Per larghi tratti della propria storia, la marina militare della Corea del Sud è risultata essere una forza sottodimensionata e pesantemente inadeguata al compito di difendere la linea costiera del Paese. A partire dagli anni Novanta, l’immane crescita economica del paese ha determinato la necessità di costruire un possente dispositivo navale in grado sia di costituire un deterrente verso la Corea del Nord, sia di mettere in sicurezza le rotte navali, principale fonte delle importazioni energetiche di Seul e del commercio del paese.

Che cos’è il progetto Cvx

L’idea di trasformare la Marina sudcoreana in una Blue Water Navy, ossia una forza marittima in grado di operare a livello globale, venne espressa per la prima volta nel 1992 dal Presidente Roh Tae woo in un discorso all’Accademia Navale di Jinhae, al quale fece seguito prima l’avvio di un vasto programma di costruzione di nuove unità navali nel 1995 e successivamente la redazione nel 1999 della Navy Vision 2020, la quale stabiliva ufficialmente come obiettivo la trasformazione della flotta in una blue water navy dotata di portaerei e sottomarini balistici. Le basi per l’avvio del progetto vengono poste il 12 luglio 2019, a seguito dell’inclusione nelle richieste a lungo termine da parte dello Stato Maggiore del progetto “Large Transport Ship-II”, volto a costruire una portaerei leggera con un dispiegamento da 30mila tonnellate, nell’agosto dello stesso anno il ministero della Difesa ha inserito tale progetto nei piani a medio termine e nel febbraio 2021 il progetto ha ricevuto la denominazione “Cvx”. 

Il progetto ha tuttavia dovuto affrontare sfide estremamente rilevanti. In un primo momento si riteneva infatti che l’imbarcazione avrebbe dovuto trasportare 20 aeromobili F-35B a decollo verticale, ma il governo ha optato per l’acquisto della versione lanciabile da terra, gli F-35A. Al contempo l’elezione del candidato conservatore Yoon Suk-yeol ha sollevato molti dubbi sulla continuazione del programma. Yoon si era infatti espresso fortemente a favore di un rafforzamento delle capacità di deterrenza del paese nei confronti della minaccia nordcoreana, il progetto Cvx, relativo alla costruzione di una portaerei risultava maggiormente in linea con il potenziamento delle capacità di proiezione del paese, piuttosto che alla deterrenza nei confronti di Pyongyang. Il budget per la difesa relativo al 2023 non ha visto infatti l’allocazione di fondi per il programma Cvx, ma piuttosto per il progetto Kss-III relativo alla costruzione di sottomarini balistici. 

Il futuro del programma

Nel settembre 2022 il Capo di Stato Maggiore della Corea del Sud, il generale Kim Seung-kyum, ha asserito che il programma non ha ricevuto fondi a causa di divergenze di opinioni circa la tipologia di aeromobile da impiegare. Al contempo durante una riunione della Commissione di Difesa Nazionale, il membro del Parlamento del paese Kim Yeong-bae ha asserito come si stesse prendendo in considerazione l’idea di creare una versione navale dell’aereo multiruolo Kai Kf-21 Boramae, la cui entrata in servizio è prevista per il 2026. In virtù di ciò è stato avviato un processo di completa revisione del programma, in quanto il Kf-21 non è in grado di atterrare e decollare verticalmente, pertanto le dimensioni della portaerei debbono essere incrementate per consentire l’installazione dei sistemi di decollo e atterraggio Catobar (Catapult Assited Take-Off But Arrested Recovery), o Stobar (Short Take-Off But Arrested Recovery). 

Nel marzo 2023 il ministero della Difesa di Seul ha risposto ad un’interrogazione parlamentare mossa da un membro dell’opposizione, asserendo come la Defense Acquisition Program Administration abbia statuito che la formazione di una variante navale del Kf-21 sia perfettamente raggiungibile. A tal proposito il Ministero sta valutando l’acquisizione di una portaerei di medie dimensioni, probabilmente superiore alle 50mila tonnellate. Il progetto, che prevede di far entrare in servizio la portaerei entro il 2033, risulterà quindi più costoso.

I vantaggi di una portaerei

In virtù delle scarse capacità Isr (intelligence surveillance and reconnaissance), una portaerei rappresenterebbe un asset altamente funzionale per le forze di Seul, in quanto difficile da intercettare. Le forze sudcoreane potrebbero quindi sfruttarla per proiettare la propria potenza aerea molto vicina alle coste di Pyongyang, ciò incrementerebbe significativamente le proprie capacità di distruggere preventivamente gli asset nordcoreani, intercettare i missili una volta lanciati, o eventualmente eseguire strike punitivi. Una simile imbarcazione incrementerebbe inoltre le capacità Irs di Seul, migliorando notevolmente la situational awareness sudcoreana, una portaerei al contempo consentirebbe di facilitare notevolmente eventuali operazioni di sbarco anfibio, costringendo la Corea del Nord a dividere le proprie forze in caso di un eventuale conflitto.

In ultima analisi la presenza di un tale risorsa incrementerà notevolmente le capacità di proiezione della Marina di Seul, consentendole di operare congiuntamente alla flotta statunitense per la protezione delle rotte di navigazione da cui passano le supply chain fondamentali per le economie dei rispettivi stati, in linea con l’obbiettivo di incrementare le partnership sulla sicurezza descritt nella Strategy for a Free, Peaceful, and Prosperous Indo-Pacific Region. Il boom economico della Corea del Sud e l’ascesa globale della propria cultura pop, hanno reso Seoul un attore sempre più rilevante nella regione, la cui influenza si estende ormai ben al di là della Penisola Coreana. Ciò si è via via tradotto nell’assunzione da parte della Corea del Sud di un ruolo sempre più rilevante nella gestione delle sfide della regione, quali il mantenimento della libertà di navigazione. L’entrata in servizio di una portaerei rappresenterà un passo decisivo verso tale percorso.