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	<title>Luciana Lamorgese Archives - InsideOver</title>
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	<title>Luciana Lamorgese Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Il problema è Lamorgese&#8221;. Ecco cosa succede davvero al Viminale </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-struttura-del-viminale-e-esente-dagli-attacchi-politici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 14:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlando con La Stampa il leader della Lega Matteo Salvini, in qualità anche di ex ministro dell&#8217;Interno, ha attaccato l&#8217;attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese. Ma, al tempo stesso, ha specificato un dettaglio non secondario: &#8220;Non sto parlando del ministero dell&#8217;Interno che è una macchina perfettamente funzionante &#8211; ha sottolineato &#8211; ma del ministro&#8221;. Tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-struttura-del-viminale-e-esente-dagli-attacchi-politici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-struttura-del-viminale-e-esente-dagli-attacchi-politici.html">&#8220;Il problema è Lamorgese&#8221;. Ecco cosa succede davvero al Viminale </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/migranti-lamorgese-6147256_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Parlando con <em>La Stampa</em> il leader della Lega<strong> Matteo Salvini</strong>, in qualità anche di ex ministro dell&#8217;Interno, ha attaccato l&#8217;attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese. Ma, al tempo stesso, ha specificato un dettaglio non secondario: &#8220;Non sto parlando del ministero dell&#8217;Interno che è una macchina perfettamente funzionante &#8211; <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-m5s-crea-problemi-ogni-cdm-draghi-sia-meno-paziente-1965772.html">ha sottolineato</a> &#8211; ma del ministro&#8221;. Tra i vari dicasteri, quello dell&#8217;Interno è forse quello dove i tecnici sono più sotto pressione. Un po&#8217; per il ruolo rivestito e un po&#8217; per le responsabilità portate avanti.</p>
<p>Forse proprio per questo quando si punta il dito contro il ministro di turno, si tende sempre a salvare dal calderone la struttura ministeriale. Nel biennio 2018-2019 è accaduto anche a parti invertite, quando il titolare era Matteo Salvini. Alla luce dei due allarmi principali che al momento coinvolgono l&#8217;Italia, ossia quello legato all&#8217;<strong>immigrazione</strong> e quello riguardante il <strong>terrorismo</strong>, nel mondo politico ci si chiede fino a che punto arrivano le responsabilità, in positivo e in negativo, della &#8220;macchina&#8221; del Viminale.</p>
<h2>Il lavoro su sbarchi e allarme terrorismo</h2>
<p>Partendo dall&#8217;emergenza immigrazione, l&#8217;apporto del Viminale in merito attualmente è molto importante. Se da un lato i numeri dicono che dal 2020, anno di inizio della pandemia, gli sbarchi sono in continuo aumento, dall&#8217;altro è innegabile che la struttura del ministero dell&#8217;Interno ha consentito fino ad oggi una gestione oculata del fenomeno. Dall&#8217;aprile del 2020, da quando cioè all&#8217;atavica emergenza immigrazione si è sovrapposta quella sanitaria, gli sforzi fatti dal Viminale sono stati importanti. Migliaia di poliziotti da allora ogni giorno consentono il soccorso, il trasferimento e l&#8217;assistenza dei migranti che arrivano. Così come nelle stanze del ministero e nelle sedi periferiche da più di un anno si lavora per valutare in che modo evitare che la pressione migratoria possa sfuggire di mano.</p>
<p>Vale per l&#8217;immigrazione, così come per l&#8217;allerta sulla <strong>sicurezza</strong>. Sul punto nei giorni scorsi è tornato anche il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo <strong>Federico Cafiero de Raho</strong>: &#8220;L&#8217;Italia è un Paese a rischio – <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrazione-allarme-de-raho-tunisia-arrivano-soggetti-1965575.html">ha dichiarato</a> in audizione al comitato parlamentare Schengen il procuratore – ma certo è un rischio limitato dalla grande attenzione che le forze di polizia mettono su soggetti che potrebbero portare avanti attività di terrorismo”. Le minacce al nostro Paese in questa estate 2021 <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/terrorismo-minacce-allitalia-attenzione-agli-sbarchi-1962121.html">sono molto più dirette che in passato</a>. Roma ha ospitato a fine giugno l&#8217;incontro della <strong>coalizione</strong> internazionale anti Isis, circostanza che ha messo il ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong> nel mirino dei jihadisti. Per questo al Viminale vengono monitorati i principali sospettati, almeno 8 tra i<em> foreign fighters</em> secondo i dati rilasciati dallo stesso procuratore de Raho. Un&#8217;attività costante che al momento è servita a coprire l&#8217;Italia dai principali timori.</p>
<h2>L&#8217;indirizzo politico</h2>
<p>La guida del ministero è comunque ovviamente affidata alla politica. Anche se il ministro in carica attualmente è un tecnico, visto che <strong>Luciana Lamorgese</strong> ha una lunga esperienza come prefetto, ad ogni modo le attività del Viminale rispondono a un preciso indirizzo politico. Circostanza ben riscontrabile soprattutto sul fronte migratorio. L&#8217;<strong>altalena</strong> dei numeri sugli sbarchi dipende più dalle strategie messe in campo da un determinato governo che dall&#8217;attività costante dei tecnici del ministero. Non a caso l&#8217;immigrazione è uno dei principali temi di dibattito politico, da cui spesso il lavoro del Viminale resta fuori. Oggi è possibile affermare che buona parte dei problemi su questo argomento hanno una natura politica. L&#8217;Italia infatti è costretta ad affrontare il fenomeno spesso senza alcuna solidarietà a livello europeo, con norme comunitarie, quali tra tutte quelle del <a href="https://it.insideover.com/schede/migrazioni/il-trattato-di-dublino-spiegato.html">trattato di Dublino</a>, risalenti a 30 anni fa e non adeguate all&#8217;attuale contesto.</p>
<p>Roma inoltre negli ultimi anni ha faticato e non poco nello stringere accordi con i Paesi da cui si origina il flusso migratorio. Dunque anche la macchina dei rimpatri non è mai entrata a pieno regime, elemento che ha fatto crescere il numero degli irregolari presenti all&#8217;interno del nostro territorio. Ci sono poi altre contingenze politiche, quali ad esempio quelle riguardanti il dossier libico e l&#8217;instabilità dell&#8217;area mediterranea. Altri elementi che mettono a dura prova la gestione dell&#8217;immigrazione. Esistono quindi difficoltà ascrivibili più al registro politico, a prescindere dal colore dei governi in sella, che a quello tecnico. Le dichiarazioni di Salvini, al pari di quelle di altri esponenti di maggioranza e opposizione in passato, ne sono un&#8217;ulteriore testimonianza. Comunque vada, la parte tecnica del Viminale può contare su un forte apparato spesso esentato dall&#8217;entrare nel calderone delle polemiche politiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-struttura-del-viminale-e-esente-dagli-attacchi-politici.html">&#8220;Il problema è Lamorgese&#8221;. Ecco cosa succede davvero al Viminale </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lamorgese rassicura sui migranti, ma sul protocollo pesano diverse incognite</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/luciana-lamorgese-rassicura-ma-sui-migranti-pesa-l-incognita-covid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 16:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="navi quarantena" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo Luciana Lamorgese gli attuali protocolli anti Covid sull&#8217;immigrazione starebbero funzionando. Il ministro dell&#8217;Interno lo ha detto a chiare lettere nel recente question time alla Camera. Rispondendo a un&#8217;interrogazione firmata dal gruppo parlamentare della Lega, Lamorgese non ha avuto dubbi: &#8220;Dall&#8217;inizio della pandemia tutti i migranti giunti in Italia &#8211; si legge nelle sue dichiarazioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/luciana-lamorgese-rassicura-ma-sui-migranti-pesa-l-incognita-covid.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/luciana-lamorgese-rassicura-ma-sui-migranti-pesa-l-incognita-covid.html">Lamorgese rassicura sui migranti, ma sul protocollo pesano diverse incognite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="navi quarantena" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/nave-quarantena-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo Luciana Lamorgese gli attuali protocolli anti Covid sull&#8217;immigrazione starebbero funzionando. Il ministro dell&#8217;Interno lo ha detto a chiare lettere nel recente question time alla Camera. Rispondendo a un&#8217;interrogazione firmata dal gruppo parlamentare della <strong>Lega</strong>, Lamorgese non ha avuto dubbi: &#8220;Dall&#8217;inizio della pandemia tutti i migranti giunti in Italia &#8211; si legge nelle sue dichiarazioni &#8211; prima dell&#8217;immissione nel circuito dell&#8217;accoglienza, sono sottoposti a rigidi <strong>protocolli</strong> sanitari, finalizzati al contenimento del contagio&#8221;. La situazione quindi sarebbe sotto controllo. Ma le preoccupazioni rimangono. La <strong>Libia</strong>, Paese da cui si parte maggiormente verso l&#8217;Italia, in questi giorni <a href="https://www.unicef.it/media/libia-allarmante-impennata-di-casi-di-covid-19/">sta assistendo a un&#8217;impennata di contagi.</a> In Africa la vaccinazione procede a rilento e, in generale, il Covid fa ancora molta paura. Anche singoli episodi dove i protocolli attuati dal Viminale non dovessero funzionare, potrebbero creare importanti problemi sanitari.</p>
<h2>Le procedure del ministero dell&#8217;Interno</h2>
<p>La sovrapposizione dell&#8217;emergenza coronavirus con quella migratoria si è iniziata ad intravederla già nell&#8217;aprile del 2020. All&#8217;epoca si era ancora dentro il lockdown generale, quello più duro applicato in tutto il Paese. In Sicilia ogni singolo sbarco implicava molti timori. Occorreva infatti organizzare una difficile macchina dell&#8217;accoglienza e trovare locali idonei a far rispettare la quarantena ai migranti sbarcati. Nel giorno di Pasqua del 2020 alcuni sindaci dell&#8217;agrigentino <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-i-sindaci-dellagrigentino-non-ci-stanno-intervenga-1853313.html">hanno scritto di proprio pugno una lettera</a> all&#8217;allora presidente del consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong> per evidenziare le preoccupazioni. Le risposte sono però arrivate dopo diverse settimane e quando si era capito oramai che l&#8217;estate 2020 aveva preso una piega drammatica sul fronte migratorio. Dal Viminale si è avuto il via libera alle navi dell&#8217;accoglienza in cui far rispettare la quarantena e sono stati attivati rigidi protocolli sanitari. Gli stessi grossomodo illustrati nel question time da Luciana Lamorgese: &#8220;Per ogni migrante arrivato &#8211; ha specificato il ministro &#8211; è obbligatorio un tampone, il fotosegnalamento, lo svolgimento della quarantena a bordo di navi appositamente noleggiate, nonché un ulteriore tampone al termine di questo periodo&#8221;.</p>
