Una metafora musicale per provare a spiegare la (perdurante) crisi finanziaria di Buenos Aires. L’idea è venuta al presidente progressista Alberto Fernandez, che suona la chitarra ed ha chiamato il proprio cane Bob Dylan, che ha scelto di paragonare il proprio paese al movimento punk, una corrente musicale ribelle molto popolare negli anni Settanta. “L’Argentina è una nazione punkha dichiarato Fernandez, come riportato dalla Reuters “Tutto accade oggi perché non esiste il domani. Tutto è a breve termine perché non c’è futuro”. Il capo di Stato ha poi affermato, sconsolato, che la nazione latinoamericana si è talmente tanto abituata all’inflazione da essere entrata in un circolo vizioso che spinge le persone “ad aumentare i prezzi di vendita, casomai ce ne fosse bisogno”. Il governo peronista intende spingere l’inflazione sotto quota 30 per cento entro la fine del 2021. Si tratta di un obiettivo chiave per puntare ad una stabilità finanziaria che è sempre più necessaria dopo tre anni di recessione, sommosse sociali e povertà e che potrebbe aiutare i peronisti a vincere le elezioni di medio termine. L’obiettivo è ancora molto lontano dato che l’inflazione era pari, nell’ultimo monitoraggio, al 46.3 per cento. Molto peggio del vicino ed eterno rivale Brasile, dove il dato percentuale non superava il 6 per cento.

Le speranze sono poche

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) ha previsto che l’economia argentina si espanderà nel 2021 e nel 2022, rispettivamente del 6.1 e dell’1.8 per cento, ma non riuscirà a tornare ai livelli pre-pandemia. L’organizzazione, come riportato da mercopress, pur lodando “l’adozione tempestiva di misure volte a contenere la pandemia ed a supportare le famiglie” non ha potuto fare a meno di notare che “i persistenti squilibri macroeconomici e le nuove restrizioni alla mobilità peseranno sulla domanda interna ed ostacoleranno la ripresa”. L’OECD ha inoltre ricordato che “l’impiego e l’attività economica si sono ridotti drasticamente nel corso del 2020”  che “l’inflazione annuale è intorno al 40 per cento” e che “la povertà affligge il 42 per cento della popolazione”. L’Argentina, come ricordato dalla Banca Mondiale, è dotata di vaste risorse in ambito agricolo, grazie alla presenza di terre molto fertili ed energetico, grazie alle riserve di litio e gas. La storica volatilità della crescita economica ha, però, impedito al paese di svilupparsi e la pandemia ha aggravato la situazione. Il valore del Prodotto interno lordo si è ridotto del 9.9 per cento nel 2020. Il 57 per cento dei bambini vive in povertà ed il 10.5 per cento della popolazione si trova in condizioni di povertà estrema. Il quadro, già compromesso, rischia poi di saltare a causa della recrudescenza del Covid-19. L’Argentina è alle prese con un significativo aumento della curva dei contagi, uno sviluppo dovuto anche all’avvicinarsi dell’inverno, dato che la nazione si trova nell’emisfero australe. Il numero di nuovi casi giornalieri è significativo ed in diverse occasioni ha superato le 30mila e persino le 40mila nuove infezioni nell’arco di ventiquattro ore. Questa situazione ha spinto Alberto Fernández, che ha affermato che il paese sta sperimentando il peggior momento della pandemia, a imporre nove giorni di lockdown con coprifuoco alle 18 e divieto, per i cittadini, di allontanarsi eccessivamente dal proprio domicilio.

Uno sguardo più ampio

Instabilità politica, stagnazione economica e Covid-19 hanno colpito duramente l’America Latina. La regione ha perso oltre 34 milioni di posti di lavoro, secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e molte nazioni, come Brasile e Perù, hanno aumentato la spesa pubblica per stimolare le proprie economie. Gli stimoli di oggi sono però destinati a trasformarsi nei debiti di domani ed anche chi ha provato ad agire per tempo, come la Colombia, si è trovato invischiato nel problema. Qui il governo del presidente Ivan Duque ha provato a far passare un pacchetto di riforme del sistema delle imposte per accrescere i profitti mediante la tassazione ma ha poi dovuto ritirarlo in seguito a significative proteste di piazza. La distribuzione dei vaccini per il Covid-19 continua ad essere bassa in tutta la regione e molti paesi non daranno vita ad inoculazioni su larga scala sino alla fine del 2021 o nel 2022. L’inefficienza ha spinto i residenti più ricchi a recarsi negli Stati Uniti per farsi vaccinare.I mercati locali sono minacciati da politici che vogliono implementare misure di controllo dell’economia e che sono contrari alle liberalizzazioni. In Perù Pedro Castillo, populista di sinistra, è favorito per la vittoria alle presidenziali ed ha promesso nazionalizzazioni. In Messico il presidente Andrés Manuel López Obrador è in favore di un capitalismo statalizzato mentre in Colombia il progressista Gustavo Petro potrebbe emergere alle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE