<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Wikileaks Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/wikileaks/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/wikileaks</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Feb 2024 08:57:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Wikileaks Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/wikileaks</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Caso Assange, ipocrisia emblematica della liberal democrazia americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-caso-assange-visto-dagli-usa-un-attacco-alla-liberta-dinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 07:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414856</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 20 e il 21 febbraio si è tenuta l’udienza dell’Alta Corte di Londra chiamata a decidere in via definitiva sull’estradizione di Julian Assange, fondatore e attivista di WikiLeaks, accusato dal governo americano di spionaggio e cospirazione contro la sicurezza nazionale a seguito della pubblicazione di documenti governativi top secret riguardanti crimini di guerra commessi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-assange-visto-dagli-usa-un-attacco-alla-liberta-dinformazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-assange-visto-dagli-usa-un-attacco-alla-liberta-dinformazione.html">Caso Assange, ipocrisia emblematica della liberal democrazia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 20 e il 21 febbraio si è tenuta l’udienza dell’Alta Corte di Londra chiamata a decidere in via definitiva sull’estradizione di <strong>Julian Assange</strong>, fondatore e attivista di WikiLeaks, accusato dal governo americano di spionaggio e cospirazione contro la sicurezza nazionale a seguito della pubblicazione di documenti governativi top secret riguardanti crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e altri Paesi durante l’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan.&nbsp;</p>



<p>Si tratta della fase finale di un processo iniziato nel 2012, <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/il-giornalismo-va-alla-sbarra-assange-a-un-passo-dallestradizione-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando Assange ha trovato ospitalità</a></strong> come rifugiato politico all’interno dell’Ambasciata ecuadoriana di Londra fino al 2019, anno in cui il fondatore di WikiLeaks è entrato a <strong>Belmarsh, il carcere inglese di massima sicurezza spesso definito “la Guantanamo inglese”</strong>. La sentenza è prevista per i primi giorni di marzo e, in caso di condanna, ad attendere Assange negli Stati Uniti c&#8217;è la prospettiva di una condanna a una pena detentiva fino a 175 anni di carcere per i reati previsti dall’Espionage Act.</p>



<p>Il caso Assange ha diviso l’opinione pubblica mondiale e in particolare quella americana, destando preoccupazioni per la <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutela della libertà di stampa</a></strong> e del delicato e fondamentale rapporto tra giornalisti ed informatori da un lato e tra giornalisti e pubblico dall&#8217;altro , soprattutto quando ad essere al centro dell’attenzione è l’enorme potere che gli Stati Uniti esercitano a livello globale e, ancor più, quando lo sono le guerre che a tutela e rafforzamento di questo potere sono state perpetuate.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Espionage Act &#8220;censura&#8221; l&#8217;opposizione alla guerra?</h2>



<p>Su questo punto vale la pena di notare come il caso Assange sia fin dall’inizio stato inquadrato dai maggiori media mainstream americani per la minaccia che pone alla libertà d’informazione quando in ballo vi è la sicurezza nazionale, ma raramente i contenuti del leakaggio sono stati presi in considerazione dopo la loro pubblicazione.&nbsp;</p>



<p>D’altra parte, concentrare la discussione sulla forma piuttosto che rimanere sul contenuto è insito nella struttura dell’Espionage Act. Come viene spiegato in <strong><a href="https://www.theguardian.com/media/2024/feb/21/us-government-lawyers-deny-charges-against-julian-assange-politically-motivated">un recente articolo del The Guardian, </a>l&#8217;Espionage Act </strong>è “una legge che originariamente reprimeva l&#8217;opposizione all&#8217;ingresso dell&#8217;America nella prima guerra mondiale. Negli ultimi anni, tuttavia, la legge è stata invocata principalmente contro i whistleblower. La legge […] non prevede alcuna difesa dell&#8217;interesse pubblico. Una persona accusata non può presentare prove sul contenuto del materiale divulgato, non può dire perché ha fatto ciò che ha fatto e non può sostenere che il pubblico aveva il diritto di conoscere quelle questioni.” </p>



<p>In questo caso, come nel caso di<strong> Daniel Ellsberg,</strong> whistleblower dei Pentagon Papers, e del più celebre Snowden, l’informatore ex agente della NSA, l’interesse pubblico che si stava tutelando è quello di sapere in che modo (e per tutelare quali interessi) sono state condotte le guerre portate avanti in nome della difesa della democrazia e, soprattutto, in nome dei cittadini americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mentre si dibatte, la guerra continua</h2>



<p>L’inscindibile legame tra il controllo della libertà di stampa e la difesa del diritto a fare la guerra è invece stato ripetutamente denunciato da diversi siti d’informazione indipendenti americani. Come scrive il giornalista indipendente <strong>Matt Taibi, ex collaboratore di Rolling Stones e figura di riferimento nella pubblicazione dei Twitter Files</strong>, “Julian Assange è diventato famoso mentre negli Stati Uniti stavamo creando un nuovo e più vasto <a href="https://www.racket.news/p/why-julian-assange-must-be-freed">governo all&#8217;interno del governo</a>, un sistema di prigioni segrete, torture e rapimenti di sospettati, sorveglianza di massa e assassinii perpetuati attraverso droni. E molte di queste cose le conosciamo solo grazie a Wikileaks. Apparentemente, tutta questa segretezza era necessaria a combattere il terrorismo all’estero.” </p>



<p><strong><a href="https://www.democracynow.org/2024/1/1/julian_assange_belmarsh_tribunal_jan1_2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amy Goodman, co- fondatrice e presentatrice del programma televisivo <em>Democracy Now!</em></a></strong>, ricorda che “nel 2010, WikiLeaks […] ha pubblicato una serie di video, noti con il nome di &#8220;<strong>Collateral Murder&#8221; </strong>(omicidio collaterale), in cui sono state fornite le prove di crimini di guerra perpetuati dall’esercito americano. Questi video avrebbero per sempre cambiato la traiettoria della &#8220;guerra al terrore&#8221; e della repressione del governo americano nei confronti dei suoi critici”.</p>



<p>Il video, ci spiega Goodman, rivela crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti a Baghdad. In particolar modo, il filmato in questione mostra un&#8217;unità di elicotteri Apache statunitensi colti nel momento in cui, tra risate e scherzi, uccidono oltre una <strong>dozzina di uomini</strong>, tra cui due dipendenti dell’agenzia di informazione Reuters. La pubblicazione di questo video, insieme alle successive rivelazioni dei registri di <strong>guerra dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afghanistan,</strong> ha messo in luce altri comportamenti militari di dubbia legalità, tra cui l&#8217;uccisione di persone che si stavano arrendendo alle forze statunitensi.</p>



<p>Non ci sono state conseguenze, processi o condanne, ed è questo fatto, insieme alla persecuzione giudiziaria che Assange ha subito e continua a subire, a rendere il suo caso una delle ipocrisie più emblematiche della liberal democrazia americana e dei suoi alleati. I crimini di guerra e il totale alienamento dei diritti umani che hanno caratterizzato l’invasione irachena così come quella afgana, e molte altre guerre prima e dopo di queste intraprese a difesa della democrazia, <strong>rimangono ignorati dai principali media mainstream, mentre si continua a puntare il dito contro le nefandezze altrui.</strong> Così come sono stati ignorati i documenti che suggeriscono il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito democratico nel minare, a favore di Hilary Clinton, la candidatura di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bernie Sanders,</a></strong> uno dei più feroci critici (e, di certo, il solo candidabile) dell’aggressiva <a href="https://abcnews.go.com/Politics/damaging-emails-dnc-wikileaks-dump/story?id=40852448">politica estera americana. </a></p>



<p>E mentre il processo si consuma, la macchina da guerra non si ferma. La vediamo anzi in azione in scenari operativi sempre più ampi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caso-assange-visto-dagli-usa-un-attacco-alla-liberta-dinformazione.html">Caso Assange, ipocrisia emblematica della liberal democrazia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Obama, Trump, Biden: Assange nel mirino di tre presidenti Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 12:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414843</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-1024x725.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse giornate Julian Assange è stato al centro della scena per la problematica questione della sua possibile estradizione negli Stati Uniti. Per il fondatore di WikiLeaks il trasferimento da Londra agli States, su cui l&#8217;Alta Corte del Regno Unito deve dare la sentenza definitiva, significherebbe affrontare accuse di spionaggio per le rivelazioni del 2010 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html">Obama, Trump, Biden: Assange nel mirino di tre presidenti Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/assange2-1024x725.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse giornate <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/il-giornalismo-va-alla-sbarra-assange-a-un-passo-dallestradizione-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Julian Assange</a></strong> è stato al centro della scena per la problematica questione della sua possibile <strong>estradizione negli Stati Uniti</strong>. Per il fondatore di WikiLeaks il trasferimento da Londra agli States, su cui l&#8217;Alta Corte del Regno Unito deve dare la sentenza definitiva, significherebbe affrontare <strong>accuse di spionaggio per le rivelazioni del 2010</strong> che esposero molte questioni critiche sul potere americano e la gestione delle guerre mediorientali in Iraq e Afghanistan.</p>



<p>Alla prova dei fatti Assange è stato nel mirino di tre amministrazioni. <strong>Barack Obama</strong> e il suo Dipartimento della Giustizia hanno aperto casi di indagine contro Assange cercando &#8211; inutilmente &#8211; di incriminarlo prima di provare un abboccamento con i fatti graziando nel 2016 <strong>Chelsea Manning</strong>, <em>whistleblower</em> per eccellenza nelle forze armate Usa ai tempi dell&#8217;ascesa di WikiLeaks. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a></strong>, che secondo molti accusatori di Assange sarebbe stato favorito da WikiLeaks nella corsa alla Casa Bianca col &#8220;buco&#8221; alle e-mail del Comitato Nazionale Democratico (Dnc) di Hillary Clinton, ha riaperto il processo di caccia ad Assange nel 2017 per mezzo dell&#8217;allora direttore della Cia, <strong>Mike Pompeo</strong>. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a></strong>, infine, nulla ha fatto per invertire l&#8217;iter che, dopo la fine dell&#8217;asilo politico ad Assange nell&#8217;ambasciata ecuadoregna a Londra nel 2019, ha portato al suo arresto nel Regno Unito e all&#8217;inizio dell&#8217;iter per l&#8217;estradizione negli Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La più dura caccia ad Assange? Scatenata da Trump e Pompeo</h2>



<p>Dal 2017, in particolare, sul caso Assange sussiste un vero e proprio mito. Quello, cioè, che vedrebbe in un filone comune <strong>l&#8217;operato di Assange</strong>, le manovre politiche della Russia per infiltrarsi negli Stati Uniti e condizionarne la vita istituzionale e l&#8217;ascesa di <strong>Donald Trump</strong>. Nel documento del procuratore del Russiagate americano, <strong>Robert Mueller</strong>, si analizza dettagliatamente l&#8217;attività di Assange nel prelevare le mail della Clinton ma manca qualsiasi<a href="https://www.justice.gov/archives/sco/file/1373816/download"> <strong>pistola fumante </strong>che colleghi Assange ai servizi segreti russi.</a> E l&#8217;amministrazione Biden subentrata a Trump nel 2021 non ha mai <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2018/11/22/what-happens-if-julian-assange-is-tried-in-the-us">inserito le indagini di Mueller su Assange negli addebiti al giornalista incarcerato a Londra.</a></p>



<p>Il motivo? Il <strong>Dipartimento di Giustizia</strong> aveva sostanzialmente archiviato ogni addebito a Assange con la fine dell&#8217;era Obama e li ha riaperti nell&#8217;era Trump su pressione dell&#8217;allora direttore della Cia. Dunque il processo attuale di richiesta di estradizione di Assange è stato avviato proprio da quel Trump che nella vulgata di molti media sarebbe stato favorito <a href="https://www.washingtonpost.com/news/the-fix/wp/2017/01/11/who-does-trump-trust-apparently-whoever-says-what-he-wants-to-hear-even-the-kremlin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indebitamente da WikiLeaks.</a></p>



<p>Glenn Greenwald su <em>The Intercept</em> nell&#8217;aprile 2019, dopo la fine dell&#8217;asilo politico a Assange decretata dal presidente ecuadoregno Lenin Moreno e il suo arresto a Londra, scriveva che nelle mosse del Dipartimento della Giustizia trumpiano &#8220;l’accusa chiave – secondo cui Assange non si è limitato a ricevere documenti riservati da Chelsea Manning ma ha cercato di aiutarla a decifrare una password per coprire le sue tracce&#8221; era &#8220;<a href="https://www.politico.com/story/2011/12/defense-manning-was-overcharged-070787?paginate=false" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota da tempo</a> al Dipartimento di Giustizia di Obama ed era esplicitamente parte del processo di Manning, tuttavia il <strong>Dipartimento di Giustizia di Obama </strong>–  <a href="https://www.nytimes.com/2016/12/30/opinion/sunday/if-donald-trump-targets-journalists-thank-obama.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non esattamente rinomato</a>  per essere strenuo tutore della libertà di stampa – ha concluso che non poteva e non doveva perseguire Assange perché incriminarlo avrebbe posto serie minacce alla sua vita e libertà di stampa&#8221;.</p>



<p>Assange si era rifugiato nel 2010 all&#8217;ambasciata ecuadoregna a Londra ritenendo strumentali le accuse di molestie sessuali partite nei suoi confronti dalla Svezia, <strong>archiviate nel novembre 2019</strong>. Nel 2013, il&nbsp;<a href="https://www.washingtonpost.com/world/national-security/julian-assange-unlikely-to-face-us-charges-over-publishing-classified-documents/2013/11/25/dd27decc-55f1-11e3-8304-caf30787c0a9_story.html?utm_term=.a5ca2f419894" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dipartimento di Giustizia di Obama dichiarò invece sul tema delle fughe di notizie del 2010 che era impossibile perseguire</a>&nbsp;&nbsp;Assange. Il motivo? Non c’era modo di distinguere l&#8217;attività di WikiLeaks dalla popolarizzazione giornalistica della sua <strong>mole di rivelazioni</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La trappola di Pompeo (e Trump) contro Assange</h2>



<p>Il 17 gennaio 2017 Obama, concedendo la grazia all&#8217;ex soldato Manning, condannata a 35 anni per le sue rivelazioni a WikiLeaks, sembrava aver <strong>posto la parola fine</strong> alla caccia americana a Assange dopo anni di inutili tentativi di portarlo alla sbarra. Fu l&#8217;amministrazione Trump a riprenderla a tutta forza principalmente per azione del <strong>direttore della Cia e poi Segretario di Stato Pompeo,</strong> che poco dopo l&#8217;insediamento di Trump, avvenuto tre giorni dopo la grazia a Manning<a href="https://theintercept.com/2017/04/14/trumps-cia-director-pompeo-targeting-wikileaks-explicitly-threatens-speech-and-press-freedoms/">, in un discorso che Greenwald ha definito &#8220;squilibrato&#8221;</a> enunciò: “Dobbiamo riconoscere che non possiamo più concedere ad Assange e ai suoi colleghi la libertà di usare i valori della libertà di parola contro di noi”.</p>



<p>Per l&#8217;amministrazione Obama, in sostanza, in fin dei conti WikiLeaks era risultata classificabile come scomoda, sgradita e ambigua <strong>organizzazione giornalistica</strong>. Greenwald ricordava che nell&#8217;atto di accusa promosso da Pompeo, firmato dal primo Segretario alla Giustizia di Trump, Jeff Sessions, e mai contraddetto dalla Casa Bianca, Assange si occupava &#8220;non di attività giornalistiche ma di pirateria informatica. Un pretesto malcelato per perseguire Assange per aver pubblicato i documenti segreti del governo degli Stati Uniti mentre si finge di farlo per qualcos’altro&#8221;.</p>



<p>La convergenza tra <strong>Pompeo, Trump, Sessions</strong> da un lato e la presenza a Londra e a Quito dei governi compiacenti di Theresa May (e poi Boris Johnson) e Lenin Moreno ha aperto le gabbie alla <strong>definitiva accelerazione </strong>dell&#8217;incriminazione di Assange e ai cinque anni di lunga corsa all&#8217;estradizione del giornalista australiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biden non smentisce Trump</h2>



<p>Dopo la vittoria elettorale nel 2020, Joe Biden non ha affatto ripreso le conclusioni dell&#8217;amministrazione Obama di cui era vicepresidente ma ha, tramite il Dipartimento di Giustizia e <a href="https://theintercept.com/2021/02/11/julian-assange-extradition-biden-journalism/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il suo <strong>Segretario di Stato Tony Blinken</strong>, perseguito aggressivamente il sostegno all&#8217;estradizione di Assange.</a> Presentatosi come alternativa a Trump, critico della sua tendenza a polarizzare e radicalizzare ogni questione e fautore di un ritorno alla normalità dell&#8217;America, Biden non sembra aver <strong>ridotto in alcun modo la pressione</strong> su Assange dal 2021 a oggi.</p>



<p>A luglio 2023 Blinken ha ricordato che le rivelazioni di Assange, a suo avviso, avrebbero “rischiato di causare danni alla sicurezza nazionale&#8221;.&nbsp;E dunque l&#8217;amministrazione ha tirato dritto sulla causa riaperta da Trump. Contro la volontà di una fetta del suo stesso Partito Democratico: a novembre, infatti, un&nbsp;gruppo di&nbsp;parlamentari democratici&nbsp;ha inviato una lettera al procuratore generale&nbsp;degli Usa <strong>Merrick Garland&nbsp;</strong>chiedendo la fine della battaglia degli Usa contro Assange e Wikileaks. Tra questi, spiccano le firme delle giovani deputate di sinistra Alexandria Ocasio-Cortez e Ilhan Omar. Alle quali di recente l&#8217;ultra-libertaria Marjorie Taylor Greene, esponente della destra del Partito Repubblicano, <a href="https://www.foxnews.com/world/squad-marjorie-taylor-greene-join-16-lawmakers-calling-biden-free-julian-assange" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha deciso di unirsi.</a> Assange <strong>resta un uomo nel mirino</strong>. La volontà punitiva di portare a compimento il processo iniziato nel 2017 per avviare l&#8217;incriminazione del giornalista australiano unisce le amministrazioni oltre al colore politico. Una novità, in un&#8217;America divisa in cui però forse tutelare gli <em>arcana imperii </em>conviene a chiunque nei palazzi del potere di Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-trump-biden-assange-nel-mirino-di-tre-presidenti-usa.html">Obama, Trump, Biden: Assange nel mirino di tre presidenti Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antenne sui tetti delle ambasciate: come funziona la Sigint e chi ne fa uso</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/antenne-tetti-ambasciate-russia-spia-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=392887</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Russian Embassy building in Riga, Latvia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le varie forme di raccolta informazioni da parte dei servizi di sicurezza di uno Stato, c&#8217;è anche quella riguardante i segnali, denominata Sigint (Signals Intelligence). Si tratta, nello specifico, di tutta l&#8217;attività volta a raccogliere in modo passivo dati mediante l&#8217;intercettazione e l&#8217;analisi di segnali elettromagnetici di qualunque tipo. Questa raccolta viene fatta con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/antenne-tetti-ambasciate-russia-spia-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/antenne-tetti-ambasciate-russia-spia-europa.html">Antenne sui tetti delle ambasciate: come funziona la Sigint e chi ne fa uso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Russian Embassy building in Riga, Latvia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ambasciata-russa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le varie forme di raccolta informazioni da parte dei servizi di sicurezza di uno Stato, c&#8217;è anche quella riguardante i segnali, denominata <strong>Sigint </strong>(Signals Intelligence). Si tratta, nello specifico, di tutta l&#8217;attività volta a raccogliere in modo passivo dati mediante l&#8217;intercettazione e l&#8217;analisi di segnali elettromagnetici di qualunque tipo. Questa raccolta viene fatta con <strong>mezzi di vario tipo</strong>: esistono velivoli espressamente predisposti per questo, come gli RC-135 “Rivet Joint”, unità navali, mezzi terrestri e anche, ovviamente, sensori fissi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spionaggio Usa</h2>



<p>Qualche anno fa aveva destato scalpore l&#8217;inchiesta di <em>Der Spiegel</em> che riferiva dell&#8217;attività di spionaggio svolta dall&#8217;<strong>Nsa</strong> – National Security Agency, una delle agenzie di sicurezza statunitensi – in Germania: il periodico tedesco riferiva che l&#8217;agenzia avesse un proprio programma di intercettazioni in più di 80 ambasciate e consolati statunitensi in tutto il mondo, chiamato internamente &#8220;<strong>Servizio di Raccolta Speciale</strong>&#8221; e spesso gestito all&#8217;insaputa del Paese ospitante. Si affermava anche che l&#8217;agenzia avesse una postazione d&#8217;ascolto a Berlino (presso l&#8217;ambasciata statunitense), Francoforte e un&#8217;altra a Vienna, oltre ad aver spiato le sedi diplomatiche dell&#8217;Ue a Washington. </p>



<p>L&#8217;inchiesta era partita da <em>Wikileaks </em>e ha riguardato anche il nostro Paese: dal 10 dicembre 2012 al 13 gennaio 2013 l&#8217;Nsa avrebbe spiato 124,8 miliardi di telefonate nel mondo, di cui 46 milioni in <strong>Italia </strong>e tanto è bastato perché gli enti di pubblica sicurezza nazionali <a href="https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/007-italiani-nessuna-prova-di-spionaggio-usa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentassero la vigilanza</a> nei pressi delle sedi diplomatiche e dell&#8217;ambasciata Usa. </p>



<p>La National Security Agency e la Central Intelligence Agency (Cia) gestirebbero quindi tra i 76 e gli 80 posti di ascolto Sigint all&#8217;interno delle ambasciate e dei consolati statunitensi in tutto il mondo, sotto il comando di un&#8217;unità segreta congiunta Nsa-Cia chiamata Servizio di Raccolta Speciale. Dato che il dipartimento di Stato americano ha <strong>294 ambasciate</strong>, consolati e missioni diplomatiche presso varie organizzazioni internazionali all&#8217;estero, significa che Nsa e Cia hanno postazioni d&#8217;ascolto segrete in più del 25% di queste istituzioni diplomatiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le antenne sospette sui tetti delle ambasciate russe</h2>



<p><a href="https://vsquare.org/russian-diplomatic-facilities-serve-as-sigint-nests-in-europe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recentemente </a>è balzato agli onori delle cronache il caso dell&#8217;<strong>ambasciata russa</strong> in Polonia, sul cui tetto è stato notato un container zeppo di antenne che, con ogni probabilità, rappresentano i terminale di una stazione di ascolto Sigint. Queste apparecchiature, come detto, vengono utilizzate per tracciare i telefoni e intercettare le comunicazioni di persone di interesse per l&#8217;intelligence russa, come i politici, che non sempre utilizzano comunicazioni crittografate, o per identificare il controspionaggio. </p>



<p>Attività che si è sempre svolta già da prima della Seconda guerra mondiale per quanto riguarda le comunicazioni radio a lungo raggio (allora in codice morse), e che è aumentata di pari passo coi progressi tecnologici al punto da essere determinante per l&#8217;intelligence al pari dell&#8217;attività di spionaggio “umana” (<strong>Humint</strong>) sin dai tempi della Guerra fredda.</p>



<p>I russi stanno mantenendo attrezzature che possono servire alle operazioni Sigint in tutta l&#8217;<strong>Unione europea</strong>: apparecchiature di ricezione possono essere viste sui tetti di ambasciate, consolati, rappresentanze commerciali ed edifici dove i diplomatici di Mosca lavorano e vivono nelle capitali europee. Esattamente quanto fatto dagli Stati Uniti tramite l&#8217;Nsa e la Cia, come abbiamo visto. In particolare la Federazione ha <strong>stazioni di ascolto</strong> presso le sedi diplomatiche in Spagna, Ungheria, Svezia, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Bulgaria, Romania, Grecia e Portogallo. </p>



<p>Interessante è il <strong>caso ungherese</strong>. Mosca, a Budapest, ha installato antenne sui tetti del suo centro culturale, della sede della sua rappresentanza commerciale oltre che sull&#8217;ambasciata, e il <strong>controspionaggio</strong> ungherese è ben informato sulla situazione tanto che afferma trattarsi di attività di routine, che nel caso di proteste o altri tipi di manifestazioni, diventa coadiuvante per l&#8217;identificazione dei manifestanti e loro schedatura, effettuata con le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso che si trovano sul perimetro degli edifici. Secondo ex ufficiali del controspionaggio di Budapest, per molti anni i russi sono stati in grado di sorvegliare l&#8217;attività delle onde radio entro un raggio di circa 30 chilometri dall&#8217;ambasciata. </p>



<p>Almeno dalla metà degli anni 2010, l&#8217;intelligence russa ha utilizzato anche <strong>attrezzature mobili</strong> per la sorveglianza elettronica degli obiettivi più importanti: i servizi di sicurezza occidentali sanno che bisogna fare attenzione a piccoli bus o furgoni diplomatici, poiché i russi usano questi mezzi per attività Sigint. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dice il diritto internazionale</h2>



<p>Dal <strong>punto di vista legale</strong>, questa attività non è espressamente vietata: la <strong><a href="https://fedlex.data.admin.ch/filestore/fedlex.data.admin.ch/eli/cc/1964/435_431_431/20030314/it/pdf-a/fedlex-data-admin-ch-eli-cc-1964-435_431_431-20030314-it-pdf-a.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Convenzione di Vienna</a></strong> sulle Relazioni Diplomatiche afferma che “le stanze della missione (diplomatica, ndr) non saranno adoperate in maniera incompatibile con le funzioni della missione, quali sono menzionate nella presente Convenzione, in altre regole del diritto internazionale generale o in accordi particolari vigenti tra lo Stato accreditante e lo Stato accreditatario”. Non trattandosi di azioni attive, ma solo di strumenti di ascolto, passivi, che non violano la sovranità dello Stato ospitante né lo minacciano, non ricadono nei limiti della Convenzione di Vienna e nemmeno trovano spazio in quella di Ginevra, che si occupa solamente del trattamento delle spie in tempo di guerra. </p>



<p>Nel contesto dello spionaggio a distanza attraverso i sistemi di sorveglianza, dovrebbero continuare ad applicarsi le <strong>regole di non intervento</strong>, uguaglianza sovrana e indipendenza politica garantite dalla Convenzione di Vienna, pertanto finché i sistemi non creano disturbi, non alterano i segnali in modo da creare un danno e non sono usati per propaganda o coercizione, non ci sono margini legali per vietare tali pratiche se non procedere con l&#8217;espulsione di “sospette spie” facenti parte del corpo diplomatico del Paese ospitato. Espulsioni che possono riguardare gli operatori di queste stazioni che, a quanto pare, con l&#8217;inasprirsi della crisi ucraina hanno coinvolto personale delle legazioni russe in Europa e che ha generato una risposta uguale e contraria da parte di Mosca. </p>



<p>Le leggi di uno Stato e soprattutto il diritto internazionale stipulato dai trattati sono <strong>molto ambigui</strong> sulla questione dello spionaggio: l&#8217;attuale regolamentazione internazionale, sostanzialmente, <a href="https://treatyexaminer.com/wp-content/uploads/2020/04/Hernandez_Espionage-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non lo proibisce né lo condona</a>. Nella misura in cui una situazione di spionaggio sfugge alle norme sul non intervento, sulle relazioni diplomatiche e sul diritto internazionale umanitario, sembra che gli Stati siano riluttanti a imporre uno standard di legalità, in quanto lo spionaggio, anche quello dei segnali, è una questione spesso afferente a considerazioni di convenienza politica piuttosto che al controllo del diritto internazionale. </p>



<p>In caso in cui a essere oggetto di spionaggio siano gli edifici consolari o le ambasciate, ci si trova però in una situazione totalmente opposta: <a href="https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2013/07/il-caso-snowden-e-le-regole-dello-spionaggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in questo caso</a> ci sarebbe una <strong>flagrante violazione</strong> dell’articolo 22 della Convenzione di Vienna, secondo cui i locali della missione sono inviolabili, e probabilmente anche l&#8217;attività di spionaggio ai danni della legazione realizzata senza intrusione di congegni nei locali della missione, ma con apparecchiature esterne, potrebbe rappresentare una violazione della “pace della missione” ed un’offesa alla sua “dignità”, anche queste vietate dallo stesso articolo della Convenzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/antenne-tetti-ambasciate-russia-spia-europa.html">Antenne sui tetti delle ambasciate: come funziona la Sigint e chi ne fa uso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli imbarazzi di Biden e l&#8217;America vulnerabile dietro ai leak del Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-imbarazzi-di-biden-e-lamerica-vulnerabile-dietro-ai-leak-del-pentagono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2023 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=392497</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I documenti usciti dal Pentagono e da altre strutture securitarie Usa su iniziativa della &#8220;talpa&#8221; Jack Teixeira hanno segnato l&#8217;ennesimo caso di &#8220;leak&#8221; interno agli apparati federali Usa e fatto parlare di sé tutto il mondo. Questa volta, però, rispetto a casi come quelli di Julian Assange e Edward Snowden il fronte delle rivelazioni è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-imbarazzi-di-biden-e-lamerica-vulnerabile-dietro-ai-leak-del-pentagono.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-imbarazzi-di-biden-e-lamerica-vulnerabile-dietro-ai-leak-del-pentagono.html">Gli imbarazzi di Biden e l&#8217;America vulnerabile dietro ai leak del Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYeByjtbzZ8VHeQrEHln_ANSA-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I documenti usciti dal Pentagono e da altre strutture securitarie Usa su iniziativa della &#8220;talpa&#8221; Jack Teixeira hanno segnato l&#8217;ennesimo caso di &#8220;leak&#8221; interno agli apparati federali Usa e fatto parlare di sé tutto il mondo. Questa volta, però, rispetto a casi come quelli di <strong>Julian Assange</strong> e <strong>Edward Snowden</strong> il fronte delle rivelazioni è meno espanso. Non c&#8217;è alcuna rivelazione di programmi massivi operati dalle amministrazioni Usa né messa nero su bianco di grandi segreti di Stato come potevano essere le operazioni di &#8220;osservazione&#8221; (leggi spionaggio) compiute verso gli alleati ai tempi della Guerra al Terrore.</p>



<p>Il vero dato politico è la <strong>vulnerabilità dell&#8217;America</strong> alle rivelazioni di questo tipo e soprattutto alla capacità di gestione delle crisi politiche. Negli ultimi anni, la spinta emergenziale con cui le amministrazioni Usa hanno affrontato queste rivelazioni ha tradito imbarazzo o rabbia, ma la scelta di Joe Biden di rispondere dopo un&#8217;iniziale apatia con un&#8217;escalation di smentite sembra mostrare un&#8217;incertezza interna che la prima potenza globale difficilmente può permettersi di sostenere. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rivelazioni utili ma non sconvolgenti</h2>



<p>Di per sé, infatti, i documenti &#8220;bucati&#8221; dal 21enne Teixeira su Discord non fanno la differenza sulla conoscenza degli scenari globali né rivelano gli <em>arcana imperii</em> della superpotenza a stelle e strisce e del suo sistema di alleanze. Cosa raccogliamo dalle rivelazioni? La consapevolezza Usa che nel <a href="https://it.insideover.com/difesa/lotte-intestine-e-il-putin-mediatore-i-leak-usa-e-le-rilevazioni-sul-potere-in-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conflitto russo-ucraino c&#8217;è una lotta di potere tra Sergej Shoigu e Evgeni Prigozhin</a> per la gestione dell&#8217;invasione. Fatto del resto ben conclamato dal capo della Wagner con la sua roboante comunicazione negli ultimi mesi. La natura di &#8220;mediatore&#8221; assunta da Vladimir Putin tra i vari <strong>animi dello Stato profondo</strong> di Mosca può stupire solo chi credeva alle voci da social che vedevano il presidente russo come un <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-caccia-agli-ebrei-di-stalin-lultima-purga-dellurss.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novello Stalin </a>paranoico e circondato da una corte di lacché.</p>



<p>Si è fatta poi molta enfasi sul fatto che i dati emersi dai documenti <a href="https://www.nytimes.com/2023/04/07/us/politics/classified-documents-leak.html">rivalutino al rialzo rispetto alle comunicazioni ufficiali le stime americane dei morti di guerra ucraini e ridimensionino</a>&nbsp;il numero di truppe russe morte. Ma in quest&#8217;ottica, per mesi il numero ufficiale che ha portato all&#8217;accumulazione dei famosi &#8220;200mila morti&#8221; russi è stato preso per buono dalle fonti occidentali pur provenendo da una parte in causa, l&#8217;esercito difensore. Validi analisti militari capaci di <a href="https://www.limesonline.com/ucraina-linfinita-battaglia-di-bakhmut-e-la-controffensiva-di-kiev-a-primavera/131630" target="_blank" rel="noreferrer noopener">padroneggiare le logiche della guerra</a> e gli strumenti di Open source intelligence hanno da tempo sottolineato la difficoltà di calcolare effettivamente i morti per ogni parte e invitato alla cautela. Nel mondo informativo, fuori dai titoli di giornale, c&#8217;era già consapevolezza dell&#8217;arbitrarietà di molte stime.</p>



<p>Sicuramente d&#8217;interesse è il fatto che gli Usa siano a conoscenza della presenza di un manipolo di poche decine di unità delle forze speciali europee che danno sostegno all&#8217;Ucraina. Ma del sostegno spionistico e d&#8217;appoggio logistico per il flusso informativo diretto al governo Kiev e per governare l&#8217;arrivo delle armi dall&#8217;Occidente si è parlato da tempo. Così come, relativamente al fronte europeo, non sorprende il fatto che la <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-forze-speciali-spie-leak-pentagono-ue-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Germania abbia <strong>sovrastimato i carri</strong> effettivamente consegnati (con riluttanza) a Kiev.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa spiano gli alleati ma non da oggi</h2>



<p>Il vero ruolo informativo dei documenti trafugati, se saranno confermati autentici, sarà quello di aver messo in fila molte cose già note. Ma che prese singolarmente non sconvolgono. Pensiamo alla rivelazione di operazioni di spionaggio compiute verso alleati o Paesi amici storicamente vicini agli Usa come <strong>Corea del Sud</strong>, <strong>Egitto</strong> e perfino <strong>Ucraina e Emirati Arabi.</strong> Non stupiscono al confronto di quanto rivelato dieci anni fa da Snowden o ancor prima da Assange.</p>



<p>Innanzitutto c&#8217;è spionaggio e spionaggio. Il programma Prism smascherato da Snowden mostrava una capacità di proiezione globale della <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/la-complessa-comunita-dellintelligence-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">National Security Agency (Nsa),</a> in grado di spingersi ben oltre lo stesso mandato conferitole dagli apparati securitari. Washington arrivava a spiare anche una strettissima alleata come la Cancelliera Angela Merkel, intercettava ministri e leader di ogni Paese, costruiva una rete di conoscenza capillare.</p>



<p>Oggi i documenti trafugati mostrano una commistione tra <strong>informazioni raccolte da agenti d&#8217;influenza</strong> e voci nate da passaparola. Ma che politicamente possono essere spiegate. Può forse stupire che l&#8217;Egitto di Abd Fatah al-Sisi sia stato scoperto disposto a <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-russia-documenti-usa-razzi-al-sisi-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fornire 40mila razzi all&#8217;esercito russo</a> in una fase in cui Mosca manteneva aperta la sottile linea che portava il grano esteuropeo in Egitto, evitando una crisi alimentare al Faraone del Cairo? O che la Corea del Sud fosse inizialmente restia ad armare Kiev ben conscia della volontà di usare la sua industria militare per il più proficuo <strong>export di massa</strong>? O, infine, che i documenti classificati mostrano una scarsa convinzione americana per un successo militare ucraino nella guerra con Mosca, cosa del resto già detta esplicitamente dal presidente del Joint Chief of Staff, generale Mark Milley?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera fragilità americana</h2>



<p>In quest&#8217;ottica però c&#8217;è da considerare il dato di fondo di un&#8217;<strong>intrinseca fragilità dell&#8217;America</strong>. L&#8217;<em>airman</em> Teixeira ha potuto mettere le mani facilmente su documenti classificati raccolti alla rinfusa e diffusi in forma abbastanza amatoriale. Ma questo mostra una falla securitaria notevole.</p>



<p>Il <em>New York Times</em> ha usato un gioco di parole per definire la fuga di notizie: <a href="https://www.nytimes.com/2023/04/13/us/politics/documents-leak-security-clearance.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;<em>Top secret is not so secret&#8221;</em>.</a> Di fronte al fatto che un giovane aviatore di un&#8217;unità di intelligence della Massachusetts Air National Guard avesse potuto accedere così facilmente a documenti sensibili un campanello d&#8217;allarme si è acceso a Washington. Secondo il quotidiano della Grande Mela, l&#8217;aumento esponenziale del personale con il nulla osta di sicurezza per accedere a documenti ultra-confidenziali ha portato oggi a rendere sempre più possibili potenziali fughe: &#8220;I funzionari del Pentagono dicono che il numero di persone con tale accesso è nell&#8217;ordine delle migliaia, se non delle <strong>decine di migliaia.</strong> E appena sotto di loro, quelli con l&#8217;autorizzazione per il livello di segretezza medio includono quasi tutti gli altri che lavorano per il Pentagono o altre agenzie di sicurezza nazionale. Ci sono appaltatori militari e persino analisti di think tank che hanno un certo livello di nulla osta di sicurezza&#8221;.</p>



<p>Anche lo stesso Snowden, già dieci anni fa, pur essendo stato in precedenza dipendente della Cia lavorava come consulente dell&#8217;Nsa per un&#8217;azienda esterna con accesso a documenti classificati e confidenziali. Il sistema di subappalto, teso allo scaricabarile delle responsabilità e alla carenza di controlli interni ha prodotto un &#8220;mercato&#8221; dei documenti sensibili che rende gli Usa esposti a attori malevoli. Tanto che perfino i servizi segreti di <strong>Israele</strong>, in virtù della strettissima collaborazione d&#8217;intelligence Washington-Tel Aviv, si sono allarmati <a href="https://www.axios.com/2023/04/11/pentagon-document-leak-israel-us-mossad-ukraine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cercando di capire quanto il caso possa produrre impatti sulla sicurezza nazionale dello Stato ebraico.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;imbarazzo di Biden</h2>



<p>Tutti questi fatti creano indubbiamente un grattacapo al presidente Joe Biden. Mentre il <strong>dipartimento della Giustizia</strong> di Washington lavora per scoprire se dietro Teixeira si sia mosso un gruppo più strutturato, il presidente è preso d&#8217;infilata su più fronti.</p>



<p>Il primo è quello della sicurezza interna, dato che le rivelazioni hanno mostrato falle che il governo del Partito Democratico dovrà tamponare, visto lo scostamento temporale tra la fuga di notizie e la presa di consapevolezza di Washington.</p>



<p>Il secondo, indubbiamente, è quello della consapevolezza politica. L&#8217;imbarazzo tradito dall&#8217;iniziale silenzio della Casa Bianca e la conferma che neanche con uno dei più stretti alleati degli Usa, il premier britannico <strong>Rishi Sunak</strong>, Biden abbia discusso dei leak mostrano un&#8217;eccessiva tendenza all&#8217;ingessamento da parte dell&#8217;amministrazione. E parimenti segnalano una carenza di capacita di <em>crisis management</em> nel cerchio magico del presidente. Il caso del pallone spia cinese abbattuto a febbraio è paradigmatico, con la Casa Bianca che ha tergiversato diverso tempo prima di arrivare alla decisione dell&#8217;abbattimento e al conseguente braccio di ferro diplomatico.</p>



<p>Infine, dato fondamentale, si ripropone il problema <strong>reputazionale</strong>. Il presidente che aveva affermato come l&#8217;America &#8220;fosse tornata&#8221;, che aveva accusato di disastri politici <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a></strong>, che ne aveva criticato la politica estera e di sicurezza inciampa sulla buccia di banana dei documenti trafugati che mostrano, comprensibilmente, piccole e grandi ipocrisie della superpotenza. Ad aprire gli archivi di ogni Stato non si troverebbe molto di diverso. Ma per un&#8217;America che sta riaffermando il ruolo guida sull&#8217;Occidente ogni incidente è scivoloso. Anche se si tratta di un sassolino rispetto alle valanghe dei casi <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-julian-assange.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Assange </a>e Snowden.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-imbarazzi-di-biden-e-lamerica-vulnerabile-dietro-ai-leak-del-pentagono.html">Gli imbarazzi di Biden e l&#8217;America vulnerabile dietro ai leak del Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le sviste sui documenti segreti: così la talpa ha bucato il Pentagono</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=392377</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;immagine monumentale dissacrata dall&#8217;ordinaria pericolosa leggerezza: è quello che sta accadendo in queste ore al Pentagono, sancta sanctorum della Difesa di Washington. Sulla fuga di documenti riservati era stata fatta ogni tipo di ipotesi sui nemici interni ed esterni, passando perfino per l&#8217;idea di uno Edward Snowden bis. Quello che invece emerge pian piano è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html">Le sviste sui documenti segreti: così la talpa ha bucato il Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/200912-M-YQ395-0060Z-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;immagine monumentale dissacrata dall&#8217;ordinaria pericolosa leggerezza: è quello che sta accadendo in queste ore al<strong> Pentagono</strong>, <em>sancta sanctorum</em> della Difesa di Washington. Sulla fuga di documenti riservati era stata fatta ogni tipo di ipotesi sui nemici interni ed esterni, passando perfino per l&#8217;idea di uno <strong>Edward Snowden</strong> bis. Quello che invece emerge pian piano è una catena di banali errori di comune cialtroneria che, contravvenendo alla prudenza che certi ambienti dovrebbero praticare, si abbatte su uno dei luoghi che nell&#8217;immaginario collettivo è fra i più impenetrabili. A mandare in tilt l&#8217;intera catena di sicurezza americana il 21enne <strong>Jack Teixeira</strong>, per gli amici smanettoni &#8220;Og&#8221;, tecnico informatico in quel di Cape Cod.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pentagono corre ai ripari</h2>



<p>Appena due giorni fa era emerso dal <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/04/13/suspect-pentagon-documents-leak/"><em>Washington Post</em> </a>che la persona responsabile della fuga di notizie e documenti lavorava in una base militare e avrebbe condiviso i file su una chat con una trentina di persona legate a <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-russia-documenti-usa-razzi-al-sisi-putin.html"><strong>Discord</strong></a>, l&#8217;applicazione popolare tra i <em>gamer</em>. Quasi ridicolo, se non si trattasse di sicurezza nazionale. Considerando il cordone sanitario che alberga attorno all&#8217;edificio stesso del Pentagono (turisti e curiosi vengono braccati anche solo per aver scattato una foto ricordo e obbligati a svuotare le memorie delle loro fotocamere se colti in flagrante), ci si chiede come sia possibile che un addetto ai lavori, dall&#8217;interno, possa minare il sistema passando per il mondo dei videogiochi. </p>



<p>Il momento storico all&#8217;interno del quale tutto questo accade, aggiunge gravità all&#8217;intera vicenda, costringendo la Difesa a chiudersi a testuggine come scrive la <em>Cnn</em>. Come? Limitando l&#8217;accesso ai <em>brief </em>quotidiani disponibili ai funzionari del <strong>Joint Staff</strong>, che riunisce i più alti in grado del dipartimento della Difesa. Molti dei file trafugati, infatti, recavano l&#8217;etichetta del <a href="https://www.jcs.mil/Directorates/J2-Joint-Staff-Intelligence/"><strong>J2</strong></a>, il <em>Joint Staff Intelligence</em>, braccio che si occupa di supportare le operazioni militari. Ridotte mailing list, revisionati gli elenchi di accesso ai file riservati, comunicazioni interne sospese, restrizioni temporanee: è così che si lavora in queste ore a <em>Pentagon City</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La debolezza n.1 del sistema: i file cartacei</h2>



<p>Il caso Snowden del 2013 aveva fatto scuola, sebbene si trattasse di un progetto con una &#8220;levatura&#8221; differente. Dieci anni fa l&#8217;intero mondo del dipartimento della Difesa era stato sottoposto a una <strong>profonda revisione informatica </strong>che potesse proteggere da ulteriori emorragie di informazioni. I documenti che invece sono circolati in questi giorni, non sarebbero delle vere fughe informatiche, tantomeno a firma di <em>hacker</em> esperti. Appartengono in gran parte ai <em>briefing book</em> di cui vengono riforniti i funzionari di alto livello. File dunque copiati, stampati e fotografati che hanno subito un percorso analogico prima di finire su Discord. E considerando le decine e decine di persone che potevano avervi accesso o che li hanno maneggiati, le possibilità di fuga risultano davvero infinite. </p>



<p>Mentre la prima guerra <em>social</em> continua a mietere vittime sul fronte ucraino, il problema rischia di ingigantirsi. Perché coinvolge non solo il <em>modus operandi </em>del Pentagono ma anche la lealtà dei suoi funzionari a vario livello. Ma sono le procedure quotidiane a rendere la vicenda paradossale. Ogni giorno, agli alti ufficiali in grado vengono forniti di<strong> tablet </strong>con le informazioni più recenti. Tuttavia, la Difesa americana, vuoi per praticità che per l&#8217;età media dei suoi dipendenti, sembra preferire il <strong>file cartacei</strong> che, a differenza di Hollywood, non si autodistruggono. Le copie cartacee sono più pratiche: consentono di prendere appunti scritti, sono meglio leggibili per chi deve inforcare gli occhiali e sono impermeabili alle bizze della tecnologia. Enormi raccoglitori di informazioni fanno la spola tra i funzionari di Washington e i loro staff nel bel mezzo di una gran quantità di copie stampate, fotocopie, file copiati e fotografie. Sebbene possa apparire kafkiano che uno dei più grandi Paesi al Mondo venga messo alla berlina per via delle necessità diottriche dei suoi dipendenti, è proprio così che è andata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Web forum e social network sottovalutati</h2>



<p>Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco, il fatto di non essersi accorti della falla nel sistema. <strong>I file circolavano, infatti, da mesi </strong>e questo ha reso ancora più complesso capire come l&#8217;amministrazione li avesse persi. Alcuni alti funzionari erano stati avvisati il 6 aprile scorso, nello stesso giorno in cui il <em><a href="https://www.nytimes.com/2023/04/06/us/politics/ukraine-war-plan-russia.html">New York Times</a></em> diffondeva la notizia. L&#8217;amministrazione Biden ha iniziato, invece, ad occuparsi della vicenda solo dalla scorsa settimana. Nello stesso Paese in cui la <em>National Archives and Records Administration</em> chiede la restituzione di ogni singolo foglio perfino al Presidente, alla fine del suo mandato. </p>



<p>Di fronte a questo caos crossmediale, le fughe non devono sorprendere: questo tipo di file spesso finisce anche in possesso di piattaforme sedicenti OSINT, che non spiegano da dove è stato preso un documento, da chi e perché. E nel tempo, i casi potranno solo che moltiplicarsi, al di là del gradiente di sicurezza utilizzato e della dose di tecnologia utilizzata. Di fronte alla richiesta sul perché nessuno se ne fosse accorto il Pentagono fa spallucce dichiarando &#8220;Non possiamo ancora rispondere&#8221;, che più che un &#8220;<em>no comment</em>&#8221; costituisce una resa parziale all&#8217;evidenza e all&#8217;imbarazzo. </p>



<p>L&#8217;altra colpa grave del sistema è quella di <strong>sottovalutare la rete</strong>. Forse perché controllare il web e le sue articolazioni <em>deep</em> e <em>dark</em>, è davvero impossibile. John Cohen, ex sottosegretario <em>ad interim</em> per l&#8217;intelligence e l&#8217;analisi presso il dipartimento della Difesa, ha infatti più volte dichiarato come Washington non sarebbe in grado di rilevare se una persona o un&#8217;entità dovesse pubblicare informazioni riservate o file classificati su forum o social media. Gravissimo nel Paese dei <a href="https://it.insideover.com/politica/il-times-contro-von-der-leyen-i-pentagon-papers-e-gli-altri-quando-i-giornali-fanno-causa.html"><em>Pentagon Papers</em></a>. </p>