<p>Non solo, ma sono previste anche misure decretate assieme al ministro della Salute: &#8220;L&#8217;attività di <strong>sorveglianza</strong> sanitaria sui migranti &#8211; ha proseguito Luciana Lamorgese &#8211; è svolta sulla base delle misure prescritte dal protocollo operativo per la gestione dei migranti arrivati via mare specifico predisposto su indicazioni del ministero della Salute&#8221;. In poche parole, ogni persona entrata in Italia illegalmente è tenuta comunque a passare dai controlli predisposti dalle autorità. Le problematiche però non mancano. In primo luogo perché il flusso migratorio proprio dall&#8217;inizio della pandemia è in costante aumento. Nel 2020 <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2020_1.pdf">sono sbarcate nel nostro Paese 34.154 persone</a> a fronte delle 11.471 del 2019. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno in corso ad oggi invece<a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/cruscotto-giornaliero-28-07-2021.pdf"> sono già 27.474 i migranti approdati</a>, nello stesso periodo dodici mesi fa il numero era fermo a 12.999. Con una maggior <strong>pressione</strong> sulle nostre coste applicare alla lettera i protocolli è sempre più difficile. C&#8217;è poi un secondo problema, quello degli <strong>sbarchi fantasma</strong>. Approdi autonomi cioè in cui i migranti fanno poi perdere le proprie tracce.</p>
<h2>I problemi legati alla gestione del flusso migratorio</h2>
<p>Che qualcosa non sempre quadra sulla gestione della doppia emergenza sanitaria e migratoria lo si può vedere anche dagli ultimi episodi. A <strong>Pantelleria</strong>, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-migranti-scappano-e-sale-rischio-contagi-allarme-1965339.html">come segnalato su <em>IlGiornale.it</em></a> dal sindaco Vincenzo Campo, non ci sono strutture adeguate e i migranti in quarantena spesso non rispettano il periodo di isolamento. Segnalazioni del genere sono state all&#8217;ordine del giorno nell&#8217;estate del 2020 soprattutto nell&#8217;agrigentino, dove diversi cittadini hanno spesso sorpreso migranti ufficialmente in quarantena fuori dalle strutture di accoglienza. Anche la soluzione legata alle navi quarantena ha più volte mostrato le sue falle: &#8220;Una nave popolata, in un contesto di possibile emergenza legata alla presenza di virus, è la situazione meno felice che possa esserci&#8221;, aveva dichiarato nel settembre 2020 <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/business-delle-navi-quarantena-oltre-15-milioni-euro-l-1887240.html">su IlGiornale.it</a> il virologo <strong>Massimo Clementi</strong>. Nel question time Luciana Lamorgese ha specificato che migranti positivi e migranti negativi non vengono in contatto, ma negli ultimi mesi non sono mancati casi di focolai a bordo. Quello più eclatante <a href="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1253881/bari-focolaio-covid-sulla-nave-dei-migranti-nuovi-positivi-ai-tamponi-oltre-i-50-contagiati-dubbi-sulla-gente-sbarcata.html">ha riguardato la nave Rhapsody ancorata a Bari</a> nell&#8217;ottobre 2020.</p>
<p>Al netto della rigidità dei protocolli e delle misure previste, tenere a bada una situazione del genere appare molto difficile. La stessa interrogazione della Lega ha fatto emergere le <strong>perplessità</strong> di parte dell&#8217;attuale maggioranza di governo. Da qui anche <a href="https://it.insideover.com/societa/tamponi-e-vaccini-cosa-fare-coi-migranti-diretti-verso-litalia.html">la proposta di<strong> Forza Italia</strong> delle scorse ore,</a> secondo cui occorrerebbe pensare a un piano di vaccinazione da attuare all&#8217;interno dei centri di accoglienza e non solo: &#8220;Oggi serve anche una campagna europea di vaccinazione in Africa e nei centri d’accoglienza in Italia &#8211; <a href="https://www.ilgiornale.it/video/politica/migranti-tajani-serve-vaccinazione-e-green-pass-nei-centri-d-1965350.html">ha dichiarato l&#8217;azzurro Antonio Tajani</a> in una recente conferenza stampa &#8211; Questo anche per concedere il green pass agli immigrati nei centri d’accoglienza e tutelare la loro salute come la nostra&#8221;. Anche perché dal continente africano il boom di contagi in diversi Paesi da cui partoni i flussi migratori fanno temere ulteriori focolai tra le persone in arrivo lungo le nostre coste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/luciana-lamorgese-rassicura-ma-sui-migranti-pesa-l-incognita-covid.html">Lamorgese rassicura sui migranti, ma sul protocollo pesano diverse incognite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le cose da sapere sulla visita in Italia del premier libico Dbeibah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/visita-premier-libico-dbeibah-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 15:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un alone di mistero circonda la prima visita in Italia del nuovo primo ministro della Libia, Abulhamid Dbeibah. Ad annunciare che il capo del governo unitario libico “ad interim” sarebbe arrivato in Italia “entro fine mese” è stata per prima l’Agenzia Nova, spiegando che la prima missione in Europa del politico e imprenditore di Misurata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/visita-premier-libico-dbeibah-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/visita-premier-libico-dbeibah-italia.html">Le cose da sapere sulla visita in Italia del premier libico Dbeibah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/draghi-tirpoli-libia-la-presse-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un alone di mistero circonda la prima visita in Italia del nuovo primo ministro della Libia, <strong>Abulhamid Dbeibah</strong>. Ad annunciare che il capo del governo unitario libico “ad interim” sarebbe arrivato in Italia “entro fine mese” è stata per prima l’<em><a href="https://www.nova.news/il-primo-ministro-del-governo-di-unita-nazionale-della-libia-in-visita-a-roma-entro-fine-mese/">Agenzia Nova</a></em>, spiegando che la prima missione in Europa del politico e imprenditore di Misurata “dipenderà dall’approvazione del bilancio per l’anno 2021 da parte della Camera dei rappresentanti, il parlamento libico con sede a Tobruk”. A svelare la data esatta della visita è stato il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, <strong>Luigi Di Maio</strong>. “La missione in Italia del primo ministro libico Dbeibah (è) prevista per il 31 maggio prossimo”, ha detto il titolare della Farnesina durante un’informativa alla Camera lo scorso 19 maggio. “Si svolgerà anche un <strong>business forum</strong> che permetterà ai principali attori economici italiani di interloquire con il primo ministro libico e diversi membri del suo governo”, ha aggiunto l’ex capo politico del Movimento 5 stelle. La vaghezza di queste parole nasconde un’oggettiva <strong>difficoltà</strong> organizzativa, che ben rappresenta la particolare situazione di <strong>incertezza</strong> sta vivendo la <strong>Libia</strong>: nel momento in cui scriviamo, infatti, la delegazione ministeriali libica non è stata ancora definita.</p>
<h2>L&#8217;incontro con le aziende italiane</h2>
<p>Secondo quanto appreso da <em>Insideover</em>, la visita si farà e la delegazione libica dovrebbe comprendere non più di <strong>cinque</strong> <strong>ministri</strong>, tra cui i titolari dei dicasteri della Sanità e dell’Economia. Fonti diplomatiche hanno indicato che il premier libico ha espresso il desiderio di parlare ai principali capitani d’industria italiani, “ma più che un business forum sarà una <strong>country presentation </strong>in cui Dbeibah illustrerà le opportunità d’investimento del suo Paese”. Un appuntamento certamente importante, ma siamo molto lontani dalla mega-delegazione governativa che lo scorso 12 aprile si è recata in <strong>Turchia</strong> con ben 14 ministri, il capo di Stato maggiore e i vertici delle principali aziende statali al seguito.</p>
<p>Sarebbe però ingeneroso paragonare le due visite. Occorrono settimane, se non mesi per organizzare un vertice intergovernativo di quel livello. Il terreno dell’incontro turco-libico era già stato preparato dal precedente governo di accordo nazionale (Gna) del premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html&amp;source=gmail&amp;ust=1618950298609000&amp;usg=AFQjCNHPtb2DAwdo1Z-SY4Pja_mjDq-ZsQ">Fayez al Sarraj</a>: il nuovo capo dell’esecutivo libico <strong>Dbeibeh</strong> si è limitato a “raccogliere” i frutti del lavoro svolto da altri. Non è questa, quindi, la risposta del “sultano” turco <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> alle famose parole di Mario Draghi, che ha definito il presidente turco un “dittatore” con cui però bisogna collaborare.</p>
<h2>La verità dietro agli scambi commerciali</h2>
<p>A chi lamenta una perdita di influenza in Libia a favore del predominante neo impero turco-ottomano di Erdogan rispondono i numeri. Nel vertice intergovernativo Libia-Turchia i due governi hanno espresso l’auspicio che l’interscambio commerciale possa raggiungere in qualche anno il valore-obiettivo di <strong>5 miliardi di dollari</strong>. Ma l’interscambio tra Italia e Libia valeva nel 2012, prima della crisi, ben <strong>15 miliardi di dollari</strong> e ancora nel 2019, nonostante il conflitto a Tripoli, <a href="https://www.agenzianova.com/a/60acee28090fe4.61526901/3413905/2021-04-22/libia-vice-ministra-sereni-i-fatti-oggi-danno-ragione-all-italia/linked">il valore dell’interscambio</a> era comunque pari a 5,9 miliardi dollari.</p>
<p>Tra commesse da riprendere, cantieri in corso d’opera e piani futuri il valore dei contratti (e non semplici memorandum) tra Italia e Libia è notevole. A patto ovviamente che l’attuale governo di unità nazionale resti in sella e il processo di transizione verso organi eletti democraticamente proceda senza intoppi. E non è affatto scontato, visto il potenziale rischio di ripresa del conflitto, ben rappresentato dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-dei-mercenari-in-libia.html">presenza</a> di circa 20 mila <strong>mercenari</strong> stranieri con gli stivali ancora ben piantati sulle sabbie del deserto libico.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-319585" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia-1024x1002.png" alt="" width="1024" height="1002" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia-1024x1002.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia-300x294.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia-768x751.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia-1536x1503.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/mercenari-guerra-libia.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Tanti soldi in ballo</h2>
<p>Molti dimenticano che la Libia in teoria è un paese <strong>ricco</strong>, anzi ricchissimo. L’ex Jamahiriya del defunto colonello <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a> nasconde le riserve di petrolio più importanti dell’intera Africa. Il paese membro del Cartello petrolifero <strong>Opec</strong> produce attualmente 1,2 milioni di barili al giorno, ma secondo le stime di <em><a href="https://www.spglobal.com/platts/en/market-insights/latest-news/oil/051121-libya-self-reports-april-crude-output-of-1168-million-bd-to-opec">Platts</a> </em>potrebbe raggiungere entro fine anno quota 1,45 milioni di barili al giorno. La miseria in cui sono piombati molti libici, costretti a pagare il pizzo alle milizie anche solo per fare la spesa o ritirare contanti al bancomat, non deve far dimenticare che la Libyan Investment Authority (Lia), il maxi fondo sovrano da oltre 60 miliardi di dollari, possiede importanti partecipazioni in asset strategici italiani come <strong>UniCredit</strong> e <strong>Fca</strong>.</p>
<p>Il fondo sovrano libico è sotto sanzioni Onu, ma non è escluso che il Consiglio di sicurezza possa sbloccare questa situazione. La Libia potrebbe servirsi dei consigli di un certo ex presidente della Banca centrale europea che in temi di finanza è piuttosto ferrato. Potrebbe essere questo, a ben vedere, il principale dossier al centro dei colloqui Draghi-Dbeibah a <strong>Palazzo Chigi</strong>.</p>
<h2>Caos migranti</h2>
<p>Un’altra questione cruciale riguarda l’aumento dei flussi <strong>migratori</strong> illegali della Libia verso l’Italia attraverso il <strong>Mediterraneo</strong>. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha ammesso durante un’audizione alla Camera dal Comitato parlamentare di controllo sull&#8217;attuazione dell&#8217;accordo di Schengen, che la Libia ha scalzato la <strong>Tunisia</strong> come origine delle partenze dei migranti. Secondo i dati <a href="https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean">dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni</a>, oltre 743 <strong>migranti</strong> sono morti lungo la rotta del Mediterraneo centrale da inizio anno, in netta crescita rispetto ai 289 decessi dello stesso periodo del 2020. Si tratta della peggiore ondata migratoria da quattro anni a questa parte: bisogna andare indietro al 2017 per trovare dati peggiori.</p>
<p>A poche settimane dall’insediamento del nuovo governo di unità nazionale, il contesto in Libia appare ancora caratterizzato da una persistente frammentazione dei centri di potere e militari non solo tra est ed ovest, ma anche a livello locale dove rimangono latenti tensioni tra numerose formazioni armate per il controllo del territorio. Poco dopo la <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/torna-libero-bija-il-guardiacoste-che-imbarazza-litalia.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/migrazioni/torna-libero-bija-il-guardiacoste-che-imbarazza-litalia.html&amp;source=gmail&amp;ust=1620802858039000&amp;usg=AFQjCNGXuMky3gjz73zuT55Zh_jZ7XbMMA"><strong>liberazione</strong></a> con tanto di <a href="https://twitter.com/mannocchia/status/1381511376154324993" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://twitter.com/mannocchia/status/1381511376154324993&amp;source=gmail&amp;ust=1620802858039000&amp;usg=AFQjCNGMbaiquqM7TJIMDlCTZnUKwSMnfQ"><strong>promozione</strong></a> di “<strong>Bija</strong>”, l’ufficiale della Guardia costiera accusato di traffico di esseri umani e contrabbando di carburante, gli ingressi illegali dei migranti in Italia via mare sono aumentati di oltre il 200 per cento. Ed è paradossale e preoccupante che la motovedetta Ubari 660 classe Corrubia (27 metri, con una larghezza di 7 e un pescaggio di 2,5 metri), donata dall’Italia alla Libia nel novembre del 2018, venga utilizzata dai guardiacoste <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f9157c72c00b0.15226526/3149676/2020-10-20/libia-la-turchia-addestra-la-guardia-costiera-sulle-motovedette-donate-dall-italia/linked" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.agenzianova.com/a/5f9157c72c00b0.15226526/3149676/2020-10-20/libia-la-turchia-addestra-la-guardia-costiera-sulle-motovedette-donate-dall-italia/linked&amp;source=gmail&amp;ust=1620802858039000&amp;usg=AFQjCNGIbaXDeXleg_0bgrA2IMUisF2BGQ"><strong>addestrati dalla Turchia</strong></a> per <a href="https://it.insideover.com/politica/spari-contro-i-pescherecci-italiani-ma-la-soluzione-e-una-sola.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://it.insideover.com/politica/spari-contro-i-pescherecci-italiani-ma-la-soluzione-e-una-sola.html&amp;source=gmail&amp;ust=1620802858039000&amp;usg=AFQjCNEJudVoZT5Q3KQgac9V0l0duo7QHQ"><strong>sparare</strong></a> ad altezza d’uomo contro pescatori italiani.</p>
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		<title>Covid, bomba criminalità e crisi economica (ma i porti italiani restano aperti)</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/covid-bomba-criminalita-e-crisi-economica-ma-i-porti-italiani-restano-aperti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 06:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scorsa settimana l&#8217;ennesima nave carica di immigrati irregolari è stata fatta sbarcare in Sicilia, al porto di Augusta; sono infatti ben 373 le persone prelevate da gommoni in difficoltà e caricate dalla Ocean Viking della Sos Mediterranee che ha poi chiesto di attraccare in Italia a causa del progressivo peggioramento delle condizioni marittime: &#8220;Nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/covid-bomba-criminalita-e-crisi-economica-ma-i-porti-italiani-restano-aperti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="891" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti in Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Migranti-in-Libia-La-Presse-e1572605363660-1024x475.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La scorsa settimana l&#8217;ennesima nave carica di <strong>immigrati irregolari</strong> è stata fatta sbarcare in <strong>Sicilia</strong>, al porto di Augusta; sono infatti ben 373 le persone prelevate da gommoni in difficoltà e caricate dalla <strong>Ocean Viking</strong> della Sos Mediterranee che ha poi chiesto di attraccare in Italia a causa del progressivo peggioramento delle condizioni marittime: &#8220;Nel Mediterraneo centrale il meteo sta rapidamente peggiorando. Molte persone hanno il mal di mare. Le onde si stanno alzando e non c&#8217;è modo di ripararsi. C&#8217;è bisogno urgente di un porto sicuro&#8221;.</p>
<p>Porto sicuro che il <strong>Ministero dell&#8217;Interno</strong> non ha esitato a fornire, permettendo così lo sbarco. Tutto ciò nonostante il fatto che nel contempo, a causa del Covid, gli italiani sono oggetto di restrizioni di vario tipo a causa del Coronavirus e gli spostamenti tra regioni e anche tra Paesi sono fortemente limitati. Insomma, il governo italiano non ha alcuna intenzione di fermare gli <strong>sbarchi di irregolari</strong>, nemmeno con l&#8217;emergenza sanitaria e la conseguente pesante crisi economica che sta investendo il Paese. L&#8217;Italia resta &#8220;porto aperto&#8221; a prescindere.</p>
<p>Nulla di sorprendente considerato che da quando <strong>Luciana Lamorgese</strong> è ministro dell&#8217;Interno, gli sbarchi di immigrati clandestini sono <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/nellanno-lockdown-aumentano-i-migranti-italia-pugno-duro-1913561.html">triplicati</a> rispetto al periodo di Salvini: <strong>314.134</strong> contro gli 11.471 del 2019. Lo scorso luglio gli arrivi erano già <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2020-08-15/migranti-aumento-sbarchi-italia-9424450/">incrementati</a> del 148%. Secondo gli ultimi dati, nelle strutture di accoglienza sono presenti 80.905 immigrati, più altri 650mila irregolari circa, liberi di circolare per il territorio. Viene inoltre segnalato un incremento degli arrivi dalla <strong>Tunisia</strong>, Paese in preda a forte crisi economica, ma certamente non in guerra, così come non lo sono la Nigeria, il Gambia, l&#8217;Algeria e il Bangladesh.</p>
<p>A quasi un anno da inizio pandemia, in Italia non si è ancora trovata una soluzione al sovraffollamento dei trasporti pubblici, i vaccini non sono ancora disponibili in quantità sufficiente, le scuole e le università non riescono a tornare a ritmo normale, si continua a martellare la cittadinanza con l&#8217;importanza delle restrizioni, ma non vi è alcun problema a far sbarcare irregolari e a trovare le risorse per le &#8220;navi quarantena&#8221; e per i centri di accoglienza.</p>
<p>Attenzione però, perché persistere in tale direzione significa rischiare di generare pesanti ripercussioni su economia ed ordine pubblico in un momento in cui la situazione è estremamente critica e prevedibilmente in peggioramento nei prossimi mesi.</p>
<h2>Crisi economica ed emergenza criminalità</h2>
<p>Secondo quanto <a href="https://www.interno.gov.it/it/lamorgese-illustrato-bilancio-annuo-calo-delitti-ma-aumento-reati-online-impennata-femminicidi">reso noto</a> dal Ministero dell&#8217;Interno, nel 2020 in Italia si sarebbe registrato un calo dei delitti ma un incremento dei reati online. Questi dati vanno però valutati nell&#8217;assoluta particolarità della situazione in quanto, tra marzo e l&#8217;inizio del periodo estivo, le strade erano praticamente deserte a causa del lock-down totale e dunque i reati per forza di cose sono diminuiti.</p>
<p>Questo improvviso calo dovuto a situazione forzata rischia però di generare un effetto opposto, con un notevole incremento dei reati in concomitanza con le progressive (seppur sempre limitate) riaperture e con in arrivo una pesantissima crisi economica causata da <strong>lock-down e restrizion</strong>i. Un aspetto questo che non sembra cogliere particolare attenzione in questo momento, ma che a partire dai prossimi mesi potrebbe diventare una vera e propria emergenza.</p>
<p>Basti pensare che a Milano, città che ha particolarmente sofferto economicamente a causa delle restrizioni, tra il 18 e il 27 gennaio 2021 sono state registrate almeno <strong>dieci rapine</strong> (praticamente una al giorno), due delle quali nella centralissima via Torino, dove sono stati presi d&#8217;assalto un chiosco e una gioielleria. Tra gli arrestati ci sono sia cittadini italiani che stranieri.</p>
<p>Numeri che non possono non preoccupare e che lasciano presagire un peggioramento per il 2021. E&#8217; chiaro infatti che con in giro un maggior numero di persone senza lavoro e senza adeguate forme di sostentamento, dunque ai margini, ai quali vanno ad aggiungersi anche un elevato numero di neo-arrivati immigrati irregolari senza fissa dimora in giro per il territorio, alcuni dei quali già dediti ad attività criminali come furti, rapine e spaccio, vi è il rischio concreto di un picco di reati. E&#8217; bene inoltre tener presente che molti degli irregolari giunti in questi mesi in Sicilia e nel nord-est incontreranno non poche difficoltà nel raggiungere gli altri Paesi europei, a causa dei severi controlli ai confini con la Francia, la Svizzera e l&#8217;Austria e saranno quindi costretti a restare in Italia.</p>
<p>L&#8217;e<strong>mergenza criminalità</strong> è fortemente percepita da una cittadinanza che non si sente tutelata dallo Stato e non a caso già lo scorso maggio era emerso un incremento delle vendite di armi da fuoco per la difesa personale, come già riportato dal <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/italiani-sempre-piu-armati-ADeTH2P">Sole24 Ore</a>. Una situazione incandescente che rischia di esplodere insomma.</p>
<h2>L&#8217;infiltrazione di jihadisti</h2>
<p>Un altro aspetto noto oramai da anni ma che non è risultato sufficiente a far prendere provvedimenti al governo è l&#8217;infiltrazione di <strong>jihadisti</strong> a bordo di barche e motoscafi provenienti da Libia e Tunisia. Un fenomeno su cui si è ampiamente discusso, con tanto di dati alla mano. L&#8217;ultimo di questi è <a href="https://www.itstime.it/w/brahim-aouissaouis-radicalization-might-have-very-well-occurred-back-in-tunisia-by-giovanni-giacalone/">Brahim Aouissaoui</a>, l&#8217;attentatore che lo scorso 29 ottobre ha ucciso tre persone, decapitandone una, presso la Cattedrale di Nizza. Il soggetto in questione era arrivato a Lampedusa lo scorso settembre su di un barcone e trasportato a bordo della nave-quarantena &#8220;Rhapsody&#8221; al porto di Bari dove era stato foto segnalato dalla Polizia e e poi lasciato libero di raggiungere la Francia.</p>
<p>Del resto Aouissaoui non è l&#8217;unico ad essere transitato per l&#8217;Italia; avevano fatto altrettanto Anis Amri (l&#8217;attentatore del mercatino di Natale di Berlino del 2016), Zahir Hassan Mahmoud, il pakistano che lo scorso 25 settembre aveva ferito quattro persone fuori dell&#8217;ex sede di Charlie Hebdo a Parigi, anch&#8217;egli passato per l&#8217;Italia e giunto in Francia come &#8220;rifugiato&#8221;. Ci sono poi i gambiani Sillah Ousman e Alagie Touray, che avevano preso parte a un addestramento militare in un campo mobile jihadista in Libia ed erano pronti a compiere attentati in Europa.</p>
<p>Il 13 agosto 2018 le autorità tunisine fermavano poi un gruppo di jihadisti in procinto di imbarcarsi su un gommone, assieme a una decina di irregolari, tutti diretti sulle coste siciliane. Due mesi dopo, un tunisino di 25 anni, arrivato a Lampedusa a luglio e ospite di un <em>hotspot</em> del posto, veniva riconosciuto da un suo connazionale che lo indicava alle autorità come ex combattente dell’Isis in Siria.</p>
<p>Nonostante ciò, per lungo tempo esponenti politici come Renzi, Gentiloni, Pinotti ed Alfano hanno sostenuto che i jihadisti non arrivavano via mare, teoria ormai ampiamente confutata, ma le imbarcazioni continuano ad approdare sulle coste siciliane.</p>
<p>In sunto, il governo di un Paese in preda a una pandemia e a una conseguente e pesantissima crisi economica e sociale, la prima cosa che dovrebbe fare è chiudere gli ingressi agli irregolari e utilizzare tutte le risorse economiche possibili per la sanità, il trasporto pubblico, il sociale e per il rilancio economico. Curiosamente però per il fenomeno dell&#8217;immigrazione irregolare sembrano valere tutt&#8217;altre regole e nemmeno pandemie, emergenze socio-economiche e rischio terrorismo sembrano sufficienti a convincere l&#8217;esecutivo a chiudere i porti e reindirizzare le risorse economiche. Ovviamente le conseguenze si manifesteranno nei mesi a venire.</p>
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		<title>L’accordo sul rimpatrio dei migranti tra Italia e Tunisia ha un grosso problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/laccordo-sul-rimpatrio-dei-migranti-tra-italia-e-tunisia-ha-un-grosso-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 07:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti africani Mediterraneo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Italia e la Tunisia hanno aumentato il numero dei rimpatri dei cittadini di nazionalità tunisina entrati illegalmente nel nostro Paese, ma non c’è stato alcun annuncio, né proclama ufficiale. In sordina, quasi di nascosto, a partire da questo ottobre, l’Italia rimanderà indietro fino a 600 tunisini irregolari al mese, raddoppiando così la quota di circa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-sul-rimpatrio-dei-migranti-tra-italia-e-tunisia-ha-un-grosso-problema.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-sul-rimpatrio-dei-migranti-tra-italia-e-tunisia-ha-un-grosso-problema.html">L’accordo sul rimpatrio dei migranti tra Italia e Tunisia ha un grosso problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti africani Mediterraneo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>Italia </strong>e la <strong>Tunisia</strong> hanno aumentato il numero dei <strong>rimpatri</strong> dei cittadini di nazionalità tunisina entrati illegalmente nel nostro Paese, ma non c’è stato alcun annuncio, né proclama ufficiale. In sordina, quasi di nascosto, a partire da questo ottobre, l’Italia rimanderà indietro fino a <strong>600</strong> tunisini irregolari al mese, raddoppiando così la quota di circa 300 rimpatri mensili. Il motivo del riserbo che circonda la notizia risiede nel fatto che l’aumento dei voli che riportano i tunisini in Africa non avviene <strong>gratis</strong>: l’Italia ha messo sul piatto i fondi del Viminale, pari a 30 milioni di euro spalmati in più tranche. La prima rata di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/undici-milioni-tunisi-frenare-sbarchi-missione-impossibile-1884054.html">11 milioni di euro</a> è stata promessa durante la visita della ministra dell’Interno <strong>Luciana Lamorgese</strong> a Tunisi il 17 agosto scorso. Soldi che almeno fino al 3 settembre i tunisini affermavano di non aver ancora visto, stando a quanto affermato ad <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5f521e7df0c815.75228564/3084283/2020-09-03/migranti-l-ambasciatore-tunisino-sinaoui-a-nova-anche-l-italia-faccia-la-sua-parte/linked">Agenzia Nova </a></em>dall’ambasciatore a Roma, Moez Sinauoi. È un dossier che scotta anche sull’altra sponda del Mediterraneo: le organizzazioni non governative tunisine non hanno gradito l’opacità degli accordi, denunciandone la presunta condizionalità a favore dell&#8217;Italia.</p>
<h2>Critiche dalla Tunisia</h2>
<p>Tre organizzazioni della cosiddetta <strong>società civile</strong> del Paese nordafricano &#8211; il Forum tunisino per i diritti socioeconomici (Ftdes), l&#8217;Associazione di studi giuridici sull&#8217;immigrazione (Asgi) e Avvocati senza frontiere (Asf) &#8211; hanno apertamente criticato in un <a href="https://ftdes.net/quel-est-le-contenu-du-recent-accord-entre-la-tunisie-et-litalie-les-associations-italiennes-et-tunisiennes-presentent-des-instances-dacces-aux-dossiers/">comunicato congiunto</a> quella che hanno definito &#8220;l’esternalizzazione del controllo alle frontiere della Tunisia&#8221;. Le Ong paventano violazioni sistematiche dei cittadini stranieri, in particolare il diritto di richiedere asilo politico, e “hanno presentato richieste di accesso agli atti ai governi dell’Italia e della Tunisia dopo la <strong>mancata pubblicazione</strong> di contenuti dell’intesa raggiunta lo scorso 17 agosto 2020 che, secondo le notizie di stampa, prevede il sostegno economico italiano per 11 milioni di euro per il rafforzamento dei sistemi di controllo alle frontiere e per l’addestramento delle forze di sicurezza tunisine al fine di prevenire la partenza dei migranti e intercettare le imbarcazioni in acque tunisine”. Una delle novità introdotte dall&#8217;accordo raggiunto, spiegano le Ong, “riguarda l’esplicito riferimento alla <strong>condizionalità</strong> degli aiuti: il ministro Luigi Di Maio <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/31/migranti-di-maio-blocca-65-milioni-di-fondi-a-tunisia-prima-serve-svolta-sulle-partenze-e-chiede-di-mettere-fuori-uso-i-barchini/5886530/">ha minacciato</a> la sospensione di 6,5 milioni di euro di finanziamenti per la cooperazione allo sviluppo in Tunisia al fine di sollecitare un maggior impegno del paese nel controllo delle partenze dalle sue coste”. E’ bene precisare però che il riferimento di Di Maio è ai fondi a disposizione del ministero degli Esteri, che non hanno nulla a che vedere con le somme del Viminale (i famosi 11 milioni) e con il dossier delle migrazioni.</p>
<h2>Superati i 10mila ingressi</h2>
<p>Intanto, secondo i <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_14-10-2020.pdf">dati</a> del Viminale aggiornati al 15 ottobre 2020, almeno <strong>10.745 tunisini</strong> sono entrati illegalmente in Italia via mare dall’inizio dell’anno. Si tratta del 41 per cento delle nazionalità dichiarate a momento dello sbarco. Inoltre per circa 5mila migranti sono ancora in corso le attività di identificazioni, per cui i tunisini potrebbero essere anche di più. Si tratta a ben vedere di un dato ancora lontano dall’ondata di 50 mila arrivi del 2011, l’anno della rivoluzione dei gelsomini e delle primavere arabe, ma comunque molto più alto della media degli ultimi anni. Una parte non trascurabile degli sbarchi autonomi, inoltre, non vengono registrati e portano in Italia veri e propri <strong>fantasmi</strong> che non chiedono asilo politico e non vogliono farsi identificare. Quantificarli è impossibile: le stime vanno da qualche centinaio a poco più di un migliaio ogni anno. Eppure sono proprio loro, potenzialmente, a creare maggiori problemi di sicurezza connessi al pericolo <strong>terrorismo</strong> e <strong>Covid-19</strong>.</p>
<h2>Dubbi sulla validità dell’accordo</h2>
<p>Come ha ricostruito la giornalista Arianna Poletti su <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2020/09/30/news/tra-le-righe-dell-accordo-tra-roma-e-tunisi-1116567/?fbclid=IwAR3V-4YlWpnTCxEGU_u8YxdNguxbDb3AEFFcaLQCGOv01ioleE3LfWP-Zl0"><i>Il Foglio</i></a>, l’intesa tra Italia e Tunisia poggia su un accordo firmato a Tunisi il 5 ottobre 2011 quando l’allora premier <strong>Beji Caid Essebsi</strong> guidava un governo provvisorio insediatosi poco dopo la caccia di <strong>Ben Ali</strong>. Lo stesso accordo si basa su una nota verbale risalente al 1998 per il rimpatrio di migranti tunisini con procedure semplificate in cambio di aiuti economici ed equipaggiamento tecnico. Secondo alcuni esperti legali, tuttavia, l’intesa è da considerarsi nulla perché non è mai passata da un Parlamento. In base alla <a href="https://www.constituteproject.org/constitution/Tunisia_2014.pdf">Costituzione tunisina</a> del 2014 &#8211; spesso descritta come un <a href="https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/la-nuova-costituzione-tunisia-modello-le-democratizzazioni-arabe">modello</a> di democrazia per i paesi arabi, ma che oggi sta mostrando tutte le sue criticità, come conferma la profonda <strong>crisi politica</strong> che attraversa il Paese rivierasco governato oggi da una <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f86f39e3bec49.76674221/3073153/2020-08-25/tunisia-il-premier-designato-mechichi-presenta-un-nuovo-governo-di-tecnici/linked">tecnocrazia</a> &#8211; la validazione degli accordi sulle frontiere nazionali spetta all&#8217;Assemblea dei rappresentanti del popolo. Inoltre, secondo l’articolo 77, al presidente della Repubblica tunisina spetta la ratifica dei trattati internazionali. Ma il paese culla della primavera araba non ha ancora una Corte costituzionale: mancano infatti i membri eletti dal parlamento. Il rischio è che una volta finito il processo di completamento delle istituzioni, la Tunisia possa <strong>stracciare</strong> gli accordi con l&#8217;Italia per presunta incostituzionalità, non prima di aver ricevuto però aiuti materiali e fondi per decine di milioni di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/laccordo-sul-rimpatrio-dei-migranti-tra-italia-e-tunisia-ha-un-grosso-problema.html">L’accordo sul rimpatrio dei migranti tra Italia e Tunisia ha un grosso problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Migranti, Larmogese vola in Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-larmogese-vola-in-algeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 10:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro dell&#8217;Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, si è recata oggi in visita a sorpresa in Algeria, dopo essere stata già stata in Tunisia (per ben due volte) e in Libia, con l’obiettivo di strappare un accordo favorevole sui flussi migratori illegali. La notizia, anticipata stamane da Agenzia Nova, è stata confermata dal Viminale che parla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-larmogese-vola-in-algeria.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Migranti-Mediterraneo-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il ministro dell&#8217;Interno dell’Italia, <strong>Luciana Lamorgese</strong>, si è recata oggi in visita a sorpresa in <strong>Algeria</strong>, dopo essere stata già stata in <strong>Tunisia</strong> (per ben due volte) e in <strong>Libia</strong>, con l’obiettivo di strappare un accordo favorevole sui flussi migratori illegali. La notizia, anticipata stamane da<em> <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f608a478748c6.94402293/3099441/2020-09-15/algeria-italia-ministro-lamorgese-oggi-in-missione-ad-algeri-focus-sul-contrasto-alle-migrazioni-illegali">Agenzia Nova</a></em>, è stata confermata dal <a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/ministro-lamorgese-ad-algeri">Viminale</a> che parla di una “proposta di riattivazione a tutto campo del partenariato negli affari interni e della sicurezza &#8211; che comprenda il contrasto al terrorismo, alla criminalità organizzata e ai traffici illeciti nonché una più intensa cooperazione tra le forze di polizia e i vigili del fuoco dei due Paesi &#8211; e la necessità di impostare, su rinnovate basi strategiche, il dialogo con l’Algeria anche sui flussi migratori irregolari che interessano in particolare la Regione <strong>Sardegna</strong>”. Secondo il <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_14-09-2020.pdf">cruscotto</a> statistico giornaliero del ministero dell’Interno, almeno <strong>887 algerini</strong> sono entrati illegalmente in Italia via mare dall&#8217;inizio dell’anno fino alle 8:00 del 14 settembre, pari al 4 per cento degli ingressi totali. Il dato sembra in linea con gli ingressi registrati nel 2019 (1.009) e 2018 (1.213), ma quest’anno c’è una preoccupazione non da poco: la pandemia di <strong>Covid-19</strong>.</p>
<h2>Il fenomeno degli “harraga”</h2>
<p>Nel 2019, il tasso di emigrazione clandestina è effettivamente diminuito in particolare dopo lo scoppio del movimento popolare pro-democrazia noto come “Al Hirak”. Ora, tuttavia, il lockdown di oltre tre mesi e la pandemia di Covid-19 hanno ulteriormente complicato le cose in Algeria, il paese più vasto del continente africano (grande tre volte e mezzo il Texas) dove l’età media è di <strong>28 anni</strong>. Con la serrata diventa difficile guadagnarsi da vivere in Algeria, paese esportatore di idrocarburi che fatica a rinnovarsi. La legge algerina impone sei mesi di reclusione per chi tenta di emigrare illegalmente e cinque anni di carcere per i trafficanti: non basta per arginare il fenomeno degli <em>harraga</em> (migranti illegali) tra i giovani. Partono dalle città orientali del paese come Annaba, Costantina, Skikda, El-Tarf e Jijel. Chi sbarca in Italia non lo fa quasi mai per restare. L’obiettivo è arrivare in <strong>Francia</strong>, dove è presente la più vasta comunità algerina d’Europa (tra cui molti berberi della Cabilia). Ma il passaggio ora è reso più difficile dai controlli anti-coronavirus e molti restano bloccati nel nostro Paese. Una parte non trascurabile degli sbarchi autonomi, inoltre, non vengono registrati e portano in Italia veri e propri <strong>fantasmi</strong> che non chiedono asilo politico e non vogliono farsi identificare. Quantificarli è impossibile: le stime vanno da qualche centinaio a poco più di un migliaio ogni anno. Eppure sono proprio loro, potenzialmente, a creare maggiori problemi di sicurezza connessi al pericolo <strong>terrorismo</strong> e <strong>Covid-19</strong></p>
<h2>L’Algeria è pronta a collaborare?</h2>
<p>Il presidente algerino <strong>Abdelmadjid Tebboune</strong>, salito al potere a gennaio dopo la fine dell’era Bouteflika e un breve periodo di transizione, è in ottimi rapporti con l’Italia. Lo stesso capo dello Stato, parlando con la stampa lo scorso gennaio, aveva detto che l&#8217;Algeria è pronta a collaborare con le autorità di Roma “per rimpatriare gli algerini privi di documenti”, ma aveva chiesto in cambio che “siano rispettati i loro diritti da parte dalle autorità dei paesi in cui si trovano”. “Ho parlato personalmente con il primo ministro italiano (Giuseppe Conte), gli ho chiesto di applicare le leggi del suo paese senza umiliare o violare i nostri cittadini. (&#8230;) Non perdo la speranza. Voglio costruire un’Algeria dove i cittadini vogliano vivere serenamente”, riporta <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5f3f4aa68db2e4.68003311/3007691/2020-07-02/migranti-la-pandemia-di-coronavirus-causa-un-ondata-di-nuovi-arrivi-dal-nord-africa-9">Nova</a></em>. Come per la <strong>Tunisia</strong>, l’Italia potrebbe stringere con l’Algeria un patto per rimpatriare una quota di migranti illegali a settimana. Dal momento che si tratta di un negoziato, la domanda è: cosa vuole l’Algeria in cambio? La risposta più scontata è <strong>soldi</strong>, addestramento e attrezzature per le forze di sicurezza, ma la questione è più complicata. Italia e Algeria hanno rinnovato l’anno scorso gli accordi per la fornitura di gas fino al 2027: gli algerini ci forniscono circa un miliardo di metri cubi (bcm) l’anno, la metà rispetto ai contratti precedenti negoziati nel 2008, ma comunque una quota rilevante delle nostre importazioni. Eni e Total, inoltre, stanno effettuando insieme all’algerina Sonatrach delle esplorazioni di idrocarburi nelle acque dell’Algeria. Quando migranti ed energia s&#8217;intrecciano, il  nodo diventa difficile da scogliere.</p>
<h2>Quarta visita in Nord Africa</h2>
<p>Per Lamorgese si tratta della <strong>quarta</strong> visita in Nord Africa nel giro di due mesi. Il 16 luglio, accompagnata dal nuovo direttore dell’Aise, <strong>Gianni Caravelli</strong>, la responsabile del Viminale si era recata in missione a Tripoli, in Libia. Il 27 agosto, la titolare del dicastero italiano era invece volata a Tunisi per esprimere la “preoccupazione dell’Italia” per il “boom” degli sbarchi rispetto allo scorso anno. Il 16 agosto, Lamorgese era ritornata a Tunisi accompagnata dal collega <strong>Luigi Di Maio</strong> e i commissari europei agli Affari Interni, Ylva Johansson, e per l’Allargamento e il Vicinato, Olivér Varhelyi, nell’intento di dimostrare che la questione dei flussi migratori irregolari non riguarda solo l’Italia ma l’intera <strong>Europa</strong>. Una leva, quella europea, complicata da utilizzare in Algeria. Il paese nordafricano, infatti, intende abbandonare i negoziati sull’Accordo di libero scambio con la Comunità europea, giudicato sbilanciato. La questione sarà affrontata al Consiglio di Associazione Ue-Algeria che dovrebbe tenersi ad ottobre. Qui l’Italia potrebbe offrire i suoi buoni uffici per convincere i colleghi europei a impegnarsi di più sugli aspetti dell&#8217;accordo che vanno oltre scambi commerciali, come ad esempi favorire investimenti. Il negoziato è in corso, ma l&#8217;esito è incerto.</p>
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		<title>La beffa tunisina sull&#8217;immigrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-beffa-tunisina-sull-immigrazione-ogni-anno-tanti-soldi-dall-italia-ma-gli-sbarchi-aumentano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 15:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=286146</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immigrazione, Lamorgese e Di Maio in Tunisia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-768x361.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lo &#8220;schiaffo di Tunisi&#8221; ha rappresentato uno degli eventi più traumatici per un&#8217;Italia che solo da pochi anni era unita. E che ben può descrivere quello che, nel corso dei decenni, è stato il rapporto tra le due sponde del Mediterraneo con una Tunisia da un lato vista vicina, geograficamente ed economicamente, al nostro Paese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-beffa-tunisina-sull-immigrazione-ogni-anno-tanti-soldi-dall-italia-ma-gli-sbarchi-aumentano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-beffa-tunisina-sull-immigrazione-ogni-anno-tanti-soldi-dall-italia-ma-gli-sbarchi-aumentano.html">La beffa tunisina sull&#8217;immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Immigrazione, Lamorgese e Di Maio in Tunisia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-1024x481.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Luigi-Di-Maio-in-Tunisia-La-Presse-e1597677265530-768x361.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Lo &#8220;schiaffo di Tunisi&#8221; ha rappresentato uno degli eventi più traumatici per un&#8217;Italia che solo da pochi anni era unita. E che ben può descrivere quello che, nel corso dei decenni, è stato il rapporto tra le due sponde del Mediterraneo con una Tunisia da un lato vista vicina, geograficamente ed economicamente, al nostro Paese e dall&#8217;altro però anche una terra da cui per l&#8217;Italia sono maturate non poche delusioni. Lo schiaffo ricevuto nel 1881, quando i francesi hanno militarmente occupato la Tunisia dopo che questa porzione di Magreb era vicina alle mire coloniali del neonato Regno d&#8217;Italia, oggi con le dovute proporzioni e differenze potrebbe essere ripetuto sulla questione dell&#8217;<strong>immigrazione</strong>. Uno schiaffo questa volta che saprebbe di vera e propria beffa politica. Roma ogni anno paga milioni di Euro per evitare eccessivi aumenti dei flussi migratori lungo la rotta tunisina, <a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-08/cruscotto_giornaliero_14-08-2020.pdf">in compenso però quest&#8217;anno il 42% dei migranti giunti lungo le nostre coste è partito dal Paese nordafricano</a>. Un sonoro smacco non passato inosservato.</p>
<h2>Quei milioni che l&#8217;Italia riversa ogni anno verso Tunisi</h2>
<p>I dati riportati da Viminale da inizio 2020 appaiono ben chiari: su 15.406 migranti sbarcati in Italia da inizio 2020, 6.465 sono tunisini. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrazione-tunisia-vero-pericolo-litalia-1869100.html">Buona parte quindi dei barconi giunti nel nostro Paese sono partiti dalla Tunisia</a>, lì dove le organizzazioni criminali stanno prosperando e stanno avviando inquietanti collaborazioni con i trafficanti presenti in Libia,<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/lallarme-degli-007-sugli-strani-movimenti-in-libia.html"> così come evidenziato già nel settembre scorso da un report dei servizi segreti</a>. Ci sono stati poi episodi evidenziato dagli inquirenti, in primis dalla procura di Agrigento, in cui è emerso che oramai il business dell&#8217;immigrazione in Tunisia coinvolge anche pescatori che, vista l&#8217;attuale crisi economica e sociale in cui versa il Paese nordafricano, hanno preferito convertire il proprio giro d&#8217;affari accompagnando decine di propri connazionali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/ritorna-luso-nave-madre-ad-agrigento-boom-sbarchi-1865331.html">con navi madri fino in prossimità di Lampedusa</a> e delle acque italiane. In poche parole, il coinvolgimento di tunisini nelle tratte migratorie è sempre più ampio: sempre più persone partono e sempre più persone, tra pescatori e gente comune, si improvvisano <strong>trafficanti</strong>. Tutto questo senza che dal governo di Tunisi vengano fatti sforzi per contenere il fenomeno. Sono state poche, come ravvisabile dalle rare notizie in merito trapelate dalla stampa tunisina, le operazioni delle autorità locali volte ad impedire le partenze verso l&#8217;Italia. Ad onore di cronaca 25 persone sono state arrestate ad <strong>Al Awabed</strong><a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/immigrazione-35-persone-arrestate-dalle-autorit-tunisine_21911440-202002a.shtml"> lo scorso 13 agosto</a> con l&#8217;accusa di essere pronte ad imbarcarsi verso Lampedusa. Ma è stata una goccia in un mare, quello Mediterraneo, sempre più invaso da gommoni e barconi.</p>
<p>Eppure Roma nel corso degli ultimi anni verso Tunisi ha avuto occhi di estremo riguardo. Tra accordi di cooperazione economica e di sicurezza, qualcosa come 6.5 milioni di Euro ogni anno vengono riversati nelle casse tunisine da parte italiana. Una cifra che è stata indirettamente resa nota dal ministro degli Esteri,<strong> Luigi Di Maio</strong>. Così come trapelato da <em>La Verità</em>, il titolare della Farnesina avrebbe in mente di agitare lo spettro dello stop dell&#8217;elargizione degli oltre sei milioni di Euro se la Tunisia non collaborerà fino in fondo per risolvere il problema migratorio. Una pressione, quella che il governo italiano vorrebbe attuare, forse tardiva visto che oramai più di seimila tunisini sono entrati illegalmente in questo 2020, ma che dalle parti della Farnesina e del Viminale sperano possa dare immediati frutti.</p>
<h2>Il mercato Ue aperto ai prodotti tunisini</h2>
<p>Anche perché lo &#8220;schiaffo&#8221; ha un sapore ancora più amaro considerando che, oltre ai soldi elargiti a favore della cooperazione economica con Tunisi, il nostro mercato negli anni è stato aperto ai prodotti tunisini. Una scelta quest&#8217;ultima figlia soprattutto delle politiche europee, le quali hanno come obiettivo dare manforte all&#8217;esportazione dei Paesi in via di sviluppo, in primis africani, per favorire le economie locali. Il vero effetto di simili scelte nell&#8217;ultimo decennio specialmente ha comportato l&#8217;emersione di una <strong>concorrenza</strong> sfrenata e sleale nei confronti dei nostri prodotti. Questo soprattutto in campo <strong>agroalimentare</strong>: dazi dimezzati od azzerati ed aiuti ha inondato ad esempio di olio tunisino il mercato italiano. Come sottolineato a La Verità da<strong> David Granieri</strong>, vicepresidente di Coldiretti, almeno 57.000 tonnellate di olio importato dalla Tunisia negli ultimi anni sono entrati in Italia. Un valore che corrisponde ad almeno un terzo della nostra produzione nazionale, circostanza che ha creato non pochi problemi alle nostre aziende impegnate nel settore. Anche perché il costo della manodopera nel Paese nordafricano è notevolmente più basso di quello italiano.</p>
<p>Il principio di simili politiche in ambito comunitario, è proprio quello di aiutare in questo modo le economie emergenti eliminando le cause dell&#8217;immigrazione. In realtà, in questa maniera sono stati creati nuovi ostacoli alle nostre imprese e, come danno che si aggiunge alla beffa, il numero dei migranti approdati è andato sempre più in aumento.</p>
<h2>La visita di Di Maio e Lamorgese</h2>
<p>Ed è in un simile contesto che il ministro degli Esteri e dell&#8217;Interno sono stati ricevuti questo lunedì a Tunisi.<a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/1066/tunisia-saied-riceve-lamorgese-e-di-maio-da-noi-ampi-sforzi-per-combattere-i-flussi-illegali"> Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese si sono recati nella capitale tunisina</a> con l&#8217;intento di chiedere un maggiore impegno da parte delle autorità locali nel contrasto all&#8217;immigrazione. Il problema però è che al momento un governo in Tunisia non c&#8217;è: <a href="https://it.insideover.com/politica/in-tunisia-cade-il-governo-italia-senza-interlocutori-sull-immigrazione.html">dopo le dimissioni del premier Fakhfakh</a>, il presidente <strong>Kais Saied</strong> ha dato incarico ad <strong>Hichem Michichi</strong> di formare un nuovo esecutivo, ma le trattative tra i vari partiti ancora non sono del tutto decollate. Segno di un&#8217;instabilità politica che di certo, da qui ai prossimi mesi, non faciliterà il dialogo tra le parti. Assieme ai due rappresentanti del nostro governo, a Tunisi erano presenti anche i commissari europei <strong>Oliver Varhelyi</strong> e <strong>Ylva Johansson</strong>.</p>
<p>Sul piatto nuove proposte di collaborazione, con il presidente tunisino Saied che ha chiesto uno sforzo sempre maggiore &#8220;per affrontare alla radice le cause profonde della migrazione&#8221;. Tradotto dal politichese, vuol dire che a Tunisi non sembrano arrivati messaggi di minacce di stop ai fondi e, al contrario, si chiedono ancora più soldi. Fondi che potrebbero arrivare, visto che tra i dettagli emersi dall&#8217;incontro si è parlato anche di almeno dieci milioni di Euro da elargire però solo quando il nuovo governo si sarà insediato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-beffa-tunisina-sull-immigrazione-ogni-anno-tanti-soldi-dall-italia-ma-gli-sbarchi-aumentano.html">La beffa tunisina sull&#8217;immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il bluff del governo sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/il-bluff-del-governo-sui-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 19:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lamorgese migranti (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sembra di rivedere la stessa situazione già riscontrata a settembre, quando il governo giallorosso si era da poco insediato e dal fronte dell&#8217;immigrazione arrivavano le maggiori insidie sotto il profilo politico. Per provare a stanare le polemiche dovute all&#8217;aumento del numero degli sbarchi, Giuseppe Conte ha iniziato a parlare di solidarietà europea, di gestione comune &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-bluff-del-governo-sui-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-bluff-del-governo-sui-migranti.html">Il bluff del governo sui migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lamorgese migranti (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-migranti-La-Presse-e1574795873731-1024x538.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sembra di rivedere la stessa situazione già riscontrata a settembre, quando il governo giallorosso si era da poco insediato e dal fronte dell&#8217;<strong>immigrazione</strong> arrivavano le maggiori insidie sotto il profilo politico. Per provare a stanare le polemiche dovute all&#8217;aumento del numero degli sbarchi, Giuseppe Conte ha iniziato a parlare di solidarietà europea, di gestione comune e di quell&#8217;approccio costruttivo divenuto mantra del suo vocabolario politico. Si è tirato fuori il concetto di <strong>ricollocazione</strong> dei migranti in Europa, è stato organizzato su spinta tedesca il vertice di Malta, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/tutto-che-non-torna-dellaccordo-malta-sui-migranti-1757686.html">da cui non è uscito nulla di concreto</a>. Ed è da qui che occorre ripartire per spiegare come anche adesso il governo Conte II stia cercando di attuare un mero stratagemma per spegnere ogni possibile polemica sul fronte migratorio.</p>
