C’è del torbido nella finanza svizzera, e questa volta non si parla di temi sulle regole del sistema elvetico, ma di una vera e propria storia di spionaggio che riguarda due colossi bancari e dell’intermediazione del Paese, Ubs e Credit Suisse.

Al centro dell’intrigo Iqbal Khan, ex numero uno della gestione patrimoniale di Credit Suisse di recente passato all’importante rivale connazionale. Il manager svizzero di origine pakistana ha annunciato il suo futuro sbarco in Ubs in estate ed ha in seguito denunciato a più riprese alla polizia di Zurigo di sentirsi seguito e pedinato in continuazione dopo aver preso la decisione.

Nel mirino è finito il Chief operating officer di Credit Suisse, Pierre Olivier Bouee, il quale si è dimesso dopo aver ammesso di aver agito spontaneamente ordinando di pedinare e spiare l’ex top manager. Dimissioni immediate anche per il responsabile della sicurezza Remo Boccali. Un’indagine commissionata da Credit Suisse allo studio legale Homburger data al 29 agosto l’inizio dell’operazione. Dagli Stati Uniti è già dato in arrivo in Svizzera James Walker, ex direttore della filiale a stelle e strisce, per sostituire Bouee come Coo e nel Cda di Credit Suisse.

La notizia mette allo scoperto il nervo dei rapporti tesi tra Khan e il suo ex dirigente principale, l’amministratore delegato di Credit Suisse Tidjane ThiamIl Sole 24 Ore ha ricostruito le dinamiche dello scontro personale e professionale tra Khan e il franco-ivoriano Thiam, che non è stato sfiorato dalle indagini della polizia di Zurigo ma nelle scorse settimane ha raccomandato azioni incisive volte a proteggere il portafoglio clienti e le azioni di Credit Suisse da una possibile offensiva di Ubs dopo l’arruolamento di Khan.

Secondo voci raccolte dai media elvetici e riportate dal Sole, all’origine dei dissapori tra i due supermanager “ci sarebbe anche un elemento femminile. La tensione accumulata avrebbe portato a uno scontro verbale durante una cena nel gennaio scorso, quando Khan avrebbe affrontato duramente la fidanzata di Thiam, rea a quanto pare di aver piantato alberi che toglievano la vista del lago di Zurigo. I due top manager, sempre secondo le voci, sarebbero quasi venuti alle mani”.

La vicenda Credit Suisse-Ubs rivela l’importanza della raccolta informativa nel moderno processo finanziario. Va di moda la narrazione dell’automatizzazione sfrenata dei processi, della finanza digitalizzata, dell’intelligenza artificiale ma anche ai livelli più alti lo scambio nel settore è un processo umano in cui centrali sono le relazioni e l’affidabilità. Elevata, per Khan, al punto tale da portare Credit Suisse a considerare il suo addio una vera e propria minaccia all’attività operativa. A cui nel top management due figure hanno pensato di agire autonomamente oltre i confini del lecito.

La vicenda ha avuto, secondo fonti non confermate, una coda noir. Il Wall Street Journal, citando come fonte un avvocato di Zurigo, ha parlato del suicidio di un consulente ingaggiato da Credit Suisse per organizzare il pedinamento di Khan. Anche Bloomberg ha riportato una voce che appare più di un’indiscrezione e che, se ricevesse un avallo pubblico che per ora è completamente assente, aprirebbe a nuovi scenari e a nuovi dubbi sui reali moventi del pedinamento di Khan.