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	<title>Ebola Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 May 2025 08:32:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ebola Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>GAVI, acronimo di Global Alliance for Vaccine Immunization, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una partnership pubblico-privata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.gavi.org/our-alliance/about">GAVI</a></strong>, acronimo di <em>Global Alliance for Vaccine Immunization</em>, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una <strong>partnership pubblico-privata</strong> fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini in 78 paesi, prevenendo più di 18,8 milioni di decessi. Alla sua nascita c&#8217;erano 43 paesi, tra cui la maggior parte dell&#8217;Africa subsahariana, dove almeno 1 bambino su 10 moriva prima dei 5 anni a causa di malattie infettive. Oggi ce ne sono solo cinque: Ciad, Niger, Nigeria, Sierra Leone e Somalia. La GAVI è una delle ragioni principali per cui ciò accade.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la GAVI</h2>



<p>Il funzionamento si basa su un meccanismo di <strong>finanziamento multilaterale</strong>. I fondi provengono da una combinazione di governi donatori, fondazioni filantropiche (come la Bill &amp; Melinda Gates Foundation), organismi internazionali (tra cui OMS e Banca Mondiale) e partner del settore privato. Questi fondi vengono utilizzati per <strong>acquistare vaccini a basso costo per i Paesi eleggibili</strong> – definiti secondo soglie di reddito stabilite dalla Banca Mondiale. Gavi negozia prezzi ribassati con i produttori di vaccini grazie al volume degli acquisti e alla prevedibilità della domanda. I vaccini vengono poi distribuiti attraverso partner operativi come UNICEF e OMS, con attenzione alla logistica, alla catena del freddo e alla formazione del personale sanitario nei territori più fragili. L&#8217;alleanza non si limita a consegnare dosi: investe anche nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali, in programmi di monitoraggio e nella sorveglianza epidemiologica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="895" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png" alt="" class="wp-image-471365" style="width:572px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png 895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-600x432.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-300x216.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-768x553.png 768w" sizes="(max-width: 895px) 100vw, 895px" /></figure>
</div>


<p>Oltre ai vaccini di routine, Gavi finanzia lo sviluppo e l’introduzione di nuovi vaccini contro malattie emergenti come <strong>HPV</strong>, <strong>malaria</strong>, <strong>Ebola</strong> e <strong>COVID-19</strong>. Ha avuto un ruolo centrale nella creazione di <strong>COVAX</strong>, il meccanismo globale per l’accesso equo ai vaccini anti-COVID, e nella realizzazione di stockpile internazionali, ovvero riserve d’emergenza di vaccini già pronti all’uso in caso di epidemie. Gavi non è solo uno strumento di solidarietà verso il Sud globale. È, a tutti gli effetti, una barriera preventiva per l’intero pianeta. Fermare un’epidemia in Africa occidentale significa evitare anche una pandemia in Europa o Nord America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Ebola: lo <em>stockpile</em> in Svizzera</h2>



<p>Un esempio fra tutti è l’Ebola, o meglio, lo <strong><em>stockpile </em>di vaccini custodito in Svizzera</strong>. Poche epidemie sono state così dure come quella del 2014 nell&#8217;Africa occidentale. Quando i contagi si sono fermati nel 2016, quasi 30.000 persone erano state contagiate e 11.000 erano morte. La perdita di vite umane ha avuto anche conseguenze economiche significative: si stima che la perdita di PIL sia stata compresa tra 2,8 e 32,6 miliardi di dollari. I paesi colpiti – <strong>Guinea</strong>, <strong>Sierra Leone</strong> e <strong>Liberia </strong>– non erano preparati a rispondere a una malattia così mortale da poter uccidere il 90% delle persone infettate. Nel 2015, il <strong>vaccino rVSV-ZEBOV di Merck</strong> è stato somministrato a persone a rischio di Ebola in Guinea con un approccio &#8220;compassionevole&#8221;. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone. Tra le 5.837 persone che hanno ricevuto il vaccino, non è stato registrato alcun caso di Ebola dieci giorni o più dopo la vaccinazione.<br>Nel cuore dell’Europa, dunque, esiste una riserva strategica pronta a contrastare l’Ebola. Finanziata dall’Alleanza per i vaccini, e coordinata da un consorzio multilaterale, questa scorta globale del vaccino rVSV-ZEBOV è progettata per fornire una risposta rapida, sicura e accessibile alle epidemie emergenti. Attivata nel gennaio 2021, l’iniziativa è sotto la supervisione dell’International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che riunisce OMS, UNICEF, Medici Senza Frontiere (MSF) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Il vaccino stesso è una formulazione monodose iniettabile approvata dagli esperti del comitato tecnico SAGE dell’OMS, che ha raccomandato il mantenimento di una <strong>dotazione minima globale di 500.000 dosi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gavi.org/sites/default/files/vaccineswork/2025/Header/ebola-vaccination-campaign-DRC_Gavi.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il meccanismo è semplice: ogni Stato che rileva un focolaio di Ebola può inoltrare richiesta al consorzio e ricevere rapidamente le dosi necessarie per contenere l’epidemia. Per i Paesi idonei a ricevere supporto attraverso i programmi Gavi, le dosi sono fornite gratuitamente, insieme a un sostegno operativo fondamentale, che va dalla gestione logistica fino alla somministrazione sul campo. La conservazione del vaccino, altamente sensibile, richiede condizioni rigorose: <strong>una catena del freddo ultra-profonda a -80°C</strong>, garantita da imballaggi speciali e controlli continui. Una volta autorizzata la distribuzione, le spedizioni possono raggiungere la destinazione entro sette giorni, anche in contesti ad accesso difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello della scorta globale</h2>



<p>Le epidemie di Ebola sono caratterizzate da un’elevata letalità e una capacità di diffusione estremamente rapida, spesso superiore alla velocità con cui è possibile attivare misure di contenimento. Durante l’epidemia del 2014, ben prima della disponibilità di un vaccino efficace, il virus avanzava in Guinea a una velocità di quasi 300 chilometri a settimana, rendendo quasi impossibile un intervento tempestivo.<br>In questo contesto, la scorta internazionale di vaccini contro l’Ebola rappresenta uno strumento centrale per la preparazione sanitaria globale. Pensata per facilitare una risposta coordinata a livello internazionale, la scorta consente di contenere rapidamente i focolai, evitando che infezioni localizzate evolvano in crisi regionali o addirittura globali. A differenza di altre malattie infettive, <strong>l’Ebola non genera un mercato commerciale stabile</strong>: la sua natura sporadica e imprevedibile non offre alle aziende un incentivo economico sufficiente per mantenere una produzione costante. In assenza di una domanda regolare, i produttori non avrebbero motivo di conservare dosi pronte all’uso, generando inevitabili carenze nei momenti critici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2018/04/27/thinkstockphotos-513443244_thumb_720_480.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p><br><strong>Il modello della scorta globale</strong> supera questo ostacolo strutturale. Centralizzando le risorse e garantendo l’acquisto delle dosi in anticipo, assicura la disponibilità immediata dei vaccini quando più servono. Il vaccino rVSV-ZEBOV, contenuto nella scorta, è impiegato principalmente attraverso una strategia definita di “vaccinazione ad anello”. Questo approccio prevede l’immunizzazione non solo dei soggetti venuti a contatto diretto con un caso confermato, ma anche dei <strong>contatti secondari</strong>. Il risultato è la creazione di una barriera immunologica attorno al focolaio che blocca la trasmissione del virus.<br>Oltre all’impiego reattivo, la scorta può essere<strong> utilizzata anche in chiave preventiva</strong>, per proteggere in anticipo gruppi ad alto rischio, come gli operatori sanitari e il personale di primo intervento (vedi il caso della Sierra Leone) nelle aree dove il virus potrebbe riemergere. Questi professionisti sono spesso i primi esposti in caso di epidemia e costituiscono una risorsa insostituibile per la risposta sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa si defilano. I rischi</h2>



<p><strong>Sotto l&#8217;amministrazione Trump, l&#8217;Alleanza per i Vaccini – rischia un significativo depotenziamento</strong> a causa di tagli sostanziali ai finanziamenti statunitensi. Gli Stati Uniti hanno storicamente rappresentato uno dei principali sostenitori dell’organizzazione, contribuendo in modo cruciale ai programmi di immunizzazione che hanno salvato milioni di vite nei Paesi a basso e medio reddito.<br>Gli Stati Uniti hanno fornito il 13% dei finanziamenti di Gavi sin dal suo inizio e, sotto l&#8217;amministrazione Biden, avevano promesso un finanziamento di 2,53 miliardi di dollari a partire da settembre 2022 e fino al 2030. Di tale importo, 880 milioni di dollari sono stati finora erogati. Nel marzo 2025, la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento a Gavi, <strong>cancellando una sovvenzione di oltre un miliardo di dollari </strong>destinata all’acquisto di vaccini pediatrici nei Paesi in via di sviluppo. Secondo i vertici di Gavi, questa decisione potrebbe avere un impatto devastante sulla sicurezza sanitaria globale, con la concreta possibilità di oltre un milione di morti infantili nei prossimi cinque anni. Si trattava di uno delle migliaia di contratti per un totale di miliardi di dollari di stanziamenti eliminati nell&#8217;ambito di una revisione volta a eliminare le spese &#8220;<em>che non servivano (e in alcuni casi persino danneggiavano) i principali interessi nazionali degli Stati Uniti</em>&#8220;, secondo una dichiarazione pubblicata su <em>X </em>dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.usatoday.com/gcdn/authoring/authoring-images/2025/05/09/USAT/83537632007-20250424-t-153200-z-880400442-rc-20-ddaw-5-gy-9-rtrmadp-3-usahealthmeasles.JPG?crop=4031,2268,x0,y0" alt=""/></figure>
</div>


<p>Questi tagli si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento del contributo statunitense ai programmi di salute globale, tra cui altre iniziative fondamentali come <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">PEPFAR</a> e il supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’interruzione dei finanziamenti a Gavi comprometterebbe la capacità dell’organizzazione di mantenere scorte strategiche di vaccini contro malattie ad alto impatto come Ebola, colera e meningite. Queste riserve sono fondamentali per garantire una risposta rapida ai focolai epidemici. Inoltre, la riduzione del supporto finanziario rischia di rallentare l’accesso ai nuovi vaccini per <strong>patogeni emergenti</strong>, aumentando l’esposizione globale a minacce sanitarie non ancora controllate.<br>Se i tagli americani ai finanziamenti dovessero persistere, potremmo assistere nel prossimo futuro a <strong>epidemie di morbillo</strong> più frequenti e diffuse a livello globale, ma anche a una recrudescenza di molte altre malattie prevenibili con i vaccini, come la <strong>pertosse</strong> e la <strong>diarrea da rotavirus</strong>, entrambe potenzialmente fatali. Assisteremo anche a ritardi o interruzioni nell&#8217;introduzione di nuovi vaccini salvavita nelle comunità più bisognose&#8221;. Tra questi, anche i nuovi e promettenti vaccini contro la malaria appena introdotti. E le epidemie di malattie infettive in altri paesi possono raggiungere gli Stati Uniti ormai molto facilmente.<br>Interpellato sulla sospensione dei fondi destinati a Gavi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la decisione, definendola coerente con la revisione delle oltre 5.300 cancellazioni di progetti giudicati non allineati con gli interessi nazionali o le priorità strategiche dell’amministrazione. Il Dipartimento ha tuttavia precisato che i programmi USAID considerati essenziali restano operativi, tra cui quelli per l’<strong>HIV</strong>, l’assistenza umanitaria nelle aree di crisi e il sostegno alla risposta all’epidemia di <strong>Ebola in Uganda</strong>.</p>