<p>Funzionari di oggi e veterani del settore ripetono costantemente che, mentre ogni agenzia è responsabile delle indagini sulle violazioni dell&#8217;<em>intelligence</em> all&#8217;interno dei propri dipartimenti, non esiste nulla di simile per scandagliare il web e i <em>social network</em>. Cia e Pentagono hanno risposto spesso agli attacchi su questo punto, appellandosi alla volontà di non cedere a sistemi orwelliani sui profili personali dei cittadini americani. Una misura per la pace sociale dopo gli anni bui del <em><strong>Patriot Act</strong></em>? Forse. È dunque possibile-e semmai, credibile- che una delle più grandi <em>intelligence</em> del mondo si immoli per il <strong>Primo Emendamento</strong> al punto da rischiare scivoloni simili? Tutto è possibile. Così, nel bel mezzo della prima vera guerra ibrida della storia, gli Stati Uniti d&#8217;America devono correre ai ripari interrogando le sospettate n.1 di questa storia: <strong>le fotocopiatrici</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-sviste-sui-documenti-segreti-cosi-la-talpa-ha-bucato-il-pentagono.html">Le sviste sui documenti segreti: così la talpa ha bucato il Pentagono</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;È ora di riscoprire il giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221;: l&#8217;intervista a Luca Fazzo</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/e-ora-di-riscoprire-il-giornalismo-dinchiesta-lintervista-a-luca-fazzo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo d'inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=366667</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1969" height="1624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318.jpg 1969w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-1024x845.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-768x633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-1536x1267.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1969px) 100vw, 1969px" /></p>
<p>Parlare di giornalismo d’inchiesta con un giornalista d’inchiesta è sempre stimolante. A seconda dell’interlocutore, di volta in volta emergono punti di vista che magari non sono molto diversi tra loro, ma che lasciano trasparire delle sfumature che sono poi la cifra personale che ciascuno mette nel proprio mestiere, quella caratteristica che rende il lavoro di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/e-ora-di-riscoprire-il-giornalismo-dinchiesta-lintervista-a-luca-fazzo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/e-ora-di-riscoprire-il-giornalismo-dinchiesta-lintervista-a-luca-fazzo.html">&#8220;È ora di riscoprire il giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221;: l&#8217;intervista a Luca Fazzo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1969" height="1624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318.jpg 1969w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-1024x845.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-768x633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220826083214524_eb9195b385cf22cefc23ef6c2fef0318-1536x1267.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1969px) 100vw, 1969px" /></p><p>Parlare di giornalismo d’inchiesta con un giornalista d’inchiesta è sempre stimolante. A seconda dell’interlocutore, di volta in volta emergono punti di vista che magari non sono molto diversi tra loro, ma che lasciano trasparire delle sfumature che sono poi la cifra personale che ciascuno mette nel proprio mestiere, quella caratteristica che rende il lavoro di quel giornalista a suo modo unico.</p>
<h5><strong>LUCA FAZZO È TRA GLI OSPITI DELLA NEWSROOM ACADEMY.</strong><br />
<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta" target="_blank" rel="noopener">GUARDA TUTTO IL PROGRAMMA E ISCRIVITI AL CORSO</a></strong></h5>
<p>Ospite del corso di giornalismo d’inchiesta della <em>Newsroom Academy</em> di <em>InsideOver</em> il 5 novembre, con una lezione in cui si parlerà del modo in cui un giornalista deve muoversi all’interno di un tribunale e di come sia possibile ricavare una notizia in breve tempo dagli atti di un processo che magari contano qualche migliaio di pagine, Luca Fazzo, già inviato di <em>Repubblica</em> e dal 2007 cronista di giudiziaria per Il <em>Giornale</em>, e autore di due libri (da <em>Manager calibro 9</em> è stato tratto il film di Netflix <em>Lo spietato</em>, con Riccardo Scamarcio), ha scambiato con noi qualche battuta su quello che è il giornalismo d’inchiesta dal suo punto di vista: &#8220;Il giornalismo d’inchiesta, per come la vedo io, è tutto quello che va al di là delle verità ufficiali. Al di là dei comunicati e delle conferenze stampa, al di là di quello che è in qualche modo propaganda. Il giornalismo d’inchiesta è quello che va oltre le apparenze. Un lavoro difficilissimo&#8221;.</p>
<p><strong>In Italia è possibile fare giornalismo d’inchiesta?</strong></p>
<p>Io non credo che ci siano poteri forti in grado di inibire un lavoro di inchiesta verificato. Quello che rende difficile fare giornalismo d’inchiesta in Italia è piuttosto la contiguità, il timore reverenziale che abbiamo come categoria, purtroppo, verso i poteri costituiti. Quando qualcuno ha avuto in questo Paese il coraggio e le capacità di fare giornalismo d’inchiesta, io penso che abbia potuto farlo liberamente. Capacità e coraggio, però, sono doti che nessuno crea da zero.</p>
<p><strong>Qual è stato il periodo d’oro, se c’è stato, del giornalismo d’inchiesta in Italia?</strong></p>
<p>Temo di poter dire che è un periodo lontano. Per trovare forme vere di giornalismo d’inchiesta dobbiamo risalire addirittura agli anni Sessanta o Settanta. Tutto quello che arriva dopo è giornalismo di qualità, piacevole, ecc, però direi che oggi un giornalismo d’inchiesta come quello di allora appare sporadicamente, per cui sarebbe ora che ci si cominciasse a mettere mano.</p>
<p><strong>A livello non solo italiano ma in generale nella storia del giornalismo d’inchiesta internazionale, qual è secondo te una delle inchieste che hanno davvero fatto la storia?</strong></p>
<p>Tutti dicono il Watergate, ma in realtà il tanto celebrato Watergate altro non è se non una storia di rapporti privilegiati tra settori pubblici e settori dell’informazione; io credo che abbiamo, nella contemporaneità, nei tanti mezzi che la modernità offre anche al nostro mestiere, esempi importanti. Penso che tutto il fronte <em>WikiLeaks</em> sia stato veramente condizionante, che abbia davvero costretto i poteri forti &#8211; che poi sono le nostre vittime predestinate &#8211; a cambiare atteggiamento. Non a emendarsi ma se non altro a stare più attenti.</p>
<h5>VUOI DIVENTARE GIORNALISTA D’INCHIESTA?<br />
<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta" target="_blank" rel="noopener">SCOPRI IL PROGRAMMA DEL CORSO E REALIZZA LA TUA INCHIESTA CON NOI</a></strong></h5>
<p><strong>Quello che sta succedendo a Julian Assange può essere un campanello d’allarme per futuri sviluppi del giornalismo o è una cosa che in Italia non si può verificare?</strong></p>
<p>I colleghi mi ammazzeranno, ma in questi anni ho visto veramente pochi giornalisti, in Italia, pagare prezzi non dovuti per inchieste fatte seriamente. È vero che il giornalista spesso è un uomo solo di fronte a poteri spesso più forti di lui, ma io credo che in Italia &#8211; e forse anche nel nostro piccolo mondo di riferimento europeo &#8211; un lavoro fatto bene abbia veramente pochi avversarsi in grado di zittirlo.</p>
<p><strong>La tua inchiesta a cui sei più legato e perché.</strong></p>
<p>È una domanda difficilissima. Nella mia carriera professionale è ovvio che il mio marchio di fabbrica sia quello di aver partecipato all’indagine su Mani Pulite, Tangentopoli, all’inizio degli anni Novanta. Fu un’esperienza, oltre che politica e giudiziaria, anche giornalistica. Un’indagine raccontata da un piccolo, ristretto gruppo di giornalisti di cui io ebbi la fortuna di fare parte. Fu un’esperienza profondamente formativa, imparammo a fare i conti con problematiche per noi trentenni assolutamente inesplorate, dopodiché ci si dovrebbe domandare: fu giornalismo d’inchiesta? No, non lo fu. Viaggiammo per mesi e anni a rimorchio dell’indagine giudiziaria. Io vorrei sperare che l’inchiesta più importante della mia vita sia quella che devo ancora fare.</p>
<p><strong>Domanda che abbiamo fatto anche ad altri partecipanti: I corsi come quello sul giornalismo d’inchiesta della <em>Newsroom Academy</em> di <em>InsideOver</em> possono dare un input a qualcuno che ha il sacro fuoco del giornalismo per tirarlo fuori?</strong></p>
<p>Io penso proprio di si, quello che tu definisci il sacro fuoco è una cosa che hanno in tanti, ed è molto bella, molto nobile. Ma il sacro fuoco ha poi bisogno, per viaggiare, di camminare su gambe robuste, con conoscenze tecniche, conoscenza dei contesti in cui ci si muove, quindi, se questi corsi sono in grado di fornire le capacità tecniche a un coraggio insito dentro le persone, perbacco se possono avere utilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/e-ora-di-riscoprire-il-giornalismo-dinchiesta-lintervista-a-luca-fazzo.html">&#8220;È ora di riscoprire il giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221;: l&#8217;intervista a Luca Fazzo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è Julian Assange</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-julian-assange.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 14:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=338368</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-2048x1299.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eroe o traditore? &#8220;Gola profonda&#8221; degli apparati Usa o spia? Protagonista della storia contemporanea o criminale? Julian Assange è una figura su cui i giudizi si polarizzano agli estremi opposti dello spettro. Un uomo che ha contribuito, con la nascita di WikiLeaks, a portare il giornalismo investigativo in una nuova dimensione, mettendo alla berlina governi di tutto il mondo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-julian-assange.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-julian-assange.html">Chi è Julian Assange</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1218" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-768x487.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_2021122316165666_0f27b2aa529aeced72021523c42ba7a8-2048x1299.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Eroe o traditore? &#8220;Gola profonda&#8221; degli apparati Usa o spia? Protagonista della storia contemporanea o criminale? <strong>Julian Assange </strong>è una figura su cui i giudizi si polarizzano agli estremi opposti dello spettro. Un uomo che ha contribuito, con la nascita di <strong>WikiLeaks, </strong>a portare il giornalismo investigativo in una nuova dimensione, mettendo alla berlina governi di tutto il mondo, Assange è diventato famoso dapprima per le rivelazioni scottanti contenute in diverse tranche di documenti pubblicati e in seguito per la sua tortuosa vicenda giudiziaria che pare essere arrivata, negli utlimi tempi, a una conclusione dopo che l&#8217;altolà imposto da una corte inglese alla sua estradizione negli Usa è stato ribaltato nel dicembre 2021 e il governo britannico ha <strong>dato <a href="https://it.insideover.com/societa/svolta-nel-caso-assange-sara-estradato-negli-usa.html" target="_blank" rel="noopener">via libera all&#8217;estradizione oltre Atlantico</a></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-julian-assange.html">Chi è Julian Assange</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=349745</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’affermazione di Gustavo Petro, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane Pacto Histórico, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il 29 maggio. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con l’affermazione di <strong>Gustavo Petro</strong>, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane <strong><em>Pacto Histórico</em></strong>, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il <strong>29 maggio</strong>. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e deputati (25) di sinistra nella storia della Colombia. Il dato riflette l’affondamento delle aree di centro e centro-destra, allineate con la politica estera di <strong>Washington</strong> in America Latina, caratterizzata dall’antagonismo nei confronti di Bolivia, Cuba, Nicaragua e Venezuela, e attraversata da divergenze con Argentina, Brasile e Messico. Una possibile vittoria di Petro e del <em>Pacto Histórico</em> costituisce, di fatto, una <strong>bomba a orologeria</strong> per gli Stati Uniti, in relazione ai delicati equilibri politici, economici e commerciali della regione, e alla pressione esercitata su <strong>Nicolás Maduro</strong>, in diverse fasi e metodi, a partire da interventi sul confine territoriale fra Venezuela e Colombia, e al peso esercitato nell’<strong>Organizzazione degli Stati Americani</strong> (Oea).</p>
<p>Sul fronte opposto, in un contesto di marcata polarizzazione, si trova il candidato di destra, <strong>Federico Gutiérrez</strong>, <em>alias</em> <strong>Fico</strong>, già sindaco di Medellín. Quest&#8217;ultimo deve risolvere l’incognita dell’appoggio del <em>Centro Esperanza</em>, di gran lunga depotenziato alle urne, e del <em>Centro </em><i>Democratico</i>, partito dell’ex presidente Álvaro Uribe, passato a quinta formazione nel senato dopo il ritiro del suo uomo di punta dalla competizione. Fico rappresenta un’alternativa solida per i conservatori, ma si attende di sapere se riuscirà ad orchestrare una manovra, complessa nel linguaggio e nella pratica, per guadagnare i voti dell’<em>uribismo</em> e, al contempo, evitare di esservi associato. Uribe ha infatti determinato l’elezione di tutti i <em>premier </em>dalla sua uscita, tranne il secondo mandato di Juan Manuel Santos, considerando che, per la prima volta in vent’anni, sarebbe un deterrente. Tra l’altro, il trionfo della sinistra denota capacità di aggregazione, grazie alla simpatia espressa nei confronti di Petro dal <em>Partido Liberal</em> dell’ex presidente César Gaviria e alla presenza della popolare <em>leader</em> ambientalista afro-colombiana <strong>Francia Márquez</strong>, vincitrice del Goldman Environmental Prize, il Nobel per l&#8217;ambiente, e fra le 100 donne fonti di ispirazione nel mondo secondo la Bbc.</p>
<h2>Le difficoltà per Fico</h2>
<p>I temi classici della destra, che fanno perno su sicurezza, ordine, opportunità e amore per la patria, potrebbero non essere sufficienti per lo sceriffo di Medellín così come lo si conosce. Per prevalere, vanno conciliate le variegate anime del conservatorismo e riorientate a suo favore quelle di un centro alla deriva. L’operazione contiene alcuni livelli di contraddizione che potrebbero giocare contro la sua credibilità. Al contrario di quanto accadde nel 2018, l’eventualità di un governo di sinistra non è percepita come un pericolo da guerra fredda e gran parte dell’elettorato non vede nemici nel Venezuela, Russia o Cina, al pari dell’amministrazione Biden. Il lavoro di tessitura dei <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-messico-e-argentina-modifica-gli-equilibri-in-america-latina.html">progressisti latinoamerican</a>i &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-avanguardia-progressista.html">Alberto Fernández</a> per l’Argentina, e Andrés Manuel López Obrador per il Messico -, la recente installazione di Gabriel Boric in Cile e il previsto ritorno di Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile, fanno da sfondo propizio. Petro darebbe una spinta al ridisegno che si viene auspicando all’interno dell’infrastruttura politico-istituzionale e della cooperazione regionale, Oea in testa, attraverso la quale gli Stati Uniti hanno promosso i propri interessi nazionali, per esempio pilotando la fuoriuscita di <a href="https://it.insideover.com/politica/dubbi-sulla-frode-elettorale-in-bolivia.html">Evo Morales</a> durante la crisi politica del 2019 e sostenendo l’esecutivo, da molti definito golpista, di Jeanine Añez.</p>
<h2>Chi è Gustavo Petro</h2>
<p>Petro, senatore ed ex-sindaco di <strong>Bogotá</strong>, è un politico di lunga data: critico dello <em>status quo</em> in un paese dove per tradizione comandano i conservatori. Ha forgiato la propria reputazione in coraggiose campagne contro la corruzione e la <i>parapolitica</i>, ovvero il fitto sistema di relazioni di scambio tra i paramilitari e la classe dirigente. Nel passato appartenne alla <strong>M-19</strong>, una guerriglia urbana dei circoli intellettuali progressisti, poi convertita in partito, senza essere stato parte dell’insurrezione armata. Ha vincolato il suo contributo all’azione sociale, accompagnando centinaia di famiglie emarginate che hanno creato insediamenti informali e proponendo l’esproprio dei latifondi incolti per distribuirli ai contadini poveri senza terra. La destra lo associa al <em>castrochavismo</em>; la sinistra vede in lui un’inversione di rotta a fronte dell’inerzia di <em>uribismo</em> e derivati, sostenuta da Washington. Le sue cifre sono da <em>record</em>: 5.7 milioni di voti per la coalizione, 4.5 milioni di preferenze individuali, il totale più alto in una primaria, corrispondente al 90 per cento del totale degli schieramenti. In aggiunta, ha migliorato la <em>performance</em> personale, aggiungendo 1.2 milioni di voti all’esito della corsa che perse contro il presidente uscente, <strong>Iván Duque</strong>, il quale non ha saputo dar voce e risposta alle esigenze degli esclusi dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">crescita economica</a>. Soprattutto, il ciclone Petro spazza i tentativi per la produzione di consenso, vincolate da mezzi di comunicazione di massa, oliate reti clientelari e feudi elettorali, che in questa tornata non hanno prodotto l’effetto previsto.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Con il doppio dei voti di Fico e sei volte più del centro, nessun candidato di sinistra si è mai trovato in una posizione di tale vantaggio nella Colombia moderna. Malgrado ciò, la migliore <em>chance</em> per Petro di arrivare al <em>Palacio de Nariño</em>, per il mandato 2022-26, è quella di scommettere sul primo turno. Il secondo, previsto per il 19 giugno, è un cammino pieno di insidie. La maggioranza assoluta, ottenuta solo da Uribe nel 2002 e nel 2006, richiede un patto allargato che metterà a dura prova il suo lavoro di statista. L’aritmetica per raggiungere questa meta è difficile, si tratta di sommare altri 5 milioni che l’avvicinamento al<em> Partido Liberal</em> e il <em>Partido Verde</em> non assicurano. Petro, come spesso avviene per le figure carismatiche, attrae con la stessa veemenza seguitori e detrattori. Il rischio è quello di arrivare a un secondo turno in cui la destra si compatti intorno a un plebiscito antipetrista. Queste transazioni potrebbero contemplare la cooptazione della vice presidenza guadagnata sul campo nei termini degli accordi della sinistra previsti da Márquez, terza dopo Petro e Fico, con un risultato miliare di 785 mila voti per una donna nera, militante comunitaria, anti-capitalista e femminista, simbolo della cultura popolare ed espressione delle minoranze, proveniente dal mondo rurale, teatro del narcotraffico, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">conflitto armato</a>, e lo sfruttamento fossile delle multinazionali, causa di disboscamento e inquinamento delle falde acquifere.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html" target="_blank" rel="noopener">Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono il primo socio commerciale e finanziario della Colombia con importanti investimenti nell’industria estrattiva e il settore manifatturiero</a>; la Colombia è il terzo socio di questi in America Latina, con transazioni reciproche di beni che, nella fase pre-pandemia, avevano un valore di 29 mila milioni di dollari. Negli ultimi decenni, il paese ha vissuto in condizioni di tutela politica ed economica, con Washington in una posizione dominante negli affari interni. Documenti resi pubblici da <strong>WikiLeaks</strong>, mostrano che il <em>bunker</em> dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotá ha funzionato come una sede alterna e parallela del governo, con potere decisionale su questioni centrali, incluse le candidature politiche, amministrative e militari. Tuttavia, la Colombia di oggi non è comparabile con il passato e l’ingerenza, la sottomissione consenziente delle <em>élite</em> e quella che è stata la progressiva naturalizzazione dell’intervenzionismo statunitense, potrebbero non essere compatibili con il nuovo ordine che si profila all’orizzonte. Il paese affronta due mesi di campagna fondamentali per il suo destino, che avrà un impatto anche sul futuro dell’America Latina, con la prospettiva di relazioni internazionali simmetriche e plurali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prende il via il processo per l&#8217;estradizione di Assange negli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/prende-il-via-il-processo-per-lestradizione-di-assange-negli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2020 21:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=260112</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo 10 anni di latitanza, è giunto il momento per Julian Assange di affrontare a Londra il processo che stabilirà il suo destino e che diventerà un fondamentale precedente per le prossime cause internazionali riguardanti la diffusione di notizie coperte da segreto di Stato. Non si tratta però del processo riguardante la fuga di notizie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/prende-il-via-il-processo-per-lestradizione-di-assange-negli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/prende-il-via-il-processo-per-lestradizione-di-assange-negli-stati-uniti.html">Prende il via il processo per l&#8217;estradizione di Assange negli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LAPRESSE_20190530133338_29496924-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo 10 anni di latitanza, è giunto il momento per <strong>Julian Assange</strong> di <a href="https://www.reuters.com/article/us-britain-assange/assanges-fate-hangs-in-balance-as-uk-court-considers-u-s-extradition-bid-idUSKBN20F0UZ">affrontare a Londra il processo</a> che stabilirà il suo destino e che diventerà un fondamentale precedente per le prossime cause internazionali riguardanti la diffusione di notizie coperte da segreto di Stato. Non si tratta però del processo riguardante la fuga di notizie di <strong>Wikileaks</strong> &#8211; dall&#8217;esito quasi scontato e che si svolgerebbe negli Stati Uniti- bensì di quello relativo alla sua estradizione a Washington.</p>
<p>Nella giornata di lunedì avrà inizio la prima parte del processo atto a stabilire se le richieste di Washington siano giustificate o se si tratti di una <strong>persecuzione politica</strong> nei confronti di Assange, dopo l&#8217;arresto dello scorso 11 aprile nell&#8217;ambasciata dell&#8217;Ecuador. Tuttavia, secondo la tesi difensiva non ci sarebbero elementi sufficienti per poter accettare la richiesta degli Stati Uniti di estradizione e che una tale decisione sarebbe pericolosa in quanto creerebbe una situazione di storico per i processi futuri.</p>
<h3>Estradare Assange significa limitare la libera d&#8217;informazione</h3>
