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	<title>Kosovo Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 27 Jun 2026 04:56:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Kosovo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Balcani, l&#8217;asse politico e militare tra Albania, Croazia e Kosovo. E intanto Bulgaria e Slovenia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/balcani-lasse-politico-e-militare-tra-albania-croazia-e-kosovo-e-intanto-bulgaria-e-slovenia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 04:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Society]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il successo dell'iniziativa dipenderà dalla capacità di evitare che la cooperazione sembri un nuovo fronte contrapposto alla Serbia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/balcani-lasse-politico-e-militare-tra-albania-croazia-e-kosovo-e-intanto-bulgaria-e-slovenia.html">Balcani, l&#8217;asse politico e militare tra Albania, Croazia e Kosovo. E intanto Bulgaria e Slovenia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel cuore dei <strong>Balcani occidentali</strong> sta prendendo forma una nuova architettura di cooperazione militare destinata a influenzare gli equilibri regionali. <a href="https://rtsh.al/rti/it/albania-e-kosovo-rafforzano-la-cooperazione-nellindustria-militare-e-nelle-munizioni/">La piattaforma avviata da <strong>Albania, Croazia e Kosovo</strong> con la Joint Declaration on Defense Cooperation firmata a Tirana nel marzo 2025 rappresenta infatti un passaggio politico significativo, ma va interpretata con attenzione. Non si tratta di una nuova alleanza militare né di un patto di difesa collettiva sul modello NATO</a>. Il documento, infatti, esclude esplicitamente la creazione di nuovi obblighi giuridici tra gli Stati firmatari. Nessuna clausola di mutua assistenza, nessun comando integrato, nessun automatismo in caso di aggressione esterna. Eppure, ridurre l&#8217;iniziativa a una semplice dichiarazione d&#8217;intenti sarebbe un errore. La sua rilevanza risiede nella capacità di trasformare una convergenza politica in una struttura operativa permanente.</p>



<p><strong>I quattro pilastri della cooperazione</strong></p>



<p>L&#8217;intesa si fonda su quattro direttrici principali. La prima riguarda lo sviluppo di <strong>capacità militari comuni</strong>, la cooperazione industriale e l&#8217;accesso condiviso a tecnologie e filiere strategiche. <strong>La seconda punta su formazione, addestramento ed esercitazioni </strong>congiunte. Un terzo pilastro è dedicato alle <strong>minacce ibride</strong>, con particolare attenzione alla cybersicurezza, alla disinformazione e alla protezione delle infrastrutture critiche. Infine, <strong>la dichiarazione sostiene il percorso di integrazione euro-atlantica del Kosovo</strong>, favorendone una maggiore partecipazione ai meccanismi regionali di sicurezza. L&#8217;obiettivo non è costruire un blocco militare alternativo alla NATO, bensì aumentare la capacità dei tre Paesi di coordinarsi in un contesto regionale caratterizzato da fragilità politiche, tensioni etniche e crescente competizione informativa.</p>



<p><strong>Dalla politica all&#8217;operatività</strong></p>



<p>La vera prova della credibilità dell&#8217;iniziativa è arrivata nel febbraio 2026, quando i vertici militari dei tre Paesi si sono riuniti per discutere programmi concreti di addestramento e interoperabilità. È proprio qui che si misura il valore strategico della piattaforma. Nelle guerre contemporanee, la capacità di condividere dati, procedure, sistemi logistici e protocolli operativi conta spesso più del numero di uomini schierati. Per Stati di dimensioni limitate come Albania e Kosovo, l&#8217;<strong>interoperabilità</strong> rappresenta un moltiplicatore di forza. Tuttavia, il percorso resta incompleto. Senza una governance stabile, finanziamenti dedicati e una programmazione pluriennale, il rischio è che la cooperazione rimanga episodica e dipendente dalla volontà politica dei governi in carica.</p>



<p><strong>Bulgaria e Slovenia: l&#8217;espansione possibile</strong></p>



<p>Negli ultimi mesi si è discusso della possibile partecipazione di <strong>Bulgaria</strong> e <strong>Slovenia</strong> al formato trilaterale. Al momento, però, nessuno dei due Paesi ha aderito formalmente alla dichiarazione originaria. L&#8217;eventuale ingresso di Sofia avrebbe implicazioni strategiche rilevanti. La Bulgaria aggiungerebbe una proiezione verso il <strong>Mar Nero</strong>, rafforzando il collegamento tra il teatro balcanico e il fianco orientale della NATO. Allo stesso tempo, la sua posizione storicamente prudente nei confronti della Russia imporrebbe una gestione diplomatica particolarmente attenta. Lubiana rappresenterebbe invece un valore aggiunto differente. <strong>La Slovenia dispone di una solida integrazione europea</strong>, di una consolidata esperienza istituzionale e di una collocazione geografica che rafforzerebbe la continuità strategica dell&#8217;Adriatico settentrionale. Inoltre, la cooperazione bilaterale già sviluppata con la Croazia potrebbe facilitare future convergenze.</p>



<p><strong>I limiti della deterrenza minilaterale</strong></p>



<p>La domanda centrale riguarda la reale capacità di deterrenza di questa piattaforma. La risposta, almeno per ora, è prudente. Una cooperazione multilaterale può migliorare la resilienza, ridurre i tempi di coordinamento e aumentare la capacità di risposta alle crisi. Non può però sostituire né la presenza della <strong>KFOR</strong> in Kosovo né il ruolo della NATO come garante ultimo della sicurezza regionale. Ancora meno può sostituire il dialogo politico tra <strong>Belgrado e Pristina</strong>, unico strumento in grado di affrontare le questioni di sovranità e riconoscimento che continuano a rappresentare il principale fattore di instabilità nei Balcani occidentali. La deterrenza non nasce infatti dalle dichiarazioni, ma dalla trasformazione delle intenzioni politiche in capacità operative permanenti e credibili.</p>



<p><strong>La sfida strategica dei prossimi anni</strong></p>



<p>Tra il 2026 e il 2028 il successo dell&#8217;iniziativa dipenderà da una variabile fondamentale: la capacità dei firmatari di evitare che la cooperazione venga percepita come un nuovo fronte contrapposto alla Serbia. Se il progetto riuscirà a mantenere un profilo difensivo, tecnico e orientato alla resilienza, potrà contribuire alla stabilizzazione regionale. Se invece verrà assorbito nelle narrazioni identitarie e nelle logiche di contrapposizione geopolitica, rischierà di alimentare ulteriori polarizzazioni. La vera partita non riguarda quindi il numero degli aderenti, ma la costruzione di <strong>istituzioni permanenti</strong>, procedure condivise e strumenti operativi verificabili. In un&#8217;area dove la memoria dei conflitti continua a influenzare la politica, la differenza tra una semplice dichiarazione e una reale architettura di sicurezza potrebbe determinare il futuro equilibrio dell&#8217;intera regione balcanica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/balcani-lasse-politico-e-militare-tra-albania-croazia-e-kosovo-e-intanto-bulgaria-e-slovenia.html">Balcani, l&#8217;asse politico e militare tra Albania, Croazia e Kosovo. E intanto Bulgaria e Slovenia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla riunione inaugurale del Board of Peace il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato 10 miliardi di dollari di aiuti per la ricostruzione di Gaza e sottolineato che sono stati trovati cinque Paesi che forniranno truppe per la costituenda Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf) che dovrebbe garantire il cessate il fuoco tra Israele &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla riunione inaugurale del <strong>Board of Peace</strong> il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha annunciato 10 miliardi di dollari di aiuti per la ricostruzione di Gaza e sottolineato che sono stati trovati cinque Paesi che forniranno truppe per la costituenda <strong>Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf)</strong> che dovrebbe garantire il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. <strong>Indonesia, Marocco, Albania, Kosovo e Kazakistan</strong>: cinque Paesi a maggioranza musulmana, nessuno del Medio Oriente, in sostegno a <strong>Egitto e Giordania</strong> che dovrebbero garantire lo sviluppo dell&#8217;Isf e la sicurezza militare durante lo sviluppo della &#8220;Fase 2&#8221;. </p>



<p>In teoria: <strong>Israele si dovrebbe ritirare da Gaza</strong>; Hamas dovrebbe <strong>cedere le armi</strong> all&#8217;Isf e il potere nella Striscia al <strong>Comitato nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag)</strong> guidato dall&#8217;ingegnere Ali Shaath, che a sua volta ha annunciato lo schieramento di 5mila poliziotti gazawi nei prossimi due mesi. Si tratta con ogni probabilità delle stesse unità che potrebbero<a href="https://it.euronews.com/2026/01/27/italia-ipotesi-addestramento-carabinieri-per-la-polizia-di-gazainutile-fare-speculazioni"> ricevere l&#8217;addestramento dell&#8217;<strong>Arma dei Carabinieri </strong>italiana</a> e si dovrebbero sommare all&#8217;Isf, la cui costituzione mostra la natura politica chiara del <strong>Board of Peace per Gaza come partenariato tra Paesi che cercano spazio</strong>, con la sponda di Gaza, agli occhi della superpotenza Usa. </p>



<p>Attorno ai mediatori (Egitto, Qatar, Turchia) di cui solo Il Cairo è ben visto da Israele con un ruolo sul terreno, gli Stati membri dell&#8217;Isf annunciati da Trump hanno secondi fini molto chiari. </p>



<p>Li ha sicuramente l&#8217;<strong>Indonesia, Paese pienamente inserito nel contesto globale</strong> e dall&#8217;ampia diplomazia multilaterale per cui la partecipazione sul terreno a Gaza serve per favorire via Israele l&#8217;apertura all&#8217;Occidente ma dà, al contempo, una <strong>postura globale agli occhi del mondo musulmano</strong>. L&#8217;ambiziosa nazione del Sud-Est asiatico, quarta potenza demografica e settima per Pil a parità di potere d&#8217;acquisto su scala globale, usa il Board of Peace per mostrare <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-lindonesia-vuole-triplicare-le-sue-forze-armate.html">bandiera davanti alla Umma, <strong>mettere alla prova</strong></a> le sue rinnovate forze armate e aumentare la sua esposizione internazionale, acquisendo credito agli occhi del mondo arabo. </p>



<p>Parimenti, il <strong>Kazakistan</strong> che di recente ha annunciato la volontà di firmare gli <strong>Accordi di Abramo traccia così un nuovo vettore</strong> della sua diplomazia che lo vede triangolare tra Russia, Cina e Stati Uniti, specie dopo gli avvicinamenti sul piano <a href="https://it.insideover.com/politica/nel-grande-gioco-dellasia-centrale-lindia-punta-sullafghanistan.html"><strong>economico e energetico </strong>consolidati con i meeting autunnali a Washington</a>. <strong>Il Marocco ha bisogno di ricambiare la sponda di Usa e Israele</strong> sul Sahara Occidentale, territorio la cui sovranità è stata affibbiata a Rabat da Washington e Tel Aviv in cambio della <strong>adesione del Paese agli Accordi di Abramo nel 2020. Inoltre, per Rabat</strong> la stabilità di Gaza può presupporre un contributo fattivo del Paese a quella del contestato territorio su cui il controllo del Marocco non è internazionalmente riconosciuto. </p>



<p><strong>Kosovo e Albania giocano pienamente nel campo americano</strong>, ed è curioso vedere soprattutto il primo, nato in opposizione all&#8217;ideologia espansionista serba, sostenere oggi il campo che più sembra voler controllare, piuttosto che emancipare, i palestinesi. <strong>Tirana sarà l&#8217;unica capitale della Nato, per ora, a dare un contributo alla Fis,</strong> e sarà interessante capire se giocherà in sponda con l&#8217;alleata Turchia, ritenuta spauracchio da Israele. Insomma, la stabilità di Gaza non necessariamente fa rima con l&#8217;istituzionalizzazione della soluzione a due Stati o della totale autonomia della Palestina dopo la guerra. La forza di stabilizzazione che nasce è un &#8220;taxi&#8221; politico utile per molti Paesi. Non è detto, a monte, lo sarà per i gazawi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/marocco-indonesia-kazakistan-kosovo-e-albania-chi-ci-sara-sul-terreno-per-la-pace-a-gaza.html">Marocco, Indonesia, Kazakistan, Kosovo e Albania: chi ci sarà sul terreno per la pace a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Crisi, repressioni e un&#8217;Europa impotente: i Balcani sull&#8217;orlo del collasso</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/crisi-repressioni-e-uneuropa-impotente-i-balcani-sullorlo-del-collasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 22:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Serbia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Serbia, Kosovo, Bosnia Erzegovina e Albania vivono crisi diverse ma ugualmente profonde. E l'Europa  non riesce a incidere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/crisi-repressioni-e-uneuropa-impotente-i-balcani-sullorlo-del-collasso.html">Crisi, repressioni e un&#8217;Europa impotente: i Balcani sull&#8217;orlo del collasso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Serbia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/serbia-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Ottobre 2025. Mentre la scena internazionale è dominata dalle guerre in Medio Oriente e dalle tensioni tra grandi potenze, nei Balcani occidentali si addensano nuvole nere. Lontani dai radar dell’opinione pubblica, <strong>Serbia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina e Albania </strong>affrontano contemporaneamente proteste popolari, crisi istituzionali, elezioni ad alta tensione e un’influenza crescente di attori esterni come Russia e Stati Uniti. In tutto questo, l’Unione Europea appare paralizzata, incapace di articolare una strategia coerente. <strong>La retorica dell’“allargamento” è rimasta solo un esercizio diplomatico</strong>; la realtà racconta un’area sempre più polarizzata, fragile e permeabile a interferenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vučić sotto assedio, la paura di perdere il potere</strong></h2>



<p>A quasi un anno dalla tragedia infrastrutturale di Novi Sad, che ha catalizzato un’ondata di mobilitazioni studentesche senza precedenti, <strong>la Serbia si trova in uno stato di alta tensione politica e sociale.</strong> <a href="https://www.rainews.it/articoli/2025/10/serbia-tra-crisi-interna-e-ambiguita-geopolitica--71c4fc00-6f0d-4e0b-98ca-c6eede535d27.html">Il presidente Aleksandar Vučić, al potere dal 2012, si oppone fermamente all’ipotesi di elezioni anticipate, richieste a gran voce da una società civile stremata da anni di corruzione, controllo dei media e autoritarismo strisciante.</a> Le proteste, in origine pacifiche e guidate da studenti universitari, si sono intensificate nelle ultime settimane, incontrando una repressione sempre più brutale da parte della polizia. Tra manganelli, arresti e infiltrazioni di hooligan nei cortei, si è consolidata una dinamica pericolosa: da un lato, una nuova generazione che rivendica dignità e rappresentanza; dall’altro, un potere che si difende usando strumenti propri dei regimi ibridi. </p>



<p>L’Europa, per una volta, ha rotto il suo tradizionale silenzio: la Commissaria all’Allargamento <strong>Marta Kos</strong> ha denunciato esplicitamente l’uso eccessivo della forza. <a href="https://it.insideover.com/economia/la-serbia-si-arma-con-israele-un-contratto-da-16-miliardi-di-dollari.html">Ma Belgrado, ancora saldamente ancorata al suo doppio gioco tra Bruxelles e Mosca, continua a giocare su più tavoli</a>. La recente parata militare del 20 settembre — la più imponente dalla fine delle guerre jugoslave — e gli accordi con l’israeliana Elbit Systems, mostrano la volontà della Serbia di consolidare un ruolo regionale da potenza autonoma, in bilico tra blocchi internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tra stallo istituzionale e tensioni etniche</strong></h2>



<p>Nel Kosovo, a Pristina, la crisi ha assunto una forma diversa ma non meno esplosiva. Dopo le elezioni parlamentari di febbraio, il partito di <strong>Albin Kurti</strong>, Vetevendosje (VV), ha ottenuto la maggioranza, ma non è ancora riuscito a formare un governo. Il nodo del contendere è, ancora una volta, la minoranza serba. La Corte costituzionale ha imposto l’elezione di un vicepresidente della Camera appartenente alla Srpska Lista, partito filo-Belgrado. VV si rifiuta, accusando il partito serbo di essere uno strumento d’influenza diretta di Vučić. Il risultato è lo stallo: Parlamento non costituito, nessun governo, alleanza con gli Stati Uniti sospesa — Washington ha annunciato lo stop al “dialogo strategico” — e tensioni crescenti nel Nord del Paese, dove i comuni a maggioranza serba sono tornati sotto il controllo della <a href="https://www.rainews.it/articoli/2025/10/serbia-tra-crisi-interna-e-ambiguita-geopolitica--71c4fc00-6f0d-4e0b-98ca-c6eede535d27.html">Srpska Lista dopo il boicottaggio elettorale del 2023</a>. </p>



<p>La partecipazione elettorale nei comuni serbi è stata inferiore al 40%, ma la SL ha riconquistato tutte le amministrazioni, confermando che <strong>la frattura etnica resta insanata</strong>. Il rischio più concreto è quello di un ritorno anticipato alle urne. Kurti potrebbe persino uscirne rafforzato, ma a un costo altissimo: un Kosovo più isolato, più diviso internamente, e sempre più distante dal sogno dell’integrazione euro-atlantica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dodik sfida la legalità: elezioni all’ombra di Mosca</strong></h2>



<p>Nel cuore della Bosnia-Erzegovina, la <strong>Republika Srpska</strong> si prepara a elezioni presidenziali che potrebbero segnare un punto di non ritorno. <a href="https://www.geopolitica.info/negligenza-politica-italiana-in-serbia/">Il 23 novembre si voterà per eleggere il nuovo presidente dell’entità serbo-bosniaca. Il favorito? Sinisa Karan, fedelissimo di Milorad Dodik</a>. Quest’ultimo, pur decaduto dalla carica dopo una condanna a un anno di reclusione e a sei di interdizione dai pubblici uffici, continua a comportarsi da leader de facto, autoproclamandosi presidente anche sui siti istituzionali. La sua ultima visita a Mosca — la decima dal 2022 — mentre annunciava la candidatura di Karan, è un segnale chiarissimo: la Russia sostiene apertamente il secessionismo serbo-bosniaco. </p>



<p>Karan è un volto noto: già ministro, negazionista del genocidio di Srebrenica, <strong>figura nella black list americana</strong>. Il suo eventuale trionfo suggellerebbe la normalizzazione del discorso anti-costituzionale in Bosnia e spingerebbe il Paese ancora più vicino alla disintegrazione istituzionale. La comunità internazionale, in particolare l’Alto Rappresentante <strong>Christian Schmidt</strong>, ha denunciato apertamente il tentativo di sabotare l’assetto post-Dayton. Ma i fatti mostrano altro: un sistema impantanato, dove le istituzioni comuni sono paralizzate e le forze moderate, praticamente inesistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tirana al voto: Rama tenta di salvare la capitale dalle accuse di corruzione</strong></h2>



<p>Anche in Albania l’autunno si è aperto con una tornata elettorale cruciale. Il 9 novembre si voterà a Tirana, Valona e in altre città per le amministrative anticipate. La sfida più simbolica è quella nella capitale, dove il Partito Socialista del premier <strong>Edi Rama </strong>tenta di difendere la roccaforte dopo l’arresto per corruzione dell’ex sindaco <strong>Erion Veliaj</strong>. <a href="https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/734795/balcani-occidentali-tra-crisi-interne-e-nuove-alleanze-la-fragile-stabilita-regionale-sotto-la-pressione-geopolitica.html">La candidata socialista, Ogerta Manastirliu, ex ministra dell’Istruzione, sfida un outsider: Florjan Binaj, attore noto per le sue imitazioni dello stesso Rama.</a> Sostenuto dal Partito Democratico, Binaj incarna una nuova forma di dissidenza politica: <strong>mediatica, apartitica, ironica</strong>. Ma strappare la capitale ai socialisti, al potere dal 2011, resta una sfida quasi impossibile. Tuttavia, il voto sarà un termometro del consenso per Rama, sempre più criticato per la gestione del potere e le accuse di collusione con interessi economici opachi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Unione Europea, osservatrice impotente</strong></h2>



<p>Di fronte a questa escalation multipla, l’Unione Europea rimane impantanata in un paradosso: promette integrazione, ma non agisce per difendere i principi democratici. <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/serbia-la-parata-militare-come-manifesto-geopolitico/">La Serbia resta candidata all’ingresso nell’UE, ma non rispetta lo stato di diritto. Il Kosovo è sostenuto a parole, ma viene punito per ogni scostamento dalle aspettative euro-atlantiche</a>. La Bosnia si frantuma sotto i colpi del secessionismo, ma nessuna forza europea osa proporre un serio piano di riforma costituzionale. Nel frattempo, potenze extra-europee — Russia, Cina, Israele, Turchia — avanzano nei vuoti lasciati da Bruxelles. La partita geopolitica è aperta, e l’Europa rischia di esserne spettatrice.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I Balcani chiedono futuro, non gestione del passato</strong></h2>



<p>I Balcani non sono semplicemente una zona di “instabilità ciclica”, come piace dire nei corridoi delle istituzioni europee. Sono una regione in fermento, attraversata da pulsioni autenticamente democratiche — come nel caso delle mobilitazioni studentesche serbe — e da minacce concrete di disintegrazione istituzionale — come in Bosnia. <strong>A mancare è una visione.</strong> Se l’Unione Europea continuerà a offrire solo dichiarazioni di circostanza, senza affrontare le crisi in modo strutturale, la regione finirà per essere spartita tra interessi esterni. Il tempo dei compromessi è finito: serve una scelta. O i Balcani diventano parte integrante dell’Europa, o saranno terra di nessuno. E l’instabilità, come la storia insegna, non resterà confinata entro i loro confini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/crisi-repressioni-e-uneuropa-impotente-i-balcani-sullorlo-del-collasso.html">Crisi, repressioni e un&#8217;Europa impotente: i Balcani sull&#8217;orlo del collasso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Serbia e Kosovo, fibrillazioni diverse con un effetto unico: destabilizzare la regione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 11:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-600x215.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-300x108.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1024x367.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-768x275.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1536x550.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste in Serbia ed elezioni dagli esiti poco chiari in Kosovo: così rischia di innescarsi una nuova intensa scintilla nei Balcani.</p>
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<p><a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">A Belgrado un Governo è caduto sotto i colpi delle proteste</a>, a Pristina un altro ha terminato il suo mandato e non è detto che venga riconfermato: lungo l&#8217;asse balcanico più rovente e caldo esiste al momento <strong>un filo comune caratterizzato dall&#8217;instabilità interna.</strong> Una circostanza che alimenta lo <strong>spettro di nuove tensioni tra le due parti</strong>, capaci di trasformare le rispettive instabilità interne in una nuova instabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le elezioni in Kosovo</h2>



<p>Le fibrillazioni politiche in Serbia e in Kosovo hanno origini ben differenti: se sul versante di Belgrado si sta assistendo a importanti <strong>manifestazioni</strong> capaci di destabilizzare l&#8217;attuale quadro politico, con il primo ministro<strong> Milos Vucevic</strong> costretto alle dimissioni, a Pristina invece l&#8217;instabilità ha avuto origine paradossalmente dalla buona tenuta delle istituzioni democratiche. Il Parlamento kosovaro è infatti giunto alla scadenza naturale del suo mandato e gli elettori sono stati richiamati alle urne.</p>



<p>Il voto ha premiato il premier uscente, ossia l&#8217;ex attivista<strong> Albin Kurti</strong>. Con il suo <strong>Vetevendosje</strong>, nome del partito che in albanese significa &#8220;autodeterminazione&#8221;, l&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo ha raccolto il 40%: &#8220;Una prestazione importante &#8211; dichiara a <em>InsideOver</em> l&#8217;analista e ricercatore <strong>Francesco Trupia</strong> &#8211; inferiore certo al 50% del 2021, ma occorre considerare molti fattori&#8221;. Tra questi, le <strong>difficoltà</strong> incontrate negli ultimi anni da Pristina e le <strong>pressioni internazionali</strong> esercitate da più parti sul governo. Ad ogni modo tuttavia, il numero di parlamentari raccolti da Vetevendosje non consente a Kurti di tornare ad avere la maggioranza assoluta. Saranno quindi necessarie alleanze, ma in campagna elettorale è stato lo stesso primo ministro ad escluderle. Da qui, il rebus: come si arriverà a un nuovo governo in tempi brevi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il timore di un&#8217;instabilità regionale</h2>



<p>I nodi al pettine lungo l&#8217;asse Belgrado &#8211; Pristina sono, nonostante l&#8217;oltre quarto di secolo passato dalla guerra del 1999, tutti da sciogliere. La Serbia non ha mai riconosciuto l&#8217;indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008, e ancora oggi esistono dispute territoriali e questioni mai risolte sul fronte della presenza della minoranza serba in territorio kosovaro. Se manca un Governo in entrambe le capitali e manca, come nel caso serbo, una certa serenità interna alla società e all&#8217;opinione pubblica, <strong>difficilmente si arriverà a breve a una risoluzione</strong>. Questo è il primo elemento per cui l&#8217;attuale situazione rischia di accendere <strong>nuovi focolai di tensione</strong>. In una fase del genere, dove tanto in Serbia quanto in Kosovo alcune parti politiche cercano legittimazione popolare, ogni scintilla potrebbe essere usata come pretesto per alimentare un incendio.</p>



<p>C&#8217;è poi un altro elemento da tenere in considerazione e riguarda la natura delle proteste a Belgrado: &#8220;Chi sta protestando contro Vucic &#8211; fa notare Francesco Trupia &#8211; non sta chiedendo un accordo con Pristina e una normalizzazione dei rapporti con il Kosovo. Al contrario, spesso si notano manifestanti che espongono bandiere kosovare con vessilli serbi&#8221;. Dall&#8217;altro lato del confine, Kurti ha scalato i ranghi della politica locale anche grazie ai discorsi legati all&#8217;autodeterminazione kosovara e all&#8217;integrità territoriale. Difficile, in questo quadro, che tra le due parti possano riprendere a breve serie contrattazioni. <strong>E i Balcani poi aspettano anche di sapere cosa farà Donald Trump</strong>, non così convinto di rimanere a lungo nella missione internazionale presente in Kosovo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html">Serbia e Kosovo, fibrillazioni diverse con un effetto unico: destabilizzare la regione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Giorni difficili&#8221;. Vucic alza l&#8217;allarme in Serbia: che cosa succede a Belgrado</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/giorni-difficili-vucic-alza-lallarme-in-serbia-che-cosa-succede-a-belgrado.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 13:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Aleksandr Vucic alza l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione della Serbia per le tensioni geopolitiche e diplomatiche mai sopite che interessano i Balcani occidentali. Negli ultimi giorni il presidente ha mostrato agitazione per gli scenari internazionali e nella giornata del 27 marzo ha parlato di &#8220;giorni difficili&#8221; in arrivo per Belgrado e per la sua sicurezza nazionale. &#8220;Adesso non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/giorni-difficili-vucic-alza-lallarme-in-serbia-che-cosa-succede-a-belgrado.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giorni-difficili-vucic-alza-lallarme-in-serbia-che-cosa-succede-a-belgrado.html">&#8220;Giorni difficili&#8221;. Vucic alza l&#8217;allarme in Serbia: che cosa succede a Belgrado</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/52637132869_aac588a703_b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>Aleksandr Vucic</strong> alza l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione della <strong>Serbia</strong> per le tensioni geopolitiche e diplomatiche mai sopite che interessano i Balcani occidentali. Negli ultimi giorni il presidente ha mostrato agitazione per gli scenari internazionali e nella giornata del 27 marzo ha parlato di &#8220;<strong>giorni difficili&#8221; in arrivo per Belgrado</strong> e per la sua sicurezza nazionale. &#8220;Adesso non mi è facile dire quali notizie abbiamo ricevuto nelle ultime 48 ore. Minacciano direttamente gli interessi nazionali vitali della Serbia e della Repubblica di Srpska&#8221;, ovvero la componente serba della Bosnia-Erzegovina, ha scritto Vucic sul suo profilo Instagram. </p>



<p>&#8220;Nei prossimi giorni informerò il popolo serbo su tutte le sfide che lo attendono. Sarà difficile come sempre&#8221;, ha aggiunto. Un <strong>messaggio criptico</strong> che ha destato allarme.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🚨🇷🇸<a href="https://twitter.com/hashtag/Vucic?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Vucic</a>, presidente <a href="https://twitter.com/hashtag/Serbia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Serbia</a>: “Adesso non è facile per me dire quali notizie abbiamo ricevuto nelle ultime 48 ore&#8230;Gli interessi nazionali vitali della Serbia e della Republika Srpska sono minacciati&#8230; Informerò i serbi rispetto a queste sfide. Sarà dura&#8230;Combatteremo. La… <a href="https://t.co/Uiw7ICiCUW">pic.twitter.com/Uiw7ICiCUW</a></p>&mdash; Dario D&#39;Angelo (@dariodangelo91) <a href="https://twitter.com/dariodangelo91/status/1772879691327717810?ref_src=twsrc%5Etfw">March 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Che cosa succede? Il presidente serbo viene da settimane agitate. Ieri, ad esempio, ha suscitato tensione in Serbia il rifiuto da parte dei Paesi Nato di portare al Consiglio di Sicurezza Onu in discussione il tema del bombardamento della Jugoslavia nel 1999 e delle sue conseguenze nel loro 25esimo anniversario. </p>



<p>Un segno del distacco politico crescente tra Belgrado e l&#8217;Occidente amplificato dalle recenti tensioni sui fatti russi della scorsa settimana. A caldo, dopo gli attentati di Mosca del 22 marzo, Vucic ha anticipato quanto ha detto <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-a-mosca-una-crisi-dintelligence-lallarme-usa-la-diplomazia-dei-servizi-il-ruolo-di-fsb-e-svr.html">il capo dell&#8217;Fsb <strong>Aleksandr Bortnikov</strong></a>, sottolineando che &#8220;Usa e Regno Unito sapevano già&#8221; cosa sarebbe accaduto con l&#8217;attacco di Isis-K nella capitale russa. Nei giorni successivi, Vucic ha mantenuto alta la tensione con le componenti del campo occidentale convocando per colloqui collettivi sia gli ambasciatori dei Paesi membri del gruppo di contatto per il futuro dei Balcani occidentali, il cosiddetto &#8220;Quintetto&#8221; (costituito da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti) che il rappresentante nella capitale serba dell&#8217;Unione Europea, il diplomatico Emanuele Giaufret. Tema dei dialoghi il possibile <strong>avvicinamento del Kosovo al Consiglio d&#8217;Europa</strong> e la futura ammissione di Pristina e dei suoi rappresentanti all&#8217;<strong>Assemblea parlamentare della Nato</strong>. </p>



<p>Nei giorni scorsi, il processo di avvicinamento all&#8217;Unione Europea della Bosnia-Erzegovina aveva suscitato allarme in Serbia e nella Repubblica Srpska guidata dall&#8217;alleato di Vucic, <strong>Milorad Dodik</strong>. Il quale è notoriamente critico dell&#8217;Occidente e vicino alla Russia di Vladimir Putin. A inizio marzo Vucic aveva annunciato un <a href="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2024/03/10/vucic-conferma-i-piani-di-vasto-riarmo-della-serbia_bc52284a-2c7e-449d-95f9-0c35d19dea7f.html"><strong>vasto piano di riarmo</strong>.</a> In precedenza, la &#8220;<strong>battaglia delle targhe&#8221;</strong> aveva agitato le relazioni tra Serbia e Kosovo, mostrando come dal riconoscimento dei veicoli dei due Paesi potesse partire una questione esistenziale sul mutuo riconoscimento di due Stati tra i quali la comunicazione è sempre più complessa. </p>



<p>Vucic ha provato negli anni scorsi a <strong>tenere parallelamente in campo la vicinanza alla Russia<a href="https://it.insideover.com/guerra/lescalation-in-kosovo-e-quei-legami-con-kiev-cosa-ce-dietro-lintreccio-con-russia-e-serbia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">, il rifiuto del sostegno all&#8217;aggressione all&#8217;Ucraina</a></strong>, dato che le rivendicazioni del Donbass avrebbero giocoforza amplificato la questione kosovara, e un <strong>dialogo economico e politico a tutto campo</strong> con l&#8217;Unione Europea, sostanziatosi in accordi commerciali e industriali con Paesi come Germania e Italia. Le questioni identitarie e nazionali, però, premono: l&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente di Pristina e Sarajevo evidentemente allarma Belgrado. Capitale in cui l&#8217;<strong>allerta ai massimi</strong>. In attesa che Vucic comunichi cosa davvero minaccia la sicurezza nazionale serba: una provocazione o una sfida reale? Attenzione ai confini caldi con il Kosovo e a quelli interni alla Bosnia: ogni provocazione o movimento, nei giorni a venire, rischia di essere critico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giorni-difficili-vucic-alza-lallarme-in-serbia-che-cosa-succede-a-belgrado.html">&#8220;Giorni difficili&#8221;. Vucic alza l&#8217;allarme in Serbia: che cosa succede a Belgrado</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Caos Nagorno-Karabakh, elezioni in Slovacchia, escalation tra Kosovo e Serbia: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 17:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Nagorno-Karabakh]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. Ecco le cinque notizie del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/caos-nagorno-karabakh-elezioni-in-slovacchia-escalation-tra-kosovo-e-serbia-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230929134800336_a986f8bb57fdb53c79a7cccd25e8de50-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli avvenimenti in Nagorno-Karabakh si susseguono rapidamente. Tra Kosovo e Serbia le tensioni non diminuiscono. La Slovacchia sta affrontando le elezioni legislative con l&#8217;ombra delle disinformazione russa. L&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme della gioventù tunisina: sempre meno istruita e sempre più povera. La Mauritania non accoglierà i soldati francesi cacciati dal Niger. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Di ora in ora salgono le tensioni tra Armenia e Azerbaigian&nbsp;</h2>



<p>Sale la tensione al confine tra <strong>Nagorno-Karabakh</strong> e <strong>Armenia</strong>. Un soldato azero è stato ucciso da un cecchino armeno posizionato al confine, più precisamente nell’insediamento di <strong>Zarkend</strong>, nel distretto di Basarkakecher. L’obiettivo era una postazione dell&#8217;esercito azero nell&#8217;insediamento di <strong>Ashagi Ayrim</strong>. È lo stesso ministero della Difesa di <strong>Baku</strong> a confermalo poi però smentito da <strong>Eravan</strong> che dichiara che non corrisponde a realtà la dichiarazione diffusa dal ministero della Difesa dell&#8217;Azerbaigian. I fatti si susseguono rapidamente in un conflitto che non vede margini di risoluzione rapida. Proprio oggi infatti, la procura generale dell&#8217;Azerbaigian ha annunciato l&#8217;arresto del ministro degli Esteri, <strong>David Babayan</strong>, dell’ormai sciolta autoproclamata Repubblica Nagorno-Karabakh. Il ministro è stato arrestato con l&#8217;accusa di essere &#8220;coinvolto nel coordinamento delle attività di gruppi terroristici, con l&#8217;obiettivo di instillare inimicizia e odio nazionale”. Queste accuse sono state mosse anche alla luce dell&#8217;attacco con missili balistici sferrato il 17 ottobre 2020 contro aree civili, insediamenti e territori smilitarizzati della città di <strong>Ganja</strong> in Azerbaigian, in cui sarebbe coinvolto Babayan. Nel frattempo Più di 100mila persone di etnia armena hanno lasciato il territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Kosovo e Serbia la ostilità non accennano a diminuire e la comunità internazionale richiama all’ordine</h2>



<p>Sono passati sei giorni ma la tensione rimane alta tra <strong>Kosovo</strong> e <strong>Serbia</strong>. Gli scontri tra i due Paesi sono nati dall’uccisione di un agente kosovaro al confine con la Serbia. L’uccisione del poliziotto ha portato un gruppo di uomini armati serbi a tendere un’imboscata alla polizia kosovara e a barricarsi in un monastero ortodosso vicino al confine settentrionale con la Serbia. Gli scontri sono durati ore e sono rimasti tre uomini e altri sono stati arrestati. Ieri l’ultimo avvenimento quando la polizia kosovara si è dislocata nel nord del Paese per condurre un’operazione nelle proprietà legate alla presunta mentre dell’attacco della polizia. Belgrado non ha tardato a farsi sentire che ha difinito l’operazione una “brutale ed eccessiva dimostrazione di forza”. La vicenda è arrivata fino alle orecchie statunitensi che hanno chiesto a <strong>Belgrado</strong> di ritirare le proprie forze dal confine con il Kosovo dopo aver rilevato quello che hanno definito un rafforzamento militare serbo senza precedenti. Anche la Nato ha preso posizione dichiarando di essere pronta ad aumentare la sia forza di pace in Kosovo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ombra russa nelle elezioni in Slovacchia</h2>



<p>Con le elezioni legislative di oggi, la <strong>Slovacchia</strong> rientra nella guerra geopolitica tra “Occidente” e Russia. Ad affrontarsi sono due correnti diametralmente opposte e, secondo i sondaggi dell&#8217;ultima ora, c&#8217;è da aspettarsi un serrato testa a testa tra il partito populista <strong>Smer-SD</strong> dell&#8217;ex primo ministro <strong>Robert Fico</strong>, che sostiene politiche più favorevoli a Mosca, e la Slovacchia progressista liberale di <strong>Michal Simecka</strong>, vicepresidente del Parlamento europeo che vuole approfondire la cooperazione con l’Ue. Come da copione il Paese è stato bombardato di disinformazione durante tutta la campagna elettorale. Uno studio rivela metà della nazione creda alle fake news in circolazione. La posta in gioco è altissima e pare che la Russia abbia giocato il suo ruolo nel diffondere fake news per agevolare il consenso nei confronti di Robert Fico che ha ornato i cartelloni della capitale <strong>Bratislava</strong> con slogan che promettono  &#8220;stabilità, ordine e benessere”. Dalle 22 di questa sera, ora italiana, avranno luogo gli exit poll e si saprà se la Slovacchia cambierà definitivamente la sua politica estera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Allarme giovani nella Tunisia dell’esodo umano</h2>



<p>Secondo uno studio Onu, oltre un quarto dei giovani tunisini di età compresa tra i 15 e i 29 anni non è iscritto al sistema di istruzione e formazione della <strong>Tunisia</strong> e non è attivo sul mercato del lavoro. Lo studio è stato condotto da varie agenzie delle Nazioni Unite quali l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp). I dati riguardano giovano tunisini provenienti da diversi governatorati, ovvero Gafsa, Kairouan, Monastir e Sidi Bouzid. Non è un caso quindi che oltre alle centinaia di migliaia di disperati che cercando di arrivare sulle coste europee, in gran numero ci siano pure i tunisini. Il Paese sta attraversando non solo una drammatica crisi economica ma anche una crisi sociale. Le sfide che devono affrontare i giovani tunisini sono molteplici. Le difficoltà di apprendimento, le condizioni di vita familiare difficili e le sfide economiche e sociali portano all&#8217;abbandono scolastico e a un’inevitabile stato di disoccupazione e povertà.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sahel, in un irremovibile sentimento anti francese, allontana la Francia: la Mauritania non accoglierà i militari francesi </h2>



<p>La <strong>Mauritania</strong> non è &#8220;né strategicamente né geograficamente&#8221; il Paese migliore per ospitare i 1.500 soldati francesi che lasceranno il Niger entro la fine dell&#8217;anno. Lo ha detto il presidente mauritano <strong>Mohamed Ould</strong> <strong>Ghazouani</strong> in un&#8217;intervista al quotidiano francese <em>Le Figaro</em>. &#8220;L&#8217;azione di forze dedicate è più logica in un Paese che si trova più al centro o vicino al campo d&#8217;azione. La Mauritania non subisce un attacco sul suo territorio dal 2011 e senza dubbio ha meno bisogno dell&#8217;assistenza di una forza multinazionale&#8221;, ha detto il capo dello Stato africano. È così che la Francia di <strong>Macron</strong> si ritrova in affanno nel Sahel dove non sa più dove fare continuare le sue operazioni anti terrorismo. Parigi è infatti ormai cacciata da tutta la regione che la sta inesorabilmente escludendo da un qualsiasi coinvolgimento militare. </p>
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		<title>Cook e Niue indipendenti, nuovi scontri in Kosovo, bombe all&#8217;ambasciata cubana: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cook-e-niue-indipendenti-nuovi-scontri-in-kosovo-bombe-allambasciata-cubana-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 17:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sul confine tra Serbia e Kosovo si ricomincia a sparare, Biden riconosce le Isole Cook e Niue indipendenti contro l'avanzata della Cina nell'Indo-Pacifico, due bombe molotov vengono scagliate contro l'ambasciata cubana a Washington, Kim riapre i confini nazionali e Seul, Tokyo e Pechino sembrano prepararsi ad un meeting tra leader. Ecco le notizie del giorno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cook-e-niue-indipendenti-nuovi-scontri-in-kosovo-bombe-allambasciata-cubana-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Cook e Niue indipendenti, nuovi scontri in Kosovo, bombe all&#8217;ambasciata cubana: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230925190157742_d63dedac6b8581f1ac47c2b920ff3dda-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il corpo diplomatico di Cuba a Washington è sopravvissuto incolume al lancio di due bombe molotov contro l&#8217;ambasciata. Colloqui a livello di viceministri tra Corea del Sud, Cina e Giappone preparano il terreno per un meeting tra tre leader. Biden riconosce l&#8217;indipendenza alle Isole Cook e Niue in funzione anti-cinese mentre sul confine tra Kosovo e Serbia hanno ricominciato a sparare. Infine, dopo tre lunghi anni Kim Jong Un ritira la chiusura delle frontiere per l&#8217;emergenza Covid. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bombe contro l&#8217;ambasciata cubana a Washington </h2>



<p>Ieri notte l&#8217;ambasciata cubana a Washington è stata oggetto di un <strong>attacco terrorista </strong>da parte di un individuo che ha lanciato due bombe molotov contro l&#8217;edificio. Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez, ha rassicurato sul X che fortunatamente non ci sono feriti tra il personale dell&#8217;ambasciata, e che la struttura ha riportato danni minori. L&#8217;attacco ha avuto luogo poco dopo il ritorno del presidente Miguel Díaz-Canel a Cuba dopo la visita a New York dove ha preso parte all&#8217;Assemblea generale Onu e ha parlato con i cubani residenti negli Stati Uniti. L&#8217;aggressione di stanotte rappresenta il <strong>secondo attacco violento</strong> contro la sede diplomatica: il precedente risale al 2020, quando un uomo di origine cubana sparò con un fucile d&#8217;assalto contro l&#8217;edificio per poi essere identificato e arrestato. Il ministro Rodríguez ha sottolineato che &#8220;<strong>gruppi anti-cubani</strong> ricorrono a metodi terroristi perché hanno un&#8217;impressione di impunità, problema che Cuba ha più volte segnalato alle autorità statunitensi. I due Paesi hanno riallacciato rapporti diplomatici nel 2015 dopo che il presidente Barack Obama e Raúl Castro hanno messo fine ad uno iato durato oltre 50 anni. Durante la presidenza Trump il rapporto ha vacillato, con Cuba inclusa nella lista americana degli stati che <strong>sponsorizzano il terrorismo</strong>; l&#8217;amministrazione Biden ha mantenuto tali misure pur senza interrompere i rapporti diplomatici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Colloqui tra Corea del Sud, Giappone e Cina per un meeting tra i leader</h2>



<p>Domani, il viceministro degli Esteri <strong>sudcoreano</strong> Chung Byung-won terrà un meeting tra alti ufficiali con il suo pari <strong>giapponese</strong>, Takehiro Funakoshi, e <strong>cinese</strong>, Nong Rong. I tre si incontreranno per riavviare il meccanismo di cooperazione tra i tre Paesi limitrofi. Oggi, alla vigilia dei negoziati, Chung ha tenuto discussioni uno-a-uno con le controparti di Tokyo e Pechino in un tentativo di organizzare un <strong>trilaterale tra i leader </strong>dei rispettivi Paesi. Separatamente, il ministro degli Esteri sudcoreano Park Jin ha incontrato Chung, Funakoshi e Nong  e ha così commentato la riunione: &#8220;Corea, Giappone e Cina sono <strong>Paesi molto vicini </strong>e non possono essere separati tra loro: è importante che produciamo risultati tangibili per trarne benefici che possano essere percepiti dalle popolazioni di tutti e tre i Paesi&#8221;. I tre leader si sono visti per la prima volta nel 2008 ma gli incontri sono cessati nel 2019, a causa&nbsp;della pandemia di&nbsp;Covid-19 e&nbsp;delle <strong>controversie</strong> tra Corea&nbsp;del&nbsp;Sud e Giappone. Seul e Tokyo hanno recentemente rilanciato le loro relazioni, dopo l&#8217;elezione&nbsp;del&nbsp;presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Isole Cook e Niue indipendenti per un Indo-Pacifico &#8220;libero e aperto&#8221;</h2>



<p>Gli Stati Uniti stabiliscono oggi <strong>relazioni diplomatiche </strong>con due isole del Pacifico, riconoscendo per la prima volta le isole Cook e Niue come stati <strong>sovrani e indipendenti</strong>. Il riconoscimento fa parte dello sforzo del presidente Joe Biden per rafforzare le relazioni statunitensi nell&#8217;Indo-Pacifico e per contrastare la crescente <strong>influenza cinese,</strong> sua priorità fin dall&#8217;insediamento. L&#8217;amministrazione ha lavorato per approfondire il suo coinvolgimento con le isole oceaniche e ha ospitato il forum dei leader delle Isole del Pacifico alla Casa Bianca. Il Presidente ha affermato che entrambi gli stati giocano un ruolo critico e costruttivo nel Pacifico, e che l&#8217;annuncio di oggi mira a proteggere i confini e le risorse marittime, a combattere il cambiamento climatico impostando una <strong>crescita economica</strong> inclusiva a tutela dell&#8217;ambiente. Soprattutto, ha evidenziato che le iniziative servono a promuovere una regione Indo-Pacifica &#8220;<strong>libera e aperta</strong>&#8220;. Biden ha svelato nuovi finanziamenti per le infrastrutture delle Isole del Pacifico, del valore di <strong>10 milioni di dollari</strong>, che attraverso il Dialogo Quadrilaterale di Sicurezza (Australia, Giappone, India, Stati Uniti) miglioreranno la conoscenza del settore marittimo nel pacifico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Si riaccende la violenza sul confine tra Kosovo e Serbia</h2>



<p>Dozzine di uomini armati di etnia serba vestiti in uniforme da combattimento hanno <strong>ucciso </strong>un ufficiale di<strong> polizia kosovaro</strong> e ne hanno ferito un secondo per poi prendere d&#8217;assalto<strong> </strong>un <strong>monastero</strong> ortodosso in Kosovo vicino al confine con la Serbia, innescando scontri a fuoco che hanno lasciato a terra cinque morti e hanno alzato la tensione tra i due Paesi che cercano di normalizzare il loro rapporto <strong>a lungo ostile</strong>. La polizia kosovara ha circondato Banjska, il villaggio a maggioranza serba a 55 chilometri a nord di Pristina dove si trova il monastero, e lì lo scontro armato è proseguito. Il primo ministro del Kosovo Albin Kurti ha affermato che l&#8217;attacco è stato <strong>supportato dalla Serbia</strong>. Ieri sera, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha risposto che gli assalitori erano serbi kosovari locali &#8220;che non sono più disposti a tollerare il <strong>terrore imposto da Kurti</strong>&#8220;. Nella giornata di ieri gli agenti hanno arrestato sei persone, e oggi continuano a cercare gli altri aggressori che sono usciti dal monastero ma anche la &#8220;<strong>quantità straordinaria di armi</strong>&#8221; rinvenuta in diversi nascondigli nella zona. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Corea del Nord riapre i confini</h2>



<p>La Corea del Nord permetterà l&#8217;<strong>entrata nel Paese</strong> agli stranieri da oggi, ritirando la chiusura dei confini ai cittadini stranieri per la prima volta dallo scoppio della pandemia da Covid-19. Secondo media statali cinesi, le autorità di Pyongyang autorizzeranno i cittadini esteri ad entrare in Corea del Nord dopo una <strong>quarantena </strong>di due giorni. Il Paese ha gradualmente alleviato le restrizioni imposte all&#8217;inizio del 2020 concedendo alle <strong>delegazioni di Cina e Russia</strong> di entrare nel Paese lo scorso luglio, e permettendo ai nordcoreani di rientrare in patria solo il mese scorso. Questo stesso mese, il leader Kim Jong Un si è recato con altri alti ufficiali in Russia per incontrare il presidente Vladimir Putin, e ha poi inviato atleti nordcoreani ai Giochi Asiatici inaugurati ieri in Cina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cook-e-niue-indipendenti-nuovi-scontri-in-kosovo-bombe-allambasciata-cubana-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Cook e Niue indipendenti, nuovi scontri in Kosovo, bombe all&#8217;ambasciata cubana: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;arco di crisi e il nodo Kosovo: ecco come disinnescare l&#8217;escalation</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/larco-di-crisi-e-il-nodo-kosovo-ecco-come-disinnescare-lescalation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Serbia e Kosovo è un crescendo di tensione. Era dal 2008 che non si vedevano i livelli di violenza dello scorso mese. Ecco come disinnescare la crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larco-di-crisi-e-il-nodo-kosovo-ecco-come-disinnescare-lescalation.html">L&#8217;arco di crisi e il nodo Kosovo: ecco come disinnescare l&#8217;escalation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230610154620836_dbc1e187b05d3b7d3a2afd28cc49f391-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 24 febbraio 2022, dando inizio alla <strong>grande guerra d&#8217;Ucraina</strong>, che ha sancito l&#8217;apertura del terzo (e ultimo?) tempo della Guerra fredda, la Russia ha aperto un <strong>vaso di Pandora</strong> destinato a incidere in maniera determinante sulla traiettoria del Duemila.</p>



<p>I mali sprigionati da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a> in persona, nel momento in cui ha ordinato alle forze armate russe di mettere piede in Ucraina, hanno condotto la competizione tra grandi potenze in una nuova fase, molto più pericolosa e imprevedibile delle precedenti, e sono suscettibili di traghettare l&#8217;umanità verso scenari da <em>hic sunt leones</em>. Esito (in)evitabile della progressiva riaccensione di focolai spenti e del calpestamento di inviolabili linee rosse.</p>



<p>La classe dirigente dell&#8217;Unione Europea è chiamata a prendere atto dell&#8217;epocalità della sfida rappresentata dall&#8217;aggravamento della competizione tra grandi potenze, che non permetterà la presenza di osservatori non partecipanti né risparmierà i fautori del non-allineamento. Sicurezza e autonomia strategica passano e passeranno dall&#8217;adozione di una nuova <em>forma mentis</em>, improntata all&#8217;azione e alla propositività, e dal disinnescamento delle piccole polveriere, eredità di fine Novecento, di cui l&#8217;Europa pullula e che sono pronte a esplodere. Come il <strong>Serbia-Kosovo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I venti dell&#8217;instabilità sull&#8217;Europa</h2>



<p>La trasformazione della guerra in Ucraina nell&#8217;evento spartiacque della titanomachia tra le grandi potenze dell&#8217;attualità avrà come conseguenza di lungo termine l&#8217;arrivo dei nodi irrisolti della storia, in gran parte ereditati dal Novecento, al pettine. Capolinea al quale, in assenza di sforzi diplomatici collettivi, seri ed estenuanti, gli attori del sistema internazionale giungeranno attraverso e attraversando la più violenta delle strade: <strong>la guerra</strong>.</p>



<p>Le linee rosse che le grandi potenze hanno tracciato con l&#8217;inchiostro simpatico stanno cadendo. Piccole e remote periferie sono al centro delle contese tra i giganti, come ai tempi della scontro egemonico Stati Uniti-Unione Sovietica, e i conflitti fino a oggi congelati vanno assumendo la forma di vulcani dormienti in procinto di eruttare. </p>



<p>Lo zampino della Cina nel lento risveglio della<a href="https://it.insideover.com/storia/malvine-o-falkland-la-storia-di-una-contesa-infinita.html"> questione Malvine/Falkland</a>, il fermento negli -stan, la diffusione degli indipendentismi tra Commonwealth e Francia d&#8217;oltremare non sono che le prime manifestazioni dell&#8217;apertura del vaso di Pandora e i segnali premonitori di ciò che attende il sistema internazionale nello scenario in cui i grandi perdessero il controllo e non riuscissero, o non volessero, a trovare un <em>modus vivendi</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/i-nodi-irrisolti-della-storia.html">I nodi irrisolti della Storia</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-diluvio-universale-alle-porte.html">Il diluvio universale alle porte</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-2-0-e-giunto-il-momento-delle-periferie.html">Il momento delle periferie</a></strong></li>
</ul>



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<p>L&#8217;Europa ha molte e fondate ragioni per preoccuparsi di questo nuovo momento della competizione tra grandi potenze. Perché siede su un tappeto di conflitti congelati, potenziali teatri di scontro tra Stati Uniti e Russia, la cui esplosione in simultanea, o a catena, potrebbe dare vita a un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-moldavia-alla-georgia-larco-di-crisi-intorno-allucraina.html">super-arco di crisi</a>&#8220;.</p>



<p>I Balcani, nello specifico, sono un vespaio che presenta un&#8217;incredibilmente elevata agglomerazione di conflitti congelati e questioni di etno-nazionalismo. La Moldavia teme la riapertura della <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nodo-irrisolto-della-transnistria.html">guerra in Transnistria</a>, mentre con la coda dell&#8217;occhio osserva <a href="https://it.insideover.com/politica/gagauzia-la-quinta-colonna-del-cremlino-al-voto.html">i tumulti in Gagauzia</a>. La <strong>Macedonia del Nord</strong> non ha mai smesso di avere paura dello spettro dell&#8217;<strong>Illirida</strong>. E nei Balcani occidentali aumenta la consapevolezza che il processo di disgregazione della Iugoslavia non è ancora finito.</p>



<p>Il <strong>Montenegro </strong>è entrato nell&#8217;Alleanza Atlantica, ha adottato unilateralmente l&#8217;euro, ma Serbia e Russia dispongono di un alleato prezioso in loco, la Chiesa ortodossa, che è ancora capace di muovere voti e riempire le piazze. La <strong>Bosnia ed Erzegovina</strong> è in un limbo: <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bosnia-e-il-nuovo-teatro-di-scontro-tra-occidente-e-russia.html">non può fare un passo in direzione Ue/Nato senza che l&#8217;Entità serba minacci la secessione</a>. E lungo il Serbia-Kosovo vengono scaricate dai blocchi, sempre più frequentemente, le tensioni accumulate altrove.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Kosovo, la &#8220;Taiwan dei Balcani&#8221;</h2>



<p>La fragile coesistenza tra Serbia e Kosovo, il cui cammino verso il mutuo riconoscimento ha registrato prima uno stallo e poi una regressione nel dopo-Trump, è stata messa a dura prova dal tana libera tutti innescato dalla guerra in Ucraina. E il <strong>dialogo Belgrado-Pristina </strong>patrocinato dall&#8217;Unione Europea, a causa della sua innata imperfezione – l&#8217;assenza di Russia e Stati Uniti dal formato –, non ha portato che a strade rivelatesi dei vicoli ciechi.</p>



<p>Gli incidenti nel Kosovo settentrionale di fine maggio, culminati nel ferimento di oltre quaranta soldati della Kosovo Force, sono un campanello d&#8217;allarme a cui prestare ascolto. Perché era dal 2008, anno dei gravi scontri interetnici avvenuti all&#8217;indomani della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, che non si registravano violenze di questa portata. Il campanello d&#8217;allarme, se non ascoltato, potrebbe essere ricordato come un punto di non ritorno.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-della-storia-in-europa.html">Il ritorno della Storia in Europa</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-battaglia-per-la-transizione-multipolare.html">La grande battaglia per la Transizione multipolare</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-fredda-2-0-e-i-destini-del-mondo.html">La Guerra fredda 2.0 e i destini del mondo</a></strong></li>
</ul>



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<p>Il Kosovo non può essere derubricato ad un dossier di secondaria importanza. Per l&#8217;Unione Europea, e in particolare per l&#8217;Italia, dovrebbe figurare al vertice delle priorità. Perché l&#8217;eventuale riavvio del processo di frammentazione della Iugoslavia, congelato ma mai fermato, ha il potenziale di scatenare un effetto a catena nel resto della penisola. </p>



<p>Il Kosovo è per l&#8217;Europa ciò che Taiwan è per l&#8217;Estremo Oriente: un crocevia in cui si toccano, si incontrano e si scontrano le linee rosse delle grandi potenze, in questo caso Russia e Stati Uniti. A coloro che vogliono attraversare questo crocevia a riconoscimento limitato è richiesto, pertanto, di studiare i passi da fare come se fossero delle mosse da compiere su una scacchiera. E passi lenti, proiettati verso un orizzonte chiaro, potrebbero effettivamente condurre nella direzione giusta. Perché tra Serbia e Kosovo una pace (definitiva) è possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pace che potrebbe essere</h2>



<p>Mentre la Turchia approfitta del deterioramento delle relazioni Kosovo-Serbia per aumentare in maniera consistente la sua presenza nell&#8217;area, riscrivendo la composizione demografica della Kosovo Force a proprio favore, il dialogo Belgrado-Pristina sponsorizzato dall&#8217;Ue vive in un momento di stasi e l&#8217;amministrazione Biden è costretta a redarguire Albin Kurti per aver permesso e benedetto l&#8217;installazione di sindaci albanesi nei comuni serbi del Kosovo settentrionale.</p>



<p>Il blocco occidentale è chiaramente in difficoltà in Kosovo e rischia, addossando sui soli albanesi le responsabilità dell&#8217;<em>escalation</em>, di fare il gioco della Serbia e di ritrovarsi a fronteggiare, alla lunga, una campagna di revisionismo avvolgente l&#8217;intera ex Iugoslavia. </p>



<p>La soluzione alla questione Kosovo non verrà riscaldando minestre già pronte, come l&#8217;infruttuoso dialogo facilitato Belgrado-Pristina, né proseguendo nell&#8217;applicazione di trattamenti palliativi, come gli inviti alla de-escalation e le richieste di congelamento di politiche ostili. Urgono proposte nuove, che tengano in considerazione la situazione sul campo e che coinvolgano tutti gli <em>stakeholder </em>– cosa, fino a oggi, mai fatta.</p>



<p>La triade Francia-Germania-Stati Uniti non può produrre soluzioni definitive, limitandosi a formulare accordi di simil-normalizzazione di breve durata e di efficacia decrescente, perché non dà il giusto peso ai due fattori-chiave della questione: identità e <em>linkage</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/dal-kosovo-alla-bosnia-i-focolai-serbi-nei-balcani.html">I focolai serbi nei Balcani</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/l-importanza-di-chiamarsi-kosovo-2057457.html">L&#8217;importanza di chiamarsi Kosovo</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/venti-di-guerra-sui-balcani.html">Venti di guerra sui Balcani</a></strong></li>
</ul>



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<p>Pristina teme (a ragione) che la concessione di autonomia ai comuni serbi possa spianare la strada alla secessione o, nel migliore dei casi, determinare un aumento considerevole dell&#8217;influenza di Belgrado su di essi, i quali, già oggi, formano delle enclavi <em>de facto</em>. Belgrado chiede (a ragione) che la minoranza serba ottenga la giusta rappresentanza politica e abbia un certo grado di autonomia sul resto del Paese. La conseguenza di un tale stallo non può che essere un clima di perenne nervosismo.</p>



<p>Quello che serve nel Serbia-Kosovo è un formato 5+2, dove i cinque sono costituiti da Italia, Turchia, Stati Uniti, Russia e Albania. L&#8217;Italia e la Turchia in rappresentanza della Nato e in ragione dell&#8217;influenza multidimensionale esercitata nell&#8217;area, gli Stati Uniti e l&#8217;Albania per via dello storico ruolo di guardiani del Kosovo, la Russia perché è l&#8217;alfiere della Serbia. <em>Linkage</em>. Il primo passo per risolvere la questione serbo-kosovara consiste nell&#8217;inquadrarla nel giusto contesto di appartenenza.</p>



<p>Una volta riuniti al tavolo i principali <em>stakeholder</em>, magari supervisionati da un arbitro – che potrebbe essere il Vaticano o un&#8217;organizzazione internazionale –, si potrebbe procedere a discutere i punti di attrito tra Serbia e Kosovo. La soluzione che mostra più probabilità di avere effetti permanenti consiste nell&#8217;organizzare un referendum tra gli abitanti dei luoghi in oggetto, sotto l&#8217;egida di osservatori internazionali, allo scopo di capire se esista o meno un consenso popolare al mutamento dei confini a mezzo dello scambio di territori: porzioni della <strong>valle di Preševo&nbsp;</strong>al Kosovo, parti delle province settentrionali del Kosovo alla Serbia.</p>



<p>Il piano non è privo di rischi: la Serbia potrebbe perseguire la medesima strategia per disturbare la Bosnia. Ma i decisori, guidati dalla lungimiranza, dovrebbero a quel punto chiedersi cosa sia meglio la Bosnia: se l&#8217;attuale limbo geopolitico, aggravato dalla minaccia costante di una guerra contro la Serbia, o se un ridimensionamento – l&#8217;Entità serba indipendente o incorporata alla Serbia – seguito dall&#8217;ingresso nell&#8217;Ue e nella Nato. Il momento di chiudere i conti con la Iugoslavia, fantasma che continua ad aggirarsi per l&#8217;Europa, è ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larco-di-crisi-e-il-nodo-kosovo-ecco-come-disinnescare-lescalation.html">L&#8217;arco di crisi e il nodo Kosovo: ecco come disinnescare l&#8217;escalation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;escalation in Kosovo e quei legami con Kiev: cosa c&#8217;è dietro l&#8217;intreccio con Russia e Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lescalation-in-kosovo-e-quei-legami-con-kiev-cosa-ce-dietro-lintreccio-con-russia-e-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 04:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[kosovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1233" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste serbe in Kosovo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221212172152421_3165b53f0f01cc42a44956ae3bc86deb-2048x1315.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ragioni per le quali il Kosovo divenne indipendente nel 2008 e per le quali molti Paesi ancora non ne riconoscono l&#8217;indipendenza sono note ai più. Così come è notoria la faglia politica e militare che qui, nel cuore dei Balcani, pone da un lato la Serbia e i suoi legami con la Russia, e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lescalation-in-kosovo-e-quei-legami-con-kiev-cosa-ce-dietro-lintreccio-con-russia-e-serbia.html">[...]</a></p>
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<p>Le ragioni per le quali il <strong>Kosovo</strong> divenne indipendente nel 2008 e per le quali molti Paesi ancora non ne riconoscono l&#8217;indipendenza sono note ai più. Così come è notoria la faglia politica e militare che qui, nel cuore dei Balcani, pone da un lato la <strong>Serbia</strong> e i suoi legami con la Russia, e il Kosovo, assieme al suo rapporto con la Nato, dall’altro. Questa condizione, di per sé precedente allo scoppio del conflitto in Ucraina, alla luce degli ultimi accadimenti, fa della piccola nazione la periferia perfetta della <strong>guerra in Ucraina</strong>, ove i due fronti possono minacciarsi vicendevolmente, oltre che scatenare una battaglia per procura. A complicare il quadro della situazione, l&#8217;atteggiamento di reciproco sostegno che Kiev e Pristina hanno inaugurato dallo scoppio dell'&#8221;operazione speciale&#8221; in poi, contribuendo a sparigliare le carte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Kosovo, precedente pericoloso per Kiev</h2>



<p>Il Kosovo, inteso come vicenda internazionale, ha rappresentato da sempre una questione delicata per l&#8217;Ucraina, poichè Mosca ha sempre utilizzato questo precedente per giustificare l&#8217;annessione dei territori russofoni, prima, e l&#8217;invasione, poi. Facendo un passo indietro, l&#8217;indipendenza kosovara aveva creato nel 2008 non poche tensioni in Europa come all&#8217;Onu, oltre a severe perplessità da parte di alcune nazioni europee alle prese con tumulti interni Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia e Spagna. L&#8217;indipendenza di Pristina, infatti, riconosciuta da <strong>101 nazioni Onu su 193</strong>, risiede in quella zona grigia del diritto internazionale che si pone fra il diritto all&#8217;autodeterminazione e l&#8217;integrità territoriale di una nazione sovrana. </p>



<p>Quando nel 2008 l&#8217;Unione Europea concesse l&#8217;avallo all&#8217;indipendenza, la scelta &#8211; appoggiata dagli Stati Uniti &#8211; non fu affatto unanime, poichè apriva un nuovo terreno di scontro con la Russia e metteva in discussione una rapida integrazione della Serbia nell&#8217;Unione Europea. Il vizio congenito di quell&#8217;operazione forzata faceva sentire le sue conseguenze in seno al <strong>Consiglio di sicurezza Onu</strong>, dove l&#8217;Europa non ha esitato a sfidare le ambizioni russe di riprendersi un ruolo politico oltre gli Urali. Su quella presa di posizione, Mosca ha costruito la sua nuova <em>weltanschauung </em>che ha fatto da sostrato agli interventi in Ossezia del Sud, in Crimea e nel Donbass. Ed è con questo tipo di argomentazioni che soffia sul fuoco balcanico, che ancora oggi si lascia andare a grandi e vetuste narrazioni come quelle sulla grande Serbia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398133" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Kosovo e la disunione europea</h2>



<p>Accanto alla <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/esercito-in-massima-allerta-ancora-tensione-tra-kosovo-e-serbia.html">recente <strong>crisi delle targhe</strong></a>, l&#8217;intricata vicenda del Kosovo è recentemente approdata al <strong>Consiglio d&#8217;Europa</strong>. Lo scorso 24 aprile, il comitato dei ministri del Consiglio hanno dato un primo assenso all&#8217;ingresso di Pristina all&#8217;interno dell&#8217;istituzione transeuropea con 33 voti a favore, 7 contro e 5 astensioni. Un altro premio nel medagliere di <strong>Albin Kurti</strong> che, lo scorso dicembre, aveva inoltrato la domanda per l&#8217;adesione della piccola nazione all&#8217;Unione Europea. Astensioni e voti contrari permettono di delineare come e perché il Kosovo sia una questione delicata anche per le vicende ucraine: tra i voti contrari quelli di Cipro, Spagna, Romania, Serbia ma soprattutto quello dell&#8217;<strong>Ungheria di Orban</strong>: una contraddizione solo apparente poichè, pur riconoscendo il Kosovo, Budapest è alle prese con un progressivo flirt di Orban con Vucic, tessuto pazientemente nel tempo. </p>



<p>Ad astenersi, invece, Grecia, Slovacchia, Moldavia, Bosnia ma soprattutto l&#8217;Ucraina. Un risultato ancora più importante se, come va ricordato, quattro Paesi Nato-Ue (Grecia, Romania, Slovacchia, Spagna) e uno Ue-non Nato come Cipro non riconoscono il Kosovo. Questo equivale a bloccare il futuro di Pristina nell&#8217;Unione come nella Nato. Una disunione che non fa altro che legittimare l&#8217;asse serbo-russo nel voler proseguire a oltranza la destabilizzazione dei Balcani a base di sentimenti anti-Nato e rivendicazioni etniche. Astensioni e voti contrari si aggiungono, poi, al significato politico del ritiro del riconoscimento da parte di 27 Paesi del Terzo Mondo, che hanno privato Pristina del loro appoggio nel corso di questi quindici anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Kiev sostiene il Kosovo indipendente</h2>



<p>Alla luce di questi aspetti, Kiev e Pristina dovrebbero essere agli antipodi di questi complessi intrecci europei, ed invece hanno intessuto, dallo scoppio della guerra in poi, una relazione inaspettata: dall’invasione dell’Ucraina il Kosovo è stato un forte sostenitore di Kiev, mentre la Serbia continua ad essere messa nell’angolo per le sanzioni alla Russia. Non a caso, nel gennaio scorso, era stata proprio Kiev, dalla voce del deputato <strong>Oleksiy Goncharenko</strong>, ad invitare i Paesi europei mancanti all&#8217;appello a riconoscere l&#8217;indipendenza kosovara. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">It is necessary to recognize the independence of Kosovo. It is necessary for Kosovo to become a member of the Council of Europe, and in the future &#8211; a member of the European Union.<br><br>My speech in <a href="https://twitter.com/PACE_News?ref_src=twsrc%5Etfw">@PACE_News</a> <a href="https://t.co/8aoRqoda7v">pic.twitter.com/8aoRqoda7v</a></p>&mdash; Oleksiy Goncharenko (@GoncharenkoUa) <a href="https://twitter.com/GoncharenkoUa/status/1618304940170186756?ref_src=twsrc%5Etfw">January 25, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Viene da chiedersi perché mai, visto che il Kosovo sarebbe, all&#8217;origine, una sorta di Donbass in terra serba. Ed invece la ragione esiste ed ha una sua coerenza: la vicenda, aggrovigliandosi su se stessa, porta la difesa del Kosovo ed il suo riconoscimento a divenire non più una minaccia all&#8217;integrità territoriale o alla Carta dell&#8217;Onu, bensì una sconfitta per le ambizioni di Mosca e Belgrado. Questo è, oggi, il più grande desiderio di Kiev. Un desiderio urgente, poichè in quel di Belgrado alcuni esponenti del parlamento serbo iniziano a discettare di operazioni inquietanti sul suolo balcanico: è il caso del deputato serbo Vladimir Dukanovic che aveva vagheggiato sulla possibilità che la Serbia si vedesse costretta a &#8220;<strong>denazificare i Balcani</strong>&#8220;. Una frase per la quale si era poi scusato, ma che tradisce l&#8217;humus culturale che lega serbi e russi. La speranza per Kiev è, dunque, quella di infliggere un duro colpo diplomatico a Mosca pacificando i rapporti tra Pristina e Belgrado, inducendo Vladimir Putin a mollare sul fronte principale e Vucic a rifiutare di stare con il piede in due scarpe: quella europea e quella russa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lescalation-in-kosovo-e-quei-legami-con-kiev-cosa-ce-dietro-lintreccio-con-russia-e-serbia.html">L&#8217;escalation in Kosovo e quei legami con Kiev: cosa c&#8217;è dietro l&#8217;intreccio con Russia e Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In arrivo rinforzi dalla Turchia: cosa succede in Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/in-arrivo-rinforzi-dalla-turchia-cosa-succede-in-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kosovo, polizia a Leposavic (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Difesa di Ankara comunica l'invio di uomini dal 65esimo Comando Brigata Fanteria Meccanizzata nel "fraterno Kosovo"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/in-arrivo-rinforzi-dalla-turchia-cosa-succede-in-kosovo.html">In arrivo rinforzi dalla Turchia: cosa succede in Kosovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kosovo, polizia a Leposavic (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYhdY05gEhBTRHBRdOBr_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione del <strong>Kosovo </strong>del nord rimane tesa. Le proteste della minoranza serba davanti ai municipi di Zvecan, Leposavic e Zubin Potok continuano, anche se non paragonabili alle manifestazioni esplose in violenza dell&#8217;ultima settimana. E mentre la diplomazia cerca di trovare una via per fermare ogni possibile escalation, dialogando tanto con Belgrado quanto con Pristina, la <strong>Nato</strong> lavora per gestire la tensione e mantenere l&#8217;ordine insieme alle forze di polizia kosovare.</p>



<p>Un lavoro complesso, in cui l&#8217;Alleanza Atlantica, oltre a impiegare i già presenti militari dei vari contingenti dei singoli Paesi membri, ha anche chiesto agli altri Stati di fare qualcosa in più. Tra questi, tra i primi a rispondere all&#8217;appello atlantico è stata la <strong>Turchia</strong>. <a href="https://www.msb.gov.tr/SlaytHaber/7b7fae9037064e41bd1202947cdc406f">Come scritto dal ministero della Difesa</a>, Ankara ha infatti deciso di inviare un commando del 65esimo Comando Brigata Fanteria Meccanizzata come &#8220;forza di riserva&#8221;. I militari turchi dovrebbero arrivare in queste ore nella <strong>base &#8220;Sultan Murat&#8221; a Prizren</strong>, nella parte sudoccidentale del Kosovo. La base è lontana dall&#8217;area delle tensioni, ma per Ankara a questo punto è fondamentale lanciare un messaggio di presenza in un Paese dove non ha mai dimenticato di avere legami ramificati e profondi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398022" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Lo conferma del resto lo stesso comunicato del ministero turco, che parlando delle tensioni che hanno coinvolto i comuni a maggioranza serba, ha invocato la <strong>moderazione </strong>di tutte le parti &#8220;nell&#8217;amichevole e fraterna parte settentrionale del Kosovo&#8221;. Parole non casuali, che vogliono lanciare un segnale di vicinanza molto chiaro con Pristina e con la popolazione locale e che confermano anche l&#8217;interesse della Turchia per un&#8217;area, quella balcanica, che solo apparentemente è uscita dall&#8217;agenda di Recep Tayyip Erdogan. Se infatti è vero che il governo turco, negli ultimi anni, ha orientato la propria attenzione su altri settori &#8211; dalla Siria alla Libia, passando per il Mediterraneo orientale e il Mar Nero &#8211; questo non significa che Ankara abbia dimenticato la partita balcanica: un&#8217;area su cui si proiettano <strong>sogni neo-ottomani </strong>ma anche rotte per arrivare nel cuore dell&#8217;Europa e blindare i propri interessi.</p>



<p>Grazie al passato imperiale, alla comunanza di fede e alla penetrazione economica e politica, la Turchia si è ritagliata uno spazio centrale nei <strong>Balcani</strong>. E in tutto questo, un ruolo lo ha avuto anche l&#8217;appartenenza di Ankara alla Nato, dal momento che la sfida del blocco occidentale in questo settore dell&#8217;Europa è anche nei confronti della Russia e, in parte minore, della Cina. Negli anni in cui l&#8217;Unione europea ha sottovalutato il nodo balcanico, la Turchia si è così mossa in modo da radicarsi su diversi livelli. E ora che la Nato, attraverso <strong>Kfor</strong>, ha bisogno di gestire in modo più ampio le tensioni in Kosovo, il supporto turco può rivelarsi importante anche sul piano militare, ma anche un&#8217;ulteriore prova di un <strong>riavvicinamento </strong>tra Erdogan e l&#8217;Alleanza Atlantica nel momento in cui il presidente, appena rieletto, cerca di riequilibrare relazioni che nel tempo sono apparse corrose dalla politica ambivalente del &#8220;Sultano&#8221;.</p>
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