Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Vaccinare nelle zone da cui le persone si imbarcano, cercando di raggiungere le nostre coste: questa è l’indicazione che è stata lanciata da Forza Italia, che ha presentato un vero e proprio piano in materia. Questa proposta è diretta alle istituzioni sovranazionali. Il tema è sentito, perché riguarda da una parte il quadro epidemiologico delle nazioni in cui i migranti sbarcano, dunque anche i possibili effetti sui nostri territori, e dall’altra la diffusione della vaccinazione in quelle che papa Francesco chiama “periferie economico-esistenziali”. Dipendesse da Bergoglio, in realtà, sarebbe già stata sfruttata la liberalizzazione dei brevetti vaccinali, con le relative conseguenze positive per tutti i continenti.

Da tempo, gli esperti – come il professor Massimo Ciccozzi – , segnalano come la diffusione dei vaccini in maniera esclusiva o quasi in alcune parti del mondo esponga il resto del pianeta al proseguimento della pandemia. Il SarsCov2, insomma, non dovrebbe essere tenuto a bada in alcune zone sì, in altre no ed in altre così e così. Il rischio maggiore, con una strategia adottata magari a seconda del tenore geopolitico dello Stato, è quello delle varianti, che si generano anche in proporzione alla libertà che lasciamo al patogeno. Pure per questo motivo, serve uniformità di numeri e tempistiche. Il tutto, ovviamente, oltre al possibile rischio catastrofe interna ai Paesi dove la pandemia viene combattuta male o non viene combattuta affatto.

Del resto, è la stessa natura globale di una pandemia ad imporre riflessioni in merito. Considerando pure quanto veloci siano divenuti, nel corso dei secoli, gli spostamenti, dunque i contatti, dell’umanità. La proposta del capogruppo di Forza Italia Roberto Occhiuto parte proprio da una statistica, che non può che preoccupare: “Su 100 dosi di vaccino distribuite nel mondo, solo l’1,5% è destinato all’Africa, e solo l’1% degli africani è vaccinato”, ha affermato il deputato, stando a quanto ripercorso dall’Adnkronos. Oggi ci stiamo misurando con la variante Delta. Domani, sembra di capire, potremmo doverci confrontare con una variante derivata da una cattiva distribuzione dell’arma più importante che abbiamo, ossia i vaccini. Sappiamo quanto la scienza abbia posto i riflettori sull’eventualità della genesi di una variante in grado di resistere ai vaccini che sono attualmente a nostra disposizione. E un’ipotesi da scongiurare, ma non può essere scartata.

In alcune zone italiane, intanto, è bagarre. Pantelleria è una nota meta estiva ambita, ma alcuni accadimenti legati all’immigrazione rischiano di far ripiombare l’isola nell’incubo Covid-19. La situazione è delicata: la dispersione dei migranti preoccupa la popolazione di quella zona. Da giorni circolano notizie in merito a persone di cui si perde traccia, migranti che scappano e che non rispettano l’obbligo di quarantena. I cittadini pretendono che vengano adottate misure di sicurezza. Sono questioni che abbiamo affrontato anche nel corso dell’estate precedente a questa: la pandemia non ha smesso di rappresentare il principale spauracchio. Sappiamo quanto un singolo positivo possa contribuire alla mutazione del quadro epidemiologico di una cittadina intera e persino di una zona. La variante Delta, poi, che è quella che domina la scena di questi tempi, risulterebbe anche più contagiosa. Per quanto gli esperti siano ancora impegnati a studiarne le caratteristiche.

Nel piano presentato in conferenza stampa, l’ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha domandato pure al governo – come riporta l’Agi – di “effettuare il test a tutte le persone che entrano nel territorio nazionale”. Una misura che servirebbe a scongiurare situazioni fuori controllo. Poi la specificazione: “Quindi – ha detto il coordinatore di Forza Italia – tutti gli immigrati devono essere sottoposti a test, penso alle persone che si trovano nei centri di accoglienza. Questo per garantire la salute del cittadino italiano e della persona immigrata. In questo modo – ha continuato- se coloro che vengono espulsi sono contagiati, le autorità del paese da cui provengono saranno informate. E dobbiamo evitare che chi attende asilo vada in giro a infettare altri”. Infine, bisognerebbe anche far sì che tutti i migranti giunti in Italia abbiano la possibilità di sottoporsi alla vaccinazione.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY