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	<title>Giappone Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Aug 2026 09:58:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giappone Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Dall'Arno]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[sottrazione minorile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra gli oltre 150mila minori sottratti da un genitore all'altro ogni anno, ci sono anche i figli di Michele Dall'Arno. L'intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html">“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/giappone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Giappone, la <strong>scomparsa improvvisa di un figlio tolto a un genitore dall&#8217;altro </strong>non è considerata un reato penale, né sottrazione di minore. È semplicemente una <strong>questione familiare privata </strong>su cui lo Stato preferisce non interferire. <strong>Chi sottrae per primo i figli, ne ottiene la custodia quasi automatica</strong>. Chi resta indietro, perde tutto. </p>



<p>È quello che è capitato nell’ottobre del 2025 a <strong>Michele Dall&#8217;Arno</strong>, <strong>docente universitario italiano</strong> che ha vissuto e insegnato in Giappone per oltre dieci anni. Sua moglie, giapponese, ha portato via i loro tre figli minorenni dall’oggi al domani. Stanco di combattere contro un sistema sordo, lo scorso marzo Dall&#8217;Arno si è dimesso dall&#8217;Università di Toyohashi ed è rientrato in Italia per trasformare la sua vicenda in una battaglia pubblica globale.</p>



<p>“<strong>Due settimane prima del rapimento</strong>”, racconta Dall’Arno a <em>InsideOver</em>, “<strong>ho portato mia figlia in viaggio per due giorni a Nagoya</strong>. Mentre cercavo di risolvere presunti problemi economici familiari, ad esempio cercando un appartamento in affitto più economico, <strong>mia moglie, che aveva accesso al mio conto bancario, lo svuotava </strong>e mi chiedeva per iscritto dove fossero tutti i miei risparmi, in Giappone e in Italia. Mentre io portavo i bambini allo zoo, in biblioteca e nei musei, <strong>lei rifiutava ogni contatto e mi provocava</strong> registrandomi di nascosto, sperando che dicessi o facessi qualcosa da usare contro di me. Come ogni anno, stavo organizzando un viaggio in Italia per far conoscere ai bambini la nostra cultura e i nonni, e lei <strong>ha chiesto al consolato di porre il veto al rilascio dei passaporti italiani</strong>; veto che ho scoperto solo tramite il consolato stesso e che è stato poi respinto”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La regola del &#8220;primo arrivato”</strong></h2>



<p>Per capire come sia possibile la situazione vissuta da Dall’Arno bisogna considerare che, a differenza dei Paesi occidentali, il <strong>Giappone applica in modo ferreo l&#8217;affidamento esclusivo</strong> (<em>Tandoku Shinken</em>) basato sul <strong>principio della &#8220;continuità&#8221;</strong>: il minore deve rimanere nell&#8217;ambiente in cui si trova al momento della decisione giurisdizionale per non subire stravolgimenti. Poco importa se ci sia arrivato a seguito di una fuga unilaterale o di una sottrazione premeditata.</p>



<p>In realtà, pur sostenendo di prendere in considerazione la volontà del minore nel suo “best interest”, molto spesso la decisione dei giudici finisce per ratificare una volontà del bambino che rispecchia semplicemente quella del genitore che lo ha sottratto.</p>



<p>“Dopo aver chiesto per cinque mesi l’affido condiviso senza risposta alcuna da parte della cosiddetta “family court” (sezioni speciali dei tribunali giapponesi che gestiscono le controversie familiari, <em>ndr</em>) e in <strong>assenza di una qualsivoglia sentenza di separazione, divorzio o affidamento</strong>, mi è stato <strong>intimato per iscritto di smettere di criticare il sistema</strong><em>(Dall’Arno ha una pagina social molto seguita in cui parla della sua vicenda, ndr)</em><strong> e di finanziare retroattivamente il rapimento dei miei figli</strong> a partire dal giorno in cui era avvenuto. La cifra sarebbe stata <strong>spartita tra mia moglie e l’avvocato </strong>che aveva guidato la sottrazione per trarne profitto. Solamente a posteriori ho capito che quanto accaduto nelle settimane precedenti al rapimento era la <strong>procedura standard con cui diversi legali giapponesi guidano genitori fragili a sottrarre i figli a scopo di estorsione</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il business delle sottrazioni&nbsp;</strong></h2>



<p>Attorno all&#8217;affidamento esclusivo ruoterebbe un <strong>business enorme per gli avvocati divorzisti</strong>, la cui parcella è spesso proporzionale alle spese matrimoniali e agli assegni di mantenimento ottenuti.  Basti pensare che i casi legati a contese sull&#8217;affidamento e alla gestione dei figli presso le Corti di Famiglia sono passati da 300mila nel 2012 ad oltre <a href="https://www.aph.gov.au/About_Parliament/Parliamentary_departments/Parliamentary_Library/Research/FlagPost/2024/June/RevisionSoleCustodyLawJapan#:~:text=Social%20change%20in%20family%20relationships%20in%20Japan,,or%20child%20support%20from%20their%20non-custodial%20parent.">1,1 milioni nel 2022.</a></p>



<p>Come denunciato anche dal politico giapponese <strong>Yasuyuki Watanabe</strong>, gli avvocati divorzisti sono stati tra i principali oppositori all&#8217;adesione del Giappone alla Convenzione dell’Aja che, ratificata solo nel 2014, viene comunque regolarmente elusa dalle corti locali in virtù del principio di &#8220;continuità&#8221; del minore, e non ha alcun valore giuridico per le sottrazioni che avvengono internamente al territorio nazionale. Inoltre, la maggior parte dei legali incoraggerebbe le fughe suggerendo di lanciare false accuse di violenza domestica per tagliare fuori l&#8217;altro genitore.&nbsp;</p>



<p>“<a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2013/01/04/national/child-custody-injustices-hard-to-fix/#:~:text=%E2%80%9CWe%20firmly%20believe,%20Japanese%20and%20non-Japanese%20alike,,and%20improvement%20in%20the%20quality%20of%20life.%E2%80%9D">Watanabe</a>, anch&#8217;egli privato dei figli dal 2010, ha definito in un&#8217;interpellanza parlamentare <strong>la gestione delle sottrazioni come l&#8217;attività più lucrativa e con il minimo sforzo per un avvocato</strong>”, evidenzia Dall’Arno. “Il contributo mensile richiesto al genitore estromesso viene diviso tra il coniuge e il legale che ha guidato l&#8217;operazione: si tratta di un <strong>vero e proprio sequestro con estorsione</strong>”.</p>



<p>Senza tener in considerazione che la sistematica perdita di contatto con un genitore viola apertamente<a href="https://www.mofa.go.jp/mofaj/gaiko/jido/zenbun.html"> l&#8217;Articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell&#8217;infanzia</a> (ratificata dal Giappone nel 1994). Nel 2018 è stata anche presentata una <a href="https://www.jurist.org/news/2013/05/japan-lawmakers-approve-international-child-abduction-treaty/">denuncia formale</a> al Consiglio per i diritti umani dell&#8217;ONU. Tuttavia, i richiami internazionali e le risoluzioni del Parlamento Europeo si scontrano regolarmente con la giurisprudenza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Figli concessi alle madri otto volte su dieci</strong></h2>



<p>“Statisticamente <strong>le vittime sono soprattutto padri</strong>”, rileva Dall’Arno, “anche a causa della rigida società giapponese che prevede per la <strong>donna il ruolo di madre</strong>, mentre l’<strong>uomo </strong>è spesso vincolato a <strong>lavorare 16-18 ore al giorno</strong> e non ha quindi pressoché rapporti coi figli”. <strong>Esistono persino manuali e blog specializzati </strong>che guidano le madri passo dopo passo, rassicurandole con slogan come: <em>“Se porti via tuo figlio, non stai infrangendo alcuna legge. E la madre ottiene sempre la custodia”</em>. Secondo <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2026/03/24/japan/society/explainer-joint-custody/">i dati del Ministero della Salute del 2020</a>, l&#8217;affidamento veniva concesso alle madri nell&#8217;85% dei casi.</p>



