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	<title>Pacifico Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 07:36:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Pacifico Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Non solo Taiwan. Il piano della Cina per dominare le acque del Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-solo-taiwan-il-piano-della-cina-per-dominare-le-acque-del-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 03:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1680" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-scaled.jpg 1680w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-262x300.jpg 262w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-896x1024.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-768x878.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1344x1536.jpg 1344w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /></p>
<p>Pechino userebbe droni marini per piantare mine nel Pacifico in caso di invasione di Taiwan ma le conseguenze economiche sarebbero devastanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-taiwan-il-piano-della-cina-per-dominare-le-acque-del-pacifico.html">Non solo Taiwan. Il piano della Cina per dominare le acque del Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1680" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-scaled.jpg 1680w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-262x300.jpg 262w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-896x1024.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-768x878.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1344x1536.jpg 1344w" sizes="(max-width: 1680px) 100vw, 1680px" /></p>
<p>I venti di guerra soffiano a tutte le latitudini, e in molti temono che un prossimo focolaio possa divampare in Estremo Oriente: lo <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-lintelligence-smentisce-i-militari-nessun-segnale-di-guerra-per-taiwan-nel-2027.html">scontro tra Cina e Taiwan</a></strong>. Secondo quanto riportato dalla rivista di difesa <em>Shipborne Weapons</em>, a Pechino non si&nbsp; starebbe studiando un piano di attacco a Taipei, bensì pare che si stia mettendo a punto una strategia volta a mettere all’angolo gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione del Pacifico. Come raccontato dal <em>South China Morning Post</em>, l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) potrebbe utilizzare dei <strong>droni marini per disseminare delle mine con l’obiettivo di stroncare sul nascere ogni operazione navale volta ad assistere l’isola di Formosa</strong> in caso di escalation militare.&nbsp;</p>



<p>Uno scenario che potrebbe innescare uno scontro all&#8217;ennesima potenza in tutto il Pacifico con ripercussioni commerciali, economiche e logistiche che darebbero del filo da torcere anche al Dragone. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tecnologie per paralizzare l’avversario</h2>



<p>Il cavallo di razza su cui puntano i cinesi per mettere eventualmente a segno questa strategia offensiva sono i <strong>droni subacquei AJX002</strong>. Tali strumenti funzionano con propulsione a idrogeno e sono rivestiti con tecnologia <em>stealth</em> in grado di rendere impercettibile la traccia acustica ai radar delle imbarcazioni nemiche.  Gli AJX002 possono navigare fino a oltre 1.800 km dal punto di lancio e rilasciare a testa circa 20 mine lungo i principali corridoi marittimi, stretti o larghi che siano. Una volta posizionate, queste mine entrano in gioco in modo molto fine e oculato: <strong>non si attivano al solo contatto con la flotta del nemico, ma possono entrare in funzione al riconoscimento del segnale acustico di specifiche imbarcazioni</strong> evitando così il compimento di una strage che potrebbe coinvolgere anche navi mercantili. Oltre a questa particolarità, tale tipologia di droni è dotata di recettori capaci di trasmettere dati e informazioni in tempo reale garantendo un coordinamento efficace delle operazioni subacquee anche grazie all’utilizzo della rete satellitare.</p>



<p>Se questi droni dovessero mai entrare in funzione e le mine conseguentemente essere dispiegate, in realtà il fine non sarebbe di fare delle acque intorno a Taiwan una trappola per topi. L’isola di Formosa per le Forze Armate cinesi non sarebbe affatto una fortezza inespugnabile per via della superiorità militare, navale e missilistica che Pechino può vantare. Al contrario, <strong>le mine saranno dislocate in prossimità delle acque territoriali del Giappone e delle Filippine ovvero di quegli arcipelaghi da sempre considerati avamposti occidentali nel Pacifico </strong>e che interverrebbero per fornire assistenza a Taipei in caso di aggressione. La flotta di Giappone, Filippine e Usa non potrebbe entrare così nel teatro operativo di guerra e le navi rimarrebbero ancorate nei porti senza possibilità di portare armi e viveri a Taipei..&nbsp;</p>



<p>Ovviamente un simile scenario circoscriverebbe il conflitto alla porzione di oceano compresa tra Cina e Taiwan evitando che assuma contorni più globali, ma nel lungo termine i contraccolpi per Pechino non mancherebbero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze da non sottovalutare</h2>



<p>Le acque del Pacifico infestate di mine potrebbe avere un effetto devastante per il commercio marittimo, in un’area dove vale circa il <a href="https://transportgeography.org/contents/chapter5/maritime-transportation/domains-maritime-circulation/?utm_source=chatgpt.com">25% del totale mondiale</a>. In primo luogo, il posizionamento degli ordigni difficilmente potrebbe essere interpretato come un atto di grande ostilità, anche in caso di mancato scoppio del conflitto, nel resto del mondo e finirebbe per <strong>cementare le alleanze anticinesi</strong> soprattutto tra Occidente e i Paesi asiatici malfidenti nei confronti del Dragone. In secondo luogo, i contraccolpi economici costringerebbero Pechino a leccarsi le ferite a causa dei canali di <a href="https://export.businesswales.gov.wales/en/explore-market-potential/country-profiles/china/trade-profile?utm_source=chatgpt.com">import-export </a>che potrebbero saltare.  Le esportazioni cinesi riguardano in buona parte Paesi che si affacciano sul Pacifico come Usa, Giappone, Corea del Sud e Australia, così come buona parte delle importazioni (materie prime, componenti tecnologiche, beni agricoli) per un valore pari a circa 40-50% del commercio cinese. Con le mine di mezzo, le catene di fornitura e approvvigionamento subirebbero delle rotture difficilmente riparabili.</p>



<p>Se davvero gli ordigni fossero dispiegati, sia dopo o anche in assenza di eventuale conflitto, <strong>le operazioni di sminamento sarebbero lunghe e costose e per lungo tempo le rotte di navigazione rimarrebbero insicure</strong> per salpare alla volta del Pacifico. Una crisi economica non troppo diversa da quella che già stiamo sperimentando con lo Stretto di Hormuz. </p>



<p>L’attualità, non a caso, ci sta insegnando come le guerre moderne si combattono su più piani e come l’armamentario militare non sia del tutto sufficiente a vincere sul campo di battaglia se non si ha il controllo delle leve economiche. La Cina sta dicendo al mendo di essere in possesso di <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-annuncia-possiamo-tagliare-i-cavi-sottomarini-a-3-500-metri-di-profondita.html">tecnologia militare avanguardistica</a> per mettere all’angolo il nemico sul piano operativo-logistico ma deve fare attenzione alle armi finanziarie perché potrebbero esserle puntate contro.&nbsp; &nbsp;</p>



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		<item>
		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la bagarre tra caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html">Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la <em>bagarre</em> che ha visto protagonisti caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone.</p>



<p>Quello che Tokyo ha definito come l&#8217;ennesimo degli <a href="https://www.reuters.com/world/china/chinese-fighter-jets-directed-radar-japanese-aircraft-japan-says-2025-12-06/">episodi “pericolosi”</a>, è stato registrato domenica, quando il Giappone ha accusato dei piloti cinesi di aver illuminato con i propri radar aerei delle Forze di Autodifesa. I <a href="https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html">caccia multiruolo J-15</a> decollati dalla portaerei cinese <strong>Liaoning</strong>, hanno puntato i loro radar di controllo del fuoco contro F-15J giapponesi, decollati per intercettare possibili violazioni dello spazio aereo al largo di <strong>Okinawa</strong>. “<em>Si tratta di un atto che va oltre quanto necessario per la sicurezza del volo</em>”, ha dichiarato la Primo ministro Sanae Takaichi, definendo l’accaduto “<em>estremamente deplorevole</em>”. Durante un incontro con il collega australiano Richard Marles, il ministro della Difesa giapponese<strong> </strong>Shinjiro Koizumi, ha affermato che <strong>Tokyo risponderà “<em>con risolutezza e calma</em>”</strong> per preservare stabilità e sicurezza nella regione.</p>



<p><strong>Pechino respinge ogni accusa</strong>, smentendo la ricostruzione giapponese e affermando che non c&#8217;è stata alcuna violazione o interazione potenzialmente &#8220;pericolosa&#8221;. Per il portavoce della Marina cinese, colonnello Wang Xuemeng, gli aerei giapponesi si sarebbero ripetutamente avvicinati interrompendo le <strong>operazioni di addestramento</strong> della portaerei, che erano state annunciate in precedenza e si sono svolte a Est dello <strong>Stretto di Miyako</strong>. La portaerei cinese <em>Liaoning</em>, da cui sono decollati i caccia imbarcati <em>Flying Shark, </em>era scortata da tre cacciatorpediniere lanciamissili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;Lock on&#8221; dai caccia di Pechino</h2>



<p>Secondo la<a href="https://theaviationist.com/2025/12/07/chinese-j-15s-lock-on-jasdf-f-15s-near-okinawa/?fbclid=IwY2xjawOkTZ9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkqbuoz75reLlu3_9XZ0pooGdtLy9olY-GSLuK_rsDLmvyT2nGNH5NqpdWoV_aem_DR86CA-r3eQS9PNetQ_mGg"> ricostruzione degli eventi</a> riportata dal sito specializzato<em> The Avionist</em>, i caccia si sono incrociati nella zona di identificazione della difesa aerea a sud-est di Okinawa il 6 dicembre 2025, dove si sono verificati due casi di agganciamento radar: uno registrato &#8220;<em>tra le 16:32 e le 16:35 nello spazio aereo sopra l&#8217;alto mare a sud-est dell&#8217;isola principale di Okinawa</em>&#8221; quando un caccia J-15 decollato dalla portaerei Liaoning della Marina cinese ha agganciato con il suo radar un caccia intercettore F-15 delle Forze di Autodifesa Aerea giapponese che stava &#8220;<em>implementando misure di zona di identificazione di difesa aerea</em>&#8220;; mentre il secondo è stato registrato &#8220;<em>tra le 18:37 e le 19:08</em>&#8221; nello stesso settore, quando un altro caccia cinese ha agganciato un secondo intercettore giapponese.</p>



<p>Questo caso di &#8220;<strong>Lock on</strong>&#8221; da parte dei caccia cinesi costituisce per la parte giapponese &#8220;<em>un atto pericoloso che va oltre la portata necessaria per la sicurezza del volo degli aeromobili</em>&#8220;. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇨🇳|🇯🇵 According to Japan Ministry of Defence, J-15s from the China PLA Navy&#39;s Liaoning (16) aircraft carrier locked onto two Japanese F-15 in the airspace southeast of Okinawa.<br><br>*Video of the aircraft carrier Liaoning &amp; map of the Liaoning activity monitored by Japan. <a href="https://t.co/rIOdVz9Axx">https://t.co/rIOdVz9Axx</a> <a href="https://t.co/Hh20C5aU2K">pic.twitter.com/Hh20C5aU2K</a></p>&mdash; MenchOsint (@MenchOsint) <a href="https://twitter.com/MenchOsint/status/1997408493184135364?ref_src=twsrc%5Etfw">December 6, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Rapporti sempre più tesi per la questione Taiwan</h2>



<p>Gli incidenti vicino alle isole contese da Cina e Giappone rappresentano uno dei momenti più critici degli ultimi anni e arrivano in un contesto di <strong>tensione crescente</strong>. Nel mese scorso Tokyo ha avvertito che potrebbe reagire a eventuali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">mosse militari cinesi</a> contro Taiwan qualora queste mettessero a rischio la sicurezza nazionale giapponese.</p>



<p>La Cina considera l’<strong>illuminazione radar</strong> un’<strong>azione difensiva</strong>, mentre il Giappone la interpreta come un gesto minaccioso, potenzialmente preludio a un attacco e in grado di costringere i piloti a manovre evasive. Tokyo non ha precisato eventuali agganci né la risposta tattica degli <strong>F-15J</strong>. Wang, tramite i canali social ufficiali, ha accusato il Giappone di diffamazione e di aver messo in pericolo la sicurezza delle operazioni: “<em>Chiediamo alla parte giapponese di fermare immediatamente diffamazioni e provocazioni. La Marina cinese adotterà le misure necessarie per difendere i propri diritti e interessi</em>”, ha dichiarato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Preoccupazioni degli alleati e silenzi di Washington</h2>



<p>Il ministro australiano Marles, dopo il vertice di Tokyo, ha espresso “<em>profonda preoccupazione</em>” per le azioni cinesi, ribadendo il sostegno australiano all’ordine internazionale basato sulle regole. Intanto, mentre l’ambasciatore statunitense in Giappone&nbsp;ha espresso sostegno a Tokyo sui social, la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non hanno commentato gli episodi.</p>



<p>Il Presidente&nbsp;<strong>Donald Trump</strong>, impegnato a evitare un’escalation con Pechino, avrebbe esortato Takaichi a non inasprire la disputa, secondo fonti citate da <em>Reuters.</em> Una telefonata che sarebbe arrivata dopo un colloquio tra Trump e il Presidente cinese&nbsp;<strong>Xi Jinping</strong>, il quale ha ribadito che il ritorno di Taiwan è centrale per la visione cinese dell’ordine globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Opinion?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Opinion</a>: Japan slanders and smears China&#39;s legitimate operations while attempting to portray itself as a “victim” to mislead public opinion. This is clearly a staged provocation, reflecting its arrogance in deliberately stoking antagonism and its anxiety over the shift of… <a href="https://t.co/MErox61S9A">pic.twitter.com/MErox61S9A</a></p>&mdash; Global Times (@globaltimesnews) <a href="https://twitter.com/globaltimesnews/status/1998018600737882413?ref_src=twsrc%5Etfw">December 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Attività militare in aumento nel Pacifico</h2>



<p>Non è la prima volta che episodi simili incrinano i rapporti: nel 2013 Tokyo denunciò che una nave da guerra cinese aveva puntato il radar contro un suo cacciatorpediniere nel <strong>Mar Cinese Orientale</strong>; nel 2016 Pechino accusò jet giapponesi dell’atto inverso. A giugno, il Giappone ha segnalato passaggi pericolosi di jet cinesi vicino a un suo aereo da pattugliamento.</p>



<p>La Cina ha schierato oltre 100 navi della sua Marina e Guardia Costiera nelle acque dell’Asia orientale, secondo fonti citate da <em>Reuters</em>. Taiwan definisce questo dispiegamento una<strong> minaccia</strong> all’<strong>intera regione indo-pacifica</strong>. Le fonti cinesi riportato queste attività come operazioni di ricerca e soccorso in zone di traffico intenso, mente Taipei replica accusando Pechino di “<em>formulazioni fuorvianti</em>” frutto di una <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/allarme-spionaggio-cinese-a-taiwan-cosi-agisce-la-quinta-colonna-del-dragone.html">guerra psicologica</a> che ancora una volta punta a tenere alta la pressione sull&#8217;isola contesa, su cui Pechino vuole ottenere il pieno controllo. Dato che la Repubblica Popolare Cinese non solo rivendica la piena giurisdizione sullo <strong>Stretto di Taiwan</strong> , una rotta fondamentale per circa metà del traffico mondiale di portacontainer, ma anche sull&#8217;isola stessa. Per gli Stati Uniti e Taiwan, dei quali conosciamo la visione nettamente diversa alla rivendicazione di Pechino, invece, si tratta di <strong>acque internazionali</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>La &#8220;Karelya&#8221; vicina alle Hawaii e le sette sorelle russe per lo spionaggio elettronico</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/la-karelya-vicina-alle-hawaii-e-le-sette-sorelle-russe-per-lo-spionaggio-elettronico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 05:38:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Hawaii]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-600x365.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_2024091407415211_964a6cd9e678b6af672df5127b152818-1536x934.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La "Karelya", avvistata dagli Usa vicino alle Hawaii, è una delle sette piattaforme  russe per la raccolta di informazioni elettroniche.</p>
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<p>Una <strong>nave spia</strong> russa, la<strong>&nbsp;<em>Kareliya</em></strong>, unità d’intelligence assegnata alla Flotta del Pacifico della Marina di Mosca, è stata avvistata il 29 ottobre a sole 15 miglia nautiche dalle isole <strong>Hawaii</strong>, precisamente a Sud dell&#8217;isola di Oahu. Al di fuori ma &#8220;molto vicino&#8221; al limite delle acque territoriali statunitensi. La notizia è stata resa nota solo pochi giorni fa dagli americani, che hanno inviato un aereo da ricognizione e cutter della Guardia Costiera per monitorare la situazione. Ma cosa ci faceva una nave spia russa alle Hawaii?</p>



<p>La <em>Kareliya</em>, appartenente alla <strong>classe Vishnya</strong>, è una delle sette piattaforme progettate negli anni Ottanta per la <strong>raccolta di informazioni elettroniche</strong> e dotate di sistemi d’arma ravvicinata Ak-630 e missili <em>terra-aria </em>Sa-N8. Secondo quanto sappiamo, non è la prima volta che questa nave spia opera vicino alle Hawaii: dato che era già stata osservata nel <strong>2021</strong> e nel <strong>2022</strong>. Si ritiene che le navi russe che lambiscono le acque territoriali delle isole Hawaii fossero sempre impegnate a raccogliere informazioni di <strong>intelligence</strong>.</p>



<p>Le autorità statunitensi hanno sottolineato che l’attività della <strong>Guardia Costiera</strong>, intervenuta per monitorare gli spostamenti nella nave russa, si è svolta “<em>in conformità con il diritto internazionale</em>” per garantire la sicurezza delle navi americane e sostenere la difesa nazionale. Le norme internazionali consentono infatti alle navi militari straniere di transitare al di fuori delle <strong>12 miglia nautiche</strong> che delimitano le acque territoriali di uno Stato.</p>



<p>“<em>Monitoriamo regolarmente l’attività marittima intorno alle Hawaii per proteggere i nostri confini e i nostri interessi sovrani</em>”, ha dichiarato l&#8217;ufficiale statunitense che ha seguito le operazioni. Le isole delle Hawaii, cinquantesimo stato americano, ospitano alcuni dei <strong>principali asset militari </strong>statunitensi nel <strong>Pacifico</strong>: la Flotta del Pacifico, il 3° Reggimento Litorale dei Marines e il Pacific Missile Range Facility.</p>



<p>L’avvistamento della&nbsp;<em>Kareliya</em>&nbsp;si inserisce in un <strong>quadro più ampio</strong> di attività russe vicino agli Stati Uniti e agli alleati dell&#8217;Alleanza Atlantica. Negli ultimi anni, infatti, le navi da guerra di Mosca sono state monitorate nel Regno Unito e nell’Europa settentrionale, mentre velivoli militari russi entrano regolarmente nella zona di identificazione aerea dell’<strong>Alaska</strong>. </p>



<p>Secondo gli americani le piattaforme di spionaggio russe, in particolare aerei, vengono avvistati regolarmente anche al largo degli Stati Uniti. L&#8217;attività militare russa nella zona è comune e <strong>non è considerata una minaccia</strong>. Tuttavia la presenza crescente è sottoposta ad analisi e considerazioni di scenario.</p>



<p>Episodi più rischiosi non sono mancati: nel settembre 2024 il <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">NORAD</a>, comando congiunto di Stati Uniti e Canada responsabile della difesa aerospaziale e marittima del Nord America, ha già denuncia una manovra “<em>pericolosa e non professionale</em>” di un Su-35 russo che aveva sfiorato a pochi metri un aereo americano; mentre in Europa le violazioni attribuite agli aerei militari ormai sono sempre più frequenti.</p>



<p>Il Cremlino e il comando della Marina russa non hanno commentato l’episodio. Per Washington, tuttavia, si tratta dell’<strong>ennesimo segnale</strong> di una <strong>presenza militare russa sempre più assertiva</strong> nelle aree sensibili del Pacifico e dell’Atlantico.</p>



<p><strong><em>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall’intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Oceano Trasparente&#8221;: la strategia di Pechino per non lasciare scampo ai sottomarini avversari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/oceano-trasparente-la-strategia-di-pechino-per-non-lasciare-scampo-ai-sottomarini-avversari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 05:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra sottomarina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423080802113_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1497504-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Satelliti, boe intelligenti, fari di navigazione, hub elettronici e Intelligenza artificiale per scoprire qualunque sommergibile ostile. </p>
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<p>Le forze armate cinesi vogliono stabilire una rete invisibile capace di coprire l’intero <strong>oceano Pacifico occidentale</strong>, al fine di tracciare i sottomarini avversari e controllare il traffico sottomarino — una capacità che potrebbe rappresentare una minaccia per gli interessi degli <strong>Stati Uniti </strong>e dei suoi alleati e offrire vantaggi strategici a Pechino (e, potenzialmente, anche a Mosca). Si tratta di un’architettura incentrata su una rete di sensori a cinque strati — che dovrebbero andare dal fondale marino fino allo spazio — già nota come strategia “<strong>Transparent Ocean</strong>”. Una condizione che potrebbe mettere a dura prova le capacità di manovra e occultamento dei sottomarini statunitensi e di quelli degli alleati, in particolare dei Paesi del <strong><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cgr589k5yleo">Patto Aukus</a></strong>, cioè <strong>Regno Unito, Usa</strong> e <strong>Australia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">China’s PLA is rolling out its “Transparent Ocean” strategy, a five-layer underwater surveillance network in the western Pacific stretching from the seabed to space.<br><br>Revealed during the China-Russia Naval Exercise 2025, this system links real-time data and synchronized sensors… <a href="https://t.co/8LioDVS4tO">pic.twitter.com/8LioDVS4tO</a></p>&mdash; Defense Intelligence (@DI313_) <a href="https://twitter.com/DI313_/status/1980723202113581171?ref_src=twsrc%5Etfw">October 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto riporta il sito&nbsp;<em>Defense One</em>, questa <a href="https://www.defenseone.com/threats/2025/10/chinas-burgeoning-undersea-sensor-net-aims-turn-ocean-transparent/408815/">nuova &#8220;​​minaccia&#8221;</a> si è palesata questa estate durante un’esercitazione congiunta a cui hanno partecipato la <strong>Marina</strong> dell’<strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong> (PLA Navy) e la <strong>Marina militare russa </strong>(VMF). Nel corso delle esercitazioni di guerra antisommergibile, le due marine avrebbero &#8220;<em>collegato le loro comunicazioni e condiviso tracciati idrometeorologici e aeronavali in tempo reale</em>&#8220;. L’obiettivo, secondo i media statali cinesi, era “<em>non lasciare alcun nascondiglio ai sottomarini che navigano in profondità</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete a cinque livelli</h2>



<p>Quello che viene definito come un “<em>tracciamento persistente e in tempo reale</em>” sarà composto da cinque livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ocean Star Cluster (spazio):</strong>&nbsp;una costellazione di satelliti, incentrata sul sistema di altimetria radar interferometrica Guanlan e su sistemi lidar per la profilazione oceanica. Questo livello fornisce sorveglianza a vasta area e segnala posizioni specifiche, stimolando i livelli inferiori ad attivarsi e concentrarsi.</li>



<li><strong>Air–Sea Interface (superficie/prossimità):</strong>&nbsp;boe intelligenti, alianti d’onda e imbarcazioni di superficie senza equipaggio mantengono posizione lungo stretti e piattaforme vitali. Campionano l’oceano superficiale e agiscono come router cruciali, traducendo i lenti pacchetti di dati acustici sottomarini in burst satellitari o cellulari ad alta larghezza di banda per la trasmissione a terra.</li>



<li><strong>Starry Deep Sea (mare):</strong>&nbsp;galleggianti di profondità, alianti a lungo raggio e veicoli sottomarini autonomi pattugliano sotto lo strato misto per settimane, profilando l’ambiente oceanico e trainando carichi acustici. Colmano le lacune identificate dal livello orbitale.</li>



<li><strong>Undersea Perspective (fondale marino):</strong>&nbsp;la spina dorsale dell’intera griglia. Collegati da cavi sottomarini, osservatori e hub ospitano array passivi, orologi di precisione e fari di navigazione. Forniscono servizi essenziali di attracco, scarico dati e ricarica per i veicoli in arrivo, consentendo ai sottomarini senza pilota di sostare silenziosamente e di riposizionarsi senza riemergere, estendendo drasticamente l’autonomia e riducendo l’esposizione.</li>



<li><strong>Deep Blue Brain (fusione dati):</strong>&nbsp;il livello di comando centrale che fonde l’intero quadro e orchestra i rilevamenti. È l’hub che supporta le attività e le decisioni, unendo i dati provenienti da spazio, aria, superficie e fondale marino e preparando i contatti bersaglio per le reti di combattimento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Algoritmi e Ia per tracciare le minacce sottomarine</h2>



<p>Un sistema&nbsp;<em>Transparent Ocean</em>&nbsp;maturo è <strong>progettato per automatizzare</strong> questo flusso su <strong>larga scala</strong>. Ad esempio, uno studio dell’Accademia Navale di Dalian ha dimostrato un modello di attacco marittimo guidato dallo spazio in grado di calcolare con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale ben <strong>45 percorsi alternativi</strong> di una &#8220;<em>traccia</em>&#8221; persa, e classificarli in base alla potenza d’attacco e al tempo. </p>



<p>Un team dell’Esercito Popolare di Liberazione ha sviluppato un algoritmo che ricompone le catene interrotte, abbinando i nodi sopravvissuti al percorso migliore successivo. Questa capacità di reindirizzare istantaneamente i percorsi di attacco interrotti — una metrica misurabile per il PLA — è fondamentale per mantenere la rete in funzione anche sotto il fuoco nemico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni di USA e alleati</h2>



<p>Gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero prestare attenzione al lavoro su <em>Transparent Ocean</em>, soprattutto in punti critici come il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, le acque intorno a Taiwan, lo <strong>Stretto di Luzon</strong>, lo <strong>Stretto di Malacca</strong> e gli accessi a <strong>Guam</strong>. Una rete di sensori cinese più ampia, densa ed efficace lascerebbe ai sottomarini alleati meno luoghi in cui nascondersi, mentre cicli di segnale e di fuoco più rapidi ridurrebbero la finestra temporale entro la quale possono essere presi di mira. Ciò complicherà significativamente le operazioni non solo in uno scenario di guerra futura, ma <strong>anche nelle attività segrete di intelligence</strong>, sorveglianza e ricognizione in tempo di pace.</p>



<p>Per far fronte a un contesto marittimo in <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-cambiamento-climatico-come-avversario-dei-cacciatori-di-sottomarini-della-nato.html">continua evoluzione</a>, Stati Uniti e alleati dovranno adottare un approccio multilivello. Da un lato occorrerà sviluppare contromisure attive —<strong> inganni</strong>, <strong>jamming</strong> e <strong>sensori ingannevoli</strong> — e migliorare le comunicazioni per renderle più resilienti e interoperabili; dall’altro sarà necessario potenziare le capacità offensive e difensive contro i <strong>veicoli sottomarini autonomi </strong>(<a href="https://it.insideover.com/guerra/scende-in-acqua-la-manta-il-nuovo-drone-della-marina-usa.html">UUV</a>): questi ultimi possono essere a loro volta cacciati, interrotti o neutralizzati con mezzi cinetici ed elettromagnetici.</p>



<p>Entrambe le linee d’azione richiederanno alle marine alleate di sperimentare nuove tattiche, dottrine e interoperabilità tecnica per non perdere il <strong>vantaggio strategico </strong>in un teatro che rischia di diventare sempre più<em> trasparente</em>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>I Warthog da attacco al suolo Usa al bivio: o andare in pensione o difendere Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-warthog-da-attacco-al-suolo-usa-al-bivio-o-andare-in-pensione-o-difendere-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 04:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito popolare cinese]]></category>
		<category><![CDATA[invasione]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=476899</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="William Lai" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I vecchi ma micidiali Warthog Usa dovrebbero andare in pensione l'anno prossimo. Ma punta l'ipotesi di schierarli a difesa di Taiwan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-warthog-da-attacco-al-suolo-usa-al-bivio-o-andare-in-pensione-o-difendere-taiwan.html">I Warthog da attacco al suolo Usa al bivio: o andare in pensione o difendere Taiwan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="William Lai" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240528231637679_7514e145bc278613019099294b98a634-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I vecchi &#8220;<em>Warthog</em>&#8221; devono andare in pensione, e abbandonare definitivamente, dopo una longeva e gloriosa epopea, la flotta dell&#8217;Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Nessuno però, nonostante il loro ritiro imminente, aveva mai pensato di schierarli su un&#8217;<strong>isola strategica</strong> e contesa nella <strong>regione del Pacifico</strong>; per respingere la potenziale invasione che stravolgerebbe gli equilibri globali e inciderebbe pesantemente sugli interessi collegati alla produzione e all&#8217;acquisizione dei famosi <em>semiconduttori</em>. La base di ogni progetto del futuro.</p>



<p>Che i<strong> Fairchild Republic</strong> <strong>A-10 Warthog </strong>siano vicini alla rottamazione lo scriviamo da anni. Tanto è stato scritto sui<a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-addio-aerei-tank-killer-ecco-perche-vogliono-ritirarli.html"> piani per sostituirli</a> e altrettanto è stato scritto sulla necessità di mantenere in linea questo robusto, efficiente, letale e insostituibile aereo d&#8217;attacco al suolo sviluppato durante la <strong>Guerra Fredda</strong>, proprio per &#8220;<em>distruggere</em>&#8221; i carri armati e i mezzi corazzati di quello che era il blocco comunista nel vecchio assetto bipolare che aveva diviso il pianeta. Ma se l&#8217;ipotesi di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lucraina-rifiuta-10-americani-aerei-caccia-carri-non-sono-2311023.html">affidarli all&#8217;Ucraina,</a> per ricoprire un ruolo che non sembra essere stato considerata da Kiev che pure dovrebbe accettare ogni arma possibile dall&#8217;Occidente, è rimasta in sospeso, l&#8217;opzione di <strong>inviarli a Taiwan</strong> per &#8220;<em>respingere un&#8217;invasione</em>&#8220;, sembra <a href="https://asiatimes.com/2025/06/give-the-a-10s-to-taiwan-and-they-can-stop-a-chinese-sea-invasion/#">plausibile</a> al punto da essere presa per buona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una risorsa per la difesa di Taiwan</h2>



<p>Perché &#8220;<em>sbarazzarsi</em>&#8221; di <strong>162 aerei d&#8217;attacco al suolo</strong> <a href="https://www.eurasiantimes.com/why-u-s-is-retiring-the-entire-fleet-of-a-10-warthogs/">entro il 2026</a>, mettendoli a terra e costringendoli nel cimitero di una base aerea in Arizona, dove sarebbero destinati a &#8220;<em>marcire al sole</em>&#8220;, quando potrebbero essere inviati proprio dove potrebbero dare un contributo fondamentale alla difesa di un&#8217;isola sulla quale aleggia lo spettro di un&#8217;invasione degna delle <strong>grandi operazione anfibie</strong> della Seconda guerra mondiale? È questa la domanda che devono essersi posti al Pentagono mentre molti analisti, non solo statunitensi, continuano a ripetere da anni che &#8220;<em>Taiwan rischia di subire una massiccia invasione cinese</em>&#8220;. </p>



<p>Una prospettiva per cui l&#8217;esercito, la marina e l&#8217;aeronautica del <strong>People&#8217;s Liberation Army</strong> si starebbero preparando da tempo, senza farne segreto, mentre gli Stati Uniti, consapevoli del rischio di un&#8217;invasione cinese, continuano proprio a &#8220;centellinare&#8221; sostegno militare altrove per concentrare i loro sforzi sul Pacifico. Proprio per fronteggiare eventuali <em>escalation</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno scenario preoccupante</h2>



<p>I pianificatori dovrebbero sapere che &#8220;<em>qualsiasi attacco a Taiwan potrebbe porre fine all&#8217;influenza statunitense nella regione e privare gli Stati Uniti di risorse vitali, inclusi i semiconduttori specializzati necessari per la rivoluzione dell&#8217;Intelligenza Artificiale</em>&#8220;, scrive l&#8217;<em>Asian Times</em>.</p>



<p>E indipendentemente da &#8220;<em>come la si guardi</em>&#8220;, Taiwan dovrà farsi carico dell&#8217;onere di rispondere all&#8217;attacco iniziale lanciato da Pechino. I primi giorni saranno decisamente critici, e lo scenario in proiezione più preoccupante delle prime ore dell&#8217;operazione militare speciale lanciata dai russi in Ucraina. Sciami di aerei, supportati da missili e droni, si abbatterebbero sulle modeste risorse difensive di Taiwan, spingendole al limite o annullandole. </p>



<p>È improbabile che gli aerei schierati dalle <strong>Forza Aerea della Repubblica di Cina</strong>, abbreviata in&nbsp;<strong>RoCAF</strong>, composta da<strong> F-16 modernizzati</strong> e<strong> F-Ck-1 Ching Kuo</strong> di produzione nazionale, jet di quarta generazione con capacità limitate alla loro &#8220;era&#8221;, siano in grado di fermare una flotta d&#8217;invasione, o di supportare le difese aeree taiwanesi al punto da neutralizzare i sistemi avanzati che sicuramente Pechino impiegherebbe. Questo è abbastanza certo.</p>



<p>D&#8217;altra parte, è indubbio che se la flotta di A-10 sopravvivesse agli <strong>attacchi preliminari</strong>, che immaginiamo prevederebbero un decisivo alleggerimento delle capacità militare di Taiwan attraverso il lancio di armi di precisione &#8211; magari missili ipersonici, potrebbe dare un contributo importante nelle <a href="https://it.insideover.com/difesa/combattere-anche-dopo-lo-sbarco-cinese-ecco-il-piano-militare-di-taiwan.html">prime fasi dell&#8217;invasione</a>. Fornendo il <a href="https://it.insideover.com/politica/38476-2.html">supporto aereo ravvicinato</a> per cui l&#8217;A-10 Warthog è stato pensato, e inchiodando &#8220;<em>sulle spiagge</em>&#8221; o in prossimità delle &#8220;<em>teste di ponte</em>&#8221; molti dei mezzi corazzati che verrebbero riversati sull&#8217;isola dalle chiatte e dalle<a href="http://www.hisutton.com/Chinese-Invasion-Barge-OSINT.html"> navi getta ponti</a>. Quelle unità navali che, sempre stando alle analisi di molti osservatori, sarebbero state pensate proprio per sbarcare la &#8220;forza d&#8217;invasione&#8221; del Dragone sull&#8217;isola dei microchip che di fatto fa parte della <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, ma in pratica si allinea e chiede il supporto di Washington per non sottostare alle volontà del governo di Pechino.</p>



<p>Questo scenario, anche solo a metterlo nero su bianco, per tanti è soltanto <strong>fantapolitica</strong> da intrattenimento. Tuttavia, l&#8217;idea di fornire gli A-10 a Taipei è stata ritenuta una possibile &#8220;soluzione&#8221;. Efficace o meno? Sarebbe meglio non dover mai arrivare al punto di scoprirlo.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Lettere da Iwo Jima</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/lettere-da-iwo-jima.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 18:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-600x437.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-1024x745.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-1536x1118.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iwo Jima è tristemente nota per essere stata il teatro di una delle battaglie più cruente combattute durante la Seconda guerra mondiale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-600x437.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-1024x745.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125948441_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_923112-1536x1118.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non ci sono spiagge bianche bagnate da un mare cristallino come a Okinawa, né palme o frutti tropicali ad accogliere frotte di turisti. <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-cambio-di-passo-della-politica-nipponica-sulla-difesa.html">Iwo Jima</a></strong> è un&#8217;isola avvolta in una cupa e silenziosa desolazione. Dista un migliaio di chilometri da Tokyo ed è incastonata nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>, quasi più vicina alle Isole Marianne che non al <strong>Giappone</strong>, Paese di cui fa parte.</p>



<p>A guardarla dall&#8217;alto, nelle immagini satellitari, si notano subito due cose: ha un&#8217;insolita forma a pera ed è piccolissima. Quest&#8217;isoletta vulcanica, ricoperta da <strong>sabbia nera</strong> di origine vulcanica, ha infatti una superficie di appena <strong>21 chilometri quadrati</strong>, è lunga 8 chilometri e larga 4. Qui non c&#8217;è assolutamente nulla, fatta eccezione per un vulcano spento che domina la parte centro-settentrionale, il Suribachi, e l&#8217;altopiano di Motoyama che si staglia a sud. In mezzo, pochi alberi, tante sterpaglie e zero abitanti (escludendo il contingente militare nipponico). </p>



<p>Eppure, Iwo Jima – nome traducibile come &#8220;Isola di Zolfo&#8221; – è tristemente nota per essere stata il teatro di una delle battaglie più cruente combattute durante la <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, nonché l&#8217;ultima roccaforte dell&#8217;<strong>Esercito Imperiale giapponese</strong>, piegato dai Marines statunitensi al termine di una resistenza eroica.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="What Iwo-Jima Looks Like Today" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/i9qwUWUuDKw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_i9qwUWUuDKw");</script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La battaglia di Iwo Jima</strong></h2>



<p>&#8220;Se l’isola su cui mi trovo sarà catturata, la terra giapponese sarà bombardata giorno e notte&#8221;, scriveva <strong>Tadamichi Kuribayashi</strong>, il generale che comandava le forze nipponiche nella battaglia di Iwo Jima, in una lettera inviata alla sua famiglia prima dello scontro. Il suo obiettivo: evitare che l&#8217;isola cadesse nelle mani degli <strong>Stati Uniti</strong>. Se così fosse stato, infatti, le forze Usa avrebbero potuto usarla come base aerea per organizzare missioni di bombardamento a lungo raggio contro il Giappone continentale e distruggere le capacità aeree e navali nemiche. </p>



<p>I raid delle portaerei statunitensi e i blitz dei bombardieri B-24 iniziarono nel <strong>giugno 1944</strong>. Prima dell&#8217;invasione vera e propria, Iwo Jima avrebbe subito il bombardamento più lungo e intenso mai inflitto a un&#8217;isola del Pacifico durante la guerra: nove mesi. <strong>Chester Nimitz</strong>, comandante in capo della flotta statunitense del Pacifico, non aveva dubbi: &#8220;Beh, sarà facile. I giapponesi cederanno Iwo Jima senza combattere&#8221;. </p>



<p>Il D-Day scattò la mattina del <strong>19 febbraio</strong>, quando i Marines delle 4ª e 5ª divisione sbarcarono sulle spiagge locali. Washington pensava di conquistare quell&#8217;isolotto in una manciata di giorni. I combattimenti invece sarebbero proseguiti per <strong>36 giorni</strong>, fino al <strong>26 marzo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-462498" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-683x1024.jpg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-600x899.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-200x300.jpg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-768x1151.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65-1025x1536.jpg 1025w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326130204151_b5d647c1d938de634bf861b80a545b65.jpg 1281w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Operazione Detachment</strong></h2>



<p>I militari Usa stilarono i dettagli dell&#8217;<strong>Operazione Detachment</strong> stimando che l&#8217;isola sarebbe stata liberata in una settimana. L&#8217;intelligence statunitense, tuttavia, aveva ampiamente sottovalutato le tattiche di Kuribayashi, che aveva impiegato i mesi precedenti al D-Day costruendo fortificazioni che includevano molti chilometri di tunnel sotterranei, bunker, campi minati e fossati anticarro. </p>



<p>Gli Stati Uniti condussero intensi bombardamenti contro Iwo Jima prima dello sbarco, al termine dei quali pensarono che la maggior parte della guarnigione giapponese fosse stata annientata. Credevano inoltre che le spiagge di sbarco selezionate per le squadre d&#8217;assalto fossero solide e facili da attraversare per veicoli e Marine carichi di equipaggiamento; in realtà, erano ripidi pendii di soffice cenere vulcanica nera, incapaci di fornire un appoggio stabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fino alla morte</strong></h2>



<p>I giapponesi misero in atto <strong>strategie letali</strong>. Per esempio, anziché attaccare subito i nemici appena sbarcati, Kuribayashi ordinò ai suoi uomini di non sparare per un&#8217;ora intera, finché le spiagge dell&#8217;isola non si fossero riempite di uomini e materiali americani. I Marines furono costretti a usare <strong>lanciafiamme </strong>e <strong>granate</strong>, mentre i carri armati venivano utilizzati per coprire gli uomini che difendevano le trincee. </p>



<p>Alla fine, indeboliti dalla mancanza di cibo e acqua e a corto di munizioni, i giapponesi lanciarono ondate di <strong>attacchi banzai</strong>, che furono respinti solo grazie a una combinazione di supporto dell&#8217;artiglieria statunitense e al fuoco incrociato delle mitragliatrici. La maggior parte dei soldati giapponesi combatté fino alla morte. </p>



<p>Il bilancio della battaglia di Iwo Jima fu un autentico massacro. Dei 22.000 soldati giapponesi di stanza sull&#8217;isola, solo 1.023 furono catturati vivi. Pochi di loro si arresero, la maggior parte era stata gravemente ferita durante i feroci combattimenti. I corpi di 10.410 uomini non furono mai recuperati e giacciono ancora da qualche parte nelle caverne e nelle trincee scavate come fortificazioni, o nascosti dalla fitta vegetazione. Allo stesso modo più di 70.000 soldati statunitensi presero parte agli scontri: ne morirono circa 6.800 e 151 risultano ancora dispersi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-1024x730.jpg" alt="" class="wp-image-462496" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250326125911434_2978d635aa735416f4d20e17013d03cb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>GNL dall&#8217;Alaska al Pacifico all&#8217;Asia: il piano di Trump per ridisegnare le rotte dell&#8217;energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gnl-dallalaska-al-pacifico-allasia-il-piano-di-trump-per-ridisegnare-le-rotte-dellenergia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 13:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Trump administration]]></category>
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<p>L'amministrazione Trump ha un piano per trasportare più gas dall'Alaska alle coste del Pacifico, ed espandere così l'influenza Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gnl-dallalaska-al-pacifico-allasia-il-piano-di-trump-per-ridisegnare-le-rotte-dellenergia.html">GNL dall&#8217;Alaska al Pacifico all&#8217;Asia: il piano di Trump per ridisegnare le rotte dell&#8217;energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250223152736703_9bd55a6a7493ae6350cd88d0ff08e22a-1536x976.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il decennale <strong>progetto statunitense di sfruttamento delle risorse naturali dell’Alaska</strong>, momentaneamente accantonato durante gli anni di amministrazione Biden per ragioni ambientali e politiche, sta riacquistando concretezza con l’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump e, alla luce dell’ultimo bilaterale tenutosi a inizio febbraio a Washington fra il presidente Usa e il primo ministro giapponese Ishiba, le intenzioni statunitensi sembrano quelle di <strong>espandere le proprie esportazioni di GNL agli Stati alleati dell’Estremo Oriente, ponendo le basi per una nuova relazione di dipendenza energetica</strong> con questi paesi.</p>



<p>Il piano denominato “Alaska LNG” è in discussione negli Usa da diversi anni e si stima abbia un valore complessivo che si attesta attorno ai <strong>44 miliardi di dollari</strong>. Per lungo tempo è stato però messo in secondo piano a causa degli <strong>enormi costi e delle difficoltà logistiche</strong> che per la finalizzazione del progetto richiederebbero con la costruzione di un oleodotto lungo 800 miglia dal North Slope dell&#8217;Alaska fino ad un terminale di esportazione sulla costa del Pacifico. </p>



<p>Aprire allo sfruttamento di queste risorse non comporterebbe solamente un <strong>vantaggio per l’economia degli Stati Uniti</strong>, che dal 2024 sono primi al mondo<a href="https://it.insideover.com/difesa/lespansionismo-di-trump-linvasione-della-groenlandia-e-gli-scenari-fantapolitici.html"> nell’esportazione di GNL</a> anche grazie alle conseguenze politiche ed economiche della guerra russo-ucraina sul suolo europeo, ma <strong>ridurrebbe anche la dipendenza dei propri alleati del Pacifico dall’energia proveniente dal Medio Oriente e da potenze rivali come Russia e Cina</strong>, aumentando ulteriormente l’influenza statunitense in quell’area del mondo ed evitando altri punti di transito nevralgici più sensibili ed instabili come lo stretto di Hormuz e il Mar cinese meridionale.</p>



