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Difesa

Usa: all’esercito servono 150 miliardi, la grande finanza privata li raccoglie. In cambio di…

L'esercito Usa si affida ai private equity per il maxi-piano sulle infrastrutture da 150 miliardi di dollari.

Si rafforza l’ibridazione tra settore pubblico e privato negli Stati Uniti con l’emersione dei progetti dell’United States Army per operare in sinergia con i fondi di private equity al fine di innalzare la dotazione di capitale per finanziare un programma di ammodernamento infrastrutturale che il Pentagono spera poter valere fino a 150 miliardi di dollari. L’idea, secondo il Financial Times, sarebbe venuta da Steve Feinberg, vice del segretario alla Difesa Pete Hegseth al Pentagono.

Non a caso, la proposta è stata elaborata da un veterano del settore del private equity. 65 anni, Feinberg ha fondato nel 1992 Cerberus Capital Management, uno dei maggiori fondi di private equity.

Feinberg, dal private equity al Pentagono

Già presidente del Comitato di Sorveglianza dell’Intelligence e dell’Intelligence Advisory Board della Casa Bianca dal 2018 al 2021, durante il primo mandato di Trump, Feinberg (all’onore delle cronache in Italia nel 2022 per un tentativo non andato a buon fine da parte di Cerberus di acquistare la Sampdoria) è stato dal 2010 al 2020 anche titolare di DynCorp, un’azienda operante nel settore della sicurezza privata e della raccolta dati a fini d’intelligence, a testimonianza di un’attenzione profonda per il ramo della difesa.

A marzo ha lasciato ogni carica in Cerberus ma ora il settore del private equity potrebbe rientrare in forze nel suo raggio d’azione: come ha spiegato al Ft, l’ex finanziere e politico, esponente di una famiglia ebrea originaria del Bronx e divenuto imprenditore di successo, si trova a dover superare un vincolo di bilancio avendo solo 15 miliardi di dollari a disposizione per il programma di ampliamento infrastrutturale.

Ora Cerberus è stata chiamata in causa assieme ad altri colossi del private equity, tra cui Apollo, Carlyle e la ben nota Kkr, tra i cui partner figura l’ex direttore della Cia David Petraeus, per discutere, nella giornata del 13 ottobre, con il segretario dell’esercito statunitense Daniel Driscoll e il segretario del Tesoro Scott Bessent del progetto ideato da Feinberg.

In sostanza, gli Usa chiedono ai fondi di sviluppare forme di co-finanziamento e co-progettazione delle infrastrutture di supporto alla logistica delle forze armate americane per accelerarne lo sviluppo e abilitare un rafforzamento degli investimenti per aumentare la prontezza operativa e le capacità gestionali dell’esercito a stelle e strisce.

Sicurezza nazionale e finanza, il nuovo connubio

Come ha scritto il Financial Times, il cambio di paradigma è notevole. Si tratta, infatti, di far sedere gomito a gomito i decisori politici e quelli finanziari per una vera e propria co-progettazione operativa. I portatori di capitale entrano nella stanza dei bottoni dalla porta principale:

Le proposte rappresentano l’ultimo esempio degli sforzi dell’amministrazione Trump per collaborare con l’industria del capitale privato da 13.000 miliardi di dollari, nonché uno sforzo senza precedenti per coinvolgere direttamente alcuni dei maggiori investitori di Wall Street nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Driscoll ha aggiunto che i progetti potrebbero includere centri dati e impianti di lavorazione delle terre rare e potrebbero comportare lo scambio di terreni da parte del governo federale in cambio di potenza di elaborazione dei computer o di output derivanti dalla lavorazione delle terre rare.

Gli assi dominanti dello Stato americano si riorientano e con essi aumenta la commistione tra interessi pubblici e interessi privati. Va sottolineato che la somma del valore delle manovre compiute per rendere il governo Usa più presente nei settori strategici (acquisto di quote del produttore di terre rare MP Materials da parte del Pentagono e ingresso dello Stato nel costruttore di chip Intel e in Lithium Americas) impallidisce di fronte alle prospettive di business offerte dagli investimenti previsti con la sponda privata per decuplicare il budget infrastrutturale del Pentagono.

Investimenti a cui dovranno seguire, chiaramente, ritorni per i portatori di capitale che saranno sotto forma di fondi pubblici o di diritti d’utilizzo a fini di servizio delle infrastrutture che saranno costruite. Il tutto sotto il perimetro della sicurezza nazionale. Un cambio di paradigma potenzialmente senza precedenti.

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