<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vertice Nato di Bruxelles Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/vertice-nato-di-bruxelles/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/vertice-nato-di-bruxelles</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Mar 2022 08:47:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Vertice Nato di Bruxelles Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/vertice-nato-di-bruxelles</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ecco come Biden tira le fila della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-biden-tira-le-fila-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 08:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Vertice Nato di Bruxelles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=348934</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni successivi all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina su Inside Over avevamo parlato del fatto che l&#8217;azione di Vladimir Putin avrebbe rappresentato, di fatto, una vittoria di Joe Biden. E non tanto, o non solo, nei confronti di una Russia che ha scelto consapevolmente di mettersi all&#8217;angolo, quanto piuttosto di un&#8217;Europa tornata ad essere cortile di casa della superpotenza di oltre Atlantico. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-biden-tira-le-fila-della-nato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-biden-tira-le-fila-della-nato.html">Ecco come Biden tira le fila della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325093752484_3abafcb8efeb7779ef01bf228a50a03a-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nei giorni successivi all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina su <em>Inside Over </em>avevamo parlato del fatto che l&#8217;azione di <strong>Vladimir Putin </strong>avrebbe rappresentato, di fatto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-ucraina-ha-vinto-biden-vi-spieghiamo-perche.html" target="_blank" rel="noopener">una vittoria di <strong>Joe Biden</strong></a>. E non tanto, o non solo, nei confronti di una Russia che ha scelto consapevolmente di mettersi all&#8217;angolo, quanto piuttosto <a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-comune-e-autonomia-strategica-leuropa-prepara-la-svolta-dopo-la-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">di un&#8217;<strong>Europa </strong></a>tornata ad essere cortile di casa della superpotenza di oltre Atlantico.</p>
<p>La visita a Bruxelles del presidente Usa in occasione del <strong>vertice Nato</strong> e del <strong>Consiglio Europeo </strong>ha, in tal senso, dimostrato che gli Usa tirano ancora le fila dell&#8217;Alleanza Atlantica e che il Vecchio Continente segue a ruota. Il <em>Corriere della Sera </em>sottolinea che a Bruxelles &#8220;Joe Biden si è comportato come il leader di fatto. Il comunicato finale del vertice sembra una fotocopia della dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca qualche ora prima&#8221;, con accenno<a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-le-armi-chimiche-potrebbero-cambiare-la-guerra-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener"> sia alla <strong>linea rossa </strong></a>delle armi chimiche come <em>non plus ultra </em>sia alla conferma di nuovi e vigorosi aiuti militari all&#8217;Ucraina: droni e missili anti-carro e anti-aerei, con la possibilità in futuro di fornire anche batterie <strong>anti-nave</strong>.</p>
<p>Cosa più importante, sarà la Nato in prima persona a coordinare gli interventi in sostegno a Kiev, un cui ingresso nell&#8217;Alleanza non è però stato nemmeno discusso. Dunque i Paesi europei si inseriscono nel flusso delle coordinate strategiche garantite della Casa Bianca, come accaduto nel 2011 quando su <strong>iniziativa italiana </strong>l&#8217;esuberanza della Francia nel lanciare i raid contro la Libia di Gheddafi fu mediata in seno a un comando congiunto dell&#8217;Alleanza Atlantica che riconsegnò ai riluttanti Usa il timone della nave.</p>
<p>Paesi come la <strong>Polonia </strong>e il <strong>Regno Unito </strong>avevano nelle scorse settimane superato a destra la posizione degli Usa aprendo alla possibilità di un intervento diretto e muscolare in caso di eccessive minacce portate da Putin all&#8217;Occidente. I baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) e la Norvegia hanno fatto loro la posizione di &#8220;<strong>ambiguità costruttiva&#8221; </strong>di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a> e Mateusz Morawiecki, la più gradita al presidente ucraino<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noopener"> Volodymir Zelensky.</a></p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3tvplH4" target="_blank" rel="noopener"><strong>Così la Polonia mira alla sconfitta di Putin</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3ulcgze" target="_blank" rel="noopener"><strong>La &#8220;crociata&#8221; di Johnson contro Putin</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Secondo tale dottrina, l&#8217;uso da parte della Russia di armi di distruzione di massa (chimiche, batteriologiche, nucleari) avrebbe dovuto essere causa esplicita di intervento Nato nel conflitto. I Paesi dell&#8217;Europa occidentale (Francia, Germania, Spagna, Italia) non hanno voluto sottoscrivere questa presa di posizione e la mediazione finale è arrivata nelle mani di Biden che, per ora, ha scelto una <strong>linea cautelativa</strong>. Niente ambiguità costruttiva, dunque. Ma un messaggio chiaro viene lanciato da Biden indicando la Polonia, sede del più importante schieramento di truppe Usa a Est, come tappa conclusiva del suo tour europeo. Il fianco Est sarà rinforzato con una forza militare di quattro battaglioni (da 300 a 1000 soldati) di pronto intervento da inviare in Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-perche-la-romania-e-decisiva-nella-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Romania, Paese questo che presidia il fianco balcanico del Mar Nero </a>ed appare sempre più decisivo nella strategia Usa.</p>
