiungimento del cessate il fuoco, per essersi occupato dell’evacuazione dei cittadini americani presenti nella Striscia e per aver fatto da intermediario tra gli Usa ed Hamas. Washington ha infatti evitato ogni contatto diretto con il Movimento che controlla Gaza, preferendo dialogare con l’organizzazione tramite l’Egitto. Nel suo discorso di ringraziamento, il Segretario di Stato ha anche ribadito “l’alleanza strategica tra gli Usa e l’Egitto e l’impegno del presidente Biden” nel preservare questa relazione. Lo stesso inquilino della Casa Bianca ha poi parlato telefonicamente con al-Sisi per esprimere il suo apprezzamento per il ruolo svolto dall&#8217;Egitto durante l’escalation, mettendo nettamente in secondo piano il tema dei diritti umani. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa della Casa Bianca, Biden ha ricordato solo in un secondo momento l’importanza di instaurare un dialogo costruttivo sui diritti umani in Egitto, segnando così un significativo<strong> cambio di passo</strong> rispetto ai primi mesi della sua presidenza.</p>
<p>D’altronde diversi analisti erano già scettici circa un reale cambiamento nei rapporti tra Usa ed Egitto. Il budget di 1,3 miliardi di dollari per gli <strong>aiuti militari</strong> al Cairo non ha subito modifiche sotto la nuova amministrazione dem e l’Egitto continua ad avere un ruolo rilevante nella sicurezza di un’area in cui gli Usa vogliono essere meno coinvolti.</p>
<h2>Contenere il Qatar</h2>
<p>Il coinvolgimento nell’escalation tra Hamas e Israele è anche utile all’Egitto per limitare l’influenza del <strong>Qatar</strong> nella Striscia. Abu Dhabi è il principale sostenitore a livello finanziario di Hamas grazie anche al beneplacito di Israele, che sperava che i soldi del Qatar potessero contribuire al mantenimento dello status quo nella Striscia senza conseguenze negative per lo Stato ebraico. Ma l’ultima escalation e la dimostrazione di forza di Hamas, dotatosi di armamenti migliori rispetto al passato proprio grazie al Qatar, hanno fatto capire ad Israele quanto pericoloso sia per la sua sicurezza il rapporto tra Doha e il Movimento che controlla la Striscia.</p>
<p>L’interesse egiziano verso l’area e la promessa di investire 500 milioni nella ricostruzione di Gaza fa così il gioco sia dell’Egitto che di Israele: entrambi hanno tutto da guadagnare nel limitare l’influenza del Qatar a Gaza. I rapporti tra Il Cairo e Doha restano infatti piuttosto <strong>freddi</strong> nonostante la riammissione di quest’ultimo all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo e l’Egitto vorrebbe che Hamas si allontanasse dai Fratelli Musulmani, nemici giurati del presidente al-Sisi. I rapporti tra il Movimento e l’Egitto sono infatti migliorati proprio dopo l’elezione a capo di Hamas nel 2017 di Yahya Sinwar e il progressivo distanziamento del movimento islamico dai Fratelli. In cambio, Il Cairo si impegnò ad aprire con maggiore frequenza il confine di Rafah, permettendo così ai cittadini gazawi di lasciare con più facilità l’enclave senza dover passare per Israele.</p>
<p>Nonostante la mediazione dell’Egitto e il raggiungimento di un cessate il fuoco, la situazione tra Hamas e Israele resta <strong>esplosiva</strong>. I problemi alla base dell’escalation non sono stati risolti né affrontati seriamente durante i negoziati per la sospensione delle ostilità e Hamas ha di recente avvertito che la situazione rischia di degenerare nuovamente a causa della Marcia dei nazionalisti israeliani prevista a Gerusalemme per il 15 giugno. Ed è qui che si manifestano i <strong>limiti</strong> dell’Egitto: Il Cairo avrà anche svolto un ruolo importante nel mettere fine all’escalation, ma la mancanza di una reale influenza su Hamas non le permetterà di evitare lo scoppio di nuove ostilità.</p>
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		<title>Il vero vincitore dell&#8217;escalation tra Hamas e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ruolo-iran-guerra-israele-palestina-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 14:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=319685</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Durante l’escalation tra Hamas e Israele un silenzio insolito ha avvolto l’Iran. La Repubblica islamica è strettamente legata al Movimento che controlla la Striscia, a cui garantisce sostegno finanziario e militare, fornendo equipaggiamento ed addestramento. Negli undici giorni di scontri, Hamas ha infatti utilizzato piccoli droni iraniani, nuovi razzi con una gittata di 250 chilometri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ruolo-iran-guerra-israele-palestina-hamas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/iran-israele-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Durante l’escalation tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamas</a> e Israele un <strong>silenzio</strong> insolito ha avvolto l’Iran. La Repubblica islamica è strettamente legata al Movimento che controlla la Striscia, a cui garantisce sostegno finanziario e militare, fornendo equipaggiamento ed addestramento. Negli undici giorni di scontri, Hamas ha infatti utilizzato piccoli <a href="https://www.wsj.com/articles/with-iranian-help-hamas-builds-made-in-gaza-rockets-and-drones-to-target-israel-11621535346" target="_blank" rel="noopener noreferrer">droni</a> iraniani, nuovi razzi con una gittata di 250 chilometri ottenuti grazie all’Iran e ha potuto contare su una potenza di fuoco superiore al passato garantitagli sempre dalla Repubblica islamica. Eppure durante tutta la durata dell’escalation la propaganda iraniana è stata piuttosto silente.</p>
<h2>Le priorità dell’Iran</h2>
<p>L’atteggiamento particolarmente cauto dimostrato dall’Iran in occasione dell’ultima escalation ha una spiegazione abbastanza semplice: l’<strong>accordo sul nucleare</strong>. In un momento particolarmente decisivo dei colloqui di Vienna, l’Iran non ha alcuna intenzione di inimicarsi gli Stati Uniti e la sua scelta ha già dato i primi frutti. L’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) ha infatti <a href="https://www.cnbc.com/2021/05/24/iran-iaea-agrees-to-extend-nuclear-monitoring-agreement-by-one-month.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prolungato</a> l’intesa temporanea con Teheran sulle ispezioni del programma nucleare fino al 24 giungo. Un segnale positivo per il salvataggio del Jcpoa. D’altronde già nei mesi scorsi la Repubblica islamica aveva messo da parte il desiderio di vendetta nei confronti di Israele, che ha condotto diversi attacchi cyber contro le sue centrali nucleari, per dimostrare la propria buona volontà a Washington.</p>
<p>Le nuove violenze tra Hamas e lo Stato ebraico non hanno fatto eccezione: l’Iran ha preferito attendere la firma del cessate-il-fuoco prima di esprimersi su quanto accaduto, tornando a giocare la carta della questione palestinese. A confermare l’estraneità &#8211; almeno questa volta &#8211; dell’Iran rispetto all’escalation è stata anche l’intelligence israeliana, secondo cui Hamas avrebbe agito senza ricevere previamente delle direttive dalla Repubblica islamica.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-318309" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Risorsa-2-1024x1006.jpg" alt="luoghi Gerusalemme" width="1024" height="1006" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Risorsa-2-1024x1006.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Risorsa-2-300x295.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Risorsa-2-768x754.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Risorsa-2-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una volta terminate le ostilità, tuttavia, l’Iran ha cercato di sfruttare la situazione a suo favore. Prima di tutto, Teheran può usare l’aumento della popolarità di Hamas in Cisgiordania ma soprattutto a <strong>Gerusalemme est</strong> per inserirsi in un contesto in cui si sta assistendo ad un crescente <strong>vuoto di potere</strong>. La causa palestinese è stata messa da parte dal processo di normalizzazione dei rapporti tra i Paesi a maggioranza musulmana e Israele, permettendo a Turchia e Iran di presentarsi più o meno direttamente come i nuovi sostenitori del popolo palestinese.</p>
<p>A questo proposito, Teheran sta cercando di aumentare la propria presenza a Gerusalemme est attraverso Hamas, sempre più popolare anche al di fuori della Striscia ed in particolare tra la popolazione gerosolimitana di origine araba. Così facendo, l’Iran punta anche a ridurre la <strong>presenza turca</strong> nella stessa città, aumentata negli ultimi anni grazie al lavoro delle organizzazioni religiose legate al governo e operanti all’estero, e minarne i tentativi di intestarsi la causa palestinese. Il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Recep Tayyip Erdogan</a> ha usato toni particolarmente duri usati contro Israele durante l’ultima escalation, mentre l’Iran pur non avendo attacco verbalmente lo Stato ebraico sta agendo nella stessa direzione tramite Hamas, ben consapevole che in caso di elezioni il Movimento potrebbe espandere il suo potere ben oltre la Striscia di Gaza.</p>
<h2>Tra normalizzazione e deterrenza</h2>
<p>Ma la scelta di giocare la carta palestinese serve anche per <strong>minare</strong> gli <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">Accordi di Abramo</a>. La normalizzazione dei rapporti tra i Paesi a maggioranza musulmana e Israele sono pensati in chiave anti-Iran, quest’ultimo dipinto come la vera minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione. Non sorprende quindi che Teheran stia da tempo cercando di limitare la portata di questi accordi, con l’obiettivo ultimo di scongiurare il suo isolamento.</p>
<p>Nel fare ciò, la recente escalation si è dimostrata l’occasione giusta per ricordare che la questione palestinese è ancora di fondamentale importanza e che non può essere messa da parte per normalizzare i rapporti con Israele. Le stesse opinioni pubbliche dei Paesi che già hanno firmato questi accordi con lo Stato ebraico o che avevano accennato a tale ipotesi sono scese in piazza nei giorni scorsi, allarmando i governi sunniti e imponendo anche uno stop al dialogo tra Israele e Arabia Saudita. Con grande soddisfazione dell’Iran.</p>
<p>Inoltre secondo Meir Javedanfar, analista politico citato dal<em> New York Times</em>, quest’ultima escalation è servita all’Iran per riaffermare almeno in parte il suo <strong>potere deterrente</strong>. I missili e i razzi impiegati da Hamas per colpire Israele sono stati forniti al Movimento dall’Iran, a dimostrazione delle conseguenze che un confronto con la Repubblica islamica potrebbe significare per lo Stato ebraico. Il successo di Hamas nel superare le difese dell’Iron Dome è stato tra l’altro accolto in Iran come una sorta di vendetta nei confronti degli attacchi cyber contro le centrali nucleari, attacchi contro cui &#8211; come detto &#8211; l’Iran non ha potuto prendere provvedimenti diretti.</p>
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		<title>Perché la tregua tra Hamas e Israele non è destinata a durare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-la-tregua-tra-hamas-e-israele-non-e-destinata-a-durare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 10:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cessate il fuoco hamas gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo dieci giorni dall’inizio delle ostilità, Israele e Hamas hanno annunciato il cessate il fuoco. A mediare è stato l’Egitto, che ha anche garantito lo stop del lancio dei missili dalla Striscia in cambio di una cessazione bilaterale delle ostilità. Entrambe le parti hanno presentato la tregua come una vittoria, affermando di aver raggiunto i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-tregua-tra-hamas-e-israele-non-e-destinata-a-durare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cessate il fuoco hamas gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gaza-guerra-Agenzia_Fotogramma-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo dieci giorni dall’inizio delle ostilità, Israele e Hamas <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-scatta-la-tregua-ma-israele-ha-davvero-vinto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno annunciato il <strong>cessate il fuoco</strong></a>. A mediare è stato l’Egitto, che ha anche garantito lo stop del lancio dei missili dalla Striscia in cambio di una cessazione bilaterale delle ostilità. Entrambe le parti hanno presentato la <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israeli-workers-threaten-not-to-repair-power-in-gaza-until-bodies-of-soldiers-return-1.9826004" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tregua</a> come una <strong>vittoria</strong>, affermando di aver raggiunto i propri obiettivi e di essere quindi disposti a fare un passo indietro. Israele aveva minacciato un’invasione di terra e lo stesso Hamas, una volta firmato il cessate il fuoco, ha annunciato di aver sospeso un’operazione che avrebbe coinvolto tutta la Palestina. Ma chi è uscito davvero vincitore da questa escalation e quanto potrà reggere questa nuova tregua?</p>
