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Difesa

Fujian in azione: la portaerei cinese accelera verso il dispiegamento

Quanto manca al dispiegamento della portaerei cinese Fujian che è tornata alle prove in mare per la quinta volta? La nuova portaerei cinese, primo progetto interamente cinese per una portaerei dotata di tecnologie all’avanguardia, dovrebbe segnare la vera svolta per...

Quanto manca al dispiegamento della portaerei cinese Fujian che è tornata alle prove in mare per la quinta volta? La nuova portaerei cinese, primo progetto interamente cinese per una portaerei dotata di tecnologie all’avanguardia, dovrebbe segnare la vera svolta per le capacità della flotta del Dragone. Accorciando, almeno sulla carta, la distanza con la superpotenza statunitense.

La Fujian, superportaerei cinese Type 003 che dovrebbe segnare una vera “svolta”, superando per capacità la Type 001 Liaoning e la Type 002 Shandong, ha portato a termine un altro ciclo di prove nel Mar Cinese Meridionale. Ciò dovrebbe aver incluso test di volo per la componente imbarcata, ha era fregiata una un patch con il “5”, ad indicare il numero di “prove”. Un caccia J-15 “Flying Shark” e un bimotore KJ-600, velivolo imbarcato con compiti di Airborne Early Warning sono stati visti sulle catapulte, e sul ponte sono stati osservati “segni di pneumatici”. Durante i test precedenti, la portaerei era stata sottoposta ad esami di affidabilità e stabilità riguardanti i sistemi di propulsione ed elettrici della portaerei. Questo dimostra che la flotta della PLA Navy si sta avvicinando gradualmente al raggiungimento della piena operatività.

La portaerei Fujian e le prospettive dalla PLAN

Varata nel giugno del 2022, la portaerei Fujian è la prima ad essere equipaggiata con il sistema CATOBAR (Catapult Assisted Take Off Barrier Arrested Recovery), a differenza delle portaereri Liaoning e Shandong, dotate di Sky-jump.

Il sistema delle catapulte, nel caso della Fujian, catapulte eletromagnetiche, dovrebbe consentire alla Marina cinese di lanciare in mare aperto aerei “più pesanti” rispetto al passato. Spinta da una propulsione convenzionale, dunque non nucleare, l’unità è “simile” alle nuove portaerei di classe Ford dell’US Navy, ha un dislocamento di 80.000 tonnellate ed è la prima superportaerei completamente sviluppata dei cantieri di Pechino. Le portaerei Type 001 e Type 002, attualmente in forza nella flotta della PLAN, sono infatti il derivato di progetti sovietici basati sul Progetto 1143.5 dell’incrociatore pesante portaeromobili Admiral Kuznecov.

La Marina cinese, al contempo, sta aggiornando gli aerei che verranno imbraca Fujian, svelando una nuova variante del caccia imbarcato “Flyng Shark” J-15, denominata “T”, adattai al lancio da catapulte, dotati di radar AESA, accompagnati da una variante per la Guerra elettronica, i J-15 “D”. Ma è già noto che Pechino intende implementare le capacità della forza aerea imbarcata sulle sue portaerei attraverso lo sviluppo e lo schieramento di un caccia stealth di 5ª generazione: il J-35. Il gruppo imbarcato della Fujian, oltre ai velivoli ad ala fissa, prevede un certo numeri di elicotteri del tipo Z-20J/F e Z-9. Secondo le stime, l’unità dovrebbe essere pronta a solcare il Mar Cinese entro la fine del 2026.

Il Dragone e il mare

Pechino sta portando avanti un vasto programma di rafforzamento della sua marina, mettendo in cantiere nuovi progetti, come quello per lo sviluppo di una portaerei Type 004, e varando unità d’altomare o asset essenziali per la proiezione di potenza, come portaerei e sottomarini che dovranno comporre una flotta all’altezza di quelle degli avversari teorici.

Attualmente la Repubblica Popolare Cinese si è prefissa l’obiettivo di ottenere 6 portaerei entro il 2035. Ciò rappresenta una “sfida strategica” crescente per le potenze regionali e per la Marina degli Stati Uniti che, al momento, dispone di 11 portaerei a propulsione nucleare e ne ha in progetto altre 7, per un graduale avvicinamento con le unità più datate.

L’ambizione di Pechino sarebbe quella di schierare, entro il 2050, un numero di portaerei pari a quello degli Stati Uniti. Ciò suggerisce, come scritto impassito, la determinazione della Cina del volersi imporre come potenza marittima e nel voler dimostrare al mondo le proprie capacità nel campo del dominio marittimo. Capacità che, secondo le proiezioni degli analisti, influirà senza dubbio sugli equilibri di forza nella regione dell’Indo-Pacifico.

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