Cos’è Vox, il partito che ha rivoluzionato la Spagna

Vox è riuscito ad infrangere, in un tempo relativamente ridotto, uno dei più grandi limiti politici dell’estrema destra  iberica: quello di riuscire ad ottenere una rappresentanza parlamentare. Nel corso dei decenni seguiti al crollo del regime franchista spagnolo nessun movimento schierato su posizioni radicali era riuscito a fare il suo ingresso in Parlamento, eccezion fatta per l’esperienza di Alleanza Popolare, schieramento post-franchista e con ideologia spiccatamente conservatrice che riuscì ad ottenere seggi sin dal 1977. Alleanza Popolare, però, nel giro di un decennio si trasformò progressivamente in un partito sempre più moderato tanto che diede vita, alla fine degli anni Ottanta, al Partito Popolare che, ancora oggi, è il principale schieramento della destra spagnola.

La parabola ascendente di Vox sembra, invece, non conoscere limiti e di consultazione in consultazione il partito è riuscito ad incrementare i propri consensi ed insidia, ormai apertamente, il predominio dei rivali sul mondo politico conservatore al quale, con tutta probabilità, aspira a dettare l’agenda. La storia del movimento, racchiusa in pochi anni, è comunque istruttiva per capire in che direzione potrà andare il centrodestra spagnolo e forse la stessa Spagna del prossimo futuro.

 

Le origini di Vox vanno ricercate nel Partito Popolare: è stata proprio una scissione della sua componente più radicale ed estremista, insoddisfatta dal comportamento eccessivamente moderato dell’esecutivo di Mariano Rajoy, a dare vita, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, al movimento sovranista. Tra le prime proposte politiche del nuovo partito c’era la volontà di abolire i parlamenti e le autonomie regionali ma, almeno in prima battuta, Vox non riuscì ad imporsi in maniera netta ed ottenne risultati piuttosto deludenti. I sovranisti non riuscirono, di poco, a conquistare un seggio alle consultazioni europee del 2014 mentre alle legislative del 2015 e del 2016 non andarono oltre lo 0,23 e lo 0,20 per cento dei voti totali. Nel settembre del 2014 Santiago Abascal, uno dei fondatori di Vox, era stato nominato Presidente del partito mentre Ivan Espinosa de los Monteros aveva ottenuto la carica di Segretario Generale.

La popolarità di Vox è cresciuta esponenzialmente a partire dal 2017 ed è stata aiutata da diversi fattori: su tutti la crisi indipendentista catalana, che ha visto il movimento schierarsi in maniera netta e coerente contro i secessionisti ed il carisma di Santiago Abascal, in grado di destreggiarsi con abilità e chiarezza all’interno dei talk televisivi. Il primo segno dell’esplosione della popolarità di Vox sono state le elezioni regionali in Andalusia del dicembre del 2018: in uno dei tradizionali bastioni della sinistra, infatti, i sovranisti sono riusciti ad ottenere quasi l’11 per cento dei voti e 12 scranni contribuendo, in questo modo, a facilitare la formazione dell’esecutivo di centrodestra locale. Le consultazioni nazionali del 2019, le prime svoltesi ad aprile e le seconde a novembre, hanno cementato la presa dei sovranisti sul Paese: Vox, infatti, è riuscito ad ottenere 24 scranni nelle prime elezioni e 50 nelle seconde riuscendo così a divenire il terzo schieramento politico del Paese e tallonando molto da vicino i Popolari, sempre più in difficoltà.

Al centro del programma politico di Vox c’è, senza dubbio, il nazionalismo: la sospensione dell’autonomia della Catalogna, il bando nei confronti dei partiti secessionisti e la massima protezione da concedere ai simboli dell’unità nazionale (come la Corona) sono propositi che hanno aiutato lo schieramento a sottrarre voti al Partito Popolare e Ciudadanos, considerati troppo moderati ed indecisi nell’ambito della crisi catalana. Alcune proposte, come quella di procedere all’abolizione delle Comunità Autonome, violano apertamente i principi costituzionali spagnoli e porrebbero Vox in contrasto diretto con la Suprema Legge dello Stato. Il nazionalismo non può poi prescindere da un certo euroscetticismo: Abascal vuole che la Spagna abbandoni l’area Schengen e spinge per l’adozione di misure sempre più spinte per contrastare l’immigrazione illegale. Il partito sovranista vorrebbe anche abolire la Legge sulla Memoria Storica, votata dall’esecutivo socialista di Jose Luis Zapatero nel 2007, che condanna il regime franchista spagnolo ed impone la rimozione dei suoi simboli dai luoghi pubblici e si è opposto alla decisione, presa dal premier socialista Sanchez, di esumare il corpo dell’ex dittatore Francisco Franco dal suo Mausoleo per trasferirla altrove. Altri punti importanti del programma di Vox sono l’adozione di politiche conservatrici in ambito sociale ed il sostegno ad un sistema economico basato sul libero mercato e formato da più investimenti, meno Stato e meno spese.

La crescita della popolarità di Vox è stata favorita tanto dalle posizioni assunte dal movimento nel contesto spagnolo quanto da un più generale spostamento degli elettori di diversi Paesi europei in direzione sovranista che ha contribuito, negli ultimi anni, a sdoganare un movimento che si era trovato, precedentemente, ai margini degli scenari elettorali. I movimenti conservatori radicali, infatti, sono strettamente coordinati tra di loro e l’adozione di progetti politici simili, unita ad una progressiva sovrapposizione dei diversi scenari politici europei nazionali, ha di certo aiutato il sovranismo ad esplodere.

Per quanto riguarda il contesto spagnolo, invece, la formazione dell’attuale governo di coalizione tra Socialisti e Podemos e l’appoggio dato all’esecutivo da diversi partiti regionalisti, tra cui la sinistra secessionista catalana, rischia di far ulteriormente esplodere la popolarità di Vox e di fare esattamente il gioco di Santiago Abascal. La narrazione sovranista trarrà di certo vantaggio dalle azioni di un governo progressista ed europeista e perciò ideologicamente opposto a Vox e potrà inoltre ottenere benefici dal supporto fornito all’esecutivo dai movimenti regionalisti: un cocktail quasi perfetto, quello che si è venuto a creare e che risulterà particolarmente gradito agli elettori della destra radicale spagnola. Vox dovrà comunque vedersela, in ogni caso, con il Partito Popolare e con Ciudadanos, competitor naturali del centrodestra, per ottenere la supremazia all’interno dello schieramento conservatore. Il compito, però, rischia di rivelarsi più facile del previsto: Ciudadanos, dopo i deludenti risultati elettorali del novembre del 2019 è in grave crisi ed ha perso il suo leader storico Albert Rivera mentre i Popolari, pur avendo migliorato il proprio risultato rispetto alle consultazioni di aprile, non sono comunque troppo lontani e l’offerta politica di questo schieramento dovrà essere in grado di rinnovarsi per resistere agli assalti di Vox. Il prossimo futuro, dunque, potrebbe riservare ottime prospettive ai sovranisti spagnoli che potrebbero riuscire, come in altre nazioni del Vecchio Continente, a monopolizzare il centrodestra nazionale ed a proporre la propria visione politica su scala sempre maggiore.


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