<p></p>



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			</item>
		<item>
		<title>I fantasmi dell&#8217;Ebola infestano gli incubi del Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-fantasmi-dellebola-infestano-gli-incubi-del-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 06:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna il Congo sanguina]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-fantasmi-dellebola-infestano-gli-incubi-del-congo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-fantasmi-dellebola-infestano-gli-incubi-del-congo.html">I fantasmi dell&#8217;Ebola infestano gli incubi del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ebola-congo-la-presse-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>&#8220;Vogliamo raccontare i drammi senza fine del Congo, una terra tormentata da gruppi armati anche di matrice islamista, depauperata dallo sfruttamento delle risorse minerarie, travolta da epidemie e da sfide che riguardano tutti noi. Vogliamo farlo attraverso lo sguardo di chi da anni si occupa di questo Paese: il fotografo Marco Gualazzini e il giornalista Daniele Bellocchio.</em><br />
<em><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener">Sostieni il reportage</a> &#8220;</em></p>
<hr />
<p>L&#8217;illusione ha retto per circa cinque mesi. Sembrava che nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> Ebola fosse ormai un nemico sconfitto, un virus da relegare negli archivi della storia, una battaglia vinta da raccontare alle future generazioni. Lo scorso maggio Kinshasa annunciava la fine dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html" target="_blank" rel="noopener">ultima epidemia di <strong>Ebola</strong> </a>a tre mesi dalla segnalazione di una ricomparsa del &#8220;nemico invisibile&#8221; nel Kivu Nord, a est del Paese. In una nota, l&#8217;Unicef spiegava che l&#8217;<strong>epidemia</strong> era stata contenuta grazie alla rapida risposta delle autorità congolesi, e che quella appena soffocata era la terza fiammata di Ebola nel Paese in meno di un anno.</p>
<p>A ottobre la realtà ha stravolto i piani di una nazione nel frattempo aggredita anche dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-CoV-2</a>. Tre nuovi casi di Ebola sono apparsi nell&#8217;est del Paese, nel distretto sanitario di Butsili, nei pressi della città di Beni, dove tra l&#8217;altro si era verificato l&#8217;ultimo <strong>focolaio</strong> estinto. I funzionari provarono a giustificare quanto accaduto ipotizzando che la <strong>riacutizzazione</strong> del virus potesse essere collegata alla massiccia epidemia che, a cavallo tra il 2018 e il 2020, aveva ucciso oltre 2.200 persone e infettate più di altre mille. Il risveglio del &#8220;<strong>fantasma</strong>&#8221; può essere stato causato da infezioni latenti che, in qualche modo, sono riuscite a resistere all&#8217;interno degli organismi dei sopravvissuti. C&#8217;era infatti stato un precedente di casi legati all&#8217;epidemia <strong>2018-2020</strong>: era scoppiato a febbraio e, dopo esser stato contenuto a maggio, aveva causato sei vittime.</p>
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<h2>Il passato che ritorna</h2>
<p>Inizio, fine, inizio, fine. E così fino alla prossima illusione di aver neutralizzato la minaccia Ebola. Il Congo è salito su queste montagne russe fin troppe volte, visto che ha annunciato la fine di oltre undici epidemie. Se i numeri relativi ai recenti <strong>contagi</strong> e ai <strong>decessi</strong> sono stati tutto sommato contenuti, lo si deve ai vaccini sperimentali, vero e proprio punto di svolta nel contenere più rapidamente i recenti focolai.</p>
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CAUSALE: Reportage Congo<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source= InsideOver&amp;utm_medium=sponsored_content&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<p>Intanto, l'Università di Oxford ha iniziato a reclutare volontari per uno studio di Fase 1 volto a testare un <strong>vaccino</strong> contro il virus Ebola, sia del ceppo Zaire che del ceppo Sudan, due delle specie più letali. Ma la scienza non può permettersi di perdere un istante, perché la Repubblica Democratica del Congo, nonostante abbia imparato a fare i conti con il "fantasma", si trova in una situazione delicatissima. L'area più a rischio, come detto, sembrerebbe essere quella localizzata nel nord est del Paese, già teatro di un contesto di guerra di vari focolai.<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html"> Da agosto 2018</a> sono emersi numeri spaventosi, con oltre 2mila morti e più di 3,100 contagi. Adesso la domanda che si fanno gli esperti è una: l'ultimo focolaio è soltanto un ritorno di fiamma correlato alla precedente ondata oppure è un <strong>nuovo capitolo</strong>?</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/project/il-congo-sanguina-aiutaci-a-raccontarlo.html?utm_source=adv&amp;utm_medium=strip_IO&amp;utm_campaign=congo" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-335999 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg" alt="" width="1024" height="234" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-1024x234.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-300x69.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo-768x176.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/strip_congo.jpeg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Un nemico temibile</h2>
<p>La febbre emorragica dell'Ebola è una delle malattie più <strong>virulente</strong> che l'essere umano conosca. I <strong>sintomi</strong> provocati da questo virus comprendono febbre, mal di testa e mal di gola. Poco dopo si scatenano dolori addominali, vomito e diarrea, seguiti talvolta da un'eruzione cutanea purpurea e singhiozzo, forse dovuto all'irritazione dei nervi che controllano il diaframma. Di solito, i sintomi più pericolosi si manifestano giorni dopo l'insorgenza della malattia, quando le cellule infettate dal virus si attaccano dentro i vasi sanguigni, provocando la fuoriuscita del sangue da naso e bocca (e non solo).</p>
<p>I contagiati finiscono col subire un calo della pressione sanguigna e morire a causa di choc e collasso multiplo degli organi. L'autore Richard Preston ha definito Ebola "un parassita che trasforma ogni parte del corpo in una melma digerita di particelle virali". E non c'è da sorprendersi di una descrizione del genere, visto che il tasso di mortalità di questa malattia oscilla intorno al<strong> 90%</strong>. Ebola non è contagiosa ma, allo stesso tempo, è altamente <strong>infettiva</strong>. Ecco perché il fantasma che infesta gli incubi della Repubblica Democratica del Congo è così spaventoso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-fantasmi-dellebola-infestano-gli-incubi-del-congo.html">I fantasmi dell&#8217;Ebola infestano gli incubi del Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Genitori e figli durante le epidemie di ebola e Covid-19</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/genitori-e-figli-durante-le-epidemie-di-ebola-e-covid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 06:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_5647489.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Il Covid ha sovvertito, oltre alle nostre abitudini di ogni giorno, anche le nostre priorità, i nostri valori, e la nostra visione del quotidiano. Da qualsiasi prospettiva si voglia vedere la pandemia, questa è stata a tutti gli effetti una rivoluzione. E uno degli aspetti meno discussi ma forse più paradigmatici e rivelatori di come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/genitori-e-figli-durante-le-epidemie-di-ebola-e-covid.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/genitori-e-figli-durante-le-epidemie-di-ebola-e-covid.html">Genitori e figli durante le epidemie di ebola e Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_5647489.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Il Covid ha sovvertito, oltre alle nostre abitudini di ogni giorno, anche le nostre priorità, i nostri valori, e la nostra visione del quotidiano. Da qualsiasi prospettiva si voglia vedere la pandemia, questa è stata a tutti gli effetti una rivoluzione. E uno degli aspetti meno discussi ma forse più paradigmatici e rivelatori di come l&#8217;epidemia abbia cambiato anche i più indissolubili e saldi legami; è il rapporto genitori e figli al tempo del coronavirus.</p>
<p>Lunedì, sul quotidiano la <em>Repubblica</em>, è stata pubblicata la lettera di un uomo, padre di due figli di cui uno liceale e l&#8217;altro studente universitario fuori sede, che raccontava di come la sua fobia per il virus l&#8217;abbia spinto oggi a non desiderare di vedere e avere contatti con i suoi ragazzi. Un timore che il genitore giustifica nel suo scritto spiegando che entrambi i figli, sia quello adolescente che quello che vive a Bologna dove frequenta l&#8217;università, hanno rapporti con coetanei e amici e che quindi il vederli, salutarli e passare del tempo con loro è divenuto un momento di angoscia e preoccupazione perchè, come lui stesso ha dichiarato, entrambi i suoi figli, ai suoi occhi, sono degli &#8221;untori in potenza&#8221;.</p>
<p>Una lettera sofferta, e forse anche espiatoria, quella del padre che ha cercato, attraverso le colonne di uno dei quotidiani più letti d&#8217;Italia, di esternare il senso di colpa e di frustrazione per desiderare la separazione dai propri ragazzi. Un paradosso il desiderio di un genitore di non avere contatti con i suoi figli? O forse un comportamento inconsueto prima della pandemia ma oggi nella norma delle illogicità a cui questa epidemia ci ha sottoposti? Dare una risposta non è possibile e giudicare o biasimare nel momento in cui si tratta della salute personale non è opportuno e forse nemmeno lecito farlo; quel che però occorre fare, per conoscerci e capire meglio chi noi siamo e chi siamo diventati, è prendere in esame il rapporto padri e figli durante un&#8217;altra epidemia, quella di <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html">ebola nella Repubblica democratica del Congo</a>, dove invece, il problema che si presentava durante il propagarsi dell&#8217;infezione era esattamente l&#8217;opposto: l&#8217;incapacità dei genitori di separarsi e allontanarsi dai propri figli anche quando questi erano positivi.</p>
<p>Nel Centro di Trattamento di Beni, <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak/ebola-2.html">l&#8217;epicentro dell&#8217;epidemia di ebola nell&#8217;estate del 2019</a>, un fuoristrada con i vetri oscurati trasportava una madre con in braccio una bambina di neanche un anno. La madre stringeva a sé la figlia, non voleva consegnarla agli operatori sanitari che si protendevano all&#8217;interno del fuoristrada per prenderla in consegna e provare a somministrarle una disperata e forse tardiva cura. La madre, che era sopravvissuta al virus, sapeva che, con ogni probabilità, per la bambina non ci sarebbe stato nulla da fare e continuava ad accarezzarla e abbracciarla, cercando così di allontanare il più possibile il momento in cui avrebbe dovuto lasciarla nelle mani dei medici e probabilmente separarsi da lei per sempre.<br />
&#8221;Uno dei problemi più complessi che abbiamo dovuto affrontare è stato quello della separazione e dell&#8217;allontanamento. Dal momento che ebola è una malattia altamente infettiva e il contatto con i fluidi biologici di una persona infetta, e soprattutto con i corpi dei defunti, provoca la trasmissione del virus, alla popolazione è stato impedito di avere contatti con i parenti infetti e di poter vestire, lavare e accarezzare i corpi dei morti durante la cerimonia funebre. E&#8217; stato un provvedimento estremamente traumatico per la popolazione perchè questa si è vista privata anche dell&#8217;estremo atto di cordoglio&#8221;. In questi termini Jeanpaul Kapitula, capo della protezione civile di Beni, spiegava nei giorni della diffusione della malattia, come <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak/ebola-the-outbreak-beni-ebola-1.html">il distanziamento imposto per evitare la diffusione dei contagi avesse provocato dei traumi a livello sociale</a>. Per offrire quindi la possibilità ai parenti di poter vedere i propri cari mentre questi erano ricoverati, erano state allestite all&#8217;interno del centro di trattamento dell&#8217;ebola delle stanze trasparenti chiamate cubi e poi era stata avviata una procedura straordinaria per permettere lo svolgimento delle sepolture in una maniera tale per cui ai parenti era data la possibilità di poter dare almeno un estremo saluto, in sicurezza, al proprio caro.</p>
<p>Una piccola bara era all&#8217;interno del cortile dell&#8217;obitorio e distanza di due metri decine di persone salutavano per l&#8217;ultima volta la piccola Lily di soli tre anni. La madre guardava la foto della bambina e la baciava e la bagnava con le lacrime continuamente. Gli operatori predisposti alla cerimonia funebre dopo pochi minuti allontanavano i presenti, sterilizzavano il feretro che poi veniva portato al cimitero cittadino. E&#8217; qui che il padre e la madre si lasciavano travolgere dalla disperazione più assoluta e sii avvicinavano alla tomba dove era stata deposta la piccola bara per gettarsi all&#8217;interno e abbracciare ancora per una volta la loro bambina. Il padre e la madre venivano fermati dai presenti e restavano sul bordo di quella fossa, costretti ad accettare la separazione che è un abisso d&#8217;ombra in cui scontare la propria condanna di sopravvissuti.</p>
<p>Diverse epidemie, diverse reazioni ma forse una conclusione sola: che la presenza dei genitori dei figli, dei fratelli e dei nipoti è quanto di più prezioso abbiamo. Occorre responsabilità da parte di tutti, certo, occorre attenzione e uno sguardo sempre rivolto all&#8217;altro oltre che a noi stessi, assolutamente, ma non bisogna farsi sopraffare dalla paura di chi abbiamo vicino essendo i nostri affetti il vaccino unico e universale contro lo stillicidio della rassegnazione. Sono i nostri cari , i nostri nipoti, i nostri fratelli, i nostri i genitori i più solidi argini contro la solitudine e sono coloro che con le loro chiamate e con gli incontri a intermittenza, <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/distanza-sociale.html">durante questi 12 mesi</a>, ci hanno permesso di assaporare il gusto perduto del domani e hanno fatto si, con la loro vicinanza, che le nostre case, i luoghi del nostro privato, siano stati sicuri rifugi e non fredde prigioni in cui isolarsi e coltivare il terribile germe dell&#8217;indifferenza e della separazione.</p>
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		<title>In Congo ritorna l&#8217;ebola: l&#8217;Africa è sempre più travolta dalle epidemie</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-congo-ritorna-lebola-lafrica-e-sempre-piu-travolta-dalle-epidemie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 07:47:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Ebola-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>La situazione relativa al Covid nel continente africano rimane molto ondivaga: pochi dati, difficoltà ad avere una comprensione tangibile dello stato delle cose e governi che negano l&#8217;esistenza del virus come l&#8217;esecutivo tanzaniano. Negli ultimi giorni infatti ha fatto parlare molto quanto esternato dal presidente John Magufuli che ha dichiarato il Paese africano è covid-free &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/in-congo-ritorna-lebola-lafrica-e-sempre-piu-travolta-dalle-epidemie.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Ebola-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>La situazione relativa al Covid nel continente africano rimane molto ondivaga: pochi dati, difficoltà ad avere una comprensione tangibile dello stato delle cose e governi che negano l&#8217;esistenza del virus come l&#8217;esecutivo tanzaniano. Negli ultimi giorni infatti ha fatto parlare molto quanto esternato dal presidente <a href="https://www.fanpage.it/esteri/tanzania-il-governo-negazionista-che-cura-il-covid-con-lo-zenzero-al-posto-dei-vaccini/">John Magufuli che ha dichiarato il Paese africano è covid-free</a> sostenendo che non c&#8217;è presenza del virus, e revocando qualsiasi obbligo di indossare le mascherine e adottare misure precauzionali. Il leader della Tanzania ha dichiarato inoltre: “Se l’uomo bianco fosse stato in grado di inventare i vaccini, avrebbe dovuto averne già trovati per l’Aids, il cancro e la tubercolosi&#8221;. Parole che ovviamente hanno fatto il giro del mondo ma in Africa, in queste ore, oltre ai problemi legati alla mancanza di una conoscenza concreta in merito all&#8217;epidemia coronavirus è riaffiorata un&#8217; altra drammatica questione di tipo medico sanitario: <a href="https://www.rfi.fr/en/dr-congo-announces-resurgence-of-ebola-1">il ritorno dell&#8217;ebol</a>a.</p>
<p>Nella Repubblica Democratica del Congo, Paese della regione dei Grandi Laghi confinante proprio con la Tanzania, si è registrato a inizio settimana un decesso per il virus ebola. Una donna di Butembo, città del Nord Kivu, moglie tra l&#8217;altro di un uomo sopravvissuto al virus durante l&#8217;ultima epidemia conclusasi a giugno 2020, è morta presentando sintomi compatibili con quelli provocati dal morbo più letale al mondo. Dopo il decesso, l&#8217;Istituto nazionale di ricerca biomedica ha effettuato test e prelievi ed è stata confermata la presenza del virus nei campioni prelevati alla donna.<br />
Sebbene<a href="https://www.bbc.com/afrique/region-55980559"> l&#8217; Organizzazione Mondiale della Sanità</a> abbia dichiarato che &#8221;non è insolito che si registrino casi sporadici e isolati in seguito a un&#8217;epidemia molto grave&#8221;, quanto accaduto però ha creato enorme preoccupazione e generato allarme nell&#8217;RDC.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html">L&#8217;ultima epidemia di ebola</a> verificatasi nell&#8217;ex colonia belga è durata quasi due anni, è stata la seconda epidemia più grande della storia, la prima in un contesto di guerra e la più feroce per numero di bambini colpiti. Il bilancio finale è stato di 3481 casi e 2299 decessi, <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak/ebola-3-funerali.html">il 30% dei quali minori di 14 anni</a>. Durante il diffondersi dell&#8217;infezione in Nord Kivu, la regione che insieme all&#8217;Ituri è stata maggiormente colpita e travolta dall&#8217;epidemia, si sono registrati attacchi di contro gli operatori sanitari, distruzione dei centri di cura e linciaggi nei confronti dei sopravvissuti accusati in molti casi di essere untori al soldo di poteri occulti e potenze straniere. Lo stato di psicosi e isteria collettiva non ha fatto altro che incrementare i contagi che nella maggior parte dei casi si sono verificati all&#8217;interno degli ospedali pubblici dove la promiscuità tra i pazienti dovuta alla mancanza di strutture idonee e l&#8217;incapacità di riconoscere immediatamente l&#8217;ebola ha fatto dei presidi medici locali i principali luoghi di diffusione e contagio.</p>
<p>Oggi il timore principale, essendosi la donna recata proprio in una clinica locale, è che le persone entrate in contatto con lei possano essersi infettate. Le autorità sanitarie, in collaborazione con il personale dell&#8217;OMS dispiegato in Congo, stanno cercando di rintracciare tutte i contatti avuti dalla donna e ad oggi questi sono oltre 70 e gli scienziati stanno procedendo anche con il sequenziamento del genoma per capire il ceppo d&#8217;origine di questo caso di ebola e comprendere così se è legato all&#8217;ultima epidemia o se invece si tratta di un nuovo tipo di infezione. “L’esperienza e la capacità delle squadre sanitarie locali è stata fondamentale per rilevare questo nuovo caso di ebola e aprire la strada a una risposta tempestiva”, ha spiegato<a href="https://www.africanews.com/2021/02/08/resurgence-of-ebola-in-north-kivu-in-the-democratic-republic-of-the-congo/"> Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Oms Africa</a>. Ma nonostante le parole rassicuranti la preoccupazione rimane comunque altissima. Il Congo oggi infatti sta affrontando anche una crisi politica iniziata a dicembre con l&#8217;estromissione dal governo del partito dell&#8217;ex presidente Kabila e inoltre, dal momento che la diffusione del covid è poco monitorata, quelle che potrebbero essere le eventuali conseguenze di una nuova epidemia di ebola qualora questa dovesse svilupparsi nel contesto della pandemia globale di coronavirus terrorizzano esperti e scienziati. Infine il Congo continua ad essere travolto dalle violenze comunitarie e quindi l&#8217;attenzione verso ciò che sta accadendo nel Paese africano è quanto mai alta. Ciò che potrebbe scaturire da una nuova ondata di ebola ora potrebbe essere di una drammaticità tale per cui è impossibile anche solo immaginarlo.</p>
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		<title>Cosa ci ha nascosto il Covid-19</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosa-ci-ha-nascosto-il-covid-19.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa succede quando finisce una pandemia? Secondo molti si torna con più forza alla vita. È successo così dopo la peste del 1348 &#8211; quella, per capirci, descritta da Boccaccio &#8211; e poi dopo l&#8217;influenza Spagnola, con i &#8220;ruggenti anni Venti&#8221;. Secondo altri, invece, la ripresa della vita normale può essere più lenta. Potrebbe essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-ci-ha-nascosto-il-covid-19.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/LP_11311444-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/societa/quando-finira-davvero-il-covid-che-cosa-ci-insegna-la-storia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa succede quando finisce una pandemia</a>? Secondo molti si torna con più forza alla vita. È successo così dopo la peste del 1348 &#8211; quella, per capirci, descritta da Boccaccio &#8211; e poi dopo l&#8217;influenza Spagnola, con i &#8220;ruggenti anni Venti&#8221;. Secondo altri, invece, la ripresa della vita normale può essere più lenta. Potrebbe essere questo il caso del post <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Covid-19</strong></a>, complice anche un&#8217;informazione non sempre all&#8217;altezza del momento storico che stiamo vivendo. Sia come sia, per comprendere ciò che potrebbe accadere domani dobbiamo ripercorrere quelli che sono gli eventi più importanti dell&#8217;anno passato. Storie importanti, che in tempi normali avrebbero occupato le prime pagine per giorni, ma che sono stati fagocitate dal virus. Solo ripercorrendo questo sentiero possiamo intuire ciò che sarà. Perché il mondo non va in lockdown. Continua a macinare la sua storia. Che per noi è iniziata con un omicidio mirato: quello del generale iraniano<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-e-successo-nella-notte-dell-uccisione-del-generale-soleimani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Qassem Soleimani</strong></a>.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Cosa NON vi hanno raccontato i giornali nel 2020?" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Kc2CYIqoNpI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>La notte del 3 gennaio, infatti, tutti gli occhi del mondo sono puntati sulla strada che porta verso l&#8217;aeroporto di Baghdad. Non che ci sia molto. Solo una vettura accartocciata e dei brandelli di carne. Un anello al dito, una delle poche cose ormai identificabili di quello che era stato il corpo del generale iraniano, conferma l&#8217;identità del morto. Chi è stato? C&#8217;è chi punta il dito contro Israele, che qualche decennio prima aveva ucciso in modo simile Sayyed Abbas al Musawi, all&#8217;epoca a guida di <strong>Hezbollah</strong>. Ma, poco dopo, sono gli Stati Uniti a rivendicare l&#8217;azione, compiuta per eliminare, questa la versione Usa, chi aveva sulla coscienza il sangue di tanti soldati americani. L&#8217;Iran promette una reazione. E così sarà. Pochi giorni dopo, alcuni missili cadranno su alcune basi a stelle e strisce, provocando diversi danni. Questo fatto, che ha aperto l&#8217;anno, non si è esaurito in pochi giorni. Basti pensare alle strane esplosioni che questa estate hanno colpito l&#8217;Iran e a quanto accaduto lo scorso novembre, con l&#8217;uccisione del fisico iraniano <a href="https://it.insideover.com/politica/ucciso-mohsen-fakhrizadeh-direttore-programma-nucleare-iraniano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi</strong></a>, il direttore del programma nucleare iraniano e membro delle Guardie della rivoluzione islamica, i Pasdaran. Questa volta a colpire è stato Israele.</p>
<p><div id="gallery_302514" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_302514 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132044005_3575075942599934_337280740264005406_o.png","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132044005_3575075942599934_337280740264005406_o-150x150.png","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Il generale iraniano Qassem Soleimani viene ucciso da un attacco USA. Questo scatener\u00e0 la rappresaglia iraniana sulle basi statunitensi in Iraq<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/131683172_3577639012343627_4253715193826784481_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/131683172_3577639012343627_4253715193826784481_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Trump viene assolto dall'accusa di impeachment e gli Stati Uniti raggiungono una storica tregua con le truppe afghane e i Talebani<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132264364_3580320988742096_2163987505116600815_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132264364_3580320988742096_2163987505116600815_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Le elezioni in Israele portano a un governo congiunto Gantz-Netanyahu ed esplode la guerra del petrolio tra Russia e Arabia Saudita<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132364579_3582738591833669_8774683015362818017_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132364579_3582738591833669_8774683015362818017_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Enormi sciami di locuste devastano i raccolti dell'Africa e di alcune parti dell'Asia e per un mese si perdono le tracce di Kim Yong Un<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133129947_3585269894913872_5359370215080751629_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133129947_3585269894913872_5359370215080751629_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>L'Iran manda un forte segnale agli USA inviando le proprie petroliere in Venezuela e in Kenya si registra un'importante vittoria contro la malaria<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132725554_3587560844684777_5207432654374518712_o.png","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/132725554_3587560844684777_5207432654374518712_o-150x150.png","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>La Cina approva la National Security Law, facendo esplodere le proteste a Hong Kong<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133771114_3594439830663545_5524212496950865878_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133771114_3594439830663545_5524212496950865878_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Si registrano strane esplosioni in Iran<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/065dd6a9-01a9-4e80-907f-a874f6c5b9e3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/065dd6a9-01a9-4e80-907f-a874f6c5b9e3-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>La Bielorussia scende in piazza contro il governo in quella che \u00e8 stata chiamata 'la rivolta delle ciabatte'<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133630512_3597194713721390_2998261133628082032_n.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/133630512_3597194713721390_2998261133628082032_n-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>L'avversario di Putin, Navalny, viene avvelenato e ha inizio la lunga prigionia dei pescatori italiani sequestrati in Libia<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134271515_3599339270173601_6583501264049171915_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134271515_3599339270173601_6583501264049171915_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Mentre peggiora il conflitto in Nagorno Karabakh, si cominciano a vedere gli effetti degli accordi di Abramo in Medio Oriente<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134035089_3601852193255642_2023476519200953041_o.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134035089_3601852193255642_2023476519200953041_o-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Viene ucciso il fisico nucleare iraniano Mohsen Mahabadi, il Congo riesce a sconfiggere l'Ebola e la Cina sigla uno dei pi\u00f9 grandi accordi commerciali della storia con 14 Paesi asiatici<\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134483496_3603835649723963_5363036901480210263_n.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/134483496_3603835649723963_5363036901480210263_n-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Joe Biden viene eletto presidente degli Stati Uniti d'America, ponendo fine alla parabola di Donald Trump<\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Le motivazioni dietro questi attacchi non si sono esaurite e non si esauriranno nel breve periodo. Sono infatti profonde e riguardano il ruolo dell&#8217;Iran nel mondo e, soprattutto, l&#8217;accordo sul nucleare stracciato da <strong>Donald Trump</strong>. È questa una delle sfide più importanti che il suo successore, <strong>Joe Biden</strong>, dovrà affrontare. Riuscirà a trovare un accordo? Riuscirà a riprendere il filo del dialogo con gli ayatollah? E, soprattutto, quale sarà la nuova postura dell&#8217;America in Medio Oriente? E ancora: il prossimo marzo ci saranno le ennesime elezioni in Israele. Il vincitore si troverà a gestire anche questo dossier, uno dei più importanti a Tel Aviv. Il modo in cui lo farà determinerà non solo il futuro di questa parte di emisfero, ma di tutto il mondo.</p>
<p>Un mondo che in un anno è profondamente mutato. Non solo a causa di una pandemia che ha cambiato il nostro modo di vivere e, forse, anche di pensare. Sono cambiati i protagonisti negli Stati Uniti e, forse, anche in Israele. La <strong>Brexit</strong>, dopo gli accordi siglati in questo mese, è diventata realtà e, a breve, il Regno Unito lascerà l&#8217;Unione europea. Cambierà molto? Forse no, dato che Londra ha rappresentato un <i>unicum</i> all&#8217;interno della Ue. Potrà però avere un ruolo nuovo &#8211; o, meglio, recuperare quello antico &#8211; di ponte tra il Vecchio e il nuovo Continente.</p>
<p>Quello che stiamo lasciando alle spalle è certamente un anno nefasto. Per chi ha perso i propri cari, per chi non ha più un lavoro e non sa come campare. È dunque con piacere che lo archiviamo. Ma è con più piacere che nutriamo la speranza. Che non è solo una parola, ma una virtù. Per questo vogliamo ricordare che, in piena pandemia, ci sono state (tra le mille altre) due notizie che fanno ben sperare: la scoperta di un team di ricercatori inglesi e kenyoti che, di fatto, rappresenta il colpo di grazia alla malaria e la fine dell&#8217;epidemia di ebola in Congo, che proprio su <em>InsideOver</em> vi abbiamo raccontato con un reportage. Segno che anche i peggiori morbi si possono sconfiggere. E che un altro mondo è possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosa-ci-ha-nascosto-il-covid-19.html">Cosa ci ha nascosto il Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uccisione del fisico iraniano, l&#8217;accordo commerciale della Cina e la fine dell&#8217;Ebola in Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/luccisione-del-fisico-iraniano-laccordo-commerciale-della-cina-e-la-fine-dellebola-in-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 10:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Ebola-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>A novembre l&#8217;Italia si trova è alle prese con il &#8220;lockdown soft&#8221; imposto dal governo giallorosso. L&#8217;obiettivo: frenare i contagi e far crollare la curva epidemiologica, tornata a livelli preoccupanti. Mentre il Paese si interroga sul futuro del Covid, tra la speranza rappresentata dall&#8217;arrivo del vaccini, l&#8217;ombra della crisi economica e la paura di una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/luccisione-del-fisico-iraniano-laccordo-commerciale-della-cina-e-la-fine-dellebola-in-congo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Ebola-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>A novembre l&#8217;Italia si trova è alle prese con il &#8220;<strong>lockdown soft</strong>&#8221; imposto dal governo giallorosso. L&#8217;obiettivo: frenare i contagi e far crollare la curva epidemiologica, tornata a livelli preoccupanti. Mentre il Paese si interroga sul futuro del Covid, tra la speranza rappresentata dall&#8217;arrivo del vaccini, l&#8217;ombra della crisi economica e la paura di una possibile terza ondata, nel mondo accadono almeno tre eventi importantissimi.</p>
<p>Primo: in <strong>Iran</strong> viene ucciso Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi, direttore del programma nucleare iraniano e membro delle Guardie della rivoluzione islamica. Secondo: la Cina firma il <strong>Partenariato regionale economico comprensivo (Rcep)</strong>, un mega accordo commerciale che coinvolge 15 Paesi asiatici e del Pacifico. Terzo: il Congo è finalmente libero dall&#8217;epidemia di <strong>Ebola</strong> che, per anni, aveva devastato i suoi territori.</p>
<h2>L&#8217;uccisione di Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/ucciso-mohsen-fakhrizadeh-direttore-programma-nucleare-iraniano.html">Il 27 novembre</a>, durante uno scontro a fuoco, <strong><span style="color: #212529;"><span style="font-family: Merriweather, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi</b></span></span></span></strong><span style="color: #212529;"><span style="font-family: Merriweather, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> viene ucciso nella provincia di Damavand, nei pressi di Teheran. In un primo momento i media iraniani parlano di una sparatoria, con assalitori ignoti, e ricovero d&#8217;urgenza dello scienziato in ospedale. In un secondo momento il </span></span></span>comandante in capo dei pasdaran, <strong>Hossein Salami</strong>, comunica la morte di Fakhrizadeh.</p>
<p>Salami sottolinea che l&#8217;uccisione dello scienziato nucleare è avvenuta &#8220;per impedire all’<span class="hilg1">Iran</span> di ottenere accesso alla scienza moderna&#8221;. Il Ministero della Difesa iraniana parla di &#8220;terroristi&#8221; che hanno attaccato il veicolo su cui viaggiava il fisico con la scorta. Ma chi era Mahabadi? In poche parole, era considerato il grande architetto dietro il <strong>programma nucleare iraniano</strong>. Ricordiamo che la morte di Fakhrizadeh può essere inclusa in una lunga lista di morti sospette che hanno a che fare con il programma nucleare dell&#8217;Iran.</p>
<h2>L&#8217;accordo della Cina</h2>
<p>Dall&#8217;altra parte del mondo, in Cina, viene firmato un accordo commerciale che vale il <strong>30% del pil mondiale</strong>. Il Rcep comprende i dieci membri dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, l&#8217;Australia e la Nuova Zelanda,. Si tratta <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mega-accordo-commerciale-che-lancia-la-cina-alla-conquista-del-mondo.html">del più grande accordo di libero scambio al mondo</a>. La fumatabianca porterà dazi più bassi negli scambi commerciali tra i firmatari.</p>
<p>&#8220;Dopo otto anni di negoziati lacrime e sangue, siamo finalmente arrivati al momento di chiudere l’accordo. I nostri Paesi hanno scelto di aprire i rispettivi mercati invece di ristabilire misure protezioniste in questi tempi difficili&#8221;, si legge in un comunicato firmato dal ministro del Commercio della Malesia, Mohamed Azmin Ali. L&#8217;accordo è particolarmente importante per la <strong>Cina</strong>, visto che gli Stati Uniti sono stati tagliati fuori da un&#8217;intesa che riguarda l’Asia, ovvero la regione che può cantare la crescita più grande del mondo. Detto altrimenti, senza gli americani tra i piedi, Pechino avrà carta bianca per rafforzare la propria posizione nel continente asiatico.</p>
<h2>La fine dell&#8217;Ebola in Congo</h2>
<p>In Africa è importante, infine, registrare la vittoria della <strong>Repubblica democratica del Congo</strong> sull&#8217;<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ebola</a>. Il 18 novembre il Paese africano ha festeggiato 40 giorni dall&#8217;ultimo contagio avvenuto. Kinshasa ha quindi annunciato la vittoria sul virus. &#8220;Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno instancabilmente rintracciato casi, fornito cure e vaccinato persone in comunità spesso remote e nascoste in fitte foreste pluviali&#8221;, ha scritto su Twitter la direttrice regionale per l&#8217;Africa dell&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, Matshidiso Moeti.</p>
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<p>&#8220;La giornata di oggi segna la fine dell&#8217;11esima epidemia di Ebola nella Rdc &#8211; ha aggiunto Moeti &#8211; Marthe Apuwa Mbila è l&#8217;ultima paziente ad essere dimessa. La madre di due figli ora aiuta i bambini presso il Centro per il trattamento dell&#8217;Ebola, dove riceve anche supporto psicosociale&#8221;. L&#8217;<strong>Oms</strong> si è congratulata con tutte le forze in campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/luccisione-del-fisico-iraniano-laccordo-commerciale-della-cina-e-la-fine-dellebola-in-congo.html">L&#8217;uccisione del fisico iraniano, l&#8217;accordo commerciale della Cina e la fine dell&#8217;Ebola in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le malattie degli altri</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/le-malattie-degli-altri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 05:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ebola, malaria, colera, Hiv. Nomi lontani nel tempo e nello spazio. Nomi che appaiono qualche volta nei notiziari tv o nei trafiletti sui giornali. Malaria e Tbc: malattie che non ci riguardano, che appartengono a Paesi lontani, poveri, corrotti, con pochi ospedali e poco interesse per la vita umana. Malattie che colpiscono Africa e Asia. Ma non noi. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/le-malattie-degli-altri.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-2-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        Società
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                        09.06.2020
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                <h1 class="article__title">
                    Le malattie degli altri
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                        Ebola, malaria, colera, Hiv. Nomi lontani nel tempo e nello spazio. Nomi che appaiono qualche volta nei notiziari tv o nei trafiletti sui giornali. Malaria e Tbc: malattie che non ci riguardano, che appartengono a Paesi lontani, poveri, corrotti, con&#8230;
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                Ivo Saglietti
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        <p>Ebola, malaria, colera, Hiv. Nomi lontani nel tempo e nello spazio. Nomi che appaiono qualche volta nei notiziari tv o nei trafiletti sui giornali. Malaria e Tbc: <span class="il">malattie</span> che non ci riguardano, che appartengono a Paesi lontani, poveri, corrotti, con pochi ospedali e poco interesse per la vita umana. <span class="il">Malattie</span> che colpiscono Africa e Asia. Ma non noi. Noi siamo il primo mondo dove tutto funziona. Siamo ricchi, felici e, soprattutto, indifferenti. Abbiamo troppe vacanze da fare e troppe cose, spesso inutili, da comprare.</p><figure id="attachment_277936" aria-describedby="caption-attachment-277936" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.04.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-277936 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.04.jpg" alt="" width="650" height="1000" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.04.jpg 650w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.04-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></a><figcaption id="caption-attachment-277936" class="wp-caption-text">Uganda, 2002. Malata terminale di Hiv</figcaption></figure>
    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Poi, all&#8217;improvviso, la natura, o forse un oscuro senso della giustizia, ci rende uguali agli altri, quelli lontani. Quelli poveri. È allora che scopriamo che anche da noi gli ospedali mancano, che i vaccini non ci sono e che si muore in solitudine, come si è vissuto. Nessuna riflessione. Nessun pensiero sull’idea che ogni uomo è uguale ad un altro uomo.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05.jpg" alt="" class="wp-image-277937" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UgandaHiv.05-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Uganda 2002. Malato terminale di HIV</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p dir="ltr">Nel 2018 si sono contati 228 milioni di malati di malaria nel mondo. I morti? oltre 405 mila, di cui il 67% bambini sotto i cinque anni. In pochi lo sanno ma la malaria è la prima causa di morte infantile. Il paludismo è una <span class="il">malattia</span> trasmessa dalle zanzare femmine infette che si devono nutrire di sangue. Colpiscono al tramonto oppure di notte. I sintomi di questa <span class="il">malattia</span> sono febbre, dolori, vomito, convulsioni e coma e il 90% dei casi si registra in Africa. Ci sono voluti più di 30 anni di ricerca per trovare un vaccino, che però non ha grandi risultati. I tentativi di utilizzo di insetticidi per fermare l’avanzata delle zanzare hanno solo sviluppato la resistenza nel parassita. Nel 2019, in Burundi, sono stati riconosciuti quasi 8.500 mila casi su 12 milioni di abitanti.</p>
<figure id="attachment_277939" aria-describedby="caption-attachment-277939" style="width: 616px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.01.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-277939 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.01-616x1024.jpg" alt="" width="616" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.01-616x1024.jpg 616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.01-180x300.jpg 180w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.01.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></a><figcaption id="caption-attachment-277939" class="wp-caption-text">Ghana 2006, Agogo. Cacciatore di zanzare. Le zanzare catturate saranno analizzate per accertare la percentuale di infezione da malaria</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>In Italia è stata una <span class="il">malattia</span> endemica in molte regioni fino al 1950, un ricordo del passato, una battaglia durata quasi 50 anni. L’ho documentata in Congo, a Kindu, dove il 12 novembre 1961 un gruppo di italiani di una missione Onu venne trucidato. Un anziano del luogo si ricordava del fatto e mi raccontò che pensavano fossero mercenari di Ciombe. Mi chiese scusa. A Kindu arrivano e partono giganteschi aerei da trasporto russi, i piloti ubriachi sbarcano e caricano grosse casse, per poi perdersi nel cielo.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1250" height="812" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.04.jpg" alt="" class="wp-image-277940" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.04.jpg 1250w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.04-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.04-768x499.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.04-1024x665.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1250px) 100vw, 1250px" /><figcaption>Repubblica Democratica del Congo, Kindu, febbraio 2008. Ospedale cittadino, reparto per persone affette da malaria
</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p dir="ltr">Nel 2017 sono stati stimati 10 milioni di casi di Tbc nel mondo e oltre 1.700 mila decessi. Un milione di bambini si è ammalato mentre 230mila sono morti. Ogni ora in Europa viene diagnosticata questa <span class="il">malattia</span> a 30 persone e in Italia i casi sono circa 4mila.</p>
<figure id="attachment_277941" aria-describedby="caption-attachment-277941" style="width: 664px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.04.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-277941 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.04.jpg" alt="" width="664" height="1000" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.04.jpg 664w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.04-199x300.jpg 199w" sizes="auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px" /></a><figcaption id="caption-attachment-277941" class="wp-caption-text">Uzbekistan 2008. Sanatorio: la visita dei medici ad un paziente di TBC</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Nel secolo passato, era considerata un marchio di infamia. In realtà, la Tbc o bacillo di Koch è la <span class="il">malattia</span> della povertà per eccellenza, che insorge là dove ci sono pessime condizioni igieniche, mancanza di cure e di diagnostica. La Tbc rappresenta una delle principali cause di mortalità al mondo e si trasmette per via aerea e/o attraverso la saliva. I malati vivono mesi e mesi di isolamento nei sanatori, come ho documentato in Uzbekistan. Luoghi di noia e solitudine. Di ore che non passano mai e dove il ricordo dei propri cari è appeso solo a una fotografia.</p>
<figure id="attachment_278023" aria-describedby="caption-attachment-278023" style="width: 652px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/aaweb21.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-278023 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/aaweb21.jpg" alt="" width="652" height="1000" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/aaweb21.jpg 652w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/aaweb21-196x300.jpg 196w" sizes="auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px" /></a><figcaption id="caption-attachment-278023" class="wp-caption-text">Uzbekistan, 2008. Giovane ammalata di Tbc racconta della sua famiglia. Si è infettata assistendo la madre</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Chiamato il mal sottile, la malaria è stata raccontata da Verga in una novella rustica, da Tomas Mann ne La Montagna Incantata e glorificata in opere liriche: Manon, La Traviata, La Boheme. Di malaria morì Chopin a soli 39 anni. La <span class="il">malattia</span> resiste da 2500 anni.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1250" height="814" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.09.jpg" alt="" class="wp-image-277945" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.09.jpg 1250w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.09-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.09-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/CongoMalaria.09-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1250px) 100vw, 1250px" /><figcaption>Ghana, Agogo, febbraio 2008. Ospedale del villaggio di Agogo. Patrik, 8 mesi, viene sottoposto ad esami per accertare se è affetto da meningite o da malaria. Risulterà affetto da malaria

</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Si calcola che nel mondo vivano 38 milioni di adulti infettati dal virus dell’Hiv e di questi 1,7 milioni sono bambini. Nel 2018 si sono contate 770 mila vittime. Apparso all’inizio degli anni Ottanta, la <span class="il">malattia</span> esisteva già, ma veniva scambiata con altre sindromi. Il fatto che si manifestasse tra gli omosessuali e tra persone legate al mondo dell’eroina è stato visto come una punizione divina. Alcuni si sono spinti addirittura più in là, pensando che fosse opera di qualche laboratorio segreto poi sfuggita ai controlli. Inizialmente mortale, l’Hiv venne considerata come pandemia anche se si dovette aspettare il 1986 per trovare una combinazione di medicine in grado di bloccare il virus, ma non il contagio.</p>
<figure id="attachment_277946" aria-describedby="caption-attachment-277946" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-277946 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05-670x1024.jpg" alt="" width="670" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05-670x1024.jpg 670w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05-196x300.jpg 196w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05-768x1174.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.05-1675x2560.jpg 1675w" sizes="auto, (max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-277946" class="wp-caption-text">Russia, Ekaterinburg, 2008: Centro &#8220;City without Drug&#8221;</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p dir="ltr">La morte di personaggi famosi, il primo fu Rock Hudson, poi Freddie Mercury e Isaac Asimov e altri riuscì a portare in primo piano la pericolosità del virus e a stimolare la ricerca. Al momento non si hanno vaccini, anche se sarebbero utili. L’idea (errata) che si possa guarire continua a produrre contagi in tutto il mondo. La situazione più drammatica rimane quella dell’Africa. Kenya, Nigeria, Sudafrica, Tanzania sono i paesi più colpiti. Le cause? Diseguaglianze sociali, abbandono, ignoranza e sfruttamento. Penso per esempio alla Nigeria, uno dei primi paesi per ricchezza petrolifera e, allo stesso tempo, tra i primi paesi più poveri del mondo.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="9017" height="5732" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.08.jpg" alt="" class="wp-image-277947" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.08.jpg 9017w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.08-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.08-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.08-1024x651.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 9017px) 100vw, 9017px" /><figcaption>Russia, Kasan, 2008: bambini di genitori affetti da HIV in un orfanotrofio</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>La trasmissione del virus da madre a figlio ha fatto sì che il numero di orfani salisse a 15 milioni: il 90% di tutto il mondo. Dopo la caduta del muro, il virus si è espanso in Russia e nel 2018 gli infetti hanno raggiunto la drammatica cifra di 1,2 milioni di persone, soprattutto tra i giovani.</p>
<figure id="attachment_277948" aria-describedby="caption-attachment-277948" style="width: 655px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-277948 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03-655x1024.jpg" alt="" width="655" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03-655x1024.jpg 655w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03-192x300.jpg 192w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03-768x1201.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/RussiaHiv.03-1638x2560.jpg 1638w" sizes="auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a><figcaption id="caption-attachment-277948" class="wp-caption-text">Russia, Mosca, 2008: A. e A. sono una coppia. Uno di loro ha da poco scoperto di essere affetto da Hiv. Ora anche l&#8217;altro effettua i test</figcaption></figure>
<p>In Europa i contagi continuano a salire di numero: l’idea che si possa guarire, la mancanza di diagnosi veloci e una certa indifferenza dei media e dei governi producono un falso senso di sicurezza che si trasforma in incoscienza. In Uganda ho visto come si muore, come la <span class="il">malattia</span> sia devastante e colpisca con ferocia soprattutto le donne e i bambini. In quell&#8217;occasione, pensai per la prima volta all&#8217;inutilità del mio lavoro a quanto poco servissero le mie fotografie.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1241" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.07.jpg" alt="" class="wp-image-277965" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.07-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.07-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/UzbTBC.07-1024x662.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Uzbekistan, il ricovero di una anziana a cui è stata diagnosticata la Tbc</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p dir="ltr">Comprendo che il viaggio nelle <span class="il">malattie</span> degli altri non finirà mai. L’umanità continua a spingere, come Sisifo, il macigno verso la cima della montagna. Alla fine il macigno ricadrà nuovamente verso il basso. Ho visitato luoghi dove l’aspettativa non sono le vacanze, la spiaggia, l’aperitivo e le cene. Le aspettative sono solidarietà, giustizia e una differente distribuzione delle risorse.</p>

    </div>
</div><div class="bottom-page">
    <div class="bottom-page-content text-center d-flex justify-content-center flex-column">
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                                    Ivo Saglietti
                                </a>
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		<title>Il ritorno di Ebola</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-ritorno-di-ebola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pandemia di coronavirus che ha raggiunto il continente africano ha distolto l&#8217;attenzione internazionale da una serie di seri problemi che l&#8217;Africa deve continuare ad affrontare. Tra questi non figurano soltanto il terrorismo di matrice islamica, l&#8217;alto grado di povertà delle famiglie e la carestia che sta colpendo le regioni orientali: anche lo stesso sistema &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-ritorno-di-ebola.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Ebola-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> che ha raggiunto il continente africano ha distolto l&#8217;attenzione internazionale da una serie di seri problemi che l&#8217;Africa deve continuare ad affrontare. Tra questi non figurano soltanto il <strong>terrorismo</strong> di matrice islamica, l&#8217;alto grado di povertà delle famiglie e la carestia che sta colpendo le regioni orientali: anche lo stesso sistema sanitario africano ha continuato &#8211; e continua &#8211; a combattere contro malattie che colpiscono da anni la popolazione del continente. E tra queste, a preoccupare maggiormente ci sarebbe un nuovo scoppio dell&#8217;epidemia dell&#8217;influenza di <strong>ebola</strong>, avvenuto &#8211; come sottolineato dalla testata <em><a href="https://www.dw.com/en/ebola-congo-declares-new-epidemic/a-53651466">Deutsche Welle</a></em> &#8211; per l&#8217;undicesima volta dal 1976 nella Repubblica democratica del Congo e che ha già evidenziato un alto grado di diffusione nella popolazione.</p>
<h2>I nuovi focolai di ebola</h2>
<p>Alle già conosciute problematiche sociali, politiche ed economiche che la Rdc affronta ormai sin dalla sua indipendenza &#8211; se non addirittura dai tempi dell&#8217;occupazione belga &#8211; in questo 2020 si è aggiunta anche la necessità relativa al contenimento della pandemia mondiale di Covid-19. Le misure messe in campo per arginare il &#8220;virus cinese&#8221; (come definito da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>) hanno però limitato le capacità d&#8217;azione del sistema sanitario locale contro un altro terribile nemico: il virus di Ebola. Senza le necessarie forniture mediche internazionale, il supporto capillare delle Ong internazionali e con l&#8217;attenzione rivolta ad un&#8217;altra malattia, dei nuovi e pericolosi <strong>focolai</strong> sono esplosi in due aree distinte del Paese, evidenziando come ancora una volta l&#8217;epidemia sia sfuggita al controllo delle autorità di Kinshasa.</p>
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<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_DjUqFcizbAQ");</script></p>
<p>Come riportato da <em><a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2020/06/02/news/repubblica_democratica_del_congo_torna_l_ebola_una_quindicene_tra_le_5_vittime_mentre_si_lotta_contro_covid-19_e_morbillo-258252768/">La Repubblica</a></em>, non sarebbe soltanto la regione orientale dove è sito l&#8217;epicentro epidemico ad essere stata colpita, ma anche la città di <strong>Mbandaka</strong>, sul confine occidentale con il Congo-Brazzaville. In questo caso, dove sono stati appena riscontrati <strong>cinque decessi</strong> a seguito del contagio, le autorità di Kinshasa hanno già predisposto l&#8217;invio di vaccini, ma il grado di diffusione sembra aver già raggiunto livelli elevati. E in questo scenario, dunque, di nuovo la paura legata alla malattia africana sembra aver attirato l&#8217;attenzione del sistema sanitario congolese; che adesso teme un nuovo scoppio come quello verificatosi nell&#8217;agosto 2018 nelle provincie nordorientali del Paese.</p>
<h2>A preoccupare non è soltanto Ebola</h2>