<h2>Inutile evocare Malta</h2>
<p>Negli ultimi giorni è stato il ministro dell&#8217;interno <strong>Luciana Lamorgese</strong>, a proposito delle richieste di ricollocazione dei migranti sbarcati in questa settimana pervenuta da Germania e Francia, a parlare di &#8220;svolta storica&#8221; vocata alla definitiva attuazione del vertice di Malta. Quest&#8217;ultimo, come detto, è stato organizzato su iniziativa di Berlino lo scorso 23 settembre. Una mossa, quella del governo di Angela Merkel, volta ad offrire una sponda all&#8217;amico ritrovato &#8220;Giuseppi&#8221;, il quale dopo aver giurato ed essere succeduto a sé stesso ha iniziato a sventolare la bandiera dell&#8217;europeismo &#8220;costruttivo&#8221;. La Germania, in particolare, voleva dimostrare di avere seria intenzione di mettere in agenda le proposte italiane sulla ricollocazione automatica dei migranti, in tal modo ha offerto all&#8217;esecutivo giallorosso l&#8217;occasione per dire che &#8220;finalmente&#8221; Roma è ascoltata da chi comanda in Europa.</p>
<p>Ma in realtà a La Valletta, in quel 23 settembre, è andata in scena<strong> una mera passerella</strong> che ha visto protagonisti i ministri dell&#8217;interno di Germania, Francia, Italia, Malta e Finlandia, quest&#8217;ultima invitata in qualità di presidente di turno dell&#8217;Ue. <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-i-5-punti-chiave-dellaccordo-malta-1757300.html">È venuto fuori un documento di cinque punti</a>, non vincolante e né tanto meno risolutivo. In esso è stato sì previsto un meccanismo automatico di <strong>redistribuzione</strong> dei migranti, ma solo di quelli sbarcati da navi militari o delle ong. Dunque, soltanto di una parte inferiore al 10% di coloro che sono sbarcati in quel mese di settembre. Non solo: la proposta italiana di rotazione dei porti di sbarco non è passata, è stata prevista solo su base volontaria e non vincolante.</p>
<p>In poche parole, dal vertice di Malta è uscito uno scarno documento per giunta non affatto valevole sotto un punto di vista giuridico. Si è spiegato però che le proposte di La Valletta sarebbero poi state vagliate in Lussemburgo l&#8217;8 ottobre, nel corso di un vertice con tutti i ministri dell&#8217;interno dell&#8217;Ue. Ma proprio in quella sede <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/vertice-europeo-sulla-redistribuzione-bocciatura-pronta-1764784.html">è stata messa la parola fine ad ogni velleità sugli obiettivi enunciati a Malta</a>. In primis perché la stessa Germania si è tirata fuori, visto che il ministro <strong>Horst Seehofer</strong> ha dichiarato che la redistribuzione non si sarebbe applicata in caso di aumento del numero degli sbarchi. In secondo luogo perché in Europa, a parte 2 o 3 Stati, nessun governo si è mostrato interessato a ricevere il documento siglato a Malta.</p>
<p>Un flop, quello del vertice di La Valletta, che ha messo ben in evidenza innanzitutto il bluff tedesco verso l&#8217;Italia e poi quello del governo Conte II verso gli italiani. Tirare dunque in ballo, come ha fatto il ministro Lamorgese, il cosiddetto accordo di Malta equivale a riesumare un flop targato giallorosso. Il governo sull&#8217;immigrazione è in difficoltà perché, dopo aver a malapena fatto solo parzialmente digerire ad una parte della maggioranza<a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/memorandum-sulla-libia-e-insidie-giuseppe-conte-1777864.html"> il rinnovo del memorandum con la Libia</a>, deve adesso dare risposta in primis alla sinistra del Pd sulle <strong>ong</strong>. Non a caso dal Viminale oramai i via libera verso navi ong abbondano, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sbarcata-pozzallo-nave-aita-mari-78-migranti-bordo-1790351.html">ben tre negli ultimi giorni</a>. Con la giustificazione però che ora in Europa ci ascoltano e che Germania e Francia stanno dando attuazione a quanto concordato a Malta. Ma la stessa Lamorgese rischia l&#8217;autogol: tirar fuori quel vertice vuol dire palesare una certa mancanza di argomentazioni volte a giustificare un&#8217;impopolare linea morbida con le ong. Sarebbe stato meglio, per il titolare del Viminale, soffermarsi unicamente<a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_15-11-2019.pdf"> sui numeri degli sbarchi di novembre</a>, ritornati in linea con quelli del 2018 dopo due mesi di incrementi.</p>
<h2>Nulla di storico nell&#8217;atteggiamento di Berlino e Parigi</h2>
<p>È vero che, in occasione degli sbarchi delle navi Ocean Viking, Open Arms ed Aita Mari, Germania e Francia hanno avanzato la disponibilità a farsi carico di una quota di migranti. Ma questo non ha costituito affatto una svolta storica. Né tanto meno una positiva conseguenza delle intese raggiunte a Malta (e mai sottoscritte in ambito comunitario). Si tratta di un comportamento già avuto da Berlino e Parigi in passato, anche durante la gestione <strong>Salvini</strong> del Viminale. Quando il braccio di ferro tra governo gialloverde ed ong veniva vinto da queste ultime, si concordavano trasferimenti di quote di migranti in altri paesi europei, in testa Germania e Francia.</p>
<p>Quello che hanno fatto i governi di Merkel e Macron, ha riguardato semplicemente una disponibilità su base volontaria di accollarsi i migranti appena sbarcati in Italia. Né più e né meno quello che è stato fatto tante volte in passato. Malta e quel vertice/passerella non c&#8217;entrano proprio nulla. Quella &#8220;maggiore consapevolezza europea&#8221; di cui, tra le altre cose,<a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2019/11/23/news/lamorgese-manda-un-messaggio-a-salvini-non-c-e-nessuna-emergenza-migranti-288515/"> ha parlato il ministro Lamorgese durante la festa de <em>Il Foglio</em></a> è rimasta solo sulla carta.</p>
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		<title>Le contraddizioni della Lamorgese sulla Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-della-lamorgese-sulla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 18:09:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="690" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lamorgese Interno" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il memorandum con la Libia ha agitato in questi giorni il dibattito politico, in primo luogo perché ha messo a nudo alcune tensioni interne alla maggioranza sulle quali il premier Giuseppe Conte ha dovuto fare altri salti mortali per poter mediare. Ecco perché l&#8217;informativa di questo mercoledì da parte del ministro dell&#8217;Interno Luciana Lamorgese era &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-della-lamorgese-sulla-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-della-lamorgese-sulla-libia.html">Le contraddizioni della Lamorgese sulla Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="690" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lamorgese Interno" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Luciana-Lamorgese-La-Presse-e1573063777521-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>memorandum con la Libia</strong> ha agitato in questi giorni il dibattito politico, in primo luogo perché ha messo a nudo alcune tensioni interne alla maggioranza sulle quali <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rebus-di-giuseppe-conte-sulla-guardia-costiera-libica.html">il premier Giuseppe Conte ha dovuto fare altri salti mortali per poter mediare</a>. Ecco perché l&#8217;informativa di questo mercoledì da parte del<a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/chi-nuovo-ministro-degli-interni-luciana-lamorgese-1748252.html"> ministro dell&#8217;Interno Luciana Lamorgese</a> era molto attesa: alle 16:00, in un parlamento pronto ad una nuova bagarre in aula sull&#8217;immigrazione, il titolare del Viminale ha illustrato nel suo discorso quelle che sono le linee dell&#8217;esecutivo.</p>
<h2>&#8220;Avanti con il memorandum ma con delle modifiche&#8221;</h2>
<p>Il discorso del ministro si è articolato in due parti: nella prima ha illustrato lo status e le finalità del memorandum, nella seconda invece focus del discorso è stato rappresentato dalla volontà di attuare modifiche. <strong>Luciana Lamorgese</strong>, parlando a proposito delle finalità delle intese con la Libia, ha di fatto elogiato il memorandum: &#8220;Dal 2016 ad oggi si registra un calo del 97.2% degli sbarchi, la rotta libica è quella che ha subito il maggior decremento&#8221;, ha dichiarato l&#8217;ex prefetto di Milano. Ma oltre ai numeri, secondo la Lamorgese il memorandum è stato importante anche sotto un profilo politico: &#8220;Abbiamo evitato l&#8217;isolamento delle istituzioni libiche &#8211; ha infatti dichiarato ai deputati &#8211; Grazie all&#8217;Italia nel 2017 le agenzie delle Nazioni Unite hanno potuto visitare la Libia, un fatto non scontato&#8221;.</p>
<p>Dunque, per il titolare dell&#8217;Interno il memorandum è stato ed è tuttora uno strumento indispensabile, confermando implicitamente peraltro la bontà delle intenzioni del ministro<strong> Marco Minniti</strong>, ideatore del documento quando era al Viminale all&#8217;Interno del governo Gentiloni nel 2017. L&#8217;accordo infatti, è stato sottoscritto da quell&#8217;esecutivo e dal premier libico, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>. Il 2 novembre scorso è stato tacitamente rinnovato, ma con delle richieste di modifiche figlie delle tensioni interne alla maggioranza nelle settimane precedenti. E Luciana Lamorgese ha confermato questo passaggio: &#8220;Giorno 1 novembre &#8211; ha spiegato il ministro &#8211; la nostra ambasciata a Tripoli ha proposto la convocazione di una riunione della commissione italo-libica, ai sensi dell&#8217;articolo 3 dello stesso memorandum, per discutere delle modifiche&#8221;. Una proposta che, sempre a detta del ministro, il governo libico ha accettato il 3 novembre.</p>
