<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Primarie democratiche Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/primarie-democratiche/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/primarie-democratiche</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 08:03:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Primarie democratiche Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/primarie-democratiche</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Terremoto progressista nel Michigan: con Abdul El-Sayed la sinistra dem conquista il cuore industriale Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525441</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notte elettorale del Michigan consegna ai Democratici un segnale destinato a pesare ben oltre i confini dello Stato. Abdul El-Sayed, medico, ex dirigente della sanità pubblica di Detroit, ha conquistato la nomination democratica per il seggio al Senato lasciato libero dal ritiro di Gary Peters. Una vittoria arrivata al termine di una battaglia combattuta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Terremoto progressista nel Michigan: con Abdul El-Sayed la sinistra dem conquista il cuore industriale Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805122135820_6dfed0a0a4b50e5e9cfdc544cc51bda5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notte elettorale del <strong>Michigan</strong> consegna ai Democratici un segnale destinato a pesare ben oltre i confini dello Stato. <strong>Abdul El-Sayed</strong>, medico, ex dirigente della sanità pubblica di Detroit, ha conquistato la nomination democratica per il seggio al Senato lasciato libero dal ritiro di <strong>Gary Peters</strong>. Una vittoria arrivata al termine di una battaglia combattuta contro la deputata Haley Stevens, sostenuta da una parte consistente dell’apparato democratico e da importanti gruppi esterni.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://abdulforsenate.com/wp-content/uploads/2025/04/Group-1311-2.png" alt="" style="aspect-ratio:1.4037286542378191;width:584px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Il Michigan, Stato simbolo della classe operaia americana, della manifattura e del voto oscillante tra democratici e repubblicani, diventa il terreno dove la nuova sinistra Dem prova a dimostrare di poter uscire dalle grandi città progressiste e conquistare il <strong>Midwest</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Abdul El-Sayed</h2>



<p>“Ha studiato per diventare medico, ma si è reso conto che era la nostra politica corrotta a far ammalare le persone. Abdul ha dedicato tutta la sua carriera alla creazione di agenzie governative che lavorino davvero per i cittadini del Michigan. Si candida al Senato degli Stati Uniti perché crede che la vita in America non dovrebbe essere così difficile e, come vostro senatore, Abdul si batterà per costruire un governo che lavori per voi, non per Elon Musk, Donald Trump o i loro amici miliardari”, questo racconta la <a href="https://abdulforsenate.com/about/">bio </a>che accoglie il visitatore sul suo sito web.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://abdulforsenate.com/wp-content/uploads/2025/04/Abdul4.png" alt="" style="aspect-ratio:1.4033255892871126;width:689px;height:auto"/></figure>
</div>


<p><strong>El-Sayed non è un candidato progressista tradizionale confinato alle università o alle élite urbane. </strong>La sua campagna ha unito temi come sanità universale, costo della vita, disuguaglianze economiche, critica al potere delle lobby e un approccio molto duro sulla politica estera americana.</p>



<p>Nel suo palmarès figura la ristrutturazione del Dipartimento della Salute di Detroit dopo il fallimento. Stessa cosa per il Dipartimento della Salute, dei Servizi Umani e per i Veterani della Contea di Wayne, al servizio di 1,8 milioni di abitanti del Michigan nella contea più grande e diversificata dello stato. Come funzionario pubblico, ha garantito occhiali gratuiti ai bambini che ne avevano bisogno, ha eliminato il piombo dalle scuole elementari di Detroit, ha affrontato i maggiori inquinatori del Michigan e ha reso il Narcan, farmaco salvavita, universalmente accessibile. Ha anche promosso un programma che cancellerà fino a 700 milioni di dollari di debiti sanitari per 300.000 abitanti del Michigan in 2 anni. Esperienze che ha condensato in <strong><em>Medicare for All: A Citizen&#8217;s Guide</em></strong>, un libro che spiega come costruire un sistema sanitario in grado di garantire assistenza sanitaria di alta qualità e a prezzi accessibili per ogni cittadino americano.</p>



<p>La sua identità di <strong>musulmano americano figlio di immigrati egiziani</strong> ha avuto un peso simbolico enorme in uno Stato dove vive una delle più numerose comunità arabo-americane del Paese, soprattutto nell’area di Dearborn e Detroit. La sua affermazione rappresenta quindi due rotture contemporaneamente: una generazionale e una culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sfida diretta all’establishment democratico</h2>



<p>Per anni la sinistra democratica americana è stata descritta come un movimento forte nelle metropoli costiere ma incapace di trasformarsi in una maggioranza nazionale. La vittoria di El-Sayed cambia almeno in parte questa narrazione. </p>



<p>La sua corsa ha rappresentato una <strong>sfida diretta all’establishment democratico</strong> incarnato da <strong>Haley Stevens</strong>, candidata considerata più vicina alla linea istituzionale del partito e sostenuta da una rete di finanziatori molto più ampia. Il dato più rilevante è che El-Sayed ha dimostrato che il messaggio della sinistra economica può trovare spazio anche fuori dai tradizionali bastioni <em>liberal</em>. Il Michigan è infatti uno Stato dove il tema dell’economia reale pesa enormemente: salari, industria automobilistica, accesso alle cure mediche e perdita del potere d’acquisto sono questioni centrali per milioni di elettori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://abdulforsenate.com/wp-content/uploads/2025/04/Abdul8-768x547.png" alt=""/></figure>



<p>Il successo del candidato progressista si inserisce nella scia aperta da <strong>Bernie Sanders</strong>, che dal 2016 ha spinto il Partito democratico verso una maggiore attenzione alla disuguaglianza economica. Ma rispetto a Sanders, la nuova generazione di leader progressisti ha una composizione più multiculturale: non solo giovani bianchi universitari, ma anche minoranze urbane, comunità immigrate e lavoratori precari. La partita del Michigan dimostra che questa coalizione può diventare competitiva anche negli Stati industriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani, musulmani, progressisti</h2>



<p>La vittoria di El-Sayed ha anche un significato storico perché arriva in un momento in cui una nuova generazione di <strong>giovani musulmani progressisti</strong> sta conquistando spazio nella politica americana. Per decenni gli elettori musulmani negli Stati Uniti sono stati considerati soprattutto una componente marginale o un blocco elettorale da corteggiare durante le elezioni presidenziali. La nuova generazione, invece, sta cercando di trasformarsi da comunità elettorale a forza politica autonoma.</p>



<p>Il Michigan è il laboratorio più evidente di questo cambiamento. Qui la questione mediorientale, soprattutto dopo la <strong>guerra a Gaza</strong>, ha avuto un impatto significativo sul rapporto tra una parte degli elettori musulmani e l’establishment democratico. La campagna di El-Sayed ha intercettato questa frattura, combinando temi sociali interni con una critica alla politica estera tradizionale del partito. &nbsp;Non si tratta però soltanto di politica identitaria. Il punto centrale è che molti giovani musulmani progressisti si stanno collocando dentro una più ampia corrente della sinistra americana che collega giustizia economica, diritti civili, cambiamento climatico e critica delle disuguaglianze.</p>



<p>È un fenomeno che ha già prodotto figure nazionali come <strong>Ilhan Omar</strong> e <strong>Rashida Tlaib</strong>, ma il caso El-Sayed è diverso perché porta questa corrente in una competizione senatoriale in uno Stato chiave del Midwest. Il messaggio politico è chiaro: una parte crescente dei giovani elettori democratici non vuole più soltanto rappresentanza simbolica, ma una trasformazione delle priorità del partito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Effetto Mamdani?</h2>



