Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Lo scorso novembre gli Stati Uniti hanno lanciato un allarme relativo alla rapida espansione delle capacità nucleari della Cina. Nello specifico, un report del Pentagono ha sottolineato un’ipotesi tanto plausibile quanto preoccupante: nel caso in cui Pechino dovesse continuare ad adottare l’attuale ritmo di accumulo nucleare, il governo cinese potrà contare su una corta di 1.500 testate entro il 2035.

Al momento, secondo dati statunitensi, il Dragone potrebbe contare su circa 400 testate. La suddetta proiezione parla quindi di 1.000 nuove testate prodotte nei prossimi 12 anni.

In ogni caso, la notizia ha acquistato adesso ulteriore importanza in seguito al recente incontro avvenuto a Mosca tra Xi Jinping e Vladimir Putin. Il rafforzamento della partnership sino-russa, ha fatto notare l’establishment della sicurezza degli Usa, potrebbe accelerare (e migliorare) il programma nucleare cinese grazie al trasferimento di tecnologia critica russa oltre la Muraglia. I due leader, infatti, hanno portato a casa anche un accordo a lungo teremine incentrato sullo sviluppo sostenuto dei cosiddetti reattori a neutroni veloci.

La partnership nucleare

Una delle più grandi preoccupazioni della Casa Bianca riguarda la cooperazione nucleare tra Russia e Cina. Secondo quanto emerso, a dicembre il gigante russo della tecnologia nucleare Rosatom State Nuclear Energy Corporation avrebbe fornito 25 tonnellate di uranio altamente arricchito all’impianto CFR-600 cinese, il reattore veloce di Pechino.

Ricordiamo che gli impianti di reattori veloci cinesi utilizzano metallo liquido anziché acqua per moderare le operazioni, e che sono stati “presi in prestito” dalla tecnologia russa. Gli analisti sono preoccupati del fatto che l’impianto cinese possa produrre abbastanza carburante per costruire circa 50 testate nucleari all’anno utilizzando forniture russe.

Ebbene, il Congresso degli Stati Uniti intende approfondire il rapporto, definito pericoloso, tra Rosatom e la China National Nuclear Corporation che gestisce l’impianto CFR-600, e spingere l’amministrazione Biden a fermare i trasferimenti dei materiali russi verso il sito cinese.

Il reattore CFR-600 cinese

I funzionari militari americani sostengono che il CFR-600 sarebbe il cardine del programma di armi nucleari della Cina; un jolly, in sostanza, che potrebbe consentire al Dragone un salto di quasi quattro volte nelle scorte di armi nucleari in circa 12 anni, a partire da oggi.

Bloomberg ha fornito ulteriori dettagli. A dicembre, gli ingegneri russi avrebbero consegnato un enorme carico di combustibile nucleare ad un’isola remota a soli 220 chilometri dalla costa settentrionale di Taiwan. 

Il reattore autofertilizzante cinese sull’isola di Changbiao, il CFR-600 appunto, è una delle installazioni nucleari più sorvegliate al mondo. Dal Pentagono hanno parlato di migliaia e migliaia di chilogrammi di uranio diretto da Rosatom a Pechino per alimentare questo programma atomico che, a detta di Washington, potrebbe destabilizzare l’equilibrio militare dell’Asia.

Tra settembre e dicembre, ha aggiunto il think tank RUSI, la Russia avrebbe esportato in Cina quasi sette volte più uranio altamente arricchito per il CFR-600 dell’intero materiale rimosso in tutto il mondo sotto gli auspici degli Stati Uniti e dell’IAEA negli ultimi tre decenni. I cinesi avrebbero pagato circa 384 milioni di dollari in tre rate per 25.000 chilogrammi di carburante CFR-600 da Rosatom in quel periodo.

Il CFR-600 fa parte dell’ambizioso programma cinese da 440 miliardi di dollari per superare gli Stati Uniti come primo fornitore mondiale di energia nucleare entro la metà del prossimo decennio. La Cina sta anche costruendo una fabbrica nel deserto nella provincia di Gansu, progettata per estrarre il plutonio dal combustibile esaurito del CFR-600, una volta terminata la costruzione in due anni.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto