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Non è stealth, non è veloce, non è elegante. Il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II potrebbe anche non essere bello da vedere, ma è stato progettato per un unico scopo: sopravvivere. Può volare con un’ala danneggiata e parzialmente distrutta, un solo motore, un solo timone, un solo alettone. Può volare con il sistema idraulico danneggiato, grazie a comandi meccanici di riserva. Le sue estremità alari incurvate verso il basso incrementano la portanza alle basse velocità. Le ruote principali del carrello sporgono dalle gondole quando è retratto: un’ulteriore garanzia di sopravvivenza anche quando il carrello non può essere esteso. Nessun altro velivolo occidentale potrebbe continuare la sua missione sotto il fuoco dei cannoni da 23mm e contro alcuni da 57 mm. Ogni parte vitale dell’A-10 è protetta da piastre corazzate. Non fa eccezione il pilota, avvolto da una vasca di titanio di 600 kg. Il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II è entrato in servizio nel 1977 e resterà in servizio almeno fino al 2028. In realtà il pensionamento è stato prorogato a tempo indeterminato. Si punta al 2040 qualora il programma A-X dovesse dare esito negativo. Costruito in 715 esemplari, l’ A-10 non potrebbe operare in scenari dove non è stata precedentemente imposta la supremazia aerea.

Il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II

La letalità, la sopravvivenza e la capacità unica nel fornire continuo supporto aereo ravvicinato dell’A-10 non hanno eguali nel mondo. L’ A-10 è dotato di dieci piloni sub alari ed è uno degli aerei più pesantemente armati dell’Air Force. Può trasportare quasi 7 mila e 500 chili di armi. L’ A-10 ha due turbo ventole TF34 che gli consentono una velocità di 834 km/h ed un raggio d’azione di 460 km. Il Thunderbolt II può volare sopra il campo di battaglia per 90 minuti garante pieno supporto tattico alle truppe sul terreno.

Il cannone a sette canne rotanti GAU-8 Avenger

L’A-10 non è stato progettato come piattaforma aerea, bensì come un sistema blindato per portare in volo l’arma tattica aviotrasportata più potente del pianeta: il cannone a sette canne rotanti GAU-8 Avenger. E’ un cannone tipo gatling da 30 mm a due cadenze di tiro: 2100 o 4200 colpi al minuto e può essere portato alla massima cadenza di tiro in 0,55 secondi. Il serbatoio delle munizioni porta un massimo di 1350 colpi. E’ in grado di distruggere un carro armato a quasi 7 km di distanza. L’Avenger è azionato da due motori idraulici che imprimono ai proiettili un’energia iniziale quasi 200 volte superiore a quella conferita da un tipico cannone di un caccia della seconda guerra mondiale.

I proiettili all’uranio impoverito

Secondo l’attuale Law of War Manual, quadro di riferimento normativo del Pentagono, “l’uranio impoverito è utilizzato in alcuni munizioni per via della sua densità e delle proprietà fisiche. Queste creano una combinazione penetrante particolarmente efficace per distruggere i carri armati”. Sebbene siano disponibili diversi tipi di munizioni, l’A-10 può essere caricato con il CM o Combat Mix. In successione, un proiettile PGU-13 HEI, dirompente incendiario, e cinque proiettili PGU- 14 API, perforanti incendiari. Il PGU-14 pesa 0,43 kg ed è costituito da uranio impoverito all’interno di uno strato di alluminio. Lascia la canna alla velocità di 988 m/s, tre volte quella del suono. Quando un proiettile di metallo impatta contro lo stesso elemento a tre volte la velocità del suono o superiore, si frantuma, vaporizzandosi. L’uranio impoverito è quasi due volte più denso come il piombo ed è piroforico. Nel punto di impatto con l’acciaio, il penetratore in lega di uranio impoverito si incendia, fondendosi con il bersaglio e propagandosi al suo interno. Teoricamente, il munizionamento DU è stato concepito esclusivamente per sfondare la corazza pesante di un carro armato, principalmente concentrata nella parte anteriore del veicolo. Un approccio tattico a guida di precisione avrebbe gli stessi effetti, probabilmente ad un costo maggiore.

Il Congresso vieta per legge il pensionamento dell’A-10

Nonostante sia un progetto alla fine degli anni ’60, il Congresso vieta per legge la vendita all’estero dell’A-10. Un divieto imposto anche per l’F-22 Raptor. Il fatto che un sistema voli per 60 anni è da imputare a due principali fattori: da un lato la lungimiranza dei progettisti per aver creato un sistema blindato volante. Dall’altro la miopia del Pentagono che negli ultimi venti anni non ha mai provveduto alla progettazione di un sostituto specifico dell’A-10. Negli anni, tutti i piani di pensionamento dell’A-10 sono stati giudicati irresponsabili ed avventati perché gli USA non hanno (e non avranno) in inventario, qualcosa di lontanamente simile alle capacità di fuoco e resistenza del Warthog. Nonostante le iniziali perplessità, il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato un miliardo di dollari per mantenere attive nove squadriglie Warthog (ritirandone quattro, con risorse e personale convogliato nel programma JSF). Il Congresso ha inoltre imposto il veto su ogni piano di pensionamento fino alla decisione del programma A-X. L’intera linea di backup dell’A-10 è stata riaperta il 31 ottobre dello scorso anno, garantendo supporto logistico all’attuale flotta di 283 velivoli. Il Pentagono ha recentemente investito un miliardo di dollari nel dotare l’A-10 di un nuovo cockpit, sistema di controllo del fuoco e di un HMD (helmet-mounted display) implementato sul casco. Si attende un ulteriore finanziamento per l’acquisto di un set di duecento ali, così come avvenuto con la Boeing nel 2007, ormai alla fine del loro ciclo vitale.  

Le controversie sull’A-10 nascono sulla necessità di liberare fondi da destinare all’F-35 che, in teoria, era stato presentato anche come velivolo CAS. Il sacrificio dell’A-10 era ritenuto necessario per garantire il flusso economico per l’F-35. Purtroppo, al di là delle indiscusse capacità della piattaforma tattica di quinta generazione, l’F-35 non potrà svolgere (nell’immediato e prossimo futuro) le missioni del Warthog ed eguagliare le sue capacità di supporto ravvicinato. Il supporto CAS potrà anche essere riscritto, ma le capacità di supporto ravvicinato sono insite nella cellula.  C’è poi da considerare, infine, l’atavica diatriba tra Air Force e le truppe sul terreno.

Il supporto ravvicinato alle truppe

La storia dei velivoli da supporto ravvicinato dovrebbe fare riflettere. Il supporto tattico è quasi sempre stato svolto da velivoli ritenuti obsoleti, lenti e non al passo con i tempi. Basti pensare al Douglas A-1 Skyrider, velivolo entrato in servizio nel 1947 e ritirato nel 1968. Era lento, obsoleto, ma molto robusto. Poteva incassare centinaia di colpi dalla fanteria nemica, stazionare per ore sulla zona operativa trasportando un arsenale impressionante grazie ai suoi quattordici piloni sub alari. Era il velivolo perfetto. Stessa storia per l’ A-10: più volte dichiarato finito, ma sempre richiamato in prima linea fino ad essere ritenuto dall’USAF l’unico velivolo specifico per il Close Air Support.

Il ruolo di supporto alla fanteria è un compito specifico. La piattaforma vola a pochi metri dal terreno. E’ a tiro delle armi di piccolo e grosso calibro del nemico, così come anche della contraerea e dei missili Sam. Il velivolo deve essere in grado di continuare a martellare il nemico eseguendo più passaggi, stazionando per un periodo ragionevole sulla zona operativa, proteggendo le proprie forze. Solitamente, il velivolo di supporto tattico agisce in situazioni molto critiche, con fanteria nemica predominante ed è il primo a fornire supporto e l’ultimo a lasciare l’area (proteggendo per esempio una squadra in fase di esfiltrazione). Essenziale, quindi, la blindatura del velivolo.

Nel supporto aereo ravvicinato, dove il combattimento asimmetrico raggiunge le sue vette più alte, l’invisibilità ai radar (che si traduce nel ritardare il rilevamento ed il tracciamento di una firma radar) ed il detenere l’avionica più sofisticata non conta quasi nulla, considerando che si può ingannare un missile, ma non di certo i proiettili da 23 mm o di un Ak. E al di là della teoria, la storia insegna: gli Stati Uniti hanno sempre affidato il supporto aereo ravvicinato a velivoli obsoleti rispetto al periodo.

