L’Asia è diventata terra di Grandi Giochi. Questo termine, nel XIX secolo, si riferiva al conflitto diplomatico e geopolitico che contrappose Regno Unito e Russia in Asia Centrale e Medio Oriente. Oggi la locuzione è tornata di moda per contrassegnare due situazioni che per certi versi ricordano le diatribe sotterranee tra Londra e Mosca. Il primo scenario riguarda il Mar Cinese Meridionale e il controllo dello Stretto di Malacca, l’unica via di accesso marittima all’Oceano Indiano; il secondo, ancora più recente, è quello situato nell’Himalaya, più precisamente nell’area di confine tra Cina e India. Proprio la Cina è la protagonista numero uno dei entrambi i Grandi Giochi citati, perché Pechino vuole assicurarsi il controllo del proprio “cortile di casa” e al contempo avere vie di accesso marittime verso il Golfo del Bengala, ma anche mettere al sicuro i punti strategici sulle vette himalayane collegate alla Nuova Via della Seta.
L’importanza dell’Himalaya
Quanto sta accadendo nell’Himalaya è stato soprannominato da Asia Times il “Grande Gioco himalayano“. Ci sono due progetti tra loro contrapposti: da una parte la Nuova Via della Seta cinese, dall’altra la Strategia indo-pacifica portata avanti da Giappone e Stati Uniti. L’obiettivo è lo stesso, cioè coltivare i rapporti con i Paesi incastrati in questa area montuosa e accreditarsi l’esclusività delle rotte commerciali. Nelle scorse settimane Washington ha effettuato enormi sforzi per cercare di portare sotto la loro ala protettrice Nepal e Bhutan, due Stati apparentemente irrisori ma quanto mai decisivi nella partita a scacchi geopolitica giocata da cinesi e americani. Secondo quanto riportato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in un rapporto intitolato “Indo-Pacific Strategy Report”, il governo americano sta cercando in tutti i modi di ampliare le proprie relazioni con Kathmandu nell’ambito della suddetta Strategia indo-pacifica. Lo scorso dicembre ci fu un incontro tra Mike Pompeo e il ministro degli Esteri nepalese, Pradeep Gyawali, a cui sono seguiti altri incontri tra rappresentanti minori. La Cina, infastidita dall’ingerenza statunitense, ha più volte chiesto al Nepal il suo sostegno esplicito alla Nuova Via della Seta; un sostegno che non è tardato ad arrivare, visto e considerando che questo Paese ha aderito al progetto infrastrutturale voluto da Xi Jinping.
Cina, India e Stati Uniti si contendono il Nepal
Ma tra Stati Uniti e Cina, nell’Himalaya è forte anche il peso dell’India. Nuova Delhi non vuole consegnare quella che considera la propria sfera di influenza né agli Stati Uniti, tanto meno alla rivale Cina. Ecco che per evitare di perdere terreno a discapito di Pechino, Modi sta pensando di dedicarsi anima e corpo alla Strategia indo-pacifica. Mentre il Nepal vive in un pericoloso equilibrismo (il rischio di perdere tutto è concreto), il Buthan non fa parte della Nuova Via della Seta, e in un certo senso ha le mani più libere. I rapporti intensi tra Cina e Nepal hanno spinto il Buthan a tuffarsi nelle mani di Washington, che adesso proverà a sfruttare la situazione a proprio favore. Certo è che il Nepal ha dichiarato apertamente che non permetterà a nessuna forza straniera di usare il proprio territorio per attività anti-cinesi, e questo è un grande attestato di rispetto nei confronti di Pechino.
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