Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

La crisi dell’industria chimica olandese si sta manifestando in tutta la sua ampiezza e mostra uno spaccato di quello che potrebbe essere un futuro di crisi per le produzioni europee in un quadro di competizione globale sempre più calda.

L’assalto alla chimica olandese

Il combinato disposto tra la concorrenza delle aziende cinesi e coreane da un lato e i prezzi crescenti dell’energia legati all’esaurimento della produzione nazionale di gas e alla riduzione delle entrate di gas naturale liquefatto russo dall’altro hanno chiuso in una morsa un’industria che contribuisce con il 16% del totale all’export del Paese. E dà un’idea della crisi del settore, soprattutto sul fronte della chimica di base, nel Vecchio Continente.

Nel 2022 l’industria chimica olandese valeva 86,7 miliardi di euro nel Pil de L’Aja, ora è scesa sotto i 70, contraendosi del 20% in meno di tre anni. LyondellBasell e Tronox hanno chiuso, rispettivamente, uno stabilimento per la produzione di pigmenti e un centro produttivo per la chimica di base al porto di Rotterdam a marzo, citando l’incapacità di competere sul costo con i concorrenti asiatici come motivo della riduzione delle linee. Analoga la scelta di Sabic per la chiusura di un cracker di nafta nel Limburgo.

La concorrenza asiatica

Sul fronte della concorrenza asiatica Nrc ha realizzato un corposo servizio legato all’analisi in profondità delle sue determinanti e intervistato Hendrik de Zeeuw, direttore commerciale della Teijin Aramid, il quale ha detto che:

“Il principale istigatore è il concorrente coreano. Riceviamo persino segnalazioni di concorrenti cinesi che si lamentano dei prezzi coreani sul loro mercato. I produttori di entrambi i Paesi non sono tenuti a rispettare le normative ambientali che noi siamo tenuti a rispettare. Come società e come azienda, vogliamo una produzione sostenibile, ma quando mi rivolgo a un acquirente importante, come un produttore di pneumatici, confrontano ciecamente i miei prezzi con le offerte che ricevono dalla Cina o dalla Corea”

Il problema energetico della chimica olandese

Nrc nota inoltre che “l’invasione russa dell’Ucraina ha comportato anche un massiccio aumento dei costi energetici. Il flusso di gas russo a basso costo è cessato e le aziende chimiche sono diventate dipendenti dal GNL, molto più costoso, proveniente da Stati Uniti e Qatar”. Eu Observer ricorda che anche durante il governo dell’attuale segretario generale Nato Mark Rutte l’Olanda ha “speso più soldi per il gas naturale liquefatto (GNL) russo che per il sostegno finanziario all’Ucraina”, ma col tempo la stretta sanzionatoria europea si è fatta sentire.

A questo si aggiungono i dazi americani, che renderanno meno competitivi i prodotti destinati oltre Atlantico, pari a circa il 5% dell’export chimico olandese. Al contempo, sarà più concorrenziale il prodotto americano, favorito da un prezzo dell’energia che dal 2021 a oggi è passato da un costo due volte a uno 3,5 volte inferiore quello europeo.

Verso la desertificazione industriale?

Tutto questo mentre l’Europa ha “daziato” la sua industria dall’interno con regolamentazioni stringenti e una rottura delle dipendenze dalla Russia condotta spesso mettendo la politica di fronte alla logica dell’economia e della programmazione industriale. Un periodo di costi alti, scarsa integrazione delle rinnovabili e problemi di rete quest’estate ha acuito i guai per un’industria energivora come quella della chimica olandese. I cui problemi sono un proxy di una crisi settoriale europea che non accenna a diminuire la sua intensità. E che potrebbe essere il preludio a una vera e propria desertificazione industriale.

Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto