Elon Musk potrà ricevere 1.000 miliardi di dollari di compenso da Tesla? L’assemblea dei soci del colosso automobilistico di Austin dovrà votare giovedì in un vero e proprio referendum sul futuro del gruppo leader nei veicoli elettrici negli Usa, e la prospettiva che si apre è quella di una prova di forza destinata a pesare sia sul suo futuro che su quello personale di Musk.
I norvegesi contro Musk
Ieri per Musk è arrivata in tal senso la doccia fredda dell’annuncio del voto contrario del Fondo sovrano norvegese, che maneggia asset per 2.100 miliardi di dollari e detiene circa l’1% di Tesla, quota che lo posiziona tra i primi dieci azionisti del gruppo (si stima sia il settimo) di cui il magnate di origine sudafricana controlla il 12,9% delle quote.
Musk, Ceo e co-fondatore di Tesla nel cui consiglio d’amministrazione siede dal 2004 anche il fratello Kimbal, dovrà conquistare il favore di molti investitori per ottenere il via libera a un pacchetto che chiede di avere in gestione per poter implementare ulteriormente i suoi investimenti.
Musk vale 1.000 miliardi di dollari?
Tra i maggiori investitori di Tesla, dopo Musk, si posizionano Vanguard (7%), BlackRock (4,5%) e State Street (3,4%), i tre colossi dell’asset management statunitensi, e nel gotha di una compagnia che per circa due terzi ha capitale flottante sul mercato si posizionano anche grandi nomi come Geode Capital Management, Fidelty Investments e Eaton Vance. Per Musk, ottenere più quote servirebbe a identificare ancora di più Tesla con la sua figura e ad aprire la strada a una maggiore attrattività di investimenti.
Per il Los Angeles Times la domanda è chiara: Musk vale 1 trilione di dollari? I proponenti del progetto, a partire dal presidente Roy Denholm, sostengono di sì e ritengono sia fondamentale associare ulteriormente i nomi di Tesla e Musk. Nota il Los Angeles Times che “se approvato, il nuovo piano retributivo darebbe a Musk una quota superiore al 25% dell’azienda al raggiungimento di specifici traguardi, il primo dei quali sarebbe il raggiungimento di una valutazione di 2.000 miliardi di dollari per Tesla, che attualmente è valutata circa 1.500 miliardi di dollari”.
Un piano a marce forzate
Inoltre, “le tappe fondamentali aumentano gradualmente fino a raggiungere una valutazione aziendale di 8,5 trilioni di dollari (quasi il doppio di Nvidia, nda) e includono anche obiettivi di prodotto, come la consegna di 20 milioni di veicoli, l’implementazione di 1 milione di robotaxi per operazioni commerciali e l’acquisizione di 10 milioni di abbonamenti completi per la guida autonoma”.
In sostanza, con un incentivo economico quantomeno generoso si intende ancorare i destini personali di Tesla a quelli del suo fondatore e, soprattutto, dare un valore al tempo speso da Musk occupandosi della prima delle sue creature e alla più preziosa gemma del suo tesoro assieme a SpaceX.
Le prospettive del titolo Tesla
A un anno dal voto presidenziale del 2024, in cui Musk è stato co-protagonsita con Donald Trump a favore del Partito Repubblicano, le azioni Tesla hanno aumentato il loro valore del 75% complessivo, recuperando buona parte dei guadagni accumulati dopo le elezioni e rimbalzando dalla primavera in avanti, quando Musk ha ridotto il suo tempo dedicato alla politica.

Il piano si preannuncia come prospettiva esistenziale sul futuro di Tesla. Cosa farà l’azionariato del gruppo? Punterà tutto sul “capitano coraggioso” che, nel bene e nel male, ha creato l’ondata di entusiasmo e di capitali che hanno portato il gruppo a valere oltre 200 volte il suo utile (7 miliardi di dollari nel 2024) e a superare per valore borsistico ogni altro gruppo automobilistico? Scommetterà sul fatto che l’azione Tesla è destinata a un nuovo boost dagli annunci di Musk e sulla prospettiva di veder ampliata la propria valutazione nella partecipazione? Oppure punterà sulla sfiducia al progetto, chiedendo normalità? La sortita dei norvegesi è un campanello d’allarme importante per Musk. La cui eventuale sconfitta potrebbe, paradossalmente, mettere a rischio il suo ruolo stesso nella sua creature. Forza e crudeltà del capitalismo americano e delle public company, dove l’azionista e re. Giovedì capiremo che prospettive si apriranno per Tesla e l’uomo più ricco del mondo.
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