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	<title>Finanza Archives - InsideOver</title>
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	<title>Finanza Archives - InsideOver</title>
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		<title>La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francesca Albanese ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo per la questione sanzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>A un recente convegno organizzato dai dipendenti della Banca d’Italia </strong>la relatrice speciale Onu per i Territori Palestinesi <strong>Francesca Albanese </strong>ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti. Tra questi, la giurista italiana ha citato l’impossibilità per <strong>istituzioni come Banca Etica </strong>di aprire un conto corrente a suo nome, pena la violazione delle sanzioni imposte <strong>dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac)</strong> <strong>del Tesoro statunitense contro la stessa Albanese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso geopolitico dell&#8217;Ofac</h2>



<p>L’Ofac è la più potente centrale sanzionatoria al mondo. Controllata dal governo statunitense, di cui è un braccio operativo, decide chi è titolato a utilizzare dollari e a operare nel sistema finanziario che scambia attraverso le istituzioni Usa. <strong>Essere colpiti dalle sanzioni Ofac significa essere sostanzialmente esclusi da una vasta fetta del sistema internazionale di scambi</strong>, e ben lo sanno ad esempio <strong>Russia e Iran che di recente hanno visto un allentamento </strong>delle sanzioni verso il petrolio da loro esportato, comminate proprio dall’Ofac, mentre infuria la guerra in Medio Oriente e i prezzi energetici sono saliti alle stelle per effetto dell’assalto israelo-americano…<a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-il-cortocircuito-usa-sulla-guerra-trump-allangolo-toglie-le-sanzioni-al-greggio-iraniano.html">allo stesso Iran! </a></p>



<p>Situazione paradossale ma che dà l’idea della pervasività e della discrezionalità con cui si muove un apparato che fa del <strong>ruolo geopolitico del dollaro una leva di straordinaria rilevanza</strong>: gli Usa avocano a sé il diritto di colpire con le sanzioni Ofac e potenzialmente con le inchieste del <strong>Dipartimento della Giustizia </strong>tutti quei soggetti che usano o cercano di usare il sistema di scambi che passa per le banche e gli apparati Usa. Dunque questo impone alle istituzioni di finanza etica dei doverosi compromessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto della finanza etica</h2>



<p>Per istituzioni come Banca Etica questo non vuol dire certamente sminuire il caso Albanese: le prese di posizione pubbliche della banca guidata dal direttore <strong>Nazzareno Gabrielli sul caso sono state molteplici e più volte Banca Etica </strong>ha espresso il suo sdegno per il modo illegale in cui le liste anti-terrorismo sono state usate dall’amministrazione Trump per sanzionare la relatrice ONU e i giudici della Corte Penale Internazionale. Ciononostante, il mondo è fatto di scelte e responsabilità e, in quest’ottica, rompere con le “regole del gioco”, discutibili ma non ignorabili, avrebbe voluto dire mancare a una chiara <strong>scelta di responsabilità </strong>verso <strong>le 120mila persone e organizzazioni proprie clienti, tra cui 50mila soci portatori di 100 milioni di euro di capitale sociale.</strong> Persone la cui operatività bancaria rischierebbe di essere messa a repentaglio per compiere un’azione simbolica che non gioverebbe, in fin dei conti, a molti: non alla stessa Albanese, non a Banca Etica, non al sistema di economia sociale che la principale istituzione di finanzia etica italiana rappresenta.</p>



<p>Del resto, il tecnicismo imposto dalle sanzioni Ofac non è meramente legato al dato prescrittivo e se Banca Etica forzasse i blocchi automatici del sistema operativo che impediscono l’apertura di un conto corrente a chi è inserito nelle liste del Tesoro Usa, la rete sanzionatoria non sarebbe unicamente smantellata. Se anche Albanese avesse accesso a un conto, come persona sanzionata non potrebbe comunque avere accesso a servizi essenziali quali la carta di pagamento e la carta di debito. Nel quadro del <strong>panorama europeo</strong> i sistemi di pagamento attualmente utilizzati (Visa, Mastercard, Paypal) sono tutti di proprietà di società statunitensi ,che hanno il divieto di erogare servizi a chi è inserito in quelle liste. Visa e Mastercard coprono la totalità dei pagamenti transfrontalieri e il 61% delle transazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della sovranità digitale sui pagamenti</h2>



<p><strong>Figure come il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta spingono da tempo per una piattaforma sovrana europea, </strong>spesso definita con il termine colloquiale di “Euro digitale”, e molti osservatori ritengono sia doveroso procedere a <strong>un disaccoppiamento da uno status quo che impone sostanzialmente un rapporto di dipendenza. E seppur basato in Belgio, </strong>anche il sistema di interscambio <strong>Swift su cui passa la stragrande maggioranza delle transazioni </strong>dipende dalle stesse logiche. </p>



<p>I conglomerati tecno-finanziari americani<a href="https://www.lesechos.fr/monde/europe/jai-un-peu-limpression-de-vivre-dans-les-annees-90-lalarme-de-ce-juge-de-la-cour-penale-internationale-qui-ne-peut-plus-utiliser-visa-ou-mastercard-2216520">, ha ricordato Les Echos</a> sottolineando la storia di <strong>Francois Guillou,</strong> giudice della Corte Penale Internazionale colpito dalle <strong>stesse sanzioni di Albanese, </strong>si muovono all’unisono in casi del genere: “Le principali piattaforme americane, come Amazon, Netflix e Airbnb, chiudono gli account degli utenti soggetti a sanzioni. Le prenotazioni alberghiere effettuate su una piattaforma che ha accettato la transazione possono essere annullate nel giro di poche ore. Un pacco ordinato con successo potrebbe non essere consegnato se il fornitore di servizi logistici è americano”.</p>



<p>Per istituzioni come Banca Etica resterebbe, inoltre, il rischio di <strong>sanzioni secondarie da parte del </strong><a href="https://www.corporatecomplianceinsights.com/state-ofac-sanctions-enforcement-2026/"><strong>Tesoro Usa: nel Trump 2.0 l’Ofac sta lavorando a pieno ritmo</strong></a><strong> </strong>e aprire un conto a Albanese potrebbe portare a una dura multa negli Usa o a limitazioni dell’operatività verso la clientela. <strong>Per le istituzioni della finanza etica, in tal senso, un passaggio obbligato di libertà </strong>non potrà che essere il consolidamento, su tutta la filiera del mercato, di progettualità per un <strong>mercato comunitario dei capitali e dei sistemi di pagamenti resiliente, sovrano e disaccoppiato dal dominio di oltre Atlantico</strong>. Un sistema finanziario capace al tempo stesso di portare capitali per la prosperità e la crescita dell’Europa e di alimentare l’attività di istituzioni come Banca Etica per uno sviluppo sostenibile e al servizio delle comunità dovrà evitare di dipendere dalle discrezionalità dei giganti di oltre Atlantico e dal potere geo-finanziario di Washington, oggi utilizzato in modo discrezionale dagli Usa contro chi è ritenuto d’ostacolo alle loro politiche. Incluse figure come Francesca Albanese, che sono messe in difficoltà da un gioco più grande di loro in un meccanismo dai rapporti di forza a dir poco sproporzionati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La resa dei conti del private credit: dal boom alle tensioni di mercato</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-resa-dei-conti-del-private-credit-dal-boom-alle-tensioni-di-mercato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 05:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="private credit" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-600x375.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di crescita apparentemente inarrestabile, il private credit sta affrontando il primo vero stress test della sua storia moderna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-resa-dei-conti-del-private-credit-dal-boom-alle-tensioni-di-mercato.html">La resa dei conti del private credit: dal boom alle tensioni di mercato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1199" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="private credit" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-1536x959.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/private-credit-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni fa il <em>Wall Street Journal</em> celebrava l’ascesa inarrestabile del <em>private credit </em>con un titolo che riassumeva alla perfezione lo spirito del tempo: <strong>“<a href="https://www.wsj.com/finance/investing/investment-funds-new-financial-supermarkets-9b8187d7?mod=article_inline">Move Aside, Big Banks: Giant Funds Now Rule Wall Street</a>” </strong>(Matt Wirz, 22 aprile 2024). Il messaggio era chiaro: nell’era post‑crisi bancaria, i grandi gestori globali sembravano <strong>aver trovato anche nel credito privato la formula magica per crescita, rendimenti e potere di mercato.</strong> Fondi monumentali e investitori istituzionali in coda per partecipare a un mercato che prometteva redditività elevata e soprattutto minori vincoli regolamentari rispetto al sistema bancario tradizionale: un vero e proprio paradiso finanziario. </p>



<p>Il <em>private credit</em> è in effetti un modo semplice per aziende, soprattutto medie o piccole, di <a href="https://russellinvestments.com/content/ri/it/it/institutional-investor/strategies/alternative-investing/private-markets/private-credit.html">ottenere prestiti veloci e personalizzati da investitori specializzati</a> (come fondi di <em>private debt </em>appunto) invece che dalle banche tradizionali, il tutto senza dover pubblicare dati sensibili come con i bond pubblici. In cambio, <strong>il prestatore guadagna interessi e commissioni extra</strong> (raccolte dagli investitori terzi che decidono di investire nel fondo di private debt), colmando il vuoto lasciato dalle banche più rigide per regole o garanzie, con processi rapidi e flessibili che aiutano l&#8217;azienda a essere competitiva.</p>



<p>Oggi, però, quello stesso universo appare molto meno invincibile. Dopo anni di crescita apparentemente inarrestabile, il <em>private credit </em>sta affrontando il primo vero <em>stress test</em> della sua storia moderna. Le crepe erano visibili da mesi, ma solo ora stanno emergendo con chiarezza, trasformando l’euforia in allarme. Sempre un articolo del <em>Wall Street Journal</em> scandisce il mutamento di umore nel mercato, descrivendo un vero e proprio recente “<a href="https://www.wsj.com/finance/investing/an-exodus-of-money-endangers-wall-streets-private-credit-craze-d0fbb8af?mod=hp_lead_pos1">esodo di denaro</a>” dai fondi alternativi a quelli tradizionali che fornisce una fotografia nitida del fenomeno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;effetto domino</h2>



<p>Il caso più emblematico è stato quello della società Cliffwater, dove gli investitori hanno <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-03-11/cliffwater-33-billion-private-credit-fund-redemptions-reach-14">richiesto di ritirare il 14% del capitale</a> di un fondo da 33 miliardi di dollari, un livello anomalo per un veicolo illiquido e un chiaro segnale di sfiducia crescente. A questo si è aggiunto il <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-03-11/morgan-stanley-limits-redemptions-on-private-credit-fund-mmmlv7uj">comportamento di Morgan Stanley</a>, che ha dovuto imporre un limite alle richieste di prelievo, per evitare che i deflussi prosciugassero la liquidità disponibile. </p>



<p>Queste dinamiche, tecnicamente isolate, stanno però scatenando un effetto domino ben più ampio. Quando un fondo di <em>private credit </em>deve infatti generare cassa rapidamente, ha solo una strada: vendere asset quotati. E la vendita forzata, in un contesto di tassi elevati e di scarsa propensione al rischio (nel frattempo è accaduta anche la guerra in Medio Oriente) ha contribuito a spingere il settore finanziario dell’S&amp;P 500 ai livelli più bassi da mesi. Al quadro si è aggiunta anche JPMorgan Chase, che ha deciso di <a href="https://www.cnbc.com/2026/03/11/jpmorgan-reins-lending-private-credit-marks-down-software-loans.html">ridurre la propria esposizione verso l’industria del private credit</a>, <strong>marcando al ribasso il valore dei prestiti concessi a società software </strong>(utilizzati come collaterale dai fondi di private credit!) e limitando la capacità di prestito concessa a questi fondi. Le preoccupazioni derivano dal fatto che i recenti progressi nei modelli di intelligenza artificiale &#8211; in particolare quelli sviluppati da OpenAI e Anthropic &#8211; stanno minacciando il modello di business di diversi fornitori software, aumentando il rischio di disintermediazione e quindi potenziali default. Diverse società di <em>private credit</em> che stanno affrontando richieste di rimborso insolitamente elevate, come Blue Owl e Blackstone, stanno infatti registrando deflussi anomali da parte degli investitori retail in parte alimentati proprio dalle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito nel settore software (un fenomeno ribattezzato come <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/software-assicurazioni-real-estate-logistica-quando-lia-travolge-interi-settori-di-borsa.html">Saas-Ageddon</a>).</p>



<p>Una crisi che la guerra in Medio Oriente sta oscurando ma che rischia di avere effetti a cascata anche sul sistema bancario tradizionale e non solo. Come ha osservato <a href="https://www.linkedin.com/search/results/content/?keywords=private%20credit%2Fdebt&amp;origin=SWITCH_SEARCH_VERTICAL"><strong>Ashkar Alhan</strong> in un recente post su LinkedIn</a>, il <em>private credit </em>non è affatto un sistema finanziario parallelo e isolato, ma una rete profondamente intrecciata con il settore bancario tradizionale. Alhan sottolinea come il mercato del <em>private credit</em> &#8211; che vale ormai oltre i 2.000 miliardi di dollari &#8211; si regga su un flusso costante di finanziamenti provenienti dalle grandi banche attraverso linee di credito preferenziali. Questi meccanismi permettono ai gestori di <em>private credit</em> di erogare prestiti che, in apparenza, sembrano completamente indipendenti dal circuito bancario classico. L’analista ha realizzato il seguente diagramma Sankey per visualizzare il flusso di capitale dalle principali banche statunitensi verso i maggiori gestori globali di private credit (si tratta ovviamente di stime per via della poca trasparenza in termini di disclosure tipica del settore):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-509410" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Immagine1.jpg 1148w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br><br>Sulla sinistra si trova un elenco di grandi istituzioni finanziarie, tra cui Wells Fargo (quasi 60 miliardi di dollari in linee di finanziamento), Bank of America (oltre 33 miliardi), Citigroup, Goldman Sachs, PNC Financial Services, Truist, State Street, JPMorgan Chase e Morgan Stanley. Da ciascuna di queste banche partono flussi colorati che si diramano verso i più importanti gestori di private credit posizionati sulla destra: Blackstone (44 miliardi), Ares Management (42 miliardi), Apollo Global Management (35 miliardi), Golub Capital (30 miliardi), HPS Investment Partners, Oaktree, KKR, Sixth Street e Blue Owl Capital, tra gli altri. </p>



<p>Anche in Europa, Deutsche Bank, ha comunicato un’esposizione al private credit <a href="https://pe-insights.com/deutsche-bank-discloses-30bn-private-credit-exposure-while-planning-expansion/">pari a 30 miliardi di dollari</a>, tra le più elevate di Wall Street. Questo conferma che il settore non vive affatto in un silo separato dal resto del sistema ma anzi, le connessioni sono forti e potenzialmente destabilizzanti. Ne deriva che la cosiddetta <em>shadow banking </em>non è affatto un’area oscura e separata e, al contrario, il <em>private credit </em>appare come un prolungamento della capacità di leva delle banche, che forniscono la liquidità necessaria ai fondi per espandersi. In altre parole, <strong>quando una banca finanzia un gestore, questo gestore finanzia a sua volta un’azienda</strong>: il rischio viene semplicemente spostato, non eliminato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli impegni delle assicurazioni</h2>



<p> Inoltre, secondo la giornalista Marzia Redaelli (che analizza la questione in un articolo di sabato scorso sul Sole24Ore <em>Private credit – Assicurazioni Usa esposte per oltre il 35%, europee al 10%</em>), il <em>private credit</em> è diventato un asset fondamentale sia per i fondi specializzati sia per le compagnie assicurative. Redaelli sottolinea che le compagnie assicurative Usa hanno incrementato significativamente gli investimenti nel credito privato per ottenere rendimenti più elevati, ma ciò le rende ora più vulnerabili in un contesto di tensioni sul mercato. Secondi i dati citati dalla giornalista, le assicurazioni statunitensi hanno un’esposizione di oltre il 35% delle allocazioni rilevate (!), mentre <strong>le assicurazioni europee dispongono di un’esposizione a circa il 10%</strong>, quindi molto più contenuta.</p>



<p><br>Le tensioni che stanno oggi travolgendo il <em>private credit</em> non rappresentano dunque un fulmine a ciel sereno. Economisti di primo piano, come <strong>Mohamed El‑Erian</strong>, avevano già segnalato che l’euforia degli ultimi anni aveva spinto il settore ben oltre i suoi fondamentali. L’economista ha infatti osservato gli episodi recenti ricordano “<a href="https://x.com/elerianm/status/2003539144614490604">un possibile momento canary-in-the-coal-mine, simile al 2007</a>”, pur precisando che i rischi non sono della stessa portata della crisi del 2008. La sua analisi sottolinea come la crisi attuale sia il risultato di un fenomeno che “è probabilmente andato troppo oltre nel complesso”, alimentato da afflussi massicci di capitale e da valutazioni diventate sempre più difficili da giustificare. <strong>Gli asset in gestione nel settore sono d’altronde cresciuti dell’86% in cinque anni,</strong> raggiungendo i già citati 2,2 trilioni di dollari, un ritmo insostenibile per un <em>asset class</em> strutturalmente illiquida e poco trasparente. </p>



<p>Proprio questa combinazione &#8211; crescita esponenziale, opacità, leva crescente &#8211; è il terreno fertile in cui nascono le vulnerabilità che ora stanno emergendo. El‑Erian richiama inoltre un rischio spesso ignorato: quello dei <em>markets for lemons</em>, in cui diventa sempre più difficile distinguere gli asset di qualità da quelli scadenti. In un contesto di stress, significa che anche gli operatori più prudenti vengono penalizzati, perché <strong>il mercato si comporta come se tutto fosse potenzialmente tossico.</strong> È un meccanismo ben noto nella storia delle crisi finanziarie: quando la fiducia evapora, anche le attività solide vengono trascinate nel ribasso. Ecco che quindi il vecchio adagio “cash is the king” riassume perfettamente il ritorno a un mondo in cui la liquidità, non la leva, torna ad assumere un ruolo centrale per gestire periodi sempre più frequenti di riassestamento dei mercati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-resa-dei-conti-del-private-credit-dal-boom-alle-tensioni-di-mercato.html">La resa dei conti del private credit: dal boom alle tensioni di mercato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Software, assicurazioni, real estate, logistica: quando l&#8217;Ia travolge interi settori di borsa</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/software-assicurazioni-real-estate-logistica-quando-lia-travolge-interi-settori-di-borsa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 11:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Software, assicurazioni, real estate, logistica: quando l'Ia travolge interi settori di Borsa. Torna la distruzione creatrice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/software-assicurazioni-real-estate-logistica-quando-lia-travolge-interi-settori-di-borsa.html">Software, assicurazioni, real estate, logistica: quando l&#8217;Ia travolge interi settori di borsa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251-FINANZA-E-GEOPOLITICA-21215290920_e8b7b90f39534d6b4f1da34d1567302c-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La prima metà di febbraio dei <strong>mercati finanziari</strong> è stata paradigmatica delle possibili <strong>svolte impetuose</strong> che l&#8217;adozione dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> potrà creare in diversi settori economici su scala globale, principalmente nel comparto dei servizi. In ben quattro occasioni, infatti, l&#8217;emersione di nuove, possibili,  applicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale e l&#8217;annuncio di tecnologie apparentemente dirompenti da parte di giovani start-up hanno prodotto <strong>terremoti borsistici, trascinando giù interi comparti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tracollo del software</h2>



<p><a href="https://www.linkedin.com/pulse/saasageddon-killing-saas-marketplace-ainsley-rattray-q3j0e/">A inizio mese si è molto parlato del <em>Saas-Ageddon, </em></a>ovvero della crisi del <strong>settore dei software acquistati in maniera modulare e costante</strong> dalle aziende per svolgere compiti specifici (<em>Software as a service</em>, Saas), dato che l&#8217;accelerazione del <em>coding </em>da parte dell&#8217;intelligenza artificiale ha posto in essere un novero crescente di dubbi sulla tenuta dei gruppi che storicamente traevano profitto da tale mercato. Quando Anthropic ha rilasciato <strong>Claude Cowork, il 12 gennaio scorso</strong>, gli operatori del campo si sono trovati spiazzati.</p>



<p>&#8220;All&#8217;inizio di febbraio, l&#8217; <a href="https://www.tradingkey.com/markets/etf/nasdaq-igv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ETF IGV</a>, che replica il software nordamericano, era in calo di quasi il 20% da inizio anno e di quasi il 30% rispetto al picco di settembre. Il rapporto prezzo/utili prospettico del settore è crollato da circa 35 volte alla fine del 2025 a circa 20 volte oggi, tornando a livelli che il mercato non vedeva dal 2014&#8243;, <a href="https://www.tradingkey.com/analysis/stocks/us-stocks/261581475-ai-saas-selloff-who-really-wins-and-loses">nota <em>Market Key</em>.</a> Cosa succede? Sostanzialmente, un <strong>messaggio ritenuto negativo in materia di mercato</strong> scatena meccanismi di vendita generalizzata acuiti dal fatto che un&#8217;ampia quota dei risparmi oramai è puramente passiva e gestita dagli Etf azionari dei grandi gruppi (BlackRock, Vanguard e via dicendo), trascinando nel calo interi comparti.</p>



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<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong><em>abbonati e sostieni il nostro lavoro.</em></strong></a></p>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ia travolge assicurazioni, logistica e real estate</h2>



<p>L&#8217;idea che i software possano essere azzerati dall&#8217;incidenza dell&#8217;IA è contestata da altri operatori, ma il trend verificatosi nel SaaS-Ageddon non è rimasto isolato. La scorsa settimana abbiamo avuto altri tre esempi. Lunedì, a farne le spese sono state <strong><a href="https://finance.yahoo.com/news/insurance-broker-stocks-tumble-openai-204925570.html">le compagnie assicuratrici e i market broker </a></strong>di tutto il mondo. OpenAI, madrina di ChatGpt che rivaleggia con Anthropic per essere la prima big dell&#8217;Ia a sbarcare a Wall Street, ha sottolineato che la sua app Tuio può chiedere e garantire tramite chatbot la creazione di preventivi assicurativi strutturati, disintermediando molto del processo. In parallelo, le quotazioni dei <a href="https://www.cnbc.com/2026/02/10/the-ai-threat-wrecked-software-stocks-now-broker-stocks-look-next-with-lpl-down-11percent.html">gestori patrimoniale sono crollate</a>. </p>



<p>E non finisce qui.<strong> Mercoledì e giovedi è crollato il real estate</strong>, sull&#8217;onda lunga di una medesima riflessione da parte degli operatori dell&#8217;immobiliare. Giovedì 12 febbraio, infine, è stata la volta della <strong>logistica</strong>. Il caos lo ha scatenato Algorhythm Holdings, ex produttore di sistemi di karaoke per auto, che fino a pochi giorni fa valeva solo 6 milioni di dollari e ha promosso una piattaforma, SemiCab, che dichiara di poter gestire da quattro a cinque volte più risorse e merci a parità di personale. <a href="https://www.theguardian.com/business/2026/feb/13/trucking-logistics-shares-ai-freight-tool-launch-semicab-algorhythm">Il Guardian riporta i dati dolorosi </a>del settore di giovedì: indice Russel 3000 Trucking, -6% in un giorno, dopo esser corso nei giorni precedenti. </p>



<p>Tutto accade velocemente, con <strong>folate di emotività che rischiano di travolgere il mercato in suoi settori specifici.</strong> Come in una frana, basta una notizia legata a sistemi molto spesso ancora non provati nell&#8217;economia reale per trainare a fondo interi comparti. Questo mostra il nervosismo da Ia degli investitori, ma anche le altalenanti percezioni del sistema circa l&#8217;impatto trasformativo di queste tecnologie.</p>



<p>La sensazione è che siamo entrati in una fase nuova del mondo Ia: <strong>dopo l&#8217;iniziale entusiasmo</strong> che dal 2023 al 2025 ha prodotto una corsa all&#8217;investimento in tecnologie, hardware, algoritmi, negli ultimi mesi dell&#8217;anno scorso è iniziata a emergere una <strong>cautela crescente sulle possibilità trasformative delle tecnologie,</strong> sulla natura complessa dei conti economici delle imprese della potenza di calcolo e dei linguaggi naturali, sui costi in conto capitale che tale sviluppo comporta. Questa fase ha creato una rotazione verso settori solidi, industriali e tradizionali, tanto che a Wall Street solo <a href="https://www.ft.com/content/577b97f6-2416-48b9-9bd3-717bb202ca71">pochi giorni fa il <em>Financial Times</em> parlava di attenzione sui settori &#8220;<em>Anything but Tech</em>&#8220;</a>.</p>



<p><strong>L&#8217;Ia inizia a far sentire, però, i suoi effetti</strong>. Lo fa in maniera indiretta, provando a dettare la linea di quali potranno essere i settori impattati e trasformati. Un tema centrale è il futuro del lavoro,<a href="https://www.cnbc.com/2026/02/12/office-real-estate-stocks-tumble-as-ai-disruption-casualties-in-the-stock-market-grow-by-the-day.html"> come riporta la Cnbc:</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&nbsp;Questo punto è stato ribadito in&nbsp; <a href="https://x.com/mattshumer_/status/2021256989876109403?s=20" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un saggio</a>&nbsp;diventato virale all’inizio di questa settimana, in cui Matt Shumer, co-fondatore e CEO di OtherSide AI, ha affermato che i posti di lavoro entry-level e impiegatizi saranno sventrati a causa dell’intelligenza artificiale. L’impatto sarà più grande del Covid, ha scritto. Il saggio ha ottenuto&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7427366918715695104/?originTrackingId=FMlVDW6Ra1qOZg2zpinqbQ%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">30 milioni di visualizzazioni</a>&nbsp;in 24 ore.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La distruzione creatrice e le bolle nell&#8217;era dell&#8217;Ia</h2>



<p>Tornano qui due importanti paradigmi della storia economico-finanziaria. Il primo è quello di <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lia-il-calcolo-quantistico-il-pungolo-a-trump-la-grande-sfida-di-microsoft-e-satya-nadella.html"><strong>Charles Kindleberger</strong>,</a> storico delle crisi finanziarie, che ha ribadito più volte la ricorsività del ciclo di formazione delle bolle, dall&#8217;euforia al panico, per giungere allo schianto quando i fondamentali di una bolla appaiono venire meno. <strong>L&#8217;Ia spesso è stata discussa come una potenziale bolla,</strong> ma probabilmente prima di sgonfiarsi farà saltare le fondamenta di altri settori per ammortizzare una sua stabilizzazione finanziaria. Il secondo è il paradigma della <strong>distruzione creatrice</strong> promosso dallo storico del capitalismo <a href="https://it.insideover.com/economia/caro-draghi-ti-scrivo-dieci-domande-sul-rapporto-che-vuole-cambiare-la-ue.html"><strong>Joseph Schumpeter</strong>,</a> che teorizza la tendenza dell&#8217;economia di mercato a smantellare settori morenti e a trasformarli radicalmente in maniera radicale. </p>



<p>Questi paradigmi si possono, potenzialmente, saldare nel quadro di una <strong>pesante accelerazione indotta dall&#8217;Intelligenza artificiale</strong>, che offre la novità di veder trasformate da lineari a esponenziali le velocità con cui i cambiamenti prendono piede. Il mondo non è <strong>abituato al pensiero esponenziale</strong> che l&#8217;Ia impone di interiorizzare. Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt, vincitori del Nobel per l&#8217;Economia nel 2025, hanno profondamente studiato l&#8217;impatto del paradigma della distruzione creatrice all&#8217;era dell&#8217;IA.</p>



<p><a href="https://www.project-syndicate.org/commentary/ai-will-boost-productivity-growth-without-harming-jobs-employment-by-philippe-aghion-et-al-2025-01/italian">Aghion, in particolare, </a>ritiene che l&#8217;IA sul lungo periodo aumenterà la <strong>produttività globale senza travolgere l&#8217;occupazione</strong> e invita a guardare i tempi lunghi degli assestamenti in corso. La realtà concreta dovrà assorbire, in prospettiva, fasi di stravolgimento tutt&#8217;altro che secondarie in un contesto che vedrà questo processo messo più volte in discussione. Forse stiamo vedendo solo l&#8217;inizio di questa ondata. E con ogni probabilità il mondo plasmato dall&#8217;IA sarà molto diverso da quello che avevano, inizialmente, ipotizzato i tecno-entusiasti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/software-assicurazioni-real-estate-logistica-quando-lia-travolge-interi-settori-di-borsa.html">Software, assicurazioni, real estate, logistica: quando l&#8217;Ia travolge interi settori di borsa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ubs sogna l&#8217;America mentre il Ceo Ermotti annuncia l&#8217;addio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ubs-sogna-lamerica-mentre-il-ceo-ermotti-annuncia-laddio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 13:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ubs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=501959</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2027 lascerà Ubs Sergio Ermotti, che ha annunciato la fine del suo secondo ciclo alla guida della prima banca di Svizzera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ubs-sogna-lamerica-mentre-il-ceo-ermotti-annuncia-laddio.html">Ubs sogna l&#8217;America mentre il Ceo Ermotti annuncia l&#8217;addio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/UBS-ERMOTTI-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;integrazione definitiva di Credit Suisse dopo l&#8217;acquisto iniziato nel 2023, l&#8217;espansione negli Stati Uniti, il confronto serrato con le autorità elvetiche e poi l&#8217;addio alla carica di Ceo di Ubs, la più remunerata tra i banchieri europei: da qui al 2027 l&#8217;agenda sarà fitta per <strong>Sergio Ermotti,</strong> che ha annunciato la fine del suo secondo ciclo alla guida della prima banca di Svizzera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sergio Ermotti e la lunga leadership di Ubs</h2>



<p>Dopo i nove anni in sella dal 2011 al 2020, altri quattro dal 2023 al prossimo anno completeranno il mandato del più longevo Ceo di Ubs, la cui parabola per due volte ha intercettato altrettanti momenti critici nella storia del gruppo. Nel settembre 2011 Ermotti subentrò a Oswald Grubel dopo che saltò allo scoperto lo scandalo del trading illegale compiuto a Londra dall&#8217;asset manager <strong>Kweku Adoboli, che costò alla banca di Zurigo ben 2 miliardi di dollari. </strong></p>



<p>Nel 2023, dopo tre anni da presidente dell&#8217;assicurazione Swisse Re, Ermotti fu chiamato a presiedere alla storica operazione di acquisizione di Credit Suisse, rivale secolare della banca da lui guidata, la cui <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-spy-story-che-agita-la-finanza-svizzera.html">annessione entro Ubs </a></strong>fu favorita dapprima dal governo svizzero, che in seguito ha negli anni chiesto all&#8217;istituto solidi requisiti di patrimonializzazione, fonte di screzi tra l&#8217;esecutivo di Berna e la leadership dell&#8217;istituto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida americana di Ubs</h2>



<p>Ora Ermotti annuncia con largo anticipo l&#8217;addio al fine di permettere alla sua banca di procedere senza traumi alla ricerca di un successore. E, probabilmente, anche per segnalare l&#8217;ampia libertà di manovra di cui intende godere: come i presidenti dei Paesi non più rieleggibili, anche i Ceo spesso <strong>sfruttano in queste fasi la forza del loro mandato. I dossier sono molti: </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-sirene-usa-tentano-ubs-lascera-davvero-la-svizzera.html"><strong>Ermotti, ad esempio, ha rispedito al mittente</strong> le ipotesi</a> di uno spostamento oltre Atlantico del quartier generale in risposta agli stringenti requisiti di capitale della Svizzera, che potrebbero superare i 24 miliardi di dollari di patrimonializzazione, e alle sirene dell&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump, ma non ha <strong>rallentato sulla corsa americana del gruppo.</strong></p>



<p>A ottobre Ubs ha presentato la richiesta per consentire alla sua filiale americana di operare come banca nazionale negli Usa, ambendo dunque a sfidare i colossi a stelle e strisce nel loro mercato. <a href="https://www.investing.com/news/stock-market-news/swiss-bank-ubs-closer-to-getting-national-bank-charter-for-us-franchise-4450321">E proprio ieri, nota <em>Investing.com,</em></a> &#8220;la banca svizzera ha ricevuto l&#8217;approvazione condizionata dall&#8217;Office of the Controller of the Currency degli Stati Uniti, che rappresenta il primo passo nel processo di autorizzazione&#8221; per espandere la propria posizione nel mercato dei capitali. <strong>Ermotti ha ereditato una Ubs in ginocchio sul piano reputazionale nel 2011</strong> e una situazione incerta nel 2023 dopo l&#8217;affare Credit Suisse. Intende <a href="https://www.hubbis.com/news/ubs-ceo-sergio-ermotti-plans-exit-in-april-2027-succession-race-begins">lasciare una banca globale.</a></p>



<p>Seconda istituzione finanziaria dell&#8217;Europa continentale dopo la spagnola <strong>Santander</strong> e<a href="https://companiesmarketcap.com/banks/largest-banks-by-market-cap/#google_vignette"> ventunesima al mondo per capitalizzazione,</a> ottava nel Vecchio Continente per capitali maneggiati e egemone indiscusso nel centro finanziario globale svizzero, gestrice di oltre 1.750 miliardi di dollari di asset, Ubs è già oggi una banca di rilevanza internazionale. </p>



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</blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-501655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-768x325.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1536x651.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-600x254.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784.jpg 1851w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p><a href="https://it.insideover.com/course-landing/follow-the-money-come-finanza-e-geopolitica-si-influenzano">“Follow the Money”: come finanza e geopolitica si influenzano</a></p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Orcel come successore? Una suggestione ma&#8230;</h2>



<p>Ermotti intende giustificare fino all&#8217;ultimo il suo maxi-stipendio da 16,8 milioni di dollari (il più alto per un manager bancario europeo) prima di <strong>dedicarsi alla futura carriera</strong>, che potrebbe essere sempre in <a href="https://www.money.it/ubs-credit-suisse-il-caso-at1-che-scuote-la-finanza-svizzera">Ubs con il ruolo da garante </a>di presidente, mentre a Zurigo si apre la caccia al successore. <strong>Il Financial Times </strong>ipotizza delle ipotesi interne, anche se va sottolineato che una figura come Ermotti potrebbe essere sostituita anche da un &#8220;Papa straniero&#8221; di <strong>fama internazionale</strong>. <a href="https://www.ft.com/content/0b6e4687-0804-448c-a7c4-155bc6005136">Più fonti</a> iniziano a mettere in campo una suggestione: l&#8217;ipotesi che per la posizione di erede di <strong>Ermotti possa essere valutato anche il Ceo italiano di Unicredit, Andrea Orcel</strong>.</p>



<p>Il top manager di <a href="https://it.insideover.com/economia/caltagirone-meloni-e-unicredit-nel-2026-il-risiko-della-finanza-attorno-generali.html">Piazza Gae Aulenti </a>ha un curioso destino incrociato con Ermotti. Quest&#8217;ultimo è stato responsabile della divisione Markets &amp; Investment Banking di Unicredit dal 2005 al 2010 prima dello sbarco in Ubs come Ceo. L&#8217;oggi 62enne Orcel fu scelto da Ermotti nel 2012 per guidare la divisione vendite di Ubs e per gestire la filiale britannica. I due erano peraltro accomunati<strong> dalla precedente esperienza pluridecennale in un comune colosso americano, Merrill Lynch,</strong> dove Ermotti ha lavorato dal 1987 al 2005 e Orcel dal 1988 al 2012. Ora, la stessa Ubs con cui Orcel incrinò i rapporti dopo il caso del mancato passaggio al Banco Santander nel 2018 potrebbe vedere una nuova staffetta? La lunghezza dei tempi con cui Ermotti ha annunciato il suo addio lascia pensare che Ubs prepari un &#8220;colpo di mercato&#8221; di primo rango. E difficilmente alternative a Orcel potrebbero profilarsi se la banca volesse, per la sua nuova fase, pensare a un consolidamento del rango globale.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ubs-sogna-lamerica-mentre-il-ceo-ermotti-annuncia-laddio.html">Ubs sogna l&#8217;America mentre il Ceo Ermotti annuncia l&#8217;addio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il finanziere della &#8220;Grande Scommessa&#8221; contro Tesla: &#8220;è sopravvalutata&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-finanziere-della-grande-scommessa-contro-tesla-e-sopravvalutata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 05:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-finanziere-della-Grande-Scommessa-contro-Tesla-e-sopravvalutata-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;uomo che ha &#8220;previsto&#8221; la crisi del 2008 ha un nuovo big nel mirino, ed è l&#8217;azienda del magnate più ricco del mondo. Michael Burry, il finanziere il cui intuito ha ispirato la storia del celebre libro e film &#8220;La grande scommessa&#8221;, ha infatti detto che a suo avviso le azioni di Tesla sono estremamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-finanziere-della-grande-scommessa-contro-tesla-e-sopravvalutata.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;uomo che ha &#8220;previsto&#8221; la crisi del 2008 ha un nuovo big nel mirino, ed è l&#8217;azienda del magnate più ricco del mondo. <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-profeta-delle-crisi-michael-burry-e-la-nuova-bolla-dellintelligenza-artificiale.html">Michael Burry</a></strong>, il finanziere il cui intuito ha ispirato la storia del celebre libro e film &#8220;La grande scommessa&#8221;, ha infatti detto che a suo avviso le azioni di Tesla sono estremamente sopravvalutate a causa dell&#8217;impatto economico del maxi-piano di retribuzione votato a ottobre dal gruppo di Austin, che potrebbe trasferire in prospettiva al patron <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/1-000-miliardi-di-dollari-di-compenso-per-musk-tesla-al-referendum-tra-gli-azionisti.html">Elon Musk fino a 1.000 miliardi di dollari di risorse.</a></strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk svuoterà Tesla?</h2>



<p>Secondo quanto scritto sul suo <a href="https://www.cnbc.com/2025/11/24/michael-burry-launches-newsletter-to-lay-out-his-ai-bubble-views-after-deregistering-hedge-fund.html">Substack</a>, Burry prevede che le dispendiose richieste di Musk possano costare a Tesla fino al 3,6% medio della sua <strong>capitalizzazione ogni anno</strong>. </p>



<p>Burry è da sempre critico delle politiche aziendali che tendono a remunerare pesantemente dipendenti e dirigenti utilizzando lo strumento delle stock option e ha criticato anche campioni come <strong>Amazon e Palantir per aver posto in essere analoghe decisioni,</strong> ma la scelta di Tesla è per lui oltremodo esagerata e il fatto che, in caso di raggiungimento dei target, il gruppo di Austin possa dover emettere nuove azioni per soddisfare il pacchetto retributivo di Musk rischia di essere penalizzante per gli azionisti. Questi, in sostanza, per Burry avendo votato al 75% il piano Musk si sarebbero tirati la zappa sui piedi.</p>



<p>Tesla vale circa 1.400 miliardi di dollari<a href="https://www.macrotrends.net/stocks/charts/TSLA/tesla/pe-ratio"> ed è capitalizzata per <strong>circa 296 volte il valore dei suoi utili</strong></a>, in un contesto che già da tempo ha portato ad analizzare il titolo della regina dell&#8217;impero di Musk come eccessivamente sovraesposto. Al contempo, Tesla beneficia molto del peso mediatico, politico, imprenditoriale del suo patron, che ha <strong>in questa fase moltiplicato i suoi business</strong>. </p>



<p>Per l&#8217;analista finanziario Antonio Linares, sulla scorta della tendenza di Tesla a integrare nella manifattura e nei servizi delle auto elettriche le tecnologie di intelligenza artificiale, la prospettiva è che nei prossimi anni Tesla possa evolvere come una <strong>rivale di aziende come Palantir,<a href="https://antoniolinares.substack.com/p/tesla-and-palantir-will-become-competitors?r=j426y&amp;selection=b8d7a4e0-8f98-4e1a-86cf-f83a1c99ad71&amp;utm_campaign=post-share-selection&amp;utm_medium=web&amp;triedRedirect=true#:~:text=At%20a%20broader%20level%2C%20the%20economy%20appears%20to%20be%20shifting%20toward%20a%20structure%20composed%20of%20horizontal%20Ontologies%20interacting%20with%20the%20world%20through%20vertical%20Ontologies"> focalizzate sul massiccio sfruttamento dei big data</a></strong> a fini securitari e di profilazione, in nome dell&#8217;integrazione tra business. Per Musk gli extra-compensi dovrebbero servire a finanziare investimenti del magnate di origine sudafricana in settori come la robotica avanzata e l&#8217;innovazione di frontiera, ma per <a href="https://fortune.com/2025/12/01/big-short-investor-michael-burry-short-bet-tesla-stock-tsla-elon-musk-ridiculously-overvalued/">Burry tutto questo è uno specchietto per le allodole.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Tesla è in bilico</h2>



<p><a href="https://substack.com/home/post/p-180488224?source=queue">Shanaka Anslem Perera ha sottolineato</a> che &#8220;Burry individua uno schema in cui la tesi di investimento di Tesla ruota verso nuove frontiere ogni volta che emerge la concorrenza in quelle esistenti&#8221;. L&#8217;analista ha aggiunto sul suo personale profilo Substack che Musk sta spingendo le capitalizzazioni avanti puntando su un effetto dinamico:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Una parte significativa della capitalizzazione di mercato di Tesla è attribuita ad attività che non esistono ancora su scala commerciale: i robotaxi, il robot umanoide Optimus e i sistemi di arbitraggio energetico. Se queste opzioni non si concretizzano, o si concretizzano con margini inferiori a quelli impliciti nei prezzi attuali, la compressione delle valutazioni potrebbe essere grave.</p>
</blockquote>



<p>Del resto, Musk beneficia di una forte concentrazione di puntate finanziarie a tutto campo su settori trainanti dell&#8217;economia globale. Burry a suo modo si era spinto con forza contro la <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lintelligenza-artificiale-e-una-bolla-openai-e-mille-miliardi-di-dubbi.html">bolla dell&#8217;intelligenza artificiale</a></strong>, sottolineando che i picchi borsistici raggiunti a novembre<strong> fossero gli antesignani di una possibile bolla</strong>. Gli scenari di sovracapitalizzazione e aumento dell&#8217;incertezza borsistica lasciano presagire temi caotici per molti titoli. La puntata di Burry lascia pensare che Tesla possa essere uno di questi. E visti i precedenti il suo è un monito che Musk dovrà osservare con attenzione.</p>



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		<title>Fideuram-Intesa Sanpaolo e l&#8217;indagine sui conti del magnate indiano Gautam Adani</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fideuram-intesa-sanpaolo-e-lindagine-sui-conti-del-magnate-indiano-gautam-adani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 13:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa Sanpaolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=492438</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gautam Adani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> L’inchiesta interna avviata da Fideuram–Intesa Sanpaolo per individuare conti legati a soci d’affari del miliardario indiano Gautam Adani.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gautam Adani" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gautam-adani-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’inchiesta interna avviata dal gruppo <strong>Fideuram–Intesa Sanpaolo </strong>per individuare conti legati a soci d’affari del miliardario indiano<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/gautam-adani-ascesa-e-declino-dellex-uomo-piu-ricco-dellasia.html"> Gautam Adani</a></strong> apre un nuovo capitolo sulla fragilità della finanza europea di fronte ai flussi opachi della globalizzazione. Secondo quanto rivelato da Intelligence Online, tre figure di primo piano dell’entourage di Adani avrebbero avuto conti presso l’istituto italiano. Non si tratta solo di un episodio di <em>compliance</em> bancaria, ma di un caso emblematico che intreccia potere economico, relazioni geopolitiche e vulnerabilità sistemica.</p>



<p><strong>Gautam Adani non è un semplice uomo d’affari.</strong> È il simbolo di un capitalismo indiano che, sotto la protezione politica di <strong>Narendra Modi</strong>, si è trasformato in strumento di proiezione nazionale e di influenza estera. Dall’energia alle infrastrutture, dai porti ai data center, <strong>il gruppo Adani incarna l’ambizione di Nuova Delhi di contendere a Pechino la leadership industriale </strong>dell’Asia meridionale. Ma questa espansione, spesso sostenuta da strutture societarie offshore e da triangolazioni finanziarie complesse, ha attirato l’attenzione delle autorità di vigilanza di mezzo mondo.</p>



<p>Il caso Fideuram–Intesa si inserisce in un contesto già teso. Dopo le accuse lanciate dal fondo Hindenburg Research nel 2023, che <strong>accusava Adani Group di manipolazioni contabili e gonfiamento artificiale del valore azionario</strong>, diverse inchieste internazionali hanno cercato di ricostruire la rete di società intermediarie attraverso cui scorrevano capitali e garanzie. In Svizzera, alcune banche hanno visto congelare oltre 300 milioni di dollari legati a soggetti considerati vicini all’impero Adani. In India, la SEBI — l’autorità di regolazione del mercato — ha ammesso di non poter ancora stabilire con certezza la natura dei rapporti tra le entità offshore e il gruppo principale.</p>



<p>Che una banca europea di primo piano come Intesa Sanpaolo si sia sentita in dovere di condurre un audit interno dimostra quanto <strong>la reputazione finanziaria dell’Europa sia oggi esposta alle dinamiche di un capitalismo globale senza confini.</strong> Le grandi banche, costrette a competere per capitali internazionali, si trovano a operare in uno spazio dove la due diligence è sempre più difficile. Le normative antiriciclaggio, per quanto rafforzate, inseguono un flusso di denaro che si sposta con la velocità dell’elettronica e la discrezione dei paradisi fiscali.</p>



<p>Dietro la cronaca c’è una questione geopolitica. Il potere economico indiano, sostenuto dal governo Modi, si è intrecciato con l’obiettivo di rendere l’India un polo finanziario alternativo alla Cina. <strong>Le grandi conglomerate come Adani Group agiscono come strumenti di soft power</strong>, costruendo infrastrutture in Africa, Asia e Medio Oriente, spesso con finanziamenti in dollari o euro provenienti da banche occidentali. È una nuova forma di interdipendenza: l’Europa finanzia la proiezione industriale indiana e, indirettamente, la competizione asiatica che ne ridisegna gli equilibri.</p>



<p>Dal punto di vista economico, il caso mette a nudo la vulnerabilità delle banche italiane ed europee nel campo della governance finanziaria. L’obiettivo dichiarato di <strong>Fideuram era identificare conti “riconducibili” a persone dell’entourage di Adani,</strong> non necessariamente irregolari. Ma il semplice sospetto basta a far tremare i vertici di un gruppo che gestisce miliardi di risparmi privati e corporate. In un’epoca in cui le sanzioni internazionali, le normative ESG e la trasparenza fiscale sono diventate strumenti di politica estera, anche una banca deve comportarsi come un attore geopolitico.</p>



<p>Sul piano strategico, l’inchiesta rivela quanto la finanza sia ormai terreno di confronto tra Stati. Gli Stati Uniti hanno trasformato il dollaro e il sistema SWIFT in leve di pressione. L’Europa, pur con regole più restrittive, si muove ancora in ordine sparso. E <strong>attori globali come Adani —</strong> ma anche fondi del Golfo o conglomerati cinesi — sanno sfruttare questa disomogeneità normativa per penetrare nei sistemi occidentali senza apparire.</p>



<p>Il rischio per l’Italia è duplice. Da un lato, la perdita di credibilità di un sistema bancario che si presenta come affidabile agli investitori europei e asiatici; dall’altro, la possibilità che i flussi di capitale opaco inquinino la stabilità finanziaria nazionale. In un Paese dove <strong>il risparmio privato è tra i più alti del mondo</strong>, la capacità di controllo e di tracciabilità è una questione di sicurezza economica.</p>



<p>Non è ancora chiaro quali risultati abbia prodotto l’audit interno di Intesa. Ma il solo fatto che sia stato condotto dimostra che la banca teme non tanto le sanzioni, quanto l’effetto reputazionale e politico di un legame — anche indiretto — con una delle figure più controverse della finanza globale. In fondo, il caso Adani-Fideuram è un sintomo più che una causa: la dimostrazione che <strong>la finanza mondiale non conosce più confini, ma che le responsabilità restano locali</strong>. Le banche europee possono controllare i propri correntisti, ma non le dinamiche geopolitiche che attraversano il denaro. E ogni transazione, ogni conto aperto o chiuso, diventa una possibile falla nel fragile equilibrio tra sovranità finanziaria e mercato globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/fideuram-intesa-sanpaolo-e-lindagine-sui-conti-del-magnate-indiano-gautam-adani.html">Fideuram-Intesa Sanpaolo e l&#8217;indagine sui conti del magnate indiano Gautam Adani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Austerity per Commerzbank: Unicredit sale e a Francoforte pensano di lasciare la maxi-sede</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/austerity-per-commerzbank-unicredit-sale-e-a-francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 12:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[commerzbank]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="532" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Austerity-per-Commerzbank-Unicredit-sale-e-a-Francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Austerity-per-Commerzbank-Unicredit-sale-e-a-Francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Austerity-per-Commerzbank-Unicredit-sale-e-a-Francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Austerity-per-Commerzbank-Unicredit-sale-e-a-Francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Austerity-per-Commerzbank-Unicredit-sale-e-a-Francoforte-pensano-di-lasciare-la-maxi-sede-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Austerity per Commerzbank: Unicredit sale e a Francoforte pensano di lasciare la maxi-sede. Gli scenari operativi.</p>
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<p>Una vera e propria <strong>politica di austerità,</strong> peraltro apparentemente in controtendenza con dati finanziari e di bilancio che parlano di risultati operativi e azionistici positivi negli ultimi esercizi: <strong>Commerzbank sta valutando di abbandonare la sua attuale sede,</strong> una torre distintiva della città di Francoforte che è l&#8217;edificio più alto di Germania. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Addio alla Commerzbank Tower</h2>



<p>La Commerzbank Tower, completata nel 1997, fu venduta nove anni fa all&#8217;asset manager Samsung Sra ma la seconda banca di Germania non ha mai abbandonato una sede che <strong>ha formalmente mantenuto in affitto fino al 2032.</strong> Corsi e ricorsi di una storia recente che ha portato Commerzbank nel mirino di Unicredit: la seconda banca italiana è vicina al 30% di Commerzbank e ha tesaurizzato una solida plusvalenza potenziale.</p>



<p>Alla vigilia dell&#8217;entrata di Unicredit con il primo acquisto del 4,5% delle quote di Commerz, il 12 settembre 2024, la rivale di Deutsche Bank valeva circa 12,68 euro ad azione alla Borsa di Francoforte. <strong>Ora sfiora i 32, un rialzo di oltre il 150% del titolo </strong>in poco più di un anno che ha valorizzato non solo la partecipazione di Piazza Gae Aulenti ma anche l&#8217;intera situazione patrimoniale di Commerzbank, che supera i 35 miliardi di euro di capitalizzazione. Inoltre, la banca ha registrato <strong>ricavi e profitti record nel primo semestre</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari operativi per Commerzbank e Unicredit</h2>



<p>Con 3,6 miliardi di euro di risultato operativo complessivo e ricavi in aumento del 13% a 9 miliardi di euro, <strong>il primo semestre di Commerzbank è andato a gonfie vele. </strong>Il nodo strategico sta tutto nella filosofia gestionale del gruppo guidato dalla Ceo <strong>Bettina Orlopp</strong>, messo nel mirino da una potenziale scalata straniera giunta ai limiti dell&#8217;offerta pubblica d&#8217;acquisto e che sicuramente ha ridimensionato lo standing di istituto indipendente di Commerzbank.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/5d3de63e-4520-45db-b656-2fd9ec8af343">Lo ha detto anche il Financial Times,</a> notando che &#8220;abbandonare la Commerzbank Tower, alta 259 metri e progettata dal famoso architetto britannico Sir Norman Foster e da tempo simbolo delle ambizioni della banca, segnerebbe un cambiamento radicale verso una<strong> cultura più modesta e pragmatica</strong>&#8220;. </p>



<p>Una Commerzbank nell&#8217;orbita di Unicredit si trova ad essere meno padrona del proprio destino. Il governo di Friedrich Merz fa muro contro il gruppo guidato da <a href="https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html">Andrea Orcel</a>, che potrebbe ora decidere in varie direzioni: <strong>cercare i colloqui per una fusione, mettere in campo la controllata tedesca HypoVereinsbank</strong> per un&#8217;ulteriore sinergia produttiva, valutare prima o poi in caso di muro eccessivo un <strong><em>exit</em> capace di cristallizzare la plusvalenza</strong> <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-08-25/unicredit-s-physical-stake-in-commerzbank-increases-to-26?embedded-checkout=true">di una partecipazione che supera i 10 miliardi di euro</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Destini incrociati tra Unicredit e Commerzbank</h2>



<p>Commerzbank può gestire questa fase solo con il dovuto pragmatismo, andando nella direzione dell&#8217;ottimizzazione dei risultati e facendo, per usare una metafora calcistica, parlare il campo. Se confermata, <strong>la scelta di cercare una nuova sede abbatterebbe molti costi</strong> e sarebbe una mossa che andrebbe nella direzione dell&#8217;ottimizzazione del previsto taglio di oltre un <a href="https://www.ft.com/content/c504a9b1-4dd2-43b8-8261-f46fdf37271d">sesto del personale in Germania</a> (3.300 persone) decretato da Orlopp, che intende implementarlo concentrando a Francoforte il ridimensionamento dell&#8217;organico.</p>



<p>Non si può non sottolineare l&#8217;<strong>incrocio di destini che la scelta di lasciare la Commerzbank Tower</strong> imporrebbe. Sia Unicredit che Commerzbank hanno a lungo vissuto il proprio sistema finanziario come i numeri due, rispettivamente, di Intesa Sanpaolo e Deutsche Bank. <strong>La scelta di quartieri generali iconici e riconoscibili come la Torre Unicredit</strong> a Milano e quella Commerzbank a Francoforte andava nella direzione di <strong>manifestare la volontà di contare</strong> e di rivendicare l&#8217;ambizione alla primazia nei rispettivi sistemi. Nel 2025, possiamo dire che per Unicredit questa ambizione c&#8217;è, ed è solida. Per Commerzbank, invece, è tutta da dimostrare.</p>



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		<title>JPMorgan, pronti 1.500 miliardi da investire nei settori strategici della sicurezza Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/jpmorgan-pronti-1-500-miliardi-da-investire-nei-settori-strategici-della-sicurezzausa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 05:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[JPMorgan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-1536x1093.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-600x427.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>JPMorgan come Cdp: lancia il fondo per investire nei settori strategici Usa nel quadro del piano-Dimon da 1.500 miliardi.</p>
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<p>JPMorgan come Cassa Depositi e Prestiti? Su un dossier, sì. Cosa ha in comune, da poco, la prima banca d&#8217;affari al mondo per capitalizzazione (<a href="https://companiesmarketcap.com/banks/largest-banks-by-market-cap/">vale oltre 800 miliardi di dollari</a>) con l&#8217;istituto a controllo pubblico italiano<a href="https://it.insideover.com/economia/cdp-e-iri-il-dualismo-tra-le-ricostruzioni-dellitalia.html"> con sede in Via Goito a Roma? </a>Un dato strategico: varando un fondo definito <strong>America First</strong> e orientato a investire negli Stati Uniti in settori critici per la <strong>sicurezza pubblica e la strategia nazionale</strong>, la banca di Manhattan ha avviato un ruolo di supplenza a una funzione di &#8220;cassaforte&#8221; delle partecipazioni e delle manovre di sostegno all&#8217;economia reale che nell&#8217;Europa occidentale è svolta dalle grandi istituzioni finanziarie a trazione pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;investimento stile-Cdp di JPMorgan</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/e6a6a44f-bd58-4eeb-bbd8-2255a8cdccbe">JPMorgan, nota il Ft,</a> &#8220;ha annunciato all&#8217;inizio di questo mese l&#8217;intenzione di&nbsp;<br><a href="https://www.ft.com/content/255681a2-51d1-4c0f-b23d-feb1d203d021">acquisire partecipazioni in aziende</a>&nbsp;per un valore complessivo fino a 10 miliardi di dollari per contribuire a finanziare la crescita in settori considerati critici per la sicurezza degli Stati Uniti&#8221;, avviando il progetto con una puntata di 75 milioni di dollari su Perpetua Resources, produttore di oro e antimonio che <strong>intende rafforzare l&#8217;estrazione nazionale di queste due risorse</strong>. </p>



<p>Una mossa che consolida un trend già strutturato negli Stati Uniti e che più volte ha visto lo stesso governo federale muoversi, ad esempio sul <strong>produttore di terre rare Mp Materials,</strong> con l&#8217;ingresso nel <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/softbank-oggi-liri-a-stelle-e-strisce-domani-il-patto-son-trump-per-rilanciare-intel.html">capitale sociale di <strong>Intel</strong></a> e con la programmata azione su <strong>Lithium Americas</strong>. Il presidente Usa Donald Trump e il segretario al Tesoro <strong>Scott Bessent</strong> hanno evocato più volte la possibilità di costituire un <strong>fondo sovrano statunitense</strong> per tesaurizzare e governare con obiettivi di mercato queste partecipazioni, secondo una logica che in Europa le banche pubbliche d&#8217;investimento conducono attivamente. </p>



<p>Cdp, ad esempio, custodisce le partecipazioni dello Stato in aziende come <strong>Eni, Snam, Terna, Italgas, Poste Italiane, Fincantieri, Autostrade per l&#8217;Italia, Tim, Trevi, Ansaldo Energia, OpenFiber, Nexi e WeBuild</strong>. Un ruolo analogo in Francia lo svolge Bpifrance. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Finanza privata e capitalismo nazionalista</h2>



<p>Washington ha la possibilità di <strong>mobilitare le enormi risorse della finanza privata</strong> plasmando il paradigma del &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html">capitalismo nazionalista</a></strong>&#8220;, presentando la sicurezza e la robustezza del sistema-Paese come un obiettivo di business e sviluppo. Per questo Trump intende favorire una rapida discesa dei tassi per incentivare il<a href="https://it.insideover.com/economia/il-braccio-di-ferro-tra-trump-e-la-fed-e-la-nuova-politica-economica-americana.html"> <strong>circolo del denaro</strong> nel sistema e affermare la <strong><em>fiscal dominance</em> sulla politica monetaria</strong></a>.</p>



<p>Il &#8220;fondo sovrano&#8221; negli Usa dovrà nascere come somma del coordinamento dello Stato e dei suoi apparati da un lato e i colossi dell&#8217;investimento dall&#8217;altro. Campioni come il <strong>fondo giapponese <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lasse-softbank-openai-e-sempre-piu-forte-chatgpt-vale-piu-di-300-miliardi-di-dollari.html">SoftBank</a> e il private equity Silver Lake</strong> hanno già aderito con entusiasmo al nuovo paradigma. E la sinergia crescente tra forze armate e <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-allesercito-servono-150-miliardi-la-grande-finanza-privata-li-raccoglie-in-cambio-di.html">private equity </a>per lo sviluppo infrastrutturale aggiunge ulteriori tasselli. </p>



<p>Chiaramente, il più importante di questo tasselli non può non essere la <strong>discesa in campo del più grande campione della finanza d&#8217;affari</strong> su scala globale. Il fondo da 10 miliardi per sviluppare campioni nazionali in settori strategici è una parte di un piano più ampio, annunciato dal Ceo di JPMorgan <strong><a href="https://www.wsj.com/opinion/investments-for-national-security-e954411c">Jamie Dimon nelle scorse settimane sul <em>Wall Street Journal</em>.</a></strong> Dimon, per molti il banchiere più potente di Wall Street, ha annunciato che JPMorgan punterà 1.500 miliardi di dollari sulla &#8220;resilienza&#8221; degli Usa nei prossimi dieci anni. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-491590" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/JAMIE-DIMON-CEO-JPMorgan-come-Cdp-lancia-il-fondo-per-investire-nei-settori-strategici-Usa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jamie Dimon</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano-Dimon da 1.500 miliardi di dollari</h2>



<p><a href="https://www.businessinsider.com/jamie-dimon-says-jpmorgan-will-invest-billions-in-four-industries-2025-10">Dimon ha annunciato</a> investimenti in difesa e aerospazio, dalle tecnologie di comando e controllo allo sviluppo dei missili ipersonici, nel cyber, nelle reti 6G, nel calcolo quantistico, ovviamente nell&#8217;IA e nelle sue applicazioni di frontiera, oltre a proporre, da un lato, la necessità di un maxi-piano di modernizzazione infrastrutturale per il settore energetico e a spingere, dall&#8217;altro, per tutte le aree d&#8217;investimento che possono abilitare una nuova primavera industriale americana. </p>



<p>Metalli critici, raffinazione, robotica, ma anche potenziamento della cantieristica navale e di settori come il farmaceutico sono indicati nel quadro del piano-Dimon. Del resto, avvertiva<a href="https://www.dirittoue.info/jpmorgan-ceo-jamie-dimon-our-greatest-risk-is-geopolitical-risk/"> Dimon a maggio, &#8220;<strong>il nostro rischio più importante è il rischio geopolitico&#8221;</strong></a>. Parlava per la sua banca, ma anche per gli Usa stessi. Il capitalismo nazionalista sfocia nell&#8217;<strong>anticipazione di un&#8217;economia di guerra finanziarizzata e orientata a una pianificazione strategica</strong> della rottura delle dipendenze e del disaccoppiamento da aree di mondo e fornitori rischiosi. Curiosa forma di capitalismo, quella che arriva a diventare <strong>economia di piano in partenariato pubblico-privato. Ma la logica della</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-economica-e-sicurezza-nazionale-che-cosa-insegna-il-caso-unicredit-bpm.html"><strong> sicurezza come presupposto della prosperità</strong> </a>è ormai strutturalmente dominante. E da essa non si tornerà indietro.</p>



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		<title>Trump contro gli accordi di Basilea III: la mossa che può costare miliardi alle banche europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-contro-gli-accordi-di-basilea-iii-la-mossa-che-puo-costare-miliardi-alle-banche-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="banche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo la minaccia, poi sventata, di dazi dal peso mastodontico, l’Europa potrebbe trovarsi a spegnere un’altra miccia accesa dagli Stati Uniti. L&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe coltivando l’idea di riscrivere profondamente alcune disposizioni degli accordi di Basilea III &#8211; l’insieme di regole internazionali disciplinanti i termini di vigilanza bancaria &#8211; al fine di non considerare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-contro-gli-accordi-di-basilea-iii-la-mossa-che-puo-costare-miliardi-alle-banche-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="banche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo la minaccia, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-bacio-della-pantofola-nel-golf-club-di-trump-von-der-leyen-firma-la-resa-della-ue.html">poi sventata</a>, di dazi dal peso mastodontico, l’Europa potrebbe trovarsi a spegnere un’altra miccia accesa dagli Stati Uniti. L&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe coltivando l’idea di riscrivere profondamente alcune disposizioni degli <strong><a href="https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/approfondimenti/basilea-3.htm">accordi di Basilea III</a></strong> &#8211; l’insieme di regole internazionali disciplinanti i termini di vigilanza bancaria &#8211; al fine di non considerare più le nazioni componenti l&#8217;Unione Europea come un unico mercato, ma 27 sistemi finanziari distinti. </p>



<p>Entrando più nel merito, da oltreoceano vorrebbero l’applicazione di <strong>requisiti patrimoniali</strong> &#8211; quote di capitale adeguate per fronteggiare le situazioni emergenziali &#8211; più stringenti per gli istituti di credito, che finora sono stati molto agevolati nell’accumulo degli oneri di capitale rispetto agli omologhi americani <strong>proprio perché operanti nel quadro comunitario.</strong> Se la Federal Reserve tornasse a valutare separatamente i singoli Paesi dell’UE a livello finanziario, gli enti del Vecchio Continente si troverebbero a dover accantonare miliardi in più e, di conseguenza, ridurre le operazioni creditizie.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia degli Usa</h2>



<p>La proposta americana, <a href="https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/us-banks-expect-victory-capital-requirements-trump-regulators-revamp-rules-2025-10-02/">secondo diverse agenzie di stampa</a>,  non sarebbe un’ipotesi remota, ma una richiesta formale già al vaglio del Comitato di Basilea. Alla Casa Bianca prende piede la<strong> convinzione che sia “irrazionale” trattare l’Eurozona e l’Ue come un unico Stato ai fini della vigilanza bancaria</strong>, sostenendo che l’economia di ogni Paese abbia connotati e profili di rischio diversi da quella di un altro. Un’impostazione di questo tipo impone che le attività di un istituto con filiali in più nazioni comunitarie siano considerate transfrontaliere (ad esempio, una banca francese che svolge operazioni di capitale riguardanti una sussidiaria spagnola).    </p>



<p>Gli accordi di Basilea III, partoriti nel 2010 dopo la crisi finanziaria del 2008, stabiliscono l’ammontare di capitale che le banche devono accumulare in rapporto alle <strong>attività ponderate per il rischio (RWA)</strong>, ovvero prestiti, obbligazionari, investimenti associati a diversi livelli di pericolosità (ad esempio, un prestito a un Governo nazionale avrà un fattore di rischio diverso rispetto a uno a favore di un’impresa privata in perdita). Maggiori sono i rischi, maggiore è il capitale richiesto. L’amministrazione Trump punta, da una parte, a scardinare il sistema europeo e, dall’altra, ad allentare i requisiti patrimoniali per le banche statunitensi: la vicepresidente per la supervisione della Fed, Michelle Bowman, ha proposto quest’estate di abbassare il rapporto minimo di capitale tra il 3,5% e il 4,5% rispetto all’attuale 5%, in modo che gli <strong>enti creditizi possano vantare più liquidità da destinare ai mercati finanziari</strong>, e dunque a famiglie e imprese, stimolando così il consumo di beni di servizi. Secondo stime dell’Economic Policy Innovation Center, tale approccio consentirebbe un balzo dell’1,8% al Pil Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le insidie per le banche europee</h2>



<p>Se l’iniziativa degli Stati Uniti dovesse andare in porto, per le <a href="https://it.insideover.com/economia/da-bnp-paribas-a-deutsche-bank-le-banche-europee-si-preparano-allera-del-riarmo.html">banche europee </a>sarebbe un grattacapo non di poco conto. BNP Paribas potrebbe essere una delle più esposte: sulla base di analisi preliminari, in caso di requisiti più severi, l&#8217;istituto dovrebbe destinare a riserva di capitale circa 3 miliardi di euro in più. Un’altra banca che rischia un aggravio molto simile è la spagnola Santander, mentre altri istituti come Deutsche Bank, ING e Intesa Sanpaolo potrebbero andare incontro a un incremento di 1 miliardo circa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A essere chiamata in causa, inevitabilmente, è la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lagarde-aspetta-trump-la-bce-congela-i-tassi-in-un-clima-di-incertezza.html">Bce</a></strong>. Francoforte si trova di fronte a un bivio e le strade da imboccare sono le seguenti: <strong>alleviare i requisiti patrimoniali, oppure mantenere una linea più prudenziale e accettare la concorrenza da oltreoceano</strong>. Il fatto, però, è che una deregolamentazione del settore bancario potrebbe intaccare la stabilità finanziaria dell’Eurozona e privare gli enti creditizi dei presidi necessari in caso di crisi pari a quella del 2008,<a href="https://www.eleconomista.es/banca-finanzas/noticias/13574809/10/25/trump-prepara-un-nuevo-golpe-contra-la-banca-europea-quiere-usar-basilea-iii-para-abrir-un-abismo-de-capital-con-las-entidades-de-eeuu.html"> come già avvertono alcuni economisti</a>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La partita dunque non si gioca per definire le regole che scandiscono la vita della finanza internazionale, ma per mettere a segno una strategia di politica economica che permetta di prevalere sui mercati globali. L’America vuole essere protagonista, spetta all’Europa capire a quali condizioni scendere in campo.&nbsp;</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-contro-gli-accordi-di-basilea-iii-la-mossa-che-puo-costare-miliardi-alle-banche-europee.html">Trump contro gli accordi di Basilea III: la mossa che può costare miliardi alle banche europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>7 ottobre 2023: dopo due anni in Israele c&#8217;è un solo grande vincitore: la Borsa di Tel Aviv</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/7-ottobre-2023-dopo-due-anni-in-israele-ce-un-solo-grande-vincitore-la-borsa-di-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 21:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni dopo il 7 ottobre, in Israele c'è un grande vincitore: la Borsa di Tel Aviv ai massimi storici anche di recente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/7-ottobre-2023-dopo-due-anni-in-israele-ce-un-solo-grande-vincitore-la-borsa-di-tel-aviv.html">7 ottobre 2023: dopo due anni in Israele c&#8217;è un solo grande vincitore: la Borsa di Tel Aviv</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Israele-la-borsa-di-Tel-Aviv-ai-massimi-storici-nonostante-la-guerra-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia del secondo anniversario del <strong>7 ottobre 2023 e degli attacchi di Hamas in Israele,</strong> la <strong>Borsa di Tel Aviv</strong>, il principale mercato finanziario dello Stato Ebraico, sta battendo in continuazione i record storici di capitalizzazione e valore di mercato. </p>



<p>L&#8217;ultima volta ieri, sulla scorta dei venti di pace che soffiavano <a href="https://it.insideover.com/guerra/giornata-intensa-di-colloqui-in-egitto-hamas-aperta-a-concludere-la-guerra-netanyahu-ostaggi-liberi-per-via-al-piano.html">dall&#8217;Egitto riguardo la possibile fine del conflitto a Gaza</a>. Ma non va sottovalutato il fatto che per due anni, nonostante il conflitto in Medio Oriente presto estesosi oltre Gaza, il TA-125, il <strong>maggiore indice della borsa della capitale israeliana,</strong> ha più volte superato sé stesso. &#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno il TA-90 e il TA-125 hanno superato gli indici globali, tra cui Dow Jones, S&amp;P 500, Nikkei, Nasdaq 100, DAX e MSCI Emerging Markets&#8221;, <a href="https://www.jns.org/tel-aviv-stocks-soar-to-new-highs-on-optimism-over-gaza-plan/">nota Jns.</a> I grafici sull&#8217;andamento decennale dell&#8217;indice lo mostrano visivamente:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="897" height="525" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/BORSA-DI-TEL-AVIV-SERIE-STORICA-1.jpg" alt="" class="wp-image-488649" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/BORSA-DI-TEL-AVIV-SERIE-STORICA-1.jpg 897w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/BORSA-DI-TEL-AVIV-SERIE-STORICA-1-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/BORSA-DI-TEL-AVIV-SERIE-STORICA-1-768x449.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/BORSA-DI-TEL-AVIV-SERIE-STORICA-1-600x351.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 897px) 100vw, 897px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il TA-125 nella giornata del 6 ottobre (Trading Economics)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La Borsa di Tel Aviv in volo</h2>



<p>Alla vigilia del 7 ottobre l&#8217;indice viaggiava su 1732 punti, ieri ha superato il massimo storico di 3270 punti (+89%). La quota di <strong>azioni complessive valeva meno di 225 miliardi di dollari</strong> dopo gli attacchi di Hamas, di fronte <strong><a href="https://www.google.com/search?q=Israel+Market+Capitalization+october+2025&amp;rlz=1C1GCEA_enIT1073IT1073&amp;oq=Israel+Market+Capitalization+october+2025&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCDI1OTFqMGo0qAIAsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">a una stima di Staitsta di 350 miliardi </a></strong>(+55,6%) per la fine dell&#8217;anno in corso. </p>



<p>La Borsa di Israele è relativamente piccola e basterebbero le <a href="https://companiesmarketcap.com/italy/largest-companies-in-italy-by-market-cap/">prime quattro aziende di Piazza Affari </a>per superarne il valore, ma l&#8217;incremento non è da sottovalutare anche considerata la natura molto settoriale delle principali aziende dello Stato Ebraico, tra cui <strong>abbondano i campioni nazionali legati alle nuove tecnologie, spesso a uso duale, e alla Difesa.</strong></p>



<p>Sicuramente pesa sul contesto della Borsa l&#8217;indubbio incremento della <strong>spesa pubblica israeliana</strong> dopo l&#8217;attacco di Hamas, che ha anche difeso la crescita economica: &#8220;Il PIL del Paese nell’ultimo trimestre del 2023  <a href="https://www.cnbc.com/2024/02/20/israels-gdp-contracts-nearly-20percent-in-fourth-quarter-amid-gaza-war.html">si è contratto di quasi il 20%</a> , a seguito di una profonda contrazione dei consumi privati ​​e degli investimenti innescata dalla guerra&#8221;, <a href="https://www.cnbc.com/2025/07/18/israels-stock-market-outperforms-middle-east-despite-multi-front-wars.html">nota la Cnbc, aggiungendo</a> che &#8220;l’intero anno si è comunque concluso con una modesta crescita del 2% e un ulteriore aumento del PIL dell′1% nel 2024, trainato principalmente dalla spesa pubblica&#8221;, mentre nel 2025-2026 <a href="https://www.oecd.org/en/publications/oecd-economic-outlook-volume-2025-issue-1_83363382-en/full-report/israel_436c1fab.html">è prevista una <strong>robusta crescita (+3,3% del Pil nel 2025, +4,9% nel 2026)</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israeliani e stranieri puntano sulla Borsa di Tel Aviv</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, <strong>Israele vuole fare della capacità di costruire un apparato securitario</strong> sempre più attivo e resiliente, negli anni a venire, un fattore di sviluppo della sua economia e della sua posizione geopolitica. Non c&#8217;è dubbio che i cittadini dello <strong>Stato Ebraico</strong> abbiano dimostrato indubbia fiducia nella tenuta economica del Paese mentre il <strong>governo di Benjamin Netanyahu </strong>apriva fronti di guerra in tutta la regione. </p>



<p>&#8220;Nei primi sei mesi del 2025, <strong>gli investitori al dettaglio israeliani hanno incanalato circa 8,2 miliardi di shekel (2,45 miliardi di dollari)</strong> nel mercato azionario, <strong>più del doppio dell&#8217;afflusso di 3,5 miliardi di shekel (1,04 miliardi di dollari)</strong> nella seconda metà del 2024&#8243;, <a href="https://www.timesofisrael.com/investors-bet-on-israeli-resilience-wartime-stock-market-is-worlds-fastest-growing/">sottolinea il <em>Times of Israel,</em> aggiungendo</a> che su Tel Aviv hanno scommesso anche molti stranieri: &#8220;Nella prima metà del 2025, gli stranieri hanno investito circa 9,6 miliardi di shekel (2,86 miliardi di dollari) nel mercato israeliano, in aumento rispetto ai 3,9 miliardi di shekel (1,16 miliardi di dollari) registrati nella seconda metà del 2024&#8221;.</p>



<p>Come visto, oltre la metà dei fondi per la crescita della Borsa dello Stato Ebraico viene dall&#8217;esterno. Un dato che non sembra sposarsi alla perfezione con il progetto di fare di Israele una &#8220;Super Sparta&#8221; armata fino ai denti e intangibile da ciò che avviene fuori dai suoi confini che Netanyahu ha annunciato nelle scorse settimane. <strong>Il traino dello sviluppo di Tel Aviv</strong> resta la sua capacità di inserirsi in un&#8217;economia di mercato aperta e ramificata contando sul peso di un grande potenziale tecnologico e innovativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rally della Borsa e la Super Sparta di Netanyahu</h2>



<p>Non a caso, il discorso<a href="https://www.jpost.com/business-and-innovation/article-867703"> dello scorso 15 settembre è coinciso con l&#8217;ultima grande scivolata dei listini</a>. E anche l&#8217;euforia finanziaria e la crescita economica devono far fronte a molti limiti e vincoli. <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-867674">In primo luogo, <strong>nota il Jerusalem Post</strong></a><strong>,</strong> con i costi del conflitto e il deficit pubblico. </p>



<p>Di recente, scrive la testata di Gerusalemme, &#8220;per settimane, i funzionari della Difesa e delle Finanze hanno discusso su miliardi di spese belliche: quanto rifornire i missili, se far passare un piano multimiliardario per spostare basi e depositi sottoterra e come farlo senza superare i limiti del deficit, già ai massimi da decenni&#8221; negli ultimi anni. Dopo un disavanzo del 6,9% del Pil nel 2024 Israele ne prevedeva uno del 5,2% per l&#8217;anno in corso, correggibile<a href="https://www.jpost.com/business-and-innovation/article-866823"> probabilmente a un pur considerevole -4,8%.</a> </p>



<p><strong>La Borsa corre ma i fondamentali economici di Israele</strong> restano fragili e l&#8217;economia di guerra gonfia crescita e listini. Il listino di Tel Aviv brinda all&#8217;avvicinamento alla pace dopo aver pasteggiato nel periodo bellico, ma due anni dopo le stragi di Hamas il Paese deve ancora capire come far convivere questa euforia con il clima che una fine delle ostilità creerebbe e soprattutto con i propositi isolazionisti del governo. Vera Spada di Damocle che pende su Israele.</p>



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