Task Force F-35/A-10 ?

In Iraq gli Stati Uniti hanno utilizzato delle nuove Task Force formate proprio dalle piattaforme A-10 e B-1. Entrambe possono essere impiegate nel Close Air Support, sebbene offrano soluzioni tattiche diverse. Se da un lato l’A-10 si dimostra imbattibile nel CAS ravvicinato, dall’altro mette comunque a repentaglio la vita del pilota (sebbene sia progettato per incassare un numero impressionante di colpi). Ciò impone una responsabilità politica non indifferente. Il B-1B, operando a media ed alta quota, riduce tali possibilità contro nemici che non dispongono di una copertura missilistica di ultima generazione. Annullando la capacità radar nemica di ultima generazione, l’F-35 potrebbe inizialmente agire come posto comando per i droni così da liberare l’area per la successiva ondata A-10.

Il programma A-X

La decisione di avviare il programma A-X risale al marzo del 2015, quando Air Force e Pentagono elaborarono le opzioni principali per sostituire il Warthog tra il 2028 ed il 2040. Il Pentagono continua ad investire risorse nel programma Future of Close-Air Support che prevede tre possibili alternative: costruire l’A-X, utilizzare gli attuali asset per soddisfare le missioni CAS o estendere la vita dell’A-10 almeno fino al 2040/45. Il programma OA-X sarebbe un’alternativa economica a breve termine, pensata per abbattere i costi operativi dell’A-10 (si tratta di un’integrazione e non sostituzione).

Il Warthog 2.0

Il programma A-X mira alla realizzazione (come avvenuto per l’A-10) di un asset blindato in grado di portare in volo l’arma tattica aviotrasportata più potente del pianeta: il cannone tipo gatling da 30mm a sette canne rotanti GAU-8 Avenger. La nuova piattaforma CAS dovrà essere progettata per garantire il supporto ravvicinato in ambiente che presenta moderni e stratificati sistemi di difesa. L’A-10, oggi può operare soltanto in ambienti permissivi. Il programma A-X contempla anche la possibilità di potenziare le cellule già esistenti che dovranno però rispettare i requisiti fissati dall’Air Force. Se così fosse, l’Air Force (per risparmiare tempo e denaro) potrebbe puntare tutto su un Warthog 2.0. Una nuova piattaforma che conserverebbe le capacità attuali dell’ A-10, migliorandone le criticità come, ad esempio, la scarsa potenza delle General Electric TF-34. Queste ultime non consentono all’A-10 di decollare a pieno carico. Il ruolo CAS non richiede profili aerodinamici ipersonici. Ecco perché la velocità di crociera (360 nodi idealmente) dovrà comunque essere aerodinamicamente compatibile con un raggio di virata stretta a bassa velocità. Il nuovo velivolo dovrebbe essere in grado di effettuare un minimo di venti attacchi contro obiettivi di fanteria o undici attacchi contro carri armati durante una singola sortita. Inoltre, il Warthog 2.0 potrebbe anche essere in grado di colpire bersagli mobili ad otto miglia nautiche di distanza ad altitudini superiori ai 20.000 piedi. In termini di sopravvivenza, qualsiasi aeromobile CAS di nuova generazione avrà ancora due motori e sistemi ridondanti. Dovrà resistere ai colpi da 7,62/14,5 millimetri ed al fuoco dei cannoni da 23 millimetri. Dovrà sopravvivere anche se colpito da un missile SA-18.

Conlcusioni

L’aeronautica statunitense ha lottato per anni per trovare il giusto equilibrio di bilancio tra investire in nuove piattaforme e tecnologie e sostenere gli aerei che stanno già volando e combattendo. L’A-10 Thunderbolt II è da sempre al centro di questo atto di bilanciamento. In passato, i leader dell’Air Force hanno preso in considerazione l’abbandono dell’A-10 per liberare fondi per l’F-35 Lightning II ed altri programmi avanzati. Tuttavia, la costante necessità di un velivolo CAS specifico per sostenere le truppe di terra ha spinto il Congresso ad immettere risorse nel programma A-10. Attualmente la linea di back up degli A-10 è attiva fino a tempo indeterminato.

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