La Germania svela nuovi progetti per il suo programma di riarmo e prevede un potenziamento delle sue capacità aeree con un’opzione tutta europea: la Commissione Difesa del Bundestag, il Parlamento di Berlino, ha approvato un ordine da 3,75 miliardi per 20 nuovi caccia Eurofighter Typhoon. L’affare è destinato ad alimentare un filone industriale a ampio spettro coinvolgente le aziende interne al consorzio diviso negli impianti in Regno Unito (Bae), Germania, Spagna (Airbus) e Italia (Leonardo).
Anche la Germania punta sull’Eurofighter Typhoon
Si tratta del terzo, importante passo per l’aumento della diffusione della nuova versione del caccia europeo per eccellenza, dopo che a fine 2024 era stata l’Italia a mettere in cantiere la produzione di 24 nuove unità. E nel frattempo si è anche sbloccata la partita per la fornitura del velivolo alla Turchia, dopo che la Gran Bretagna ha fatto cadere il veto sulla vendita a Ankara dei Typhoon.
Questo caccia vive una vera e propria seconda giovinezza. E l’attenzione di Berlino lo testimonia, confermando quanto scriveva su queste colonne a giugno Paolo Mauri, sottolineando che i rallentamenti del piano franco-tedesco Scaf per un caccia di sesta generazione e le frizioni industriali tra le due sponde del Reno per la spartizione degli appalti condizionano l’incerta marcia dell’alleanza progettuale. Spazio, dunque, ad alternative. E così la Germania spinge per i suoi F-35 realizzati con il contributo di Rheinmetall ma non disdegna nemmeno l’opzione europea, oggi prevalente in molti appalti del piano di riarmo.
La nuova giovinezza dell’Eurofighter Typhoon
“Il programma Eurofighter sta ricevendo ora un impulso” dalla nuova fase di spesa militare crescente, nota il National Security Journal, aggiungendo che sostanzialmente anche l’aumento delle tensioni tra l’industria della Difesa europea e quella americana potrebbe aumentare di molto le attenzioni per il prodotto del consorzio con base a Monaco. Per la testata, infatti, in tempi di minacce eterogenee e complesse la versatilità del caccia è premiante: “Il Typhoon ha una capacità di ruolo variabile o multiruolo. Ciò significa che può alternare diverse missioni in un’unica sortita. Il jet può iniziare con una missione di attacco al suolo e poi passare al combattimento aereo in modo rapido e fluido”.
Per Berlino, in particolare, questo dinamismo sarebbe, secondo Hartpunkt, potenziare i Typhoon significherebbe aumentare l’interoperabilità della Luftwaffe, l’aeronautica tedesca, consentendole di svolgere missioni più elaborate, soprattutto nell’Est Europa al centro della programmazione strategica del Paese, dato che “le varianti dell’Eurofighter attualmente in servizio presso la Bundeswehr sono considerate inadatte a questo scopo. Ciò è dovuto all’architettura informatica e informatica già obsoleta del velivolo”. Per questo l’Eurofighter abbisognerà di molte migliorie e aggiornamenti, che le nuove coorti di questo aereo contribuiranno a sviluppare rendendolo un vero e proprio prodotto rinnovato rispetto al predecessore entrato in servizio vent’anni fa.
Il futuro dei caccia europei
Lo scenario di riferimento per Berlino, in ogni caso, resta quello di una complementarietà Eurofighter/F-35 sulla scia di quanto già deciso da Italia e Regno Unito in attesa che giunga a maturazione il seminato della sesta generazione, dove il progetto italo-anglo-nipponico del Global Combat Air Program appare in maggior avanzamento rispetto allo Scaf.
Espandibile ai Gripen svedesi e ai Rafale francesi, questa coppia appare destinata a essere per almeno tutto il prossimo decennio il nerbo delle aeronautiche europee. In ogni caso, il triangolo italo-tedesco-britannico appare uno dei pilastri portanti dell’industria della Difesa europea, che nuovi ordini e nuove capacità condivise alimenteranno ulteriormente. A Parigi prenderanno nota: dagli ordini della Germania è nato, forse, anche un nuovo assetto gerarchico in un sistema dove la Francia si sentiva tradizionalmente egemone.
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