<p>“<strong>Ma tra le vittime non mancano le donne”, prosegue Dall’Arno. “Come Rumiko Kosaka</strong>, arrestata due volte, a febbraio 2025 e marzo 2026, per aver cercato di vedere la propria bambina. Ho conosciuto decine di genitori nella mia situazione e ho formato un gruppo di genitori italiani vittime dell’impunità della sottrazione minorile in Giappone”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ogni anno oltre 150mila minori separati da un genitore</strong></h2>



<p>Il fenomeno non si limita a pochi casi. L’ONG <em>Kizuna Child-Parent Reunion </em>stima che <strong>tra i 150.000 e i 200.000 minori vengano separati ogni anno da un genitore</strong>, e che un bambino su 4,5 subisca il divorzio dei genitori prima dell’età adulta. <strong>Negli ultimi 20 anni</strong> si calcola che <strong>circa 3 milioni di bambini</strong> (il 15% della popolazione giovanile sotto i 20 anni) abbiano <strong>perso del tutto i contatti con il padre o con la madre.</strong></p>



<p>Che si tratti di una prassi sistemica lo dimostra persino la storia politica del Paese: quando <strong>l&#8217;ex Primo ministro Junichiro Koizumi </strong>divorziò dalla moglie, ottenne la custodia esclusiva dei due figli maggiori, mentre la moglie ottenne quella del terzo figlio non ancora nato; ai fratelli e al genitore estromesso non è mai stato concesso incontrarsi. In tempi più recenti, le cronache hanno registrato diversi altri casi. <strong>Tra i più noti </strong>quello della campionessa giapponese di tennis-tavolo <strong>Ai Fukuhara, </strong>accusata dall&#8217;ex marito taiwanese di aver trattenuto il figlio interrompendo ogni contatto con l’uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’incubo dei padri stranieri e la trappola del <em>Koseki</em></strong></h2>



<p><strong>Per i padri stranieri, tuttavia, la strada è sbarrata a priori: </strong>i tribunali ritengono quasi sempre che crescere con un genitore non giapponese vada contro l&#8217;interesse del minore, che deve essere educato secondo gli standard locali. Celebre il caso del francese <strong>Vincent Fichot</strong> che ha condotto uno sciopero della fame durante le Olimpiadi di Tokyo del 2021 per denunciare la sottrazione dei figli da parte dell&#8217;ex moglie giapponese. In quel caso <strong>la Francia aveva addirittura emesso un mandato di arresto internazionale</strong> contro la donna, che il Giappone si è rifiutato di eseguire. </p>



<p><strong>L&#8217;estromissione del genitore è quindi totale</strong>: niente cartelle cliniche, nessun aggiornamento scolastico e visite supervisionate e ridotte a pochissime ore l&#8217;anno. Qualsiasi tentativo di contatto autonomo rischia di sfociare in denunce per stalking o violazione di domicilio. Nel caso di Dall’Arno, neppure il console italiano ha potuto verificare lo stato di salute dei bambini: “Né mia moglie né il suo legale hanno dovuto giustificare il veto alla visita consolare, garantita dal diritto internazionale per i cittadini italiani. <strong>La collusione delle autorità locali con questo sistema è totale</strong>”.</p>



<p>A complicare il quadro per gli stranieri si aggiunge il <a href="http://www.accessj.com">Koseki</a> (il registro di famiglia nipponico): un cittadino non giapponese non può figurare come capofamiglia e, in caso di divorzio, il suo nome viene semplicemente cancellato dal registro, privandolo di ogni autorità legale sui figli.</p>



<p>Persino <strong>in caso di decesso del genitore giapponese</strong>, la custodia del minore viene spesso <strong>assegnata ai nonni giapponesi</strong> anziché al genitore biologico straniero superstite. Come nel caso di <strong>Michele Becattini, che non ha potuto rivedere il figlio neppure dopo la morte della moglie</strong> e nonostante una sentenza a suo favore. Inoltre, come rileva un&#8217;inchiesta della CNN, per gli stranieri la sfida principale è rappresentata dalle barriere linguistiche e dalla frequente mancanza di un&#8217;adeguata rappresentanza legale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La giustizia punisce chi cerca i figli</strong></h2>



<p><strong>Chi tenta di riavvicinarsi ai figli rischia il carcere.</strong> &#8220;Nell&#8217;ottobre 2025 <a href="https://www.abc.net.au/news/2023-07-21/japan-sole-custody-laws-under-review/102603522">Randy Kavanagh</a>, padre australiano di due bambine sottratte dalla moglie, giapponese, è stato arrestato e detenuto venti giorni senza alcuna accusa per aver chiesto come mai gli fosse impedito partecipare ad un evento sportivo nella scuola della figlia”, aggiunge Dall’Arno.&nbsp;</p>



<p>“Per questo motivo non ho provato ad avvicinarmi ai miei figli. Il Giappone non è uno Stato di diritto: <strong>la detenzione senza accuse dura fino a venti giorni</strong>, con interrogatori continui e senza assistenza legale. È una misura usata abitualmente contro i genitori che cercano i figli. Questa guerra non si vince combattendo alle regole imposte dal nemico sul territorio controllato dal nemico: <strong>l’unica arma a cui il Giappone ha dimostrato di essere sensibile è la vergogna</strong>, che si genera sollevando lo sdegno dell’opinione internazionale”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Il chiodo che sporge va ribattuto&#8221;</strong></h2>



<p>In Giappone Dall’Arno non ha trovato alcun sostegno per la sua battaglia: “Perfino <strong>i colleghi alzavano le spalle dicendo che ci sono cose più importanti dei figli</strong>”. Un atteggiamento che secondo il docente riflette una cultura in cui il dissenso non è contemplato, riassunta dal celebre proverbio<strong><em>&#8216; </em>Il chiodo che sporge va ribattuto’.</strong></p>



<p>“I media evitano i temi sociali e il Paese non ha una tradizione di lotta per i diritti umani o la democrazia”, sostiene. “Il pensiero critico è soppresso e ogni critica è vista solo come un fastidio alla struttura sociale. Nelle mie classi, i giovani giapponesi faticavano a esprimere opinioni o fare domande. <strong>Il mio terrore più grande</strong> è che i miei figli, crescendo lì senza gli insegnamenti sul pensiero critico e l’empatia che trasmettevo loro, <strong>non riescano da adulti a giudicare il dramma che hanno vissuto”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;opera di lavaggio del cervello</strong></h2>



<p>La paura di Dall’Arno non è astratta, considerando che a rimetterci sono soprattutto i figli. Il Giappone registra un tasso di povertà infantile del 56% nelle famiglie monogenitoriali con genitore lavoratore (tra i dati più alti dell&#8217;OCSE). Le madri single rimaste sole spesso <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006#:~:text=Obiettivo%20di%20questa%20ricerca%20%C3%A8%20uno%20studio,visita%20da%20parte%20del%20genitore%20non%20affidatario.">sprofondano nella precarietà </a>finanziaria, prive di reali sostegni statali e con ex coniugi che, tagliati fuori dalla vita dei figli, finiscono per rifiutarsi di versare gli alimenti. </p>



<p>Ma è sul piano psicologico che si verificano i danni peggiori: <a href="https://it.scribd.com/document/516445938/000495491">sette bambini su dieci</a> subiscono traumi a causa dell&#8217;allontanamento forzato. Non di rado <strong>il genitore che rapisce il figlio crea delle forti pressioni psicologiche </strong>per mettere il bambino contro all’altra figura genitoriale.</p>



<p>“<strong>Nell’unico contatto telefonico che ho avuto con mia figlia</strong>, avvenuto due settimane dopo il suo rapimento, lei, evidentemente catechizzata in questo senso, <strong>mi ha detto che i genitori sono mutuamente esclusivi:</strong> se lei fosse stata con me, non sarebbe potuta stare con la madre”, racconta Dall’Arno e aggiunge: &#8220;<strong>C’è uno sforzo evidente</strong>, sia da parte di mia moglie, che della sua famiglia, che delle autorità in generale, <strong>di cancellare nei bambini ogni memoria del genitore vittima </strong>dell’impunità della sottrazione minorile”.</p>



<p>Se da un lato il Paese non vuole vedere il problema, dall’altro molti giapponesi si stanno esponendo per fronteggiarlo. La parlamentare Yukiko Kada in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE">video </a>dello scorso anno sosteneva che “<strong>la responsabilità genitoriale condivisa contribuisce alla stabilità psicologica, economica e sociale del bambino</strong>, e di conseguenza alla sua felicità” e di come “il Giappone si trovi quasi agli ultimi posti al mondo per quanto riguarda il livello di felicità dei bambini”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova riforma: vero cambiamento o facciata?</strong></h2>



<p><strong>Il primo aprile 2026,</strong> sotto la pressione internazionale, è <strong>entrata in vigore una riforma del codice civile che ha introdotto il <em>Kyodo Shinken</em></strong> (affidamento condiviso), consentendo ai tribunali di optare per la custodia congiunta anziché solo per quella esclusiva. Dall’Arno resta tuttavia scettico: “È propaganda per placare lo sdegno internazionale e <strong>lascia la sottrazione minorile impunita.</strong> Come evidenziato anche dal politico <a href="https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents">Watanabe</a> e dall&#8217;avvocato Ueno, <strong>è impensabile colmare un vuoto penale con un aggiornamento del codice civile</strong>: bisogna penalizzare la sottrazione minorile e serve una poderosa opera che porti vergogna sui responsabili. Il regime nipponico tenta di annacquare la questione presentando il problema come uno scontro tra l’affido esclusivo e quello condiviso (questioni importanti, ma di natura civile) convenientemente evitando di parlare dell’elefante nella stanza, ovvero l’impunità della sottrazione minorile (questione penale)”. </p>



<p>In questo momento per l’uomo “la situazione è selvaggia: <strong>come in un duello del Far West</strong>, in cui il primo pistolero che spara vince mentre l’altro muore, <strong>oggi il primo genitore che rapisce i figli “vince” mentre i figli restano di fatto orfani dell’altro genitore. </strong>Parlare di affido, che sia esclusivo o condiviso, non ha senso fino a quando ai genitori sarà comunque concesso di rapire i figli”.</p>



<p>Secondo alcuni esperti intervistati in un’<a href="https://edition.cnn.com/2026/07/11/asia/japan-law-parental-child-abduction-intl-hnk-dst">inchiesta della CNN</a>, questa riforma riconoscerebbe l&#8217;affidamento condiviso legale (lo Shinken), ma <strong>non garantirebbe l&#8217;affidamento fisico condiviso (Kango) e non amplierebbe automaticamente i diritti di visita</strong>. Inoltre la norma si applica ai nuovi procedimenti, lasciando senza tutele centinaia di migliaia di genitori i cui figli sono stati sottratti negli anni precedenti. Il rischio quindi è che il minore continui a risiedere esclusivamente con chi lo ha sottratto, lasciando al genitore escluso solo il diritto di firmare documenti a distanza.</p>



<p><strong>Un’altra fetta di critici</strong> si preoccupa per chi fugge da <strong>situazioni di violenza</strong>: gli accordi di affidamento congiunto potrebbero consentire a un ex maltrattante di continuare ad abusare del proprio ex partner o del figlio, sebbene i tribunali per la famiglia non siano autorizzati a concedere l’affidamento quando gli abusi sono citati come causa di divorzio.</p>



<p>Infine, tra <strong>chi è a favore della riforma</strong> è diffusa la speranza che <strong>faciliti il coinvolgimento dei figli nella vita genitoriale</strong> dopo il divorzio. Gli interrogativi rimangono ancora aperti e al momento, nessuno sa con certezza come i tribunali giapponesi gestiranno ogni situazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La campagna di sensibilizzazione dall&#8217;Italia</strong></h2>



<p>Dall&#8217;Italia, Michele Dall&#8217;Arno muove critiche anche alla gestione diplomatica nazionale: “<strong>Il governo italiano</strong> ha dimostrato inequivocabilmente di <strong>dare peso all’interesse politico ed economico più che al destino di qualche decina di bambini</strong> italiani rapiti e trafficati dal Giappone. Ad ogni incontro, la prima ministra italiana bacia ed abbraccia quella giapponese, responsabile dell’impunità della sottrazione minorile nel suo Paese. Il ministero degli Esteri, nei decenni, non ha preso posizione pubblica alcuna sul problema e non ha attivato alcuna campagna di informazione e prevenzione che, informandomi, avrebbe potuto salvare i miei figli. <strong>Quanti sono gli italiani informati del pericolo dal ministero competente? A quanto mi risulta, zero.</strong> Quanti invece quelli informati dalla campagna del sottoscritto? Milioni, verosimilmente con decine di futuri bambini italiani che potranno scampare da questo abominio. Pensavo che avrei avuto più tempo per preparare i miei figli alla vita, ma ciò che ho insegnato loro dovrà bastare. <strong>A loro dico di pensare con la propria testa</strong>, di non credere a nulla se non lo hanno prima verificato e di restare uniti. <strong>Papà si aprirà un cammino fino a voi, in un modo o nell’altro</strong>”, conclude. </p>



<p>Un canale è quello di YouTube, <em><a href="https://www.youtube.com/@UnfatheredByJapan">UnfatheredByJapan</a></em>, da cui Dall’Arno continua ogni sera a leggere i libri preferiti dei suoi tre figli prima della buonanotte. “Leggo ai miei bambini e impartisco loro insegnamenti sul pensiero critico e l’empatia perché so che, altrimenti, quegli stessi insegnamenti non li riceveranno crescendo nel contesto giapponese. <strong>La pressione mediatica è senza dubbio l’arma principale per sconfiggere l’impunità della sottrazione minorile in Giappone e il traffico istituzionalizzato</strong> di 150mila bambini che ogni anno questa induce. La società giapponese, che viola senza remore i diritti fondamentali dei bambini, teme la vergogna più di ogni altra cosa. E allora facciamola vergognare”.&nbsp;</p>



<p><strong>Fonti</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Kizuna Child-Parent Reunion, <em>Counting the Children</em>, <a href="https://www.kizuna-cpr.org/counting-the-children">https://www.kizuna-cpr.org/counting-the-children</a></li>



<li>Los Angeles Times, <em>Japan’s Custody System Leaves Left-Behind Parents Hopeless</em>, 2 ottobre 2001 – <a href="https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2001-oct-02-mn-52341-story.html">https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2001-oct-02-mn-52341-story.html</a></li>



<li>Parlamento Europeo, <em>Il PE lancia l&#8217;allarme sulla sottrazione di bambini giapponesi ai genitori UE</em>, 6 luglio 2020 – <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200706IPR82720/il-pe-lancia-l-allarme-sulla-sottrazione-di-bambini-giapponesi-ai-genitori-ue">https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200706IPR82720/il-pe-lancia-l-allarme-sulla-sottrazione-di-bambini-giapponesi-ai-genitori-ue</a></li>



<li>Università Ca&#8217; Foscari Venezia, <em>Archivio Unitesi</em>, <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006">https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/17006</a></li>



<li>Università Ca&#8217; Foscari Venezia, <em>Archivio Unitesi</em>, <a href="https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/8160">https://unitesi.unive.it/handle/20.500.14247/8160</a></li>



<li>CNN, <em>This country wants parents to stop abducting their own children</em>, 12 luglio 2026 – https://edition.cnn.com/2026/07/11/asia/japan-law-parental-child-abduction-intl-hnk-dst</li>



<li>BBC News, <em>Tokyo 2020: A parent&#8217;s plea in the shadow of the Olympics</em> <a href="https://www.bbc.com/news/av/world-asia-58057432">https://www.bbc.com/news/av/world-asia-58057432</a></li>



<li>BBC News, <em>Divorced couples in Japan can now share custody of their children</em> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c77m16n6dm0o">https://www.bbc.com/news/articles/c77m16n6dm0o</a></li>