<h2>Gli obiettivi di Hamas</h2>
<p>Il Movimento che controlla Gaza ha sicuramente ottenuto una vittoria sul fronte politico. Prima di tutto, è riuscito a <strong>ricompattare</strong> il fronte palestinese, come dimostrano le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/16/palestinian-protests-in-israel-showcase-unprecedented-unity" target="_blank" rel="noopener noreferrer">manifestazioni</a> tenutesi in tutta la Cisgiordania e nello Stato ebraico contro i raid israeliani su Gaza. Sorprendente è stata la partecipazione alle proteste dei cittadini arabo-israeliani residenti nelle città miste di Israele, di solito più restii a lasciarsi coinvolgere da questo tipo di dimostrazioni. Ma la solidarietà tra i palestinesi è stata evidente soprattutto martedì 18 maggio, quando sia <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamas</a> che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lautorita-nazionale-palestinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autorità nazionale palestinese</a> hanno indetto uno sciopero generale &#8211; “la giornata della rabbia” &#8211; a cui hanno preso parte migliaia di persone tra Israele, Cisgiordania e Gaza.</p>
<p>Il Movimento che controlla la Striscia ha anche inferto un duro colpo alla leadership dell’Anp, da tempo in crisi. Il presidente palestinese, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abu Mazen</a>, non è stato in grado di proteggere il suo popolo dalle violenze della polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee ed ancora meno dal pericolo di espulsione forzata dai quartieri di <strong>Gerusalemme est</strong>.</p>
<p>Hamas dal canto suo ha prima lanciato un ultimatum ad Israele per il ritiro degli agenti da al-Aqsa, per poi dare il via la campagna rinominata “Battaglia della spada di Gerusalemme”. Un nome emblematico, che dà conto della volontà del Movimento di espandersi ben oltre i confini della Striscia, a discapito di Abu Mazen e di Fatah. D’altronde già i sondaggi degli ultimi mesi avevano evidenziato il crollo di quest’ultimo partito e del suo leader, al potere ormai da 15 anni e sempre meno amato. La sospensione delle elezioni sembrava aver messo al sicuro la leadership di Ramallah, ma l’ultima escalation ha reso ancora una volta evidente la debolezza dell’Anp e reso ancora più precaria la sua tenuta.</p>
<p>Eppure la vita dei palestinesi non è certo migliorata. La tregua raggiunta da Hamas non fa menzione della situazione nel quartiere di <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/21/we-dont-sleep-at-night-palestinians-in-sheikh-jarrah" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sheik Jarrah</a> né della gestione della Spianata delle Moschee, che pure rappresentano i motivi scatenanti di questa ultima escalation. Per non parlare dei danni materiali e delle perdite di vite umane a Gaza.</p>
<p>Sul piano militare, invece, Hamas ha fatto sfoggio del suo <strong>rinnovato arsenale</strong> e delle aumentate capacità belliche. In soli dieci giorni il Movimento ha lanciato contro Israele 4.300 razzi, un dato ancora più impressionante se si considera che durante l’Operazione margine protettivo del 2014 durata quasi due mesi il Movimento ne lanciò 4.500. Hamas è anche riuscito a raggiungere città rimaste fino ad oggi fuori dal raggio d’azione dei suoi missili e a mettere in pericolo aeroporti ed oleodotti.</p>
<h2>La vittoria di Israele</h2>
<p>Ma ad aver raggiunto i propri obiettivi sul piano militare è stato anche Israele. Le<em> Israeli defence forces</em> hanno inflitto un serio danno alla rete di <strong>tunnel</strong> utilizzata da Hamas per colpire in territorio israeliano e sono riuscite ad indebolire il Movimento e Jihad islamica uccidendo diversi comandanti. Un’operazione resa possibile dal lavoro dell<strong>’intelligence</strong> e che ha costretto i due gruppi attivi a Gaza ad interrogarsi sulle capacità dei servizi segreti israeliani e su che misure adottare per evitare che un simile scenario possa ripetersi. Israele ha inoltre dimostrato di essere pronto ad usare il pugno duro contro la Striscia in caso di minacce e di non essere disposta a sottostare agli ultimatum di Hamas. Allo stesso tempo ha fatto capire di non voler arrivare ad un conflitto vero e proprio, avendo più volte minacciato un’operazione di terra che non ha mai preso il via.</p>
<p>Sul piano interno, l’ultima escalation ha invece aiutato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a>. I tentativi dell’opposizione di creare un governo di larghe intese per sottrarre la premiership del Paese al leader del Likud sono presto naufragati. Il partito arabo di Masour Abbas ha sospeso le trattative a causa delle operazioni contro Gaza e la violenza nelle città miste ha contribuito a spaccare il <strong>fronte dell’opposizione</strong>, avvantaggiando Netanyahu. Lo stallo politico però non è stato superato. Né il premier uscente né altri partiti hanno i numeri per formare un governo, per cui l’ipotesi di quinte <strong>elezioni</strong> sembra ormai inevitabile.</p>
<h2>Una fragile tregua</h2>
<p>La tregua raggiunta tra Hamas e Israele non è destinata a durare. Che sia tra pochi mesi o qualche anno, la tensione tra le due parti si <strong>riaccenderà</strong> se i problemi di fondo non verranno risolti. La questione palestinese, messa da parte negli ultimi anni, deve essere affrontata e risolta perché possa essere garantita la pace nella regione. Tra l’altro, senza una soluzione politica sarà anche impossibile per Israele procedere con gli Accordi di Abramo ed il progetto di <strong>normalizzazione</strong> dei rapporti con gli Stati a maggioranza musulmana. Lo scoppio dell’ultima escalation ha congelato il dialogo tra Israele e Arabia Saudita, mettendo in difficoltà gli stessi Paesi che avevano già stretto rapporti con lo Stato ebraico e che hanno dovuto affrontare il malcontento delle loro opinioni pubbliche.</p>
<p>Ma Israele deve anche fare i conti con la minoranza degli <strong>arabo-israeliani</strong>. Questo gruppo, che rappresenta il 20% della popolazione, gode in teoria degli stessi diritti dei cittadini ebrei ma ha dovuto più volte fare i conti con un atteggiamento discriminatorio nei suoi confronti. Gli arabo-israeliani sono spesso presentati come un nemico interno, una “quinta colonna” che minaccia la stabilità della società israeliana minandone la tenuta. Le violenze nelle città miste e l’adesione di un alto numero di arabo-israeliani alle proteste contro i raid su Gaza devono far riflettere sulla necessità di trovare un nuovo <strong>equilibrio</strong> tra le comunità che compongono la società israeliana.</p>
<p>Credere che nel breve periodo si possa giungere ad una reale soluzione della questione palestinese o dei problemi interni di Israele è tuttavia impossibile. Lo Stato ebraico è ancora senza un governo, rischia di tornare nuovamente alle urne e sta assistendo ad una crescita dei partiti più <strong>estremisti</strong>, ben poco propensi al dialogo e molto più interessati all’espansione degli insediamenti e all&#8217;isolamento degli arabo-israeliani. Dal canto suo anche il fronte palestinese deve fare i conti con una crisi politica che si trascina da anni. Cisgiordania e Gaza hanno due governi differenti, in lotta tra di loro ed incapaci di unire le forze per raggiungere un obiettivo comune. A pesare è anche l’atteggiamento degli Stati Uniti, storici protagonisti del processo di pace tra Israele e Palestina ma sempre meno interessati al dossier mediorientale e alla risoluzione di un conflitto che si trascina da decenni. Per adesso sperare in un cambiamento è un’illusione, ma per quanto ancora potrà reggere lo status quo?</p>
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		<title>Tregua all&#8217;orizzonte tra Hamas e Israele?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tregua-allorizzonte-tra-hamas-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 05:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Artiglieria israeliana spara contro Gaza (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I raid israeliani contro Gaza e il lancio di razzi e missili dalla Striscia verso Israele continuano ormai da una settimana, ma qualcosa sembra stia per cambiare sul fronte diplomatico. Dopo giorni di silenzio, le comunicazioni tra Hamas, il Movimento che controlla la Striscia, e Israele sono riprese grazie alla mediazione dell’Egitto, player principale nei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tregua-allorizzonte-tra-hamas-e-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tregua-allorizzonte-tra-hamas-e-israele.html">Tregua all&#8217;orizzonte tra Hamas e Israele?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Artiglieria israeliana spara contro Gaza (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Artiglieria-israeliana-spara-contro-Gaza-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I raid israeliani contro Gaza e il lancio di razzi e missili dalla Striscia verso Israele <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-a-gerusalemme.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">continuano</a> ormai da una settimana, ma qualcosa sembra stia per cambiare sul fronte <strong>diplomatico</strong>. Dopo giorni di silenzio, le comunicazioni tra <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamas</a>, il Movimento che controlla la Striscia, e Israele sono riprese grazie alla mediazione dell’Egitto, player principale nei tentativi di trovare una soluzione alla recente crisi. A fare pressioni per la fine delle ostilità adesso è anche il presidente americano, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a>, che ha chiesto a Israele di giungere il prima possibile ad una <a href="https://www.politico.com/news/2021/05/15/biden-israel-palestine-violence-netanyahu-488507" target="_blank" rel="noopener noreferrer">soluzione</a>.</p>
<p>Richieste di un cessate il fuoco sono arrivate più volte in questi giorni da Hamas, che si era detto pronto ad interrompere il lancio di razzi se Israele avesse fermato i raid contro la Striscia. Le richieste avanzate dal Movimento però sono sempre state rispedite al mittente. Sia il ministro della Difesa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-binyamin-gantz.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benny Gantz</a> che il premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a> hanno più volte sottolineato che le ostilità cesseranno solo dopo che Hamas e Jihad avranno pagato per il lancio di missili contro le città israeliane.</p>
<h2>Israele: obiettivi raggiunti</h2>
<p>Gantz già lunedì aveva spiegato che i raid sarebbero continuati fino a quando l’esercito non avesse raggiunto gli obiettivi prefissati e che gli attacchi sarebbero andati avanti ad oltranza, senza fissare un termine specifico per le operazioni militari. Ma sette giorni dopo l’avvio dei raid, Israele può ben dire di aver dato prova della sua forza militare, tanto che persino gli <strong>alti funzionari</strong> della Difesa stanno adesso premendo affinché si inizi a lavorare ad una <strong>tregua</strong> che metta fine alle operazioni militari a Gaza. Come riportato dal <em>Jerusalem Post</em>, l&#8217;esercito ritiene di aver raggiunto la maggior parte dei suoi obiettivi e sconsiglia l’avvio di un’operazione di terra.</p>
<p>Quest’ultima opzione è stata per giorni sul tavolo, ma ad oggi sembra sempre più improbabile, se non addirittura controproducente. Avviare un attacco di terra richiede un dispiegamento di mezzi e forze molto più vasto ed impegnativo rispetto ai raid aerei e potrebbe portare ad un aumento delle vittime israeliane e palestinesi dannoso per lo stesso Stato ebraico. Un simile scenario rischia di alienare l’opinione pubblica interna e di attirare le critiche di quella internazionale, fino ad oggi per lo più schierata a favore di Israele.</p>
<p>Tra l’altro l’esercito ha davvero raggiunto la maggior parte degli obiettivi che si era prefissato, soprattutto dopo aver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-trappola-infernale-contro-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bombardato</a> la rete di <strong>tunnel</strong> di Hamas e aver inflitto un duro colpo alla sua leadership uccidendo diversi quadri. Ciò che l’esercito raccomanda prima di una totale implementazione del cessate il fuoco è l’eliminazione di altri capi del Movimento, primi fra tutti Yahya Sinwar la cui casa è stata <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/16/israel-destroys-home-of-most-senior-hamas-leader-in-gaza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">distrutta</a> sabato in un raid dell’aviazione israeliana.</p>
<p>Secondo diversi analisti, però, nelle prossime ore dovrebbero esserci importanti sviluppi per la cessazione delle ostilità, salvo drastici cambiamenti nello scenario attuale. Il quotidiano israeliano <em>Haaretz</em> <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-idf-recommends-further-strikes-in-gaza-before-negotiating-process-begins-1.9812151?lts=1621154220635" target="_blank" rel="noopener noreferrer">specifica</a> che con molta probabilità l’accordo tra Hamas e Israele prevedrà una serie di <strong>brevi</strong> <strong>tregue</strong> per la riduzione graduale delle ostilità come già successo nel 2014 durante l’operazione Margine protettivo.</p>
<h2>Il successo di Hamas</h2>
<p>Ad aver raggiunto gli obiettivi prefissatisi è anche Hamas. Il Movimento, nonostante l&#8217;alto numero di vittime, è riuscito a presentarsi come il vero e unico <strong>difensore</strong> di Gerusalemme e della causa palestinese. Hamas poteva già contare su un ampio consenso tra la popolazione palestinese, come riportato dai sondaggi degli ultimi mesi realizzati in vista delle elezioni indette e poi cancellate dal presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abu Mazen</a>. Dopo l’escalation dell’ultima settimana ha rafforzato la sua pretesa di <strong>guidare</strong> la resistenza palestinese non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania e ha inflitto un altro duro colpo alla leadership di Fatah, dimostratasi ancora una volta incapace di proteggere il suo stesso popolo. Durante quest’ultima escalation, Hamas ha anche potuto mettere in mostra il suo nuovo arsenale, impiegando i razzi Ayyash con una gittata di 250 chilometri e <a href="https://it.insideover.com/difesa/loffensiva-di-hamas-contro-israele-usa-anche-piccoli-droni-iraniani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piccoli droni</a> iraniani dotati di testata bellica. Questi ultimi, insieme agli attacchi missilistici “di saturazione” che sono riusciti a superare l&#8217;Iran Dome, rappresentano una novità e certificano la <strong>crescita militare</strong> di Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tregua-allorizzonte-tra-hamas-e-israele.html">Tregua all&#8217;orizzonte tra Hamas e Israele?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa sta succedendo a Gerusalemme</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-a-gerusalemme.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 15:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo più di una settimana dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation tra Hamas e Israele è stato raggiunto il cessate il fuoco. L&#8217;accordo entrerà in vigore dalle 2 di notte (ora locale). Nella giornata del 20 maggio si erano susseguite notizie su una possibile fine delle ostilità tra le parti in campo, con l&#8217;Egitto disposto a garantire lo stop &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-a-gerusalemme.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sta-succedendo-a-gerusalemme.html">Cosa sta succedendo a Gerusalemme</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-a-Gerusalemme-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo più di una settimana dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation tra Hamas e Israele è stato raggiunto <strong>il cessate il fuoco</strong>. L&#8217;accordo entrerà in vigore dalle 2 di notte (ora locale).</p>
<p>Nella giornata del 20 maggio si erano susseguite notizie su una possibile fine delle ostilità tra le parti in campo, con l&#8217;Egitto disposto a garantire lo stop del lancio di razzi da Gaza. In serata il Gabinetto di sicurezza di Israele, convocato dal premier Benjamin Netanyahu, ha votato a favore del cessate il fuoco.</p>
<p>Lo Stato ebraico aveva più volte rifiutato la richiesta di Hamas di una tregua affermando che i raid sarebbero cessati solo dopo che il Movimento e Jihad islamica avessero pagato per il lancio di razzi. I due gruppi attivi a Gaza avevano intimato diverse volte a Israele di interrompere gli attacchi contro la Striscia e di ritirare i soldati dalla Spianata delle Moschee, presa d&#8217;assalto dalle forze dell&#8217;ordine.</p>
<h2>Il bilancio delle vittime</h2>
<p><strong>Il bilancio</strong> di vittime e feriti: la Mezzaluna rossa parla di più di mille feriti palestinesi, mentre i dati del ministro della Sanità di Gaza riferiscono della <strong>morte</strong> di 230 persone, tra cui 65 bambini, a seguito dei raid. Almeno 13 palestinesi hanno perso la vita nelle proteste scoppiate in Cisgiordania. La notte del 14 maggio almeno 10 persone, tra cui 2 donne e 8 bambini<strong>, </strong>tutti membri della famiglia Abu Hatab, sono stati uccisi da un attacco israeliano nel <strong>campo profughi</strong> di Al-Shati, nel nord della Striscia.</p>
<p>Tra le forze dell&#8217;ordine israeliane si contano una ventina di feriti. A causa dei razzi contro Israele hanno perso la vita un soldato e nove cittadini israeliani, tra cui due bambini, mentre almeno altri 60 sono rimasti feriti.</p>
<p>Martedì 18 anche due cittadini <strong>thailandesi</strong> hanno perso la vita e altri otto sono rimasti feriti dopo che un razzo sparato dalla Striscia ha colpito l&#8217;impianto di imballaggio nel quale lavoravano nella regione di Eshkol.</p>
<h2>Prove per il cessate il fuoco</h2>
<p>Il cessate il fuoco è stato raggiunto il 20 maggio.</p>
<p>In giornata il New York Times aveva fatto sapere che l&#8217;accordo tra Israele e Hamas sarebbe stato per<strong> &#8220;fasi&#8221;</strong>. La prima fase includerebbe la cessazione degli attacchi israeliani contro infrastrutture di Hamas e i leader del M<span class="hilg1">o</span>vimento, mentre quest&#8217;ultimo dovrebbe invece mettere fine ai lanci di razzi contro le città israeliane. Israele chiede anche ad Hamas di interrompere la costruzione dei tunnel verso il confine e far cessare le manifestazioni  lungo la barriera. Al centro delle trattative vi sarebbe anche la restituzione dei corpi di due soldati israeliani e di due civili israeliani detenuti da Hamas. In cambio Israele permetterebbe l&#8217;ingresso di merci e denaro a Gaza.</p>
<p>L&#8217;Onu stava cercando da giorni di mediare tra le parti, ma fino al 20 maggio Israele ha sempre rifiutato le richieste di <strong>cessate il fuoco</strong> avanzata da Hamas. Come spiegato dal premier Benjamin Netanyahu, Hamas e Jihad <strong>dovevano prima pagare caro</strong> gli attacchi contro lo Stato ebraico. Tra gli obiettivi di Israele c&#8217;era anche il capo politico del Movimento, Yehya al-Sinwar, la cui casa è stata distrutta da un raid.</p>
<p>Hamas aveva fatto sapere in diverse occasioni di essere pronto a <strong>interrompere</strong> le ostilità se Israele avesse fatto lo stesso. Il Movimento aveva anche chiesto alla comunità internazionale di intervenire per evitare che gli agenti israeliani usassero ancora la forza per disperdere i fedeli ad al-Aqsa. Onu, Francia, Germania, Cina, Russia ed Egitto hanno continuato a fare pressioni affinché si arrivasse alla fine delle ostilità.</p>
<p>A bloccare il lavoro dell&#8217;Onu sono stati soprattutto gli Stati Uniti, che si sono opposti alla pubblicazione di comunicato congiunto del Consiglio di sicurezza che condannasse l&#8217;operato di Israele, affermando che ciò avrebbe minato gli sforzi americani per fermare le ostilità. Sabato 15 maggio gli Usa hanno inviato a Tel Aviv <strong>Hady Amr</strong>, vice segretario per gli affari israeliani e palestinesi.</p>
<p>Martedì 18 maggio si erano riuniti anche i ministri degli Esteri europei, ma l&#8217;Ue non è riuscita a raggiungere una posizione comune a causa dell&#8217;opposizione dell&#8217;<strong>Ungheria</strong>, strettamente legata a Israele.</p>
<h2>La notizia errata sull&#8217;attacco di terra</h2>
<p>Nella notte tra il 13 e il 14 maggio si era diffusa la notizia di un <strong>attacco</strong> <strong>di terra</strong> da parte di Israele contro la Striscia, ma il portavoce dell&#8217;esercito poche ore dopo aveva fatto sapere che le truppe di terra non erano mai entrate a Gaza.</p>
<p>Quello che era stato inizialmente presentato come un errore di comunicazione si è rivelato essere una tattica dell&#8217;Idf per costringere i militanti di Hamas a rifugiarsi nei tunnel sotterranei, presi immediatamente di mira dall&#8217;esercito.</p>
<h2>Tensione ancora alta</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">La </span><strong style="font-size: 1rem;">tensione</strong><span style="font-size: 1rem;"> è rimasta a lungo alta nelle aree al confine con la Striscia e in diverse città israeliane. La situazione più grave si è registrata nei giorni scorsi </span><strong style="font-size: 1rem;">Lod</strong><span style="font-size: 1rem;">, dove mercoledì è stato dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l&#8217;intervento dell&#8217;esercito dopo l&#8217;incendio di alcune sinagoghe. Le manifestazioni si sono poi estese anche in <strong>Cisgiordania</strong>:</span>Martedì 18 maggio il comitato delle organizzazioni degli arabi israeliani ha indetto una giornata di sciopero generale, mentre Fatah ed Hamas ha dato inizio alla &#8220;giornata della rabbia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esercito ha stazionato lungo il confine con Gaza come mossa preparatorio per una possibile azione di terra.<span style="font-size: 1rem;"> Nei primi giorni dell&#8217;offensiva il ministro della Difesa Gantz aveva autorizzato il richiamo in servizio di <strong>9 mila </strong></span><strong style="font-size: 1rem;">riservisti </strong><span style="font-size: 1rem;">nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Guardiano delle mura&#8221;. Obiettivo primario resta l&#8217;eliminazione</span><span style="font-size: 1rem;"> dei quadri più importanti di Hamas e Jihad: t</span><span style="font-size: 1rem;">ra gli obiettivi da Israele già colpiti vi è il </span><strong style="font-size: 1rem;">comandante</strong><span style="font-size: 1rem;"> del Movimento per Gaza City, Bassem Issa.</span></p>
<p>In risposta ai raid israeliani, Hamas ha iniziato a lanciare anche i razzi <strong>Ayyash </strong>con una gittata di 250 km, colpendo l&#8217;aeroporto di <strong>Ramon</strong>, nel sud di Israele. Sempre nella Striscia, invece, due diversi raid israeliani hanno distrutto l&#8217;edificio che ospitava i media gazawi e quello in cui avevano sede le tv e le testate internazionali, tra cui Ap e al-Jazeera. In tutto sono invece 30 le scuole danneggiate dagli attacchi israeliani, ma i raid hanno anche sfiorato la sede dell&#8217;agenzia UNRWA dell&#8217;Onu. Distrutto l&#8217;unico laboratorio della Striscia in cui si effettuavano i test Covid.</p>
<p>Ma i razzi contro Israele non sono partiti solo dalla Striscia. Lunedì 17 maggio sei razzi sono stati lanciati dal Libano, senza però passare all&#8217;interno dello Stato ebraico.<span style="font-size: 1rem;">Nella serata di venerdì 14, altri tre sono stati lanciati dalla </span><strong style="font-size: 1rem;">Siria</strong><span style="font-size: 1rem;"> contro le Alture del Golan, cadendo in una zona disabitata. Giovedì tre razzi erano stati invece lanciati contro le coste di Israele dal sud del </span><strong style="font-size: 1rem;">Libano</strong><span style="font-size: 1rem;">, senza causare danni. Il giorno dopo alcune persone sono riuscite a forzare le barriere lungo il confine libanese e ad entrare in Israele: uno di loro è morto a seguito delle ferite riportate. Secondo al-Jazeera sarebbe un membro di </span><strong style="font-size: 1rem;">Hezbollah</strong><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<h2>La risposta degli Usa</h2>
<p>La <a href="https://it.insideover.com/politica/risposta-usa-guerra-israele-gaza-palestina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risposta americana</a> è stata tardiva e poco incisiva. Biden ha ribadito il suo pieno sostegno ad Israele e al suo diritto a difendersi, senza nemmeno condannare l&#8217;abbattimento del palazzo che ospitava i media internazionali a Gaza. Solo dopo una settimana dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation gli Usa hanno iniziato a chiedere con maggiore forza il cessate il fuoco ad Israele, ma gli appelli sono rimasti inascoltati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-317677" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-732x1024.png" alt="palestina e israele cartina" width="732" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-732x1024.png 732w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-214x300.png 214w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-768x1074.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-1098x1536.png 1098w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa-1464x2048.png 1464w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/israele-palestina-mappa.png 1373w" sizes="auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px" /></p>
<h2>L&#8217;escalation di lunedì</h2>
<p>L&#8217;escalation tra Israele e Gaza è scoppiata lunedì, quando le forze dell&#8217;ordine israeliane hanno nuovamente preso d&#8217;assalto al-Aqsa e i fedeli riunitisi nella Spianata delle Moschee oltre l&#8217;orario di preghiera in segno di protesta.</p>
<p>La tensione era alta già dal pomeriggio, quando le <strong>sirene</strong> anti-missile hanno risuonato per le strade di Gerusalemme a causa del lancio di missili da Gaza contro la città. <strong>L&#8217;attacco</strong> è stato rivendicato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamas</a>, ma ore dopo anche <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-movimento-per-il-jihad-islamico-in-palestina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jihad islamica</a> ha lanciato dei razzi verso Israele intorno alle 21 (le 20 in Italia). Entrambi i gruppi hanno affermato che gli attacchi contro lo Stato ebraico sono stati decisi in <strong>risposta</strong> alle violenze delle forze dell&#8217;ordine, che giornalmente sgomberano con cannoni ad acqua, granate stordenti e proiettili di gomma i palestinesi riuniti nella Moschea in segno di protesta per quanto sta accadendo a Sheik Jarrah.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/gerusalemme-tra-proteste-e-spettri-di-una-nuova-intifada.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come già spiegato su InsideOver</a>, 40 abitanti rischiano di dire addio alle loro case, la cui proprietà è rivendicata da Nahalat Shimon, un&#8217;organizzazione religiosa formata da coloni israeliani che mira a cancellare la presenza araba a Gerusalemme est.</p>
<p>Dopo il primo lancio di razzi, le forze dell&#8217;ordine hanno <strong>evacuato</strong> la Città vecchia e la sessione della Knesset (il Parlamento israeliano) è stata interrotta per ragioni di sicurezza. Nel pomeriggio è stata invece <strong>cancellata</strong> la <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/10/israeli-forces-raid-al-aqsa-compound-live" target="_blank" rel="noopener noreferrer">marcia</a> per la celebrazione della conquista<em> manu militari</em> di Gerusalemme est avvenuta a seguito della Guerra dei sei giorni. Ogni anno centinaia di coloni, nazionalisti e sostenitori dell&#8217;estrema destra entrano nel quartiere arabo della Città vecchia passando per la Porta di Damasco e diretti alla Spianata delle Moschee. La marcia rappresenta una vera e propria provocazione per la popolazione araba di Gerusalemme..</p>
<p>Lo stesso giorno era anche attesa la sentenza della Corte suprema israeliana sul futuro delle famiglie di Sheik Jarrah, ma il rischio di una ulteriore escalation e le parole di avvertimento arrivate dagli Stati Uniti avevano convinto i giudici a <strong>rimandare</strong> il pronunciamento.</p>
<p>Lunedì sera sono stati condotti i primi <strong>raid</strong> contro la Striscia e Hamas. Il ministro della Difesa, Benny Gantz, aveva spiegato che gli attacchi a Gaza servono ad ottenere &#8220;una calma completa e duratura. I raid dovrebbero continuare fino a quando non avre<span class="hilg1">mo</span> raggiunto gli obiettivi che ci sia<span class="hilg1">mo</span> prefissati&#8221;.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-317982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-901x1024.png" alt="razzi israele gaza" width="901" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-901x1024.png 901w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-264x300.png 264w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-768x873.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-1351x1536.png 1351w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele-1801x2048.png 1801w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/razzi-gaza-israele.png 1689w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gerusalemme tra proteste e spettri di una nuova Intifada</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gerusalemme-tra-proteste-e-spettri-di-una-nuova-intifada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2021 15:23:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=317428</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="scontri Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gerusalemme vive giorni con il fiato sospeso, dopo gli scontri del fine settimana appena passato e gli appuntamenti di lunedì. Il 10 maggio ricorre infatti l’anniversario della conquista israeliana di Gerusalemme est dopo la Guerra dei sei giorni e l&#8217;attesa marcia dei nazionalisti per le strade della città lascia presagire nuovi scontri. Intanto Hamas soffia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gerusalemme-tra-proteste-e-spettri-di-una-nuova-intifada.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gerusalemme-tra-proteste-e-spettri-di-una-nuova-intifada.html">Gerusalemme tra proteste e spettri di una nuova Intifada</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="scontri Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/gerusalemme-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gerusalemme vive giorni con il fiato sospeso, dopo gli <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/9/scores-of-palestinians-in-east-jerusalem-wounded-on-holy-night" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scontri</a> del fine settimana appena passato e gli appuntamenti di lunedì. Il 10 maggio ricorre infatti <strong>l’anniversario</strong> della conquista israeliana di Gerusalemme est dopo la <strong>Guerra dei sei giorni</strong> e l&#8217;attesa marcia dei nazionalisti per le strade della città lascia presagire <strong>nuovi scontri</strong>. Intanto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamas</a> soffia sul fuoco delle rivolte palestinesi inneggiando ad una nuova <strong>Intifada</strong>, ma senza davvero desiderane una, mentre dall’Autorità nazionale palestinese giungono <strong>deboli</strong> parole di condanna.</p>
<h2>Gli scontri a Gerusalemme est</h2>
<p>Il fine settimana è stato contrassegnato da nuove proteste dei palestinesi riunitisi a Gerusalemme e nella Moschea di al-Aqsa per celebrare la Laylat al-Qadr (o Notte del destino), la notte più sacra per i musulmani durante il mese del Ramadan. Almeno 90 mila fedeli si sono riuniti nella Moschea nonostante il timore di una nuova <strong>incursione</strong> da parte delle forze dell’ordine israeliane, che venerdì 7 maggio sono entrate con la forza ad al-Aqsa. Centinaia fedeli erano <a href="https://www.aljazeera.com/news/2021/5/7/al-aqsa-worshippers-protest-palestinian-evictions-in-jerusalem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rimasti all’interno della Moschea</a> in segno di solidarietà per le famiglie di Sheik Jarrah, ma sono stati sgomberati con la forza degli agenti israeliani: almeno 170 palestinesi sono rimasti feriti a seguito dell’incursione, ma la risposta di Israele non è bastata a spezzare il movimento di protesta. La notte tra l’8 e il 9 maggio, infatti, è stata ugualmente caratterizzata da nuove manifestazioni a Gerusalemme est, contro cui si è diretta ancora una volta la repressione delle forze dell’ordine: agenti israeliani a cavallo hanno usato granate stordenti e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti, che hanno risposto con lanci di pietre.</p>
