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	<title>Elezioni in Francia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 11 Jul 2024 12:00:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elezioni in Francia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Corbyn, Mélenchon e non solo: l&#8217;effetto-Gaza sui voti in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/corbyn-melenchon-e-non-solo-leffetto-gaza-sui-voti-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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		<category><![CDATA[Partito Laburista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-768x601.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-1536x1202.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Schierarsi apertamente con Gaza e contro l&#8217;escalation militare israeliana in Palestina ha favorito elettoralmente diverse formazioni politiche di orientamento progressista nel Vecchio Continente nei più recenti voti europei. Il trend appare consolidato e molti indizi fanno una prova: esiste un elettorato facente riferimento a una galassia composita, che va dalla sinistra tradizionale alle minoranze di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/corbyn-melenchon-e-non-solo-leffetto-gaza-sui-voti-in-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/corbyn-melenchon-e-non-solo-leffetto-gaza-sui-voti-in-europa.html">Corbyn, Mélenchon e non solo: l&#8217;effetto-Gaza sui voti in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-600x470.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-1024x802.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-768x601.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711085037263_04900745da1581de01ee54bf1dee24e1-1536x1202.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Schierarsi apertamente con <strong>Gaza e contro l&#8217;escalation militare israeliana in Palestina</strong> ha favorito elettoralmente diverse formazioni politiche di orientamento progressista nel Vecchio Continente nei più recenti voti europei. Il <strong>trend appare consolidato</strong> e molti indizi fanno una prova: esiste un elettorato facente riferimento a una galassia composita, che va dalla sinistra tradizionale alle minoranze di religione musulmana passando per fette di voto giovanile e studentesco, che in Europa vede l&#8217;opposizione all&#8217;azione di Tel Aviv in Terrasanta come una priorità politica. E agisce di conseguenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il duo Corbyn-Mélenchon sugli scudi grazie a Gaza</h2>



<p>Come non citare, innanzitutto,<a href="https://it.insideover.com/politica/francia-al-voto-jean-luc-melenchon-lultimo-rivoluzionario-di-macronia.html"> <strong>Jean-Luc Mélenchon, </strong></a><strong>volto dell&#8217;ala più a sinistra del Nuovo Fronte Popolare</strong> francese vincitore a sorpresa delle elezioni legislative? Mélenchon è con La France Insoumise da tempo uno dei più duri <strong>critici di Benjamin Netanyahu</strong> e di Israele, ha chiesto il riconoscimento della Palestina e ha definito<a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-i-morti-a-gaza-possono-essere-cinque-volte-piu-di-quelli-dichiarati-dai-palestiniesi.html"> &#8220;<strong>genocidio</strong>&#8221; il massacro in atto in Terrasanta.</a> Uscite che sono costate a Mélenchon le prevedibili <strong>accuse di antisemitismo,</strong> anche se negli archivi non si trova una sola dichiarazione del leader degli Insoumises che possa mettere alla berlina la tradizione o la religione ebraica.</p>



<p>Chi è stato tacciato di antisemitismo, in passato, è stato anche <strong>Jeremy Corbyn</strong>, dal 2015 fino al 2020 segretario del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-laburista-britannico.html">Partito Laburista </a>britannico</strong>, da cui è stato sospeso e espulso per la sua volontà di candidarsi al seggio di <strong>Islington North che detiene dal 1983</strong> contro la volontà del suo stesso ex partito. Corbyn ha sfidato la formazione vincitrice delle elezioni e guidata da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/keir-starmer-nuovo-tony-blair-speriamo-di-no-il-disastro-del-premier-invasore-delliraq.html">Keir Starmer</a></strong> su una piattaforma politica centrata principalmente sulla <strong>difesa della pace e l&#8217;appello a cessare la violenza in Palestina</strong> e ha stravinto, conquistando da indipendente il collegio col 49% dei voti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La carica degli indipendenti pro-Gaza</h2>



<p>E non finisce qui. Corbyn è il vincitore più noto tra gli indipendenti di sinistra che hanno corso contro i laburisti in vari collegi polemizzando per le posizioni pro-Israele di Starmer. Ma altri <strong>quattro deputati hanno promosso analoghe piattaforme pacifiste</strong> e hanno vinto nei loro collegi superando sia il Labour che il Partito Conservatore.</p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/politics/article/2024/jul/07/who-are-the-pro-gaza-independents-who-unseated-labour-mps">Il <em>Guardian</em></a> ha ricordato i profili di questi politici entrati a Westminster col voto del 4 luglio. Adam Hussain, avvocato 34enne, ha vinto il seggio di Blackburn rivendicando di averlo conquistato &#8220;come risultato di un voto di protesta sulla scia di un genocidio&#8221;. </p>



<p>A Leicester, nel collegio della parte meridionale della città, l&#8217;ottico <strong>Adam Shockat,</strong> 51 anni, ha sconfitto per mille voti Jonathan Ashworth, fedelissimo di Starmer. Shockat viene dalla sinistra radicale e ha spinto sulla causa palestinese in un seggio ad alta intensità di elettorato di origini straniere. <strong>Iqbal Mohamed</strong> ha stravinto a Dewsbury, dicendosi &#8220;a favore di un cessate il fuoco&#8221;. L&#8217;ingegnere e tecnico informatico Mohamed è entrato sostenuto da gruppi locali a Westminster, mentre proveniente dal mondo del Partito Liberaldemocratico è Ayoub Khan, anche lui avvocato, che ha vinto il seggio di Perry Barr nella città di Birmingham rompendo col suo partito che gli avrebbe offerto una candidatura solo in cambio di una posizione più moderata su Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Volano le sinistre pro-Gaza</h2>



<p>Nel Regno Unito, poi, è da sottolineare la <strong>scalata del Sinn Fein</strong> a primo partito per seggi nell&#8217;Irlanda del Nord. La formazione nazionalista, cattolica e di sinistra, favorevole all&#8217;unione dell&#8217;Irlanda in un unico Paese, è attivamente critica di Israele. <strong>E lo è anche nella <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html">sua componente nella Repubblica d&#8217;Irlanda</a></strong>, tanto attiva da <strong>aver spinto il governo di Dublino al riconoscimento della Palestina</strong>.</p>



<p>E come non citare il fatto che in <strong>Finlandia e Danimarca</strong> si sia assistito al boom delle coalizioni progressiste tra <strong>ecologisti e sinistra radicale</strong> anche sulla scia di una netta piattaforma di politica estera aperta alla pace e al rifiuto dell&#8217;atteggiamento morbido dell&#8217;Occidente con Netanyahu? <strong>A Helsinki ha fatto rumore</strong> il boom politico dell&#8217;Alleanza di Sinistra guidata dalla combattiva Li Andersson, che ha messo l&#8217;appoggio alla Palestina ai primi punti di un&#8217;agenda in larga parte progressista, guadagnando<a href="https://yle.fi/a/74-20057643"> 10 punti percentuali, superando alle Europee il 17% e scavalcando come secondo partito i Socialdemocratici.</a> </p>



<p>Al Parlamento Europeo, gli esponenti della formazione<a href="https://www.helsinkitimes.fi/finland/finland-news/domestic/25203-finnish-green-meps-call-for-sanctions-against-israel-to-prevent-genocide-in-gaza.html"> finnica hanno chiesto sanzioni per Israele</a>. Così come le ha spesso chieste <strong><a href="https://www.helsinkitimes.fi/finland/finland-news/domestic/25203-finnish-green-meps-call-for-sanctions-against-israel-to-prevent-genocide-in-gaza.html">Kira Marie Peter-Hansen, 26 anni</a>, eurodeputata danese</strong>, vicepresidente del gruppo dei Verdi a Strasburgo, volto della campagna che col 17% ha portato Sinistra Verde a diventare la prima formazione a Copenaghen alle Europee. Il partito ha sostenuto in<a href="https://www.irishtimes.com/world/europe/2024/05/28/danish-parliament-rejects-proposal-to-recognise-palestinian-state/"> Parlamento una mozione, respinta, per il riconoscimento della Palestina.</a> </p>



<p>E, infine, compatto a favore di Gaza e del cessate il fuoco è stato anche il posizionamento di <a href="https://www.true-news.it/politics/europee-2024/avs-sorpresa-delle-europee-bonelli-premiata-la-nostra-coerenza"><strong>Alleanza Verdi Sinistra, col 6,8% sorpresa delle Europee italiane</strong>,</a> decisivo per <strong>conquistare il supporto</strong> dell&#8217;elettorato giovanile e universitario tra cui Avs ha fatto il boom. La causa palestinese, insomma, alle urne contribuisce, come fattore di punta, a aiutare i suoi propugnatori. Mostrando quanto le classi dirigenti europee difficilmente possano ignorare l&#8217;acceso dibattito in corso e la <strong>spinta al cessate il fuoco che permea un&#8217;ampia parte dell&#8217;opinione pubblica</strong>. In cui la solidarietà a Gaza contribuisce a consolidare la fiducia nell&#8217;elettorato di riferimento come causa-bandiera del movimento progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/corbyn-melenchon-e-non-solo-leffetto-gaza-sui-voti-in-europa.html">Corbyn, Mélenchon e non solo: l&#8217;effetto-Gaza sui voti in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Macron la butta sul caos per evitare lo schianto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-la-butta-sul-caos-per-evitare-lo-schianto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 05:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240523162932564_bd634e426e58841fd316560beba1e068-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Emmanuel Macron sognava di essere Napoleone Bonaparte e potrebbe finire per essere un'anatra zoppa all'Eliseo dopo il prossimo voto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-la-butta-sul-caos-per-evitare-lo-schianto.html">Macron la butta sul caos per evitare lo schianto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Emmanuel Macron </strong>sognava di essere <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/ei-fu-come-napoleone-parla-alleuropa-di-oggi.html">Napoleone Bonaparte</a></strong> e potrebbe finire per essere un&#8217;anatra zoppa. Il leader che solo poche settimane fa si ergeva a <strong>novello stratega</strong> militare e geopolitico lanciando, dall&#8217;Eliseo, l&#8217;idea di alzare l&#8217;asticella del contenimento della Russia e non escludendo il potenziamento della deterrenza nucleare e dell&#8217;invio di truppe in Ucraina ora è un presidente battuto alle urne che <strong>scende in campo contro un presunto doppio populismo</strong> che minaccerebbe il suo Paese.</p>



<p>Il gruppo politico di Macron, <strong>Ensemble, la coalizione fondata attorno al partito liberale e centrista Renaissance di cui fa parte il presidente,</strong> rischia infatti la <a href="https://it.insideover.com/politica/fronte-popolare-contro-unione-delle-destre-la-tenaglia-che-schiaccia-macron-in-francia.html"><strong>doppia tenaglia</strong> </a>alle elezioni legislative convocate dall&#8217;Eliseo per il 30 giugno dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html">l&#8217;avanzata-choc del Rassemblement National alle Europee.</a> Da un lato, il partito di Marine Le Pen sta fagocitando frammenti della destra post-gollista e conservatrice. Dall&#8217;altro c&#8217;è il <strong>Fronte Popolare che va dagli anticapitalisti ai liberal-socialisti</strong> passando per il Partito Socialista, La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon e il Partito Comunista. I sondaggi danno la destra al 32-33% e la sinistra al 28-28,5%, con i macroniani chiamati a lottare per superare il 20%.</p>



<p>Il rischio, per Ensemble, è di subire una dura scoppola <strong>lasciando a combattersi la maggioranza i due campi polarizzati</strong>. A cui Macron sta rispondendo col &#8220;piano caos&#8221;: <strong>instillare, personalmente o tramite i suoi ministri,</strong> l&#8217;idea che una caduta della Francia in mano alla destra o alla sinistra significherebbe il disastro.</p>



<p>Parlando al podcast &#8220;Generation Do It Yourself&#8221; lunedì Macron ha addirittura avvertito che una vittoria di Le Pen o del campo con Mélenchon tra gli uomini simbolo provocherebbe lo spettro di una <strong><a href="https://www.politico.eu/article/emmanuel-macron-civil-war-far-right-national-rally-far-left-france-unbowed-france-elections/">&#8220;guerra civile&#8221;</a></strong>. Uscite che seguono di poco <strong><a href="https://www.politico.eu/article/france-president-emmanuel-macron-finance-minister-bruno-le-maire-elysee-french-election/">le dichiarazioni di Bruno Le Maire,</a> ministro dell&#8217;Economia</strong>, sul rischio di un disastro per l&#8217;industria e lo sviluppo transalpini se vinceranno gli oppositori. L&#8217;idea dei macroniani è usare una tattica che <strong>veda lepenisti e sinistra</strong> come parte di una coabitazione di estremisti che minaccia la Francia. Ben esemplificata dall&#8217;uscita di &nbsp;Olivia Grégoire, ministro delle Piccole Imprese e compagna di partito del presidente, che giustificando il presunto scarso impegno di Mélenchon sull&#8217;antisemitismo ha detto che darebbe scheda bianca se nel suo seggio un esponente del Rassemblement andasse al ballottaggio con uno de La France Insoumise.</p>



<p>Il punto è che queste strategie <strong>portano necessariamente allo schianto. La scommessa dopo la scoppola delle Europee non ha pagato</strong>: Macron ha sciolto il Parlamento sperando che la Francia premiasse una versione rinnovata della sua coalizione perno del sistema francese. Nessuna autocritica è stata fatta per ricucire il Paese, ricordare gli strappi della riforma delle pensioni e delle ecotasse, <strong>avvicinare l&#8217;Eliseo alla periferia</strong>. Resta solo la demonizzazione dell&#8217;avversario, che dopo anni non paga più. Ormai, nota <em>Le Monde,</em> &#8220;i deputati del campo presidenziale non mostrano più il volto del capo dello Stato sui manifesti elettorali.&nbsp;<em>“La gente ti odia</em>&nbsp;”, gli aveva detto l’11 giugno l’ex deputato di Reanissance dell’Hérault Patrick Vignal&#8221; per il quale &#8220;Emmanuel Macron è come un artista passato di moda&#8221;. <strong>Bersaglio di un tiro al piccione in cui,</strong> e su questo Le Pen e Mélenchon vanno a braccetto, sinistra e destra <strong>si dilettano. Pronte a rivaleggiare per prendersi il Paese</strong>. Rendendo, da qui a fine mandato, la macronia di governo costretta a coabitare con un potere rivale alla guida dell&#8217;esecutivo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fronte popolare contro unione delle destre: la tenaglia che schiaccia Macron in Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fronte-popolare-contro-unione-delle-destre-la-tenaglia-che-schiaccia-macron-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 07:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassemblement National]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scommessa di Emmanuel Macron di chiamare elezioni anticipate per il rinnovo dell&#8217;Assemblea Nazionale potrebbe aver attivato una tenaglia in grado di schiacciare politicamente il presidente e il suo partito, Renaissance. Destra e sinistra sono sembrate ravvivate dalla decisione presa domenica da Macron dopo il trionfo del Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fronte-popolare-contro-unione-delle-destre-la-tenaglia-che-schiaccia-macron-in-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fronte-popolare-contro-unione-delle-destre-la-tenaglia-che-schiaccia-macron-in-francia.html">Fronte popolare contro unione delle destre: la tenaglia che schiaccia Macron in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024061208431247_a185ccc3f1106dc7612b1861cc8e67aa-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scommessa di <strong>Emmanuel Macron</strong> di chiamare elezioni anticipate per il rinnovo dell&#8217;Assemblea Nazionale potrebbe aver attivato una tenaglia in grado di schiacciare politicamente il presidente e il suo partito, Renaissance. <strong>Destra e sinistra</strong> sono sembrate ravvivate dalla decisione presa domenica da Macron dopo il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-europee-lo-schianto-fragoroso-di-scholz-e-macron.html">trionfo del Rassemblement National di Marine Le Pen</a></strong> e <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jordan-bardella-lenfant-prodige-della-destra-francese-piu-prodige-anche-di-macron.html">Jordan Bardella</a></strong> alle Europee, con i nazionalisti di destra radicale che hanno doppiato il centro-destra liberale macroniano. </p>



<p>Dalla convocazione delle elezioni per il 30 giugno (primo turno) e il 7 luglio (ballottaggi) per il rinnovo integrale dell&#8217;Assemblea Nazionale <strong>grandi manovre</strong> hanno interessato entrambi gli schieramenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Prove tecniche di destra unita?</h2>



<p>Le prime sono avvenute, in forma dirompente, a destra: ieri <strong>Eric Ciotti, presidente di Les Republicains, </strong>il movimento di destra conservatrice e moderata che si rifà all&#8217;esperienza storica del <strong>generale <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html">Charles De Gaulle</a></strong> ed è ora secondario nella destra francese, ha annunciato autonomamente un accordo con Le Pen per le amministrative.</p>



<p>Ciotti ha compiuto una fuga in avanti aprendo, come riporta <em>Le Monde</em>, una spaccatura tra coloro che <strong>sostengono l&#8217;apertura a destra</strong>, guidati dal presidente dei Giovani repubblicani, Guilhem Carayon, e i fautori di una posizione diversa, a partire dalla candidata all&#8217;Eliseo del 2022 <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-valerie-pecresse.html"><strong>Valerie Pecresse</strong>. </a>I quali hanno trovato sponda dentro i macroniani, anche se probabilmente oggi <strong>l&#8217;appello di chi, venendo <a href="https://it.insideover.com/politica/identita-fede-patriottismo-macron-guarda-a-destra.html">da destra</a>, come il Ministro dell&#8217;Economia Bruno Le Maire</strong> invitava da due anni a formare una coalizione solida tra Renaissance e Republicains, appare superato dai fatti. E metà dei militanti gollisti, ricorda <em>Le Figaro,</em> approverebbe l&#8217;accordo. Un dato impensabile solo due anni fa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/Le_Figaro/status/1800762500813656138
</div></figure>



<p>Le Maire ha <strong>attaccato i conservatori</strong> del suo ex partito accusandoli di preferire &#8220;la tradizione di Philippe Petain&#8221;, il generale a capo del governo filo-nazista di Vichy nella Seconda guerra mondiale, a quella di De Gaulle. <strong>Gerard Darmanin</strong>, il Ministro dell&#8217;Interno che rappresenta il volto <em>law and order</em> del macronismo su migranti, antiterrorismo e ordine pubblico, ha invitato la coalizione presidenziale a sostenere i deputati repubblicani uscenti che rifiuteranno l&#8217;accordo di Ciotti. Una sorta di ultima trincea del <a href="https://www.lemonde.fr/politique/live/2024/06/11/en-direct-elections-legislatives-2024-bardella-confirme-un-accord-entre-le-rn-et-eric-ciotti-avec-plusieurs-dizaines-de-deputes-lr-qui-seront-investis-ou-soutenus_6238594_823448.html?#id-1583596">&#8220;<strong>fronte repubblicano</strong>&#8221; spesso alzato dai moderati contro l&#8217;ultradestra.</a></p>



<p>Ma l&#8217;obiettivo del duo Le Pen-Bardella appare chiaro: costringere i repubblicani, usciti minoritari anche alle Europee, a scegliere tra l&#8217;annullamento totale e l&#8217;ascesa al governo in un fronte comune di destra. Mentre diversa sembra <strong>la strategia verso <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-eric-zemmour-ideologo-del-sovranismo-francese.html">Eric Zemmour </a>e Reconquete</strong>, il partito ultra-identitario dell&#8217;ex tribuno televisivo di cui fa parte la nipote di Le Pen, <strong>Marion Marechal</strong>: il Rassemblement ad ora rifiuta un accordo non fidandosi di Zemmour. L&#8217;idea sembra essere quella di fare delle elezioni la base per uno svuotamento elettorale dei rivali a destra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A sinistra si apre la strada al Fronte Popolare</h2>



<p>L&#8217;ascesa delle trattative a destra ha prodotto un contraccolpo a sinistra, ove i movimenti progressisti hanno <strong>lanciato l&#8217;appello a un&#8217;edizione moderna del Fronte Popolare</strong>, l&#8217;ampia coalizione delle sinistre formatasi nel 1934 e che vinse le elezioni nel 1936 in reazione all&#8217;ascesa dei movimenti di destra. Il partito di Jean-Luc Mélenchon,<strong> La France insoumise</strong>, i <strong>Verdi</strong> e il <strong>Partito Comunista di Francia</strong> sono scesi in campo, ma il vero ago della bilancia sarà il redivivo <strong>Partito Socialista</strong>.</p>



<p>A lanciare l&#8217;idea <strong>François Ruffin, deputato del partito di Mélenchon,</strong> la cui proposta è stata ripresa dal quotidiano di sinistra <em>Liberation</em>, che ha scritto:&#8221;solo&nbsp;<a href="https://www.liberation.fr/politique/legislatives-anticipees-apres-la-dissolution-la-fronde-populaire-20240610_WUB35AHKNJH6JKS3LOEVDIVSCA/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il sindacato della sinistra, Fronte Popolare versione 2024</a>&nbsp;, potrà bloccare quest’ondata nauseante. Proponendolo&nbsp;<a href="https://www.liberation.fr/politique/a-gauche-francois-ruffin-revendique-le-capitanat-du-front-populaire-avec-ou-sans-lfi-20240610_ZMZPITV475HKJAK5M3V6QUZWSQ/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subito domenica sera, il ribelle François Ruffin ha lanciato una dinamica</a>&nbsp;che ora deve essere rafforzata e accelerata&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">🔴 «Faire Front populaire». <br><br>Voici la une de <a href="https://twitter.com/libe?ref_src=twsrc%5Etfw">@libe</a> ce mardi. <a href="https://t.co/AYd66r7orr">pic.twitter.com/AYd66r7orr</a></p>&mdash; Libération (@libe) <a href="https://twitter.com/libe/status/1800229141188608426?ref_src=twsrc%5Etfw">June 10, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In casa socialista <strong>molte le voci favorevoli per arrivare a un comune schieramento</strong> di candidati progressisti e radicali nei 577 collegi. <a href="https://www.lemonde.fr/politique/live/2024/06/12/en-direct-elections-legislatives-2024-jordan-bardella-annonce-un-accord-entre-le-rn-et-eric-ciotti-avec-plusieurs-dizaines-de-deputes-lr-soutenus_6238594_823448.html"><strong>Carole Delga</strong>, presidente socialista dell&#8217;Occitania, è stata la prima a </a>esporsi segnalando che &#8220;dobbiamo avere una sinistra unita che proponga soluzioni, che affronti la questione del potere d’acquisto, la questione della salute, la questione del riscaldamento globale”. </p>



<p>La scommessa della sinistra è che per conquistare consensi la destra radicale dovrà inseguire il campo centrista e attualmente al governo su molti temi, fatto che sarebbe dimostrato dal dietrofront di Le Pen e Bardella su un annullamento della <a href="https://it.insideover.com/politica/tutelare-giornalismo-sul-campo-informazione-propaganda-giovanna-botteri.html"><strong>riforma delle pensioni</strong> introdotta da Macron che, come la corrispondente Rai da Parigi <strong>Giovanna Botteri ricordava nel 2023 a <em>InsideOver</em>,</strong> </a>era stata vista come classista e <strong>dannosa per le fasce fragili della popolazione da milioni di francesi</strong>. Su questo tema il nascituro Fronte Popolare pensa di poter dare risposte. E la radicalizzazione delle coalizioni in senso &#8220;frontista&#8221; lascia <strong>sempre più schiacciato il campo della maggioranza presidenziale</strong>. Che paga, due anni dopo la seconda vittoria di Macron al ballottaggio contro Marine Le Pen, il problema di aver voluto guidare la Francia con solipsismo e autoreferenzialità. </p>



<p>Il voto delle Europee ha scaricato a terra le tensioni accumulate attraverso la rivolta dei Gillet Gialli, le proteste agrarie, le tensioni del post-pandemia, l&#8217;aumento della faglia tra Parigi e il resto del Paese. Macron appare sempre più <strong>arroccato nella capitale</strong>. I campi su cui aveva sperato di far prevalere il <em>divide et impera</em> stanno coalizzandosi. E proprio il centro, dal 2017 perno del sistema francese, potrebbe essere la vera vittima di tale dinamica.</p>
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		<title>La svolta ecologista di Marine Le Pen per le elezioni europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-ecologista-di-marine-le-pen-per-le-elezioni-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In vista delle prossime consultazioni europee Marine Le Pen prepara un deciso restyling dei programmi a partire dai temi ambientali</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/marine-le-pen.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Approfittando della parabola discendente della presidenza di Emmanuel Macron, il Rassemblement national di <strong>Marine Le Pen</strong> continua a crescere. Lo conferma il nuovo studio di Ifos Fiducial che fotografa con precisione l’elettorato transalpino. Dai risultati del sondaggio emergono dei dati interessanti o, persino, inattesi. Ad esempio, il 42% dei francesi ammette d’aver votato almeno una volta per la bionda signora (erano il 35% nel 2021 e il 30% nel 2017); le fasce più deboli sono le più rappresentate (57%) e il 27% del totale degli elettori arriva dalla sinistra massimalista di Mélenchon. <strong>Le ragioni del</strong> <strong>consenso</strong> sono fortemente protestatarie, tra tutte la <strong>malagiustizia</strong> (92%) e la paura dell’<strong>immigrazione islamista</strong> (86%); al tempo stesso l’86% degli interpellati l’86% si dichiara convintamente democratico e il 74% è favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.</p>



<p>Un quadro composito e decisamente <strong>pluralista</strong> che premia il decennale sforzo di Marine per de-demonizzare la sua creatura politica. Non a caso sono sensibilmente diminuiti (dal 68% del 2017 al 58 attuale) i francesi ancora convinti che l’Rn sia un partito razzista pericoloso per la democrazia e addirittura il 47% del vasto campione analizzato si dice convinto che il movimento abbia le capacità per governare il Paese. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>Dati certamente confortanti per i destristi d’oltralpe che si preparano con nuovo entusiasmo alle prossime elezioni europee. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’ottimo risultato del 2019 (23,31% con 22 seggi) ribadendo la primazia dei lepenisti sulla scena politica nazionale. Da qui un deciso <strong>restyling</strong> dei programmi a partire dai <strong>temi ambientali.</strong> Un terreno apparentemente inusuale che il Rn ha iniziato, su impulso dell’eurodeputato Hervé Juvin, ad affrontare solo dal 2017 proponendo una narrazione improntata inizialmente su un’ecologia “paysanne”, popolare e localista, protettiva dei paesaggi dall’invasività dell’eolico e attenta ai diritti degli animali. Una visione “bucolica” che, per quanto rassicurante, ancora insufficiente, lacunosa.</p>



<p>Oggi, con il fiuto politico che la contraddistingue, madame Le Pen ha deciso di compiere un ulteriore passo in avanti. &nbsp;Lo scorso primo maggio la signora ha convocato i suoi quadri a Le Havre, centro industriale della Francia settentrionale, per presentare la nuova linea: <strong>sobrietà</strong> contro consumismo, prodotti nazionali e biodiversità contro globalizzazione e poi armonia con la natura, progresso scientifico, filiere corte, economia circolare, nucleare di nuova generazione. Insomma, una “visione ottimistica basata sulla fede nell’uomo e nella fiducia nella scienza” per una nuova <strong>“ecologia francese e positiva” </strong>basata sul trinomio “proteggere, progettare, trasmettere” radicalmente contrapposta ai soloni radical-chic che “impongono un’ecologia punitiva, zeppa di divieti e obblighi”.</p>



<p>Un discorso per molti versi ancora acerbo ma dirompente. Le proposte di Marine sicuramente piacciono non solo alla <strong>Francia profonda</strong>, un popolo di agricoltori e di imprenditori agro-alimentari, ma anche a quei larghi segmenti urbani scettici verso la retorica del “capitalismo verde” e insofferenti per la prosopopea dell’ecologismo radical-chic.</p>



<p>Le reazioni e le critiche, ovviamente, non si sono fatte attendere. Su ”Le Monde” Pierre Madelin, uno dei guru dell’ambientalismo sinistroso e autore di un libello significativamente intitolato “La tentation écofasciste”,&nbsp;ha definito la svolta del Rn “un greenwashing nazionalista” teso a mascherare politiche&nbsp; xenofobe e totalitarie, infilando nello stesso insipido minestrone la Le Pen, Bolsonaro, Trump e <strong>il filosofo Alain de Benoist.</strong></p>



<p>Quest’ultimo, da sempre distante dalla scena politica, ha preferito ignorare. Nel suo recente editoriale sulla rivista “Èlèments”, de Benoist ha sottolineato che “l’ecologia è fondamentalmente conservatrice, poiché si batte per il rispetto degli ecosistemi e dei cicli naturali, valorizza il radicamento, rifiuta il saccheggio della terra, diffida dei danni provocati in nome del produttivismo e del progresso. Ma è anche rivoluzionaria. In un mondo che si lascia andare nel corso del Niagara economico, la conservazione diventa rivoluzionaria. Cambiare rotta sarebbe un atto molto profondamente conservatore e perfettamente rivoluzionario”.</p>
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		<title>Racconti bretoni: il fallimento del laboratorio macronista</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/racconti-bretoni-il-fallimento-del-laboratorio-macronista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 06:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=388632</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La sorpresa delle ultime elezioni e dell’evoluzione dello scenario francese è stata la Bretagna. Se prima si poteva designare come laboratorio del macronismo, adesso possiamo confermare che questo ha fallito. Partendo da Rennes e arrivando nella Bretagna più profonda vediamo che qualcosa è cambiato e che la percezione di una République en marche forte non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/racconti-bretoni-il-fallimento-del-laboratorio-macronista.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/footer-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><div
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                        Politica
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                        25.03.2023
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                <h1 class="article__title">
                    Racconti bretoni: il fallimento del laboratorio macronista
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                        La sorpresa delle ultime elezioni e dell’evoluzione dello scenario francese è stata la Bretagna. Se prima si poteva designare come laboratorio del macronismo, adesso possiamo confermare che questo ha fallito. Partendo da Rennes e arrivando nella Bretagna più profonda vediamo&#8230;
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<p>La sorpresa delle ultime elezioni e dell’evoluzione dello scenario francese è stata la Bretagna. Se prima si poteva designare come laboratorio del macronismo, adesso possiamo confermare che questo ha fallito. Partendo da Rennes e arrivando nella Bretagna più profonda vediamo che qualcosa è cambiato e che la percezione di una <em>République en marche</em> forte non fa più parte della coscienza bretone.</p>



<p>Rennes è passata da avere una maggioranza macroniana a una <em>insoumise</em> (della France Insoumise, partito di Mélenchon). Quasi ogni circoscrizione della città è stata vinta dalla coalizione di sinistra. Alcuni dei nomi più importanti legati a Macron e al suo partito sono stati sconfitti. Basti pensare a Florian Bachelier, primo questore dell’Assemblea nazionale e membro di spicco del Rem, adesso sostituito dall’insoumis Mickael Bouloux. O alla deputata Laurence Maillart-Méhaignerie sempre di Rem, accusata di aver sfruttato una mole allucinante di assistenti e di essere stata con loro “esigente fino all&#8217;eccesso, a volte brutale nei suoi metodi”, sconfitta da un altro insoumis, Tristan Lahais. Andando più a ovest, inoltrandosi nelle zone più rurali della Bretagna notiamo lo stesso processo. Qui nel 2017 Macron aveva sbancato. Al tempo gli era stata affidata enorme fiducia riuscendo a vincere attraverso i suoi candidati ventiquattro circoscrizioni su ventisette. I candidati erano stati bravi a promettere di riunire i socialdemocratici a una destra moderata. Adesso però l’euforia del 2017 è decisamente cambiata spostandosi verso nuovi candidati freschi di nuova coalizione. La Nupes (Nouvelle Union populaire écologique et sociale) è riuscita a conquistare gran parte del territorio spazzando via i pesi massimi della <em>macronie</em> bretone. Parliamo infatti di Allain, ex vicepresidente della regione Bretagna che ha consigliato Emmanuel Macron sulle questioni agricole nel 2017, e Marc Coatanéa, candidato senza successo (Lrm) a sindaco di Brest nel 2020, fatti fuori già al primo turno.</p>



<p>Cosa ha fatto Macron di così sbagliato in Bretagna per vedere molti dei suoi candidati e fidati non venire rieletti? Perché i bretoni gli hanno voltato le spalle? Cosa è successo in questi cinque anni?</p>



<p>Già a Rennes, capoluogo della regione, è facile trovare chi storce la bocca quando sente nominare Macron. Certo, come in tutte le grandi città, pure a Rennes i risultati non sono stati uniformi in tutti i quartieri. Alcuni sono rimasti fedeli alla <em>République en marche</em> e altri sono passati alla Nupes. Le ragioni di questa discrepanza in seno ai quartieri sono simili a quelle di Parigi e a quelle del resto delle grandi città francesi, che riguardano soprattutto la disuguaglianza sociale. Alla fine dei conti, però, l’ondata Nupes ha travolto la città in risposta a un Macron, a detta loro, arrogante e disinteressato. </p>


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<p>“Sarà meglio che Macron non venga a Rennes, non ci piace. Finirebbe male”, dice Philippe, 47 anni, incontrato in piazza Sainte-Anne mentre fa pausa pranzo coi suoi due colleghi Yannick e Nicholas. “Macron è amico della finanza, aiuta tutti i suoi amici che non sono certamente i nostri. Noi siamo per il popolo”. I cinque anni di legislazione sono stati a detta loro esplicativi di quello che incarna Macron: l’élite. “Non ci è piaciuto niente di tutto quello che ha fatto in questi cinque anni. Non accetterò mai quello che ha fatto ai gilet gialli”, prosegue Philippe, “come li ha trattati. All’inizio una larga maggioranza sosteneva i gilet gialli, era il popolo che si esprimeva e non facevano niente di male. Esprimevano tutto il loro disagio per il potere di acquisto che diventava sempre più debole. Non abbiamo fiducia in lui”.&nbsp;</p>



<p>Rennes non è Parigi. È una città universitaria, giovane e dinamica ma non ha le stesse opportunità della capitale. Qua i giovani, e non solo, faticano a trovare un impiego che arrivi agli standard parigini e che possa sopperire a un costo della vita che sale a una velocità impressionante. Lucie, giovane lavoratrice di Rennes, infatti rimprovera Macron di “non aver fatto abbastanza per i giovani. Non possiamo vivere decentemente. Il nostro potere d’acquisto è pessimo e diminuisce sempre di più”. Secondo un agricoltore di Rennes il presidente ha gestito il Paese come si gestisce una grande azienda, “ai servigi del libero mercato”. Stessa cosa per Dominique, produttore di fois gras che taglia corto dicendo che “Macron non ha fatto nulla per noi e per la Bretagna”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-388636" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Manifesti a Rennes che recitano: &#8220;Salario, pensione, blocco dei prezzi, servizi pubblici, libertà. Le elezioni passano, le rivendicazioni rimangono&#8221;.</figcaption></figure>
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<p>È un sentimento palpabile quello della delusione in Bretagna. Lo si legge negli occhi di chi racconta questi cinque anni e i (non) risultati di oggi. Inoltrandosi nella regione del Finistère, una piccola cittadina ha cambiato bandiera rispedendo a casa Richard Ferrand, presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale dal 12 settembre 2018 e braccio destro di Macron. È stata proprio la sua mancata rielezione a far crollare le fondamenta della Rem e a far capire a Macron che il gioco da qui in avanti deve essere ridefinito. È a Carhaix-Plouguer, piccola cittadina di 8 mila anime, che si è giocata una delle partite più importanti. Ferrand, che la vive, non è stato riconfermato e ha visto la socialista Mélanie Thomin scavalcarlo. In questo paesino, che si è apertamente dichiarato omertoso riguardo alla politica, ciò che è percepibile in prima battuta è l’astio nei confronti di Richard Ferrand. Un uomo che fa della Finistère, e più in generale della Bretagna, il suo fortino ma che in passato ha definito i suoi abitanti come degli “illitrés”, degli analfabeti. Popolo fiero quello bretone che non si è lasciato sfuggire questo dettaglio e che si è vendicato alle urne. “Io non l’ho mai visto in negozio da me”, dice il macellaio della città insieme a sua moglie, “eppure ha la casa a 3 chilometri dal centro. È venuto solo qualche volta per stringere le mani in paese prima delle elezioni. Poi, chi l’ha più visto”. </p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2.jpg" alt="" class="wp-image-388637" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto4-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Macellaio di Carhaix-Plouguer nel suo negozio.</figcaption></figure>
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<p>“Io non ho votato ma sono contento che abbia perso Ferrand!”, esordisce Maxime incontrato in un bar a Carhaix-Plouguer. “Non lo vediamo mai qua. Praticamente non lo conosciamo e per noi non ha fatto niente. Vedremo l’operato di Mélanie Thomin adesso, ma almeno lei si è fatta vedere”. Il sentimento di abbandono e di rabbia nei confronti di Richard Ferrand è qualcosa che si riscontra in ogni persona del paese. Questo uomo passato dal partito socialista a Rem in un batter d’occhio e diventato la pupilla di Macron, ha tirato su un muro contro coloro che gli hanno dato una voce, sentenziando definitivamente la sua rovina. “Ferrand doveva essere a Parigi a rappresentarci, ma sono vent’anni che in realtà ci sentiamo abbandonati. Qui la situazione è particolare, noi siamo particolari. Il fatto che dal primo giorno del suo mandato non l’abbiamo più visto non ci è piaciuto affatto”, ha continuato Maxime sorseggiando la sua birra pomeridiana. </p>


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<p>In questa terra agli estremi della Francia, storicamente socialista, storicamente sovversiva nei confronti di Parigi, nel 2017 Macron era riuscito a convincere che poteva essere lui il cambiamento, che poteva essere lui il presidente del popolo. Adesso di tutto ciò che era stato promesso e idealizzato, è rimasto il niente, solamente un grande senso di rivalsa arrivato con la vittoria di Mélanie Thomin. La regione della Finistère si è riappropriata del suo <em>heritage</em> socialista e si lascia indietro un presidente che non è stato abbastanza e il suo braccio destro che probabilmente ha peccato di superbia e arroganza contro un popolo che a quel gioco non c’è stato. </p>


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                                    Allegra Filippi
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/racconti-bretoni-il-fallimento-del-laboratorio-macronista.html">Racconti bretoni: il fallimento del laboratorio macronista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mélenchon, leader della sinistra</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 10:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>2017: anno della disfatta. “Questo fallimento è un livido profondo”. Benoît Hamon, candidato per il Partito Socialista alle presidenziali, commenta così i risultati del primo turno il 23 aprile 2017. Il Ps raggiunge un punteggio inferiore al 5%, il più basso risultato dalla creazione del Partito Socialista, nel 1971. I risultati sono ben peggiori delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html">Mélenchon, leader della sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto1-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><div
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                    Mélenchon, leader della sinistra
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                        2017: anno della disfatta. “Questo fallimento è un livido profondo”. Benoît Hamon, candidato per il Partito Socialista alle presidenziali, commenta così i risultati del primo turno il 23 aprile 2017. Il Ps raggiunge un punteggio inferiore al 5%, il più&#8230;
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<p>2017: anno della disfatta. “Questo fallimento è un livido profondo”. Benoît Hamon, candidato per il Partito Socialista alle presidenziali, commenta così i risultati del primo turno il 23 aprile 2017. Il Ps raggiunge un punteggio inferiore al 5%, il più basso risultato dalla creazione del Partito Socialista, nel 1971. I risultati sono ben peggiori delle aspettative che prevedevano il raggiungimento almeno dell’8%. Il Ps entra così in una profonda crisi identitaria ed economica che culmina con la vendita della storica sede parigina in rue de Solférino 10, emblema del partito. Sulla stessa scia anche gli altri candidati di sinistra con le loro candidature minoritarie di poco peso hanno raggiunto dei risultati irrisori. Parliamo di Philippe Poutou del Nuovo Partito Anticapitalista che non supera l’1,09%, di Natalie Arthaud di Lotta Operaia con il suo 0,64% e Jacques Cheminade di Solidarietà e Progresso con lo 0,18%. Non contando la non partecipazione dei Verdi (Eelv &#8211; Europe Écologie Les Verts) e la spaccatura interna del Partito Comunista, che ha poi infine sostenuto la candidatura di Mélenchon. Una sconfitta che non mostra solo l’allontanamento della fiducia verso la sinistra ma anche uno sgretolamento interno alla stessa. L’unico partito di sinistra che è riuscito a uscire dalle sabbie mobili è La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, vecchio socialista e nuovo pioniere della sinistra. La Lfi riesce ad arrivare al 19,58% e quindi a qualificarsi quarto partito votato dai francesi. Non abbastanza per accedere al secondo turno ma abbastanza per glorificare l’impresa di Mélenchon e attirare la curiosità degli altri partiti di sinistra che infatti, cinque anni dopo, vedono in lui l’unica speranza per accedere all’Assemblea Nazionale. Alla conclusione delle elezioni del 2017, due terzi dei francesi ritiene che il divario tra destra e sinistra non sia più rilevante e debba essere superato. Ecco spiegata la vittoria schiacciante di Macron e i disastrosi risultati delle elezioni legislative dello stesso anno.&nbsp;</p>



<p>Nei cinque anni a venire è quindi Mélenchon a riportare in vita la sinistra. Nel dicembre 2017, durante una convention, vengono delineati i nuovi capisaldi del partito con una verticalità rappresentata da Mélenchon come suo leader, accoppiata ad una orizzontalità per permettere ai membri di organizzarsi in azioni più locali e creare così un sistema piramidale. Da qui anche la scelta di organizzare un’università estiva nel campus Saint-Charles dell&#8217;Università di Aix-Marseille in cui viene insegnato il cosiddetto metodo Alinsky, cioè una <em>community organizing</em>, un metodo di organizzazione “dei senza-potere” per, a loro avviso, riconquistare i quartieri popolari, bussare alle porte, agire localmente e “colpire i potenti”.&nbsp;</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-388656" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/Spilla.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>Da qui la creazione dei Group d’actions (gruppi d’azione) de La France Insoumise. Nati come gruppi di sostegno autogestiti da normali cittadini per la Lfi, durante la campagna elettorale per le legislative, hanno affiancato tutti i candidati locali della Nupes. Quasi ogni città francese possiede un suo gruppo d’azione che riunisce persone di età e background diversi. Si possono trovare giovani, anziani, professori, studenti, lavoratori. Chiunque vuole partecipare può farlo. A Parigi ce ne sono una decina, a Rennes, in Bretagna circa sei. Ciò che li spinge a unirsi e ad aiutare i candidati Nupes non è soltanto la fiducia nella coalizione e in Mélenchon, bensì una rivolta totale contro Macron.&nbsp;</p>



<p>Il gruppo d’azione Rennes sud è nato il 21 dicembre 2021 e Antoine, suo co-animatore, spiega che tutti i gruppi si trovano su una pagina web che si chiama <a href="https://actionpopulaire.fr">Action Populaire</a> dove ciascun gruppo può mettere la propria agenda con le varie attività. Del gruppo Rennes sud ne fanno parte 40 persone che sono arrivate soprattutto durante le elezioni presidenziali. “Questi cinque anni di Macron, per i giovani sono stati una catastrofe. Abbiamo visto un aumento della povertà impressionante, tanto che la città si è dovuta muovere per distribuire gli alimenti”, racconta Antoine. Sulla scia delle altre città francesi, a Rennes un giovane su cinque vive sotto la soglia di povertà. La vita è cara, gli affitti pure e gli aiuti pochi. In cinque anni la situazione è riuscita solo a peggiorare. Da quando Macron ha diminuito di 5 euro gli aiuti agli studenti tutto è precipitato. “Non c’è stata nessuna misura volta ad aiutare studenti e persone in difficoltà che non riuscivano a pagare gli affitti, anzi, gli aiuti sono diminuiti”, continua Antoine. &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1.jpg" alt="" class="wp-image-388624" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antoine, co-animatore del gruppo d’azione Rennes sud in un bar della città</figcaption></figure>



<p>In effetti nella zona è facile riuscire ad incontrare persone, soprattutto giovani, arrabbiati dall’operato presidenziale. E la rabbia tocca i temi che nel 2017 avevano conquistato tutti: diritti, ecologia, potere d’acquisto, immigrazione. Dei comizi, dei programmi, dell’entusiasmo di cinque anni fa non è rimasto niente. Gautier, studente di 18 anni e membro attivo del gruppo d’azione Rennes sud, racconta come era stato percepito Macron cinque anni fa: “nel 2017 tanti sono rimasti affascinati da lui. Era giovane, si presentava bene, aveva idee nuove, era molto comunicativo e proveniva dai socialisti. È stato eletto su queste basi. Vantava diverse iniziative come quella di aggiungere il diritto all’aborto nella costituzione, tutte cose che nessuno aveva fatto prima. Aveva promesso un progresso economico e sociale che però non è arrivato”.&nbsp;</p>



<p>Anche Rennes è stata toccata dalle grandi manifestazioni ecologiste, ed essendo una città universitaria ha visto moltissimi partecipanti. &#8220;Qui a Rennes abbiamo avuto dei grossi problemi” racconta Lucas, altro membro del gruppo d’azione “per esempio adesso c’è un progetto volto ad ingrandire il centro di allenamento dello stadio di Rennes. Il problema è che vogliono farlo su uno spazio che è considerato il secondo polmone verde della città”. Le istituzioni di Rennes hanno in cantiere un programma che andrebbe a ledere un’estensione di 3,6 ettari di verde. Le associazioni ambientaliste e i partiti di opposizione sono in lotta da anni per far sì che questo progetto non venga portato a termine e che la natura attorno alla città venga preservata. Il caso dello stadio di Rennes è solo lo specchio della visione che Macron ha di lotta al cambiamento climatico. “Una cosa che per me è stata scioccante” racconta Antoine “è stato il fallimento dell’assemblea cittadina che lui stesso aveva creato, tirando a sorte 150 cittadini che avrebbero fatto diverse proposte per la lotta contro il cambiamento climatico. È stata una presa in giro e tutti se ne sono resi conto. Queste persone hanno lavorato per mesi con esperti e alla fine quasi nessuna delle proposte è stata accettata, sono state accettate quelle che non andavano a colpire le grandi aziende. Ad esempio, tutte le coste della Bretagna sono inquinate da prodotti chimici che vengono riversati dalle grandi aziende agroalimentari. Qui abbiamo dei grandissimi allevamenti intensivi che stanno causando dei gravi problemi ambientali”.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1.jpg" alt="" class="wp-image-388625" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gautier, tra i più giovani animatori del gruppo di azione di Rennes sud in un bar a Rennes</figcaption></figure>



<p>La Bretagna è la regione che produce più di un terzo della carne del Paese. Anche se copre solo il 7% della superficie agricola francese, ospita il 50% degli allevamenti di suini e pollame del Paese e il 30% degli allevamenti di bovini. Fornisce inoltre il 40% della produzione di mangimi per animali da allevamento e ospita 400 stabilimenti di commercio all’ingrosso. Questo fenomeno ha avuto delle gravissime conseguenze sull’ambiente circostante e infatti da almeno 50 anni le coste della regione vengono infestate da alghe verdi colme di nitrati.. Malgrado l’allarme di tutte le associazioni ambientaliste e della comunità scientifica, le istituzioni stanno facendo ben poco. Il governo francese continua ad allentare i vincoli all&#8217;espansione o alla creazione di allevamenti su larga scala. “Per noi giovani questo del clima è diventato un tema troppo importante per essere ignorato&#8221;, dice Gautier. “In diverse scuole si sta analizzando il fenomeno dell’eco-ansia, disturbo psicofisico legato al cambiamento climatico. Una mia amica liceale ha fatto uno studio al riguardo e ha scoperto che almeno la metà dei suoi compagni soffre di questo disturbo. <em>Ça fait flipper &#8211; </em>fa paura &#8211; ” esclama. “Avere al potere qualcuno che non fa niente è spaventoso”.</p>



<p>La Nupes ha portato una campagna politica agguerrita sul tema ecologia, addossando a Macron la colpa di non essere stato fedele alle parole che aveva decantato nel 2017. In questa regione è stato uno dei grandi temi che hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso sinistra. Ma non è stato l’unico tema che ha fatto vincere la coalizione in Bretagna. Quello economico è il fattore che ha fatto davvero la differenza e la parola chiave è redistribuzione. “Noi non vogliamo una crescita economica sfrenata”, dice Lucas “noi vogliamo soltanto che la gente viva bene e questo è applicabile solo con una ripartizione giusta dei beni, la base del socialismo che Macron ha dimenticato. Macron ha fatto un regalo ai super ricchi eliminando l’imposta patrimoniale a chi guadagna più di 100.000 euro, facendo così perdere allo stato dai 20 ai 40 milioni di euro. I soldi persi li ha recuperati abbassando i sussidi per gli alloggi. Ha levato ai poveri per dare ai ricchi in sostanza”. <em>Pognon de dingue</em> &#8211; spese folli. Così Macron ha definito gli aiuti statali. Delle ‘spese folli’ che allo stato francese costerebbero tra i 2 e i 3 miliardi di euro. Ma mentre Macron lamenta dei sussidi troppo alti, l’evasione fiscale ammonta a 127 miliardi di euro. “On tape pas au bon endroit”, dice Gautier, &#8211; non si colpisce dove dovremmo -. Infatti l’imposta sul reddito, che Macron ha ridotto drasticamente, potrebbe portare tra i 50 e i 70 miliardi di euro l’anno secondo Xavier Timbeau, analista e direttore dell’Osservatorio francese delle congiunture economiche.&nbsp;</p>



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<p>“Io ho un esempio che mi ha colpito profondamente, è il caso Pinault”, dice Gautier. François Pinault è un uomo d’affari di Rennes, nonché proprietario della squadra di calcio Stade Rennais, e il cliché del successo alla Macron. Quando era giovane vendeva legna con su padre tra le strade di Rennes. Col tempo ha fatto fortuna ed è diventato un imprenditore miliardario. Grazie a Macron ha ristrutturato la Bourse de Commerce a Parigi facendola diventare un museo di arte contemporanea. “Devi sapere che se sei un’azienda e compri un’opera d’arte francese, e poi la porti all’estero, l’opera non è soggetta a tasse”, continua Gautier. “Pinault, dato che possiede moltissime aziende, fa comprare a queste le opere d’arte, le mette nel suo museo a Parigi e non paga le tasse. Pinault è un miliardario francese che non paga le tasse in Francia”.&nbsp;</p>



<p>Quello che è successo negli ultimi cinque anni di presidenza macroniana ha decisamente sconvolto il tessuto sociale del Paese. Uno dei ragazzi del gruppo di azione di Rennes ha definito Macron come un “venditore di sogni”, e guardando a ritroso lo si può comprendere. Il cult della ricchezza sfrenata adesso fa parte della percezione d’oltralpe e ad averlo introdotto è stato proprio Emmanuel Macron. E così alle urne i francesi hanno simbolicamente urlato un sonoro <em>J</em>’<em>accuse</em> passando all’avversario. Adesso la Nupes sta giocando un ruolo fondamentale all’opposizione, a maggior ragione adesso che la crisi energetica e il caro vita sono aumentati a dismisura a causa della Guerra in Ucraina e tutto ciò che ne consegue. Non a caso proprio la Nupes è stata recentemente protagonista di grandi manifestazioni tenute in molte città francesi che denunciano l’aumento del costo della vita e l’incertezza sul futuro.&nbsp;L’incertezza sul futuro si presenta anche per la stessa coalizione, che si divide in Assemblea Nazionale su diversi temi. Secondi diversi giornali francesi l’alleanza reggerà nel tempo, unita dagli stessi obiettivi e dalle stesse lotte. Secondo alcuni invece la figura di Mélenchon rimane la più controversa: grande leader, che è riuscito a mettere insieme e muovere diversi partiti e migliaia di cittadini francesi, ma ormai una figura forse ingombrante che dovrebbe lasciar spazio a una nuova figura in grado di vincere le prossime elezioni presidenziali. Presidenziali lontane ma già nella mente di tutti. Quel che invece è certo è che il ritorno della sinistra è stato dirompente, quasi inaspettato e ha travolto le istituzioni.</p>


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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/melenchon-leader-della-sinistra.html">Mélenchon, leader della sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Parigi si ribella: cinque anni di delusioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/parigi-si-ribella-cinque-anni-di-delusioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 09:28:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>A Parigi, come nel resto del Paese, è tra i più giovani che la Nupes ha fatto breccia. “Macron mi ha delusa” racconta Josephine, giovane elettrice alle porte di uno dei seggi elettorali della capitale francese. “È passato da sinistra a destra in un battibaleno, nessuno ha capito il suo cambiamento. Lo reputo un bugiardo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/parigi-si-ribella-cinque-anni-di-delusioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                        07.03.2023
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                <h1 class="article__title">
                    Parigi si ribella: cinque anni di delusioni
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                        A Parigi, come nel resto del Paese, è tra i più giovani che la Nupes ha fatto breccia. “Macron mi ha delusa” racconta Josephine, giovane elettrice alle porte di uno dei seggi elettorali della capitale francese. “È passato da sinistra&#8230;
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<p>A Parigi, come nel resto del Paese, è tra i più giovani che la <strong>Nupes</strong> ha fatto breccia. “Macron mi ha delusa” racconta Josephine, giovane elettrice alle porte di uno dei seggi elettorali della capitale francese. “È passato da sinistra a destra in un battibaleno, nessuno ha capito il suo cambiamento. Lo reputo un bugiardo perché aveva detto che non sarebbe stato né di destra né di sinistra e invece, a conti fatti, è chiaramente di destra”. I giovani sono stati i più delusi da questi cinque anni di presidenza e quasi tutti gli intervistati dai 20 ai 30 anni d’età si sono dichiarati diffidenti dal presidente e dalle sue intenzioni che, a detta loro, andrebbero solo a minare il futuro di coloro che non rientrano nei suoi progetti liberali e capitalisti. Eppure la Francia, negli anni della presidenza, ha raggiunto alcuni obiettivi importanti: <strong>Pil</strong> arrivato fino al 7%, tasso di disoccupazione calato ai minimi storici da quindici anni, la <strong>Borsa di Parigi</strong> che macina record e un&#8217;<strong>inflazione</strong> (2,8%) più contenuta che in altri Paesi dell’Ue. Questo chiaramente prima dell’inizio della <strong>guerra in Ucraina</strong> e di tutto ciò che ne è conseguito, ma lo scenario che ne deriverà è ancora troppo precoce da analizzare. Il Paese, sotto la guida di Macron, è riuscito a portare le start-up a dei livelli mai visti prima e ad attirare investitori nazionali e stranieri nel mercato francese. Non a caso il presidente si è riferito alla Francia come una &#8220;<strong>Start-Up Nation</strong>”. <span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>


<div class="wp-block-image is-style-full-content">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1.jpg" alt="" class="wp-image-387527" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Josephine, giovane elettrice nei pressi del seggio elettorale della prima circoscrizione di Parigi</figcaption></figure>
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<p>E probabilmente è proprio questo che ha fatto disilludere i suoi elettori. Crescita economica sì, ma che abbracci tutte le fasce della popolazione. Infatti sono soprattutto i <strong>marchi di lusso</strong> che trainano i successi della Borsa di Parigi, come Lvmh, il cui Ceo Bernard Arnault è nel mirino di tutte le sinistre francesi. I giovani soprattutto si sentono adesso traditi dalle promesse fatte a inizio legislazione. “Il piccolo liberale”, cosi Emma giovane designer di Parigi, ha definito Macron aggiungendo che in realtà anche nel 2017 si aspettava poco da lui “ma è comunque riuscito a deludermi in un certo senso, è andato peggio del previsto. Ha preso una deriva di destra che in realtà in pochi si aspettavano&#8221;.</p>



<p>“Ho votato per Nupes perché Macron privilegia maggiormente i <strong>datori di lavoro</strong>. Io sono una dipendente e difendo i miei interessi. Penso che in questi anni abbia fatto del male ai salariati. Io ne pago il prezzo in prima persona dal momento che sono stata vittima di un <strong>licenziamento abusivo</strong> e i miei datori di lavoro non sono stati perseguiti per questo. Non mi sento per niente tutelata”. È Elise a parlare, cameriera parigina di 33 anni che ha votato per Nupes per questi motivi. <span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>


<div class="wp-block-image is-style-full-content">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-387529" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Emma, giovane elettrice nei pressi del seggio elettorale della prima circoscrizione di Parigi</figcaption></figure>
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<p><strong>Parigi</strong> è un microcosmo a sé, separato dal resto del Paese. Le dinamiche parigine comportano una serie di sfide a se stanti rispetto alle altre città francesi e il malcontento nei confronti dell’operato presidenziale si respira nell’aria dei quartieri più in difficoltà e non solo. Nella <em>ville lumière</em> il costo della vita è tra i più alti al mondo. Vivere qua significa sacrificare tutto ciò che guadagni in <strong>affitto</strong>, <strong>bollette</strong> e <strong>generi alimentari</strong>. Uno dei problemi irrisolti riguarda il <strong>mercato immobiliare</strong>. Le abitazioni parigine sono diventate sempre più esclusive tanto che, nel 2018, l’86% degli acquirenti di case antiche e prestigiose facevano parte della categoria CSP+, ovvero coloro col reddito più alto. Contando due milioni di abitanti &#8211; senza contare l’enorme mole di stranieri non registrati &#8211; distribuiti su un area di 105 chilometri quadrati, la città soffre di sovraffollamento abitativo. In pochi riescono a trovare casa, specialmente i giovani con budget limitato. Oltre al problema abitativo vi è quello del potere d’acquisto. Secondo l’Istituto nazionale della statistica e degli studi economici, nella sola regione di Parigi sono più di 1 milione le persone che vivono sotto la soglia di povertà. La situazione è decisamente peggiorata con la pandemia da Covid-19 e successivamente con lo scoppiare della guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p>Il <strong>diritto del lavoro</strong> è uno dei temi caldi che ha portato la coalizione di sinistra a raccogliere consensi e la notizia “Uber Files” uscita recentemente è il campanello di allarme di un sistema che in qualche modo ha privilegiato gli interessi di grandi aziende a discapito dei lavoratori e dei piccoli commercianti che adesso affogano in cerca di una rendita stabile. La capitale ne è l’esempio perfetto.</p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-388693" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/MG_3850-1-2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p>Su Parigi è Thomas Luquet a parlare. Luquet è stato candidato per la Nupes nella prima circoscrizione di Parigi ovvero 1, 2, 8, 9 <em>arrondissement</em>, non riuscendo però a candidarsi. Milita da quando aveva 16 anni in diverse associazioni, sindacati liceali studenteschi, partiti e tuttora è <strong>militante sindacale</strong>. “Con la guerra in ucraina i prezzi sono esplosi e la città sta diventando per alcuni invivibile. In particolare per quanto riguarda gli affitti. Su Parigi la situazione è scandalosa ed è peculiare il fatto che anche per i più abbienti i costi degli affitti sono enormi. È un problema che riguarda tutti. Macron ha abbassato le tasse sulle abitazioni e sugli affitti, ma in modo irrisorio”, dice Luquet e aggiunge: “abbiamo anche notato che con lui il numero dei Cdd (contratti a tempo indeterminato) sono aumentati a dismisura e le donne sono le più toccate. Con un Cdd a Parigi è praticamente impossibile riuscire a prendere in affitto un alloggio perché i proprietari fanno sempre una selezione accuratissima, e il contratto a tempo indeterminato è uno dei requisiti base per essere selezionato”. Per i giovani e per le madri single con lavori part time la vita diventa una sfida.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p>Abitare a Parigi, come nel resto del Paese è diventato ancora più complicato per i giovani dopo che il presidente ha deciso di diminuire di 5 euro l’Apl, l’aiuto che lo stato forniva agli studenti per gli affitti. Luquet dice che “può sembrare una cifra irrisoria, ma per uno studente no. Questa decisione ha creato una povertà assoluta tra i giovani e lunghe code alle mense universitarie perché alcuni non riuscivano nemmeno a<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>mangiare. <em>C’est ça la macronie</em>!”. È questo il macronismo, dice. Sulla questione della disoccupazione giovanile il candidato è stato ancora più duro. Sebbene riconosca che ci sia stato un aumento occupazionale dice che è tutto da imputare a <strong>Ubereats</strong> o in generale a tutte le compagnie di consegna di cibo, e che in realtà non è tutto oro quel che luccica. “Con Macron sì, è diminuita la disoccupazione giovanile, ma perché son diventati tutti fattorini di Ubereats. Sono giovani che si ritrovano con 50-60 euro al mese, sfruttati e che adesso sono rientrati tra coloro che hanno un’occupazione. Ma i dati vanno letti bene. Questi giovani sono precari che probabilmente dopo qualche mese smetteranno di fare quel lavoro e il ciclo continuerà senza sosta”.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>


<div class="wp-block-image is-style-full-content">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3.jpg" alt="" class="wp-image-387530" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/foto3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Thomas Luquet, candidato per la Nupes nella prima circoscrizione di Parigi</figcaption></figure>
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<p>Dopo cinque anni la gioventù francese ha deciso di non starci più e di votare per Nupes nella speranza di trovare qualcosa che risponda direttamente alla loro visione di vita. “I giovani sono rimasti delusi da molti aspetti di questa legislazione. &#8211; spiega Luquet &#8211; In primo luogo dal mito della Start-Up nation che alla fine ha messo in ginocchio molti settori e ne ha danneggiati altri. In secondo luogo è venuta a mancare la rispettabilità e l’etica politica. La corruzione non è mai stata così alta. C’è un sito che si chiama <a href="http://macronwatch.fr">macronwatch.fr</a> che mette in mostra tutti i casi di corruzione in cui Macron è stato implicato. È incredibile come ci siano 300 casi di corruzione legati a lui. È inimmaginabile. C&#8217;è l’affare Blanquer, l’affare Kohler e anche l’affare Benallah, che è stato terrificante, dove quest’ultimo era collaboratore responsabile della sicurezza all’Eliseo e durante una manifestazione ha condotto comportamenti estremamente violenti contro i manifestanti e per questo non è stato condannato. Insomma la corruzione è esplosa da quando c’è lui e questo è un dato di fatto. I giovani si sono inevitabilmente stancati e penso che noi<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>possiamo senza dubbio rispondere alle loro esigenze”.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p>Che sia così o meno lo potremo constatare tramite i loro 151 deputati nei prossimi mesi. Quel che è certo è che la Nupes ha saputo cogliere il <strong>vero problema</strong> odierno che Macron ha affrontato a tentoni. L’<strong>ecologismo</strong>. Il tema dell’ecologia ricorre costantemente nei discorsi dei francesi e al tramonto della legislatura si è compreso che il presidente ha posto l’accento sulla questione sin da subito, ma in fin dei conti ha fatto poco o niente. Non soltanto non ha mantenuto le promesse stipulate col suo programma del 2017, ma è stato addirittura condannato per ben due volte per inazione climatica e per non aver rispettato gli accordi di Parigi. Nel programma del 2017 erano previsti 31 miliardi di euro da investire nella transizione ecologica. Di quei 31 miliardi “non si è visto niente” spiega Luquet. “Durante la campagna elettorale per le elezioni europee aveva parlato di 1000 miliardi di euro, anche se non avevamo visto nemmeno un euro di quelli tra i 30. La cosa alla fine si è trasformata in un massivo investimento nelle start-up o nei crediti d’imposta, le quali non sono mai state ecologiche”. Un’altra questione per cui è stato pesantemente criticato è il suo stretto legame con la Federazione dei cacciatori che nel 2017 lo avevano votato in massa. Macron è stato anche condannato per aver rimesso in circolo la caccia alla “glu” &#8211; alla colla &#8211;<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>che consiste nel rivestire di colla i rami degli alberi per immobilizzare gli uccelli che vi atterrano. La sua dipendenza dalle lobby dei cacciatori che in Francia hanno un forte potere e che quindi abbia fatto loro favoritismi. “Peccato che questo tipo di caccia sia internazionalmente illegale e alla fine le sue azioni sono state condannate” termina il candidato Luquet.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p>Le elezioni a Parigi hanno visto la città dividersi in due.</p>


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                                    Allegra Filippi
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/parigi-si-ribella-cinque-anni-di-delusioni.html">Parigi si ribella: cinque anni di delusioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macronismo in frantumi: ecco cosa è successo in Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/macronismo-in-frantumi-ecco-cosa-e-successo-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 15:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era il 2017 e lo slogan diceva: “La France doit être une chance pour tous”, la Francia deve essere un&#8217;opportunità per tutti. Il nuovo candidato, tutto fresco di ministero dell’Economia, incarnava tutto quello di cui la Francia aveva bisogno: freschezza, voglia di cambiamento e, soprattutto, nessuno schieramento politico. Una forma di governo diversa, più vicina &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/macronismo-in-frantumi-ecco-cosa-e-successo-in-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/macronismo-in-frantumi-ecco-cosa-e-successo-in-francia.html">Macronismo in frantumi: ecco cosa è successo in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/nupes13-2-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                    Macronismo in frantumi: ecco cosa è successo in Francia
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                        Era il 2017 e lo slogan diceva: “La France doit être une chance pour tous”, la Francia deve essere un&#8217;opportunità per tutti. Il nuovo candidato, tutto fresco di ministero dell’Economia, incarnava tutto quello di cui la Francia aveva bisogno: freschezza,&#8230;
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<p>Era il 2017 e lo slogan diceva: “<em>La France doit être une chance pour tous</em>”, la Francia deve essere un&#8217;opportunità per tutti. Il nuovo candidato, tutto fresco di ministero dell’Economia, incarnava tutto quello di cui la Francia aveva bisogno: freschezza, voglia di cambiamento e, soprattutto, nessuno schieramento politico. Una forma di governo diversa, più vicina ai francesi e meno alle élite istituzionali che ormai rappresentavano un sistema antiquato e polveroso non più in linea con i bisogni dei francesi. Il movimento politico <em>En Marche! </em>di <strong>Emmanuel Macron</strong>, successivamente diventato <strong>La République en Marche (Lrem)</strong>, voleva apportare miglioramenti sotto tutti i fronti e raccogliere le macerie di un partito socialista ormai alla deriva, colpito da scandali istituzionali e crisi economiche che avevano reso l’intera sinistra inaffidabile. Il programma del partito si poggiava su differenti pilastri quali il matrimonio tra persone dello stesso sesso, immigrazione e accoglienza, lotta al cambiamento climatico e al terrorismo. Nel 2017 questo programma aveva appassionato molti e portato alle urne altrettanti. Adesso, dopo cinque anni, se ne vedono i limiti. Gran parte dei punti del programma sono diventate le grandi promesse non mantenute e i francesi non ne sono rimasti indifferenti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-385509" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-2-2-2048x1369.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gilets gialli distruggono le vetrine sugli Champs-Élysées di Parigi il 16 marzo 2019</figcaption></figure>



<p>Gli anni della legislazione sono stati turbolenti e hanno presentato sfide notevoli che però Macron non è riuscito a gestire. Parliamo in primo luogo dei <strong>gilet gialli</strong>. Una protesta nata dalla rabbia ma che aveva tutta la legittimità di esistere. Quando Macron nel 2018 aveva deciso di aumentare i <strong>prezzi del carburante</strong> la popolazione è insorta bloccando le autostrade di tutto il Paese, sia nelle zone urbane sia in quelle rurali. I manifestanti facevano parte di un movimento spontaneo che comprendeva giovani, anziani, lavoratori semplici, operai. Un largo malcontento si era insinuato in tutte le fasce della popolazione che si sono fatte sentire. Macron non è stato in grado di far fronte a queste proteste che, piano piano, sono sfociate in violente rivolte nelle più grandi città e successivamente a Parigi dove la polizia ha messo in atto una violentissima repressione. Ma le proteste non riguardavano solo l’aumento dei prezzi del carburante. Quest’ultimo è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il <strong>costo della vita</strong> sotto la sua presidenza era aumentato a dismisura. Si stima che siano aumentati i prezzi di determinati elementi. Il prezzo dei bus che è aumentato del 2% in due anni, quello delle autostrade è aumentato del 2%, il prezzo del gas del 44%. Il prezzo del gasolio da riscaldamento è salito alle stelle arrivando al 36%, il prezzo delle assicurazioni del 4% e le commissioni bancarie del 13%. Sono numeri enormi che danno un’idea di quanto il costo della vita sia diventato particolarmente oneroso. In risposta agli utenti i salari sono restati però invariati.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-385314" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/foto-3-3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Elettori della Nupes al quartier generale del movimento a Parigi</figcaption></figure>



<p>Con questi fattori la <strong>fiducia</strong> dei francesi nei confronti di Macron è diminuita drasticamente. Il presidente non è riuscito a infondere nuove speranze ma, al contrario, le ha minate. Ma non soltanto la discutibile gestione delle crisi e l’aumento dei prezzi hanno fatto calare il consenso. Ciò che ai suoi elettori non è andato giù è stato il totale virage della sua posizione, passando da essere un “outsider”, come amava definirsi lui nel 2017, a perfetto rappresentante delle istituzioni lontane dal popolo e dai suoi bisogni. <strong>Molti si sono sentiti traditi</strong>. Il senso di delusione e di distaccamento dalla presidenza è frutto quindi di politiche difinite troppo liberali e anche della rappresentazione di élite privilegiata che tanti hanno attribuito a Macron. Da essere il cambiamento osannato da tutti a uomo d’élite il passo è stato breve, e i francesi se ne sono resi conto sentendosi traditi nel profondo. È in questo contesto che la Nupes è riuscita a toccare un largo elettorato. Dall’ecologia, alle pensioni, al potere d’acquisto, la coalizione sembra aver toccato i nervi scoperti del programma di Macron presentandosi come valida alternativa.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-388735" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/gallery.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Elettori e sostenitori della Nupes festeggiano i risultati delle elezioni legislative. <br>Il simbolo del movimento è la V. </figcaption></figure>
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<p>Se cinque anni fa disponeva di un ampio consenso, che lo vedeva spiccare tra gli altri candidati in quasi tutte le regioni della <em>métropole</em>, oggi la fiducia nei suoi confronti è venuta a mancare. Le elezioni presidenziali che si sono tenute dal 10 al 24 aprile, ne sono state la prova. Con 20 milioni di elettori, <i>En Marche!</i> ha raggiunto il 66% di consensi contro il 33% del Front national di <strong>Marine Le Pen</strong>. Quest’anno le carte in tavola sono state mescolate e riproposte con un asset diverso e inaspettato con il ritorno di Jean-Luc Mélenchon &#8211; ex socialista leader del partito di sinistra <i>La France Insoumise &#8211; </i>che però non è riuscito a qualificarsi per il secondo turno presidenziale. Col secondo turno Macron è stato rieletto presidente della Repubblica francese e la Francia ha tirato un sospiro di sollievo per aver scampato per la seconda volta l’ombra dell’estrema destra.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="385450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-385450" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/galleria3-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il leader di Nupes, Jean-Luc Mélenchon, pronuncia il suo discorso dopo i primi risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi nel quartiere di Montmartre a Parigi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" data-id="385249" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-2.jpg" alt="" class="wp-image-385249"/><figcaption class="wp-element-caption">Igor Zamichiei, leader del Partito comunista francese, pronuncia il suo discorso dopo i primi risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi fuori dal quartier generale del Nupes a Parigi</figcaption></figure>
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<p>Il terremoto politico è però arrivato con le elezioni legislative. La sinistra è resuscitata dalle macerie e si è unita in quella che è stata designata come Nupes, Nuova unione popolare ecologica e sociale. Un<strong>’unione di tutte le sinistre</strong> che ha coinvolto la France Insoumise di Mélenchon, i socialisti, i verdi, i comunisti e tanti altri. In meno di un mese questa coalizione è riuscita a raggiungere consensi inaspettati e a far tremare le fondamenta della politica francese. La Nupes è nata non solo per unire le voci della sinistra ma soprattutto come opposizione a Macron. La volontà della Nupes è lo specchio di quella di milioni di francesi che stanchi da anni di crisi economiche, sociali e politiche, reclamano un drastico cambiamento. E così è effettivamente stato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-4-1-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-385317" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-4-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-4-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-4-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Galleria-4-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli exit poll del secondo turno delle legislative nel quartier generale della Nupes a Parigi</figcaption></figure>



<p>Malgrado la rimonta del Rn, l’obiettivo è stato raggiunto: i suoi candidati sono stati battuti da quelli della Nupes in moltissime regioni e città, soprattuto in Bretagna, passata da essere uno dei luoghi col più alto consenso, a luogo di ribellione. E così i francesi si sono fatti sentire, attraverso le urne hanno mostrato tutto il loro malcontento e hanno fatto rinascere dalle macerie la Nupes. Dal palco della conferenza della Nupes a Parigi, il 19 giugno, il leader della coalizione si è presentato fiero e vittorioso, decretando l’indebolimento di Macron e attribuendosene il merito.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>Accanto a lui tutti i leader dei partiti della coalizione che uno ad uno hanno preso parola. Il risultato delle elezioni ha fin da subito mostrato una Francia frastagliata con la capitale divisa in due e le vecchie “roccaforti” bretoni macroniane passate in mano alla Nupes. Cosa è successo in quei luoghi che nel 2017 vennero designati come “laboratori macroniani”? </p>


