<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ulf Kristersson Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/ulf-kristersson/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/ulf-kristersson</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Jul 2026 00:46:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Ulf Kristersson Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/ulf-kristersson</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Per il nuovo AWACS la NATO sceglie Saab</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/per-il-nuovo-awacs-la-nato-sceglie-saab.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 00:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Awacs]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[saab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522673</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-1536x911.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-600x356.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La NATO ha scelto il Saab GlobalEye per il suo nuovo AWACS dopo anni di tentennamenti nella necessità di sostituire i vecchi E-3 Sentry.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-il-nuovo-awacs-la-nato-sceglie-saab.html">Per il nuovo AWACS la NATO sceglie Saab</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-1536x911.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Saab-delivers-first-GlobalEye-600x356.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vertice NATO di Ankara ha portato con sé la risoluzione di un&#8217;annosa problematica all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica: il Segretario generale <strong>Mark Rutte</strong> ha affermato che sono stati avviati negoziati con l&#8217;industria aeronautica svedese <strong>Saab </strong>per l&#8217;acquisizione del nuovo velivolo <strong>AWACS </strong>(<em>Airborne Warning and Control System</em>) per la NATO. Come riporta <em><a href="https://aviationweek.com/defense/multi-mission-aircraft/nato-allies-commit-saab-globaleye-airbus-a400m-triton-uas?utm_rid=CPEN1000009534107&amp;elq2=4e739e242037471d904728fb541883c6&amp;utm_emailname=AW_News_DefenseDigest_NL_07082026&amp;sp_eh=49d184601590f4097e22a1cd904a3eacc06ca70cbecbe646321e1e53c4d2ecf4">Aviation Week</a></em>, il Segretario Rutte, ha dichiarato che i membri dell&#8217;Alleanza acquisteranno congiuntamente fino a 10 sistemi GlobalEye. Tra i membri principali del programma dell&#8217;Alleanza per la sorveglianza e il controllo futuri (<em>Alliance Future Surveillance and Control</em>), che sostiene l&#8217;iniziativa, figurano Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Romania e Svezia. </p>



<p>La flotta è destinata a sostituire l&#8217;attuale velivolo AWACS B<a href="https://it.insideover.com/guerra/alla-nato-serve-un-miliardo-di-dollari-per-far-volare-gli-awacs.html">oeing E-3A “Sentry” ormai vetusto e poco conveniente</a> da mantenere in linea. La NATO ha a disposizione per i suoi Paesi membri una flotta di16 E-3A, di cui 12 operativi, tutti basati presso Geilenkirchen (Germania), ma che possono essere dispiegati ovunque in Europa e in particolare nelle basi abilitate a fornire assistenza di <strong>Aktion (Grecia), Trapani, Konya (Turchia) e Oerland (Norvegia).</strong> Questi aerei sono in servizio dal 1979/1980 e, nonostante siano stati più volte aggiornati nei loro sistemi elettronici, erano in rapida obsolescenza al punto che, per mantenerli in linea sino al 2030, l&#8217;Alleanza aveva inizialmente pensato di spendere circa un miliardo di dollari.</p>



<p>Dati i costi, e data l&#8217;anzianità della piattaforma, la NATO aveva previsto di acquistare i <strong>Boeing E-7</strong>, ma ha cambiato rotta dopo il ritiro degli Stati Uniti dall&#8217;acquisto collettivo. L&#8217;arrivo dei Saab GlobalEye garantirà che la capacità di sorveglianza e allerta precoce di proprietà e gestione della NATO rimanga forte e credibile per i decenni a venire, e il Segretario Rutte ha sottolineato da Ankara la natura transatlantica del GlobalEye in un momento in cui le relazioni con Washington sono tese. Il nuovo AWACS infatti non è solo una piattaforma già utilizzata dal Canada, poiché incorpora anche componenti statunitensi, ha osservato. Il GlobalEye infatti è basato sul Bombardier Global 6500, un velivolo nato per i voli executive della canadese Bombardier Aviation. “Il GlobalEye è una testimonianza del valore delle partnership”, ha dichiarato il Primo Ministro svedese <strong>Ulf Kristersson</strong> durante il Forum sull&#8217;industria della difesa, svoltosi nell&#8217;ambito del vertice NATO, mentre il presidente e amministratore delegato di Saab, <strong>Micael Johansson</strong>, ha affermato che “siamo onorati e orgogliosi di supportare la NATO nello sviluppo della sua capacità AEW&amp;C di nuova generazione. Siamo certi che GlobalEye sia la scelta giusta per l’Alleanza, offrendo capacità comprovate, adattabilità e un vantaggio operativo a lungo termine. L’annuncio odierno posiziona chiaramente GlobalEye come la soluzione leader a livello mondiale per l’allerta precoce e il controllo aereo avanzati. Attendiamo con interesse i prossimi passi dei negoziati”.</p>



<p>Saab ha annunciato che procederà ora con i <strong>negoziati formali</strong> con l&#8217;Agenzia NATO per il supporto e l&#8217;approvvigionamento (NSPA) per finalizzare il contratto con le prime consegne che potrebbero iniziare già nel 2030, tuttavia questa data dipenderà dalla rapidità con cui la NATO formalizzerà il contratto. </p>



<p>Il costo del GlobalEye si aggira tra i <strong>400 e i 450 milioni di dollari per velivolo</strong>. Saab dovrebbe espandere la propria capacità produttiva per la piattaforma GlobalEye, ha aggiunto Johansson, facendo ulteriore affidamento sugli stabilimenti esistenti a Linkoping e Goteborg, ma anche attraverso un nuovo accordo industriale in Canada e la collaborazione con Sabena Technics in Francia. Inoltre, diversi altri paesi hanno lanciato la <em>Crewed Airborne Warning Initiative</em>, un&#8217;iniziativa multinazionale volta a schierare ulteriori GlobalEye o altri sistemi che vede tra i partecipanti Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Polonia, Spagna e Turchia.</p>



<p>La cancellazione dell&#8217;acquisto dei Boeing E-7 da parte della NATO risponde sia all&#8217;esigenza di avere una piattaforma più “europea” sia a un aumento dei costi: il Pentagono, infatti, ha a sua volta scartato il velivolo in quanto il suo costo unitario era salito da 588 milioni di dollari a 724, ovvero quasi il doppio di un GlobalEye. Il velivolo di Saab combina il radar <em>Erieye Extended Range</em> con una suite avanzata di sensori e un sistema di comando e controllo (C2) multidominio. In quanto sistema AEW&amp;C, il GlobalEye offre un rilevamento a lungo raggio (<strong>oltre i 650 km</strong>) con elevate frequenze di aggiornamento, in grado di identificare minacce difficilmente osservabili e stealth, nonché droni, missili balistici e ipersonici, anche in ambienti complessi caratterizzati da forte disturbo e interferenze elettroniche.</p>



<p>Un&#8217;altra piattaforma AWACS di Saab, ma di tipo di verso – l&#8217;Erieye &#8211; è stata già utilizzata in combattimento dall&#8217;aviazione pakistana durante il breve conflitto con l&#8217;India dello scorso anno: l&#8217;aeronautica di Islamabad ha saputo sfruttare al meglio le doti dei propri AWACS integrandole coi caccia e stabilendo alcune vittorie in combattimento aereo a lunga distanza. Sebbene si sospetti che un Erieye sia stato abbattuto dall&#8217;India, il Pakistan <a href="https://timesofislamabad.com/01-06-2026/pakistan-air-force-expands-largest-saab-2000-fleet-for-enhanced/">ha ordinato ulteriori 4 esemplari</a> di questo velivolo all&#8217;inizio di quest&#8217;anno a certificazione dell&#8217;affidabilità del sistema. Tornando al GlobalEye, Saab <a href="https://www.saab.com/products/globaleye">afferma </a>che sia in grado di restare in volo per più di 12 ore e di decollare da piste più corte rispetto all&#8217;E-3 (meno di 2mila metri di lunghezza) e operando a una quota di 35mila piedi, sarebbe in grado di rilevare minacce a bassa quota (a 200 piedi) a distanze superiori a 458 km (247 miglia nautiche). L&#8217;unica limitazione, a nostro giudizio, è la non possibilità di essere <strong>rifornito in volo</strong> che in ambiente operativo potrebbe costituire uno svantaggio non indifferente.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-il-nuovo-awacs-la-nato-sceglie-saab.html">Per il nuovo AWACS la NATO sceglie Saab</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monaco 2026, la conferenza che ha certificato la minorità europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/monaco-2026-la-conferenza-che-ha-certificato-la-minorita-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505692</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-1536x1027.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Monaco 2026 ha certificato certifica una dinamica: l’Europa resta il teatro più esposto della guerra, ma non il centro decisionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/monaco-2026-la-conferenza-che-ha-certificato-la-minorita-europea.html">Monaco 2026, la conferenza che ha certificato la minorità europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531075908908_7716cec7edcfa1dee2ee711f3c6b0bd3-1536x1027.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scena e il retroscena: quando le parole non comandano più. La Conferenza sulla sicurezza di Monaco si è chiusa con una fotografia impietosa: <strong>l’Europa continua a parlare come se fosse un soggetto strategico pienamente adulto,</strong> ma viene trattata come un soggetto dipendente. Lo si vede nel contrasto tra le frasi solenni e i fatti minuti, quelli che in diplomazia contano più dei comunicati. Il cancelliere tedesco <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vecchio-ordine-mondiale-non-esiste-piu-merz-avverte-usa-e-europa-sul-caos-globale.html">Friedrich Merz</a> apre assicurando che gli europei sono “ben coordinati” con chi dialoga con Mosca. <strong>Emmanuel Macron rilancia: “Nessuna pace senza gli europei”</strong>, e soprattutto “Non possiamo accettare negoziati senza di noi”. Poi arriva la scena che svuota il teatro: <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html">il segretario di Stato statunitense Marco Rubio </a>rinuncia all’ultimo a un incontro chiave sull’Ucraina con i leader europei, invocando problemi di agenda e scegliendo di vedere <strong>Viktor Orban</strong>. È un gesto piccolo solo in apparenza: significa che Washington decide quali tavoli contano e quali sono di contorno. Se l’America non si siede, l’incontro diventa “in gran parte privo di significato”, come ammettono gli stessi funzionari europei. E qui la retorica europea si schianta contro la gerarchia reale dell’alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa vuole un posto a tavola ma non porta un piatto</h2>



<p>Nel dibattito entra anche la Cina, con <strong>Wang Yi </strong>che concede all’Europa “il diritto” di partecipare ai negoziati, a patto di proporre soluzioni che affrontino le cause profonde della guerra e disegnino una futura architettura di sicurezza. È una frase tagliente: non è un invito, è un promemoria. L’Europa rivendica un ruolo, ma non offre una proposta autonoma. Dai pannelli, dalle dichiarazioni, dalle priorità operative emerge una linea quasi unica: proseguire la guerra di logoramento fino a portare la Russia “al limite”. Non è una piattaforma negoziale, è un obiettivo di usura. E soprattutto non è un obiettivo europeo in senso pieno: è un obiettivo che presuppone capacità, risorse e tempi che l’Europa non controlla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra di logoramento come dottrina</h2>



<p>La frase più rivelatrice è attribuita a Merz: Mosca parlerebbe “seriamente” solo quando avrà esaurito risorse economiche e militari, quindi <strong>Germania ed Europa “dovranno fare di tutto” per portare i russi a quel punto. È la trasformazione di una guerra in un esperimento di resistenza,</strong> e di una strategia politica in una scommessa sul collasso altrui. In questa cornice trovano posto le parole del primo ministro svedese <strong>Ulf Kristersson </strong>sull’isolamento di lungo periodo della Russia e l’idea, ripetuta a più voci, di un conflitto destinato a durare. Mark Rutte viene citato per l’espressione “guerra perpetua”, e Anders Fogh Rasmussen per la tesi che l’Ucraina sarà costretta a un conflitto senza fine se l’Europa non aumenta la pressione. Il punto non è stabilire chi abbia ragione sul piano morale, ma registrare la conseguenza operativa: se l’obiettivo è “arrivare al limite”, allora ogni mese che passa diventa non una tragedia da fermare, ma una leva da tirare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Escalation desiderata, controllo incerto</h2>



<p>A Monaco compaiono proposte che spostano la guerra su un terreno ancora più rischioso: i senatori Lindsey Graham e Richard Blumenthal parlano di inasprire le sanzioni e di fornire a Kiev missili Tomahawk, cioè capacità di colpire in profondità. È il punto in cui la pressione per “costringere a negoziare” diventa facilmente pressione per allargare la guerra. Anche Londra, con la ministra <strong>Yvette Cooper,</strong> insiste sulla necessità di aumentare la pressione per piegare Mosca al tavolo. Zelensky sintetizza la logica con una formula semplice: <strong>più forti siamo, più la pace diventa realistica.</strong> Ma qui sta il cortocircuito: una pace costruita sull’idea di indebolire radicalmente l’avversario è, per definizione, una pace che richiede una vittoria o un cedimento. Non un compromesso. E se l’avversario non cede, l’unico modo per “rendere realistica” quella pace è alzare ulteriormente la posta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici: l’Europa paga due volte</h2>



<p>Sul piano economico la conferenza mette in fila un meccanismo già visibile da tempo: gli europei finanziano la tenuta economica di Kiev e, nello stesso tempo, alimentano la filiera industriale militare americana acquistando armamenti che poi vengono ceduti all’Ucraina. La Commissione europea viene citata per prestiti pari a 90 miliardi, con 60 miliardi destinati alla spesa militare. <strong>Ursula von der Leyen</strong> descrive il “principio a cascata”: prima si compra in Ucraina o nell’Unione; se non si può per ragioni di tempo, si compra fuori, cioè soprattutto negli Stati Uniti. Tradotto: <strong>l’urgenza bellica diventa un acceleratore di dipendenza industriale. </strong>L’Europa sostiene la guerra e, per sostenerla, rafforza il fornitore da cui dipende. In prospettiva, questo significa bilanci pubblici sotto pressione, crescita del debito, riallocazione di risorse da investimenti civili a investimenti militari, e un mercato europeo della difesa che rischia di restare frammentato mentre quello americano si consolida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’America si riallinea, non si ritira</h2>



<p>Attenzione però: la scena di Rubio che diserta l’incontro non significa abbandono totale. Significa selezione delle leve. La senatrice Jeanne Shaheen parla di aumento del bilancio per la condivisione di informazioni in Ucraina: Washington segnala che vuole mantenere attive le funzioni che contano davvero, <strong>quelle che permettono di guidare la guerra senza farsene carico fino in fondo</strong>. Informazioni, tecnologia, capacità di comando, industria, deterrenza nucleare: sono le leve decisive. Il resto, cioè l’onere finanziario e politico quotidiano, tende a scivolare sulle spalle europee. È la forma contemporanea dell’asimmetria: gli Stati Uniti non spariscono, ma rimangono indispensabili proprio nei punti che impediscono agli europei di diventare autonomi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difesa europea torna a parlare inglese e francese</h2>



<p>Il capitolo britannico è un altro segnale della trasformazione in corso. Keir Starmer pronuncia una frase brutale: la potenza militare è la valuta del secolo. Aggiunge che l’Europa deve costruire la propria capacità di deterrenza e, se necessario, essere pronta a combattere. <strong>Spinge l’idea che la Russia userà lo strumento militare contro l’Europa entro la fine del decennio. Da qui la cooperazione nucleare tra Regno Unito e Francia, </strong>confermata anche da Macron. Quest’ultimo promette di dettagliare come la deterrenza francese possa essere riorganizzata dentro un’architettura europea. A Monaco circola un rapporto sulle opzioni nucleari europee: segno che il tema non nasce oggi, ma oggi diventa dicibile. Von der Leyen parla di “reintegrazione strategica” della Gran Bretagna nello spazio politico-militare europeo: una Brexit che, almeno nella difesa, si scioglie. Ma qui si apre un problema di potere: <strong>Londra e Parigi non sono mai state nazioni “come le altre”.</strong> Se diventano i pilastri della sicurezza europea, diventano anche i competitori interni per la leadership.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europa come mercato, non come centro decisionale</h2>



<p>Mettendo insieme i pezzi, Monaco 2026 certifica una dinamica: <strong>l’Europa resta il teatro più esposto della guerra, ma non il centro decisionale. </strong>È il soggetto che subisce i rischi di <em>escalation </em>e sostiene costi economici crescenti, mentre il garante esterno conserva le leve di comando e di indirizzo. Geoeconomicamente, la guerra accelera una ristrutturazione industriale che, almeno nel breve periodo, favorisce chi produce in fretta e in grande quantità, cioè soprattutto gli Stati Uniti. L’Europa promette di colmare i “divari capacitivi”, ma è un obiettivo difficile: richiede anni, coordinamento, soldi, e soprattutto una politica estera comune che oggi non esiste davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conclusione che nessuno vuole dire</h2>



<p>Monaco non ha mostrato un piano per la pace, ma <strong>una grammatica per la continuità della guerra:</strong> pressione, logoramento, riarmo, deterrenza, prestiti, acquisti esterni, parole rassicuranti e gesti che smentiscono. L’illusione del coordinamento transatlantico sopravvive finché serve a tenere insieme la scena. Ma la sostanza è un’altra: <strong>l’Europa accetta l’asimmetria pur di non perdere l’ombrello americano,</strong> e nel farlo scivola verso una normalizzazione della guerra come condizione permanente. Non come eccezione. E questa, più di qualsiasi frase pronunciata sul palco, è la vera notizia politica di Monaco 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/monaco-2026-la-conferenza-che-ha-certificato-la-minorita-europea.html">Monaco 2026, la conferenza che ha certificato la minorità europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche la Svezia vuole un caccia di sesta generazione, e la Germania fiuta l&#8217;affare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/anche-la-svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-germania-fiuta-laffare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 04:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Gripen]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490463</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Anche la Svezia vuole un caccia di sesta generazione, e la Germania osserva per cercare un'alternativa al Fcas con Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/anche-la-svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-germania-fiuta-laffare.html">Anche la Svezia vuole un caccia di sesta generazione, e la Germania fiuta l&#8217;affare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Anche-la-Svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-Germania-osserva-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Anche la <strong>Svezia salta sul treno dello sviluppo di un caccia di sesta generazione</strong> e schiera il suo campione nazionale della Difesa, <strong>Saab</strong>, per trovare un aereo da combattimento capace di sostituire entro il 2035 il <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-e-trattative-sui-gripen-quali-caccia-occidentali-arriveranno-in-ucraina.html"><strong>rodato Jas-39 Gripen</strong>.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Svezia cerca il suo caccia di sesta generazione</h2>



<p>Le Forze armate svedesi hanno incaricato l&#8217;azienda di Stoccolma di prendere in carico un progetto da 230 milioni di euro (2,5 miliardi di corone svedesi) per potenziare gli studi di fattibilità sul Concept Program Future Air Combat System (<strong>Konceptet Framtidens Stridsflyg &#8211; Kfs</strong>), nome in codice con cui la Swedish Defence Materiel Administration (Fmv), l&#8217;agenzia del <em>procurement</em> militare del Paese scandinavo, indica il progetto del nuovo aereo da combattimento.</p>



<p><a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/sweden-might-be-building-successor-to-gripen-fighter-ps-101725">A partire dal marzo 2024, nota National Interest,</a> &#8220;Saab e GKN&nbsp;<a href="https://www.janes.com/osint-insights/defence-news/defence/sweden-contracts-saab-for-further-kfs-future-fighter-studies">hanno </a>lavorato per 19 mesi conducendo studi sulle tecnologie necessarie, sviluppando le capacità future dell&#8217;aereo e preparando i futuri dimostratori di volo nell&#8217;ambito degli sforzi della Fase 1&#8243;, mentre ora col contributo nazionale del governo &#8220;la successiva Fase 2 si concentrerà sullo sviluppo della tecnologia e dei dimostratori, estendendosi potenzialmente fino al 2030, con un ulteriore sviluppo nei primi anni del prossimo decennio&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un potenziale asse con la Germania</h2>



<p>Parliamo del <strong>terzo progetto europeo di questo tipo</strong>. E se da un lato il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-col-caccia-di-sesta-generazione-litalia-e-unavanguardia-globale.html">Global Combat Air Program (Gcap)</a></strong> italo-anglo-nipponico prosegue a passo di marcia, dall&#8217;altro arranca il <strong>Future Combat Air System (Fcas) franco-tedesco-spagnolo</strong>, tanto che Berlino starebbe guardandosi attorno e pensando a una partnership con Stoccolma. La divisione tedesca di Airbus contesta alla francese Dassault la difficoltà a lavorare in team, mentre la Germania critica la volontà francese di fare la parte del leone sulla proprietà intellettuale degli asset legati al Fcas.</p>



<p>Il portale tedesco specializzato in Difesa <a href="https://www.hartpunkt.de/plan-b-schweden-als-partner-fuer-die-zeit-nach-fcas-interessant/"><em>Hartpunkt</em> ha segnalato che entro fine anno </a>dovrà essere trovata una quadra politica sul progetto Fcas, ma che le sirene della cooperazione con Stoccolma sono molto ascoltate dal <strong>cancelliere Friedrich Merz</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le voci di una più intensa cooperazione nel campo degli aerei da combattimento tra Germania e Svezia sono probabilmente dovute in gran parte alle esperienze già positive nel campo degli armamenti bilaterali. Ad esempio, Saab sta modernizzando le sue fregate Classe 123 e, proprio la scorsa settimana, il Bundestag ha approvato la proposta da 25 milioni di euro per l&#8217;installazione del sistema di autoprotezione e localizzazione degli emettitori Arexis sull&#8217;Eurofighter.</p>



<p>[&#8230;]</p>



<p>Per la Germania, la cooperazione con la Svezia nel settore degli aerei da combattimento offrirebbe un&#8217;importante opportunità per sviluppare ulteriormente le proprie capacità tecnologiche nella costruzione di aerei, dall&#8217;avionica alle cellule e ai motori, e per espandere la creazione di valore in modo completo</p>
</blockquote>



<p>Insomma, la sinergia <strong>tedesco-svedese potrebbe decollare</strong>, mentre il Fcas <strong>continua a subire le pressioni della difficile integrazione</strong> tra sistemi industriali ambiziosi e competitivi di cui <a href="https://it.insideover.com/economia/il-caccia-franco-tedesco-non-decolla-fcas-tra-dubbi-e-ostacoli.html">parlammo già in tempi non sospetti.</a> </p>



<p>La base sarebbe la collaborazione tra Airbus Space and Defense e Saab, la cui presa in carico dei lavori segnala la <strong>buona volontà del governo di Ulf Kristersson di avanzare</strong> sulla strada del consolidamento del ruolo della Svezia nella difesa europea. Il Kfs non è chiaramente pensato per essere un progetto sviluppato singolarmente dalla Svezia, Paese che prima della Nato faceva dell&#8217;<strong>autarchia nelle forniture militari</strong> il fiore all&#8217;occhiello della sua strategia di difesa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mercato aeronautico europeo scalpita</h2>



<p>Il piano Kfs intende continuare questo trend, con ulteriori migliorie, tanto che <a href="https://www.zona-militar.com/en/2025/10/20/the-technology-demonstrator-of-swedens-next-generation-fighter-to-replace-the-gripen-is-expected-to-fly-in-2027/">come scrive <em>Zona Militar</em> </a>&#8220;uno dei requisiti chiave per la nuova piattaforma sarebbe stata la capacità di operare insieme a sistemi aerei senza pilota, seguendo una tendenza condivisa da altri sviluppi di caccia di sesta generazione&#8221;.</p>



<p>L&#8217;obiettivo palese è attrarre l&#8217;attenzione di possibili partner con cui lavorare attivamente per poter <strong>far avanzare un ruolo svedese nelle filiere di domani</strong> dell&#8217;aeronautica, in un contesto che vede l&#8217;Europa molto vivace: tre progetti di caccia di sesta generazione, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovi-eurofighter-typhoon-per-la-germania-berlino-nei-cieli-sceglie-lopzione-europea.html">la Germania che spinge per la combo F-35/Eurofighter</a></strong>, quest&#8217;ultimo caccia che viene richiesto in forma crescente da <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-rilancia-sui-caccia-in-arrivo-24-nuovi-typhoon-per-laeronautica.html">Italia, Regno Unito</a> e <a href="https://it.insideover.com/difesa/adesso-gli-eurofighter-made-in-uk-domani-gli-f-35-la-turchia-pensa-in-grande-per-laeronautica.html">Turchia</a>, Ankara che <strong>studia la fornitura del </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/f-35-addio-la-spagna-guarda-al-caccia-turco.html"><strong>sistema di quinta generazione Kaan alla Spagna</strong>.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambizioni svedesi</h2>



<p>Stoccolma vuole giocarsi, legittimamente, le sue carte anche alla luce del <strong>ritorno in auge del </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/nella-guerra-tra-thailandia-e-cambogia-il-battesimo-del-fuoco-del-gripen.html"><strong>Gripen,</strong> fresco di debutto operativo nel conflitto tra Cambogia e Thailandia</a> e potenzialmente in dirittura d&#8217;arrivo nei cieli ucraini. E Saab è l&#8217;azienda su cui punta. <strong>Si avvia, dunque, una partita attiva</strong> che potrebbe rivoluzionare le alleanze della difesa e dell&#8217;industria nel pieno del riarmo continentale. Lasciando la nazione con maggiori ambizioni, la Francia, di fronte al rischio di ritrovarsi col cerino in mano nella madre di tutte le partite strategiche per l&#8217;aeronautica.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver mettiamo passione nel nostro lavoro. Ma siamo anche convinti che la passione senza una seria documentazione rischi di essere inutile. Se ti convince questo approccio, puoi sostenerlo e farne parte&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonandoti al nostro giornale.</a>&nbsp;Aiutando così noi ma anche l’informazione indipendente.</em></strong><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/anche-la-svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-germania-fiuta-laffare.html">Anche la Svezia vuole un caccia di sesta generazione, e la Germania fiuta l&#8217;affare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Svezia nella Nato? Solo con la Turchia in Ue&#8221;: il ricatto di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=403057</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan: &quot;Se perdo lascio il potere&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled-600x381.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-300x191.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-1024x651.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-768x488.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-1536x976.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-2048x1301.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Recep Tayyip Erdogan alza l'asticella delle richieste alla Svezia perché possa essere accettata nella Nato e chiede di riaprire il discorso sulla Turchia nell'Ue</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html">&#8220;Svezia nella Nato? Solo con la Turchia in Ue&#8221;: il ricatto di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1220" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan: &quot;Se perdo lascio il potere&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-scaled-600x381.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-300x191.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-1024x651.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-768x488.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-1536x976.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/AYgWSbPNzZ8VHeQrEjRC_ANSA-2048x1301.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Recep Tayyip Erdogan </strong>alza l&#8217;asticella delle richieste alla Svezia perché possa essere accettata nella Nato. Il presidente turco, alla vigilia del <strong>summit di Vilnius</strong> ritenuto tra i più strategici degli ultimi anni, durante una conferenza stampa pre-partenza per la Lituania ha chiesto un preciso scambio aI partner euroatlantici: &#8220;Aprite le porte dell&#8217;Ue alla Turchia e apriremo le porte della Nato alla Svezia&#8221;, ha dichiarato il Reis rispondendo alle domande sul tema dell&#8217;agenzia turca <em>Anadolu</em><strong>.</strong></p>



<p>Si tratta di una svolta importante e dall&#8217;elevato peso specifico perché pone in essere un elemento negoziale fino ad ora inatteso. Qualora fosse anche solo una provocazione, l&#8217;idea di Erdogan lancerebbe uno scenario inaudito: barattare il<strong> </strong>via libera a un<strong> partner <em>in pectore</em></strong> di un&#8217;alleanza militare con l&#8217;ingresso dell&#8217;attore decisivo per il suo ingresso in un&#8217;altra organizzazione internazionale di matrice politico-economica e giuridica rappresenta una soglia negoziale estremamente complessa da mettere in campo. Questo per un&#8217;ampia serie di motivi.</p>



<p>In primo luogo, un dato autoevidente: <strong>Unione europea e Nato</strong> non sono sovrapponibili. Così come ci sono Paesi europei della Nato che non sono membri dell&#8217;Unione europea (Norvegia e Regno Unito <em>in primis</em>), così ci sono Stati della comunità dei Ventisette esterni al perimetro atlantico: <strong>Austria </strong>e <strong>Irlanda</strong> sono i più rilevanti, ma ci sono anche Malta e, soprattutto, <strong>Cipro</strong>. Stato sulla cui superficie Ankara ha da mezzo secolo installato la secessionista <strong>Repubblica turca di Cipro Nord</strong> e con cui ha una disputa territoriale evidente.</p>



<p>In secondo luogo, nessun elemento riguardante una ripresa del discorso sull&#8217;adesione della Turchia all&#8217;Ue era mai stato portato da Ankara al tavolo negoziale quando, nel 2022, aveva alzato l&#8217;asticella per chiedere precise contropartite all&#8217;accesso della <strong>Finlandia </strong>e della<strong> Svezia </strong>alla Nato. Né ragionevolmente avrebbe potuto essere considerato un valido elemento negoziale. <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al vertice di Madrid del 2022</a> Erdogan aveva chiesto a Stoccolma e Helsinki la fine dell&#8217;ospitalità e della protezione dei guerriglieri curdi del Pkk e la rottura con la branca siriana del Partito curdo dei lavoratori, le Ypg. Oltre a questo, aveva incassato la fine dell&#8217;embargo sulle armi nei confronti della Repubblica euroasiatica da parte dei due Paesi scandinavi. Ma processi come i roghi del Corano in Svezia e l&#8217;ascesa a Stoccolma del centrodestra guidato da Ulf Kristersson avente come appoggio esterno quello dei Democratici Svedesi conservatori e nazionalisti, tanto atlantisti quanto anti-turchi, ha ritardato l&#8217;applicazione delle richieste turche. Oggi ulteriormente indurite.</p>



<p>Il terzo punto sta nel fatto che la proposta scavalca le <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prospettive negoziali del <strong>segretario Nato Jens Stoltenberg</strong>.</a> Negli anni silenzioso tessitore delle manovre Nato e autore di diverse ricuciture apprezzate più volte da Erdogan, a partire dal sostegno incassato dopo il <strong>fallito golpe</strong> del 2016 e i controversi interventi in Siria della Turchia del 2018 e del 2019, Stoltenberg non avrebbe margine di manovra dopo una presa di posizione del genere. Ma proprio stasera Erdogan lo incontrerà per capire se l&#8217;impasse è sbloccabile. Previsto anche un incontro con Kristersson, mentre in giornata è giunta una chiamata da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tony Blinken</a></strong>, segretario di Stato Usa, al ministro degli Esteri turco Hakan Fidan per provare a sbloccare l&#8217;impasse.</p>



<p>A cosa punta Erdogan? In poche parole, a essere sempre più centrale. Il Reis dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Riceve il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Ankara dichiarandosi pronto a accogliere l&#8217;Ucraina nella Nato. Ma al tempo stesso annuncia di aver invitato a Ankara ad agosto Vladimir Putin per <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html">parlare dei rapporti russo-turchi </a>e degli <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missione-africana-accordo-grano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>accordi del grano</strong>.</a> Fa della sicurezza il suo pivot diplomatico puntando sul neo-ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan,</strong> in perenne confronto con Washington, Mosca e Kiev <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forte dell&#8217;esperienza alla guida dell&#8217;intelligence.</a> </p>



<p>Tutti i tavoli negoziali devono passare dalla Turchia. E ciò rende Erdogan più saldo che mai dopo la recente rielezione. Ormai l&#8217;obiettivo è chiaro: rendere Ankara indispensabile in ogni tavolo e profittare su ogni fronte. Che si tratti di evitare il tracollo dell&#8217;economia turca rendendo onerosa politicamente la fuga dei capitali occidentali, che si tratti di garanzie securitarie agli interessi energetici e geopolitici di Ankara, che si parli di integrazione infrastrutturale e bilanciamenti regionali tra Mediterraneo orientale e Medio Oriente, Erdogan è pronto, quando in futuro l&#8217;azione turca si farà propositiva, a cercare una dopo l&#8217;altra le varie contropartite politiche. E a giocare, mossa dopo mossa, la sua partita di continui rilanci. A volte addirittura improbabili. Ma il vantaggio in questa partita a scacchi è tutta per il Sultano: sa benissimo cosa vogliono gli occidentali, cioé in questo caso Stoccolma nella Nato. Ma continua a ampliare la cortina fumogena mostrandosi equivoco su ciò che vuole davvero. E questo lo rende sempre più impossibile da ignorare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html">&#8220;Svezia nella Nato? Solo con la Turchia in Ue&#8221;: il ricatto di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Svezia, spaventata dalla criminalità, si blinda e chiude le porte agli immigrati</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/la-svezia-spaventata-dalla-criminalita-si-blinda-e-chiude-le-porte-agli-immigrati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=384288</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di porte spalancate e tanto buonismo, anche la Svezia cambia registro. Dopo la vittoria nel settembre 2022 il governo del conservatore Ulf Kristersson, appoggiato esternamente dal molto destrorso partito Democratici di Svezia, ha deciso, come promesso ripetutamente durante la campagna elettorale, di invertire radicalmente le tradizionali politiche d’accoglienza. Come cambia l&#8217;immigrazione in Svezia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-svezia-spaventata-dalla-criminalita-si-blinda-e-chiude-le-porte-agli-immigrati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-svezia-spaventata-dalla-criminalita-si-blinda-e-chiude-le-porte-agli-immigrati.html">La Svezia, spaventata dalla criminalità, si blinda e chiude le porte agli immigrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="svezia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215190633357_661f083c8e7c5ef174fb9378430d317c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di porte spalancate e tanto buonismo, anche la <strong>Svezia</strong> cambia registro. Dopo la vittoria nel settembre 2022 il governo del conservatore Ulf Kristersson, appoggiato esternamente dal molto destrorso partito Democratici di Svezia, ha deciso, come promesso ripetutamente durante la campagna elettorale, di invertire radicalmente le tradizionali <strong>politiche d’accoglienza</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come cambia l&#8217;immigrazione in Svezia </h2>



<p>Pochi giorni fa Maria Malmer Stenergard, ministro per le politiche migratorie, ha annunciato in Parlamento le nuove misure. In primis la <strong>quota annuale</strong> di permessi accordati ai rifugiati scende drasticamente da 6.400 a 900 e viene confermata, come già deciso dal precedente esecutivo, la <strong>cessazione dei ricongiungimenti</strong>. </p>



<p>Inoltre nuovi importanti fondi sono stati erogati alla <strong>polizia di frontiera</strong>, i confini (assai porosi sino ad oggi) verranno blindati e saranno intensificate le <strong>espulsioni</strong> dei clandestini dal regno. Un problema non da poco: oltre <strong>centomila</strong> persone vivono in clandestinità nelle periferie delle principali città svedesi, una massa di fantasmi da individuare fermare, schedare (con un prelievo del loro dna) e poi imbarcare sul primo aereo con un biglietto di sola andata.</p>



<p>Misure ormai inevitabili ma forse <strong>tardive</strong>. Grazie alle pessime politiche dei vari governi socialdemocratici la Svezia è stato il Paese più generoso (e miope) dell’Unione europea e oggi l’8 per cento della popolazione — complessivamente circa dieci milioni di abitanti — è di <strong>religione islamica</strong>. Un segmento che continua a crescere: entro il 2050 è previsto che i musulmani saranno il 30 per cento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il risultato delle politiche della sinistra</h2>



<p>La Svezia metropolitana è ormai un far west e interi quartieri sono <strong>zone off limits</strong>, controllate dalle circa quaranta <strong>bande</strong> arabe, africane, afghane tutte dedite allo spaccio o ai traffici d’armi e di esseri umani. Una società parallela e illegale in cui violenza è la norma, un’abitudine, un mero dato quotidiano: nel 2021 la polizia ha registrato 335 sparatorie, 46 omicidi, 112 feriti e l’85 per cento degli arrestati sono d’origine straniera. Come commenta Linda Straff, responsabile dell’intelligence nazionale, i protagonisti &#8220;sono tutti <strong>cresciuti in Svezia </strong>e provengono da gruppi socio-economicamente deboli e molti sono immigrati di seconda e terza generazione&#8221;. Insomma, l’integrazione si è rivelata un fallimento pieno, un problema dai costi sociali enormi e foriero di rischi imprevedibili.</p>



<p>La goccia che ha fatto traboccare il classico vaso è caduta durante le passate feste natalizie. In poche settimane 63 <strong>sparatorie</strong> e numerosi <strong>attentati</strong> dinamitardi contro locali, cantieri, abitazioni private hanno terrorizzato la capitale. Per la stampa si è trattato di un imprevisto e sanguinoso inasprirsi della feroce guerra tra gang etniche per il controllo del narcotraffico. In prima linea una schiera di giovanissimi killer pronti ad uccidere per conto dei vari “padrini”. Una situazione serissima. Come ha confermato il capo della polizia Karin Gotblad: &#8220;Ci imbattiamo in <strong>ragazzi</strong> di 13 o 14 anni che si offrono di diventare assassini a contratto. Una faccenda terribile che ci trova purtroppo impreparati&#8221;.</p>



<p>Se le forze dell’ordine sono disorientate, il primo ministro Ulf Kristersson sembra non avere dubbi. Per lui i criminali debbono essere considerati alla stregua dei <strong>terroristi</strong> e combattuti come tali. &#8220;La criminalità non si fermerà&#8221;, ha detto il premier conservatore. &#8220;Questa gente deve essere <strong>rinchiusa in galera</strong> e messa in condizione di non nuocere. Al tempo stesso chi non è svedese deve essere espulso subito dal nostro Paese. Qui non c’è più posto&#8221;. Insomma, i danni vanno riparati prima che sia troppo tardi e la voragine si allarghi. A Stoccolma lo Stato ha iniziato una micidiale corsa contro il tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-svezia-spaventata-dalla-criminalita-si-blinda-e-chiude-le-porte-agli-immigrati.html">La Svezia, spaventata dalla criminalità, si blinda e chiude le porte agli immigrati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro della Svezia nella Nato in bilico: ecco l&#8217;ultimo alt della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-svezia-nella-nato-in-bilico-ecco-lultimo-alt-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2023 16:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=380340</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prezzo da pagare per l’allargamento della Nato è sempre più alto. Tutto dipende dalle richieste della Turchia, vero e proprio ago della bilancia che potrebbe compromettere l’ingresso di Svezia e Finlandia all’interno dell’Alleanza Atlantica. Ogni giorno che passa la tensione tra Stoccolma e Ankara si moltiplica. E non solo perché il governo svedese non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-svezia-nella-nato-in-bilico-ecco-lultimo-alt-della-turchia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-svezia-nella-nato-in-bilico-ecco-lultimo-alt-della-turchia.html">Il futuro della Svezia nella Nato in bilico: ecco l&#8217;ultimo alt della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220920150627877_17161f73c60e31ba0a7a0a8b802f64ca-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prezzo da pagare per l’allargamento della <strong>Nato </strong>è sempre più alto. Tutto dipende dalle richieste della <strong>Turchia</strong>, vero e proprio ago della bilancia che potrebbe compromettere l’ingresso di <strong>Svezia </strong>e <strong>Finlandia </strong>all’interno dell’Alleanza Atlantica. </p>



<p>Ogni giorno che passa la <strong>tensione </strong>tra Stoccolma e Ankara si moltiplica. E non solo perché il governo svedese non sembrerebbe affatto essere intenzionato a soddisfare tutte le <strong>condizioni </strong>messe sul tavolo da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>. Ma &#8211; e questa è storia recentissima &#8211; anche a causa delle ultime scintille scaturite da una <strong>manifestazione curda</strong> andata in scena nella capitale svedese, con un&nbsp;fantoccio&nbsp;con le sembianze di Erdogan appeso ad un palo a testa in giù. </p>



<p>Puntuale, da Ankara è arrivata l’ennesima doccia fredda. <strong>Ibrahim Kalin</strong>, consigliere per la politica estera del presidente turco, ha affermato che la Turchia &#8220;non è in grado&#8221; di <strong>ratificare </strong>l&#8217;adesione della Svezia alla Nato così com&#8217;è. &#8220;Non siamo nelle condizioni di inviare la legge di ratifica in Parlamento, abbiamo un vero problema su questo tema&#8221;, ha assicurato lo stesso Kalin, affermando che i deputati rischierebbero di bocciarla. </p>



<p>In un incontro con i giornalisti, l’alto funzionario turco ha lanciato la patata bollente nelle mani della Svezia, spiegando che il via libera della Turchia per l’adesione di Stoccolma alla Nato dipende dalla rapidità con cui Stoccolma adempierà alle <strong>promesse </strong>in materia di <strong>contrasto al terrorismo</strong> fatte nell&#8217;ambito di un accordo con Ankara. </p>



<p>Nello specifico, Kalin ha sostenuto che il governo svedese deve inviare un chiaro messaggio alle &#8220;organizzazioni terroristiche sul fatto che la Svezia non è più un rifugio sicuro per loro e che non saranno in grado di raccogliere denaro, reclutare membri e svolgere altre attività&#8221;. &#8220;Abbiamo un problema di tempo se vogliono entrare a far parte della Nato prima del vertice Nato di <strong>giugno</strong>&#8220;, ha aggiunto l’uomo di Erdogan, riferendosi alle <strong>elezioni presidenziali</strong> e <strong>parlamentari </strong>turche, previste per <strong>maggio</strong>. &#8220;Dato che il parlamento andrà in pausa qualche tempo prima delle elezioni, ci sono ancora due mesi, due mesi e mezzo per fare tutto questo&#8221;, ha concluso.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Chi è Erdogan</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html">Che cos&#8217;è la Nato</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-f16-turchia-svezia-finlandia-allargamento-nato.html">Nuovi F-16 alla Turchia</a></strong></li></ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le richieste di Erdogan e il fattore tempo</h2>



<p>Ci sono dunque due enormi ostacoli che impediscono a Svezia e Finlandia di diventare membri della Nato. Il primo riguarda i <strong>negoziati </strong>tra Stoccolma e Ankara. È necessario che le due parti affinino le rispettive richieste fino a raggiungere un punto d’incontro, o meglio, un compromesso capace di accontentare tutti. Il secondo ostacolo chiama in causa il <strong>fattore tempo</strong>. </p>



<p>Come ha spiegato Kalin, il governo svedese vorrebbe entrare nell’Alleanza Atlantica prima di giugno. Solo che in Turchia, a maggio, sono in programma elezioni presidenziali e parlamentari. Il che significa che il parlamento di Ankara congelerà le attività poco prima dell’appuntamento elettorale. Calcolatrice alla mano, il futuro di Svezia e Finlandia dovrà essere deciso da qui ai prossimi <strong>due mesi e mezzo</strong> circa. </p>



<p>Erdogan ha da tempo elencato le sue inamovibili <strong>richieste</strong>. Si parte con la cooperazione dei due Paesi scandinavi sul contrasto al partito-milizia curdo del <strong>Pkk</strong>, considerato dalla Turchia un’organizzazione terroristica. Ankara chiede inoltre a Stoccolma ed Helsinki l’impegno di non supportare sigle affiliate al suddetto Pkk o ad altre organizzazioni capaci di mettere in pericolo la sicurezza turca (tra queste organizzazioni troviamo anche Feto di <strong>Fetullah Gulen</strong>). Le condizioni del presidente turco non sono finite qui. Ankara vuole inoltre molteplici certezze sull’estradizione di una serie di ricercati curdi, accusati di foraggiare quella che Erdogan considera propaganda terrorista, e nel settore dell’intelligence. </p>



<p>Lo scorso dicembre, intanto, la Corte Suprema di Stoccolma ha bocciato la richiesta di&nbsp;estradizione&nbsp;in terra turca di <strong>Bulent Kenes</strong>, un giornalista definito dal governo turco un &#8220;terrorista&#8221; e richiesto espressamente per concedere il via libera della nazione svedese nell&#8217;Alleanza Atlantica. Ebbene, la&nbsp;Corte Suprema&nbsp;di Stoccolma, che decide sui ricorsi contro le estradizioni, ha respinto la richiesta turca, sostenendo che ci sono &#8220;diversi ostacoli&#8221; alla consegna del giornalista ad Ankara. </p>



<p>In particolare, in un comunicato stampa, la stessa Alta Corte ha scritto che nei confronti di Kenes vi sarebbe il&nbsp;rischio di persecuzione&nbsp;a causa delle opinioni politiche personali. &#8220;Si applica il principio che non sussiste il requisito della doppia incriminabilità per quanto riguarda l&#8217;unico sospetto penale&#8221;, ha sottolineato il ministro della Giustizia svedese&nbsp;<strong>Petter Asp</strong>. </p>



<p>Ricordiamo che la Turchia accusa Kenes di essere complice del tentativo di golpe del 2016 e di far parte del movimento di Gulen. È proprio quest&#8217;ultimo &#8211; predicatore, politologo e studioso dell&#8217;Islam, in esilio volontario dal 1999 negli Stati Uniti &#8211; che Erdogan ritiene colpevole del tentativo di colpo di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro di Svezia e Finlandia in bilico</h2>



<p>Svezia e Finlandia hanno presentato la loro domanda di adesione al blocco di sicurezza occidentale in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. La Turchia e l&#8217;Ungheria sono gli unici Paesi che, al momento, non hanno ratificato l’adesione di Stoccolma ed Helsinki. Senza il doppio via libera, per i due governi scandinavi sarà impossibile entrare nell’Alleanza Atlantica. </p>



<p>Non bastassero le richieste di Erdogan e il fattore tempo, ecco le proteste dei curdi in Svezia a peggiorare ulteriormente la situazione. Come detto, durante le proteste a Stoccolma sono state sventolate bandiere dell&#8217;organizzazione separatista curda Pkk e, soprattutto, è stata simulata l’esecuzione&nbsp;del presidente turco.&nbsp;Il premier svedese,&nbsp;<strong>Ulf Kristersson</strong>, ha duramente condannato la manifestazione curda: &#8220;È stata un&#8217;immagine disgustosa&#8221;. Il ministro degli Esteri svedese,&nbsp;<strong>Tobias Billstrom</strong>,&nbsp;ha affermato che &#8220;questa azione vergognosa rischia di complicare e ritardare il processo di adesione della Svezia alla Nato&#8221;. </p>



<p>Non è bastato per placare la rabbia della Turchia, che ha convocato l&#8217;<strong>ambasciata svedese</strong> ad Ankara e chiesto alle autorità svedesi di portare in tribunale coloro che hanno realizzato la manifestazione, nonché di approvare leggi contro il sostegno a gruppi terroristici. </p>



<p>Per addolcire Erdogan, nel frattempo, l&#8217;amministrazione Biden si starebbe preparando a <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-f16-turchia-svezia-finlandia-allargamento-nato.html">chiedere al Congresso l’ok per la vendita di nuovi<strong> F-16</strong></a> per <strong>20 miliardi di dollari</strong> alla Turchia, oltre alla vendita separata delle prossime generazioni di -35 alla Grecia. Secondo il <em>Wall Street Journal</em> l&#8217;accordo sarebbe legato al disco verde di Ankara all&#8217;ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Resta da capire se Erdogan si accontenterà di qualche jet e delle scuse di Stoccolma, a fronte di inevitabili compromessi, oppure se la Turchia continuerà a far valere le sue richieste iniziali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-della-svezia-nella-nato-in-bilico-ecco-lultimo-alt-della-turchia.html">Il futuro della Svezia nella Nato in bilico: ecco l&#8217;ultimo alt della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il boom dei Democratici Svedesi e quel messaggio all&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-boom-dei-democratici-svedesi-e-quel-un-messaggio-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 10:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori e Riformisti Europei (Ecr)]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=367776</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-2048x1327.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alle elezioni in Svezia di domenica 11 settembre il colpaccio è stato quello dei Democratici Svedesi, la formazione nazional-conservatrice di Jimmie Akesson che ha sfondato la soglia del 20% dei consensi, conquistando il 20,67% dei voti e piazzandosi al secondo posto dietro il solo Partito Socialdemocratico, primo con il 30,5% dei suffragi. La formazione di sinistra del primo ministro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-boom-dei-democratici-svedesi-e-quel-un-messaggio-alleuropa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-boom-dei-democratici-svedesi-e-quel-un-messaggio-alleuropa.html">Il boom dei Democratici Svedesi e quel messaggio all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYMuzKu6fIwVIdR8y-EM_ANSA-2048x1327.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Alle elezioni in Svezia di domenica 11 settembre il colpaccio è stato quello dei <strong>Democratici Svedesi, </strong>la formazione nazional-conservatrice di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jimmie-akesson-leader-dei-democratici-svedesi.html" target="_blank" rel="noopener">Jimmie Akesson</a> </strong>che ha sfondato la soglia del 20% dei consensi, conquistando il 20,67% dei voti e piazzandosi al secondo posto dietro il solo Partito Socialdemocratico, primo con il 30,5% dei suffragi.</p>
<p>La formazione di sinistra del primo ministro Magdalena Andersson, di recente interprete della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-finlandia-e-svezia-rafforzano-la-nato-in-chiave-anti-russa.html" target="_blank" rel="noopener">svolta atlantica di Stoccolma</a> in sinergia con la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sanna-marin.html"><strong>Finlandia di Sanna Marin</strong>, </a>è riuscita a andare oltre le aspettative dei sondaggi <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-svezia-la-destra-in-rimonta-sogna-il-governo.html" target="_blank" rel="noopener">e si è confermata in testa</a> ai risultati finali del voto per la trentaduesima elezione consecutiva dal 1917 a oggi. Ma proprio l&#8217;exploit del partito di Akesson potrebbe precluderle le porte dell&#8217;esecutivo: il partito che dalla destra radicale assume posizioni sempre più moderate anno dopo anno potrebbe ora entrare in coalizione sostenendo l&#8217;ascesa a premier di <strong>Ulf Kristersson, </strong>leader del Partito Moderato attestatosi nonostante il sorpasso dei Democratici Svedesi su un risultato discreto (19% contro il 19,8% di quattro anni fa). I 73 seggi del partito di Akesson e i 68 dei Moderati potrebbero sono la base di partenza per la coalizione in cui, esplicitamente, possono entrare anche i Cristiano-Democratici (5,36% e 19 seggi) e i Liberali (4,58% e 16 seggi), per un totale di <strong>176 deputati sui 349 del Riksdag, l&#8217;emiciclo di Stoccolma, </strong>capaci di garantire a Kristersson una risicata ma decisiva maggioranza.</p>
<p>Per la prima volta nella storia della Svezia dell&#8217;ultimo secolo, il <em>kingmaker </em>non sarà una formazione tradizionale ma un partito fino a pochi anni fa trattato come paria. I socialdemocratici hanno guidato il governo svedese negli ultimi otto anni, ma un&#8217;intensa ascesa della criminalità delle bande e i problemi legati all&#8217;immigrazione durante la campagna elettorale sono stati utilizzati come armi per colpire un partito i cui punti di forza sono tradizionalmente la previdenza sociale e i diritti dei lavoratori.</p>
<p><a href="https://www.politico.eu/article/swedens-ruling-center-left-takes-slim-lead-in-national-vote-exit-poll/" target="_blank" rel="noopener">Kristersson, nota <em>Politico,</em> </a>&#8220;ha riconosciuto che la campagna tra il suo partito e i Socialdemocratici è stata a volte dura, ma ha invitato il paese a riunirsi per affrontare le sfide future, tra cui una domanda in corso di adesione alla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Nato</a> e un&#8217;incombente presidenza semestrale del Consiglio dell&#8217;Unione europea, che la Svezia dovrebbe assumere da gennaio 2023&#8243;. Ed è sintomatico pensare al fatto che la <strong>grande coalizione </strong>tra centrodestra e centrosinistra, che salderebbe un governo più tradizionale ma vedrebbe i Moderati in minoranza, non scalda i cuori dei partiti minori come l&#8217;ipotesi di un governo guidato dallo stesso Kristersson. Il quale ha alle spalle un&#8217;esperienza di ministro della Previdenza Sociale (2010-2014) e mira a diventare il primo premier del suuo partito dai tempi di <strong>Fredrik Reinfeldt (2006-2014)</strong> coinvolgendo proprio i Democratici Svedesi nel quadro dell&#8217;accordo per un governo di coaliizione.</p>
<p>Akesson e i suoi sono stati ritenuti a lungo dei fattori di destabilizzazione della democrazia svedese ma da anni governano in maggioranze di centrodestra in diversi contesti locali diversificati. Il salto nazionale potrebbe essere importante dato che manderebbe nella maggioranza l&#8217;unica formazione che esplicitamente mira a cambiare in senso più restrittivo e favorevole ai soli cittadini svedesi di nascita il <strong>Santo Graal del welfare costruito da Olof Palme </strong>e dagli altri leader socialdemocratici degli anni dei &#8220;Trenta Gloriosi&#8221; europei (1945-1975).</p>
<p>In secondo luogo, avrebbe la forza di un <strong>esplicito messaggio all&#8217;Europa </strong>sdoganando in una storica democrazia nordica l&#8217;ingresso al governo di un partito del gruppo dei <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-corso-dellecr-dove-vanno-i-conservatori-europei.html" target="_blank" rel="noopener">Conservatori e Riformisti Europei (Ecr)</a> </strong>avente alla sua guida, ed è importante sottolinearlo, la presidente di <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-usa-e-europa-cosi-fratelli-ditalia-tesse-i-legami-internazionali.html" target="_blank" rel="noopener">Fratelli d&#8217;Italia <strong>Giorgia Meloni</strong>.</a> Assieme allo sdoganamento della destra conservatrice di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-vox-il-partito-che-ha-rivoluzionato-la-spagna.html">Vox</a> in Spagna come partner del Partito Popolare nel campo conservatore e alla tenuta dei consensi di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/conservatori-filo-usa-e-anti-russia-cosi-il-pis-ha-cambiato-la-polonia.html" target="_blank" rel="noopener">Diritto e Giustizia in Polonia</a> </strong>l&#8217;ascesa di Akesson in Svezia e della Meloni in Italia come leader centrali in coalizioni orientate a destra rafforzerebbe Ecr nel gioco politico europeo. In cui, va sottolineato, Ecr è da tempo protagonista: il ruolo giocato nell&#8217;elezione di <strong>Roberta Metsola alla presidenza del Parlamento europeo </strong>e nel condizionare i pacchetti Ue su ambiente e transizione energetica lo testimoniano. Akesson può suonare la carica di una svolta: all&#8217;ondata populista degli anni scorsi, esauritasi col riflusso della pandemia, è subentrata una più strutturata ondata conservatrice impossibile da ignorare. E legittimata da partner politici e avversari come nuova parte in gioco nella dialettica democratica delle maggiori democrazie d&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-boom-dei-democratici-svedesi-e-quel-un-messaggio-alleuropa.html">Il boom dei Democratici Svedesi e quel messaggio all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/460 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:18:47 by W3 Total Cache
-->