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	<title>Frans Timmermans Archives - InsideOver</title>
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	<title>Frans Timmermans Archives - InsideOver</title>
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		<title>Olanda, nel rebus del voto anticipato la sfida è Wilders contro Timmermans</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/olanda-nel-rebus-del-voto-anticipato-la-sfida-e-wilders-contro-timmermans.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 05:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Olanda, nel rebus del voto anticipato è Wilders contro Timmermans. Gli scenari in un Paese frammentato e diviso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/olanda-nel-rebus-del-voto-anticipato-la-sfida-e-wilders-contro-timmermans.html">Olanda, nel rebus del voto anticipato la sfida è Wilders contro Timmermans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-1536x1153.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/voto-olanda-wilders-timmermans-rutte-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Olanda </strong>torna alle urne per le elezioni anticipate a poco meno di due anni del voto del novembre 2023 che sancì l&#8217;affermazione del <strong>Partito delle Libertà (Pvv) di Geert Wilders</strong>, formazione di destra anti-immigrazionista, conservatrice sul fronte securitaria e liberista in economia, e l&#8217;avvio di una difficile fase segnata dalla nascita del governo di coalizione dell&#8217;ex capo dell&#8217;intelligence <strong>Dick Schoof</strong> che non è riuscito a raggiungere l&#8217;anno di durata nel pieno dei suoi poteri. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti contro Wilders</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/olanda-sui-migranti-cade-il-governo-schoof-wilders-si-sfila-paese-nel-caos.html">Da giugno, l&#8217;uscita del Pvv</a>, prima forza del Parlamento con 27 seggi su 150, dall&#8217;esecutivo ha reso il governo Schoof un&#8217;anatra zoppa dimissionaria. Il rifiuto del capo del governo di <strong>implementare una dura stretta sul diritto d&#8217;asilo</strong> e porre in essere una disciplina sull&#8217;immigrazione potenzialmente in contrasto con le norme europee in materia di gestione dei flussi, la spaccatura palese emersa nel governo sulla <strong>politica internazionale</strong> (con Wilders in particolare contestante i suoi alleati per le posizioni non pienamente allineate a Israele) <a href="https://it.insideover.com/economia/concorrenza-di-cina-e-corea-e-stop-al-gas-russo-cosi-la-chimica-olandese-ha-perso-il-20-in-tre-anni.html">e un <strong>clima di incertezza economica</strong></a> che hanno paralizzato l&#8217;azione politica, hanno provocato la rottura tra destra radicale e alleati liberali e centristi. Ora il quadro politico è complesso.</p>



<p>Il principale <strong>rivale di Wilders e del Pvv è l&#8217;Alleanza Rossoverde</strong>, coalizione del Partito dei Verdi e dei Laburisti che si presenta con una lista unica avente a capo l&#8217;ex vicepresidente della Commissione Europea e architetto del Green Deal <strong>Frans Timmermans</strong>. </p>



<p>I sondaggi danno Wilders e il Pvv vincitori relativi, con 26-29 seggi, ma in calo rispetto al 2023, e i Rossoverdi a 22-25 seggi pronti a inseguirli in scia. Per governare servono 76 seggi in coalizione, e dunque probabilmente sarà un campo pluripartitico quello che emergerà. <strong>Il dato da registrare è la vitalità delle formazioni più centriste e moderate</strong> dopo la caduta del governo Schoof. I cattolici di Appello Cristiano-Democratico e i liberaldemocratici di D66 sono dati attorno ai 20 seggi in ballottaggio per il terzo posto, mentre solo quinto è dato per ora il Partito Libertà e Democrazia (Vvd), che dal 2010 al 2024 ha guidato il governo con l&#8217;attuale segretario generale della Nato <a href="https://it.insideover.com/difesa/mark-rutte-nuovo-segretario-generale-della-nato-europeista-pragmatico-piu-attento-al-mediterraneo.html">Mark Rutte.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il partito di Rutte in alto mare</h2>



<p>&#8220;Il calo nei sondaggi del Vvd a seguito del <a href="https://www.politico.eu/article/geert-wilders-dutch-government-collapse/">crollo del governo olandese</a> a giugno ha messo a dura prova un&#8217;ex forza elettorale che è diventata quasi sinonimo del governo olandese e il volto della presunta tradizione liberale del paese nell&#8217;Ue&#8221;, ha scritto<a href="https://www.politico.eu/article/vvd-mark-rutte-geert-wilders-netherlands-dutch-liberals/"> <em>Politico.eu</em>,</a> aggiungendo che &#8220;i suoi problemi riecheggiano le difficoltà incontrate da altri liberali europei negli ultimi anni, tra cui il presidente Emmanuel Macron in Francia, il Partito Liberale Democratico in Germania e il partito Open VLD dell&#8217;ex primo ministro belga Alexander De Croo&#8221;.</p>



<p>La leader del Vvd, l&#8217;ex ministro della Giustizia <a href="https://it.insideover.com/politica/dilan-yesilgoz-zegerius-la-storia-della-delfina-di-mark-rutte.html">Dilan Yesilgoz-Zegerius</a>, si gioca una grossa fetta del futuro politico in un voto che <strong>rispecchierà la complessità del Paese</strong>. E potrebbe ampliare la frammentazione del quadro politico comunitario emerso da ogni grande tornata elettorale nel Vecchio Continente nell&#8217;ultimo biennio. Attorno al dualismo destra-sinistra l&#8217;Olanda dovrà saper creare un sistema di governo non estremamente ideologizzato e capace di dare al Paese un governo funzionale.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/olanda-nel-rebus-del-voto-anticipato-la-sfida-e-wilders-contro-timmermans.html">Olanda, nel rebus del voto anticipato la sfida è Wilders contro Timmermans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Pagare in rubli viola le sanzioni&#8221;: il dibattito europeo sui conti del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/pagare-in-rubli-viola-le-sanzioni-il-dibattito-europeo-sui-conti-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 15:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-2048x1310.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grande è la confusione sotto il cielo dell&#8217;Unione Europea. Una volta di più, il lessico burocratico impedisce di avere una visione chiara della realtà e l&#8217;Ue si incarta di fronte alla sfida delle sanzioni alla Russia. &#8220;Pagare in rubli significa violare le sanzioni. Ed è una violazione anche dei contratti stipulati che prevedono in quale valuta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/pagare-in-rubli-viola-le-sanzioni-il-dibattito-europeo-sui-conti-del-gas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/pagare-in-rubli-viola-le-sanzioni-il-dibattito-europeo-sui-conti-del-gas.html">&#8220;Pagare in rubli viola le sanzioni&#8221;: il dibattito europeo sui conti del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Grande è la confusione sotto il cielo dell&#8217;Unione Europea. Una volta di più, il lessico burocratico impedisce di avere una visione chiara della realtà e l&#8217;Ue si incarta di fronte alla <strong>sfida delle sanzioni </strong>alla Russia. &#8220;Pagare in rubli significa violare le sanzioni. Ed è una violazione anche dei contratti stipulati che prevedono in quale valuta pagare. E i contratti indicano euro o dollari, mai rubli&#8221;. Lo ha detto il vice presidente della Commissione Ue, Frans <span class="hilg1">Timmermans</span>, rispondendo nel corso della conferenza stampa sul piano RepowerEu ad una domanda sull&#8217;apertura di <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-apre-ai-conti-su-gazprombank-cosa-succede-ora.html" target="_blank" rel="noopener">due conti da parte di Eni presso Gazprombank</a>.</p>
<p>Una risposta indicativa nella sua natura evasiva: Timmermans non menziona esplicitamente il Cane a sei zampe e le altre aziende che hanno scelto di aprire i &#8220;Conti K&#8221; presso Gazprombank come colpevoli di violazioni, ma ammonisce sul fatto che l&#8217;idea stessa di aprire un conto denominato in euro ed uno denominato in rubli può causare problemi. Sfumando ma non togliendo senso alle dichiarazioni di ieri della Commissione Europea, secondo la quale &#8220;la procedura di pagamento prevista dal decreto russo del 31 marzo violerebbe le sanzioni Ue, ma ci sono opzioni disponibili per le aziende per continuare a pagare il gas in euro o dollari in linea con i contratti concordati&#8221;.</p>
<p>L&#8217;apertura di un conto bancario presso <span class="hilg1">Gazprombank</span> non viola le sanzioni, a patto che il conto non sia in rubli. Ma anche qualora decidessero di farlo, come molti attori occidentali hanno deciso, gli operatori dovrebbero dichiarare chiaramente che intendono adempiere ai propri obblighi derivanti dai contratti esistenti e considerarli adempiuti pagando in euro o dollari. E la prima fase del pagamento delle forniture russe, <strong>secondo il decreto di Vladimir Putin</strong> di fine marzo e secondo quanto si apprestano a fare le società energetiche (Eni compresa) avviene effettivamente in valuta occidentale. Delegando a una procedura interna al sistema finanziario russo la decisione di convertire euro o dollari in rubli.</p>
<p>E, alla lettera, il comunicato stampa di Eni scritto nella giornata di ieri appare un capolavoro tattico di resistenza a ogni possibile vincolo alle sanzioni: il Cane a sei zampe scrive di aver scelto di aprire i conti in rubli unicamente per <strong>fini cautelativi e temporaneamente, </strong>per garantirsi contro ogni accusa, specificando del resto che &#8220;Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (effettivamente giunta ad Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro&#8221;.</p>
<p>Gazprom, la cui banca non è colpita dalle sanzioni occidentali, ha inviato una lettera a tutti i suoi clienti europei spiegando che avrebbero potuto continuare a pagare il suo gas senza violare le sanzioni grazie ad un nuovo decreto del Cremlino dell&#8217;inizio di maggio. Una missiva, all&#8217;indomani dello <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-chiude-il-gas-a-polonia-e-bulgaria-cosa-puo-succedere-ora.html"><strong>stop della fornitura a Polonia e Bulgaria</strong></a> che si erano rifiutate di saldare il conto nella valuta russa, in cui si chiariva la procedurà i saldi in euro, o dollari, sarebbero scambiati dal Centro nazionale di compensazione russo, escludendo ogni rapporto diretto con la <a href="https://it.insideover.com/economia/le-sanzioni-danneggiano-tutti-choc-economico-anche-per-mosca.html" target="_blank" rel="noopener">Banca centrale di Mosca, sotto sanzioni. </a></p>
<p>In quest&#8217;ottica nella ridda di interpretazioni, sulla carta &#8220;hanno ragione tutti&#8221;, nota <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/18/gas-il-vicepresidente-ue-tiemmermans-la-decisione-di-eni-viola-le-sanzioni-da-venerdi-mosca-ferma-i-flussi-verso-la-finlandia/6596475/"><em>Il Fatto Quotidiano</em></a>. L&#8217;Ue con la lettera della norma, le compagnie petrolifere con la prassi che non prevede il pagamento in rubli. E &#8220;Bruxelles continua a giocare con le parole verosimilmente per dissimulare il via libera all’adesione del meccanismo chiesto da Mosca. Oltre a Eni hanno già lasciato intendere che aderiranno al nuovo sistema la tedesca <strong>Uniper, l’austriaca Omv</strong> e la francese Engie&#8221;. Mentre l&#8217;Ungheria di <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/come-la-dottrina-orban-ha-cambiato-lungheria.html">Viktor Orban va addirittura oltre e non chiude all&#8217;ipotesi stessa di pagare direttamente in rubli.</a></p>
<p>Il punto di fondo è che anche con la guerra ai suoi confini e le sanzioni in attività Bruxelles non perde la tendenza a comportarsi come un <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/da-tempio-delle-idee-a-tecnocrazia-leuropa-deve-riscoprire-se-stessa.html" target="_blank" rel="noopener">organismo tecnocratico</a> </strong>fondato sulla formalità del gergo giuridico e non sulla sua trasformazione in sostanza. Possiamo dare torto a Eni se di fronte al rischio di un blocco del mercato ha voluto tutelarsi contro il tracollo dei suoi affari e dei suoi approvvigionamenti in un quadro politico e normativo incerto? Possiamo pensare lo stesso di altre major in altri Paesi? O forse nella situazione a macchia di leopardo delle sanzioni alla Russia il governo dell&#8217;incertezza dovrebbe essere <strong>politico </strong>prima ancora che burocratico? Di fatto si è optato per il no all&#8217;embargo al gas russo, ma non lo si vuole ammettere. Il palleggio tra Commissione e Paesi è solo un tentativo di fare melina prima di dover ammettere l&#8217;inevitabile. E cioè che per Eni e le altre compagnie, di fatto, continuerà il <em>business as usual</em>. Imponendo di ripensare il senso profondo e strategico delle sanzioni alla Russia scelte finora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/pagare-in-rubli-viola-le-sanzioni-il-dibattito-europeo-sui-conti-del-gas.html">&#8220;Pagare in rubli viola le sanzioni&#8221;: il dibattito europeo sui conti del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La politica green dell&#8217;Ue si incaglia sui sussidi alle biomasse</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-politica-green-dellue-si-incaglia-sui-sussidi-alle-biomasse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 16:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa a una credibile e strutturata sostenibilità, come ogni rivoluzione vera o presunta, non è un pranzo di gala. Impone scelte ragionevoli, pragmatismo e un controllo continuo sulle politiche intraprese per tutelare l&#8217;ambiente nel suo complesso. Nella consapevolezza che spesso un&#8217;accelerazione eccessiva sulla sostenibilità &#8220;spot&#8221; può creare cortocircuiti. La questione delle biomasse è esemplificativa in tal senso. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-politica-green-dellue-si-incaglia-sui-sussidi-alle-biomasse.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-politica-green-dellue-si-incaglia-sui-sussidi-alle-biomasse.html">La politica green dell&#8217;Ue si incaglia sui sussidi alle biomasse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/biomasse-Agenzia_Fotogramma-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La corsa a una credibile e strutturata <strong>sostenibilità, </strong>come ogni rivoluzione vera o presunta, non è un pranzo di gala. Impone scelte ragionevoli, pragmatismo e un controllo continuo sulle politiche intraprese per tutelare l&#8217;ambiente nel suo complesso. Nella consapevolezza che spesso un&#8217;accelerazione eccessiva<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura-e-spettacoli/conservare-natura-perch-destra-non-pu-dimenticare-lambiente-1958286.html" target="_blank" rel="noopener"> sulla sostenibilità &#8220;spot&#8221; può creare cortocircuiti.</a></p>
<p>La questione delle <strong>biomasse </strong>è esemplificativa in tal senso. La possibilità di sfruttare masse organiche come fonte di energia è stata ampiamente sfruttata, specie nel Vecchio Continente. La <strong>biomassa solida, </strong>stando ai dati ripresi dall&#8217;ente a partecipazione pubblica Gse, si è confermata per il 2019, prima del Covid-19 la principale fonte energetica rinnovabile utilizzata nell’Unione europea nel settore termico e nel contesto della corsa globale alle rinnovabili secondo le stime dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia garantirà circa il 17% della domanda finale di energia globale entro il 2060, quadruplicando rispetto al 2015 il suo impatto.</p>
<p>All&#8217;interno di questi dati grezzi è importante però fare dei distinguo. Anche sul fronte delle biomasse è possibile infatti trovare forme di generazione a impatto reale sulla sostenibilità e altre ben più discutibili. Il nodo chiave è sempre quello della <strong>tecnologia </strong>applicata alla transizione: per stare a un esempio di pochi giorni fa, recentemente <em>Green Report </em>ha sottolineato che Saipem e Versalis, la società chimica di Eni, &#8220;<a href="https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2021/06/cs-versalis-saipem-240621.html" target="_blank" rel="noopener">hanno firmato un accordo</a> per produrre e promuovere su scala globale Proesa, la tecnologia proprietaria Versalis per la produzione di bioetanolo e di prodotti chimici da biomasse lignocellulosiche&#8221;; parallelamente, col sostegno dell&#8217;Università Guglielmo Marconi il progetto GICO, finanziato con quattro milioni di euro da Horizon 2020 (il programma precedente ad <strong><a href="https://www.rinnovabili.it/innovazione/horizon-europe-58-miliardi-neutralita-climatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Horizon Europe</a></strong>), intende produrre idrogeno a basso impatto sfruttando biomasse e scarti.</p>
<p>Abbiamo di fronte due esempi in cui il circolo virtuoso tra nuovi paradigmi tecnologici, nuove prospettive per mercati e innovazioni e nuovi approcci si attiva. Nella consapevolezza che la completa decarbonizzazione non avverrà probabilmente nell&#8217;arco della prossima generazione, ma che al contempo uno spazio maggiore per le rinnovabili va costruito con pragmatismo.</p>
<p>Diverso è il discorso dove invece dietro un &#8220;brand&#8221; sostenibile si legittimano pratiche discutibili per il fronte ambientale. Con l&#8217;etichetta delle <strong>biomasse, </strong>ha fatto notare il <em>Financial Times, </em>sono spesso presentati non solo fonti come i rifiuti organici e gli scarti ma anche <strong>vegetali </strong>di ben diversa fattura. A fine maggio fuori dall&#8217;Europarlamento è comparso un proiettore che mostrava a ripetizione un video presentante delle scene di foreste disboscate aventi come sottofondo la scritta &#8220;L&#8217;Ue brucia le foreste come combustibile&#8221;. Il fatto che l&#8217;Ue per raggiungere i target di decarbonizzazione abbia fino ad ora incluso anche i pellet prodotti con la legna degli alberi tra le biomasse crea un sostanziale cortocircuito. E, sottolinea il Ft, non conta molto per sanare questa incoerenza, <a href="https://www.ft.com/content/c3b00115-562e-4d06-bd11-f46a3f9366b1" target="_blank" rel="noopener">il fatto che &#8220;molti degli alberi usati vengano da silvicolture sostenibili&#8221;, dato che l&#8217;impatto di ogni singola pianta</a> sull&#8217;ambiente passa sia per la sua capacità di assorbire anidride carbonica che per il suo ruolo nel quadro dell&#8217;ecosistema di riferimento.</p>
<p>Nel 2019 oltre 10 miliardi di euro sono stati spesi dall&#8217;Ue per sussidi alle biomasse, che in parte hanno contribuito a finanziare l&#8217;importazione di pellet vegetali da Usa, Vietnam e Canada, i primi esportatori su scala globale. <strong>Finlandia, Estonia e Svezia </strong>sono in prima linea per fare pressione sull&#8217;Unione affinché nei prossimi anni siano definite nel perimetro delle biomasse energicamente utilizzabili solo quelle con l&#8217;intera filiera alle spalle sostenibile, o in grado di creare valore aggiunto a livello sistemico. Questo risulta anche da un <strong>documento segreto </strong>che proprio la testata della City di Londra ha avuto modo di consultare,<a href="https://www.ft.com/content/e1c1aba6-5fab-420d-aff1-2ba170672f5b" target="_blank" rel="noopener"> emerso il 16 giugno scorso</a>, in cui emergono le diverse posizioni in materia. <a href="https://it.insideover.com/politica/timmermans-luomo-del-pse-che-vuole-il-posto-di-juncker.html" target="_blank" rel="noopener">Frans Timmermans</a>, vicepresidente della Commissione delegato alla transizione ecologica, nota che senza le biomasse i target di decarbonizzazione per il 2050 saranno irrealizzabili; i Paesi &#8220;verdi&#8221; sostengono l&#8217;idea di abbattere da 20 a 5 MW di produzione il limite per la sussidiabilità di un impianto a biomasse a patto che sia alimentato in forme sostenibili.</p>
<p>La questione delle biomasse è una delle più importanti tra quelle che l&#8217;Ue dovrà risolvere nelle prossime settimane. Il 14 luglio prossimo si definiranno le linee guida dei dazi &#8220;verdi&#8221; che seguirà alla presa di posizione realistica sul <a href="https://it.insideover.com/ambiente/sulle-emissioni-leuroparlamento-sceglie-una-linea-realista.html" target="_blank" rel="noopener">taglio di emissioni per il 2030 rispetto al 1990.</a> Ma perché queste politiche diventino pienamente efficienti ed operative serve che le asimmetrie sul clima che l&#8217;Ue non ha risolto siano sanate. La necessità di integrare il mix energetico gas-rinnovabili <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gasdotto-della-distensione-nord-stream-riavvicina-ue-e-russia.html" target="_blank" rel="noopener">rendendo sostenibili gli investimenti infrastrutturali già previsti,</a> la costruzione di filiere innovative per prodotti come l&#8217;idrogeno e il tema biomasse sono sfide che parlano della stessa necessità: affrontare con realismo e senza utopie o ossessioni legate al taglio di precisi traguardi una sfida che coinvolgerà l&#8217;intero sistema economico-produttivo e lo sviluppo dei suoi assetti nei decenni a venire.</p>
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		<title>L&#8217;Ue avverte le Big Pharma: senza consegne vaccino pronta a sequestro dosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lue-avverte-le-big-pharma-senza-consegne-vaccino-pronta-a-sequestro-dosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 10:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Frans Timmermans" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-1024x376.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-768x282.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-1536x564.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-2048x752.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non credo sarà necessario. Ma se saremo costretti a farlo, lo faremo&#8221;. Le parole di Frans Timmermans, a metà strada tra un avvertimento e una minaccia, anticipano le future mosse di Bruxelles sui vaccini anti Covid. Nel mirino del vice presidente della Commissione europea ci sono loro: le case farmaceutiche. In ritardo con le consegne &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-avverte-le-big-pharma-senza-consegne-vaccino-pronta-a-sequestro-dosi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Frans Timmermans" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-300x110.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-1024x376.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-768x282.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-1536x564.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Frans-Timmermans-scaled-e1616237217250-2048x752.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Non credo sarà necessario. Ma se saremo costretti a farlo, lo faremo&#8221;. Le parole di <strong>Frans Timmermans</strong>, a metà strada tra un avvertimento e una minaccia, anticipano le future mosse di Bruxelles sui <strong>vaccini anti Covid</strong>. Nel mirino del vice presidente della Commissione europea ci sono loro: le case farmaceutiche. <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-e-profitto-la-rischiosa-linea-rossa-di-pfizer.html">In ritardo con le consegne in Europa</a>, le Big Pharma sembrano molto più interessate a spedire le dosi nei Paesi extra Ue, <a href="https://it.insideover.com/societa/prezzi-dosi-e-accordi-perche-pfizer-sta-snobbando-leuropa.html">forse attratte da accordi più consistenti e incoraggiate da penali pressoché irrisorie</a>.</p>
<p>Sarà che l&#8217;<strong>Unione europea</strong> ha stipulato con le suddette aziende intese a dir poco sconvenienti, salvo poi accorgersi soltanto in un secondo momento di aver combinato un mezzo pasticcio, ma la realtà è evidente: pressoché tutte le società autorizzate a vendere il loro vaccino sul mercato europeo hanno improvvisamente tagliato le <strong>spedizioni</strong> destinate verso il Vecchio Continente. E così, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata a <em>Repubblica</em>, Timmermans ha sganciato la bomba che nessuno si aspettava.</p>
<p>A quanto pare esiste l&#8217;eventualità del <strong>sequestro</strong> dei vaccini da parte dell&#8217;Ue a danno aziende che non dovessero rispettare le consegne. Il socialista olandese sarebbe favorevole a seguire questa linea? Le sue parole sono emblematiche: &#8220;Aspettiamo di vedere che cosa succede. Se non rispettano gli impegni previsti dal contratto dobbiamo agire ed è esattamente quello che stiamo facendo&#8221;, ha aggiunto commentando la lettera di messa in mora inviata dalla Commissione ad <strong>AstraZeneca</strong>.</p>
<h2>Bruxelles si lecca le ferite</h2>
<p>Ricordiamo, infatti, che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a>, dopo aver difeso gli opachi contratti sui vaccini, ha annunciato la messa in mora di AstraZeneca a causa dei <strong>ritardi</strong> nelle forniture. Non solo: il presidente della Commissione Ue <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-usa-astrazeneca-per-colpire-il-regno-unito.html">ha chiesto reciprocità sull&#8217;export dei vaccini</a>, rivolgendosi, in particolare, al Regno Unito.<a href="https://it.insideover.com/politica/tanta-burocrazia-e-poca-efficienza-il-fallimento-europeo-sui-vaccini-spiegato.html"> A proposito di von der Leyen</a>, Timmermans, che nei giorni scorsi non era stato morbido nei confronti della collega, ha sottolineato che l&#8217;obiettivo resta quello di vaccinare il 70% della popolazione adulta europea entro l&#8217;estate.</p>
<p>Se ciò non dovesse accadere, von der Leyen non dovrà dimettersi, visto che &#8220;si dedica giorno e notte ai vaccini, parla costantemente con i leader e con le industrie. Fa il possibile e le sono riconoscente perché non conosco nessuno in Europa che lavori così duro e con tanta energia&#8221;. Insomma, il vicepresidente cerca di allentare la tensione, e ricucire gli strappi avvenuti in seno alla Commissione, così<a href="https://it.insideover.com/politica/dietro-lo-stop-ad-astrazeneca-un-atto-di-guerra-ibrida-della-germania.html"> da spostare i riflettori sui ritardi delle aziende</a>. Scordandosi, probabilmente, che se le Big Pharma stanno facendo il bello e il cattivo tempo, la colpa è soltanto di Bruxelles e dei contratti che ha stretto con le stesse case farmaceutiche. Contratti, evidentemente, rivedibili.</p>
<h2>Tra blocco dell&#8217;export e sequestro delle dosi</h2>
<p>Al netto delle parole, anche piuttosto dure, usate da Timmermans, l&#8217;Ue ha in realtà ben poche armi per impaurire le Big Pharma. Ci sarebbe l&#8217;ipotesi di chiudere l&#8217;<strong>export</strong> dei vaccini verso il Regno Unito e il resto del mondo, ma imbracciare il forcone del <strong>sovranismo vaccinale</strong> potrebbe presto rivelarsi un boomerang, visto e considerando che è l&#8217;Europa ad essere a secco di vaccini. E che il grosso delle dosi utilizzate (o prossimo all&#8217;utilizzo) sul territorio europeo proviene dall&#8217;estero. Il messaggio di Timmermans è comunque chiaro: &#8220;L&#8217;Europa esporta più di tutti al mondo, ma chiediamo reciprocità ed equilibrio. Chi produce vaccini deve anche esportarli, non solo prendersi i nostri. Così come non ha senso esportare verso nazioni che hanno un livello di immunizzati più alto del nostro, come Israele&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo si fa strada l&#8217;<strong>articolo 122</strong> del Trattato dell&#8217;Unione europea. Al momento, Bruxelles è intenzionata ancora a seguire la strada della cooperazione e non quella della coercizione. Attenzione però, perché se la situazione non dovesse cambiare, l&#8217;Ue potrebbe rivolgersi al suddetto articolo, che consente, a fronte di gravi difficoltà nell&#8217;<strong>approvvigionamento</strong> di determinati prodotti, di intervenire a gamba tesa con obblighi e divieti. E così l&#8217;ombra del sequestro inizia ad alzarsi sulle Big Pharma che non rispettano i contratti (quindi tutte o quasi). &#8220;Tutti gli strumenti sono sul tavolo, sarebbe un nostro diritto. Vedo tuttavia un cambiamento da parte dell&#8217;industria, quindi non penso che sarà necessario&#8221;, ha chiosato Timmermans, sottolineando però che &#8220;in caso contrario, se costretti a farlo, lo faremo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-avverte-le-big-pharma-senza-consegne-vaccino-pronta-a-sequestro-dosi.html">L&#8217;Ue avverte le Big Pharma: senza consegne vaccino pronta a sequestro dosi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Controlleremo che l&#8217;Italia faccia riforme adeguate&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-lavvertimento-dellue-controlleremo-che-litalia-faccia-riforme-adeguate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 08:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-768x226.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-1024x302.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Controlleremo che l&#8217;Italia presenti un piano di riforme adeguate, in linea con quanto deciso in sede europea. Dopo di che Roma potrà aggrapparsi al Recovery Fund e ricevere gli aiuti economici provenienti da Bruxelles, anche se questi denari non saranno disponibili prima del 2021. In poche parole è questo l&#8217;avvertimento lanciato al governo italiano da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-lavvertimento-dellue-controlleremo-che-litalia-faccia-riforme-adeguate.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-lavvertimento-dellue-controlleremo-che-litalia-faccia-riforme-adeguate.html">&#8220;Controlleremo che l&#8217;Italia faccia riforme adeguate&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-768x226.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8695576-e1561975983624-1024x302.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Controlleremo che l&#8217;Italia presenti un <strong>piano di riforme</strong> adeguate, in linea con quanto deciso in sede europea. Dopo di che Roma potrà aggrapparsi al Recovery Fund e ricevere gli aiuti economici provenienti da Bruxelles, anche se questi denari <a href="https://it.insideover.com/economia/il-recovery-fund-dal-2021-intanto-la-recessione-puo-far-male.html">non saranno disponibili prima del 2021</a>. In poche parole è questo l&#8217;avvertimento lanciato al governo italiano da <strong>Frans Timmermans</strong>, vicepresidente della Commissione europea.</p>
<p>Calcolatrice alla mano, ricordiamolo, <a href="https://it.insideover.com/economia/guida-al-recovery-fund.html">in ballo ci sono 750 miliardi di euro</a> (209 miliardi destinati all&#8217;Italia): 390 saranno erogati attraverso sussidi a fondo perduto mentre i rimanenti 360 tramite prestiti a lunga scadenza, in un periodo compreso dal 2026 al 2046. Il rubinetto dell&#8217;<strong>Ue</strong> potrà tuttavia aprirsi soltanto se i singoli governi saranno in grado di impacchettare e presentare strategie di allocazione delle risorse in linea con i diktat decisi a Bruxelles negli scorsi mesi. Ricordiamo inoltre che per ottenere un prefinanziamento pari al 10% dei fondi l&#8217;esecutivo giallorosso <a href="https://it.insideover.com/economia/il-conto-alla-rovescia-per-conte-e-il-recovery-fund.html">deve presentare i progetti entro il 15 ottobre</a>.</p>
<p>In ogni caso l&#8217;<strong>Italia</strong> non pensi di fare la furba o di non mantenere la parola data. Nel corso di un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano<a href="https://www.lastampa.it/topnews/economia-finanza/2020/09/05/news/frans-timmermans-subito-i-piani-del-recovery-l-ue-controllera-che-l-italia-faccia-le-riforme-adeguate-1.39267538"><em> La Stampa</em></a>, Timmermans è stato chiarissimo: &#8220;I piani nazionali per il <strong>Recovery Fund</strong> vanno presentati molto in fretta e devono riflettere gli orientamenti europei per i quali sono stati definiti&#8221;. Sottolineando per l&#8217;ennesima volta come il Recovery Fund rappresenti un&#8217;occasione da non sprecare, l&#8217;olandese ha ribadito un concetto con cui dovrà presto fare familiarità Giuseppe Conte: l&#8217;Europa controllerà che gli Stati rispettino le regole.</p>
<h2>L&#8217;avvertimento di Timmermans</h2>
<p>Detto altrimenti, i Paesi membri dell&#8217;Ue destinatari degli aiuti provenienti dal Recovery Fund dovranno investire in settori come l&#8217;adeguamento tecnologico, la crescita sostenibile per la società e l&#8217;ambiente. Guai a sprecare i soldi in progetti fini a se stessi, e guai a gonfiare ulteriormente il <strong>debito pubblico</strong>. Anche perché, assicura Timmermans, la crisi provocata dalla pandemia di Covid non terminerà a breve. È poi arrivata una timida, prima stoccata all&#8217;Italia, quando il vicepresidente della Commissione europea ha spiegato che &#8220;alcuni paesi, per ragione culturali, faticano ad accettare il cambiamento di abitudini&#8221;.</p>
<p>Tornando al tema dei <strong>finanziamenti</strong>, la Commissione controllerà che si &#8220;vada nella giusta direzione&#8221;, seguendo l&#8217;agenda del New Green Deal. E qui l&#8217;Italia viene citata espressamente da Timmermans: &#8220;Mi auguro il governo insista nel percorso di riforme necessario già prima della pandemia e rispetti gli <strong>impegni</strong> che ha preso sinora&#8221;. Un avvertimento paterno, che tuttavia nasconde una sorta di minaccia velata.</p>
<p>Ci sono <strong>due aspetti</strong> da considerare. Primo: nelle stanze di Bruxelles il debito italiano continua a essere visto come uno spauracchio. In merito a ciò Timmermans ha fornito il suo punto di vista: &#8220;La risposta è nelle scelte che aiutano l&#8217;industria a ristrutturarsi per creare opportunità di lavoro. Il riapparire della fiducia, con la ripresa, renderebbe più gestibile il debito. Con la giusta azione nei settori rilevanti, la chimica come l&#8217;auto e le costruzioni, in un paio d&#8217;anni la situazione potrà cambiare&#8221;.</p>
<h2>Il tempo stringe</h2>
<p>Arriviamo quindi al secondo aspetto da considerare: la questione <strong>tempo</strong>. Timmermans ha lasciato intendere che quando le cose andranno meglio la Bce comprerà meno titoli e il <strong>Patto di stabilità</strong> tornerà stringente. L&#8217;ex ministro olandese ha quindi chiosato sulle regole di bilancio europee: &#8220;Dobbiamo riflettere e vedere se e come adattarle ai tempi. Tenendo però presente quello che si è visto durante la pandemia: i paesi più disciplinati dal punto di vista del bilancio hanno avuto meno problemi a spendere&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Italia, insomma, deve fare di tutto per evitare di aumentare il suo debito, anche se il debito in sé non è un problema nel caso in cui l&#8217;economia sottostante si rivelesse &#8220;solida&#8221;. I fondi europei del Recovery Fund, ha quindi concluso Timmermans, sono &#8220;abbondanti&#8221; e l&#8217;Europa &#8220;integrerà il lavoro della Bei ma anche quello delle banche private&#8221;. Non solo: Bruxelles sosterrà anche gli interventi verdi sulle abitazioni e sulle imprese. In mezzo a tante rassicurazioni, l&#8217;Italia si ricordi che resta l&#8217;<strong>osservata speciale</strong> numero uno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-lavvertimento-dellue-controlleremo-che-litalia-faccia-riforme-adeguate.html">&#8220;Controlleremo che l&#8217;Italia faccia riforme adeguate&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti gli uomini (e le donne) della presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-gli-uomini-e-le-donne-della-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 11:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="von der Leryen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo vari start e stop, prende il via è finalmente nata la nuova Commissione europea. Dopo la bocciatura della candidata francese Sylvie Goulard e dei candidati di Romania (Rovana Plumb) e Ungheria (Laszlo Trocsanyi), la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha suggellato definitivamente la squadra dei commissari europei. Convitata di pietra, nemmeno a dirlo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-gli-uomini-e-le-donne-della-presidente.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="von der Leryen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-francese-contro-la-von-der-leyen.html">vari <em>start </em>e <em>stop,</em> </a>prende il via è finalmente nata la nuova<strong> Commissione europea</strong>. Dopo la bocciatura della candidata francese Sylvie Goulard e dei candidati di Romania (Rovana Plumb) e Ungheria (Laszlo Trocsanyi), la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha suggellato definitivamente la squadra dei commissari europei. Convitata di pietra, nemmeno a dirlo, la Gran Bretagna che, causa <strong>Brexit</strong>, ha optato per un “no candidate” subendo la procedura di infrazione: coerenza o trovata elettorale per soffiare sul fuoco degli euro scettici? Probabilmente entrambe.</p>
<h2>La squadra dei 27</h2>
<p>Ma passiamo ad una più attenta radiografia di questi 27 candidati a guidare la nuova commissione. Partiamo dal sostituto più celebre di questi mesi: il francese <strong>Thierry Breton</strong>. Dirigente d&#8217;azienda già ministro del Tesoro, viene dalle fila dei <em>Republicains</em>. Commissario all&#8217;Industria, al Mercato Interno e alla Difesa, già professore alla Harvard Business School, ha diretto colossi come France Télécom. Ancor prima che si potesse urlare al conflitto di interessi ha venduto tutte le sue azioni e lasciato tutte le cariche. Veniamo ora alla Spagna: <strong>Josep Borrell</strong> è il candidato come Alto Rappresentante dell&#8217;Ue per gli Affari Esteri. Catalano, Josep Borrell ha scritto nel 2015, insieme ad un altro economista catalano, Joan Llorach, un libro dal titolo <a href="https://elpais.com/cultura/2015/08/26/babelia/1440588607_487531.html"><em>Las cuentas y los cuentos de la independencia</em> </a>in cui smonta le tesi indipendentiste, soprattutto sotto il profilo economico. Agli Affari Interni la svedese socialdemocratica <strong>Ylva Johansson</strong>: un passato da insegnante, più volte ministra in Svezia, ha colpito per il suo approccio collaborativo agli Affari Interni basato su un nuovo patto europeo su immigrazione e asilo. Il Belgio schiera <strong>Didier Reynders</strong> come Commissario alla Giustizia. Giurista liberale, più volte ministro, oltre alle questioni relative alla giustizia, si occuperà dello stato di diritto, un tema che ha causato tensioni con i governi populisti dei Paesi dell&#8217;Europa orientale. L&#8217;ex ministro degli Affari Esteri belga è stato indagato per corruzione e riciclaggio di denaro dalla procura belga, accuse cadute appena in tempo per la nomina prestigiosa. Non ha bisogno di presentazioni la scelta italiana con <strong>Paolo Gentiloni</strong>, che come Commissario all&#8217;Economia dovrà occuparsi di temi come la sorveglianza sui bilanci nazionali, armonizzazione fiscale e revisione delle regole del patto di stabilità. Gentiloni agirà in combo con il lettone <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, vicepresidente esecutivo all&#8217;Economia, traghettatore della repubblica baltica nell&#8217;Unione. “Falco” della politica economica è un interlocutore apprezzato dagli eurodeputati Verdi.</p>
<p>Restando in tema verde, l’olandese <strong>Frans Timmermans </strong>è il candidato Vicepresidente esecutivo al <em>Green Deal europeo</em>. Già primo vicepresidente della Commissione Juncker, laburista, non è riuscito a succedere a Juncker. Il suo programma è all&#8217;insegna della transizione verso la <em>green economy</em>, salario minimo, lotta al cambiamento climatico, una tassa sul carbone, giustizia fiscale. Si definisce &#8220;ecologista e femminista&#8221; a scapito delle continue accuse di essere un “mero” tecnocrate. Completa la triade del Benelux <strong>Nicolas Schmit</strong>, destinato al Lavoro. Socialista ed europeista convinto, deputato di lungo corso nel suo Paese da diplomatico ha rappresentato il Lussemburgo a Bruxelles. Ingrato compito all&#8217;austriaco <strong>Johannes Hahn</strong>, destinato al Bilancio e all&#8217;Amministrazione. Di area popolare, è un <em>incumbent</em> al terzo mandato. Dovrà occuparsi della negoziazione del bilancio dell&#8217;Ue per il 2021-27; la dedizione mostrata al portafoglio dell&#8217;Allargamento, l&#8217;esperienza e i risultati positivi ottenuti con i Balcani occidentali avevano fatto pensare ad una sua riconferma nella carica precedente. Ministro dell’Economia nella sua Lituania a soli 26 anni, l’ecologista <strong>Virginijus Sinkevicius</strong> è l’unico <em>millennial</em> del gruppo, candidato a soli 28 anni a Commissario all&#8217;Ambiente, Oceani e Pesca alla ricerca di consensi tra Popolari e Verdi ma ripudiato da quest’ultimi. La sua è stata una delle audizioni più convincenti, durante la quale ha dimostrato competenze, maturità e un’attenzione particolare proprio per il tema della pesca.</p>
<p>Alla Promozione dello stile di vita europeo il greco <strong>Margaritis Schinas</strong>: conservatore di <em>Nea Dimokratia</em>, funzionario di lungo corso e dalla formazione internazionale, coordinerà un gruppo di lavoro di commissari che si occuperanno di sviluppo delle competenze e delle opportunità di lavoro, di integrazione e coordinamento delle politiche migratorie e di sicurezza dell&#8217;Unione. L’Irlanda, invece, gioca la carta di <strong>Phil Hogan</strong> come Commissario al Commercio: è stato apprezzato commissario all&#8217;Agricoltura con Juncker e strenuo sostenitore degli scambi di conoscenze e dei processi di innovazione in ambito agricolo. A lui spetterà il compito di dover negoziare gli accordi commerciali con i <em>partners</em> europei. A sostituirlo all&#8217;Agricoltura il polacco <strong>Janusz Wojciechowski</strong>, eurodeputato di lungo corso che dovrà negoziare la nuova Politica agricola comune per il 2021-27. Vicepresidente esecutiva al Digitale la liberale danese <strong>Margrethe Vestager</strong>, un vero mastino che reca nel proprio curriculum una sequela di provvedimenti epocali: contro Google, decidendo una multa di 2,3 miliardi per abuso della propria forza di mercato; ha avviato indagini sugli affari fiscali di Starbucks, Amazon, Facebook, Gazprom, Cyprus Airways e poi ancora, nel 2016, di Apple. Nel marzo 2017 ha annunciato il no della Commissione europea alla fusione tra la Borsa di Francoforte e la Borsa di Londra.</p>
<p>All&#8217;Uguaglianza, invece, la socialista maltese <strong>Helena Dalli</strong>, storica leader dei diritti della comunità Lgbt maltese: si è distinta per il suo impegno affinché Malta diventasse il primo Paese in Europa a vietare la terapia di “conversione gay” dopo che il parlamento di La Valletta ha approvato all&#8217;unanimità <a href="https://www.theguardian.com/world/2016/dec/07/malta-becomes-first-european-country-to-ban-gay-cure-therapy">un disegno di legge che proibisce i tentativi di &#8220;curare&#8221; gli omosessuali</a>. La liberale estone <strong>Kadri Simson </strong>sarà invece designata all&#8217;Energia: sua l’idea di lavorare al progetto di una <em>carbon tax</em> di frontiera, per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Lavorerà, così ha promesso in audizione, per aumentare l’uso dell’euro nei mercati energetici, dato che, nonostante  l’Ue sia il più grande importatore mondiale di energia, circa l’85% dell’import è attualmente pagato in dollari. Il socialista slovacco <strong>Maros Sefcovic</strong> verrà invece destinato ai Rapporti Istituzionali e alla Prospettiva: espressione di un est meno scettico sull&#8217;Europa, proviene da un Paese che non solo ha scelto l’euro ma si tiene fuori dal gruppo di Vysegrad. Candidata Vicepresidente ai Valori e alla Trasparenza, la liberale ceca <strong>Vera Jourova</strong>, dovrà vigilare sul rispetto dello Stato di diritto, materia incandescente che ha visto la Commissione scontrarsi con l&#8217;Ungheria, Polonia e Romania. Quest’ultimo Paese schiera <strong>Adina Valean</strong> ai Trasporti: ha sostenuto con forza il <em>green deal</em> sottolineando l&#8217;importanza di un trasporto ecologico. Dagli indipendenti sloveni proviene il Commissario alla gestione delle crisi <strong>Janez Lenarcic</strong>, diplomatico di lungo corso; la socialista portoghese <strong>Elisa Ferreira</strong> si guadagna la candidatura a Commissaria alla Coesione e alle Riforme. Preceduta da un polverone in patria la candidatura della croata <strong>Dubravka Suica</strong>, Vicepresidente alla Democrazia e alla Demografia e sindaco di Dubrovnik dal 2001 al 2009, prima di diventare eurodeputata. La Suica sarebbe <a href="https://www.index.hr/vijesti/clanak/tko-je-dubravka-suica-i-kako-se-toliko-obogatila/2115797.aspx">attenzionata dai media croati</a> da diversi mesi per via delle sue fortune economiche improvvise che hanno destato sospetti e dossieraggi.</p>
<p>L’Ungheria si conquista, almeno per il momento, il Commissario all&#8217;Allargamento e alla Politica di Vicinato con <strong>Oliver Varhelyi</strong>: la sua audizione non ha convinto gli eurodeputati, nonostante avesse cercato di distanziarsi dalle politiche di Orban e promesso di servire solo gli interessi dell&#8217;Ue. Completano la squadra, la bulgara <strong>Mariya Gabriel</strong>, Commissaria all&#8217;Innovazione e ai Giovani, la cipriota <strong>Stella Kyriakides</strong> alla Salute e la finlandese<strong> Jutta Urpilainen</strong>, Commissaria ai Partenariati Internazionali.</p>
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		<title>Il vuoto di potere sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/timmermans-europea-abisso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 06:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Timmermans Ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-1024x433.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al peggio non c&#8217;è mai fine. E quando non è &#8220;colpa&#8221; dell&#8217;Europa, ci pensa direttamente il fato. O forse non solo quello. Perché mentre la nuova Commissione europea a guida von der Leyen rimane un fantasma che si aggira per l&#8217;Europa e continua a governare quella del quasi-precedessore Jean-Claude Juncker, adesso spunta un nuovo caso: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/timmermans-europea-abisso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="811" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Timmermans Ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Frans-Timmermans-La-Presse-e1572982886829-1024x433.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Al peggio non c&#8217;è mai fine. E quando non è &#8220;colpa&#8221; dell&#8217;Europa, ci pensa direttamente il fato. O forse non solo quello. Perché mentre la nuova Commissione europea a guida von der Leyen rimane un fantasma che si aggira per l&#8217;Europa e continua a governare quella del quasi-precedessore Jean-Claude Juncker, adesso spunta un nuovo caso: non sarà lui a guidarla, ma il suo vice, <strong>Frans Timmermans</strong>, il socialista bocciato proprio per far posto alla von der Leyen.</p>
<p>La questione ovviamente ha natura tecnica. In regime di proroga, rimane in carica la commissione uscente: ma se non c&#8217;è il presidente, la reggenza passa al vice, in questo caso il socialista olandese. Il problema è che dal punto di vista politico, quello che è un nodo di natura formale diventa decisamente sostanziale. Perché non solo l&#8217;Europa è sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso a causa di una crisi economica e politica che sta minando la sua stabilità, ma adesso sarà anche guidata da una personalità di un partito di minoranza, che ha perso ovunque su base nazionale ad eccezione di pochissimi Stati e che soprattutto è stato rifiutato proprio per spingere l&#8217;ex ministra tedesca a costituire la sua Commissione. Una vera e propria nemesi per tutti i sostenitori del progetto Ursula e ma anche per l&#8217;Europa, che adesso non è solo senza meta ma anche senza timoniere. <strong>Una barca alla deriva</strong> che però trascina tra i flutti degli abissi milioni di abitanti e interi governi in cerca di appigli proprio in quella Bruxelles che sarà governata da una persona &#8220;rifiutata&#8221; e già debole.</p>
<p>Se questo non bastasse per dare un quadro estremamente cupo del futuro dell&#8217;Europa, basta aggiungere il periodo in cui dovrà lavorare Timmermans che in pochissime settimane dovrà gestire i rapporti con la Turchia,. la crisi del nucleare iraniano, le trattative tra Stati europei per la nuova commissione, il nodo Trump con i dazi che potrebbe imporre come rimuovere sulle auto tedesche e su altri fondamentali asset dell&#8217;Europa a trazione franco-tedesca, la crisi in Medio Oriente, il nodo migranti e, infine, il mai risolto tema legato alla Brexit. <strong>Crisi</strong> che flagellano l&#8217;Europa da anni e che adesso dovrà gestire l&#8217;ennesimo burocrate calato dall&#8217;alto rappresentante di un partito sconfitto, rigettato da Angela Merkel ed Emmanuel Macron, sostenitore di politiche che hanno già portato l&#8217;Ue al suo declino e che in tutto il continente vengono costantemente sconfitte alle elezioni.</p>
<p>Vuoto di leadership e vuoto politico che conferma quello che ormai è diventato sempre più evidente: l&#8217;Unione europea sta inesorabilmente crollando e lo fa mentre è guidata proprio da coloro che se ne fanno paladini. Sembra un paradosso. ma tutto quel sistema burocratico che ha condotto l&#8217;Ue al declino e che sai erge a suo strenuo difensore sta in realtà facendo di tutto per cristallizzare una crisi senza fine. E così, invece di difendere l&#8217;Europa e provare a ridare slancio a un progetto realmente comunitario e fortemente incentrato sull&#8217;unità di valori di tutto il continente, l&#8217;<strong>Unione europea</strong> si lascia trascinare verso l&#8217;abisso dell&#8217;assenza di leadership e di potere. In questo senso, ed è abbastanza paradossale, Timmermans rappresenta perfettamente l&#8217;Europa di cui sarà reggente: un sistema che non rappresenta né il voto popolare né le forze in grado di farla riprendere.</p>
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