<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sud America Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/sud-america/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/sud-america</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Jan 2026 06:11:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Sud America Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/sud-america</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il Brasile alla prova della nuova politica USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-brasile-alla-prova-della-nuova-politica-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 06:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dottrina Monroe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=500574</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brasile" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>'azione militare statunitense in Venezuela porta con sé fattori di rischio e instabilità anche per il Brasile e tutti gli Stati sudamericani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-brasile-alla-prova-della-nuova-politica-usa.html">Il Brasile alla prova della nuova politica USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brasile" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/lula-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stata definita “<strong>dottrina Donroe</strong>”, unendo Donald (Trump) a Monroe, dall&#8217;omonima dottrina che stabilisce il cuore della politica estera statunitense, ovvero l&#8217;atteggiamento verso il continente americano.</p>



<p>Nel 1823 il presidente degli Stati Uniti <strong>James Monroe</strong> stabili che le potenze coloniali europee non dovessero interferire nel continente americano, questo perché allora la Spagna e la Francia avevano ancora dei grandi interessi in quella parte dell&#8217;emisfero. Si trattava quindi di una dottrina prettamente difensiva: gli Stati Uniti avrebbero reagito alle influenze esterne di qualsiasi tipo nel proprio intorno geografico. Successivamente il presidente <strong>Theodore Roosevelt</strong> modificò questa postura politica nel 1904, aggiungendo la possibilità per gli Stati Uniti di intervenire direttamente con la forza militare nel continente americano. Il presidente Trump ha ulteriormente <strong>spostato la soglia di intervento</strong> con l&#8217;azione in Venezuela, riservando agli USA il diritto di decidere l&#8217;assetto politico di una nazione americana in modo diretto.</p>



<p>Questa maggiore aggressività statunitense porta con sé dei <strong>problemi di sicurezza per gli altri Stati americani</strong>, alcuni di quali hanno intessuto importanti e vincolanti relazioni internazionali con Paesi avversari o competitori degli Stati Uniti. </p>



<p>La nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale (NSS) USA segna un <strong><a href="https://www.csis.org/analysis/national-security-strategy-good-not-so-great-and-alarm-bells">cambiamento ideologico e sostanziale</a></strong> nella politica estera statunitense. L&#8217;amministrazione sta tentando di definire una nuova dottrina di politica estera “America First” profondamente pragmatica, che ridefinisce anche i rapporti di forza e diplomatici di storiche alleanze, dimostrando una <strong>miopia strategica</strong> e l&#8217;abbandono temporaneo del pensiero politico legato all&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politics/china-russia-axis-ishard-to-shake-the-eu-should-not-give-up-on-moscow-soft-power-according-to-joseph-nye.html">interdipendenza</a> per abbracciare il cosiddetto “realismo offensivo”. Ad esempio, l&#8217;agenda democratica sta tramontando e con essa il “destino manifesto” statunitense, per lasciare il posto a una politica estera basata su ciò che rende gli Stati Uniti più potenti e prosperi, anche a discapito di storici alleati. </p>



<p>Washington sta applicando questo nuovo pensiero politico a livello globale, ma sta cominciando dal suo intorno geografico: nella fattispecie l&#8217;<strong>emisfero occidentale</strong> inteso come l&#8217;interezza del continente americano. </p>



<p>Per questo motivo, e per i rapporti diplomatici che alcuni Paesi sudamericani hanno intessuto con altre potenze esterne all&#8217;emisfero occidentale, in Sudamerica sta serpeggiando un senso di inquietudine. Un esempio in tal senso è dato dal <strong>Brasile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impronta cinese in Brasile e il non allineamento</h2>



<p>La <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> si sta <a href="https://thediplomat.com/2025/11/how-china-is-using-brazil-to-reshape-power-in-the-americas/">radicando</a> nella base industriale e nell&#8217;economia di consumo brasiliana, trasformando il colosso sudamericano in una porta d&#8217;accesso per l&#8217;influenza cinese in tutto il continente. Questo cambiamento mette in discussione la tradizionale sfera d&#8217;influenza di Washington, comportando al contempo conseguenze indirette per Taiwan, la cui sopravvivenza diplomatica si basa su una cerchia sempre più ristretta di alleati in America Latina, progressivamente attratti nell&#8217;orbita di Pechino. Sebbene la RPC non sia ancora il principale investitore estero in Brasile – gli Stati Uniti detengono ancora questo primato, rappresentando il 17,05% del totale – gli investimenti diretti esteri (IDE) di Pechino stanno aumentando significativamente. Dal 2023 al 2024, Pechino ha aumentato gli IDE in Brasile del 113%, mentre gli investimenti statunitensi sono aumentati solo dello 0,057%. Sebbene l&#8217;amministrazione Trump abbia posto l&#8217;America Latina al centro della sua politica estera, l&#8217;impegno economico di Washington rimane limitato, lasciando a Pechino <strong>ampio margine d&#8217;azione</strong>. </p>



<p>Il Brasile, tra i Paesi sudamericani, è forse quello che più si attiene alla vecchia definizione di <strong>Paese non allineato</strong>: commercia con la Repubblica Popolare, ha rapporti amichevoli con la Russia, è economicamente legato all&#8217;Unione Europea agli Stati Uniti, ma soprattutto acquista armamenti In Europa (<a href="https://aresdifesa.it/centauro-ii-in-brasile-completata-laccettazione-dei-prototipi/">soprattutto in Italia</a>) e negli USA. Questo posizionamento intermedio profondamente diverso rispetto a quello di altri Paesi come Cuba, il Nicaragua, la Colombia, il Messico o la stessa Argentina (quest&#8217;ultima con Milei appiattita su posizioni statunitensi), apre al dibattito su come il Paese dovrà reagire alla nuova Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense alla luce di quanto accaduto in Venezuela.</p>



<p>Il presidente <strong>Lula </strong>è stato il primo tra i leader dell&#8217;America Latina a condannare l&#8217;azione americana in Venezuela. In un <a href="https://x.com/LulaOficial/status/2007436536590012845">post su X</a>, Lula ha affermato che è stato superato “un limite inaccettabile” e che “questi atti rappresentano un grave affronto alla sovranità del Venezuela e un ulteriore precedente estremamente pericoloso per l&#8217;intera comunità internazionale”. Lula ha sottolineato che “attaccare i Paesi, in flagrante violazione del diritto internazionale, è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove la legge del più forte prevale sul multilateralismo” e che “l&#8217;azione ricorda i peggiori momenti di ingerenza nella politica dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, e minaccia la preservazione della regione come zona di pace”. </p>



<p>L&#8217;ultima frase del presidente brasiliano si riferisce proprio a questo <strong>recupero aggressivo della Dottrina Monroe</strong> da parte degli Stati Uniti, nel contempo però Lula cerca di intrattenere buoni rapporti con gli Stati Uniti almeno dal punto di vista commerciale per procedere nella ricerca di soluzioni ai dazi e alle sanzioni contro le autorità brasiliane.</p>



<p>Bisogna ricordare, per capire le parole di condanna di Lula, che il Brasile si era fatto carico di una <strong>nuova politica di interscambio e accordi diplomatici</strong> tra i Paesi dell&#8217;America meridionale, avendo come primo punto in agenda il rinnovamento dei rapporti con <strong>l&#8217;Argentina</strong> ma anche col <strong>Venezuela</strong> di Maduro: è stato proprio il lavoro diplomatico brasiliano effettuato sottotraccia a disinnescare la recente <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risiko-per-la-regione-dellessequibo-tra-guyana-venezuela-e-brasile.html">crisi tra Venezuela e Guyana</a> per la regione dell&#8217;Essequibo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una riflessione interna</h2>



<p>Ora la nuova politica trumpiana ha rimescolato un&#8217;altra volta le carte, e per capire meglio come in Brasile si stia percependo quanto accaduto vi riportiamo il pensiero di <strong><a href="https://cebri.org/br/especialista/218/feliciano-de-sa-guimaraes">Feliciano Guimaraes</a></strong>, professore di relazioni internazionali, ricercatore a Yale e caporedattore del <a href="https://cebri.org/br/sobre/quemsomos">CEBRI</a> (<em>Centro Brasileiro de Relaçoes Internacionais</em>), <em>think tank</em> indipendente. Guimaraes afferma che il Venezuela rappresenta la <strong>sfida strategica</strong> <strong>più grande</strong> nella politica estera di Lula, aprendo un pessimo scenario in cui si palesa il ritorno di una politica di sicurezza nazionale USA basata sul principio delle <strong>sfere di influenza</strong>.</p>



<p>Di fronte a una strategia di questa natura, le potenze regionali hanno, in termini analitici, <strong>tre alternative</strong>. La prima è <strong>resistere frontalmente</strong> alla potenza dominante. La seconda è <strong>accettare un assetto di tipo “condominiale”</strong>, in cui viene preservato un certo grado di autonomia, ma collaborando con la potenza egemone nell&#8217;amministrazione e nella proiezione della propria influenza regionale. La terza alternativa è <strong>la piena accettazione della sfera di influenza</strong>, che implica la rinuncia all&#8217;autonomia strategica e la trasformazione in un attore subordinato. Queste sarebbero le tre opzioni che il Brasile si trova attualmente ad affrontare avendo presente che la decisione del Venezuela di resistere ha portato all&#8217;indebolimento del Paese (non a un cambio di regime, in quanto il sistema politico venezuelano è ancora in piedi nonostante la cattura Maduro).</p>



<p>Secondo Guimaraes il Brasile deve effettuare un&#8217;analisi attenta e realistica delle proprie capacità e dei propri limiti al fine di definire quale di queste alternative sia strategicamente praticabile e politicamente sostenibile nel nuovo contesto regionale. Il problema è che il Brasile sino a oggi ha visto i rapporti con gli Stati Uniti in modo sostanzialmente buono: <strong>tra i due Paesi c&#8217;è sempre stata collaborazione nonostante le crisi saltuarie.</strong> Questa interpretazione però dimentica che esiste la necessità di pensare strategicamente a come i Paesi di medie dimensioni e le potenze regionali dovrebbero <strong>agire di fronte a una potenza che adotta atteggiamenti aggressivi</strong> ed espansionistici nelle sue immediate vicinanze.</p>



<p>Guimaraes afferma senza mezzi termini che non esiste un processo di pensiero sistematico all&#8217;interno dei circoli intellettuali brasiliani – né tra diplomatici e politici – volto a costruire una politica di resistenza e, soprattutto, di difesa contro gli Stati Uniti. Il Brasile manca di una riflessione coerente su cosa significhi formulare una politica estera difensiva di fronte a una potenza disposta a riorganizzare la regione secondo una logica di sfere di influenza. Questa lacuna deve essere affrontata esplicitamente e secondo il professore richiede una <strong>revisione a livello diplomatico e del pensiero strategico</strong> brasiliano, nonché uno sforzo più consistente in ambito accademico per teorizzare, concettualizzare e rendere operative strategie di resistenza, contenimento e preservazione dell&#8217;autonomia in contesti di asimmetria di potere. Senza questo sforzo, il Brasile rischierebbe di rimanere intellettualmente e politicamente impreparato a uno scenario regionale caratterizzato dal riemergere di politiche di potenza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa non deve restare a guardare</h2>



<p>Vogliamo aggiungere ora alcune nostre considerazioni al pensiero di Guimaraes. L&#8217;imprevedibilità della Casa Bianca, nonostante la nuova dottrina strategica, porta con sé importanti fattori di incertezza e instabilità. Washington tollererà una maggiore impronta cinese in Brasile? Allo stesso modo permetterà al Brasile di stringere legami economici e di altra natura con l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> o con altre singole potenze europee? Difficilmente gli Stati Uniti lasceranno carta bianca alla Repubblica Popolare in Sud America, quindi anche in Brasile, e riteniamo che allo stesso modo sarà molto complicato per il Brasile di Lula attuare quel <strong>multilateralismo</strong> che ha permesso al Paese di restare tra i non allineati. </p>



<p>Questa politica statunitense deve portare con sé importanti riflessioni anche da questa parte dell&#8217;Atlantico, nella fattispecie in Europa dove molto probabilmente verranno osteggiate da parte USA tutte <strong>le attività diplomatiche che si stanno effettuando tra UE e Sud America.</strong> Tornando al tessuto politico sudamericano, anche la politica di Lula di implementazione delle relazioni intra-sudamericane sarà sicuramente messa in discussione da Washington, lasciando al Brasile poco margine d&#8217;azione e possibilmente aprendo una nuova fase di crisi con gli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-brasile-alla-prova-della-nuova-politica-usa.html">Il Brasile alla prova della nuova politica USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Sinaloa al Tren de Aragua, ecco i clan dei narcos che gli Usa trattano da terroristi</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 07:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[confine USA-Messico]]></category>
		<category><![CDATA[gang latine]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=457834</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1536x1089.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le gang di narcotrafficanti che spadroneggiano nel continente americano saranno combattute alla stessa stregua dei terroristi di Al Qaeda. Dal 20 febbraio il Dipartimento di Stato americano ha ufficialmente indicato tali organizzazioni come gruppi terroristici alle voci Foreign Terrorist Organizations (FTO) e Specially Designated Global Terrorists (SDGT) in quanto per il titolare della diplomazia statunitense, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">Dal Sinaloa al Tren de Aragua, ecco i clan dei narcos che gli Usa trattano da terroristi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1361" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241112155142699_07e7407d5847bb0a63d8e0997dcf376c-1536x1089.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le <strong>gang di narcotrafficanti</strong> che spadroneggiano nel continente americano saranno combattute alla stessa stregua dei terroristi di Al Qaeda. Dal 20 febbraio <strong>il Dipartimento di Stato americano ha ufficialmente indicato tali organizzazioni come gruppi terroristici</strong> alle voci <em>Foreign Terrorist Organizations </em>(FTO)<em> </em>e <em>Specially Designated Global Terrorists </em>(SDGT) in quanto per il titolare della diplomazia statunitense, <strong>Marco Rubio</strong>, “minacciano la sicurezza dei cittadini degli Stati Uniti o la sicurezza nazionale, la politica estera o l&#8217;economia degli Stati Uniti”. La decisione dà applicazione all’ordine esecutivo 14157 che Donald Trump ha sottoscritto poco tempo dopo l&#8217;insediamento alla Casa Bianca, con l&#8217;obiettivo di dotare le forze dell’ordine di risorse e strumenti più efficaci per contrastare <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html">il business dei cartelli</a> che va dal traffico di droga a quello di esseri umani. </p>



<p>Le gang che d’ora in avanti avranno lo status di organizzazioni terroristiche sono complessivamente otto: Tren de Aragua, Mara Salvatrucha (MS-13), Cártel de Sinaloa, Cártel de Jalisco Nueva Generación, Cártel del Noreste (ex Los Zetas), La Nueva Familia Michoacana, Cártel de Golfo (Cartello del Golfo) e Cárteles Unidos. In tanti si domandano se sia <a href="https://it.insideover.com/politica/affrontare-i-narcos-come-al-qaeda-dove-potrebbe-portare-lidea-di-trump.html">opportuno paragonare dei clan criminali a dei gruppi invischiati col terrorismo internazionale</a>, dal momento che perseguono finalità diverse: i primi economiche, i secondi politico-ideologiche. Ma a questo punto sarebbe utile comprendere perché proprio questi siano finiti nel mirino dell’amministrazione Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i principali cartelli    </h2>



<p>Tra i gruppi designati dal dipartimento di Stato quella più attenzionata dalle autorità statunitensi è il <strong>Cártel de Sinaloa</strong>, da sempre operativo nel Messico Nord-occidentale e tra i più attivi nella diffusione di oppioidi sintetici. Da qualche mese il cartello è dilaniato da lotte intestine che hanno avuto inizio con l’arresto del capo Ismael Zambada Garcia, meglio conosciuto come “El Mayo”, a cui era stato trasferito lo scettro del comando nel 2019 da parte di Joaquin Guzman Loera &#8211; fondatore del cartello &#8211; e soprannominato dai suoi accoliti “El Chapo”. Secondo le ricostruzioni della stampa messicana e internazionale, Garcia sarebbe stato tradito dal figlio di El Chapo che gli avrebbe chiesto un incontro per discutere di politica e affari locali, ma in realtà l’avrebbe tradito per poi consegnarlo alla polizia americana. Non si sa con esattezza se la veridicità dei fatti sia questa, ma i sospetti sono bastati a indurre il figlio di El Mayo a scatenare guerre di rappresaglia contro le fazioni che non hanno mai del tutto accettato la leadership del padre, facendo scorrere il sangue per le strade di Culiacan, città in cui ha sede il quartier generale del cartello. </p>



<p>Un altro importante cartello a essere finito finito nella lista nera segretario di Stato Marco Rubio è <strong>Tren de Aragua</strong>, organizzazione venezuelana che ha gettato le basi per nuclei operativi in diversi Paesi latinoamericani e anche negli Stati Uniti durante gli anni in cui si è verificato <strong>il fenomeno della crisi dei rifugiati venezuelani</strong> &#8211; esodo di milioni di cittadini avvenuto durante i governi di Hugo Chavez e Nicolas Maduro &#8211; che ha permesso agli esponenti della gang di infiltrarsi nelle carovane di disperati e di diventare un punto di riferimento nelle Americhe per la tratta di esseri umani. </p>



<p>L’organizzazione <strong>Mara Salvatrucha</strong>  (conosciuta anche con l’acronimo MS-13), diversamente dalle altre nasce in forma larvale su suolo americano, a Los Angeles per la precisione, su iniziativa di cittadini salvadoregni ma poi le file sono state rimpinguate da immigrati ispanici di altra nazionalità. Il cartello ha successivamente esteso i suoi tentacoli in altri Paesi non solo del Centro e Sud America ma anche in quelli europei, Italia compresa, dove i suoi esponenti &#8211; riconoscibili dal tatuaggio delle lettere MS e delle cifre 13 disegnate in caratteri gotici &#8211; si sono cimentati in azioni delinquenziali a sfondo violento quali le rapine, i sequestri e gli omicidi. </p>



<p>Altri gruppi passati sotto la lente d&#8217;ingrandimento del dipartimento di Stato sono impegnati in affari loschi che vanno dallo spaccio di droga ai rapimenti finalizzati all’estorsione, passando per il riciclaggio di denaro.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’impatto dei cartelli sulla società americana</h2>



<p>Per una miriade di ragioni, la patria dello zia Sam rappresenta un terreno florido per le organizzazioni del narcotraffico. Il cartello Tren de Aragua è ultimamente finito al centro delle cronache e delle polemiche politiche a causa dei suoi atti violenti che stanno sconvolgendo le comunità locali, tanto che durante l’ultima campagna elettorale Donald Trump ha preso di mira il gruppo durante un comizio nella contea di <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-corsa-alla-casa-bianca-lossessione-per-i-migranti-fino-a-una-legge-vecchia-di-226-anni.html">Aurora, in Colorado</a>, dove un condominio era stato preso d’assalto dai venezuelani della gang. <strong>L’FBI ha più volte accusato gli appartenenti al cartello di aver messo in piedi nelle megalopoli come New York e Chicago una tratta di esseri umani e un sistema di sfruttamento dei migranti</strong>, tanto che l’ex presidente Biden ha varato delle misure sanzionatorie contro l’organizzazione.&nbsp;</p>



<p>Se l’afflusso di immigrati irregolari è un problema molto avvertito dagli americani, altrettanto sentita è la piaga del <a href="https://it.insideover.com/video/droghe-sintetiche-e-cognitive-le-nuove-armi-di-distruzione">fentanyl &#8211; oppioide sintetico considerato molto più potente dell’eroina </a>&#8211; la cui diffusione è in parte ascritta ai cartelli latinoamericani, specificatamente l’organizzazione di Sinaloa. Il fentanyl, secondo il dipartimento di Giustizia Usa, è la prima <strong>causa di morte per gli americani con un’età compresa tra i 18 e i 49 anni e si stima che più di 190 statunitensi muoiano ogni giorno a causa di questa droga</strong>. Non a caso, il dipartimento del Tesoro nel 2023 ha sanzionato numerosi esponenti del cartello operativo nel Messico nordoccidentale al fine attuare una politica di deterrenza volta a combattere la diffusione dell’oppioide in territorio americano.&nbsp;</p>



<p>Non ci resta che capire come l’attuale amministrazione intenda dare applicazione alla lotta contro le gang criminali che infestano gli Stati Uniti e che hanno dimostrato un’impressionante efferatezza nel portare avanti i rispettivi business, motivo per cui è necessaria una risposta ferma e priva di tentennamenti, ma resta di capire che tipo di collaborazione attuare con nazioni che non le considerano gruppi terroristici. Indubbiamente, però, la repressione delle suddette organizzazioni sarà una priorità per tutti i Paesi del continente americano, volenti o nolenti, durante il quadriennio di Trump.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/dal-sinaloa-al-tren-de-aragua-ecco-i-clan-dei-narcos-che-gli-usa-trattano-da-terroristi.html">Dal Sinaloa al Tren de Aragua, ecco i clan dei narcos che gli Usa trattano da terroristi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mercosur della discordia: Scholz e Macron ai ferri corti sull&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mercosur-della-discordia-scholz-e-macron-ai-ferri-corti-sullamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 17:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[accordo commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Mercosur]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=448401</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Commissione Ue ha concluso un accordo liberoscambista con l'America Latina. Berlino esulta, Parigi si preoccupa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mercosur-della-discordia-scholz-e-macron-ai-ferri-corti-sullamerica-latina.html">Mercosur della discordia: Scholz e Macron ai ferri corti sull&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240529164155856_1d755f140943d522966d3b9a7fb7c741-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francia e Germania, lo sappiamo, da tempo non se la passano benissimo a causa di <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-naufraga-il-governo-barnier-ma-il-grande-sconfitto-e-macron.html">difficoltà politiche interne</a> o di un’<a href="https://it.insideover.com/economia/i-tedeschi-ora-sono-piu-poveri-crollano-le-esportazioni-e-i-salari-vanno-in-crisi.html#:~:text=Dalle%20stime%20che%20sono%20state,considerata%20la%20soglia%20salariale%20bassa.">economia in affanno </a>e certamente non sentivano l’esigenza di litigare tra di loro per un <strong>accordo di libero scambio</strong> con un altro continente. Il 6 dicembre, la presidente della Commissione europea <a href="https://it.insideover.com/politica/ursula-bis-la-commissione-nasce-fragile-e-vecchia.html">Ursula von der Leyen</a> è volata in Uruguay per sottoscrivere l’intesa con i Paesi appartenenti al <strong>mercato comune del Mercosur</strong> &#8211; area priva di barriere doganali e dedicata alla libera circolazione delle merci di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay &#8211;&nbsp; con lo scopo di dare forma a un nuovo spazio import/export tra Unione europea e Sud America.&nbsp;</p>



<p>Von der Leyen ha definito la conclusione dei negoziati, durati più di un ventennio, <strong>una “pietra miliare”</strong> non solo per l’oggi ma anche per le generazioni dei prossimi decenni, tanto da voler evidenziare il valore geopolitico dell’accordo e non solo economico: “In un mondo sempre più conflittuale, dimostriamo che le democrazie possono contare l&#8217;una sull&#8217;altra. Questo accordo non è solo un&#8217;opportunità economica. È una necessità politica”. Se la presidente dell’esecutivo comunitario ha brindato con i quattro leader latinoamericani, <strong>nel Vecchio Continente le reazioni sono state contrastanti</strong>, con Berlino pronta a fare festa (insieme a pochi) e con Parigi pronta ad alzare le barricate in quanto teme che alcuni comparti produttivi, a partire da quello <a href="https://it.insideover.com/economia/accordo-europa-mercosur-agricoltori.html">agricolo</a>, possano essere danneggiati. </p>



<p>Il testo concordato tra le autorità europee e sudamericane ambisce a <strong>eliminare buona parte delle tariffe doganali</strong> sui beni scambiati tra le due sponde dell’Atlantico, ovvero l’abbattimento del 92% dei dazi sui beni commercializzati dal Mercosur in Europa e del 91% dei prodotti europei che popolano gli scaffali dei negozi e supermercati di Buenos Aires e Rio De Janeiro, in particolare quelli dell&#8217;industria alimentare e chimica. L’accordo prevede la t<strong>utela di più di 350 denominazioni geografiche</strong> e l’applicazione di rigorosi standard ambientali e sanitari rispetto ai quali il Vecchio Continente è sempre stato molto scrupoloso e ha fatto di questi una garanzia di qualità per la sua produzione agli occhi del mondo intero. Inoltre, per le aziende dei Ventisette dovrebbe beneficiare di una maggiore <strong>accessibilità alle materie prime e ai bandi di appalti pubblici </strong>organizzati all’interno del Mercosur.&nbsp;</p>



<p>L’America Latina è da sempre una regione molto protezionista in economia e “gelosa” delle sue creazioni al punto da non sopportare molto la concorrenza altrui, ragion per cui la Germania del cancelliere Scholz smania all’idea ratificare l’intesa. L’entusiasmo teutonico è da spiegarsi con il calo delle<a href="https://it.insideover.com/economia/non-solo-russia-e-cina-il-mondo-intero-compra-meno-merci-tedesche.html"> esportazioni</a> &#8211; fatto che ha generato un effetto domino per la chiusura di impianti e licenziamenti in società che hanno fatto conoscere i prodotti tedeschi in tutto il mondo &#8211; ma che con la stipula dell’intesa potrebbero tornare a crescere grazie a nuovi mercati di sbocco in cui investire. </p>



<p>La Francia di Emmanuel Macron, al contrario, teme che che quanto sottoscritto da Von der Leyen sia il cavallo di Troia per portare sulle tavole dei francesi specialità agro-alimentari, soprattutto carne di pollame e bovino, che non solo rischierebbero di non corrispondere perfettamente ai requisiti di sicurezza in vigore, ma anche di <strong>mettere in ginocchio gli allevatori e i coltivatori francesi </strong>che, secondo un rapporto Istat del 2022, contribuiscono con 96 miliardi a fare del Paese d’oltralpe il primo della classe nel settore agricolo europeo. Non a caso, la ministra con delega al commercio con l’estero <strong>Sophie Primas</strong> ha detto che la sottoscrizione dell’accordo impegna solo la Commissione in qualità di soggetto responsabile per la conclusione delle iniziative commerciali a nome dell’Unione, affermando che la Francia resta una voce importante da ascoltare e che <strong>non è la sola ad opporsi, tanto che altri Paesi come Austria, Belgio, Grecia, Paesi Bassi e Polonia sono pronti a offrirle una sponda. </strong>L’Italia, che fino a poco tempo fa non si era espressa, ha fatto sapere che è necessaria l’<strong>introduzione di adeguate contromisure</strong> per compensare gli squilibri che si potrebbero innescare. </p>



<p>L’accordo, per sortire i suoi effetti, deve passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea con una maggioranza qualificata, ovvero ogni Stato ha un peso diverso sulla base del numero di abitanti. Qui Francia e Italia potrebbero giocare le loro carte per far naufragare il progetto. I tempi per l’eventuale entrata in vigore sono ancora lunghi e certamente la strada non è molto in discesa, soprattutto in una stagione che, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, non sembra promettere bene per l’economia liberoscambista.            </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mercosur-della-discordia-scholz-e-macron-ai-ferri-corti-sullamerica-latina.html">Mercosur della discordia: Scholz e Macron ai ferri corti sull&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cotone del fast fashion: deforestazione in Brasile, sfruttamento in Pakistan, prezzi bassi in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-cotone-del-fast-fashion-deforestazione-in-brasile-sfruttamento-in-pakistan-prezzi-bassi-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 08:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=422388</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fast fashion" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalle grandi aziende brasiliane, più volte sotto inchiesta, ai laboratori tessili dell'Asia per arrivare nelle nostre vetrine. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-cotone-del-fast-fashion-deforestazione-in-brasile-sfruttamento-in-pakistan-prezzi-bassi-in-europa.html">Il cotone del fast fashion: deforestazione in Brasile, sfruttamento in Pakistan, prezzi bassi in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fast fashion" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240718004349593_71e97af511f4ff78837f2812e9193f76-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grazie all’Ong britannica <strong>Earthsight</strong> sappiamo come i giganti del <em>fast fashion</em> utilizzino<strong> cotone “sporco” per produrre i vestiti</strong>. Gli stessi vestiti che in Occidente ingurgitiamo alla velocità della luce perché a basso costo. Il cotone usato dalle grandi catene di <em>fast fashion</em> ha origini drammatiche. Arriva direttamente dal <a href="https://it.insideover.com/ambiente/quel-ruolo-indiretto-della-cina-dietro-la-deforestazione-in-amazzonia.html"><strong>Cerrado</strong>, </a>una <strong>zona del Brasile</strong> a Nord della capitale ricca di biodiversità, che è soggetta a una massiccia deforestazione e all’allontanamento delle popolazioni autoctone. Earthsight dopo un lavoro di inchiesta durato un anno, durante il quale ha analizzato registri di spedizione, elenchi dei fornitori e molto altro, è riuscita a ricostruire<strong> la rete delle filiera del cotone individuando i responsabili di un mercato che inquina e abusa dei diritti dei lavoratori.</strong></p>



<p>L’inchiesta mette alla luce il circolo senza fine di un materiale che parte dal Brasile, passerebbe dall’Asia e arriva nei negozi occidentali, pronto per essere acquistato a prezzi esigui. Niente di nuovo certo, da anni siamo a conoscenza del fenomeno, questa però è un’inchiesta importantissima che svela l’<strong>infinito ciclo produttivo della moda del fast fashion e dell’enorme costo ambientale e umano che ne deriva.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inchiesta </h2>



<p>L’Ong che si è occupata del caso è la Earthsight, un’<strong>organizzazione no-profit britannica </strong>specializzata in inchieste e indagini di denuncia di crimini ambientali e sociali. I risultati delle ricerche di Earthsight sono stati oggetto di grande attenzione e hanno portato a cambiamenti nelle politiche di governi, aziende e istituzioni finanziarie. Le aziende coinvolte sono numerose e vanno dalla produzione alla lavorazione fino alla vendita. Il cotone prodotto dalle due più grandi e importanti imprese agricole brasiliane,<strong> SLC Agrícola</strong> e da<strong> Horita Group</strong>, non viene venduto direttamente ai gruppi di abbigliamento bensì ad <strong>aziende manifatturiere in Asia</strong>. Earthsight ha individuato l’azienda <strong>indonesiana PT Kahatex</strong>, il gruppo <strong>bengalese Jamuna Group</strong> e il <strong>pachistano Interloop</strong>. Dall’Indonesia sono stati venduti pantaloni, calzini e pantaloncini, dal Bangladesh jeans e altri prodotti denim e dal gruppo pachistano calzini di cotone. Tutti questi prodotti sono finiti nei negozi degli Stati Uniti e di tutti i Paesi europei, tra i quali l’Italia. Sarebbero <strong>816mila le tonnellate individuate da Earthsight coltivate nel Cerrado</strong> e rivendute a una decina di aziende asiatiche. Queste, tra il 2014 e il 2023 avrebbero prodotto più di 250milioni di prodotti per i brand che tutti noi acquistiamo abitualmente. C’è però un’aggravante. I prodotti citati avrebbero avuto la certificazione di <strong>Better Cotton (Bc)</strong>, gruppo di governance senza scopo di lucro impegnato a garantire e promuovere una produzione di cotone nel rispetto dell’ambiente e delle condizioni dei lavoratori. Better Cotton rappresenta a oggi il 22% della produzione globale di cotone. Il percorso della lavorazione del cotone però è complesso da tracciare.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il percorso del cotone e le falle della filiera</h2>



<p>Per essere sicure di adottare un processo etico e sostenibile, <strong>gran parte delle aziende&nbsp; di tutto il mondo si rivolgono a Better Cotton</strong>. Nelle sue policy BC dichiara di lavorare a stretto contatto con i coltivatori di cotone <strong>rispettando tutti gli standard ambientali e lavorativi</strong>.&nbsp; Seguire la filiera del cotone però non è affatto semplice, sia per la dimensione globale della filiera sia per la diversità degli standard condivisi tra i Paesi produttori.&nbsp;</p>



<p>Gli step sono numerosi e altrettanto numerose sono le vie nel quale si perde la tracciabilità. Il cotone viene coltivato e raccolto, dopodiché viene venduto al commerciante che lo acquista come grezzo e spesso lo mescola o lo sostituisce con altro cotone. Il cotone grezzo viene poi trasferito in impianti per estrarre i semi che poi vengono puliti, ne vengono estratte le fibre che vengono trasformate in filo. Le bobine di filo poi vengono acquistate dal commerciante che le fornisce alle fabbriche che producono tessuto. Un processo lungo che vede nelle sue numerose fasi il <strong>mescolarsi del cotone grezzo con altro cotone, rendendone quasi impossibile la tracciabilità</strong>.&nbsp;</p>



<p>Ecco che<strong> il sistema di monitoraggio di Better Cotton non può essere sufficiente</strong> e mostra molte zone grigie. La certificazione BC <strong>non assicura al 100% un prodotto fabbricato con cotone totalmente biologico</strong> poiché il sistema di monitoraggio non è del tutto funzionale. L’inchiesta di Earthsight pone inevitabilmente molti quesiti rispetto a un sistema che necessiterebbe di un processo decisamente diverso non solo per rispettare l’ambiente ma la vita dei lavoratori del settore e delle aree del mondo sfruttate da questo circolo vizioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La deforestazione che mette in ginocchio il Brasile</h2>



<p>Oltre alla mancata trasparenza sulle materie usate, l’inchiesta si è concentrata sullo<strong> sfruttamento del territorio che ha portato alla deforestazione di enormi aree di foresta</strong>. I gruppi <strong>SLC Agrícola e Horita Group sono le più grandi e le più ricche <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-lamazzonia-e-diventata-una-bomba-sanitaria.html">aziende agricole del Brasile</a></strong> e dispongono di immense aree. SLC dispone di 440 chilometri quadrati di piantagioni di cotone, mentre Horita di 1400 chilometri quadrati spalmati in tutto il Paese.&nbsp;</p>



<p>Nell’inchiesta pubblicata sul suo sito, Earthsight accusa le due aziende di avere una storia torbida quando si parla di deforestazione illegale e infrazioni ambientali. Già nel 2014&nbsp; l&#8217;Agenzia per l&#8217;ambiente di Bahia ha rilevato 25.153 ettari di deforestazione illegale nelle aziende agricole di Horita a Estrondo e qualche anno dopo non era riuscita a ricevere dalla stessa azienda i documenti per i permessi della deforestazione di 11.000 ettari avvenuta tra il 2010 e il 2018. Horita è stata multata molte volte. SLC ha un curriculum altrettanto preoccupante. L’azienda è stata accusata di aver deforestato 1.300 ettari di vegetazione a Palmares nel 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-cotone-del-fast-fashion-deforestazione-in-brasile-sfruttamento-in-pakistan-prezzi-bassi-in-europa.html">Il cotone del fast fashion: deforestazione in Brasile, sfruttamento in Pakistan, prezzi bassi in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il golpe da operetta che ci ricorda quanto è importante la Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=426656</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella tarda serata (italiana) di ieri, La Paz aveva cominciato ad agitarsi. Il presidente Luis Arce aveva, infatti, denunciato &#8220;mobilitazioni irregolari di alcune unità dell&#8217;Esercito&#8221;. Da lì, il sospetto di un plot molto comune in America Latina: un golpe militare con tutti i sacri crismi. La tensione si spande dalle Alpi alle Piramidi, fin quando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html">Il golpe da operetta che ci ricorda quanto è importante la Bolivia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella tarda serata (italiana) di ieri, <strong>La Paz </strong>aveva cominciato ad agitarsi. Il presidente <strong>Luis Arce</strong> aveva, infatti, denunciato &#8220;<em>mobilitazioni irregolari di alcune unità d</em>ell&#8217;Esercito&#8221;. Da lì, il sospetto di un <em>plot </em>molto comune in <strong>America Latina</strong>: un <em>golpe </em>militare con tutti i sacri crismi. La tensione si spande dalle Alpi alle Piramidi, fin quando la trama diventa chiara: l’ex comandante dell&#8217;Esercito boliviano, <strong>Juan Josè Zuniga</strong>, con un centinaio di soldati, fa irruzione nel palazzo del governo dove si trova riunito il presidente con l&#8217;intero gabinetto. Arce, dapprima lancia un appello alla popolazione, poi immediatamente nomina i nuovi vertici dell&#8217;esercito che richiamano all&#8217;ordine i soldati. Nel giro di poco, i militari sgomberano piazza Murillo, invasa da boliviani in festa. Zuniga, a capo del tentato golpe, viene arrestato. Ed è tutto già storia. Josè Wilson Sánchez Velásquez è il nuovo comandante generale dell&#8217;esercito, l&#8217;uomo che dovrebbe frenare gli &#8220;<em>appetiti incostituzionali</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⚡️🇧🇴 BREAKING:<br><br>A failed coup attempt in Bolivia by US-backed General Juan José Zúñiga.  <br><br>Bolivia, a dramatic coup attempt aimed at President Luis Arce was stopped in its tracks. <br><br> Armored vehicles smashed into the government palace, yet Arce stood strong, swiftly replacing the… <a href="https://t.co/ttDuIyTY3f">pic.twitter.com/ttDuIyTY3f</a></p>&mdash; Megatron (@Megatron_ron) <a href="https://twitter.com/Megatron_ron/status/1806146613590528242?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un colpo di certo non da maestro, alquanto raffazzonato, a tratti rocambolesco e impacciato: Zuniga, infatti, non ha resistito oltre le tre ore nella sua epica impresa, per poi farsi condurre in arresto, scortato in un blindato. Un&#8217;uscita ingloriosa durante la quale avrebbe dichiarato che il mandante fosse proprio Arce, desideroso di pompare la propria popolarità. Beh, non sarebbe di certo il primo.</p>



<p>Ma chi è Zuniga, il pavido generale del <em>golpe</em> delle tre ore? «<strong>Il generale del popolo</strong>», come viene definito dai media locali, è noto per la sua vicinanza al settore minerario e sindacale. In passato, tuttavia, è stato accusato di aver distratto <strong>400.000 euro di fondi pubblici </strong>quando comandava un reggimento di fanteria. Nominato capo dell&#8217;esercito dallo stesso Arce due anni fa, il generale venne accusato qualche mese dopo da Evo Morales di essere il leader di una conventicola all’interno dell’esercito &#8211; i “<em><strong>Pachajchos</strong></em>” – rei di una «persecuzione permanente» a danno di leader politici.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">When the President of Bolivia asked the country to mobilize against the coup, the people answered the call<a href="https://t.co/J1X9aqoiwp">pic.twitter.com/J1X9aqoiwp</a></p>&mdash; COMBATE |🇵🇷 (@upholdreality) <a href="https://twitter.com/upholdreality/status/1806144307298181450?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Già alle prime battute del golpe mutilato, questa notte, era chiaro come dall&#8217;Europa all&#8217;America latina, passando per Mosca, nessuna potenza plaudeva al colpo di Stato in Bolivia, e di certo non per riverenza politica verso Arce. Per comprendere questo atteggiamento, occorre guardare a ciò che rappresenta <strong>la Bolivia di oggi</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">❗️El Ministerio del Interior de Bolivia presentó ante los medios de comunicación al general Juan José Zúñiga, detenido tras el intento de golpe de Estado <a href="https://t.co/lijR2dEgK2">pic.twitter.com/lijR2dEgK2</a></p>&mdash; El Necio (@ElNecio_Cuba) <a href="https://twitter.com/ElNecio_Cuba/status/1806150878082080991?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Assieme ad <strong>Argentina</strong> e <strong>Cile</strong>, la Bolivia costituisce il &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/in-america-latina-e-guerra-mondiale-per-il-litio.html">triangolo del litio</a></strong>&#8220;, l’oro dei nostri tempi, che detiene oltre il 56% di tutto il litio mondiale. Fra le tre, La Paz è la fonte principale delle riserve di litio del globo – quasi il 24% delle riserve mondiali. Ed è attorno a questa terra rara che la politica domestica ed estera della Bolivia si torce e si contorce almeno fin dal 2019, con una serie di tumulti che esplosero nella destituzione di Morales e nell’entrata in carica di Jeanine Áñez, dopo che il presidente boliviano aveva messo i bastoni fra le ruote alle grandi <em>corporation </em>occidentali e americane, cancellando un accordo con la tedesca ACISA per lo sfruttamento del litio in quel di <strong>Potosí</strong>.</p>



<p><br>Poi, poco meno di un anno fa, poi, l’ambasciata boliviana a Mosca aveva pubblicato una nota ufficiale nella quale esprimeva il desiderio del Paese sudamericano di aderire al <strong>gruppo BRICS</strong>. Una mazzata nel bel mezzo del “cortile di casa” americano. Non solo, ma una pessima notizia per qualsiasi Paese con mire eventuali su una delle più grandi miniere a cielo aperto del mondo. Ergo, chi mette le mani sulla Bolivia ha la possibilità di intestarsi <strong>una catena di approvvigionamento</strong> potente nonché la <strong>transizione energetica</strong> che di <strong>terre rare</strong> si nutre.</p>



<p>Su questa ricchezza immensa, si sono allungate le spire del Dragone, affamato di litio, che qui ha stretto importanti accordi. Ma Pechino ha trovato soprattutto un Paese che sta affrontando una <strong>crisi economica e finanziaria</strong> fra le peggiori del suo passato recente. La crescita del PIL è ai minimi degli ultimi vent&#8217;anni, l&#8217;inflazione galoppa come la disoccupazione, la recessione economica si aggrava sempre più. La Banca centrale è a corto di valuta estera, soprattutto dollari, fondamentali per la stabilità finanziaria e la calmierazione della volatilità sul mercato. I ripetuti scandali nel settore energetico non facilitano le riforme economiche tanto necessarie. Da questo punto di vista, la Bolivia sembra perfettamente calata nel ruolo di traballante potenza periferica che è finita per diventare fondamentale nella partita tra Occidente, Russia e Cina. A questo si aggiunge il fatto che Pechino domina ormai il mercato sudamericano di <strong>pannelli solari</strong>, <strong>batterie</strong> e <strong>veicoli elettrici</strong>, con ovvie conseguenze politiche. Da Washington, un preoccupato<a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-joe-biden-il-presidente-piu-anziano-della-storia-degli-usa"> <strong>Joe Biden</strong></a>, in campagna elettorale, osserva con grandissima inquietudine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html">Il golpe da operetta che ci ricorda quanto è importante la Bolivia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecuador: paria del Sud America</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecuador-paria-del-sud-america.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 14:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciata messicana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=419301</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-1536x845.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'irruzione nell'ambasciata messicana a Quito delle forze speciali dell'Ecuador causa un pesante l'isolamento internazionale dell'Ecuador.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecuador-paria-del-sud-america.html">Ecuador: paria del Sud America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042210472872_d8ade00aba198d1694fd5b21d65e7ed6-e1713775813864-1536x845.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da stato tra i più pacifici dell’America Latina a paria della comunità sudamericana. È questa la trasformazione in atto in Ecuador negli ultimi mesi, causata dalla particolare ondata di violenza legata al narcotraffico, ma soprattutto dalle azioni del suo stesso presidente Daniel Noboa. La più eclatante e recente di quest’ultime è stato sicuramente l’assalto della polizia di Quito all’ambasciata messicana nella notte tra il 5 ed il 6 aprile.</p>



<p>L’irruzione è stata compiuta per poter arrestare l’ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas, rifugiatosi nell’ambasciata messicana da dicembre scorso. Fedelissimo dell’ex presidente di sinistra Rafael Correa, Glas è stato condannato per corruzione e associazione a delinquere per un totale di 22 anni di carcere perchè coinvolto in uno scandalo insieme alla società di costruzioni brasiliana Odebrecht, pena che aveva iniziato a scontare nel 2017 per poi essere <a href="https://www.reuters.com/world/americas/former-ecuador-vice-president-released-prison-2022-04-10/">rilasciato nel 2022 in libertà vigilata</a>. Viste le sue continue entrate e uscite dal carcere per motivi di salute, nel dicembre 2023 il politico 54enne si era rifugiato nell’ambasciata messicana, dalla quale <a href="https://www.corriere.it/esteri/24_aprile_07/crisi-diplomatica-senza-precedenti-ecuador-messico-il-raid-polizia-quito-nell-ambasciata-messicana-3d482b66-f4c2-11ee-8039-1c28fae7e4cb.shtml">ha ricevuto asilo politico proprio il 5 aprile</a>.</p>



<p>A seguito del blitz delle forze ecuadoriane, Glas è stato sequestrato e trasferito in un carcere di massima sicurezza. Qui il 9 aprile l’ex vicepresidentse ha <a href="https://www.reuters.com/world/americas/ecuador-ex-vice-president-glas-attempted-suicide-ex-president-correa-says-2024-04-10/">tentato il suicidio</a>, rimanendo tuttavia illeso e venendo trasferito in ospedale. A seguito di questa grave violazione, il <a href="https://apnews.com/article/mexico-ecuador-diplomatic-crisis-de5aa3a638b54fdfa3474c8ee25ca57e">Messico ha immediatamente rotto le relazioni diplomatiche con l’Ecuador</a> ed il presidente messicano Lopez Obrador ha tuonato contro la «flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranità del Messico». Il tutto a conferma dell’enorme tensione presente già da settimane tra i governi di Città del Messico e Quito. Infatti recentemente Obrador aveva messo in dubbio la legittimità delle elezioni presidenziali ecuadoriane, le quali avevano visto vincitore il candidato di destra Daniel Noboa, poiché svoltesi in un clima molto teso a detta di Obrador creato in parte dallo stesso Noboa, con svariati episodi violenti nel corso della campagna elettorale. Primo fra tutti, <a href="https://www.corriere.it/esteri/23_agosto_10/ecuador-ucciso-termine-un-comizio-candidato-presidenziali-villavicencio-ef1fe1d8-3728-11ee-9948-9111a8f29e75.shtml">l’assassinio lo scorso agosto avvenuto presso la capitale Quito di Fernando Villavicencio</a>, tra i pochi candidati ad opporsi alla commistione tra classe politica e criminalità organizzata. Gli esecutori dell’attentato, una volta arrestati, sarebbero stati <a href="https://www.corriere.it/esteri/23_ottobre_08/ecuador-impiccati-carcere-sicari-candidato-presidente-villavicencio-7e08dc94-65bc-11ee-be50-fc53f6bb2a42.shtml">trovati poi impiccati in carcere</a>, cancellando così qualsiasi pista che potesse portare ai mandanti. A seguito delle accuse di Obrador e soprattutto dell’asilo politico concesso a Glas, l’ambasciatore messicano in Ecuador è stato dichiarato «persona non grata». È importante ricordare come Obrador sia stato un esponente di sinistra alleato di lunga data del predecessore di Noboa, l’ex presidente Rafael Correa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assalto all&#8217;ambasciata, la condanna unanime</h2>



<p>Il 7 aprile il <a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2024/04/08/messico-ecuador-ricorso-cig">Messico ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia</a>. Parallelamente quasi l’intera comunità statuale dell’America Latina si è schierata con il Messico. Svariati Stati sono arrivati addirittura a richiamare le proprie delegazioni diplomatiche da Quito, tra cui il <a href="https://www.agenzianova.com/news/venezuela-ecuador-maduro-ordina-la-chiusura-dellambasciata-a-quito/">Venezuela di Maduro</a>, il <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/04/06/anche-il-nicaragua-rompe-le-relazioni-con-lecuador_8ee26bea-0cd5-4f48-90f9-d9a643986034.html">Nicaragua</a>, la <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2024/04/08/crisi-messico-ecuador-la-bolivia-richiama-ambasciatrice-a-quito_895169f0-2ab3-4d9a-a086-ff05c3702c38.html">Bolivia</a> ed il <a href="https://apnews.com/article/politics-mexico-government-peru-caribbean-dina-boluarte-9aca91c08fd75905c52f32e801aacdde">Perù</a>. Andando più a Nord, Washington ha condannato aspramente la violazione della Convenzione di Vienna del 1961, la quale afferma che le forze di sicurezza di un paese ospitante non possono entrare in un’ambasciata senza il permesso del personale diplomatico ivi residente. Anche il segretario generale dell’ONU Guterres si è detto «allarmato» sulla violazione avvenuta a Quito. A conti fatti l’irruzione di Noboa è stata di una gravità inaudita, andando ad infrangere l’inviolabilità delle ambasciate, cosa peraltro che sembra andare di moda nell’ultimo periodo storico (vedesi le vicende legate all’attacco israeliano dell’ambasciata iraniana a Damasco).</p>



<p>Dall’altro lato, l’entourage del presidente Noboa ha affermato che l’arresto di Glas è stato effettuato poiché l’asilo politico è stato dato <a href="https://www.atlanteguerre.it/crisi-diplomatica-in-america-latina/">«in contrasto con il quadro giuridico convenzionale»</a>. Il presidente Daniel Noboa, esponente liberale di destra figlio dell’uomo più ricco del paese nonché vincente alle elezioni contro la “correista” Luisa González, sta gestendo da mesi un’agenda di politica interna tra le più difficili di tutto il continente. Entrato di fatto <a href="http://www.instoria.it/home/ecuador_narco_golpe.htm">in guerra con i gruppi criminali legati al narcotraffico</a>, a gennaio è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale portando ad un’ondata di violenza mai vista prima sul suolo ecuadoriano. Il blitz presso l’ambasciata messicana rientrerebbe nella strategia di Noboa di dimostrare al proprio elettorato una <a href="https://www.nytimes.com/2024/04/07/world/americas/ecuador-mexico-embassy-noboa.html">mano più incisiva sulle questioni di politica interna</a>. Infatti, dopo le violenze di gennaio i sondaggi sono stati molto altalenanti e Noboa deve pensare a riassicurarsi la riconferma alle prossime elezioni, programmate nel maggio 2025, poiché è stato eletto solo per terminare il mandato dell&#8217;ex presidente Guillermo Lasso, rimosso tramite impeachment per appropriazione indebita.</p>



<p>In generale le vicende di Quito rientrano in quella <strong>polarizzazione politica </strong>a cui stiamo assistendo negli ultimi anni in America Latina. Sono difatti sempre più nette e marcate le differenze tra i governi di sinistra (il Messico di Obrador, la Colombia di Petro o il Brasile di Lula) e quelli di destra (l’Argentina di Milei, l’El Salvador di Bukele o l’Ecuador di Noboa). Per quanto Noboa possa aver provato a rinsaldare la posizione del proprio consenso con un’azione di forza interna, ciò gli servirà a poco se l’Ecuador diventerà il paria dell’America Latina, portando così il paese de facto nelle mani dei narcotrafficanti a cui Noboa stesso ha voluto fare la guerra all’inizio di quest’anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecuador-paria-del-sud-america.html">Ecuador: paria del Sud America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NUESTRA PACHAMAMA</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 10:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=417531</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1646" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg 1646w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /></p>
<p>La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è fresca e la nebbia si staglia fitta tra il verde della vegetazione; un timido sole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html">NUESTRA PACHAMAMA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1646" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg 1646w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /></p><div
    class="container" style="--container-max-width: 45rem"
>
    <header>
        <div
    class="stack" style="--stack-space: var(--space-l);"
>
    <div
    class="stack" style="--stack-space: var(--space-s);"
>
    <div
    class="cluster" style="--cluster-space: var(--space-2xs); --justify: flex-start; --align: center;"
>
    <span class="kicker">
                                        <a href="https://it.insideover.com/reportage" class="kicker__content-type">Reportage</a>
                    
                    <span class="kicker__separator">/</span>
        
                                                        <a href="https://it.insideover.com/category/ambiente?view=cover" class="kicker__taxonomy">
                        Ambiente
                    </a>
                                        </span>
                    <time class="meta__date" datetime="22.04.2024">
                        22.04.2024
                    </time>
</div>

                <h1 class="article__title">
                    NUESTRA PACHAMAMA
                </h1>

                                    <div class="article__lead">
                        La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è&#8230;
                    </div>
</div>

            <div
    class="cluster" style="--cluster-space: var(--space-s); --justify: flex-start; --align: center;"
>
    <div class="contributor">
            <div class="avatar avatar--medium">
            <img decoding="async"
    src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Daniele-Cagnazzo.jpg" width="1024" height="768" loading="lazy" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" alt="Daniele Cagnazzo" onerror="this.onerror=null;this.srcset=&#039;&#039;;this.src=&#039;https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/avatar-placeholder-7do4tKhQ.svg&#039;;"
/>
    </div>
    
    <div
    class="stack contributor__info"
>
    <address class="contributor__name">
            

            <a href="https://it.insideover.com/autore/daniele-cagnazzo" rel="contributor">
                Daniele Cagnazzo
            </a>
        </address>
</div>
</div>
</div>
</div>
    </header>
</div>

<img decoding="async"
    src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg" width="1646" height="1080" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg 1646w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1646px) 100vw, 1646px" alt="" onerror="this.onerror=null;this.srcset=&#039;&#039;;this.src=&#039;https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg&#039;;"
/>



<p>La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è fresca e la nebbia si staglia fitta tra il verde della vegetazione; un timido sole inizia a scorgersi dietro gli altopiani in lontananza e il silenzio della quiete amazzonica dell&#8217;alba viene interrotto dal rumore crescente dei motori a due cavalli delle tipiche canoe in legno dalla forma affusolata, pronte a iniziare una nuova giornata tra una sponda e l&#8217;altra del Rio Santiago, nella provincia di Condorcanqui, tra le diverse comunità che vivono vicino alla frontiera con l&#8217;Ecuador.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419307" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vista del Rio Marañón a Santa Maria de Nieva, Amazonas</figcaption></figure>



<p>Da queste parti infatti, nel cuore dell&#8217;Amazzonia Peruviana, gli spostamenti avvengono solo via fiume lungo le acque torbide del Rio Santiago e richiedono un tempo significativo per raggiungere i vari avamposti situati lungo l&#8217;affluente del rio Marañon. Puerto Galilea è il centro principale della zona e luogo di delimitazione geografica tra le principali etnie indigene che vivono in questa area: la comunità Awajún a sud, i Wampis a nord. In questa terra lontana e quasi dimenticata dal governo centrale di Lima, le comunità indigene lottano quotidianamente per i propri diritti a difesa della loro terra, difendendola dagli attacchi e dai soprusi dei conquistadores pronti ad allargare il business delle attività illegali a scapito dell&#8217;intero ecosistema amazzonico. Le imbarcazioni provenienti da Santa Maria di Nieva si avvicinano lentamente sulla spiaggia nera di sabbia e fango di Puerto Galilea dopo un viaggio di circa tre ore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419310" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il piccolo attracco di Puerto Galilea, centro nevralgico sul Rio Santiago. Da qui, ogni giorno, decine di imbarcazioni partono per raggiungere le comunità indigenene situate lungo le sponde del fiume, spingendosi fino (e oltre) la frontiera con l&#8217;Ecuador</figcaption></figure>



<p>Mamme con bambini, impresari, famiglie e mineiros si affrettano a scendere con i loro zainetti e pacchi voluminosi, pagano gli 80 soles del tragitto e si guardano intorno scrutando le facce sconosciute con diffidenza. Si, perché questo angolo di mondo è fuori dalle rotte convenzionali, quindi arrivare fin qui significa far parte della comunità o arrivare per lavoro o affari, talvolta non legali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419313" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sul Rio Santiago vivono due comunità indigene: Wampis e Awajún. I Wampis vivono nella zona nord del fiume, mentre la comunità Awajún vive al di sotto di Puerto Galilea. Qui, un momento in famiglia a Belén, tra la comunità Awayun</figcaption></figure>



<p>Si avverte fin da subito la sensazione di essere in un territorio di conquista, un luogo in cui i diritti dei nativi vengono calpestati quotidianamente. Addentrandosi nella selva si scopre un mondo nascosto, pieno di vita, in equilibrio con la natura, un luogo incantato nel cuore del polmone verde della Terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attività illegali e resilienza delle comunità indigene</h2>



<p>Il problema delle attività illegali sul Rio Santiago, legate al narcotraffico, alla deforestazione e all’estrazione dell’oro, si è accentuato ulteriormente durante il periodo pandemico, con la chiusura della frontiera con l&#8217;Ecuador e il conseguente blocco delle esportazioni di frutta e prodotti locali; la situazione economica già precaria è peggiorata drasticamente, spingendo una parte della comunità locale a trovare forme di guadagno alternativo tra il business delle attività illegali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_.jpg" alt="" class="wp-image-419315" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">La quiete del tramonto amazzonico sul Rio Santiago</figcaption></figure>



<p>Tra i principali attivisti a difesa del proprio territorio e della comunità indigena, <strong>Wrays Pérez Ramírez</strong> rappresenta sicuramente un punto di riferimento e di collegamento tra il governo regionale e gli interessi della sua gente. Leader carismatico e profondo sostenitore del popolo indigeno dell&#8217;amazzonia, Wrays Pérez Ramírez è stato il presidente del<a href="https://nacionwampis.com"> <strong>Gobierno Territorial Autónomo de la Nación Wampís (GTANW)</strong></a>, un governo autonomo del Perù creato il 29 novembre 2015 dall&#8217;unione di 27 comunità<a href="https://es.wikipedia.org/wiki/Huambisas"> Wampís</a>, tra la regione di Loreto e rio Santiago.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La distruzione dell&#039;amazzonia" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/fHnA0i64QGg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_fHnA0i64QGg");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;La nostra gente è stanca dei soprusi e degli abusi sul nostro territorio. Attività che minano la sostenibilità dell&#8217;intera Amazzonia, sempre sotto attacco da parte delle attività estrattive, legali e illegali, che inevitabilmente alterano l&#8217;ecosistema e la biodiversità del nostro territorio, riversando residui chimici e inquinanti nei nostri fiumi&#8221; afferma Wrays Pérez Ramírez durante l&#8217;incontro a Chosica, la sua comunità. Di fatto, pescare nelle acque del Rio Santiago è assolutamente sconsigliato, il che causa gravi disagi nelle comunità andando ad aggravare la situazione alimentare già povera di proteine.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_.jpg" alt="" class="wp-image-419317" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le comunità indigene lungo il Rio Santiago provano a ostacolare il trend crescente delle attività illegali nella zona legate alla mineria, narcotraffico e deforestazione. In questa foto, Marcelino Segundo, nella comunità di Belen, attivista locale e principale fautore delle proteste della comunità Awajún contro le imprese illegali</figcaption></figure>



<p>&#8220;L&#8217;instabilità politica del nostro paese non aiuta e le proteste degli ultimi mesi hanno agevolato l&#8217;installazione di nuove draghe per l&#8217;estrazione dell&#8217;oro qui nel basso Santiago, in piena vista e con il lascia-passare delle autorità locali&#8221; afferma&nbsp; <strong>Marcelino Segundo</strong>, memoria storica del villaggio e portavoce della comunità contro i soprusi delle attività illegali nella zona.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image is-style-full-content">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1024x686.jpg" alt="" class="wp-image-419318" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_.jpg 1611w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br>Piattaforme impegnate nell&#8217;estrazione illegale di oro nel Rio Santiago. Risalendo il fiume, è facile imbattersi in punti di stazionamento dove si lavora senza sosta per estrarre il materiale prezioso. In una sola base come questa, si arriva ad estrarre dai 7 agli 8kg di oro al giorno, riversando tutto il materiale di scarto sul letto del fiume, contaminandolo con sostanze tossiche</figcaption></figure>
</div>


<p>Il richiamo degli affari legati all&#8217;estrazione dell&#8217;oro porta con sé una serie di conseguenze negative non solo ambientali, ma anche sociali. I mineiros che si spostano in questa zona alimentano violenze e prostituzione, oltre a rapimenti e traffici dediti al commercio sessuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_.jpg" alt="" class="wp-image-419319" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soledad, centro del governo autonomo Wampis. La popolazione amazzonica Wampis ha istituito il proprio governo territoriale per tutelarsi dalle imprese petrolifere, minerarie e forestali che estraggono profitti depredando il loro territorio. Gli indigeni ritengono che il governo centrale di Lima non faccia abbastanza per tutelare i loro territori e di conseguenza, l&#8217;autonomia territoriale gli permette di intraprendere azioni a difesa della propria sovranità locale</figcaption></figure>



<p>&#8220;Chiaramente c&#8217;è anche un problema sociale. La pandemia ha bloccato gran parte del commercio e molte persone si sono ritrovate senza soldi e con una famiglia da mantenere. Lavorare nell&#8217;industria estrattiva genera una buona entrata anche se ovviamente, la maggior parte dei profitti vanno alle organizzazioni criminali. In generale, un mineiro può guadagnare fino a 200 soles al giorno, ma nulla a confronto con i proventi derivanti dalla vendita di 7-8 kg di oro che vengono ricavati quotidianamente da una singola base estrattiva&#8221; afferma Marcelino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La deforestazione </h2>



<p>Risalendo verso nord fino al confine con l&#8217;Ecuador, l&#8217;attività di deforestazione è ben visibile sugli argini del fiume. In piena emergenza, molti taglialegna ecuadoriani hanno invaso il territorio Wampìs, causando il disboscamento di circa 50 ettari di alberi di balsa (Ochroma pyramidale &#8211; Topa) secondo la comunità locale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_.jpg" alt="" class="wp-image-419320" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo scenario post deforestazione nel cuore della selva amazzonica</figcaption></figure>



<p>Un business cresciuto nelle ore più buie della pandemia di Covid-19, quando l&#8217;assenza di controllo e l&#8217;enorme richiesta di balsa (o topa) da parte del mercato ecuadoriano, ha portato ad un vero e proprio boom di attività di disboscamento informale.</p>



<p>Le basi di disboscamento si trovano spesso nel cuore della selva, lontana dai controlli della comunità locale e per arrivarci vengono tracciati ampi sentieri, distruggendo indistintamente piante ed erbe talvolta usate come medicinali naturali. I taglialegna ecuadoriani hanno persino allestito le loro segherie in ciascuna comunità per convertire i tronchi di balsa in tavole standard lunghe 1,30 metri.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio is-style-full-content"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La deforestazione" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/rC7dvX0dwMA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_rC7dvX0dwMA");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;Durante la pandemia, il costo iniziale per una singola tavola di topa era di 10 dollari. Chi aveva un terreno di proprietà pieno di questi alberi, non ci ha pensato due volte a fare affari con gli ecuadoriani&#8221; afferma un impresario locale di Puerto Galilea, impegnato nel traffico di balsa oltreconfine.</p>



<p>Come riportato in un articolo del quotidiano ecuadoriano<a href="https://www.eluniverso.com/noticias/2020/09/26/nota/7991890/balsa-ecuatoriana-exportacion-record/"> El Universo</a>, il 2020 ha registrato il record di esportazioni di legno di balsa dall&#8217;Ecuador al mercato asiatico, venduto a circa 30$ per un pezzo di 1.30m di lunghezza. Una differenza enorme se confrontata con il costo di acquisto iniziale di 10$ verso i fornitori peruviani, sceso ulteriormente a 3$ approfittando delle difficoltà economiche della gente locale, come affermato da Wrays Peréz.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-419321" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_.jpg 1623w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Operai ecuadoriani clandestini impegnati nella lavorazione della Topa destinata al mercato dell&#8217;Ecuador. L&#8217;assenza di controllo alla frontiera tra i due paesi facilita gli scambi clandestini</figcaption></figure>
</div>


<p>Il trasporto della legna dal Perù all&#8217;Ecuador avviene indistintamente giorno e notte, arrivando a trasportare fino a 15 tonnellate di tavole di Topa per singolo viaggio, sotto l&#8217;indifferenza dei posti di controllo lungo la frontiera. Sebbene il problema legato alla deforestazione informale sia sotto gli occhi di tutti, c&#8217;è chi non vede il disboscamento di balsa come un problema ambientale; anzi, al contrario, lo vedono come un&#8217;opportunità per la comunità indigena di trarre profitto da un albero che, fino all&#8217;interessamento degli ecuadoriani, non ha avuto alcuna importanza per il Perù.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_.jpg" alt="" class="wp-image-419322" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Blocchi di legno pronti per essere imbarcati e venduti oltre frontiera, risalendo il Rio Santiago fino al confine. Il costo per un singolo pezzo di legno varia dai 3 ai 5 dollari. Nel periodo pandemico, il costo partiva da 10 dollari a pezzo</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sviluppo sostenibile sul Rio Santiago</h2>



<p>Se da un lato le attività illegali nella provincia di Condorcanqui rappresentano una piaga sociale e ambientale, la cooperazione internazionale si sta muovendo per sostenere le comunità indigene e supportare lo sviluppo del territorio in modo sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_.jpg" alt="" class="wp-image-419323" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">La ONG italiana Terra Nuova opera in Perù dagli anni 70 con progetti di sviluppo sostenibile a favore delle comunità indigene. In questa foto, Ismael, responsabile dello stabilimento dove vengono raccolte e lavorate le banane, principale frutto della zona amazzonica e fonte di sostentamento delle popolazioni indigene</figcaption></figure>



<p>In particolare, nella zona dell&#8217;alto Santiago, l&#8217;ONG Italiana Terra Nuova è impegnata in una serie di progetti che mirano a ottimizzare le risorse naturali come le piantagioni di platano della selva e a sostenere l&#8217;allevamento di <em>pescado</em> fondamentale per la dieta, povera di proteine, delle comunità indigene. <br>A quattro ore di navigazione da Puerto Galilea, nella comunità di Soledad, in territorio Wampìs, Terra Nuova ha avviato uno stabilimento per la produzione di farina di banane, completamente alimentato da energia rinnovabile e un laboratorio di riproduzione ittica nella comunità di Villa Gonzalo. Un lavoro che vede impegnate diverse famiglie locali cui viene garantito un impiego in diversi mesi dell&#8217;anno e un&#8217;entrata economica. In una regione in cui le fonti di cibo sono limitate, le attività coordinate da Terra Nuova garantiscono quantità sufficienti di <em>pescado </em>all&#8217;intera comunità indigena e una quantità di farina di platano destinata anche al vicino Ecuador.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419333" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il laboratorio di Pescicoltura a Villa Gonzalo, Amazonas. A causa dell&#8217;intensificarsi delle attività illegali legate all&#8217;estrazione di oro nella zona, la contaminazione da mercurio delle acque del Rio Santiago è in significativa ascesa. Nel laboratorio di Villa Gonzalo seguito dalla ONG Terra Nuova, viene allevato un importante quantità di pesce, fondamentale per la dieta (scarsa di proteine) delle comunità indigene.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi climatica tra gli alpaqueros e l&#8217;epidemia di dengue</h2>



