<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/gas-naturale/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/gas-naturale</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Oct 2025 07:02:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>gas naturale Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/gas-naturale</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Africa: dalla Libia al Mozambico, dal petrolio al gas, Eni esplora nuove fonti per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 04:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=489421</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>La holding energetica investe in Libia e In Mozambico per lavorare petrolio e gas naturale da fornire all'Italia e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html">Africa: dalla Libia al Mozambico, dal petrolio al gas, Eni esplora nuove fonti per l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>Lo sviluppo del futuro prossimo&nbsp; passerà da quali pedine si muoveranno sullo scacchiere energetico mondiale, e l’Italia vuole sedere al tavolo dei giocatori. <strong>Eni </strong>è pronta a investire in Africa muovendosi lungo due fronti: <strong>le trivellazioni petrolifere al largo delle coste libiche e il progetto mozambicano del <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/mozambico/coral-north.html">Coral North</a> per l’estrazione di gas naturale</strong>. Il disegno è chiaro: valorizzare la presenza di Roma nel continente africano da Nord (<a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-hacker-contro-l-eni-e-l-italia-in-libia.html">Libia</a>) a Sud (<a href="https://it.insideover.com/energia/mozambico-le-multinazionali-il-denaro-italiano-e-il-gas-insanguinato-di-cabo-delgado.html">Mozambico</a>) per assicurare approvvigionamenti energetici in grado di alimentare l’economia del nostro Paese e non solo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’espansione nel Mediterraneo</h2>



<p>L’Ente Nazionale degli Idrocarburi ha ripreso le attività di perforazione nelle acque nordoccidentali della Libia, dopo cinque anni di pausa per via della pandemia. La <a href="https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html">National Oil Company</a>, holding energetica libica, ha confermato che i lavori iniziati nel 2020 saranno presto terminati e potranno esserci <strong>nuove opportunità di produzione del greggio tali per cui sarà possibile riempire i due milioni di barili al giorno entro il 2028</strong>. L’Italia, grazie a questo partenariato, ha la possibilità di affacciarsi alla finestra del Mediterraneo come attore strategico in grado di rafforzare la sicurezza energetica nazionale, tramite forniture vicine e continue, e di ricostituire il tessuto economico-produttivo di un’area geografica e geopolitica che, nell’ultimo decennio, è stato lacerato da conflitti di varia natura.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tripoli ha recentemente firmato <strong>accordi di cooperazione non solo con l’Italia, ma anche con colossi occidentali dell’oro nero come la britannica BP</strong> per l’esplorazione dei giacimenti petroliferi di Messla e Sarir, entrambi situati in Cirenaica. Altre partnership sono state attivate con l’inglese Shell e la statunitense Exxon, a riprova di come in Libia la situazione politica stia andando sempre più stabilizzandosi e l’economia stia tornando ad attirare capitali esteri.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas dell&#8217;Africa sud-orientale</h2>



<p>A migliaia di chilometri di distanza, Eni si adopera per le estrazioni di gas naturale lungo le coste del Mozambico. La società italiana e altre aziende internazionali operanti nel settore energetico — tra cui la cinese CNPC, la coreana Kogas e l XRG controllata dall’emiratina ADNOC — hanno ufficializzato&nbsp; il progetto <strong>Coral North nel Bacino di Rovuma</strong> dal valore multimiliardario che potrebbe ridefinire l’ossatura dell’infrastruttura energetica del Paese africano.&nbsp;</p>



<p>L’investimento rappresenta l’evoluzione del programma <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/mozambico/coral-south.html">Coral South</a>, il quale&nbsp; ha dato forma alla prima unità galleggiante di liquefazione del gas divenuta funzionante nel 2022. Il nuovo progetto comporterebbe la costruzione di una<strong> seconda struttura di liquefazione in acque ultra-profonde dando modo di raggiungere i sette milioni di tonnellate di gas naturale entro il 2028</strong>. Una stima di questo tipo proietta inevitabilmente tra i principali esportatori di gas liquefatto dopo Nigeria e Algeria.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Eni coltiva, dunque, l’ambizione di fungere da ponte tra le sponde di due continenti che grazie alle iniziative in campo energetico potrebbero ridurre le loro distanze. Non solo, la holding italiana darebbe un contributo notevole alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento per l’Europa, sempre più alla ricerca di nuovi mercati energetici dato il contesto geopolitico precario. </p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. <em> <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html">Africa: dalla Libia al Mozambico, dal petrolio al gas, Eni esplora nuove fonti per l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La corsa al gas del Senegal minaccia i pescatori dell&#8217;Africa occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-corsa-al-gas-del-senegal-minaccia-i-pescatori-dellafrica-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 16:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=449312</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Il futuro del Senegal sembra essere scritto nei giacimenti di gas naturale che si estendono lungo il confine con la Mauritania. Ma per i pescatori di Saint-Louis, città costiera del nord del paese, il presente è già un incubo. La piattaforma offshore del progetto Grande Tortue Ahmeyim (GTA), gestito da BP, non solo ha sottratto le loro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-al-gas-del-senegal-minaccia-i-pescatori-dellafrica-occidentale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-al-gas-del-senegal-minaccia-i-pescatori-dellafrica-occidentale.html">La corsa al gas del Senegal minaccia i pescatori dell&#8217;Africa occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06.jpg 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/LIle_de_Goree_06-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Il futuro del <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/anche-il-senegal-saluta-la-francia-non-vogliamo-le-vostre-basi.html">Senegal </a></strong>sembra essere scritto nei giacimenti di gas naturale che si estendono lungo il confine con la Mauritania. Ma per i pescatori di Saint-Louis, città costiera del nord del paese, il presente è già un incubo. La piattaforma offshore del progetto Grande Tortue Ahmeyim (GTA), gestito da BP, non solo ha sottratto le loro zone di pesca tradizionale, ma ha anche spezzato un equilibrio secolare che legava la comunità alla sua principale fonte di sostentamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ecosistema minacciato</h2>



<p>La barriera corallina di Diattara, tra le più ricche e imponenti dell’Africa occidentale, era un tempo il cuore pulsante della pesca tradizionale. Ora, con l&#8217;installazione della piattaforma della BP a soli 10 chilometri dalla costa, quell’ecosistema è stato trasformato in una zona off-limits per i pescatori. &#8220;Ci vietano di avvicinarci a meno di 1,2 chilometri, altrimenti distruggono le nostre barche,&#8221; racconta El Hadj Dousse, presidente dell’associazione locale dei pescatori.</p>



<p><strong>Il colosso britannico,</strong> inizialmente, aveva promesso la costruzione di sei barriere coralline artificiali per compensare l’impatto ambientale e garantire la riproduzione della fauna ittica. Ma a oggi, ne è stata realizzata solo una, con l’azienda che giustifica il cambiamento di piani con motivazioni legate alla “gestione e protezione più efficace”. Un argomento che i pescatori respingono categoricamente: “Non accettiamo che BP venga qui, si impossessi delle nostre zone di pesca più preziose e ignori le nostre richieste,” tuona Dousse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pesca tradizionale sotto attacco</h2>



<p>Quella che si sta consumando in&nbsp;Senegal&nbsp;non è solo una crisi ambientale, ma una vera e propria emergenza sociale. A Saint-Louis, dove oltre 1.100 barche praticano la pesca tradizionale, la riduzione delle aree di pesca ha avuto effetti devastanti. Il crollo delle catture ha spinto molti giovani verso l’emigrazione clandestina, alimentando una crisi che si estende ben oltre le acque territoriali del paese.</p>



<p>“Per secoli abbiamo vissuto di pesca,” dichiara Omar Sarr, segretario generale del consiglio degli imam. “Se BP vuole utilizzare le nostre risorse naturali, deve rispettare le nostre richieste.” Ma le risposte tardano ad arrivare, mentre la piattaforma del GTA continua a operare, scavando un solco sempre più profondo tra la comunità locale e le promesse del governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto Grande Tortue Ahmeyim: luci e ombre</h2>



<p>Il GTA, con riserve stimate in 15 miliardi di metri cubi di gas e una produzione prevista di 2,3 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto all’anno per i prossimi 20 anni, rappresenta uno dei <strong>progetti più ambiziosi dell’Africa occidentale. </strong>BP detiene la quota maggioritaria del progetto (61%), affiancata dall’americana Kosmos Energy e dalle compagnie petrolifere nazionali del Senegal e della Mauritania.</p>



<p>Secondo BP, il progetto avrà un impatto positivo sulle economie locali e sulle “generazioni future”. Tuttavia, queste dichiarazioni si scontrano con una realtà fatta di sfruttamento intensivo, inquinamento e marginalizzazione delle comunità locali. L’azienda, come molte altre major del settore, sembra più interessata a massimizzare i profitti che a mantenere le promesse di sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Greenwashing e strategia globale</h2>



<p>La strategia della BP riflette una tendenza ormai consolidata tra i giganti del petrolio. Nonostante i proclami sulla transizione verde, l’azienda britannica ha fatto marcia indietro sugli impegni per ridurre le emissioni e sviluppare energie rinnovabili. Sotto la guida del nuovo CEO Murray Auchincloss, BP ha ridotto drasticamente gli investimenti in progetti sostenibili, preferendo concentrare le risorse su operazioni ad alta redditività immediata, come il GTA.</p>



<p>Il taglio di 6,75 miliardi di dollari di investimenti nel segmento delle rinnovabili entro il 2030 ne è un esempio lampante. Progetti come quello eolico offshore JERA Nex BP sono stati ridimensionati per fare spazio a nuove attività estrattive, nonostante gli effetti devastanti sull’ambiente e sulle comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un futuro incerto</h2>



<p>Mentre il&nbsp;Senegal&nbsp;si appresta a diventare uno dei principali esportatori di gas dell’Africa, le comunità locali come quelle di Saint-Louis continuano a pagare il prezzo più alto. La pesca, pilastro economico e culturale del paese, rischia di essere spazzata via da una logica di sfruttamento che antepone gli interessi delle multinazionali a quelli delle popolazioni locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-al-gas-del-senegal-minaccia-i-pescatori-dellafrica-occidentale.html">La corsa al gas del Senegal minaccia i pescatori dell&#8217;Africa occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gas, in Europa stoccaggi pieni. Ma per l&#8217;inverno c&#8217;è un rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-in-europa-stoccaggi-pieni-ma-per-linverno-ce-un-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 07:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=444172</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gas sotto osservazione in un'Europa che attende la terza stagione fredda dopo la rottura con la Russia seguita all'invasione dell'Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-in-europa-stoccaggi-pieni-ma-per-linverno-ce-un-rischio.html">Gas, in Europa stoccaggi pieni. Ma per l&#8217;inverno c&#8217;è un rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241108070743925_14f46ac885683a9c90259e006066aec6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Preparatevi, l&#8217;inverno sta arrivando. Non siamo ne &#8220;Il Trono di Spade&#8221; ma nell&#8217;Europa che attende la terza <strong>stagione fredda</strong> dopo la rottura con la Russia seguita all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. E in cui l&#8217;attenzione di cittadinI, operatori economici e governi ruoterà, una volta di più, attorno al gas naturale.</p>



<p>Il 2024 è trascorso per ora tra buone notizie e prospettive critiche per i mercati europei dell&#8217;oro blu. <a href="https://tvpworld.com/83255612/eu-surpasses-gas-storage-target-as-winter-looms">Secondo <strong>Gas Infrastructure Europe</strong>,</a> i Paesi del Vecchio Continente hanno immagazzinato entro l&#8217;1 novembre 100 miliardi di metri cubi di gas naturale, un terzo del consumo annuale del blocco, portando al 95%, contro un target ideale del 90%, il riempimento.</p>



<p><a href="https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=62564">L&#8217;<strong>Energy Information Administration</strong> statunitense</a>, interessata allo sviluppo del mercato gasiero europeo cui Washington destina le sue esportazioni, ha ricordato che questo è dovuto soprattutto al ridotto consumo nella prima parte dell&#8217;anno, grazie a un finale d&#8217;inverno mite e alle politiche di risparmio attuate nell&#8217;ultimo biennio. &#8220;Nel 2023, il consumo di gas naturale nei 27 paesi membri dell&#8217;Unione Europea<strong> è diminuito del 18% rispetto alla media dei cinque anni precedenti (2017-21) </strong>secondo i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/NRG_CB_GASM__custom_6040560/default/table?lang=en">dati</a> Eurostat&#8221;, ricorda l&#8217;Eia, aggiungendo che &#8220;durante i primi cinque mesi del <strong>2024 (gennaio-maggio), il consumo è rimasto del 19% al di sotto della media 2017-21 per gli stessi mesi&#8221;</strong>.</p>



<p>Buone notizie, dunque. Ma bisogna contestualizzare il tutto nel quadro economico e geopolitico. <strong>Innanzitutto, è bene sottolineare</strong> che questa manovra va di pari passo con la volontà di <strong>fare definitivamente a meno del gas russo</strong>. Di cui, semplicemente, non si parla più. Certo, il gasdotto Nord Stream è un colosso di ferro inutile sul fondo del Mar Baltico, i contratti con Gazprom sono stati stracciati e il gas di Norvegia, Usa, Qatar, Algeria aumenta il suo peso nel mix energetico europeo. <a href="https://it.insideover.com/energia/sorpresa-il-gas-russo-non-se-ne-ancora-andato-dalleuropa.html">Ma Mosca pesa ancora per il 15% delle forniture,</a> Paesi come <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-orban-sferza-leuropa-troppo-subalterna-gli-usa.html">Ungheria</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/laustria-non-rompe-con-putin-in-volo-le-importazioni-di-gas-russo.html"><strong>Austria</strong> </a>intrattengono floridi rapporti su questo fronte con la Russia, e l&#8217;oro blu del Paese euroasiatico giunge ancora in Ue grazie al sistema di mercato del <strong>gas naturale liquefatto,</strong> i cui carichi sono negoziati ogni giorno dagli operatori. Il 31 dicembre scadono, inoltre, gli <strong>accordi di transito via Ucraina del gas russo</strong>, e se per la guerra non saranno rinnovati l&#8217;Europa potrebbe vedersi decurtate del 5% le forniture.</p>



<p>Questo sistema di mercato contribuisce, tra le altre cose, a un fattore di decentralizzazione della domanda aggregata di gas che riduce la capacità di pianificazione. <a href="https://www.ft.com/content/1bf29f6e-fcdf-462a-b257-d1690ff53825">Ne ha parlato anche il <em>Financial Times</em>, ricordando che in inverno le forniture di Gnl </a>rischiano di diventare più complesse, più costose e più difficili da garantire per la competizione per gli acquisti in atto tra Europa e Asia: &#8220;Il Gnl è una commodity globale, spesso spedita ad acquirenti che pagano di più. L&#8217;offerta globale è limitata, il che significa che l&#8217;Europa deve competere con l&#8217;Asia quando la domanda è alta&#8221;, nota la testata della City di Londra. Ciò &#8220;richiede prezzi del gas più alti per <strong>incentivare i commercianti a inviare le navi specializzate sulle coste europee&#8221;.</strong></p>



<p>Insomma, alla partenza della stagione fredda l&#8217;Europa resta solida sul gas ma vulnerabile a qualsiasi potenziale shock: un&#8217;impennata di prezzo per la competizione con l&#8217;Asia sugli acquisti o la chiusura della rotta ucraina, una crisi geopolitica che interdica mercati di provenienza (si guarda qui soprattutto al Golfo) o un guasto ai terminal di partenza del Gnl negli Usa orientali basterebbero <strong>a rendere molto più agitato l&#8217;inverno europeo</strong> e ad accelerare lo svuotamento degli stoccaggi, con conseguenze problematiche sulla futura tenuta del mercato energetico europeo. Sempre vincolato alla strutturale dipendenza da cui, difficilmente, saprà liberarsi nei prossimi anni a causa dell&#8217;ancora lento incedere del processo di transizione energetica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-in-europa-stoccaggi-pieni-ma-per-linverno-ce-un-rischio.html">Gas, in Europa stoccaggi pieni. Ma per l&#8217;inverno c&#8217;è un rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché l&#8217;Europa spende più per comprare gas dalla russia che per aiutare l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/perche-leuropa-spende-piu-per-comprare-gas-dalla-russia-che-per-aiutare-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 15:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=435508</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-1536x1071.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Stoccaggi pieni, prezzo in crescita: il cortocircuito europeo sul gas ora favorisce la Russia, nonostante la corsa a cambiare fornitori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-leuropa-spende-piu-per-comprare-gas-dalla-russia-che-per-aiutare-lucraina.html">Perché l&#8217;Europa spende più per comprare gas dalla russia che per aiutare l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240909091222970_cb8990cd0e8ee0252ccde3b6e6ee72e8-1536x1071.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;estate 2024 sta <strong>portando con sé </strong>una <strong>situazione apparentemente paradossale</strong> nel mercato europeo del <strong>gas naturale</strong>. Da un lato, gli stoccaggi di gas sono pieni e sopra la soglia ottimale per avere un adeguato cuscinetto per l&#8217;inverno. Dall&#8217;altro, tuttavia, i <strong>prezzi per le forniture di gas al mercato europeo</strong> sono cresciuti da inizio estate nonostante una domanda dei mercati del Vecchio Continente sostanzialmente stazionaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni europee sul gas naturale</h2>



<p>Il motivo? <strong>Innanzitutto, le <a href="https://ahdb.org.uk/news/natural-gas-prices-are-rising-again-grain-market-daily">tensioni geopolitiche</a> alle porte dell&#8217;Europa</strong>. Con l&#8217;Ucraina che <strong>ha rotto i contratti con Gazprom</strong> fermando i diritti di transito del gas russo, la guerra in Medio Oriente che continua e i carichi di gas naturale liquefatto (Gnl) provenienti dal Golfo Persico potenzialmente minacciati il gas sconta un &#8220;premio al rischio&#8221; dei suoi prezzi.</p>



<p>A ciò si aggiungono le <strong>incertezze sulla capacità dell&#8217;Europa</strong> di garantire sul medio-lungo periodo la promessa diversificazione che il distacco dalla Russia dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina nel 2022 aveva portato a programmare. Tra <strong>incertezze <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">sull&#8217;acquisto di gas dagli Usa</a></strong> per la minore spinta sull&#8217;export dell&#8217;amministrazione Biden, venti recessivi sulla Germania e ritorno del rigore è tutto da dimostrare che i progetti per rigassificatori e nuove infrastrutture energetiche potranno, negli anni a venire, sostituire la dipendenza da Mosca.</p>



<p>Questo combinato disposto di fattori si è manifestato in un boom del 20% da inizio estate al Ttf di Amsterdam. La borsa olandese ha visto i contratti scambiati a <a href="https://tradingeconomics.com/commodity/eu-natural-gas">inizio settembre a circa 37 euro a megawattora contro i 31 €/MWh di inizio luglio.</a> Un aumento che cozza con <strong>il riempimento degli stoccaggi al 90%</strong>, ovvero sulla soglia che genericamente i mercati europei attendono per l&#8217;1 novembre, inizio del cosiddetto &#8220;<strong>inverno termico</strong>&#8221; in cui in Europa settentrionale si inizia ad attingere massicciamente alle riserve per ragioni di riscaldamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spinta al bilancio della Russia</h2>



<p>Euractiv segnala come <strong>una vincitrice indiretta</strong> di questa evoluzione sia la Russia. La cui presenza nel mercato europeo dell&#8217;energia non è stata azzerata. <a href="https://www.naturalgasworld.com/gazprom-exports-to-europe-see-first-year/year-decline-in-july-global-gas-perspectives-112888#:~:text=Gazprom's%20pipeline%20natural%20gas%20exports,entirely%20within%20a%20few%20years."><strong>Gazprom ha trasferito 2,5 miliardi di metri cubi</strong> in Europa ad agosto</a> e si prevede che l&#8217;aumento del <strong>prezzo al Ttf garantisca</strong> alla Russia, che pesa ancora per il 15% nella quota di fornitura all&#8217;Ue, un tesoretto-extra di 400 milioni di euro al mese. </p>



<p>Nota Euractiv che la quota di <strong>risorse europee destinata all&#8217;acquisto di gas russo, </strong>ogni mese, è nettamente declinata &#8220;rispetto ai precedenti flussi finanziari (da 5,3 miliardi di euro a marzo 2022 a 1,5 miliardi di euro oggi), ma significa che, sebbene l&#8217;Ue abbia fatto molta strada nel ridurre <a href="https://it.insideover.com/energia/sorpresa-il-gas-russo-non-se-ne-ancora-andato-dalleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la sua dipendenza dalla Russia, la manovra è ben lungi dall&#8217;essere finita&#8221;. </a></p>



<p><strong>Anzi, dal febbraio 2022</strong> i Paesi europei hanno speso più per <strong>comprare gas russo</strong> che per aiutare l&#8217;Ucraina, come spiega Euractiv: &#8220;<a href="https://www.russiafossiltracker.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo un&#8217;analisi del think tank CREA</a> , da quando il Cremlino ha lanciato l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina nel febbraio 2022, i Paesi dell&#8217;UE hanno pagato 200 miliardi di euro per i combustibili fossili russi, principalmente petrolio e gas. Nel frattempo, il sostegno complessivo dell&#8217;Ue e degli Usa al Paese devastato dalla guerra ammonta a 185 miliardi di euro, secondo quanto rilevato dal Kiel Institute for the World Economy&#8221;. <strong>Una discrasia</strong> che l&#8217;aumento dei prezzi del gas nei mesi in cui il futuro del sostegno all&#8217;Ucraina deve scontrarsi coi vincoli di bilancio, come dimostrano casi quali quello tedesco, potrà, nei prossimi mesi, ulteriormente consolidare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-leuropa-spende-piu-per-comprare-gas-dalla-russia-che-per-aiutare-lucraina.html">Perché l&#8217;Europa spende più per comprare gas dalla russia che per aiutare l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il gas americano &#8220;conquista&#8221; l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 11:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425071</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina inizierà a comprare gas naturale liquefatto (Gnl) dagli Stati Uniti: è arrivato alla vigilia dell&#8217;inizio del G7 italiano di Fasano, in cui i presidenti Volodymyr Zelensky e Joe Biden firmeranno un accordo bilaterale di sicurezza, l&#8217;annuncio della prima partnership che porterà l&#8217;oro blu made in Usa a Kiev. A mandare il Gnl americano in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">Il gas americano &#8220;conquista&#8221; l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240613134228225_29ab54d9259e51d8fba41aaf866bd1f3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> inizierà a comprare <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html"><strong>gas naturale liquefatto (Gnl)</strong> </a>dagli Stati Uniti: è arrivato alla vigilia dell&#8217;inizio del <strong>G7 italiano di Fasano</strong>, in cui i presidenti <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e <strong>Joe Biden</strong> firmeranno un accordo bilaterale di sicurezza, l&#8217;annuncio della prima partnership che porterà l&#8217;oro blu <em>made in Usa</em> a Kiev. </p>



<p>A mandare il <a href="https://it.insideover.com/politica/geopolitica-gas-naturale-russia-stati-uniti.html">Gnl americano in Ucraina </a>sarà <strong>Venture Global</strong>, società di esportazione della Virginia, che ha siglato con la compagnia energetica di Stato ucraina <strong>Dtek un accordo secondo cui il gas</strong> a stelle e strisce giungerà in Grecia via nave, nei nuovi, strategici terminal che negli ultimi anni sono proliferati, per poi prendere la via del Paese esteuropeo.</p>



<p>Da un terminal Venture Global a <strong>Cameron Parish</strong> in <strong>Louisiana</strong> saranno forniti tra la fine dell&#8217;anno e il 2026 carichi di Gnl, mentre poi Dtek si è impegnata a comprare <a href="https://www.naturalgasworld.com/venture-global-dtek-sign-lng-supply-pact-for-ukraine-eastern-europe-111647"><strong>2 milioni di tonnellate all&#8217;anno di oro blu americano</strong> per i successivi 20 anni</a> dallo stesso impianto.</p>



<p>La notizia giunge nelle settimane in cui appare sempre più certa la notizia che <strong>la Russia non rinnoverà</strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/what-will-happen-when-ukraine-gas-transit-deal-expires-2024-06-04/"><strong> l&#8217;accordo di transito del gas con l&#8217;Ucraina</strong> siglato nel 2019, </a>dopo che nel 2023 i flussi sull&#8217;asse Est-Ovest verso l&#8217;Europa si sono ridotti dal 25,3%. Può sembrare paradossale, <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-scavalca-lucraina-il-gas-allungheria-passa-per-mar-nero-e-balcani.html">ma <strong>Kiev e Mosca</strong>, in guerra da oltre due anni, non hanno mancato di <strong>continuare a far fluire il gas russo</strong></a> via tubo attraverso il territorio di Kiev, da cui l&#8217;Ucraina guadagnava i diritti di transito e i Paesi del Vecchio Continente, come<a href="https://it.insideover.com/energia/laustria-non-rompe-con-putin-in-volo-le-importazioni-di-gas-russo.html"> l&#8217;<strong>Austria </strong></a><strong>e l&#8217;Ungheria</strong>, le preziose forniture.</p>



<p>&#8220;Le esportazioni americane di Gnl sono aumentate a partire dalle prime spedizioni di combustibile dagli Stati Uniti continentali nel 2016&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/443721ab-2631-4348-8ded-7788d25ba278">ricorda il <em>Financial Times</em></a>. In crescita anno dopo anno, in una strategia che ha unito le <strong>amministrazioni di Donald Trump e Joe Biden</strong>, le spedizioni di Gnl hanno preso il volo dal 2022: &#8220;Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’industria ha colto l’opportunità per colmare il vuoto lasciato dalla <strong>spinta dell’Europa ad abbandonare le importazioni russe</strong>, con gli sviluppatori che hanno colmato l’occasione per colmare il vuoto&#8221;. L&#8217;Europa è cresciuta nella quota di destinazione del gas a stelle e strisce, tanto che &#8220;gli Stati Uniti sono stati il ​​più grande esportatore di Gnl al mondo nel 2023&#8221;.</p>



<p>La scelta ha valenza geopolitica ma è, chiaramente, anti-economica: all&#8217;atto dell&#8217;importazione il Gnl pesa dalle quattro alle cinque volte in più, mediamente, del gas via tubo. E anche l&#8217;<strong>Ucraina</strong> si inserisce, potenzialmente, in un trend di dipendenza energetica che per l&#8217;Europa intera sostituisce, oggigiorno, l&#8217;esaurita fonte russa. Un&#8217;alternativa, quella del Gnl americano, che <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html"><strong>difficilmente aiuta sia l&#8217;indipendenza energetica</strong> del Vecchio Continente</a> che gli obiettivi di sostenibilità ambientale. E che è soggetta anche ai chiari di luna del potere americano, come dimostrato dal panico suscitato in primavera dalla possibilità che i nuovi permessi per il Gnl potessero essere bloccati da Biden. Ma è la geopolitica a dettare queste linee. E se l&#8217;Europa segue gli Usa su questo fronte Kiev, che dipende da Washington per il sostegno militare e geopolitico, non può certamente fare eccezione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">Il gas americano &#8220;conquista&#8221; l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla dipendenza russa a quella Usa: il dilemma europeo sul gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 10:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=417844</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La fine dell&#8217;egemonia della Russia nel mercato europeo del gas apre a una nuova, diversa forma di instabilità per il Vecchio Continente, oggi dipendente dalle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) importato via nave da Paesi come Qatar, Norvegia e, soprattutto, Usa? L&#8217;ambigua svolta Ue Se ne è reso conto, di recente, Politico.eu, principale testata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html">Dalla dipendenza russa a quella Usa: il dilemma europeo sul gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240406173228163_6a031c24c82d1aba7859e64cebfcf126-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>fine dell&#8217;egemonia della Russia</strong> nel mercato europeo del gas apre a una nuova, diversa forma di instabilità per il <strong>Vecchio Continente</strong>, oggi dipendente dalle forniture di<a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>gas naturale liquefatto (Gnl)</strong> </a>importato via nave da Paesi<a href="https://it.insideover.com/economia/perche-putin-non-puo-piu-usare-la-leva-del-gas-per-finanziare-la-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> come Qatar, Norvegia e, soprattutto, Usa?</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambigua svolta Ue</h2>



<p>Se ne è <strong>reso conto, di recente, <em><a href="https://www.politico.eu/article/europes-risky-new-energy-reliance/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Politico.eu</a></em>,</strong> principale testata di commento degli affari comunitari, in un&#8217;analisi approfondita che ha parlato del <strong>cortocircuito comunitario</strong> sull&#8217;energia. La corsa a sostituire la <strong>costante primazia russa</strong> nel mercato dell&#8217;oro blu, dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ordinata da Vladimir Putin, ha sicuramente contribuito a <strong>danneggiare le prospettive economiche di Mosca</strong> nel medio periodo, ma certamente non a stabilizzare quelle europee. Sul primo fronte, la Russia ha <strong>lucrato nel breve periodo</strong> con la sua guerra, soprattutto psicologica, sui prezzi e la <em>weaponization</em> degli strumenti di mercato ma da metà 2023 in avanti è emerso quanto per il <strong>sistema guidato da Gazprom l&#8217;attacco all&#8217;Ucraina</strong> sia risultato in un vero e proprio <strong>scacco strategico</strong>. </p>



<p>La Russia ha <strong>perso apertamente la guerra del gas</strong>: Gazprom ha visto l&#8217;utile 2023 <a href="https://www.reuters.com/markets/commodities/gazprom-2023-net-profit-russian-accounting-standards-down-7-75-bln-2024-03-26/">calare del 7%</a> e i profitti della seconda metà dell&#8217;anno scendere del 40%, il mercato europeo è interdetto, il principale gasdotto baltico, il Nord Stream, rimasto <strong>vittima di un sabotaggio</strong> su cui emerge la mano anglo-polacca, gli investimenti in conto capitale del 2024 profondamente ridimensionati, le prospettive di finanziamento della guerra e di difesa del rublo messe sotto scacco. Ma, fatto paradossale, a vincerla non è stata l&#8217;Europa. Ma bensì una serie di attori esterni. A cominciare dagli Usa. Un fatto che crea, per <em>Politico.eu,</em> un problema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scommessa europea e le mosse di Biden</h2>



<p>&#8220;L’Ue ha scommesso molto sul GNL statunitense nel 2022 dopo aver evitato l’energia russa a basso costo su cui aveva fatto affidamento per anni. Ha&nbsp;<a href="https://www.politico.eu/article/europe-huge-excess-lng-liquefied-natural-gas-import-capacity-expert-warn/">speso miliardi</a>&nbsp;in infrastrutture per il GNL e ha firmato decine di nuovi contratti&#8221;, ha notato la testata paneuropea con sede a Bruxelles. Ma tuttavia&nbsp;&#8220;tali decisioni vengono ora messe in discussione: l’Europa ha barattato la sua indebita dipendenza dalla Russia con una miope dipendenza dall’America?&#8221;, <a href="https://www.politico.eu/article/europes-risky-new-energy-reliance/">si chiede retoricamente <em>Politico.eu,</em> ricordando</a> che &#8220;gli Stati Uniti attualmente forniscono all’Europa quasi il 50% del suo GNL – rispetto a circa un quarto prima della guerra – e il GNL&nbsp;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/eu-gas-supply/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha superato</a>&nbsp;il gasdotto come la più importante fonte di approvvigionamento&#8221;. Nel 2023 con <strong>56,2 miliardi di metri cubi</strong> il Gnl Usa era il secondo fornitore di gas all&#8217;Europa dopo il mercato norvegese, che via tubo e Gnl forniva complessivamente il 30,3% del gas europeo (87,8 miliardi di metri cubi) contro il consistente 19,4% americano.</p>



<p>Paesi come <strong>Italia, Germania e Polonia</strong> hanno spinto notevolmente sul Gnl e gli investimenti ad esso collegati. E la dipendenza, o presunta tale, dal gas russo, notevolmente spiazzata. Tanto che, col senno di poi, viene da chiedersi se fosse giustificato l&#8217;allarme di chi, come l&#8217;ex presidente del Consiglio Mario Draghi, parlava di <strong>tale dipendenza in termini foschi</strong>. Strana dipendenza &#8211; verrebbe da dire &#8211; quella che in un biennio, seppur con costi elevati &#8211; si spezza. </p>



<p>Cosa succede, però, ora? <strong>Succede che la svolta green di Joe Biden</strong>, che da presidente ha perseguito una strategia di <em>energy dominance</em> in continuità col <a href="https://it.insideover.com/energia/strategia-trumpiana-biden-gas-gnl-usa-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">predecessore Donald Trump,</a> mette dubbi sull&#8217;espansione delle forniture di Gnl a stelle e strisce all&#8217;Europa. Il voto di novembre e il rematch Biden-Trump si avvicinano, e il comandante in capo vuole riconquistare alla sua causa l&#8217;elettorato di sinistra e ambientalista, decisivo per competere in molti Stati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il blocco Usa ai nuovi progetti di Gnl</h2>



<p>Dunque, ricorda <em>Politico.eu,</em> &#8220;in vista delle elezioni serrate di novembre, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ordinato una pausa temporanea nell’approvazione di <strong>nuovi progetti di Gnl, </strong>congelando di fatto l’espansione del paese delle infrastrutture di esportazione per soddisfare gli elettori attenti al clima&#8221;. Gli Usa,<a href="https://it.insideover.com/energia/la-norvegia-vincitrice-della-guerra-del-gas-chiude-al-tetto-ai-prezzi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>vincitori assieme alla Norvegia</strong> </a>e a pochi altri Paesi come Qatar e Regno Unito della svolta europea verso il Gnl, ora potrebbero lasciare l&#8217;Europa col cerino in mano, dato che negli anni a venire lo stop imposto da Biden, se confermato, ridurrà la capacità di sostenere l&#8217;ampliamento dell&#8217;offerta al Vecchio Continente.</p>



<p>&#8220;Il blocco di Biden ai nuovi progetti entra in gamba tesa sulla cronica dipendenza energetica europea. Solo poche settimane fa Ditte Juul Jørgensen, la commissaria europea all’Energia, ricordava che “per decenni” l’Europa avrebbe avuto bisogno del Gnl americano&#8221;,<a href="https://www.money.it/il-blocco-al-gnl-usa-mostra-i-limiti-della-strategia-di-diversificazione-energetica-dell-ue"> si è scritto su <em>Money.it</em>.</a> In quest&#8217;ottica, paradossalmente la scelta di Biden di enfatizzare la <strong>natura oggettivamente inquinante del Gnl</strong> mette l&#8217;Europa di fronte al dilemma della sicurezza energetica e alla sua potenziale conflittualità col Green Deal. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa in salita dell&#8217;Europa</h2>



<p>&#8220;Bruxelles&#8221;, si faceva notare, &#8220;si trova tra l’incudine e il martello per il fatto che da un lato ha espresso la necessità di aumentare la sicurezza energetica liberandosi dal gas russo e dall’altro ha fissato col Green Deal l’esplicito obiettivo di raggiungere <strong>l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050</strong> e di ridurre le emissioni di oltre la metà entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990&#8243;. Un obiettivo che la svolta per il Gnl renderebbe insostenibile. E l&#8217;Europa si trova di fronte alla necessità di ovviare a una <strong>miopia strategica</strong> che, in una fase di crescente mobilitazione delle risorse in termini di ricerca di efficienza e soluzioni sistemiche a problemi securitari fatti emergere da atti gravi come l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, può danneggiare le basi dello sviluppo industriale e della prosperità europee. </p>



<p>Oggi più che mai da valorizzare in una fase che, con l&#8217;enfasi sulla <strong>mobilitazione da <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html">&#8220;economia di guerra&#8221;</a> sempre più dominante </strong>nella retorica pubblica, imporrà <strong>di fare della sicurezza degli approvvigionamenti di asset critici</strong> un punto di partenza per la grande strategia di ogni sistema che voglia competere in prima fascia su scala globale. E per l&#8217;Europa chiamarsi fuori da questa partita rischia di risultare controproducente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-dipendenza-russa-a-quella-usa-il-dilemma-europeo-sul-gas.html">Dalla dipendenza russa a quella Usa: il dilemma europeo sul gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Austria non rompe con Putin: in volo le importazioni di gas russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/laustria-non-rompe-con-putin-in-volo-le-importazioni-di-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 07:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414530</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>A dispetto del diffuso trend europeo, l’Austria non sembra volersi emancipare nel breve periodo dalla propria dipendenza dal gas russo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/laustria-non-rompe-con-putin-in-volo-le-importazioni-di-gas-russo.html">L&#8217;Austria non rompe con Putin: in volo le importazioni di gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/02/Vladimir_Putin_in_Austria_8-11_February_2001-17-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>A dispetto del diffuso trend europeo<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-l-austria-frena-sull-adesione-dell-ucraina-all-ue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">, l’Austria non sembra volersi, </a></strong>e forse neanche potersi, emancipare nel breve periodo dalla propria dipendenza dal gas russo. Infatti, al contrario della maggior parte degli stati europei, i quali all’indomani dell’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022 hanno cercato di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetiche, <strong>l’Austria ha mantenuto le proprie forniture intatte</strong>, arrivando a dipendere energeticamente quasi totalmente da Mosca.</p>



<p>Secondo i dati del Ministero dell’Energia Austriaco, a dicembre 2023 la dipendenza di Vienna dal gas russo è arrivata a pesare per un 98% del totale delle importazioni, con un trend crescente negli ultimi due anni passando <a href="https://energie.gv.at/">da un 80% di febbraio 2022 al 98% odierno.</a><strong> </strong>L’elevata percentuale è dovuta in parte anche al calo dei consumi, passando dai precedenti <a href="https://euractiv.it/section/energia/news/la-dipendenza-dellaustria-dal-gas-russo-sale-al-98-due-anni-dopo-la-guerra-in-ucraina/">100 TWh a 75 TWh nel 2023</a><strong>. </strong>Tuttavia il valore economico assoluto delle importazioni austriache non è indifferente. Nel 2022 in Austria è entrato gas per un valore di 7 miliardi di euro, mentre nel 2023, complice la diminuzione dei prezzi, si è arrivati ad una cifra pari a 3 miliardi.</p>



<p>Questa dipendenza viscerale ha portato a non poche critiche nei confronti di Vienna da parte degli alleati europei, anche in virtù del fatto che, rimanendo uno degli ultimi “clienti” a livello europeo, Gazprom ha fornito all’Austria prezzi molto più vantaggiosi rispetto ai potenziali competitor in ambito energetico. Lo scorso dicembre le tensioni sono arrivate ad un punto tale da portare Vienna a minacciare di far affondare il 12° <a href="https://www.politico.eu/article/latest-eu-sanctions-package-in-limbo-over-austrian-checks/">pacchetto di sanzioni contro Mosca</a>, il quale conteneva tra le altre cose le<strong> limitazioni sui diamanti russi</strong>. Il tutto dovuto al fatto che l’Ucraina manteneva nella lista dei “war sponsor” il gruppo bancario Raiffeisenbank, non essendo questo ancora fuoriuscito dalla Russia. Alla fine l’accordo si è raggiunto, ed il gruppo bancario è <a href="https://www.reuters.com/world/europe/austria-backs-eu-russia-sanctions-after-ukraine-removes-raiffeisen-blacklist-2023-12-16/"><strong>fuoriuscito dalla famigerata lista</strong></a></p>



<p>Conscio dell’obiettivo europeo di liberarsi dalle importazioni di gas russo entro il 2028, il Ministro dell’Energia e dell’Ambiente Leonore Gewessler, esponente dei Verdi partner coalizione al governo, ha annunciato un piano in 3 fasi per liberarsi dalla <a href="https://www.politico.eu/article/austria-looks-at-early-exit-from-russian-gas-deal-as-reliance-on-moscow-deepens/#:~:text=On%20Monday%2C%20Austrian%20Energy%20Minister,Moscow%2C%20which%20expires%20in%202040"><strong>dipendenza energetica russa</strong></a>. La prima prevedrebbe che i servizi pubblici dimostrino di poter aumentare le quote utilizzate di gas non russo, avvalendosi della piattaforma di acquisto comune dell’UE, AggregateEU. La seconda fase riguarderebbe un possibile piano di rottura dei termini contrattuali con Gazprom. Ed infine la terza porterebbe l’Austria ad includere il gas naturale nella strategia di sicurezza nazionale austriaca.</p>



<p>Per quanto il Ministro Gewessler abbia definito la dipendenza austriaca “<strong>un chiaro fallimento del mercat</strong>o”, forse il suo piano in 3 fasi ha più di un ostacolo davanti a sé. Ad oggi Gazprom esporta un massimo di 60 TWh all’anno, i quali sono sufficienti a soddisfare quasi l’intero fabbisogno energetico del paese. Le forniture austriache odierne sono state contrattualizzate nel 2018 fino al 2040, motivo per il quale la risoluzione prematura del contratto tra Gazprom e la partecipata statale OMV non è cosa scontata. Inoltre,, il prezzo decisamente più vantaggioso del gas russo non invoglia Vienna a virare verso <strong>forniture alternative,</strong> come ad esempio ha fatto la Germania aprendosi al mercato globale con tutti i rincari che ne sono conseguiti.</p>



<p>Secondo alcune stime lo scioglimento anticipato del contratto porterebbe a delle penali per il governo austriaco dell’ordine del miliardo di euro. Onde evitare questo esborso di denaro, <strong>Vienna vorrebbe agire tramite una legge </strong>dello stato nell’impedire qualsiasi importazione di gas russo. Tuttavia, oltre a provocare un potenziale arbitrato internazionale da parte di Gazprom, una legge di questo tipo avrebbe bisogno di un ampio sostegno parlamentare, sostegno oggi non scontato visto il delicato clima politico austriaco. Infatti una qualsiasi norma come questa che porterebbe ad un aumento de facto dei prezzi del gas sarebbe un danno politico enorme sia per il<strong> Partito Popolare Austriaco (ÖVP) sia per i Verdi (DG)</strong>, entrambi attualmente al governo. Specie con l’estrema destra del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) in netta crescita nei sondaggi.</p>



<p>Dallo scoppio delle ostilità in Ucraina questa è la prima volta che il governo di Vienna prova concretamente ad immaginarsi senza gas russo. Dall’immaginazione alla realtà tuttavia il passo è grande. Sarà da capire se a Vienna converrà nell’immediato svincolarsi da una dipendenza così profonda, soprattutto se pensiamo alle parole del cancelliere <strong>Karl Nehammer dell’ÖVP</strong> quando afferma che il mantenimento degli accordi con Gazprom rientra perfettamente negli interessi degli austriaci e che non ha alcuna intenzione di comprare gas a prezzi non vantaggiosi. <a href="https://europa.today.it/economia/austria-dipendenza-gas-russia.html">Per Nehammer</a> “si tratta di garantire il patrimonio statale e di mantenere i contratti esistenti il ​​più a lungo possibile”<strong>. </strong>Questo tema porterà allo scontro tra ÖVP e Verdi, oltre che con i partner europei? Ai posteri l’ardua sentenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/laustria-non-rompe-con-putin-in-volo-le-importazioni-di-gas-russo.html">L&#8217;Austria non rompe con Putin: in volo le importazioni di gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Utili a picco per Gazprom: cosa sta succedendo al colosso russo del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/utili-a-picco-per-gazprom-cosa-sta-succedendo-al-colosso-russo-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=408521</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-2048x1376.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Utile giù di otto volte in termini nominali, del 93% in termini reali: Gazprom sente il peso della guerra economica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/utili-a-picco-per-gazprom-cosa-sta-succedendo-al-colosso-russo-del-gas.html">Utili a picco per Gazprom: cosa sta succedendo al colosso russo del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-scaled-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/GAZPROM-2048x1376.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Segnali d&#8217;allarme in casa <strong>Gazprom</strong> per i risultati economici? Guardando ai dati economici del primo semestre del colosso russo dell&#8217;energia, vicinissimo al Cremlino e la cui leadership è organica al sistema di potere di Vladimir Putin, non si può parlare di crisi conclamata perché l&#8217;attività è ancora in utile. Ma il confronto col 2022, quando Gazprom era la punta di lancia della <a href="https://it.insideover.com/economia/espropri-e-guerra-economica-la-strategia-di-putin-contro-occidente.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>guerra economica di Mosca</strong> </a>all&#8217;Occidente, condotta anche con l&#8217;arma psicologica e i ricatti sulle forniture di gas, mostra che il gruppo di <strong>Aleksej Miller</strong> è in crescente difficoltà.</p>



<p>I dati parlano chiaro. Gazprom, nel periodo del secondo trimestre, vede i suoi profitti operativi crollare del 43% e sul fronte gennaio-giugno di ben otto volte: adesso sono pari a <strong>296 miliardi di rubli, </strong>ovvero 3 miliardi di dollari. Ma gli oltre 2 trilioni di rubli generati come profitto nel periodo gennaio-giugno 2022, culmine della guerra energetica seguita all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, un anno fa valevano molto di più, addirittura 41,75 miliardi di dollari. In un anno il combinato disposto tra <strong>volatilità del rublo</strong> e calo del prezzo del gas, in altre parole, ha in termini reali consumato il <strong>93% della capacità di export di Gazprom</strong>, che nel secondo trimestre, secondo quanto comunicato dalla compagnia su Telegram, avrebbe addirittura, aggiungendo al calo dei profitti operativi le spese per tasse, investimenti e accantonamenti, registrato un mini-disavanzo di 180 milioni di dollari.</p>



<p>Il dato è ancora più pesante delle prospettive iniziali di molti analisti che davano per Gazprom probabile, nei mesi scorsi, una contrazione dell&#8217;utile semestrale del 50%. A conti fatti, la prospettiva di redditività del gruppo, classificato da Fortune tra le 500 aziende più importanti del mondo per ricavi e fatturato, è stata quasi azzerata.  Gazprom, ha scritto <em>Euractiv</em>, &#8220;non ha fornito previsioni per le esportazioni di gas per quest&#8217;anno. Secondo le proiezioni di alcuni analisti, le esportazioni al di fuori dell&#8217;ex Unione Sovietica potrebbero raggiungere circa 50-65 miliardi di metri cubi (bcm), escluse le forniture alla Cina&#8221;. Se si pensa che tale quota era, un tempo, coperta dalle esportazioni alla <strong>sola Germania</strong> si capisce quanto la perdita del mercato europeo abbia pesato a conti fatti sul Paese. Ad oggi Paesi come la <strong>Turchia</strong>, che comprerà tra i 30 e i 32 miliardi di metri cubi, e la Cina, che arriverà a 25-30 miliardi di metri cubi di gas russo, sono i maggiori acquirenti di oro blu di Mosca. Ma entrambi hanno un potere d&#8217;acquisto di gas russo che è paragonabile a quello che aveva, da sola, l&#8217;Italia al culmine dei rapporti energetici con Mosca.</p>



<p>Il fatto, per Gazprom, è aggravato dalla prospettiva di una crescente tensione sull&#8217;erario russo, che l&#8217;anno scorso ha ottenuto ben <strong>5 miliardi di dollari</strong> dalle attività fiscali legate alle azioni di Gazprom, potendo finanziare l&#8217;impegno bellico in Ucraina, e soprattutto ha su iniziativa della Banca centrale di <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elvira-nabiullina-la-governatrice-della-banca-centrale-russa-2059342.html">Elvira Nabiullina</a> goduto del boom di entrate di valuta estera per difendere il cambio del rublo con una manovra monetaria &#8220;lacrime e sangue&#8221;. I cambi sul rublo in picchiata riflettevano, nei mesi scorsi, la riduzione delle entrate dopo la fine del periodo delle vacche grasse dei prezzi in volo del gas. E ad oggi i rendimenti di Gazprom rischiano di aggiungere <strong>un problema strutturale</strong> per un Paese come la Russia che da vent&#8217;anni ha finanziato non solo la sua crescita economica ma anche le sue strategie geopolitiche sulla certezza della <strong>rendita energetica</strong>. Oggi non più scontata come in passato. Un dato di fatto che non potrà non preoccupare, in prospettiva, il Cremlino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/utili-a-picco-per-gazprom-cosa-sta-succedendo-al-colosso-russo-del-gas.html">Utili a picco per Gazprom: cosa sta succedendo al colosso russo del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Furia cinese su Biden, nuovo agguato Isis e il conto salato dei migranti: cos’è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/furia-cinese-su-biden-nuovo-agguato-isis-e-il-conto-salato-dei-migranti-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 17:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Rohingya]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=406857</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia cinese condanna duramente le politiche economiche di Washington, lo Stato Islamico torna a colpire nel deserto siriano e la crisi dei migranti di New York presenterà un conto salatissimo alla città. Ecco i cinque fatti del giorno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/furia-cinese-su-biden-nuovo-agguato-isis-e-il-conto-salato-dei-migranti-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Furia cinese su Biden, nuovo agguato Isis e il conto salato dei migranti: cos’è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811185017746_91ae3883a269022b6dcbf057c2d86a77-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ennesima misura restrittiva imposta dagli Stati Uniti per frenare l&#8217;economia cinese ha fatto esporre il capo della diplomazia di Pechino con dichiarazioni dure contro Washington. La giunta birmana perseguita i civili nei villaggi con attacchi aerei, e i Rohingya continuano la loro pericolosa fuga con esiti nefasti. Nuovi accordi fanno intravedere all&#8217;Iraq l&#8217;indipendenza dall&#8217;importazione di gas naturale dall&#8217;Iran, Isis colpisce ancora nel deserto di Deir Az Zor e uccide 23 militari siriani in un&#8217;imboscata e New York si prepara a pagare un conto salatissimo per la crisi dei migranti che sta gestendo da sola. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Usa maggior fonte di instabilità al mondo&#8221;: rabbia cinese contro le nuove restrizioni di Biden</h2>



<p>L&#8217;alto diplomatico cinese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-wang-yi-lalfiere-della-diplomazia-di-xi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wang Yi</a> si è pronunciato duramente contro gli Stati Uniti, colpevoli di <strong>opprimere i Paesi emergenti</strong> e le loro economie – in particolare quella cinese – e descrivendo Washington come &#8220;la maggior <strong>fonte di instabilità</strong>&#8221; nel mondo. Wang, che è tornato ad essere ministro degli Esteri della Cina dopo la <a href="https://it.insideover.com/politica/la-donna-misteriosa-gli-007-e-la-scomparsa-i-misteri-dietro-al-ministro-cinese-scomparso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scomparsa di Qin Gang</a> il mese scorso, ha criticato fortemente l&#8217;egemonia e il protezionismo statunitense durante il suo tour del Sud-est asiatico proprio nel giorno seguente all&#8217;imposizione da parte di Washington di nuove restrizioni agli investimenti tecnologici contro Pechino. &#8220;Gli Stati Uniti, per mantenere un&#8217;<strong>egemonia unipolare</strong>, non sono disposti ad assistere allo sviluppo e alla revitalizzazione della Cina e degli altri Paesi emergenti&#8221; ha riferito Wang al primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong. &#8220;Da una parte, condonano e supportano le forze di indipendenza di Taiwan che si affidano agli Stati Uniti per ottenere l&#8217;indipendenza, oltrepassando le linee rosse delle Cina. Dall&#8217;altra penalizzano la concorrenza leale e costringono gli altri Paesi a pratiche di <strong>protezionismo unilaterale</strong> contro la Cina&#8221; ha concluso il ministro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Saldati i debiti, l&#8217;Iraq sarà indipendente dal gas iraniano entro tre anni</h2>



<p>In un discorso tenuto all&#8217;inaugurazione di una centrale elettrica nel governatorato di Maysan, nel sud-est dell&#8217;Iraq, il primo ministro Mohammad Shia al-Sudani ha dichiarato che il progetto &#8220;contribuirà alla rete elettrica nazionale producendo oltre 250 megawatt&#8221; come parte del piano strategico per &#8220;<strong>ridurre la spesa pubblica</strong> del governo federale iracheno, in particolare per quanto riguarda<strong> l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/energia/la-dipendenza-dal-petrolio-che-intrappola-liraq.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">importazione di gas</a></strong>&#8220;.  &#8220;Il governo sta lavorando a più livelli per migliorare la rete elettrica del Paese&#8221; ha specificato, aggiungendo che &#8220;tutti&nbsp;i&nbsp;problemi&nbsp;che derivano dalla riduzione&nbsp;delle forniture&nbsp;iraniane sono stati&nbsp;regolati, con&nbsp;il saldo di tuti i debiti legati all&#8217;importazione e con un accordo che prevede l&#8217;invio di greggio all&#8217;Iran in cambio di gas destinato ad alimentare le centrali elettriche&#8221;. Sudani ha insistito sul fatto che gli accordi raggiunti con la francese TotalEnergies e altre società estere consentiranno all&#8217;Iraq di sfruttare al meglio le sue <strong>enormi riserve di gas</strong> ed evitare le perdite negli impianti, e che la somma di queste iniziative permetterebbe al Paese di porre<strong> fine alla dipendenza</strong> dalle importazioni di gas iraniano <strong>entro tre anni. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Stato Islamico colpisce ancora: 23 militari siriani uccisi in un&#8217;imboscata nel deserto</h2>



<p>Uomini armati dell&#8217;organizzazione terroristica dello <a href="https://it.insideover.com/tag/isis-stato-islamico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stato Islamico</a>, attiva in Siria, hanno teso un&#8217;imboscata ad un pullman che trasportava <strong>soldati siriani</strong> nell&#8217;est del Paese, uccidendone <strong>23</strong> e ferendone gravemente altri. Lo rende noto l&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, che dichiara che l&#8217;aggressione ha avuto luogo su una strada nel deserto nei pressi di Mayadeen, nella provincia di Deir Az Zor che confina con l&#8217;Iraq. Dall&#8217;inizio&nbsp;dell&#8217;anno, secondo l&#8217;Osservatorio, sono almeno <strong>402 le vittime accertate</strong> negli&nbsp;scontri&nbsp;a fuoco e nelle operazioni&nbsp;militari&nbsp;che hanno avuto luogo&nbsp;in questa regione, di&nbsp;cui&nbsp;157 civili, 20 miliziani&nbsp;dello Stato Islamico uccisi&nbsp;dalle Forze armate siriane e nel corso di&nbsp;bombardamenti&nbsp;lanciati&nbsp;dall&#8217;aviazione militare russa, e 225 tra <strong>militari&nbsp;di&nbsp;Damasco</strong> e miliziani&nbsp;ad essi&nbsp;affiliati&nbsp;(dei&nbsp;quali&nbsp;37 appartenenti&nbsp;a milizie filo-iraniane).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Continua a salire il bilancio delle violenze della giunta birmana </h2>



<p>Quattro civili, incluso un neonato di 8 mesi sono rimasti uccisi e almeno altri 10 feriti in un <strong>attacco aereo </strong>della giunta militare birmana nell&#8217;area di Sagaing, in Myanmar. L&#8217;aereo ha bombardato un monastero nel villaggio di Ta Laing nel quale si rifugiavano numerose famiglie di sfollati. Una volta entrati nel villaggio, i militari hanno arrestato 20 civili. Attacchi simili nella regione centrale del Paese hanno provocato la <strong>fuga di circa 6mila civili</strong> dai villaggi della zona. Un&#8217;altra strage ha avuto luogo oggi nel Paese quando un barcone che trasportava <strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-rohingya-un-popolo-alla-ricerca-di-una-terra-da-abitare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifugiati Rohingya</a></strong> in fuga dalle violenze verso la Malesia si è ribaltato causando la morte di 23 persone. Sembra che a bordo dell&#8217;imbarcazione ci fossero almeno 50 persone, che per ora risultano disperse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dei migranti presenterà un conto salatissimo a New York</h2>



<p>&#8220;Se non avremo il supporto che ci serve, i newyorkesi si ritroveranno con un conto da <strong>12 miliardi di dollari</strong>&#8220;. Sono le parole del sindaco della Grande Mela Eric Adams, che chiede aiuti statali e federali per gestire la crisi legata alla presenza di <strong>richiedenti asilo</strong> in città. &#8220;La stima dei 12 miliardi di dollari è prevista per l&#8217;estate 2025 se il flusso di migranti continua con i numeri attuali&#8221; ha precisato Adams. Le previsioni precedenti dei funzionari amministrativi parlavano di 4 miliardi entro la prossima estate, ma la nuova stima di 4 miliardi all&#8217;anno per i prossimi tre anni rappresenta una porzione significativa del budget della città, che attualmente si aggira intorno ai 107 miliardi. Per fare un confronto, il budget annuale della polizia cittadina, l&#8217;Nypd ammonta a 5,8 miliardi di dollari. &#8220;Il <strong>sistema nazionale per l&#8217;immigrazione</strong> è fuoriuso, e lo è stato per decenni. Oggi, New York City è stata lasciata da sola a raccattare i pezzi. Almeno 100mila migranti sono arrivati in città dalla primavera del 2022, e anche se in decine di migliaia hanno lasciato la città, con i nuovi arrivi il numero di quelli che rimangono nei rifugi cittadini e nelle strutture di emergenza abitativa potrebbero rimbalzare a 100mila. Abbiamo superato il punto di rottura&#8221; ha concluso il primo cittadino. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/furia-cinese-su-biden-nuovo-agguato-isis-e-il-conto-salato-dei-migranti-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Furia cinese su Biden, nuovo agguato Isis e il conto salato dei migranti: cos’è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Accumulano enormi quantità di gas&#8221;. Cosa c&#8217;è dietro la decisione della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/accumulano-enormi-quantita-di-gas-cosa-ce-dietro-la-decisione-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=402237</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina è impegnata in un massiccio shopping di gas naturale, con i vari funzionari locali di Pechino ben felici del fatto che gli importatori continuino a concludere accordi su accordi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/accumulano-enormi-quantita-di-gas-cosa-ce-dietro-la-decisione-della-cina.html">&#8220;Accumulano enormi quantità di gas&#8221;. Cosa c&#8217;è dietro la decisione della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230703141305391_0e1bccc5935e3cb676f5f53c7429e15b-2048x1413.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;orizzonte non c&#8217;è alcuna crisi energetica. Le incertezze derivanti dalla <strong>guerra in Ucraina</strong>, e dalle conseguenti <strong>sanzioni </strong>che hanno colpito la Russia, tra i più importanti esportatori di gas e petrolio al mondo, sembrano essere rientrate. Eppure la <strong>Cina </strong>è impegnata in un massiccio shopping di <strong>gas naturale</strong>, con i vari funzionari locali di Pechino ben felici del fatto che gli importatori continuino a concludere accordi su accordi. </p>



<p>Il governo cinese sostiene gli sforzi dei molteplici acquirenti statali per firmare contratti a lungo termine con attori esterni, e investe persino in strutture di esportazione. Il motivo? A quanto pare, rafforzare la <strong>sicurezza energetica</strong> della Repubblica popolare cinese fino alla metà del secolo. </p>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-07-02/china-is-buying-natural-gas-like-there-s-still-an-energy-crisis" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ha sottolineato <em>Bloomberg</em></a>, il Dragone è così sulla buona strada per diventare il principale importatore mondiale di gas naturale liquefatto nel corso del 2023. Per il terzo anno consecutivo, tra l&#8217;altro, le aziende cinesi stanno accettando di acquistarne una quantità maggiore <strong>a lungo termine </strong>rispetto a qualsiasi singola nazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Blindare il futuro</h2>



<p>Poiché al momento non sussistono particolari crisi energetiche, è lecito supporre che la Cina stia intervenendo con decisione in proiezione futura, in modo tale da scongiurare l&#8217;avvento di possibili rischi energetici. Di pari passo, Pechino cerca di alimentare la propria <strong>crescita economica</strong> con contratti Gnl a lungo termine. </p>



<p>A proposito di questi contratti, dal momento che le intese commerciali sono spalmate sul lungo periodo, tali accordi risultano particolarmente attraenti in quanto le spedizioni del prodotto richiesto sono promesse e garantite ad un <strong>prezzo relativamente stabile</strong> rispetto al mercato spot, dove il gas è invece salito ad un livello record dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Toby Copson, consulente presso Trident Lng in quel di Shanghai, ha spiegato che la sicurezza energetica è sempre stata una priorità per la Cina. &#8220;Avere un&#8217;ampia offerta nel proprio portafoglio consente al Paese di gestire la volatilità futura&#8221;, ha dichiarato l&#8217;esperto aspettandosi ulteriori accelerazioni. </p>



<p>Nello specifico, il governo cinese ha iniziato a spingere per i contratti a lungo termine nel 2021, dopo il miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. Le importazioni di gas sono invece diminuite lo scorso anno, in parte a causa dell&#8217;indebolimento della domanda interna a causa delle restrizioni dovute al <strong>Covid</strong>, per poi schizzare alle stelle al termine delle misure anti pandemiche, ma anche e soprattutto grazie allo spostamento della <strong>Russia </strong>verso l&#8217;Asia. Da quando Mosca è stata costretta a tagliare il suo export verso l&#8217;Europa, la Cina ha aumentato gli scambi energetici con il Cremlino.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gasdotto-power-of-siberia-e-perche-e-importante.html"><strong>Che cos’è il gasdotto Power of Siberia</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/energia/il-grande-gioco-dellenergia-laccordo-xi-putin-che-spaventa-leuropa.html"><strong>Il grande gioco dell’energia e l’accordo tra Xi e Putin</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/energia/la-mossa-della-russia-sul-gas-asse-con-la-mongolia-con-vista-cina.html"><strong>La mossa della Russia: asse con la Mongolia con vista Cina</strong></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della stabilità</h2>



<p>La Cina sembra seguire due parole d&#8217;ordine: armonia, a livello socio-politico, e <strong>stabilità economica</strong>. Parte della spinta della Cina per la sicurezza energetica deriva anche dall&#8217;esigenza di <strong>diversificare </strong>le importazioni tra i vari Paesi, come garanzia contro eventuali ed ulteriori sconvolgimenti geopolitici. Nel 2023, secondo i calcoli di <em>Bloomberg</em>, il 33% dei volumi di Gnl a lungo termine sottoscritti è stato destinato alla Cina. </p>



<p>Soltanto nell&#8217;ultimo mese, la società statale China National Petroleum ha siglato un accordo di 27 anni con il <strong>Qatar </strong>e ha preso parte al massiccio progetto di espansione dell&#8217;esportatore, mentre Enn Energy Holdings ha firmato un contratto decennale con lo sviluppatore statunitense Cheniere Energy Inc. Le forniture di entrambi i contratti dovrebbero iniziare nel 2026. Ulteriori fumate bianche sarebbero in arrivo. Giganti statali, tra cui Cnooc e Sinopec, sono in trattative con gli Stati Uniti, mentre aziende più piccole, come Zhejiang Provincial Energy Group e Beijing Gas Group, sono alla ricerca di intese. </p>



<p>Il suddetto Qatar sarebbe inoltre in trattative con diversi acquirenti cinesi per contratti di vendita che potrebbero durare più di 20 anni. Allo stesso tempo, Sinopec è tra le società in trattativa per investire in <strong>Arabia Saudita</strong>. </p>



<p>A tutto ciò bisogna aggiungere un ulteriore fattore chiave: le recenti interruzioni di corrente e le carenze riscontrate negli ultimi anni hanno cambiato il modo di pensare dei politici cinesi, che adesso sembrano preferire la sicurezza energetica a qualsiasi altra prospettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/accumulano-enormi-quantita-di-gas-cosa-ce-dietro-la-decisione-della-cina.html">&#8220;Accumulano enormi quantità di gas&#8221;. Cosa c&#8217;è dietro la decisione della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/604 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-05-20 06:33:20 by W3 Total Cache
-->