<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Patto di Varsavia Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/patto-di-varsavia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/patto-di-varsavia</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Aug 2022 13:30:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Patto di Varsavia Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/patto-di-varsavia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Che cosa era il Patto di Varsavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-cosa-era-il-patto-di-varsavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 09:49:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=365078</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>l 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell’Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della Nato, un’alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il Patto di Varsavia. Nel corso della Guerra Fredda, dal 1955 al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-era-il-patto-di-varsavia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-era-il-patto-di-varsavia.html">Che cosa era il Patto di Varsavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>l 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell’Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Nato</a>, </strong>un’alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il <b>Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza </b>ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il <strong>Patto di Varsavia</strong>.</p>
<p>Nel corso della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guerra Fredda</strong></a>, dal 1955 al 1991 l’Unione Sovietica avrebbe compattato attorno al<strong> Patto di Varsavia</strong> la sua sfera d’influenza. E così come la nascita della <strong>Repubblica Democratica Tedesca </strong>fu, nel 1949, una reazione alla costituzione della <strong>Repubblica Federale Tedesca </strong>nella Germania occidentale occupata dagli Alleati nel 1945, anche la nascita del Patto di Varsavia avvenne in opposizione a una mossa del campo euroatlantico. Quando, infatti, a inizio 1955 la Germania Ovest si unì al Patto Atlantico l’Urss decise di rinunciare definitivamente al suo progetto di una Germania unita e neutrale, ritenuto non più percorribile.</p>
<p>Sia ben chiaro: le truppe sovietiche da un decennio, in quel tempo, presidiavano con forza i Paesi del blocco socialista occupati sul finire del secondo conflitto mondiale e ne limitavano i margini d’autonomia politica sulla scia dei <em>desiderata </em>prospettati da Mosca. Ma per tenere aperto uno spiraglio a una <strong>risoluzione delle controversie con l’Occidente </strong>mai l’Urss aveva voluto cavalcare la retorica di una cristallizzazione dello stato di cose venutosi a creare dopo la caduta del nazismo.</p>
<p>Nel 1952, un anno prima della morte, <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/tra-hitler-e-stalin-le-terre-di-sangue-vittime-dei-regimi-totalitari.html" target="_blank" rel="noopener">Josif Stalin</a> </strong>aveva offerto con la celebre “Nota di Marzo” un margine di dialogo per la riunificazione tedesca. Secondo lo storico statunitense John Lewis Gaddis, i Paesi occidentali erano inclini ad esplorare l’offerta dell’Urss ma non avrebbero assecondato Mosca sulla neutralità. E quando il cancelliere tedesco <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-dei-leader-tedeschi-del-passato.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Konrad Adenauer </strong>ottenne il via libera all’ingresso nella Nato </a>proposto dalla sua <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-cdu-il-partito-di-angela-merkel.html" target="_blank" rel="noopener">Unione Cristiano-Democratica (Cdu)</a> la leadership post-staliniana ruppe gli indugi</strong>.</p>
<p>Per farlo, potè a suo modo contare sul genuino supporto delle élite di Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia che, indipendentemente dalla loro natura filosovietica, avevano ben impresso nella mente il ricordo degli effetti del militarismo tedesco. Il 14 maggio 1955 l’Unione Sovietica, l’Albania, la Bulgaria, l’Ungheria, la Germania Est, la Polonia, la Romania e la Cecoslovacchia firmarono a Varsavia il trattato, rivendicando la sua coerenza con lo <strong>Statuto delle Nazioni Unite </strong>e, soprattutto, con gli obiettivi della pace in Europa.</p>
<p>L’ingresso di Bonn nella Nato e la possibilità della nascità della Comunità Europea della Difesa complementare alla Nato fu indicata esplicitamente dai firmatari come causa scatenante per la nascita del Patto, come scritto esplicitamente nel preambolo:</p>
<blockquote><p>“Tenendo conto della situazione creatasi in Europa in seguito alla ratifica degli accordi di Parigi, che prevedono la costituzione di un nuovo organismo militare sotto la forma di Unione dell’Europa Occidentale, che comportano <strong>la partecipazione della Germania occidentale rimilitarizzata</strong> e la sua integrazione nell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, ciò che aumenta i rischi di una nuova guerra e crea una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati pacifici”.</p></blockquote>
<p>Formalmente la Germania Est entrò nel Patto come firmatario ma da Paese sino ad allora disarmato. L’anno successivo i sovietici le concessero il riarmo e la costituzione della <em>Nationale Volksarmee.</em> L’Albania, invece, uscì nel 1961 dal Patto (formalmente nel 1968) dopo i dissidi tra la sua leadership filo-cinese e Mosca.</p>
<p>Il Patto di Varsavia aveva formalmente durata ventennale. Fu rinnovato una volta sola, nel 1976, anno in cui iniziò una svolta che lo portò a ampliare la sua struttura dalla supervisione delle attività militari dell’Est Europa al coordinamento tra i servizi di intelligence dei Paesi membri. Il 1 luglio 1991, dieci mesi dopo la riunificazione tedesca e cinque mesi prima dello scioglimento dell’Urss, cessò di esistere per scelta dei membri contraenti.</p>
<p>Come si strutturava il Patto? Formalmente le sue mansioni erano conformi alla Carta dell’Onu e prevedevano un patto di <strong>difesa e sicurezza collettiva </strong>da attivare in caso di attacco alle nazioni che ne facevano parte, un coordinamento securitario da attivare per esercitazioni congiunte e operazioni in cooperazione, una continua consultazione politica. Il comando operativo rimase a Mosca nonostante un tentativo tra il 1972 e il 1973 di costruire un sistema di gestione delle operazioni a <strong>Leopoli, in Ucraina, </strong>molto vicino ai confini estremi occidentali dell’alleanza, abortito per il timore di un’escalation con l’Occidente.</p>
<p>Due erano le istituzioni chiave, ricalcate sulla segreteria e il comando militare della Nato: sul primo fronte, il <strong>Comitato di Controllo Politico </strong>doveva indire consultazioni periodiche tra le parti; sul secondo, il <strong>Comando Congiunto delle Forze Armate </strong>fungere da “stato maggiore” supremo in caso di operazioni trasversali.</p>
<p>Contrariamente alla Nato, che ha sempre visto il comando militare affidato a uno statunitense e quello politico garantito a un europeo, il Patto di Varsavia vide le due cariche apicali, quello di <strong>Comandante Supremo </strong>e quello di <strong>Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Congiunte, </strong>saldamente in mano sovietica per tutti i trentasei anni della sua esistenza. Il primo comandate supremo fu <strong>Ivan Konev, veterano della campagna contro la Germania nazista</strong>.</p>
<p>Formalmente puramente difensivo, il Patto servì in realtà all’Urss per affermare una precisa linea d’azione: evitare la deviazione dal socialismo verso forme politiche simil-occidentali di formazioni politiche interne ai regimi costituiti da Mosca nei Paesi satelliti.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/budapest-1956-tragedia-e-eroismo-della-rivoluzione-ungherese.html" target="_blank" rel="noopener">Nel 1956, quando <strong>Imre Nagy </strong>guidò la rivoluzione ungherese,</a> furono formalmente le forze sovietiche in solitaria a reprimere le istanze dei “ragazzi di Buda”. Ma con l’ottobre di sangue ungherese si sancì il presupposto secondo cui il Patto poteva identificare nel deviazionismo dei suoi Paesi membri una forma di minaccia collettiva.</p>
<p>Era questa la dottrina della “<strong>sovranità limitata” </strong>che rappresentò l’estremizzazione del concetto di bipolarismo e indicava, di fatto, che l’Urss aveva potere di decisore di ultima istanza sulla rotta politica dei Paesi affiliati al Patto. Nel 1968, in <strong>Cecoslovacchia, </strong>si ebbe l’unica operazione militare multinazionale del Patto di Varsavia in applicazione sostanziale di tale principio, in reazione alle istanze libertarie della <strong>Primavera di Praga</strong>.</p>
<p>Di fatto, essendo il Patto di Varsavia un’alleanza fondata sulla concentrazione di forze terrestri, i piani per eventuali guerre verso l’Ovest furono più un’emanazione di quelli sovietici che una reale elaborazione originale come quelli della Nato, che prevedevano una serie di linee di difesa per tenere il fronte in attesa di eventuali rinforzi americani.<a href="https://www.globalsecurity.org/military/world/russia/cccp-war-plans.htm#:~:text=It%20was%20planned%20to%20combine,weapons%20against%20NATO's%20military%20objectives."> E come scritto da <em>Global Security</em></a><em>, </em>tutti i progetti di eventuali avanzate terrestri delle forze filo-sovietiche non avrebbero potuto prescindere dalle offensive nucleari di Mosca: “i leader militari sovietici si aspettavano ragionevolmente che gli Stati Uniti ei loro alleati avrebbero iniziato a utilizzare attivamente armi nucleari all’inizio del conflitto. Pertanto, nei piani di guerra studiati a Mosca si “prevedeva di combinare il libero uso delle armi nucleari con la f<strong>ormidabile potenza militare del Patto di Varsavia</strong>. Oltre alla distruzione delle principali città e paesi, i piani militari dell’Unione Sovietica prevedevano l’uso di armi nucleari tattiche contro gli obiettivi militari della Nato Pertanto, secondo uno scenario contenuto in un documento congiunto sovietico-ungherese, il Patto di Varsavia doveva scaricare 7,5 megatoni di armi nucleari su obiettivi occidentali nei primi giorni della guerra”.</p>
<p>In sostanza, il Patto di Varsavia fu uno strumento della politica sovietica per cristallizzare la centralità di Mosca nel contesto esteuropeo e per mostrare proiezione all’estero più che un’alleanza con obiettivi strategici di lungo termine. Per questo, quando a fine Anni Ottanta <strong>Mikhail Gorbaciov </strong>coniò la “dottrina Sinatra”, indicando che ogni nazione dell’Est poteva comportarsi alla sua maniera (<em>My Way</em>, celebre canzone di Sinatra, ispirò il leader della perestrojka) il Patto di Varsavia divenne sovrabbondante e non giocò alcun ruolo, <a href="https://it.insideover.com/politica/a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-come-il-1989-ha-cambiato-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener">dopo la caduta del Muro di Berlino, nel mantenere attivo il sistema socialista.</a></p>
<p>Nel 1990, con il Patto di Varsavia ancora in vigore, i governi di tre  Paesi appena usciti dal socialismo reale, Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria parteciparono alla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-della-prima-guerra-del-golfo.html" target="_blank" rel="noopener">guerra del Golfo</a> al fianco della coalizione Usa con l’Operazione Desert Shield e Desert Storm, che formalmente vide dunque, di fatto, Paesi Nato e del moribondo Patto combattere fianco a fianco. E fu l’unica formale occasione di azione autonoma dei Paesi di un’alleanza che, nei fatti, non esisteva più. Il primo giorno di luglio del 1991 il Patto si sciolse senza clamore, con un tonfo silenzioso. E presto avrebbe seguito alla sua fine il collasso formale della superpotenza comunista, scioltasi nella giornata di Natale del 1991.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-era-il-patto-di-varsavia.html">Che cosa era il Patto di Varsavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fine del Patto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-fine-del-patto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 09:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=365070</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-2048x1216.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Patto di Varsavia ha segnato la storia del Novecento definendo l’ascesa e il declino dell’Unione Sovietica. La sua disgregazione è stato uno sei simboli tangibili della fine dell’impero di Mosca, culminato solo più avanti con l’intera disgregazione dell’Urss e del sistema socialista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-del-patto.html">La fine del Patto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220629120447933_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_596054-2560x1520-1-2048x1216.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Patto di Varsavia ha segnato la storia del Novecento definendo l’ascesa e il declino dell’Unione Sovietica. La sua disgregazione è stato uno sei simboli tangibili della fine dell’impero di Mosca, culminato solo più avanti con l’intera disgregazione dell’Urss e del sistema socialista. Fine che ha provocato non solo la conclusione di una lunga stagione di contrapposizione tra blocchi in Europa, ma anche l’inizio di una serie di reazioni a catena che hanno portato i vecchi Stati satellite del Cremlino a scegliere la via dell’Occidente, in particolare della Nato.</p>
<p>La fine del Patto di Varsavia, avvenuta in quel fatidico 1° luglio 1991, venne vissuta dai contemporanei con sentimenti contrastanti. Per alcuni la fine di un incubo. Per altri la fine di un sogno. Per altri ancora la riscossa di un’Europa che appariva libera dal giogo sovietico. Per altri, infine, l’inizio di un mondo unipolare in cui gli Stati Uniti, usciti vincitori dalla Guerra Fredda, avrebbero regnato sul “mondo libero” dopo decenni di contrapposizione strategica e ideologica.</p>
<p>La guerra in Ucraina, con la “cortina di ferro” che sembra essere calata nuovamente sull’Europa, ha resuscitato antichi spettri che apparivano rimossi proprio da quel luglio 1991. L’idea di un impero russo, non più sovietico, che cercava ancora la formazione di un’area di influenza alternativa alla Nato e al di là dei propri confini nazionali è apparsa come un inquietante indizio di una storia che sembra destinata a ripetersi. Un trauma che i Paesi facenti parte del Patto di Varsavia non hanno mai del tutto metabolizzato, al punto che oggi, anche grazie al sostegno degli Stati Uniti, appaiono come i principali fautori dell’intransigenza atlantica rispetto a qualsiasi richiesta proveniente da Mosca. Reazione naturale, che poggia le sue radici non solo su una storica contrapposizione con l’impero zarista ma anche con la paura di essere di nuovo considerati parte di un blocco facente capo al Cremlino. In effetti, alcune mosse di Vladimir Putin ricordano quello che fu l’impero sovietico. Se non altro per l’idea, perorata dal governo russo, di tentare la ricostruzione di un’area di influenza in grado di fornire quelle “garanzie di sicurezza” richieste da Sergei Lavrov e da altri ministri e ritenute essenziali dai vertici moscoviti. Garanzie di sicurezza che ricalcavano tuttavia una situazione molto più simile a quella precedente al Patto rispetto alla realtà attuale.</p>
<p>Una forma di ritorno al passato che, per le condizioni venutesi a creare negli ultimi anni, risultava pressoché impossibile da ripristinare. Uno scontro strategico che non ha più quel substrato ideologico che aveva la contrapposizione tra Urss e Usa ai tempi della Guerra Fredda e che conferma invece quanto la formazione di quegli Stati-satellite fosse un’esigenza molto più strategiche che politica o culturale.</p>
<p>Oggi non sembrano esserci le condizioni per tornare a un passato in cui Mosca era capitale di un impero con proiezione europea. L’assorbimento degli ex aderenti a Varsavia nella Nato e nell’Unione europea è la dimostrazione che la Russia difficilmente potrà tornare ad avere un ombrello protettivo sull’Europa orientale come lo aveva alla fine della Guerra Fredda. In ogni caso, l’impianto strategico di quell’accordo è ancora oggi vivo nella memoria dei Paesi sottostanti l’Urss ma anche nella capitale russa, dove gli eredi della scuola<br />
sovietica sono consapevoli che la presenza di un’area-cuscinetto tra la Federazione e la Nato sia l’esigenza prioritaria del Cremlino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-del-patto.html">La fine del Patto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 03:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=362293</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell&#8217;Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della Nato, un&#8217;alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il Patto di Varsavia. &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html">Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell&#8217;Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Nato</a>, </strong>un&#8217;alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il <b>Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza </b>ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il <strong>Patto di Varsavia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html">Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;guerre&#8221; del Patto di Varsavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:36:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=362216</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1536x1031.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il Patto di Varsavia, formato tra gli Stati socialisti dell&#8217;Europa orientale nel 1955, era il contrappeso nominale dell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) nel continente europeo. A differenza dell&#8217;Alleanza, fondata nel 1949, il Patto di Varsavia non aveva una struttura organizzativa indipendente, ma funzionava come parte del Ministero della Difesa sovietico. In effetti, negli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html">Le &#8220;guerre&#8221; del Patto di Varsavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1536x1031.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>Il <strong>Patto di Varsavia,</strong> formato tra gli Stati socialisti dell&#8217;Europa orientale nel 1955, era il contrappeso nominale dell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) nel continente europeo.</p>
<p>A differenza dell&#8217;Alleanza, fondata nel 1949, il Patto di Varsavia non aveva una struttura organizzativa indipendente, ma funzionava come parte del <strong>Ministero della Difesa sovietico</strong>. In effetti, negli oltre trent&#8217;anni dalla sua fondazione, il Patto è servito come uno dei principali meccanismi dell&#8217;Unione Sovietica per mantenere i suoi alleati dell&#8217;Europa orientale sotto il suo controllo politico e militare. L&#8217;Urss ha utilizzato il Patto di Varsavia per erigere una facciata di decisioni e azioni collettive attorno alla realtà del suo dominio politico e dell&#8217;intervento militare negli affari interni dei suoi alleati, allo stesso tempo lo ha anche utilizzato per sviluppare eserciti socialisti nell&#8217;est europeo (e non solo) e sfruttarli per la sua strategia militare.</p>
<p>Il Patto non aveva un comando multilaterale o una struttura decisionale indipendente dall&#8217;esercito sovietico, al contrario del suo diretto avversario, la Nato, che risponde a un organismo decisionale collettivo. Dall&#8217;inizio degli anni &#8217;60, l&#8217;Urss ha utilizzato il Patto di Varsavia per preparare le forze non sovietiche a prendere parte alle operazioni dell&#8217;esercito sovietico nel teatro di guerra europeo nella forma di <em>Joint Armed Forces</em>, ma comunque strettamente al comando di Mosca. In tempo di guerra, il comandante in capo e il capo di Stato maggiore del Patto avrebbero trasferito le proprie forze mobilitate e schierate al controllo operativo delle forze di terra sovietiche.</p>
<p>I Paesi dell&#8217;Europa orientale hanno svolto <strong>ruoli specifici</strong> nella strategia sovietica contro la Nato determinati sulla base delle loro particolari capacità militari. La Polonia, ad esempio, aveva la più grande e migliore forza aerea tra tutti i membri del Patto di Varsavia che l&#8217;Unione Sovietica avrebbe potuto impiegare in un conflitto in Europa. All&#8217;interno di questo organismo i rapporti di forza non erano gli stessi: Mosca, infatti, avrebbe affidato agli eserciti meno capaci, come quelli di Ungheria, Cecoslovacchia e Bulgaria, compiti sostanzialmente difensivi al contrario di altri, come quelli di Polonia e Ddr (Repubblica Democratica Tedesca), che avrebbero coadiuvato l&#8217;Armata Rossa nella sua penetrazione nel cuore del continente europeo. In generale, tutti i Paesi dell&#8217;Europa orientale erano responsabili della sicurezza del proprio territorio, delle retrovie sovietiche e delle linee di comunicazione.</p>
<p>Il Patto nacque come <strong>meccanismo collettivo di autodifesa</strong> caratterizzato da <strong>non interferenza</strong> reciproca, tuttavia, tale assetto interno era chiaramente in contrasto con le esigenze dell&#8217;Urss di controllare i suoi satelliti europei. Pertanto, per aggirare questa falla, i sovietici si limitarono a ridefinire l&#8217;aggressione esterna in modo da includere qualsiasi rivolta antisovietica e anticomunista spontanea in uno Stato alleato. Postulando quindi come impossibili le rivolte interne spontanee, l&#8217;Unione Sovietica dichiarò che tali focolai erano il risultato di provocazioni imperialiste e quindi costituivano un&#8217;aggressione esterna. Questa particolare caratteristica ci porta direttamente all&#8217;<strong>unico intervento armato</strong> del Patto di Varsavia: la repressione della Primavera di Praga.</p>
<h2>L&#8217;invasione della Cecoslovacchia</h2>
<p>Tra il <strong>20 e il 21 agosto 1968</strong>, l&#8217;Unione Sovietica insieme a forze di <strong>Bulgaria</strong>, <strong>Ungheria</strong>, e <strong>Polonia</strong> (la Repubblica Democratica Tedesca si limitò a dare supporto logistico), invase la Repubblica Socialista Cecoslovacca per fermare le riforme di liberalizzazione politica di <strong>Alexander Dubcek</strong>.</p>
<figure id="attachment_362268" aria-describedby="caption-attachment-362268" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1024x759.jpg" alt="Cecoslovacchia, trentennale primavera di praga" width="1024" height="759" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1024x759.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362268" class="wp-caption-text">Un giovane con la bandiera cecoslovacca in mano corre davanti a un carro armato sovietico in fiamme, incendiato dai praghesi nel centro di Praga il 21 agosto 1968, quando l&#8217;invasione guidata dai sovietici e dagli eserciti del Patto di Varsavia stroncò le riforme della cosiddetta Primavera di Praga nell&#8217;ex Cecoslovacchia</figcaption></figure>
<p>Alle 23 del 20 agosto, la <strong>Settima divisione paracadutisti</strong> dell&#8217;Armata Rossa, equipaggiata con cannoni semoventi leggeri tipo Asu-57, arrivò in volo all&#8217;aeroporto Ruzyne di Praga. Era cominciata l&#8217;<strong>operazione “Danubio”</strong>. Poco prima, con un volo speciale da Mosca, più di 100 agenti in borghese avevano rapidamente messo in sicurezza l&#8217;aeroporto, insieme a quello di Brno, e preparato la strada per l&#8217;imminente ponte aereo, in cui gli aerei da trasporto An-12 scaricarono le truppe aviotrasportate di occupazione, come nella migliore tradizione sovietica: lo stesso <em>modus operandi</em> si è ripetuto in <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">Afghanistan</a></strong> poco più di dieci anni dopo, e, in piccolo, nel primo giorno di conflitto in Ucraina, quando i paracadutisti e le forze speciali russe hanno cercato di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-militari-russe-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">mettere in sicurezza l&#8217;aeroporto di Gostomel</a></strong>, non lontano da Kiev, per poter far affluire gli Il-76 col grosso delle truppe, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>In quella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 le prime unità di terra della <strong>20esima Armata corazzata</strong> sovietica giunsero a Praga da nord. I primi carri armati T-55 arrivarono in via Vinohradska intorno alle 8:00 del 21 e trovarono le prime barricate: la popolazione locale, informata dalla radio fedele a Dubcek, <a href="https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/110640.pdf?v=d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e" target="_blank" rel="noopener">si oppose alla repressione di Mosca</a> e delle forze del Patto di Varsavia. I carri armati avevano simboli di identificazione diversi, romboidali e quadrati, dipinti vicino ai codici di unità sulle torrette. <a href="https://it.insideover.com/guerra/zeta-cerchi-e-altri-simboli-visti-sui-mezzi-russi-ecco-perche.html" target="_blank" rel="noopener">Qualcosa che si è rivisto anche nel recente conflitto in Ucraina</a>.</p>
<figure id="attachment_362262" aria-describedby="caption-attachment-362262" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1024x764.jpg" alt="Primavera di Praga" width="1024" height="764" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1536x1146.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362262" class="wp-caption-text">Abitanti di Praga ritratti in una foto del 21 agosto 1968, mentre circondano un carro armato sovietico in Piazza San Venceslao a Praga durante gli scontri tra i manifestanti e le truppe e i carri armati del Patto di Varsavia, che avevano invaso la Cecoslovacchia per schiacciare la ritrovata libertà e ristabilire un regime totalitario</figcaption></figure>
<p>La maggior parte delle forze d&#8217;invasione proveniva dall&#8217;Unione Sovietica e il secondo contingente più numeroso era quello dei polacchi, presenti con 28mila soldati della Seconda Armata del distretto militare della Slesia comandati dal generale Florian Siwicki, seguiti dagli ungheresi, le cui truppe vennero ritirate entro il 31 ottobre: complessivamente le forze non sovietiche ammontavano a circa 80mila uomini.</p>
<p>In totale per l&#8217;operazione Danubio furono mobilitati <strong>480mila uomini</strong> (pari a 27 Divisioni), <strong>6300 carri armati</strong>, 800 velivoli e 2mila pezzi di artiglieria. La Repubblica Ceca avrebbe potuto far intervenire il suo esercito composto da 200mila uomini (600mila mobilitabili in 2-3 giorni), più di 250 velivoli e un numero di carri e veicoli corazzati compreso tra 2500 e i 3mila (stimati), ma Dubcek ordinò di non opporre nessuna resistenza. Spontaneamente, però, rivolte scoppiarono a Praga e in altre città cecoslovacche che portarono alla morte di 108 civili (oltre 500 i feriti), e di 96 soldati sovietici, insieme a 10 polacchi, 4 ungheresi e 2 bulgari.</p>
<p>L&#8217;operazione, dal punto di vista tattico, fu un <strong>pieno successo</strong> proprio perché l&#8217;esercito cecoslovacco non intervenne direttamente ma si limitò, sporadicamente, a sostenere i civili: Dubcek fu arrestato e portato a Mosca già la mattina del 21 agosto insieme a molti dei suoi colleghi, per poi fare ritorno a Praga il 27 a fronte della situazione progressivamente sempre più instabile onde evitare ulteriori spargimenti di sangue; le forze del Patto di Varsavia invasero rapidamente il Paese e presero il controllo delle principali città e aeroporti. “Danubio” è stata un&#8217;operazione ben pianificata ed eseguita, e con poco spargimento di sangue la Cecoslovacchia era stata “messa in sicurezza”.</p>
<p>L&#8217;epilogo lo conosciamo: nonostante la presenza di truppe sovietiche e l&#8217;instaurazione di un regime dalla linea dura a Praga, i semi della rovina dell&#8217;impero sovietico erano stati gettati. Si era formato un gruppo di leader che avrebbero portato avanti lo spirito di indipendenza per vent&#8217;anni, sino alle “<strong>Rivoluzioni di Velluto</strong>” che sancirono la fine della Cortina di Ferro e portarono con sé la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica e del Patto di Varsavia.</p>
<h2>Il Patto di Varsavia come <em>proxy</em> dell&#8217;Urss</h2>
<p>Con l&#8217;Europa orientale in una fase relativamente quiescente, l&#8217;Unione Sovietica iniziò a costruire un sistema di <strong>alleanze informali nel Terzo Mondo</strong> negli anni &#8217;70. In questa impresa Mosca sfruttò i suoi alleati del Patto di Varsavia come <strong>delegati</strong> per “rafforzare il ruolo del socialismo negli affari mondiali”, cioè per sostenere gli interessi sovietici in Medio Oriente e in Africa.</p>
<figure id="attachment_362483" aria-describedby="caption-attachment-362483" style="width: 1232px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://it.insideover.com/reportage/storia/insideover-dossier/la-fine-del-patto-di-varsavia.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-362483 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5.png" alt="" width="1232" height="679" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5.png 1232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-300x165.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-1024x564.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-768x423.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></a><figcaption id="caption-attachment-362483" class="wp-caption-text">Scopri il dossier di InsideOver sul Patto di Varsavia</figcaption></figure>
<p>Dalla fine degli anni &#8217;70, i paesi del Patto sono stati attivi principalmente in <strong>Angola</strong>, <strong>Congo</strong>, <strong>Etiopia</strong>, <strong>Libia</strong>, <strong>Mozambico</strong>, <strong>Repubblica Democratica Popolare dello Yemen</strong> (Yemen del Sud) e <strong>Siria</strong>. L&#8217;Unione Sovietica ha impiegato i suoi alleati del Patto di Varsavia come veri e propri <em>proxy</em> principalmente perché le loro attività avrebbero ridotto al minimo la necessità di un coinvolgimento sovietico diretto, e ovviato a possibili critiche internazionali alle azioni di Mosca nel Terzo Mondo, secondo il ben noto principio della “<a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html" target="_blank" rel="noopener">negazione plausibile</a>”.</p>
<p>Così in quel decennio, i Paesi del Patto di Varsavia si adoperarono nel firmare trattati di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con la maggior parte degli alleati dell&#8217;Urss nel Terzo Mondo. Ispirati dalla “divisione socialista del lavoro”, si specializzarono nella fornitura di determinati aspetti dell&#8217;assistenza militare o economica, con la prima al centro dell&#8217;agenda di politica estera: negli anni &#8217;70 e &#8217;80, Bulgaria, Cecoslovacchia e Germania dell&#8217;Est sono stati i principali delegati dell&#8217;Urss per i trasferimenti di armi al Terzo Mondo.</p>
<p>Il procedimento ricorda quello statunitense: si fornivano attrezzature, pezzi di ricambio e personale per l&#8217;addestramento (i “<strong>consiglieri militari</strong>” che molto probabilmente parteciparono attivamente ai combattimenti) e oggi sappiamo che in questo modo l&#8217;Unione Sovietica ha potuto fornire armi alla <strong>Repubblica Democratica del Vietnam</strong> (Vietnam del Nord) all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, alle forze filosovietiche nella <strong>guerra civile angolana</strong> del 1975 e in <strong>Nicaragua</strong> negli anni &#8217;80.</p>
<p>Mosca, in particolare, faceva affidamento sui consiglieri della Germania Orientale per istituire milizie armate, forze di polizia paramilitari e organizzazioni di sicurezza interna e di intelligence per alleati selezionati del Terzo Mondo. I sovietici consideravano questo compito particolarmente importante perché un apparato di sicurezza efficiente sarebbe stato essenziale per sopprimere le forze di opposizione e mantenere un regime amico al potere. Si ritiene che Ungheria e Polonia abbiano deciso di concentrarsi solo sul sostegno economico/commerciale forse perché più preoccupate dall&#8217;ambito europeo.</p>
<figure id="attachment_362266" aria-describedby="caption-attachment-362266" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1024x694.jpg" alt="Scioglimento Patto di Varsavia" width="1024" height="694" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-2048x1387.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362266" class="wp-caption-text">Il presidente Iliescu (Romania), il vicepresidente dell&#8217;Unione Sovietica Yannayev, i presidenti Havel (Cecoslovacchia), Walesa (Polonia), Zhelev (Bulgaria) e Antall (Ungheria) ritratti a Praga tra altre personalita&#8217; il primo luglio 1991 in occasione della firma dello scioglimento del Patto di Varsavia</figcaption></figure>
<p>Il Patto di Varsavia fu sciolto ufficialmente il primo luglio del 1991, ma al tempo delle rivoluzioni in Europa orientale (1989) aveva già cessato di svolgere le sue funzioni di controllo dei Paesi satelliti dell&#8217;Unione Sovietica: Mosca non aveva più la forza politica di poter reprimere l&#8217;onda lunga della Primavera di Praga, diffusasi nel suo estero vicino europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html">Le &#8220;guerre&#8221; del Patto di Varsavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa raddoppiano il contingente in Europa, l&#8217;eterno ritorno di un alleato riluttante</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-raddoppiano-il-contingente-in-europa-leterno-ritorno-di-un-alleato-riluttante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 11:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=347672</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A causa dell’invasione russa dell’Ucraina, il contingente statunitense in Europa tornerà ad essere forte di circa 100mila soldati, il numero più alto dal 2005. Quella della presenza delle truppe americane in Europa è la storia dell’eterno ritorno di un alleato riluttante. Ogni volta che finisce un conflitto, il presidente americano vincitore ritiene che sia il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-raddoppiano-il-contingente-in-europa-leterno-ritorno-di-un-alleato-riluttante.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-raddoppiano-il-contingente-in-europa-leterno-ritorno-di-un-alleato-riluttante.html">Gli Usa raddoppiano il contingente in Europa, l&#8217;eterno ritorno di un alleato riluttante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220319123514109_2c9b29a5acd073ac1517573118a28d48-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A causa dell’<strong>invasione russa dell’Ucraina</strong>, il contingente statunitense in Europa tornerà ad essere forte di circa <strong>100mila</strong> soldati, il numero più alto dal 2005. Quella della presenza delle truppe americane in Europa è la storia dell’eterno ritorno di un alleato riluttante. Ogni volta che finisce un conflitto, il presidente americano vincitore ritiene che sia il momento di “riportare i ragazzi a casa”, ma lo scoppio di una nuova guerra, o di una nuova grave crisi internazionale, lo costringe a cambiare piani e a ritornare in forze nel Vecchio Continente. È una storia che contraddice chiunque veda negli Usa un impero che vuole estendere il suo braccio armato in Europa per controllarci.</p>
<h2>L&#8217;America tra le due guerre</h2>
<p>Il primo impegno massiccio della forza militare statunitense in Europa occidentale si ebbe nella <strong>Prima guerra mondiale</strong>: un milione di uomini in meno di due anni aiutarono gli anglo-francesi a sconfiggere la Germania. Le perdite furono altissime. Nella sola foresta delle Argonne, dove si combatté l’ultima grande battaglia sul fronte occidentale dal 26 settembre all’11 novembre 1918, gli americani persero 117mila uomini. Chiaramente l’opinione pubblica americana, che per di più era decimata dalla pandemia di influenza spagnola, divenne ancor più isolazionista. La presenza statunitense in Europa si ridusse a zero uomini nel 1919. E fino all’<strong>attacco a Pearl Harbor</strong> (7 dicembre 1941), a parte un piccolo contingente inviato a proteggere l’Islanda (dal luglio 1941 in avanti), gli americani non vollero più sentir parlare di un altro intervento sul vecchio continente, nemmeno dopo l’ingresso dei tedeschi a Parigi, la battaglia d’Inghilterra e l’invasione dell’Urss. In Europa, paradossalmente, vi furono trascinati per i capelli dall’attacco a sorpresa giapponese. Il presidente Roosevelt, nonostante l’assalto fosse avvenuto nel Pacifico, diede la priorità al fronte europeo, con la strategia “Germany First”: due terzi delle forze impiegate in Europa (e Nord Africa fino al 1943) e solo un terzo in Asia, ritenendo che il pericolo maggiore provenisse dalla Germania.</p>
<p>Nel maggio 1945, la forza armata statunitense in Europa occidentale e nella Germania occupata arrivava a tre milioni di uomini. Stalin non espresse mai l’intenzione di conquistare l’intera Europa, ma fece chiaramente capire che non intendeva muoversi dai nove Paesi che aveva già occupato, cambiando i regimi e trasformandoli in altrettante repliche dell’Unione Sovietica. Gli Usa, che non vedevano l’ora di ritirarsi, avevano già riportato a casa quasi tutto il loro contingente. Nel 1948, anno della massima espansione del comunismo in Europa, c’erano solo 128mila americani a presidiare la Germania occidentale e la via di Parigi. La tendenza si invertì subito dopo il blocco di Berlino, quando i sovietici tentarono di prendere la capitale tedesca per fame, per “protesta” contro il sospetto che gli Alleati stessero ricostruendo uno Stato tedesco indipendente nella Germania Ovest.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-9dDjr" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Truppe Usa in Europa" src="https://datawrapper.dwcdn.net/9dDjr/1/" height="400" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="Interactive area chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(e){if(void 0!==e.data["datawrapper-height"]){var t=document.querySelectorAll("iframe");for(var a in e.data["datawrapper-height"])for(var r=0;r<t.length;r++){if(t[r].contentWindow===e.source)t[r].style.height=e.data["datawrapper-height"][a]+"px"}}}))}();
</script></p>
<h2>Il picco della Guerra fredda</h2>
<p>Osservando <a href="https://theconversation.com/the-us-military-presence-in-europe-has-been-declining-for-30-years-the-current-crisis-in-ukraine-may-reverse-that-trend-175595">un grafico</a> della presenza Usa nel Vecchio Continente è impressionante vedere la crescita della Guerra Fredda: nel 1951 erano raddoppiate a 247mila uomini, nel 1953 erano 375mila, nel 1955 erano 400mila, nel 1957 si raggiunse il massimo storico di 430mila soldati statunitensi. Durante tutto il confronto Usa-Urss non si raggiunse mai il picco della fine degli anni Cinquanta, se non altro perché gli Stati Uniti dovettero anche combattere in Vietnam. Ma la presenza non scese mai al di sotto dei 254mila uomini del 1970, anno di minimo impegno degli Usa in Europa durante la Guerra Fredda, che coincise con l’ultima fase della guerra nel Sudest asiatico. Ronald Reagan riportò il contingente a 321mila uomini nel 1984, anno culmine della “seconda” Guerra Fredda, la fase di crisi che venne inaugurata nel 1979 dall’<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html"><strong>invasione sovietica dell’Afghanistan</strong></a>.</p>
<p>Come gli americani ebbero aumentato il loro impegno militare durante il confronto con l’Urss, così lo ritirarono rapidamente dopo lo scioglimento del <strong>Patto di Varsavia</strong>. Dal 1990 al 1995 furono rimpatriati due terzi dei militari, riducendo il contingente europeo a poco più di 100mila uomini, meno che alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il presidente <strong>George W. Bush</strong> vinse le elezioni nel 2000 anche grazie ad un programma isolazionista. Meno di un anno dopo il suo insediamento, l’11 settembre 2001 vennero colpite da terroristi di <strong>Al Qaeda</strong> sia New York che la stessa Washington. Come dopo Pearl Harbor, il mondo fece irruzione nel territorio americano e costrinse il presidente ad abbandonare i sogni isolazionisti. Il contingente statunitense in Europa rimase attorno ai 100mila uomini, in basi europee che non erano più in prima linea (allora la Russia era ancora vista come un partner), ma come punto di lancio di missioni oltre-mare, soprattutto verso Nord Africa, Medio Oriente e Afghanistan.</p>
<hr />
<blockquote><p>Sostieni il reportage di <strong>Fausto Biloslavo</strong> in <strong>Ucraina </strong>con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:<br />
ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DEL GIORNALISMO<br />
BANCO POPOLARE DI LODI<br />
Filiale di Milano, piazza Mercanti 5<br />
IBAN: IT43L0503401633000000004244<br />
CAUSALE: Reportage Ucraina<br />
<a href="https://it.insideover.com/project/ucraina-in-fiamme.html?_ga=2.60162158.2144288465.1645442780-1430708240.1599038771"><strong>SOSTIENI IL REPORTAGE</strong></a></p></blockquote>
<hr />
<h2>Lo choc del 2014</h2>
<p>Solo nel 2008, alla fine dell’amministrazione Bush, il contingente venne ridotto quasi della metà, fino a 64mila uomini. Nonostante l’invasione russa della <strong>Georgia</strong>, gli Usa non consideravano ancora l’Europa come una nuova area di crisi. Barack Obama vinse le elezioni con altre promesse isolazioniste: ritirare gli americani dall’Iraq e ridurre la presenza in Europa. Nel 2012 venne annunciato un primo ritiro di 7mila uomini dalla Germania, entro la fine del secondo mandato. Il presidente democratico aveva in programma di lasciare appena 30mila uomini in tutto il continente. Anche in questo caso, però, venne obbligato a cambiare rotta dalla realtà, quando la Russia annesse la <strong>Crimea</strong> con un colpo di mano nel febbraio 2014, riportando il pericolo di una guerra nel cuore dell’Europa. Non vi fu un aumento significativo di truppe statunitensi, ma i piani di ritiro vennero annullati.</p>
<p>Donald Trump ha vinto le elezioni nel 2016 con altre promesse di riportare i ragazzi (e le ragazze) a casa. Parallelamente a questi annunci, ha premuto perché i Paesi europei della Nato aumentassero la spesa. La sua pressione, assieme ai timori per l’espansionismo russo, <a href="https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2021/6/pdf/210611-pr-2021-094-en.pdf">ha avuto effetto</a>, considerando che, rispetto al 2014, quando solo due membri europei della Nato avevano rispettato la soglia del 2% di spesa militare sul Pil (Regno Unito e Grecia), nel 2021 questi erano già 9 (Grecia, Regno Unito, Francia, Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Croazia, Romania). Nonostante sia considerato tuttora dalla stampa, soprattutto quella americana, come un “amico di Putin”, Trump, contrariamente al predecessore Obama, ha fornito anche all’Ucraina missili anti-carro <strong>Javelin</strong>, gli stessi che vediamo in azione in queste settimane contro le colonne di tank russi. Proprio a causa della pressione russa, Trump non ha mai ridotto il contingente statunitense in Europa, lasciandolo a 62mila uomini al 2020, ultimo anno di presidenza. Solo per la sua rielezione annunciò il possibile ritiro di 12mila uomini dalla Germania, per fare pressione sul governo Merkel. Di questi 12mila uomini, però, almeno la metà sarebbero dovuti rimanere in Europa, per far fronte alla minaccia russa. Il piano venne annullato dal neo-eletto Joe Biden.</p>
<p>Ora il contingente viene riportato alla soglia dei 100mila uomini, quasi il doppio di quelli che eravamo abituati a vedere sin dal 2008. Ma comunque pochi, meno di un quarto del contingente Usa nel culmine della Guerra Fredda e meno di un terzo rispetto alla presenza americana negli anni Ottanta. In caso di guerra dovrebbero contare, come durante tutta la Guerra Fredda sull’invio massiccio di rinforzi dagli Usa. Soprattutto, in tempo di crisi, ma ancora di pace, servono a segnalare la determinazione politica di difendere l’Europa, sono un <strong>deterrente</strong>, un modo per comunicare a Mosca che una guerra contro un alleato della Nato, coinvolgerebbe immediatamente anche gli Stati Uniti. Sicuramente l’invasione russa dell’Ucraina ha infranto di nuovo i sogni isolazionisti degli americani e l’Europa (mentre tutti già pensavano all’Asia) è tornata centrale nella strategia di Washington. Ma basta una piccola presenza militare a fare da deterrente con Vladimir Putin, che ha dimostrato, proprio con la sua ultima azione, di non agire secondo i canoni di razionalità e prudenza a cui ci avevano abituati i sovietici?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-raddoppiano-il-contingente-in-europa-leterno-ritorno-di-un-alleato-riluttante.html">Gli Usa raddoppiano il contingente in Europa, l&#8217;eterno ritorno di un alleato riluttante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:18:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=339815</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-300x257.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1024x877.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-768x658.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1536x1316.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-2048x1754.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni grande potenza che possieda delle aspirazioni egemoniche su ciò che viene ritenuto spazio vitale, o estero vicino o sfera di prosperità, ha l&#8217;imperativo di trasformare i subordinati in satelliti, possibilmente attraverso la realizzazione di agende di assimilazione culturale – che facilita l&#8217;assoggettamento politico – e la costituzione di alleanze multisettoriali, meglio se riguardanti la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-300x257.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1024x877.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-768x658.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-1536x1316.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213191616137_158caf220679e07b7c99c730cb05e75b-2048x1754.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ogni grande potenza che possieda delle aspirazioni egemoniche su ciò che viene ritenuto spazio vitale, o estero vicino o sfera di prosperità, ha l&#8217;imperativo di trasformare i subordinati in satelliti, possibilmente attraverso la realizzazione di agende di assimilazione culturale – che facilita l&#8217;assoggettamento politico – e la costituzione di alleanze multisettoriali, meglio se riguardanti la sicurezza della comunità.</p>
<p>La<em> dura lex</em> delle potenze che sognano l&#8217;impero non ammette deroghe, pena la costruzione di ordini intrinsecamente fragili, e spiega perché, ad esempio, gli <strong>Stati Uniti</strong> abbiano istituito l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html">Alleanza Atlantica</a> (e <strong>non</strong> vogliano un esercito autonomo europeo) e perché l&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> abbia avuto il Patto di Varsavia. E spiega anche perché la <strong>Federazione russa</strong>, nell&#8217;immediato post-<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html?fbclid=IwAR2VfgrR25XhBtZ9LsUjKP6E9aju_5d7zqnY0n-YeBrD55HNjSJX-kuNe3c">guerra fredda</a>, abbia dato vita all&#8217;<span style="font-size: 1rem;"><strong>Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</strong>, della cui esistenza il pubblico laico, non specializzato, è venuto a conoscenza nel gennaio 2022, in occasione dello scoppio della<a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-in-kazakistan-spiegata.html?fbclid=IwAR2nKj3KjHFOkk5mE-lOaSaJjITeSGtLTav-A80brSg3olnIhDEQI6Exjhk"> crisi kazaka</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-lorganizzazione-del-trattato-di-sicurezza-collettiva.html">Che cos&#8217;è l&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;Europa sfiorò l&#8217;olocausto atomico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quando-leuropa-sfioro-lolocausto-atomico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 07:33:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Able Archer 1983]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica (Urss)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=241846</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1715" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po.jpg 1715w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1715px) 100vw, 1715px" /></p>
<p>La Guerra fredda viene ricordata dalla vulgata popolare come un periodo in cui le due superpotenze mondiali, Usa e Urss, si sono fronteggiate in un clima di tensione ma comunque relativamente stabile, quasi che le guerre per procura come la Corea ed il Vietnam fossero stati conflitti a bassa intensità (quando in realtà ci fu &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-leuropa-sfioro-lolocausto-atomico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-leuropa-sfioro-lolocausto-atomico.html">Quando l&#8217;Europa sfiorò l&#8217;olocausto atomico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1715" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po.jpg 1715w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/first-hydrogen-nuclear-bomb-test-1952-ivy-mike-reuters-rtxh6po-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1715px) 100vw, 1715px" /></p><p>La <strong>Guerra fredda</strong> viene ricordata dalla vulgata popolare come un periodo in cui le due superpotenze mondiali, <strong>Usa</strong> e <strong>Urss</strong>, si sono fronteggiate in un clima di tensione ma comunque relativamente stabile, quasi che le guerre per procura come la Corea ed il Vietnam fossero stati conflitti a bassa intensità (quando in realtà ci fu chi propose di usare le atomiche) o considerando, erroneamente, che il fronte europeo, la <strong>Cortina di Ferro</strong>, fosse un <em>limes</em> invalicabile ma foriero di pace.</p>
<p>La realtà storica, come sempre accade, è ben diversa: le due superpotenze, le due alleanze contrapposte della <strong>Nato</strong> e del <strong>Patto di Varsavia</strong>, si sono trovate più volte ad un passo dall&#8217;innescare un conflitto generalizzato che avrebbe potuto rapidamente degenerare in un&#8217;escalation nucleare.</p>
<p>Negli archivi storici si annoverano diversi episodi nei quali i due blocchi sono arrivati ad un soffio dal dare il via ad un conflitto: oltre al ben noto caso della<strong> crisi dei missili di Cuba</strong> dell&#8217;ottobre del 1962, o della <a href="https://rarehistoricalphotos.com/standoff-checkpoint-charlie-1961/" target="_blank" rel="noopener">crisi berlinese dell&#8217;ottobre del 1961</a> dove i carri armati sovietici e americani si fronteggiarono nella <a href="https://it.insideover.com/politica/il-muro-secondo-gorbachev.html" target="_blank" rel="noopener">città appena divisa dal Muro</a> per una disputa di confine. Altri sono rimasti negli archivi coperti da segreto o semplicemente sono passati sottotraccia: uno di essi successe nei primi giorni di novembre del 1983, in un periodo nel quale i rapporti tra Stati Uniti ed Unione sovietica erano ai minimi storici proprio dai tempi della crisi dei missili cubana, che portò il mondo sull&#8217;orlo di una guerra atomica: alla Casa Bianca sedeva <strong>Ronald Reagan</strong>, al Cremlino <strong>Juri Andropov</strong> (veterano della Seconda Guerra Mondiale) e al numero 10 di Downing Street <strong>Margharet Thatcher</strong>.</p>
<p>L&#8217;occasione di una possibile escalation nucleare fu fornita da un&#8217;esercitazione della Nato in Europa, un&#8217;esercitazione che prevedeva l&#8217;impiego dei soli comandi e centri di comunicazione e controllo (in gergo militare C3), chiamata <strong>Able Archer</strong>, che per una serie di motivi fu fraintesa dal blocco sovietico.</p>
<h2>Il contesto storico</h2>
<p>Come anticipato, l&#8217;inizio degli anni Ottanta non fu un periodo di distensione tra i due blocchi. Andiamo quindi a vedere il contesto storico che ha fatto da sfondo all&#8217;esercitazione Able Archer per capire come mai una semplice manovra dei comandi C3 della Nato abbia causato una serie di eventi oltrecortina che potevano degenerare in un conflitto atomico.</p>
<p><strong>1976</strong>. L&#8217;Unione Sovietica dispiega qualche centinaio di nuovi missili balistici a raggio intermedio nella sua parte occidentale e nei suoi Paesi satelliti. Il missile <strong>Rsd-10 Pioneer</strong> (SS-20 “Saber” in codice Nato) ha una gittata di più di 4mila chilometri e monta tre testate atomiche da 150 chilotoni con un Cep (Circular Error Probable) di 150/300 metri. Questi vettori, se lanciati, lascerebbero una manciata di minuti di preavviso alla Nato per rispondere all&#8217;attacco facendone quindi un&#8217;arma destabilizzante per gli equilibri nucleari dell&#8217;Europa.</p>
<p><strong>1979-1983</strong>. Gli Stati Uniti e la Nato rispondono alla minaccia dispiegando 572 nuovi missili balistici tipo Pershing II in Germania Occidentale. I <strong>Pershing II</strong> hanno una testata nucleare W85 da 80 chilotoni e una gittata di 1770 chilometri. Se lanciato dal territorio tedesco occidentale darebbe tra i sei e gli otto minuti di tempo per un contrattacco sovietico prima della detonazione. Senza dimenticare il dispiegamento dei missili da crociera con testata nucleare tipo Bgm-109G Gryphon in Italia, Regno Unito, Germania, Olanda e Belgio.</p>
<p><strong>1979</strong>. L&#8217;Unione Sovietica invade l&#8217;<strong>Afghanistan</strong> in una campagna militare dissanguante e fallimentare che durerà dieci anni che segue le regole della Guerra fredda, quindi con i mujaheddin afghani (tra cui anche i <strong>talebani</strong>) armati e sostenuti finanziariamente dagli Stati Uniti.</p>
<figure id="attachment_242013" aria-describedby="caption-attachment-242013" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-242013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin-1024x575.jpg" alt="Guerriglieri afghani contro l'Unione sovietica (LaPresse)" width="1024" height="575" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mujaheddin.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-242013" class="wp-caption-text">Guerriglieri afghani contro l&#8217;Unione sovietica (LaPresse)</figcaption></figure>
<p><strong>1980</strong>. Scoppia il conflitto tra <strong>Iran</strong> e <strong>Iraq</strong>. Sebbene i due Paesi siano lontani dai due blocchi contrapposti, l&#8217;Occidente e l&#8217;Unione sovietica non rinunciano a fornire aiuti militari ai due contendenti, spesso ad entrambi contemporaneamente.</p>
<p><strong>1980</strong>. In Polonia un operaio dei cantieri navali di Danzica, Lech Wałęsa, fonda un sindacato di matrice cattolica e anticomunista: <b>Solidarność</b>. Wałęsa si vedrà assegnato il premio nobel per la pace nel 1983.</p>
<p><strong>1982</strong>. Il Regno Unito risponde militarmente all&#8217;invasione argentina delle isole <strong>Falkland/Malvinas</strong> con un&#8217;operazione anfibia e aerea di lunghissimo raggio che porta alla resa di Buenos Aires dopo due mesi di combattimenti.</p>
<p><strong>8 marzo 1983</strong>. Ronald Reagan definisce l&#8217;Unione sovietica un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=do0x-Egc6oA" target="_blank" rel="noopener">“impero del male” (<em>evil empire</em>) in un discorso ufficiale</a>. Dure proteste del Cremlino.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="President Ronald Reagan - &quot;Evil Empire&quot; Speech" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/do0x-Egc6oA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_do0x-Egc6oA");</script></p>
<p><strong>Aprile/maggio 1983</strong>. Velivoli della Us Navy sconfinano nello spazio aereo sovietico delle isole <strong>Curili</strong> durante un&#8217;esercitazione. Mosca avvisa Washington che “si assumerà la responsabilità delle conseguenze di tali atti”.</p>
<p><strong>01 settembre 1983</strong>. Un Sukhoi Su-15 “Flagon” della IA-PVO (<em>Istrebitelnaya Aviatsiya-Protivovozdushnoy Oborony</em> &#8211; Aviazione da Caccia della Difesa Aerea) abbatte per errore sopra il mar del Giappone presso l&#8217;isola di Sakhalin il volo <strong>Korean Air 007</strong> in volo tra Anchorage e Seul scambiandolo per un aereo da ricognizione elettronica americano (RC-135) che ha sconfinato. Risultato: 269 morti di cui 62 americani.</p>
<p><strong>23 ottobre 1983</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener">Hezbollah</a> fa saltare in aria una caserma di Marines a Beirut con un camion imbottito di tritolo: 299 morti tra cui 241 americani. La Casa Bianca manderà qualche mese dopo, a gennaio del 1984, la Sesta Flotta rinforzata della corazzata New Jersey, veterana della Seconda Guerra Mondiale ad effettuare un bombardamento della città.</p>
<p><strong>25 ottobre 1983</strong>. Gli Stati Uniti invadono l&#8217;isola caraibica di <strong>Grenada</strong>. Il colpo di Stato del 1979 aveva rovesciato il governo legittimo dell&#8217;isola sospendendo la costituzione a abolendo i partiti politici col sostegno militare di Cuba. I <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/marines-degli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">marines</a> del corpo di spedizione Usa hanno ragione degli insorti e delle truppe cubane in due giorni.</p>
<h2>Tensioni e paranoie al Cremlino</h2>
<p>Il <strong>Politburo</strong> non è mai stato un organo politico flessibile, ma in quegli anni, complice anche una non secondaria <strong>questione anagrafica</strong> dei suoi componenti (Andropov era del 1914, <span lang="en">Dmitry Ustinov, ministro della Difesa del 1908, Andrei Gromyko, ministro degli Esteri, del 1909), era cristallizzato su posizioni fortemente antioccidentali, sicuramente causate dal clima di tensione, ma che erano al limite della paranoia.</span></p>
<p><span lang="en">Esempi di questa paranoia diffusa si possono evincere dai discorsi e dalle posture tenute dal Cremlino: nel 1983, durante un incontro tra Andropov e il politico tedesco occidentale Hans-Jochen Vogel, il Segretario Generale del Pcus <a href="https://nsarchive.gwu.edu/briefing-book/aa83/2018-11-05/soviet-side-1983-war-scare" target="_blank" rel="noopener">ebbe a dire</a> che </span><span lang="en">&#8220;dopo tutto, dietro il bottone che attiva le armi nucleari, ci può essere un sergente americano ubriaco o sotto l&#8217;influsso di droghe&#8221;. La paranoia sovietica si evince anche dalle reazioni a seguito dell&#8217;abbattimento del volo Korean Air: un rapporto ufficiale al Politburo del <strong>Kgb</strong> datato primo settembre 1983 confermava i timori dell&#8217;<em>intelligence</em> occidentali per una guerra imminente.<br />
</span></p>
<p><span lang="en">Tale atteggiamento portò, naturalmente, ad un innalzamento del livello di allerta: in un ordine dell&#8217;ottobre del 1983 destinato a tutti i segretari di partito delle regioni dell&#8217;Urss e ai comandanti militari dei distretti, il Cremlino impartiva disposizioni per incrementare la protezione dei confini e prestare particolare attenzione ad attività preventive interne.<br />
</span></p>
<p><span lang="en">È ragionevole supporre che, nella mente dei membri del Politburo che avevano vissuto la Seconda Guerra Mondiale, testimoni dell&#8217;incubo delle divisioni panzer tedesche che scorrazzavano nel Bassopiano Sarmatico sino ad arrivare alle porte di Mosca, si prefigurassero gli stessi prodromi che portarono allo scoppio del conflitto più sanguinoso della storia.</span></p>
<h2>Able Archer 83: sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso</h2>
<p>In questo clima di diffidenza, tendente alla paranoia, con tensioni internazionali via via crescenti che hanno causato anche numerose vittime come abbiamo avuto modo di evidenziare, la <strong>Nato</strong> decise di effettuare un&#8217;esercitazione limitata ai <strong>comandi C3</strong> che prevedeva la gestione di una crisi politica/militare che avrebbe portato ad una escalation in Europa sino ad uno scontro con armi nucleari tra i due blocchi. In sostanza si voleva testare il sistema di comunicazioni tra quartier generali e comandi avanzati per capire i tempi di reazione, la gestione delle comunicazioni in entrata e in uscita, le differenti capacità del sistema a più livelli.</p>
<blockquote><p>L&#8217;esercitazione, chiamata Able Archer, cominciò il 4 novembre del 1983</p></blockquote>
<p>Proviamo a metterci nei panni dei Sovietici per capire come si sia rischiato un conflitto globale, avendo ben presente quanto sin qui detto sui sentimenti che vigevano oltrecortina.</p>
<p><strong>Giorno 1</strong>. I sistemi di ascolto e intercettazione sovietici e del Patto di Varsavia notano un inconsueto volume di traffico radio in cifra tra i comandi e le varie unità corazzate e di fanteria della Nato, i principali aeroporti militari sono messi in stato d’allerta. Tutte queste comunicazioni sono precedute dalle parole &#8220;<strong>Exercise Exercise Exercise</strong>&#8220;, giusto per non esser fraintesi. Il povero colonnello Ivan Ivanovich (come dire Mario Rossi da noi) non può far altro che inoltrare un rapporto al proprio superiore, il quale lo inoltrerà a sua volta al proprio superiore, e così via risalendo la catena gerarchica sino ad un tavolo della <strong>Lubjanka</strong> (sede del Kgb), dove vengono prese le decisioni e diramati gli ordini (il sistema sovietico non prevedeva poteri decisionali ai comandanti locali, tutto era piramidale e qualsiasi decisione veniva presa al vertice). Complice lo stato precario di salute di Andropov, vengono impartiti i primi ordini di preallarme dalla Lubjanka: dapprima solo per le <strong>forze strategiche</strong> (<em>Raketnye vojska strategičeskogo naznačenija</em> &#8211; forze missilistiche strategiche), poi col passare dei giorni furono mobilitate varie unità dell’<strong>Armata Rossa</strong>, sino ad arrivare ad un dispiegamento di forze corazzate e di fanteria in Germania Orientale, Polonia, Cecoslovacchia. Intanto al Cremlino, su un tabellone studiato per determinare quando sarebbe scattato l&#8217;attacco della Nato sommando meccanicamente alcuni fattori, viene aggiunta la prima &#8220;spunta&#8221;.</p>
<p><strong>Giorno 3</strong>. L&#8217;interruzione delle comunicazioni a intervalli regolari nei comandi Nato viene intesa da Mosca come un tentativo di depistaggio, ed il silenzio radio (della durata di circa un&#8217;ora) un modo per celare i movimenti di truppe e mezzi corazzati. In realtà la cessazione delle comunicazioni avveniva ogni giorno alla stessa ora solo perché gli operatori erano in pausa pranzo.</p>
<p><strong>Giorno 4</strong>. L&#8217;esercitazione prevede che jeep si spostino lungo il territorio tedesco per testare i ponti radio. A Mosca non si rendono conto, perché forse non possono saperlo, che non si tratta dello spostamento di intere divisioni ma solo di una manciata di uomini. Secondo i piani sovietici potrebbe essere l&#8217;inizio di un intervento contro la Germania orientale e i Paesi del Patto di Varsavia attraverso la soglia del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fulda_Gap" target="_blank" rel="noopener">Fulda Gap</a>, pertanto viene dato l&#8217;allarme alla <strong>Flotta del Baltico</strong> e messa in preallarme quella del Nord. Così il grosso della Flotta Rossa, sottomarini lanciamissili nucleari compresi, prese il mare, preparandosi a forzare un eventuale ma inesistente blocco navale. Questi movimenti ovviamente non restarono inosservati alla Nato, che reagì di conseguenza aumentando i voli di ricognizione e mandando in mare a sua volta le proprie forze navali. Un&#8217;altra “spunta” sul tabellone della crisi.</p>
<p><strong>Giorno 5</strong>. Le forze missilistiche strategiche sovietiche sono in stato di massima allerta a causa dei movimenti di truppe, navali e dell&#8217;allerta degli stromi di caccia della Nato, ma anche a seguito dell&#8217;incidente avvenuto poche settimane prima (il 26 settembre) al centro di allarme missilistico spaziale Oko di Serpukhov-15, distretto militare di Mosca. Quella notte l&#8217;allarme per <strong>missili balistici</strong> risuonò per ben cinque volte segnalando lanci di missili balistici dal territorio statunitense. In realtà il satellite ottico di sorveglianza era stato ingannato dal riflesso del sole su nubi di alta atmosfera. Il sangue freddo dell&#8217;ufficiale comandante, tenente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stanislav_Evgrafovi%C4%8D_Petrov" target="_blank" rel="noopener">colonnello Stanislav Petrov</a>, insieme alla consapevolezza, determinata dall&#8217;addestramento, secondo la quale un attacco missilistico sarebbe stato massiccio e non con lanci singoli ripetuti in un lungo arco di tempo, impedì che si giungesse ad un olocausto nucleare.</p>
<p><strong>Giorno 6 e giorno 7</strong>. Epilogo. La Guerra fredda fu soprattutto <strong>guerra di spie</strong>, e nella nostra storia entrano in gioco due personaggi controversi, due spie che lavoravano per gli opposti schieramenti: Rainer Rupp (detto Topaz) tedesco orientale e spia della Ddr che lavorava nel comando Nato a Bruxelles, e <strong>Oleg Gordievsky</strong>, agente “doppio” dell’MI6 che lavorava al Kgb. Rupp ebbe il merito di passare all’Unione sovietica informazioni precise e accurate che la Nato non stava preparando un attacco, Gordievsky invece, quello di far capire agli inglesi, e quindi alla Nato, che i sovietici stavano interpretando male l’esercitazione Able Archer, quindi che la mobilitazione delle divisioni corazzate, della flotta, e delle forze missilistiche strategiche non era il preludio di un attacco del Patto di Varsavia all&#8217;Europa occidentale.</p>
<blockquote><p>Questa storia, oltre ad essere un aneddoto della Guerra fredda, rappresenta anche un monito per il presente</p></blockquote>
<p>Oggi, dopo quasi 30 anni di stabilità, in Europa si sta riaffacciando lo spettro di un possibile conflitto tra Russia e Nato a causa della <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-vertice-nato-si-parla-di-russia-e-trattato-inf-torneranno-gli-euromissili.html" target="_blank" rel="noopener">fine di trattati internazionali</a> (diventati comunque obsoleti), come l&#8217;<strong>Inf</strong> e ancor prima l&#8217;<strong>Abm</strong>, ma soprattutto della volontà dei protagonisti di non arrivare a nuovi tavoli di trattative. Si sta generando una nuova corsa agli armamenti i cui esiti sono difficili da prevedere e sebbene il clima tra Washington e Mosca non sia più quello del 1983, non possiamo dire nemmeno che le relazioni siano caratterizzate da reciproca fiducia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-leuropa-sfioro-lolocausto-atomico.html">Quando l&#8217;Europa sfiorò l&#8217;olocausto atomico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 53/323 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-11-03 05:19:29 by W3 Total Cache
-->