La vita di Dilan Yesilgoz-Zegerius è tra le più interessanti e atipiche tra quelle dei leader di partiti di governo in Europa. Dopo le dimissioni di Mark Rutte dalla carica di premier e l’addio alla politica del leader che, nel bene e nel male, ha segnato la storia olandese recente guidando L’Aja per tredici anni, sarà proprio la politica nata a Ankara da madre turca e padre curdo a guidare il Partito per la Libertà e la Democrazia (Vvd) di orientamento liberalconservatore alle elezioni autunnali.
46 anni, figlia di sindacalisti scappati in Olanda dopo il golpe turco del 1980, la Yesilgoz-Zegerius si è spostata dalle giovanili simpatie di sinistra alle posizioni liberalconservatrici del Vvd mentre studiava sociologia all’Università di Amsterdam. Dopo una serie di militanze da giovane quadro direttivo tra Partito Socialista e Partito Laburista, è proprio nel Vvd che ha fatto il grande salto, venendo eletta consigliere comunale a Amsterdam. In questo campo ha scelto nella ricerca della legalità e nell’ordine pubblico i suoi temi politici fondamentali, che l’avrebbero contraddistinta come una politica dal pugno duro negli anni a venire.
Il sindaco Eberhard van der Laan l’ha definita “un pitbull con empatia” per la sua serie di battaglie condotte contro la violenza sulle donne, le molestie sessuali, gli attacchi agli omosessuali che imperversavano a Amsterdam. Rutte l’ha notata e messa in lista nel 2017 per le elezioni che hanno aperto al suo terzo governo, in cui è risultata eletta. Mentre Rutte e i suoi consolidavano un’agenda economica fatta di austerità e rigore espandendola all’Europa, la Yesilgoz-Zegerius si occupava da portavoce del Vvd in temi come la giustizia e la legalità dei grandi temi del presente. Ha chiesto una dura condanna e un rafforzamento delle pene contro il terrorismo. Ha rifiutato l’idea di processare in Olanda i terroristi espatriati e catturati in Paesi come l’Iraq ai tempi dell’Isis.
Nel gennaio 2022 è stata nominata ministro della Giustizia nel quarto governo Rutte. Dal cui interno ha preso le redini delle politiche legalitarie del Paese, invocando più controllo sulla criminalità e scoprendo un tema caldo nel controllo dell’immigrazione. La Yesilgoz-Zegerius, immigrata di vecchia data, si è manifestata come un’esponente della destra del Vvd sull’immigrazione e, nota Dutch News, ha pubblicamente ricordato “che il sistema dei rifugiati è stato abusato da persone che hanno ripetutamente portato membri della famiglia”. Quando i compagni di coalizione centristi del Vvd hanno strappato col governo Rutte sulla questione dell’accoglienza, Yesilgoz-Zegerius ha colto al balzo l’opportunità per imprimere una svolta conservatrice alla formazione centrista. Si è candidata per le primarie post-Rutte, vincendole lo scorso 14 agosto.
Nella sua concezione il centro-destra olandese del Vvd dovrà essere più “destra” e meno “centro” sulle questioni sociali e identitarie per sfidare partiti come i populisti del Bbb, il neonato partito agrario che sfida l’establishment, e la convergenza tra Verdi e Laburisti che potrebbe portare come candidato il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans. La cui svolta woke e ambientalista è ritenuta dalla neo-segretaria un esempio delle ideologie che minacciano l’Olanda. Una sfida importante quella della “turca” tutta law and order e anti-migranti che sogna di diventare la prima premier di etnia turca del Paese dei mulini e dei tulipani. Ma la concorrenza, come visto, sarà a dir poco agguerrita.

