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Guerra

Armi, forze speciali e spie: i file top secret svelano il ruolo Ue in Ucraina

C’è anche l’Unione europea nei documenti segreti sottratti al Pentagono e pubblicati su Discord da Jack Teixeira, la “talpa” che ha reso noti i documenti del Pentagono e delle altre agenzie di sicurezza Usa sui fatti più scottanti dell’attualità. I...
Ukraine's President Volodymyr Zelensky attends a joint press conference with the presidents of the European Council and European Commission

C’è anche l’Unione europea nei documenti segreti sottratti al Pentagono e pubblicati su Discord da Jack Teixeira, la “talpa” che ha reso noti i documenti del Pentagono e delle altre agenzie di sicurezza Usa sui fatti più scottanti dell’attualità. I Paesi del Vecchio Continente sono stati messi sotto il faro delle agenzie Usa per la sicurezza in relazione al loro impegno per il sostegno all’Ucraina invasa dalla Federazione Russa.

Dai file Usa emergono i diversi spettri dell’attenzione politica, militare e d’intelligence dei Paesi europei per l’appoggio a Kiev. Si parla di un sostegno frastagliato ma sicuramente tutt’altro che insignificante, con picchi nell’attività di intelligence e delle forze speciali. Lo annuncia Politico.eu, che ha avuto modo di accedere ad alcuni dei documenti declassificati dal leak: “C’è un gruppo di forze speciali europee che opera in Ucraina – almeno dal 23 marzo – secondo i documenti”. Per metà, la squadra di 97 membri è formato da britannici, essendo Londra capofila della risposta occidentale alla Russia, e 14 uomini sono americani. Ma Politico.eu parla di 17 agenti lettoni, quindici francesi e uno olandese sul terreno.

Il ruolo di queste truppe speciali? Sostenere la gestione militare del conflitto da parte di Kiev. Addestrare gli ucraini all’uso delle armi pesanti occidentali. Coordinare le comunicazioni da e per i reparti di intercettazione della Nato, che guidano da remoto la difesa dell’Ucraina. Ad esempio, le truppe francesi possono essere impegnate nella gestione dell’uso dei sistemi Samp/T consegnati assieme all’Italia all’Ucraina, per quanto Parigi abbia smentito.

Su questo fronte la presenza sul campo è sicuramente più rischiosa di politiche come quelle a cui l’Unione europea sta dando un credito crescente, tra cui si segnala l’aumento dell’addestramento di forze armate di Kiev sul territorio comunitario e l’appoggio da remoto satellitare e d’intelligence, come fatto dall’Italia direttamente dal suo territorio metropolitano.

Quali armi l’Ue ha fornito all’Ucraina

Sul fronte delle armi, gli Usa avrebbero monitorato da vicino la consegna dei Leopard di fabbricazione tedesca all’Ucraina e constatato che solo il 31% dei circa 200 tank promessi a Kiev sarebbero arrivati sul campo di battaglia. Addirittura la Germania avrebbe dato solo 4 dei 18 carri promessi. Mentre nel frattempo un nodo cruciale appare rappresentato dall’Ungheria, che frena il transito di armi verso l’Ucraina sul suo suolo e, notano i documenti vede gli States come “un problema” in questa fase. Ma per Politico.eu un compromesso con Orban si potrebbe trovare: l’Ungheria, contraria ai trasferimenti via terra, “potrebbe segretamente consentire agli alleati di utilizzare il suo spazio aereo per spostare le armi verso il campo di battaglia, nonostante le promesse di impedire tali trasferimenti”.

Il tema dei trasferimenti effettivi di armi è fondamentale in una fase in cui l’Europa parla della possibilità di stanziare un miliardo di euro per rimborsare i magazzini svuotati dalle munizioni destinate a Kiev nei Paesi che ne hanno più bisogno. Capire l’effettività delle consegne è fondamentale per sapere se i Paesi membri avranno diritto al rimborso come richiesto, ad esempio, di recente dall’Estonia, il Paese che sta più contribuendo in relazione al Pil.

Tutti i problemi dell’Europa

Cosa emerge? La difficoltà di una reazione coordinata. Ogni nazione dell’Ue esercita il suo ruolo principalmente nel quadro del contesto Nato più che da appartenente al Vecchio Continente. Mancano un coordinamento strategico e una voce comune europea. Manca una strategia realistica che inserisca il sostegno all’Ucraina in un piano di medio-lungo periodo.

Se il quadro in cui l’Europa agisce è quello dei documenti, questo significa che si sta andando avanti tra piccole ipocrisie retoriche e minimo indispensabile nel sostegno da un lato e fughe in avanti come l’invio di forze speciali boots on the ground dall’altro. Senza un piano, senza una visione, senza un pensiero strategico per il futuro. Un’Europa sonnambula. Che ormai ci siamo abituati a conoscere come tale.

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