<p>Il cielo limpido del sud-est del paese illumina la valle intorno a Cuzco e la cordillera in lontananza che sovrasta la scena tipica del paesaggio Andino. Le bandierine di festa della <em>semana santa</em> colorano i folkloristici villaggi Quechua situati in alta quota. Nonostante i 4200m sopra il livello del mare, la temperatura non è esattamente quella che ci si aspetta a queste altitudini. Il sole molto forte rende le giornate calde, mentre dopo il tramonto, le temperature calano bruscamente, con un disequilibrio termico significativo tra il giorno e la notte. Qui piove sempre meno e la vegetazione fatica a dominare la scena sui passi di montagna andini.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La crisi climatica in Perù" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Y1bWaRwTDc8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Y1bWaRwTDc8");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;La regione di Cuzco non è mai stata una molto piovosa, nonostante ciò le piogge primaverili erano sufficienti per irrigare la valle e far crescere l&#8217;erba necessaria per i pascoli&#8221; afferma Raul Valdivia Saravia, zootecnico e medico veterinario, membro della comunità di alpaqueros del distretto di Ocangate. &#8220;Questo cambio di temperatura, unito al calo delle piogge e allo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande, sta modificando di fatto l&#8217;ecosistema e la biodiversità della regione. Un problema per gli allevatori di alpaca e la produzione di lana da cui dipende l&#8217;economia dell&#8217;intero distretto&#8221; afferma Raul Valdivia Saravia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_.jpg" alt="" class="wp-image-419325" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Acquirenti locali di Alpaca in visita all&#8217;allevamento di Lucio Mandura Crispin, a Pacchanta, nella regione di Cusco</figcaption></figure>



<p>Un problema che sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle comunità di alpaqueros sparse sulle Ande. Il cambiamento climatico, infatti, sta alterando l&#8217;andamento delle precipitazioni nella regione andina, con periodi di lunga siccità interrotti solo da piogge brevi e intense, con temperature in aumento che generano ondate di caldo eccessivo con conseguente proliferazione di parassiti (rogna, pidocchi) e batteri che provocano febbre principalmente nei cuccioli di alpaca, causandone in alcuni casi anche la morte.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_.jpg" alt="" class="wp-image-419326" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pascual Choque Mandura, Alpaquero</figcaption></figure>



<p>Allo stesso modo si verificano malattie come <em>l&#8217;enterotossiemia</em>, che in alcuni casi ha raggiunto una mortalità del 90% dei cuccioli, una perdita fatale per gli allevatori di alpaca. La cura di tali malattie richiede farmaci e terapie costose, che superano di gran lunga il guadagno derivante dalla vendita della lana.</p>



<p>L&#8217;emergenza climatica si registra in tutto il paese, anche nella zona costiera del sud, tra Lima e la provincia di Ica in particolare, dove l’aumento della temperatura ha portato a un aumento dei casi di Dengue come mai registrato in precedenza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_.jpg" alt="" class="wp-image-419328" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pascual Choque Mandura e la moglie nel loro terreno a Upis, mentre trattengono un&#8217;alpaca pronta per la tosatura.</figcaption></figure>



<p>Inizialmente diffuso nella zona amazzonica, dove il virus trova un habitat favorevole grazie all&#8217;alto tasso di umidità e alle piogge persistenti, negli ultimi anni si è assistito a una crescita epidemiologica anche in zone dove in passato si registravano solo pochi casi e dove l&#8217;effetto del cambio climatico si manifesta in modo ancor più lampante. &#8220;Solitamente si registrava un&#8217;emergenza sanitaria nel nord del paese, oggi vediamo invece anche zone come Lima e Ica fortemente colpite dall&#8217;epidemia&#8221; afferma il dott. Miguel Ángel Luna Pineda, biologo ed epidemiologo della Direzione regionale di Salute di Ica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_.jpg" alt="" class="wp-image-419329" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Il rituale alla Pachamama, un ringraziamento alla madre terra. È una pratica tipica della cultura Andina, in cui si fa un&#8217;offerta alla Pachamama o Madre Terra come ringraziamento per i beni e i benefici che fornisce alle persone e come modo per richiedere la sua protezione e le sue benedizioni sul raccolto e bestiame</figcaption></figure>



<p>La malattia ha causato oltre 200 morti dall&#8217;inizio del 2023 e <a href="https://www.nationalgeographic.it/questa-antica-societa-cerco-di-fermare-el-nino-sacrificando-i-propri-bambini#:~:text=Il%20Per%C3%B9%20sta%20attualmente%20affrontando,vittime%20sono%20pi%C3%B9%20di%20225.">170mila</a> persone contagiate solo nei primi mesi dell&#8217;anno, superando di gran lunga il totale dei casi registrati ngli anni precedenti, stabilendo un record di contagi. Le conseguenze del cambio climatico dunque sono molteplici e di varia natura, con forti ripercussioni non solo a livello locale, ma su tutto il globo. È la metafora del battito di ali della farfalla riportato nel film del 2004 &#8220;the batterfly effect&#8221;, in cui il minimo battito di ali è in grado di provocare un uragano dall&#8217;altra parte del mondo. Fantascienza forse, ma non troppo se collegato agli eventi climatici influenzati da correnti e agenti atmosferici e prima ancora dall&#8217;attività dell&#8217;uomo. Si, perché l&#8217;innalzamento della temperatura globale è conseguenza delle emissioni di CO2 immesse nell&#8217;atmosfera e dal costante abuso delle risorse naturali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_.jpg" alt="" class="wp-image-419330" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Don Lucio Mandura Crispin (Alpaquero) nel suo appezzamento di terra, al cospetto della catena andina. Sullo sfondo, il nevado Ausangate, 6.384 m</figcaption></figure>



<p>Se da un lato gli sforzi delle comunità indigene dell&#8217;amazzonia sono necessari e fondamentali a livello locale per la difesa di un territorio sempre sotto assedio a causa degli interessi delle grandi multinazionali petrolifere e dalle attività illegali che deforestano in maniera incontrollata il polmone verde della Terra, dall&#8217;altro gli stati centrali e le organizzazioni internazionali devono garantire la tutela delle comunità e della biodiversità,</p>


<div class="bottom-page">
    <div class="bottom-page-content text-center d-flex justify-content-center flex-column">
        <div data-aos="zoom-in">
            <div class="authors authors--footer">
                    
                            <div class="authors__group">
                                            <div class="authors__label mb-2">
                            Foto, testo, video di
                        </div>
                    
                    <div class="authors__link-list">
                                                                                    <a class="authors__link" href="https://it.insideover.com/autore/daniele-cagnazzo">
                                    Daniele Cagnazzo
                                </a>
                                                                        </div>
                </div>
                        </div>

        </div>

        <svg  data-aos="zoom-in" version="1.1" id="mainlogo" class="mt-5" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" x="0px" y="0px" viewBox="0 0 139.8 72.5" style="enable-background:new 0 0 139.8 72.5; fill: #eae522; height: 70px;" xml:space="preserve">
            <g>
                <path d="M6.5,1.2V71L0,72.5V0L6.5,1.2z"></path>
                <path d="M18.5,3.5l6.4,1.2v62.2l-6.4,1.4l-2.7-31.3l0,31.9l-6.6,1.5V1.7L15.6,3l2.8,30.3L18.5,3.5z"></path>
                <path d="M43.2,34.6v24.9l-3.7,4.1l-8.4,1.9l-3.6-3.2V40l6.5-0.2V58l2.7-0.4V39.4l-9.2-7.7V9.2l3.6-3.3l8.9,1.7l3.1,4V27l-6.4-0.4
                l0-12.9l-2.7-0.4l-0.2,13.6L43.2,34.6z"></path>
                <path d="M52.5,9.9v50.9l-6.5,1.5V8.7L52.5,9.9z"></path>
                <path d="M73.4,56.2V13.9l11.8,2.2v4.7L79.9,20v11.4l5.3,0.1v4.4l-5.3,0.2V50l5.3-0.9v4.4L73.4,56.2z"></path>
                <path d="M101.8,24l5.1-1.4l1.6,24.2l1.4-25l5-1.4l-3.6,41.7l-6.1-2.3L101.8,24z"></path>
                <path d="M115.9,63.8V20.1l9.6-2.7v6l-4.6,1v13.4l4.6,0.1v6.1l-4.5-0.2V60l4.5,1.5v5.8L115.9,63.8z"></path>
                <path d="M139.8,17.2l-2.5-3L127,17l0.1,50.9l4.9,1.9V44.5l2.8,0.2v26l4.9,1.8V43.6l-1.3-2.5l1.3-2.7V17.2z M134.9,38l-2.8,0V21.9
                l2.8-0.6V38z"></path>
                <path d="M87.6,27.8v25.7l12.6,4.6V24.3L87.6,27.8z M95.3,51.8L92.6,51V30.8l2.7-0.7V51.8z"></path>
                <path d="M67.4,12.8l-12.3-2.4v49.7l11.2-2.5l4.4-4.2V16.3L67.4,12.8z M64.3,52.7l-2.7,0.4V17.3l2.7,0.4V52.7z"></path>
            </g>
        </svg>
    </div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html">NUESTRA PACHAMAMA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>60 anni di embargo ed errori all&#8217;origine dell&#8217;emergenza Cuba</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/60-anni-di-embargo-ed-errori-allorigine-dellemergenza-cuba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 07:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415904</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-600x435.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-1024x742.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-768x556.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Da quattro anni Cuba attraversa una crisi economica senza precedenti e che ha visto la popolazione affrontare aumento dei prezzi, carenza di cibo e medicine e un esodo ingente di cittadini. “Il 1 marzo entrerà in vigore il provvedimento che aggiorna i prezzi al dettaglio del carburante”, ha affermato il ministro delle finanze e dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/60-anni-di-embargo-ed-errori-allorigine-dellemergenza-cuba.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/60-anni-di-embargo-ed-errori-allorigine-dellemergenza-cuba.html">60 anni di embargo ed errori all&#8217;origine dell&#8217;emergenza Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-600x435.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-1024x742.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240321171654961_8267104703a615c56ab2df2f8d6034d9-768x556.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Da quattro anni<a href="https://it.insideover.com/difesa/il-centro-militare-a-cuba-e-progetto-141-prende-forma-la-sfida-cinese-agli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Cuba </strong></a>attraversa una <strong>crisi economica</strong> senza precedenti e che ha visto la popolazione affrontare aumento dei prezzi, carenza di cibo e medicine e un esodo ingente di cittadini.</p>



<p>“Il 1 marzo entrerà in vigore il provvedimento che aggiorna i prezzi al dettaglio del carburante”, ha affermato il ministro delle finanze e dei prezzi <strong>Vladimir Regueiro</strong> in un comunicato di febbraio di cui ha riportato la notizia il quotidiano <strong>Granma</strong>, il giornale ufficiale del Partito Comunista. Il prezzo di un litro di benzina è passato da 25 a 132 pesos cubani, vale a dire da 20 centesimi a 1,10 dollari, quindi un aumento del 528%. Solo per i professionisti del settore dei trasporti il prezzo è rimasto invariato. È aumentato anche il prezzo dell’elettricità del 25% e del gas da cucina. Lo scopo di queste misure, annunciate a dicembre, è quello di ridurre il deficit pubblico. L’aumento del prezzo della benzina era infatti previsto per l’1 febbraio, ritardato a causa di un “problema di sicurezza dei sistemi informatici”, e il suo annuncio aveva causato un aumento dell’affluenza alle stazioni di servizio cubane già alla fine di gennaio. Nel mese di dicembre il governo aveva dichiarato l’impossibilità di vendere la benzina a prezzi sovvenzionati a causa della svalutazione della moneta del Paese, sottoposto all’embargo statunitense. Tra le cause non va trascurata la carenza dei combustibili causata dal loro mancato invio da parte di alleati storici come Venezuela e Russia.</p>



<p>Quella che è stata definita<strong> la peggiore crisi economica</strong> degli ultimi trent’anni è una conseguenza di vari fattori, dalla pandemia, all’aumento delle sanzioni statunitensi e alla debole struttura dell’economia centralizzata. Nel 2023 il pil si sia ridotto del 2% e l’inflazione ha raggiunto il 30%. Il ministero delle Finanze e dei Prezzi ha infatti dichiarato che queste misure mirano a “rettificare un insieme di distorsioni presenti nell’economia”. Adeguamenti che sono stati ritenuti necessari a causa dell’aumento globale dei prezzi dei carburanti, ma che hanno peggiorato una condizione già difficile per la popolazione che viveva già una grave crisi economica. </p>



<p>Il 4 marzo il governo di Cuba ha chiesto per la prima volta aiuto al <strong>Programma alimentare mondiale (Pam)</strong> delle Nazioni Unite a causa della difficoltà di fornire latte per i bambini sotto i sette anni, ottenendo l’invio di emergenza di 144 tonnellate di latte in polvere. Precedentemente era già stato comunicato il possesso di scorte necessarie per garantire la produzione di 700 tonnellate di pane per le famiglie a basso reddito fino alla fine di marzo. Pane e latte per i bambini cono componenti importanti del sistema delle “<strong>tessere annonarie</strong>” di Cuba, introdotte dopo la rivoluzione di Fidel Castro nel 1959 per fornire i beni di prima necessità sovvenzionati.</p>



<p>Dal 7 marzo, invece, al fine di evitare persistenti <strong>blackout</strong>, è stato tenuto spento il 74% dell’illuminazione pubblica, secondo un annuncio del ministro dell’Energia e delle Miniere, <strong>Vicente de la O Levy</strong>, che ha annunciato anche la chiusura di molti servizi stradali, la modifica degli orari di quasi 70mila lavoratori e la disattivazione degli impianti di climatizzazione nonostante il caldo. La mancanza di elettricità ha causato non poche difficoltà, dovute anche all&#8217;impossibilità di conservare correttamente i cibi nei frigoriferi, ad esempio, in un periodo in cui la temperatura arriva anche a 30 gradi. </p>



<p>Scarseggiano anche le <strong>medicine </strong>e molti sono stati costretti a rivolgersi al mercato nero per i farmaci poiché le autorità sanitarie non sono più in grado di garantirle neanche ai pazienti affetti da malattie croniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il grande esodo</h2>



<p>Una conseguenza problematica della crisi è il numero sempre maggiore di cubani che emigra all’estero, che ha generato quello che è stato già definito <strong>il più grande esodo dalla rivoluzione castrista</strong>. Infatti, secondo i numeri ufficiali del governo degli Stati Uniti, una delle mete più comuni, tra il 2022 e il 2023 hanno lasciato Cuba almeno <strong>533mila</strong> persone, circa il 5% della popolazione, che conta 11 milioni di abitanti. Si sommano anche 37mila cittadini che hanno chiesto rifugio in Messico e 22mila in Uruguay. Anche il Nicaragua è stata una meta molto ricercata in questi anni, a maggior ragione dopo l’abolizione del visto per i cubani, anche se non esistono dati ufficiali. La maggior parte degli emigrati sono giovani in età lavorativa, il che incrina i già presenti squilibri sociali del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli errori di Alejandro Gil</h2>



<p>Recentemente, le autorità cubane hanno dichiarato che sono in corso indagini sul ministro dell’Economia <strong>Alejandro Gil</strong> <strong>Fernández</strong>, licenziato dal presidente <strong>Miguel Diaz-Canel </strong>a febbraio, a causa dei “gravi errori” commessi durante il suo precedente ruolo. </p>



<p>Gil aveva infatti guidato un’importante<strong> riforma monetaria</strong> a Cuba nel 2021, considerata disastrosa per l’economia cubana e che potrebbe aver complicato notevolmente la situazione di crisi attualmente in corso. </p>



<p>Il piano, impopolare già al momento della sua applicazione, prevedeva l’aumento dei prezzi di molti servizi sovvenzionati dal governo, come benzina, elettricità e gas, causando un aumento delle tensioni durante un periodo già caratterizzato da un’inflazione incalzante. I media statali hanno annunciato che Gil ha riconosciuto le accuse e che ha rinunciato al suo status di membro del Comitato Centrale del Partito Comunista e di deputato dell’Assemblea nazionale.</p>



<p>Gil è stato accusato di essere “un corrotto, simulatore, e insensibile” alle difficoltà del popolo cubano. Le misure in atto, infatti, dimostrano il fallimento delle politiche economiche dell’ex ministro. L’opposizione anticastrista sostiene che Gil sia solo un capro espiatorio, ciò non toglie che la sorte del Paese al momento è legata anche all’incapacità del governo di attuare piani atti a stabilizzare la macroeconomia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibilità di porre fine all&#8217;embargo</h2>



<p>La crisi che sta attraversando il Paese, per qualcuno, è causata in gran parte dalle sanzioni imposte dagli <strong>Stati Uniti</strong>, esacerbate dalla pandemia e dai pochi sforzi di ristrutturazione dell’economia dello Stato. La commissione per le Relazioni estere del Senato americano ha infatti ricevuto una <strong>lettera</strong>, firmata da 140 organizzazioni private e cittadini, che chiede la fine dell’embargo che dura ormai da 60 anni, denunciando la <strong>violazione dei diritti umani fondamentali </strong>di questa politica.</p>



<p>“In questo tempo, il suo effetto principale è stato la sofferenza in massa della popolazione cubana”, si legge nella lettera, in cui viene presentata anche una stima in denaro dei danni provocati dal blocco economico, commerciale e finanziario degli Usa al popolo cubano, che si aggirerebbe intorno ai <strong>159milioni di dollari.</strong> Si precisa anche che questa politica è impopolare negli Stati Uniti, dove la maggioranza del pubblico appoggia la fine dell’embargo. “Ripetuti sondaggi hanno rilevato che una maggioranza significativa dell’opinione pubblica americana, compresa la maggioranza dei democratici e dei repubblicani, è favorevole alla fine dell’embargo”, si sottolinea.</p>



<p>La lettera era indirizzata al senatore democratico <strong>Ben Cardin</strong>, presidente della commissione, che aveva partecipato durante il governo di Obama ai processi per il ristabilimento delle relazioni diplomatiche. Al momento non sembra che gli Stati Uniti siano intenzionati a prendere decisioni. Un azione in tal senso, però, sarebbe decisiva per il Paese, forse l&#8217;unica possibilità di risanare le crepe che hanno causato la crisi e di uscirne definitivamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/60-anni-di-embargo-ed-errori-allorigine-dellemergenza-cuba.html">60 anni di embargo ed errori all&#8217;origine dell&#8217;emergenza Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mondo sempre più instabile: tensioni e conflitti da tenere d&#8217;occhio nel 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mondo-sempre-piu-instabile-tensioni-e-conflitti-da-tenere-docchio-nel-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 08:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=413504</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il multipolarismo ha portato maggiore instabilità nel mondo. Ecco quali sono le aree di crisi globali da osservare nel 2024</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mondo-sempre-piu-instabile-tensioni-e-conflitti-da-tenere-docchio-nel-2024.html">Mondo sempre più instabile: tensioni e conflitti da tenere d&#8217;occhio nel 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21698028_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La transizione del mondo verso un assetto <strong>multipolare</strong>, in fase di consolidamento, ha portato con sé un&#8217;<strong>instabilità diffusa</strong>, pervasiva e in aumento. La <strong>globalizzazione</strong>, diventata un processo irreversibile, ha creato centri di potere economico al di fuori di quelli classicamente conosciuti, e ha portato con sé problematiche relative allo sfruttamento di nuove risorse (ad esempio i minerali per la <em>green economy</em>) e alla sicurezza della catena di approvvigionamento di beni e materie prime. </p>



<p>I recenti <strong>progressi tecnologici</strong>, diventati più accessibili come conseguenza della diffusione di nuovi centri economici e per la stessa natura di alcune nuove tecnologie, hanno permesso ad alcuni Paesi di cambiare la propria postura di politica internazionale diventando più assertivi, proprio per assicurarsi maggiore benessere e sicurezza. </p>



<p>Questo quadro si completa con la proliferazione di <strong>attori violenti non statuali</strong> (in inglese <em>Violent Non State Actors</em> – Vnsa) di matrice non solo religiosa, che perseguono e sono funzionali, talvolta, all&#8217;agenda politica di Paesi emergenti dalle velleità espansionistiche a livello regionale. </p>



<p>Il mondo multipolare, al contrario di quanto preconizzato da alcuni, si sta dimostrando un mondo sempre più conflittuale, in una sorta di riedizione della storia ottocentesca che ha determinato direttamente il Primo Conflitto Mondiale. </p>



<p>L&#8217;impianto delle <strong>diritto internazionale</strong>, così come nato dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, oltre che diventare sempre meno efficace, si sta sgretolando davanti ai colpi di potenze globali e regionali che perseguono i loro obiettivi espansionistici utilizzando tutti gli strumenti in loro possesso: dai metodi coercitivi ai conflitti aperti, passando per quell&#8217;enorme zona grigia dell&#8217;<em><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/hybrid-warfare-che-cose-la-guerra-ibrida.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hybrid Warfare</a></strong></em>. </p>



<p>Oggi, al termine del 2023, abbiamo sotto i nostri occhi le immagini della guerra in Ucraina e del conflitto in Medio Oriente, allargatosi quasi immediatamente ad altri attori se pur senza l&#8217;escalation che una guerra classica prevede. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ucraina e Israele</h2>



<p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> si avvia al secondo inverno bellico, colpita duramente nelle sue infrastrutture (energetiche e portuali) dai missili russi, che sono tornati a venire usati in modo massiccio dopo mesi di uso saltuario e limitato, a indicare che l&#8217;industria della Federazione ha saputo in qualche modo ovviare alle sanzioni internazionali per poter rimpinguare i suoi depositi di munizioni di questo tipo, messi alla prova dai primi mesi di guerra. </p>



<p>Per farlo ha dovuto pagare uno scotto: sacrificare l&#8217;alta tecnologia, e quindi la precisione dei vettori, per via della difficoltà di reperimento di microprocessori ad elevate prestazioni (tutti fabbricati in Occidente o a Taiwan e in Corea del Sud), messi sotto embargo. Mosca, come sappiamo, si è affidata anche ai suoi alleati e partner per sostenere lo sforzo bellico, così se i proiettili di artiglieria ora arrivano dalla Corea del Nord, già da tempo utilizza droni kamikaze di lungo raggio di fabbricazione iraniana e costruiti su licenza a sempre maggiori ritmi, appunto per non esaurire i più preziosi vettori da crociera e balistici. Anche in questo caso Mosca ha dovuto scendere a compromessi: sacrificare il carico bellico (gli Shahaed-136/Geran 2 hanno una testata di 40 chilogrammi a fronte dei 450 di un missile Kh-101) e la resistenza alle contromisure elettroniche, per poter avere uno strumento spendibile in gran numero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-413517" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21733024_large-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un soldato delle forze speciali ucraine lungo il fiume Dnipro (AP Photo/Felipe Dana)</figcaption></figure>



<p>L&#8217;attacco sull&#8217;Ucraina della notte tra il 28 e il 29 dicembre, effettuato con un elevato numero di droni e missili ed effettuato come ritorsione per l&#8217;affondamento della nave da sbarco anfibio classe Ropucha “Novocherkassk” nel porto di Feodosia, in Crimea, dimostra che la Russia non è affatto un Paese sull&#8217;orlo del collasso, ma proprio per via della capacità di adattamento alle sanzioni potrà sostenere la guerra ancora a lungo, e il tempo gioca dalla parte di Mosca. </p>



<p>Del resto le <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-sanzioni-unarma-che-evita-i-conflitti-o-li-alimenta.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni internazionali</a></strong>, se mantenute per lungo tempo come nel caso russo, danno modo al Paese che le subisce di adattarsi e di poter sostituire il sostituibile rimodulando la propria industria, oppure di approvvigionarsi in altro modo (mercato nero, intermediazione di Paesi terzi) di quei beni che non riesce a produrre. Ma il conflitto israelo-palestinese e quello in Ucraina non sono gli unici che costellano questo mondo instabile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Caucaso alla Libia, passando per il Medio Oriente</h2>



<p>Restando nell&#8217;intorno europeo, il <strong>Nagorno-Karabakh</strong>, nonostante la disfatta armena, resta un&#8217;area di crisi che può facilmente peggiorare qualora l&#8217;Azerbaigian dovesse decidere di proseguire nell&#8217;invasione dell&#8217;Armenia, di cui ha occupato i territori a settembre di quest&#8217;anno con un&#8217;importante operazione militare che ha portato alla conquista dell&#8217;Artsakh. </p>



<p>Gli scontri tra i <strong>curdi </strong>e la <strong>Turchia </strong>sono proseguiti dopo la fine del cessate il fuoco di giugno ad opera del Pkk. Le forze turche pertanto hanno ripreso a effettuare una serie di operazioni nel nord dell’Iraq, colpendo principalmente lungo il confine ma anche nel profondo del Kurdistan iracheno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-413518" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21523576_large-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mezzo militare americano nei pressi di Qamishli, in Siria (AP Photo/Baderkhan Ahmad, File) </figcaption></figure>



<p>L&#8217;instabilità mediorientale è ben nota, col conflitto in <strong>Siria </strong>che prosegue, esacerbato dai recenti fatti a Gaza, e con le milizie filo-sciite attive in <strong>Iraq </strong>per colpire obiettivi statunitensi e della coalizione. </p>



<p>La <strong>Libia </strong>continua a essere tormentata da lotte intestine che contrappongono non solamente Tripoli a Tobruch, ma anche le milizie che rientrano nel più grande Governo di Unità Nazionale: la <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-scontri-a-tripoli-e-leterna-polveriera-libica-cosa-succede-a-sud-dellitalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scorsa estate</a> scontri a fuoco hanno riacceso i riflettori su Tripoli, in un <em>refrain </em>già visto a ogni prospettiva di elezioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Africa senza pace</h2>



<p>Il <strong>Sahel</strong>, come sappiamo, è tormentato da colpi di Stato e dalla violenza di matrice islamica, con pericolosi travasi nei Paesi confinanti e ripercussioni dirette sulla sicurezza europea e italiana non solo di ordine migratorio, mentre il <strong>Gabon</strong>, nell&#8217;Africa equatoriale, è stato teatro di un golpe che a differenza di altri non ha distaccato il Paese dalla sua ex potenza coloniale. </p>



<p>Spostandoci verso il Corno d&#8217;Africa, anche qui il contrasto alle milizie del radicalismo islamico (<strong>Somalia</strong>) e alle forze indipendentiste di matrice etnica (<strong>Etiopia</strong>) è fattore di instabilità pervasiva. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21703158_large.jpg" alt="" class="wp-image-413519" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21703158_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21703158_large.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Proteste e manifestazione a Niamey, in Niger, durante il colpo di Stato nel luglio del 2023. (AP Photo/Fatahoulaye Hassane Midou, File)</figcaption></figure>



<p>Attraversando quel braccio di mare racchiuso nello Stretto di Bab el-Mandeb, giungiamo in <strong>Yemen</strong>, attanagliato da un conflitto intestino che perdura da anni e che vede la presenza della <em>longa manus</em> di Teheran a sostegno dei ribelli <strong>Houthi</strong>, che hanno preso parte attiva nel conflitto mediorientale in atto cercando dapprima di colpire Israele con droni e missili a lungo raggio, poi bersagliando il traffico navale nel Mar Rosso per cercare di mettere pressione sugli Stati Uniti e l&#8217;Occidente, in un gioco molto pericoloso che potrebbe rivoltarsi loro contro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Asia centrale ribolle </h2>



<p>Questo ci porta direttamente al confronto tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti che si gioca non solo nel Levante, ma in un altro <em>choke points</em> fondamentale: lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, che ha visto diversi attacchi e sequestri di naviglio commerciale da parte dei <em>pasdaran</em>. </p>



<p>Non si può né si deve dimenticare l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, dove il ritorno dei talebani al potere non ha diminuito le violenze per via della rivalità tra i gruppi estremisti islamici attivi nel Paese, e questo ci porta direttamente al suo vicino, il <strong>Pakistan</strong>, che continua ad avere in essere un contenzioso territoriale con l&#8217;<strong>India</strong> per il Kashmir che facilmente potrebbe rapidamente degenerare in un conflitto aperto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-1024x720.jpg" alt="" class="wp-image-413522" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-1536x1080.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-2048x1440.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21501374_large-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soldato talebano nella provincia in Panjshir, in Afghanistan. (AP Photo/Mohammad Asif Khan, File)</figcaption></figure>



<p>Sempre restando sul tetto del mondo, l&#8217;India e la <strong>Cina </strong>hanno contenziosi di confine che interessano sempre il Kashmir ma anche una regione più orientale, l&#8217;Arunachal Pradesh. I due giganti asiatici sono arrivati “ai ferri corti” (<a href="https://it.insideover.com/guerra/sassate-e-mazzate-sul-tetto-del-mondo-cosi-sono-avvenuti-gli-scontri-tra-india-e-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anzi cortissimi, letteralmente</a>) nel 2020 e da allora la tensione non è mai diminuita se pur si sia giunti a un congelamento dello <em>status quo</em>. Pechino però sta armando il suo confine meridionale, costruendo basi e infrastrutture di uso duale che allarmano Nuova Delhi, che ha risposto spostando alcuni reparti del suo esercito nel nord del Paese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La cintura di fuoco estremo-orientale</h2>



<p>Proseguendo nel nostro viaggio dell&#8217;instabilità, ai nostri lettori sono note le dinamiche del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, teatro di scontro tra la Cina, che ne rivendica la sovranità nella sua interessa, gli altri Stati rivieraschi e gli Usa, alfieri della libertà di navigazione. </p>



<p><strong>Taiwan </strong>si sente sempre più accerchiata dalla spire del dragone cinese, che viola sempre più costantemente e in forze la sua Adiz (<em>Air Defence Indentification Zone</em>) nel tentativo di intimidire la popolazione con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/le-elezioni-a-taiwan-e-il-risiko-della-difesa-cosa-puo-cambiare-nel-2024.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approssimarsi delle elezioni</a>, ma non ha fatto i conti con una nuova generazione di taiwanesi che non si sente più cinese – proprio per via della maggiore aggressività di Pechino – e che ha ancora negli occhi quanto accaduto a Hong Kong dove la politica “un Paese due sistemi” è morta nella repressione, per cui è conscia che la parola del Politburo non vale granché. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Taiwan-F-16-La-Presse-1024x696.jpg" alt="Taiwan aeronautica Usa (La Presse)" class="wp-image-273452" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Taiwan-F-16-La-Presse-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Taiwan-F-16-La-Presse-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Taiwan-F-16-La-Presse-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Taiwan-F-16-La-Presse.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Restando nello scacchiere del Pacifico Orientale, la <strong>Corea del Nord</strong> ha definitivamente rotto la sua moratoria autoindotta relativo al lancio di prova di missili balistici, e ha recentemente inasprito i toni della sua retorica quando il leader Kim Jong-un ha ordinato alle sue forze armate di essere pronte per una guerra. Questo gioco, ormai, è noto: Pyongyang alza i toni dello scontro diplomatico per cercare di strappare concessioni riguardanti le sanzioni internazionali che la strangolano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nazionalismo sudamericano in salsa rossa</h2>



<p>Terminiamo il nostro giro del mondo instabile col <strong>Venezuela</strong>: il presidente Nicolas Maduro ha infatti aperto un nuovo fronte di crisi quando ha soffiato sul vento del nazionalismo rivendicando la sovranità su una regione della Guyana, l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-risiko-per-la-regione-dellessequibo-tra-guyana-venezuela-e-brasile.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Essequibo</a></strong>. Il <strong>Brasile</strong>, pertanto, ha elevato lo stato di allerta e ha spostato alcune truppe – poche invero – al confine, per dare un segnale a Caracas forte ma non irrimediabile: del resto il presidente Luiz Inacio Lula da Silva è stato sponsor di Maduro per far riammettere il Venezuela nella comunità di Stati sudamericani. </p>



<p>Abbiamo fatto una carrellata delle aree di crisi mondiali, aree che difficilmente troveranno pace in questo 2024 e che pertanto dovranno essere tenute sotto osservazione per le motivazioni affermate in apertura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mondo-sempre-piu-instabile-tensioni-e-conflitti-da-tenere-docchio-nel-2024.html">Mondo sempre più instabile: tensioni e conflitti da tenere d&#8217;occhio nel 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il risiko per la regione dell&#8217;Essequibo tra Guyana, Venezuela e Brasile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-risiko-per-la-regione-dellessequibo-tra-guyana-venezuela-e-brasile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=412965</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regione della Guyana Essquibo è a rischio invasione da parte del Venezuela ma il Brasile di Lula potrebbe scongiurarla</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risiko-per-la-regione-dellessequibo-tra-guyana-venezuela-e-brasile.html">Il risiko per la regione dell&#8217;Essequibo tra Guyana, Venezuela e Brasile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231205215100479_e5ab300b5608d139351f48bbcbb0474c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Essquibo</strong> è un fiume che sgorga dai monti Acarai e si getta nell&#8217;oceano Atlantico nel territorio della Guyana, in America Meridionale. Il fiume dà il nome a una regione geografica, che ricade sotto amministrazione guianese, rivendicata dal Venezuela ampia circa 160mila chilometri quadrati. </p>



<p>Recentemente, il presidente venezuelano <strong>Nicolas Maduro</strong> ha indetto un referendum – invero scarsamente partecipato dalla popolazione – che ha chiesto, con cinque quesiti, il sostegno per una possibile annessione della regione contesa. </p>



<p>Quel lembo di terra è ricco di risorse naturali – come gli idrocarburi presenti anche offshore – ma la motivazione dietro la mossa di Caracas non è strettamente legata a questo: il governo Maduro è alla ricerca di <strong>consenso popolare</strong> a fronte della grave crisi interna e sta anche cercando di ottenere una carta importante da spendere con gli <strong>Stati Uniti</strong> sul tavolo negoziale, in quanto Washington ha da tempo elevato sanzioni che stanno strangolando il Paese sudamericano. </p>



<p>Il <strong>Brasile</strong>, che confina sia col Venezuela sia con la Guyana, ha elevato il suo stato di allerta e ha aumentato la sua presenza militare lungo la frontiera venezuelana facendosi quindi garante della sovranità della Guyana. </p>



<p>Caracas sta assumendo toni da escalation “sudamericana”, già visti in altri tempi come in occasione del conflitto nelle Malvinas/Falkland: il presidente Maduro ha affermato che “la responsabilità che ricade sulla nostra generazione oggi è quella di alzare la bandiera sulla Guyana Essequibo e cominciare una nuova fase storica che porti al recupero di questo lembo di terra che ci è stato sottratto”. </p>



<p>Alcuni analisti ritengono che quello di Caracas sia un <em><strong>bluff </strong></em>volto esclusivamente a cercare di ottenere l&#8217;allentamento delle sanzioni statunitensi, per altri invece l&#8217;escalation militare sembra inevitabile. </p>



<p>Maduro ha bisogno di sobillare gli istinti nazionalisti a fronte della grave crisi interna – come quasi sempre accade – ma la scarsissima partecipazione al referendum potrebbe frenare l&#8217;inizio di un nuovo conflitto, sebbene si debba considerare che Caracas possa essere spinta all&#8217;azione per una questione di prestigio: il fattore umano, irrazionale, nelle decisioni viene spesso e volentieri dimenticato. </p>



<p>Dall&#8217;altra parte della barricata il Brasile di <strong>Lula </strong>sta prendendo tutti i provvedimenti del caso per scongiurare l&#8217;invasione della Guyana pur con un <strong>approccio di basso profilo</strong>: le unità mobilitate sono poche – si tratta di una manciata di uomini e mezzi blindati – e il presidente Lula ha adottato un t<strong>ono mite</strong> nei confronti del possibile conflitto e ha evitato di muovere critiche dirette a Maduro, con il quale si è già incontrato più di una volta quest&#8217;anno, una delle quali a Brasilia. Nel contempo, il presidente brasiliano ha annunciato una <strong>visita in Guyana</strong> per l&#8217;anno prossimo nel quadro della cooperazione tra il blocco del Mercato Comune e la Comunità dei Caraibi (Caricom). Trattandosi di uno dei due soli viaggi all&#8217;estero di Lula, che dedicherà il 2024 a visitare tutte le regioni del Brasile, possiamo capire l&#8217;importanza di questo dossier per Brasilia e come la presidenza stia cercando di mediare le tensioni scoppiate di recente. </p>



<p>Bisogna anche considerare che proprio Lula ha lavorato attivamente per riportare il Venezuela nella comunità sudamericana, pertanto si può capire come la presidenza abbia rifiutato di muovere critiche dirette a Maduro da quando è scoppiata la crisi. Il ruolo attivo del Brasile è anche funzionale e evitare ingerenze esterne, che potrebbero innescare il conflitto, ma in questo momento storico difficilmente Washington potrebbe decidere di sostenere la Guyana con la finalità di rovesciare il governo Maduro. </p>



<p>Chi scrive ritiene comunque <strong>possibile </strong>lo scoppio di un conflitto, proprio perché il Venezuela ha bisogno di spostare l&#8217;attenzione della popolazione dal fronte interno. Qualora si arrivasse all&#8217;irreparabile al Brasile di Lula non resterebbe che cercare l&#8217;appoggio dell&#8217;<strong>Organizzazione degli Stati Sudamericani</strong> per la creazione di una forza multinazionale di interposizione proprio perché Brasilia si è esposta molto per Caracas, anche in considerazione che un suo esclusivo intervento diretto in difesa della Guyana non è consigliabile in un momento in cui Lula sta consolidando il suo potere all&#8217;interno delle forze armate. </p>



<p>Guardando alle forze armate di Venezuela e Guyana, un&#8217;eventuale campagna militare vedrebbe quasi sicuramente una rapida vittoria di Caracas: la Gdf (<em>Guyana Defence Force</em>) può contare su pochi mezzi blindati, su un esercito di poco più di 4500 uomini e non possiede un&#8217;aviazione militare né una marina da guerra. Il Venezuela, di contro, ha un esercito forte di circa 115mila uomini armato di diversi carri armati (gli Mbt sono circa 170), Aifv, Apc, obici semoventi e pezzi di artiglieria trainata. Il Venezuela possiede anche una forza aerea che può contare su 22 Sukhoi Su-30MK2 e 20 F-16 nonché su una piccola marina militare composta da due sottomarini, una fregata e sei Opv (<em>Offoshore Patrol Vessel</em>). </p>



<p>Il Brasile, di contro, ha delle forze armate numericamente e qualitativamente superiori a quelle venezuelane nel loro complesso, ma difficilmente interverrebbe direttamente a meno di non essere direttamente minacciato dall&#8217;aggressione venezuelana, che è qualcosa che Maduro cercherebbe di evitare accuratamente. </p>



<p>La situazione è molto tesa, e ci sono indicazioni che il Venezuela potrebbe avviare l&#8217;invasione dell&#8217;Essequibo nei prossimi giorni, ma la mediazione brasiliana potrebbe facilmente scongiurare questa possibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-risiko-per-la-regione-dellessequibo-tra-guyana-venezuela-e-brasile.html">Il risiko per la regione dell&#8217;Essequibo tra Guyana, Venezuela e Brasile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 109/471 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 21:10:50 by W3 Total Cache
-->