<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Corno d&#039;Africa Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/corno-dafrica/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/corno-dafrica</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Apr 2023 12:51:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Corno d&#039;Africa Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/corno-dafrica</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Golpe in Sudan: chi sono e cosa vogliono le Rsf</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/golpe-in-sudan-chi-sono-e-cosa-vogliono-le-rsf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 18:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato Sudan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=392833</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad appena due anni dall&#8217;ultimo golpe, il Sudan vede di nuovo la sua capitale messa a ferro e fuoco dalle forze armate. A seminare il panico sono le Rapid Support Forces (Rsf), che si contendono il palazzo presidenziale e le sedi delle reti delle comunicazioni con l&#8217;esercito regolare; gli scontri hanno già causato oltre 180 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/golpe-in-sudan-chi-sono-e-cosa-vogliono-le-rsf.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/golpe-in-sudan-chi-sono-e-cosa-vogliono-le-rsf.html">Golpe in Sudan: chi sono e cosa vogliono le Rsf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230418192722640_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_588569-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad appena due anni dall&#8217;ultimo golpe, il <strong>Sudan</strong> vede di nuovo la sua capitale messa a ferro e fuoco dalle forze armate. A seminare il panico sono le <strong>Rapid Support Forces</strong> (Rsf), che si contendono il palazzo presidenziale e le sedi delle reti delle comunicazioni con l&#8217;esercito regolare; gli scontri hanno già causato oltre 180 vittime civili. La prospettiva del passaggio dei poteri ad un governo civile si allontana, mentre il Paese si avvicina pericolosamente sulla guerra civile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono le milizie che stanno combattendo in Sudan</h2>



<p>Le Rapid Support Forces, che oggi contano circa 100mila combattenti in tutto il Sudan, sono nate nel 2013 come evoluzione della famigerata <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-janjaweed-i-demoni-a-cavallo-del-genocidio-in-darfur.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milizia Janjaweed,</a> che a partire dal 2003 ha combattuto in <strong>Darfur</strong> per reprimere una ribellione contro il governo di Khartoum. Quelle azioni militari sono valse all&#8217;allora presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-omar-al-bashir-presidente-che-il-sudan-vuole-fare-dimettere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Omar al-Bashir </a>e ai leader Janjaweed svariate accuse di <strong>crimini di guerra</strong>, crimini contro l&#8217;umanità e di genocidio da parte della Corte Penale Internazionale. Diversi osservatori dei diritti umani <a href="https://www.washingtonpost.com/world/africa/sudanese-leader-says-he-has-been-wrongly-maligned-over-darfur-conflict/2014/12/23/bcf1a370-86d5-11e4-abcf-5a3d7b3b20b8_story.html?utm_term=.ccf34d6df503&amp;itid=lk_inline_manual_5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermano</a> che tra il 2003 e il 2008, nell&#8217;Ovest del Paese, <strong>gruppi militari e paramilitari</strong> inviati dal governo hanno saccheggiato e bruciato villaggi interi abitati da comunità principalmente non-arabe. In quel periodo, l&#8217;esercito regolare attaccava i ribelli con incursioni aeree e artiglieria pesante. La <strong>velocità d&#8217;azione da terra</strong> era fondamentale negli attacchi nelle aree aride e rurali della regione occidentale; sono così diventate tristemente celebri le immagini dei combattenti Janjaweed prima, e Rsf poi, armati di mitra sul dorso di cavalli o cammelli o nel cassone di pick-up, che miravano a ribelli e civili senza distinzioni. In quell&#8217;occasione, la milizia aveva costituito un elemento chiave nella permanenza al potere del governo Bashir.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di al-Bashir</h2>



<p>Gli eventi di questi giorni sono più facilmente interpretabili rivolgendo lo sguardo al passato recente. Nei suoi ultimi anni al potere, il presidente al Bashir ha fatto quello che Alan Boswell, direttore del Progetto per il Corno d&#8217;Africa del Crisi Group, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2023/4/16/sudan-unrest-what-is-the-rapid-support-forces" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha definito</a> <em>coup proofing</em>, ovvero &#8220;impermeabilizzazione ai colpi di stato&#8221;. Per cementare la sua permanenza al potere, preoccupato che gli organi di sicurezza potessero diventare abbastanza forti da sfidarlo, al-Bashir ha permesso la <strong>proliferazione di gruppi armat</strong>i e centri di potere locali che era convinto (ingenuamente, come la storia seguente avrebbe dimostrato) di poter controllare. Così, il rovesciamento del suo regime ha lasciato dietro di sé una grande <strong>confusione in termini di corpi armati e istituzioni di sicurezza</strong>; il rischio che le diverse componenti si potessero scontrare era infatti preannunciato da tempo. </p>



<p>La <strong>dimensione quasi commerciale</strong> nella quale si era super-sviluppato l&#8217;apparato di sicurezza statale è stato uno dei motivi principali del colpo di stato 2021. Il primo ministro ad interim Abdalla Hamdok, incaricato di traghettare il Paese ad un governo civile, avrebbe dovuto riorganizzare la forze di sicurezza, ma i capi militari che avevano tratto tanto profitto dalla loro posizione non erano pronti a lasciarla. </p>



<p>Il problema che si ripropone oggi è, <em>mutatis mutandis</em>, lo stesso: il nodo principale su cui si scontrano le formazioni rispettivamente fedeli al presidente Abdel Fattah al-Burhan (l&#8217;esercito regolare, Sudanese Armed Forces) e al vice presidente Mohamed Hamdan Dagalo – comunemente noto come Hemeti (le Rapid Support Forces appunto) è che per attuare la <strong>transizione ad un governo civile</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/allineamenti-opposti-in-gara-a-khartum.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">promessa</a> dalla giunta di al-Burhan, la <strong>riorganizzazione delle forze armate</strong> rappresenta una condizione necessaria. Questa comporterebbe l&#8217;integrazione delle Rsf nell&#8217;apparato di sicurezza statale, ma il disaccordo sul come e quando effettuare questa operazione è tale da trascinare il Paese in una <strong>guerra civile.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il generale Hemeti</h2>



<p>Come riportato dal <em>Washington Post</em>, il leader del gruppo armato, Hemeti, è di umili origini, cresciuto come allevatore di cammelli in una tribù del Darfur. Originariamente aveva preso parte alla ribellione lui stesso, per poi passare dalla parte di governo di Khartoum come militare. Sotto la sua guida, le Rsf si sono velocemente trasformate in una <strong>potente milizia di mercenari</strong>, che negli anni è stata schierata in Yemen nelle fila della coalizione a guida Saudita, e in Libia al soldo degli Emirati Arabi Uniti. L&#8217;ambizione di Hemeti a guadagnare influenza a livello regionale lo ha portato a collaborare anche con il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/gruppo-wagner.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo Wagner</a>: la compagnia russa gli ha garantito un dispositivo di sicurezza necessario a proteggere il suo business di estrazione aurifera nel sud del Sudan.  </p>



<p>La milizia che fa capo ad Hemeti è <strong>cresciuta velocemente</strong> negli ultimi anni: presentandosi come protettore dei sudanesi a lungo trascurati dal governo di Khartum, il vice presidente ha condotto una campagna di reclutamento particolarmente fruttuosa nelle aree occidentali del Sudan, in quelle più povere vicine al Mar Rosso e lungo il confine con il Sud Sudan, ingrossando di molto le fila delle Rapid Support Forces.  </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-392980" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230419144806782_cfc00d3bb226544851d915c4faa763e2-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">04 agosto 2019, Khartum, Sudan. Il vicepresidente del Comitato Militare di Transizione Mohamed Hamdan Dagalo (Hemeti) EPA/MARWAN ALI</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;evoluzione del corpo paramilitare </h2>



<p>Già nel 2010, la milizia operava parallelamente alle forze di sicurezza regolari come unità di risposta rapida. Gli ex-Janjaweed venivano inviati dal presidente al-Bashir anche oltre il Darfur per rispondere alle violenze tribali lungo i confini del Sudan. Il corpo ha sempre avuto un&#8217;<strong>impronta clientelare</strong>: per cementare la fedeltà dei combattenti, il presidente era solito ricompensare i comandanti con premi personali, che li hanno resi negli anni molto ricchi e potenti. Tuttavia, le élite militari tradizionali delle Sudanese Armed Forces guardavano ai membri Rsf come rozzi allevatori e combattenti di seconda classe. La <strong>competizione</strong> per il primato tra le diverse componenti armate era chiara già durante il regime Bashir, ma funzionale agli scopi del Presidente. </p>



<p>Tuttavia, nel colpo di Stato del 2019 che ha rovesciato la dittatura al Bashir le due forze hanno <strong>cooperato</strong>. E sempre insieme sono stati schierati, sia nel 2019 che nel 2021, per sedare le proteste pro-democrazia che avevano seguito i colpi di stato dell&#8217;esercito. Già prima degli scontri di questi giorni, <a href="https://sudantribune.com/article271400/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le stime</a> parlavano di più di un centinaio di attivisti uccisi sia dalle Rsf che dall&#8217;esercito regolare, e centinaia di altri arrestati e mai condotti a processo. Per quattro anni, i due schieramenti armati sono riusciti a collaborare per mantenere le proprie <strong>posizioni di potere,</strong> ma il 15 aprile la tensione è infine scoppiata in scontro aperto. </p>



<p>Includendo una <strong>forza aerea</strong> – seppur esigua – l&#8217;esercito regolare sudanese ha un vantaggio materiale sulle Rsf, e a <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/04/15/sudan-fighting-paramilitary-hemedti-khartoum/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">detta degli esperti</a> è meglio posizionato per <strong>difendere infrastrutture chiave</strong>. Dal momento che le Rsf hanno tradizionalmente combattuto in aree rurali, i suoi combattenti non sono ben addestrati per la <strong>guerra urbana</strong> in una città densamente popolata come Khartoum. Infatti, già domenica 16 aprile l&#8217;esercito regolare sembrava avere la meglio nella capitale, avendo colpito numerosi obiettivi Rsf con raid aerei. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La trappola sudanese </h2>



<p>L&#8217;esercito regolare e le Rsf sono ora ai ferri corti perché hanno visioni diverse su come consolidare il proprio potere. Secondo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=p-pKK3y4s_Y&amp;ab_channel=AlJazeeraEnglish" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kholood Khair</a>, direttrice di un think tank che studia la transizione sudanese, la realtà è che nessuno nei due è disposto a rispettare forme di <strong>controllo democratico</strong> né ha intenzione di improntare una <strong>riforma della sicurezza</strong>, elementi che limiterebbero di molto il loro potere. L&#8217;analista politica sudanese aggiunge che è possibile che i due abbiano fomentato l&#8217;escalation proprio per ottenere <strong>concessioni dalle fazioni pro-democrazia</strong> per poi ridimensionare il conflitto con un margine d&#8217;azione più ampio di prima, e meno pressione internazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/golpe-in-sudan-chi-sono-e-cosa-vogliono-le-rsf.html">Golpe in Sudan: chi sono e cosa vogliono le Rsf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa c&#8217;entra la guerra in Ucraina con il Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-centra-la-guerra-in-ucraina-con-il-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 07:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=356373</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regione del Corno d’Africa sta attraversando il più grave periodo di siccità degli ultimi quarant’anni, secondo l’International Rescue Committee (Irc). L’Etiopia e la Somalia in particolare sono quelle più soggette e figurano entrambe nella Emergency Watchlist 2022 dell’Irc come paesi a rischio umanitario. La guerra in Ucraina ha dato un ulteriore botta ai due &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-centra-la-guerra-in-ucraina-con-il-corno-dafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-centra-la-guerra-in-ucraina-con-il-corno-dafrica.html">Cosa c&#8217;entra la guerra in Ucraina con il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220511003729731_10da412fb4b74ede508b7d514ab2f26e-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La regione del Corno d’Africa sta attraversando il più grave periodo di siccità degli ultimi quarant’anni, secondo l’International Rescue Committee (Irc). L’Etiopia e la Somalia in particolare sono quelle più soggette e figurano entrambe nella Emergency Watchlist 2022 dell’Irc come paesi a rischio umanitario. La guerra in Ucraina ha dato un ulteriore <i>botta</i> ai due paesi a causa dell’aumento dei prezzi che ha causato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Siccità, carestia, fame</h2>