<p>Non è soltanto però il nuovo scoppio dell&#8217;epidemia di Ebola a preoccupare il contenente africano: sono molte le malattie infettive che sono ricomparse &#8211; o si sono espanse &#8211; negli ultimi mesi e che soprattutto nelle fasce più debilitate della popolazione rischiano di avere risvolti drammatici. Tra queste, ad esempio, ci sarebbe anche l&#8217;epidemia di <strong>morbillo</strong> che ha preso piede sempre nella Rdc a partire dallo scorso 2018 e che si è già rivelata essere<a href="https://www.africarivista.it/rd-congo-morbillo-epidemia-record/151362/"> la più grave dal 1963</a>, oltre alla già ben più conosciuta malaria.</p>
<p>Le limitazioni dei trasporti internazionali hanno inoltre peggiorato le stesse possibilità di approvvigionamento dei medicinali e l&#8217;accesso ai più basilari dispositivi medici volti a limitare l&#8217;impatto delle piaghe sanitarie africane. Tra questi, non possono comparire i malati di <strong>Aids</strong> che da mesi ormai sono quasi totalmente impossibilitati nell&#8217;accesso alle cure per la malattia autoimmune, che rende tra le altre cose anche maggiore la possibilità di decesso in caso di infezione.</p>
<p>Da questo scenario apocalittico l&#8217;Africa ancora una volta rischia di uscirne distrutta, proprio in un momento in cui gli stessi aiuti internazionali di cui avrebbe bisogno sono difficili da reperire e i medici stranieri sono spesso impossibilitati ad entrare, se non previe lunghissime misure di controllo e di quarantena. E, ancora una volta, la conta dei morti a seguito di patologie infettive del continente potrebbe subire una drastica impennata, a causa degli ormai conosciuti problemi legati a dei troppi <strong>deboli sistemi sanitari</strong> e preventivi.</p>
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		<title>Il pipistrello, il mammifero da cui potrebbe provenire il Covid-19</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-pipistrello-il-mammifero-da-cui-potrebbe-provenire-il-covid-19.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 10:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[pipistrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pipistrello (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-1024x571.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il pipistrello è divenuto ormai un grande protagonista dei nostri tempi. Quando abbiamo intervistato David Quammen, il giornalista scientifico ci ha detto che &#8220;i pipistrelli sono i portatori di un gran numero di pericolosi virus. Noi li chiamiamo “animali ospiti”, vale a dire animali in cui il virus vive per un lungo periodo di tempo, senza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-pipistrello-il-mammifero-da-cui-potrebbe-provenire-il-covid-19.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-pipistrello-il-mammifero-da-cui-potrebbe-provenire-il-covid-19.html">Il pipistrello, il mammifero da cui potrebbe provenire il Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pipistrello (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Pipistrello-La-Presse-e1588675035111-1024x571.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>pipistrello</strong> è divenuto ormai un grande protagonista dei nostri tempi. <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ci-sono-altri-virus-la-fuori.html">Quando abbiamo intervistato David Quammen</a>, il giornalista scientifico ci ha detto che &#8220;i pipistrelli sono i portatori di un gran numero di pericolosi virus. Noi li chiamiamo “animali ospiti”, vale a dire animali in cui il virus vive per un lungo periodo di tempo, senza che però gli animali si ammalino&#8221;. Sulla presenza di un &#8220;virus del pipistrello&#8221; <a href="https://it.insideover.com/societa/le-nuove-ipotesi-sul-coronavirus.html">nella sequenza genomica del Covid-19</a> esistono ormai pochi dubbi. Ma dobbiamo avere paura di questi animali? Per comprendere qualcosa di più, abbiamo intervistato chi ha speso parecchio tempo per tutelare i pipistrelli.<strong> Alessandra Tomassini</strong> è uno dei membri del Gruppo italiano ricerca chirotteri. La ricercatrice in questione, già dottoranda alla Sapienza ed ora insegnante, è anche la fondatrice di Tutela Pipistrelli, un&#8217;associazione specializzata in una serie di azioni anche pratiche.</p>
<p><strong>Lei ha dedicato almeno una parte della sua vita ai pipistrelli. Ci racconti qualcosa della sua attività.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi occupo di pipistrelli da più di vent&#8217;anni. La specializzazione è nata quasi per caso. Quello che avevo sempre desiderato era occuparmi di animali, in specie di mammiferi. Questa determinazione mi ha condotto prima a studiare Scienze naturali, poi a diventare volontaria nel centro recupero animali selvatici della LIPU di Roma. Proprio con questa ultima attività, ho constatato che nessuno sapeva quali procedure seguire con dei cuccioli speciali. Questi mammiferi, quando nascono, sono di piccolissime dimensioni. I neonati delle specie più frequentemente ricoverate in Italia, infatti, sono lunghi circa 1,5 cm e pesano circa 1 grammo. Con il tempo è nata l’esigenza di avere un&#8217;associazione </span><i><span style="font-weight: 400;">ad hoc</span></i><span style="font-weight: 400;"> per i chirotteri. Così, insieme ad alcuni amici con le più disparate competenze, è nata Tutela Pipistrelli, un’associazione non a scopo di lucro, che divulga informazioni sui pipistrelli per far conoscere al pubblico le peculiarità di queste specie così particolari e che supporta i cittadini in caso di curiosità, di ritrovamento di pipistrelli in difficoltà e nel caso di convivenze più o meno felici con i pipistrelli. </span></p>
<p><strong>E cosa fate nello specifico?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Numerosi cittadini ci contattano ogni giorno. Non solo quando sono infastiditi dalla presenza di questi animali (a volte il guano che si accumula può essere un disagio), ma anche quando vogliono facilitare la convivenza. Spesso, infatti, le consulenze sono per coloro che vogliono avere una piccola colonia di pipistrelli nella </span><i><span style="font-weight: 400;">bat box</span></i><span style="font-weight: 400;"> (rifugi costruiti appositamente per i pipistrelli) che hanno appeso al loro muro di casa, e in moltissimi ci chiamano e chiedono aiuto quando ritrovano un pipistrello a terra. Tutela pipistrelli quindi, a seconda della motivazione che ha portato i cittadini a contattarci e, nonostante le molte lacune statali, (ricordo che ogni provincia dovrebbe avere il proprio centro recupero possibilmente adeguatamente formato per le specie che ricovera, mentre invece, ancora oggi, molte province non hanno centri recupero adeguati), a seconda della problematica e del luogo in cui si trovano, offre le indicazioni più opportune per risolvere eventuali problemi e per supportare la cittadinanza.</span></p>
<p><strong>Cosa è cambiato con il Covid-19?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà, per i pipistrelli non è cambiato nulla, mentre per noi è cambiato molto! Oltre alle abitudini di vita che si sono modificate per tutti, noi chirotterologi, oltre al lavoro quotidiano, dobbiamo occuparci di esposti e querele nei confronti di molti articoli giornalistici che, evidentemente, invece di fornire notizie, diffondono <strong>paure infondate</strong> nei confronti dei pipistrelli che troppo spesso vengono visti come la causa di questa pandemia, cosa che invece non è.</span></p>
<p><strong>Che pipistrelli abbiamo in Italia? Sono gli stessi della Cina? Dobbiamo averne paura?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia ci sono diverse specie di pipistrelli (circa 35, dati che sono ancora oggi in aggiornamento, visto che con le analisi genetiche si scoprono ancora nuove specie, anche qui in Italia). Alcune di queste sono le stesse che ci sono in Cina, ma non dobbiamo temere nulla. Anche la convivenza con colonie dietro le grondaie, dentro le cantine o nei sottotetti non sono un rischio sanitario per esseri umani o animali domestici, tanto che anche l’ISPRA (l’Istituto Superiore Per la Ricerca e l’Ambiente) si è espressa per <strong>tranquillizzare la cittadinanza</strong>. Io poi direi che anche il fatto che sia io, che mi trovo quotidianamente a contatto con i pipistrelli, sia i volontari e gli speleologi che conosco siamo vivi e vegeti e senza nessuna conseguenza legata ai pipistrelli, possa tranquillizzare i cittadini. </span></p>
<p><strong>In Cina stanno studiando per comprendere se i pipistrelli nascondano altri coronavirus. Dobbiamo tremare?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tantissime specie animali possono essere ospiti di coronavirus (in tutto il mondo, non solo in Cina), che ricordo essere una tipologia di virus, e ne esistono tantissimi diversi tra loro (anche il nostro banale raffreddore è dovuto ad un coronavirus). Noi non dobbiamo temere nulla dai pipistrelli; io sarei morta già da un bel po’, vista la quantità di animali con cui sono in contatto, occupandomi di recupero e riabilitazione e facendo speleologia e monitoraggio delle specie presenti in grotta. Il problema non sono i coronavirus dei pipistrelli: fino a quando si trovano nel pipistrello per noi non rappresentano dei rischi; non dobbiamo temere nulla, dovremmo, piuttosto, <strong>evitare di avere situazioni a rischio</strong>. Voglio anche ricordare che non è la prima volta che un virus passa da alcuni animali all&#8217;uomo: già in passato è capitato più e più volte, come per il vaiolo, la rosolia, gli orecchioni. Tutti virus di origine bovina che si sono adattati alla nostra specie; questo è avvenuto durante il periodo della domesticazione.</span></p>
<p><strong>Ora però sembra persistere qualche differenza&#8230;</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La differenza tra allora e ora è che le diverse malattie che ho nominato si sono diffuse lentamente, di paese in paese. Ma le morti sono state comunque molte. Ora noi assistiamo allo stesso fenomeno accelerato dalla globalizzazione che ha comportato una <strong>velocizzazione di un processo del tutto naturale</strong> in certe condizioni: lo </span><i><span style="font-weight: 400;">spillover</span></i><span style="font-weight: 400;">. Lo </span><i><span style="font-weight: 400;">spillover</span></i><span style="font-weight: 400;">, cioè il passaggio di un virus da una specie all&#8217;altra, si può evitare solo rispettando maggiormente l’ambiente e non riducendo gli spazi vitali degli animali selvatici. Solo in questo modo i virus continueranno a vivere nelle specie di appartenenza.</span></p>
<p><strong>Sulla base della sua esperienza, come crede che il Covid-19 abbia fatto il noto salto di specie?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Me lo chiedo anche io: sembrerebbe, dagli ultimi studi, che il virus sia passato da una specie di pipistrello del genere rinolofo al pangolino e da quest’ultimo all&#8217;uomo. Ecologicamente parlando, sono specie che hanno abitudini diverse, frequentano luoghi diversi. Quindi non riesco ad immaginare uno scenario &#8216;naturale&#8217; per un passaggio del genere che piuttosto potrebbe (ma è una ipotesi) essere avvenuto in <strong>situazioni forzate</strong>, presumo causate dall’essere umano che ammassa grandi quantità di animali di specie diverse in spazi ristretti e senza rispettare le necessità minime degli spazi vitali dei singoli individui. </span></p>
<p><strong>Perché questa passione per i pipistrelli?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia fortuna è stata che venti anni fa in Italia c’erano veramente poche persone specializzate sui pipistrelli, e questo mi lasciava la possibilità di indagare un campo, senza la pressione della competizione: poteva permettere di scoprire qualcosa di nuovo. Ho scoperto che i pipistrelli sono animali strabilianti. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a venti anni fa sono cambiate molte cose: ora le persone, se dico che mi occupo di pipistrelli, non fanno più letteralmente tre passi indietro per allontanarsi. Ora c’è più curiosità, che è giusta. </span></p>
<p><strong>Sì ma perché proprio i pipistrelli?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I pipistrelli sono animali sbalorditivi. Si pensi alla loro lunga vita: ritengo straordinario che un mammifero così piccolo possa arrivare anche a 40 anni di vita; Poi c’è la loro intensa <strong>socialità</strong>: vivono in gruppi a volte molto numerosi, si riconoscono e probabilmente si organizzano tra loro. E ancora la loro generosità: è proprio in una specie di pipistrello che, per la prima volta, è stata studiata e confermata la capacità di essere altruista da parte di una specie diversa dall’</span><i><span style="font-weight: 400;">Homo sapiens</span></i><span style="font-weight: 400;">. Può essere citata anche la loro <strong>organizzazione</strong>: le mamme solitamente lasciano i piccoli nel rifugio per andare a cacciare, ma non li lasciano da soli, bensì alcune femmine rimangono a fare da balia, e io mi chiedo sempre come facciano a mettersi d’accordo. Infine le loro capacità fisiologiche: sono gli unici mammiferi capaci di volare. Ma non solo: emettono ultrasuoni e possono capire come è fatto il mondo dal loro eco. Tutte queste caratteristiche li rendono animali unici al mondo.. Uno zoologo, un etologo e un evoluzionista non potrebbero desiderare altro che studiare pipistrelli per quante cose ancora possiamo capire e scoprire grazie a loro. </span></p>
<p><strong>Lei è mai andata in cerca di pipistrelli nelle caverne? Ci sono rischi?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono una speleologa e vado in grotta sia per studiare pipistrelli sia per diletto. Non ci sono rischi per gli speleologi, ma per precauzione nei confronti dei pipistrelli l’IUCN (</span><i><span style="font-weight: 400;">International Union for Conservation of Nature</span></i><span style="font-weight: 400;">) consiglia di non fare attività di monitoraggio almeno per quest’anno, e di evitare di andare in grotta. Proprio qualche anno fa, in America le popolazioni di pipistrelli hanno subito un drastico calo dovuto a una malattia la WNS (</span><i><span style="font-weight: 400;">White Nose Syndrome</span></i><span style="font-weight: 400;">): la sindrome del naso bianco. Questo <strong>fungo</strong>, con buone probabilità, è stato veicolato involontariamente dall&#8217;uomo che è entrato in grotta con abiti contaminati. Quelli che hanno rilasciato le spore che poi hanno attaccato i pipistrelli che sono morti a milioni, non tanto per il fungo quanto per il prurito che non permetteva loro di entrare in letargo. Dunque sono morti di fame. Date queste premesse, la IUCN vuole tutelare specie così importanti a livello eco-sistemico come i pipistrelli, che ultimamente hanno anche subito drastici cali nel numero di individui presenti e con estinzioni locali.</span></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html">E dell&#8217;ebola</a> cosa ci dice? Anche in quel caso sembrano giocare un ruolo i pipistrelli&#8230;</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già, poveri pipistrelli, d&#8217;altronde è più facile dare la colpa ad animali che sono sempre stati bistrattati soprattutto perché misteriosi e notturni. Quindi, anche per l’Ebola i pipistrelli sono stati accusati e anche per <strong>l’Ebola</strong>, fino ad ora, non ci sono prove: non è mai stata dimostrata l’origine diretta del passaggio di un virus tra pipistrello e uomo, questo passaggio è solo ipotizzato tanto che nessun virus uguale a quello che si è adattato all&#8217;uomo e che provoca l’ebola è mai stato isolato nei pipistrelli. </span></p>
<p><strong>Infine, c&#8217;è la questione del disboscamento. I pipistrelli che vivono in Amazzonia o nelle foreste asiatiche differiscono da quelli &#8220;cittadini&#8221;? </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il problema non è tanto la differenza tra animali cittadini ed animali che vivono in ambienti meno antropicizzati. Il problema è lo spazio che hanno a disposizione le specie. Ridurre lo spazio significa ammassare più specie in spazi ristretti: quindi ogni animale può entrare in contatto molto più facilmente con un altro, e i virus, il cui scopo è infettare tanti animali, non uccidere, può più facilmente trovare un&#8217;altra specie come ospite. Le leggi che regolano la natura e l’universo non sono semplici. O meglio: rispettarle sarebbe naturale. Noi però, per le nostre necessità e grazie alle nostre capacità, abbiamo iniziato a <strong>iper-sfruttare l’ambiente</strong> intorno a noi. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-pipistrello-il-mammifero-da-cui-potrebbe-provenire-il-covid-19.html">Il pipistrello, il mammifero da cui potrebbe provenire il Covid-19</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuovi casi di Ebola e ora si teme l&#8217;esplosione di due epidemie in Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nuovi-casi-di-ebola-e-ora-si-teme-lesplosione-di-due-epidemie-in-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 08:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="738" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo repubblica coronavirus La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>A inizio marzo, mentre in Italia esplodeva l&#8217;emergenza Coronavirus e la paura e gli interrogativi per il nostro futuro prossimo ci assalivano, intanto dall&#8217;Africa equatoriale, sempre in tema di epidemie, arrivava una notizia straordinaria: dopo 19 mesi, era cessata, in Repubblica Democratica del Congo, la seconda peggior epidemia di Ebola della storia e la prima &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/nuovi-casi-di-ebola-e-ora-si-teme-lesplosione-di-due-epidemie-in-congo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="738" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Congo repubblica coronavirus La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Congo-virus-La-Presse-e1587372887768-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>A inizio marzo, mentre in Italia esplodeva l&#8217;emergenza Coronavirus e la paura e gli interrogativi per il nostro futuro prossimo ci assalivano, intanto dall&#8217;Africa equatoriale, sempre in tema di epidemie, arrivava una notizia straordinaria: dopo 19 mesi, era cessata, in Repubblica Democratica del Congo, <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/ebola-the-outbreak.html">la seconda peggior epidemia di Ebola della storia e la prima in un contesto di guerra</a>.</p>
<p>Dopo un anno e mezzo, le regioni orientali del Paese dei Grandi Laghi uscivano da un incubo, quello del virus più letale al mondo che aveva causato la morte di 2264 persone e il contagio di altre 3400. Si era trattato dell&#8217; epidemia di Ebola più feroce per numero di bambini colpiti, il 30% delle vittime infatti erano state minori di 14 anni e durante i 570 giorni di diffusione del morbo, nella città di Beni, epicentro dell&#8217;infezione e assediata tra l&#8217;altro da diverse formazioni ribelli, la popolazione aveva convissuto con la morte che prepotentemente si era fatta largo nel quotidiano. Le cerimonie funebri si svolgevano senza tregua, carri funebri e ambulanze non cessavano di attraversare le vie cittadine, i pianti e le urla di disperazione delle madri abbattevano la muraglia impenetrabile della foresta congolese e la vita scorreva in margine alla morte: giorno dopo giorno, ora dopo ora, secondo dopo secondo.</p>
<p>Un mese fa l&#8217;orrore dell&#8217;epidemia di Ebola sembrava essere finito e a dichiararlo era stato anche il direttore generale dell&#8217;<a href="https://www.who.int/">Organizzazione Mondiale della Sanità</a> <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong> che aveva così commentato la notizia della guarigione dell&#8217;ultimo paziente risultato positivo al virus: &#8221;Questa è una notizia bellissima per tutto il mondo&#8221;. Una storia, quella della fine del contagio in Congo, che in un momento delicato e drammatico come quello della pandemia del Coronavirus aveva dato fiducia e speranza a tutto il pianeta. In quei frangenti di gioia e giubilo collettivo c&#8217;è stato però anche chi ha avuto la lucidità e la preveggenza di non abbassare la guardia e ha invitato alla calma: Tarik Jasarevic , portavoce dell&#8217;Oms, in quelle ore di entusiasmo si espresse così: &#8221;Data la complessità della situazione, bisogna essere prudenti con le valutazioni perché un solo caso potrebbe far riesplodere l&#8217;epidemia&#8221;.</p>
<p>Parole, quelle del portavoce dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che in queste ore echeggiano come un vaticinio, infatti in Congo l&#8217;Ebola è ritornata. Venerdì, il giorno in cui le autorità avrebbero dovuto dichiarare la fine del contagio, a Beni un uomo di 26 anni ha mostrato i sintomi della febbre emorragica ed è risultato positivo. &#8220;La scoperta di un nuovo caso di Ebola nel Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo è una pessima notizia &#8211; <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2020/04/14/news/congo-253995696/">ha riferito all&#8217;<em>Agenzia Dire</em> e al quotidiano <em>Repubblica</em></a>&#8211; Robert Ghosn, responsabile delle Operazioni Ebola per la Federazione internazionale della Croce Rossa (Ifrc)- Che ha poi proseguito dicendo- &#8221;Dopo mesi di duro lavoro, non solo l&#8217;Ebola non è stata sconfitta, ma dobbiamo prepararci anche all&#8217;epidemia di Covid-19&#8221;. Immediata è arrivata anche la dichiarazione del Presidente dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus attraverso un <a href="https://twitter.com/DrTedros/status/1248632477998071808">post su Twitter </a>pubblicato a poche ore dalla diffusione della notizia del nuovo caso di Ebola:&#8221; Dopo 52 giorni senza alcun caso, le squadre di sorveglianza e di risposta sul campo hanno confermato un nuovo contagio. Sfortunatamente questo significa che il governo della RDC non sarà in grado di dichiarare la fine dell&#8217;epidemia di Ebola come avevamo sperato. I nostri team sono già sul campo per approfondire le indagini e attuare azioni di sanità pubblica&#8221;.</p>
<p>Il giovane uomo di 26 anni è deceduto a causa del virus e adesso nel Paese africano si registra un secondo decesso sempre imputabile a Ebola e una terza persona versa in condizioni estremamente gravi. Intanto, in Congo, si registrano anche 250 casi di covid19 e 20 decessi legati al virus Sars-cov2, inoltre non bisogna dimenticare anche l&#8217;epidemia di morbillo che ha già provocato la morte di 6mila persone, per lo più bambini. Ora come non mai occorre quindi ascoltare le parole di Robert Goshon della Croce Rossa Internazionale che ha così risposto in merito a una domanda su un eventuale sviluppo dei focolai di Ebola e Coronavirus in Congo: &#8221;Una doppia epidemia sarebbe una catastrofe che né il Congo né il resto del mondo possono permettersi&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nuovi-casi-di-ebola-e-ora-si-teme-lesplosione-di-due-epidemie-in-congo.html">Nuovi casi di Ebola e ora si teme l&#8217;esplosione di due epidemie in Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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