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	<title>Diga Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 11 Sep 2025 14:11:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Diga Archives - InsideOver</title>
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		<title>Così la diga della Rinascita cambia gli equilibri del Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-diga-della-rinascita-cambia-gli-equilibri-del-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La più grande diga africana, costruita in Etiopia dopo 14 anni di lavori, è destinata a incidere anche a livello politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-diga-della-rinascita-cambia-gli-equilibri-del-corno-dafrica.html">Così la diga della Rinascita cambia gli equilibri del Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/GUM_20230515_sud_sudan_030-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Panta Rei</em>, tutto scorre. È uno degli aforismi più noti ereditati dalla storia greca e che oggi, probabilmente, può meglio descrivere<strong> il nuovo assetto politico del Corno d&#8217;Africa</strong>. Tutto scorre, per l&#8217;appunto, proprio come l&#8217;acqua del Fiume Azzurro che dal 9 settembre ha iniziato a solcare le nuove gole della <strong>Gerd</strong>. Un acronimo quest&#8217;ultimo che indica la &#8220;<strong>Grande Diga della Rinascita Etiope</strong>&#8220;. Per Addis Abeba, così come per molti Paesi vicini, si tratta della più grande occasione di riscatto e rinascita. Per l&#8217;Egitto e il Sudan, al contrario, è l&#8217;anticamera di un <strong>disastro idrico ed economico</strong>. Due posizioni agli antipodi che, nel bel mezzo dello scorrere della storia, stanno già dando vita a un serrato confronto potenzialmente in grado di ridisegnare questo angolo di Africa. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ethiopia’s Prime Minister, Abiy Ahmed (Ph.D), has officially inaugurated the Grand Ethiopian Renaissance Dam (<a href="https://twitter.com/hashtag/GERD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#GERD</a>), which stands as Africa’s largest hydroelectric project. <br><br>This significant event was attended by various African leaders, symbolizing regional cooperation and… <a href="https://t.co/72rhSdDEXl">pic.twitter.com/72rhSdDEXl</a></p>&mdash; Institute of Foreign Affairs &#8211; IFA (@ifa_ethiopia) <a href="https://twitter.com/ifa_ethiopia/status/1965322929358458964?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Etiopia come nuovo riferimento del Corno d&#8217;Africa </h2>



<p>I numeri della nuova opera danno subito idea di cosa voglia dire la Gerd per Addis Abeba. Dalle turbine aperte nei giorni scorsi, usciranno ogni anno qualcosa come <strong>5.150 megawatt di energia elettrica</strong>. Ossia, più del doppio dell&#8217;attuale capacità complessiva dell&#8217;Etiopia. Inoltre, la diga ha una capienza di <strong>74 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua</strong>. In un solo colpo, il più grande Paese del Corno d&#8217;Africa (e secondo più abitato in assoluto a livello continentale), ha risolto o almeno ridimensionato due atavici problemi: quello legato alla fornitura di energia elettrica, fino a oggi erogata solo a una parte della popolazione, e quello legato alle mai bastevoli riserve idriche.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/AfricaFirsts/status/1965339030260002970
</div></figure>



<p>Ma il premier <strong>Abiy Ahmed</strong> vuole andare oltre. Il suo più grande sogno è dettato dalla possibilità di rendere l&#8217;Etiopi<strong>a il terzo polo africano dopo Sudafrica e Nigeria</strong>. E il primo forse come<strong> riferimento economico del Corno d&#8217;Africa.</strong> L&#8217;energia prodotta dalla Gerd, non verrà solo dirottata verso il territorio etiope ma, al contrario, verrà anche venduta all&#8217;estero. Kenya, Sud Sudan, Somalia e Gibuti sono pronte a stipulare accordi per ricevere l&#8217;elettricità etiope a costi ridotti. <strong>Addis Abeba potrebbe incassare fino a un miliardo di dollari l&#8217;anno</strong>. Anche se il vero obiettivo del premier etiope riguarda il <strong>soft power</strong>: l&#8217;Etiopia, da ora in poi, si presenterà come la prima nazione dell&#8217;area ad aver concluso un&#8217;opera tanto imponente quanto importante per i destini del Corno d&#8217;Africa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Cairo non si arrende</h2>



<p>I numeri però danno manforte anche alle argomentazioni del Sudan e soprattutto dell&#8217;Egitto. La Gerd è stata costruita lungo il corso del<strong> Nilo Azzurro</strong>, dalle cui sorgenti etiopi scendono a valle circa l&#8217;85% delle acque che in Egitto confluiscono nel Nilo. <strong>Un fiume quest&#8217;ultimo da cui oggi Il Cairo dipende per il 97% del proprio fabbisogno idrico</strong>. Per questo, proprio nelle ore in cui Abiy Ahmed tagliava il nastro alla diga Gerd, i rappresentanti de Il Cairo all&#8217;Onu hanno depositato una nuova (l&#8217;ennesima) <strong>lettera di protesta</strong>. Con tanto di riferimenti alla violazione di alcuni trattati precedenti, oltre che alla necessità di accordi per non veder ridimensionata la portata del Nilo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nuovi equilibri </h2>



<p>E qui si torna al riferimento iniziale dell&#8217;articolo: panta rei. L&#8217;acqua scorre, portando assieme a sé le incessanti vicissitudini politiche ed economiche dei Paesi coinvolti. <strong>L&#8217;Egitto ha promesso battaglia </strong>e non solo all&#8217;Onu. Da anni Il Cairo sta provando a mettere pressione sull&#8217;Etiopia.<a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html"> L&#8217;ultima trovata riguarda l&#8217;accordo di difesa stipulato con la Somalia</a>, il quale ha permesso ad Al Sisi di piazzare proprie truppe non lontane dal confine etiope. Ufficialmente, i soldati egiziani si limiteranno ad addestrare le forze di Mogadiscio ma il messaggio inviato ad Abiy Ahmed appare molto chiaro.</p>



<p>Quest&#8217;ultimo però non ha intenzione di chiudere una singola turbina della Gerd. Il suo governo, come detto in precedenza, è pronto a ergersi come riferimento economico e politico del Corno d&#8217;Africa. <strong>Il tira e molla è appena agli inizi</strong>. A mitigarlo, forse potranno essere soltanto i <strong>Paesi del Golfo</strong> con i loro petrodollari,capaci di mettere d&#8217;accordo tutti. Ma prima che la questione possa realmente risolversi, di acqua dalla diga ne dovrà davvero scorrere tanta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-diga-della-rinascita-cambia-gli-equilibri-del-corno-dafrica.html">Così la diga della Rinascita cambia gli equilibri del Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 14:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si sposta in Somalia la contesa per la cosiddetta Diga della Rinascita: Al Sisi stringe accordi con Mogadiscio e irrita gli etiopi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909234414416_69aa1ee6246f54a7e5eef6ee7da8674d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una foto che sottolinea probabilmente<strong> l&#8217;inizio delle nuove gravi tensioni nel Corno d&#8217;Africa</strong>. È stata scattata il 14 agosto scorso e immortala due capi di Stato seduti in una stessa stanza a Il Cairo: da una parte c&#8217;è il padrone di casa, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">Abdel Fatah Al Sisi</a>, dall&#8217;altra invece <strong>Hassan Sheikh Mohamud</strong>. Quest&#8217;ultimo è il presidente di una <strong>Somalia</strong> mai definitivamente uscita dal caos in cui è entrata negli anni Novanta.</p>



<p>L&#8217;incontro è, di per sé, storico: <strong>Egitto e Somalia hanno sottoscritto un importante patto di difesa </strong>che prevede, tra le altre cose, l&#8217;invio di soldati de Il Cairo in territorio somalo e l&#8217;inizio di esercitazioni congiunte. Un modo per Al Sisi per iniziare a ritagliarsi<strong> un ruolo di primo piano in un&#8217;area essenziale</strong>, quella a cavallo tra Oceano Indiano e Mar Rosso. Ma questo è solo uno dei possibili obiettivi egiziani: il grande vicino della Somalia, l&#8217;<strong>Etiopia</strong>, ha visto nella mossa de Il Cairo un modo per<strong> controllare da vicino Addis Abeba</strong>. E il premier etiope<strong> Abiy Ahmed</strong>, non l&#8217;ha presa bene. Tanto da inviare subito militari e rinforzi lungo le frontiere somale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;atavica questione della Diga della Rinascita</h2>



<p>Egitto ed Etiopia, è bene specificare, sono ai ferri corti da anni. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diga-della-discordia-ancora-tensione-tra-egitto-ed-etiopia.html">Al centro della contesa la famigerata Gerd</a>, acronimo di &#8220;<strong>Grande Diga della Rinascita Etiope</strong>&#8220;. Una mega struttura, alla cui costruzione hanno partecipato anche imprese italiane, in grado di dare a regioni etiopi storicamente aride un grande quantitativo di acqua per scongiurare la siccità e far rinascere, per l&#8217;appunto, l&#8217;economia. Il problema però, almeno dal punto di vista de Il Cairo, è che quell&#8217;acqua viene presa dal punto in cui il <strong>Nilo</strong> inizia a scavare i suoi meandri.</p>



<p>Egiziani, ma anche sudanesi, da tempo chiedono ad Addis Abeba di rivedere i propri piani. Il timore sia de Il Cairo sia di Khartoum, è di vedere drasticamente ridotta<strong> la portata del Nilo</strong> nei propri territori. Uno spettro ancor più problematico per l&#8217;Egitto, in cui il 90% della popolazione è stanziata lungo gli argini del fiume e dipende dalle sue acque. Per l&#8217;Etiopia però, l&#8217;attivazione delle turbine della Gerd non lede il diritto interazionale ed è una questione riguardante unicamente la propria sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa dell&#8217;Etiopia nel Somaliland</h2>



