Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

L’annuncio dell’operazione via terra da parte delle Israel Defense Forces non è stato un errore. All’inizio il portavoce delle forze dello Stato di Israele ha parlato di un’incomprensione scusandosi con i media internazionali. Ma a poche ore dalla smentita, l’ipotesi che prende sempre più forza è che non si sia trattato di un “misunderstanding”, ma di una precisa tattica di guerra.

La storia è andata più o meno così. Poco dopo la mezzanotte, i media internazionali hanno affermato quasi simultaneamente che le truppe dell’esercito israeliano avevano fatto il loro ingresso nella Striscia di Gaza. In effetti, il giorno prima, il comando meridionale delle Idf aveva presentato i piani di attacco per un’operazione di terra e – anche se l’annuncio appariva più come un avvertimento che come una reale possibilità di attacco – molti parlavano della possibilità di un’incursione su larga scala quantomeno delle forze speciali.

Dopo qualche ora, i siti internazionali e i telegiornali hanno cambiato la notizia. Non c’era più l’annuncio dell’invasione di terra ma di bombardamenti con l’utilizzo di carri armati all’interno del territorio israeliano. Un dietrofront importante perché, naturalmente, cambiava completamente la descrizione di quanto stava avvenendo ai confini tra Israele e la Striscia di Gaza. Ma è sembrato abbastanza difficile credere che i reporter, i giornalisti che avevano contatto con le forze armate e i commentatori più attenti avessero preso un abbaglio inventando una presunta invasione da parte dello Stato ebraico.

Cosa era successo? Stando alle prime informazioni riportate da diversi quotidiani israeliani, i corrispondenti internazionali avevano ricevuto un messaggio da parte dell’Unità del portavoce delle stesse Idf con cui si annunciava l’avvio delle operazioni terrestri. Steve Hendrix, inviato del Washington Post a Gerusalemme, ha scritto su Twitter un post in cui ha ripercorso i momenti salienti della nottata e i messaggi delle Idf. Secondo il corrispondente, alle 00:17 è stato inviato il seguente messaggio: “Le forze aeree e di terra dell’IDF stanno attualmente attaccando nella Striscia di Gaza”. All’una e mezza una conferma: “* Dichiarazione ufficiale IDF *Ci sono truppe di terra a Gaza”. Alle 2:13 la smentita di quanto sopra: “Chiarimento: attualmente non ci sono truppe di terra dell’IDF all’interno della Striscia di Gaza”.

Il portavoce estero delle Idf, Jonathan Conricus, si è scusato con i giornalisti stranieri parlando di un errore e di essere dispiaciuto per averli tratti in inganno. Ma quello che è avvenuto nella notte potrebbe non essere affatto un errore. E i primi a segnalarlo sono stati proprio i media israeliani, in particolare uno, Canale 12, che in un articolo ha parlato espressamente della trappola messa in atto dalle Idf per annientare il più possibile le forze di Hasm durante i bombardamenti avvenuti nella notte nella Striscia di Gaza. L’idea è che quanto avvenuto nella notte non sia stato un errore, ma una scelta precisa delle forze israeliane che hanno così deciso di usare la “nebbia di guerra” per indurre i miliziani di Hamas a rifugiarsi nei tunnel sotto Gaza, la cosiddetta “metropolitana”. I tunnel, quei canali strategici che permettono alle milizie dell’exclave palestinese di rifornirsi di armi, contrabbandare materie prime, spostare uomini e svolgere tutte quelle attività non tollerate da Israele, sono così diventate da armi a trappole. Trappole di fuoco e cemento colpite dalla pioggia di missili lanciata dall’aviazione israeliana e dei droni. I bombardamenti, tra i più massicci degli ultimi anni, sono durati circa 40 minuti e hanno riversato sul suolo di Gaza circa 450 bombe. Una resa dei conti che lo Stato ebraico attende dal 2014, quando dopo l’operazione “Margine di protezione” Hamas ha iniziato a costruire quella rete inestricabile di tunnel che per i comandi delle Idf è ancora il vero grande incubo per qualsiasi operazione di terra.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY