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	<title>Perù Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 08:04:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Perù Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Un&#8217;altra Fujimori non fa bene al Perù&#8221;. Intervista con Jorge Nieto Montesinos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unaltra-fujimori-non-fa-bene-al-peru-intervista-con-jorge-nieto-montesinos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 08:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il candidato del partito del Buon Governo commenta l'esito delle elezioni presidenziali: "Un'altra Fujimori non fa bene al Perù". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unaltra-fujimori-non-fa-bene-al-peru-intervista-con-jorge-nieto-montesinos.html">&#8220;Un&#8217;altra Fujimori non fa bene al Perù&#8221;. Intervista con Jorge Nieto Montesinos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni presidenziali in Perù sono sempre molto travagliate e lo dimostra il fatto che in dieci anni si sono alternati alla Casa di Pizarro, il palazzo presidenziale, ben otto presidenti che hanno nominato ventuno Primi ministri, uno più debole dell’altro. L’ultima tornata elettorale ha visto la vittoria di <strong>Keiko Fujimori Higuchi,</strong> la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori condannato per corruzione e crimini contro l’umanità. L’erede della potente famiglia di origine giapponese è riuscita a trionfare al quarto tentativo, ma adesso deve trovare una solida maggioranza in Parlamento, perché <strong>il suo partito Forza Popolare da solo non ha i numeri per sostenere un governo.</strong> Le elezioni si sono svolte in un clima particolarmente teso con le generazioni più giovani scese in piazza per protestare per la grave crisi economica che attanaglia il Perù e per la corruzione dilagante. La Fujimori al ballottaggio ha sconfitto di poco il candidato di sinistra <strong>Roberto Sanchez</strong>, ma la frammentazione politica resta uno dei problemi maggiori a Lima che ha visto ben 36 candidati nel primo turno. Al quarto posto di questa sconfinata lista di contendenti si è classificato <strong>Jorge Nieto Montesinos </strong>che ha ottenuto quasi l’11% con la sua formazione politica centrista Partido del Buen Gobierno, al secondo turno Nieto non ha voluto appoggiare la Fujimori chiedendo ai suoi elettori di annullare la scheda. Jorge Nieto Montesinos è stato ministro della Cultura e della Difesa durante la presidenza di Pedro Pablo Kuczynski ed ha rappresentato il Perù all’Unesco. </p>



<p><strong>Senatore Nieto, al secondo turno delle presidenziali non vi siete schierati, anche se in molti si aspettavano un appoggio a Keiko Fujimori. </strong></p>



<p>&#8220;Eravamo e restiamo alternativi al programma di Forza Popolare, il partito della nuova presidente. Dopo l’elezione mi ha fatto piacere sentire Keiko Fujimori alla quale ho fatto le congratulazioni, ma non entrerò a far parte di nessun governo che abbia un programma diverso dal nostro. Metto però la mia esperienza a disposizione del Perù, soprattutto per gestire calamità naturali e situazioni particolarmente complesse come quelle che stiamo attraversando&#8221;.</p>



<p><strong>Senatore, la politica peruviana non ha più nessuna credibilità, i giovani della Generazione Z scendono in piazza per protestare e la maggioranza dei suoi colleghi vengono continuamente indagati dalla magistratura.</strong></p>



<p>&#8220;La mia candidatura nasceva per riformare profondamente il Perù, rafforzando lo Stato e lottando contro l’insicurezza. Il partito del Buon Governo si propone come alternativa tecnocratica in un panorama politico caratterizzato da frammentazione e sfiducia nei confronti dei partiti tradizionali. L’obiettivo è ripristinare l&#8217;integrità istituzionale e rafforzare il ruolo dello stato. La sicurezza è al primo punto così come la lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata. La nuova presidenza deve riprendere il controllo del territorio con Zone Sicure Integrate che coordinino Polizia, Procura e Magistratura, oltre all&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per la prevenzione della criminalità e a un regime più severo per i capi della criminalità organizzata&#8221;.</p>



<p><strong>Dieci anni di fallimenti hanno minato anche la credibilità internazionale del Perù ed ancora un Fujimori alla presidenza non sembra la soluzione.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;I partiti sono diventati estensioni di attività o iniziative puramente personali. Questo spiega perché il simbolo di molti partiti includa l&#8217;iniziale del loro proprietario, ma noi siamo diversi ed abbiamo scelto un simbolo precolombiano per sottolineare le autentiche radici peruviane. Keiko Fujimori deve dimostrare di saper superare il “fujimorismo”, idolatrare il padre che è stato condannato per crimini gravissimi non fa progredire la nostra nazione.  Il Perù deve essere riconciliato e superare il settarismo. Albero Fujimori non c’è più e questo è un bene per noi  e la nuova presidente deve comprenderlo&#8221;. </p>



<p><strong>In campagna elettorale i toni sono stati esasperati e la nuova presidente ha accusato la sinistra di essere il male assoluto, non sembra la strada giusta per una riconciliazione nazionale.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;La sinistra non è il male, ma lo è la povertà della nostra gente, così come la corruzione, l&#8217;incompetenza delle autorità e l&#8217;incapacità di trasformare le entrate fiscali in prosperità. Esiste una sinistra pericolosa come era quella di Hugo Chávez, Nicolás Maduro, Evo Morales e dei fratelli Castro, ma adesso dobbiamo dialogare con tutti o fra un anno torneremo alle elezioni gettando il paese  ancora una volta nel caos. Mentre litighiamo stiamo perdendo il futuro economico, istituzionale e democratico di un&#8217;intera generazione, la domanda per Keiko Fujimori è se ami davvero il Perù e come vuole dimostrarlo.&#8221;</p>
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		<title>Perù: tra petrolio e litio, la doppia via energetica in piena crisi politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/peru-tra-petrolio-e-litio-la-doppia-via-energetica-in-piena-crisi-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi politica]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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<p>Il Perù vuole sfruttare le riserve di petrolio e litio per attirare capitale esteri, ma deve fare i conti con l'instabilità politica interna.</p>
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<p>Sullo sfondo delle proteste di piazza e delle scosse del terremoto politico recentemente avvertite, il Perù vuole ritagliare degli spazi per la messa a punto di una<strong>strategia energetica </strong>che non lo lasci indietro nella corsa alle risorse. La grande ambizione dovrebbe tradursi nello <strong>sfruttamento delle riserve di petrolio e di litio</strong> per attirare investitori e capitali esteri sempre più diffidenti dopo la destituzione della presidente <strong>Dina Boluarte</strong>, messa all’angolo da scandali e contestazioni di massa. Non si conosce, dunque, l’identikit del leader pronto a usare penna e calamaio per scrivere una pagina inedita  di un “prossimo futuro energetico”, soprattutto se si guarda al contesto: <strong>le strade brulicano di manifestanti e la fiducia nelle istituzioni è ai minimi storici.</strong> Ciononostante, qualche azienda straniera comincia già a mostrare un certo appetito per le ricchezze naturali che Lima ha da offrire.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’instabilità che minaccia la crescita&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Il 10 ottobre, Il Congresso della Repubblica del Perù ha votato a maggioranza schiacciante per la rimozione di Dina Boluarte dalla più alta carica dello Stato, prima donna a ricoprirla nella storia del Paese andino. Dopo una lunga serie di scandali &#8211; dall’origine incerta di alcuni orologi e gioielli di lusso fino all’utilizzo improprio di risorse pubbliche &#8211; l’impopolarità della presidente aveva sfondato il tetto del 90% e quasi tutto l’arco parlamentare &#8211; compresi i suoi alleati di destra &#8211; ha chiesto la sua testa.</p>



<p>A prendere il suo posto a Casa di Pizarro (sede dell’esecutivo) è <strong>José Jerí</strong>, già presidente del Congresso ed eletto dallo stesso per traghettare il Perù verso elezioni anticipate nel 2026. Il cambio di guardia al vertice dello Stato, però, <strong>non è bastato a placare gli animi della rivolta, <a href="https://it.insideover.com/politica/lima-capitale-prendi-tutto-e-il-peru-rischia-di-diventare-una-democrazia-fallita.html">specie nelle zone rurali </a>che si sentono poste ai margini dello sviluppo economico e infrastrutturale</strong>, a causa di un’agenda politica che sarebbe unicamente interessata alla modernizzazione della capitale e dei suoi dintorni. Jerí è considerato troppo contiguo all’azione di Boluarte e nessun presagio fa escludere che possa finire anche lui nel tritacarne dell’<strong>impeachment</strong>, sorte riservata a quasi <a href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-di-castillo-e-leterna-instabilita-del-peru.html">tutti i suoi predecessori</a> a partire dagli anni Duemila.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>&nbsp;&nbsp;https://x.com/theinformant_x/status/1978669296738787705</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rilevanza dell’oro nero&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Nonostante il caos politico continui a imperversare, il <strong>petrolio</strong> potrebbe essere una carta da giocare da parte di Lima per intravedere delle prospettive più rosee. All’inizio degli anni Novanta, la produzione di greggio sfiorava i 150 mila barili al giorno mentre oggi è drasticamente calata al punto che il Perù si è trovato costretto persino a individuare fonti di approvvigionamento esterne.&nbsp;</p>



<p>Per invertire la rotta, la nazione andina ha deciso di consegnare le chiavi di accesso ai pozzi di oro nero alla statunitense <strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/peru-minister-touts-saudi-mining-interest-chevron-offshore-potential-2025-10-07/">Chevron</a>, la quale avrebbe il mandato di avviare le trivellazioni nel 2026 e raggiungere l’obiettivo dei 300 mila barili giornalieri</strong>. Parallelamente a tale iniziativa, il Governo di Lima starebbe anche valutando, insieme alla compagnia ecuadoriana Petroecuador, il trasporto e la lavorazione del greggio di Quito presso la raffineria di Talara, nell’omonima provincia peruviana.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un minerale prezioso: il litio</h2>



<p>Se il futuro per molti è all’insegna dell’elettrico, il Perù ha ciò che serve per farsi largo tra la concorrenza: il <strong>litio</strong>. Lima vuole sognare in grande e non rinuncia all’idea di diventare uno dei maggiori produttori mondiali del metallo tanto prezioso, senza lasciare il monopolio ai vicini <a href="https://it.insideover.com/economia/milei-campione-delloccidente-intanto-il-litio-argentino-se-lo-prendono-i-cinesi.html">Argentina</a>, Bolivia e Cile. Non si tratta di semplice velleitarismo: a novembre è prevista la sottoscrizione di un <strong>accordo con l’Arabia Saudita, finalizzato a dare forma a una partnership tra i due Paesi nell’ambito delle estrazioni minerarie</strong> e nella messa a punto di strutture di supporto come gli impianti di desalinizzazione. Inoltre, non è solo Riad a essere interessata ai minerali nascosti tra le Ande, ma anche il colosso canadese <a href="https://americanlithiumcorp.com/falchani-lithium-project-peru/">American Lithium </a>che ha già annunciato un piano di investimenti dal valore di oltre 800 milioni di dollari.  </p>



<p>Tali prospettive sono senz’altro allettanti per un Paese dal grande potenziale come il Perù, che potrebbe assurgere ai ranghi dei grandi attori energetici dell’America Latina, se i suddetti progetti potranno mai emettere il loro vagito. Tuttavia, l’instabilità politica è una spada di Damocle che incombe sui tesori del sottosuolo: la classe dirigente, se continuerà con le lotte intestine nei palazzi, anziché scavare per trovarli, finirà per scavarsi la fossa.</p>



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		<title>Lima capitale prendi-tutto. E il Perù rischia di diventare una democrazia fallita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru.jpeg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Investimenti, infrastrutture, Un diversità commerci... Tutto in Perù converge verso la capitale Lima ma il resto del Paese si ribella. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru.jpeg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-600x337.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/peru-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Le eredità coloniali in <strong>America Latina</strong> sono state oggetto di un dibattito fondamentale per comprendere le società contemporanee, poiché su di esse poggiano molti dei problemi sociali attuali. Uno dei più rilevanti e complessi da affrontare è il centralismo imperante nella regione, che ha plasmato intere nazioni secondo le sue logiche, rendendo più difficile la loro organizzazione interna e imponendo ostacoli estremamente ardui da superare. Un Paese che incarna in modo emblematico questo fenomeno è il <strong>Perù</strong>, dove il centralismo di <strong>Lima</strong> nei confronti del Sud andino ha generato forti tensioni.</p>



<p>La popolazione ha espresso con forza il proprio malcontento per le condizioni politiche, economiche e sociali che tale centralismo comporta per le aree periferiche. Un elemento chiave per comprendere questa dinamica è l’importanza storica di Lima durante il <strong>dominio spagnolo in America</strong>: fu capitale del <strong>Virreinato del<a href="https://it.insideover.com/politica/dal-porto-di-chancay-peru-la-cina-sfida-gli-usa-nel-loro-cortile-di-casa.html"> Perù </a></strong>e soprannominata la “città dei re”. Da lì deriva il suo ruolo dominante come centro del nascente Stato peruviano. Il problema è che i Governi, nel corso del tempo, non hanno adottato misure concrete ed efficaci per correggere il centralismo o per avviare un serio processo di decentramento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli investimenti che frenano lo sviluppo regionale</h2>



<p>Una delle cause principali dell’attuale centralismo è da ricercarsi nella <strong>sproporzionata concentrazione degli investimenti pubblici e privati nella capitale</strong>: Lima assorbe circa il <strong>40% del PIL</strong> in termini di spesa pubblica e il <strong>50% degli investimenti privati</strong>. Questo genera inevitabilmente una maggiore concentrazione demografica, grazie alle migliori condizioni di vita e al miglior accesso ai servizi essenziali come sanità, istruzione e lavoro. A ciò si aggiunge la concentrazione del potere politico: a Lima hanno sede il Governo centrale, il Congresso e i ministeri, con la conseguente capacità di decidere su questioni fondamentali e sulla distribuzione del bilancio nazionale. Non a caso, la maggior parte dei parlamentari rappresenta Lima, con <strong>33 seggi su un totale di 130</strong>. </p>



<p>Queste condizioni hanno creato un Paese strutturato in modo particolarmente gerarchico, tra chi vive nella capitale e chi no, soprattutto rispetto al Sud del Paese. Ciò che colpisce è il “<strong>favoritismo</strong>” dimostrato dallo Stato nel continuare a rafforzare l’asse Lima-Callao, anche a livello infrastrutturale: le reti di trasporto sono pensate per connettere le province con Lima, ma non tra loro, ostacolando così il commercio e lo sviluppo locale delle aree più remote. La scarsa capacità tecnica, economica e politica dei Governi regionali impedisce ulteriormente di migliorare questa situazione, <strong>generando e aggravando un forte malcontento, in particolare nel Sud del Paese</strong>, con proteste e conflitti sociali dovuti a un profondo sentimento di esclusione da parte dello Stato.<br><br>Se questa dinamica dovesse peggiorare ulteriormente, e senza prospettive di soluzione, le conseguenze potrebbero essere devastanti per un sistema già fortemente messo in discussione: le garanzie democratiche non sono solide, il Paese è guidato da una presidente non eletta, il Congresso è delegittimato e la struttura economica non si è fatta carico dei bisogni dei <strong>poveri, che rappresentano circa il 40% della popolazione.</strong> Il Perù rischia di diventare una <strong>democrazia fallita</strong>, poiché già oggi è classificabile come una democrazia ibrida. Alla luce dei precedenti, il Paese non sembra in grado di generare un vero cambiamento: la sua classe politica non è all’altezza delle richieste che il popolo avanza sin dalla caduta di <strong>Fujimori</strong>. La democrazia non ha mai raggiunto, né è mai stata sufficiente, per il Sud del paese: non è percepita come il miglior sistema politico possibile. In un’epoca in cui gli autoritarismi minacciano l’ordine democratico, la popolazione potrebbe facilmente orientarsi verso queste alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rafforzare il decentramento fiscale e politico</h2>



<p>Il decentramento fiscale e politico in Perù rimane un muro difficile da abbattere. Negli ultimi anni, il dibattito sul decentramento si è intensificato a causa delle proteste sociali e dell’instabilità politica, culminata nella destituzione del presidente <strong>Pedro Castillo</strong> nel dicembre 2022 e nell’ascesa di <strong>Dina Boluarte</strong>, la cui presidenza è stata segnata da violente proteste, soprattutto nelle aree rurali e indigene, che da anni chiedono una nuova Costituzione e maggiore rappresentanza. Il <strong>55% della popolazione rurale vive in povertà</strong>. Sebbene ci siano stati tentativi di riforme per promuovere il decentramento, con la <strong>legge Bassanini</strong> in Italia citata come modello teorico, in Perù i governi regionali soffrono di scarsa capacità tecnica e finanziaria, limitando fortemente l’efficacia di queste politiche. </p>



<p>Le proteste recenti, specialmente nel 2024, hanno evidenziato il malcontento verso un sistema percepito come escludente, con richieste di un’Assemblea Costituente per ridisegnare l’assetto istituzionale. Tuttavia, <strong>la proposta di eliminare i movimenti regionali per favorire i partiti nazionali </strong>rischia di rafforzare il centralismo, alimentando ulteriori tensioni. Per un decentramento efficace, il Perù dovrebbe adottare riforme che garantiscano maggiore autonomia fiscale e politica alle regioni, migliorando la distribuzione delle risorse e la connettività infrastrutturale tra le province, per ridurre le disuguaglianze e rafforzare la democrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Incentivare imprese, trasporti e università fuori Lima</strong></h2>



<p>Come riportato, Lima assorbe circa il 50% degli investimenti privati e concentra le principali istituzioni accademiche, come l’<strong>Universidad Nacional Mayor de San Marcos</strong>, marginalizzando regioni come Arequipa, Cusco e Ica, dove il potenziale economico e umano rimane sottoutilizzato. Secondo <strong>Efraín Gonzales de Olarte</strong>, economista della <strong>Pontificia Universidad Católica del Perú</strong>, politiche di incentivi fiscali, come esenzioni tributarie o crediti agevolati, potrebbero attrarre imprese nei settori agroindustriale e minerario in aree rurali, stimolando la creazione di poli produttivi regionali. Ad esempio, il progetto “<strong>Ecosistema di Innovazione e Imprenditorialità della Regione Ica</strong>”, sostenuto da 27 organizzazioni tra cui la Cámara de Comercio di Ica, dimostra come la collaborazione tra Governo, imprese e accademie locali possa generare subprogetti innovativi, come il programma AGESE, che promuove l’articolazione tra attori locali per migliorare la competitività. </p>



<p>Sul fronte accademico, rafforzare le università regionali attraverso partnership internazionali, come le <strong>oltre 130 collaborazioni tra atenei italiani e peruviani</strong>, potrebbe favorire la creazione di centri di ricerca e innovazione fuori Lima, migliorando l’accesso all’istruzione superiore e formando capitale umano qualificato. Tuttavia, ostacoli come la corruzione, la scarsa capacità amministrativa regionale e l’insufficienza di infrastrutture interregionali, evidenziati dall’Instituto Peruano de Economía, limitano l’efficacia di tali iniziative. Per superare queste sfide, il <strong>Plan Estratégico de Desarrollo Nacional</strong> (PEDN) al 2050 propone di integrare incentivi per l’innovazione e la diversificazione produttiva con una governance partecipativa che coinvolga settore privato, accademie e società civile, garantendo una distribuzione più equa delle risorse e riducendo le disuguaglianze territoriali.</p>



<p>Un ultimo punto riguarda il sistema di trasporti peruviano, fortemente orientato verso la capitale, con <strong>circa il 70% delle principali arterie stradali e ferroviarie progettate per convergere verso Lima</strong>, limitando ovviamente il commercio e l’integrazione economica tra le altre regioni. Ad esempio, la mancanza di collegamenti diretti tra il sud andino e le regioni amazzoniche costringe i produttori locali a dipendere da Lima per l’export, aumentando i costi logistici e riducendo la competitività, come sottolineato in un rapporto del 2023 del Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni. Sono comunque in cantiere alcuni progetti come il<strong> Corredor Interoceánico Sur</strong>, che mira a collegare Arequipa e Cusco con il porto di Matarani senza passare per Lima. Queste ambizioni riescono a dimostrare il potenziale di infrastrutture interregionali per stimolare le economie locali ma la fragilità dei governi e istituzioni locali fa sembrare questi obiettivi difficili da raggiungere, lasciando i territori periferici <strong>intrappolati in un ciclo di esclusione e sottosviluppo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lima-capitale-prendi-tutto-e-il-peru-rischia-di-diventare-una-democrazia-fallita.html">Lima capitale prendi-tutto. E il Perù rischia di diventare una democrazia fallita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dal porto di Chancay (Perù) la Cina sfida gli Usa nel loro cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-porto-di-chancay-peru-la-cina-sfida-gli-usa-nel-loro-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 11:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scacco matto di Pechino a pochi passi dal confine statunitense coincide con l'inaugurazione di una mastodontica infrastruttura in Perù.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-porto-di-chancay-peru-la-cina-sfida-gli-usa-nel-loro-cortile-di-casa.html">Dal porto di Chancay (Perù) la Cina sfida gli Usa nel loro cortile di casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163531990_d1a5e49a5f959c630d8da8ae5cb62dda-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>America Latina </strong>torna al centro del mondo. Prima l&#8217;<strong>Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC)</strong>, in corso fino al 15 novembre in Perù, poi il <strong>vertice del G20</strong> in Brasile, in programma il 18-19 novembre, trasformeranno, almeno per qualche giorno, l&#8217;intera regione in un hub degli affari internazionali. Attenzione però, perché i due eventi citati fungeranno da trampolino di lancio per la <strong>Cina</strong>, pronta a (ri)tuffarsi &#8211; in maniera permanente &#8211; nel cosiddetto cortile di casa degli Stati Uniti, nonché a consolidare i suoi rapporti, sia politici che economici, con i principali player dell&#8217;area. </p>



<p>Lo scacco matto di Pechino, a pochi passi dal confine statunitense, coincide con l&#8217;inaugurazione di una mastodontica infrastruttura in <strong>Perù</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> in persona, arrivato a Lima per partecipare al doppio appuntamento Apec-G20, ha celebrato – virtualmente dalla capitale peruviana, insieme alla presidente locale <strong>Dina Boluarte</strong> – i lavori del <strong>porto di Chancay</strong>, situato a una sessantina di chilometri a Nord di Lima.</p>



<p>Il progetto, controllato al 60% dal gigante delle spedizioni China Ocean Shipping (Cosco) e in fase di completamento, costerà complessivamente <strong>3,6 miliardi di dollari</strong> (per lo più finanziati dalla Cina, 1,3 miliardi). Nelle intenzioni dei promotori<a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-della-seta-sul-mare-la-rete-dei-porti-con-cui-la-cina-cambia-il-commercio-globale.html"> attirerà</a> oltre 3 miliardi di dollari di investimenti nella regione e darà vita ad una <strong>rotta marittima</strong> in grado di collegare, via mare, l&#8217;America Latina all&#8217;Asia Orientale attraverso l&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445109" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163548978_59df7b9049412690f8105356a766024a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Xi punta sul Perù</strong></h2>



<p>L&#8217;inaugurazione del porto per mano di Xi certifica la crescente influenza della Cina in una regione che, fino a non troppi anni fa, guardava principalmente agli Stati Uniti in materia di opportunità economiche. Una regione che, abbandonata da Washington, sta invece adesso trovando in Pechino un amico pronto ad esaudire svariati desideri (leggi: investimenti). </p>



<p>Il porto di Chancay è soltanto la punta di un iceberg enorme. In ogni caso, l&#8217;hub logistico high-tech del sito sarà gestito esclusivamente da Cosco (che ha ottenuto diritti operativi esclusivi per <strong>30 anni</strong>). Le sue gru saranno fornite da <strong>Shanghai Zhenhua Heavy Industries</strong>, mentre i camion &#8211; elettrici senza conducente – saranno realizzati da aziende rigorosamente cinesi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445111" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163558496_ed40ac22a21cdc1ccef503208b9ab3d5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La prima fase operativa dello scalo, che consisterà nella costruzione di un porto capace di accogliere solo le navi più piccole, dovrebbe iniziare le operazioni questo mese. Boluarte lo ha definito un potenziale “centro nevralgico” che unirà il continente latinoamericano all’Asia, e che potrebbe creare 8mila posti di lavoro e 4,5 miliardi di dollari di attività economica all’anno. Una volta completati, i 15 moli del porto di Chancay saranno i primi in Sud America a poter ospitare navi mercantili troppo grandi per passare attraverso il Canale di Panama.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo scacco matto della Cina</strong></h2>



<p>Il porto di Chancay potrebbe rendere il Perù una destinazione attraente per le aziende cinesi desiderose di investire in America Latina, o addirittura di piazzare qui una loro sede. Del resto, gli interessi di Pechino nella regione si sono ampliati andando ben oltre la sola attività mineraria, iniziando ad abbracciare accordi per la fornitura di tecnologie di sorveglianza, stazioni di terra per i satelliti, prodotti agroalimentari e automobili elettriche.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445112" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163636941_a5b8d87ad1abe72f359094d32e613896.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il prossimo passo – nel nome della sempre viva <strong>Nuova Via della Seta</strong> – coincide con la costruzione di una linea ferroviaria capace di collegare Chancay al <strong>Brasile</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-brasile-se-lula-imbocca-con-xi-la-nuova-via-della-seta.html">così da estendere ulteriormente</a> l&#8217;utilità del porto e offrire un assist al partner economico numero del Dragone in America Latina. </p>



<p>Se i Paesi della regione sono felici per la notizia dell&#8217;inaugurazione del porto di Chancay &#8211; con <strong>Cile, Colombia, Ecuador e soprattutto Brasile</strong> che potrebbero usare lo scalo per incrementare i loro commerci asiatici &#8211; gli <strong>Stati Uniti</strong> temono l&#8217;avanzata cinese nel proprio (ormai ex) cortile di casa. L&#8217;America Latina ha però fame di commercio, infrastrutture e investimenti. E la Cina sta dimostrando di avere cibo a volontà per tutti i Paesi della regione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-445113" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241114163641722_30650b186820d58581688a3d69283033.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-porto-di-chancay-peru-la-cina-sfida-gli-usa-nel-loro-cortile-di-casa.html">Dal porto di Chancay (Perù) la Cina sfida gli Usa nel loro cortile di casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>NUESTRA PACHAMAMA</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 10:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1646" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg 1646w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /></p>
<p>La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è fresca e la nebbia si staglia fitta tra il verde della vegetazione; un timido sole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1646" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_.jpg 1646w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6336-18_-1536x1008.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /></p><div
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                        Ambiente
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                    NUESTRA PACHAMAMA
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                        La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è&#8230;
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                Daniele Cagnazzo
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<p>La strada sterrata che conduce al porticciolo è ancora avvolta nel buio della notte quando le prime saracinesche delle piccole botteghe iniziano a sollevarsi e qualcuno affretta il passo verso le imbarcazioni in partenza dall&#8217;attracco di Puerto Galilea. L&#8217;aria è fresca e la nebbia si staglia fitta tra il verde della vegetazione; un timido sole inizia a scorgersi dietro gli altopiani in lontananza e il silenzio della quiete amazzonica dell&#8217;alba viene interrotto dal rumore crescente dei motori a due cavalli delle tipiche canoe in legno dalla forma affusolata, pronte a iniziare una nuova giornata tra una sponda e l&#8217;altra del Rio Santiago, nella provincia di Condorcanqui, tra le diverse comunità che vivono vicino alla frontiera con l&#8217;Ecuador.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419307" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DJI_0276-25_-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vista del Rio Marañón a Santa Maria de Nieva, Amazonas</figcaption></figure>



<p>Da queste parti infatti, nel cuore dell&#8217;Amazzonia Peruviana, gli spostamenti avvengono solo via fiume lungo le acque torbide del Rio Santiago e richiedono un tempo significativo per raggiungere i vari avamposti situati lungo l&#8217;affluente del rio Marañon. Puerto Galilea è il centro principale della zona e luogo di delimitazione geografica tra le principali etnie indigene che vivono in questa area: la comunità Awajún a sud, i Wampis a nord. In questa terra lontana e quasi dimenticata dal governo centrale di Lima, le comunità indigene lottano quotidianamente per i propri diritti a difesa della loro terra, difendendola dagli attacchi e dai soprusi dei conquistadores pronti ad allargare il business delle attività illegali a scapito dell&#8217;intero ecosistema amazzonico. Le imbarcazioni provenienti da Santa Maria di Nieva si avvicinano lentamente sulla spiaggia nera di sabbia e fango di Puerto Galilea dopo un viaggio di circa tre ore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419310" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6036-Modifica-1_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il piccolo attracco di Puerto Galilea, centro nevralgico sul Rio Santiago. Da qui, ogni giorno, decine di imbarcazioni partono per raggiungere le comunità indigenene situate lungo le sponde del fiume, spingendosi fino (e oltre) la frontiera con l&#8217;Ecuador</figcaption></figure>



<p>Mamme con bambini, impresari, famiglie e mineiros si affrettano a scendere con i loro zainetti e pacchi voluminosi, pagano gli 80 soles del tragitto e si guardano intorno scrutando le facce sconosciute con diffidenza. Si, perché questo angolo di mondo è fuori dalle rotte convenzionali, quindi arrivare fin qui significa far parte della comunità o arrivare per lavoro o affari, talvolta non legali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419313" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6238-14_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sul Rio Santiago vivono due comunità indigene: Wampis e Awajún. I Wampis vivono nella zona nord del fiume, mentre la comunità Awajún vive al di sotto di Puerto Galilea. Qui, un momento in famiglia a Belén, tra la comunità Awayun</figcaption></figure>



<p>Si avverte fin da subito la sensazione di essere in un territorio di conquista, un luogo in cui i diritti dei nativi vengono calpestati quotidianamente. Addentrandosi nella selva si scopre un mondo nascosto, pieno di vita, in equilibrio con la natura, un luogo incantato nel cuore del polmone verde della Terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attività illegali e resilienza delle comunità indigene</h2>



<p>Il problema delle attività illegali sul Rio Santiago, legate al narcotraffico, alla deforestazione e all’estrazione dell’oro, si è accentuato ulteriormente durante il periodo pandemico, con la chiusura della frontiera con l&#8217;Ecuador e il conseguente blocco delle esportazioni di frutta e prodotti locali; la situazione economica già precaria è peggiorata drasticamente, spingendo una parte della comunità locale a trovare forme di guadagno alternativo tra il business delle attività illegali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_.jpg" alt="" class="wp-image-419315" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6317-17_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">La quiete del tramonto amazzonico sul Rio Santiago</figcaption></figure>



<p>Tra i principali attivisti a difesa del proprio territorio e della comunità indigena, <strong>Wrays Pérez Ramírez</strong> rappresenta sicuramente un punto di riferimento e di collegamento tra il governo regionale e gli interessi della sua gente. Leader carismatico e profondo sostenitore del popolo indigeno dell&#8217;amazzonia, Wrays Pérez Ramírez è stato il presidente del<a href="https://nacionwampis.com"> <strong>Gobierno Territorial Autónomo de la Nación Wampís (GTANW)</strong></a>, un governo autonomo del Perù creato il 29 novembre 2015 dall&#8217;unione di 27 comunità<a href="https://es.wikipedia.org/wiki/Huambisas"> Wampís</a>, tra la regione di Loreto e rio Santiago.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La distruzione dell&#039;amazzonia" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/fHnA0i64QGg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_fHnA0i64QGg");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;La nostra gente è stanca dei soprusi e degli abusi sul nostro territorio. Attività che minano la sostenibilità dell&#8217;intera Amazzonia, sempre sotto attacco da parte delle attività estrattive, legali e illegali, che inevitabilmente alterano l&#8217;ecosistema e la biodiversità del nostro territorio, riversando residui chimici e inquinanti nei nostri fiumi&#8221; afferma Wrays Pérez Ramírez durante l&#8217;incontro a Chosica, la sua comunità. Di fatto, pescare nelle acque del Rio Santiago è assolutamente sconsigliato, il che causa gravi disagi nelle comunità andando ad aggravare la situazione alimentare già povera di proteine.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_.jpg" alt="" class="wp-image-419317" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6198-13_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le comunità indigene lungo il Rio Santiago provano a ostacolare il trend crescente delle attività illegali nella zona legate alla mineria, narcotraffico e deforestazione. In questa foto, Marcelino Segundo, nella comunità di Belen, attivista locale e principale fautore delle proteste della comunità Awajún contro le imprese illegali</figcaption></figure>



<p>&#8220;L&#8217;instabilità politica del nostro paese non aiuta e le proteste degli ultimi mesi hanno agevolato l&#8217;installazione di nuove draghe per l&#8217;estrazione dell&#8217;oro qui nel basso Santiago, in piena vista e con il lascia-passare delle autorità locali&#8221; afferma&nbsp; <strong>Marcelino Segundo</strong>, memoria storica del villaggio e portavoce della comunità contro i soprusi delle attività illegali nella zona.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image is-style-full-content">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1024x686.jpg" alt="" class="wp-image-419318" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6312-16_.jpg 1611w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br>Piattaforme impegnate nell&#8217;estrazione illegale di oro nel Rio Santiago. Risalendo il fiume, è facile imbattersi in punti di stazionamento dove si lavora senza sosta per estrarre il materiale prezioso. In una sola base come questa, si arriva ad estrarre dai 7 agli 8kg di oro al giorno, riversando tutto il materiale di scarto sul letto del fiume, contaminandolo con sostanze tossiche</figcaption></figure>
</div>


<p>Il richiamo degli affari legati all&#8217;estrazione dell&#8217;oro porta con sé una serie di conseguenze negative non solo ambientali, ma anche sociali. I mineiros che si spostano in questa zona alimentano violenze e prostituzione, oltre a rapimenti e traffici dediti al commercio sessuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_.jpg" alt="" class="wp-image-419319" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3445-Modifica-3_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soledad, centro del governo autonomo Wampis. La popolazione amazzonica Wampis ha istituito il proprio governo territoriale per tutelarsi dalle imprese petrolifere, minerarie e forestali che estraggono profitti depredando il loro territorio. Gli indigeni ritengono che il governo centrale di Lima non faccia abbastanza per tutelare i loro territori e di conseguenza, l&#8217;autonomia territoriale gli permette di intraprendere azioni a difesa della propria sovranità locale</figcaption></figure>



<p>&#8220;Chiaramente c&#8217;è anche un problema sociale. La pandemia ha bloccato gran parte del commercio e molte persone si sono ritrovate senza soldi e con una famiglia da mantenere. Lavorare nell&#8217;industria estrattiva genera una buona entrata anche se ovviamente, la maggior parte dei profitti vanno alle organizzazioni criminali. In generale, un mineiro può guadagnare fino a 200 soles al giorno, ma nulla a confronto con i proventi derivanti dalla vendita di 7-8 kg di oro che vengono ricavati quotidianamente da una singola base estrattiva&#8221; afferma Marcelino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La deforestazione </h2>



<p>Risalendo verso nord fino al confine con l&#8217;Ecuador, l&#8217;attività di deforestazione è ben visibile sugli argini del fiume. In piena emergenza, molti taglialegna ecuadoriani hanno invaso il territorio Wampìs, causando il disboscamento di circa 50 ettari di alberi di balsa (Ochroma pyramidale &#8211; Topa) secondo la comunità locale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_.jpg" alt="" class="wp-image-419320" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6463-2-24_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo scenario post deforestazione nel cuore della selva amazzonica</figcaption></figure>



<p>Un business cresciuto nelle ore più buie della pandemia di Covid-19, quando l&#8217;assenza di controllo e l&#8217;enorme richiesta di balsa (o topa) da parte del mercato ecuadoriano, ha portato ad un vero e proprio boom di attività di disboscamento informale.</p>



<p>Le basi di disboscamento si trovano spesso nel cuore della selva, lontana dai controlli della comunità locale e per arrivarci vengono tracciati ampi sentieri, distruggendo indistintamente piante ed erbe talvolta usate come medicinali naturali. I taglialegna ecuadoriani hanno persino allestito le loro segherie in ciascuna comunità per convertire i tronchi di balsa in tavole standard lunghe 1,30 metri.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio is-style-full-content"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La deforestazione" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/rC7dvX0dwMA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_rC7dvX0dwMA");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;Durante la pandemia, il costo iniziale per una singola tavola di topa era di 10 dollari. Chi aveva un terreno di proprietà pieno di questi alberi, non ci ha pensato due volte a fare affari con gli ecuadoriani&#8221; afferma un impresario locale di Puerto Galilea, impegnato nel traffico di balsa oltreconfine.</p>



<p>Come riportato in un articolo del quotidiano ecuadoriano<a href="https://www.eluniverso.com/noticias/2020/09/26/nota/7991890/balsa-ecuatoriana-exportacion-record/"> El Universo</a>, il 2020 ha registrato il record di esportazioni di legno di balsa dall&#8217;Ecuador al mercato asiatico, venduto a circa 30$ per un pezzo di 1.30m di lunghezza. Una differenza enorme se confrontata con il costo di acquisto iniziale di 10$ verso i fornitori peruviani, sceso ulteriormente a 3$ approfittando delle difficoltà economiche della gente locale, come affermato da Wrays Peréz.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-419321" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6401-22_.jpg 1623w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Operai ecuadoriani clandestini impegnati nella lavorazione della Topa destinata al mercato dell&#8217;Ecuador. L&#8217;assenza di controllo alla frontiera tra i due paesi facilita gli scambi clandestini</figcaption></figure>
</div>


<p>Il trasporto della legna dal Perù all&#8217;Ecuador avviene indistintamente giorno e notte, arrivando a trasportare fino a 15 tonnellate di tavole di Topa per singolo viaggio, sotto l&#8217;indifferenza dei posti di controllo lungo la frontiera. Sebbene il problema legato alla deforestazione informale sia sotto gli occhi di tutti, c&#8217;è chi non vede il disboscamento di balsa come un problema ambientale; anzi, al contrario, lo vedono come un&#8217;opportunità per la comunità indigena di trarre profitto da un albero che, fino all&#8217;interessamento degli ecuadoriani, non ha avuto alcuna importanza per il Perù.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_.jpg" alt="" class="wp-image-419322" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6350-19_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Blocchi di legno pronti per essere imbarcati e venduti oltre frontiera, risalendo il Rio Santiago fino al confine. Il costo per un singolo pezzo di legno varia dai 3 ai 5 dollari. Nel periodo pandemico, il costo partiva da 10 dollari a pezzo</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sviluppo sostenibile sul Rio Santiago</h2>



<p>Se da un lato le attività illegali nella provincia di Condorcanqui rappresentano una piaga sociale e ambientale, la cooperazione internazionale si sta muovendo per sostenere le comunità indigene e supportare lo sviluppo del territorio in modo sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_.jpg" alt="" class="wp-image-419323" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC_3571-6_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">La ONG italiana Terra Nuova opera in Perù dagli anni 70 con progetti di sviluppo sostenibile a favore delle comunità indigene. In questa foto, Ismael, responsabile dello stabilimento dove vengono raccolte e lavorate le banane, principale frutto della zona amazzonica e fonte di sostentamento delle popolazioni indigene</figcaption></figure>



<p>In particolare, nella zona dell&#8217;alto Santiago, l&#8217;ONG Italiana Terra Nuova è impegnata in una serie di progetti che mirano a ottimizzare le risorse naturali come le piantagioni di platano della selva e a sostenere l&#8217;allevamento di <em>pescado</em> fondamentale per la dieta, povera di proteine, delle comunità indigene. <br>A quattro ore di navigazione da Puerto Galilea, nella comunità di Soledad, in territorio Wampìs, Terra Nuova ha avviato uno stabilimento per la produzione di farina di banane, completamente alimentato da energia rinnovabile e un laboratorio di riproduzione ittica nella comunità di Villa Gonzalo. Un lavoro che vede impegnate diverse famiglie locali cui viene garantito un impiego in diversi mesi dell&#8217;anno e un&#8217;entrata economica. In una regione in cui le fonti di cibo sono limitate, le attività coordinate da Terra Nuova garantiscono quantità sufficienti di <em>pescado </em>all&#8217;intera comunità indigena e una quantità di farina di platano destinata anche al vicino Ecuador.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1.jpg" alt="" class="wp-image-419333" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6094-9_-1-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il laboratorio di Pescicoltura a Villa Gonzalo, Amazonas. A causa dell&#8217;intensificarsi delle attività illegali legate all&#8217;estrazione di oro nella zona, la contaminazione da mercurio delle acque del Rio Santiago è in significativa ascesa. Nel laboratorio di Villa Gonzalo seguito dalla ONG Terra Nuova, viene allevato un importante quantità di pesce, fondamentale per la dieta (scarsa di proteine) delle comunità indigene.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi climatica tra gli alpaqueros e l&#8217;epidemia di dengue</h2>



<p>Il cielo limpido del sud-est del paese illumina la valle intorno a Cuzco e la cordillera in lontananza che sovrasta la scena tipica del paesaggio Andino. Le bandierine di festa della <em>semana santa</em> colorano i folkloristici villaggi Quechua situati in alta quota. Nonostante i 4200m sopra il livello del mare, la temperatura non è esattamente quella che ci si aspetta a queste altitudini. Il sole molto forte rende le giornate calde, mentre dopo il tramonto, le temperature calano bruscamente, con un disequilibrio termico significativo tra il giorno e la notte. Qui piove sempre meno e la vegetazione fatica a dominare la scena sui passi di montagna andini.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La crisi climatica in Perù" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Y1bWaRwTDc8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Y1bWaRwTDc8");</script>
</div></figure>



<p>&#8220;La regione di Cuzco non è mai stata una molto piovosa, nonostante ciò le piogge primaverili erano sufficienti per irrigare la valle e far crescere l&#8217;erba necessaria per i pascoli&#8221; afferma Raul Valdivia Saravia, zootecnico e medico veterinario, membro della comunità di alpaqueros del distretto di Ocangate. &#8220;Questo cambio di temperatura, unito al calo delle piogge e allo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande, sta modificando di fatto l&#8217;ecosistema e la biodiversità della regione. Un problema per gli allevatori di alpaca e la produzione di lana da cui dipende l&#8217;economia dell&#8217;intero distretto&#8221; afferma Raul Valdivia Saravia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_.jpg" alt="" class="wp-image-419325" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6947-38_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Acquirenti locali di Alpaca in visita all&#8217;allevamento di Lucio Mandura Crispin, a Pacchanta, nella regione di Cusco</figcaption></figure>



<p>Un problema che sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle comunità di alpaqueros sparse sulle Ande. Il cambiamento climatico, infatti, sta alterando l&#8217;andamento delle precipitazioni nella regione andina, con periodi di lunga siccità interrotti solo da piogge brevi e intense, con temperature in aumento che generano ondate di caldo eccessivo con conseguente proliferazione di parassiti (rogna, pidocchi) e batteri che provocano febbre principalmente nei cuccioli di alpaca, causandone in alcuni casi anche la morte.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_.jpg" alt="" class="wp-image-419326" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6858-32_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pascual Choque Mandura, Alpaquero</figcaption></figure>



<p>Allo stesso modo si verificano malattie come <em>l&#8217;enterotossiemia</em>, che in alcuni casi ha raggiunto una mortalità del 90% dei cuccioli, una perdita fatale per gli allevatori di alpaca. La cura di tali malattie richiede farmaci e terapie costose, che superano di gran lunga il guadagno derivante dalla vendita della lana.</p>



<p>L&#8217;emergenza climatica si registra in tutto il paese, anche nella zona costiera del sud, tra Lima e la provincia di Ica in particolare, dove l’aumento della temperatura ha portato a un aumento dei casi di Dengue come mai registrato in precedenza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_.jpg" alt="" class="wp-image-419328" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6767-30_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pascual Choque Mandura e la moglie nel loro terreno a Upis, mentre trattengono un&#8217;alpaca pronta per la tosatura.</figcaption></figure>



<p>Inizialmente diffuso nella zona amazzonica, dove il virus trova un habitat favorevole grazie all&#8217;alto tasso di umidità e alle piogge persistenti, negli ultimi anni si è assistito a una crescita epidemiologica anche in zone dove in passato si registravano solo pochi casi e dove l&#8217;effetto del cambio climatico si manifesta in modo ancor più lampante. &#8220;Solitamente si registrava un&#8217;emergenza sanitaria nel nord del paese, oggi vediamo invece anche zone come Lima e Ica fortemente colpite dall&#8217;epidemia&#8221; afferma il dott. Miguel Ángel Luna Pineda, biologo ed epidemiologo della Direzione regionale di Salute di Ica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_.jpg" alt="" class="wp-image-419329" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC6878-35_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Il rituale alla Pachamama, un ringraziamento alla madre terra. È una pratica tipica della cultura Andina, in cui si fa un&#8217;offerta alla Pachamama o Madre Terra come ringraziamento per i beni e i benefici che fornisce alle persone e come modo per richiedere la sua protezione e le sue benedizioni sul raccolto e bestiame</figcaption></figure>



<p>La malattia ha causato oltre 200 morti dall&#8217;inizio del 2023 e <a href="https://www.nationalgeographic.it/questa-antica-societa-cerco-di-fermare-el-nino-sacrificando-i-propri-bambini#:~:text=Il%20Per%C3%B9%20sta%20attualmente%20affrontando,vittime%20sono%20pi%C3%B9%20di%20225.">170mila</a> persone contagiate solo nei primi mesi dell&#8217;anno, superando di gran lunga il totale dei casi registrati ngli anni precedenti, stabilendo un record di contagi. Le conseguenze del cambio climatico dunque sono molteplici e di varia natura, con forti ripercussioni non solo a livello locale, ma su tutto il globo. È la metafora del battito di ali della farfalla riportato nel film del 2004 &#8220;the batterfly effect&#8221;, in cui il minimo battito di ali è in grado di provocare un uragano dall&#8217;altra parte del mondo. Fantascienza forse, ma non troppo se collegato agli eventi climatici influenzati da correnti e agenti atmosferici e prima ancora dall&#8217;attività dell&#8217;uomo. Si, perché l&#8217;innalzamento della temperatura globale è conseguenza delle emissioni di CO2 immesse nell&#8217;atmosfera e dal costante abuso delle risorse naturali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_.jpg" alt="" class="wp-image-419330" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/DSC7020-41_-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /><figcaption class="wp-element-caption">Don Lucio Mandura Crispin (Alpaquero) nel suo appezzamento di terra, al cospetto della catena andina. Sullo sfondo, il nevado Ausangate, 6.384 m</figcaption></figure>



<p>Se da un lato gli sforzi delle comunità indigene dell&#8217;amazzonia sono necessari e fondamentali a livello locale per la difesa di un territorio sempre sotto assedio a causa degli interessi delle grandi multinazionali petrolifere e dalle attività illegali che deforestano in maniera incontrollata il polmone verde della Terra, dall&#8217;altro gli stati centrali e le organizzazioni internazionali devono garantire la tutela delle comunità e della biodiversità,</p>


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                                    Daniele Cagnazzo
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/nuestra-pachamama.html">NUESTRA PACHAMAMA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Bolivia, Perù, Venezuela, Brasile: c&#8217;è un&#8217;America Latina dove la democrazia avanza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bolivia-peru-venezuela-brasile-america-latina-democrazia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 14:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le proteste in Brasile dell&#8217;8 gennaio hanno avuto un risvolto positivo non secondario: hanno infatti mostrato la tenuta e la resilienza delle istituzioni della più grande democrazia latinoamericana di fronte alle prove di un assalto di facinorosi che intendevano contestare l&#8217;esito del voto di ottobre. E, cosa ancora più importante, confermano nel maggior Paese della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-peru-venezuela-brasile-america-latina-democrazia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230109155312135_71217653a4bfb578a85669ca2346c784-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/da-capitol-hill-a-brasilia-anatomia-di-due-assedi-alla-democrazia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le proteste in <strong>Brasile dell&#8217;8 gennaio</strong> hanno avuto un risvolto positivo non secondario:</a> hanno infatti mostrato la tenuta e la resilienza delle istituzioni della più grande democrazia latinoamericana di fronte alle prove di un assalto di facinorosi che intendevano contestare l&#8217;esito del voto di ottobre. E, cosa ancora più importante, confermano nel maggior<strong> Paese della regione </strong>un trend che va sdoganandosi da diverso tempo.</p>



<p>Storicamente, infatti, l&#8217;America Latina è la terra dei colpi di Stato, della democrazia perennemente in bilico, del rovesciamento dei governi legittimamente eletti, la terra che nei fatti ha sdoganato la parola &#8220;<em>golpe</em>&#8220;. Ogni Paese del Sud America ha sperimentato almeno una stagione golpista dall&#8217;inizio del Novecento a oggi. E oggi, indubbiamente, come dichiarato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/francesco-il-papa-venuto-dalla-periferia-che-sogna-il-multipolarismo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Papa Francesco</strong>,</a> desta preoccupazione il fatto che settori delle società di diversi Paesi dell&#8217;area abbiano una minore preoccupazione per la tenuta dei diritti democratici nei rispettivi Stati. Ma la tenuta delle istituzioni rappresenta un fattore di discontinuità con la storia che è importante sottolineare.</p>



<p>Il Brasile segue a ruota Bolivia, Perù e, soprattutto, Venezuela in questo processo. In Bolivia <strong>Evo Morales</strong> è stato prima artefice di una forzatura costituzionale e poi vittima di un golpe contro la sua permanenza al potere nel 2019, ma in seguito<a href="https://it.insideover.com/politica/il-socialista-luis-arce-ha-vinto-le-elezioni-presidenziali-in-bolivia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l&#8217;anno successivo il socialista <strong>Luis Arce</strong> ha vinto libere elezioni.</a></p>



<p>Di recente ha fatto scalpore in Perù il caso dell&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-di-castillo-e-leterna-instabilita-del-peru.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Pedro Castillo</strong> che ha provato a forzare la Costituzione sciogliendo senza averne le prerogative il Parlamento.</a> La&nbsp;neo-presidente&nbsp;<strong>Dina Boluarte</strong>, subentrata a Castillo in quanto sua vice, è il sesto capo di Stato che Lima ha dal 2018 a oggi. Tante volte in Perù i presidenti sono vittima di procedure di impeachment molto strumentalizzate. Ma quando Castillo ha provato a tirare dritto nel forzare la mano al Parlamento, l&#8217;esercito si è rifiutato di seguirlo e ha approvato la transizione costituzionale dei poteri. Molto resta da fare, ma sicuramente la continuità dello Stato è risultata preservata, evitando la caduta di Lima in una spirale di violenza politica.</p>



<p>Soprattutto, è di pochi giorni fa la notizia della <a href="https://it.insideover.com/politica/il-siluramento-di-guaido-apre-alla-risoluzione-della-crisi-venezuelana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">destituzione di <strong>Juan Guaidò </strong></a>ad opera dell&#8217;Assemblea Nazionale venezuelana che fa riferimento all&#8217;opposizione a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicolas Maduro. </a>L&#8217;opposizione di Caracas ha scelto che la linea con cui sfidare Maduro sarà quella di libere elezioni politiche, nella consapevolezza che il muro contro muro tra poteri non è la via maestra per il futuro dello <strong>Stato latinoamericano</strong>. Una mossa che ributta la palla nella metacampo di Maduro, ora chiamato a passare dalla retorica alla realtà e accettare la sfida, pena la squalifica definitiva della sua immagine in campo internazionale.</p>



<p>Restano, chiaramente, dei buchi neri regionali. Pensiamo ad esempio al Nicaragua, dove il governo di Daniel Ortega è incardinato sulla repressione del dissenso, e come ricordato dal Papa desta preoccupazione anche l&#8217;arbitrio imperante a Haiti. Ma in larga parte della regione c&#8217;è un&#8217;America Latina che va tenendo stabilmente la trincea della democrazia, al netto di sbandate, tensioni e fragilità. C&#8217;è un America Latina le cui istituzioni tengono duro e in cui i processi di rinnovamento politico trovano sistemi resilienti e aperti all&#8217;alternanza. Soprattutto, c&#8217;è un&#8217;America Latina in cui l&#8217;<strong>idea stessa di golpe</strong> è un retaggio di un buio passato da archiviare e i cui leader non sarebbero mai disposti ad avere a che fare con capi di Stato non passati dall&#8217;incoronazione delle urne. Memori delle lezioni del passato e del fatto che importanti presidenti dei Paesi dell&#8217;area come <strong>Juan Domingo Peron, <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/salvador-allende-il-marxista-incompreso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Salvator Allende </a>e Joao Goulart</strong> siano stati, nella loro carriera, destituiti da processi golpisti di carattere militare, i sistemi politici della regione vogliono evitare che ciò si riproponga. Forse, per una volta, è vero il motto <em>Historia magistra vitae.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-peru-venezuela-brasile-america-latina-democrazia.html">Bolivia, Perù, Venezuela, Brasile: c&#8217;è un&#8217;America Latina dove la democrazia avanza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il golpe di Castillo e il caos della politica peruviana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-golpe-di-castillo-e-il-caos-della-politica-peruviana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 10:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022122811011720_46fab5a0bb16bc328edf16c61b545a0d-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 2018, con le dimissioni&#160;forzate&#160;dell’allora presidente Pedro Pablo Kuczynski,&#160;nella prolungata&#160;instabilità&#160;politica peruviana&#160;si sono&#160;visti cannibalizzare&#160;sei capi di Stato in quattro anni.&#160;Kuczynski, Martín Vizcarra, Manuel Merino&#160;(in carica per&#160;meno di una settimana), Francisco Sagasti, Pedro Castillo&#160;e, da qualche giorno,&#160;Dina Boluarte,&#160;già&#160;vicepresidente di Castillo,&#160;che&#160;sulla carta&#160;dovrebbe governare&#160;fino al 2026, ma con probabilità durerà&#160;molto meno. “Le aspettative sulla figura&#160;presidenziale&#160;in un paese gerarchico come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-di-castillo-e-il-caos-della-politica-peruviana.html">[...]</a></p>
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<p>Dal 2018, con le dimissioni&nbsp;forzate&nbsp;dell’allora presidente <strong>Pedro Pablo Kuczynski</strong>,&nbsp;nella prolungata&nbsp;instabilità&nbsp;politica peruviana&nbsp;si sono&nbsp;visti cannibalizzare&nbsp;sei capi di Stato in quattro anni.&nbsp;Kuczynski, Martín Vizcarra, Manuel Merino&nbsp;(in carica per&nbsp;meno di una settimana), Francisco Sagasti, Pedro Castillo&nbsp;e, da qualche giorno,&nbsp;Dina Boluarte,&nbsp;già&nbsp;vicepresidente di Castillo,&nbsp;che&nbsp;sulla carta&nbsp;dovrebbe governare&nbsp;fino al 2026, ma con probabilità durerà&nbsp;molto meno.</p>



<p>“Le aspettative sulla figura&nbsp;presidenziale&nbsp;in un paese gerarchico come il&nbsp;Perù&nbsp;sono&nbsp;iperboliche&nbsp;e le&nbsp;reazioni&nbsp;degli elettori&nbsp;in merito al suo operato&nbsp;direttamente proporzionali.&nbsp;Per le stesse&nbsp;condizioni,&nbsp;il mantenimento del consenso si basa su manipolazioni e manovre di palazzo estreme”, spiega Miguel Hilario, PhD in antropologia politica all’Università di<strong>&nbsp;</strong>Stanford, membro del gabinetto del presidente Alejandro Toledo&nbsp;(2001-2006),&nbsp;e candidato alle presidenziali del 2016 vinte da Kuczynski, primo indigeno amazzonico a lanciarsi nell’impresa. “Le aspettative erano persino&nbsp;maggiori per Castillo, e il messaggio di speranza di cui si era fatto portatore per le masse emarginate,&nbsp;e così lo sono state le vicende che hanno condotto al suo tracollo”.</p>



<p>Il paese gode di un regime democratico, seppur precario, solo dal 2000, con la caduta di Alberto Fujimori, in sella per dieci anni e 116 giorni. Nel corso della storia, dal 1823 al 2022, nel paese si sono registrati venti colpi di Stato, di cui quattordici portati a termine con successo, incluso quello di Fujimori nel 1993, e il recente fallito tentativo di Castillo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Breve cronaca del golpe</h2>



<p>Con il suo&nbsp;annuncio&nbsp;al&nbsp;canale della televisione nazionale, avvenuto il 7 dicembre, alle 11:48 ora di Lima, Castillo dichiara di sciogliere il&nbsp;parlamento in&nbsp;via&nbsp;temporanea e instaurare un governo eccezionale e di emergenza, e altresì di convocare a nuove elezioni per la formazione di una costituente, tra l’altro incaricata della riorganizzazione dell’apparato giudiziale. Al termine della dichiarazione, durata&nbsp;circa dieci minuti, nessun mezzo dell’esercito raggiunge il palazzo del congresso&nbsp;o altri obiettivi logistici tattici. Solo mezz’ora dopo, sia le forze armate sia la polizia nazionale, emettono un comunicato di dissociazione.</p>



<p>A tre ore di distanza, Castillo, senza&nbsp;il supporto&nbsp;militare, e la progressiva defezione dei membri del suo gabinetto ministeriale, viene deposto&nbsp;dalla camera&nbsp;&#8211; con 101 voti&nbsp;per la mozione, sei contro e dieci astenuti -, e si trova negli uffici della&nbsp;prefettura&nbsp;con l’imputazione di ribellione e cospirazione.&nbsp;Nel pomeriggio, Boluarte diventa la prima donna presidente del&nbsp;Perù.&nbsp;Castillo viene trasferito&nbsp;in elicottero&nbsp;nell’istituto penitenziario di Barbadillo,&nbsp;dove&nbsp;<em>è</em>&nbsp;detenuto Fujimori, e gli sono imposti sette giorni di carcere preventivo.</p>



<p>“Il gesto ha colto di sorpresa l’opinione pubblica”, afferma&nbsp;Hilario.&nbsp;“La gente della strada lo ha considerato non necessario, considerato che,&nbsp;a quello che si sapeva,&nbsp;il parlamento non aveva i numeri per rimuoverlo.&nbsp;I&nbsp;suoi ministri,&nbsp;incluso il titolare della difesa,&nbsp;hanno dichiarato che una tale eventualità non era stata ventilata in nessuna riunione previa dell’esecutivo.”</p>



<p>L’<em>auto golpe</em>&nbsp;appare il gesto, tanto condannabile quanto improbabile e solitario, di un presidente&nbsp;inesperto e&nbsp;disperato che opta per l&#8217;incostituzionalità come ultima risorsa per realizzare un progetto di riforma, approdando a un suicidio politico.&nbsp;“Castillo non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;un politico di mestiere.&nbsp;Certe&nbsp;intuizioni&nbsp;o scelte,&nbsp;la sua capacità&nbsp;di analisi&nbsp;e gestione,&nbsp;e l’abilità&nbsp;nel valutare alcune conseguenze, non&nbsp;sono&nbsp;sempre state all’altezza del ruolo.&nbsp;In molti,&nbsp;finanche&nbsp;a lui vicini, hanno approfittato o speculato sulla sua ingenuità”,&nbsp;riporta Hilario. “A giudicare dalla personalità,&nbsp;<em>è</em>&nbsp;probabile che si aspettasse un sollevamento popolare a suo&nbsp;favore, in un secondo momento&nbsp;puntellato&nbsp;dall’esercito”.</p>



<p>Quel che&nbsp;<em>è</em>&nbsp;certo&nbsp;<em>è</em>&nbsp;il fatto che&nbsp;la cronaca spicciola di questa giornata di&nbsp;caos&nbsp;risulta poco interessante senza una comprensione delle&nbsp;circostanze&nbsp;che hanno&nbsp;portato&nbsp;prima alla vittoria di Castillo alle presidenziali del 2019, alla polarizzazione intorno alla sua figura e al suo seguente isolamento;&nbsp;e ancora,&nbsp;senza un’analisi della concrezione del potere in&nbsp;Perù.&nbsp;Molte domande&nbsp;si aprono&nbsp;e alcuni misteri&nbsp;sono destinati a restare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ascesa e ostracismo di Castillo</h2>



<p>Castillo irrompe nella scena politica come un candidato anti sistema e vince sulla destra di Keiko Fujimori, figlia di&nbsp;Alberto, con lo slogan ´Mai più poveri, in un paese ricco´&nbsp;(la crescita quest’anno&nbsp;in&nbsp;Perù&nbsp;supererà il 3 per cento).&nbsp;Si era fatto conoscere nel 2017, nella veste di&nbsp;<em>leader&nbsp;</em>dell’imponentesciopero generale degli insegnanti.&nbsp;L’insediamento alla massima carica dello stato di questo maestro elementare, cresciuto da genitori privi di istruzione formale, e proveniente dal mondo rurale escluso dalle opportunità dello sviluppo e marcato dall’esclusione, viene letto come un rigetto alla gestione neo liberalista delle classi dirigenti e il loro accaparramento delle risorse.</p>



<p>Socialista e sindacalista, non ha vita facile. La vittoria, ottenuta con uno stretto margine, viene messa a rischio da&nbsp;una campagna&nbsp;sporca&nbsp;per&nbsp;impugnare200 mila preferenze in aree povere&nbsp;con&nbsp;prevalenza di popolazione originaria. Le accuse di malversazioni di voti, che imperversano&nbsp;nella narrazione della stampa ufficiale e i&nbsp;<em>social media</em>, non vengono mai corroborate&nbsp;da prove.&nbsp;Poco prima del suo giuramento, gruppi&nbsp;paramilitari&nbsp;di estrema destra,&nbsp;simpatizzanti di Fujimori,&nbsp;cercano di occupare il palazzo del governo.</p>



<p>Le&nbsp;<em>élite</em>&nbsp;gli attribuiscono “analfabetismo politico”, giocando&nbsp;con&nbsp;una metafora dal tono classista che richiama alla sua estrazione sociale. Durante il suo mandato,&nbsp;<em>è</em><strong>&nbsp;</strong>ridicolizzato&nbsp;su base razzista&nbsp;per l’accento contadino, l’uso degli abiti tradizionali andini,&nbsp;e&nbsp;l’incorporazione di cerimonie indigene in atti ufficiali.&nbsp;Il presidente viene&nbsp;rappresentato con l’immagine di un asino.&nbsp;Le&nbsp;<em>lobb</em><em>y</em>&nbsp;economiche, e le fazioni di partito che le sostengono, temono la riforma della costituzione&nbsp;neoliberale,&nbsp;ereditata dalla dittatura fujimorista,&nbsp;annunciata in campagna elettorale.&nbsp;La camera&nbsp;ostruisce&nbsp;con ogni mezzo&nbsp;la conformazione di un’assemblea costituente.</p>



<p>Secondo Hilario, “tutti i governi dopo Fujimori, ostaggio del potere di questo clan,&nbsp;o hanno&nbsp;cavalcato l’onda liberista,&nbsp;che ha generato stabilità a scapito dell’inclusione sociale,&nbsp;o&nbsp;si sono visti costretti ad&nbsp;adottare un approccio minimalista come metodo di sopravvivenza. Nel caso di&nbsp;Ollanta&nbsp;Humala&nbsp;[2011-2016, ndr], il quale come Castillo aveva il promosso una piattaforma ideologica di sinistra, lo&nbsp;stop alle estrazioni minerarie che minacciano i gruppi indigeni &#8211; uno degli slogan principali della sua campagna fu ´Acqua sì, oro no´ -, venne seppellito&nbsp;dai gruppi di pressione che operano nel parlamento. ”</p>



<p>Con l’arrivo di Rafael López Aliaga al municipio di Lima, a ottobre&nbsp;di quest’anno, e&nbsp;il consolidamento&nbsp;di un belligerante bastione dell’opposizione nella capitale, Castillo denuncia la possibilità di un colpo di&nbsp;Stato contro il suo governo. López Aliaga&nbsp;<em>è</em>&nbsp;un imprenditore&nbsp;rampante,&nbsp;arricchitosi con le privatizzazioni di Fujimori, nel campo dei trasporti pubblici e l’infrastruttura&nbsp;turistica.&nbsp;Conta con&nbsp;la benedizione&nbsp;di quella chiesa evangelica che, nel 1990, permise l’affermazione di Fujimori sul premio Nobel Mario Vargas Llosa.&nbsp;Una missione dell’organizzazione degli stati americani,&nbsp;realizzata a novembre,&nbsp;redige&nbsp;un rapporto, descrivendo&nbsp;un&nbsp;paese diseguale e diviso, un crescente discorso di odio e&nbsp;un’esasperazione del clima politico;&nbsp;il suo segretario generale&nbsp;richiama a una tregua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cause scatenanti e reazione regionale</h2>



<p>Quel mercoledì 7, è in calendario una sessione per l’<em>impeachment</em> di Castillo per “incapacità morale”, a causa di presunti reati di corruzione, tra l’altro, di una natura che la costituzione non permette di attribuire a un presidente attivo. Castillo ha scritto il discorso di difesa, ma se non dovessero esserci i numeri la camera <em>è</em> pronta a una modifica del regolamento per abbassare i voti necessari da 87 a 66.</p>



<p>Si tratta del&nbsp;quarto tentativo di destituirlo, la prima&nbsp;interpellanza&nbsp;cucinata a pochi mesi dall’elezione,&nbsp;compresa un’insolita accusa di alto tradimento per&nbsp;talune&nbsp;dichiarazioni alla stampa.&nbsp;Secondo molti commentatori, l’”incapacità morale”&nbsp;<em>è</em>&nbsp;una formula utilizzata in maniera indiscriminata per liberarsi di avversari politici in&nbsp;Perù. Kuczynski e Vizcarra vennero entrambi rimossi nel 2018 e nel 2020, ma fino ad ora non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;stato istituito&nbsp;alcunprocedimento giudiziale nei loro confronti.</p>



<p>Se il parlamento detiene questa facoltà, il presidente può sciogliere il parlamento,&nbsp;quando&nbsp;gli nega la fiducia in due occasioni. Da un punto di vista teorico,&nbsp;sono&nbsp;meccanismi di bilanciamento dei poteri nell’attuale&nbsp;disegno della macchina statale.&nbsp;Ciò nonostante, la frammentazione politica esistente e le finalità con cui vengono applicati&nbsp;moltiplicano le turbolenze e&nbsp;determinano una situazione di ingovernabilità permanente.&nbsp;Il duello fra il presidente di sinistra, Castillo, e&nbsp;la camera,&nbsp;a&nbsp;maggioranza di destra, si&nbsp;<em>è</em>&nbsp;consumato&nbsp;sul filo&nbsp;del&nbsp;rasoio.</p>



<p>Il parlamento&nbsp;in&nbsp;Perù&nbsp;non&nbsp;<em>è</em>&nbsp;costituito da schieramenti solidi, ma da una pletora di piccoli gruppi che rispondono a interessi particolari, economici, commerciali, e monopolistici, più che a programmi o ideologie, situazione che rende difficile per un&nbsp;<em>premier</em>&nbsp;trovare&nbsp;alleanze&nbsp;affidabili&nbsp;e continue.&nbsp;La costante, ripetuta negli ultimi anni, ha visto la&nbsp;disfatta&nbsp;sequenziale di&nbsp;capi di stato&nbsp;a vantaggio di parlamenti, dai quali i candidati sconfitti neiballottaggi&nbsp;finiscono per&nbsp;governare, come nel caso di Keiko Fujimori, malgrado&nbsp;abbia perso&nbsp;quattro corse presidenziali.</p>



<p>“Dalla prima&nbsp;elezione di Alberto Fujimori”&nbsp;racconta Hilario, “il Perù è diventato terreno di saccheggio della famiglia. Il potere politico guadagnato dal capostipite si è negli anni tramutato in un ingente potere economico.&nbsp;Questo&nbsp;populismo di estrema destra si è trasfigurato nella religione mitica di classi meno abbienti e&nbsp;cerchie&nbsp;finanziarie, politiche e mediatiche. Il fujimorismo terminerà solo quando in Perù sarà possibile credere nell’effettività di una politica non delinquenziale”.</p>



<p>In sedici mesi di tormentata gestione, Castillo si&nbsp;<em>è</em>&nbsp;visto obbligato a cinque modifiche sostanziali del gabinetto e a nominare nuovi ministri&nbsp;ed&nbsp;<em>è</em>passato per divisioni interne sulle strategie di superamento dell’<em>impasse&nbsp;</em>che hanno rotto il fronte che lo&nbsp;aveva&nbsp;traghettato&nbsp;alla presidenza.&nbsp;La permanenza della linea dura ha finito poi per isolarlo.</p>



<p>A novembre, Castillo afferma che il parlamento&nbsp;si&nbsp;oppone&nbsp;per la seconda volta&nbsp;a una proposta di&nbsp;legge,&nbsp;quest’ultimo&nbsp;nega&nbsp;l’accaduto&nbsp;e il tribunale costituzionale&nbsp;gli&nbsp;concede in via provvisoria la ragione, salvandolo dallo scioglimento immediato.&nbsp;Il&nbsp;contrattacco si materializza&nbsp;con l’ennesimamossa dell’“incapacità morale” e Castillo reagisce&nbsp;facendo uso di&nbsp;un potere&nbsp;inficiato&nbsp;dal pronunciamento di un’istituzione che ritiene orientatapoliticamente&nbsp;e&nbsp;a lui&nbsp;ostile.</p>



<p>Dal Messico,&nbsp;López Obrador critica la destra&nbsp;peruviana&nbsp;per&nbsp;aver osteggiato Castillo fino a impedirgli di governare, bloccando il paese per oltre un anno, e riducendo all’angolo un presidente eletto dal popolo. Petro,&nbsp;dalla&nbsp;Colombia,&nbsp;invoca&nbsp;l’intervento della corte dei diritti umani per violazione della convenzione interamericana&nbsp;ai danni di Castillo.&nbsp;L’ex presidente peruviano&nbsp;richiede asilo politico in Messico e dichiara che un presidente contadino non ha posto in un’oligarchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scarso spazio di manovra</h2>



<p>La presidente&nbsp;ha lanciato un appello per un&nbsp;esecutivo&nbsp;di unità nazionale di alta responsabilità che garantisca sostenibilità e abbassi il livello del conflitto, aprendo a un dialogo nazionale.&nbsp;Non&nbsp;<em>è,</em><strong>&nbsp;</strong>però, la fine della crisi.&nbsp;Boluarte&nbsp;ha i numeri per avanzare, e&nbsp;non guadagnerà&nbsp;con facilità l’appoggio dei partiti che controllano&nbsp;la camera&nbsp;e sono avversi&nbsp;a&nbsp;<em>Perú Libre</em>&nbsp;con il quale&nbsp;<em>è&nbsp;</em>stata eletta,&nbsp;anche se&nbsp;ora le formazioni di sinistra&nbsp;la disconoscono.</p>



<p>Il parlamento, diviso e impopolare, ha trovato coesione rispetto all’estromissione&nbsp;di Castillo, ma non esiste consenso sulla&nbsp;direzione&nbsp;programmatica.“Un sondaggio&nbsp;nazionale condotto dal Cpi&nbsp;[compagnia di studi di mercato e opinione pubblica,&nbsp;ndr]<strong>&nbsp;</strong>nel mese di settembre”,&nbsp;cita Hilario, “aveva rilevato alti indici di impopolarità dell’apparato legislativo e del presidente, rispettivamente all’80 e al 70 percento, e un sentimento diffuso di rigetto totale di entrambe le istituzioni”.&nbsp;Per Hilario, “questa esperienza insegna che&nbsp;i partiti tradizionali&nbsp;che compongono&nbsp;il parlamento&nbsp;non possono essere resuscitati. Nuove generazioni di elettori responsabili devono assumersi l’onere civile di dare&nbsp;vita&nbsp;a nuove esperienze a partire da visione&nbsp;e&nbsp;valori”.</p>



<p>Accusata&nbsp;a sua volta&nbsp;di aver infranto la costituzione,&nbsp;la presidente&nbsp;<em>è</em>&nbsp;soggetta a investigazione interna. Ci sono già state&nbsp;offerte di archiviazione,&nbsp;ma&nbsp;il suo mandato, segnato&nbsp;da incertezza,&nbsp;si mostra&nbsp;effimero&nbsp;come quello&nbsp;dei predecessori.&nbsp;Se&nbsp;pure&nbsp;si arrivasse a&nbsp;un gabinetto plurale, potrebbe&nbsp;essere oggetto di&nbsp;altri attacchi nel prossimo futuro.&nbsp;Hilario aggiunge che “un movimento di protesta&nbsp;con estensione&nbsp;su tutto il territorio chiede la rimozione di Boluarte, attribuendole connivenza con i tentativi di&nbsp;<em>impeachment</em>&nbsp;di Castillo e accondiscendenza con l’agenda di destra. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da violenze, l’occupazione dell’aeroporto&nbsp;della capitale&nbsp;da parte dei manifestanti,&nbsp;blocchi stradali che hanno interrotto la distribuzione di cibo e altri beni al consumo,&nbsp;e&nbsp;la morte di civili&nbsp;a mano&nbsp;della polizia”.</p>



<p>Solo grandi riforme potrebbero restituire al paese un clima di pacificazione. Intanto,&nbsp;Boluarte&nbsp;che aveva&nbsp;annunciato&nbsp;le&nbsp;elezioni&nbsp;generali per il 24&nbsp;aprile,&nbsp;le ha anticipate a dicembre,&nbsp;ma&nbsp;il parlamento&nbsp;ostruisce i lavori. Il tiro alla corda continua.</p>



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		<title>La caduta di Castillo e l&#8217;eterna instabilità del Perù</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-caduta-di-castillo-e-leterna-instabilita-del-peru.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 17:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221209183846541_d66eb7fcd0dd1aa9ba2aa05238edfcf2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pedro Castillo è stato destituito da Presidente del Perù il 7 dicembre scorso, passando direttamente dal Palazzo del Governo di Lima al Tribunale della città dopo esser stato arrestato al termine di una giornata dai toni tragici che segna la cronica instabilità del Paese andino. La caduta di Castillo L&#8217;ex campesino eletto a stretta maggioranza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-di-castillo-e-leterna-instabilita-del-peru.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-di-castillo-e-leterna-instabilita-del-peru.html">La caduta di Castillo e l&#8217;eterna instabilità del Perù</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Pedro Castillo</strong> è stato destituito da <strong>Presidente del Perù </strong>il 7 dicembre scorso, passando direttamente dal Palazzo del Governo di Lima al Tribunale della città dopo esser stato arrestato al termine di una giornata dai toni tragici che segna la cronica instabilità del Paese andino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La caduta di Castillo</h2>



<p>L&#8217;ex campesino eletto a stretta maggioranza al ballottaggio del 2021 nelle presidenziali che lo vedevano opposto a Keiko Fujimori con il 50,13% dei voti è stato sfiduciato dal <strong>Congresso</strong> e arrestato dopo aver tentato di sciogliere d&#8217;imperio il Parlamento senza i necessari due voti di sfiducia necessari. Un atto, questo, che ai sensi della Costituzione peruviana è effettivamente al di fuori delle prerogative del presidente. Ma che si inserisce nel quadro di una lunga crisi politica e di conflittualità tra la presidenza e il Congresso che mostra le spaccature del Paese. E l&#8217;uso tutt&#8217;altro che istituzionale dei poteri da parte di ogni ramo dello Stato peruviano è stato palese anche nell&#8217;era Castillo. In cui è proseguita la cronica, fragile instabilità del Paese.</p>



<p>Alle origini degli scontri il precedente storico dell&#8217;auto-golpe di <strong>Alberto Fujimori</strong> che nel 1992 sciolse arbitrariamente il Congresso e l&#8217;introduzione della Costituzione del 1993, la cui interpretazione ampia ha portato all&#8217;introduzione di un potere di scrutinio pressoché totale del parlamento su un governo formalmente presidenzialista. A cui, nell&#8217;era della pandemia, della crisi energetica e delle proteste, presidenti eletti a capo di fragili maggioranze hanno risposto cercando di utilizzare i poteri emergenziali salvo poi trovarsi a constatare che i propri cartelli elettorali, di destra o di sinistra che fossero, erano semplici coalizioni posticce nel momento in cui la loro popolarità veniva meno. E comprendere il caso Castillo è più facile se si guarda alla <strong>storia recente di un Paese in fiamme</strong> che ha nella neo-presidente <strong>Dina Boluarte</strong>, subentrata a Castillo in quanto sua vice, il sesto capo di Stato dal 2018 a oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Kuczynski a Castillo, un quinquennio di conflitti</h2>



<p>La prima fiammata della crisi ha avuto luogo tra il governo di Pedro Pablo Kuczynski (PPK) e i partiti alleati  nella sua coalizione di centro-destra moderato contro il Congresso a maggioranza fujimorista, schierato su posizioni di destra più radicale. </p>



<p>Kuczynski è stato accusato di essere stato corrotto dalla multinazionale brasiliana <strong>Odebrecht</strong> nel quadro delle conseguenze internazionali dell&#8217;inchiesta brasiliana <strong>Lava Jato</strong>. La grazia concessa a Alberto Fujimori non l&#8217;ha protetto da due tentativi di impeachment che l&#8217;hanno messo all&#8217;angolo di fronte all&#8217;opinione pubblica. Kuczynski ha tenuto duro un anno e mezzo e si è poi dovuto dimettere nel marzo 2018 dopo che è emerso uno scandalo di compravendita di voti a favore della sua coalizione. </p>



<p>Il suo successore, <strong>Martín Vizcarra</strong>, ha concordato con il Congresso guidato dai Fujimoristi una serie di riforme. Nel settembre 2019 in un evento che richiama molto la fase attuale, Vizcarra ha sciolto il Congresso dopo il secondo voto di non fiducia decretato dalla maggioranza nella legislatura contro il governo, una nomina alla Corte Costituzionale contraria ai desiderata del governo di Lima che premeva per l&#8217;approvazione rapida di diverse leggi anti-corruzione.</p>



<p>Vizcarra ha decretato elezioni anticipate che si sono svolte nel gennaio 2020, creando però un precedente su ciò che è da intendersi come prerogativa della presidenza. I liberali di Azione Popolare, con 25 seggi su 130, sono stati i più votati alle successive elezioni che hanno presentato un Congresso con ben sette partiti oltre i dieci seggi.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/societa/la-diffusione-del-covid-19-in-peru-e-ormai-fuori-controllo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nel frattempo il Covid-19 entrava in Perù </a>creando disordini notevoli e mietendo decine di migliaia di morti, a Lima e non solo. La crisi ha fatto emergere le problematiche profonde del Paese: la disuguaglianza economica, l&#8217;ampia informalità esistente nel mercato del lavoro, la fragilità del sistema sanitario, lo scarso senso di fiducia verso le <a href="https://www.cnn.com/2020/05/25/americas/peru-covid-hotspot-why-intl/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituzioni da parte della cittadinanza</a>. Il lockdown preventivo di Vizcarra ha <strong>totalmente fallito</strong> e l&#8217;economia si è contratta del 30% nel 2020, aprendo una nuova fase di crisi.</p>



<p>Dopo un fallito tentativo di impeachment da parte del Congresso avvenuto a settembre, Vizcarra è stato accusato di esser stato coinvolto in un giro di tangenti. Il 9 novembre 2020, un totale di 105 membri del Congresso hanno votato per rimuovere Vizcarra dall&#8217;incarico, superando gli 87 voti necessari per ottenere il via libera all&#8217;impeachment. </p>



<p>Vizcarra è stato dunque rimosso dal parlamento, il cui presidente <strong>Manuel Merino</strong>, membro di Azione Popolare, gli è succeduto in assenza di un vicepresidente in quanto terza carica dello Stato. <a href="https://www.npr.org/2020/11/10/933334195/in-midst-of-pandemic-crisis-perus-legislature-impeaches-the-nations-president" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La rimozione è stata accolta da proteste di massa da parte dei sostenitori della coalizione presidenziale</a>. Violenti scontri si scatenarono in tutto il paese. Merino ha usato le forze militari e di polizia per reprimere le proteste facendo leva fin dai primi momenti sulle sue prerogative di capo delle forze armate, mentre Paesi come El Salvador e Venezuela, certamente non allineati a Lima durante l&#8217;era Vizcarra, hanno sostenuto i manifestanti ritenendo l&#8217;estromissione di Vizcarra una forzatura paragonabile a un golpe.</p>



<p>Mentre città come Lima, Trujillo, Arequipa, Iquitos, Pucalpa, Ica e Tacna si infiammavano, la sera del 14 novembre l&#8217;uccisione brutale con diversi colpi alla testa di <strong>Brian Pintado e Inti Soleo</strong>, due giovani protestanti di soli 22 e 24 anni, ad opera della polizia segnò la precoce fine dell&#8217;era Merino, il cui gabinetto il giorno dopo si dimise in massa. Prossimo a subire un impeachment-lampo, Merino gettò la spugna: la sua presidenza era durata solo cinque giorni.</p>



<p>Per 48 ore il Perù fu in un vuoto di potere: caduto Merino, ancora da eleggere il suo successore, destinato a essere automaticamente consacrato Presidente, in lotta tra di loro i partiti, in volo le morti per Covid. Una vera emergenza nazionale a cui il Congresso in seguito rispose scegliendo <strong>Francisco Sagasti</strong>, un rispettato economista parlamentare del Partito Viola (il cui colore, commistione di rosso e blu, fu scelto proprio per identificare la natura a metà strada tra sinistra e destra della formazione), per guidare un governo di transizione. </p>



<p>La presidenza Sagasti è durata fino al luglio 2021 e alla vittoria di Castillo. L&#8217;economista divenuto presidente, classe 1944, forte della sua esperienza di consulente per lo sviluppo economico presso l&#8217;International Development Research Centre, la Banca Mondiale, l&#8217;UNCSTD e il World Economic Forum si è concentrato sul rispondere alla pandemia con aiuti economici, sull&#8217;acquistare <strong>48 milioni di vaccini dalla Cina e dagli Usa</strong> e sul gestire gli <strong>scioperi agrari</strong> che bloccavano il Paese sostenendo l&#8217;abrogazione della cosiddetta &#8220;legge Chlimper&#8221; che promuoveva gli investimenti in agricoltura attraverso magri benefici di lavoro per i <em>campesinos</em>. Base elettorale della Sinistra radicale di Castillo, che sul sostegno delle classi più disagiate del Paese e sui poveri si conquistò la presidenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro continua</h2>



<p>All&#8217;indomani delle elezioni generali peruviane del 2021, è emersa una crisi tra i sostenitori di Pedro Castillo e i fujimoristi guidati da Keiko Fujimori, sconfitta alle presidenziali ma di nuovo alla guida del blocco di maggioranza del congresso. Dopo che diversi tentativi di rimuovere Castillo non hanno avuto successo tra settembre 2021 e febbraio 2022, nell&#8217;aprile 2022 sono scoppiati disordini di massa. </p>



<p>La destra parlamentare ha cavalcato lo scontento della base di Castillo per il caro-vita e l&#8217;inflazione. L&#8217;inflazione dei beni di base insieme all&#8217;aumento dei prezzi dei fertilizzanti e del carburante a seguito delle sanzioni occidentali contro la Russia ha creato le basi sociali per il malcontento nazionale. Geovani Rafael Diez Villegas, un sindacalista, ha guidato le proteste a cui l&#8217;ex insegnante divenuto Presidente ha risposto con una <strong>torsione autoritaria </strong>e con l&#8217;imposizione del coprifuoco.</p>



<p>Da qui è stato un piano inclinato fino allo showdown dei giorni scorsi. In uno stato di tensione permanente, Castillo ha per molti osservatori realizzato un autogol fatale provando a sciogliere il Congresso che voleva disarcionarlo. &#8220;Castillo ha deciso di chiudere il Congresso e ha rapidamente ribaltato la situazione contro se stesso&#8221;, <a href="https://www.americasquarterly.org/article/reaction-perus-castillo-closes-congress-declares-state-of-siege/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato <strong>Luis Miguel Castilla, economista, ex ministro delle finanze del Perù</strong>, ad <em>Americas Quarterly</em></a>. &#8220;Ci aspettavamo un annuncio ufficiale da parte delle<a href="https://www.reuters.com/world/americas/perus-president-says-will-dissolve-congress-calls-elections-2022-12-07/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Forze Armate – che sarebbe stato l&#8217;unico </a>modo in cui Castillo avrebbe potuto farcela – ma erano chiari sul loro sostegno alla costituzione. In effetti, tutte le istituzioni del paese si sono affrettate a denunciare la mossa incostituzionale di Castillo&#8221;. Per il politologo di Princeton Will Freeman <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/golpe-corso-castillo-scioglie-parlamento-2093198.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;l&#8217;auto-golpe pasticciato di Castillo</a> dimostra che non importa quanto frustrati possano essere i peruviani con la disfunzione del governo fuori controllo (e&nbsp;<em>sono&nbsp;</em>frustrati), nessuna forza politica è stata in grado di incanalare quel malcontento nel sostegno a un autocrate&#8221;. E questo è sicuramente uno dei pochi risvolti positivi per il Paese.</p>



<p>Resta, però, tutto il resto: un Paese che ha un&#8217;economia da ricostruire, divisa tra<a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-problemi-della-transizione-energetica.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l&#8217;estrattivismo minerario alla base del passato sviluppo latinoamericano</a>, un turismo che ha fatto sperare molti peruviani in una diversificazione nel primo quindicennio del secolo e enormi sperequazioni sociali; un Paese ove la politica è fatta di <strong>capibanda più che di reali attori istituzionali;</strong> uno Stato assediato anche da narcotraffico e rapporti osmotici tra parlamentari di ogni orientamento e criminalità organizzata. Col senno di poi, è quasi miracoloso il fatto che ad oggi la crisi perenne del Paese non sia sfociata in un conflitto civile strisciante.</p>



<p>In ogni caso il campanello d&#8217;allarme dell&#8217;uso partigiano delle istituzioni resta. Negli ultimi anni, &#8220;mentre la disperazione montava tra i peruviani, il nichilismo e l&#8217;interesse personale assediavano i legislatori del Perù&#8221;, <a href="https://oxfordre.com/politics/display/10.1093/acrefore/9780190228637.001.0001/acrefore-9780190228637-e-1706" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha fatto notare la politologa di Oxford Cynthia McClintock.</a> &#8220;Hanno bloccato gli sforzi anti-corruzione. I problemi di sfiducia, avarizia e ambizione, che hanno a lungo tormentato i partiti politici del Perù e ridotto la capacità dello stato, continuavano. Allo stesso tempo, i limiti all&#8217;avanzata del Perù verso l&#8217;inclusione socioeconomica erano ancora più evidenti&#8221; nonostante gli sforzi non secondari di Vizcarra e Sagasti. <a href="https://it.insideover.com/societa/lamerica-latina-tra-violenze-e-minoranze-abbandonate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castillo</a> ha incarnato il senso di sfiducia del Paese verso la classe dirigente ma è stato presto capace di superare tutti i concorrenti nell&#8217;attivo contributo alla disgregazione della fiducia istituzionale. La <strong>Boluarte dovrà provare a ricucire le istituzioni</strong>. Compito improbo ma inevitabile, per dare un futuro degno della sua storia all&#8217;antica terra degli Inca.</p>
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		<title>La corsa al litio del Sudamerica divide Cina e Russia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-corsa-al-litio-del-sudamerica-divide-cina-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 21:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;America Latina intenta a riscoprire un riflesso anti-americano e anti-occidentale porterà Russia e Cina a scontrarsi? Non si tratta di una rivalità politica a tutto campo, ma della possibilità che anche Mosca e Pechino subiscano il contropiede con cui i governi socialisti, radicali e patriottici del Sudamerica stanno cambiando l&#8217;ordine politico-economico nella regione. La partita del litio ne &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-al-litio-del-sudamerica-divide-cina-e-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220610141216140_35efa1b28fe4b18fcd09cf516cf6fa1e-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>America Latina </strong>intenta a riscoprire un riflesso anti-americano e anti-occidentale porterà Russia e Cina a scontrarsi? Non si tratta di una rivalità politica a tutto campo, ma della possibilità che anche Mosca e Pechino subiscano il contropiede con cui i governi socialisti, radicali e patriottici del Sudamerica stanno cambiando l&#8217;ordine politico-economico nella regione. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-del-litio-in-bolivia.html" target="_blank" rel="noopener">La partita del <strong>litio </strong>ne</a> è un classico esempio.</p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-lex-ministro-pianifico-un-colpo-di-stato-con-mercenari-usa.html" target="_blank" rel="noopener">Luis Arce</a> </strong>in Bolivia, <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-appuntamenti-politici-e-le-elezioni-chiave-del-2022.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gabriel Boric</strong> in Cile</a> e <strong>Pedro <a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-post-elettorale-che-puo-spaccare-il-peru.html" target="_blank" rel="noopener">Castillo </a></strong>in Perù, nelle differenze tra i rispettivi Paesi e sistemi, sono accomunati dalla volontà di sfruttare la rendita della strategica risorsa chiamata a giocare un ruolo decisivo nel settore della transizione energetica e dell&#8217;auto elettrica per potenziare l&#8217;economia nazionale e finanziare i propri programmi sociali e di welfare. Seguendo in quest&#8217;ottica, in forma radicale, quanto già fatto dal governo progressista <a href="https://it.insideover.com/economia/la-perenne-crisi-economica-dellargentina.html" target="_blank" rel="noopener">di Alberto Fernandez in Argentina</a> i presidenti dell&#8217;America Latina usano il controllo statale sulle risorse come asset. E questo può complicare i piani anche di Cina e Russia, che dell&#8217;infiltrazione nella regione fanno un pivot della loro <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-fredda-2-0-e-i-destini-del-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">strategia di costruzione di modelli geopolitici alternativi a quello dominato dagli Usa.</a></p>
<p>Pechino e Mosca hanno da tempo individuato nel controllo delle catene del valore strategiche nel campo dell&#8217;alta tecnologia, dell&#8217;innovazione e della transizione un fattore di pressione sull&#8217;Occidente. La Russia sta resistendo alle sanzioni occidentali in diversi settori proprio perché decisiva per la fornitura di risorse <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tesoro-della-russia-che-le-sanzioni-non-possono-colpire.html" target="_blank" rel="noopener">come <strong>neon, nickel, cobalto, platino e palladio, </strong>oltre ovviamente</a> al gas naturale; la Cina, invece, è ben piazzata in quanto dominante nel settore<a href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/lautogol-strasburgo-auto-elettrica-europea-mano-cina-2041162.html" target="_blank" rel="noopener"> strategico <strong>dell&#8217;auto elettrica, </strong>di cui controlla la filiera chiave</a> delle batterie e buona parte dei semilavorati.</p>
<p>Il litio, in quest&#8217;ottica, aiuterebbe entrambe le nazioni a chiudere il cerchio. Mosca punta il litio sudamericano per rafforzare i collegamenti col mondo latino, per approvvigionarsi nei propri settori critici e negare all&#8217;Occidente i mercati dell&#8217;area, entrando nel cortile di casa degli Usa. Pechino, invece, ne ha bisogno per potenziare la sua <strong>posizione dominante </strong>sull&#8217;automobile e i settori della transizione. Nel suo recente <a href="https://pubs.usgs.gov/periodicals/mcs2022/mcs2022.pdf">rapporto</a> “<strong>Mineral Commodity Summaries 2022</strong>”, l’U.S. Geological Survey (Usgs) ha messo in evidenza il peso decisivo dell&#8217;America Latina nel mercato del litio. L&#8217;Usgs fa notare come in tutto il mondo siano state mappate riserve provate di litio per circa 89 milioni di tonnellate. Di questa mole il 56% si trova in tre Paesi sudamericani: la Bolivia è prima con 21 milioni di tonnellate; segue l‘Argentina con 19 milioni e, al terzo posto, si piazza il Cile con 9,8 milioni. Il Perù aggiunge 880mila tonnellate a questa quota. Contando il Messico, che ha recentemente scoperto il più grande giacimento nazionale e annunciato la nazionalizzazione, si arriva al <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-05/messico-migrazioni-guerra-energia-litio-oro-bianco-caraibi.html" target="_blank" rel="noopener">60% per tutto il territorio che va dal Rio Grande alla Terra del Fuoco.</a></p>
<p>La postura basata sul nazionalismo economico e il protezionismo dei Paesi in questione si ritorce contro la volontà di Cina e Russia di penetrare nei mercati locali a scapito degli Usa, mettendole in competizione. A inizio anno, ad esempio, il governo cileno ha annunciato il lancio di una <a href="https://www.asiafinancial.com/chinas-byd-wins-chile-lithium-extraction-contract">gara</a> tra le più importanti aziende private operanti nel Paese per ottenere un partner valido per l&#8217;estrazione di 400mila tonnellate di litio e all&#8217;affare si è interessata la Chile-China Industrial and Economic Development Company.</p>
<p>In Bolivia, invece, nota <em>Il Foglio, </em>la corsa alla ricerca di partner di mercato del presidente <strong>Luis Arce </strong>ha visto lo scoppio di uno scandalo legato a presunti favori fatti dalla russa Uranium One a dirigenti della statale Yacimientos de Litio Boliviano (Ylb) per essere selezionata quale alleata in una gara che vede coinvolte altre sette compagnie, quattro delle quali sono cinesi: Contemporary Amperex Technology, Fusion Enertech, Citic Guoan Group e Tbea Group. Inoltre, &#8220;nel nord-ovest dell&#8217;Argentina c&#8217;è la Ganfeng di Xinyu, primo produttore di litio cinese, che con la sua filiale locale Litio Minera Argentina ha appena iniziato la costruzione del progetto Mariana da 600 milioni di dollari&#8221;. Uranium One, che è sussidiaria della società nucleare statale russa Rosatom, ha voluto premunirsi contro l&#8217;opzione che Buenos Aires fermasse la concessione di nuovi progetti dopo aver bloccato le esportazioni <a href="https://www.reuters.com/world/europe/russian-state-controlled-firm-enters-lithium-project-argentina-2021-11-29/">firmando</a> un protocollo d&#8217;intesa col governo dell&#8217;Argentina per lo sviluppo di un deposito di litio nel Tolillar, nella provincia argentina di Salta: un giacimento da oltre 4 milioni di tonnellate su cui anche la <strong>Cina aveva messo gli occhi</strong>.</p>
<p>I governi sudamericani mirano a sfruttare il nuovo <strong>superciclo delle materie prime</strong>, la Cina a posizionarsi in forma dominante su scala globale, la Russia a tenere botta evitando che sul fronte del litio l&#8217;Occidente possa tagliare le forniture e guarda anche a un fattore apparentemente periferico ma non indifferente: evitare che Pechino sia il mediatore per parte delle forniture che arrivano dall&#8217;America Latina alla Russia. Già a gennaio l&#8217;intervento russo in Kazakistan fu dovuto, tra le altre cose, a evitare che un <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/01/15/news/ecco-perche-il-kazakistan-fa-gola-a-russia-e-cina-3545866/" target="_blank" rel="noopener">debito di riconoscenza di Nur Sultan verso Pechino alimentasse</a> la conquista di materie prime strategiche da parte della Cina. E il litio è centrale in quest&#8217;ottica. La partita delle alleanze a geometria variabile porta anche nazioni come le potenze dell&#8217;Eurasia a non essere, sempre, allineate sul profilo geopolitico. E se si alzerà sempre di più il muro tra Occidente e Oriente, anche gli spazi di competizione nelle aree terze si faranno sempre più affollati. A partire dall&#8217;America Latina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corsa-al-litio-del-sudamerica-divide-cina-e-russia.html">La corsa al litio del Sudamerica divide Cina e Russia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La tensione post elettorale che può spaccare il Perù</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tensione-post-elettorale-che-puo-spaccare-il-peru.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2021 14:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="8173" height="5449" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse.jpeg 8173w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 8173px) 100vw, 8173px" /></p>
<p>«Solo el pueblo salva el pueblo, por eso voté por Castillo». Vidal ha 38 anni, viene da un piccolo villaggio rurale lungo la cordigliera delle Ande in Perù. Proprio come José Pedro Castillo, l’ex maestro elementare che ha sfidato la politica di professione Keiko Fujimori alle presidenziali, i suoi genitori sono campesinos, agricoltori. «Castillo è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-post-elettorale-che-puo-spaccare-il-peru.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="8173" height="5449" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse.jpeg 8173w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/elezioni-peru%CC%80-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 8173px) 100vw, 8173px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">«</span><i><span style="font-weight: 400;">Solo el pueblo salva el pueblo, por eso voté por Castillo»</span></i><span style="font-weight: 400;">. Vidal ha 38 anni, viene da un piccolo villaggio rurale lungo la cordigliera delle Ande in <strong>Perù</strong>. Proprio come </span><strong>José Pedro Castillo</strong><i><span style="font-weight: 400;">, </span></i><span style="font-weight: 400;">l’ex maestro elementare che ha sfidato la politica di professione <strong>Keiko Fujimori</strong> alle presidenziali, i suoi genitori sono </span><i><span style="font-weight: 400;">campesinos, </span></i><span style="font-weight: 400;">agricoltori. «Castillo è uno di noi, farà il nostro bene. Nell’anno del bicentenario dell’indipendenza peruviana finalmente il paese può tornare nelle mani del popolo» dice un attimo prima di chiudere la telefonata. La sua voce è coperta a tratti delle trombe da stadio, dai canti popolari, dalle grida dei sostenitori dell’ex insegnante e sindacalista che ogni sera si riuniscono in attesa di veder ufficializzato l’esito delle elezioni, sotto la sede della Tribunale nazionale elettorale (Jne) vicino Plaza San Martín</span><span style="font-weight: 400;">, </span><span style="font-weight: 400;">la piazza simbolo delle proteste antigovernative, a Lima, la capitale del Perù. È così dal 6 giugno, il giorno del voto. Stando ai risultati, Castillo, fondatore del partito di ispirazione <strong>marxista </strong></span><i><span style="font-weight: 400;">Peru Libre</span></i><span style="font-weight: 400;">, ha battuto per poco più di 44 mila voti <strong>Keiko Fujimori</strong>, la Señora K. Populista di destra, candidata di </span><i><span style="font-weight: 400;">Fuerza Popular,</span></i><span style="font-weight: 400;"> figlia del dittatore che ha guidato il paese dal ’90 al 2000: Alberto Fujimori, detto </span><i><span style="font-weight: 400;">el chino</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; nonostante le sue origini siano giapponesi &#8211; che è in carcere per corruzione, abuso di potere e violazione dei diritti umani e accusato anche di aver organizzato una campagna di sterilizzazione forzata di circa 300 mila donne, perlopiù indigene.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati diffusi dall’Onpe, la <strong>commissione elettorale</strong> peruviana, Castillo ha ottenuto il 50,12% delle preferenze ma sono passati più di dieci giorni e la Giuria elettorale nazionale non ha ancora proclamato il vincitore. Keiko Fujimori ha contestato il voto e denunciato irregolarità nonostante gli osservatori internazionali abbiano decretato la correttezza del processo elettorale. Ha reclutato gli avvocati più importanti e costosi di Lima per annullare 200 mila schede, quasi tutte provenienti dalle regioni andine più povere che hanno votato in modo schiacciante per Castillo.  </span><span style="font-weight: 400;">Nessun nuovo presidente fino a quando non saranno risolti i contenziosi legali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel paese che attende di capire quale sarà la direzione da seguire per i prossimi cinque anni cresce la polarizzazione politica e il malcontento della popolazione. Molti considerano illegittimi i tentativi della Señora K di invalidare il risultato delle elezioni, un attacco alla democrazia. Altri invece temono che l’ex maestro sia incapace di governare e che le sue politiche socialiste possano concretizzarsi in un atteggiamento ostile verso il libero mercato e in una regolamentazione più stringente per lo sfruttamento delle miniere. Tra le attività che hanno trainato l’economia del Perù degli ultimi anni, infatti, c’è proprio l’estrazione di materie prime dal sottosuolo, che ha tratto vantaggio dall’apertura verso gli investitori internazionali, favorita dalla Costituzione del 1993, promulgata durante il governo di <strong>Alberto Fujimori</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In una terra ricca di risorse, le imprese estraggono rame, argento, oro, piombo, zinco, gas naturale e petrolio grazie ai contratti che stringono con lo Stato peruviano. Accordi che, almeno secondo chi vive vicino siti estrattivi, non tengono conto della tutela dei diritti delle persone e delle conseguenze ambientali e sociali dell’attività mineraria. Secondo la rivista specializzata <em>Energiminas</em> oggi ci sono 191 conflitti attivi, contenziosi tra forze dell’ordine e popolazione locale preoccupata per il deterioramento delle proprie condizioni di vita. Il 30% di questi è al sud, area in cui Castillo ha ottenuto molti consensi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In più, il Perù è segnato da anni di scandali politici e devastato dalla <strong>crisi</strong> pandemica. Agli inizi dello scorso novembre ci sono state proteste in piazza che hanno causato due morti tra i manifestanti e centinaia di feriti. In una sola settimana sono stati nominati tre presidenti e l’ultimo di questi, Francisco Sagasti, che ha guidato il governo di transizione fino alle elezioni, non è riuscito ad impedire che il crollo dell’economia causato dal Covid 19 aggravasse il divario sociale già marcato. Infatti, sebbene fino al 2020 il Perù fosse uno dei paesi con il più alto tasso di crescita dell’<strong>America Latina</strong>, la disparità tra ricchi e poveri è rimasta sempre molto alta, soprattutto nelle aree rurali. Secondo i dati del governo, nel 2018 il 20% più ricco della popolazione possedeva circa la metà del reddito complessivo del paese, anche se il trend era in decrescita. La pandemia ha peggiorato la situazione: il Pil è sceso dell’11% e secondo il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> i poveri sono aumentati di due milioni. Ci sono stati più di 180 mila morti per Covid, soprattutto tra chi non ha potuto smettere di lavorare e a causa di un accesso limitato al sistema sanitario. Circa sette lavoratori su dieci operano nell’economia informale senza avere garanzie sociali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi sarà nominato presidente si troverà a governare un paese in crisi e fortemente diviso. Keiko Fujimori e José Pedro Castillo rappresentano le due anime del Perù. Come si vede dal sito dell’Onpe Castillo ha vinto grazie ai voti ottenuti nelle zone rurali e più povere del paese mentre Fujimori soprattutto nelle aree benestanti del dipartimento di Lima, dove risiede quasi un terzo della popolazione totale. La Señora K, che qualora non fosse eletta rischierebbe fino a 30 anni di prigione perché implicata nello <strong>scandalo Odebrecht</strong>, uno dei casi di corruzione più grandi dell’America Latina, rappresenta le élite che vogliono mantenere il potere e che non accettano la vittoria di Castillo. L’ex insegnante in campagna elettorale ha promesso che si adopererà per eliminare le disuguaglianze e per realizzare una riforma agraria e una fiscale finalizzata ad aumentare le tasse alle imprese che operano nel settore minerario, così da redistribuire i guadagni nella sanità, istruzione e lavori pubblici. Vorrebbe convocare un Assemblea costituente per superare la Costituzione fujimorista. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se Castillo dovesse diventare presidente si troverebbe di fronte ad un parlamento frammentato in cui nessun partito avrebbe i numeri per governare da solo. Per Antonella Mori, Head del programma dedicato all’America Latina, dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, non ci sarà un’ondata di nazionalizzazioni che potrebbe far fuggire gli investitori esteri e ridurre le prospettive di crescita. Ma l’ascesa inaspettata di Castillo ha ridato fiducia a quegli elettori che fino ad ora si erano sentiti abbandonati e lontani dalla politica della Capitale e la paura di una marea rossa che dal Perù si estende anche altri paesi del Sud America &#8211; come Cile, Brasile e Colombia- spaventa i sostenitori di Fujimori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I loro tentativi di non riconoscere la vittoria dell’ex maestro elementare nascondono il valore minore che le classi benestanti assegnano al voto rurale. C’è un esempio, verificato dal sito <em>sudaca.pe</em>, in cui un trentenne di Lima scrive in chat ai suoi amici «Pedro Castillo è un fottuto </span><i><span style="font-weight: 400;">cholo</span></i><span style="font-weight: 400;">. Non è istruito e manderà a puttane il paese, i suoi elettori sono degli alpaca che non sanno nemmeno per cosa stanno votando». La sfida per le presidenziali ha riportato all’attenzione la questione del razzismo interno e Michelle Bachelet, l&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha condannato le espressioni di odio razziale. «Ripudio i discorsi d&#8217;odio e la discriminazione in tutte le sue forme, poiché sono inaccettabili in qualsiasi società democratica» ha dichiarato la scorsa settimana mentre invitava i peruviani ad accettare il risultato delle elezioni.</span></p>
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