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                                    Allegra Filippi
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/macronismo-in-frantumi-ecco-cosa-e-successo-in-francia.html">Macronismo in frantumi: ecco cosa è successo in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macron ora riabilita Le Pen: cosa succede dopo il voto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-ora-riabilita-le-pen-cosa-succede-dopo-il-voto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2022 05:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-1536x1072.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-2048x1429.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tanto tuonò che piovve. Almeno per Marine Le Pen che potrebbe appuntarsi una coccarda al petto dopo vent’anni di sforzi. L’appello alla responsabilità rivolto da Emmanuel Macron a tutti i partiti per invitarli al &#8220;dialogo&#8221; e al &#8220;compromesso&#8221; davanti a un&#8217;Assemblea nazionale senza maggioranza la dice lunga sull’impasse del momento e su quanto potrebbe essere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-ora-riabilita-le-pen-cosa-succede-dopo-il-voto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-ora-riabilita-le-pen-cosa-succede-dopo-il-voto.html">Macron ora riabilita Le Pen: cosa succede dopo il voto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-1536x1072.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGHUlFUTC8GJqeSuFuZ_ANSA-2048x1429.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tanto tuonò che piovve. Almeno per <strong>Marine Le Pen</strong> che potrebbe appuntarsi una coccarda al petto dopo vent’anni di sforzi. L’appello alla responsabilità rivolto da <strong>Emmanuel Macron</strong> a tutti i partiti per invitarli al &#8220;dialogo&#8221; e al &#8220;compromesso&#8221; davanti a un&#8217;Assemblea nazionale senza maggioranza la dice lunga sull’impasse del momento e su quanto potrebbe essere ardito l’alambicco messo su per tenere insieme la legislatura. Il quotidiano <em>Le Monde</em>, che dalla scorsa domenica non molla per nulla il tema della contrattazione parlamentare, osserva che &#8220;il presidente e il suo partito non hanno escluso il Rassemblement National come interlocutore legittimo, anche a rischio di istituzionalizzarlo&#8221;. Per il presidente si profilerebbe un incubo da contrappasso: andare a Canossa verso quello che è stato il bersaglio preferito in campagna elettorale.</p>
<h2>L&#8217;appello al compromesso</h2>
<p>Vede un &#8220;Macron isolato dopo il no delle opposizioni&#8221; <a href="https://www.lefigaro.fr/politique/emmanuel-macron-isole-apres-le-non-des-oppositions-20220623"><em>Le Figaro</em></a>, nella sua apertura sullo &#8220;stallo politico che rimane&#8221; dopo l&#8217;irricevibilità con cui l&#8217;appello del presidente al dialogo è stato respinto tanto dai <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-dei-republicains-contro-macron.html">Republicains</a>, ritenuti i più papabili, quanto l&#8217;estrema destra del Rassemblement National e l&#8217;estrema sinistra della Nupes. Il giornale ha commissionato un sondaggio, da cui risulta che l&#8217;83% dei francesi ritiene il presidente indebolito dal risultato elettorale, il 70% imputa a una diretta responsabilità la perdita di una maggioranza all&#8217;Assemblea nazionale, e il 57% non desidera più Elizabeth Borne come premier. L’accusa rivolta da cittadini e partiti radicali è quella di “invertire i ruoli con l’opposizione”: in questa nuova assemblea, infatti, si rischia di non comprendere più chi è cosa: è questa l’accusa feroce che giunge dagli esponenti di <a href="https://www.lemonde.fr/politique/live/2022/06/24/manuel-bompard-accuse-elisabeth-borne-et-emmanuel-macron-d-inverser-les-roles-avec-l-opposition-suivez-l-actualite-politique-en-direct_6131818_823448.html">La France Insoumise</a>.</p>
<p>Macron, mercoledì scorso, ha implorato i partiti di opposizione di fare “compromessi” per “il bene dell&#8217;unità nazionale”. Ma ha anche chiesto l&#8217;emergere di alleati, affermando che Ensemble! dovrà &#8220;ampliare&#8221; la sua portata in parlamento, sia &#8220;costruendo un accordo di coalizione o creando maggioranze”. Lo spirito di compromesso si sta però rivelando evanescente: nessun partito ha raccolto l&#8217;offerta. Qualcuno, da dentro, frena su certe ipotesi peregrine: &#8220;Lasciatemi essere assolutamente chiaro, non può esserci alcuna alleanza, nemmeno circostanziale, con RN, tuona a radio <em>Europe 1</em> il ministro per l&#8217;Europa di Macron, <strong>Clément Beaune</strong>. “Non abbiamo idee in comune”.</p>
<h2>Un&#8217;opportunità storica per Marine Le Pen</h2>
<p>La difficoltà maggiore che Macron si trova ora ad affrontare è lo scollamento (e la coerenza) tra la tendenza degli elettori francesi a presentarsi in massa per votare contro l&#8217;estrema destra al ballottaggio presidenziale e i risultati di domenica scorsa. Qualsiasi manovra di palazzo, anche la più ardita e riuscita, rischia ora di infiammare le piazze. Appurato che dai vecchi Repubblicani non si giungerà a nulla, le mosse attorno alla Le Pen ne rinforzano il risultato politico, nonostante sia numericamente inferiore a quello di Nupes: quest’ultima è un’alleanza di partiti, non un unico partito che può votare unito e compatto. RN invece lo è.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/francia-chi-ha-vinto-davvero.html">Le Pen</a> sarà uno dei pochi grandi nomi che siederanno all&#8217;Assemblea nazionale di questa legislatura ed è ben intenzionata a sfruttare questa congiuntura storica come piattaforma principale del suo partito. La consegna della leadership della RN al suo delfino ventiseienne <strong>Jordan Bardella</strong>, per concentrarsi sulla guida del suo blocco dei parlamentari, ne è la prova. Non solo, ma in queste ore è palese come la campagna del 2027 sia già iniziata: come sostiene Jim Shields, professore di politica francese alla Warwick University, “Le Pen è intenzionata a proiettare un&#8217;immagine di rispettabilità e ad usare la sua inaspettata forza parlamentare per consolidare le sue credenziali di seria statista nazionale già in vista della corsa presidenziale del 2027&#8243;.</p>
<h2>Che tipo di compromesso?</h2>
<p>Ma che risultato dovrebbe avere questo corteggiamento, nessuno lo sa. Tantomeno la guisa politica attraverso cui costruire questa solidarietà nazionale. Le Pen sa che questa è un’occasione epocale: non tanto per “stare” nelle cose, ma ritagliarsi il ruolo di salvatrice della patria, mettendo da parte un credito spendibile in futuro. Quindi non è così improbabile immaginare che la leader di RN abbandoni l’idea di un’opposizione fisiologica per lavorare con il governo su questioni che sono in linea con l&#8217;agenda del suo partito. Ma se un patto con l’estrema destra sembra essere quanto di più perverso per gli abitanti di Macronia, nel frattempo, l’agenda della nuova assemblea ne incalza i membri. La prima riunione della XVI legislatura sarà martedì 28 giugno, alle 15, con la prima sessione pubblica che sarà presieduta dal decano dei deputati, in questo caso José Gonzalez (RN), assistito dai sei deputati più giovani. Nel corso di tale sessione, il Presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale sarà eletto a scrutinio segreto. Durante la loro seconda sessione pubblica, saranno nominati i 22 membri dell&#8217;ufficio dell&#8217;Assemblea nazionale, una sorta di consiglio direttivo dell&#8217;ente, che assume forma collegiale (i sei vicepresidenti dell&#8217;Assemblea nazionale Assemblea, tre questori, i dodici segretari, ecc.). La composizione dell&#8217;Ufficio di presidenza dovrebbe normalmente riflettere la configurazione politica dell&#8217;Assemblea.</p>
<p>In queste ore, dopo essere volato a Bruxelles, dove ha raggiunto i capi di Stato e di governo dell&#8217;Unione europea riuniti in vertice, Macron tornerà a Parigi in serata e, secondo le indiscrezioni di <em>Politico</em>, non si lascerà scappare l&#8217;occasione per inviare un nuovo messaggio alle opposizioni. &#8220;Ci sono tanti modi di esprimersi&#8221;, hanno confidato dall&#8217;Eliseo, non confermando un vero e proprio discorso ma lasciando intendere che il presidente manterrà in qualche modo alta la pressione per sbloccare l&#8217;impasse.</p>
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		<title>La vendetta dei Républicains contro Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-dei-republicains-contro-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 17:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
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<p>Per la destra gollista potrebbe essere il momento di tendere la mano a Emmanuel Macron e alla sua Ensemble! percossa e attonita. Del resto, europeisti lo sono, proprio come il presidente, che negli ultimi anni ha pescato proprio dal bacino gollista nomi come Edouard Philippe, Bruno Le Maire e Gérald Darmanin. Oppure, potrebbero volare gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vendetta-dei-republicains-contro-macron.html">[...]</a></p>
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<h2>L&#8217;incontro Jacob-Macron</h2>
<p>“A Macron ho detto che noi <em>Republicains</em> non siamo in una logica di coalizione&#8221;: così si è espresso il presidente del partito gollista, <strong>Christian Jacob</strong>, sul colloquio che ha avuto questa mattina all&#8217;Eliseo con il presidente francese, nell&#8217;ambito degli incontri con i leader dei partiti voluti dallo stesso Macron, nel tentativo di dare una maggioranza parlamentare al Paese. Jacob, si legge su <em>Le Figaro</em>, avrebbe inoltre chiesto a Macron &#8220;maggiore rispetto per i parlamentari&#8221; avvertendolo che i <em>Republicains</em> non avranno un approccio di &#8220;blocco&#8221; all&#8217;Assemblea Nazionale, ma non tradiranno i loro elettori. Jacob avverte, inoltre, il presidente su eventuali <strong>tentativi di <em>scouting</em></strong>: se accadrà, la cosa sarà interpretata come una ulteriore provocazione che genererebbe un irrigidimento del gruppo all&#8217;Assemblea Nazionale. Il colloquio, ha infine spiegato Jacob, &#8220;è stato cordiale ma diretto&#8221; ma &#8220;mantengo delle riserve&#8221; su &#8220;cosa potrà cavare&#8221; da questo incontro il capo dell&#8217;Eliseo.</p>
<p>Sembrerebbe questa la scelta definitiva, ribadita ai microfoni di <em>Radio France Inter</em>: &#8220;Abbiamo una linea molto chiara. Siamo all&#8217;opposizione. Abbiamo fatto campagna elettorale su questo perché Macron in cinque anni non è riuscito a portare a casa nessuna riforma. Non possiamo dire il contrario ora, sarebbe senza senso&#8221;. I loro 61 seggi farebbero gola e comodo ad Ensemble! per avvicinarsi alla maggioranza assoluta utile a governare: una strategia per alzare la posta? Forse. &#8220;Che Macron metta delle proposte sul tavolo&#8221;, ha tuonato Jacob, poco prima delle consultazioni con il presidente all&#8217;Eliseo. Ha poi ricordato la posizione di LR: &#8220;Siamo nell&#8217;opposizione e &#8220;ci restiamo&#8221;. &#8220;Non abbiamo intenzione di diventare la stampella o la ruota di scorta&#8221; della maggioranza. &#8220;La risposta &#8211; ha puntualizzato &#8211; non sarà negli intrallazzi o negli inciuci&#8221;. Una condotta da duro e puro già smussata all’incontro tra Macron e i capigruppo, al quale Jacob è stato il primo ad accettare l&#8217;invito. Del resto, il 2027 non è poi così lontano e, visto che ormai tutto può davvero accadere, il partito potrebbe provare a segnare i prossimi cinque anni per far emergere una personalità che sappia come portarlo alle prossime elezioni presidenziali, invece che rischiare di estinguersi.</p>
<h2>I duri e puri e le linee divergenti</h2>
<p>Il no al compromesso sembra essere una posizione condivisa da quasi tutti i dirigenti riuniti lunedì in consulenza strategica. LR non intende fare concessioni sul proprio ruolo nei prossimi cinque anni: tutti i deputati di LR eletti domenica sera sono stati scelti su una linea impermeabile al macronismo, in particolare <strong>Éric Ciotti</strong> nelle Alpi Marittime. &#8220;Non siamo fatti per essere la ruota di scorta di un potere che ha fallito, che ha frammentato il nostro Paese, che lo ha indebolito&#8221;, ha detto. Una posizione condivisa ma più sfumata quella di <strong>Xavier Bertrand</strong>, presidente di Hauts-de-France: &#8220;Non siamo qui per bloccare ma non siamo in vendita. Ma una cosa è certa all&#8217;Assemblea nazionale: niente con Mélenchon e niente sarà fatto con Marine Le Pen&#8221;.</p>
<p>A spiegare il peso dei Repubblicani sulla bilancia politica del Paese ci pensa <strong>Antoine Vermorel</strong>, nuovo deputato di LR della Loira: “Abbiamo più influenza nel 2022 che nel 2017 perché questa volta siamo altrettanto scrittori di testi poiché siamo scrittori di mozioni di censura”. Consapevoli del loro nuovo peso politico, i funzionari eletti tuttavia differiscono su come usarlo. Ne sono un esempio le due linee divergenti di <strong>Christelle Morançais</strong>, Presidente della Regione Pays de la Loire, e Bruno Retailleau, che prima di lei ha ricoperto questo incarico e che ora è il presidente del gruppo LR al Senato. Già prima del risultato noto, il senatore della Vandea aveva dichiarato sul <em>Journal du Dimanche</em> di non voler essere la <em>voiture-balai </em>del macronismo: si tratterrebbe infatti di un doppio tradimento degli elettori. Perché su sicurezza, immigrazione, spesa pubblica o scuola, le idee dei repubblicani non sono quelle di Macron. Per il senatore, gli elettori hanno dato loro un mandato chiaro, ovvero sedere all&#8217;opposizione senza compromettersi. L’unica apertura potrebbe essere fatta, a suo dire, sui testi: se incontreranno il favore del partito verranno votati. Nè più né meno.</p>
<p>Dal canto suo, <strong>Christelle Morançais</strong> si assesta su un&#8217;altra linea, quella di un contratto di governo, idea difesa anche domenica sera da Jean-François Copé, sindaco di Meaux ed ex presidente dell&#8217;UMP. Morançais tira fuori temi come coraggio, ragione, responsabilità, difendendo la scelta più difficile-la collaborazione-preferibile a quella dello scontro frontale. L’idea di base sarebbe quella di costruire un <strong>contratto di governo</strong> con Macron, negoziato dalla A alla Z, e che deve riguardare priorità essenziali: scuola, economia, conti pubblici, pensioni, sicurezza, industria ed “ecologia della crescita”.</p>
<h2>Le dimissioni di Jacob</h2>
<p>Jacob, che aveva già annunciato l&#8217;intenzione di lasciare l&#8217;incarico dopo le elezioni legislative, si dimetterà tra pochi giorni dalla testa del partito. Su <em>France Inter</em>, aveva confermato che questo addio sarebbe avvenuto a inizio luglio. Le elezioni per sostituirlo dovrebbero svolgersi alla fine di ottobre-inizio novembre. Il termine potrebbe arrivare anche a fine novembre, per questioni tecniche come la presentazione delle domande e la campagna elettorali. Lo statuto del partito prevede che “in caso di vacanza della presidenza” il capo di LR è sostituito dal vicepresidente, carica attualmente occupata da Annie Genevard. Chi gli succederà? Si fa strada l’ipotesi del delfino <strong>Laurent Wauquiez</strong>, avendo all’attivo esperienza nella gestione di grandi comunità, esperienza ministeriale, oltre ad aver già guidato il partito dal 2017 al 2019. Ma a spingere ci sono anche i “giovanissimi” come il trentaseienne Aurélien Pradié, che non ci sta a fare il soprammobile nel partito.</p>
<p>Il cambio della guardia resta sempre un momento delicato nella transizione di un partito, durante il quale si rischia di bruciare risorse e far saltare le istanze di rinnovamento. Questo aspetto, indubbiamente, influirà nella trattativa eventuale con Macron. Quanto vale, infatti, la linea politica di un leader dimissionario di fronte a un parlamento in subbuglio?</p>
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