<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>curdi siriani Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/curdi-siriani/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/curdi-siriani</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Feb 2025 09:58:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>curdi siriani Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/curdi-siriani</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 09:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=458526</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di "Apo" Ocalan passa ora alla prova delle manovre politiche di Erdogan e della volontà politica delle formazioni curde. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html">Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<em>Tutti i gruppi devono abbandonare le armi e il Pkk deve sciogliersi</em>&#8220;. Con questa dichiarazione, in poche ore, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">Abdullah Öcalan</a></strong> ha ribaltato decenni di storia turca e curda. In una conferenza stampa gremita a Istanbul, è stato letto il messaggio del leader storico del Pkk da parte dei rappresentanti del partito filo-curdo Dem, terza forza politica in Turchia. Detenuto dal 1999 nel carcere di massima sicurezza di <strong>Imrali</strong>, ha potuto comunicare nuovamente dopo un decennio di isolamento, interrotto solo di recente grazie a incontri con deputati del Dem dopo aver perso ogni contatto con l’esterno dal 2015, quando fallì il processo di pace avviato due anni prima tra il Pkk e Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.euronews.com/articles/stories/09/08/33/72/1920x1080_cmsv2_cd68cf27-b03d-588b-804f-a691035f9edd-9083372.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sciogliere il Pkk: la decisione era nell&#8217;aria?</h2>



<p>La decisione, tuttavia, era nell’aria da mesi: non erano passate nemmeno 48 ore dall’<a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html">attentato contro la Turkish Aerospace Industries Inc</a>. lo scorso ottobre, quando Öcalan tornò a parlare, paventando l’ipotesi della fine alla lotta armata. In quei giorni qualcosa già covava sotto la cenere, quando il <strong>partito filo curdo Dem</strong>, ex Hdp, aveva ricevuto giorni prima una proposta da parte del leader del partito di ultradestra turco Mhp, <strong>Devlet Bahceli</strong>, alleato del presidente. Bahceli aveva optato per un vero colpo di scena, invitando Öcalan a tenere un discorso in Parlamento: un insospettabile, da sempre fautore della tolleranza zero nei confronti dei curdi. A sorprendere l’opinione pubblica è stato proprio il ruolo della destra nazionalista turca nella riapertura del dialogo. Bahçeli, infatti, ha avanzato l’idea di uno scioglimento del Pkk in cambio di una calmierazione del regime carcerario di Öcalan. Tale iniziativa, sostenuta anche dal Dem e dallo stesso presidente turco, è stata definita dal capo di Stato una “<em>opportunità storica</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://staticfanpage.akamaized.net/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2013/07/ocalan_processo_pace_turchia.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ripercussioni interne alla Turchia</h2>



<p>Una mossa che avrà profonde ripercussioni sia sulla politica interna della Turchia che sulle sue relazioni internazionali, soprattutto alla luce dei tumulti attuali. Sul piano interno, la decisione potrebbe aprire la strada a un <strong>nuovo processo di pace</strong> tra il Governo turco e la popolazione curda, riducendo le tensioni nelle province sudorientali della Turchia, da decenni teatro di scontri tra forze governative e miliziani del Pkk. Tuttavia, il successo di questo processo dipenderà dalla capacità del Governo turco di adottare misure concrete per il riconoscimento dei diritti culturali e politici dei curdi di Turchia. Presumibilmente il primo passo sarebbe restituire ai sindaci del Dem il governo delle province in cui sono stati eletti, ma poi rimossi con accuse di terrorismo. Ma senza riforme tangibili, il rischio è che la smobilitazione del PKK lasci spazio alla frammentazione e alla nascita di nuove fazioni armate. </p>



<p>Dal punto di vista politico, il presidente Erdoğan potrebbe sfruttare questa svolta per <strong>rafforzare la propria immagine</strong> di leader capace di intestarsi la fine di un conflitto decennale, guadagnando consensi in vista delle prossime elezioni. Sul Presidente turco, infatti, aleggia il sospetto della ricerca spasmodica del sostegno parlamentare del Dem, attualmente all’opposizione, per poter modificare la Costituzione e garantirsi un nuovo mandato alle elezioni del 2028. Tuttavia, questa strategia potrebbe alienare una parte dell&#8217;elettorato nazionalista turco, contrario a qualsiasi partita a scacchi con il Pkk, mettendo a rischio gli equilibri politici interni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bresciaanticapitalista.com/wp-content/uploads/2024/10/img_1628.jpeg?w=1024" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come potrebbero cambiare le relazioni estere di Ankara</h2>



<p>Nel frattempo, il mondo politico internazionale osserva con attenzione. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito la mossa di Öcalan un “barlume di speranza”, mentre il ministero degli Esteri tedesco l’ha considerata una svolta storica. Anche l’ex premier italiano <strong>Massimo D’Alema</strong>, ricordando il passaggio di Öcalan in Italia nel 1998, ha sottolineato come questa decisione potrebbe aprire un percorso di riconciliazione tra Turchia e comunità curda. Sul piano internazionale, la fine del Pkk potrebbe <strong>ridisegnare le alleanze</strong> e le dinamiche di potere in Medio Oriente, soprattutto in <strong>Siria</strong>, dove le Forze Democratiche Siriane (SDF), alleate degli Stati Uniti e considerate un&#8217;estensione del Pkk, potrebbero subire ripercussioni. La Turchia potrebbe usare questo sviluppo come leva per aumentare la pressione sulle SDF e per rafforzare la propria posizione nei negoziati con Washington e Mosca. Sull’annuncio del leader del Pkk si è immediatamente espresso il comandante militare delle Sdf <strong>Mazloum Abdi</strong>, che ha accolto favorevolmente l&#8217;appello &#8220;storico&#8221; al disarmo, ma con un “ma”. &#8220;<em>Consideriamo positiva questa iniziativa perché c&#8217;è bisogno di pace</em>&#8220;, ha dichiarato in un videomessaggio, sottolineando che l&#8217;annuncio avrà conseguenze positive nella regione ma aggiungendo che l&#8217;appello riguarda solo il Pkk e che non si riferisce alla Siria.</p>



<p>Inoltre, la fine della lotta armata potrebbe migliorare i <strong>rapporti tra la Turchia e gli Stati Uniti</strong>, riducendo le tensioni legate al sostegno americano ai gruppi curdi in Siria e facilitando una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo. Anche le relazioni con l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> potrebbero beneficiare di questa svolta: difficile però che Bruxelles, in questa fase di crisi profonda aggravata anche da numerosi attentati terroristici di matrice islamista- possa rilanciare i negoziati dormienti per l’<strong>adesione turca</strong>, spesso ostacolati dalle questioni legate ai diritti umani e alla repressione della minoranza curda: ma la scelta potrebbe tuttavia condurre comunque a un riallineamento importante.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2011/01/02/world/atwarpkkocalan.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il dubbio sui miliziani del Pkk</h2>



<p>Ma se Apo è ancora a Imrali, il quartier generale del Pkk resta sulle montagne di <strong>Qandil</strong>, nel Kurdistan iracheno. Queste vette rappresentano da anni il rifugio strategico del Pkk, grazie alla loro conformazione impervia che rende complessi gli interventi militari turchi. Situata oltre i confini della Turchia, questa roccaforte garantisce al gruppo una relativa protezione, approfittando dell’autonomia della regione curda irachena e della difficoltà di Baghdad nel contrastarne la presenza. La posizione, <strong>al crocevia tra Iran, Siria e Iraq</strong>, permette inoltre al Pkk di mantenere contatti con altre fazioni curde, facilitando il movimento di uomini e risorse. Sebbene Ankara abbia più volte condotto operazioni contro le basi del gruppo, il contesto geopolitico e le resistenze locali rendono un’offensiva su larga scala un’opzione complicata, consolidando così Qandil come cuore operativo della militanza curda. Lo Stato Maggiore raccoglierà l’appello del suo leader?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html">Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bombe stradali e raid letali: l&#8217;Iran studia un&#8217;offensiva contro gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/bombe-stradali-attacchi-letali-iran-studia-offensiva-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jun 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=398167</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-1536x909.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-2048x1212.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una bomba stradale super perforante per attaccare e distruggere le posizioni americane nel nord della Siria potrebbe inaugurare una nuova fase nel conflitto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-stradali-attacchi-letali-iran-studia-offensiva-usa.html">Bombe stradali e raid letali: l&#8217;Iran studia un&#8217;offensiva contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-scaled-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-1024x606.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-1536x909.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230601150142728_0ab2c56889032fa9432cac2bb9756d89-2048x1212.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In base ad alcuni fascicoli classificati trapelati sulla piattaforma di messaggistica Discord e analizzati dal <em>Washington Post</em>, l&#8217;Iran sta equipaggiando militanti siriani per una nuova fase di <strong>attacchi letali </strong>contro le truppe americane di stanza nel Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove bombe stradali </h2>



<p>Secondo i documenti trapelati – basati su comunicazioni intercettate di militanti siriani e libanesi filo-iraniani – Teheran sta fornendo ordigni di nuova tecnologia agli alleati di Damasco, studiati appositamente per mettere fuori uso i veicoli militari corazzati e <strong>colpire direttamente</strong> il personale dell&#8217;esercito statunitense. Le nuove <strong>bombe stradali</strong> potrebbero cambiare l&#8217;andamento dell&#8217;intermittente conflitto siriano, e preparare il terreno per più ampio <strong>scontro frontale</strong> per mano delle milizie <em>proxy</em> di Teheran. Finora, gli attacchi con missili e droni contro le posizioni americane in Siria hanno già provocato diversi feriti e la <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-israele-bombardano-siria-cosa-svelano-raid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">morte di un contractor</a> del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. </p>



<p>Questa stessa tipologia di arma chiamata <strong>Efp</strong> (<em>explosively formed penetrator</em>) è già stata usata da insorti filo-iraniani in attacchi letali contro convogli dell’esercito americano durante l’occupazione dell’Iraq. La fuga di notizie ha svelato che già a gennaio erano stati registrati i tentativi dinamitardi di un miliziano libanese di Hezbollah, che testava un nuovo modello di Efp in Siria. Il dispositivo rinvenuto misurava meno di una dozzina di centimetri, ed è stato valutato come &#8220;<strong>molto potente e occultabile</strong>&#8221; a causa della piccola taglia e della carica esplosiva di circa 1,5 chilogrammi di materiale esplosivo (C-4) che può ospitare. In due test, la bomba è riuscita a penetrare la corazza di un veicolo blindato spessa oltre 7 centimetri ad una distanza di 23 metri; il documento riporta che un terzo tentativo è fallito. </p>



<p>Come riporta il <em>Wp</em>, gli Efp sono una <strong>sofisticata variante</strong> delle bombe stradali – comunemente conosciute come ordigni esplosivi improvvisati, o Ied – che sono diventate segno distintivo della campagna di insurrezione contro le forze militari americane in Iraq dopo l&#8217;invasione del marzo 2003. Questi dispositivi sono normalmente azionati da sensori remoti, e utilizzano una carica esplosiva &#8220;sagomata&#8221; per lanciare un proiettile di metallo fuso contro un obiettivo ad altissima velocità. </p>



<p>Uno dei report caricati su <a href="https://it.insideover.com/politica/lorigine-della-fuga-di-notizie-dal-pentagono.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Discord</a> descrive un&#8217;operazione risalente allo scorso febbraio, nella quale alcuni combattenti curdi hanno sventato un&#8217;offensiva sequestrando tre di questi ordigni esplosivi trasportati da un affiliato delle Forze Quds siriane in preparazione ad un &#8220;eventuale <strong>attacco a forze americane</strong>&#8221; nei pressi di Rumeilan, nel nord-est della Siria. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Joint Communication Centre </h2>



<p>Un ulteriore report contenuto nel fascicolo descrive un nuovo e più ampio piano dell&#8217;asse Mosca &#8211; Teheran &#8211;  Damasco per cacciare gli Stati Uniti dalla Siria, un obiettivo di lunga data che permetterebbe al presidente Bashar al-Assad di riguadagnare il controllo sulle <strong>province nord-orientali</strong> del Paese ora sotto il controllo di gruppi curdi filo-americani. Anche dopo la liberazione dei territori siriani dallo Stato Islamico, le amministrazioni americane hanno mantenuto un contingente di truppe in Siria, seppur limitato &#8211; si tratta di circa <strong>900 uomini</strong>, più alcune centinaia di contractors privati – per prevenire una riorganizzazione dei jihadisti e arginare l&#8217;influenza russa nell&#8217;area. </p>



<p>Le informazioni diffuse si riconducono ad un piano generale che prevede di alimentare la resistenza popolare che si oppone alla presenza statunitense, e supportare movimenti dal basso per attaccare le truppe stanziate nel nord della Siria. Un ulteriore report d&#8217;intelligence risalente a gennaio aveva già reso nota un accordo stipulato a novembre 2022 da alti ufficiali russi, iraniani e siriani per la creazione di un &#8220;<strong>centro di coordinamento</strong>&#8221; per dirigere tale campagna. Se la volontà russa di espellere gli Stati Uniti dalla Siria era già risaputa, la creazione di un centro di coordinamento congiunto è nuova. Si può ipotizzare che russi e iraniani si aspettino che, in caso di successi militari ai danni degli americani, sarebbero in grado di tenere sotto controllo l&#8217;escalation conseguente, poiché il Pentagono probabilmente limiterebbe la ritorsione ad attacchi diretti ad obiettivi interni alla Siria. Questa infatti è stata la risposta standard nel corso delle amministrazioni Trump e Biden.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Si aprono nuovi scenari </h2>



<p>Tuttavia, va tenuto in conto che con l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia e <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-stallo-iran-armi-nucleeari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo sgretolamento del Jcpoa </a>(l&#8217;accordo sul nucleare iraniano del 2015), la situazione è diventata molto più volatile e il comportamento di Teheran ancora più imprevedibile. Al contempo, le politiche americane risentono della necessità di non dare l&#8217;impressione di fare un passo indietro davanti a Mosca. Pertanto, è poco realistico immaginare che il pattern rispettato finora nelle periodiche recrudescenze del conflitto in Siria si dispieghi nella nuova fase che gli Efp e il Joint Communication Centre potrebbero inaugurare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/bombe-stradali-attacchi-letali-iran-studia-offensiva-usa.html">Bombe stradali e raid letali: l&#8217;Iran studia un&#8217;offensiva contro gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Turchia ha avviato la nuova operazione anti curda in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 18:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=375932</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da domenica il nord della Siria è teatro di intensi bombardamenti da parte turca. É la risposta da parte di Ankara all&#8217;attentato subito nei giorni scorsi a Istanbul, per il quale lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan ha incolpato gruppi curdo-siriani. Ma un&#8217;azione turca nei territori controllati dai curdi in Siria era già nell&#8217;aria da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html">La Turchia ha avviato la nuova operazione anti curda in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221024183221182_c7f1f4aebd12fc1ffa613d261b8fee5f-2048x1318.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da domenica il nord della <strong>Siria</strong> è teatro di intensi <strong>bombardamenti</strong> da parte turca. É la risposta da parte di Ankara<a href="https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/forte-esplosione-centro-istanbul-ci-sono-morti-non-escluso-2084949.html"> all&#8217;attentato subito nei giorni scorsi a Istanbul</a>, per il quale lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan ha incolpato gruppi curdo-siriani. Ma un&#8217;azione turca nei territori controllati dai curdi in Siria era già nell&#8217;aria da tempo. L&#8217;attacco di Istanbul ha forse solo accelerato i propositi del &#8220;sultano&#8221;. Nel frattempo le <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">forze Sdf</a>, sigla che riunisce i gruppi curdi in Siria, hanno dichiarato lo stato di allerta: si teme a breve anche un intervento via terra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;operazione &#8220;Spada ad Artiglio&#8221; </h2>



<p>Domenica sera primi bagliori hanno illuminato il cielo delle regioni siriane a nord di <strong>Aleppo</strong>. Con il passare delle ore, i boati delle esplosioni si sono fatti sempre più intensi. Gli abitanti dei villaggi vicini al confine turco hanno così intuito che l&#8217;operazione &#8220;promessa&#8221; da Ankara nei giorni precedenti ha avuto inizio. Il ministro della Difesa turco, <strong>Hulusi Akar</strong>, l&#8217;ha nominata in conferenza stampa &#8220;Spada ad Artiglio&#8221;. </p>



<p>Per il momento l&#8217;operazione è costituita da una massiccia campagna di bombardamenti nelle aree siriane controllate dai curdi. In quei cantoni cioè dove le forze Sdf hanno preso posizione durante la guerra contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html">Isis</a>. Sono interessate dai raid le zone a est di <strong>Jarabulus</strong>, nella provincia di Aleppo, così come di <strong>Ayn Isa</strong> nella provincia di Raqqa. Importanti bombardamenti sono stati segnalati anche nella regione attorno<strong> Al Hasakah</strong>, nel nord est della Siria. I raid non hanno risparmiato nemmeno il cantone di <strong>Manbji</strong>, una delle città dove il controllo è gestito congiuntamente tra forze Sdf e forze siriane, coadiuvate queste ultime dai russi. </p>



<p>Così come confermato poi dallo stesso ministro Akar, alcuni bombardamenti hanno riguardato il nord dell&#8217;<strong>Iraq</strong>. Ordigni turchi sono stati lanciati infatti nella regione di <strong>Sinjar</strong> e in quella di <strong>Duhok</strong>, all&#8217;interno quest&#8217;ultima della regione autonoma curdo-irachena. La stessa che da giorni sta subendo anche l&#8217;attacco da parte iraniana per via del sospetto di Teheran dell&#8217;appoggio dato dalle forze curde locali ai manifestanti iraniani. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Turkish UCAVs targeted the Ouda oil refinery in Syria’s Kahtaniyah, a refinery controlled by the US-backed PKK/YPG terrorists. <a href="https://t.co/uY7rLY0phl">pic.twitter.com/uY7rLY0phl</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1595027499255484416?ref_src=twsrc%5Etfw">November 22, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Abbiamo neutralizzato &#8211; ha dichiarato Akar nella giornata di lunedì &#8211; 184 terroristi. Continueremo fino a quando non raggiungeremo i nostri scopi&#8221;. Negli attacchi a essere impiegati sono stati anche <strong>droni</strong>, ma sono soprattutto gli aerei a colpire i più importanti obiettivi curdi nelle aree sotto bersaglio. Dal canto loro, le forze Sdf hanno imposto lo <strong>stato di emergenza </strong>nelle regioni da loro controllate. Uno dei leader delle milizie curde,<a href="https://twitter.com/baladinetwork/status/1594691663439478784"> lunedì ha dichiarato su Baladi News</a> che i combattenti sono pronti ad affrontare ogni eventualità. Quella più temuta al momento riguarda la possibilità di un&#8217;operazione via terra, portata avanti da turchi e gruppi siriani addestrati dai turchi. Come del resto è già accaduto nelle tre precedenti operazioni di Ankara nella regione compiute tra il 2016 e il 2020. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;obiettivo di Ankara</h2>



<p>La Turchia da anni vede nel rafforzamento delle Sdf nel nord della Siria una minaccia alla propria sicurezza. Il pericolo maggiore, secondo la visione di Ankara, deriva dai forti rapporti con il <strong>Pkk</strong>, il partito dei lavoratori curdo attivo in Turchia e inserito dalle autorità locali nella lista delle organizzazioni terroristiche. In poche parole, per Erdogan non c&#8217;è differenza tra curdi turchi e curdi siriani, entrambe le formazioni costituiscono una minaccia. Tanto è vero che dopo l&#8217;attentato di Istanbul, Ankara ha alzato la voce contro gli <strong>Stati Uniti</strong>, rei invece di appoggiare in funzione anti Isis le forze Sdf. </p>



<p>Per quell&#8217;attacco le forze di sicurezza turche hanno puntato il dito contro i curdi siriani. In particolare, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/turchia-accusa-pkk-lattentato-istanbul-arrestata-principale-2085135.html">sono state arrestate 22 persone</a>, molte delle quali (compresa la presunta attentatrice) provenienti dalla Siria. Da qui l&#8217;accelerazione dei piani di attacco già pronti da mesi. Ankara punta alla creazione di una grande<strong> fascia cuscinetto</strong> lungo i propri confini. Nel 2016, con l&#8217;operazione &#8220;Scudo nell&#8217;Eufrate&#8221;, le forze filoturche hanno preso Jarabulus e parte delle aree a nord di Aleppo. Nel 2018, con l&#8217;operazione &#8220;Ramoscello d&#8217;Ulivo&#8221;, è stato strappato ai curdi il controllo del cantone di Afrin, sempre a nord di Aleppo. Nel 2020 infine, con l&#8217;intervento denominato &#8220;Primavera di Pace&#8221;, è stata creata una fascia sotto controllo filoturco tra le regioni di Raqqa e Al Hasakah. Mancano, per chiudere il cerchio, le regioni bombardate in questi giorni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibili conseguenze nei rapporti con la Russia</h2>



<p>Quando si interviene in Siria, anche se a essere bersagliati sono territori fuori dal controllo del governo di Damasco, si entra in un Paese sotto forte influenza russa. Mosca è la prima alleata del presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> e ha il controllo di gran parte dello spazio aereo del Paese, oltre che di diverse basi militari. Così come per le altre operazioni, è possibile ipotizzare che da parte russa sia arrivato un ufficioso <strong>silenzio assenso</strong> alle azioni turche. Del resto, tra Putin ed Erdogan il <strong>compromesso</strong> da anni appare chiaro: in cambio della rinuncia all&#8217;obiettivo di destituire Assad, il Cremlino consente ai turchi di operare contro i curdi. </p>



<p>Tuttavia il rischio di incidenti tra i due Paesi è piuttosto alto. Le forze di Ankara hanno preso di mira anche la regione attorno <strong>Manbji</strong> dove sono presenti soldati russi. L&#8217;esercito siriano dal canto suo, come segnalato su alcuni siti vicini all&#8217;opposizione islamista siriana, ha ripreso a bombardare le aree di <strong>Idlib</strong> ancora fuori dal controllo di Damasco. E qui sono presenti diversi punti di osservazione gestiti dai turchi. Non solo, ma gli stessi russi lunedì hanno bombardato una zona non lontana dal valico di frontiera di<strong> Bab Al-Hawa</strong>, sempre nella regione di Idlib e a pochi passi dal confine turco. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/fared_alhor/status/1594592540199641092
</div></figure>



<p>Considerando le tensioni relative alla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html">guerra in Ucraina</a>, dove la Turchia si è ritagliata un ruolo di mediazione tra Mosca e Kiev, ogni rischio di incidente in Siria potrebbe avere ripercussioni anche ben oltre i confini del Paese arabo. Ed è per questo che l&#8217;operazione avviata da Ankara in queste ore si presenta piuttosto delicata.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html">La Turchia ha avviato la nuova operazione anti curda in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché l&#8217;attentato di Istanbul rafforza Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-lattentato-di-istanbul-rafforza-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 18:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=375791</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attentato avvenuto il 13 novembre nel centralissimo viale Istiklal, a due passi dalla celebre piazza Taksim a Istanbul, rafforza il presidente-sultano Recep Tayyip Erdogan in vista delle elezioni presidenziali di giugno. Per due motivi. Il primo è che accusando i curdi, il leader del Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) mette un cuneo tra il Partito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lattentato-di-istanbul-rafforza-erdogan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lattentato-di-istanbul-rafforza-erdogan.html">Perché l&#8217;attentato di Istanbul rafforza Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121191625415_991957d64028016ff7057532c987fa02-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attentato avvenuto il 13 novembre nel centralissimo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/istanbul-a-chi-giova-un-attentato-proprio-adesso.html">viale Istiklal</a>, a due passi dalla celebre piazza Taksim a <strong>Istanbul</strong>, rafforza il presidente-sultano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> in vista delle elezioni presidenziali di giugno. Per <strong>due </strong>motivi. Il primo è che accusando i curdi, il leader del Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) mette un cuneo tra il Partito democratico dei popoli (Hdp, principale partito curdo in Turchia) e le formazioni politiche di opposizione riunite nell’Alleanza nazionale. Il secondo è che le Forze armate di Ankara hanno ora un pretesto per compiere <strong>operazioni militari</strong> contro i gruppi curdi in Siria e in Iraq, distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dal <a href="https://www.euronews.com/2022/11/03/annual-inflation-in-turkey-reaches-record-25-year-high-of-855">tasso di inflazione record</a> dell’85 per cento, il più alto da 25 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fronte esterno: fari su Siria e Iraq</h2>



<p>Sul fronte <strong>esterno</strong>, nonostante le indagini siano ancora allo stato embrionale, le autorità turche puntano subito il dito contro i gruppi curdi oltreconfine e in particolare contro il solito <strong>Partito dei lavoratori del Kurdistan iracheno (Pkk)</strong>, che però <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/kurdish-armed-group-pkk-denies-involvement-istanbul-attack-website-2022-11-14/">smentisce</a> e prende le distanze. Pochi giorni dopo l’attacco, secondo quanto riferisce l’<em><a href="https://www.agenzianova.com/a/637b3b89014ad7.17588157/4146741/2022-11-21/siria-32-combattenti-curdi-e-15-militari-governativi-uccisi-in-bombardamenti-turchia">Agenzia Nova</a></em>, gli F-16 dell’aeronautica militare turca bombardano le postazioni curde nel <strong>Rojava</strong> siriano ma anche in <strong>Iraq</strong>, forse il preludio a una nuova <strong>operazione militare</strong> terrestre contro le Forze democratiche siriane (Sdf), coalizione militare curdo-araba sostenuta dagli Usa. </p>



<p>Non è un caso che il ministro dell’Interno turco, <strong>Suleyman Soylu</strong>, abbia <a href="https://www.axios.com/2022/11/14/turkey-claims-us-complicit-istanbul-attack">respinto</a> a caldo le condoglianze degli <strong>Stati Uniti, </strong>paragonando Washington a un “assassino che si presenta per primo sulla scena del crimine”. La donna che avrebbe collocato l&#8217;ordigno, un’araba siriana di nome <a href="https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2022/11/14/Istanbul-police-Syrian-woman-planted-bomb-in-Turkey-Istiklal-Street-attack">Ahlam al Bashir</a>, è apparsa in una fotografia pubblicata dalle autorità turche con indosso una maglietta della Maratona di New York, quasi a voler indicare un presunto legame tra la presunta attentatrice e gli Usa.</p>



<p>Non solo. Secondo Soylu, la donna e i suoi complici “sarebbero fuggiti in <strong>Grecia </strong>se non li avessimo arrestati”. Un’accusa indiretta quindi anche alle autorità elleniche, con cui i rapporti sono ormai ai minimi termini da mesi. Inoltre, l’attentato di Istanbul potrebbe aumentare la pressione sui Paesi scandinavi, in particolare <strong>Svezia</strong> e <strong>Finlandia</strong>, per consegnare gli esponenti del Pkk in cambio del via libera di Ankara all’adesione alla <strong>Nato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fronte interno: la battaglia per il voto</h2>



<p>Sul fronte interno, il governo di Ankara cerca mettere in difficoltà il partito curdo <strong>Hdp</strong>, che pure godrebbe di non pochi consessi, circa l’<strong>11,5%</strong> secondo gli ultimi sondaggi disponibili. Come riferisce <strong>Lorenzo Fruganti</strong> dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), l’indice di gradimento di Erdogan “è in leggera risalita rispetto agli scorsi mesi (<a href="https://twitter.com/metropoll/status/1334408618305785856">46,6</a> per cento a inizio novembre contro <a href="https://twitter.com/metropoll/status/1552580790424408064">41,5</a> per cento di luglio)”, ma “il complicato andamento dell’economia, caratterizzato da un’inflazione galoppante e da un significativo deprezzamento della lira (che ha raggiunto i <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/turkish-lira-flat-after-shock-rate-cut-weakening-2022-08-19/">minimi storici</a>), continua a gravare sulla popolarità del capo dello Stato”.  Non è tutto. “L’attentato di Istanbul potrebbe indebolire il settore del turismo, che rappresenta una voce importante del Pil turco e ha trainato la crescita economica dei mesi estivi”, aggiunge Fruganti.</p>



<p>Oggi come oggi, quindi, la leadership dell’Akp di Erdogan non è più così scontata. Il partito del presidente è si in testa alle intenzioni di voto con il 28,7%, ma è in netto calo rispetto alle elezioni del 2018. Seguono il Partito repubblicano del popolo (Chp) del sindaco di Ekrem Imamoglu con il 20 per cento, il Partito buono (Ip, di orientamento kemalista e alleato del Chp) con l’11,9 per cento e il partito curdo con l’11,5 per cento. In vista delle elezioni presidenziali di giugno, dunque, Erdogan potrebbe non riuscire a passare al primo turno, incappando in un pericoloso ballottaggio. A meno che nei prossimi non vi siano <strong>significativi avvenimenti </strong>che facciano alzare l’asticella del suo gradimento, come &#8211; appunto &#8211; un&#8217;operazione militare o anti-terroristica di successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lattentato-di-istanbul-rafforza-erdogan.html">Perché l&#8217;attentato di Istanbul rafforza Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutte le richieste di Erdogan alla Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 05:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=362511</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-1536x1037.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-2048x1383.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il memorandum di Madrid segna un nuovo corso nelle relazioni tra i Paesi occidentali e la Turchia all’interno dell’Alleanza Atlantica: è stato, infatti, finalmente trovato l&#8217;accordo sulla domanda di adesione alla NATO di Helsinki e Stoccolma, a cui viene ora rimosso il veto di Ankara. Un passo avanti per l’Alleanza, ma soprattutto una grande conquista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html">Tutte le richieste di Erdogan alla Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-1536x1037.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/AYGz9BTETC8GJqeSuO_N_ANSA-2048x1383.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_196951.htm"><b>memorandum di Madrid</b></a> segna un nuovo corso nelle relazioni tra i Paesi occidentali e la Turchia all’interno dell’Alleanza Atlantica: è stato, infatti, finalmente trovato l&#8217;accordo sulla domanda di adesione alla NATO di Helsinki e Stoccolma, a cui viene ora rimosso il veto di Ankara. Un passo avanti per l’Alleanza, ma soprattutto una grande conquista per <b>Recep Erdogan</b>: si tratta di un acquisto di credito politico in patria, alle prese con una situazione esplosiva, ma soprattutto di un rilancio internazionale, tentando di uscire dalle sabbie mobili in cui si era cacciato. Il leader turco, infatti, si è presentato al vertice con un carnet personale in tumulto: tensioni con la Grecia, minaccia di una nuova offensiva nel nord della Siria, relazioni travagliate con la Russia, quanto basta per considerarlo ancora alleato, sì, ma forse non più un amico fidato dell’Occidente.</p>
<h2>Le origini del veto</h2>
<p>Ma facciamo un passo indietro, ovvero alle origini del veto turco all’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO. Erdogan aveva criticato l&#8217;approccio permissivo di Svezia e Finlandia nei confronti di gruppi che Ankara considera minacce alla propria sicurezza nazionale, incluso il <strong>PKK </strong>e la sua branca siriana (<strong>YPG</strong>). Turchia, Svezia e Finlandia classificano il PKK come organizzazione terroristica, ma Erdogan ha accusato i due stati nordici di ospitare e sostenerne i combattenti, cosa che i Paesi scandinavi negano. La Svezia, in particolare, sostiene e invia aiuti ad altri gruppi curdi in Siria che il governo turco non distingue dal PKK. D’altra parte, quest’ultimo è già considerato una organizzazione terrorista secondo la lista dell&#8217;UE. Non è invece nella lista l&#8217;YPG e i suoi membri, che invece la Turchia considera terroristi e combatte.</p>
<p>La Turchia ha chiesto alla Finlandia e alla Svezia di estradare le persone ricercate e di revocare le restrizioni sulle armi imposte dopo l&#8217;incursione militare della Turchia nel 2019 nel nord-est della Siria. Ora i tre Paesi &#8220;hanno concordato di rafforzare la collaborazione sull&#8217;anti-terrorismo&#8221;. Svezia e Finlandia &#8220;prenderanno misure sulla legislazione nazionale&#8221; ed esamineranno le richieste di estradizione &#8220;secondo la Convenzione europea sull&#8217;estradizione&#8221;. L&#8217;accordo prevede che i paesi nordici revochino l&#8217;embargo sulle armi che avevano precedentemente imposto alla Turchia (come, d’altra parte, anche la Germania), un segno positivo secondo Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, che bolla negativamente questo tipo di restrizioni fra alleati.</p>
<h2>Le richieste di Erdogan</h2>
<p>Andando nel dettaglio, al punto 4 del memorandum si legge che Finlandia e Svezia, come futuri membri, non dovranno offrire supporto all’YPG e al suo ramo politico, il <strong>PYD</strong>, il Partito dell&#8217;Unione Democratica. Ma viene incluso nell’accordo anche il <strong>Feto</strong>, il movimento islamico con a capo <strong>Fethullah Gulen</strong>, accusato da Ankara di essere la regia dietro il colpo di Stato nel 2016, da cui sono partite le purghe che hanno stravolto la nazione: molti degli esiliati hanno trovato rifugio proprio nei due paesi, così come molti perseguitati dall’Isis e i profughi della guerra in Siria.</p>
<p>Il punto 4 dell’accordo, inoltre, sa di vero capestro: i due Paesi si impegnerebbero a condannare tutte le organizzazioni che perpetuano attacchi contro la Turchia ed esprimono la loro solidarietà alla Turchia e alle famiglie delle vittime. Un principio nobile, in linea teorica, se non fosse che sotto l’etichetta di terrorista Erdogan sia in grado di far passare chiunque. Il <strong>punto 5</strong> prevede sostanzialmente lo stesso impegno circa il PKK, mentre il <strong>punto 6</strong>, invece, fa preciso riferimento ai mutamenti legislativi interni che possono in qualche modo rafforzare le pretese turche. La Finlandia, infatti, ha approvato un <strong>nuovo codice penale</strong> che allarga il reato di terrorismo, mentre la Svezia si appresta a vedere in vigore una <strong>nuova legge antiterrorismo</strong> a partire dal 1° luglio. Al <strong>punto 8</strong> del memorandum, una serie di norme accessorie che impegnano le tre nazioni a cooperare in materia di intelligence, estradizione, lotta al terrorismo e alla disinformazione, oltre al divieto assoluto di finanziamento a gruppi e organizzazioni che incitano alla violenza contro lo stato turco.</p>
<h2>Un accordo sulla pelle dei curdi?</h2>
<p>La Turchia, pilastro orientale del Trattato, si è attenuta, dunque, alla sua lista completa di richieste “legittime”, come le ha definite lo stesso Stoltenberg, dopo i colloqui a Bruxelles del 20 giugno tra Ibrahim Kalin, consigliere del presidente turco, e i rappresentanti di Svezia e Finlandia.</p>
<p>Da qui il dubbio legittimo se, ancora una volta, un grande accordo internazionale, che questa volta segna un <em>appeasement</em> nella NATO, non venga fatto sulla pelle dei curdi. Come riporta <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/06/la-nato-accoglie-le-richieste-di-erdogan-e-turchia-rimuove-il-veto-via-libera-a-svezia-e-finlandia-1bd92fb2-84cc-4fb7-b2b7-b22138805ed0.html"><em>Rainews</em></a>, a un giornalista che chiedeva che significa l’accordo per giornalisti curdi ed esponenti dell&#8217;opposizione turca rifugiatisi in Svezia e Finlandia, Stoltenberg ha risposto: &#8220;Leggerete molto presto che cosa prevede riguardo all&#8217;estradizione il testo del memorandum, sarà pubblicato sul sito della Nato. Finlandia e Svezia sono pronti a lavorare con Turchia sulla estradizione degli individui sospetti, ma questo &#8211; ha precisato &#8211; deve avvenire secondo la convenzione europea sull&#8217;estradizione e nel rispetto dello stato di diritto nei due paesi interessati&#8221;. Questo vuol dire che &#8220;quando ci saranno accuse provate riguardo ad attività criminali e terroristiche, la Svezia e la Finlandia faranno quello che è previsto dalla loro legge&#8221;.</p>
<p>E dunque, la consueta strategia diplomatica di Erdogan ha funzionato anche questa volta: non concedere nulla fino all’ultimo momento per poi portare a casa quei due/tre obiettivi fondamentali per Ankara pur se minoritari per il resto della NATO. Erdogan è giunto al vertice con diversi desideri. Vuole che gli stati europei nomino le YPG, la spina dorsale della forza statale antislamica guidata dagli Stati Uniti in Siria, come un gruppo terroristico. Ha anche chiesto alla Svezia di impedire la raccolta di fondi per il PKK. La Turchia è stata anche desiderosa di convincere la Svezia a revocare un divieto informale di esportazione riservato ad Ankara per convincere la NATO a concentrarsi maggiormente sulla sicurezza lungo il suo fianco meridionale e per ottenere F-16 dagli Stati Uniti che erano promesso dopo che l&#8217;amministrazione Trump ha cacciato l&#8217;alleato dal programma F-35 per l&#8217;acquisto del sistema di difesa aerea russo.</p>
<h2>Un assegno in bianco per Erdogan? In Svezia non sarà semplice</h2>
<p>Che il memorandum sia un assegno in bianco firmato in favore di Erdogan? Non è detto. Solo l’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO potrà effettivamente svelare la portata di questi impegni. I due Paesi si inquadrano in un consesso di Stati che si impegna attivamente nel rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario e che non potrebbero mai contravvenire alle regole imposte dal sistema UE. Tuttavia, <em>noblesse oblige</em>, e il rinforzo baltico dell’Alleanza potrebbe richiedere più di qualche sentenza pilatesca.</p>
<p>Per Svezia e Finlandia, definite da Ergodan “pensioni per curdi”, non sarà affatto semplice fare pressione sulle comunità curde, poichè ospitano migliaia di rifugiati, in gran parte iraniani e iracheni arrivati ormai quarant’anni fa (in Finlandia 30mila e in Svezia 250mila); proprio per questo, un’eventuale caccia alle streghe in Scandinavia non sarà di certo egevole, soprattutto in <strong>Svezia</strong>. Qui i curdi non hanno avuto facile, soprattutto negli anni ’80, in seguito all’omicidio del primo ministro <a href="https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/21/per-palme-siamo-alla-svolta-decisiva-ma.html"><strong>Olaf Palme</strong> </a>avvenuto nel 1986 e che diede vita ad una infinità di piste divergenti. All’epoca dei fatti, numerosi esponenti politici del mondo curdo vennero sospettati essere mandanti ed esecutori materiali dell’assassinio.</p>
<p>Dei 7-8 mila cittadini curdi che ottennero asilo politico in Svezia in quegli anni, solo qualche decina venne considerata dalla stessa Saepo, la polizia per la sicurezza dello stato svedese, come affiliati al PKK e quindi, per una <strong>legge del 1984</strong>, considerati terroristi. L’allora capo della polizia della regione di Stoccolma, Hans Holmer scatenò una tale caccia alle streghe da scatenare il risentimento dei curdi di Svezia, che si sentirono tutti chiamati in causa. Nel 1987, fra i motivi che fecero sospettare del PKK ci sarebbe stato il diniego da parte del governo svedese nel 1984 di concedere asilo politico ad <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html"><strong>Abdullah Ocalan</strong></a>, che dal quartier generale a Damasco avrebbe voluto trasferirsi in Svezia dove era già stata accolta invece sua moglie. I curdi a loro volta, accusarono la polizia svedese di essere invece in collegamento con la polizia segreta turca e di agire su suggerimenti di quest&#8217; ultima con lo scopo di fare dei curdi un capro espiatorio.</p>
<p>La comunità curda in Svezia, protagonista di un esodo massiccio a partire dal 1975, ha una consistente peso culturale e politico. In parlamento siedono ben sei parlamentari di origine curda come <strong>Amineh Kakabaveh</strong>, Gulan Avci, Lawen Redar, Sara Gille o Kadir Kasirga. Proprio Kakabaveh ha dichiarato: «Questo è un tradimento del governo svedese, dei Paesi della Nato e di Stoltenberg che ingannano un intero gruppo che ha liberato sé stesso e il mondo intero da Daesh. Soprattutto quando si tratta della lotta delle donne, che la Svezia afferma di sostenere». La deputata ha lavorato per un accordo con il governo a sostegno delle YPG e del PYD, ora andato in pezzi: «Si abbandona quanto conquistato, a causa di un dittatore e ci si allea con un altro dittatore», ha diciarato riferendosi a Erdogan e Putin. Ora Kakabaveh vuole chiedere la sfiducia al governo di Magdalena Andersson. Che nella NATO che verrà non sarà facile tenere tutti nello stesso recinto è già di per sé evidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html">Tutte le richieste di Erdogan alla Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Erdogan pronto a un nuovo intervento in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/erdogan-pronto-nuovo-intervento-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 06:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=359541</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sarà la quarta operazione militare turca in Siria nel giro di sei anni. Anche questa, come le precedenti, avrà come obiettivo l&#8217;attacco contro i curdi stanziati al di là della frontiera. Di un nuovo intervento di Ankara si parlava già da giorni. Nelle scorse ore il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha rotto gli indugi. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-pronto-nuovo-intervento-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-pronto-nuovo-intervento-siria.html">Erdogan pronto a un nuovo intervento in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-768x523.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-1536x1046.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220401202150435_6a98e6485cfa51d3cbbd38c8155672fd-2048x1395.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Sarà la quarta operazione militare turca in </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Siria</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> nel giro di sei anni. </span><span style="vertical-align: inherit;">Anche questa, come le precedenti, avrà come obiettivo l&#8217;attacco contro i </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">curdi</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> stanziati al di là della frontiera. </span><span style="vertical-align: inherit;">Di un nuovo intervento di Ankara si parlava già da giorni. </span><span style="vertical-align: inherit;">Nelle scorse ore il presidente turco </span></span><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Recep Tayyip Erdogan</span></span></a><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> ha rotto gli indugi. </span><span style="vertical-align: inherit;">Parlando al gruppo parlamentare </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">dell&#8217;Akp</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">, il partito da lui fondato e che rappresenta l&#8217;impalcatura dei suoi quasi vent&#8217;anni di potere, il &#8220;sultano&#8221; ha confermato che a breve in territorio siriano verranno nuovamente suonati i tamburi di guerra.</span></span></p>
<h2><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Un&#8217;operazione compresa tra Manbji e Tal Rifat</span></span></h2>
<p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Ankara nel 2011 ha iniziato a supportare i gruppi di opposizione al presidente siriano </span></span><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Bashar Al Assad</span></span></a><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">. </span><span style="vertical-align: inherit;">Negli anni successivi ha permesso anche l&#8217;ingresso dal suo territorio di migliaia tra miliziani e jihadisti, </span></span><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">confluiti in Siria per combattere contro l&#8217;esercito di Damasco</span></span></a><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">. </span><span style="vertical-align: inherit;">Una scelta che ha contribuito a frazionare il Paese arabo e che, alla lunga, per la Turchia si è rivelata controproducente, perché</span><span style="vertical-align: inherit;"> lungo i propri confini meridionali si è di fatto creata un&#8217;unica grande regione controllata dai curdi. </span><span style="vertical-align: inherit;">Il </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Rojava</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">, con il suo governo retto da quelle forze che hanno poi fondato l&#8217;attuale </span></span><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-forze-forze-democratiche-siriane-sdf.html"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Sdf</span></span></a> <span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">(Forza Democratica Siriana), ha recato a Erdogan non pochi incubi. </span><span style="vertical-align: inherit;">La sua preoccupazione per quelli che erano principalmente legati al fatto che siriani potessero dare manforte ai curdi di casa sua, cioè del </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Pkk</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">, organizzazione Ankara come terroristica.</span></span></p>
<p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Dal 2016 in poi si sono succedute tre operazioni per spezzare questo lungo corridoio curdo che da Afrin correva, in parallelo con la frontiera turca, fino alla provincia di Al Hasakah. </span><span style="vertical-align: inherit;">Nei prossimi giorni partirà, secondo quanto annunciato dal presidente turco, un nuovo intervento. </span><span style="vertical-align: inherit;">&#8220;Ripuliremo le aree di </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Manbij</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> e </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Tal Rifat</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> dai terroristi&#8221;, ha detto ai parlamentari del suo partito, f</span><span style="vertical-align: inherit;">acendo quindi intuire quali saranno le aree prese in considerazione dai suoi generali. </span><span style="vertical-align: inherit;">Entrambe si trovano all&#8217;interno della provincia siriana di Aleppo. </span><span style="vertical-align: inherit;">Manbij è una cittadina dove attualmente si trovano anche i russi. </span><span style="vertical-align: inherit;">Probabile quindi che l&#8217;attacco non riguarderà il suo centro abitato ma le campagne circostanti. </span><span style="vertical-align: inherit;">Qui i curdi sono arrivati ​​nell&#8217;estate del 2016, durante la loro avanzata contro l&#8217;</span></span></p>
<p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Le Sdf sono state supportate dagli Usa, con i militari americani presenti nell&#8217;area fino al 2019. Fino a quando l&#8217;allora presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro delle proprie forze, sostituite da quelle russe, entrate a Manbji nell&#8217;ambito delle operazioni a supporto dell&#8217;alleato Bashar Al Assad. </span><span style="vertical-align: inherit;">Tal Rifat è una regione invece poco più a nord di Aleppo, un&#8217;enclave curda &#8220;sfuggita&#8221; al primo attacco turco dell&#8217;estate del 2016. Per la verità non dovrebbero essere i turchi in prima persona ad entrare. </span><span style="vertical-align: inherit;">Probabile che la nuova operazione di Ankara avrà la stessa dinamica delle precedenti, con l&#8217;aviazione e le forze speciali di Erdogan pronte a supportare un&#8217;avanzata di terra di gruppi siriani filoturchi.</span></span></p>
<h2><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Le operazioni precedenti</span></span></h2>
<p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Come detto, il primo intervento risale all&#8217;agosto del 2016. É diretto del mancato golpe ad Ankara del mese precedente. </span><span style="vertical-align: inherit;">Perché da quel momento in poi Russia e Turchia, dopo mesi di gelo, si sono riavvicinate e Mosca ha dato il via libera a Erdogan di entrare nel nord della Siria per allontanare l&#8217;Isis ufficiale, ma per spezzare nei fatti la continuità territoriale tra le regioni curde. </span></span></p>
<p><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">L&#8217;operazione ha preso il nome di &#8220;<strong>Scudo nell&#8217;Eufrate</strong>&#8221; e ha riguardato le aree di </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Jarabulus</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> e </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Al Bab</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> , a nord di Aleppo. </span><span style="vertical-align: inherit;">Due anni dopo invece è stata la volta della missione dal nome &#8220;<strong>Ramoscello d&#8217;Ulivo</strong>&#8220;, con cui Ankara ha supportato sigle filoturche, molte delle quali di ispirazione islamista, per attaccare i curdi stanziati nel cantone di </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Afrin</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">, sempre a nord di Aleppo. </span><span style="vertical-align: inherit;">Infine, nel novembre del 2019, Erdogan ha avviato l&#8217;operazione &#8220;<strong>Primavera di pace</strong>&#8220;. </span><span style="vertical-align: inherit;">Un nome non poco curioso, visto che si è trattato di uno degli attacchi più importanti subiti dai curdi e che ha riguardato le regioni comprese tra Aleppo e </span></span><strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Al Hasakah</span></span></strong><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">. </span><span style="vertical-align: inherit;">Tutti e tre gli interventi si sono conclusi con la permanenza degli islamisti filo Ankara nei territori strappati ai curdi.</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-pronto-nuovo-intervento-siria.html">Erdogan pronto a un nuovo intervento in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;zone cuscinetto” della Turchia in Siria che irritano Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/erdogan-e-il-progetto-delle-zone-cuscinetto-in-siria-che-potrebbe-irritare-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 05:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Forze democratiche siriane (Sdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=355851</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-2048x1347.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello delle &#8220;zone di sicurezza&#8221; in Siria è un progetto che il presidente turco Erdogan ha in mente da tempo. Già nel 2014 da Ankara si parlava di un&#8217;area &#8220;cuscinetto&#8221; tra Turchia e Siria, un gergo non così lontano da quello espresso nel Donbass a proposito di Russia e Ucraina. Si può dire che per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-e-il-progetto-delle-zone-cuscinetto-in-siria-che-potrebbe-irritare-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-e-il-progetto-delle-zone-cuscinetto-in-siria-che-potrebbe-irritare-mosca.html">Le &#8220;zone cuscinetto” della Turchia in Siria che irritano Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220507170000485_d7fa3654c4ed6e5783a6e335e9ed28ae-2048x1347.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quello delle &#8220;<strong>zone di sicurezza</strong>&#8221; in Siria è un progetto che il<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html"> presidente turco Erdogan</a> ha in mente da tempo. Già nel 2014 da Ankara si parlava di un&#8217;area &#8220;cuscinetto&#8221; tra <strong>Turchia</strong> e <strong>Siria</strong>, un gergo non così lontano da quello espresso nel Donbass a proposito di Russia e Ucraina. Si può dire che per Erdogan la situazione non è così dissimile: al &#8220;sultano&#8221; serve spazio sia per isolare i curdi del <strong>Pkk</strong> da quelli siriani e sia per creare una zona dove poter riportare buona parte dei profughi siriani giunti nella penisola anatolica negli ultimi dieci anni. Adesso sembra che il progetto stia andando in porto. Così come sottolineato da Domenico Quirico su <em>La Stampa</em>, lo stesso Erdogan ha presentato in un videomessaggio un progetto volto a creare alloggi per centomila famiglie nelle regioni siriane in mano alle milizie da lui finanziate. Un&#8217;<strong>annessione</strong> <em>de facto</em> di un territorio siriano, elemento che potrebbe scatenare <strong>perplessità</strong> da parte del presidente siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Al Assad</a> e delle <strong>Russia</strong>, prima alleata di Damasco.</p>
<h2>Il progetto di Erdogan</h2>
<p>Ankara dal 2011 ha costantemente provato ad approfittare del caos siriano per abbattere il governo di Assad, considerato vicino all&#8217;Iran per via della sua appartenenza alla fede alauita-sciita, e installare un regime sunnita o comunque più vicino agli interessi turchi. Per farlo Erdogan ha aperto la cosiddetta &#8220;autostrada del <strong>jihad</strong>&#8220;. Ha cioè dato la possibilità a migliaia di <em>foreign fighters</em> fedeli all&#8217;islam radicale di entrare in Anatolia e raggiungere la Siria. In questo modo decine di gruppi jihadisti <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">hanno potuto prendere gradualmente il controllo soprattutto delle regioni settentrionali del territorio siriano</a>. Ma con uno Stato in via di disfacimento, ben presto Erdogan ha dovuto fare i conti con un primo effetto <strong>boomerang</strong> della sua politica: l&#8217;arrivo cioè di milioni di profughi. Oggi la Turchia ne ospita 3.5 milioni, un esodo raramente visto nella storia recente. Ankara li sta ospitando anche grazie ai circa tre miliardi di Euro all&#8217;anno che riceve dall&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, erogati dal 2016 con un accordo in cui Bruxelles ha accettato di sganciare gli assegni in cambio della promessa turca (non sempre mantenuta a dir la verità) di blindare le frontiere con il Vecchio Continente.</p>
<p>C&#8217;è stato poi un altro effetto boomerang per Erdogan. Nel nord della Siria, anche dopo l&#8217;inizio delle operazioni russe che hanno permesso ad Assad di recuperare gran parte del territorio che aveva perso, ad avanzare contro i gruppi jihadisti sono stati principalmente i <strong>curdi</strong>. E così la Turchia si è ritrovata a condividere chilometri di confine con gruppi filocurdi, alleati del Pkk. Lo spauracchio della creazione di una vasta entità autonoma curda a sud delle sue frontiere, ha dato l&#8217;input principale a Erdogan per i progetti sulle &#8220;zone di sicurezza&#8221;. Tra il 2016 e il 2019 la Turchia per tre volte, con il tacito assenso russo, è entrata in territorio siriano per occupare alcune regioni e far indietreggiare i curdi. Non lo ha fatto direttamente per la verità, bensì usando una variegata moltitudine di sigle sunnite siriane &#8220;riciclate&#8221; dalla prima fase della guerra civile a cui ha offerto supporto aereo. I cantoni di <strong>Afrin</strong>, così come alcuni tra quelli compresi all&#8217;interno della provincia di <strong>Al Hasakah</strong>, sono attualmente controllati dalle milizie filoturche.</p>
<p>Qui Erdogan vuole installare vere e proprie <strong>nuove città</strong> in cui far tornare i profughi siriani attualmente ospitati nel suo territorio. Nel videomessaggio trasmesso nei giorni scorsi, si è rivolto &#8220;fratelli e alle sorelle siriani che abbiamo accolto&#8221;, promettendo loro che il rientro in patria non sarà traumatico. Avranno a disposizione alloggi monofamiliari, con annessi tutti i servizi: scuole, ospedali, uffici, mezzi di trasporto. Il ministro dell&#8217;Interno turco <strong>Soylu Suleyman</strong>, visitando uno dei campi profughi nei giorni scorsi ha parlato di centomila alloggi già pronti entro l&#8217;anno. Una corsa contro il tempo. Perché per Erdogan la creazione delle &#8220;colonie&#8221; nel nord della Turchia avrebbe molteplici vantaggi. Permetterebbe in primis di consolidare le fasce di sicurezza anti curde. Ma soprattutto allevierebbe la <strong>pressione</strong> interna derivante dalla questione dei profughi. Una questione anche politica: il prossimo anno si vota e l&#8217;opposizione potrebbe cavalcare il malcontento di parte della popolazione per i tanti soldi stanziati a favore dei siriani, in una fase di grande affanno per l&#8217;economia turca.</p>
<h2>Le possibili perplessità di Putin</h2>
<p>Se per Erdogan il ritorno in Siria dei rifugiati sarebbe un affare, per Assad e per Putin la situazione sarebbe un po&#8217; diversa. Ankara chiamerebbe queste zone come fasce di sicurezza, Damasco e Mosca le vedrebbero invece come vere <strong>colonie</strong> filoturche in territorio siriano. Il rischio per il governo di Assad sarebbe proprio quello di perdere per sempre molte aree settentrionali, i cui abitanti siriani guarderebbero più ad Ankara che a Damasco. Un&#8217;annessione in piena regola, non gradita a Mosca. Il Cremlino ha sempre fatto dell&#8217;integrità territoriale siriana la propria bandiera nell&#8217;aiutare il presidente Assad a combattere contro i miliziani islamisti.</p>
<p>Il progetto di Erdogan potrebbe quindi accendere <strong>scintille</strong> tra Turchia e Russia in Siria. Con riflessi ovviamente anche sull&#8217;Ucraina, dove Ankara è impegnata ad attestarsi come principale forza mediatrice tra Mosca e Kiev. Il presidente turco forse ha capito che è questo il momento di agire: la Russia potrebbe dover scendere a patti per evitare lo spettro di vedere acque agitate nel contesto siriano. Patti che implicherebbero almeno un parziale via libera alle zone cuscinetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-e-il-progetto-delle-zone-cuscinetto-in-siria-che-potrebbe-irritare-mosca.html">Le &#8220;zone cuscinetto” della Turchia in Siria che irritano Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Onu contro la Turchia: &#8220;Basta violazione dei diritti umani in Siria&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lonu-contro-la-turchia-basta-violazione-dei-diritti-umani-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 08:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=290201</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria attacca posizioni turche a Idlib, l&#x2019;esercito turco rispondeSiria attacca posizioni turche a Idlib, l&#x2019;esercito turco risponde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le Nazioni Unite escono dal torpore è si ricordano che le milizie filo-turche che operano nella Siria nord-orientale continuano a perpetrare crimini e violenze contro i curdi siriani. Nel report del Consiglio per i diritti umani dell’Onu si evidenzia come le milizie sunnite supportate da Ankara abbiano compiuto una serie di crimini documentati contro la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lonu-contro-la-turchia-basta-violazione-dei-diritti-umani-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lonu-contro-la-turchia-basta-violazione-dei-diritti-umani-in-siria.html">L&#8217;Onu contro la Turchia: &#8220;Basta violazione dei diritti umani in Siria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria attacca posizioni turche a Idlib, l&#x2019;esercito turco rispondeSiria attacca posizioni turche a Idlib, l&#x2019;esercito turco risponde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Soldati-turchi-a-Idlib-La-Presse-e1582218992524-1024x443.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le Nazioni Unite escono dal torpore è si ricordano che le milizie filo-turche che operano nella Siria nord-orientale continuano a perpetrare crimini e violenze contro i curdi siriani.</p>
<p>Nel <a href="https://undocs.org/A/HRC/45/31">report</a> del Consiglio per i diritti umani dell’Onu si evidenzia come le milizie sunnite supportate da Ankara abbiano compiuto una serie di crimini documentati contro la popolazione locale tra cui esecuzioni, rapimenti, deportazione di persone, espropri di terre e proprietà. Gli abusi sono stati indirizzati indiscriminatamente contro uomini, donne e bambini e hanno colpito i diversi gruppi etnici e religiosi presenti nella Siria nordorientale come i curdi, i yazidi e la minoranza cristiana. Tra le violenze più efferate documentate dalle Nazioni Unite vi sono ripetuti stupri a trenta donne nel solo mese di febbraio, rapimenti di bambini e perfino aver obbligato un detenuto a guardare forzatamente uno stupro di un ragazzo minore d’età. Tra gli espropri, vi sono confische di abitazioni private, terre e attività commerciali, senza un&#8217;apparente necessità militare.</p>
<h2>Chi commette i crimini e dove?</h2>
<p>Tali crimini sono stati commessi da milizie sunnite che operano nel nord della Siria sotto il controllo dell’<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html">Esercito Nazionale Siriano</a>, braccio armato dell’opposizione al regime di Bashar al-Assad. Le violenze sono state riportate nel cantone a prevalenza curda di <strong>Afrin</strong>, occupato dalle truppe filo-Ankara nel gennaio 2018 e a Jarabulus e Tel Abyad città cadute nelle mani dei seguaci del <strong>Raìs Erdogan</strong> nell’offensiva turca “Sorgente di pace”, lanciata nell’ottobre 2019. Nelle offensive turche rivolte contro i curdi, considerati da Ankara dei veri e propri terroristi per le loro relazioni con il Pkk, oltre 150mila persone di etnia curda sono state costrette ad abbandonare le loro terre e scappare al sicuro nei territori controllati dalle milizie curde YPG. Nelle zone sotto controllo turco, i nomi delle strade in curdo sono stati cancellati, i monumenti agli eroi curdi della resistenza contro lo Stato islamico sono stati abbattuti e qualsiasi riferimento alla cultura e lingua curda abolito. La deportazione e la fuga dei curdi in concomitanza a una &#8220;decurdizzazione&#8221; dell&#8217;area si è tramutata in una <a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/ohchr_-_syria_monthly_human_rights_digest_-_june_2018.pdf">sostituzione etnica</a> in cui la popolazione curda è stata rimpiazzata con una popolazione prevalentemente araba sunnita proveniente da altre parti della Siria controllate sempre dalle milizie filo turche di opposizione ad Assad.</p>
<h2> Le parole dell’Alto Rappresentante Onu per i diritti umani Michelle Bachelet</h2>
<p><strong> </strong>In merito al report che documenta queste violenze, è intervenuta anche <strong>Michelle Bachelet</strong>, Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per i diritti umani. “Chiedo urgentemente alla Turchia di aprire un’inchiesta indipendente e trasparente che possa fare chiarezza sui crimini che abbiamo accertato,” ha dichiarato la Bachelet invitando anche le autorità di Ankara a fare le dovute pressioni per porre fine il prima possibile a questi soprusi.</p>
<h2>La reazione della Turchia</h2>
<p><strong> </strong>Non si è fatta attendere nemmeno la risposta della Turchia che ha rifiutato categoricamente le accuse delle Nazioni Unite. “Rifiutiamo nella maniera più assoluta le accuse senza prove che ci sono state fatte e di aver contribuito alla violazione dei diritti umani in Siria,” ha dichiarato il Ministero degli esteri turco in una nota, come riportato da <em><a href="https://www.jpost.com/breaking-news/turkey-rejects-un-human-rights-violation-claims-in-syria-642812">Reuters</a></em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lonu-contro-la-turchia-basta-violazione-dei-diritti-umani-in-siria.html">L&#8217;Onu contro la Turchia: &#8220;Basta violazione dei diritti umani in Siria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Siria può provocare nuove fratture tra le grandi potenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-puo-provocare-nuove-fratture-tra-le-grandi-potenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 14:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=287689</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele, forze verso la Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le sorti della Siria continuano ad infiammare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. Iran, Russia e Turchia hanno ribadito il proprio impegno, in una dichiarazione congiunta diffusa ai margini del terzo incontro del Comitato Costituzionale della Siria, a garantire la sovranità, l&#8217;indipendenza e l&#8217;unità territoriale di Damasco. Il trio ha ribadito la propria determinazione nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-puo-provocare-nuove-fratture-tra-le-grandi-potenze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-puo-provocare-nuove-fratture-tra-le-grandi-potenze.html">La Siria può provocare nuove fratture tra le grandi potenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele, forze verso la Siria (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Siria-Golan-Israele-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/turkey-russia-iran-reiterate-commitment-to-syrias-territorial-integrity">Le sorti</a> della Siria continuano ad infiammare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. Iran, Russia e Turchia hanno ribadito il proprio impegno, in una dichiarazione congiunta diffusa ai margini del terzo incontro del Comitato Costituzionale della Siria, a garantire la sovranità, l&#8217;indipendenza e l&#8217;unità territoriale di Damasco. Il trio ha ribadito la propria determinazione nel contrastare il terrorismo ed il separatismo in tutte le sue forme e nel voler sconfiggere lo <strong>Stato Islamico</strong>, il fronte di Al-Nusra e tutti i gruppi armati afferenti alla galassia jihadista. I tre Paesi hanno inoltre espresso la propria opposizione all&#8217;accordo, definito &#8220;illegale&#8221;, stipulato tra un&#8217;azienda americana ed<strong> i curdi dell&#8217;YPG</strong> e che dovrebbe portare allo sfruttamento delle risorse petrolifere siriane da parte statunitense.</p>
<h2>Le azioni del Cremlino</h2>
<p><a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-53930795">Una serie</a> di incidenti ha visto coinvolte le forze americane nella Siria nord-orientale. Nel febbraio del 2018 un gruppo di mercenari russi ne aveva attaccato le posizioni, situate vicino ad un giacimento petrolifero, per essere poi respinto dopo aver subito gravi perdite. Alcuni giorni fa gli uomini di Washington erano stati oggetto di <strong>colpi di artiglieria</strong> sparati dalle forze di Bashar al-Assad. Ha suscitato particolare scalpore lo <strong>scontro tra veicoli corazzati</strong> russi ed americani in una zona desertica: la Russia ha reso noto che i militari americani stavano ostruendo il lavoro di una pattuglia mentre fonti di Washington hanno riferito che le forze russe avrebbero violato &#8220;<strong>una zona di sicurezza</strong>&#8221; da cui dovevano restare fuori. Sembra ormai chiaro che Mosca abbia tutta l&#8217;intenzione di velocizzare un possibile ritiro americano dalla Siria. <a href="https://greekcitytimes.com/2020/08/25/russian-naval-activity-in-the-eastern-mediterranean-is-sounding-alarm-bells-for-turkey/">La Federazione Russa</a> ha potenziato le attività navali nel Mediterraneo orientale, un&#8217;area in cui gli interessi russi non sono limitati alla Siria ma includono anche l&#8217;Egitto, il Canale di Suez e la Libia e ciò rischia di minacciare le posizioni delle Forze Nato creando forti tensioni.</p>
<h2>La visione turca ed iraniana</h2>
<p>Il Presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> aveva affermato, nel marzo del 2020, che i proventi derivanti dal petrolio siriano avrebbero dovuto essere utilizzati per ricostruire il Paese e queste parole avevano messo in allarme le forze curde, che vedevano messa a rischio la propria presenza. Erdogan, che aveva citato le città siriane di Qamishli e di Deir al-Zour, entrambe sotto il controllo delle Forze Democratiche Siriane (SDF), aveva spiegato di aver condiviso la sua idea con l&#8217;omologo Vladimir Putin ed aveva affermato di poterlo fare anche con Donald Trump. Secondo Omar Abu Layla, direttore della testata Deir Ezzor 24 e sentito da Voice of America, &#8220;la Turchia vuole convincere Washington a collaborare&#8221; ma non sarebbe in grado di &#8220;persuadere Washington a facilitarne in Siria orientale. Per Joe Macaron, analista esperto di Medio Oriente impiegato presso l&#8217;Arab Center di Washington (e sentito da <a href="https://www.arabnews.com/node/1713291/middle-east">Arab News</a>) Erdogan potrebbe affrontare la questione del contratto petrolifero americano in una fase successiva, approfittando di un cambiamento delle politiche dell&#8217;amministrazione Trump in Siria o in caso di sconfitta di Trump alle elezioni presidenziali.</p>
<p><strong> Seyed Abbas Mousavi</strong>, portavoce del Ministero degli Esteri dell&#8217;Iran, ha condannato l&#8217;accordo petrolifero tra gli Stati Uniti ed il gruppo siriano definendolo in contrasto con la legge internazionale ed una <strong>violazione della sovranità</strong> ed integrità territoriale della Siria. Sembra improbabile, però, che Teheran possa andare oltre: la crisi dell&#8217;economia interna, il disastro umanitario provocato dalla pandemia e le sanzioni petrolifere americane costringono Teheran a guardare a quanto accade dentro i confini nazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-puo-provocare-nuove-fratture-tra-le-grandi-potenze.html">La Siria può provocare nuove fratture tra le grandi potenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Turchia ha venduto carri armati tedeschi ai jihadisti in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-venduto-carri-armati-tedeschi-ai-jihadisti-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Gombacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 15:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=247763</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carro armato Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vendita di armi tedesche alla Turchia non smette di creare problemi. L’ultima polemica è stata lanciata dalla rivista Bild che ha rivelato come i carri armati di fabbricazione tedesca Leopard-2 siano stati forniti dalla Turchia ai miliziani jihadisti supportati da Ankara, gli stessi che stanno combattendo contro i curdi siriani nell’operazione “Sorgente di pace” &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-venduto-carri-armati-tedeschi-ai-jihadisti-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-venduto-carri-armati-tedeschi-ai-jihadisti-in-siria.html">La Turchia ha venduto carri armati tedeschi ai jihadisti in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carro armato Siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Carro-armato-turco-in-Siria-e-curdi-La-Presse-e1576164904844-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La vendita di <strong>armi tedesche</strong> alla Turchia non smette di creare problemi. L’ultima polemica è stata lanciata dalla rivista <em><a href="https://www.bild.de/bild-plus/politik/ausland/politik-ausland/tuerkei-hat-fuer-syrien-offensive-offenbar-illegal-deutsche-panzer-weitergegeben-66151752,view=conversionToLogin.bild.html">Bild</a></em> che ha rivelato come i <strong>carri armati</strong> di fabbricazione tedesca <em>Leopard-2</em> siano stati forniti dalla Turchia ai miliziani jihadisti supportati da Ankara, gli stessi che stanno combattendo contro i curdi siriani nell’operazione “Sorgente di pace” nella Siria nordorientale.</p>
<p>Come si può vedere dalle immagini pubblicate sulla <em>Bild</em>, i miliziani del <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html">Free Syrian Army</a> (Fsa) avrebbero utilizzato questi carri armati durante gli scontri fuori dalla città di Tal Tamir, protetta dai cristiani del Syriac Military Council, componente militare delle <strong>Sdf</strong>, le milizie filo curde supportate dagli Stati Uniti. La notizia è stata anche confermata dal portavoce delle milizie che ha affermato alla rivista tedesca: “La Turchia ci ha rifornito l’equipaggiamento militare, inclusi i carri armati”.</p>
<p>Dall’inizio dell’offensiva turca, sono stati denunciati innumerevoli <strong>crimini dei miliziani supportati dalla Turchia</strong> e dell’esercito turco contro civili curdi, giornalisti e personale medico. Eventuali mezzi pesanti di fabbricazione tedesca utilizzati per perpetrare questi crimini creerebbe un notevole imbarazzo ad Angela Merkel e non solo.</p>
<p>La Turchia ha preferito non commentare la notizia, mentre una presa di distanze arriva da Berlino. “Non abbiamo conferme certe,” è stato il commento al Deutsche Welle del vice portavoce del governo tedesco Ulrike Demmer, mentre il portavoce del Ministro della difesa ha dichiarato che il Ministero è ha conoscenza delle immagini ma non ha ulteriori informazioni a riguardo. La Turchia, membro della <strong>Nato</strong>, ha ricevuto 354 carri armati da combattimento <em>Leopard-2 </em>negli anni ’90 con la clausola di non venderli o fornirli a terzi se non con espressa approvazione della Cancelleria tedesca.</p>
<p>Il Governo della Germania aveva già subito delle fortissime critiche a gennaio 2018 quando delle fotografie diffuse dai <a href="https://www.dw.com/en/turkey-confirms-use-of-german-tanks-in-afrin-offensive/a-42358565">principali organi di stampa</a> dimostrarono che gli stessi carri armati venduti dalla Germania alla Turchia venivano utilizzati per massacrare i curdi nella campagna “Ramoscello d’ulivo” lanciata da Erdogan per conquistare il cantone curdo-siriano di <strong>Afrin</strong>. Le immagini pubblicate dai media turchi mostravano i Leopard entrare nel cantone di Afrin, nonostante <a href="https://it.insideover.com/politica/afrin-la-germania-chiede-riunione-nato-dovera-ad-ora.html">l’accordo fra i due governi</a>, turco e tedesco, prevedesse che l’esercito di Ankara utilizzasse questi mezzi esclusivamente nella guerra allo Stato islamico e non contro altre fazioni, come avvenuto in questo caso.</p>
<p>La vicenda dei carri armati venduti dalla Germania alla Turchia e utilizzati per attaccare i curdi, alleati dei Paesi membri della Nato nella lotta contro l’Isis, è solo l’ennesimo episodio che rappresenta il corto circuito che si è venuto a creare in Siria. Come ricorda Matteo Carnieletto per <em><a href="https://it.insideover.com/politica/ipocrisia-massacro-curdi.html">InsideOver</a></em>, durante questi otto anni di conflitto, gli Stati occidentali hanno tollerato ogni tipo di barbarie pur di abbattere Assad. Ma ora quella violenza, generata anche con armi prodotte in <strong>Unione europea</strong>, si è diretta contro i curdi, che si trovano così a pagare scelte politiche poco lungimiranti e, soprattutto, che si vedono scippare nuovamente il proprio futuro. Proprio da chi aveva promesso loro di difenderli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-venduto-carri-armati-tedeschi-ai-jihadisti-in-siria.html">La Turchia ha venduto carri armati tedeschi ai jihadisti in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/511 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-12 02:07:43 by W3 Total Cache
-->