Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

La visione della Free and Open Indo-Pacific Strategy (Foip), traducibile in italiano come Strategia indo-pacifica libera e aperta, è stata lanciata dal Giappone nel 2016. L’obiettivo principale del progetto è quello di tutelare l’area geografica compresa tra due continenti, l’Asia e l’Africa, e due oceani, il Pacifico e l’Indiano. Gli assunti di base e i concetti di fondo chiamati in causa dalla Foip sono molteplici.

In primis, questa strategia consente al governo giapponese di accrescere la propria importanza nella regione indo-pacifica collaborando con gli alleati. Dopo di che, e parlando sempre di partner, la Foip offre al Giappone la possibilità di oliare ulteriormente le relazioni con Stati Uniti e Unione europea, contribuendo a creare una piattaforma attraverso la quale portare ordine in una parte turbolenta dell’Asia.

Se in un primo momento l’Europa è stata molto cauta nell’adozione di questo concetto, in seguito allo scoppio della pandemia di Covid-19 Bruxelles si è impegnata per espandere i propri partenariati nella regione indo-pacifica. In attesa di un approccio paneuropeo, Francia, Germania e Paesi Bassi hanno già pubblicato le loro strategie. Recentemente Toshimitsu Motegi, ministro degli Esteri giapponese, si è rivolto al Consiglio Affari Esteri dell’Ue per sostenere un approccio europeo più unitario, mentre l’Alto Rappresentante, Josep Borrell, ha espresso apprezzamento nei confronti della Foip.

Cosa offre il Giappone

Nel corso di una conferenza promossa dallo European Council on Foreign Relations, il professor Nobushige Takamizawa ha analizzato gli sforzi conseguiti dal Giappone per migliorare la Foip, soffermandosi, tra gli altri aspetti, sull’evidente potenziale incarnato dalla strategia per garantire una più stretta cooperazione di Tokyo con Europa e Stati Uniti. Tanti i quesiti ai quali ha provato a rispondere il professor Takamizawa, esperto giapponese di politica di sicurezza, gestione delle crisi, disarmo e sicurezza informatica, nonché ex rappresentante permanente del Giappone alla Conferenza sul disarmo a Ginevra nel 2016-2020 ed ex direttore generale degli uffici di politica operativa e politica di difesa, presso il Ministero della difesa giapponese.

Cosa significa per l’Europa la strategia FOIP? Che tipo di aspettative ha suscitato il “risveglio indo-pacifico europeo” nella regione? Come possono l’Europa, il Giappone e gli Stati Uniti lavorare insieme per mantenere un ordine basato su regole nella regione? La visione Foip, intanto nasce per consolidare i principi fondamentali della comunità internazionale; a seguire troviamo l’intento di migliorare la connettività, il benessere economico dei partner e la ricerca della sicurezza marittima. La regione indo-pacifica, poi, oltre ad aver problemi di pirateria, deve fare i conti con altri nodi spinosissimi, tra cui i disastri naturali e la pesca illegale. Basandosi sui concetti di democrazia e diritti umani, la Foip proposta dal Giappone offre ai Paesi partecipanti la possibilità di superare gli ostacoli citati.

Un lavoro di squadra

Il Sacro Graal della Foip fa rima con il mantenimento della prosperità, della libertà di navigazione e della stabilità. Al fine di arrivare al traguardo nel minor tempo possibile, il Giappone è ben lieto di collaborare con altri Paesi. Anche perché la visione della Free and Open Indo-Pacific Strategy racchiude in sé i significati di apertura e condivisione. Detto in altre parole, non stiamo parlando di un club esclusivo né di un meccanismo alternativo ad altre istituzioni internazionali già esistenti.

Ciascun Paese partecipante, inoltre, può “assegnare” alla Foip funzioni differenti a seconda delle proprie esigenze. C’è chi punterà sulla visione giapponese per migliorare le infrastrutture, chi lo farà per debellare la pirateria, chi per abbattere il proprio debito interno e così via, fino a dare vita a un team di Stati pronti a collaborare l’un l’altro in nome della pace e dell’armonia. Il prossimo passo consisterà nel coinvolgere sempre di più Europa e Stati Uniti, attraverso la promozione di progetti specifici, tanto in ambito economico (accordi, partnership e via dicendo) quanto in ambito sociale (cambiamento climatico).

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY