Secondo quanto riportato originariamente dal quotidiano South China Morning Post (SCMP) lo scorso 15 aprile, la Repubblica Popolare Cinese (RPC) avrebbe testato con successo un dispositivo capace di troncare strutture sottomarine come i cavi a profondità di migliaia di metri. Il dispositivo è stato testato a bordo di una nave da ricerche subacquee, la “Haiyang Dizhi 2” (“Geologia Marina 2”), che ha completato la prima missione in acque profonde l’11 aprile. La “Haiyang Dizhi 2” è stata costruita da CCCC Fourth Harbor Engineering Co., Ltd. della China Communications Construction Company Limited, ed è stata varata nell’aprile 2022. La nave misura 85 metri di lunghezza, 22 metri di larghezza e ha un pescaggio massimo di 8 metri, con un dislocamento di 7.224 tonnellate e un’autonomia di 12mila miglia nautiche. Funge anche da nave di supporto per la “Meng Xiang”, la prima nave di perforazione oceanica progettata autonomamente dalla RPC. La nave da ricerca è equipaggiata con una gru con compensazione attiva del beccheggio da 150 tonnellate, un verricello a fibra ottica da 10 chilometri e un verricello geologico per prelevamento di campioni nella colonna d’acqua. Il suo ponte di 730 metri quadrati e la piattaforma per elicotteri migliorano l’efficienza operativa e l’utilizzo delle altre attrezzature di bordo.
Il dispositivo testato, capace di operare sino a 3.500 metri di profondità, sarebbe un attuatore elettro-idrostatico (EHA – Electro Hydrostatic Actuator) che utilizza un sistema idraulico, un motore elettrico e un’unità di controllo integrati in un unico dispositivo, eliminando la necessità di lunghe e ingombranti tubazioni esterne per l’olio. Il dispositivo sarebbe stato ulteriormente rinforzato per resistere alla pressione e alla corrosione delle profondità marine, consentendo “operazioni meccaniche di precisione” a profondità molto ridotte. Un rapporto di settembre citato nell’articolo del SCMP osserva che questa tecnologia era già stata proposta “per il taglio di cavi sottomarini e per l’azionamento di benne per acque profonde”. Secondo quanto reso noto, l’attuatore ha 2 ganasce oleodinamiche per agganciarsi al cavo, evitando che per reazione alla manovra di taglio il veicolo stesso inizi a ruotare e la potenza sviluppata sarebbe di oltre 1 kW.
Il dispositivo non nasce come strumento di attacco ai cavi sottomarini, ma per applicazioni nella riparazione e costruzione di oleodotti e gasdotti sottomarini: nel 2022 per riparare un oleodotto offshore, le squadre cinesi impiegarono cinque ore solo per effettuare un singolo taglio su una sezione di tubo danneggiato di 45 centimetri, e appena un anno dopo sistemi di produzione cinese erano in grado di tagliare tubi fino a 96 centimetri di diametro a una profondità di 600 metri, incluso un intervento in cui un tubo di 20 centimetri che fu tagliato in soli 20 minuti. Oggi, se quanto affermato dalla RPC corrisponde al vero, la profondità raggiungibile sarebbe di un ordine di grandezza superiore.
Sui cavi la guerra ibrida moderna
Chiaramente però, l’EHA ha degli evidenti utilizzi offensivi essendo in grado di poter raggiungere e troncare i cavi di comunicazione dati sottomarini posizionati su fondali a grande profondità.Negli ultimi anni, i cavi sottomarini sono stati al centro di numerose troncature a dir poco controverse, con la Russia tra i principali sospettati per quanto riguarda i tagli effettuati nei mari dell’Europa del Nord: dal Baltico sino al Mar di Norvegia. All’inizio di questo mese, è emerso che la marina britannica aveva individuato tre sottomarini russi in prossimità di infrastrutture sottomarine vitali.
L’anno scorso alcuni cavi sottomarini erano stati tranciati nel Mar Rosso, facendo sospettare l’Iran, mentre più o meno nel biennio 2022/2024 numerosi cavi sono stati troncati nel Mar Baltico sollevando sospetti sull’attività di unità navali civili collegate in qualche modo a Mosca. Anche la Repubblica Popolare è stata accusata di troncare cavi sottomarini per la comunicazione di dati nella zona intorno a Taiwan più di una volta, ma soprattutto ha ormai palesato la propria volontà di condurre questo tipo di attività che si pone nell’ambito della zona grigia dei conflitti.
Sappiamo infatti che nel 2020 un team di ingegneri dell’università Lishui di Zhejiang aveva sviluppato un “dispositivo per tagliare cavi sottomarini di tipo a strascico”. In quel caso si trattava di un dispositivo a forma di ancora, con bordi seghettati e utilizzato per “arare” il fondale marino trainato da una nave: metodologia che risulta essere molto meno costosa dell’utilizzo di un ROV e parimenti efficace. La troncatura di un cavo di comunicazione posato sul fondale marino è un aspetto molto importante della guerra ibrida moderna: attraverso i cavi passa la gran parte dei dati globali (circa il 95%) pertanto disarticolare questa rete, o perfino distruggerla, significa avere la possibilità di gettare un Paese o un intero continente nel caos.
Più in generale tutte le infrastrutture sottomarine sono a rischio attacco “ibrido” in quanto per l’ambiente in cui si trovano sono generalmente al di fuori della copertura legislativa internazionale (a meno che non siano in acque territoriali) e soprattutto di difficile controllo e sorveglianza. Non si tratta solo di cavi di comunicazione, ma anche di condutture per il passaggio di gas o petrolio, energia elettrica o installazioni legate all’estrazione di idrocarburi. In futuro, con la necessità di avere sistemi di raffreddamento sempre più efficaci per i data center e i server dell’IA, le profondità marine saranno sempre più teatro di confronto tra attori globali e questo tipo di minaccia ibrida diventerà ancora più incisiva e debilitante nel contesto non solo delle operazioni militari ma della sicurezza di uno Stato.
Sapevi che l’attacco alle infrastrutture sottomarine come i cavi di comunicazione afferisce alla guerra ibrida perché non è di facile attribuzione esattamente come un attacco nel campo cyber? Vuoi saperne di più sulla guerra ibrida e su come agisce nel nostro quotidiano? Vuoi sapere cosa possiamo fare per cercare di mitigarne gli effetti? Allora scarica il corso a pagamento di InsideOver sulla guerra ibrida cliccando qui!
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