<p>Ma, a proposito di <strong>sovranità</strong>, c&#8217;è un altro Paese che ne ha reclamato il rispetto nei mesi scorsi. Si tratta della Somalia, irritata per gli accordi stretti tra Addis Abeba e le autorità del <strong>Somaliland</strong>. Quest&#8217;ultima è una regione <em>de facto</em> indipendente da Mogadiscio, erede di quel pezzetto di Somalia non finita in mani italiane e rientrante all&#8217;epoca all&#8217;interno dei possedimenti britannici. La comunità internazionale, nella stragrande maggioranza dei casi, non riconosce il Somaliland come Stato indipendente e questo alimenta l&#8217;ambizione di Mogadiscio di riprendere definitivamente l&#8217;intera area.</p>



<p>L&#8217;Etiopia, dal canto suo, dopo aver perso l&#8217;Eritrea e dopo aver appurato che i rapporti con Gibuti non saranno mai nel segno della stabilità, ha bisogno di uno <strong>sbocco a mare</strong>. Da qui le intese con i secessionisti somali, in grado di fornire ad Addis Abeba un porto sicuro sul Golfo di Aden e una base militare. Ma la mossa del premier Abiy Ahmed non è piaciuta al governo somalo, a sua volta messosi a &#8220;caccia&#8221; di alleati per frenare le ambizioni etiopi e rivendicare la sovranità sul Somaliland. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alleanza tra i due nemici di Addis Abeba</h2>



<p>L&#8217;Etiopia quindi è entrata in contrasto con due Paesi specifici: l&#8217;Egitto per la questione della diga e la Somalia per quella relativa alla regione secessionista. Il 14 agosto, si è ancora una volta attuata una legge non scritta sempre valida nel contesto internazionale:<strong> il nemico del mio nemico, è il mio miglior amico</strong>. Dalle rivendicazioni somale, Al Sisi ha visto l&#8217;occasione per piazzare almeno diecimila propri soldati a Mogadiscio e mettere fiato sul collo di Addis Abeba. Non solo, ma l&#8217;Egitto può anche controllare meglio un tratto di Oceano Indiano che sfocia poi nel Mar Rosso e da cui passano quei traffici, <strong>messi in pericolo dall&#8217;azione degli Houthi yemeniti</strong>, che transitano poi dal Canale di Suez.</p>



<p>L&#8217;Etiopia però ha deciso di mostrare i muscoli e ha a sua volta inviato migliaia di soldati lungo le frontiere somale, bollando come provocazione l&#8217;accordo militare tra Al Sisi e il suo omologo somalo. L&#8217;impressione quindi è che, nella disputa per la Gerd e le acque del Nilo, lo scontro sia stato spostato direttamente in Somalia e abbia assunto un<strong> carattere più marcatamente militare</strong>. Uno scontro diretto appare oggi poco probabile, anche se non è da escludere. La tensione resterà comunque, almeno per diverso tempo, molto alta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/egitto-ed-etiopia-ai-ferri-corti-passa-dalla-somalia-la-guerra-del-nilo.html">Corno d&#8217;Africa: l&#8217;Etiopia sfida l&#8217;Egitto per il Nilo e la Somalia per il Golfo di Aden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Etiopia riempie la diga, gli accordi sauditi in India, nuovi missili Usa in Ucraina: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/letiopia-riempie-la-diga-gli-accordi-sauditi-in-india-nuovi-missili-usa-in-ucraina-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 17:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[g20]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Missili balistici]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1193" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-2048x1272.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Addis Adeba ha riempito la Gerd senza il permesso degli Stati a valle, Washington non invita Netanyahu a colloquio e si prepara a inviare nuove armi in Ucraina, l'Unione chiarisce le sanzioni ai cittadini russi e il principe saudita torna dal G20 con grandi progetti indiani. Ecco le notizie del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/letiopia-riempie-la-diga-gli-accordi-sauditi-in-india-nuovi-missili-usa-in-ucraina-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">L&#8217;Etiopia riempie la diga, gli accordi sauditi in India, nuovi missili Usa in Ucraina: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1193" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-scaled-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230911191049981_5be4d605bc12015ba4c33770f6f4eaf2-2048x1272.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo di Addis Adeba ha completato unilateralmente il riempimento della grande diga sul Nilo, scatenando le ire egiziane. Mohammad bin Salman torna dal vertice G20 con grandi progetti indiani. La Casa Bianca rivede la tradizione e persevera nel non invitare il premier israeliano a colloquio. La Commissione Europea chiarisce e allarga il raggio delle sanzioni ai cittadini russi, e Washington si prepara a inviare nuove armi a lungo raggio per accelerare la controffensiva di Kiev. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Etiopia procede da sola al riempimento della diga Gerd</h2>



<p>Il primo ministro dell&#8217;Etiopia, Abiy Ahmed, ha annunciato il completamento del quarto e <strong>ultimo riempimento</strong> della <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diga Grand Renaissance (Gerd</a>) posizionata sul Nilo Azzurro. L&#8217;iniziativa ha presto incontrato la protesta del governo egiziano: &#8220;le azioni unilaterali dell&#8217;Etiopia ignorano i diritti e gli interessi dei Paesi a valle e la loro <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sicurezza idrica</a>, che è garantita dalla legge internazionale&#8221; ha dichiarato il ministro degli Affari esteri egiziano in una nota. Il Cairo ha precisato che in base alla <strong>Dichiarazione di Principi</strong> del 2015, Etiopia, Egitto e Sudan devono concordare sulle regole per il riempimento e il funzionamento della diga prima di avviare qualsiasi processo di riempimento. Proprio lo scorso mese i tre Paesi hanno <strong>rilanciato i negoziati </strong>per il progetto Gerd sul Nilo Azzurro, (principale affluente del Nilo) dopo un&#8217;intesa raggiunta al Cairo dal presidente egiziano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdel Fattah al-Sisi</a> e il primo ministro etiope nel corso di un summit tra i Paesi limitrofi del Sudan. &#8220;Le trattative riprese recentemente per formulare un accordo entro i prossimi quattro mesi sono state <strong>compromesse</strong> dall&#8217;approccio di Addis Adeba&#8221;. Da anni i tre Paesi sono impantanati in un contenzioso sul progetto Gerd: l&#8217;Egitto lo percepisce come un rischio esistenziale alle acque del fiume Nilo che arrivano nel suo territorio e pretende che l&#8217;Etiopia sia vincolata da un accordo sul riempimento e la gestione degli impianti. Dall&#8217;altra parte, per Addis Adeba la diga è cruciale per il proprio sviluppo e nega di aver procurato alcun danno alla parte di acque di Egitto e Sudan. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il principe saudita in India fa incetta di accordi </h2>



<p>La visita del principe ereditario e primo ministro dell&#8217;Arabia Saudita Mohammad bin Salman a Nuova Delhi per il G20 si è rivelata molto fruttuosa, come previsto. Nel corso del primo Consiglio di&nbsp;<strong>partnership strategica</strong>&nbsp;India-Arabia Saudita, copresieduto dal primo ministro indiano <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Narendra Mod</a>i&nbsp;e dal principe saudita, i due Paesi hanno firmato 50 intese in diversi ambiti e hanno concordato la formazione di una task force congiunta del valore di cento miliardi di dollari in <strong>investimenti sauditi</strong> in India, già annunciato da MbS nel 2019. Il ministro degli Investimenti indiano ha svelato che l&#8217;Arabia Saudita potrebbe aprire un ufficio del suo fondo sovrano all&#8217;interno della <strong>Gift City,</strong> il quartiere di Gujarat che ospita il maggior centro finanziario e tecnologico dell&#8217;India, che fornisce servizi finanziari esenti da imposte come i centri finanziari di Dubai e Hong Kong. Il giorno prima, a margine del vertice del G20, MbS firmava un memorandum d&#8217;intesa tra<strong> India, Medio Oriente ed Europa </strong>per la costruzione di un nuovo corridoio economico che &#8220;mira a raggiungere gli interessi comuni dei paesi coinvolti, rafforzando l&#8217;<strong>interdipendenza economica</strong>&#8220;. Il progetto di corridoio economico includerà gasdotti per l&#8217;elettricità e l&#8217;idrogeno oltre che ferrovie e porti per aumentare lo scambio di beni e servizi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Netanyahu negli Stati Uniti, ma non alla Casa Bianca</h2>



<p>Per tutta la settimana il premier israeliano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Benjamin Netanyahu </a>viaggerà negli Stati Uniti per una serie di incontri nella Silicon Valley (tra cui uno con Elon Musk) per partecipare infine all&#8217;<strong>Assemblea Generale dell&#8217;Onu</strong> a New York. Ma nessun <strong>invito ufficiale</strong> alla Casa Bianca è arrivato finora, nonostante le aspettative e le pressioni israeliane. Per tradizione, l&#8217;inquilino della Casa Bianca viene invitato poco dopo l&#8217;insediamento, ma Netanyahu guida il governo israeliano da ben nove mesi e non è ancora volato a Washington. Lo scorso marzo il presidente Joe Biden aveva dichiarato esplicitamente che <strong>non avrebbe invitato</strong> il leader del Likud &#8220;entro breve&#8221; poiché era molto preoccupato per la democrazia israeliana a causa del piano di<a href="https://it.insideover.com/politica/israele-scontri-proteste-riforma-giustizia-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> riforma giudiziaria </a>proposto dalla coalizione di estrema destra in carica da dicembre. La presidenza ha più volte <strong>criticato esplicitamente </strong>le dichiarazioni e le politiche dei membri dei membri oltranzisti del governo Netanyahu. È probabile che i leader dei due Paesi si incontreranno direttamente a New York. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Commissione aggiorna le sanzioni per i cittadini russi</h2>



<p>I cittadini russi non possono più entrare in Europa con le loro automobili: se lo faranno, i loro veicoli verranno confiscati dallo Stato membro. È quanto chiarito dalla Commissione Europea in un documento pubblicato oggi – &#8220;Domande frequenti <strong>sull&#8217;importazione</strong>, l&#8217;acquisto e il trasferimento dei beni originari della Russia o esportati dalla Russia&#8221; – che contiene la risposta negativa alla domanda &#8220;è possibile per un cittadino russo portare temporaneamente nell&#8217;Unione Europea i propri beni personali e veicoli sottoposti <a href="https://it.insideover.com/economia/sanzioni-russia-funzionano-come-sta-andando-economia-russa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al <strong>regime sanzionatorio</strong> imposto su Mosca</a>?&#8221;. In base al documento, non importa che i veicoli siano usati per motivi privati o commerciali, la restrizione si applica a<strong> tutte le auto </strong>con targa russa, che non potranno rimanere nel territorio dell&#8217;Unione nemmeno un giorno. L&#8217;aggiornamento sembra spingersi oltre il divieto per i russi di portare auto di lusso nell&#8217;Unione, passato con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-buchi-nelle-sanzioni-europee-alla-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">undicesimo pacchetto di sanzioni</a>, e arriva a colpire tutti i<strong> beni personali importati</strong> in Europa, compresi computer o smartphone. Il documento prevede comunque deroghe ai beni di proprietà di cittadini Ue e delle loro famiglie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo Atacms: le armi a lungo raggio che Washington invierà in Ucraina</h2>



<p>Il presidente Joe Biden sta decidendo sull&#8217;invio a Kiev di missili a lungo raggio – decisione che potenzialmente potrebbe inaugurare una<strong> nuova fase</strong> di aiuti militari all&#8217;Ucraina ad un anno e mezzo dall&#8217;inizio del conflitto. A lungo Washington ha indugiato sulla richiesta ucraina di <strong>Atacms</strong>, missili balistici tattici con un raggio di 300 chilometri, poiché calcolava il rischio che possano essere impiegati per attacchi entro il <strong>territorio russo</strong>. Un uso simile infatti rischierebbe di inasprire ulteriormente il conflitto, ma da quando la <strong>controffensiva</strong> ucraina ha cominciato a riguadagnare terreno, la Casa Bianca ha ripreso in considerazione la richiesta. Lo stesso hanno fatto Gran Bretagna e Francia, che hanno già inviato i loro missili a lungo raggio a Kiev. Ora, oltre agli Atacms, Kiev sta discutendo l&#8217;invio di &#8220;<strong>altre armi</strong> a lungo raggio&#8221;, ha scritto su Telegram il capo dell&#8217;Ufficio presidenziale ucraino Andry Yermak. &#8220;Con le nuove armi, l&#8217;Ucraina sarà in grado di mettere fuori gioco la <strong>logistica del nemico</strong> in modo efficace, e questo accelererà la nostra vittoria&#8221;, ha affermato Yermak. </p>



<p></p>
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		<title>Dighe segrete, scontri e conflitti: la mappa mondiale della guerra dell&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'acqua, da elemento prioritario e basilare per l'intera umanità, è diventata sempre più un asset economico. Ecco le aree del mondo dove questa risorsa è contesa (e si rischia una guerra)</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html">Dighe segrete, scontri e conflitti: la mappa mondiale della guerra dell&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230730183622908_059ee75afe7e2bbdd83fb6cfea480fc8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;oro ha &#8220;cambiato&#8221; colore. In principio era giallo, e indicava il metallo prezioso utilizzato per creare bracciali, orecchini e collane. Con la rivoluzione industriale e la scoperta del petrolio, l&#8217;oro è diventato nero per riferirsi al nuovo <em>deus ex machina</em> della civiltà umana. In seguito, proprio come un camaleonte, avrebbe assunto altre sfumature per descrivere le risorse più strategiche a seconda del periodo storico. Siamo così passati a parlare, tra le altre cose, di oro bianco, con il chiaro riferimento al litio, il componente chiave per la realizzazione delle batterie delle auto elettriche e altri dispositivi tecnologici, e, ancor più di recente, di <strong>oro blu</strong>, in relazione all&#8217;<strong>acqua</strong>. </p>



<p>Del resto Kofi Annan, ex segretario generale dell&#8217;Onu, già nel 2002 aveva previsto che l&#8217;<strong>accesso alle risorse idriche</strong> &#8211; oltre che il loro controllo &#8211; avrebbe potuto diventare fonte di discordia tra Paesi, e quindi essere una delle case delle <strong>guerre </strong>del XXI secolo. È così che l&#8217;acqua, da elemento (in teoria) prioritario e basilare per l&#8217;intera umanità, è diventata sempre più un <strong>asset economico</strong>, nonché bene di consumo e di mercato. </p>



<p>Se aggiungiamo gli effetti del cambiamento climatico a politiche ambientali censurabili e ad una crescita demografica fuori controllo, oggi, accanto alle popolazioni che vivono nei Paesi a basso reddito, troviamo anche molteplici nazioni sviluppate chiamate che debbono fare i conti con aree caratterizzate da un forte <strong>stress idrico</strong> o regioni alle prese con una preoccupante scarsità idrica. </p>



<p>Il report <em>Turning the tide</em>, realizzato dalla Global Commission on the Economics of Water, commissione creata dal governo dei Paesi Bassi e dall&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), ha ad esempio acceso i riflettori sul <strong>2030</strong>, quando la domanda di acqua dolce dovrebbe superare la sua disponibilità effettiva del 40%. Tra meno di dieci anni, stando agli autori del paper, il pianeta potrebbe affrontare una grave crisi idrica globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stress idrico e risorse scarse: le aree in crisi</h2>



<p>Ci sono due mappe da osservare con attenzione. La prima passa in rassegna i vari Paesi considerando le percentuali di accesso dei rispettivi cittadini all&#8217;<strong>acqua potabile</strong>, mentre la seconda si focalizza sulle aree di maggiore stress idrico. Escono fuori due mosaici colorati da tasselli che vanno dal verde, per le nazioni nelle quali pochissime persone sono prive di un accesso sicuro all&#8217;acqua potabile ed è presente uno stress idrico molto basso, al rosso intenso, dove invece accade il contrario. </p>



<p>Gli aspetti più interessanti che balzano all&#8217;occhio sono due. Innanzitutto, non solo nelle tradizionali zone desertiche le persone non hanno un adeguato accesso all&#8217;acqua potabile, ma anche in altri luoghi apparentemente insospettabili come l&#8217;<strong>America Latina</strong> e il <strong>sudest asiatico</strong>. Dopo di che, esistono importanti sacche di stress idrico anche in aree nelle quali la popolazione non sembrerebbe avere problemi legati all&#8217;acqua. </p>



<p>Per quanto riguarda le percentuali di popolazione priva di accesso sicuro all&#8217;acqua potabile, secondo i dati raccolti da Aqueduct e World Resources Institute in America Latina le percentuali oscillano tra il 10-20% del Brasile al 40-60% delle coste nord-occidentali, dove è intensa l&#8217;attività di estrazione di litio e terre rare. Escludendo il Maghreb, dove l&#8217;unica eccezione negativa è il Marocco, l&#8217;intera <strong>Africa </strong>si trova nella fascia rossissima, così come la Mongolia, l&#8217;Afghanistan, il Myanmar, la Cambogia, l&#8217;Indonesia e la Papua Nuova Guinea. Le aree più stressate idricamente, invece, sono localizzate negli <strong>Stati Uniti</strong>, in Africa centrale, Europa meridionale (Italia compresa), Medio Oriente e sudest asiatico, <strong>India </strong>in primis. Critica la situazione anche in alcune parti di <strong>Cina </strong>e <strong>Australia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerre, scontri, conflitti in nome dell&#8217;oro blu</h2>



<p>A partire dal Duemila in poi gli eventi violenti legati all&#8217;acqua si sono letteralmente moltiplicati ad ogni latitudine. L&#8217;elenco dei casi è lunghissimo: si va dagli scontri tra governi e agricoltori (in seguito a controversie politiche ambientali) agli attacchi contro infrastrutture che danneggiano (o inquinano) fiumi, laghi e mari, per non parlare di conflitti, più o meno intensi, per stabilire il controllo sull&#8217;accesso di sorgenti o su corsi d&#8217;acqua contesi. </p>



<p>Il braccio di ferro più famoso per l&#8217;oro blu è forse quello che contrappone <strong>Egitto </strong>ed <strong>Etiopia</strong>. La costruzione della <strong>Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd)</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-diga-della-rinascita-che-spaventa-legitto.html">un progetto idroelettrico </a>costruito dall&#8217;Etiopia sul <strong>Nilo</strong>, ha complicato il <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html">rapporto tra due Paesi</a> che considerano la diga rispettivamente come una questione di necessità nazionale e una minaccia assoluta. Fin dall&#8217;inizio della costruzione del Gerd nel 2011, il Cairo ha affermato che la costruzione dell&#8217;infrastruttura avrebbe rappresentato una grave ombra per la stabilità egiziana e regionale, in particolare per la sicurezza idrica egiziana. Al contrario, Addis Abeba ha sempre sostenuto che il Gerd, in fase di completamento, sarebbe stato un progetto di sviluppo e non politico. </p>



<p>La situazione si è surriscaldata nel 2013, quando l&#8217;Etiopia ha deviato il fiume per costruire la diga, una mossa ritenuta da alcune parti egiziane come il superamento della <strong>linea rossa</strong>. Dopo mesi di accuse reciproche ed intermediazioni esterne a vuoto, i due Paesi sono tornati a parlarsi, con l&#8217;intenzione di raggiungere un accordo nel giro di quattro mesi. </p>



<p>Un altro dossier scottante riguarda il <strong>bacino dell&#8217;Eufrate-Tigri</strong>, condiviso tra Turchia, Siria e Iraq, con l&#8217;Iran che comprende parti del bacino del Tigri. Dagli anni &#8217;60, i piani di irrigazione unilaterali che alterano i flussi dei fiumi, insieme alle tensioni politiche tra i Paesi, hanno incendiato le relazioni nel bacino. Ulteriori controversie hanno impedito ai tre governi di co-gestire efficacemente i fiumi dell&#8217;area.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dighe “segrete” e acque contese</h2>



<p>Nella lista possiamo poi inserire il conflitto locale che chiama in causa la gestione del <strong>fiume Cauvery</strong>, in India, tra gli stati indiani del Karnataka e del Tamil Nadu, e quello regionale riguardante il <strong>bacino del Mekong</strong>, nel sudest asiatico, con quest&#8217;ultimo che sta assistendo ad un&#8217;enorme<a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-mekong-sta-morendo-la-guerra-dellacqua-che-minaccia-lasia.html"> espansione della costruzione di dighe</a> per la produzione di energia idroelettrica, soprattutto da parte di Cina e Laos. La nascita di tali infrastrutture ha generato tensioni diplomatiche, visto che i Paesi situati a valle delle suddette dighe temono gli impatti negativi che potrebbero causare (dalle maggiori inondazioni alla mancanza stagionale di acqua). </p>



<p>A proposito di Cina e India, <em>Nikkei Asian Review</em> ha acceso i riflettori sulla prima <strong>super diga </strong>al mondo che Pechino sta costruendo vicino alla sua frontiera &#8211; fortemente militarizzata &#8211; con l&#8217;India. Il megaprogetto, in realtà mai approfondito in maniera chiara e limpida, ha una capacità stimata prevista di 60 gigawatt, e genererebbe tre volte più elettricità della Diga delle Tre Gole, al momento la più grande centrale idroelettrica esistente, ovviamente sempre cinese. L&#8217;azione del Dragone riguarda da vicino il <strong>Brahmaputra</strong>, noto ai tibetani come Yarlung Tsangpo, un fiume che scende di quasi 3.000 metri prima di virare verso sud dall&#8217;Himalaya in direzione dell&#8217;India. </p>



<p>Profonda il doppio del Grand Canyon, la gola del Brahmaputra detiene le più grandi riserve idriche non sfruttate dell&#8217;Asia, mentre la caduta precipitosa del fiume crea una delle maggiori concentrazioni di energia fluviale sulla Terra. È per questo che la Cina ha iniziato a costruire la maxi diga, seppur in mezzo a mille rischi, in primis perché questi territori sono molto sismici, con tutti i pericoli connessi in caso di calamità naturale per le comunità di <strong>India </strong>e <strong>Bangladesh </strong>situate a valle. </p>



<p>Sempre in Asia, un altro focolaio chiama in causa <strong>Afghanistan </strong>e <strong>Iran</strong>, con i talebani che si stanno sforzando per sfruttare le acque del <strong>fiume Helmand</strong> e dell&#8217;<strong>Harirud </strong>per sostenere la ricostruzione e lo sviluppo postbellico, in mezzo alle preoccupazioni iraniane. Teheran percepisce infatti l&#8217;espansione agricola di Kabul, con tanto di costruzione di dighe, come una minaccia alla sicurezza idrica nelle sue province orientali e nord-orientali. Negli ultimi mesi, come ha spiegato il <em>South China Morning Post</em>, i talebani e le guardie iraniane di frontiera sono stati coinvolti in sparatorie per l&#8217;approvvigionamento idrico. In sottofondo, la contesa afghano-iraniana potrebbe presto riguardare anche Turkmenistan, Tagikistan e Uzbekistan. L&#8217;oro blu è sempre più raro e ricercato.&nbsp;In tutti i continenti, nessuno escluso. &nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dighe-segrete-scontri-e-conflitti-la-mappa-mondiale-della-guerra-dellacqua.html">Dighe segrete, scontri e conflitti: la mappa mondiale della guerra dell&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Danni (e vantaggi) tattici e strategici: cosa può cambiare per Kiev e Mosca con il crollo della diga di Kakhova</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/danni-e-vantaggi-per-kiev-e-mosca-cosa-puo-cambiare-con-il-crollo-della-diga-di-kakhova.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 21:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kherson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-scaled-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiUM49Uk_qe0NhD3CUP_ANSA-2048x1339.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In attesa di conferme sulla responsabilità del crollo della diga di Kakhova, quello che è certo, al momento, è che i danni sono enormi. Decine di villaggi inondati, una parte di Kherson devastata, vittime ancora in numero indefinito, migliaia di sfollati, vaste aree agricole e industriali sommerse dall&#8217;acqua, 150 tonnellate di petrolio dalla turbina della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/danni-e-vantaggi-per-kiev-e-mosca-cosa-puo-cambiare-con-il-crollo-della-diga-di-kakhova.html">[...]</a></p>
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<p>In attesa di conferme sulla responsabilità del crollo della <strong>diga di Kakhova</strong>, quello che è certo, al momento, è che i danni sono enormi. Decine di villaggi inondati, una parte di Kherson devastata, vittime ancora in numero indefinito, migliaia di sfollati, vaste aree agricole e industriali sommerse dall&#8217;acqua, 150 tonnellate di petrolio dalla turbina della centrale idroelettrica che hanno invaso il corso del Dnepr, e mine russe spostate dall&#8217;onda di piena senza che ora si sappia dove siano.</p>



<p>Se questa è la terrificante conta dei <strong>danni </strong>&#8211; e purtroppo solo iniziale &#8211; si deve aggiungere un&#8217;altra analisi: quella degli effetti della distruzione della diga sulla guerra in Ucraina, e questo vale sia per quanto riguarda le truppe di Kiev, sia per quanto riguarda quelle russe.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398867" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXyAApEhBTRHBRdZ8E_ANSA-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto: EPA/GEORGE IVANCHENKO</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il vantaggio tattico russo</h2>



<p>In attesa dell&#8217;imminente <strong>controffensiva ucraina </strong>e con la possibilità che l&#8217;area di Kherson fosse una delle direttrici dell&#8217;operazione primaverile, è chiaro che l&#8217;ondata travolgente sul Dnepr cambia, almeno al momento, le carte in tavola.</p>



<p>Il crollo dell&#8217;impianto di Kakhova coincide infatti con le affermazioni russe riguardo l&#8217;inizio degli assalti ucraini (assalti che Mosca dice di avere sventato infliggendo gravi perdite alle forze nemiche).</p>



<p>È chiaro che la<strong> coincidenza temporale </strong>porta a credere che la Russia possa avere deciso sua sponte di inondare uno dei territori più a rischio, ovvero l&#8217;area di Kherson dove già aveva effettuato un ritiro strategico per evitare un fronte troppo allungato. E secondo il governo e i comandi militari ucraini, non è un caso che le truppe russe abbiano deciso di mantenere a ogni costo il controllo sulla diga anche dopo quel ritiro: lo scopo era infatti quello di controllare il flusso dell&#8217;acqua ma anche di distruggere il territorio in caso di informazioni sull&#8217;avanzata di Kiev.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398866" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiXnPpOEhBTRHBRdZ6M_ANSA-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto:  EPA/MYKOLA TYMCHENKO</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fermata (al momento) la controffensiva sul Dnepr</h2>



<p>Gli analisti concordano sul fatto che al momento il vantaggio tattico russo da questa devastazione sia chiaro. Attraversare il <strong>fiume Dnepr</strong>, se già prima era estremamente rischioso a causa delle posizioni difensive russe e della complessità dell&#8217;operazione, ora, dopo l&#8217;inondazione, appare quasi impossibile. E questo non è soltanto dovuto alla presenza dell&#8217;acqua, ma anche all&#8217;enorme quantità di fango e detriti trascinata dall&#8217;onda di piena.</p>



<p>A livello tattico, quindi, gli osservatori concordano che la <strong>Russia </strong>avrebbe quantomeno raggiunto un obiettivo: restringere le possibilità di avanzata di Kiev riducendo di molto la linea del fronte da difendere e costringendo l&#8217;Ucraina a cambiare direttrici. Di certo escludendo che possa procedere in modo massiccio verso sud-ovest.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png" alt="" class="wp-image-398540" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-1-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p><strong>Michael A. Horowitz</strong>, uno dei più importanti analisti che ha parlato della distruzione della diga, <a href="https://twitter.com/michaelh992/status/1666059763451404290">ha inoltre puntato su un altro possibile effetto</a> della distruzione di Kakhova: il segnale psicologico lanciato riguardo la possibile controffensiva verso l&#8217;area di Zaporizhzhya. Se Kiev riesce a provare che Mosca abbia deliberatamente optato per far esplodere dall&#8217;interno la diga, il rischio che possa accadere qualcosa anche all&#8217;impianto nucleare non sarebbe considerato del tutto inverosimile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Kiev potrebbe avere avuto già un piano B</h2>



<p>Se questi sono i vantaggi momentanei del crollo di Kakhova e della successiva devastazione per l&#8217;onda che ha travolto l&#8217;Ucraina sud-occidentale, va però osservato che alcuni commentatori hanno espresso dubbi sul considerare questo avvenimento come vantaggioso esclusivamente per Mosca.</p>



<p>Qualcuno ha suggerito ad esempio che gli allarmi continui dell&#8217;intelligence ucraina sul potenziale utilizzo della diga da parte russa come<strong> &#8220;extrema ratio&#8221;</strong> per difendere l&#8217;area occupata, fossero ben noti ai vertici militari di Kiev.</p>



<p>Dal momento che da molti mesi l&#8217;Ucraina rilanciava notizie e allarmi sul pericolo dell&#8217;occupazione russa di Kakhova, e sulla presenza di mine per far saltare la diga, è probabile che il Paese invaso avesse diversi piani proprio in funzione di questo scenario.</p>



<p>L&#8217;Institute for the Study of War ricorda ad esempio come già il 21 ottobre 2022 si era soffermata sul fatto che i russi avessero &#8220;un più chiaro interesse ad allagare il basso Dnipro, malgrado i danni alle loro posizioni difensive, rispetto agli ucraini&#8221;. La controffensiva potrebbe quindi in realtà non subire un danno letale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-398865" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYiVv_n6k_qe0NhD3Cxd_ANSA-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto:  EPA/MYKOLA TYMCHENKO</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I danni alle difese russe nell&#8217;area di Kherson</h2>



<p>Inoltre, <a href="https://www.nbcnews.com/news/world/kakhovka-dam-ukraine-russia-war-counteroffensive-kherson-rcna87879">come scrive l&#8217;americana <em>Nbcnews</em></a>, l&#8217;onda di piena ha sì fermato l&#8217;imminente controffensiva nell&#8217;area, ma con danni altrettanto ingenti alle strutture difensive russe. Le immagini di soldati di Mosca che camminano nell&#8217;acqua indica che anche i russi hanno visto il fiume inondare le proprie postazioni. Ed è chiaro che con trincee distrutte e campi minati sommersi dall&#8217;acqua e di fatto &#8220;spostati&#8221; dal fiume, per i comandanti del Cremlino significa ristabilire in modo molto difficoltoso in futuro il controllo sull&#8217;intera area sommersa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ucraina meridionale senza un&#8217;infrastruttura fondamentale</h2>



<p>Ampliando poi il raggio temporale degli effetti di questo crollo, va anche detto che esistono conseguenze devastanti per l&#8217;una e per l&#8217;altra parte sul piano civile.</p>



<p>Molti analisti ricordano che, oltre all&#8217;inondazione di campi, case e infrastrutture, l&#8217;Ucraina si ritrova a dover fare i conti con la distruzione di una centrale idroelettrica fondamentale per la sua parte meridionale. In una guerra in cui la Russia ha colpito per tutto l&#8217;inverno le centrali elettriche per costringere gli ucraini a subire le conseguenze delle temperature rigide e spostare manodopera e soldi per questo tipo di interventi, cancellare la diga di Kakhova è un danno anche al futuro energetico del Paese invaso, che vale ancora di più se si riflette sul fatto che, in caso di vittoria, la diga sarebbe tornata a servire i territori riconquistati da Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crimea senz&#8217;acqua e territori occupati sommersi</h2>



<p>D&#8217;altro canto, i danni a lungo termine valgono anche per i territori occupati dai russi. La Crimea, centro nevralgico dei piani di<strong> Vladimir Putin</strong>, aveva nell&#8217;impianto crollato una fondamentale fonte di sostentamento per l&#8217;agricoltura e il settore industriale. Tuttavia, c&#8217;è da dire anche che la diga non è stata controllata dai russi durante tutto il periodo tra l&#8217;annessione della <strong>Crimea </strong>e l&#8217;invasione iniziata a febbraio del 2022. Pertanto la penisola del Mar Nero di fatto ha vissuto per anni con la piena consapevolezza di non avere la gestione della sua potenziale fonte d&#8217;acqua principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischi per la centrale nucleare di Enerhodar</h2>



<p>Inoltre, il terreno sulla sponda ovest del Dnepr è più elevato rispetto a quello a est occupato dalle truppe russe. E questo implica che l&#8217;area controllata dal governo ucraino sia quella in realtà colpita in modo anche meno devastante rispetto all&#8217;altra invasa dai russi. A questo, inoltre, si deve aggiungere l&#8217;allarme lanciato dall&#8217;<strong>Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica</strong> sui rischi per il flusso dell&#8217;acqua di raffreddamento della centrale nucleare più grande del Paese, quella di <strong>Enerhodar</strong>, che è in mano russa. Il livello dell&#8217;acqua si sta abbassando e, per quanto esistano altre fonti per l&#8217;arrivo dell&#8217;acqua, il danno è comunque un enorme campanello d&#8217;allarme sui rischi di una centrale nucleare nel mezzo di una guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inevitabile condanna internazionale</h2>



<p>Infine, non va nemmeno sottovalutato il<strong> danno politico </strong>legato a questo crollo. Se infatti si dovesse provare definitivamente la responsabilità russa dietro la devastazione con un attacco deliberato (al momento molti osservatori ritengono che potrebbe anche trattarsi di negligenza degli occupanti che non hanno saputo controllare la diga), questo si convertirebbe in una nuova accusa di crimini di guerra. Con un ulteriore inasprimento di sanzioni, condanne e con un maggiore isolamento internazionale di un Paese già ampiamente sotto pressione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/danni-e-vantaggi-per-kiev-e-mosca-cosa-puo-cambiare-con-il-crollo-della-diga-di-kakhova.html">Danni (e vantaggi) tattici e strategici: cosa può cambiare per Kiev e Mosca con il crollo della diga di Kakhova</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’Egitto accerchia l’Etiopia nella “guerra della diga”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 16:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-2048x1356.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Egitto sta accerchiando l’Etiopia nella “guerra della diga” in costruzione sul Nilo. Le autorità del Cairo hanno firmato nelle ultime settimane accordi militari e di sicurezza con quattro Paesi africani (Burundi, Kenya, Sudan e Uganda) nel tentativo di “circondare” Addis Abeba in vista del riempimento del bacino della Grande diga della rinascita (Gerd), la mega struttura &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/legitto-accerchia-letiopia-nella-guerra-della-diga.html">L’Egitto accerchia l’Etiopia nella “guerra della diga”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-1536x1017.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/11967880_large-2-2048x1356.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L<strong>’Egitto</strong> sta accerchiando l’<strong>Etiopia</strong> nella “guerra della diga” in costruzione sul Nilo. Le autorità del Cairo hanno firmato nelle ultime settimane accordi militari e di sicurezza con quattro Paesi africani (Burundi, Kenya, Sudan e Uganda) nel tentativo di “circondare” Addis Abeba in vista del riempimento del bacino della Grande diga della rinascita (Gerd), la mega struttura in costruzione sul Nilo che minaccia di prosciugare la quota d’acqua egiziana. Non solo. La diplomazia del Cairo ha convocato, d’intesa con il Sudan, una sessione di emergenza della Lega araba, a margine della riunione dei ministri degli Esteri che si è tenuta a Doha, in <strong>Qatar</strong>. L’obiettivo è chiaro: reclutare quanti più alleati possibile, ricorrendo perfino agli odiati emiri qatarioti, per convincere l’Etiopia a scendere a più miti consigli.</p>
<h2>La diga più grande d’Africa</h2>
<p>Il progetto <strong>Gerd</strong> &#8211; situato a circa 500 chilometri a nord ovest della capitale Addis Abeba, nella regione di Benishangul – Gumaz lungo il Nilo Azzurro – è realizzato dall’italiana We Build e ha l’ambizione di diventare la più grande d’Africa: 1.800 metri di lunghezza, 170 metri di altezza e un volume complessivo di 10 milioni di metri cubi. La Gerd si compone di una diga principale in calcestruzzo rullato compattato, due centrali elettriche installate ai piedi della diga, posizionate sulla sponda destra e sinistra del fiume, con una potenza installata complessiva di 6.000 megawatt (quanto sei reattori nucleari) ed una produzione prevista di 15.000 gigawattora l’anno. Completano la mega-struttura uno sfioratore in calcestruzzo della capacità di 15.000 metri al secondo e una diga di sella in rockfill lunga 5 chilometri e alta 50 metri. Un progetto <strong>mastodontico</strong> che però rischia di ridurre la portata d’acqua del <strong>Nilo</strong>, riducendo così l’acqua a disposizione di Sudan ed Egitto.</p>
<h2>L’offensiva dell’Egitto</h2>
<p>Dopo il fallimento dei negoziati trilaterali guidati dall’Unione africana, l’Egitto ha intrapreso una strategia più muscolare. Il tre marzo, il capo di Stato maggiore delle Forze armate egiziane, generale Mohamed Farid Hegazy, ha firmato a Khartum un “accordo di cooperazione militare” con l’omologo del <strong>Sudan</strong>, Mohamed-Osman al Hussein. Il 31 marzo successivo, i due Paesi a valle della Gerd hanno dato il via alle esercitazioni militari aeree &#8220;Nile Eagle 2&#8221; (nomen omen) presso la base sudanese di Merowe, circa 380 chilometri a nord di Khartum. Le esercitazioni sopra il Nilo sono giunte dopo che il presidente-generale dell’Egitto, Abdel Fatah al Sisi, ha definito “una linea rossa” la quota d’acqua del Paese delle piramidi. &#8220;La nostra acqua è una linea rossa e toccarla comprometterebbe la stabilità dell&#8217;intera regione&#8221;, ha detto Al Sisi, parlando presso il Canale di Suez dopo la ripresa del traffico marittimo dopo l’incagliamento della nave Ever Given.</p>
<p>L’8 aprile, il Dipartimento d&#8217;intelligence militare delle Forze armate dell’<strong>Uganda</strong> e il Dipartimento di intelligence egiziano hanno firmato un accordo per la condivisione di informazioni fra le rispettive agenzie d&#8217;intelligence. “La cooperazione tra i due Paesi che condividono il Nilo è inevitabile, perché ciò che colpisce gli ugandesi in un modo o nell&#8217;altro influenzerà l&#8217;Egitto&#8221;, ha <a href="https://www.agenzianova.com/a/606f35db577759.39240948/3393334/2021-04-08/uganda-egitto-firmato-accordo-di-cooperazione-in-materia-d-intelligence">affermato</a> il generale Sameh Saber El Degwi che ha guidato la delegazione egiziana a Kampala, citato dall’<em>Agenzia Nova</em>. L’11 aprile, il capo di Stato maggiore del <strong>Burundi</strong>, generale Prime Niyongabo, ha firmato un altro accordo di cooperazione militare al Cairo, sempre con il generale Hegazy. Il 27 maggio, il capo di Stato maggiore egiziano ha firmato un accordo tecnico per la cooperazione in materia di difesa con il <strong>Kenya</strong>. Quattro accordi con altrettanti Paesi africani, di cui due (Sudan e Kenya) confinanti con l’Etiopia, nel chiaro tentativo di spingere Addis Abeba a evitare lo scoppio della prima guerra per l’acqua del terzo millennio.</p>
<h2>Egitto contro Etiopia</h2>
<p>In un eventuale <strong>conflitto</strong> armato tra Egitto ed Etiopia, a ben vedere, non sembrerebbe esserci storia. Secondo l’ultimo rapporto del sito statunitense specializzato nel settore difesa, <a href="https://www.globalfirepower.com/countries-comparison-detail.php?country1=egypt&amp;country2=ethiopia">Global Fire Power (Gfp)</a>, Il Cairo supera Addis Abeba sotto tutti i punti di vista. Gli egiziani sono al 13esimo posto sui 140 paesi con un indice di potenza pari a 0,2216, laddove “0” è considerato il punteggio ottimale. Gli etiopi sono molto più indietro, al 60esimo posto con un “power index” di 0,9895. Basta citare, ad esempio, che l’Egitto spende ogni anno circa <strong>10 miliardi di dollari</strong> per il proprio budget militare, contro gli appena 520 milioni dell’Etiopia <strong>520 milioni</strong>. Il confronto tra le due aeronautiche è impietoso: 1.053 aerei egiziani (tra cui 250 caccia) contro 92 aerei velivoli etiopi (di cui solo 24 caccia), 304 elicotteri egiziani (di cui 91 d’attacco) contro 33 elicotteri etiopi (di cui otto d’attacco). Senza contare che l’Egitto può contare su almeno 3.735 carri armati, contro gli appena 365 dell’Etiopia. Insomma, se il Cairo volesse avrebbe facilmente la meglio in uno scontro “tradizionale” ma difficilmente tollerabile dalla Comunità internazionale.</p>
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		<title>Quella diga della discordia diventata pedina di scambio per la Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quella-diga-della-discordia-diventata-pedina-di-scambio-per-la-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 14:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Diga sul Nilo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il puzzle africano è uno dei più complicati del panorama politico globale: basta muovere un pezzo per vedere mutare radicalmente l&#8217;intera composizione del quadro e degli altri tasselli. Un delicato equilibrio quello del continente nero, dove dossier apparentemente distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro in realtà si riscoprono accomunati da casi e situazioni che alla lunga ne influenzano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quella-diga-della-discordia-diventata-pedina-di-scambio-per-la-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Diga sul Nilo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Egitto-Nilo-Etiopia-diga-La-Presse-2048x1360.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il puzzle africano è uno dei più complicati del panorama politico globale: basta muovere un pezzo per vedere mutare radicalmente l&#8217;intera composizione del quadro e degli altri tasselli. Un delicato equilibrio quello del continente nero, dove dossier apparentemente distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro in realtà si riscoprono accomunati da casi e situazioni che alla lunga ne influenzano le dinamiche. Ed è il caso di quanto sta avvenendo lungo le acque del Nilo, lì dove l&#8217;<strong>Etiopia</strong> da anni <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diga-della-discordia-ancora-tensione-tra-egitto-ed-etiopia.html">è impegnata nella costruzione della diga cosiddetta &#8220;della Rinascita&#8221;</a>, strutturalmente quasi completa ma ancora non aperta del tutto. Turbine spente e paratie chiuse non per motivi legati ai lavori, bensì per politica: se per Addis Abeba la diga è della rinascita, per l&#8217;<strong>Egitto</strong> rischia invece di essere l&#8217;opera della <strong>sciagura</strong> per via dei tanti metri cubi di acqua che potrebbe portar via dal Nilo, fiume lungo il quale sono situate le uniche terre coltivabili del Paese nordafricano. Incredibilmente l&#8217;affaire riguardante la diga si è legato negli ultimi giorni con il<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html"> dossier libico</a>: nel puzzle africano, il tassello Libia ha divelto i pezzi che componevano le velleità etiopi sul Nilo.</p>
<h2>Usa ed Egitto dialogano sulla Libia</h2>
<p>Subito dopo ferragosto il contesto libico è stato segnato da un&#8217;importante novità: il premier<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html"> Al Sarraj</a> da Tripoli e il presidente del parlamento <strong>Aguila Saleh</strong> dalla Cirenaica hanno avanzato le proprie proposte per un<strong> cessate il fuoco</strong>. Per la prima volta le parti hanno parlato di stop ai combattimenti, aprendo piccoli ma significativi spiragli per il dialogo. Il tutto per favorire in tempi brevi la ripresa dell&#8217;estrazione ed esportazione del petrolio, le cui attività risultavano<a href="https://it.insideover.com/guerra/haftar-ha-bloccato-le-esportazioni-di-petrolio-dalla-libia.html"> ferme dallo scorso 17 gennaio</a>, da quando cioè il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Haftar</a> ha preso la palla al balzo alla vigilia del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html">vertice di Berlino</a> per lanciare segnali sulla gestione dei proventi dell&#8217;oro nero. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-regia-americana-dietro-gli-ultimi-accordi-sulla-libia.html">Dietro questa svolta ci sono gli Stati Uniti</a>: da Washington si sta cercando di ridimensionare la portata dell&#8217;influenza turca e russa, lavorare per un dialogo tra le parti potrebbe in tal senso avvantaggiare le velleità della Casa Bianca.</p>
<p>In questa azione gli americani hanno ricevuto un decisivo appoggio dall&#8217;Egitto: l&#8217;ambasciatore Usa a Tripoli, <strong>Richard Norland</strong>, più volte è stato segnalato a Il Cairo durante il mese di agosto, le trattative e i contatti hanno riguardato la possibilità che il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">presidente egiziano Al Sisi</a> premesse sulle autorità dell&#8217;est della Libia per provare una bozza di accordo per un cessate il fuoco. L&#8217;Egitto è infatti tra i principali finanziatori del generale Khalifa Haftar, l&#8217;uomo forte della Cirenaica, nonché delle autorità politiche che hanno sede in questa regione della Libia, a partire proprio dal parlamento presieduto da Aguila Saleh. Le pressioni egiziane hanno funzionato su quest&#8217;ultimo, divenuto oramai massimo rappresentante delle istituzioni che hanno sede nell&#8217;est.</p>
<h2>Washington congela i fondi destinati alla diga etiope</h2>
<p>Cosa c&#8217;entra tutto questo con la diga etiope? La tessera del puzzle riguardante la gigantesca infrastruttura costruita sul Nilo si è incastrata con il dossier libico quando da Addis Abeba il locale governo<a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1126/etiopia-usa-tagliano-130-milioni-di-dollari-di-fondi-destinati-a-diga-gerd-governo-chiede-spiegazioni"> ha emesso una nota di richiesta di chiarimenti agli Stati Uniti</a>. In particolare, l&#8217;Etiopia vorrebbe comprendere come mai gli Usa hanno improvvisamente deciso di cancellare i finanziamenti previsti come supporto al progetto della diga della Rinascita. A confermarlo è stato su Twitter l&#8217;ambasciatore etiope a Washington, <strong>Fitsum Arega</strong>, secondo cui il proprio governo ha avanzato un&#8217;ufficiale richiesta di chiarimento circa un rapporto che annunciava l&#8217;avallo, da parte del segretario di Stato <strong>Mike Pompeo</strong>, del taglio dei fondi destinati ad Addis Abeba.</p>
<p>Secondo quanto trapelato nei corridoi diplomatici, gli Usa sarebbero intenzionati a bloccare qualsiasi forma di sostegno all&#8217;Etiopia sull&#8217;infrastruttura prima di un accordo con l&#8217;Egitto per la regolamentazione dello sfruttamento della acque del Nilo. Una decisione che è apparsa improvvisa: l&#8217;Etiopia è uno degli alleati africani più importanti per gli Stati Uniti, negli ultimi anni l&#8217;appoggio americano ha rappresentato uno dei capisaldi della politica estera di Addis Abeba e una delle certezze più significative nel Corno d&#8217;Africa. La decisione di Washington è collegabile alle trattative sulla Libia con l&#8217;Egitto. In cambio della pressione esercitata da Il Cairo su Saleh, la Casa Bianca si è impegnata nel &#8220;rivedere&#8221; la propria posizione su uno dei dossier più delicati e spinosi per Al Sisi.</p>
<h2>Il braccio di ferro tra Il Cairo e Addis Abeba</h2>
<p>La struttura oramai è pronta e di certo non verrà smontata: si tratta di una delle dighe più alte e grandi al mondo, un&#8217;impresa a cui ha partecipato anche l&#8217;italiana Impregilo e che dunque non può rimanere inutilizzata. Addis Abeba poi si dice pronta a riempire gli invasi e quindi a far entrare a pieno regime la struttura, la quale servirà a fornire elettricità ad una vasta regione dell&#8217;Etiopia. La questione quindi è un&#8217;altra e riguarda il quando e come riempire la diga. Se tutte le paratoie fossero aperte da subito, nell&#8217;immediato l&#8217;Egitto perderebbe almeno il 50% dell&#8217;apporto idrico del Nilo nel suo territorio. Si sta quindi lavorando ad un compromesso: l&#8217;idea è quella di riempire gradatamente gli invasi, in modo da evitare un drastico calo repentino della portata d&#8217;acqua del fiume in territorio egiziano. La partita si gioca sulle tempistiche di attivazione della diga, una partita divenuta all&#8217;improvviso un vero e proprio gioco ad incastro con il dossier libico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tensione per la &#8220;diga della rinascita&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tensione-molto-forte-tra-egitto-ed-etiopia-per-la-diga-della-rinascita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 04:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;opera realmente gigante nel cuore dell&#8217;Africa, lì dove le contraddizioni segnano anche i caratteri generali dei paesaggi: nel giro di pochi chilometri si passa da vallate verdi fino alle terre aride bruciate dal sole per poi giungere a quel corso d&#8217;acqua che da millenni segna la vita per milioni di africani. Il riferimento è al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-molto-forte-tra-egitto-ed-etiopia-per-la-diga-della-rinascita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-molto-forte-tra-egitto-ed-etiopia-per-la-diga-della-rinascita.html">Tensione per la &#8220;diga della rinascita&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un&#8217;opera realmente gigante nel cuore dell&#8217;Africa, lì dove le contraddizioni segnano anche i caratteri generali dei paesaggi: nel giro di pochi chilometri si passa da vallate verdi fino alle terre aride bruciate dal sole per poi giungere a quel corso d&#8217;acqua che da millenni segna la vita per milioni di africani. Il riferimento è al <strong>Nilo</strong>, fiume che non è soltanto un fiume. È storia, è mitologia, è simbolo di un profondo rapporto viscerale tra la natura e l&#8217;uomo. Il Nilo è ricordato soprattutto per la civiltà egizia ed è dunque elemento fondamentale per l&#8217;identità dell&#8217;<strong>Egitto</strong> e di tutti gli egiziani. Ma il fiume nasce da altre parti: diventa Nilo nei pressi di <strong>Khartoum</strong>, capitale del Sudan, prima ancora è diviso in <strong>Nilo Bianco</strong>, che nasce dalle zone del Lago Vittoria in territorio ugandese, e <strong>Nilo Azzurro</strong>. Quest&#8217;ultimo è quello che fornisce la portata principale al fiume che poi sfocia in Egitto. Ed è proprio sul Nilo Azzurro che è stata costruita l&#8217;opera citata ad inizio articolo: si tratta di un&#8217;imponente <strong>diga</strong> in territorio etiope, capace di creare un bacino idrico artificiale dalle dimensioni del territorio di Londra. Ossigeno per le aride terre circostanti, un disastro potenziale invece per l&#8217;Egitto.</p>
<h2>Rinascita per l&#8217;Etiopia, tragedia nazionale per l&#8217;Egitto</h2>
<p>Non è un caso che al progetto gli etiopi hanno dato il nome di &#8220;<em>Rinascita</em>&#8220;. La diga potrebbe rappresentare per il Paese africano ciò che il &#8220;grande fiume artificiale&#8221; ha rappresentato per la Libia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Gheddafi</a>. Non solo cioè una grande opera, in grado di alleviare la sede della popolazione e delle terre, ma anche un <strong>simbolo</strong> di un Paese che vuole diventare una potenza regionale. La diga della Rinascita fa il pari con il grande aeroporto costruito ad Addis Abeba, con il boom edilizio che ha coinvolto la capitale etiope il sui skyline è adesso contrassegnato da grattaceli ed edifici più moderni. Un simbolo dunque, ma anche un qualcosa che, secondo il governo guidato da <strong>Abiy Ahmed Ali</strong>, avrà anche un fondamentale effetto pratico: dare acqua e fornire elementi indispensabili per vivere ad una regione di diversi milioni di abitanti. Progettata nel 2014, la diga oggi è quasi pronta: a costruirla è stata la Salini Impregilo, che ha impresso il tricolore in una delle opere più importanti impiantate in Africa negli ultimi anni.</p>
<p>A fine luglio, hanno fatto sapere a più riprese da Addis Abeba, le prime turbine entreranno in azione e l&#8217;acqua inizierà a riempire i giganteschi invasi. Ed a questo punto l&#8217;opera sponsorizzata dal premier libico nobel per la pace rischia di diventare elemento di forte scontro. Sì perché al di là delle vallate da cui si vede già l&#8217;imponente costruzione c&#8217;è il Sudan e, ancora più a nord, c&#8217;è l&#8217;Egitto. E qui quella che in Etiopia viene chiamata &#8220;rinascita&#8221; il governo e l&#8217;opinione pubblica la identificano come vera e propria <strong>tragedia</strong>. Se lungo il suo corso le acque del Nilo vengono trattenute in parte in Etiopia, in Egitto arriverà una portata di gran lunga minore. E non è soltanto questa la &#8220;tragedia&#8221; tra le piramidi: ridimensionare la portata del fiume potrebbe valere come un vero e proprio attacco alla propria identità. Il Nilo non sarebbe più egiziano, non avrebbe più la funzione storica ed economica che ha da sempre nel Paese arabo, da adesso in poi si dovrebbe &#8220;condividere&#8221; il tutto con l&#8217;Etiopia. Una circostanza che non va giù né alla popolazione e né tanto meno al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdel-fattah-al-sisi.html">presidente Al Sisi</a>, con quest&#8217;ultimo intenzionato a continuare la querelle con Addis Abeba anche in caso di reale attivazione delle turbine della nuova diga.</p>
<h2>Il Sudan chiamato in ballo</h2>
<p>In mezzo, tra Egitto ed Etiopia, ci sta il Sudan. E non è soltanto una questione geografica: Khartoum sotto il profilo politico è &#8220;contesa&#8221; dai due principali sfidanti per le acque del Nilo. Quando il progetto era solo in bozza, l&#8217;allora presidente sudanese <strong>Bashir</strong> si è detto favorevole alla nuova diga. E la posizione nel corso degli anni non è mutata, nemmeno quando nell&#8217;aprile del 2019 un colpo di Stato ha messo fine alla trentennale presidenza di Bashir. L&#8217;Egitto però sta provando a trascinare il suo Paese vicino verso la propria parte. Parzialmente c&#8217;è già riuscito, visto che ad esempio <a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/05/13/sudan-si-rifiuta-firmare-un-accordo-letiopia-sulla-grande-diga-africana/">il Sudan si è rifiutato il 12 maggio scorso di firmare con l&#8217;Etiopia</a> un accordo volto a dare il via libera al primo parziale riempimento degli invasi.</p>
<p>Prima di questo passo, Khartoum vuole aspettare l&#8217;Egitto ed anzi il governo sudanese si è proposto come vero attore mediatore della vicenda. Sempre a maggio il Sudan ha fatto sapere di aver ripreso i colloqui con le autorità de Il Cairo per la vicenda relativa alla diga, promuovendo al contempo un incontro con il governo etiope per far avviare nuovamente quanto prima le trattative congiunte tra le delegazioni tra i tre Paese interessati. Queste ultime si sono interrotte a febbraio, dopo l&#8217;uscita di scena della delegazione etiope.</p>
<h2>Le difficili trattative</h2>
<p>In attesa di capire se i colloqui riprenderanno, c&#8217;è da chiedersi se per davvero in Africa si è alla vigilia di una vera e propria <strong>guerra</strong> per l&#8217;acqua. Gli interessi, tanto economici quanto politici, sono molto alti. Lo scorso anno nemmeno la mediazione Usa è riuscita a risolvere la querelle: in quell&#8217;occasione perno della discordia è stato rappresentato dagli anni richiesti dai due Paesi contendenti prima dell&#8217;attivazione definitiva della diga. L&#8217;Egitto ne ha chiesti ventuno, al fine di evitare un repentino abbassamento della disponibilità delle acque nel proprio territorio, l&#8217;Etiopia invece ha fatto sapere di poterne concedere al massimo sette. Da Il Cairo, in fase di trattative, sono stati vantati accordi che risalgono a diversi anni fa, a partire da quello del 1959 stretto con il Sudan secondo cui in cui 55.5 miliardi di litri cubi d’acqua ogni anno possono essere sfruttati dal Paese nordafricano.</p>
<p>L&#8217;Etiopia non ha mai preso in considerazione tale accordo e vorrebbe procedere da sola, con Al Sisi che minaccia ogni tipo di intervento pur di salvare interessi (e reputazione) sul Nilo. Da qui all&#8217;apertura delle prime saracinesche dovrebbero mancare pochi giorni. E tutta l&#8217;Africa aspetta di capire cosa accadrà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-molto-forte-tra-egitto-ed-etiopia-per-la-diga-della-rinascita.html">Tensione per la &#8220;diga della rinascita&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sarà sulle rive del Nilo la guerra dell&#8217;acqua del terzo millennio?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sara-sulle-rive-del-nilo-la-guerra-dellacqua-del-terzo-millennio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 14:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È una questione che tiene banco da anni ormai la diatriba legata alla costruzione della Diga della rinascita etiope, in cui le preoccupazioni dei Paesi che si trovano a valle della costruzione hanno portato ad una escalation di tensioni nell&#8217;Africa Nordorientale. In gioco ci sono infatti una molteplicità di interessi che, in un modo o &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sara-sulle-rive-del-nilo-la-guerra-dellacqua-del-terzo-millennio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sara-sulle-rive-del-nilo-la-guerra-dellacqua-del-terzo-millennio.html">Sarà sulle rive del Nilo la guerra dell&#8217;acqua del terzo millennio?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È una questione che tiene banco da anni ormai la diatriba legata alla costruzione della <strong>Diga della rinascita</strong> etiope, in cui le preoccupazioni dei Paesi che si trovano a valle della costruzione hanno portato ad una escalation di tensioni nell&#8217;Africa Nordorientale. In gioco ci sono infatti una molteplicità di interessi che, in un modo o nell&#8217;altro, hanno spinto il Sudan e l&#8217;Egitto a contrastare il progetto da <strong>74 miliardi</strong> di metri cubi d&#8217;acqua dell&#8217;Etiopia sul percorso del Nilo azzurro, nonostante esso sia ormai quasi pronto ad entrare in funzione. Tuttavia, non è bastato il ritiro della delegazione diplomatica da parte di Khartoum per smuovere la situazione, che a questo punto sembra prendere la direzione di una più completa &#8211; e definitiva &#8211; <strong>rottura</strong> diplomatica.</p>
<h2>Energia ed agricoltura: le paure delle parti in causa</h2>
<p>La costruzione della Diga della rinascita da parte dell&#8217;Etiopia è il fulcro di un più ampio programma volto a dare l&#8217;<strong>indipendenza energetica</strong> al Paese, aiutando al tempo stesso anche l&#8217;agricoltura della regione che con troppa frequenza deve fare i conti con la siccità. Nel portare a termine il suo piano, tuttavia, Addis Abeba mette in pericolo le stesse necessità che hanno l&#8217;Egitto ed il Sudan, mettendoli di fatto alla mercé degli interessi e delle operazioni etiopi.</p>
<p>Mentre per quanto riguarda Khartoum il Nilo blu è essenziale soprattutto per l&#8217;<strong>agricoltura</strong> &#8211; sia che si tratti della sussistenza delle campagne che delle grandi produzioni latifondiste volte a soddisfare il mercato interno &#8211; soprattutto per l&#8217;Egitto la questione è ancora più complessa. Nei suoi piani di indipendenza energetica dai grandi produttori petroliferi della regione araba, il Cairo ha infatti puntato già da anni sull&#8217;<strong>energia idroelettrica</strong> per soddisfare la domanda energetica interna &#8211; e per esportarla, anche verso il Sudan e l&#8217;Etiopia. Il rischio di una diminuzione dei flussi d&#8217;acqua &#8211; anche solo per una piccola durata temporale &#8211; mettono dunque in serio pericolo le capacità produttive del Paese; motivo per il quale l&#8217;opposizione egiziana al progetto è sempre stata forte. E in questo scenario, non è casuale il fatto che l&#8217;Etiopia abbia iniziato la costruzione della diga proprio durante i concitati mesi successivi alla deposizione di <a href="https://www.insideover.com/indepths/politics/who-was-hosni-mubarak.html">Hosni Mubarak</a>, nei quali dall&#8217;Egitto non sono più arrivate opposizioni al progetto.</p>
<h2>Sarà sulle rive del Nilo la prima guerra dell&#8217;acqua?</h2>
<p>È un <strong>allarme</strong> che i tecnici mondiali avevano lanciato già da oltre trent&#8217;anni a questa parte (e già accennato durante la conferenza di Montreal sui CFC): l&#8217;Africa rischia di essere lo scenario della prima vera e propria guerra dell&#8217;acqua del terzo millennio. In fondo, non sarebbe però la prima volta nella storia che nella regione si assisterebbe ad un conflitto del genere, come già accaduto nell&#8217;Avanti cristo con le guerre tra Egiziani e Nubiani e proprio per questioni legate a rudimentali chiusure del letto fluviale.</p>
<p>Negli ultimi giorni, tale macabra possibilità è stata preannunciata anche dal capo della delegazione sudanese, <strong>Ahmed al-Mufti</strong>, come riportato dalla testata giornalistica <em><a href="https://www.theguardian.com/global-development/2020/apr/23/itll-cause-a-water-war-divisions-run-deep-as-filling-of-nile-dam-nears">The Guardian</a>, </em>a seguito del proprio ritiro dalle discussioni internazionali.</p>
<p>Infatti, ai giorni nostri un potenziale scontro nella regione assumerebbe una rilevanza notevole (interessando, in aggiunta alle parti in causa, anche il Sudan del Sud, per un totale di oltre <strong>250milioni</strong> di persone colpite)  e per questo motivo la situazione andrebbe tenuta sotto controllo da parte delle autorità internazionali. Almeno, per evitare l&#8217;esaudirsi di una profezia che troppo a lungo abbiamo sentito e per troppo tempo abbiamo con superficialità ignorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sara-sulle-rive-del-nilo-la-guerra-dellacqua-del-terzo-millennio.html">Sarà sulle rive del Nilo la guerra dell&#8217;acqua del terzo millennio?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La diga della rinascita che spaventa l&#8217;Egitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-diga-della-rinascita-che-spaventa-legitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 13:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Nilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il fallimento dell&#8217;incontro spinto da Washington dello scorso mese, l&#8217;Egitto torna ad alzare i toni contro l&#8217;Etiopia per la questione relativa alla Diga della rinascita che Addis Abeba avrebbe intenzione di iniziare ad alimentare il prossimo giugno. La questione &#8211; che ha tenuto banco nella politica dell&#8217;Africa nord-orientale per mezzo secolo &#8211; rischia adesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-diga-della-rinascita-che-spaventa-legitto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-diga-della-rinascita-che-spaventa-legitto.html">La diga della rinascita che spaventa l&#8217;Egitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto diga Nilo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Egitto-diga-sul-Nilo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p lang="it-IT"><span style="font-size: medium;">Dopo il fallimento dell&#8217;incontro spinto da Washington dello scorso mese, l&#8217;<a href="http://www.rfi.fr/fr/afrique/20200309-%C3%A9gypte-soudan-%C3%A9thiopie-barrage-la-renaissance">Egitto torna ad alzare i toni</a> contro l&#8217;Etiopia per la questione relativa alla <strong>Diga della rinascita</strong> che Addis Abeba avrebbe intenzione di iniziare ad alimentare il prossimo giugno. La questione &#8211; che ha tenuto banco nella politica dell&#8217;Africa nord-orientale per mezzo secolo &#8211; rischia adesso di produrre un&#8217;escalation a causa delle preoccupazioni egiziane riguardo al progetto. E nonostante i tentativi di mediazione degli Stati Uniti per mezzo della stessa persona di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> e del Sudan &#8211; meno colpito dalla scelta etiope &#8211; le trattative sembrano essere giunte nuovamente ad un punto morto.</span></p>
<h3 class="western">Da Sadat ad Al-Sisi: le preoccupazioni dell&#8217;Egitto</h3>
<p>Le principali preoccupazione del Cairo riguardo la costruzione della diga vennero fuori già negli anni &#8217;70, quando il Paese era guidato dal presidente Muhammar Anwar al-Sadat, ed erano relative all&#8217;approvvigionamento idrico del Paese, dipendente quasi esclusivamente dalle acque del <strong>Nilo</strong>. I contrasti durarono quindi sotto tutta la presidenza di <strong>Hosni Mubarak</strong>, per poi attenuarsi nella difficile fase di transizione post-rivoluzione che ha portato alla nomina di<a href="https://www.insideover.com/indepths/politics/who-is-abdel-fattah-al-sisi.html"> Abdel Fattah al-Sisi</a>. Ed è stato proprio questo momentaneo stallo che ha spinto l&#8217;Etiopia ad iniziare il progetto, forte della mancata risposta diplomatica del Cairo, durato pochi mesi ma fondamentale per dare il via alla costruzione della Diga della rinascita.</p>
<p>Diga che &#8211; apparentemente &#8211; è diventata un <strong>pomo della discordia</strong> in Africa, a causa delle grandi implicazioni che potrà avere sulla portata idrica del Nilo e per come ciò si potrà ripercuotere sulla popolazione sudanese ed egiziana. Nonostante le proteste degli ultimi mesi dell&#8217;Egitto &#8211; arrivato persino a identificare la struttura come potenziale <em>casus belli </em>&#8211; il progetto è stato portato a compimenti e tra pochi mesi potrà iniziare ad alimentarsi.</p>
<p>Le preoccupazioni del Cairo si fondano principalmente sulla limitazione della portata delle acque del Nilo, necessaria non soltanto all&#8217;approvvigionamento idrico della popolazione ma soprattutto in quanto unica fonte di acqua per le <strong>coltivazioni</strong>. Con un&#8217;economia ancora fortemente legata all&#8217;agricoltura di sussistenza, il rischio che le coltivazioni necessarie alla sopravvivenza della popolazione vengano compromesse non può infatti essere corso dal Cairo: che deve far fronte già ad una moltitudine di problematiche politiche, economiche e sociali interne.</p>
<h3>Le ambizioni dell&#8217;Etiopia</h3>
<p>Nei programmi di sviluppo economico dell&#8217;Etiopia la piena funzionalità della struttura architettonica sono fondamentali per garantire non soltanto energia elettrica rinnovabile ma anche per soddisfare le esigenze idriche della regione, fortemente vessata dalla <strong>carenza di acqua</strong> per popolazione ed agricoltura. Nonostante il rischio di un forte impatto ambientale sia evidente, la sua costruzione è necessaria per garantire delle grandi prospettive di crescita per il Paese; in un momento in cui sotto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/abiy-ahmed-primo-ministro-etiope-pace-leritrea.html">Abiy Ahmed</a> l&#8217;Etiopia ha ripreso slancio sia sotto il profilo socio-culturale che sotto quello economico.</p>
<p>Alla base dell&#8217;insistenza etiope di portare a compimento il progetto è insito dunque un discorso di crescita economica lungimirante, senza il quale per il Paese uno sviluppo futuro appare impossibile. E con l&#8217;<strong>opinione pubblica</strong> fortemente a favore del progetto, un suo rallentamento o, peggio, un suo abbandono rischiano di essere devastanti per la politica dell&#8217;Etiopia.</p>
<p>L&#8217;abbandono dell&#8217;Etiopia dei principali tavoli di trattativa internazionale ha comunque risvegliato le preoccupazioni dei Paesi bagnati dal Nilo, che intravedono il rischio di una destabilizzazione dei propri flussi idrici. E questa situazione, più di molte altre, evidenzia come la <strong>guerra dell&#8217;acqua</strong> possa essere davvero uno scenario dei prossimi anni, dando ragione alle previsioni che presero già piede sul finire dello scorso secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-diga-della-rinascita-che-spaventa-legitto.html">La diga della rinascita che spaventa l&#8217;Egitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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