<p>La posizione del governo è dunque chiara ed è quella trapelata già nei giorni scorsi: sì al rinnovo del memorandum, ma con delle <strong>modifiche</strong> da apportare tramite una <strong>commissione</strong> da istituire con la Libia. Una decisione che è frutto di un <strong>compromesso</strong> interno alla maggioranza: a fronte di un M5S restio a toccare il memorandum, dalla parte più a sinistra del Pd e da LeU sono arrivati invece inviti a non rinnovare l&#8217;accordo. In mezzo, la sintesi è quindi arrivata con la linea del sì al rinnovo, a patto che vengano discusse importanti modifiche.</p>
<h2>Le modifiche annunciate da Lamorgese</h2>
<p>Due le preoccupazioni principali dei detrattori del memorandum: da un lato i rapporti con una <strong>Guardia costiera</strong>, quale quella libica, certamente non esente da ambiguità, come dimostrato anche dal<a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-e-bija-il-trafficante-accolto-dal-governo-gentiloni.html"> caso Bija</a>. Dall&#8217;altro, i timori per le condizioni dei migranti all&#8217;interno dei campi profughi allestiti in Libia. Luciana Lamorgese ha soprattutto messo nel mirino proprio quest&#8217;ordine di problemi, il più sentito forse tra i 25 deputati che nei giorni scorsi hanno chiesto al governo di stoppare gli accordi con la Libia. Infatti, tra i <strong>quattro punti</strong> sui quali verteranno le richieste di modifica, illustrati dal ministro nel suo discorso, il primo si riferisce proprio ai centri d&#8217;accoglienza libici: &#8220;L&#8217;obiettivo è quello di migliorare la situazione all&#8217;interno dei centri &#8211; ha affermato il ministro &#8211; In vista di una loro graduale chiusura&#8221;. Quest&#8217;ultima affermazione rappresenta forse la più importante presa di posizione: il Viminale infatti, punta sulla creazione di centri gestiti direttamente dall&#8217;<strong>Oim</strong> e dell&#8217;<strong>Unhcr</strong>, le due agenzie dell&#8217;Onu che si occupano di migranti.</p>
<p>Nel secondo punto invece, si avanza l&#8217;ipotesi di <strong>corridoi</strong> <strong>umanitari</strong> in cui l&#8217;Italia dovrebbe avere un importante ruolo politico di intermediazione con le Nazioni Unite e con l&#8217;Ue. Tasto non toccato nei giorni scorsi, è invece quello di cui il ministro ha parlato nel terzo punto: le iniziative nel sud della Libia, volte a migliorare i livelli di sorveglianza dei <strong>confini</strong> <strong>meridionali</strong> del paese nordafricano. Infine, il quarto punto prevede sostegno alle municipalità libiche ed assistenza con la distribuzione di generi di prima necessità e di materiale sanitario.</p>
<h2>Le contraddizioni</h2>
<p>Dai toni notati alla Camera, ben si intuisce come dall&#8217;informativa di oggi non cambierà nulla nei rapporti con la Libia, né tanto meno si procederà con sostanziali modifiche al memorandum. Come sottolineato dall&#8217;<em>Agi</em>, in aula c&#8217;è stato sì lo scontro, ma non il pathos. Perché, in fin dei conti, tutti sono d&#8217;accordo con la prosecuzione del memorandum. E non poteva essere diversamente: il rischio di ritrovarsi con <strong>nuove emergenze migratorie</strong> e di perdere anche terreno politico in Libia era troppo forte. Ma occorreva, alla luce dei dibattiti interni alla maggioranza nei giorni scorsi, parlare oggi alla Camera di cambiamenti da voler attuare. Un modo per sedare le polemiche a sinistra, un tentativo riuscito in buona parte ma non a 360 gradi visto che Orfini, a capo della linea dura del Pd contro il <strong>memorandum</strong>, ha parlato di un discorso &#8220;imbarazzante ed ipocrita&#8221; da parte del ministro Lamorgese.</p>
<p>Le modifiche proposte, semmai verranno mai quanto meno discusse con i libici, non cambieranno nella sostanza l&#8217;accordo con <strong>Tripoli</strong>. E questo già lo si notava nei giorni scorsi, prima del discorso odierno: perdita di consenso e <em>Realpolitik</em>, hanno in qualche modo imposto la strada del rinnovo. I quattro punti elencati dalla Lamorgese, esprimono linee politiche già rimarcate in passato ed in parte già <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/">comprese nel memorandum</a>. Ad esempio, il coinvolgimento dell&#8217;Oim e di altre organizzazioni internazionali è stato scritto nero su bianco nell&#8217;articolo 2, al comma 5, nel 2017. Anche il controllo dei confini è contenuto in questo articolo, precisamente al comma 1. Quella di oggi è stato, in definitiva, un dibattito volto a mettere sotto la polvere le distanze tra i giallorossi. Ed i libici, dall&#8217;altra parte del Mediterraneo, potrebbero costituire per davvero una commissione con gli italiani ma solo perché sono adesso nelle condizioni di poter battere cassa e chiedere più soldi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-della-lamorgese-sulla-libia.html">Le contraddizioni della Lamorgese sulla Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 11:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conte in conferenza stampa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sulla Libia emerge confusione. Da un lato si sostiene il governo di Fayez Al Sarraj, dall&#8217;altro lato però emergono riavvicinamenti verso il generale Khalifa Haftar, a capo del Libyan National Army (Lna). Ma non è soltanto una questione di posizionamento all&#8217;interno dello scacchiere libico, il problema è a monte: nemmeno a Roma in questo momento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="750" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Conte in conferenza stampa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-in-conferenza-stampa-La-Presse-e1571915165769-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sulla Libia emerge confusione. Da un lato si sostiene il governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a>, dall&#8217;altro lato però <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-mosse-macron-trump-rischi-italia.html">emergono riavvicinamenti</a> verso il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">generale Khalifa Haftar</a>, a capo del <strong>Libyan National Army</strong> (Lna). Ma non è soltanto una questione di posizionamento all&#8217;interno dello scacchiere libico, il problema è a monte: nemmeno a Roma in questo momento sanno chi deve occuparsi nello specifico di Libia. Il cambio di governo ha comportato inevitabilmente un cambio anche di vedute e l&#8217;impressione è che, in questo momento, a prevalere sia una fase di transizione in cui da Palazzo Chigi e non solo si sta cercando di capire chi ed in che modo deve seguire il dossier libico.</p>
<h2>Manenti chiamato al Viminale</h2>
<p>Su<em> Il Fatto Quotidiano</em> sono trapelate conferme alle indiscrezioni già circolate nei giorni scorsi, ossia che nella giornata di giovedì presso la sede del ministero dell&#8217;Interno si è tenuta un&#8217;importante riunione alla presenza del ministro <strong>Luciana</strong> <strong>Lamorgese</strong>, dell&#8217;ambasciatore libico in Italia <strong>Omar Tarhuni</strong> e, secondo alcune fonti, anche del sottosegretario <strong>Vito Crimi</strong>. Ospite d&#8217;eccezione, l&#8217;ex capo dell&#8217;Aise <strong>Alberto Manenti</strong>. Quest&#8217;ultimo è un profondo conoscitore del dossier libico. Nato a <a href="https://it.insideover.com/politica/misurata-e-tarhuna-le-due-citta-stato-della-libia.html">Tahruna</a>, la città Stato a sud di Tripoli cruciale per gli equilibri militari e politici della capitale libica, Manenti da sempre appare molto radicato in Libia ed ha seguito da vicino la questione fino ad un anno fa, quando per l&#8217;appunto era a capo dell&#8217;Agenzia Informazione e Sicurezza Esterna.</p>
<p>Molto vicino all&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno <strong>Marco Minniti</strong>, o comunque al vertice dell&#8217;Aise quando l&#8217;esponente del Pd era al Viminale, la presenza di Manenti al ministero dell&#8217;Interno non è certamente casuale. Nella riunione sopra citata, all&#8217;ordine del giorno ci sarebbe stata la vicenda del rinnovo dell&#8217;accordo con Tripoli che prevede collaborazione con la Guardia costiera libica: <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rebus-di-giuseppe-conte-sulla-guardia-costiera-libica.html">quest&#8217;ultimo scade il prossimo 2 novembre</a> e potrebbe essere rinnovato tacitamente per altri due anni. La prospettiva della continuazione di tale accordo sta agitando in queste settimane le acque della maggioranza, con la sinistra del Pd e LeU che a più riprese hanno premuto per l&#8217;interruzione di ogni rapporto con la Guardia costiera libica.</p>
<p>La presenza di Manenti, unita anche alla visita del ministro dell&#8217;Interno libico<strong> Fatih Pashagha</strong><a href="https://specialelibia.it/2019/10/24/immigrazione-e-confini-sud-della-libia-pashagha-incontra-lamorgese/"> tenuta mercoledì sempre al Viminale</a>, sembra orientare il governo verso il rinnovo dell&#8217;accordo. Ma al di là di questo, il fatto stesso che Manenti sia stato chiamato al Viminale potrebbe indicare un suo ritorno in campo. Il ministro Lamorgese non disdegnerebbe i consigli dell&#8217;ex numero uno Aise sulla Libia, anche perché il titolare dell&#8217;Interno non vorrebbe lasciare il dossier totalmente in mano alla Farnesina.</p>
<h2>Cambi in vista ai vertici della sicurezza?</h2>
<p>Come scritto da Alessandro Mantovani su <em>Il Fatto Quotidiano</em>, la presenza di Manenti al Viminale non è stata ben vista dal suo successore all&#8217;Aise, il generale ex ufficiale della Finanza <strong>Luciano Carta</strong>. Malumori che nascerebbero dalle voci sempre più insistenti di un nuovo avvicendamento proprio all&#8217;Aise: il governo starebbe pensando di piazzare al timone dell&#8217;agenzia il generale <strong>Gianni Caravelli</strong>, ufficiale dell&#8217;esercito ed attuale numero due di Carta. Quest&#8217;ultimo sarebbe invece indirizzato al <strong>Dis</strong>, il Dipartimento Informazione e Sicurezza della Presidenza del Consiglio.</p>
<p>Qui Carta prenderebbe il posto di un altro ex generale della Guardia di Finanza, ossia <strong>Gennaro Vecchione</strong>. Avvicendamenti al momento rimasti confinati solo alle fatidiche voci di corridoio, ma che da Palazzo Chigi si dipanino movimenti volti a rimescolare le carte ai vertici della sicurezza appare oramai quasi certo. E tutto questo ovviamente non può non avere influenze sul dossier libico, quello più delicato. Una fase di transizione terminata la quale, forse, si potrebbe avere anche maggiore chiarezza sulla posizione italiana in Libia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-potrebbe-sostituire-i-vertici-dei-servizi-segreti.html">Il governo potrebbe sostituire i vertici dei servizi segreti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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