<p>Inoltre, la scelta dei Paesi europei di promuovere politiche di difesa comune e autonomia strategica nel quadro, però, di un consolidamento della seconda gamba del campo atlantico e seguendo la prescrizione Nato del 2014 di portare le <strong>spese militari al 2% del Pil </strong>rafforza la presa Usa. Biden era vicepresidente di <strong>Barack Obama </strong>ai tempi del summit in cui, preoccupata dall&#8217;assertività russa a Est, la Nato dopo la crisi della Crimea varò questa prescrizione, a cui i <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-corsa-alle-armi-anima-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener">Paesi dell&#8217;Est, il Regno Unito e la Francia si sono già conformati</a>, mentre <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-piano-italiano-per-il-rilancio-della-spesa-militare.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Italia</a> e la ritornante <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-svolta-militarista-di-scholz-100-miliardi-per-la-difesa.html">Germania</a> hanno iniziato a promuovere l&#8217;aumento della spesa.</p>
<p>La Nato si rafforza come proiezione dell&#8217;interesse politico Usa e la faglia del contenimento antirusso, dunque, la fa entrare in una nuova fase. Biden vuole traghettare questa unità, in prospettiva, dal contenimento a Mosca a quello a Pechino, non a caso ammonita da possibili iniziative a favore di Putin che,<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-ucraina-vista-dalla-cina-qual-e-lobiettivo-di-pechino.html"> ad ora, non sembrano nella mente di Xi Jinping.</a> Ed è simbolico analizzare la ritualità della foto collettiva dei leader che vede, vicino a Biden, <strong>Boris Johnson, </strong>a testimonianza di una &#8220;relazione speciale&#8221; che vive e prospera, principalmente, in antitesi all&#8217;Europa continentale. Oggetto e non soggetto delle dinamiche Nato. E, sull&#8217;altro fronte, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"><strong>Recep Tayyip Erdogan</strong></a>. Il presidente turco che si trova nella vera &#8220;ambiguità strategica&#8221;, non filorusso ma nemmeno nemico mortale di Putin, membro della Nato ma non atlantista, venditore di armi (compresi i micidiali droni Tb-2) a Kiev ma fermo nel rifiutare le sanzioni alla Russia, sottoscrittore della dichiarazione finale ma <strong>mediatore di primo piano</strong>. Da un lato il leader più antirusso, dall&#8217;altro quello meno russofobo della Nato, ma nessun leader dell&#8217;Ue al proprio fianco: Biden con equilibrismo si rimette al comando della Nato. E il messaggio è chiaro: i pochi margini di autonomia sono concessi ai battitori liberi come Erdogan o ai &#8220;fratelli&#8221; britannici degli Usa. Staremo a vedere come si muoverà l&#8217;Europa nel mutato quadro strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-biden-tira-le-fila-della-nato.html">Ecco come Biden tira le fila della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>America is back? Il significato del tour di Biden in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/america-is-back-il-significato-del-tour-di-biden-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 16:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Vertice Nato di Bruxelles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=321047</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando un leader mondiale sceglie di affrontare un viaggio di migliaia di km, non è quasi mai per mostrare i muscoli, ma per almeno due altri ordini di ragioni: salvare il salvabile o chiedere aiuto. Nel caso del presidente americano Joe Biden, vi è un mix di entrambe le questioni. Certo è che spacciare il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/america-is-back-il-significato-del-tour-di-biden-in-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/america-is-back-il-significato-del-tour-di-biden-in-europa.html">America is back? Il significato del tour di Biden in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/biden-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando un leader mondiale sceglie di affrontare un viaggio di migliaia di km, non è quasi mai per mostrare i muscoli, ma per almeno due altri ordini di ragioni: salvare il salvabile o chiedere aiuto. Nel caso del presidente americano <strong>Joe Biden</strong>, vi è un mix di entrambe le questioni. Certo è che spacciare il suo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-vuole-riprendersi-leuropa-ma-la-sfida-e-ricostruire-loccidente.html">tour in Europa</a> come un abbraccio fraterno agli antichi alleati è miope, oltre che fuorviante. <strong>Multilateralismo</strong> è la parola più usata dal momento dell’ingresso della Casa Bianca per descrivere la “dottrina Biden”, tuttavia, bisognerebbe intendersi su cosa esattamente il multilateralismo sia: Biden non è Woodrow Wilson né tantomeno Clinton. Il suo multilateralismo appare tendenzialmente funzionale più che liberale: si dialoga con tutti, si può rompere con chiunque, si possono abbandonare alleati storici e puntare a nuovi nodi caldi. “<strong><em>America is back</em></strong><em>”</em>, si sente tuonare a destra e a manca, abusando del motto che Biden adottò per contrapporsi all’ex presidente Donald Trump. Ma ne siamo davvero sicuri?</p>
<h2>Il declino americano</h2>
<p>Manca la verve. Quella che ha reso gli Stati Uniti, per quasi cento anni, una leadership mondiale in senso economico, militare e diplomatico. Biden si dimostra diverso, <em>à la page</em> su clima e diritti umani, duro con i nemici Russia e Cina, ma senza filo conduttore tra le diverse pratiche: verrebbe da dire che una vera dottrina Biden non sembra nemmeno profilarsi. La pandemia ha mostrato al mondo la debolezza di un Paese frantumato e costellato di <em>cleavage</em>, con una politica estera recentemente pasticciata (l’ISIS, l’Afghanistan), passata da un estremo all’altro nel passaggio tra Obama e Trump. Ora Biden si lancia nel suo primo tour europeo, nel bel mezzo di “un’orgia di vertici”, come l’ha definita Jeremy Shapiro dalle pagine di <a href="https://www.politico.com/news/magazine/2021/06/04/biden-administration-europe-focus-491857"><em>Politico</em></a>.</p>
<p>Tuttavia, pur dichiarando di voler rinfocolare l’alleanza transatlantica in nome del tempo che fu, nelle stanze dei bottoni di Washington c’è quasi esclusivamente un’ossessione post-moderna: la Cina. E in questo Biden non differisce da Trump: i toni sono diversi, ma l’ossessione è comune e fagocita il resto, richiedendo di subordinare ogni altra questione di politica estera. In questo Biden ha bisogno di alleati fidati, severi e potenti, non di virgulti da crescere e proteggere. Serve un&#8217; Europa forte non per sé, come nella Guerra Fredda, ma forte tanto da prendere parte nella lotta per il <strong><em>China second</em></strong>. Altra differenza evidente rispetto all’era della Cortina di ferro è che questa richiesta di forza avviene per un teatro non più europeo ma tendenzialmente <a href="https://it.insideover.com/politica/ue-usa-e-giappone-insieme-per-la-stabilita-dellindo-pacifico.html"><strong>indo-pacifico</strong></a>. Non è un caso che Biden abbia collocato due sue punte di diamante, Kurt Campbell e Brett McGurk, rispettivamente, nei Consigli di sicurezza nazionale per l&#8217;Indo-Pacifico e per il Medio Oriente.</p>
<h2>L&#8217;Europa occidentale</h2>
<p>Ma soprattutto, non si può affermare che lo stato delle cose consenta all’amministrazione americana di dialogare esclusivamente via Unione europea, altrettanto zoppicante tra tante sorellastre. Innanzitutto, perché Europa vuol dire anche <strong>Regno Unito post-Brexit</strong>: se il presidente americano rinfocola la <em>special relationship</em>, Boris Johnson restituisce al mittente l’uso del termine “speciale”: “fa sembrare il Regno Unito debole e bisognoso”, tuona BoJo proprio mentre lancia il suo Paese come ponte fra le democrazie, attestandosi la paternità della proposta del <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/g7-2021-d10-diritti-umani.html"><strong>D10</strong></a>. Anche con la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-strategia-della-francia-per-diventare-la-guida-della-politica-estera-europea.html"><strong>Francia</strong></a>, al di là di una nuova piccola <em>Statue of Liberty</em> che prende il mare verso gli Usa, i rapporti sono da ricucire: non bisogna dimenticare le minacce doganali tra Trump e Macron, ma soprattutto il fatto che quest’ultimo sia proprio colui che, nel novembre 2019, mise in dubbio l&#8217;impegno degli Stati Uniti nei confronti dell&#8217;Europa, candidandosi a ministro degli Esteri europeo. Note ancora più dolenti giungono dalla <strong>Germania</strong>: nell’era della grande transizione energetica e politica di Berlino, il governo tedesco è pressato tra le proprie esigenze energetiche (filorusse) e i doveri coniugali verso la Nato. Tuttavia, Biden non sembra essere nelle condizioni di poter chiedere con forza ad Angela Merkel di rinunciare al <strong>Nord Stream 2</strong>. Stesso dicasi per l’<strong>Italia</strong> di Draghi che, pur confermata la linea atlantista, ha difficoltà a rinunciare ai legacci complessi imposti dalle relazioni commerciali (e non) con Russia e Cina. Anche qui il dubbio è il medesimo: quanta forza ha Biden per chiedere a Roma di sconfessare questi legami in nome della Nato? È l’interdipendenza, bellezza.</p>
<h2>Nord e Est Europa</h2>
<p>Fin qui, non è difficile intuire gli attriti e le sintonie tra Biden e l’Europa occidentale. Ma l’Europa non è più solo tale. Per molti versi, il <strong>Nord Europa</strong> è il vero microcosmo delle sfide a breve termine che devono affrontare le relazioni transatlantiche. La prima di queste è la Russia per i Paesi nordeuropei. Le loro basi solide, le forze specializzate, le reti di comunicazione resilienti e le solide capacità di dominio possono fungere da spina dorsale per la presenza degli Stati Uniti nella regione. Allo stesso modo, i Paesi che utilizzano un concetto di <strong>difesa totale</strong> (cioè Finlandia, Norvegia, Svezia e Paesi baltici) possono condividere questa esperienza per migliorare la strategia della Nato: i nordeuropei sono in prima linea in domini nuovi ed emergenti come <strong>spazio</strong>, <strong>cybersecurity</strong> e intelligenza artificiale. Una seconda sfida transatlantica che si manifesta nel Nord Europa, su scala minore, è la Cina. Sebbene gli europei non vedano la Cina come una minaccia militare in Europa, la Finlandia ha approvato una legge sulla sicurezza che consente al governo di vietare le apparecchiature di rete di telecomunicazioni se &#8220;sospettano che l&#8217;uso di tali apparecchiature possa mettere in pericolo la sicurezza o la difesa nazionale&#8221;. La Svezia ha fatto un ulteriore passo avanti, vietando Huawei e ZTE nelle sue reti 5G.</p>