<p>La tesi difensiva che Assange ed i suoi avvocati hanno intenzione di seguire si basa sul <strong>diritto all&#8217;informazione</strong>. nella misura in cui egli possa essere giudicato perseguibile dagli Stati Uniti, volente o nolente il Regno Unito si renderebbe partecipe di un tentativo di limitare la libertà di stampa; venendo meno ad uno dei diritti basilari della legislazione internazionale. Ed in questo scenario, la scelta rischierebbe di avere delle gravi ripercussioni su tutta la filiera dell&#8217;informazione, che a quel punto sarebbe esposta ad un numero maggiore di pericoli in caso di diffusione di documenti o informazioni segrete.</p>
<p>Inoltre, secondo quanto riportato da <a href="https://www.reuters.com/article/us-britain-assange/assanges-fate-hangs-in-balance-as-uk-court-considers-u-s-extradition-bid-idUSKBN20F0UZ"><em>Reuters</em></a> e sostenuto dalla sua difesa, Assange avrebbe svelato documenti che evidenziano &#8211; tra le altre cose &#8211; dei pesanti <strong>crimini di guerra</strong> da parte dagli eserciti occidentali e compiuti principalmente in Afghanistan. La necessità di svelare all&#8217;opinione pubblica i misfatti messi in atto dalle truppe durante la guerra e le bugie dei governanti sarebbe sufficiente a scagionare il creatore di Wikileaks e porre fine ad una vicenda scoppiata nel 2010 con la pubblicazione dei documenti coperti da segreto di Stato e delle conversazioni private dei funzionari americani.</p>
<h3>La risposta degli Stati Uniti dall&#8217;attacco del 2010</h3>
<p>In seguito alla diffusione delle prime documentazioni segrete, il governo degli Stati Uniti &#8211; guidato all&#8217;epoca da <strong>Barack Obama</strong> &#8211; decise di contrastare con ogni strumento in suo possesso la piattaforma online. Attacchi DDoS e minacce ai canali in cui veicolavano le notizie in mano all&#8217;organizzazione &#8211; tra i quali il social network Twitter &#8211; erano diventati la prassi per il contrasto alla fuga di notizia, sebbene qualsiasi tentativo americano alla lunga si fosse dimostrato inefficace. Dopo l&#8217;accusa di violenze sessuali (successivamente rivelatesi infondate) in Svezia, nel 2012 Assange decise di trovare rifugio nell&#8217;ambasciata dell&#8217;Ecuador di Londra per non cadere nella mani della giustizia internazionale: e dove rimase sino alle scorso 11 aprile.</p>
<p>Da allora gli Stati Uniti hanno fatto pressione per l&#8217;estradizione negli Stati Uniti dell&#8217;attivista, chiamato a difendersi dall&#8217;accusa di violazione di segreto di Stato e rischiando il massimo della pena. Ed è per questo motivo che il legale di Assange sia fermamente convinto di come la partita giudiziaria debba essere vinta nel Regno Unito e per il processo siano stati già chiamati 29 testimoni pronti a sostenere il giornalista australiano.</p>
<h3>L&#8217;effetto Wikileaks sull&#8217;opinione pubblica</h3>
<p>Dopo la giornata del 28 novembre 2010 l&#8217;immagine dei governi mondiali agli occhi della popolazione cambiò drasticamente, andando a minare la percezione di infallibilità dei direttivi nazionali ed internazionali. Inoltre, la diffusione delle <strong>conversazioni private</strong> nelle quali venivano utilizzati termini molto spesso fuori luogo ha incrinato i rapporti tra i vertici di potere, contribuendo all&#8217;instabilità popolare dei mesi successivi &#8211; come nel caso delle primavere arabe.</p>
<p>La possibilità che una singola organizzazione potesse di colpo piegare le istituzioni internazionali ha obbligato i Paesi a prendere delle più stringenti misure di sicurezza informatiche e di disincentivare comportamenti simili che avrebbero potuto portare a nuove fughe di notizie. Tuttavia, dal 2010 l&#8217;interesse della popolazione per la questione è accresciuta, segnando un punto di svolta rispetto al passato.</p>
<p>Il processo che inizierà lunedì segnerà l&#8217;inizio della cerimonia di chiusura della vicenda legata datagate di Wikileaks ed evidenzierà al tempo stesso il grado di apertura del mondo occidentale verso la più liquida libertà di informazione. Tenendo presente che, in questo caso, si svolgerà sotto gli occhi di tutti: con gli stessi accusatori che, in caso di vittoria, rischieranno di diventare i prossimi inquisiti dell&#8217;<strong>opinione pubblica</strong> mondiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/prende-il-via-il-processo-per-lestradizione-di-assange-negli-stati-uniti.html">Prende il via il processo per l&#8217;estradizione di Assange negli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 08:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Douma]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=237095</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="865" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="attacco chimico Douma" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Douma, Siria, 7 aprile 2018. Un presunto attacco chimico attribuito all&#8217;esercito arabo siriano di Bashar al Assad scatena la reazione delle cancellerie occidentali contro Damasco. In quei giorni l’aviazione russa e quella siriana stanno bombardando Douma, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente. Come ricordava Matteo Carnieletto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="865" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="attacco chimico Douma" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Douma-Siria-La-Presse-e1571993814422-1024x461.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Douma, Siria, 7 aprile 2018. Un presunto attacco chimico attribuito all&#8217;esercito arabo siriano di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> scatena la reazione delle cancellerie occidentali contro <strong>Damasco</strong>. In quei giorni l’aviazione russa e quella siriana stanno bombardando Douma, uno dei più importanti centri abitati della Ghouta orientale, mentre le truppe di terra avanzano faticosamente. Come ricordava Matteo Carnieletto <a href="https://it.insideover.com/guerra/documento-attacco-chimico-douma.html">su questa testata,</a> in questo fazzoletto di terra non lontano dalla capitale sono asserragliati i miliziani dell’<strong>Esercito dell’islam</strong>, una fazione radicale che, in passato, si è resa protagonista di crimini efferati contro le minoranze religiose ed è proprio da quei sobborghi che i jihadisti continuano a far piovere missili e colpi di mortaio sulla capitale Damasco.</p>
<p>Nella notte fra il 7 e l&#8217;8 aprile si verifica un presunto attacco chimico che subito viene attribuito ad Assad. Il 14 aprile gli Stati Unit reagiscono all&#8217;accaduto, appoggiati da Francia e Gran Bretagna, e bombardano la Siria con dei missili da crociera indirizzati contro un presunto sito usato dal regime per sviluppare armi chimiche. Il 1° marzo scorso, l&#8217;Opac &#8211; Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche &#8211; <span style="font-size: 1rem;">ha pubblicato il report tecnico su <strong>Douma</strong>, concludendo che esistono &#8220;ragionevoli prove che un attacco con un&#8217;arma chimica sia avvenuto il 7 aprile 2018&#8221; e che la &#8220;sostanza tossica usata era in tutta probabilità il cloro&#8221;. Il rapporto non stabilisce responsabilità precise, sebbene molti abbiano continuato ad accusare Damasco. </span>Ora la storia di quei giorni potrebbe essere completamente riscritta.</p>
<p>Come riporta <em>Repubblica</em>, infatti, una gola profonda potrebbe riaprire il caso. A rendere nota l&#8217;esistenza di questo whistleblower è un gruppo di esperti e attivisti che si sono riuniti a Bruxelles il 15 ottobre scorso su iniziativa dell&#8217;organizzazione <a href="https://couragefound.org/">Courage Foundation</a>, un ente che protegge <em>whistleblower</em> di alto profilo e da anni è impegnata nella difesa di Edward Snowden, Chelsea Manning e Julian Assange.</p>
<h2>Douma, le rivelazioni della &#8220;talpa&#8221;</h2>
<p>Ci sarebbe dunque una talpa, interna all’Opac, che avrebbe mostrato documenti e mail interne che testimonierebbero &#8220;<strong>pratiche inaccettabili</strong> durante l’indagine sul presunto attacco chimico a Douma&#8221;. Ad ascoltare le rivelazioni il gruppo di esperti già citato. Come spiega <em>Repubblica</em>, si tratta di un gruppo di esperti e attivisti che include l&#8217;ex direttore generale dell&#8217;Opac, José Bustani; l&#8217;accademico Richard Falk, professore emerito di legge internazionale a Princeton; l&#8217;attuale direttore di <em>WikiLeaks</em>, il giornalista islandese <strong>Kristinn Hrafnsson</strong>; Helmut Lohrer, che è uno dei dirigenti dell&#8217;organizzazione internazionale International Physicians for the Prevention of Nuclear War; il professore Guenter Meyer, dell&#8217;università tedesca Johannes Gutenberg di Mainz; Elizabeth Murray, ex analista dell&#8217;intelligence per il Medio Oriente presso il National Intelligence Council di Washington, e infine l&#8217;ex capo delle forze speciali inglesi, John Taylor Holmes.</p>
<p>Come racconta Kristinn Hrafnsson a <em>Repubblica</em>: &#8220;Al nostro gruppo di esperti sono state presentate prove che gettano dubbi sull&#8217;integrità dell&#8217;<strong>Opac</strong>. Sebbene il <em>whistleblower</em> non sia pronto a rivelare la propria identità e a presentare i documenti al pubblico, WikiLeaks ritiene che sia assolutamente nell&#8217;interesse dell&#8217;opinione pubblica mostrare tutti i materiali raccolti dalla missione di fact-finding dell&#8217;Opac a Douma e tutti i report scientifici dell&#8217;indagine. Noi invitiamo chi ha accesso ad essi all&#8217;interno dell&#8217;Opac a inviarli in modo sicuro a WikiLeaks attraverso la nostra piattaforma wikileaks.org/#submit&#8221;.</p>
<p><strong>José Bustani</strong> ha osservato che &#8220;le prove evidenti di un comportamento irregolare nelle indagini dell’Opac su un presunto attacco chimico a Duma confermano i dubbi e i sospetti che già avevo. Non riuscivo a capire quello che leggevo sulla stampa internazionale. Perfino i rapporti ufficiali sulle indagini sembravano incoerenti, nella migliore delle ipotesi. Adesso il quadro è più chiaro sicuramente, anche se molto inquietante&#8221;.</p>
<h2>Sempre più dubbi su Douma</h2>
<p>Lo scorso anno, il sito <em>Working Group on Syria. Propaganda and Media</em>, vicino a Damasco, ha diffuso un <a href="http://syriapropagandamedia.org/wp-content/uploads/2019/05/Engineering-assessment-of-two-cylinders-observed-at-the-Douma-incident-27-February-2019-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">documento datato 27 febbraio stilato da Ian Henderson</a>, uno dei tecnici dell’Opac che in alcuni punti contrasta con la versione diffusa dall&#8217;ente internazionale premio nobel per la Pace: &#8220;Le dimensioni, le caratteristiche e l’aspetto dei cilindri e la scena circostante gli incidenti erano incoerenti con quanto ci si sarebbe aspettati nel caso in cui uno dei due cilindri fosse stato lanciato da un aereo (…) In sintesi, le osservazioni sulla scena dei due luoghi, insieme all’analisi successiva, suggeriscono che vi è una maggiore probabilità che entrambi i cilindri siano stati posizionati manualmente in queste due posizioni anziché essere stati lanciati dagli aerei&#8221;.</p>
<p>Ovvero: sarebbero stati i jihadisti dell’<strong>Esercito dell’islam</strong> a posizionare i cilindri contenenti il cloro in una zona precedentemente bombardata dai governativi per far ricadere la colpa su Assad e scatenare così la reazione americana. Ipotesi che con le nuove rivelazioni potrebbe prendere sempre più piede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/douma-una-talpa-sbugiarda-lopac-e-le-indagini-sullattacco-chimico.html">Douma, una &#8220;talpa&#8221; sbugiarda l&#8217;Opac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/698 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-11-07 09:49:50 by W3 Total Cache
-->