<p>La proposta, avanzata dal consigliere statunitense per l’energia Doug Burgum al primo ministro giapponese come parte di una strategia geopolitica fondamentale della nuova amministrazione, sembra aver accolto un primo parziale avallo da parte del governo di Tokyo che, tra l’altro, è il secondo acquirente di GNL al mondo e già oggi ne importa il 10% dagli Stati Uniti. Nel progetto rientrerebbero anche le economie di altri stati alleati di Washington come <strong>Corea del Sud, Taiwan e Filippine</strong> e fa parte di questa parentesi anche l’<strong>India</strong> di Modi, che si è impegnata ufficialmente ad aumentare le proprie quote di importazione energetica dagli Stati Uniti. </p>



<p>Nonostante le oggettive difficoltà logistiche, la strategia energetica di Trump per l’Asia potrebbe andare in porto anche grazie ad una collaborazione degli stessi Stati alleati, che temono<strong> di finire al centro della politica protezionistica di dazi commerciali voluta da Trump</strong> e, come nel caso del Giappone, sono stati invitati dal presidente Usa a fare uno sforzo per <strong>ridurre il deficit commerciale</strong> che riguarda il rapporto economico fra i due Paesi storicamente vicini.</p>



<p>Se quindi sul versante europeo, a discapito delle promesse di disimpegno militare e maggiore responsabilizzazione degli alleati, gli Usa intendono aumentare la propria interrelazione economica soprattutto nel comparto industriale della difesa, lo stesso si può dire per quanto riguarda la strategia di relazione energetica con l’Asia, cercata e coltivata da Trump in queste prime mosse di governo. Una dinamica che certifica la volontà statunitense di <strong>raggiungere con la propria forza economica ogni emisfero, indipendentemente dal livello di ostilità e fragilità della sicurezza regionale</strong>. Gli Usa intendono confermarsi quindi grande potenza globale sul piano militare, economico ed energetico e chiedendo il conto agli alleati che fino ad oggi hanno beneficiato del costoso ombrello statunitense.</p>
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		<title>La Corea del Sud ci riprova: ecco la portaerei del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-corea-del-sud-ci-riprova-ecco-la-portaerei-cvx.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-600x337.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Sud sta investendo sul programma Cvx che prevede la costruzione di una portaerei</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-600x337.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-1536x864.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-2048x1152.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Screenshot-2023-06-22-alle-20.49.16-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per larghi tratti della propria storia, la <strong>marina militare</strong> della <strong>Corea del Sud</strong> è risultata essere una forza sottodimensionata e pesantemente inadeguata al compito di difendere la linea costiera del Paese. A partire dagli anni Novanta, l’immane crescita economica del paese ha determinato la necessità di costruire un possente <strong>dispositivo navale</strong> in grado sia di costituire un deterrente verso la Corea del Nord, sia di mettere in sicurezza le rotte navali, principale fonte delle importazioni energetiche di Seul e del commercio del paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è il progetto Cvx</h2>



<p>L’idea di trasformare la Marina sudcoreana in una&nbsp;<em>Blue Water Navy,&nbsp;</em>ossia una forza marittima in grado di operare a&nbsp;<strong>livello globale</strong>, venne espressa per la prima volta nel 1992 dal Presidente Roh Tae woo in un discorso all’Accademia Navale di Jinhae, al quale fece seguito prima l’avvio di un vasto programma di costruzione di nuove unità navali nel 1995 e successivamente la redazione nel 1999 della&nbsp;<em>Navy Vision 2020,&nbsp;</em>la quale stabiliva ufficialmente come obiettivo la trasformazione della flotta in una blue water navy dotata di portaerei e sottomarini balistici. Le basi per l’avvio del progetto vengono poste il 12 luglio 2019, a seguito dell’inclusione nelle richieste a lungo termine da parte dello Stato Maggiore del progetto&nbsp;<em>“Large Transport Ship-II”,&nbsp;</em>volto a costruire una portaerei leggera con un dispiegamento da 30mila tonnellate, nell’agosto dello stesso anno il ministero della Difesa ha inserito tale progetto nei piani a medio termine e nel febbraio 2021 il progetto ha ricevuto la denominazione “<strong>Cvx</strong>”.&nbsp;</p>



<p>Il progetto ha tuttavia dovuto affrontare sfide estremamente rilevanti. In un primo momento si riteneva infatti che l’imbarcazione avrebbe dovuto trasportare 20 aeromobili F-35B a decollo verticale, ma il governo ha optato per l’acquisto della versione lanciabile da terra, gli F-35A. Al contempo l’elezione del candidato conservatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yoon Suk-yeol</a> ha sollevato molti dubbi sulla continuazione del programma. Yoon si era infatti espresso fortemente a favore di un rafforzamento delle capacità di deterrenza del paese nei confronti della minaccia nordcoreana, il progetto Cvx, relativo alla costruzione di una <strong>portaerei</strong> risultava maggiormente in linea con il potenziamento delle capacità di proiezione del paese, piuttosto che alla deterrenza nei confronti di Pyongyang. Il budget per la difesa relativo al 2023 non ha visto infatti l’allocazione di fondi per il programma Cvx, ma piuttosto per il progetto Kss-III relativo alla costruzione di sottomarini balistici.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro del programma</h2>



<p>Nel settembre 2022 il Capo di Stato Maggiore della Corea del Sud, il generale Kim Seung-kyum, ha asserito che il programma non ha ricevuto fondi a causa di <strong>divergenze</strong> di opinioni circa la tipologia di aeromobile da impiegare. Al contempo durante una riunione della Commissione di Difesa Nazionale, il membro del Parlamento del paese Kim Yeong-bae ha asserito come si stesse prendendo in considerazione l’idea di creare una versione navale dell’aereo multiruolo&nbsp;<em>Kai Kf-21 Boramae,&nbsp;</em>la cui entrata in servizio è prevista per il 2026. In virtù di ciò è stato avviato un processo di completa revisione del programma, in quanto il Kf-21 non è in grado di atterrare e decollare verticalmente, pertanto le dimensioni della portaerei debbono essere incrementate per consentire l’installazione dei sistemi di decollo e atterraggio&nbsp;<em>Catobar (Catapult Assited Take-Off But Arrested Recovery)</em>, o&nbsp;<em>Stobar (Short Take-Off But Arrested Recovery).&nbsp;</em></p>



<p>Nel marzo 2023 il ministero della Difesa di Seul ha risposto ad un’interrogazione parlamentare mossa da un membro dell’opposizione, asserendo come la&nbsp;<em>Defense Acquisition Program Administration</em>&nbsp;abbia statuito che la formazione di una variante navale del Kf-21 sia perfettamente raggiungibile. A tal proposito il Ministero sta valutando l’acquisizione di una portaerei di medie dimensioni, probabilmente superiore alle 50mila tonnellate. Il progetto, che prevede di far entrare in servizio la portaerei entro il 2033, risulterà quindi più costoso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi di una portaerei</h2>



<p>In virtù delle scarse capacità Isr (intelligence surveillance and reconnaissance), una portaerei rappresenterebbe un <strong>asset</strong> altamente funzionale per le forze di Seul, in quanto difficile da intercettare. Le forze sudcoreane potrebbero quindi sfruttarla per proiettare la propria potenza aerea molto vicina alle coste di Pyongyang, ciò incrementerebbe significativamente le proprie capacità di distruggere preventivamente gli asset nordcoreani, intercettare i missili una volta lanciati, o eventualmente eseguire strike punitivi. Una simile imbarcazione incrementerebbe inoltre le capacità Irs di Seul, migliorando notevolmente la <em>situational awareness</em> sudcoreana, una portaerei al contempo consentirebbe di facilitare notevolmente eventuali operazioni di sbarco anfibio, costringendo la Corea del Nord a dividere le proprie forze in caso di un eventuale conflitto.</p>



<p>In ultima analisi la presenza di un tale risorsa incrementerà notevolmente le capacità di proiezione della Marina di Seul, consentendole di operare congiuntamente alla flotta statunitense per la protezione delle rotte di navigazione da cui passano le&nbsp;<strong>supply chain&nbsp;</strong>fondamentali per le economie dei rispettivi stati, in linea con l’obbiettivo di incrementare le partnership sulla sicurezza descritt nella&nbsp;<em>Strategy for a Free, Peaceful, and Prosperous Indo-Pacific Region.&nbsp;</em>Il boom economico della Corea del Sud e l’ascesa globale della propria cultura pop, hanno reso Seoul un attore sempre più rilevante nella regione, la cui influenza si estende ormai ben al di là della Penisola Coreana. Ciò si è via via tradotto nell’assunzione da parte della Corea del Sud di un ruolo sempre più rilevante nella gestione delle sfide della regione, quali il mantenimento della libertà di navigazione. L’entrata in servizio di una portaerei rappresenterà un passo decisivo verso tale percorso.</p>
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		<title>&#8220;Trasformeremo il Pacifico in un poligono di tiro&#8221;: l&#8217;ultima minaccia di Kim</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/trasformeremo-il-pacifico-in-un-poligono-di-tiro-lultima-minaccia-di-kim.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari coreane]]></category>
		<category><![CDATA[guam]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Test missilistici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kim jong un" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Nord ha effettuato una serie di test missilistici che hanno messo in allarme gli Stati Uniti e i loro partner asiatici. L&#8217;ultima mossa di Pyongyang, in risposta ad un&#8217;esercitazione militare pianificata da Washington e Seoul, è coincisa con il lancio di due missili capaci, secondo il governo nordcoreano, di un &#8220;attacco nucleare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/trasformeremo-il-pacifico-in-un-poligono-di-tiro-lultima-minaccia-di-kim.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/trasformeremo-il-pacifico-in-un-poligono-di-tiro-lultima-minaccia-di-kim.html">&#8220;Trasformeremo il Pacifico in un poligono di tiro&#8221;: l&#8217;ultima minaccia di Kim</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kim jong un" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230221181437834_fc7cb4ef1b1e2b9a18b9a02488829346-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Corea del Nord</strong> ha effettuato una serie di <strong>test missilistici</strong> che hanno messo in allarme gli Stati Uniti e i loro partner asiatici. L&#8217;ultima mossa di Pyongyang, in risposta ad un&#8217;esercitazione militare pianificata da Washington e Seoul, è coincisa con il lancio di due missili capaci, secondo il governo nordcoreano, di un &#8220;attacco nucleare tattico&#8221; che potrebbe distruggere completamente le basi aeree nemiche. </p>



<p>Non è stato un episodio isolato, visto che si tratta del secondo lancio del Nord avvenuto nel giro di 48 ore, dopo quello, avvenuto sabato, di un <strong>Hwasong-15</strong>, e cioè uno dei suoi più potenti missili balistici intercontinentali (ICBM). Quest&#8217;ultimo, ha spiegato Tokyo, è caduto nella zona economica esclusiva del Giappone (Zee), portando l&#8217;asse Corea del Sud-Usa ad organizzare manovre aeree congiunte. </p>



<p>Secondo l&#8217;agenzia ufficiale nordcoreana <em>Kcna</em>, i lanci sono stati effettuati in risposta a queste esercitazioni aeree, con Pyongyang che ha accusato sudcoreani e americani di essere responsabili del deterioramento della situazione della sicurezza nella <strong>penisola coreana</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;avvertimento di Pyongyang</h2>



<p>Dal canto suo, Seoul ha definito il lancio del Nord una &#8220;seria provocazione che mina la pace e la stabilità nella penisola coreana&#8221; e ha invitato Pyongyang a porvi fine &#8220;immediatamente&#8221;. Su richiesta del primo ministro giapponese <strong>Fumio Kishida</strong>, il <strong>Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong> si riunirà d&#8217;urgenza nelle prossime ore. </p>



<p>Anche perché <strong>Kim Yo Jong</strong>, potente sorella del presidentissimo <strong>Kim Jong Un</strong>, ha avvertito che la Corea del Nord continuerà a monitorare le mosse di Washington e Seoul per dispiegare più risorse strategiche statunitensi nella regione, promettendo di adottare &#8220;contromisure&#8221; a qualsiasi minaccia percepita. Non solo: Miss Kim ha fatto sapere che l&#8217;uso del <strong>Pacifico </strong>da parte della Corea del Nord come &#8220;<strong>poligono di tiro</strong>&#8221; dipenderà solo ed esclusivamente dal comportamento di Forze statunitensi. </p>



<p>L&#8217;avvertimento della sorella del leader Kim potrebbe anticipare possibili piani nordcoreani per lanciare ulteriori missili, probabilmente in direzione del territorio statunitense di <strong>Guam</strong>. In tutto questo, le prospettive per un nuovo round di sanzioni delle Nazioni Unite contro Pyongyang sono piuttosto scarse, dati i precedenti veti di Russia e Cina, tra la crisi ucraina e la recente faida sino-americana per la questione dei presunti palloni spia nei cieli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asse Seoul-Washington</h2>



<p>L&#8217;esercito della Corea del Sud ha condannato i lanci come una &#8220;grave provocazione&#8221; che dovrebbe cessare immediatamente.&nbsp;L&#8217;ufficio del presidente <strong>Yoon Suk Yeol</strong> ha dichiarato di aver tenuto una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale per rivedere i test e discutere le contromisure. Il comando indo-pacifico degli Stati Uniti ha evidenziato &#8220;l&#8217;impatto destabilizzante&#8221; dei programmi illegali di armi della Corea del Nord, mentre il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha esortato Pyongyang a fermare tali provocazioni vietate dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e riprendere il dialogo sulla denuclearizzazione. </p>



<p>Nel frattempo gli Stati Uniti e la Corea del Sud terranno <strong>esercitazioni nucleari da tavolo simulate</strong> volte a migliorare le operazioni delle risorse nucleari statunitensi, nonché l&#8217;addestramento annuale sul campo primaverile del Freedom Shield a marzo. </p>



<p>L&#8217;agenzia sudcoreana <em>Yonhap </em>ha scritto, intanto, che l&#8217;aeronautica della Corea del Sud ha organizzato esercitazioni di rifornimento aereo, coinvolgendo <strong>caccia stealth F-35A</strong>. Il servizio armato ha schierato una petroliera di rifornimento<strong> KC-330</strong> e un numero imprecisato di <strong>jet F-35A </strong>per le esercitazioni. &#8220;Soprattutto grazie alle loro capacità di evitare il rilevamento da parte dei sistemi radar del nemico, gli F-35 possono infiltrarsi furtivamente nelle aree nemiche e colpire bersagli fondamentali&#8221;, ha sottolineato l&#8217;Air Force in una nota che assomiglia molto ad un contro avvertimento indirizzato a Pyongyang. </p>
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