<p>Il cambiamento climatico si sa, ha cambiato territori ed aspettative dell’intero globo e il Corno d’Africa è una delle zone che è stata più colpita. Qua la siccità ha prosciugato la maggior parte delle fonti d’acqua e di conseguenza i raccolti, già scarsi, e l’allevamento di bestiame sono diventati quasi impossibili. La terra è arida, e non solo nelle zone desertiche o storicamente aride, ma anche in zone prettamente pluviali e quindi più fertili dell’Etiopia e della Somalia. Secondo le nazioni unite la siccità ha obbligato più di 13 milioni di persone alla fame. In Somalia quasi un terzo della popolazione, che già vive sotto la soglia di povertà a causa della crisi economica, non riesce più a nutrirsi. L’Etiopia a causa della guerra con l’Eritrea nella regione del Tigray, a nord del paese, ha milioni di persone da dover sfamare attraverso aiuti umanitari, nonostante la mancanza di mezzi. Qua l’insicurezza alimentare è più diffusa che mai negli ultimi sei anni. Si teme che la continua siccità possa portare a una perdita di vite enorme come accadde nel 2011 quando uscire 260.000 persone solo in Somalia. Il surriscaldamento globale sta peggiorando enormemente il fenomeno della siccità poiché la regione è soggetta<span class="Apple-converted-space">  </span>a variazioni di temperature troppo frequentemente alternando periodi di siccità a periodi piovosi da un decennio a un altro. Le temperature diventano estreme e i periodi di pioggia portano a catastrofi naturali con inondazioni inusuali e catastrofiche per il territorio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ricordiamo anche l’evento devastante dell’infestazione di locuste a inizio 2020 provenienti dalla penisola araba che distrusse 300.000 tonnellate di cereali e centinaia di migliaia di ettari di terra coltivata. Anche la mano umana ha contribuito a ridurre le attività agricole della popolazione: la guerra civile in Etiopia e l&#8217;intensificarsi del conflitto etnico in Sudan hanno tutti contribuito alla distruzione di fattorie, all&#8217;esaurimento dei raccolti e a un peggioramento della crisi alimentare. Gli stati interessati non hanno i mezzi finanziari e tecnici per salvaguardare il territorio e per far fronte alla perdita degli agricoltori e dei pastori. I budget dipendono dagli aiuti internazionali. La regione ha quindi un disperato bisogno di aiuti internazionali ma l’ONU ha annunciato che solo il 3% dei 6 miliardi di dollari saranno stanziati a Etiopia, Somalia e Sud Sudan mentre il World Food Program ha annunciato di aver bisogno di 470 milioni di dollari entro settembre per sopperire alla carestia, soprattutto in Somalia.</p>
<h2>Gli effetti della guerra in Ucraina</h2>
<p>Le catene di approvvigionamento alimentare e ali aiuti internazionali erano già stati ridotti all’osso con la pandemia da Covid-19 e ora con lo scoppio della guerra in Ucraina e con il conseguente aumento dei prezzi del cibo, la situazione è diventata catastrofica. I programmi di aiuti si sono ridotti e il World Food Program ha dovuto drasticamente ridurre i pacchetti di aiuti ai rifugiati in Medio Oriente e in Africa Orientale. Quest’ultima dipende quasi completamente da grano, soia e orzo ucraino e russo: importa 84% del suo grano, dei quali 725 DALLA Russia e 18% dall’Ucraina. L’Eritrea ne dipende interamente.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-356453" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04-1024x615.png" alt="" width="1024" height="615" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04-1024x615.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04-300x180.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04-768x461.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04-1536x922.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-10-alle-13.35.04.png 1982w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altra onerosa conseguenza è quella dell’aumento dei prezzi che obbliga una grande fetta della popolazione alla fame e gli agricoltori a non poter più sostenere i costi di produzione. In Somalia il carburante è aumentato del 30%, 20 litri di olio sono passati da 32 a 55 dollari e il costo dei fagioli è raddoppiato. Il prezzo del pane, uno dei mezzi di sostentamento della popolazione, è raddoppiato dall’inizio dell’invasione russa e le importazioni di grano sono diminuiti del 60% secondo l’Islamic Relief. I paesi si ritrovano così a elemosinare aiuti umanitari che scarseggiavano già dall’inizio della guerra e il World Food Program ha annunciato che a causa dell’inflazione il prezzo dei pacchetti è aumentato del 23% (36% in Somalia e 66% in Etiopia) portando così l’organizzazione a decidere a chi destinare i pacchetti, facendo compromessi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il problema che affligge questi paesi più di quelli in Medio Oriente e Nord Africa è quello dell&#8217;incapacità dei governi di far fronte all&#8217;emergenza. In un<a href="https://www.voanews.com/a/ukraine-war-to-compound-hunger-poverty-in-africa-experts-say/6492430.html"> intervista</a> realizzata da Voa News a Peter Kamalingin, capo del programma Pan Africa di Oxfam International, si evince che gli stati in questione hanno dovuto far fronte a un crescente problema di debito pubblico e che almeno due terzi delle spese vengono impiegato proprio in questo. Ciò significa che poco o niente rimane per gli investimenti o per gli aiuti ad agricoltori e piccoli imprenditori adesso in difficoltà a causa della guerra in Ucraina. I governi non investono in niente ed il carico arriva sulle spalle delle famiglie che con l&#8217;aumento dei prezzi si ritrova a non saper cosa mettere in tavola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-centra-la-guerra-in-ucraina-con-il-corno-dafrica.html">Cosa c&#8217;entra la guerra in Ucraina con il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritorno della Russia nel Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-della-russia-nel-corno-d-africa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 07:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=318729</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kenya forze di sicurezza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il corno d&#8217;Africa è una delle regioni più geostrategiche del continente, trattandosi di una naturale testa di ponte in grado di proiettare chi vi risieda verso una moltitudine di direzioni, quali Aden, Africa centro-meridionale, Arabia, Egitto, Mar Rosso, oceano Indiano e Suez. Il possesso di un avamposto nel Corno, terra conflittuale ma nodale, è una garanzia di ritorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-della-russia-nel-corno-d-africa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-della-russia-nel-corno-d-africa.html">Il ritorno della Russia nel Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kenya forze di sicurezza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Kenya-forze-di-sicurezza-La-Presse-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il corno d&#8217;Africa è una delle regioni più geostrategiche del continente, trattandosi di una naturale testa di ponte in grado di proiettare chi vi risieda verso una moltitudine di direzioni, quali Aden, <span style="font-size: 1rem;">Africa centro-meridionale,</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">Arabia, </span><strong style="font-size: 1rem;">Egitto</strong><span style="font-size: 1rem;">, </span><span style="font-size: 1rem;">Mar Rosso, oceano Indiano e</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">Suez. Il possesso di un avamposto nel Corno, terra conflittuale ma nodale, è una garanzia di ritorno economico, anche immediato; questo è il motivo alla base della centralità da esso rivestita nell&#8217;ambito delle tre corse all&#8217;Africa: quella ottocentesca, quella guerrafreddesca e quella attuale.</span></p>
<p>Oggi, rispetto al passato, il Corno ha cessato di essere un protettorato informale italiano, e a latere europeo, assumendo la forma di una trincea nella quale si incontrano e scontrano le principali potenze eurasiatiche, <em>in primis</em> <a href="https://it.insideover.com/politica/corno-africa-turchia-italia.html">Turchia</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-gibuti-alle-maldive-la-cina-amplia-i-suoi-stabilimenti-allestero.html">Cina</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-sbarca-in-africa-turchia-iran.html">Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti</a>, e che nei tempi recenti è stata allargata con il ritorno in loco di un vecchio giocatore: la <strong>Russia</strong>.</p>
<h2>I russi in Etiopia</h2>
<p>La presenza russa nel Corno d&#8217;Africa è di gran lunga antecedente all&#8217;intromissione guerrafreddesca dell&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> nel continente nero in chiave antioccidentale. I primi contatti tra la Russia e l&#8217;<strong>Etiopia</strong>, ad esempio, che si debbono alla vena ecumenica dei chierici e dei mercanti-navigatori, risalgono al quindicesimo secolo. E nell&#8217;attuale <strong>Gibuti</strong> – casa di basi militari di <strong>Cina</strong>, <strong>Francia</strong>, <strong>Germania</strong>, <strong>Giappone</strong>, <strong>Italia</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> e prossimamente anche dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> –, i russi tentarono senza successo di costruire la &#8220;Nuova Mosca&#8221; nel 1889, dando vita alla breve epopea coloniale di <strong>Sagallo</strong>.</p>
<p>Russa l&#8217;artiglieria da montagna che avrebbe aiutato gli etiopi a sconfiggere l&#8217;esercito italiano ad Adua nel 1896 e sovietiche le armi che avrebbero aiutato la giunta militare socialisteggiante del Derg a sorreggersi fra il 1974 e il 1987; quello fra Mosca e Addis Adeba è un rapporto cordiale e fondato su basi tanto storiche quanto identitarie – il fattore ortodossia – che negli anni recenti è stato rinverdito grazie all&#8217;apporto di nuova linfa vitale.</p>
<p>Oggi come in passato, commercio e fede contribuiscono in maniera determinante al mantenimento in salute del sodalizio fra Mosca e Addis Adeba, come dimostrano i periodici incontri fra chierici russi ed etiopi, nella stessa maniera in cui le vendite di armamenti vengono giustificate nell&#8217;ottica della difesa dalle aggressioni, sia di origine interna (civile) sia di origine esterna (imperialismo).</p>
<p>Gli eventi recenti sembrano suggerire che il tempo non abbia eroso eccessivamente l&#8217;antico legame: l&#8217;arrivo dello Sputnik V in loco, il coinvolgimento della diplomazia russa <a href="https://apnews.com/article/global-trade-egypt-cairo-moscow-suez-canal-d090a2f5edee60aec9a97369c5235faf">nell&#8217;intermediazione</a> tra Addis Adeba e Il Cairo in merito alla Grande diga del millennio e nell&#8217;aprile 2021 <a href="https://borkena.com/2021/04/15/ethiopia-russia-nuclear-energy-agreement/#:~:text=The%20Ministry%20of%20Foreign%20Affairs,public%20opinion%20on%20Nuclear%20Energy.">un memorandum d&#8217;intesa</a> della Rosatom con il governo etiope per lo sviluppo del nucleare civile nella nazione.</p>
<h2>Tra Sudan e Kenya</h2>
<p>La presenza del Cremlino è meno marcata al di fuori dell&#8217;Etiopia – conseguenza di una latitanza ventennale –, ma negli anni recenti si è assistito ad un&#8217;<a href="https://risingpowersproject.com/quarterly/russias-renewed-interests-in-the-horn-of-africa-as-a-traditional-and-rising-power/">intensificazione delle attività diplomatiche e militari</a> tra il Corno e il suo circondario marittimo. La Russia, oggi, rifornisce la <strong>Somalia</strong> di armi nel quadro della lotta ad <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">Al-Shabaab</a> – nella speranza-aspettativa di divenire un partner securitario di primo livello –, sta utilizzando la diplomazia nucleare per corteggiare il <strong>Kenya</strong> – <a href="https://www.globalconstructionreview.com/news/rosatom-offers-finance-and-bu7ild-ke7nyas-fi7rst/">Rosatom vorrebbe costruire e finanziare la prima centrale atomica della nazione</a> – e partecipa attivamente alla sicurezza regionale dal 2008, anno del primo invio di unità navali nel golfo di Aden in chiave anti-pirateria.</p>
<p>Il lancio del vertice Russia-Africa e il protagonismo diplomatico non hanno impedito alla Russia di sperimentare direttamente le implicazioni dell&#8217;entrata in ritardo nel paragrafo africano della competizione tra grandi potenze. Il Gibuti, ad esempio, il &#8220;posto al Sole di tutti&#8221;, dove persino il Giappone ha una presenza militare, si è lasciato vincere dalle pressioni provenienti dal Cremlino soltanto a metà:<a href="https://www.reuters.com/article/health-coronavirus-russia-vaccine-angola-idINR4N2K301A"> sì allo Sputnik V</a>, no ad una base. Idem l&#8217;Eritrea: sì ad armi e mezzi militari, no ad un avamposto fisso. E il Kenya, nonostante l&#8217;anelito di entrare nel club delle potenze del nucleare civile, non ha ancora avviato le pratiche per traslare il memorandum con la Rosatom dalla carta alla realtà.</p>
<p>La situazione non è meno complicata in <strong>Sudan</strong>, dove nel novembre 2020, al termine di tre anni di negoziati, <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-base-sudan.html">la Russia aveva ottenuto l&#8217;apertura di un centro logistico nell&#8217;area di Port Sudan</a>. Un sito operativo ad uso e consumo esclusivi di Mosca, oggetto di una concessione venticinquennale (e rinnovabile), in cambio di armamenti, strumentazione militare e un sistema di difesa aerea. Un affare ampiamente (e giustamente) pubblicizzato, che, se realizzato, consentirebbe alla Russia di avere una presenza in una delle aree-chiave del globo,<a href="https://www.insideover.com/economy/the-time-has-come-for-a-talk-about-the-arctic-route.html"> dove transita il 13% del commercio mondiale</a>. Un affare che, però, nell&#8217;aprile 2021 era stato sospeso dalla parte sudanese e sul cui fato, oggi, aleggia lo spettro dei precedenti eritreo e gibutiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-della-russia-nel-corno-d-africa.html">Il ritorno della Russia nel Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Kenya al&#8217;India: il 2020 è l&#8217;anno (anche) delle locuste</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dal-kenya-alindia-il-2020-e-lanno-anche-delle-locuste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 15:52:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Locuste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=278050</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Locuste in Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le &#8220;piaghe&#8221; che il 2020 sembra voler riservare all&#8217;umanità non sembrano ancora terminate. Dopo la prima crisi avvenuta quest&#8217;inverno, infatti, un altro grande nemico della popolazione africana si è presentato nuovamente alle porte, la locusta, famosa per i suoi sciami che divorano quotidianamente aree coltivate grandi quanto intere province. E soprattutto, portare fame e carestie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-kenya-alindia-il-2020-e-lanno-anche-delle-locuste.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-kenya-alindia-il-2020-e-lanno-anche-delle-locuste.html">Dal Kenya al&#8217;India: il 2020 è l&#8217;anno (anche) delle locuste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Locuste in Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Invasione-locuste-in-Africa-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le &#8220;piaghe&#8221; che il 2020 sembra voler riservare all&#8217;umanità non sembrano ancora terminate. Dopo la prima crisi avvenuta quest&#8217;inverno, infatti, un altro grande nemico della popolazione africana si è presentato nuovamente alle porte, la <strong>locusta</strong>, famosa per i suoi sciami che divorano quotidianamente aree coltivate grandi quanto intere province. E soprattutto, portare fame e carestie nella zona invasa, che quest&#8217;anno copre un territorio che si estende dal Kenya all&#8217;India.</p>
<h2>Il dramma delle piogge</h2>
<p>Si dice spesso &#8211; a ragione &#8211; che uno dei problemi che vessa l&#8217;agricoltura dell&#8217;Africa sia la scarsità di <strong>piogge</strong>, che rende particolarmente difficoltosa la produzione agricola del continente. Tuttavia, in casi come quest&#8217;anno dove le piogge sono arrivate anche al di fuori della stagione il risultato è stato catastrofico, con le locuste che hanno trovato l&#8217;ambiente perfetto per riprodursi.</p>
<p>In questo scenario, stando a quanto riportato dal <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2020/jun/08/rolling-emergency-of-locust-swarms-decimating-africa-asia-and-middle-east"><em>Guardian</em></a>, il rischio è che la piaga venga portata avanti per tutto il 2020, con <strong>danni incalcolabili</strong> per l&#8217;agricoltura del Corno d&#8217;Africa, dello Yemen e dell&#8217;Asia meridionale. E se poca acqua porta alla distruzione dei raccolti, troppa e soprattutto fuori stagione rinforza le capacità riproduttive degli sciami di locuste, in grado di arrecare gravissimi problemi alle economie dei Paesi colpiti, causando carestie e conseguente aumento del prezzo dei prodotti agricoli.</p>
<h2>Una crisi &#8220;rotativa&#8221; alle porte del Pakistan</h2>
<p>Il fenomeno di quest&#8217;anno è stato definito come un <strong>evento rotativo</strong>, in grado di riproporsi a più riprese su tutte le aree attualmente colpite. L&#8217;intensità della piaga ha raggiunto delle dimensioni tali per cui qualsiasi mezzo attualmente in possesso delle comunità &#8211; come pesticidi e dotazioni aeree per la loro diffusione &#8211; non sono sufficienti a fermare l&#8217;avanzata delle locuste. E se si considera che il solo Kenya ha subito in questo momento la più grande invasione degli ultimi 70 anni, la dimensione del fenomeno appare particolarmente preoccupante.</p>
<p>In questo momento, lo sciame di più grandi dimensioni è diretto alle porte del Pakistan, Paese già alle prese con il picco dei contagi di <strong>Covid-19</strong> che hanno portato all&#8217;attuazione di un lockdown che ha messo in ginocchio le famiglie più povere della regione. Secondo le stime effettuate dagli organi locali e riportate da <em><a href="https://www.pakistantoday.com.pk/2020/05/31/locust-attack-may-cause-8-71bn-loss-to-economy-expert/">Pakistan Today</a></em>, i danni attesi dal passaggio delle locuste sono stimati di oltre <strong>8 miliardi</strong> di dollari, pari al 75% della produzione totale dell&#8217;agricoltura pakistana. E in questo scenario, lo stesso destino è quello che sembra attendere la vicina India, la quale versa in condizioni sostanzialmente speculari a quelle del Paese vicino.</p>
<h2>Il dramma dell&#8217;aumento dei prezzi</h2>
<p>Con la decimazione delle produzioni agricole e con le difficoltà degli allevatori nello sfamare il bestiame, la diretta conseguenza &#8211; che si è già potuta verificare nel Sud Sudan &#8211; è quella dettata dall&#8217;aumento esponenziale dei <strong>prezzi</strong> dei prodotti che arrivano sui mercati. In una situazione di crisi come quella che si sta attraversando in questo momento la combinazione tra contrazione delle entrate e l&#8217;aumento del costo della vita rischia di avere esiti drammatici in tutta l&#8217;Africa orientale e nell&#8217;Asia meridionale.</p>
<p>Mentre da un lato infatti l&#8217;economia sia regolare che informale hanno subito una drastica contrazione a causa delle misure di lockdown e del rallentamento dei commerci, la scarsità di prodotti ha la diretta conseguenza di accrescere il valore degli stessi, dimezzando ulteriormente il <strong>potere d&#8217;acquisto</strong> delle famiglie. Se nelle campagne ciò potrebbe essere in parte mitigato dalla produzione diretta, il vero problema si riversa nelle periferie dei grandi centri abitati, dove le famiglie sono più numerose e non hanno la possibilità di accedere alle risorse necessarie alla sussistenza. E in questo scenario, la popolazione più povera dell&#8217;intera area rischia ancora una volta di cadere nella morsa della <strong>carestia</strong>, con gravi danni che si ripercuoteranno purtroppo anche negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-kenya-alindia-il-2020-e-lanno-anche-delle-locuste.html">Dal Kenya al&#8217;India: il 2020 è l&#8217;anno (anche) delle locuste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Stati Uniti puntano all&#8217;Etiopia per dominare il Corno d&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-puntano-alletiopia-per-dominare-il-corno-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 16:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=259547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia-Stati Uniti: segretario di Stato Pompeo ad Addis Abeba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo la visita del Segretario di Stato americano Mike Pompeo ad Addis Abeba, i rapporti tra i due Paesi sembrano essersi avvicinati ulteriormente oltre ai grandi passi in avanti fatti negli ultimi anni, come riportato dall&#8217;agenzia di stampa Reuters. Gli Usa si sarebbero infatti impegnati a sostenere economicamente il piano di riforme sociale e politico del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-puntano-alletiopia-per-dominare-il-corno-dafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-puntano-alletiopia-per-dominare-il-corno-dafrica.html">Gli Stati Uniti puntano all&#8217;Etiopia per dominare il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Etiopia-Stati Uniti: segretario di Stato Pompeo ad Addis Abeba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mike-Pompeo-in-Etiopia-La-Presse-e1582214967522-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo la visita del Segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong> ad Addis Abeba, i rapporti tra i due Paesi sembrano essersi avvicinati ulteriormente oltre ai grandi passi in avanti fatti negli ultimi anni, come riportato dall&#8217;agenzia di stampa <a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-pompeo-ethiopia/u-s-to-offer-financial-support-for-ethiopia-political-reforms-pm-idUSKBN20C14V"><em>Reuters</em></a>. Gli Usa si sarebbero infatti impegnati a sostenere economicamente il piano di riforme sociale e politico del governo in carica di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/abiy-ahmed-primo-ministro-etiope-pace-leritrea.html">Abiy Ahmed</a> e che dovrebbero &#8211; almeno nel progetto &#8211; accrescere le libertà del popolo etiope e allontanarlo dalle paure degli scorsi anni.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato dallo stesso Pompeo, la pacificazione con l&#8217;Eritrea, la liberazione dei detenuti politici ed il piano di riforme già messe in atto rispecchiano un Paese che desidera il cambiamento e nel quale fondamentale è stata l&#8217;iniziativa popolare. Tuttavia, dalla stessa chiusura al resto del Mondo del Paese sino al 2018 e dalla sostanziale nazionalizzazione delle principali industrie deriva anche l&#8217;interesse americano di entrare prepotentemente sul mercato, al momento ancora slegato da vincoli commerciali con le altre grandi potenze mondiali.</p>
<h3>Gli interessi americani nel Corno d&#8217;Africa</h3>
<p>Il panorama economico dell&#8217;Etiopia non è ancora in linea con gli standard della regione, soprattutto a causa della cattiva gestione economica e politica del Paese negli scorsi governi. Tuttavia, le potenziali fornite dal territorio sono molto interessanti, se si considera in modo particolare come al momento si possa ancora operare nella quasi totale <strong>assenza di avversari</strong>. In questo scenario, offrendo in cambio il proprio sostegno economico gli Stati Uniti mirano ad ottenere delle condizioni di favore per i futuri e probabili investimenti nella regione, con molti settori che devono ancora essere adeguatamente sviluppati. Tra questi sono presenti gli ambitissimi <strong>giacimenti di oro e di platino</strong> della regione sulla quale le società americane avrebbero un sicuro interesse d&#8217;investimento; specularmente alle industrie del <strong>petrolio</strong>, considerando la ricchezza di combustibili fossili del Corno d&#8217;Africa.</p>
<p>Le aperture e gli elogi degli americani celano quindi un fine economico nella regione, considerando anche come l&#8217;Etiopia possa essere considerato allo stato attuale l&#8217;ultimo dei mercati ancora grezzi della regione; in uno scenario decisamente appetibile per le grandi cordate statunitensi e per lo stesso governo americano. Tutto ciò, con il placet governativo locale, che dalla collaborazione con la Casa Bianca otterrebbe importanti finanziamenti in grado di sostenere gli ingenti piani di <strong>riforme sociali</strong> di cui necessita il Paese.</p>
<h3>L&#8217;Etiopia come punto di osservazione del Corno d&#8217;Africa</h3>
<p>Data la conformazione geografica del territorio, l&#8217;Etiopia darebbe agli Stati Uniti un altro grandissimo vantaggio che probabilmente è proprio il fine primario di Pompeo: un <strong>punto di osservazione</strong> sui movimenti che avvengono nel Corno d&#8217;Africa. Con la presenza di interessi della Russia, della Cina e dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/lacqua-del-kenya-e-il-nuovo-petrolio-dellarabia-saudita.html">Arabia Saudita in Kenya</a> e in Somalia, una base di controllo in Etiopia permetterebbe di capire maggiormente le dinamiche dei mercati e come si sviluppa la presenza asiatica nella regione; minandone al tempo stesso l&#8217;efficienza. Inoltre, dopo la dichiarazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> riguardante la scoperta di un possibile <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-la-turchia-si-prende-anche-la-somalia.html">giacimento petrolifero</a> al largo della Somalia che Ankara si vorrebbe accaparrare, la necessità di entrare di prepotenza sul mercato del Corno d&#8217;Africa si è palesata anche nei palazzi di Washington, cui funzionari non si sono voluti far cogliere impreparati.</p>
<p>Come osservato dall&#8217;analista africano Antwi-Danso e riportato da<a href="https://www.dw.com/en/mike-pompeos-anti-china-africa-trip/a-52421032"> Deutsche Welle</a>, gli interessi americani sarebbero proprio da analizzare in un <strong>piano anti-cinese</strong>, nel tentativo di arginare la presenza di Pechino nel Continente. Infatti, oltre alla missione in Etiopia, Pompeo ha visitato anche Dakar e Luanda, nel tentativo di spingere verso una maggiore collaborazione con il Senegal e l&#8217;Angola. E in Etiopia, in fondo, l&#8217;analisi di base è pressoché la medesima.</p>
<p>Nonostante il ritiro dalla missione congiunta con la <strong>Francia</strong> in Sahel, gli Stati Uniti non hanno perso il proprio interesse verso l&#8217;Africa, come evidenziato dagli ultimi movimenti di Pompeo. Tuttavia gli Usa hanno preferito concentrare le proprie forze verso quei mercati che ancora avessero qualcosa da offrire: condizione che infatti non riscontrabile nel Sahara occidentale, dove Parigi possiede già la quasi totalità degli interessi economici e dei giacimenti minerari. Operatività che, in fondo, è riscontrabile in tutte le mosse estere che sono state attuate sotto l&#8217;attuale presidenza di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-puntano-alletiopia-per-dominare-il-corno-dafrica.html">Gli Stati Uniti puntano all&#8217;Etiopia per dominare il Corno d&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Corno d&#8217;Africa è invaso dalle locuste</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-corno-dafrica-e-invaso-dalle-locuste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=255439</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Locuste nel Corno d&#039;Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante la lotta alla fame nel mondo fosse uno dei principali obiettivi per il nuovo millennio, la decade in cui siamo appena entrati non ha lasciato ben sperare la popolazione del Corno d&#8217;Africa, alle prese con la peggiore invasione di locuste degli ultimi 25 anni. La piaga, che abitualmente attanaglia i popoli africani, ha colpito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-corno-dafrica-e-invaso-dalle-locuste.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-corno-dafrica-e-invaso-dalle-locuste.html">Il Corno d&#8217;Africa è invaso dalle locuste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Locuste nel Corno d&#039;Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Le-locuste-distruggono-i-campi-in-Africa-La-Presse-1024x709.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante la lotta alla fame nel mondo fosse uno dei principali obiettivi per il nuovo millennio, la decade in cui siamo appena entrati non ha lasciato ben sperare la popolazione del Corno d&#8217;Africa, alle prese con la peggiore <strong>invasione di locuste</strong> degli ultimi 25 anni. La piaga, che abitualmente attanaglia i popoli africani, ha colpito in modo particolarmente nefasto a causa del cambiamento climatico cui è stata soggetta la regione. Le forti piogge dello scorso anno unite ad un caldo record che ha invaso il Corno d&#8217;Africa ha permesso la riproduzione in massa degli insetti, che hanno così formato sciami enormi che stanno devastando le coltivazioni africane.</p>
<h3>Kenya, Etiopia e Somalia le regioni più colpite</h3>
<p>L&#8217;allarme era già stato lanciato dalla Fao all&#8217;inizio dell&#8217;anno, come riportato dalla testata giornalistica keniana <em><a href="https://www.nation.co.ke/counties/meru/Locusts-now-in-Meru--Isiolo-Counties/1183302-5411778-8w75i7/index.html">Nation</a></em>. Tuttavia, la gravità della situazione è apparsa chiara soltanto dopo che gli sciami di locuste hanno raggiunto le grandi coltivazioni della contea keniana di Meru, da cui dipende buona parte della produzione agricola ad uso interno del Paese. La <strong>distruzione dei raccolti</strong> unita al clima particolarmente torrido dell&#8217;ultimo anno ha provocato una crisi alimentare alla quale non si prevede soluzione nei prossimi mesi, al punto di aver mobilitato nella causa anche l&#8217;Ong Save The Children, che ha stimato oltre 4 milioni di infanti in pericolo di vita a causa della fame.</p>
<p>Oltre al Kenya (che non viveva una crisi del genere da oltre 70 anni) anche la Somalia e l&#8217;Etiopia sono state duramente colpite, con il fenomeno che si potrebbe estendere nei prossimi mesi anche al Sud Sudan. Questi territori, contrariamente al Kenya, erano già tediati dalla carestia e gli sciami di locuste hanno provveduto a peggiorare ulteriormente la situazione, dopo il loro arrivo dallo Yemen sul finire dello scorso autunno.</p>
<p>A peggiorare lo scenario c&#8217;è da considerare l&#8217;estrema <strong>inadeguatezza dei sistema di difesa</strong> dalle invasioni di locuste. Sebbene infatti nei Paesi siano presenti sia i pesticidi sia gli aerei per spargerli, tuttavia non sono presenti in numero sufficiente per far fronte alla crisi di quest&#8217;anno. In tutto il Kenya infatti sono soltanto 4 gli aerei adibiti al lavoro, con la necessità a questo punto per il governo di trovare oltre 70 milioni di dollari necessari a rafforzare le proprie difese dagli insetti. E nonostante a livello internazionale qualcosa stia iniziando a muoversi, la sensazione è che ormai i tempi siano estremamente stretti, se già non troppo avanzati per permettere il totale rientro della crisi.</p>
<h3>Sciami grandi quanto Parigi che distruggono le coltivazioni</h3>
<p>Secondo quanto riportato dalla testata <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/brutta-piaga-ndash-kenya-milioni-locuste-stanno-divorando-alberi-225212.htm"><em>Dagospia</em></a>, gli sciami di locuste possono avere dimensioni comprese tra il chilometro quadrato e le dimensioni di una megalopoli occidentale come Parigi. Dato inoltre il numero di insetti per ogni chilometro quadrato (40/80 milioni di unità), in una sola giornata essere possono mangiare risorse a sufficienza per sfamare metà della popolazione del Kenya.</p>
<p>L&#8217;impossibilità di difendersi in modo alternativo ai pesticidi rende inoltre i contadini africani completamente impreparati ed incapaci di gestire in autonomia la crisi: senza strumento di contrasto alcuno, nonostante i tentativi che sono comunque stati messi in atto dagli agricoltori e dalle forze dell&#8217;ordine. Secondo quanto riportato sempre dal <a href="https://www.nation.co.ke/counties/wajir/Locust-invasion-Wajir-desperate-measures/3444790-5405606-jial23z/index.html"><em>Nation</em></a>, nelle contee di confine con l&#8217;Etiopia la popolazione avrebbe utilizzato i clacson delle vetture e le forze dell&#8217;ordine avrebbero sparato colpi in aria nel tentativo di respingere l&#8217;invasione: tutti strumenti che alla lunga si sono rivelati inefficaci, come la lettura dei versi del <strong>Corano</strong> in richiesta di un miracolo divino.</p>
<p>La fame in questo modo colpisce in prima battuta lo stesso ceto agricolo del Paese, rischiando di <strong>decimare</strong> la popolazione delle campagne e danneggiando la futura capacità di produrre alimenti a sufficienza per sfamare il Paese senza ricorrere ad importazioni estere. Il rischio quindi che col passare dei giorni la crisi possa peggiorare la situazione del Corno d&#8217;Africa anche per gli anni a venire è sempre più ingombrante. Con le speranze della popolazione di vedere la fine della crisi che, giorno dopo giorno, diventano invece sempre più fievoli, contrariamente al numero dei parassiti che infestano ormai da tutto il mese il paesaggio agricolo dell&#8217;Africa orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-corno-dafrica-e-invaso-dalle-locuste.html">Il Corno d&#8217;Africa è invaso dalle locuste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Somalia, la &#8220;nuova&#8221; frontiera di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/somalia-la-nuova-frontiera-di-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 20:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shabaab]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=254338</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan Turchia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo aver garantito il suo appoggio in Libia a Fayez al Sarraj, la Turchia potrebbe espandere nel prossimo futuro la propria sfera di influenza economica anche sulla Somalia. Recep Tayyip Erdogan è stato destinatario nei giorni scorsi infatti di un progetto di collaborazione che, tra le altre cose, concerne la ricerca di petrolio al largo delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/somalia-la-nuova-frontiera-di-erdogan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/somalia-la-nuova-frontiera-di-erdogan.html">Somalia, la &#8220;nuova&#8221; frontiera di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan Turchia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Erdogan-minaccia-linvasione-della-Libia-La-Presse-e1579639408801-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo aver garantito il suo appoggio in Libia a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez al Sarraj</a>, la Turchia potrebbe espandere nel prossimo futuro la propria sfera di influenza economica anche sulla <strong>Somalia</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan </a>è stato destinatario nei giorni scorsi infatti di un progetto di collaborazione che, tra le altre cose, concerne la ricerca di <strong>petrolio</strong> al largo delle coste somale. <strong>Ankara</strong>, dal canto suo, ha tutta la volontà di sottrarre la fonte di profitto della vicina Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti &#8211; che si ritiene sostengano il movimento terrorista separatista di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-shabaab-somalia.html">Al Shabaab</a> &#8211; ed avrebbe accettato di inviare ingegneri nel territorio per le prime rilevazioni. La notizia, comunicata all&#8217;emittente televisiva <em>Ntv</em> e riportata da <a href="https://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/recep-tayyip-erdogan-will-in-somalia-nach-oel-suchen-lassen-a-0e2ab3d5-034b-4f5b-b492-eb9bfd021df7"><em>Der Spiegel</em></a>, sarebbe giunta dopo la partenza del leader turco dalla conferenza di Berlino. E si apre una nuova strada all&#8217;espansionismo commerciale della Turchia.</p>
<h3>La presenza turca in Somalia</h3>
<p>La presenza della Turchia nel territorio somalo risale al 2011, quando una grave carestia colpì la popolazione locale. Ankara fu tra i primi a soccorrere il popolo somalo, guadagnandosi la fiducia delle alte sfere politiche anche a seguito delle opere di sviluppo delle <strong>infrastrutture</strong> del territorio. Al tempo stesso, la Turchia ha potuto così gettare le basi per la collaborazione commerciale con il Paese, cui risorse sono attualmente poco sfruttate, sebbene abbiano negli ultimi anni attirato l&#8217;interesse di Riad e Abu Dhabi. La formazione dell&#8217;esercito locale tramite la supervisione delle squadre militari turche è stato infine fondamentale per stringere i rapporti tra i Paesi, gettando le ultime fondamenta per una collaborazione durevole negli anni.</p>
<p>Il <strong>forte legame</strong> con il governo di unità nazionale ha convinto la Somalia a richiamare l&#8217;attenzione della Turchia verso l&#8217;opportunità di ricerca (che diverrà di sfruttamento) di giacimenti petroliferi nei mari del Paese. Occasione, questa, che Erdogan ha deciso di cogliere al volo, disponendo già del personale qualificato a Mogadiscio in grado di iniziare le prime opere di rilevazione.</p>
<h3>I rapporti tra Turchia ed Al Shabaab</h3>
<p>Le profonde relazioni tra Ankara ed il governo riconosciuto hanno creato un forte odio tra l&#8217;organizzazione terroristica di <strong>Al Shabaab</strong> e le forze turche presenti nell&#8217;area. Gli attentati terroristici diretti agli ingegneri turchi si sono susseguiti negli anni, con una forte escalation proprio negli ultimi mesi (<a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/somalia-turkish-workers-wounded-deadly-al-shabab-car-bombing-200118134453840.html">l&#8217;ultimo attacco, risale al 20 gennaio</a>) e che potrebbe essere legata proprio alle volontà di collaborazione in campo estrattivo tra i due Paesi. Ad un qualsiasi intervento di natura commerciale, di conseguenza, sarà legato un dispiegamento maggiore delle truppe attive nella regione.</p>
<p>Nonostante la forte radicalizzazione al quale Erdogan sta portando il popolo turco rispetto agli anni precedenti il suo governo, i rapporti tra Ankara e Al Shabaab sono pessimi, anche a causa dell&#8217;appoggio (e delle forniture di armi) che l&#8217;organizzazione terroristica avrebbe dalla penisola arabica, cui Paesi sono interessati al mercato della Somalia.</p>
<h3>Come si sviluppa l&#8217;intervento turco</h3>
<p>Per stessa ammissione del presidente turco Erdogan, l&#8217;opera che Ankara ha intenzione di portare avanti in Somalia è speculare al progetto impostato per la Libia. In questo caso, agli ingegneri presenti nel territorio verrebbero affiancati ulteriori squadroni militari, aggiuntivi rispetto a quelli già operativi, col compito di garantire la sicurezza degli addetti ai lavori e contrastare le immaginabili ritorsioni di Al Shabaab. La definizione dei dettagli avverrà, come nel caso di Tripoli, dopo il passaggio parlamentare atteso nei prossimi giorni. Tuttavia, nulla lascia credere che la Turchia possa cambiare il proprio piano d&#8217;azione, data anche la difficile situazione di guerra civile che sta attraversando da anni la Somalia.</p>
<p>Dopo la Libia, dunque, la Turchia ha mosso lo sguardo verso il <strong>Corno d&#8217;Africa</strong>, anche con lo scopo di non permettere a Riad ed Abu Dhabi di accaparrarsi con troppa semplicità le ricchezze del territorio. Aggiungendo la missione al piano di ricerca petrolifera nel Mediterraneo orientale ed al sostegno a favore di Sarraj in Libia, il quadro di espansione turca dei prossimi anni è stato delineato: con Erdogan che sembra ormai intenzionato sempre di più a riportare la Turchia ai vertici commerciali e militari mondiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/somalia-la-nuova-frontiera-di-erdogan.html">Somalia, la &#8220;nuova&#8221; frontiera di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/371 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-05-21 01:17:35 by W3 Total Cache
-->