<li>Japan Today, <em>Bill to allow joint custody after divorce goes into effect</em>, <a href="https://japantoday.com/category/national/bill-to-allow-joint-custody-after-divorce-goes-into-effect">https://japantoday.com/category/national/bill-to-allow-joint-custody-after-divorce-goes-into-effect</a></li>



<li>ABC News, <em>Abducted in Japan: Hundreds of American children not returned</em>, <a href="https://abcnews.com/International/abducted-japan-hundreds-american-children-returned/story?id=12898351">https://abcnews.com/International/abducted-japan-hundreds-american-children-returned/story?id=12898351</a></li>



<li>South China Morning Post, <em>Divorced from reality? Japan’s joint custody reform divides parents</em>, <a href="https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents">https://www.scmp.com/week-asia/lifestyle-culture/article/3352549/divorced-reality-japans-joint-custody-reform-divides-parents</a></li>



<li>U.S. Department of State, <em>2020 Annual Report on International Parental Child Abduction (IPCA)</em> – <a href="https://www.google.com/search?q=https://travel.state.gov/content/travel/en/International-Parental-Child-Abduction/for-providers/report-information.html">https://travel.state.gov/content/travel/en/International-Parental-Child-Abduction/for-providers/report-information.html</a></li>



<li>Ministry of Foreign Affairs of Japan (MOFA), <em>Implementation of the Hague Convention in Japan</em>, <a href="https://www.mofa.go.jp/fp/hr_ha/page22e_000249.html">https://www.mofa.go.jp/fp/hr_ha/page22e_000249.html</a></li>



<li>CRC Japan, <em>Child Rights Council Statistics</em>, <a href="http://www.crcjapan.com/statistics.html">http://www.crcjapan.com/statistics.html</a></li>



<li>Watanabe, Y. <em>Statements and Documentation on Child Abduction and the Custody System in Japan</em>, Scribd Document Archive, Doc ID: 516445938. Available at: <a href="https://it.scribd.com/document/516445938/000495491">https://it.scribd.com/document/516445938/000495491</a></li>



<li>UnfatheredByJapan (YouTube), <em>Leggo ai miei figli &#8211; Canale di sensibilizzazione di Michele Dall&#8217;Arno</em>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE">https://www.youtube.com/watch?v=dl5csAmhbcE</a></li>



<li>Kizuna CPR, “Watanabe, Yasuyuki 4-19-2013 Judicial Affairs Committee in Diet”, Youtube, Video, 15:20, https://www.youtube.com/watch?v=pjl5wELnSPc.&nbsp;</li>



<li>Marco Panzetti, Chiara Galvani, Federica Galvani, Lontani dai figli: storie di padri separati in Giappone, “Internazionale”, 2021, <a href="https://www.internazionale.it/video/"><em>https://www.internazionale.it/video/</em></a>2021/03/03/figli-separati-giappone.</li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-giappone-il-rapimento-dei-figli-e-legale-la-denuncia-di-michele-dallarno.html">“In Giappone il rapimento dei figli è legale”: la denuncia di Michele Dall’Arno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>“Oro invisibile” negli abissi del Giappone: la scoperta che può riscrivere la ricerca mineraria</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/oro-invisibile-fondali-pacifico-giappone-pirite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 15:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Oro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Oro nel fondale marino (pixabay)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-600x336.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La concentrazione record è stata individuata all’interno della pirite, il minerale noto come “oro degli sciocchi”. Un risultato che offre nuovi strumenti per cercare risorse nascoste nelle profondità marine</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/oro-invisibile-fondali-pacifico-giappone-pirite.html">“Oro invisibile” negli abissi del Giappone: la scoperta che può riscrivere la ricerca mineraria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1076" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Oro nel fondale marino (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-1536x861.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/oro-in-fondo-al-mare_pixabay-600x336.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A oltre 700 metri di profondità, tra i camini idrotermali della caldera di <strong>Higashi-Aogashima</strong>, a sud di Tokyo, un gruppo di ricercatori giapponesi ha individuato <a href="https://phys.org/news/2026-07-scientists-invisible-gold-deep-sea.html"><strong>una delle concentrazioni di oro più insolite mai documentate</strong></a>. Il metallo non forma vene, né minuscole pepite, ma è incorporato nella struttura cristallina della <strong>pirite</strong>, il minerale conosciuto come <strong>&#8220;oro degli sciocchi&#8221;</strong>. È una presenza <strong>invisibile</strong>, individuabile soltanto con tecniche di analisi capaci di osservare la materia su scala atomica. Lo studio &#8211; pubblicato su <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-026-58760-z" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scientific Reports</a> &#8211; offre uno strumento inedito per comprendere <strong>dove e come l&#8217;oro possa concentrarsi nei sistemi idrotermali sottomarini</strong>, un risultato con implicazioni che vanno ben oltre la geologia.</p>



<p>L&#8217;area in cui è stata condotta la ricerca si trova nell&#8217;arco vulcanico di <strong>Izu-Ogasawara</strong>, una delle regioni più attive del Pacifico occidentale, dove il fondale ospita <strong>tre campi idrotermali</strong> alimentati da fluidi ricchi di minerali che risalgono dalla crosta terrestre. Per raggiungerli, il team ha impiegato veicoli sottomarini robotizzati capaci di operare <strong>oltre i 700 metri di profondità</strong>, recuperando campioni di rocce provenienti dai camini vulcanici e dai grandi depositi di solfuri metallici che si accumulano sul fondo della caldera. Proprio l&#8217;analisi di questi campioni ha restituito un dato inatteso: <strong>concentrazioni di oro fino all&#8217;1,9% in peso</strong>, equivalenti a oltre 19 mila parti per milione all&#8217;interno della pirite, valori nettamente superiori a quelli osservati in altri sistemi idrotermali studiati finora.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Hidden Gold Discovered Beneath Pacific Ocean Near Japan<br><br>Japanese researchers have discovered record concentrations of &quot;invisible gold&quot; hidden inside pyrite minerals at hydrothermal vents beneath the Pacific Ocean near Japan. The discovery was made at the Higashi-Aogashima… <a href="https://t.co/ymWYIQupw3">pic.twitter.com/ymWYIQupw3</a></p>&mdash; News Insider 24&#215;7 (@newsinsider24x7) <a href="https://x.com/newsinsider24x7/status/2078012813222781168?ref_src=twsrc%5Etfw">July 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;oro è nascosto dentro i cristalli della pirite</strong></h2>



<p>Il risultato più interessante dello studio riguarda infatti <strong>la forma con cui l&#8217;oro si presenta</strong>: nei giacimenti tradizionali il metallo compare generalmente sotto forma di granuli o minuscole inclusioni distribuite nella roccia. Nella caldera di Higashi-Aogashima, invece, gli atomi d&#8217;oro risultano incorporati direttamente <strong>nel reticolo cristallino della pirite</strong>, come una soluzione solida che non può essere individuata con le normali osservazioni mineralogiche. Per dimostrarlo i ricercatori hanno combinato diverse tecniche di laboratorio, fino ad arrivare alla <strong>spettrometria di massa agli ioni secondari (SIMS)</strong>, uno strumento capace di rilevare la distribuzione degli elementi su scala microscopica attraverso perforazioni quasi impercettibili all&#8217;interno dei campioni.</p>



<p>L&#8217;indagine ha anche permesso di ricostruire le condizioni che favoriscono questo fenomeno. La presenza di elementi come <strong>arsenico, rame e piombo</strong> altera infatti la struttura della pirite, creando <strong>minuscole imperfezioni nel reticolo cristallino</strong> che consentono agli atomi <a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/mercati-e-politica-cosa-ci-sta-dicendo-loro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">d&#8217;oro </a>di rimanere intrappolati durante la formazione del minerale. Non tutta la pirite, però, si comporta allo stesso modo: i campioni più ricchi provengono dal cono centrale della caldera e appartengono soprattutto alla cosiddetta <strong>pirite colloforme</strong>, formatasi quando i fluidi idrotermali surriscaldati entrano rapidamente in contatto con l&#8217;acqua marina più fredda. È proprio questa combinazione di processi geologici e caratteristiche mineralogiche a fornire agli studiosi nuovi indicatori per riconoscere, in futuro, <strong>depositi auriferi nascosti</strong> che fino a oggi sarebbero potuti passare completamente inosservati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla ricerca ai nuovi criteri per trovare i giacimenti</strong></h2>



<p>L&#8217;aspetto forse più interessente della ricerca non riguarda l&#8217;eventuale sfruttamento di questo deposito, quanto <strong>il metodo </strong>che mette a disposizione della comunità scientifica. I risultati suggeriscono infatti che la composizione chimica della pirite e la sua particolare morfologia possano diventare <strong>indicatori affidabili</strong> <strong>per individuare zone ricche</strong> <strong>di oro</strong> anche in altri sistemi idrotermali del pianeta. In altre parole, la pirite smette di essere considerata soltanto un minerale associato ai giacimenti auriferi e diventa una sorta di <strong>archivio geologico</strong>, capace di conservare tracce preziose dei processi che hanno concentrato il metallo nel sottosuolo. È un cambio di prospettiva <strong>che potrebbe orientare le future campagne di esplorazione</strong>, soprattutto in quelle aree dove l&#8217;oro non è visibile e sarebbe quindi impossibile da individuare con le tecniche tradizionali.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-congo-sanguina/le-miniere-maledette.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Estrarre minerali </a>da profondità simili resta una sfida tecnologica, economica e ambientale estremamente complessa. Tuttavia, comprendere come e dove l&#8217;oro si accumula nei sistemi vulcanici sommersi <strong>permette di affinare i modelli geologici</strong> utilizzati in tutto il mondo per la ricerca di nuovi giacimenti. <strong>Le tecniche micro-analitiche </strong>impiegate nello studio potrebbero essere applicate anche ad altri depositi idrotermali, contribuendo a distinguere le aree realmente promettenti da quelle prive di un interesse minerario concreto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I fondali oceanici restano una delle grandi frontiere delle risorse strategiche</strong></h2>



<p>La scoperta arriva in una fase in cui il mare profondo è tornato al centro dell&#8217;interesse internazionale: la forte domanda di metalli indispensabili per la transizione energetica, l&#8217;elettronica avanzata e numerose applicazioni industriali ha riacceso l’interesse <strong>sul potenziale dei fondali oceanici</strong>, considerati da molti uno dei principali serbatoi di risorse ancora poco conosciuti. In questo scneario, studi come quello condotto nella caldera di Higashi-Aogashima assumono un valore che va oltre il singolo risultato scientifico, perché contribuiscono a <strong>comprendere meglio i processi che governano la formazione dei depositi minerari</strong> e forniscono nuovi strumenti per interpretarli.</p>



<p>Aver dimostrato che l&#8217;oro può essere incorporato direttamente nella struttura della pirite con concentrazioni così elevate offre <strong>una chiave di lettura inedita sull&#8217;evoluzione dei sistemi idrotermali</strong> e apre nuove prospettive per la geologia mineraria. In un momento storico in cui la competizione per le risorse naturali si gioca sempre più sulla capacità di individuarle prima ancora che di estrarle, anche una scoperta apparentemente invisibile può contribuire a rivoluzionare il modo in cui vengono esplorati gli oceani.</p>
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		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la bagarre tra caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html">Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la <em>bagarre</em> che ha visto protagonisti caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone.</p>



<p>Quello che Tokyo ha definito come l&#8217;ennesimo degli <a href="https://www.reuters.com/world/china/chinese-fighter-jets-directed-radar-japanese-aircraft-japan-says-2025-12-06/">episodi “pericolosi”</a>, è stato registrato domenica, quando il Giappone ha accusato dei piloti cinesi di aver illuminato con i propri radar aerei delle Forze di Autodifesa. I <a href="https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html">caccia multiruolo J-15</a> decollati dalla portaerei cinese <strong>Liaoning</strong>, hanno puntato i loro radar di controllo del fuoco contro F-15J giapponesi, decollati per intercettare possibili violazioni dello spazio aereo al largo di <strong>Okinawa</strong>. “<em>Si tratta di un atto che va oltre quanto necessario per la sicurezza del volo</em>”, ha dichiarato la Primo ministro Sanae Takaichi, definendo l’accaduto “<em>estremamente deplorevole</em>”. Durante un incontro con il collega australiano Richard Marles, il ministro della Difesa giapponese<strong> </strong>Shinjiro Koizumi, ha affermato che <strong>Tokyo risponderà “<em>con risolutezza e calma</em>”</strong> per preservare stabilità e sicurezza nella regione.</p>



<p><strong>Pechino respinge ogni accusa</strong>, smentendo la ricostruzione giapponese e affermando che non c&#8217;è stata alcuna violazione o interazione potenzialmente &#8220;pericolosa&#8221;. Per il portavoce della Marina cinese, colonnello Wang Xuemeng, gli aerei giapponesi si sarebbero ripetutamente avvicinati interrompendo le <strong>operazioni di addestramento</strong> della portaerei, che erano state annunciate in precedenza e si sono svolte a Est dello <strong>Stretto di Miyako</strong>. La portaerei cinese <em>Liaoning</em>, da cui sono decollati i caccia imbarcati <em>Flying Shark, </em>era scortata da tre cacciatorpediniere lanciamissili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;Lock on&#8221; dai caccia di Pechino</h2>



<p>Secondo la<a href="https://theaviationist.com/2025/12/07/chinese-j-15s-lock-on-jasdf-f-15s-near-okinawa/?fbclid=IwY2xjawOkTZ9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkqbuoz75reLlu3_9XZ0pooGdtLy9olY-GSLuK_rsDLmvyT2nGNH5NqpdWoV_aem_DR86CA-r3eQS9PNetQ_mGg"> ricostruzione degli eventi</a> riportata dal sito specializzato<em> The Avionist</em>, i caccia si sono incrociati nella zona di identificazione della difesa aerea a sud-est di Okinawa il 6 dicembre 2025, dove si sono verificati due casi di agganciamento radar: uno registrato &#8220;<em>tra le 16:32 e le 16:35 nello spazio aereo sopra l&#8217;alto mare a sud-est dell&#8217;isola principale di Okinawa</em>&#8221; quando un caccia J-15 decollato dalla portaerei Liaoning della Marina cinese ha agganciato con il suo radar un caccia intercettore F-15 delle Forze di Autodifesa Aerea giapponese che stava &#8220;<em>implementando misure di zona di identificazione di difesa aerea</em>&#8220;; mentre il secondo è stato registrato &#8220;<em>tra le 18:37 e le 19:08</em>&#8221; nello stesso settore, quando un altro caccia cinese ha agganciato un secondo intercettore giapponese.</p>



<p>Questo caso di &#8220;<strong>Lock on</strong>&#8221; da parte dei caccia cinesi costituisce per la parte giapponese &#8220;<em>un atto pericoloso che va oltre la portata necessaria per la sicurezza del volo degli aeromobili</em>&#8220;. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇨🇳|🇯🇵 According to Japan Ministry of Defence, J-15s from the China PLA Navy&#39;s Liaoning (16) aircraft carrier locked onto two Japanese F-15 in the airspace southeast of Okinawa.<br><br>*Video of the aircraft carrier Liaoning &amp; map of the Liaoning activity monitored by Japan. <a href="https://t.co/rIOdVz9Axx">https://t.co/rIOdVz9Axx</a> <a href="https://t.co/Hh20C5aU2K">pic.twitter.com/Hh20C5aU2K</a></p>&mdash; MenchOsint (@MenchOsint) <a href="https://twitter.com/MenchOsint/status/1997408493184135364?ref_src=twsrc%5Etfw">December 6, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rapporti sempre più tesi per la questione Taiwan</h2>



<p>Gli incidenti vicino alle isole contese da Cina e Giappone rappresentano uno dei momenti più critici degli ultimi anni e arrivano in un contesto di <strong>tensione crescente</strong>. Nel mese scorso Tokyo ha avvertito che potrebbe reagire a eventuali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">mosse militari cinesi</a> contro Taiwan qualora queste mettessero a rischio la sicurezza nazionale giapponese.</p>



<p>La Cina considera l’<strong>illuminazione radar</strong> un’<strong>azione difensiva</strong>, mentre il Giappone la interpreta come un gesto minaccioso, potenzialmente preludio a un attacco e in grado di costringere i piloti a manovre evasive. Tokyo non ha precisato eventuali agganci né la risposta tattica degli <strong>F-15J</strong>. Wang, tramite i canali social ufficiali, ha accusato il Giappone di diffamazione e di aver messo in pericolo la sicurezza delle operazioni: “<em>Chiediamo alla parte giapponese di fermare immediatamente diffamazioni e provocazioni. La Marina cinese adotterà le misure necessarie per difendere i propri diritti e interessi</em>”, ha dichiarato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Preoccupazioni degli alleati e silenzi di Washington</h2>



<p>Il ministro australiano Marles, dopo il vertice di Tokyo, ha espresso “<em>profonda preoccupazione</em>” per le azioni cinesi, ribadendo il sostegno australiano all’ordine internazionale basato sulle regole. Intanto, mentre l’ambasciatore statunitense in Giappone&nbsp;ha espresso sostegno a Tokyo sui social, la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non hanno commentato gli episodi.</p>



<p>Il Presidente&nbsp;<strong>Donald Trump</strong>, impegnato a evitare un’escalation con Pechino, avrebbe esortato Takaichi a non inasprire la disputa, secondo fonti citate da <em>Reuters.</em> Una telefonata che sarebbe arrivata dopo un colloquio tra Trump e il Presidente cinese&nbsp;<strong>Xi Jinping</strong>, il quale ha ribadito che il ritorno di Taiwan è centrale per la visione cinese dell’ordine globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Opinion?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Opinion</a>: Japan slanders and smears China&#39;s legitimate operations while attempting to portray itself as a “victim” to mislead public opinion. This is clearly a staged provocation, reflecting its arrogance in deliberately stoking antagonism and its anxiety over the shift of… <a href="https://t.co/MErox61S9A">pic.twitter.com/MErox61S9A</a></p>&mdash; Global Times (@globaltimesnews) <a href="https://twitter.com/globaltimesnews/status/1998018600737882413?ref_src=twsrc%5Etfw">December 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Attività militare in aumento nel Pacifico</h2>



<p>Non è la prima volta che episodi simili incrinano i rapporti: nel 2013 Tokyo denunciò che una nave da guerra cinese aveva puntato il radar contro un suo cacciatorpediniere nel <strong>Mar Cinese Orientale</strong>; nel 2016 Pechino accusò jet giapponesi dell’atto inverso. A giugno, il Giappone ha segnalato passaggi pericolosi di jet cinesi vicino a un suo aereo da pattugliamento.</p>



<p>La Cina ha schierato oltre 100 navi della sua Marina e Guardia Costiera nelle acque dell’Asia orientale, secondo fonti citate da <em>Reuters</em>. Taiwan definisce questo dispiegamento una<strong> minaccia</strong> all’<strong>intera regione indo-pacifica</strong>. Le fonti cinesi riportato queste attività come operazioni di ricerca e soccorso in zone di traffico intenso, mente Taipei replica accusando Pechino di “<em>formulazioni fuorvianti</em>” frutto di una <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/allarme-spionaggio-cinese-a-taiwan-cosi-agisce-la-quinta-colonna-del-dragone.html">guerra psicologica</a> che ancora una volta punta a tenere alta la pressione sull&#8217;isola contesa, su cui Pechino vuole ottenere il pieno controllo. Dato che la Repubblica Popolare Cinese non solo rivendica la piena giurisdizione sullo <strong>Stretto di Taiwan</strong> , una rotta fondamentale per circa metà del traffico mondiale di portacontainer, ma anche sull&#8217;isola stessa. Per gli Stati Uniti e Taiwan, dei quali conosciamo la visione nettamente diversa alla rivendicazione di Pechino, invece, si tratta di <strong>acque internazionali</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Tra gli Usa e gli alleati del Pacifico la pace economica passa per il GNL americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/tra-gli-usa-e-gli-alleati-del-pacifico-la-pace-economica-passa-per-il-gnl-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 07:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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<p>Gli Stati Uniti stanno finalizzando la propria strategia energetica per esportare più GNL e dividere i costi con gli alleati del Pacifico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia era nell’aria da tempo, almeno da quando nel bilaterale fra Trump e il primo ministro giapponese Ishiba, tenutosi a Washington lo scorso febbraio, il Presidente statunitense aveva reso pubblica <strong>l’intenzione della sua amministrazione di investire politicamente ed economicamente sul progetto “Alaska LNG”</strong>, per <strong>espandere le esportazioni di gas naturale liquefatto ai principali alleati degli Stati Uniti nella regione dell’Indo-Pacifico</strong>. Ora, l’aggressiva strategia economica statunitense rappresentata dai dazi imposti e poi rimossi da Donald Trump nell’arco di poche ore dopo la turbolenta reazione dei mercati internazionali, sembra aver <strong>velocizzato </strong>un <strong>processo </strong>già in corso e fatto maturare le relative intenzioni e convinzioni politiche degli alleati coinvolti nel piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dettagli del piano condiviso fra Washington e alleati</h2>



<p>Come annunciato dal ministero dell’Economia taiwanese, nei prossimi anni, con l’obiettivo di <strong>riequilibrare il deficit commerciale subito dagli Stati Uniti</strong>, Taipei potrebbe <strong>acquistare fino a 200 miliardi di dollari di GNL aumentando di un terzo la sua percentuale importata dagli </strong>Usa. Il piano non riguarda però esclusivamente Taiwan, ma includerebbe anche altri Stati satelliti degli Usa nel Pacifico come <strong>Giappone</strong>, <strong>Corea del Sud e Filippine</strong> che, dopo l’annuncio dei dazi, sono politicamente intimoriti e di conseguenza intenzionati a scendere a patti con gli Stati Uniti e, come dichiarato dal presidente di Taiwan <strong>Lai Ching-te</strong>, ambiscono ora a cercare di raggiungere un “regime tariffario zero” come richiesto dal loro principale alleato.</p>



<p>L’accordo economico-energetico, mediato e pensato dal segretario al Tesoro americano <strong>Scott Bessent </strong>e dal consigliere statunitense per l’energia <strong>Doug Burgum</strong>, non riguarda solamente le quote di acquisti di GNL dagli Stati Uniti ma anche gli <strong>investimenti </strong>nel settore per la realizzazione del progetto, di cui si farebbero carico le economie asiatiche. Importanti <strong>stanziamenti economici</strong> saranno infatti necessari per la realizzazione di un <strong>gasdotto </strong>che possa trasferire in primis la materia prima dai giacimenti artici situati nel Nord dell’Alaska fino ai porti del Sud e, in secondo luogo, anche saranno necessarie potenziali ulteriori risorse per la costruzione di un <strong>oleodotto lungo 800 miglia</strong> dal North Slope dell’Alaska fino ad un terminale di esportazione sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Come confermato da Bessent, la finalizzazione di un accordo del genere “non solo creerebbe molti posti di lavoro americani, ma ridurrebbe il deficit commerciale”. Una <strong>strategia “win”</strong> in particolare per Washington, sbilanciata a favore dei propri interessi economici e di influenza globale e improntata su <strong>reindustrializzazione </strong>interna e <strong>aumento del peso geopolitico</strong> globale, con un’ottimizzazione e una <strong>razionalizzazione </strong>dei <strong>costi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa primatisti del GNL</h2>



<p>Il progetto “Alaska GNL”, accantonato per anni a causa degli <strong>esorbitanti costi logistici</strong> e delle <strong>preoccupazioni ambientali</strong> relative, è ora al centro della strategia energetica di Trump e ha un valore complessivo stimato di <strong>44 miliardi di dollari</strong>. Secondo quanto dichiarato dal governatore dell’Alaska <strong>Mike Dunleavy</strong>, le esportazioni potrebbero iniziare entro il <strong>2030</strong> e il progetto potrebbe fornire circa <strong>3,5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno</strong>. Implementarlo significherebbe accrescere ancor di più il peso energetico degli Usa nel mondo e legare ulteriormente ad esso l’andamento alcune economie alleate sottraendole dalle importazioni di economie rivali come quelle mediorientali, cinesi o russe.</p>



