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	<title>Giappone Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giappone Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=496872</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la bagarre tra caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html">Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Shenyang_J-15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Alta tensione nel Pacifico dopo la <em>bagarre</em> che ha visto protagonisti caccia imbarcati su una portaerei cinese e intercettori decollati dalle coste del Giappone.</p>



<p>Quello che Tokyo ha definito come l&#8217;ennesimo degli <a href="https://www.reuters.com/world/china/chinese-fighter-jets-directed-radar-japanese-aircraft-japan-says-2025-12-06/">episodi “pericolosi”</a>, è stato registrato domenica, quando il Giappone ha accusato dei piloti cinesi di aver illuminato con i propri radar aerei delle Forze di Autodifesa. I <a href="https://it.insideover.com/difesa/fujian-in-azione-la-portaerei-cinese-accelera-verso-il-dispiegamento.html">caccia multiruolo J-15</a> decollati dalla portaerei cinese <strong>Liaoning</strong>, hanno puntato i loro radar di controllo del fuoco contro F-15J giapponesi, decollati per intercettare possibili violazioni dello spazio aereo al largo di <strong>Okinawa</strong>. “<em>Si tratta di un atto che va oltre quanto necessario per la sicurezza del volo</em>”, ha dichiarato la Primo ministro Sanae Takaichi, definendo l’accaduto “<em>estremamente deplorevole</em>”. Durante un incontro con il collega australiano Richard Marles, il ministro della Difesa giapponese<strong> </strong>Shinjiro Koizumi, ha affermato che <strong>Tokyo risponderà “<em>con risolutezza e calma</em>”</strong> per preservare stabilità e sicurezza nella regione.</p>



<p><strong>Pechino respinge ogni accusa</strong>, smentendo la ricostruzione giapponese e affermando che non c&#8217;è stata alcuna violazione o interazione potenzialmente &#8220;pericolosa&#8221;. Per il portavoce della Marina cinese, colonnello Wang Xuemeng, gli aerei giapponesi si sarebbero ripetutamente avvicinati interrompendo le <strong>operazioni di addestramento</strong> della portaerei, che erano state annunciate in precedenza e si sono svolte a Est dello <strong>Stretto di Miyako</strong>. La portaerei cinese <em>Liaoning</em>, da cui sono decollati i caccia imbarcati <em>Flying Shark, </em>era scortata da tre cacciatorpediniere lanciamissili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;Lock on&#8221; dai caccia di Pechino</h2>



<p>Secondo la<a href="https://theaviationist.com/2025/12/07/chinese-j-15s-lock-on-jasdf-f-15s-near-okinawa/?fbclid=IwY2xjawOkTZ9leHRuA2FlbQIxMABicmlkETA1R2hCMVZMbXkzdzJLTFJjc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkqbuoz75reLlu3_9XZ0pooGdtLy9olY-GSLuK_rsDLmvyT2nGNH5NqpdWoV_aem_DR86CA-r3eQS9PNetQ_mGg"> ricostruzione degli eventi</a> riportata dal sito specializzato<em> The Avionist</em>, i caccia si sono incrociati nella zona di identificazione della difesa aerea a sud-est di Okinawa il 6 dicembre 2025, dove si sono verificati due casi di agganciamento radar: uno registrato &#8220;<em>tra le 16:32 e le 16:35 nello spazio aereo sopra l&#8217;alto mare a sud-est dell&#8217;isola principale di Okinawa</em>&#8221; quando un caccia J-15 decollato dalla portaerei Liaoning della Marina cinese ha agganciato con il suo radar un caccia intercettore F-15 delle Forze di Autodifesa Aerea giapponese che stava &#8220;<em>implementando misure di zona di identificazione di difesa aerea</em>&#8220;; mentre il secondo è stato registrato &#8220;<em>tra le 18:37 e le 19:08</em>&#8221; nello stesso settore, quando un altro caccia cinese ha agganciato un secondo intercettore giapponese.</p>



<p>Questo caso di &#8220;<strong>Lock on</strong>&#8221; da parte dei caccia cinesi costituisce per la parte giapponese &#8220;<em>un atto pericoloso che va oltre la portata necessaria per la sicurezza del volo degli aeromobili</em>&#8220;. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇨🇳|🇯🇵 According to Japan Ministry of Defence, J-15s from the China PLA Navy&#39;s Liaoning (16) aircraft carrier locked onto two Japanese F-15 in the airspace southeast of Okinawa.<br><br>*Video of the aircraft carrier Liaoning &amp; map of the Liaoning activity monitored by Japan. <a href="https://t.co/rIOdVz9Axx">https://t.co/rIOdVz9Axx</a> <a href="https://t.co/Hh20C5aU2K">pic.twitter.com/Hh20C5aU2K</a></p>&mdash; MenchOsint (@MenchOsint) <a href="https://twitter.com/MenchOsint/status/1997408493184135364?ref_src=twsrc%5Etfw">December 6, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Rapporti sempre più tesi per la questione Taiwan</h2>



<p>Gli incidenti vicino alle isole contese da Cina e Giappone rappresentano uno dei momenti più critici degli ultimi anni e arrivano in un contesto di <strong>tensione crescente</strong>. Nel mese scorso Tokyo ha avvertito che potrebbe reagire a eventuali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">mosse militari cinesi</a> contro Taiwan qualora queste mettessero a rischio la sicurezza nazionale giapponese.</p>



<p>La Cina considera l’<strong>illuminazione radar</strong> un’<strong>azione difensiva</strong>, mentre il Giappone la interpreta come un gesto minaccioso, potenzialmente preludio a un attacco e in grado di costringere i piloti a manovre evasive. Tokyo non ha precisato eventuali agganci né la risposta tattica degli <strong>F-15J</strong>. Wang, tramite i canali social ufficiali, ha accusato il Giappone di diffamazione e di aver messo in pericolo la sicurezza delle operazioni: “<em>Chiediamo alla parte giapponese di fermare immediatamente diffamazioni e provocazioni. La Marina cinese adotterà le misure necessarie per difendere i propri diritti e interessi</em>”, ha dichiarato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Preoccupazioni degli alleati e silenzi di Washington</h2>



<p>Il ministro australiano Marles, dopo il vertice di Tokyo, ha espresso “<em>profonda preoccupazione</em>” per le azioni cinesi, ribadendo il sostegno australiano all’ordine internazionale basato sulle regole. Intanto, mentre l’ambasciatore statunitense in Giappone&nbsp;ha espresso sostegno a Tokyo sui social, la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non hanno commentato gli episodi.</p>



<p>Il Presidente&nbsp;<strong>Donald Trump</strong>, impegnato a evitare un’escalation con Pechino, avrebbe esortato Takaichi a non inasprire la disputa, secondo fonti citate da <em>Reuters.</em> Una telefonata che sarebbe arrivata dopo un colloquio tra Trump e il Presidente cinese&nbsp;<strong>Xi Jinping</strong>, il quale ha ribadito che il ritorno di Taiwan è centrale per la visione cinese dell’ordine globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Opinion?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Opinion</a>: Japan slanders and smears China&#39;s legitimate operations while attempting to portray itself as a “victim” to mislead public opinion. This is clearly a staged provocation, reflecting its arrogance in deliberately stoking antagonism and its anxiety over the shift of… <a href="https://t.co/MErox61S9A">pic.twitter.com/MErox61S9A</a></p>&mdash; Global Times (@globaltimesnews) <a href="https://twitter.com/globaltimesnews/status/1998018600737882413?ref_src=twsrc%5Etfw">December 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Attività militare in aumento nel Pacifico</h2>



<p>Non è la prima volta che episodi simili incrinano i rapporti: nel 2013 Tokyo denunciò che una nave da guerra cinese aveva puntato il radar contro un suo cacciatorpediniere nel <strong>Mar Cinese Orientale</strong>; nel 2016 Pechino accusò jet giapponesi dell’atto inverso. A giugno, il Giappone ha segnalato passaggi pericolosi di jet cinesi vicino a un suo aereo da pattugliamento.</p>



<p>La Cina ha schierato oltre 100 navi della sua Marina e Guardia Costiera nelle acque dell’Asia orientale, secondo fonti citate da <em>Reuters</em>. Taiwan definisce questo dispiegamento una<strong> minaccia</strong> all’<strong>intera regione indo-pacifica</strong>. Le fonti cinesi riportato queste attività come operazioni di ricerca e soccorso in zone di traffico intenso, mente Taipei replica accusando Pechino di “<em>formulazioni fuorvianti</em>” frutto di una <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/allarme-spionaggio-cinese-a-taiwan-cosi-agisce-la-quinta-colonna-del-dragone.html">guerra psicologica</a> che ancora una volta punta a tenere alta la pressione sull&#8217;isola contesa, su cui Pechino vuole ottenere il pieno controllo. Dato che la Repubblica Popolare Cinese non solo rivendica la piena giurisdizione sullo <strong>Stretto di Taiwan</strong> , una rotta fondamentale per circa metà del traffico mondiale di portacontainer, ma anche sull&#8217;isola stessa. Per gli Stati Uniti e Taiwan, dei quali conosciamo la visione nettamente diversa alla rivendicazione di Pechino, invece, si tratta di <strong>acque internazionali</strong>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/tensione-nel-pacifico-bagarre-tra-caccia-cinesi-e-giapponesi-ira-di-tokyo.html">Tensione nel Pacifico: bagarre tra caccia cinesi e giapponesi, ira di Tokyo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tra gli Usa e gli alleati del Pacifico la pace economica passa per il GNL americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/tra-gli-usa-e-gli-alleati-del-pacifico-la-pace-economica-passa-per-il-gnl-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 07:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno finalizzando la propria strategia energetica per esportare più GNL e dividere i costi con gli alleati del Pacifico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411114711395_abe00e04afa2a91c681a9ae658f19b3e-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia era nell’aria da tempo, almeno da quando nel bilaterale fra Trump e il primo ministro giapponese Ishiba, tenutosi a Washington lo scorso febbraio, il Presidente statunitense aveva reso pubblica <strong>l’intenzione della sua amministrazione di investire politicamente ed economicamente sul progetto “Alaska LNG”</strong>, per <strong>espandere le esportazioni di gas naturale liquefatto ai principali alleati degli Stati Uniti nella regione dell’Indo-Pacifico</strong>. Ora, l’aggressiva strategia economica statunitense rappresentata dai dazi imposti e poi rimossi da Donald Trump nell’arco di poche ore dopo la turbolenta reazione dei mercati internazionali, sembra aver <strong>velocizzato </strong>un <strong>processo </strong>già in corso e fatto maturare le relative intenzioni e convinzioni politiche degli alleati coinvolti nel piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dettagli del piano condiviso fra Washington e alleati</h2>



<p>Come annunciato dal ministero dell’Economia taiwanese, nei prossimi anni, con l’obiettivo di <strong>riequilibrare il deficit commerciale subito dagli Stati Uniti</strong>, Taipei potrebbe <strong>acquistare fino a 200 miliardi di dollari di GNL aumentando di un terzo la sua percentuale importata dagli </strong>Usa. Il piano non riguarda però esclusivamente Taiwan, ma includerebbe anche altri Stati satelliti degli Usa nel Pacifico come <strong>Giappone</strong>, <strong>Corea del Sud e Filippine</strong> che, dopo l’annuncio dei dazi, sono politicamente intimoriti e di conseguenza intenzionati a scendere a patti con gli Stati Uniti e, come dichiarato dal presidente di Taiwan <strong>Lai Ching-te</strong>, ambiscono ora a cercare di raggiungere un “regime tariffario zero” come richiesto dal loro principale alleato.</p>



<p>L’accordo economico-energetico, mediato e pensato dal segretario al Tesoro americano <strong>Scott Bessent </strong>e dal consigliere statunitense per l’energia <strong>Doug Burgum</strong>, non riguarda solamente le quote di acquisti di GNL dagli Stati Uniti ma anche gli <strong>investimenti </strong>nel settore per la realizzazione del progetto, di cui si farebbero carico le economie asiatiche. Importanti <strong>stanziamenti economici</strong> saranno infatti necessari per la realizzazione di un <strong>gasdotto </strong>che possa trasferire in primis la materia prima dai giacimenti artici situati nel Nord dell’Alaska fino ai porti del Sud e, in secondo luogo, anche saranno necessarie potenziali ulteriori risorse per la costruzione di un <strong>oleodotto lungo 800 miglia</strong> dal North Slope dell’Alaska fino ad un terminale di esportazione sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Come confermato da Bessent, la finalizzazione di un accordo del genere “non solo creerebbe molti posti di lavoro americani, ma ridurrebbe il deficit commerciale”. Una <strong>strategia “win”</strong> in particolare per Washington, sbilanciata a favore dei propri interessi economici e di influenza globale e improntata su <strong>reindustrializzazione </strong>interna e <strong>aumento del peso geopolitico</strong> globale, con un’ottimizzazione e una <strong>razionalizzazione </strong>dei <strong>costi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa primatisti del GNL</h2>



<p>Il progetto “Alaska GNL”, accantonato per anni a causa degli <strong>esorbitanti costi logistici</strong> e delle <strong>preoccupazioni ambientali</strong> relative, è ora al centro della strategia energetica di Trump e ha un valore complessivo stimato di <strong>44 miliardi di dollari</strong>. Secondo quanto dichiarato dal governatore dell’Alaska <strong>Mike Dunleavy</strong>, le esportazioni potrebbero iniziare entro il <strong>2030</strong> e il progetto potrebbe fornire circa <strong>3,5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno</strong>. Implementarlo significherebbe accrescere ancor di più il peso energetico degli Usa nel mondo e legare ulteriormente ad esso l’andamento alcune economie alleate sottraendole dalle importazioni di economie rivali come quelle mediorientali, cinesi o russe.</p>



<p>È importante ricordare che già oggi <strong>gli Stati Uniti sono il primo esportatore al mondo di GNL</strong>, una configurazione che si è venuta a creare anche e soprattutto a partire dal <strong>2022 </strong>a causa delle conseguenze economiche della <strong>guerra russo-ucraina</strong> che ha fratturato il precedente legame fra Russia e stati europei per la fornitura di fossili a basso prezzo. L’aumento delle quote andrebbe quindi a solidificare ulteriormente questo <strong>primato assoluto</strong>, sposandosi a pieno titolo con quella che è la <strong>strategia </strong>che <strong>Trump </strong>sembra aver presentato al mondo per il suo prossimo mandato: leva del ricatto e poi accordo favorevole agli Usa per riequilibrare i rapporti. Perché, come dichiarato dallo stesso presidente sul social Truth, “la grande protezione militare che forniamo” va in qualche modo ripagata tramite un “acquisto su larga scala di GNL statunitense e una joint venture per un oleodotto dell’Alaska”. &nbsp;</p>
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		<title>Corea del Nord, l&#8217;arsenale del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/corea-del-nord-larsenale-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 19:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo un milione di proiettili di artiglieria forniti alla Russia. Esportando armi, la Corea del Nord sta rompendo l'isolamento. La reazione degli Usa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/01/21714455_large-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2017 <strong>Donald Trump</strong> fece ridere mezzo mondo <a href="https://youtu.be/ETNKAQGq8Ts?si=xNipPMohp6oTfgO5">definendo “rocket man”</a> il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un. Una battutaccia, che ben caratterizzava però l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dello Stato canaglia coreano, ritenuto minaccioso soprattutto per la smodata passione del suo Presidente per i missili balistici. Ora, però, analisti e politici americani invitano a concentrarsi su un altro aspetto della questione Nord Corea: la sua progressiva trasformazione in un arsenale in affitto.&nbsp; Il Paese è stato per lungo tempo completamente isolato nel panorama internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu gli vietano di vendere o acquistare certe armi, ma ora la situazione sta cambiando proprio alla capacità della Corea del Nord di farsi grande fornitore di armi convenzionali. Basta fare un conto sommario: mille container sono stati spediti da Pyongyang alla Russia a partire dal settembre 2023, per un totale (pare) di un milione di proiettili di artiglieria. Si pensa che granate nordcoreane siano parte della dotazione militare di Hamas. Lanciarazzi, bombe plananti e razzi da 122 millimetri sono stati rilevati in Sudan.</p>



<p>Proprio grazie alla capacità della sua industria bellica, la Corea del Nord non è più il Paese isolato di prima. Tutti ricordano <a href="https://it.euronews.com/video/2023/09/13/russia-putin-accoglie-il-leader-nordcoreano-kim-jong-un-a-vladivostok">la visita di Kim Jong-un in Russia, a Vladivostok, e i colloqui con Vladimir Putin</a>, che si appresta a restituire la visita nella prossima primavera. In quell’occasione Putin fece anche un accenno a una possibile cooperazione militare tra Corea del Nord e Russia, dicendo che Kim Jong-un aveva mostrato “grande interesse per le tecnologie missilistiche”. Molti, negli Usa, sospettano che la Corea del Nord chieda alla Russia aerei da combattimento, missili terra-aria e veicoli corazzati, oltre ad attrezzature per la produzione di missili balistici, il tutto in cambio di armi convenzionali e munizioni per la guerra in Ucraina. <strong>Il timore è che Mosca possa decidere di&nbsp; aiutare la Corea del Nord a sviluppare missili multitestata per superare i sistemi antimissile degli Usa</strong> e dei loro alleati nella regione. La Russia ha inoltre consentito di aprire un conto presso una banca russa, dando così un ulteriore colpo, questa volta finanziario, all’isolamento dello “Stato canaglia”.</p>



<p><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/27/armi-chimiche-corea-nord-aiuta-siria_628a5c50-d02c-4294-b3bc-75a6fa39775a.html">Intense sono da tempo anche le relazioni con Iran e Siria</a>, oltre a quella tradizionale con la Cina. Per questo la Corea del Nord non è più il Paese che trattava la riduzione delle sanzioni o che in qualche modo cercava di migliorare le relazioni con l’Occidente. Oggi è il Paese che, per bocca del suo ministro degli Esteri Choe Son Hui, pochi mesi fa ha dichiarato che “se la pace e la sicurezza nella regione sono messe in pericolo a causa delle persistenti azioni di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, allora Corea del Nord e Russia agiranno come un potente elemento di stabilità strategica per contenere tale situazione”.&nbsp;</p>



<p>Tutto questo si è realizzato grazie alla vendita di armi. <strong>Così gli Stati Uniti hanno cominciato a reagire.</strong> In gennaio, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno condotto esercitazioni navali su larga scala per ammonire la Corea del Nord. Ma soprattutto hanno avviato vasti programmi per finanziare e formare, nei diversi Paesi, un personale capace di identificare i processi con cui il commercio delle armi riesce ad aggirare le sanzioni internazionali, nell’ovvia speranza di riuscire quantomeno a ostacolarlo. Non è un compito facile, perché ovviamente la Corea del Nord ha preso molte precauzioni, usando intermediari e altri trucchi per coprire l’esportazione delle sue armi. Secondo un’indagine del Royal United Services Institute, meno del 5% delle persone e delle entità menzionate nei rapporti delle Nazioni Unite sulle esportazioni di armi coreane sono  in effetti colpiti dalle sanzioni delle stesse Nazioni Unite. Queste, a loro volta, non sono aggiornate dal 2018 anche a a causa dell’opposizione cinese e russa. Gli Stati Uniti stanno cercando di sensibilizzare anche altri Paesi sul tema e i prossimi mesi potrebbero essere importanti: <strong>nel 2024 sia il Giappone sia la Corea del Sud, Paesi che si sentono direttamente minacciati dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/venti-di-guerra-in-corea-perche-il-rischio-di-un-conflitto-e-alto.html">Corea del Nord</a>, avranno un seggio temporaneo nel Consiglio di sicurezza dell’Onu</strong> e Washington sembra decisa ad approfittarne.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/corea-del-nord-larsenale-del-mondo.html">Corea del Nord, l&#8217;arsenale del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il riarmo del Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-riarmo-del-giappone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con un aumento record della spesa militare, Tokyo promette di sviluppare non solo le proprie capacità di difesa ma anche di contrattacco nell'Indo-Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-riarmo-del-giappone">Il riarmo del Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-video-InsideNews-1-8.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/09/Riarmo_Giappone.mp4"></video></figure>



<p>In concerto con Stati Uniti e Corea del Sud, il Giappone di Fumio Kishida inaugura una nuova era di sicurezza e prosperità nell&#8217;area dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Per farlo, si scuote dal torpore che lo ha caratterizzato negli ultimi decenni, aumenta a livelli record la propria <strong>spesa militare</strong>, riorganizza l&#8217;esercito, diversifica le collaborazioni per lo <strong>sviluppo</strong> di nuovi mezzi militari. Per gli anni a venire, Tokyo promette di sviluppare non solo la propria capacità di difesa, ma anche quella di <strong>contrattacco</strong>. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-armi-alleanze-il-riarmo-del-giappone-ai-raggi-x.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Missili, armi, alleanze: il riarmo del Giappone ai raggi X</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-riarmo-del-giappone">Il riarmo del Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo Giappone e il suo posto nell&#8217;Indo-pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-nuovo-giappone-e-il-suo-posto-nellindo-pacifico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dopo decenni di torpore, il Giappone si rilancia nell'Indo-Pacifico. Sotto le pressioni sino-russe da nord e da sud, si concentra sullo sviluppo militare ed espande la cooperazione trilaterale con Corea del Sud e Stati Uniti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Nuovo_Giappone.mp4"></video></figure>



<p>Dopo decenni di torpore, il&nbsp;<strong>Giappone</strong>&nbsp;è pronto a rilanciare la sua posizione a livello regionale e internazionale. Per dieci anni ha aumentato la <strong>spesa militare</strong> ed espanso le proprie capacità di difesa per tenere testa alle minacce che derivano dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-garantisce-il-rublo-con-lo-yuan-cosi-mosca-diventa-satellite-di-pechino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asse Pechino-Mosca</a>. Ha voltato pagina sugli annosi attriti che lo tenevano a distanza da Seul, inaugurando un nuovo avvicinamento alla<strong> Corea del Sud</strong>. Con l&#8217;appoggio e il <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-la-distensione-seoul-tokyo-e-cruciale-per-la-strategia-usa-nel-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coordinamento degli Stati Uniti</a>, Tokyo si prepara ad assumere una <strong>nuova dimensione nell&#8217;Indo-Pacifico. </strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-giappone-e-il-nuovo-nel-grande-gioco-per-lindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Il “risveglio” del Giappone e il nuovo nel “grande gioco” per l’Indo-Pacifico</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-nuovo-giappone-e-il-suo-posto-nellindo-pacifico">Il nuovo Giappone e il suo posto nell&#8217;Indo-pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Isole di tensione</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/isole-di-tensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 16:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1460" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1024x779.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1536x1168.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-2048x1557.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Europa all'arco di tensione in Asia: sempre più isole entrano nel mirino delle potenze e rappresentano snodi geopolitci pronti ad esplodere. Ecco i più caldi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/isole-di-tensione">Isole di tensione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1460" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-300x228.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1024x779.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-768x584.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-1536x1168.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221213124704256_03e34ad7f7ed6ccaacc475ac23a516d1-2048x1557.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/isole-di-tensione">Isole di tensione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=246477</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fidesz, il partito di Viktor Orban, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei pilastri fondamentali del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una piccola potenza con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in Romania e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Fidesz</strong>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/cose-il-partito-fidesz.html" target="_blank" rel="noopener">il partito di Viktor Orban</a>, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban.html">pilastri fondamentali</a> del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una <strong>piccola potenza</strong> con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in <strong>Romania</strong> e <strong>Ucraina</strong>, e forte del possedere interessi comuni ed agende estere convergenti con i grandi giocatori asiatici, <em>in primis</em> <a href="https://www.insideover.com/religion/russias-return-as-defender-of-christianity.html">Russia</a> e Turchia.</p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-e-ungheria-sogni-condivisi-di-egemonia.html">turanismo</a>, una delle scuole di pensiero che muove gli ideologi di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Viktor Orban</strong></a>, ha infine portato l&#8217;Ungheria nell&#8217;Estremo oriente: in <strong>Giappone</strong>.</p>
<h2>Orban a Tokyo</h2>
<p>Il 5 dicembre Orban è volato in Giappone per una due-giorni ufficiale dedicata alla <strong>celebrazione del 150esimo anniversario</strong> delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi. La visita si sta rivelando altamente produttiva ed un&#8217;occasione importante per consolidare un rapporto storico, datato all&#8217;epoca austro-ungarico, attraverso la firma di nuovi accordi e il rinnovo e l&#8217;estensione di quelli esistenti.</p>
<p>L&#8217;importanza del Giappone per l&#8217;Ungheria si può comprendere meglio soltanto guardando <a href="https://hungarytoday.hu/trade-minister-japanese-companies-7th-largest-investors-in-hungary/">ai numeri</a> dell&#8217;economia e del commercio. Tokyo è, già oggi, il principale investitore asiatico nel Paese europeo, nel quale sono presenti 170 compagnie nipponiche che forniscono occupazione a <strong>35mila persone</strong>, e il valore annuale dell&#8217;import-export è di circa 2 miliardi e 200 milioni di dollari.</p>
<p>Orban e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Shinzo Abe</strong></a> hanno dato particolare enfasi alla collaborazione bilaterale nel campo dell&#8217;alta tecnologia, della cultura e del commercio, ma hanno anche discusso di politica estera, con il primo che ha assicurato pieno supporto diplomatico per quanto riguarda la <strong>denuclearizzazione</strong> della Corea del Nord.</p>
<p><a href="https://hungarytoday.hu/orban-abe-shinzo-japan-hungary/" target="_blank" rel="noopener">I principali risultati che Orban porta a casa sono i seguenti</a>: il prolungamento dello <strong>Stipendium Hungaricum</strong>, un programma di borse di studio finanziato da Budapest per universitari provenienti &#8220;<em><span style="font-size: 1rem;">dall&#8217;Est e dal Sud del mond</span></em><span style="font-size: 1rem;"><em>o</em>&#8221; che attualmente sta consentendo a 100 giapponesi di perfezionare i propri studi nelle università ungheresi, il rafforzamento della cooperazione fra l&#8217;alleanza Visegrad e Tokyo, l&#8217;alleviamento delle restrizioni sull&#8217;esportazione di suini e pollame ungheresi in Giappone, l&#8217;apertura di una linea di credito dell&#8217;Eximbank ungherese da 1 un miliardo e 200 milioni di dollari per migliorare il clima affaristico, e promesse di <a href="https://hungarytoday.hu/japanese-car-parts-maker-to-invest-in-ne-hungary/">nuovi investimenti</a> nel paese.</span></p>
<p>Sullo sfondo degli accordi, i due presidenti hanno preso parte ad una serie di eventi realizzati nella capitale per l&#8217;occasione, fra cui l&#8217;inaugurazione di <a href="https://hungarytoday.hu/orban-japan-diplomacy-exhibition/">un&#8217;esposizione</a> di dipinti ungheresi al Centro d&#8217;Arte Nazionale, che durerà fino a marzo dell&#8217;anno prossimo, e l&#8217;apertura dell&#8217;<a href="https://hungarytoday.hu/hungarian-cultural-institute-tokyo-opened/">Istituto di Cultura Ungherese</a>.</p>
<p>I discorsi di Orban, che sono ruotati sull&#8217;<strong>identità spirituale e culturale comune</strong> che lega i due popoli nonostante la grande distanza geografica, hanno contornato le celebrazioni, suscitando grande interesse. Il primo ministro ungherese ha tenuto a ribadire che il suo paese vuole essere un ponte fra Ovest ed Est e ha, infine, invitato Abe a recarsi a Budapest.</p>
<h2>Gli altri risultati del turanismo</h2>
<p>L&#8217;Ungheria sta lavorando intensamente per aumentare la propria esposizione nel mondo turco, inteso non soltanto come Turchia ma anche come Caucaso ed Asia centrale. Dal 2013 Budapest e Ankara hanno stabilito un <a href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2019/11/29/high-level-visits-new-projects-to-promote-turkish-hungarian-relations-further">consiglio per la cooperazione strategica di alto livello</a>, che si riunisce periodicamente e nel quale si discute ogni tema di interesse prioritario per la collaborazione bilaterale, dall&#8217;economia e gli investimenti fino alla cultura.</p>
<p>A fine novembre è stato svelato che l&#8217;Ungheria e l&#8217;Agenzia Turca per la Cooperazione (<em>Tika</em>) hanno concluso le ricerche per il ritrovamento della<strong> tomba di Solimano il Magnifico</strong>, morto durante l&#8217;assedio di Szigetvar nel 1566, e prossimamente sveleranno ulteriori dettagli. Una volta portata alla luce, la tomba dello storico sultano potrebbe diventare una destinazione <strong>popolarissima</strong> per i turisti turchi, che già oggi, annualmente, giungono a decine di migliaia per visitare la tomba del poeta ottomano <span style="font-size: 1rem;">Gül Baba, anch&#8217;essa restaurata nell&#8217;ambito di un progetto bilaterale.</span></p>
<p>In settembre, invece, a Budapest ha aperto un ufficio di rappresentanza del Consiglio turco, il primo in un paese dell&#8217;Ue. L&#8217;Ungheria, che dall&#8217;anno scorso ha lo status di paese osservatore all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, anche in questo vorrebbe fungere da ponte fra l&#8217;Europa cristiana e l&#8217;Asia turco-islamica, utilizzando come tramite fra i due mondi proprio la <strong>specificità turanica</strong> dell&#8217;identità ungherese.</p>
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		<title>Perché gli arabi vedono il Giappone come il miglior mediatore</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-gli-arabi-vedono-il-giappone-come-il-miglior-mediatore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Franzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 13:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi arabi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-1024x588.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Giappone viene percepito e considerato dagli arabi come il Paese che, in Medio Oriente, potrebbe rappresentare il miglior conciliatore e paciere per la questione israelo-palestinese. La quale si configura come un nodo spinoso, eternamente vivido, sin dal 1949, e colto spesso come l&#8217;ago della bilancia del fragile equilibrio del Vicino Oriente. È quanto emerge &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-arabi-vedono-il-giappone-come-il-miglior-mediatore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-768x441.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190722093920_30010519-e1563791690736-1024x588.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>Giappone</strong> viene percepito e considerato dagli arabi come il Paese che, in Medio Oriente, potrebbe rappresentare il <a href="https://www.arabnews.com/node/1574711/middle-east">miglior conciliatore e paciere</a> per la <strong>questione israelo-palestinese</strong>. La quale si configura come un nodo spinoso, eternamente vivido, sin dal 1949, e colto spesso come l&#8217;ago della bilancia del fragile equilibrio del Vicino Oriente.</p>
<p>È quanto emerge da uno studio di <em>YouGov</em>, <a href="https://www.arabnews.com/node/1574821/middle-east">riportato da <em>Arab News</em></a>, il quale ha effettuato un sondaggio su un ampio campione di 3.033 persone. Sparse, queste ultime, fra gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo Persico (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman, Kuwait), fra quelli del Levante (Siria, Iraq, Iran, Libano, Giordania) e fra quelli del Maghreb (Egitto, Libia, Algeria, Tunisia, Marocco).</p>
<p><a href="https://docs.google.com/viewerng/viewer?url=https://www.arabnews.com/sites/default/files/userimages/20/geopolitics_and_power.pdf">I dati sono lampanti</a>, il risultato è schiacciante: il Giappone è stato prediletto con uno score del 56%, seguito a lunga distanza dall&#8217;Unione europea (15%), dalla Russia (13%), dagli Stati Uniti (11%) ed infine dal Regno Unito (5%).</p>
<h2>I motivi della scelta araba del Giappone</h2>
<p>Alla base dell&#8217;opzione prediletta dagli arabi, su quello che potrebbe essere il miglior interprete nel ruolo di ambasciatore di pace fra Israele e Palestina, si collocano diverse questioni: geografiche, politiche e storiche.</p>
<p>Rispettivamente, delle tre succitate ragioni, le prime sono senza ombra di dubbio evidenti, ma non scontate. Il Paese del Sol Levante si colloca a migliaia di chilometri di distanza dal Medio Oriente, intrattiene rapporti diplomaticamente <strong>equilibrati</strong> ed economicamente <strong>fruttuosi</strong> con gli Stati dell&#8217;area, e non ha mai rappresentato una minaccia bellica. A differenza dei suoi alleati a stelle e strisce, che in quella delicata zona del mondo contano decine di basi militari operative: in questo senso, la lontananza geografica è un fattore niente affatto banale e defalcato.</p>
<p>Dal punto di vista politico, il Giappone non ha mai creato motivi di frizione evidenti con tale amalgama di Paesi arabi. Anche nelle situazioni più complicate, al di là di una lecita ed indispensabile dimostrazione di preoccupazione, non ha mai scelto in via definitiva una parte, né men che meno privilegiato o sfavorito un attore piuttosto che un altro. Il che lo rende naturalmente appetibile come mediatore.</p>
<p>Infine, a livello storico, la sua alleanza con gli Stati Uniti e la sua appartenenza alla Nato non hanno mai significato un avallo a qualunque operazione (più o meno occultamente, più o meno manifestamente) imperialista di Washington in Medio Oriente. Pur contributore del <em>budget</em> dell&#8217;organico Nato internazionale, la sua <strong>consolare discrezione</strong> ha rappresentato e rappresenta tuttora un punto di forza di Tokyo nell&#8217;opinione pubblica e politica di quei Paesi.</p>
<h2>Non una sorpresa, agli occhi dei più avveduti</h2>
<p><a href="https://www.mei.edu/experts/theodore-karasik">Theodore William Karasik</a>, analista e ricercatore alla <em>Gulf State Analytics</em> di Washington DC, non è rimasto sorpreso da questi esiti, e li ha commentati con lucidità: &#8220;I risultati della ricerca non sono inaspettati, se consideriamo l&#8217;approccio giapponese a quella regione e la peculiare natura della società nipponica, che attribuisce a Tokyo una luce particolare&#8221;. Non incidentalmente, secondo gli arabi, il Giappone è sinonimo di lavoro, organizzazione e metodicità. Una prospettiva più che positiva della <em>weltanschauung</em> esercitata in Estremo Oriente.</p>
<p>Ha proseguito Karasik: &#8220;<span style="font-size: 1rem;">Il </span><em style="font-size: 1rem;">modus operandi</em><span style="font-size: 1rem;"> del Giappone in Medio Oriente si è guadagnato e continua a guadagnarsi la stima ed il rispetto di molte delle parti coinvolte. Si tratta di una combinazione fra una </span><strong style="font-size: 1rem;">politica accomodante</strong><span style="font-size: 1rem;"> e l&#8217;evoluzione delle pratiche economiche nipponiche, rappresentate in special modo dalla </span><em style="font-size: 1rem;">Japan External Trade Organization</em><span style="font-size: 1rem;"> (Jetro), dal Ministro dell&#8217;Economia, del Commercio e dell&#8217;Industria (Meti) e da altre agenzie&#8221;.</span></p>
<p>Anche il professor <strong>Al-Badr Al-Shateri</strong>, del <em>National Defense College</em> di Abu Dhabi, ha la medesima opinione, non meravigliata, dei <em>polls</em>. Essendo che il Giappone ha sempre mantenuto equidistanza fra i belligeranti nella questione israelo-palestinese, mai perdendo di vista le amicizie con tutti i Paesi coinvolti, non può che rappresentare il Paese più bilanciato ed assennato per trattare la questione con gli <em>stakeholders</em>.</p>
<p>Del resto, la linea nipponica era già emersa con vigore e chiarezza nel dicembre del 2017, quando il Ministro degli Esteri <strong>Taro Kono</strong> era <a href="https://www.thenational.ae/uae/government/japan-to-invest-heavily-in-security-and-stability-in-the-middle-east-1.683839">andato in visita</a> presso <strong>She ikh Mohammed bin Zayed</strong>, principe degli EAU. Ivi, egli aveva sottolineato l&#8217;importanza imprescindibile del Medio Oriente per la pace mondiale, per gli scambi economici internazionali (essendo il punto di mezzo fra Asia ed Africa, con una porta aperta su Europa e Mediterraneo) e per l&#8217;armonia fra i popoli.</p>
<p>Kono medesimo aveva inoltre specificato che &#8220;ci sono cose che soltanto il Giappone può fare. Il Giappone è unico perché noi, a livello religioso ed etnico, siamo rimasti neutrali, e storicamente non abbiamo lasciato un&#8217;impronta negativa in Medio Oriente&#8221;. Perciò, l&#8217;azione giapponese &#8211; volta alla ricerca della stabilità e della sicurezza &#8211; non poteva allora, e non può adesso, che essere indirizzata e guidata da quattro pilastri teoretici e fattuali: &#8220;Capacità di contribuzione intellettuale ed umana; investimenti nelle persone; sforzi durevoli nel tempo; continui miglioramenti politici&#8221;.</p>
<h2>Arabi e Giappone: economia e tecnologia, al di là della politica</h2>
<p>Non desta stupore, per ciò stesso, che anche la valutazione degli arabi intervistati da <em>YouGov</em> abbia dato come esito una netta vittoria del Giappone rispetto a qualunque altro attore internazionale. Un sincero propugnatore di <strong>equilibrio</strong> per tutte le parti: laddove Stati Uniti e Russia (tra gli altri) hanno interessi ben precisi a difendere la posizione di alcuni protagonisti; laddove l&#8217;Unione Europea &#8211; silentemente bellicosa al proprio interno, dal punto di vista economico e sociale &#8211; è incapace di esprimere una posizione comunemente accettata da tutti i suoi membri, checché ne dicano i proclami dei suoi <em>leader</em>.</p>
<p>Per di più, la posizione favorevole del Giappone in Medio Oriente non si limita alla possibilità di presentarsi come Stato politicamente e diplomaticamente credibile &#8211; l&#8217;<strong>Iran</strong>, nondimeno, <a href="https://www.jpost.com/Middle-East/Iran-sees-Japans-Abe-as-mediator-for-easing-US-sanctions-592555">lo reputa</a> come il miglior Paese che possa essere capace di ammorbidire la posizione statunitense sulle sanzioni (per la sua vicinanza a Washington, e per l&#8217;appunto per la benevolenza di cui gode).</p>
<p>Ma si estende anche a fattori economici e culturali. La stessa <em>YouGov</em> ha enucleato &#8211; nel sondaggio di cui sopra &#8211; le preferenze degli abitanti del Medio Oriente in fatto di prodotti importati: quelli giapponesi sono nettamente i prediletti, in quanto considerati <a href="https://www.arabnews.pk/node/1574746/business-economy">quelli di <strong>maggiore qualità</strong></a>. Il grande <a href="https://www.arabnews.com/node/1574736/business-economy">apprezzamento del <em>brand</em> Toyota</a> ne è parte integrante. Senza considerare <a href="https://www.arabnews.pk/node/1574781/middle-east">la curiosità e l&#8217;interesse suscitati</a> dal Giappone negli animi degli arabi: non soltanto come luogo d&#8217;affari, ma anche come meta turistica e culturale.</p>
<p>Infine, a questa marcata positività, si aggiungono i programmi di cooperazione internazionale fra l&#8217;Impero nipponico ed i <em>partner</em> mediorientali:</p>
<ul>
<li>quello riguardante l&#8217;esplorazione e la scoperta dello spazio <a href="https://currently.us/arab-news-yougov-study-reveals-new-arab-perceptions-of-japan/">assieme agli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong></a>;</li>
<li>quello riguardante la crisi siriana, nella guerra oramai decisamente pendente dalla parte di Bashar al-Assad, ed i rifugiati siriani, che ha visto la collaborazione fra <strong>JICA</strong> (Japan International Cooperation Agency) ed UNHRC;</li>
<li>quelli più generico riguardante gli investimenti giapponesi in Medio Oriente e gli investimenti arabi in terra nipponica.</li>
</ul>
<h2>La cordialità nipponica fa breccia nell&#8217;incandescente panorama mediorientale</h2>
<p>Lo studio condotto da <em>YouGov</em>, quindi, riflette non soltanto i sentori popolari, ma anche emblematici dati di fatto. Il Giappone &#8211; <a href="https://www.arabnews.com/node/1573476">ammirato dagli arabi</a> perché riemerso dalla macerie della Seconda Guerra Mondiale come uno straordinario <em>leader</em> planetario &#8211; è un Paese storicamente <strong>alleato della pace</strong> nella Mezzaluna Fertile, mai infingardo nelle proprie operazioni politiche ed economiche, lucido nell&#8217;analisi dei contesti e capace di intrattenere buoni rapporti con tutti quanti.</p>
<p>In futuro sarebbe, secondo gli abitanti di quelle terre, quanto mai auspicabile che sia il Paese del Sol Levante a condurre le trattative per una eventuale <strong>riconciliazione</strong> fra israeliani e palestinesi. A maggior ragione, se si considera che l&#8217;opinione nipponica in merito sarebbe quella di un&#8217;equa spartizione del territorio, alla presenza di due Stati distinti. I numeri dei sondaggi corroborano questa visione: tra i Paesi levantini, ad esempio, i giordani sono tra i maggiori sostenitori del Giappone, con un 73% di preferenze. Essi sono seguiti dal 60% dei <strong>siriani</strong>, i quali riconoscono l&#8217;immenso ruolo della Russia nel supporto al presidente Assad e contro gli jihadisti, ma sono al contempo consci dei suoi interessi in Medio Oriente, laddove starebbe formandosi un <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-putin-erdogan-siria-nuovo-ordine-mondiale.html">nuovo (seppur transitorio) ordine mondiale</a>.</p>
<p>Lo ha scritto con adamantina trasparenza anche il giornalista <strong>Faisal J. Abbas</strong> in suo recente <a href="https://www.arabnews.com/node/1574716">editoriale per <em>Arab News</em></a>: <span style="font-size: 1rem;">&#8220;Il cordiale </span><em style="font-size: 1rem;">business</em><span style="font-size: 1rem;">, assieme alle relazioni commerciali e culturali, esistono da lungo tempo fra il Giappone ed il mondo arabo. Il Giappone, infatti, è uno dei più importanti </span><em style="font-size: 1rem;">partner</em><span style="font-size: 1rem;"> economici e diplomatici nella regione. [&#8230;] L&#8217;assenza di un passato coloniale nel mondo arabo e l&#8217;interesse nazionale affinché vi sia un continuativo passaggio sicuro delle petroliere significa che il Giappone è genuinamente spinto a dare priorità alla pace ed alla stabilità della regione&#8221;.</span></p>
<p>Il Giappone comprende l&#8217;esplosività e la radioattività del conflitto ivi presente (fra Israele e Palestina, ma coinvolgente tutti i vicini): un conflitto tanto sentito da aver attanagliato le menti, i sogni e gli incubi del mondo arabo per decenni, dalla metà del XX secolo in avanti. Addebitata dal <em>The Economist </em>ancora nel 1986 come una delle tre maggiori ossessioni arabe (in quell&#8217;articolo, incarnate dal Raís libico Mu&#8217;ammar Gheddafi): &#8220;[L&#8217;odio per] Israele, [l&#8217;avercela] con l&#8217;Occidente e, in particolare, con l&#8217;America, per aver appoggiato Israele, e [il disprezzo per l&#8217;esacerbato] materialismo di questi atei di Occidentali&#8221; [riportato in A. Del Boca, <em>&#8220;Gheddafi. Una sfida dal deserto&#8221;</em>, Laterza, Roma-Bari 2010]. Una mediazione, da parte del Giappone, sarebbe la benvenuta, in questo rovente scacchiere. &#8220;Che essa poi conduca a dei frutti, è tutto da stabilire&#8221; (Al-Badr Al-Shateri).</p>
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		<title>Giappone e Cina in Africa: le due strategie a confronto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/giappone-cina-africa-strategie-confronto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 08:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1592" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti.jpg 1592w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1592px) 100vw, 1592px" /></p>
<p>Esistono tanti modi per affrontare un nemico senza per forza ricorrere alla guerra. Uno di questi consiste nel proiettare la rivalità nei settori strategici chiave per il rafforzamento delle rispettive politiche. Gli Stati Uniti hanno adottato alla lettera questo principio ostacolando la Cina senza fin qui sparare una sola munizione; con la guerra dei dazi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/giappone-cina-africa-strategie-confronto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/giappone-cina-africa-strategie-confronto.html">Giappone e Cina in Africa: le due strategie a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1592" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti.jpg 1592w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/Gibuti-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1592px) 100vw, 1592px" /></p><p>Esistono tanti modi per affrontare un nemico senza per forza ricorrere alla guerra. Uno di questi consiste nel proiettare la rivalità nei settori strategici chiave per il rafforzamento delle rispettive politiche. Gli Stati Uniti hanno adottato alla lettera questo principio ostacolando la Cina senza fin qui sparare una sola munizione; con la guerra dei dazi, l&#8217;inserimento nella entity list delle aziende cinesi più importanti e, di recente, con l&#8217;aumento degli investimenti in Africa. Il Giappone, fedele alleato di Washington, ha più o meno la stessa esigenza degli americani di rallentare l&#8217;ascesa di un vicino, il Dragone, diventato ormai troppo ingombrante e pericoloso. Il piano di confronto tra le due potenze asiatiche si sposta adesso in <strong>Africa</strong>, un&#8217;area in cui si gioca una partita silenziosa per il predominio del Continente Nero. E, indirettamente, per il controllo dei traffici commerciali più ricchi del mondo e <a href="https://it.insideover.com/economia/cina-miniere-africane-auto-elettriche.html">l&#8217;accesso ai materiali necessari per l&#8217;industria tecnologica del futuro</a>.</p>
<h2>Testa a testa in Gibuti</h2>
<p>Cina e Giappone possiedono una sola base militare all&#8217;estero. Sia Pechino che Tokyo hanno puntato sul <strong>Gibuti</strong>, un piccolo Paese africano che, grazie alla sua posizione geografica, permette di avere un avamposto a pochi passi dallo stretto di Bab-el-Mandeb. Da qui passano le navi cinesi dirette nel Mar Mediterraneo via Canale di Suez, e sempre da qui passano le imbarcazioni dirette nell&#8217;Oceano Indiano e quindi in Asia. Certo, i pirati minacciano gli affari della Cina così come del Giappone, ma non è stata solo questa minaccia a spingere i due governi a investire nel Gibuti. Anche gli Stati Uniti hanno il loro contingente in loco e, date le piccole dimensioni dello Stato africano, tutti si trovano a pochi passi l&#8217;uno dall&#8217;altro, con rischi e pericoli connessi.</p>
<h2>La strategia di Pechino</h2>
<p>La base cinese ospita fino a 10.000 persone tra civili e soldati ed è pensata, a differenza del contingente giapponese, per agire su larga scala. Oltre alle varie missioni anti pirateria,<a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-in-africa-tra-la-nuova-shenzen-e-il-caso-gibuti.html"> la Cina deve tutelare i propri affari anche sulla terra ferma.</a> La Nuova Via della Seta di Xi Jinping passa proprio dal Gibuti, e utilizza questo Paese per estendere i suoi tentacoli infrastrutturali e diplomatici nel resto dell&#8217;Africa. Gli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/guerra/scintille-nel-gibuti-gli-stati-uniti-accusano-la-cina-di-interferire-con-le-operazioni-americane.html">preoccupati dell&#8217;enorme influenza raggiunta da Pechino nel Continente Nero</a>, ha pensato di <a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-sfidano-cina-africa.html">incrementare gli investimenti in loco</a>, ma Washington deve rimontare un gap piuttosto significativo. Usare il Gibuti come hub logistico: il disegno cinese è abbastanza semplice.</p>
<h2>La strategia di Tokyo</h2>
<p>Diversa è la strategia del <strong>Giappone</strong>, che non ha gli stessi interessi sull&#8217;Africa della Cina nonostante Tokyo detenga quasi il monopolio della Toyota nel settore automobilistico locale e sostenga diverse operazioni umanitarie e di sviluppo nella regione. La base militare nel Gibuti giapponese ospita meno di 200 persone ed è vicinissima al Camp Lemonnier degli Stati Uniti, tanto che c&#8217;è chi ha ribattezzato l&#8217;avamposto nipponico una dependance del sito americano. Il Giappone da un lato vuole tutelare le proprie imbarcazioni commerciali che transitano nello stretto di Bab-el-Mandeb e intensificare la pesca nelle acque circostanti, dall&#8217;altro, soprattutto, intende ostacolare l&#8217;avanzata cinese. La presenza del Giappone in Africa, quindi, può essere letta come un tentativo di bilanciare, assieme agli statunitensi, il peso geopolitico di Pechino. Chissà, poi, se in futuro il governo giapponese deciderà di usare la base militare anche per coinvolgere gli Stati africani nel progetto alternativo alla Nuova Via della Seta ideato da Abe Shinzo, <a href="https://it.insideover.com/economia/risposta-giappone-nuova-via-della-seta.html">la cosiddetta Free and Open Indo-Pacific Strategy (Foip)</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/giappone-cina-africa-strategie-confronto.html">Giappone e Cina in Africa: le due strategie a confronto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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