<p>Nel tentativo di ridurre l’afflusso di palestinesi verso Gerusalemme, Israele aveva anche <strong>bloccato</strong> gli autobus che cercavano di entrare in città all’altezza di Abu Ghosh, ma centinaia di persone hanno percorso i 10 chilometri restanti a piedi o grazie all’aiuto dei palestinesi residenti a Gerusalemme, accorsi con i propri mezzi di trasporto dopo il <strong>tam-tam sui social</strong>.</p>
<p>Nonostante l’alto livello di tensione registratosi in città fin dall’inizio del Ramadan, gli occhi sono tutti puntati su ciò che accadrà nel corso della giornata. Almeno <strong>30 mila coloni</strong> hanno annunciato che prenderanno parte alla marcia che ogni anno si tiene per le strade di Gerusalemme est in ricordo della conquista israeliana della parte araba della città nel 1967. In molti avevano chiesto la cancellazione della parata, ma il portavoce della polizia, Eli Levi, ha confermato che le celebrazioni non saranno ostacolate.</p>
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<h2>Il nodo di Sheik Jarrah</h2>
<p>Lunedì era attesa anche la sentenza della Corte suprema israeliana sul futuro di 40 palestinesi residenti nel quartiere di <a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-palestine-sheikh-jarrah-jerusalem-neighbourhood-eviction-explained" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Skeikh Jarrah</a>: le loro case dovrebbero essere <strong>confiscate</strong> da Israele per poi essere assegnate ai coloni ebrei che ne rivendicano la proprietà. Domenica, i giudici hanno deciso di <a href="https://twitter.com/nirhasson/status/1391371840627560450" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rinviare</a> l’udienza a data da destinarsi per evitare un ulteriore aumento della tensione.</p>
<p>Intanto, a supporto delle famiglie palestinesi si è mossa la <strong>Giordania</strong>, che prima della Guerra dei sei giorni amministrava la Cisgiordania e Gerusalemme est. La documentazione presentata da Amman attesta il passaggio all’Anp della proprietà della terra su cui sorgono le case attualmente contese e costruite dalla stessa Giordania in accordo con l’Onu per dare un rifugio ai profughi del 1948, anno della fondazione di Israele e nota tra i palestinesi come la Nakba (la Catastrofe). Una ricostruzione che i coloni israeliani non hanno accettato e su cui sarà la Corte ad esprimersi.</p>
<p>Intanto nel quartiere si sono susseguite proteste e sit-in a cui hanno preso parte non solo palestinesi giunti da diverse città, ma anche<strong> israeliani ed ebrei</strong> contrari all’allontanamento forzato delle famiglie palestinesi da Gerusalemme. La loro presenza ha costretto gli agenti israeliani ad intervenire con minore forza, ma non sono mancati gli arresti e le granate stordenti.</p>
<h2>Verso una nuova Intifada?</h2>
<p>La domanda che più risuona in Israele e Palestina dall’inizio delle proteste è: ci sarà una <a href="https://it.insideover.com/guerra/trentanni-initifada-la-rivolta-insanguina-la-terra-santa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova <strong>Intifada</strong></a>? Dare una risposta certa non è facile, ma almeno per ora sembra un’ipotesi poco probabile. Seppure non impossibile. Attualmente, ciò che manca al movimento di protesta è una <strong>leadership</strong> in grado di unire e mobilitare i palestinesi a Gerusalemme e nelle altre città.</p>
<p>Con poca sorpresa, il presidente palestinese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mahmoud Abbas</a> si è limitato a puntare il dito contro Israele e a chiedere un intervento del Consiglio di sicurezza per proteggere il popolo palestinese. Una <strong>risposta cauta</strong> di un leader ormai in declino, costretto a <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2021/05/palestinian-factions-mull-next-steps-after-abbas-calls-elections" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rimandare</a> le elezioni per non perdere il suo potere e che teme che le attuali proteste possano rivolgersi anche <strong>contro l’Anp</strong>.</p>
<p>Diversa invece la reazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-hamas.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Hamas</strong></a>. Il leader del Movimento che controlla Gaza, Ismail Haniyeh, ha definito quanto sta avvenendo a Gerusalemme “una Intifada che non si deve fermare” e ha avvertito il premier israeliano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a> di “non giocare col fuoco”. Le parole di Haniyeh non devono però trarre in inganno. Hamas può già contare su ampio sostegno elettorale e non sarebbe in grado di sostenere un nuovo attacco da parte di Israele. Il Movimento deve fare i conti con il <strong>malcontento</strong> della popolazione di Gaza, provata non solo da anni di embargo ed isolamento, ma anche dalla pandemia. Una <strong>sconfitta</strong> sul piano militare e ulteriori danni alle infrastrutture della Striscia sono uno scenario che il Movimento vuole scongiurare.</p>
<p>A minacciare ripercussioni per quanto sta accadendo a Gerusalemme è anche il Movimento per il Jihad, altra forza attiva a Gaza e non sempre in linea con Hamas. Che i suoi membri lancino dei razzi contro Israele &#8211; anche senza il consenso di Haniyeh &#8211; è un’ipotesi plausibile, ma parliamo di un gruppo ormai minoritario nella stessa Striscia e a cui l’esercito israeliano risponderebbe come già fatto in passato <strong>bombardandone</strong> le postazioni nell’enclave, insieme a quelle di Hamas. Ad oggi, nemmeno il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-il-movimento-per-il-jihad-islamico-in-palestina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Movimento per il Jihad</a> ha le forze per ergersi a leader del movimento di protesta, come successo in passato.</p>
<p>Una terza Intifada è un’ipotesi che lo stesso Stato di Israele dovrebbe impegnarsi ad evitare. In pieno stallo politico, con l’economia danneggiata dalla pandemia e la ripresa del turismo alle porte un nuovo clima di violenza generalizzata non è certo lo scenario migliore per il Paese ebraico. Ad oggi, quindi, è difficile pensare che le proteste si trasformino in una Intifada come quelle del 1987 o del 2000, ma la situazione è ancora in evoluzione.</p>
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