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	<title>uranio Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Jun 2025 06:20:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>uranio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Attacco a Isfahan, i vincoli della strategia di Israele contro il nucleare iraniano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/attacco-a-isfahan-i-vincoli-della-strategia-di-israele-contro-il-nucleare-iraniano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 06:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Iran-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="642" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-600x376.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dopo un giorno intero di incursioni, Israele ha esteso i suoi bombardamenti dal sito nucleare iraniano di Natanz, il principale dove si concentrano le centrifughe per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, a Fordow, la &#8220;fortezza&#8221; montana vicino alla città santa di Qom, e infine a Isfahan, città dall&#8217;elevato valore strategico per la ricerca atomica e non solo. Isfahan &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-a-isfahan-i-vincoli-della-strategia-di-israele-contro-il-nucleare-iraniano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-a-isfahan-i-vincoli-della-strategia-di-israele-contro-il-nucleare-iraniano.html">Attacco a Isfahan, i vincoli della strategia di Israele contro il nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="642" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-600x376.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GtV1pbCXYAA9PLr-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Dopo un <strong>giorno intero di incursioni, Israele</strong> ha esteso i suoi bombardamenti dal sito nucleare iraniano di Natanz, il principale dove si concentrano le centrifughe per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, a <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/fordow-sotto-attacco-la-fortezza-nucleare-delliran-israele-e-in-all-in.html">Fordow</a>,</strong> la &#8220;fortezza&#8221; montana vicino alla città santa di Qom, e infine a <strong>Isfahan, città dall&#8217;elevato valore strategico</strong> per la ricerca atomica e non solo. </p>



<p>Isfahan è una città di 2,8 milioni di abitanti sita su un altopiano nei <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-essere-una-guerra-tra-usa-e-iran.html"><strong>Monti Zagros, che tagliano l&#8217;Iran da Nord a Sud</strong> nel cuore del suo territorio</a> e ne rappresentano il principale architrave difensivo. Proprio per questo, lì sono custoditi <strong>importanti siti di stoccaggio del combustibile iraniano</strong> che viene poi utilizzato negli impianti di arricchimento e che di recente gli ispettori dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia atomica (Aiea) hanno avuto modo di visionare.</p>



<p>Isfahan è stata messa nel mirino nella sera italiana del 13 giugno, dopo che già l&#8217;area superficiale di Natanz era stata spianata e anche a Fordow Israele aveva cercato di colpire. Un portavoce dell&#8217;Israel Defense Force ha dichiarato che anche il centro tecnologico nucleare fondato nel 1984 con l&#8217;assistenza cinese, che impiega oltre 3mila persone e in cui il 90% dell&#8217;uranio iraniano è stoccato, è stato colpito ma non ha menzionato come bersaglio il più strategico degli obiettivi: il combustibile stesso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">IDF Spokesperson:<br><br>The IDF attacked the nuclear site in the Isfahan region<br><br>At this moment, Air Force fighter jets have completed an attack on the Iranian regime&#39;s nuclear site in the Isfahan area, under precise intelligence guidance from the Intelligence Branch. The site is… <a href="https://t.co/WKPMotomyO">pic.twitter.com/WKPMotomyO</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/1933580620115972179?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il <a href="https://www.nytimes.com/2025/06/13/us/politics/iran-nuclear-program-israel-strike-damage.html">New York Times </a>ha sottolineato l&#8217;assenza di Isfahan dalla prima ondata di raid di 200 caccia israeliani, &#8220;nonostante si tratti di uno dei più grandi siti nucleari del Paese e, secondo i servizi segreti occidentali, di uno dei centri dei programmi segreti di ricerca sulle armi dell&#8217;Iran&#8221;, sottolineando che poi gli aerei di Tel Aviv (presumibilmente caccia F-16 e F-15I) &#8220;si erano concentrati sui laboratori che lavoravano alla <strong>riconversione dell&#8217;uranio gassoso in metallo – una delle fasi finali della costruzione di un&#8217;arma&#8221;</strong>. </p>



<p>Il rischio di contaminazione in caso di attacco diretto alle riserve di materiale fissile non è da escludere e per <strong>Jon Wolfsthal </strong>della Federazione degli scienziati americani il governo di Benjamin Netanyahu ha evitato deliberatamente le riserve di uranio perché &#8220;preoccupato che il bombardamento potesse causare un incidente radiologico o che in realtà chiamato a pensare che ciò porterà l&#8217;Iran a cedere volontariamente le sue scorte di uranio&#8221;. </p>



<p><strong>Possibile pensare a un raro caso di &#8220;freno&#8221; statunitense</strong> circa la lista degli obiettivi messi nel mirino da Israele o a una volontà di Tel Aviv di giungere a una graduale escalation alzando man mano il livello degli obiettivi? <strong>Nessuna delle due ipotesi è da scartare,</strong> così come l&#8217;ipotesi dell&#8217;ottimizzazione delle risorse.<a href="https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2025-06-13/israel-attacks-iran-netanyahu-s-big-gamble-risks-a-quicker-iranian-bomb"> Come scrive Bloomberg,</a> &#8220;il consenso tra gli analisti militari è da tempo che Israele possa causare solo danni limitati da solo&#8221; contro gli impianti nucleari più trincerati e che &#8220;per avere successo, ha bisogno delle bombe bunker-buster da 15 tonnellate che solo l&#8217;America possiede&#8221;. <strong>Tutto sembra puntare dunque verso una direzione chiara: Israele, da sola</strong>, può infliggere <strong>danni pesanti all&#8217;Iran</strong> ma non ha le risorse per obliterare <em>manu militari</em> con l&#8217;aeronautica l&#8217;intero programma nucleare iraniano e si scontra con casi come quello di Isfahan dove il rischio di conseguenze gravi per l&#8217;offensiva diretta sul combustibile suggerisce, nel caos dell&#8217;offensiva, cautela.</p>



<p> Tel Aviv ha provato a usare il recente report Aiea critico dell&#8217;Iran come giustificazione per la mossa ostile all&#8217;Iran e non può permettersi di danneggiare infrastrutture che la stessa agenzia di Vienna è chiamata a supervisionare. Il caso Isfahan mostra, in un certo senso, i vincoli con cui l&#8217;offensiva israeliana deve fare i conti. E sarà paradigmatico analizzarne le conseguenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/attacco-a-isfahan-i-vincoli-della-strategia-di-israele-contro-il-nucleare-iraniano.html">Attacco a Isfahan, i vincoli della strategia di Israele contro il nucleare iraniano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perso il Niger, la Francia vuole l&#8217;uranio della Mongolia per il suo nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perso-il-niger-la-francia-vuole-luranio-della-mongolia-per-il-suo-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 13:19:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia dell’accordo tra il gruppo francese Orano Mining e il governo della Mongolia per lo sfruttamento dei giacimenti di uranio rappresenta molto più di una semplice iniziativa economica. È un tassello che si inserisce in un complesso quadro geopolitico e industriale, dove interessi economici, strategie energetiche e relazioni internazionali si intrecciano. La Mongolia, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/perso-il-niger-la-francia-vuole-luranio-della-mongolia-per-il-suo-nucleare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229073601626_17a03f7455e77d521484c81beb470c0f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia dell’accordo tra il gruppo francese <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/europa-in-allarme-per-il-golpe-in-niger-cosa-succede-ora-alle-riserve-di-uranio.html">Orano Mining</a></strong> e il governo della Mongolia per lo sfruttamento dei giacimenti di uranio rappresenta molto più di una semplice iniziativa economica. È un tassello che si inserisce in un complesso quadro geopolitico e industriale, dove <strong>interessi economici, strategie energetiche e relazioni internazionali</strong> si intrecciano. La <a href="https://it.insideover.com/politica/la-mongolia-ha-accolto-putin-ma-cio-che-cerca-e-lequilibrio-tra-i-blocchi.html">Mongolia,</a> con le sue immense risorse minerarie, si presenta come un attore strategico in grado di ridefinire gli equilibri globali nel settore dell’energia nucleare. Per la Francia, che da decenni si affida all’energia nucleare come pilastro della propria politica energetica, l’accordo rappresenta un’opportunità cruciale per diversificare le forniture e ridurre la dipendenza da Paesi considerati meno affidabili, come la Russia e il Niger.</p>



<p>Il progetto da 1,6 miliardi di dollari prevede una fase preparatoria fino al 2027, con la prima produzione di uranio programmata per il 2028 e un picco di attività previsto per il 2044. Secondo quanto dichiarato dal governo mongolo, l’accordo porterà significativi benefici economici, sia in termini di investimenti sia di opportunità lavorative. Tuttavia, dietro queste promesse si celano dinamiche più profonde che meritano attenzione. <strong>La Mongolia è un Paese in cui il settore minerario rappresenta il 25% del PIL e il 90% delle esportazioni, </strong>ma questa dipendenza dalle risorse naturali ha spesso generato squilibri economici e sociali. La storia insegna che i grandi progetti minerari possono portare sviluppo, ma anche conflitti legati all’uso del territorio, ai diritti delle comunità locali e alla distribuzione dei benefici economici.</p>



<p>La Francia, attraverso Orano, cerca di consolidare la propria posizione come leader globale nell’energia nucleare. La necessità di assicurarsi nuove forniture di uranio è diventata una priorità, soprattutto dopo le difficoltà incontrate in Niger, dove il colpo di Stato ha messo in discussione la continuità delle esportazioni.<strong> L’amministratore delegato di Orano, Nicolas Maes, ha sottolineato che per ridurre la dipendenza dalla Russia </strong>e garantire forniture stabili, sono necessari nuovi investimenti e contratti a lungo termine. Questo accordo con la Mongolia risponde esattamente a questa esigenza, offrendo alla Francia un’alternativa strategica per alimentare i suoi reattori nucleari e rafforzare la propria autonomia energetica.</p>



<p>Le relazioni bilaterali tra Francia e Mongolia, pur non essendo storicamente profonde, hanno conosciuto un’accelerazione negli ultimi anni, alimentate dalla comune volontà di sfruttare le risorse naturali della Mongolia in modo vantaggioso per entrambe le parti. La Francia vede nella Mongolia un partner ideale per espandere la propria influenza economica e geopolitica in Asia, mentre la <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-virano-sulla-mongolia-la-mossa-lungo-i-confini-con-la-cina.html">Mongolia, stretto tra i giganti Cina e Russia,</a> cerca di diversificare i propri interlocutori internazionali. Questo accordo rappresenta un esempio concreto di come la diplomazia economica possa essere utilizzata per rafforzare legami bilaterali e costruire nuove alleanze strategiche.</p>



<p>Tuttavia, non mancano le ombre. L’estrazione dell’uranio è un’attività ad alto impatto ambientale, e le esperienze passate dimostrano che i rischi di contaminazione del suolo e delle riserve idriche sono significativi. Inoltre, il controllo delle risorse naturali in Mongolia ha storicamente suscitato tensioni interne, con le comunità locali che spesso si sentono escluse dai benefici economici. La gestione di questi aspetti sarà cruciale per determinare il successo a lungo termine del progetto.</p>



<p>In definitiva, l’accordo tra Orano e la Mongolia non è solo un’operazione industriale, ma un capitolo di una più ampia partita geopolitica. In un mondo in cui le risorse energetiche sono sempre più un elemento di potere e influenza, la Francia si posiziona come attore di primo piano, mentre la Mongolia si ritaglia uno spazio come fornitore strategico.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perso-il-niger-la-francia-vuole-luranio-della-mongolia-per-il-suo-nucleare.html">Perso il Niger, la Francia vuole l&#8217;uranio della Mongolia per il suo nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>130mila coscritti in Russia, Orban contro Kiev nell&#8217;Unione, attacco kamikaze fa strage in Pakistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/130mila-coscritti-in-russia-orban-contro-kiev-nellunione-attacco-kamikaze-fa-strage-in-pakistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 17:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1536x1083.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-2048x1443.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Riyad continuerebbe la normalizzazione anche senza i palestinesi, un attacco kamikaze uccide 52 musulmani in Pakistan, la Russia avvia la coscrizione autunnale, Orban mette in dubbio la membership europea per Kiev e l'uranio russo arriva in Bangladesh per avviare la centrale costruita da Rosatom.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/130mila-coscritti-in-russia-orban-contro-kiev-nellunione-attacco-kamikaze-fa-strage-in-pakistan-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">130mila coscritti in Russia, Orban contro Kiev nell&#8217;Unione, attacco kamikaze fa strage in Pakistan: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1353" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-scaled-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-1536x1083.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_2023092919004091_828404e7b5c57a82ce7d425a49df6b6a-2048x1443.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al via la campagna di coscrizione stagionale in Russia, l&#8217;Ungheria non vede di buon occhio l&#8217;adesione ucraina all&#8217;Unione europea, la normalizzazione tra Riyad e Tel Aviv potrebbe procedere senza affrontare il nodo principale del patto: la creazione di uno Stato per i palestinesi. Un attacco dinamitardo contro una processione di musulmani fa più di 50 vittime in Pakistan; l&#8217;uranio proveniente dalla Russia arriva a Rooppur, in Bangladesh, per avviare un nuovo impianto nucleare costruito da Rosatom. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ungheria non ha una &#8220;voglia irresistibile&#8221; di accettare Kiev nell&#8217;Unione</h2>



<p>All&#8217;Ucraina è stato assegnato lo status di Paese <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-manca-allucraina-per-entrare-nellue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>candidato all&#8217;Unione europea</strong> </a>lo scorso anno in un processo insolitamente veloce rispetto all&#8217;approccio tradizionale dell&#8217;organizzazione che si è mossa contro l&#8217;invasione russa. Oggi, il primo ministro dell&#8217;Ungheria <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Viktor Orban</a> ha espresso<strong> forti dubbi </strong>sul fatto che Kiev inizierà veramente i negoziati nel prossimo futuro, definendo &#8220;irrealistico&#8221; un avvio dell&#8217;iter ora che il Paese è in <strong>guerra</strong>. In un discorso trasmesso via radio, Orban ha ricordato che per ammettere un nuovo Stato nell&#8217;Unione è necessario il sì di tutti e 27 i membri e che nel panorama istituzionale ungherese, il via libera dovrebbe essere dato dal parlamento. Tuttavia, il premier ha confidato: &#8220;quando sono in aula, non percepisco un <strong>irresistibile desiderio</strong> di votare per l&#8217;adesione ucraina entro i prossimi due anni. Pertanto ci andrei cauto con questi piani ambiziosi&#8221;. Alcuni <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-ungheria-ue-la-possibile-exit-strategy-di-orban.html"><strong>fondi europei </strong>per l&#8217;Ungheria sono stati <strong>congelati</strong> </a>per via delle presunte violazioni dello stato di diritto e per corruzione, e il Paese ha una contesa aperta con Kiev per i diritti della minoranza etnica ungara nell&#8217;Ucraina occidentale. Budapest è l&#8217;unica tra i 27 ad aver mantenuto stretti rapporti con Mosca e ad aver osteggiato l&#8217;invio di armi e di assistenza economica all&#8217;Ucraina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Al via la coscrizione autunnale: Putin convoca 130mila uomini</h2>



<p>Il presidente della Russia <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin </a>ha firmato un decreto che stabilisce l&#8217;inizio dell&#8217;ordinaria campagna di coscrizione autunnale, che normalmente coinvolge <strong>130mila cittadini </strong>per il servizio militare obbligatorio. Tutti gli uomini in Russia sono tenuti a prestare servizio militare <strong>per un anno</strong> tra i 18 e i 27 anni d&#8217;età, o una formazione equivalente nel corso degli studi superiori, e la coscrizione avviene normalmente in autunno e in primavera. La campagna di quest&#8217;anno comincia mentre le forze armate russe insistono con l'&#8221;<strong><a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-in-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">operazione speciale</a></strong>&#8221; in Ucraina, che entra nel suo  ventesimo mese. Oggi il contrammiraglio Vladimir Tsimlyansky, numero due del dipartimento Organizzazione e mobilitazione dello Stato Maggiore russo, ha precisato che i nuovi coscritti verranno dispiegati sul territorio russo ma nessuno di loro andrà nelle cosiddette &#8220;<strong>nuove regioni</strong>&#8220;, cioè le zone occupate degli oblast ucraini di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La normalizzazione saudita potrebbe procedere anche senza i palestinesi </h2>



<p>L&#8217;Arabia Saudita non bloccherà il processo di pace con Israele anche nel caso in cui questo non facesse grandi <strong>concessioni ai palestinesi </strong>rispetto al loro tentativo di creare un&#8217;entità statale. È quanto riferisce Reuters, citando fonti regionali al corrente dei negoziati in corso. Il popolo palestinese potrebbe quindi  vedere le <strong>restrizioni</strong> che gli sono imposte <strong>allentate</strong>, ma tali decisioni non avrebbero niente a che fare con le loro aspirazioni statali. Come per altri accordi arabo-israeliani siglati negli anni, la principale richiesta palestinese scalerebbe così in <strong>secondo piano</strong>. &#8220;La normalizzazione avverrà tra Israele e Arabia Saudita. Se i palestinesi si opporranno, il Regno proseguirà sulla sua strada&#8221;, ha sottolineato una delle fonti regionali sentite dall&#8217;agenzia che ha continuato: &#8220;Riyad sostiene un piano di pace per i palestinesi, ma questa volta vuole <strong>qualcosa per sé</strong>, non solo per i palestinesi&#8221;. L&#8217;unica certezza che rimane rispetto all&#8217;accordo è che casa Saud non accetterà alcun patto che non includa la garanzia vincolante di avere uno <strong>scudo americano</strong>, quasi sicuramente nella forma di un trattato militare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Grave esplosione durante una processione musulmana in Pakistan: oltre 50 le vittime</h2>



<p>È salito ad almeno 52 morti e 66 feriti il bilancio dell&#8217;esplosione che ha avuto luogo nel sud-ovest del Pakistan, dove un&#8217;attentatore suicida ha fatto deflagrare una bomba lungo una <strong>processione religiosa</strong>. L&#8217;attacco è avvenuto vicino alla moschea di Mastung, in una zona instabile della provincia del <strong>Baluchistan</strong>, e ha coinvolto i musulmani che si sono radunati per celebrare la nascita del Profeta Maometto. Tra le vittime, secondo quanto riportato dal vice commissario del distretto, anche un ufficiale di polizia di alto rango. Il ministro dell&#8217;Interno Sarfaraz Ahmed Bugti ha condannato l&#8217;episodio di violenza contro i devoti, ricordando che &#8220;i <strong>terroristi</strong> non hanno né fede né religione&#8221;. Nessun gruppo per ora ha rivendicato la responsabilità dell&#8217;attacco, che si è verificato in un&#8217;area dove sono attive numerose cellule affiliate al gruppo Stato Islamico (<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosa-e-isis-k-talebani-stato-islamico-khorasan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Is-Khorasan</strong> o Is-K)</a>. In questo stesso mese, una bomba stradale ha ucciso 11 persone nella stessa zona, incluso un leader religioso, e in quell&#8217;occasione Is-K ha rivendicato l&#8217;attacco. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In Bangladesh arriva l&#8217;uranio russo per avviare la centrale costruita da Rosatom</h2>



<p>Shakwat Akbar, direttore della centrale elettrica di Rooppur ha confermato l&#8217;arrivo del primo carico di <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-loccidente-non-ha-sanzionato-luranio-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uranio proveniente dalla Russia</a>, previsto dal progetto nucleare del Bangladesh. Il carico è giunto attraverso una speciale via aerea controllata dall&#8217;esercito, sulla quale non sono stati diffusi i particolari per motivi di sicurezza. Il combustibile radioattivo giunto all&#8217;aeroporto di&nbsp;Dacca è stato trasportato a bordo di&nbsp;veicoli&nbsp;speciali. Il direttore generale di<a href="https://it.insideover.com/energia/fiumi-di-miliardi-a-mosca-cosi-gli-usa-finanziano-il-nucleare-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Rosatom</a> (corporazione pubblica russa attiva nel settore dell&#8217;energia nucleare, che raggruppa oltre 360 imprese) e il presidente russo Vladimir Putin dovrebbero unirsi virtualmente alla cerimonia che avrà luogo il prossimo 5 ottobre nella capitale bengalese per ufficializzare la consegna. Rosatom stessa è stata coinvolta nella costruzione dell&#8217;impianto nucleare di Rooppur, che comprende due unità capaci di produrre 1200 Megawatt ciascuna. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si è recato a Dacca all&#8217;inizio del mese per controllare i progressi dell&#8217;impianto e programmare l&#8217;invio del combustibile. </p>
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		<title>Europa in allarme per il golpe in Niger: cosa succede ora alle riserve di uranio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/europa-in-allarme-per-il-golpe-in-niger-cosa-succede-ora-alle-riserve-di-uranio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/golpe-in-niger-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il golpe in Niger rischia di scombussolare gli approvvigionamenti non solo francesi, ma anche europei, di uranio</p>
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<p>Il <strong>Niger</strong>, come la maggior parte degli Stati africani, è una miniera a cielo aperto. Una realtà sulla quale si sovrappongono poteri concorrenti, banditaglia, interessi dentro e fuori dall&#8217;Africa. Un&#8217;area che l&#8217;ex madrepatria francese bolla come &#8220;rossa&#8221; perché affetta dalla commistione di narcotraffico, terrorismo, tratta di esseri umani, oltre che da un montante odio anti-francese che prolifera in tutto il <strong>Sahel</strong>. Da oltre cinque decadi, le società Somair e Cominak sfruttano il potenziale del sottosuolo del Paese nella regione desertica dell&#8217;Air. Il sito di Imouraen, invece, è situato nella parte settentrionale del Niger, nella regione di Agadez. Si tratta di una miniera che coinvolge nel suo progetto di estrazione la multinazionale francese Areva e la <em>Sociétè pour du patrimoine des mines du Niger</em> SOPaMIN. Un&#8217;enorme ricchezza che fa da contraltare al degrado e ai tumulti della superficie, e che ha reso il Niger il settimo produttore mondiale di uranio nel 2022, fornendo il 4% della produzione globale ove incontra altre sfidanti blasonate come Canada, Australia, Namibia e Kazakistan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Per Parigi &#8220;tutto bene&#8221;</h2>



<p><strong>Orano </strong>è la compagnia leader che ha sostituito la statale Areva che diede inizio all&#8217;estrazione dell&#8217;uranio nell&#8217;ex colonia francese, estraendo materia prima destinata eminentemente all&#8217;<strong>industria nucleare di Parigi</strong>. Se Cominak era stata chiusa nel 2021, nello scorso maggio Orano e governo del Niger avevano siglato un accordo di partnership, un nuovo corso, che prevedeva l&#8217;iniezione di 26 miliardi di franchi Cfa nell&#8217;istruzione e in altri settori prioritari del Paese. L&#8217;accordo aveva previsto anche il posticipo della attività estrattive nel sito di Imouraen, con i suoi <strong>200 milioni di tonnellate di uranio</strong> stimati, che ne farebbero uno dei più grandi al mondo. Le operazioni qui avrebbero dovuto avere inizio nel 2015 ma furono posticipate a causa del crollo del prezzo dell&#8217;uranio conseguente al disastro di Fukushima. </p>



<p>Il colpo di Stato di questi giorni, tuttavia, spariglia le carte dei progetti energetici francesi, andando ad aggiungere un&#8217;ulteriore spina nel fianco al claudicante mandato di <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emmanuel Macron</a>. All&#8217;indomani del golpe, Orano ha immediatamente attivato un&#8217;unità di crisi nel tentativo di tutelare l&#8217;unico sito al momento operante, sebbene le notizie che giungono dal Paese confermerebbero che l&#8217;attività mineraria procede, nonostante la crisi politica. Ma per quanto? Da tempo, infatti, la società aveva rafforzato il suo cordone sanitario, soprattutto dopo il 2010, quando alcuni suoi dipendenti erano stati rapiti dal sedicente gruppo <strong>Al-Quaeda nel Maghreb Islamico</strong>. Parigi è pronta a giurare che nessuna turbolenza sta investendo la sicurezza energetica dei cugini d&#8217;Oltralpe, le cui scorte potrebbero comunque assicurare il fabbisogno dei prossimi 24 mesi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La fronda anti-Macron si scatena</h2>



<p><em>Business as usual</em> fino a quando i golpisti del Niger hanno vietato l&#8217;esportazione di oro e di uranio verso la Francia. Ad annunciarlo, la stessa giunta militare che ha attuato il golpe. In Francia, il colpo che ha portato alla destituzione del presidente Mohamed Bazoum da giorni desta gravi preoccupazioni circa l&#8217;indipendenza energetica del Paese, ma semina anche zizzania tra le opposizioni e il governo. In un post su Twitter scritto questa settimana, la deputata dei Verdi francesi Sandrine Rousseau sottolinea come questa sia la prova provata che il nucleare non consenta affatto l&#8217;indipendenza energetica in nome dell&#8217;effetto farfalla. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Le <a href="https://twitter.com/hashtag/Niger?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Niger</a> fournit à la France l’uranium indispensable aux centrales nucléaires. <br>D’où le conseil de défense.<br><br>Rappel : le nucléaire ne permet pas du tout l’indépendance énergétique.</p>&mdash; Sandrine Rousseau (@sandrousseau) <a href="https://twitter.com/sandrousseau/status/1685245607319875584?ref_src=twsrc%5Etfw">July 29, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Alcuni giorni prima, Sylvain Maillard, presidente del gruppo Renaissance all&#8217;assemblea Nazionale, aveva sollevato numerosi interrogativi per gli interessi economici francesi a rischio, pur giungendo a conclusioni differenti da Rousseau circa il futuro del nucleare francese. Tuttavia, la comunicazione da parte dell&#8217;Eliseo sembra alquanto singolare: dalle pagine di <em>Politico</em>, un ufficiale anonimo all&#8217;interno del ministero per l&#8217;Energia ha dichiarato che &#8220;la Francia non dipende da alcun sito, compagnia o Paese per assicurare l&#8217;approvvigionamento dei suoi impianti&#8221;. Ma se la comunicazione di Parigi resta ondivaga, il colpo di Stato presto potrebbe sortire pesanti <strong>effetti</strong> anche in <strong>Europa</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il golpe renderà l&#8217;Ue più indulgente con la Russia?</h2>



<p>Se il Niger conferisce a Parigi circa il 15% del suo <strong>fabbisogno</strong> di uranio, rappresenta il 20% delle importazioni totali dell&#8217;Unione europea. Nel 2021 il Paese africano si attestava come primo fornitore d&#8217;uranio dell&#8217;Unione, seguito da Kazakistan e, soprattutto Russia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina in poi, l&#8217;Unione sta cercando di controbilanciare la spinta verso il nucleare di una parte dei suoi membri con lo stop graduale agli approvvigionamenti provenienti da Mosca. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://euratom-supply.ec.europa.eu/sites/default/files/styles/embed_large/public/2022-06/Origins%20of%20uranium%20delivered%20to%20EU%20utilities%20in%202021%28%25%20share%29.jpg?itok=m20JBiDl" alt=""/></figure>



<p>L&#8217;export mondiale di uranio nell&#8217;Unione Europea nel 2021 (Fonte: Euratom)</p>



<p>Sempre nel 2021, la domanda europea di uranio sfiorava il 18% della domanda mondiale di questo elemento. Un fabbisogno che l&#8217;Unione si garantisce attraverso <strong>contratti pluriennali </strong>per circa il 96% della domanda; il 4% restante, invece, viene evaso attraverso <strong>contratti spot</strong>. Analogamente agli anni precedenti, Niger, Russia e Kazakistan si erano attestati come principali fornitori, responsabili del 66,94% del fabbisogno europeo. </p>



<p>Nel caso della Russia, in particolare, l&#8217;acquisto da parte europea prevede anche la compravendita di prodotti di uranio arricchito, contenenti uranio naturale. Questo ha portato fino al 2021 il totale dell&#8217;uranio importato dai Paesi Csi a quasi il 46% del fabbisogno europeo, approssimativamente lo stesso livello del 2020. Un calo importante è stato registrato in questi anni proprio dall&#8217;Africa, poiché &#8211; fatta eccezione per Niger e Sudafrica &#8211; numerose miniere nel continente sono state sottoposte a lunghe manutenzioni o hanno subìto un cambio di proprietà. Le riserve del Niger, sebbene non infinite, ora potrebbero mettere sotto scacco la postura che l&#8217;Europa sta cercando assumere nei confronti di Mosca, scoraggiando l&#8217;approvazione di ulteriori sanzioni: l&#8217;energia nucleare, infatti, non è ancora soggetta a sanzioni.</p>
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		<title>Fiumi di miliardi a Mosca: così gli Usa finanziano il nucleare russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/fiumi-di-miliardi-a-mosca-cosi-gli-usa-finanziano-il-nucleare-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 15:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[arricchimento uranio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Rosatom]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-2048x1460.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le imprese Usa stanno pagando circa 1 miliardo di dollari all'anno all’agenzia nucleare russa Rosatom e alle sue sussidiarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/fiumi-di-miliardi-a-mosca-cosi-gli-usa-finanziano-il-nucleare-russo.html">Fiumi di miliardi a Mosca: così gli Usa finanziano il nucleare russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-scaled-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-1-2048x1460.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>imprese statunitensi</strong> stanno pagando circa 1 miliardo di dollari all&#8217;anno all’agenzia nucleare russa <strong>Rosatom </strong>e alle sue sussidiarie, contribuendo, di fatto, a finanziare il <strong>programma nucleare statale</strong> della <strong>Russia</strong>. Per quale motivo? Semplice: le compagnie di energia nucleare degli Usa si affidano all&#8217;<strong>uranio arricchito</strong> a basso costo prodotto da Mosca per acquistare il combustibile che genera più della metà dell&#8217;energia pulita del Paese. </p>



<p>La situazione è stata denunciata dal <em>New York Times</em>, secondo cui questo flusso costante di denaro diretto verso il Cremlino – per altro descritto come uno dei più significativi – avrebbe implicazioni sia per lo svolgimento della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra in Ucraina</a> che per la <strong>transizione</strong> dell&#8217;America dal consumo di combustibili fossili. </p>



<p>Banalmente, nel caso in cui il governo americano dovesse smettere di acquistare uranio dai russi, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html#:~:text=Vladimir%20Putin%20%C3%A8%20il%20presidente,servizio%20segreto%20dell'Unione%20Sovietica." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> si ritroverebbe improvvisamente senza poter contare su una cospicua entrata annuale che, altrimenti, potrebbe essere utilizzata per acquistare armamenti e sostenere lo sforzo bellico contro Kiev. </p>



<p>L’amministrazione Biden si trova tuttavia di fronte a un <strong>dilemma delicatissimo</strong>, visto che trovare fornitori alternativi alla Russia è a dir poco complicato, e che gli impegni contro il cambiamento climatico rafforzano la necessità della Casa Bianca di sfruttare l’energia senza emissioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-4.jpg" alt="" class="wp-image-397182" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-4.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-4-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-4-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-4-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame tra Usa e Russia</h2>



<p>Ci sarebbe dunque ancora un’importante relazione economica che unisce, almeno idealmente, Stati Uniti e Russia. Washington acquisterebbe l’uranio arricchito da Mosca, in cambio di <strong>pagamenti </strong>effettuati alle varie sussidiarie di Rosatom, a sua volta legato a doppia mandata con l’<strong>apparato militare</strong> del Cremlino. </p>



<p>Il contesto non è inoltre per niente favorevole, visto che la <strong>dipendenza </strong>Usa dall’energia nucleare crescerà sempre di più, in concomitanza con il desiderio del Paese di ridurre l’impiego dei combustibili fossili, e che, al tempo stesso, nessuna <strong>società statunitense</strong> sembrerebbe essere pronta ad offrire gli stessi servizi dei russi. </p>



<p>E pensare che in passato gli Stati Uniti dominavano il <strong>mercato globale</strong> dell’uranio arricchito, fin quando molteplici fattori storici hanno consentito alla Russia di accaparrarsi metà del settore. Tra questi pesa sicuramente tantissimo l’<strong>accordo</strong> di acquisto di uranio arricchito stipulato proprio tra Washington e Mosca, un’intesa progettata per promuovere l’allora programma nucleare pacifico russo in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. Per la cronaca, da quel momento in poi gli Usa cessarono di interessarsi alla materia, preferendo affidarsi a fornitori esterni, russi compresi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una situazione delicata</h2>



<p>La Russia è al momento il <strong>produttore più economico</strong> al mondo di uranio arricchito, e chiudere le porte in faccia a Mosca non è quindi così semplice. Già, perché anche se l’Occidente ha in gran parte smesso di acquistare combustibili fossili russi, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, costruire una nuova catena di approvvigionamento di uranio arricchito potrebbe richiedere a Usa ed Europa anni e molti più <strong>finanziamenti </strong>rispetto a quelli attualmente stanziati. </p>



<p>Circa un terzo dell’uranio arricchito utilizzato negli Usa viene ora importato dalla Russia; la maggior parte del resto viene importata dall&#8217;Europa. Un&#8217;ultima porzione più piccola è prodotta da un consorzio anglo-olandese-tedesco operante negli Stati Uniti. Una decina di Paesi in tutto il mondo dipendono dalla Russia per più della metà del loro uranio arricchito, ben consapevoli del fatto che potrebbe volerci oltre un decennio per produrre quantità di uranio tali da poter rivaleggiare con Rosatom. </p>



<p>La dipendenza statunitense lascia anche le <strong>centrali nucleari</strong> del Paese, attuali e future, pericolosamente vulnerabili ad un possibile arresto russo delle vendite di uranio arricchito, che secondo gli analisti potrebbe essere una strategia utilizzabile da Mosca, la quale, in passato, ha spesso sfruttato l’esportazione di energia come strumento geopolitico. </p>



<p>Ciò nonostante, con la guerra entrata nel suo secondo anno e senza una fine in vista, il governo degli Stati Uniti ha mostrato poca alacrità nel cambiare registro.&nbsp;Miliardi di dollari in potenziali finanziamenti federali rimangono bloccati nei meandri dei <strong>processi burocratici</strong> di Washington.</p>
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		<title>Kiev riceve i proiettili all&#8217;uranio dagli Usa: la risposta di Putin e il rischio escalation</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/kiev-riceve-i-proiettili-alluranio-dagli-usa-la-risposta-di-putin-e-il-rischio-escalation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 17:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[tank]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1783" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="carro armato abrams" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams.jpg 1783w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/carro-armato-abrams-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1783px) 100vw, 1783px" /></p>
<p>Putin ha dichiarato che anche la Russia dispone di proiettili all'uranio, riservandosi il diritto di impiegarli se saranno usati da Kiev.</p>
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<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> stanno inviando <strong>proiettili all&#8217;uranio impoverito</strong> in <strong>Ucraina </strong>in grado di penetrare la corazza dei carri armati russi. In tutta risposta, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> in persona ha commentato l’indiscrezione lanciata dal <em>Wall Street Journal</em> dichiarando che anche la Russia dispone di proiettili del genere, riservandosi il diritto di impiegarli se saranno usati da Kiev. </p>



<p>&#8220;Abbiamo molte di queste munizioni, con uranio impoverito, e se loro (le forze armate dell&#8217;Ucraina ndr) dovessero usarle, ci riserviamo il diritto di usare le stesse munizioni&#8221;, ha detto Putin citato dall’agenzia <em>Tass</em>. Il capo del Cremlino ha aggiunto, durante un incontro con i corrispondenti di guerra, che Mosca possiede molte munizioni all’uranio impoverito finora mai utilizzate. </p>



<p>Nello specifico, le parole di Putin seguono le voci secondo cui l<strong>&#8216;amministrazione Biden</strong> sarebbe pronta a fornire all&#8217;Ucraina ulteriori proiettili di uranio impoverito per armare i <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-statunitense-m1a1-abrams.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carri armati Abrams</a> inviati dagli stessi Stati Uniti. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3.jpg" alt="" class="wp-image-396797" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/thumbnail_strip_io_newsletter_war-3-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come funzionano i proiettili all&#8217;uranio impoverito</h2>



<p>In generale, l&#8217;uranio impoverito è più denso del piombo, il che lo rende un materiale efficace per i <strong>proiettili anticarro</strong>.&nbsp;Munizioni del genere, spesso utilizzate dai carri armati Abrams, sono noti per la loro elevata capacità di penetrazione e sono in grado di sfondare l&#8217;armatura dei carri armati, anche a distanze significative.&nbsp;</p>



<p>Quando un proiettile all’uranio impoverito colpisce il bersaglio, si accende all&#8217;impatto, perforando l&#8217;armatura del veicolo colpito e generando un&#8217;esplosione secondaria all&#8217;interno del bersaglio, distruggendolo. </p>



<p>Anche se alcuni veicoli corazzati russi, come il carro armato<strong> T-14</strong>, sono dotati di armature composite avanzate e sistemi di protezione progettati per mitigare la minaccia rappresentata dalle armi anticarro, comprese quelle che utilizzano l&#8217;uranio impoverito, i T-80 risulterebbero particolarmente sensibili alla minaccia. Fra l’altro, proprio i T-80 &nbsp;erano stati aggiornati per poter ottenere la capacità tecnica di sparare, a loro volta, proiettili simili.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa degli Usa</h2>



<p>I massimi funzionari dell&#8217;amministrazione Biden sostengono che l&#8217;obiettivo degli Stati Uniti consista nel far effettuare all&#8217;Ucraina quanti più <strong>progressi </strong>possibili sul campo di battaglia, per mettere Kiev in una forte posizione negoziale in vista di futuri <strong>colloqui di pace</strong>.&nbsp;Ci sarebbe stato tuttavia un disaccordo all&#8217;interno del governo Usa sul modo migliore per sostenere le forze ucraine, comprendente anche la fornitura di munizioni a grappolo e altri armamenti. </p>



<p>In ogni caso, a gennaio la Casa Bianca ha accettato di fornire all&#8217;Ucraina 31 carri armati Abrams come parte di un&#8217;intesa più ampia, in cui Berlino e altri Paesi hanno accettato di inviare carri armati <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/il-carro-armato-tedesco-leopard-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leopard 2</a> di fabbricazione tedesca. Nel frattempo, la Gran Bretagna ha consegnato i carri armati <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/carro-armato-britannico-challenger-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Challenger</a> all’Ucraina, insieme a proiettili perforanti all&#8217;uranio impoverito. </p>



<p>Per la cronaca, il Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;Ambiente ha affermato in un report ufficiale che la &#8220;tossicità chimica&#8221; del metallo presenta il maggior pericolo potenziale e &#8220;può causare irritazione della pelle, insufficienza renale e aumentare i rischi di cancro&#8221;. </p>



<p>I nuovi proiettili all’uranio impoverito potrebbero tuttavia dare all&#8217;Ucraina un <strong>vantaggio </strong>cruciale nelle battaglie tra tank, in vista della controffensiva in fase di svolgimento nel sud e nell&#8217;est del Paese.&nbsp;</p>
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		<title>Perché l&#8217;Occidente non ha sanzionato l&#8217;uranio russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-loccidente-non-ha-sanzionato-luranio-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[arricchimento uranio]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Rosatom]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=392189</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel carosello di problematiche e paradossi inaugurato dalla guerra in Ucraina e dal braccio di ferro tra Mosca e l&#8217;Occidente l&#8217;esclusione pressoché totale dell&#8217;uranio di Mosca dalle sanzioni europee e americane è un punto di caduta fondamentale. Ne abbiamo avuta una testimonianza, e ne parlammo a inizio conflitto, con la scelta consapevole degli Stati Uniti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-loccidente-non-ha-sanzionato-luranio-russo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/centrale-nucleare-russia-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel carosello di problematiche e paradossi inaugurato dalla guerra in Ucraina e dal braccio di ferro tra Mosca e l&#8217;Occidente l&#8217;esclusione pressoché totale dell&#8217;<strong>uranio di Mosca</strong> dalle sanzioni europee e americane è un punto di caduta fondamentale.</p>



<p>Ne abbiamo avuta una testimonianza, e ne parlammo a inizio conflitto, con la scelta consapevole degli Stati Uniti di promuovere l&#8217;esclusione dell&#8217;uranio importato dalla Russia nell&#8217;embargo pressoché totale a Mosca varato dopo l&#8217;invasione-spartiacque del 24 febbraio 2022. <a href="https://it.insideover.com/energia/lembargo-usa-alla-russia-dimentica-luranio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ai tempi facevamo notare</a> come il ruolo strategico della Russia nell&#8217;<strong>industria nucleare</strong> globale fosse dovuto alla sua <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-patto-nucelare-tra-russia-e-cina-cosi-luranio-di-mosca-finanzia-le-testate-nucleari-della-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizione decisiva</a> nella catena del valore. La Russia è una &#8220;superpotenza&#8221; dei reattori decisivi per <strong>arricchire l&#8217;uranio</strong> e può garantire una capacità su questo fronte decisivo per il 43% della domanda mondiale pur controllando solo il 6% delle riserve provate a livello globale. L&#8217;alleanza di lungo corso con produttori come Kazakistan, Uzbekistan e Namibia permette a Mosca di potenziare le capacità di arricchimento.</p>



<p>Oltre tredici mesi dopo lo scoppio della guerra la situazione non è cambiata. Tvel, la controllata del gigante russo <strong>Rosatom</strong>, resta la principale produttrice di materiale fissile al mondo. E la stessa Rosatom è ben presente in Occidente. Le esportazioni di uranio in America valevano un miliardo di dollari prima della guerra, e bisogna attendere i dati del 2022 per capire quanto saranno calate dopo il conflitto. </p>



<p>Secondo indiscrezioni raccolte dal <em>New York Times</em>, il 20% dell&#8217;uranio arricchito utilizzato negli Usa nel 2022 è di lavorazione russa e lo è anche il 15% di quello francese. Inoltre, ben cinque Paesi (Bulgaria, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) in Unione europea hanno i loro reattori costruiti e storicamente alimentati da Rosatom, che fornisce un quinto dell&#8217;uranio alla comunità dei Ventisette. L&#8217;americana <strong>Westinghouse</strong> sta sostituendo Rosatom come gestore occidentale dei programmi nucleari dei primi quattro Paesi, <a href="https://it.insideover.com/energia/lindustria-nucleare-in-italia-uneccellenza-spesso-dimenticata.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enel è attiva in Slovacchia</a>, l&#8217;Ungheria invece <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-tira-dritto-nuovi-accordi-con-mosca-gelo-con-usa-e-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tira dritto</a> nel rapporto con Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Occidente con le mani legate</h2>



<p>La difficoltà occidentale a rompere la dipendenza dalla Russia è legata dunque al duplice problema che vede gli Usa storicamente <strong>vincolati</strong> alle importazioni di materiale russo arricchito per la generazione elettrica e l&#8217;Europa fortemente penetrata da Rosatom, oggi attiva nel risiko del nucleare nei Paesi in via di sviluppo. Il <em>New York Times</em> ha puntualizzato che &#8220;Rosatom ha ottenuto un successo unico sia come impresa commerciale che come veicolo per l&#8217;influenza politica russa. Gran parte della sua ascesa è dovuta a ciò che gli esperti hanno etichettato come un<em> one-stop nuclear shop</em>&#8220;.</p>



<p>Rosatom, i cui reattori sono garantiti per durare fino a quarant&#8217;anni, è stata capace &#8220;di fornire ai paesi un <strong>pacchetto all-inclusive: </strong>materiali, formazione, supporto, manutenzione, smaltimento delle scorie nucleari, smantellamento e, forse più importante, finanziamento a condizioni favorevoli&#8221;. Ciò ha reso il colosso di Mosca strategicamente decisivo in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La supremazia della Russia</h2>



<p>L&#8217;influenza della Russia e il suo ruolo di <strong>collo di bottiglia</strong> del mercato nucleare mondiale sono ancora più pronunciati sull&#8217;uranio, in termini relativi, di quanto lo siano nel petrolio con l&#8217;Opec+ e sul gas naturale in relazione al controllo del mercato mondiale. Fino ad ora la soluzione è stata pilatesca: ignorare questa faccenda e continuare con il<em> business as usual</em> con Mosca nella strana nuova Guerra Fredda in cui i principali contendenti si scambiano senza problemi la più strategica tecnologia a uso duale, civile e militare, del sistema contemporaneo.</p>



<p>Secondo fonti europee sentite da <em>Politico.eu</em> la dipendenza potrebbe essere rotta ma a patto di mettere in campo <strong>strategie politiche</strong> complesse e molto onerose. I Paesi vicini alla Russia come Kazakistan e Uzbekistan non vendono in forma esclusiva a Mosca; dal Niger all&#8217;Australia molti produttori forniscono uranio alternativo. Il nodo sta nello sviluppo di <strong>capacità di arricchimento reali </strong>e sostenibili. Westinghouse è tra i pochi gruppi Usa capaci di garantirle; in seconda fila c&#8217;è la francese Edf. Ma una &#8220;Rosatom occidentale&#8221; ad oggi manca. Ed è il vero nodo su cui si infrange ogni volontà di sanzionare l&#8217;uranio russo. Mai messa finora pienamente in campo. Stranezze e contraddizioni di una guerra apparentemente senza limiti se non quelli dettati dalle piccole ipocrisie della politica e del commercio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-loccidente-non-ha-sanzionato-luranio-russo.html">Perché l&#8217;Occidente non ha sanzionato l&#8217;uranio russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Armi all&#8217;uranio impoverito. Cosa sono le munizioni di Londra per Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/armi-uranio-impoverito-cosa-sono-le-munizioni-di-londra-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 06:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato]]></category>
		<category><![CDATA[Challenger II]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>La notizia per cui il Regno Unito fornirà munizioni anticarro perforanti all&#8217;uranio impoverito all&#8217;esercito ucraino ha scatenato la dura reazione della Russia. Dopo l&#8217;annuncio dato dalla viceministra della Difesa Annabel Goldie in seguito a un&#8217;interrogazione di Lord Hylton della Camera dei Lord, Mosca ha detto che &#8220;reagirà&#8221;, con il ministro della Difesa Sergei Shoigu che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-uranio-impoverito-cosa-sono-le-munizioni-di-londra-kiev.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-uranio-impoverito-cosa-sono-le-munizioni-di-londra-kiev.html">Armi all&#8217;uranio impoverito. Cosa sono le munizioni di Londra per Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230116191533581_40fc5b961ccec23b4a4005cac4557c38-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>La notizia per cui il <strong>Regno Unito </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/pi-vicini-scontro-nucleare-mosca-contro-armi-alluranio-2129388.html">fornirà munizioni anticarro perforanti all&#8217;uranio impoverito</a> all&#8217;esercito ucraino ha scatenato la dura reazione della Russia. Dopo l&#8217;annuncio dato dalla viceministra della Difesa <strong>Annabel Goldie</strong> <a href="https://questions-statements.parliament.uk/written-questions/detail/2023-03-06/hl6144">in seguito a un&#8217;interrogazione di Lord Hylton della Camera dei Lord</a>, Mosca ha detto che &#8220;reagirà&#8221;, con il ministro della Difesa Sergei Shoigu che ha rincarato la dose dicendo si è &#8220;a un passo&#8221; dallo scontro nucleare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione russa alle armi all&#8217;uranio impoverito</h2>



<p>La reazione di Shoigu appare sicuramente poco proporzionata rispetto alla notizia delle armi di Londra. Le armi all&#8217;uranio impoverito, infatti, non possono essere certamente paragonate all&#8217;utilizzo di un ordigno nucleare ed è improbabile che questo tipo di armamento possa condurre a un&#8217;<strong>escalation atomica</strong>. Le munizioni e le corazze dei tank forniti a Kiev non hanno infatti in alcun modo un impatto tale da giustificare rappresaglie nucleari, trattandosi di munizioni ed elementi per carri armati di matrice eminentemente tattica. E Mosca ne utilizza altrettante.</p>



<p>Tuttavia, se è da escludere che questi armi siano da considerare <strong>&#8220;nucleari&#8221;</strong>, è importante capire cosa provochi preoccupazione non solo a Mosca, ma anche in seno a molte organizzazioni internazionali che si battono per la messa al bando di questo tipo di  armamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Charm 1 e Charm 3</h2>



<p>Materia del contendere, in questo caso specifico, sono i <strong>proiettili Charm 1 e Charm 3</strong> utilizzati dai carri armati Challenger. Questi tank, nella versione 2, sono quelli che il governo britannico sta per spedire in Ucraina come parte del proprio pacchetto di aiuti militari per Kiev. La baronessa Goldie, in risposta a un&#8217;interrogazione parlamentare, ha ammesso in modo lapidario che insieme ai <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/carro-armato-britannico-challenger-2.html">Challenger 2</a></strong> saranno inviate &#8220;anche le relative munizioni: inclusi proiettili perforanti che contengono uranio impoverito&#8221;. </p>



<p>Queste armi fanno parte di una <strong>grande area grigia giuridica e politica</strong>. Dal punto di vista tecnico, le armi all&#8217;uranio impoverito &#8211; sottoprodotto dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio usato per la sua resistenza, durezza e per la relativamente facile reperibilità &#8211;  non sono considerate armi convenzionali né radioattive, rimanendo quindi in un limbo normativo per il quale non esiste un trattato che definisca la loro proliferazione né tantomeno impegni sulla sua messa al bando. Il loro pericolo &#8211; sottolineano gli esperti &#8211; deriva dall&#8217;esposizione al metallo e non, come si può credere, dalla radioattività. E questo implica un diverso livello di standard e valutazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché si usa l&#8217;uranio impoverito</h2>



<p><a href="https://www.quotidiano.net/esteri/proiettili-uranio-impoverito-funzionamento-1.8559505">Come ricorda il <em>Quotidiano Nazionale</em></a>, l&#8217;impiego dell&#8217;uranio impoverito, studiato dalla seconda metà del Novecento &#8211; in particolare negli Usa per i mortai &#8211; si materializzò per la prima volta nella <strong>prima guerra del Golfo</strong> in Iraq. Poi l&#8217;uranio impoverito fu usato nei <strong>Balcani</strong>, durante le guerre nella ex Jugoslavia, ancora in Iraq e in Afghanistan, e secondo diverse inchieste anche dai russi in Ucraina nel 2014 e dagli Stati Uniti in Siria contro lo Stato islamico. Grazie alla sua efficacia contro le corazze nemiche, questo sottoprodotto divenne ben presto un elemento imprescindibile di molti arsenali, costituendo una base fondamentale per le munizioni di molti mezzi dei principali eserciti del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pericolo di contaminazione</h2>



<p>Da quando è iniziato a essere usato in modo corposo nei conflitti, il <strong>&#8220;depleted uranium&#8221;</strong>, come viene chiamato in inglese, ha iniziato anche a essere attentamente analizzato da istituti di ricerca nazionali e organizzazioni internazionali, dal momento che diversi militari di ritorno da quei teatri operativi iniziarono a contrarre malattie e subire danni a volte letali. Per molti italiani di ritorno dalla Bosnia e dal Kosovo si iniziò a parlare di <strong>&#8220;sindrome dei Balcani&#8221;</strong>, e lo stesso tipo di problema lo ebbero gli americani in Iraq. Inoltre, alcune inchieste hanno evidenziato malattie anche nei civili delle aree vicino dove venivano stoccate o esplose queste munizioni, in linea quindi con gli studi sulla tossicità dell&#8217;uranio impoverito che ricadeva al suolo o che si sprigionava in aria attraverso nanoparticelle (seppure nell&#8217;arco di pochi metri dal luogo dell&#8217;impatto).</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati della sanità militare Usa</h2>



<p>Gli studi più recenti hanno dimostrato la pericolosità del contatto dell&#8217;uranio impoverito sui tessuti umani. <a href="https://health.mil/Military-Health-Topics/Health-Readiness/Environmental-Exposures/Depleted-Uranium">Il Military Health System statunitense afferma</a>, inoltre, che l&#8217;uranio impoverito rappresenta &#8220;una <strong>minaccia radiologica estremamente bassa</strong> fintanto che rimane all&#8217;esterno del corpo&#8221;. Ribadendo in tal modo che il pericolo è l&#8217;assunzione attraverso frammenti di metallo o nanoparticelle a contatto diretto con le ferite oppure se inalato, e soprattutto con un&#8217;esposizione prolungata nel tempo e per grandi quantità. Anzi, l&#8217;MHS afferma anche che non esiste pericolo per quanto riguarda munizioni non sparate o corazze non colpite.</p>



<p>Questa particolare caratteristica dell&#8217;uranio impoverito è il motivo per cui la sua collocazione giuridica è ancora ambigua. Tra chi lo ritiene pienamente lecito ed efficace (come il <strong>governo Uk</strong>) e chi invece ne chiede il bando fino a considerarne l&#8217;utilizzo come un&#8217;ipotesi di crimine di guerra, al momento non è ancora giunta una soluzione precisa a questa area grigia e nel frattempo, molti Paesi continuano a usarlo almeno fino a che i nuovi mezzi non saranno interamente prodotti senza questo materiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi usa armature e munizioni con uranio impoverito</h2>



<p>L&#8217;<strong>International Coalition to Ban Uranium Weapons</strong>, che combatte da anni per la messa al bando universale dell&#8217;uranio impoverito, segnala che diversi Stati hanno ancora nei loro arsenali questo tipo di ordigni e di corazze. Il Regno Unito, che fornirà appunto i famigerati Charm 1 e Charm 3 all&#8217;Ucraina, sembra dovrà attendere almeno il 2030 per il ritiro completo dei mezzi che utilizzano quel tipo di armi.</p>



<p>La <strong>Russia</strong>, <a href="https://www.icbuw.eu/depleted-uranium-weapons-state-of-affairs-2022/">stando al rapporto dello Icbuw</a>, continua a produrre gli <strong>Svinets-1 e Svinets-2</strong> per i propri carri T-80BVM e non sembra intenzionata a cessare questa attività anche grazie alla quantità di sottoprodotto che possiede grazie al lavoro delle centrali nucleari.</p>



<p>Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno il medesimo problema dei Challenger 2 britannici: gli <strong>Abrams</strong> hanno armatura e armi all&#8217;uranio impoverito e sono pronti a essere spediti in Ucraina. E lo stesso nodo riguarda i veicoli <strong>Bradley</strong>. Sul tema, <a href="https://theintercept.com/2023/01/26/ukraine-uranium-bradley-fighting-vehicle/">mentre <em>The Intercept</em></a> segnala che l&#8217;amministrazione Biden non ha dato garanzie sul mancato invio di queste armi, <a href="https://www.forbes.com/sites/davidaxe/2023/01/27/the-tungsten-m-1-how-ukraines-tanks-will-differ-from-americas/?sh=67284e8426b3"><em>Forbes </em>ricorda</a> come Washington già preveda il divieto di esportazione di mezzi con uranio impoverito: motivo per il quale gli Abrams che dovrebbero giungere in futuro a Kiev saranno armati con il tungsteno, il concorrente più costoso e meno efficace che ha garantito all&#8217;uranio impoverito la conquista dei mercati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-uranio-impoverito-cosa-sono-le-munizioni-di-londra-kiev.html">Armi all&#8217;uranio impoverito. Cosa sono le munizioni di Londra per Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;altro volto della partnership tra Russia e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laltro-volto-della-partnership-tra-russia-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 05:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Miniere]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-2048x1354.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'&#8221;amicizia senza limiti&#8221; sancita lo scorso febbraio tra Vladimir Putin e Xi Jinping sembrava aver dato vita ad un&#8217;alleanza di ferro tra la Russia, la seconda potenza militare del mondo, e la Cina, la quasi prima potenza commerciale del pianeta. In realtà la situazione è ben diversa rispetto a quanto non si possa pensare. È &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laltro-volto-della-partnership-tra-russia-e-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laltro-volto-della-partnership-tra-russia-e-cina.html">L&#8217;altro volto della partnership tra Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cina russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220616081207378_07cf6779f8a12ba6cc2825cb490f6d63-2048x1354.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'&#8221;amicizia senza limiti&#8221; sancita lo scorso febbraio tra <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Xi Jinping</strong> sembrava aver dato vita ad un&#8217;alleanza di ferro tra la <strong>Russia</strong>, la seconda potenza militare del mondo, e la <strong>Cina</strong>, la quasi prima potenza commerciale del pianeta. In realtà la situazione è ben diversa rispetto a quanto non si possa pensare. È stato il ministro della Difesa cinese in persona, <strong>Wei Fenghe</strong>, a chiarire che per Pechino Mosca non è un &#8220;<strong>alleato</strong>&#8221; ma un &#8220;<strong>partner importante</strong>&#8220;.</p>
<p>I termini sono importanti e hanno un peso specifico di primaria importanza. Una <strong>partnership</strong> può essere stretta tra chiunque, in teoria anche fra due Paesi non necessariamente &#8220;amici&#8221; o dotati degli stessi valori. L&#8217;alleanza, al contrario, è qualcosa che va oltre, qualcosa che unisce il destino di due nazioni e trascende ogni vantaggio geopolitico e commerciale. Wei ha tuttavia ribadito un concetto che, ai più attenti, era parso evidente già da settimane.</p>
<p>Se, infatti, Cina e Russia fossero state alleate, Pechino avrebbe appoggiato in toto le rivendicazioni russe sull&#8217;Ucraina, consegnato armi al Cremlino e fornitogli tutto il supporto necessario per bilanciare il sostegno occidentale garantito a Kiev. Non è avvenuto niente di tutto questo proprio perché quella sino-russa è una partnership non ideologica ma funzionale, calibrata per rafforzare alcuni settori specifici: commerciale, energetico, economico e, entro certi limiti, pure militare. In altre parole, esclusi i <strong>reciproci vantaggi economici</strong>, Pechino e Mosca sono accomunate soltanto da un <strong>rivale comune</strong>, gli Stati Uniti, e dallo stesso <strong>obiettivo</strong>: modificare l&#8217;attuale ordine globale, considerato a trazione statunitense.</p>
<h2>Una partnership contraddittoria</h2>
<p>Dietro tutto questo troviamo <strong>divergenze geopolitiche</strong>, antiche <strong>diffidenze</strong> e <strong>rivalità economiche</strong>. Basta fermarsi alla <strong>guerra in Ucraina</strong>, dove la posizione cinese risulta complessa e apparentemente contraddittoria. La Cina rivendica in pubblico la solida partnership con la Russia ma, al tempo stesso, afferma di essere neutrale al conflitto, per l&#8217;evidente timore di essere compromessa finanziariamente e colpita dalle sanzioni occidentali.</p>
<p>Non mancano altre contraddizioni. Lo scorso maggio la Russia ha superato l&#8217;Arabia Saudita, diventando il principale fornitore di <strong>petrolio</strong> della Cina. Eppure molti grandi colossi commerciali cinesi hanno abbandonato il mercato russo, mentre altrettante banche e società tecnologiche cinesi hanno sospeso gli affari con Mosca. Nel periodo compreso tra gennaio e aprile 2021, inoltre, le esportazioni di <strong>gas</strong> russo oltre la Muraglia attraverso l’oleodotto Power of Siberia sono aumentate del 60% su base annua. Questo significa che i cinesi stanno sì dando ossigeno ai russi in campo economico, ma lo fanno in cambio di preziose risorse energetiche. Una vera e propria manna dal cielo per un Paese energivoro come la Cina, a maggior ragione in un contesto di costante aumento dei prezzi di gas e carburante.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gasdotto-power-of-siberia-e-perche-e-importante.html"><strong>Che cos’è il gasdotto Power of Siberia</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/energia/il-grande-gioco-dellenergia-laccordo-xi-putin-che-spaventa-leuropa.html"><strong>Il grande gioco dell’energia e l’accordo tra Xi e Putin</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-della-russia-sul-gas-asse-con-la-mongolia-con-vista-cina.html"><strong>La mossa della Russia: asse con la Mongolia con vista Cina</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Cina e Russia: obiettivo Africa</h2>
<p>Escludendo l&#8217;<strong>Asia centrale</strong> e il <strong>Sud-Est asiatico</strong>, dove entrambi i Paesi hanno provato ad espandere la propria influenza a discapito dell&#8217;altro (la Cina in Asia centrale, la Russia nel Sud-Est asiatico), per adesso senza ottenere clamorosi successi, il grande terreno di scontro strategico tra Mosca e Pechino è situato in <strong>Africa</strong>. La posta in palio è altissima, e coincide con riserve di preziosi <strong>minerali</strong> e altre <strong>risorse pregiate</strong>, come petrolio e oro.</p>
<p>Per capire l&#8217;attuale competizione nel Continente Nero bisogna fare un piccolo passo indietro. Nell&#8217;ottobre 2019, a Sochi, andò in scena il primo summit Africa-Russia. Fu un enorme successo diplomatico per Putin, che riferì di aver siglato una trentina di accordi di <strong>cooperazione tecnico-militare</strong> con vari Paesi africani, molti dei quali, tra l&#8217;altro, da tempo riforniti proprio dal Cremlino in termini di armamenti e strumenti militari. Rispetto ai cinque anni precedenti, poi, gli scambi commerciali tra Russia e Africa erano raddoppiati raggiungendo i 20 miliardi di dollari, con l&#8217;auspicio di di incrementare ancora di più le relazioni.</p>
<p>La strategia della Federazione Russa iniziava, non solo ad essere chiara, ma anche a farsi più aggressiva: <strong>armi</strong> e <strong>mercenari</strong> in cambio dell&#8217;accesso alle risorse naturali. Una strategia ben diversa da quella attuata dalla Cina, da 13 anni primo partner commerciale dell&#8217;Africa. Per rendersi conto delle cifre in ballo, basti pensare che nel 2021 il commercio bilaterale tra i due attori ha toccato quota 254,3 miliardi di dollari. Tutto, ovviamente, è decollato in seguito al lancio del progetto cinese della<strong> Belt and Road Initiative</strong>, un progetto mastodontico grazie al quale Pechino ha promesso e promosso <strong>investimenti</strong> in cambio della possibilità di sfruttare risorse locali.</p>
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<h2>La competizione sul nucleare</h2>
<p>In Africa, come abbiamo visto, gli interessi di Russia e Cina coincidono. Sorge quindi una domanda: fino a quando la presenza nel Continente Nero dei due Paesi continuerà ad essere armoniosa e complementare? Lo stesso quesito può essere utilizzato anche nell&#8217;ambito della <strong>filiera nucleare</strong>. <em>Le Monde Diplomatique</em> ha acceso i riflettori proprio sulla <strong>competizione sino-russa</strong> nell&#8217;applicazione nucleare in ambito civile, tanto per quanto concerne la costruzione delle centrali, e annessi reattori, quanto per la vendita di combustibile nucleare.</p>
<p>La svolta di Mosca è datata 2007, quando Putin ha riorganizzato il settore attorno ad un&#8217;unica azienda, <strong>Rosatom</strong>, con l&#8217;intento di conquistare il mercato mondiale. Inutile far finta di niente: il panorama nucleare civile mondiale oggi è appannaggio del dupolio russo-cinese. La Russia controlla il 10% del mercato minerario dell&#8217;<strong>uranio</strong>, il 36% del suo arricchimento, il 22% della fabbricazione di combustibili e 36 progetti di costruzione di reattori all&#8217;estero. In altre parole, Rosatom detta legge. La Cina insegue con tre entità distinte: <strong>China National Nuclear Corporation</strong> (CNNC), <strong>China General Nuclear Power</strong> (CGN) e <strong>State Power Investment Corporation</strong> (SPIC). CNNC sembra essere la più indicata per contrastare lo strapotere di Rosatom. Il punto è che fin qui soltanto il Pakistan ha acquistato sei reattori (l&#8217;ultimo entrato in servizio nel marzo 2022); i tentativi di fare breccia in Regno Unito e Romania sono stati un buco nell&#8217;acqua.</p>
<p>Mosca e Pechino hanno riserve di di uranio in abbondanza, ma ne producono ben poco e devono impegnarsi ad importare la risorsa. Non è affatto casuale che Cina e Russia stiano incrementando l&#8217;acquisizione di <strong>miniere</strong> al di là dei propri confini. L&#8217;ombra di Mosca si estende sul <strong>Kazakhstan</strong>, anche se il Cremlino ha timidamente iniziato ad investire in <strong>Mozambico</strong> e <strong>Tanzania</strong>. La Cina ha puntato sulla <strong>Namibia</strong>, dove controlla l&#8217;intero settore dell&#8217;uranio, calcolatrice alla mano il <strong>9% </strong>delle <strong>riserve mondiali</strong>. In Africa non si registrano, al momento, frizioni sino-russe come avvenuto, invece, in Mongolia nel 2010. Ricordiamo che in quell&#8217;occasione i russi riuscirono ad arginare i tentativi cinesi di controllare la miniera di Dornod in cambio di una parziale cancellazione del debito cinese mongolo. Chissà se accadrà qualcosa di simile, magari anche a parti invertite, anche nel Continente Nero.</p>
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		<title>L&#8217;embargo Usa alla Russia &#8220;dimentica&#8221; l&#8217;uranio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 05:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Strana Terza guerra mondiale, quella paventata come non improbabile da leader e analisti di tutto il mondo, se i due potenziali contendenti principali continuano a commerciare tra di loro la materia prima più strategica per la guerra nucleare, l&#8217;uranio. Strane sanzioni, quelle statunitensi, se colpiscono imponendo l&#8217;embargo alla Russia laddove Washington ha raggiunto indipendenza e autosufficienza e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/lembargo-usa-alla-russia-dimentica-luranio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220502164551905_99dfd643745eb3cf8a654ba4a1fd4369-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Strana <strong>Terza guerra mondiale, </strong>quella paventata come non improbabile da leader e analisti di tutto il mondo, se i due potenziali contendenti principali continuano a commerciare tra di loro la materia prima più strategica per la guerra nucleare, l&#8217;<strong>uranio</strong>. Strane sanzioni, quelle statunitensi, se colpiscono imponendo l&#8217;embargo alla Russia laddove Washington ha raggiunto indipendenza e autosufficienza e dimenticano, lasciandoli ancora più scoperti, quelli ove in cui è più esposta. Ma anche strana reazione quella autarchica di Mosca, se non può fare a meno del minimo dollaro o euro di esportazione di materie prime.</p>
<p>La continuità delle<strong> forniture di uranio</strong> dalla <strong>Russia agli Stati Uniti </strong>è una delle questioni meno note dell&#8217;attuale rivalità geostrategica tra Mosca e l&#8217;Occidente degenerata in vera e propria <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/quanto-ha-speso-loccidente-per-sostenere-lucraina.html" target="_blank" rel="noopener">guerra per procura</a> </strong>a Vladimir Putin con il massiccio riarmo dell&#8217;Ucraina invasa. Washington ha sanzionato gas, petrolio, carbone e altre materie prime di provenienza russa, ma non l&#8217;uranio decisivo per la sua industria nucleare, civile e militare.</p>
<p>Nel 2020, secondo gli ultimi dati a disposizione, i produttori americani di energia nucleare hanno acquistato 22.180 tonnellate di uranio. Come riporta <em>StartMag, </em>&#8220;secondo la <a href="https://www.eia.gov/energyexplained/nuclear/where-our-uranium-comes-from.php">US Energy Information Administration</a>, l’Agenzia statistica e analitica del Dipartimento dell’energia statunitense, il Paese importa uranio per il 22% sia dal Canada che dal Kazakistan e per il 16% dalla Russia, seguita poi da Australia (11%), Uzbekistan (8%) e Namibia (5%). Il restante 14% proviene, invece, dagli stessi Usa e da altri cinque Paesi&#8221;. La Russia ha dunque una quota nelle forniture di uranio a stelle e strisce un peso maggiore della produzione interna e &#8220;non è meno rilevante la presenza tra i Paesi importatori di Kazakistan e Uzbekistan, che sono stretti alleati del Cremlino, e messi insieme forniscono agli Stati Uniti il 46% dell’uranio di cui ha bisogno&#8221; per far funzionare le sue centrali. Decisive sia per la fornitura di un quinto dell&#8217;energia elettrica al sistema-Paese che per il programma militare nucleare.</p>
<p>Secondo il senatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html" target="_blank" rel="noopener">repubblicano</a> John Barrasso, gli Usa avrebbero speso quasi 1 miliardo di dollari nel 2021 per comprare uranio russo. Una cifra che potrebbe raggiungere, sempre secondo Barrasso, 1 miliardo e 200 milioni quest’anno e che appare dunque irrisoria, sulla carta rispetto, al conto versato quotidianamente dai Paesi europei per comprare gas e petrolio russo, che equivale all&#8217;ammontare annuo della spesa Usa, ma non per questo meno strategica. <strong>Barasso a marzo </strong>ha lanciato una proposta di legge per mettere al bando le importazioni dalla Russia proponendo, al contrario, di rilanciare la produzione nel suo Stato d&#8217;elezione, il <strong>Wyoming. </strong>Prospettiva, questa, che ha messo in allarme gli esponenti delle comunità indigene locali, già in passato minacciate dall&#8217;estrattivismo, e che si allarga al resto del sistema di Paesi alleati con Washington.</p>
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<li><a href="https://bit.ly/3kh25ax" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sul gas russo l’Ue punta all’eliminazione graduale</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3vmSQeZ" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Germania si unisce contro l’embargo totale</strong></a></li>
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<p>La Slovacchia, per fare un esempio, come riporta <a href="https://www.euractiv.com/section/politics/short_news/russian-plane-with-nuclear-fuel-landed-in-slovakia/?utm_source=piano&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=19243&amp;pnespid=u_d3DSYbN7sRgfDEqy_xCc_DoEKqVMppNOXhw_A2vxdmv3m29i5J8fzDpNwrROQRmIDL3QOcqw"><i>Euractiv</i></a> genera <a href="https://www.iea.org/countries/slovak-republic">quasi metà</a> della sua elettricità attraverso le sue due centrali nucleari da sei reattori complessivi gestiti, ricorda <em>Formiche, </em>&#8220;dalla società TVEL, una controllata dell’azienda statale russa Rosatom&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-nucleare-della-russia-centrali-in-cambio-di-vantaggi-strategici.html" target="_blank" rel="noopener">Anche l&#8217;<strong>Ungheria </strong>ha accordi con Rosatom</a> per costruzioni di centrali nucleari e dal Medio Oriente all&#8217;Africa sono diversi gli Stati, dall&#8217;Arabia Saudita all&#8217;Egitto, che si affidano alla tecnologia atomica russa.</p>
<p>Il peso specifico di quel miliardo di importazioni americane è paragonabile a quello del conto quotidiano dell&#8217;Europa. Dato che mostra la rilevanza strategica e la lungimiranza di Mosca nel dominare questo mercato è il fatto che la Russia pesi non solo per la sua presenza nel business dell&#8217;estrazione, quanto piuttosto per il valore aggiunto che sa determinare nell&#8217;arricchimento a basso costo del materiale grezzo.</p>
<p>Detentrice del 6% delle riserve globali, Mosca è però la nazione dotata della più grande capacità di arricchimento, con circa il 43% della capacità operativa globale in suo possesso secondo la World Nuclear Association: un valore maggiore di quello di <strong>Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito messi insieme. </strong>Una volta di più la <strong>globalizzazione </strong>e la ricerca del costo minimo nei processi industriali hanno colpito gli Usa su un materiale strategico, e ora se le sanzioni dovessero amplificarsi l&#8217;arma dello stop alle esportazioni di uranio sarebbe una contromossa lasciata facilmente in mano alla Russia. E colpirebbe sia la capacità di generazione elettrica che il sistema nucleare militare a stelle e strisce, date le conseguenze sulla produzione di plutonio che ne deriverebbero. Ma proprio il fatto che le sanzioni sull&#8217;uranio da esportare non siano ancora state imposte dalla Russia segnala che un passo importante verso il caos nelle relazioni bilaterali non è stato ancora compiuto. E questa è una buona notizia: un raro caso di interdipendenza industriale e commerciale capace di frenare un caos geopolitico. Ma fino a quando durerà questo, in una fase di escalation continua, non è dato sapersi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/lembargo-usa-alla-russia-dimentica-luranio.html">L&#8217;embargo Usa alla Russia &#8220;dimentica&#8221; l&#8217;uranio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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