<p>È importante ricordare che già oggi <strong>gli Stati Uniti sono il primo esportatore al mondo di GNL</strong>, una configurazione che si è venuta a creare anche e soprattutto a partire dal <strong>2022 </strong>a causa delle conseguenze economiche della <strong>guerra russo-ucraina</strong> che ha fratturato il precedente legame fra Russia e stati europei per la fornitura di fossili a basso prezzo. L’aumento delle quote andrebbe quindi a solidificare ulteriormente questo <strong>primato assoluto</strong>, sposandosi a pieno titolo con quella che è la <strong>strategia </strong>che <strong>Trump </strong>sembra aver presentato al mondo per il suo prossimo mandato: leva del ricatto e poi accordo favorevole agli Usa per riequilibrare i rapporti. Perché, come dichiarato dallo stesso presidente sul social Truth, “la grande protezione militare che forniamo” va in qualche modo ripagata tramite un “acquisto su larga scala di GNL statunitense e una joint venture per un oleodotto dell’Alaska”. &nbsp;</p>
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		<title>Corea del Nord, l&#8217;arsenale del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/corea-del-nord-larsenale-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 19:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo un milione di proiettili di artiglieria forniti alla Russia. Esportando armi, la Corea del Nord sta rompendo l'isolamento. La reazione degli Usa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2017 <strong>Donald Trump</strong> fece ridere mezzo mondo <a href="https://youtu.be/ETNKAQGq8Ts?si=xNipPMohp6oTfgO5">definendo “rocket man”</a> il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un. Una battutaccia, che ben caratterizzava però l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dello Stato canaglia coreano, ritenuto minaccioso soprattutto per la smodata passione del suo Presidente per i missili balistici. Ora, però, analisti e politici americani invitano a concentrarsi su un altro aspetto della questione Nord Corea: la sua progressiva trasformazione in un arsenale in affitto.&nbsp; Il Paese è stato per lungo tempo completamente isolato nel panorama internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu gli vietano di vendere o acquistare certe armi, ma ora la situazione sta cambiando proprio alla capacità della Corea del Nord di farsi grande fornitore di armi convenzionali. Basta fare un conto sommario: mille container sono stati spediti da Pyongyang alla Russia a partire dal settembre 2023, per un totale (pare) di un milione di proiettili di artiglieria. Si pensa che granate nordcoreane siano parte della dotazione militare di Hamas. Lanciarazzi, bombe plananti e razzi da 122 millimetri sono stati rilevati in Sudan.</p>



<p>Proprio grazie alla capacità della sua industria bellica, la Corea del Nord non è più il Paese isolato di prima. Tutti ricordano <a href="https://it.euronews.com/video/2023/09/13/russia-putin-accoglie-il-leader-nordcoreano-kim-jong-un-a-vladivostok">la visita di Kim Jong-un in Russia, a Vladivostok, e i colloqui con Vladimir Putin</a>, che si appresta a restituire la visita nella prossima primavera. In quell’occasione Putin fece anche un accenno a una possibile cooperazione militare tra Corea del Nord e Russia, dicendo che Kim Jong-un aveva mostrato “grande interesse per le tecnologie missilistiche”. Molti, negli Usa, sospettano che la Corea del Nord chieda alla Russia aerei da combattimento, missili terra-aria e veicoli corazzati, oltre ad attrezzature per la produzione di missili balistici, il tutto in cambio di armi convenzionali e munizioni per la guerra in Ucraina. <strong>Il timore è che Mosca possa decidere di&nbsp; aiutare la Corea del Nord a sviluppare missili multitestata per superare i sistemi antimissile degli Usa</strong> e dei loro alleati nella regione. La Russia ha inoltre consentito di aprire un conto presso una banca russa, dando così un ulteriore colpo, questa volta finanziario, all’isolamento dello “Stato canaglia”.</p>



<p><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/27/armi-chimiche-corea-nord-aiuta-siria_628a5c50-d02c-4294-b3bc-75a6fa39775a.html">Intense sono da tempo anche le relazioni con Iran e Siria</a>, oltre a quella tradizionale con la Cina. Per questo la Corea del Nord non è più il Paese che trattava la riduzione delle sanzioni o che in qualche modo cercava di migliorare le relazioni con l’Occidente. Oggi è il Paese che, per bocca del suo ministro degli Esteri Choe Son Hui, pochi mesi fa ha dichiarato che “se la pace e la sicurezza nella regione sono messe in pericolo a causa delle persistenti azioni di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, allora Corea del Nord e Russia agiranno come un potente elemento di stabilità strategica per contenere tale situazione”.&nbsp;</p>



<p>Tutto questo si è realizzato grazie alla vendita di armi. <strong>Così gli Stati Uniti hanno cominciato a reagire.</strong> In gennaio, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno condotto esercitazioni navali su larga scala per ammonire la Corea del Nord. Ma soprattutto hanno avviato vasti programmi per finanziare e formare, nei diversi Paesi, un personale capace di identificare i processi con cui il commercio delle armi riesce ad aggirare le sanzioni internazionali, nell’ovvia speranza di riuscire quantomeno a ostacolarlo. Non è un compito facile, perché ovviamente la Corea del Nord ha preso molte precauzioni, usando intermediari e altri trucchi per coprire l’esportazione delle sue armi. Secondo un’indagine del Royal United Services Institute, meno del 5% delle persone e delle entità menzionate nei rapporti delle Nazioni Unite sulle esportazioni di armi coreane sono  in effetti colpiti dalle sanzioni delle stesse Nazioni Unite. Queste, a loro volta, non sono aggiornate dal 2018 anche a a causa dell’opposizione cinese e russa. Gli Stati Uniti stanno cercando di sensibilizzare anche altri Paesi sul tema e i prossimi mesi potrebbero essere importanti: <strong>nel 2024 sia il Giappone sia la Corea del Sud, Paesi che si sentono direttamente minacciati dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/venti-di-guerra-in-corea-perche-il-rischio-di-un-conflitto-e-alto.html">Corea del Nord</a>, avranno un seggio temporaneo nel Consiglio di sicurezza dell’Onu</strong> e Washington sembra decisa ad approfittarne.</p>



<p></p>
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		<title>Il riarmo del Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-riarmo-del-giappone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con un aumento record della spesa militare, Tokyo promette di sviluppare non solo le proprie capacità di difesa ma anche di contrattacco nell'Indo-Pacifico.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Riarmo_Giappone.mp4"></video></figure>



<p>In concerto con Stati Uniti e Corea del Sud, il Giappone di Fumio Kishida inaugura una nuova era di sicurezza e prosperità nell&#8217;area dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Per farlo, si scuote dal torpore che lo ha caratterizzato negli ultimi decenni, aumenta a livelli record la propria <strong>spesa militare</strong>, riorganizza l&#8217;esercito, diversifica le collaborazioni per lo <strong>sviluppo</strong> di nuovi mezzi militari. Per gli anni a venire, Tokyo promette di sviluppare non solo la propria capacità di difesa, ma anche quella di <strong>contrattacco</strong>. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-armi-alleanze-il-riarmo-del-giappone-ai-raggi-x.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Missili, armi, alleanze: il riarmo del Giappone ai raggi X</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-riarmo-del-giappone">Il riarmo del Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo Giappone e il suo posto nell&#8217;Indo-pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-nuovo-giappone-e-il-suo-posto-nellindo-pacifico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dopo decenni di torpore, il Giappone si rilancia nell'Indo-Pacifico. Sotto le pressioni sino-russe da nord e da sud, si concentra sullo sviluppo militare ed espande la cooperazione trilaterale con Corea del Sud e Stati Uniti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Nuovo_Giappone.mp4"></video></figure>



<p>Dopo decenni di torpore, il&nbsp;<strong>Giappone</strong>&nbsp;è pronto a rilanciare la sua posizione a livello regionale e internazionale. Per dieci anni ha aumentato la <strong>spesa militare</strong> ed espanso le proprie capacità di difesa per tenere testa alle minacce che derivano dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-garantisce-il-rublo-con-lo-yuan-cosi-mosca-diventa-satellite-di-pechino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asse Pechino-Mosca</a>. Ha voltato pagina sugli annosi attriti che lo tenevano a distanza da Seul, inaugurando un nuovo avvicinamento alla<strong> Corea del Sud</strong>. Con l&#8217;appoggio e il <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-la-distensione-seoul-tokyo-e-cruciale-per-la-strategia-usa-nel-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coordinamento degli Stati Uniti</a>, Tokyo si prepara ad assumere una <strong>nuova dimensione nell&#8217;Indo-Pacifico. </strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-giappone-e-il-nuovo-nel-grande-gioco-per-lindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Il “risveglio” del Giappone e il nuovo nel “grande gioco” per l’Indo-Pacifico</a></li>
</ul>
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		<title>Isole di tensione</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/isole-di-tensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 16:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1460" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1024x779.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1536x1168.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-2048x1557.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Europa all'arco di tensione in Asia: sempre più isole entrano nel mirino delle potenze e rappresentano snodi geopolitci pronti ad esplodere. Ecco i più caldi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1460" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1024x779.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1536x1168.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-2048x1557.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/isole-di-tensione">Isole di tensione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=246477</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fidesz, il partito di Viktor Orban, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei pilastri fondamentali del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una piccola potenza con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in Romania e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Fidesz</strong>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/cose-il-partito-fidesz.html" target="_blank" rel="noopener">il partito di Viktor Orban</a>, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban.html">pilastri fondamentali</a> del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una <strong>piccola potenza</strong> con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in <strong>Romania</strong> e <strong>Ucraina</strong>, e forte del possedere interessi comuni ed agende estere convergenti con i grandi giocatori asiatici, <em>in primis</em> <a href="https://www.insideover.com/religion/russias-return-as-defender-of-christianity.html">Russia</a> e Turchia.</p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-e-ungheria-sogni-condivisi-di-egemonia.html">turanismo</a>, una delle scuole di pensiero che muove gli ideologi di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Viktor Orban</strong></a>, ha infine portato l&#8217;Ungheria nell&#8217;Estremo oriente: in <strong>Giappone</strong>.</p>
<h2>Orban a Tokyo</h2>
<p>Il 5 dicembre Orban è volato in Giappone per una due-giorni ufficiale dedicata alla <strong>celebrazione del 150esimo anniversario</strong> delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi. La visita si sta rivelando altamente produttiva ed un&#8217;occasione importante per consolidare un rapporto storico, datato all&#8217;epoca austro-ungarico, attraverso la firma di nuovi accordi e il rinnovo e l&#8217;estensione di quelli esistenti.</p>
<p>L&#8217;importanza del Giappone per l&#8217;Ungheria si può comprendere meglio soltanto guardando <a href="https://hungarytoday.hu/trade-minister-japanese-companies-7th-largest-investors-in-hungary/">ai numeri</a> dell&#8217;economia e del commercio. Tokyo è, già oggi, il principale investitore asiatico nel Paese europeo, nel quale sono presenti 170 compagnie nipponiche che forniscono occupazione a <strong>35mila persone</strong>, e il valore annuale dell&#8217;import-export è di circa 2 miliardi e 200 milioni di dollari.</p>
<p>Orban e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Shinzo Abe</strong></a> hanno dato particolare enfasi alla collaborazione bilaterale nel campo dell&#8217;alta tecnologia, della cultura e del commercio, ma hanno anche discusso di politica estera, con il primo che ha assicurato pieno supporto diplomatico per quanto riguarda la <strong>denuclearizzazione</strong> della Corea del Nord.</p>
<p><a href="https://hungarytoday.hu/orban-abe-shinzo-japan-hungary/" target="_blank" rel="noopener">I principali risultati che Orban porta a casa sono i seguenti</a>: il prolungamento dello <strong>Stipendium Hungaricum</strong>, un programma di borse di studio finanziato da Budapest per universitari provenienti &#8220;<em><span style="font-size: 1rem;">dall&#8217;Est e dal Sud del mond</span></em><span style="font-size: 1rem;"><em>o</em>&#8221; che attualmente sta consentendo a 100 giapponesi di perfezionare i propri studi nelle università ungheresi, il rafforzamento della cooperazione fra l&#8217;alleanza Visegrad e Tokyo, l&#8217;alleviamento delle restrizioni sull&#8217;esportazione di suini e pollame ungheresi in Giappone, l&#8217;apertura di una linea di credito dell&#8217;Eximbank ungherese da 1 un miliardo e 200 milioni di dollari per migliorare il clima affaristico, e promesse di <a href="https://hungarytoday.hu/japanese-car-parts-maker-to-invest-in-ne-hungary/">nuovi investimenti</a> nel paese.</span></p>
<p>Sullo sfondo degli accordi, i due presidenti hanno preso parte ad una serie di eventi realizzati nella capitale per l&#8217;occasione, fra cui l&#8217;inaugurazione di <a href="https://hungarytoday.hu/orban-japan-diplomacy-exhibition/">un&#8217;esposizione</a> di dipinti ungheresi al Centro d&#8217;Arte Nazionale, che durerà fino a marzo dell&#8217;anno prossimo, e l&#8217;apertura dell&#8217;<a href="https://hungarytoday.hu/hungarian-cultural-institute-tokyo-opened/">Istituto di Cultura Ungherese</a>.</p>
<p>I discorsi di Orban, che sono ruotati sull&#8217;<strong>identità spirituale e culturale comune</strong> che lega i due popoli nonostante la grande distanza geografica, hanno contornato le celebrazioni, suscitando grande interesse. Il primo ministro ungherese ha tenuto a ribadire che il suo paese vuole essere un ponte fra Ovest ed Est e ha, infine, invitato Abe a recarsi a Budapest.</p>
<h2>Gli altri risultati del turanismo</h2>
<p>L&#8217;Ungheria sta lavorando intensamente per aumentare la propria esposizione nel mondo turco, inteso non soltanto come Turchia ma anche come Caucaso ed Asia centrale. Dal 2013 Budapest e Ankara hanno stabilito un <a href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2019/11/29/high-level-visits-new-projects-to-promote-turkish-hungarian-relations-further">consiglio per la cooperazione strategica di alto livello</a>, che si riunisce periodicamente e nel quale si discute ogni tema di interesse prioritario per la collaborazione bilaterale, dall&#8217;economia e gli investimenti fino alla cultura.</p>
<p>A fine novembre è stato svelato che l&#8217;Ungheria e l&#8217;Agenzia Turca per la Cooperazione (<em>Tika</em>) hanno concluso le ricerche per il ritrovamento della<strong> tomba di Solimano il Magnifico</strong>, morto durante l&#8217;assedio di Szigetvar nel 1566, e prossimamente sveleranno ulteriori dettagli. Una volta portata alla luce, la tomba dello storico sultano potrebbe diventare una destinazione <strong>popolarissima</strong> per i turisti turchi, che già oggi, annualmente, giungono a decine di migliaia per visitare la tomba del poeta ottomano <span style="font-size: 1rem;">Gül Baba, anch&#8217;essa restaurata nell&#8217;ambito di un progetto bilaterale.</span></p>
<p>In settembre, invece, a Budapest ha aperto un ufficio di rappresentanza del Consiglio turco, il primo in un paese dell&#8217;Ue. L&#8217;Ungheria, che dall&#8217;anno scorso ha lo status di paese osservatore all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, anche in questo vorrebbe fungere da ponte fra l&#8217;Europa cristiana e l&#8217;Asia turco-islamica, utilizzando come tramite fra i due mondi proprio la <strong>specificità turanica</strong> dell&#8217;identità ungherese.</p>
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