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	<title>Mar d&#039;Azov Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 15 Jun 2023 07:20:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mar d&#039;Azov Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Russia &#8220;annette&#8221; il Mar d&#8217;Azov: cosa può succedere in Crimea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ora-il-mar-azov-e-russo-cosa-significa-per-russia-e-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ponte in Crimea (ANSA)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-1536x963.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-2048x1283.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Disciplinato da un Trattato del 2003 che ne prevedeva la condivisione russo-ucraina, il mar d'Azov ora diviene "mare interno" della Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ora-il-mar-azov-e-russo-cosa-significa-per-russia-e-ucraina.html">La Russia &#8220;annette&#8221; il Mar d&#8217;Azov: cosa può succedere in Crimea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ponte in Crimea (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-1024x642.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-768x481.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-1536x963.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZ-kg-PNA_KTnhrTkI8_ANSA-2048x1283.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con un comunicato sul portale di informazione legale della Federazione russa, Mosca ha annunciato che il presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> ha firmato la legge che archivia l&#8217;accordo con l&#8217;Ucraina in quanto &#8220;confinante&#8221; sul <strong>Mar d&#8217;Azov</strong>, definendolo un &#8220;mare interno&#8221; della Federazione, in seguito all&#8217;annessione delle regioni di Zaporizhzhya, Kherson e Donetsk. Una piccola ma potente &#8220;Svizzera&#8221; d&#8217;acqua nel quale transitano idrocarburi, grano, prodotti carboniferi e siderurgici <em>made in </em>Donbass.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Trattato sul mar d&#8217;Azov del 2003</h2>



<p>Un disegno di legge presentato dallo stesso Putin, che aveva già ricevuto l&#8217;approvazione di entrambe le camere del Parlamento: un progetto resosi quasi &#8220;necessario&#8221; per via dei cambiamenti territoriali che hanno portato questo mare chiuso a finire circondato dalla sovranità della Federazione. Avendo, dunque, l&#8217;Ucraina perso il suo status di stato rivierasco legato ai corpi idrici del piccolo mare interno e dello <strong>stretto di Kerch</strong>, per Mosca è divenuto necessario dismettere il precedente Trattato che regolava quest&#8217;area del mondo. L&#8217;accordo precedente, ormai carta straccia, era stato firmato da Russia e Ucraina il 24 dicembre 2003 e ratificato dalla Russia nel 2004.</p>



<p>Come buona parte del diritto internazionale, il diritto delle acque è una materia complessa, costellata da decine di accordi e trattati, oltre che affetto da un&#8217;immensa zona grigia. Il precedente Trattato sul mar d&#8217;Azov e lo stretto di Kerch era stato sottoscritto dall&#8217;ex presidente ucraino Leonid Kuchma e da Vladimir Putin: si fondava su due principi di base, ovvero la necessità di questo bacino per lo <strong>sviluppo economico </strong>di entrambe le nazioni oltre che al riconoscimento di quest&#8217;ultimo come importante <strong>riserva naturale</strong>. Nonostante le minacciose brame di Mosca sulla Crimea fossero già allora un dato di fatto, il Trattato aveva sottolineato alcuni importanti punti di cooperazione: i due corpi idrici venivano riconosciuti come &#8220;interni&#8221; e &#8220;storici&#8221; rispetto alle due nazioni; il mar d&#8217;Azov sarebbe stato delimitato seguendo il confine di fra i due Stati e le questioni sorte tra i due Paesi circa il suo utilizzo sarebbero state affrontante attraverso dirimenti accordi fra le parti; ai mercantili e alle navi statali di altro tipo, battenti bandiera ucraina o russa, veniva concessa libera navigazione; ma soprattutto, tutto ciò che avrebbe riguardato la cooperazione russo-ucraina in fatto di condivisione delle acque avrebbe rimandato al diritto internazionale esistente e alla stipula di nuovi accordi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strep-insidewar-1.jpg" alt="" class="wp-image-397305" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strep-insidewar-1.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strep-insidewar-1-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strep-insidewar-1-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/strep-insidewar-1-768x142.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un Trattato-ricatto a danno di Kiev?</h2>



<p>Poi, l&#8217;annessione della Crimea dieci anni dopo. A seguire, altri dieci anni dopo ancora, l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invasione dell&#8217;Ucraina</a>. La disputa sui due &#8220;corpi idrici&#8221; risale a ben prima dell&#8217;era Putin, e nasce all&#8217;indomani del collasso dell&#8217;Unione Sovietica. Il Trattato venne firmato nel 2003 proprio in occasione di uno degli episodi che alzò la tensione dell&#8217;area, ovvero lo &#8220;strappo&#8221; dell&#8217;<strong>isola di Tuzla</strong> e dello stretto di Kerch all&#8217;Ucraina: l&#8217;isola, poco più che un cordone sabbioso, avrebbe fatto da terminal all&#8217;omonima diga, che a sua volta avrebbe avuto nella <strong>penisola di Taman&#8217;</strong> (russa) il terminale opposto. La tensione era salita nel tardo dicembre del 2018, quando si verificò lo speronamento delle navi ucraine da parte della Russia, del quale l&#8217;urto fra imbarcazioni delle due nazioni nel 2003, attorno all&#8217;isola di Tuzla era stato solo un&#8217;anticipazione. Non bisogna dimenticare che il Trattato, sebbene prevedesse la coabitazione in questa via d&#8217;acqua, favoriva decisamente Mosca, oltre ad essere stato sottoscritto dall&#8217;Ucraina sotto la minaccia di subire la sottrazione coatta dello stretto, in un momento in cui si erano raffreddati decisamente i suoi rapporti con la Nato e i Paesi occidentali. Qualora la diga di Tuzla, infatti, fosse stata completata, il canale navigabile dello stretto sarebbe ricaduto interamente dalla parte russa (il cosiddetto Kerch-Yanakale). </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;interruzione dei lavori sull&#8217;isola di Tuzla e il ponte di Kerch</h2>



<p>Questo aveva contribuito ad accrescere la presenza delle forze russe e ucraine nell&#8217;area, a tutela della propria sovranità. Ergo, il trattato, più che instaurare una cooperazione reale sul mar d&#8217;Azov, era stato una pistola puntata alla tempia di Kiev. </p>



<p>L&#8217;unico compromesso che Kuchma riuscì a strappare, dunque, fu l&#8217;interruzione dei lavori della diga di Tuzla e il mantenimento della sovranità ucraina sullo canale navigabile. Implicitamente ciò lasciò nella nebbia l&#8217;intera trattazione della materia, essendosi Kiev concentrata prevalentemente sulle garanzie per le <strong>navi commerciali </strong>(ucraine e non) da e verso i porti ucraini. La zona grigia che avrebbe dovuto essere disciplinata da accordi successivi, tuttavia, non vide alcun progresso e questo ha concesso alle navi da guerra russe di agire indisturbate nelle acque d&#8217;Azov, con un atteggiamento sempre più assertivo. E per quanto Mosca abbia fondato le proprie pretese sul Trattato del 2003, va comunque ricordato che le basi di quel Trattato risiedono nel riconoscimento della sovranità ucraina, prima, e nel trattato interstatale con Kiev del 1997: tutte premesse saltate con l&#8217;annessione della Crimea. La <strong>costruzione del ponte di Kerch </strong>fu poi il sigillo su queste pretese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se &#8220;cade&#8221; il mar d&#8217;Azov, cade la Crimea</h2>



<p>La spinta della Russia su questo punto, negli ultimi giorni, non è affatto casuale. Nell&#8217;ambito della controffensiva ucraina in corso da più di una settimana, Kiev sta cercando di tagliare il ponte di terra tra il territorio russo e la Crimea e di aprire un&#8217;uscita verso il Mar d&#8217;Azov: <em>mutatis mutandis</em>, l&#8217;obiettivo di Mosca si gioca tutto sulla rivendicazione di questa sovranità, in grado di soffocare l’Ucraina. E quindi qui che si svolgerà la battaglia finale? </p>



<p>Il mar d&#8217;Azov è una delle ragioni di questo conflitto: per via dell&#8217;importanza dei suoi traffici e per l&#8217;accesso ai cosiddetti mari caldi, croce e delizia di Mosca, anelito secolare. Assicuratosi la Crimea, Putin ha infatti puntato a rafforzare l&#8217;arco rivierasco nord-occidentale del mare come hanno confermato le battaglie di <strong>Melitopol</strong>, <strong>Mariupol</strong> e <strong>Berdiansk</strong>. Del resto, la &#8220;conquista&#8221; con la forza del mar d&#8217;Azov è strumentale alla conservazione della Crimea e viceversa: nella costruzione della nuova sovranità russa i due elementi sono inscindibili: se cade uno, cade l&#8217;altro. Questo rende la sovranità su questo piccolo mare un punto difficilmente negoziabile qualora Putin dovesse accettare di trattare con Kiev: ne va di mezzo una delle ragioni esistenziali su cui ha fondato l&#8217;intera invasione dell&#8217;Ucraina.</p>



<p></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Berdiansk e Mariupol. Le nuove basi navali annunciate da Shoigu</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/berdiansk-e-mariupol-le-nuove-basi-navali-annunciate-da-shoigu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 15:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1138" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flotta russa nel Pacifico (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-2048x1213.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i vari annunci del ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ce n&#8217;è uno che ha avuto al centro il Mar Nero. &#8220;I porti di Berdiansk e di Mariupol sono pienamente funzionanti&#8221; ha detto Shoigu, &#8220;prevediamo di stabilirci delle basi per le navi di appoggio, i servizi di soccorso d&#8217;emergenza e le unità per la riparazione delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/berdiansk-e-mariupol-le-nuove-basi-navali-annunciate-da-shoigu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1138" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Flotta russa nel Pacifico (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/AYUqmGD84GW_GqUYmo6x_ANSA-2048x1213.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra i vari annunci del ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ce n&#8217;è uno che ha avuto al centro il Mar Nero. &#8220;I porti di <strong>Berdiansk</strong> e di <strong>Mariupol </strong>sono pienamente funzionanti&#8221; <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/12/21/shoigu-russia-stabilira-basi-navali-a-mariupol-e-berdiansk_b812677d-fe99-44ec-992c-6af79fbc77aa.html">ha detto Shoigu</a>, &#8220;prevediamo di stabilirci delle basi per le navi di appoggio, i servizi di soccorso d&#8217;emergenza e le unità per la riparazione delle navi della marina&#8221;.</p>



<p>Per la difesa russa si tratta di un passaggio particolarmente importante per diverse ragioni. Con la scelta di stabilire basi nelle due città occupate, si sottolinea la ferma volontà di mostrare di poter controllare il <strong>Mar d&#8217;Azov </strong>e quella striscia costiera che collega la Crimea al Donbass. Un obiettivo che per la Russia è sempre stato fondamentale sin dall&#8217;inizio dell&#8217;aggressione all&#8217;Ucraina. Inoltre, per Mosca, l&#8217;idea di utilizzare i porti di Mariupol e Berdiansk significa anche manifestare il tentativo di riportare una forma di normalità logistica nel Mar Nero in una fase in cui le difficoltà di transito nel Donbass impongono degli enormi ostacoli al flusso di armi e rifornimenti per le prime linee del fronte ma anche per i nuovi territori occupati, che rischiano di essere scollegati dal territorio della Federazione. Le due città diventano quindi dei piccoli ma utili hub logistici in una condizione estremamente precaria sul terreno, specialmente in caso di rilancio della controffensiva ucraina.</p>



<p>La scelta però di sottolineare il fatto che i due porti vengano scelti anche per servizi di soccorso e unità di riparazione della flotta mostra anche una delle principali criticità della guerra di Vladimir Putin, e cioè quella della condizione della <strong>Flotta del Mar Nero</strong>. Se infatti dal punto di vista strategico l&#8217;utilizzo dei cantieri di Berdiansk e Mariupol, una delle <strong>città martiri </strong>della guerra, è una mossa che serve anche a dare un&#8217;immagine di futuro nel pieno del sistema russo, dal punto di vista tattico significa ovviare a un vulnus che Mosca non pensava di dover fronteggiare.</p>



<p>Le capacità di <strong>guerra asimmetrica navale</strong> dimostrate dalle forze ucraine &#8211; in questo certamente aiutate e soprattutto addestrate dai consiglieri della Nato &#8211; hanno palesato le fragilità della flotta russa in un settore che per il Cremlino era sostanzialmente considerato al sicuro. Gli attacchi chirurgici a Sebastopoli, l&#8217;utilizzo di moderni droni marini combinati con quelli aerei e alcuni raid addirittura oltre le coste della Crimea e dei territori annessi dalla Federazione hanno messo a nudo problemi di sicurezza. Mentre sul piano difensivo, la creazione di un sistema di difesa costiero sempre più letale con l&#8217;impiego di missili costruiti in loco e arrivati dall&#8217;esterno hanno fatto sì che le navi russe abbiano dovuto allontanarsi dall&#8217;area delle operazioni, costringendo di fatto la flotta del Mar Nero a un compito di sorveglianza senza alcun ruolo offensivo come nelle prime settimane di conflitto. Del resto l&#8217;affondamento di alcune navi della flotta di Mosca, la riconquista dell&#8217;isola dei Serpenti da parte delle forze ucraine e l&#8217;impossibilità di ovviare al logoramento portando altre unità attraverso il <strong>Bosforo</strong> (bloccato, con la convenzione di Montreux, dai turchi) ha innescato una spirale che per la Russia significa la fine del pieno controllo delle acque di fronte all&#8217;Ucraina centro-occidentale.</p>



<p>Berdiansk e Mariupol rappresentano quindi messaggi tattici e strategici potenzialmente opposti. Sotto il primo aspetto, Mosca conferma delle difficoltà tali da non potersi più permettere di sfruttare il bastione di Sebastopoli come luogo sicuro dove riparare navi usurate e che, inoltre, non riescono più a dare alcun contributo alle <strong>manovre offensive a Kherson </strong>o in altre aree del Paese. In assenza della libera navigazione nel Bosforo per le navi militari e con le difficoltà di approvvigionamento dimostrate in questi mesi, le città occupate diventano porti necessari per tutto il fronte, segnalando quindi la necessità di correre ai riparti soprattutto in caso di rinnovata spinta delle unità di Kiev verso la <strong>riconquista </strong>della Crimea.</p>



<p>Dal punto di vista strategico, però, il segnale lanciato è anche di natura sistemica: Berdiansk e Mariupol possono essere fondamentali nel futuro del conflitto e anche del <strong>post-conflitto</strong>, specialmente se la Crimea rischia di essere un avamposto non più così sicuro della Flotta del Mar Nero. E conferma l&#8217;interesse di Mosca a sigillare il Mar d&#8217;Azov e tutta quella parte di mare come obiettivo centrale dell&#8217;invasione scatenata a febbraio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/berdiansk-e-mariupol-le-nuove-basi-navali-annunciate-da-shoigu.html">Berdiansk e Mariupol. Le nuove basi navali annunciate da Shoigu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kiev teme la &#8220;pirateria di Stato&#8221; con l&#8217;acciaio di Azovstal</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kiev-teme-la-pirateria-di-stato-con-l-acciaio-di-azovstal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 14:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Assedio di Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-2048x1237.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Kiev il porto di Mariupol sarà teatro di uno dei più grandi e gravi saccheggi dalla seconda guerra mondiale. Mentre, dall&#8217;altro lato, per Mosca lo scalo sarà simbolo della rinascita della città da poco definitivamente conquistata. Nella guerra della propaganda, le acque agitate nel Mar d&#8217;Azov saranno in ogni caso terreno di scontro tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-teme-la-pirateria-di-stato-con-l-acciaio-di-azovstal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-teme-la-pirateria-di-stato-con-l-acciaio-di-azovstal.html">Kiev teme la &#8220;pirateria di Stato&#8221; con l&#8217;acciaio di Azovstal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-1024x618.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-768x464.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-1536x928.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220531165158241_97e20b1e00c565541d7b554a00f755fa-2048x1237.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per Kiev il porto di <strong>Mariupol</strong> sarà teatro di uno dei più grandi e gravi <strong>saccheggi</strong> dalla seconda guerra mondiale. Mentre, dall&#8217;altro lato, per Mosca lo scalo sarà simbolo della <strong>rinascita</strong> della città<a href="https://it.insideover.com/guerra/valore-simbolico-e-militare-perche-la-caduta-di-mariupol-e-importante.html"> da poco definitivamente conquistata</a>. Nella guerra della <strong>propaganda</strong>, le acque agitate nel Mar d&#8217;Azov saranno in ogni caso terreno di <strong>scontro</strong> tra russi e ucraini. Lo si è visto anche nelle ultime ore. Un corrispondente di <em>Rossiya24</em> ha annunciato che tra lunedì e martedì salperà dal porto cittadino il primo cargo dalla fine della battaglia. Per i russi questo è segno e simbolo di ripresa. Da Kiev invece la vedono diversamente: secondo gli ucraini è iniziato il &#8220;grande furto&#8221; e i cargo che da ora in avanti partiranno da Mariupol trasferiranno nella federazione russa il grano e l&#8217;acciaio prodotti nella regione occupata.</p>
<h2>Quell&#8217;acciaio di Azovstal che fa gola</h2>
<p>Prima del conflitto Mariupol ospitava alcune delle più grandi <strong>acciaierie</strong> d&#8217;Europa. Tra queste anche l&#8217;impianto <strong>Azovstal</strong>, simbolo della vocazione industriale del territorio e della storia recente di questo angolo di Ucraina. La struttura infatti è della società <strong>Metinvest</strong>, la quale fa capo alla holding <em>Smc</em> di <strong>Rinat Akhmetov</strong>. Quest&#8217;ultimo è l&#8217;oligarca più influente del Paese, famoso in Europa per essere proprietario della squadra di calcio <strong>Shacktar Donetsk</strong>. C&#8217;è il suo nome dietro molte delle attività economiche dell&#8217;est dell&#8217;Ucraina negli anni 2000 e nel decennio successivo. Emblematica in tal senso è stata la costruzione a Donetsk della <em>Donbass Arena</em>, tra i più grandi stadi ucraini in grado di ospitare anche gli Europei del 2012. Una struttura nel cui nome è stato riassunto il senso di <strong>appartenenza</strong> alla regione del Donbass, a quelle province dove miniere e acciaierie da decenni costituiscono i tratti più salienti del paesaggio.</p>
<p>Akhmetov, nonostante sia russofono e legato all&#8217;ex presidente filorusso <a href="https://it.insideover.com/guerra/yanukovich-e-luomo-di-mosca-per-il-dopo-zelensky.html">Yanukovich</a>, non si è mai schierato dalla parte dei separatisti. E il suo impianto di Mariupol, dal 2014 fino ai giorni dell&#8217;attuale guerra, ha continuato a proseguire le sue attività, importanti non solo per la sua holding e per l&#8217;Ucraina, ma anche per il mercato globale dei <strong>semiconduttori</strong>. Da qui infatti proviene (o, per meglio dire, proveniva) circa la metà del fabbisogno mondiale del <strong>gas neon</strong>, legato alla produzione dell&#8217;acciaio e vitale per la costruzione dei chip. Azovstal poi, con lo scoppio della <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-mariupol-va-in-scena-un-autentica-battaglia-medievale.html">battaglia urbana di Mariupol</a>, si è progressivamente trasformata nel simbolo della guerra. Più di duemila soldati ucraini sono rimasti per un mese asserragliati al suo interno e soltanto il 21 maggio scorso l&#8217;area industriale è stata evacuata a seguito di un accordo tra Mosca e Kiev. Buona parte delle sue infrastrutture sarebbero andate distrutte. Ma, così come sottolineato dal <em>Corriere della Sera</em>, secondo la società Metinvest nei vari depositi di Mariupol ci sarebbero ancora almeno 200.000 tonnellate di acciaio e metalli vari.</p>
<p>Circa 28.000 tonnellate invece sarebbero stipate in sei mercantili all&#8217;interno del porto da prima del conflitto. Quantità destinate ai mercati internazionali e pronte per essere esportate. Metinvest teme adesso che a venderle saranno i russi e ha parlato di &#8220;alto rischio di <strong>furto</strong> e <strong>contrabbando</strong>&#8220;.</p>
<h2>I rischi del mercato nero dell&#8217;acciaio</h2>
<p>A parlare nei giorni scorsi a nome della Metinvest è stato l&#8217;amministratore delegato,<strong> Yuriy Ryzhenkov</strong>. Il suo è stato un vero e proprio appello a non comprare acciaio proveniente da Mariupol e dai propri stabilimenti. La società del magnate Akhmetov non ha più il controllo degli impianti e quindi qualsiasi cosa esca fuori da lì verrebbe considerata come un&#8217;appropriazione da parte dei russi, i quali con le vendite trarrebbero un profitto con soldi che dovrebbero andare agli ucraini. In poche parole, la Metinvest ha messo in guardia da quello che vedrebbe come un furto da parte di Mosca. &#8220;Chiediamo con forza ai compratori europei e di altre aree del mondo &#8211; ha detto Ryzhenkov al <em>Corriere della Sera</em> &#8211; di non comprare beni degli impianti di Mariupol finché la nostra impresa non abbia recuperato il pieno controllo&#8221;.</p>
<p>Metinvest, così come diversi esponenti politici ucraini, è convinta che l&#8217;acciaio presente a Mariupol verrà trasferito a <strong>Rostov</strong> o in altre aree della Russia. Da qui poi potrebbe essere venduto ai Paesi che non hanno applicato le <strong>sanzioni</strong> contro Mosca. Oppure &#8220;riciclato&#8221;, assemblato negli stabilimenti russi e poi immesso nel mercato nero. Anche perché molte aziende occidentali non possono fare a meno per lungo tempo dell&#8217;acciaio di Mariupol e, prima o poi, proverebbero ad aggirare in qualche modo le sanzioni.</p>
<p>Secondo Kiev, ogni nave che entrerà o uscirà dal porto della città conquistata da Mosca nei giorni scorsi, costituirà una prova di quella che è stata già definita come &#8220;pirateria di Stato&#8221;. Mentre, dall&#8217;altro lato del fronte, ogni attività interna al porto di Mariupol verrà salutata come segno della ripresa dell&#8217;economia e dei commerci lungo le coste del Mar d&#8217;Azov. Comunque vada, terminata la battaglia militare, Mariupol sarà al centro di altre contese non meno importanti: quelle economiche, mediatiche e propagandistiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-teme-la-pirateria-di-stato-con-l-acciaio-di-azovstal.html">Kiev teme la &#8220;pirateria di Stato&#8221; con l&#8217;acciaio di Azovstal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Il mare? Perduto per sempre&#8221;. Cosa rivela l&#8217;avvertimento russo a Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mare-perduto-per-sempre-cosa-rivela-lavvertimento-russo-a-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 15:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-2048x1245.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I messaggi che arrivano dalle autorità russe di Crimea e Zaporizhzhya sono avvertimenti molto chiari nei confronti del governo ucraino: il Mar d&#8217;Azov rimarrà per sempre russo e i porti del Mar Nero finiti sotto controllo di Mosca, non torneranno a Kiev. A riportarlo è l&#8217;agenzia Ria Novosti, che riporta quanto affermato all&#8217;emittente russa da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mare-perduto-per-sempre-cosa-rivela-lavvertimento-russo-a-kiev.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mare-perduto-per-sempre-cosa-rivela-lavvertimento-russo-a-kiev.html">&#8220;Il mare? Perduto per sempre&#8221;. Cosa rivela l&#8217;avvertimento russo a Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220526172604464_cce8bbfe3775fd84e6c9ad9e761187b3-2048x1245.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I messaggi che arrivano dalle autorità russe di Crimea e Zaporizhzhya sono avvertimenti molto chiari nei confronti del governo ucraino: il <strong>Mar d&#8217;Azov</strong> rimarrà per sempre russo e i porti del Mar Nero finiti sotto controllo di Mosca, non torneranno a Kiev. A riportarlo è l&#8217;agenzia <a href="https://ria.ru/20220526/more-1790759787.html"><em>Ria Novosti</em></a>, che riporta quanto affermato all&#8217;emittente russa da<strong> Vladimir Rogov</strong>, membro del consiglio dell&#8217;amministrazione di Zaporizhzhya. Il Mar d&#8217;Azov è perso per sempre in Ucraina. I porti nelle regioni di Zaporizhzhya e Kherson non saranno mai più ucraini&#8221;, ha detto. &#8220;Sono sicuro &#8211; ha continuato Rogov &#8211; che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d&#8217;Azov sarà di nuovo esclusivamente un mare interno della Federazione Russa&#8221;. Le parole fanno da eco a quelle pronunciate alcuni giorni fa da vice primo ministro del governo della Crimea, <strong>Georgy Muradov</strong>, che dopo la caduta Mariupol in mano russa aveva annunciato che il Mar d&#8217;Azov sarebbe diventato definitivamente uno specchio d&#8217;acqua condiviso dalla Russia e della Repubblica popolare di Donetsk.</p>
<p>Le parole che giungono dai territori sotto controllo russo sono quindi inequivocabili. I porti del Mar Nero, elementi fondamentali della strategia del Cremlino nell&#8217;attacco all&#8217;Ucraina, non sono semplici campi di battaglia, ma obiettivi di una strategia a lungo termine. Le affermazioni dei separatisti filorussi, che rievocano quanto già detto da alcuni esponenti russi sul fatto che Mosca è lì per rimanervi, non sono derubricabili a pura propaganda bellica, ma sono indicazioni precise. Segnali che si devono tradurre nel fatto che la cosiddetta <strong>&#8220;Novorossija&#8221;</strong>, ovvero quello spazio territoriale che tenta di ristabilire i territori dell&#8217;antico impero russo nell&#8217;area meridionale dell&#8217;Ucraina, sta lentamente, ma inesorabilmente, diventando una realtà effettiva. Una nuova conformazione regionale che passa inevitabilmente per la conquista delle principali città portuali e tra cui manca, per il momento, la vera perla del Mar Nero ucraino: Odessa.</p>
<p>Il fronte del Mar Nero, per quanto sottovalutato nelle prime settimane di guerra, si è rivelato nel tempo fondamentale, se non il vero obiettivo a lungo termine russo. La guerra, infatti, aveva inizialmente quegli obiettivi ripetuti da Vladimir Putin come un mantra: denazificazione, demilitarizzazione, neutralità di Kiev e riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Luhans&#8217;k oltre che della Crimea come territorio russo. Ma gli scopi finali di questa operazione erano anche quelli che si stanno realizzando nel sud del Paese. Il primo, era quello di congiungere la Crimea (ritenuta territorio della Federazione Russa a tutti gli effetti da Mosca) con le nuove realtà autoproclamate del Donbass e quindi con la <strong>Russia</strong>. Mariupol, città martire diventata centrale per l&#8217;<strong>assedio di Azovstal</strong>, serviva a questo scopo: cioè costruire in modo definitivo una fascia terrestre che unisse queste due regioni e evitare che il Mar d&#8217;Azov fosse anche conteso. Un obiettivo che è stato rafforzato anche dalla precedente presa di Melitopol, utile per ampliare la fascia territoriale in mano russa.</p>
<p>Ma c&#8217;è un altro obiettivo che era e rimane prioritario nelle logiche russe: <strong>escludere l&#8217;Ucraina dal mare</strong>. Un piano che per la Russia è sempre stato fondamentale dal momento che lo sbocco del Mar Nero, strategicamente vitale per Mosca, non doveva essere conteso da un potenziale avversario in orbita Nato, e cioè Kiev. Ma estromettere un Paese da un qualsiasi sbocco verso il mare significa, di fatto, renderlo anche un attore molto meno influente sul piano internazionale e soprattutto dipendente da altri Stati sul fronte commerciale. La ricerca di una via per raggiungere il mare è sempre stata fondamentale per qualsiasi potenza antica e recente: tagliare i rifornimenti, estromettere un Paese dalle rotte commerciali e dai tracciati sottomarini, evitare che possa ricevere aiuti indipendentemente dal placet di un vicino sono fattori fondamentali per la sopravvivenza e per lo status di sovranità di una realtà statale. Una scelta quindi che non è solo contingente, come dimostrato dalla possibilità o meno di decidere sul flusso di grano per evitare o meno una crisi alimentare mondiale, ma anche a lungo termine: senza mare, il destino di Kiev appare ben diverso da quello a cui può essere votata anche solo con la sopravvivenza di <strong>Odessa</strong> e di altri porti.</p>
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		<title>Dal 2014 al 2022: il valore simbolico di Mariupol</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dal-2014-al-2022-il-valore-simbolico-di-mariupol.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 17:51:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[battaglione AZOV]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=357324</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-1024x583.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-768x437.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-1536x874.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA30789036-2048x1165.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Mariupol infuria la battaglia finale per l&#8217;acciaieria Azovstal. Vera e proprio &#8220;Stalingrado d&#8217;Ucraina&#8221;, la città sul Mar d&#8217;Azov è stata pressoché interamente rasa al suolo dall&#8217;esercito russo nei primi ottanta giorni di conflitto e ora l&#8217;armata di Vladimir Putin mira a stanare i residui combattenti del Reggimento Azov. L&#8217;unità erede del celebre battaglione ultra-nazionalista e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dal-2014-al-2022-il-valore-simbolico-di-mariupol.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dal-2014-al-2022-il-valore-simbolico-di-mariupol.html">Dal 2014 al 2022: il valore simbolico di Mariupol</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Per la Russia gli Azov asserragliati all&#8217;Azovstal non sono combattenti, ma criminali, nonostante l&#8217;Ucraina li abbia inquadrati della Guardia Nazionale sin dal 2015. E la ragione dell&#8217;asserragliamento degli ultra-nazionalisti a Mariupol e della martellante offensiva russa è legata tanto al valore strategico della città-martire quanto al suo peso simbolico.</p>
<p>Nel 2014 come nel 2022 Mariupol è il centro del contrasto tra Russia e Ucraina. E proprio la riconquista di Mariupol nel 2014, in cui l&#8217;esercito ucraino cooperò per la prima volta a tutto campo con gli ultra-nazionalisti di Azov, frenò sul nascere l&#8217;estensione della secessione filorussa a tutto il Donbass, aprendo la strada al lungo <strong>conflitto congelato </strong>e a bassa intensità degenerato otto anni dopo nella guerra d&#8217;Ucraina. L&#8217;espansione del <em>Ruskij Mir </em>fu frenata dal notevole apporto militare dato dagli Azov, che sul campo si guadagnarono l&#8217;integrazione nelle forze regolari ucraine, ma che iniziarono in quell&#8217;occasione a conquistarsi la triste fama che li ha accompagnati fino al 2022. Anno in cui sono diventati, da assedianti, loro stessi <strong>assediati proprio a Mariupol</strong>. A lungo capitale <em>de facto </em>del Donbass rimasto in mani ucraine, antemurale contro i secessionisti, base operativa per l&#8217;esercito ucraino a Est e le milizie nazionaliste. Città identificata per questo dai russi e dai russofili del Donbass come la <strong>capitale nemica per eccellenza</strong>. Specie dopo che sono emerse le violazioni dei diritti umani e gli omicidi compiuti dai membri <a href="https://www.hrw.org/sites/default/files/report_pdf/ukraine0716web_2.pdf">del battaglione Azov, denunciate anche da Human Rights Watch</a>, contro i civili russofoni.</p>
<p>Tutto questo mentre, incorporandolo nelle forze regolari, il governo ucraino ha cercato di rimettere i nazionalisti sotto il suo controllo depoliticizzando l&#8217;Azov. Operazione che, secondo <a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/ukrainealert/the-azov-regiment-has-not-depoliticized/" target="_blank" rel="noopener">il sito di open source intelligence <em>Bellingcat, </em></a>non è affatto riuscita nel suo intento, almeno non nella portata che si mirava a ottenere. Tirando le somme sullo stato del Reggimento Azov, a inizio invasione russa il <em>Washington Post </em>ha riportato il quadro di un gruppo consapevole delle sue origini, e ancora con un comandante aderente di estrema destra <strong>come Denys Prokopenko,</strong> ma in parte cambiato rispetto alle sue origini. Molte reclute che si uniscono al battaglione sono ben consapevoli del suo richiamo nazista, ma si uniscono nonostante la sua storia per vari motivi, inclusa la reputazione positiva di Azov per l&#8217;addestramento di nuove reclute. Il <em>Post </em>ha anche aggiunto che il battaglione è un vero e proprio &#8220;faro per gli anti-putinisti&#8221; di tutto il mondo, ma questo dettaglio non può far altro che accentuare le tendenze che hanno spinto i russi a insistere su Mariupol.</p>
<p>Negli occhi della propaganda russa Azov potrebbe anche riformarsi come corpo esterno a ogni forza armata ma rimarrebbe quello delle indelebili immagini del 2014-2015, anni di odii incrociati tra filorussi e antirussi. Anni costellati da <strong>roghi di icone ortodosse</strong>, torture e violenze ad opera degli Azov, accusati dall&#8217;Osce anche di esecuzione di prigionieri in forma continua e di creazione di fosse comuni. Anni in cui si è, soprattutto, sedimentata l&#8217;equiparazione tra il <strong>governo dell&#8217;Ucraina post-Maidan e il nazismo </strong>ad opera della narrazione russa.</p>
<p>E si torna a Mariupol, messa sotto assedio con una ferocia che non ha eguali nelle altre città ucraine e in cui gli stessi Azov contendono ai ceceni e agli altri militari russi il terreno strada per strada fino a ritirarsi nell&#8217;<strong>ultima ridotta dell&#8217;Azovstal</strong>. Consci che, come velatamente fatto intendere dai diplomatici e politci russi, per loro non esiste alcuna alternativa tra la resistenza e la morte. Mentre la Russia accanendosi su Mariupol pare voler colpire con durezza la capitale dell&#8217;anti-secessionismo e, soprattutto, far espiare ai suoi ultimi difensori le colpe di cui li accusa. Gli Azov devono, secondo l&#8217;esercito russo, essere presi sulla scia dell&#8217;esaurimento e della fame.</p>
<p><strong>Bombe in superficie, </strong>blocco degli accessi nel sottosuolo, assedio attraverso la fame: le truppe di Putin vogliono rendere lunga e sofferente la strada <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/pronto-valhalla-confessioni-volontario-azov-2034225.html">verso il Valhalla dei nazionalisti neo-pagani dell&#8217;Azov.</a> Forzarli all&#8217;irreversibile: al crollo della disciplina, alla diserzione, alla ribellione contro la fame, alla rappresaglia contro i loro stessi membri. Per mostrare un trofeo in una campagna che sta riservando poche soddisfazioni belliche all&#8217;esercito di Putin, nella città in cui tutto è iniziato e tutto prosegue. Nella città-martire presa d&#8217;infilata tra il nazionalismo etnico di Azov e l&#8217;invasione brutale della Russia, che ha prodotto un numero imprecisato di morti civili (pare 21mila nella città da febbraio a oggi) e la riapertura di vecchie ferite.</p>
<p>Otto anni fa la difesa di Mariupol da parte degli Azov e dell&#8217;esercito ucraino impedì ai secessionisti una vittoria strategica. Otto anni fa iniziò la lunga fase di incertezza culminata con l&#8217;aggressione russa che ha oggi nel Donbass conteso il suo epicentro. Otto anni fa, infine, iniziava il complesso rapporto tra le frange nazionaliste ucraine e il rispetto dei diritti umani addotto da Putin come movente per l&#8217;invasione. Mariupol, oggi come nel 2014, è strategica e simbolica. E lo sarà sempre di più negli anni a venire. Ammesso che ne resti ancora qualcosa dopo il &#8220;Crepuscolo degli Dei&#8221; del reggimento Azov che sta andando in scena nell&#8217;acciaieria sotto assedio.</p>
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		<title>&#8220;Tagliare lo sbocco sul mare&#8221;. Così lo Zar vuole isolare l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tagliare-lo-sbocco-sul-mare-cosi-lo-zar-vuole-isolare-l-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 18:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Assedio di Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[Odessa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esrcitazioni russe nel Mar Nero (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-1024x617.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-1536x925.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/AX786Sh3RuqwA5Rn_rQc_ANSA-2048x1233.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le coste lungo il Mar d&#8217;Azov sono già interamente occupate dalle truppe russe. Adesso Kiev teme che la stessa cosa possa accadere sul Mar Nero, lì dove Mosca controlla già Kherson. È quanto paventato dal vice ministro della Difesa ucraino, Anna Malyar, sentito dall&#8217;agenzia Unian. Per la verità questa prospettiva è nota da tempo. Quando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tagliare-lo-sbocco-sul-mare-cosi-lo-zar-vuole-isolare-l-ucraina.html">[...]</a></p>
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<h2>Le &#8220;nuove mappe&#8221;</h2>
<p>Il conflitto però solo adesso sta prendendo una decisa fisionomia. Nelle prime settimane, specialmente quando i soldati russi si trovavano anche a nord di Kiev, non si comprendevano molto bene i veri obiettivi di Mosca. Se cioè l&#8217;intento era quello di un&#8217;annessione per intero dell&#8217;Ucraina oppure di un rovesciamento del governo, senza intaccare gli attuali confini. Guardando le mappe, adesso è possibile tracciare quella che potrebbe essere la<strong> nuova geografia</strong> ucraina auspicata dal <strong>Cremlino</strong>. E cioè uno Stato ucraino ridimensionato territorialmente e senza sbocchi sul mare.</p>
<p>Del resto di nuove cartine se ne parla da giorni. <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontro-sui-nuovi-confini-dell-ucraina-ecco-le-mappe-segrete.html">Come sottolineato su <em>InsideOver</em> lo scorso 28 aprile</a>, nelle stesse cancellerie europee sono iniziate a circolare delle nuove mappe, segno di come in occidente si è iniziato a mettere in conto uno scenario in cui Kiev è destinata a perdere parte del proprio territorio. Il tutto ovviamente se i russi dovessero riuscire a conquistare militarmente il <strong>Donbass</strong>, dopo aver messo gli scarponi a Mariupol.</p>
<p>Ad ogni modo, il fatto che l&#8217;allarme sulle velleità russe lungo le coste ucraine sia stato rilanciato dalle stesse autorità di Kiev appare ulteriormente emblematico della situazione. “La Russia – ha dichiarato Anna Malyar – non abbandona i suoi piani per conquistare i confini geografici delle regioni di Donetsk e Lugansk, ma ora sta cercando anche di fare lo stesso nelle regioni di Kharkiv e Kherson. Il loro obiettivo è isolare l&#8217;Ucraina dal Mar Nero e dal Mare di Azov”.</p>
<h2>Cosa rappresenterebbe per Mosca un&#8217;Ucraina senza sbocchi sul mare</h2>
<p>È probabile che la Russia avesse nelle sua intenzioni iniziali uno sfaldamento dell&#8217;attuale Stato ucraino e quindi l&#8217;insediamento di un governo più vicino a Mosca. Fallita però la morsa su <strong>Kiev</strong>, il Cremlino potrebbe puntare sulla creazione di territori cuscinetto in grado di allungare la distanza tra Mosca e un&#8217;Ucraina più <strong>ridimensionata</strong> e senza <strong>sbocchi</strong> sul mare. Kiev al momento ha perso Mariupol e Kherson. Due zone strategiche: la prima è affacciata sul Mar d&#8217;Azov, oramai un vero e proprio “lago russo”, mentre la seconda sul Mar Nero. All&#8217;Ucraina rimane come sbocco sul mare <strong>Mykolaiv</strong> e soprattutto <strong>Odessa</strong>. Da qui parte una fetta importante dell&#8217;export ucraino.</p>
<p>Se la Russia, che ha imposto da ieri il Rublo come moneta a Kherson e che considera Mariupol oramai sotto il proprio controllo nonostante la presenza di soldati ucraini dentro l&#8217;acciaieria Azovstal, dovesse prendere anche Odessa, cambierebbe per sempre il futuro dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>Il governo di Kiev senza più porti, si ritroverebbe chiuso in territori più poveri rispetto al Donbass e con la prospettiva di dover esportare i prodotti agricoli unicamente da porti in mano russa. In poche parole, se il Cremlino non può avere Kiev allora l&#8217;obiettivo è quello di rendere l&#8217;Ucraina non solo meno estesa ma anche chiusa sul Mar Nero e costretta ad avere a che fare con Mosca per i propri commerci. Per l&#8217;economia ucraina questo rappresenterebbe un autentico disastro.</p>
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		<title>Mariupol in mano ai russi: ma il destino è nell&#8217;acciaieria Azovstal</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mariupol-in-mano-ai-russi-ma-il-destino-e-nellacciaieria-azovstal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 10:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Assedio di Mariupol]]></category>
		<category><![CDATA[battaglione AZOV]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mariupol, acciaieria Azovstal" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-2048x1155.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;assedio di Mariupol ha un simbolo: Azovstal, l&#8217;acciaieria diventata la fortezza del battaglione Azov e dei soldati ucraini circondati dai russi. Secondo il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, la città è caduta nelle mani di Mosca ma sarebbero ancora duemila gli ucraini all&#8217;interno dell&#8217;acciaieria. Putin ha ordinato il blocco delle operazioni sull&#8217;impianto. Secondo le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mariupol-in-mano-ai-russi-ma-il-destino-e-nellacciaieria-azovstal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mariupol-in-mano-ai-russi-ma-il-destino-e-nellacciaieria-azovstal.html">Mariupol in mano ai russi: ma il destino è nell&#8217;acciaieria Azovstal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mariupol, acciaieria Azovstal" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-2048x1155.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBBhrZSMNsuj8CWK8Ul_ANSA-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;assedio di Mariupol ha un simbolo: <strong>Azovstal</strong>, l&#8217;acciaieria diventata la fortezza del battaglione Azov e dei soldati ucraini circondati dai russi. <a href="https://tass.com/defense/1440939">Secondo il ministro della Difesa russo</a>, Sergei Shoigu, la città è caduta nelle mani di Mosca ma sarebbero ancora duemila gli ucraini all&#8217;interno dell&#8217;acciaieria. Putin ha ordinato il blocco delle operazioni sull&#8217;impianto. Secondo le fonti russe, la scelta sarebbe dettata dal desiderio di evitare un ulteriore spargimento di sangue tra le file del proprio esercito, ma il presidente ha contemporaneamente chiesto che il sito industriale resti completamente circondato affinché &#8220;non possa passare una mosca&#8221;. L&#8217;assedio continua, dunque. E ora si deve capire quale possa essere la sorte di questa acciaieria e <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-mariupol-lultima-resistenza-dellacciaieria-cosi-la-nuova-alamo-sta-per-cadere.html">degli uomini rimasti nell&#8217;ultima roccaforte di Mariupol</a>.</p>
<p>Il destino dell&#8217;impianto è uno dei grandi nodi strategici della guerra in Ucraina, e in particolare di questa fase due delle operazioni. Mariupol è da sempre un elemento centrale della strategia del Cremlino, che aveva la necessità di collegare il <strong>Donbass</strong> alla Crimea e chiudere a Kiev qualsiasi accesso al<strong> Mare d&#8217;Azov</strong>. La città portuale ucraina si trova al centro di questo corridoio terrestre che connette le repubbliche separatiste con la penisola annessa alla Federazione Russa. E l&#8217;impiego di uomini e mezzi su questo fronte è stato un vero e proprio &#8220;tappo&#8221; per l&#8217;esercito russo, che non ha mai potuto schierare altrove le proprie forze proprio per conquistare una roccaforte così importante per tutta la guerra in Ucraina.</p>
<p>Un luogo strategico in cui, oltre all&#8217;importanza della posizione geografica, unisce appunto l&#8217;acciaieria Azovstal, <a href="https://www.avvenire.it/multimedia/pagine/azovstal-acciaieria-ucraina-nucleo-resistenza-ucraina">tra i più grandi stabilimenti siderurgici d&#8217;Europa</a>.</p>
<p>L&#8217;intera economia della città <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2022/04/18/azovstal-mariupol-steel-iron/">ruota intorno a questa acciaieria</a>. A ordinarne la costruzione furono proprio i russi, nel 1930. E da quando il Presidio del Soviet Supremo diede il via alla costruzione e alla successiva produzione di acciaio, solo una volta prima di questo febbraio ha interrotto la sua attività: quando le forze della Germania nazista giunsero a <strong>Mariupol</strong>. Dal 1943, quando fu liberata dalle forze sovietiche, l&#8217;acciaieria non ha mai più fermato la produzione, raccontano dall&#8217;Ucraina. Un fiume di acciaio che ha riempito non solo il mercato sovietico, ma adesso anche quello dell&#8217;Europa e che nasce da un&#8217;area di 11mila metri quadrati fatta di stabilimenti, altiforni, palazzi, ciminiere che sbuffano fumo, binari, e soprattutto tunnel: un labirinto di cunicoli sotterranei che ha trasformato Azovstal in una delle roccaforti più inespugnabili del Paese. Motivo per cui i comandi russi avrebbero iniziato a martellare l&#8217;impianto <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sono-le-fab-le-bombe-a-caduta-libera-che-la-russia-usa-anche-in-ucraina.html">con le bombe FAB-3000</a>, bombe aeree ad alto potenziale esplosivo nate anche con lo scopo di perforare il cemento armato dei bunker.</p>
<p>Non deve sorprendere quindi l&#8217;importanza dell&#8217;acciaieria nell&#8217;agenda degli strateghi russi. Da una parte c&#8217;è il nodo della presenza di migliaia di soldati e civili asserragliati nell&#8217;impianti. Non solo il<strong> battaglione Azov</strong>, ma anche soldati ucraini di altri reggimenti, combattenti, civili arruolati, volontari internazionali della Legione straniera invocata da Volodymyr Zelensky. Per Mosca significa una resa dei conti che si unisce a quella più personale dei comandanti ceceni e separatisti contro i nazionalisti ucraini.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte, pesa però (e molto) l&#8217;interesse industriale sia per l&#8217;Ucraina che per la Russia. La Azovstal e l&#8217;altro impianto, quello di <strong>Ilyich</strong>, secondo gli analisti del Gmk Center hanno rappresentato da soli, nel 2019, un terzo della produzione di acciaio grezzo ucraino. Il Donbass, del resto, è sempre stato storicamente uno dei cuori industriali dell&#8217;Unione Sovietica prima ancora che dell&#8217;Ucraina indipendente. Interessante, a questo proposito, <a href="https://zweilawyer.com/2022/03/14/ucraina-e-russia-le-risorse-del-donbass/">un approfondito articolo del sito di <em>Zhistorica</em></a>.</p>
<p>Per il Cremlino non si tratta perciò di una conquista con una visione a breve termine, ma <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-vuol-dire-per-la-russia-celebrare-il-9-maggio-a-mariupol.html">una vittoria che andrebbe a legare dei fili storici</a> e strategici che uniscono i diversi motivi dietro la concentrazione delle forze russe su Mariupol. Lo sbocco sul mare, le acciaierie, il carbone, il porto, un territorio considerato parte integrante della &#8220;Novorossya&#8221; pensata da Putin. Ma soprattutto il presente e il futuro economico della regione che, in base ai desiderata di Putin, dovrebbe essere indipendente (o forse parte della Russia). Senza Mariupol, il suo porto e il suo acciaio, l&#8217;economia di <strong>Donetsk e Luhansk</strong> non avrebbe modo di riprendersi dopo una guerra che per anni (e non solo dopo l&#8217;invasione) ha devastato il settore produttivo. E quel materiale potrebbe essere un ulteriore volano non solo per l&#8217;industria russa, ma anche per gli accordi commerciali con i clienti internazionali dello &#8220;zar&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mariupol-in-mano-ai-russi-ma-il-destino-e-nellacciaieria-azovstal.html">Mariupol in mano ai russi: ma il destino è nell&#8217;acciaieria Azovstal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina pronta a schierare missili per difendersi dalla Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-antinave-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 13:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Marina ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3500" height="2334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina vuole rinforzare le sue difese costiere e schierare dei nuovi missili anti-nave per difendersi dalla Marina militare russa che minacci le rotte mercantili seguite dalle navi di Kiev, soggette ad un blocco navale de facto che ha portato all&#8217;incidente nel Mar d&#8217;Azov. I missili che Kiev intende schierare sono stato rinominati &#8220;Nettuno&#8221; &#8211; e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-antinave-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missili-antinave-russia.html">L&#8217;Ucraina pronta a schierare missili per difendersi dalla Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3500" height="2334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1.jpg 3500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/1395744792-ucraina-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></p><p>L&#8217;<strong>Ucraina</strong> vuole rinforzare le sue difese costiere e schierare dei nuovi <strong>missili anti-nave</strong> per difendersi dalla Marina militare russa che minacci le rotte mercantili seguite dalle navi di Kiev, soggette ad un blocco navale <em>de facto</em> che ha portato all&#8217;<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tensione-nel-mar-dazov-la-marina-russa-apre-il-fuoco/">incidente nel Mar d&#8217;Azov</a></strong>. I missili che Kiev intende schierare sono stato rinominati &#8220;Nettuno&#8221; &#8211; e sono un miglioramento di missili di produzione russa &#8211; ma alcuni analisti non sono convinti della fattibilità del programma. Per non parlare delle conseguenze che potrebbe provocare il loro impiego su un bersaglio navale russo.</p>
<p>A distanza di tre mesi dallo scontro navale che ha visto tre unità della Marina militare ucraina attaccate e sequestrate da navi da guerra della Marina e della Guardia Costiera russe, Kiev ha lanciato un programma per schierare un missile anti-nave che funga da deterrente e possa difendere le navi ucraine da ulteriori aggressioni, o quanto meno scoraggiare le navi da guerra di Mosca dal protrarle per dissanguare l&#8217;economia dell&#8217;ex Stato satellite. </p>
<p></p>
<p>Il piano di Kiev è quello di sviluppare una versione migliorata del<strong> missile Kh-35 </strong>russo, implementandolo con alcune modifiche e sfruttando le componenti in suo possesso. Secondo le fonti ucraine, una prima versione di questo missile anti-nave sarebbe già stata testata con successo nel 2016. A questo programma dovrebbe affiancarsi lo sviluppo di un nuovo sistema di difesa missilistico costiero.</p>
<p>Nel campo degli armamenti l&#8217;Ucraina sta ancora soffrendo la rottura con l&#8217;ex alleato sovietico. &#8220;Mentre il Kh-35 e i suoi predecessori sono stati creati con il contributo su vasta scala dell&#8217;URSS, adesso l&#8217;Ucraina deve investire in nuovi processi produttivi potenzialmente meno efficienti e nel contempo riutilizzare le componenti dell&#8217;era sovietica il più possibile. Questo sarà fondamentale per il programma &#8220;Nettuno&#8221;, dato che la sua propulsione si baserà su un derivato del motore Trdd-50 dell&#8217;era sovietica&#8221;, hanno dichiarato gli esperti di Kiev. </p>
<p></p>
<p>Lo sviluppo del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.military-today.com/missiles/kh_35.htm">missile anti-nave Kh-35</a> risale infatti all&#8217;era sovietica, quale omologo di armi occidentali quali de1l&#8217;<em>Exocet</em> e l&#8217;<em>Harpoon</em> americano. Progettato nel 1977, venne testato per la prima volta 1985, ma l&#8217;operatività fu raggiunta solo nel 1991, quando l&#8217;Unione Sovietica era destinata a crollare e il collasso dell&#8217;economia non permise la messa in produzione. Verrà adottato dalla <strong>Marina russa</strong> solo nel 2003. Armato di una testata di frammentazione ad alta esplosività da 145 kg. È stato progettato per perforare orizzontalmente attraverso le paratie e gli scomparti prima di esplodere all&#8217;interno della nave. Una volta lanciato è guidato da un radar homing che lo conduce al bersaglio facendolo volare a 10-15 metri dalla superficie marina ad una velocità di 1.000 km/h.</p>
<p>Il confronto avvenuto nel Mar d&#8217;Azov ha dimostrato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-marina-ucraina-decimata-puo-contare-solo-sulla-nato/">il completo squilibro delle forze in campo</a>, mettendo all&#8217;attenzione del mondo la totale incapacità della flotta da guerra ucraina di contrastare la solo Flotta del Mar Nero della Marina russa, che sarebbe capace, con la sola componente sottomarina di affondare in poche ore l&#8217;intera componente navale ucraina.</p>
<p></p>
<p>Per questo motivo Kiev ha invocato, e continua ad invocare l&#8217;aiuto dell&#8217;Occidente, e l&#8217;invio di navi da guerra della Nato nel tratto di mare conteso &#8211; lo stretto di Kerch e il Mar d&#8217;Azov &#8211; oltre che la fornitura di armi &#8220;all&#8217;avanguardia&#8221; da parte degli Stati Uniti. Che però si è fermata alla <a href="http://www.occhidellaguerra.it/lavvertimento-di-mosca-le-armi-usa-in-ucraina-possono-innescare-un-escalation/">vendita del sistema missilistico anticarro Javelin</a>.</p>
<p>Nonostante lo scetticismo di molti analisti, l&#8217;Ucraina potrebbe davvero sviluppare e schierare il missile anti-nave &#8220;Nettuno&#8221; per difendere le sue rotto commerciali. Il problema rimarrebbe come impiegarlo. Le conseguenza dell&#8217;affondamento di una nave da guerra di Mosca nel Mar d&#8217;Azov significherebbero probabilmente l&#8217;invasione della Crimea.</p>
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		<title>Che fine hanno fatto i prigionieri ucraini del Mar d&#8217;Azov?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-i-prigionieri-ucraini-del-mar-dazov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 15:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-1024x722.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nell&#8217;Ucraina che si prepara alle elezioni un caso rimane irrisolto: il sequestro delle tre navi militari ordinato da Mosca e il destino degli oltre 20 prigionieri di &#8220;guerra&#8221; che vi erano a bordo. La Russia ha infatti esteso il periodo di detenzioni dei marinai e degli agenti del servizio segreto che in seguito allo scontro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-i-prigionieri-ucraini-del-mar-dazov.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-i-prigionieri-ucraini-del-mar-dazov.html">Che fine hanno fatto i prigionieri ucraini del Mar d&#8217;Azov?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20181219170733_28032584-1024x722.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nell&#8217;Ucraina che si prepara alle elezioni un caso rimane irrisolto: il sequestro delle tre navi militari ordinato da Mosca e il destino degli oltre 20 prigionieri di &#8220;guerra&#8221; che vi erano a bordo. La Russia ha infatti esteso il periodo di detenzioni dei marinai e degli agenti del servizio segreto che in seguito allo<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tensione-nel-mar-dazov-la-marina-russa-apre-il-fuoco/"> scontro navale nel Mar d&#8217;Azov</a> </strong>sono stati catturati e trattenuti dalla Guardia Costiera di Mosca.</p>
<p>Le tensioni tra i due Paesi che si contendono il diritto di navigazione attraverso lo<strong> stretto di Kerch</strong> sembrano essere uscite dai radar della stampa occidentale; l&#8217;escalation mai raggiunta ha portato l&#8217;attenzione distante dalla penisola della Crimea, ma resta che da novembre due dozzine tra marinai e agenti dei servizi segreti sono trattenuti dal governo di Mosca, lontani dalle loro famiglie, e solo lo scorso mese sarebbero apparsi per la prima volta in tribunale. Kiev ha dichiarato che il processo viola le<strong> Convenzioni di Ginevra</strong>, ma nonostante le reazioni internazionali vicine alle posizioni ucraine, Mosca non ha rilasciato i prigionieri, prolungando la loro detenzione senza comunicare notizie certe riguardo le dinamiche della loro liberazione.</p>
<p></p>
<p>I prigionieri, che sono stati ripresi mentre venivano scortati nel tribunale distrettuale di Lefortovsky a Mosca da militari russi in tuta mimetica, passamontagna sul volto e fucili d&#8217;assalto in spalla, dopo un periodo in Crimea sono stati tradotti nella carcere di Lefortovo, nella capitale russa. Il braccio di ferro tra in tribunali verte su quale considerazione la corte debba avere di questi 24 uomini: se considerarli civili, dunque violare la convenzioni di Ginevra, o considerali militari, quindi trasferire il processo al<strong> tribunale militare</strong>. In seguito a diverse udienze, i giudici russi hanno comunque ordinato che la detenzione preventiva venisse prorogata fino al 26 aprile, quando saranno passati esattamente sei mesi e un giorno dall&#8217;incidente che ha visto coinvolte due piccole motovedette trainate da un rimorchiatore all&#8217;interno dello stretto di Kerch per raggiungere la costa ucraina che affaccia sul Mar d&#8217;Azov e difendere le navi mercantili dal blocco navale russo.</p>
<p>&#8220;Siamo guerrieri per il nostro Paese&#8221;, dichiarano i marinai ucraini, rifiutandosi di rilasciare alcuna dichiarazione in tribunale all&#8217;infuori di nome e grado, appellandosi proprio alle linee guida delle convenzioni di Ginevra che protegge i prigionieri di guerra e concede loro il diritto di non divulgare alcuna informazione. Gli avvocati assegnati alla difesa stanno sostenendo una linea fondata sulla violazione da parte della Federazione russa del secondo articolo della Convenzione: che stabilisce che i Paesi sono vincolati dai trattati anche quando uno di loro non riconosce di essere impegnato in uno stato di guerra.</p>
<p></p>
<p>La Russia invece sembra determinata ad affrontare il caso non come un atto di guerra tra due marine militari belligeranti che si sono affrontate in uno scontro navale, ma come un semplice incidente commesso da semplici cittadini di una nazione ostile, e affrontare il caso come un processo criminale. &#8220;È già stato deciso su alcuni altissimi livelli che queste persone saranno considerate criminali comuni&#8221;, ha detto uno degli avvocati della difesa. </p>
<p>Secondo quanto riportato dai media ucraini, sul tavolo sarebbe stata messa anche la possibilità di uno<strong> scambio di prigionieri</strong> avanzata da alcuni funzionari dell&#8217;intelligence di Kiev. Ma non si hanno notizie su quali e quanti prigionieri filo-russi il governo sarebbe in grado di &#8220;restituire&#8221; in cambio della liberazione dei marinai. Anche il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> ha suggerito nella sua conferenza stampa di fine 2018 la possibilità di uno scambio di prigionieri, ma ha anche aggiunto che era troppo presto per concedere all&#8217;Ucraina questa possibilità, rimandando un&#8217;eventuale apertura alle trattative solo al termine del processo. Questo lascia pensare ad<a href="http://www.occhidellaguerra.it/qual-la-strategia-putin-provare-isolare-lucraina/"> una mossa politica</a>, congrua con la tattica di &#8220;congelare&#8221; l&#8217;accaduto fino a dopo le elezioni per screditare il presidente Poroshenko facendo leva non solo sul blocco navale, ma anche sulla vita dei marinai di Kiev che servono la causa della libertà di navigazione nell&#8217;Azov. </p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/che-fine-hanno-fatto-i-prigionieri-ucraini-del-mar-dazov.html">Che fine hanno fatto i prigionieri ucraini del Mar d&#8217;Azov?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Londra sfida di nuovo la Russia Una nave spia entra nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hms-echo-ucraina-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 07:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar d'Azov]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La HMS Echo, nave spia della Marina britannica, è entrata nelle acque del Mar Nero. E adesso, la crisi del Mar d&#8217;Azov fra Russia e Ucraina coinvolge inevitabilmente anche il Regno Unito. Paese che da tempo ha scelto di andare allo scontro frontale con Mosca non solo da un punto di vista politico, ma anche sotto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/hms-echo-ucraina-mar-nero.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hms-echo-ucraina-mar-nero.html">Londra sfida di nuovo la Russia Una nave spia entra nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Uss-Porter-passa-il-Bosforo-Flickr-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>La <strong>HMS Echo</strong>, nave spia della Marina britannica, è entrata nelle acque del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/importanza-mar-nero/">Mar Nero</a>. E adesso, la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tensione-nel-mar-dazov-la-marina-russa-apre-il-fuoco/">crisi del Mar d&#8217;Azov</a> fra <strong>Russia</strong> e <strong>Ucraina</strong> coinvolge inevitabilmente anche il Regno Unito. Paese che da tempo ha scelto di andare allo scontro frontale con Mosca non solo da un punto di vista politico, ma anche sotto il profilo militare. </p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.dailystar.co.uk/news/world-news/748838/royal-navy-survey-ship-mhs-echo-enters-black-sea-ukraine-russia">Secondo le informazioni date dai media</a>, la HMS Echo è entrata nel Mar Nero ieri notte. Il portale turco Yoruk Isik, noto anche come &#8220;Bosphorus Observer&#8221;, che monitora il passaggio delle navi da guerra (e non solo) attraverso il Bosforo, ha pubblicato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/YorukIsik/status/1074741531888807936">un tweet</a> in cui sono visibili le foto della nave della Royal Navy mentre passa lo stretto che divide Europa e Medio Oriente.</p>
<p dir="ltr" lang="en">Freedom of Navigation in the Black Sea: Built by Appledore Shipbuilders in Bideford, Echo class HMS Echo is armed with 20mm, Mk44 7.62mm guns. HMS Echo entered BlackSea at 18:00GMT, escorted by Turkish Coast Guard TCSG29. She can remain for 21 days according to Montreux Treaty. <a href="https://t.co/Vvbl51bgeb">pic.twitter.com/Vvbl51bgeb</a></p>
<p>— Yörük Işık (@YorukIsik) <a href="https://twitter.com/YorukIsik/status/1074741531888807936?ref_src=twsrc%5Etfw">17 dicembre 2018</a></p>
<p>La nave, dotata di ecoscandagli e delle più moderne tecnologie per la ricerca oceanografica e il rilevamento dei dati militari sui fondali, è entrata nel Mar Nero alle ore 18:00 (GMT). L&#8217;imbarcazione, scortata dalle motovedette turche, ha poi continuato a navigare, avvicinandosi il più possibile alle aree centrali del Mar Nero, per osservare non solo i movimenti della flotta russa, ma anche per controllare cosa potrebbe avvenire nei fondali non lontano dalla <strong>Crimea</strong>.</p>
<p>Per la Marina britannica, si tratta del primo ingresso di una nave da guerra nel Mar Nero dopo la crisi del Mar d&#8217;Azov. Ed è un segnale importante di come Londra non abbia sottovalutato la questione ucraina, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gran-bretagna-russia-sfida-hunt/">soprattutto in chiave anti-russa</a>, che sembra ormai l&#8217;unico vero obiettivo strategico della Difesa del <strong>Regno Unito</strong>.</p>
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<p>Dopo i continui incidenti nel Canale della Manica e al largo delle coste orientali della Gran Bretagna, con aerei e navi russe scortate dai mezzi di Londra per allontanarli dalle aree sotto la sovranità del Regno, ora è il Mar Nero a riaccendersi. Lì dove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mar-nero-caccia-britannici-aereo-russo/">la Royal Ai Force ha già schierato</a> i suoi Typhoon nella campagna di &#8220;polizia aerea&#8221; promosso dalla Nato. </p>
<p style="text-align: left"><a href="https://www.gov.uk/government/news/maritime-training-deployments-to-deepen-uk-ukraine-defence-partnership">Come confermato dallo stesso governo britannico</a>, La decisione di dispiegare la HMS Echo nel Mar Nero è stata presa il 21 novembre durante un incontro a Londra fra il Segretario alla Difesa britannico, <strong>Gavin Williamson</strong>, e il ministro della Difesa ucraino, <strong>Stepan Poltorak</strong>. In quell&#8217;occasione, i due ministri, oltre a confermare l&#8217;impegno del Regno Unito nel sostenere l&#8217;Ucraina &#8220;contro le aggressioni russe&#8221; hanno anche ribadito la volontà di inviare consiglieri militari e uomini delle forze armate di Londra in Ucraina per addestrare le truppe di Kiev. Nel quadro di questo supporto all&#8217;Ucraina, è stato anche deciso l&#8217;invio della nave di sorveglianza. Che però doveva avvenire da gennaio 2019: quindi è stato anticipato.</p>
<p>Un&#8217;anticipazione che potrebbe avere un motivo molto specifico. Ieri, il segretario del Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa ucraino, <strong>Aleksander Turchinov</strong>, ha annunciato che Kiev sta preparando il passaggio di navi da guerra attraverso lo <strong>Stretto di Kerch</strong>, lì dove le motovedette ucraine sono state sequestrate dalle forza russe a novembre. L&#8217;annuncio è stato dato <a href="https://www.bbc.com/ukrainian/features-46616592">in un&#8217;intervista alla <em>Bbc</em></a>.</p>
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<p>E Turchinov ha espresso la speranza che in questo spostamento di navi partecipino anche mezzi Nato. &#8220;Se ci fermiamo e ritiriamo, allora la Russia realizzerà di fatto il suo obiettivo di conquistare il Mare di Azov e presenterà al mondo i nuovi autoproclamati confini marittimi nel Mar Nero, legalizzando l&#8217;occupazione della Crimea&#8221;, ha detto Turchinov.</p>
<p>L&#8217;idea dell&#8217;Ucraina è quella di chiedere all&#8217;Alleanza Atlantica di mandare <strong>navi</strong> per partecipare alla spedizione dal Mar Nero al Mare di Azov perché, a detta del segretario, dissuaderebbero Mosca dall&#8217;intervenire. Al momento, Kiev non ha ricevuto risposta dalla Nato. Ma intanto, Londra potrebbe aver deciso di anticipare i tempi. L&#8217;Alleanza non sembra interessata, adesso, a impegnarsi direttamente. Ma i suoi membri sì: a cominciare dal Regno Unito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hms-echo-ucraina-mar-nero.html">Londra sfida di nuovo la Russia Una nave spia entra nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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