<p>E poi c’è l’<strong>Europa dell’Est</strong>, il residuo fossile di un pezzo di Cortina di ferro che si dimena tra nuovi autoritarismi, che arranca nell’<em>acquis communautaire</em> ma che è, al tempo stesso, il cuscinetto geopolitico con cui l’Europa si protegge da Putin. Gli stati della Nato dell&#8217;Europa orientale vorrebbero una maggiore presenza militare alleata sul fianco orientale del blocco: questo è il motivo per cui presidente rumeno Klaus Iohannis, appena un mese fa, ha sostenuto con forza un aumento della presenza militare alleata in Romania e nel sud del fianco orientale. Il presidente degli Stati Uniti conosce molto bene, poi, sia la Polonia che l&#8217;Ucraina. I suoi decenni di servizio come senatore degli Stati Uniti e i suoi otto anni come vicepresidente sotto Barack Obama gli hanno insegnato che i due Paesi sono tra gli amici e gli alleati più devoti dell&#8217;America: anche se qui, Washington, sembra scivolare verso un “<strong>benigno abbandono</strong>”, tanto per citare Daniel Patrick Moynihan.</p>
<p>Alla luce di tutto questo, affermare che Biden stia venendo ad abbracciare l’Europa è una favola che non regge. Si trova di fronte una Babele di condizioni e di richieste alle quali non ha che proporre altre richieste. Chi ha bisogno di chi, adesso?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/america-is-back-il-significato-del-tour-di-biden-in-europa.html">America is back? Il significato del tour di Biden in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Nato è fuori dalla &#8220;morte cerebrale&#8221;?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nato-e-fuori-dalla-morte-cerebrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 11:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Vertice Nato di Bruxelles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=316109</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="summit nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ormai più di un anno fa, fu il presidente francese Emmanuel Macron a tuonare contro i Paesi europei, mettendoli in guardia circa il non poter più fare affidamento sull&#8217;America. &#8220;Quello che stiamo vivendo attualmente è la morte cerebrale della Nato&#8221;, dichiarò dalle pagine dell’Economist. A suo dire, l’Europa era “sull&#8217;orlo di un precipizio”, bisognosa di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-e-fuori-dalla-morte-cerebrale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-e-fuori-dalla-morte-cerebrale.html">La Nato è fuori dalla &#8220;morte cerebrale&#8221;?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="summit nato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/nato-futuro-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ormai più di un anno fa, fu il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> a tuonare contro i Paesi europei, mettendoli in guardia circa il non poter più fare affidamento sull&#8217;America. &#8220;Quello che stiamo vivendo attualmente è la morte cerebrale della Nato&#8221;, dichiarò dalle pagine dell’<a href="https://www.economist.com/europe/2019/11/07/emmanuel-macron-warns-europe-nato-is-becoming-brain-dead"><em>Economist</em></a>. A suo dire, l’Europa era “sull&#8217;orlo di un precipizio”, bisognosa di cominciare a pensare a sé stessa strategicamente come una potenza geopolitica, prima di &#8220;non avere più il controllo del suo destino&#8221;. Tuttavia, il mondo e l’Europa di cui l&#8217;<em>enfant prodige </em>europeo parlava non esistono più.</p>
<h2>Il ritorno degli Usa in Europa</h2>
<p>A rispondergli, simbolicamente, qualche mese dopo, fu proprio il neoeletto presidente <strong>Joe Biden</strong>, che scelse le pagine del gazzettino della politica estera di Washington, <strong>Foreign Affairs</strong>, per annunciare che l’<em>America was back</em>. Parafrasando il presidente uscente Trump, Biden rispondeva a tono con un editoriale dal titolo più che eloquente: <a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2020-01-23/why-america-must-lead-again"><em>Why America Must Lead Again. Rescuing U.S. Foreign Policy After Trump</em></a>. A suo avviso, la democrazia era sotto maggiore pressione che in qualsiasi momento dagli anni Trenta e la Nato, un&#8217;alleanza di valori, baluardo dell&#8217;ideale democratico liberale.</p>
<p>Nei primi cento giorni della nuova amministrazione Biden sono stati immediatamente chiari alcuni punti delle nuove direttrici di politica estera: ad esempio, nessuno sconto, nessun compromesso in tema di <a href="https://it.insideover.com/politica/da-biden-a-draghi-la-diplomazia-dei-diritti-umani-riprende-forma.html">diritti umani</a>, seguendo un filone wilsoniano volto ad intestarsi la leadership morale della nazione e del Pianeta. Ma accanto a questa aspirazione liberalista, alcune questioni concrete come la pandemia, la crisi di identità dell’asse Merkel-Macron, l’Islam politico radicale, la rinnovata aggressività di Mosca (soprattutto sul fianco scoperto dell’Unione Europea) e l’obiettivo del <em>China second</em>, rendono la Nato nuovamente necessaria e pregna di significati. Diversa rispetto a quella storia ormai finita secondo Francis Fukuyama, ma comunque necessaria.</p>
<h2>Il nodo turco</h2>
<p>Alla <strong>Conferenza sulla sicurezza di Monaco</strong> di febbraio, il presidente Biden ha inviato un messaggio chiaro al mondo: “L&#8217;America è tornata. L&#8217;alleanza transatlantica è tornata”. Biden ha espresso la determinazione a impegnarsi nuovamente con l&#8217;Europa e ha fermato il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania. Sia i leader europei che gli Usa, oggi, condividono le preoccupazioni per l&#8217;incursione della Russia in Ucraina e la concorrenza con la Cina. Ma il problema immediato è la <strong>Turchia</strong> e la sua vicinanza a Russia e Iran.</p>
<p>Il Leviatano turco sembra essere, in quanto grande contraddizione dentro l’Alleanza Atlantica, la ragione stessa per la quale ha ancora ragione d’esistere: la Turchia negli ultimi 10-15 anni ha preferito diversificare le sue scelte di politica estera, svincolandosi dal quadro della Guerra Fredda, anche se continua a mostrare che, economicamente, ha un bisogno disperato d’Europa e di Occidente. E la “tolleranza zero” da parte del tutt’altro che <em>sleepy</em> Joe è arrivata, solo pochi giorni fa, anche attraverso una scelta scomoda: il <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-biden-ha-riconosciuto-il-genocidio-degli-armeni.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riconoscimento del genocidio armeno</a>, per la prima volta definito a chiare lettere e senza eufemismi. Un messaggio non solo diretto a Erdogan, ma anche alla Russia, che sta ad ascoltare.</p>
<h2>Il vertice di giugno</h2>
<p>Il <strong>vertice annunciato del prossimo 14 giugno</strong> sarà la cartina al tornasole delle intenzioni Nato. Un vertice pregno di aspettative sul rilancio dell’Alleanza. L’appuntamento, infatti, potrebbe essere il trampolino di lancio per l’Agenda <strong>NATO2030</strong> promossa da Stoltenberg, che segna come fondamentale l’esigenza duplice di <strong>rinnovamento</strong> e <strong>rilancio</strong> di un’organizzazione regionale che non ha più esattamente le stesse motivazioni del 1949.</p>
<p>Ed è nel <strong>mondo multipolare</strong> che la Nato sta cercando di riadattarsi: ha ragionato per cinquant’anni di Guerra Fredda in termini di contenimento e di armi nucleari, ma ora deve plasmarsi su nuovi teatri di scontro: le piazze finanziare, lo spazio, il clima e le emergenze sanitarie. È richiesta dunque una sorta di <strong>globalizzazione del Patto</strong> che, con strumenti differenti, garantisca ciò per cui è nato, ovvero la sicurezza e la stabilità ai suoi membri.</p>
<h2>Il dibattito sull’allargamento e il Mediterraneo orientale</h2>
<p>Ergo, la nuova Nato sembrerebbe essere destinata a prendere l’immagine nuova che Biden desidera conferire alla nuova politica estera americana e al suo approccio. Gli ultimi mesi, poi, hanno riaperto uno storico dibattito, ovvero quello circa l’<strong>allargamento ad est </strong>dell’Alleanza.</p>
<p>Alla fine degli anni Novanta, i favorevoli all’espansione Nato premevano per una maggiore sicurezza della regione, sostenendo che la politica di <em>enlargement</em> avrebbe scoraggiato la Russia dall’intraprendere una politica di revisionismo territoriale, a condizione che fosse mantenuto un adeguato bilanciamento tra deterrenza, rassicurazione e diplomazia. I <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-forze-russe-confine-con-ucraina.html"><strong>fatti d’Ucraina</strong></a> ci hanno mostrato quanto la realtà possa superare il chiacchiericcio dei dibattiti teorici. Anche i detrattori della proposta hanno sempre sollevato numerose questioni molto serie. Nel giugno 1997, ad esempio, in una lettera aperta al presidente Bill Clinton, 50 eminenti personalità politiche e diplomatiche definirono l’allargamento Nato “un errore di importanza storica”: in ballo vi era, a loro dire, l’intero assetto post-Guerra Fredda, una nuova linea di faglia tra gli ex paesi satelliti dell’URSS ammessi nel club e quelli rimasti fuori, ma soprattutto il rischio di minare la credibilità dell’Alleanza che si sarebbe estesa a Paesi non in grado di “reggere la membership”.</p>
<p>L’Ucraina è il luogo per eccellenza che, oggi, infiamma questo dibattito. La vera domanda è se ciò abbia senso per la Nato. Ammettendo l&#8217;Ucraina, l&#8217;alleanza guadagnerebbe chiaramente un membro entusiasta: una svolta “compassionevole”, l’hanno definita molti analisti. Su questo tema però, l’<strong>ambiguità strategica</strong> sembra essere ancora la scelta migliore. Kiev nell’Alleanza fornirebbe un incentivo alla Russia per agire in modo ancora più aggressivo. La Nato, a sua volta, troverebbe la sua attenzione quasi completamente dedicata a questo conflitto, in un momento in cui non può e non vuole. E l’Ucraina non può essere la ragione di vita attuale dell’Organizzazione.</p>
<p>Vi è poi il nodo caldo del <strong>Mediterraneo orientale</strong>, diventato, soprattutto nell’ultimo anno, l’espressione paradigmatica delle contraddizioni dell’Alleanza. Il Congresso degli Stati Uniti ha recentemente approvato la legge sul partenariato per la sicurezza e l&#8217;energia nel Mediterraneo orientale, in cui la Grecia è considerata un prezioso alleato assieme a due partner fondamentali come Israele e Cipro. La domanda chiave però è: fino a che punto Washington è in grado di guidare una nuova alleanza di difesa nel Mediterraneo orientale?</p>
<p>Le condizioni dello scenario internazionale, certamente, impongono nuove sfide e nuovi pungoli al sistema Nato che, in un clima di insicurezza accresciuta, che si tratti di una nuova Guerra Fredda o meno, sembrano convergere verso nuove richieste di <em>security</em>. Per l’ossatura dell’Occidente, ovvero Europa e Stati Uniti, il meccanismo di reciproco supporto continua ad essere immaginato ancora all’interno dell’Alleanza Atlantica, anche se con mezzi e su piazze differenti. È la prova provata che il Patto Atlantico era forse solo una Bella Addormentata che il 2020, l’<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-il-2020-e-lanno-della-geopolitica.html">anno più geopolitico</a> dalla Seconda Guerra Mondiale, ha contribuito a risvegliare. I risultati del risveglio, però, sono ancora tutti da vagliare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-e-fuori-dalla-morte-cerebrale.html">La Nato è fuori dalla &#8220;morte cerebrale&#8221;?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Nato insiste sulla minaccia russa ma dimentica il &#8220;Fronte Sud&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nato-insiste-sulla-minaccia-russa-ma-dimentica-il-fronte-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Vertice Nato di Bruxelles]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=312655</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vertice nato usa russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-1024x705.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-768x529.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-1536x1057.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-2048x1410.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra martedì e mercoledì si è tenuto il vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi della Nato, a cui hanno partecipato anche delegati di Finlandia, Svezia e Unione europea. Tra i vari argomenti sul tavolo di discussione, quello preponderante sembra essere, ancora una volta, la Russia. In apertura dei lavori era stato proprio il segretario &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-insiste-sulla-minaccia-russa-ma-dimentica-il-fronte-sud.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-insiste-sulla-minaccia-russa-ma-dimentica-il-fronte-sud.html">La Nato insiste sulla minaccia russa ma dimentica il &#8220;Fronte Sud&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="vertice nato usa russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-1024x705.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-768x529.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-1536x1057.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/vertice-nato-russia-2048x1410.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra martedì e mercoledì si è tenuto il vertice dei <strong>ministri degli Esteri</strong> dei Paesi della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nato</strong></a>, a cui hanno partecipato anche delegati di <strong>Finlandia</strong>, <strong>Svezia</strong> e <strong>Unione europea</strong>. Tra i vari argomenti sul tavolo di discussione, quello preponderante sembra essere, ancora una volta, la <strong>Russia</strong>.</p>
<p>In apertura dei lavori era stato proprio il segretario generale dell&#8217;Alleanza Atlantica, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, a fissare i punti salienti. Stoltenberg <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_182569.htm?selectedLocale=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha riferito alla stampa</a> presente che la Nato deve “essere audace e ambiziosa per costruire un&#8217;Alleanza più forte per il futuro” perché “viviamo in un mondo più pericoloso e competitivo, dove le sfide non conoscono confini”. Il segretario ha voluto rimarcare che queste sfide sono rappresentate dalle “attività destabilizzanti della Russia, dalla minaccia del terrorismo, da sofisticati attacchi informatici, da nuove tecnologie distruttive, e dall&#8217;ascesa della Cina” oltre a citare il cambiamento climatico.</p>
<h2>Gli obiettivi secondo Stoltenberg</h2>
<p>Quello che sta attraversando la Nato, infatti, è <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_182648.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il suo più grande adattamento dalla Guerra Fredda</a>, cominciato – non a caso – nel 2014, ovvero quando proprio la Russia ha annesso la Crimea con un magistrale “colpo di mano”.</p>
<p>Questo “adattamento”, rappresentativo di una nuova visione strategica, ha un nome: <strong>“Nato 2030”</strong>. A fianco dell&#8217;inquadramento delle minacce per l&#8217;Alleanza, sempre Stoltenberg ha tenuto a sottolineare che per sostenere ulteriormente questo cambio di passo, la Nato sta discutendo di come aumentare i finanziamenti comuni per la deterrenza e la difesa, con un occhio particolare rivolto alle infrastrutture più critiche, come quelle energetiche e delle telecomunicazioni (stava sicuramente pensando al <strong>5G</strong>) per le quali si deve “garantire standard minimi” di sicurezza. Pertanto c&#8217;è “bisogno di maggiori investimenti per assicurarci di mantenere il nostro vantaggio tecnologico”.</p>
<p>Il programma, perché così si può definire, Nato 2030 riguarda anche la protezione dell&#8217;ordine basato su regole, che, dice ancora il segretario “viene sfidato da potenze autoritarie come <strong>Cina</strong> e Russia”. Quindi l&#8217;Alleanza deve “lavorare ancora più da vicino con partner che la pensano allo stesso modo in tutto il mondo (il riferimento è ai Paesi dell&#8217;Estremo Oriente come Giappone, Australia, Corea del Sud e Nuova Zelanda n.d.r.) e sostenere i nostri vicini con più formazione e rafforzamento delle capacità”.</p>
<h2>L&#8217;eterno braccio di ferro con Mosca</h2>
<p>Il rapporto tra Nato e Russia è difficile da tempo ormai, e secondo Stoltenberg questo è il risultato del comportamento di Mosca, che viola la legge internazionale, usa la forza militare contro i vicini (<strong>Georgia</strong> e <strong>Ucraina</strong>), ma è anche responsabile di azioni aggressive contro gli stati membri e alleati della Nato attraverso <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cyber-warfare-il-campo-di-battaglia-piu-caldo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>attacchi cibernetici</strong></a>, interferenze nei nostri processi politici interni e così via.</p>
<p>Questo modello di comportamento russo nel corso di alcuni anni, riferisce il segretario, ha innescato il più grande adattamento della Nato, con un&#8217;elevata mobilitazione delle forze, con il dispiegamento di gruppi tattici lungo i confini orientali dell&#8217;Alleanza e con un aumento della spesa per la Difesa. Stoltenberg prosegue il suo discorso senza mezzi termini: “il presidente <strong>Putin</strong> è ovviamente il responsabile ultimo di tutte le azioni intraprese dallo Stato russo. E abbiamo visto un modello di comportamento aggressivo, inclusi tentativi e uccisioni mirate di oppositori” aggiungendo anche un elemento cruciale, ovvero quello delle presunte taglie per l&#8217;uccisione dei soldati della Nato in <strong>Afghanistan</strong> messe da Mosca.</p>
<p>La Nato quindi continuerà ad avere un approccio “fermo” con la Russia – per non dire “duro”- ma allo stesso tempo continuerà a perseguire un <strong>duplice approccio</strong>: deterrenza, difesa e dialogo, perché, dice ancora Stoltenberg “dobbiamo parlare con la Russia”. Questo include, ovviamente, il controllo degli armamenti e nell&#8217;Alleanza ci si rallegra che, nonostante tutte le difficoltà e le crescenti tensioni, Stati Uniti e Russia, siano stati in grado di concordare l&#8217;estensione del nuovo<a href="https://it.insideover.com/politica/russia-ok-allestensione-del-trattato-start-ma-i-rapporti-con-gli-usa-restano-tesi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> accordo Start</strong></a>.</p>
<h2>Le richieste al Cremlino</h2>
<p>Nella giornata di mercoledì <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_182510.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i toni del segretario sono stati ancora più perentor</a>i, se possibile. Al termine delle consultazioni ha detto, sempre riferendosi a Mosca, che la Nato chiede “l&#8217;immediato rilascio di <strong>Alexei Navalny</strong> e di altri manifestanti pacifici che sono stati arrestati”. Ribadendo quella che è l&#8217;attività di destabilizzazione dei suoi vicini, tra cui Ucraina, Georgia e Repubblica di <strong>Moldova</strong>, il segretario ha aggiunto che Mosca sostiene la repressione del dissenso in <strong>Bielorussia</strong> e cerca di interferire nella regione dei Balcani occidentali.</p>
<p>La Russia, per la Nato – ma forse più per Stoltenberg – resta quindi l&#8217;avversario principale perché “si rafforza militarmente dal Baltico al Mar Nero dal Mediterraneo all&#8217;Artico, ed è presente in Medio Oriente e Nord Africa”. Stoltenberg ha aggiunto che “continueremo a lavorare con l&#8217;Ue e i nostri stretti partner, per assicurarci di rispondere insieme alle azioni della Russia”.</p>
<h2>&#8220;Dimenticati&#8221; gli altri fronti caldi</h2>
<p>Per il momento sembra esserci poco spazio per gli altri “fronti caldi” nella mente del segretario, nonostante la scaletta del vertice: per quanto riguarda la Cina si è limitato a dire che “abbiamo bisogno di accordi che coprano più armi e più nazioni come la Cina” mentre sull&#8217;<a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_182649.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Afghanistan</a> ha riferito che “tutte le opzioni sono sul tavolo” ma che c&#8217;è una stretta collaborazione con gli Stati Uniti. Proprio su quest&#8217;ultimo punto è stato sottolineato più volte, nel corso della due giorni di colloqui e da rappresentati diversi, come ci sia un cambio di atteggiamento nelle relazioni transatlantiche: Stoltenberg e il segretario di Stato americano <strong>Antony Blinken</strong> <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_182540.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno più volte rimarcato</a> come ci sia la volontà di aprire una nuova era tra Bruxelles e Washington dopo l&#8217;unilateralismo e “isolazionismo” dell&#8217;ex presidente Donald Trump.</p>
<p>Blinken <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_182570.htm?selectedLocale=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha infatti detto</a> che “nessun Paese e nessun continente può affrontare da solo queste sfide. Non l&#8217;Europa da sola. Non l&#8217;America da sola. Ma Europa e America insieme, nella Nato” e c&#8217;è bisogno di “assicurarci di rimanere forti sia come alleanza militare che politica”. Il segretario di Stato ha detto di essere “venuto a Bruxelles perché gli Stati Uniti vogliono ricostruire le nostre partnership. Prima di tutto, con i nostri alleati della Nato. Vogliamo rivitalizzare l&#8217;Alleanza, per assicurarci che sia forte ed efficace contro le minacce di oggi come lo è stata in passato. C&#8217;è un tema comune o una parola comune e questo è &#8220;insieme&#8221;”.</p>
<p>Da quello che è stato rivelato delle tematiche del vertice sembra, ancora una volta, che il <strong>“Fronte Sud”</strong>, sia stato messo da parte. Stoltenberg ha infatti detto che “il lavoro della Nato con i partner in Medio Oriente e Nord Africa è un altro contributo alla lotta contro il terrorismo internazionale” e che “i ministri faranno quindi il punto sul nostro sostegno a partner chiave come Iraq, Giordania e Tunisia”. Alla Nato si considera cosa fare di più su diversi fronti, che il segretario ha individuato nella Norvegia e Islanda a nord, Turchia a sud, ma anche Stati Uniti, Canada e Regno Unito a ovest, “tutti fondamentali per la difesa e la protezione dell&#8217;Europa”.</p>
<h2>Il Mediterraneo dimenticato</h2>
<p>Però Stoltenberg dimentica che il “Fronte Sud” non è rappresentato solo dalla Turchia, anche se per via dell&#8217;attuale situazione di “tensione” all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza proprio per il comportamento di Ankara (S-400, Mediterraneo Orientale, Libia) è comprensibile che, a livello comunicativo, dovesse citarla per raffreddare il clima. Il “Fronte Sud” della Nato, così come quello dell&#8217;Europa, è in un altro continente, nel <strong>Nord Africa</strong>, ed è imperniato nel <strong>Mediterraneo</strong>. Solo poche parole sono state spese dal segretario Stoltenberg per quanto riguarda il <strong>Sahel</strong> – da cui provengono i flussi migratori ma anche minacce terroristiche, e la Francia lo sa bene – o per la <strong>questione libica</strong>, sbrigativamente risolta con un generico riferimento all&#8217;Onu e al nuovo governo di Tripoli.</p>
<p>Siamo certi che il segretario abbia ben presente, vista quella che sembra essere una sua personalissima ossessione per la Russia, che proprio Mosca in quel continente è sempre più attiva, e pertanto, da italiani, avremmo preferito più attenzione a delle tematiche che non riguardano direttamente solo noi, ma tutta l&#8217;Europa. Senza considerare la Cina, che si è affacciata in Europa non solo attraverso le vie commerciali – compreso il delicato 5G – ma anche militarmente: da un lustro a questa parte si cominciano a vedere navi militari con la bandiera rosso-stellata nel Mediterraneo e nei suoi mari contigui, e pertanto dovrebbe valere la pena spendere, almeno, altrettante parole per il “dossier cinese”.</p>
<p>Invece l&#8217;attenzione è stata posta ancora una volta sulla Russia, affermando che la Nato sostiene gli sforzi della <strong>Georgia</strong> per aderire all&#8217;Alleanza, e che l&#8217;Alleanza sostiene la Georgia in diversi modi, anche agevolando le riforme e rafforzando le istituzioni democratiche. La stoccata finale a Mosca è stata data quando Stoltenberg ha ribadito che “è un diritto sovrano di ogni nazione, compresa la Georgia ovviamente, o l&#8217;Ucraina o la Bosnia-Erzegovina, scegliere la propria strada”, riferendosi proprio alla possibilità che entrino nella Nato come membri a tutti gli effetti.</p>
<h2>I rischi di spingere il nemico nell&#8217;angolo</h2>
<p>Per carità, si tratta di un <strong>diritto</strong> sacrosanto, quello di un Paese di <strong>autodeterminare</strong> il proprio destino, però dall&#8217;altra parte ci vorrebbe più senso critico e capire che certi “sostegni” possono spingere “il nemico” in un angolo, e storicamente non è mai stata una buona idea. Anche la presenza dell&#8217;inviato ucraino, che <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/news_182516.htm?selectedLocale=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha espresso preoccupazione</a> per l&#8217;erosione del cessate il fuoco nell&#8217;Ucraina orientale, è un fortissimo segnale che si vuole dare al Cremlino. La Nato, in questo particolare ambito, ha ribadito il pieno sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell&#8217;Ucraina e ha accolto con favore l&#8217;alto livello di dialogo e cooperazione tra l&#8217;Alleanza e Kiev sulla sicurezza nella regione del Mar Nero, che rimane una priorità per la Nato, come abbiamo avuto modo di <a href="https://it.insideover.com/politica/donbass-e-mar-nero-si-scaldano-ecco-cosa-sta-accadendo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analizzare recentemente</a>.</p>
<p>Non bisogna fraintendere: in Crimea e nel Donbass c&#8217;è stata una vera e propria aggressione da parte di Mosca (una riuscita bene, l&#8217;altra no), ma il ritorno ad uno <em>status quo ante</em> non è possibile ottenerlo con l&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Alleanza, che spingerebbe la Russia in un <strong>vicolo cieco</strong> molto pericoloso: abbiamo già avuto modo di dire che l&#8217;Ucraina, come la Bielorussia, rappresentano “le porte di ingresso” verso il cuore pulsante russo, situato “al di qua” degli Urali, e se Mosca, che ha già perso Kiev, dovesse vederla entrare nell&#8217;Alleanza si sentirebbe direttamente minacciata, con conseguenze poco prevedibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-insiste-sulla-minaccia-russa-ma-dimentica-il-fronte-sud.html">La Nato insiste sulla minaccia russa ma dimentica il &#8220;Fronte Sud&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/191 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-19 00:59:30 by W3 Total Cache
-->