<p>La vittoria nella primaria democratica è solo il primo capitolo. A novembre El-Sayed dovrà affrontare il repubblicano <strong>Mike Rogers</strong>, ex deputato e candidato sostenuto dal Partito repubblicano per uno dei seggi considerati più importanti nella battaglia per il controllo del Senato. La sfida sarà complessa perché il Michigan resta uno degli Stati più competitivi d’America. La stessa primaria democratica ha mostrato <strong>una profonda divisione interna</strong>: una parte dell’elettorato teme che una piattaforma troppo progressista possa allontanare gli indipendenti e gli elettori moderati necessari per vincere in uno Stato oscillante.</p>



<p>Gli avversari di El-Sayed proveranno probabilmente a trasformare la sua candidatura in un referendum sulla sinistra democratica, accusandolo di rappresentare una corrente troppo distante dal centro politico americano, cercando di collegarlo alle posizioni più radicali del partito e di sfruttare il tema della sicurezza nazionale e della politica estera. Ma la sua campagna ha numerosi punti di forza. Il primo è <strong>l’entusiasmo della base</strong>: giovani elettori, attivisti progressisti e comunità arabo-americane possono garantire mobilitazione. Il secondo è il <strong>contesto nazionale</strong>: il Partito democratico sta cercando nuove formule dopo anni di difficoltà nel convincere gli elettori più giovani e la classe lavoratrice.</p>



<p>La vittoria di El-Sayed arriva, inoltre, dentro un fenomeno più ampio che negli ultimi anni ha iniziato a scuotere il Partito democratico: l’“effetto Mamdani”. Il riferimento va a <strong>Zohran Mamdani</strong>, il giovane sindaco di New York. La sua ascesa politica ha mostrato come una parte dell’elettorato democratico, soprattutto giovane e urbano, sia sempre più attratta da candidati che combinano identità multiculturale, messaggi economici radicali e una critica aperta alle gerarchie tradizionali del partito. È proprio questa combinazione che ha permesso a nuovi leader progressisti di parlare a elettori diversi: giovani laureati, lavoratori precari, comunità immigrate e minoranze religiose.</p>



<p>El-Sayed si inserisce in questa stessa traiettoria. Come Mamdani, appartiene a una generazione politica che non considera più sufficiente la tradizionale divisione tra moderati e progressisti all’interno del Partito democratico. La sfida è spostare il baricentro del partito verso una piattaforma più orientata alla redistribuzione economica, ai diritti sociali e a una revisione della politica estera americana.</p>



<p>Il punto decisivo, però, è capire se questa nuova sinistra riesca a trasformare il consenso delle primarie in una maggioranza elettorale più ampia. Il problema storico dei candidati progressisti negli Stati Uniti è sempre stato lo stesso: mobilitare una base molto motivata senza perdere gli <strong>elettori indipendenti</strong> <strong>e moderati</strong> necessari per vincere negli Stati competitivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Terremoto progressista nel Michigan: con Abdul El-Sayed la sinistra dem conquista il cuore industriale Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;onda &#8220;latina&#8221; che potrebbe cambiare il Texas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/londa-latina-che-potrebbe-cambiare-il-texas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Mamone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 08:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=263355</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-1024x670.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per capire se il Texas possa diventare uno swing state alle elezioni 2020, si deve andare al confine con il Messico. E rispondere a una semplice domanda: &#8220;I texani sono repubblicani, democratici o semplici assenteisti?&#8221;. A chiederselo è Alejandro De Leon, giovane esperto di politica con un Master in Political Science and History a Laredo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-latina-che-potrebbe-cambiare-il-texas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-latina-che-potrebbe-cambiare-il-texas.html">L&#8217;onda &#8220;latina&#8221; che potrebbe cambiare il Texas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11038097-1024x670.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per capire se il <strong>Texas</strong> possa diventare uno <em>swing state</em> alle elezioni 2020, si deve andare al confine con il Messico. E rispondere a una semplice domanda: &#8220;I texani sono repubblicani, democratici o semplici assenteisti?&#8221;. A chiederselo è Alejandro De Leon, giovane esperto di politica con un Master in <em>Political Science and History</em> a Laredo, cittadina di frontiera a 200 miglia a sud di San Antonio.</p>
<p>Ma a farsi questo interrogativo sembra essere sempre di più anche il Democratic National Committee, che dovrà presto decidere su quale stato investire per il 2020. E se farlo in Texas, dove i Dem non vincono una competizione presidenziale dal 1976, dove a novembre saranno in palio ben 38 grandi elettori e dove il partito del non-voto, spesso, è stato più forte persino dei conservatori. &#8220;Si parte dal presupposto che essendo il Texas in mano ai <strong>repubblicani</strong> sarà così per sempre&#8221;, spiega Alejandro, sostenitore di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-elizabeth-warren.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Elizabeth Warren</strong></a> prima e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bernie Sanders</strong></a> poi. “In realtà dipenderà da quale candidato i Dem sceglieranno e se questo candidato sarà capace di usare lo scheletro organizzativo di <strong>Beto O’Rourke</strong> di due anni fa”.</p>
<p>L’ex sindaco di El Paso, che nel 2018 ha rischiato di vincere alle Midterm in Senato ai danni del repubblicano <strong>Ted Cruz</strong>, costruendo una struttura elettorale senza precedenti e in modo indipendente, senza il supporto del partito, nel 2019 ha terminato anzitempo la sua campagna presidenziale. Solo il giorno prima del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-super-tuesday.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Super Tuesday</strong></a> ha comunicato la sua scelta per le primarie: <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Joe Biden</strong></a>, a cui ha ufficializzato l’endorsement con un discorso entusiasta a Dallas, il 2 marzo. “È colui che saprà contrastare il predominio della Nra e supportare le nostre minoranze: lo ha sempre fatto per tutta la sua carriera politica”, ha detto O’Rourke. Un giorno dopo quel discorso, Biden ha vinto a sorpresa le primarie in Texas sconfiggendo Bernie Sanders e scalzando <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michael-bloomberg.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Michael Bloomberg</strong></a> dal ruolo di leader dei moderati. Ma per i nuovi elettori più giovani e ispanici, la cosiddetta <em>latino’s wave </em>che proprio con O’Rourke scoprì il piacere del voto e portò i Dem vicinissimi a cambiare il Senato nel 2018, i dubbi su Biden non mancano. Troppo legato alla vecchia politica<em>.Q</em></p>
<p>“Molti qui sono stufi dei politici <em>fake blue</em>: per anni questa zona del Texas è stata rappresentata esattamente da questo genere di Democratici”, continua De Leon. Quando si è studiosi di politica a Laredo, una parte del Texas che è rimasta blu anche negli anni del predominio di Reagan e dei Bush, un passaggio obbligatorio è studiare il <em>patron system. </em>E nel termine <strong><em>fake blue</em></strong> ci si incappa molto facilmente, perché ne è stata una conseguenza. “Una volta Laredo era l’epicentro del <em>patron system</em>”, dice, ricordando i tempi in cui a decidere tutto era tale Joseph Claude Martin, Jr, conosciuto come “Pepe Martin” o più semplicemente <em>El Patron. </em>Tradotto: il capo, il padrino. Democratico di Laredo, Martin Jr fu sindaco per ben 24 anni e non succedeva nulla nella contea e nella città, senza il suo via libera. Il sistema clientelare che riuscì a costruire nei due decenni al potere venne denunciato da un attivista locale, tale Lawrence Berry, solo alla fine degli anni Settanta,<span style="font-size: 1rem;"> quando venne dimostrato che quel sistema aveva assunto i connotati di un controllo illegale.</span></p>
<p>“Oggi il <em>patron system</em> non c’è più” dice Alejandro. Ma ciò che lo ha sostituito ha fatto in fretta ad applicare simili – seppur non illegali – dinamiche di conservazione del potere in ambito locale. Biden viene accostato a certi cognomi pesanti, che coprono tutte le posizioni di rappresentanza nella Webb County in Texas, dove Laredo si trova: Bruni, Tijierina e Cuellar. Quest’ultimo, il congressman Dem del distretto TX-28 Henry Cuellar, proprio il 3 marzo ha vinto le primarie contro Jessica Cisneros, giovanissima ispanica di 26 anni definita da molti la “Ocasio-Cortez del Texas”. È stata una vittoria di misura, con appena il 3,5% di vantaggio nei consensi. Ma Cuellar ha potuto contare su molti più fondi della Cisneros e aveva ottenuto l’endorsement, non a caso, di Nancy Pelosi e dell’establishment del partito. La Cisneros era stata supportata, invano, da Sanders ed Elizabeth Warren.</p>
<p>“Politici come Henry Cuellar sono in Congresso da sette mandati: lui in particolare, su questioni relative al budget e ai fondi per la sicurezza al confine, ha votato per il 40% delle volte con i Repubblicani. Che genere di <em>blu</em> sarebbe questo?”, dice Benito Bondoc. Benito è un attivista democratico e rappresenta alla perfezione la <em>latino’s wave</em> che sospinse O’Rourke nel 2018. Ha 25 anni, è per metà messicano e per metà americano, e vuole un cambiamento. “La buona sconfitta della Cisneros, parallelamente alla vittoria in Webb County di Sanders su Bloomberg e Biden nelle primarie generali, è rappresentativa di come stia il partito Democratico in Texas”. Sulla via di un cambiamento, ma ancora non tale da permettere una svolta integrale: “Abbiamo bisogno di uno Stato fatto di Democratici più consapevoli, che lottino per paghe più alte e per un’istruzione più accessibile, se vogliamo vincere contro i Repubblicani”, spiega Benito, che nel 2018 votò O’Rourke: “Beto è stato un primo assaggio”. Giovani come lui hanno visto la partecipazione esplodere, in Texas: “Vediamo alle iniziative sempre più persone. Nella marcia contro la costruzione del muro al confine eravamo poco meno di cento a Laredo, nel 2018: qualche mese fa c’erano più di mille persone”. I giovani elettori ispanici che ora partecipano alle iniziative, “quando erano minorenni hanno visto le loro famiglie trattate da serie B perché immigrate, dai repubblicani del Texas e da parte dell’establishment Dem, sia nello Stato che in Congresso”, dice Benito. “Ora che possono votare non se lo dimenticano”.</p>
<p>Ma per trasformare questa reazione in supporto, serve un candidato giovane che piaccia in modo trasversale. Candidato che al momento sembra non esistere. Joe Biden, sostenuto da O’Rourke, ha sì trovato il supporto dei moderati Dem delle periferie suburbane di Dallas, Houston e San Antonio. Ma moderato e Dem oggi non fa rima con giovane e ispanico e non sembra capace di attrarre il voto di una città alternativa come Austin. “Non sento nemmeno per Bernie Sanders quel genere di amore e passione che ho visto per O’Rourke nel 2018”, precisa Cesia Rodriguez, cresciuta tra Laredo e Nuevo Laredo, di 36 anni. Oggi lavora come responsabile amministratrice della 2^ corte di giustizia in Webb County, al fianco del giudice Victor Villarreal. Nella sua infanzia ha visto la sua famiglia in affanno, per il crollo del <em>peso</em> in Messico nel 1994 e ha sempre vissuto a cavallo del confine, oggi sigillato dalle nuove policy sull’immigrazione. “Tutti in questa parte d’America hanno qualcuno della loro famiglia o della loro cerchia più stretta che lavora come agente di polizia alla frontiera, come Border Patrol o Law Enforcement”, spiega. Questo spesso ha un effetto diretto, sull’atteggiamento delle persone vanno a votare: “Se sei la moglie, il fratello o il marito di un agente e a quel corpo di polizia di cui l’agente fa parte vengono promessi più fondi dal candidato repubblicano, tu per chi voti? E per chi fai votare? Il destino della tua famiglia è spesso legato alla disposizione di quei fondi”.</p>
<p>In diverse parti di quest’America, la cultura del nucleo familiare è ancora ben presente: “E se noi Dem vogliamo cambiarla dobbiamo mostrarci compatti, cosa di cui ci siamo dimenticati in queste primarie”. Al contrario di De Leon, Cesia Rodriguez crede però che “un candidato come Bernie spaventi grossa parte del Texas: queste primarie lo hanno dimostrato”. E basta vedere la cartina del voto del Super Tuesday, per capirlo. “Serve un maggior coinvolgimento al voto: abbiamo un record di elettori registrati ma un’affluenza sempre troppo bassa”. Se nel 2016 andarono al voto in 4,2 milioni per le primarie in Texas, il 3 marzo si sono recati al voto solo in 4 milioni: appena il 25% del totale dei registrati. “Nemmeno Sanders ha cambiato il trend, nonostante sia stato un suo spot elettorale”.</p>
<p>E proprio l’ex Senatore del Vermont è stato il vero sconfitto nelle aree suburbane delle grandi città, come in Dallas County, dove sono registrate più di 1,2 milioni di persone come Democratici. Qui, nel Super Tuesday, ha vinto Biden: “L’immigrazione è uno dei temi che sta portando sempre più persone al voto e può sicuramente essere una chiave per il 2020”, dice Trey Arnold, Political Director della contea per i Democratici. Secondo Arnold, “Trump è un candidato più debole di quanto si creda e le persone vogliono come non mai qualcuno che finalmente sappia fare il politico, che abbia dimostrato di esserlo in passato”. Tra le vie di città come Dallas, Houston, Austin e San Antonio, sta entrando nella testa di sempre più persone l’idea che si possa replicare una situazione simile a quella del 2018: “Con un candidato repubblicano non amato dai conservatori e uno Democratico che possa avvantaggiarsene, offrendo un’alternativa forte per attrarre chi alle urne non ci va”, dice ancora De Leon.</p>
<p>Se però Trump ricorda a livello nazionale quello che Ted Cruz rappresentava a livello statale, divisivo e non particolarmente amato da molti dello stesso partito, né Biden né Sanders sembrano rappresentare ciò che Beto fu per i Dem in Texas nel 2018. E studiosi della politica locale come De Leon non hanno dubbi: “Rispondendo alla domanda che ci siamo fatti all’inizio, potremmo dire che il Texas sia uno stato di <em>non-voters</em> più che repubblicano”. Nel 2016, Trump sconfisse Clinton con il 52% dei voti, ma il numero complessivo di persone che scelse The Donald (4,6 milioni) fu estremamente più basso del numero di elettori che rimase a casa (più di 12). Rispetto a quelle elezioni, però, “ora abbiamo la struttura e un numero più alto di giovani da coinvolgere”, conclude De Leon. “È una questione di tempo: per la prima volta, può dipendere da noi”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/londa-latina-che-potrebbe-cambiare-il-texas.html">L&#8217;onda &#8220;latina&#8221; che potrebbe cambiare il Texas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La coalizione che ha trainato Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-coalizione-che-ha-trainato-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 11:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=262257</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni Usa 2020, Joe Biden in campagna elettorale a Dallas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Joe Bidentorna prepotentemente in corsa nel &#8220;Super Tuesday&#8220;, tradizionale snodo delle primarie statunitensi, supera in 10 Stati su 14 Bernie Sanders e rilancia la sua candidatura per la nomination presidenziale democratica. Le primarie dem, nel primo mese, sono state un susseguirsi di capovolgimenti di fronte: in prima battuta sembrava emergere l&#8217;outsider Pete Buttigieg come sfidante centrista più papabile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-coalizione-che-ha-trainato-biden.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-coalizione-che-ha-trainato-biden.html">La coalizione che ha trainato Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni Usa 2020, Joe Biden in campagna elettorale a Dallas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Houston-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>torna prepotentemente in corsa nel &#8220;<a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/che-cose-il-super-tuesday.html">Super Tuesday</a>&#8220;, tradizionale snodo delle primarie statunitensi, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-e-andato-il-super-tuesday.html">supera in 10 Stati</a> su 14 <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> e rilancia la sua candidatura per la nomination presidenziale democratica.</p>
<p>Le primarie dem, nel primo mese, sono state un susseguirsi di capovolgimenti di fronte: in prima battuta sembrava emergere l&#8217;outsider <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a> come <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html">sfidante centrista più papabile</a> contro le posizioni di sinistra radicale di Sanders; Biden sentiva sul collo il fiato dell&#8217;ex sindaco di South Bend e del miliardario <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg</a>, grande sconfitto del Super Tuesday; poi i risultati positivi di Sanders in Nevada e New Hampshire hanno mandato in panico l&#8217;establishment democratico, spingendolo a puntare con sempre maggior convinzione sull&#8217;ex vicepresidente di <strong>Barack Obama</strong>. Il <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">ritiro di Buttigieg</a> e della senatrice del Minnesota <strong>Amy Klobuchar </strong>hanno avuto l&#8217;effetto di produrre un importante <em>ralliement </em>pro-Biden e di rafforzare la sua presa sulla coalizione che lo sostiene nella corsa democratica.</p>
<p><em><a href="https://joebiden.com/infrastructure/">Joe&#8217;s momentum is skyrocketing</a>, </em>si legge sul sito ufficiale della campagna di Biden. Certamente il voto del 3 marzo ha rinvigorito la sua posizione. Biden nel Super Tuesday è riuscito a dimostrare di poter risultare un <strong>candidato trasversale, </strong>in maniera analoga a quanto aveva fatto Sanders in precedenza compattando su di sè il consenso degli ispanici, dell&#8217;elettorato liberal e delle fasce più deboli della popolazione. Biden, dopo la vittoria in South Carolina, si trovava di fronte al bivio: la sua candidatura sarebbe risultata forte nella sua solida roccaforte afroamericana e debole in altre aree o avrebbe visto un&#8217;espansione della base? I fatti hanno visto prevalere la seconda opzione.</p>
<p>Da non sottovalutare, in questo contesto, il peso degli <em>endorsement </em>che hanno raggiunto Biden nelle ore prima del Super-Tuesday. Oltre ai due sfidanti ritirati, l&#8217;ex vicepresidente ha ricevuto l&#8217;esplicito sostegno di <strong>Beto O&#8217;Rourke, </strong>l&#8217;ex deputato texano che nel 2018 ha sfiorato l&#8217;elezione al Senato contro il repubblicano <strong>Ted Cruz </strong>e ha ottenuto, nella contesa, 4 milioni di voti. O&#8217;Rourke e il suo sostegno sono risultati il volano decisivo per permettere a <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html">Biden di strappare a Sanders lo Stato dalla stella solitaria</a>, laboratorio delle primarie democratiche, in cui la <a href="https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2020/mar/03/super-tuesday-results-primaries-democratic-delegates-live#Texas">mappa elettorale</a> parla chiaro. Tolte le aree a maggioranza ispanica al confine col Messico, Biden vince in maniera trasversale nel resto del Texas, ottiene la maggioranza degli afro-americani ma sfonda anche nell&#8217;elettorato di <em>middle class</em>.</p>
<p>Di una &#8220;nuova coalizione&#8221; pro-Biden <a href="https://www.newyorker.com/news/our-columnists/the-new-coalition-behind-joe-biden">aveva parlato anche il <em>New Yorker</em>. </a>Il consenso tra gli afro-americani, che vedono nel candidato moderato una figura in continuità con Barack Obama, regge solido, <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2020/mar/04/super-tuesday-key-takeaways-democrats-biden-bernie-sanders-warren">con picchi del 62% in North Carolina e del 71% in Virginia durante il Super Tuesday.</a> A ciò si aggiunge il radicamento nei territori degli endorsement pro-Biden e il lavoro alacre dei rappresentanti locali dei democratici, che hanno optato per sostenerne la corsa. La contemporaneità dei tre endorsement di O&#8217;Rourke, Klobuchar e Buttigieg, in tal senso, ha permesso al vecchio dem di ricevere il sostegno di due <em>swing states </em>della corsa (Texas e Minnesota, vinti nel Super Tuesday) e la spinta della base del giovane tecnocrate che aveva vinto i caucus in Iowa, rafforzandone la credibilità oltre la retorica del &#8220;tutti contro Sanders&#8221;.</p>
<p>La realtà dei fatti, sottolineata anche dal <em><a href="https://www.newyorker.com/news/our-columnists/the-new-coalition-behind-joe-biden">New Yorker,</a> </em>è che Biden è stato riconosciuto dai maggiorenti del partito come uno dei pochi esponenti del loro gruppo depositario di un genuino <strong>sostegno popolare</strong>. Uomo completamente intrinseco all&#8217;establishment, ha avuto a lungo la capacità di mantenere un profilo basso, specie durante la vicepresidenza, senza compromettersi con scivoloni e errori madornali simili a quelli di <strong>Hillary Clinton. </strong>Biden prevale su Sanders, non a caso, in tutti gli Stati passati dal sistema dei <em>caucuses</em> a quello delle primarie aperte, Maine, Minnesota e Colorado, dove il socialista democratico senatore del Vermont aveva vinto nel 2016 contro la Clinton. Questo è un indubbio segno di una crescente capacità mobilitante di Biden.</p>
<p>La combinazione tra la macchina da guerra del Comitato Nazionale Democratico, ostile a Sanders, e il radicamento dei sostenitori di Biden può giocare un ruolo decisivo nel dargli la spinta verso il successo nelle primarie. Molto a favore di Biden ha giocato il flop dell&#8217;ex sindaco di New York Bloomberg, sceso in campo con enormi investimenti ma capace di raccogliere scarsi risultati. L&#8217;inerzia della corsa è cambiata e nei prossimi Stati, molti dei quali parte dell&#8217;America profonda a vocazione repubblicana, sarà Sanders a dover giocare in rincorsa. Sanders e Biden appaiono ora gli unici reali favoriti per la nomination: la trasversalità delle loro candidature ha permesso loro di spiazzare gli altri contendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-coalizione-che-ha-trainato-biden.html">La coalizione che ha trainato Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritiro choc di Buttigieg</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 15:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=261858</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Buttigieg Usa primarie dem" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le primarie democratiche in South Carolina hanno mietuto la prima ed illustre vittima tra gli aspiranti candidati: Pete Buttigieg, astro nascente dei moderati e sindaco 38enne della città di South Bend si è infatti ritirato dalla competizione elettorale dopo il deludente 8 per cento riscosso all&#8217;ultimo round di questa lunga sfida politica. Il ritiro, forse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">Il ritiro choc di Buttigieg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Buttigieg Usa primarie dem" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le primarie democratiche in South Carolina hanno mietuto la prima ed illustre vittima tra gli aspiranti candidati: <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>, astro nascente dei <strong>moderati</strong> e sindaco 38enne della città di South Bend si è infatti ritirato dalla competizione elettorale dopo il deludente 8 per cento riscosso all&#8217;ultimo round di questa lunga sfida politica. Il ritiro, forse prematuro, ha colto di sorpresa: Buttigieg si era piazzato al primo posto, per voti ricevuti, in Iowa ed al secondo posto in New Hampshire, dove ad imporsi era stato Bernie Sanders. I caucus del Nevada, invece, avevano visto Buttigieg raggiungere il terzo posto dietro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> e Biden.</p>
<h2>Una rinuncia dolorosa</h2>
<p>La scelta di Buttigieg potrebbe essere stata influenzata dalle prospettive poco incoraggianti offerte dai <strong>sondaggi nazionali</strong>: secondo questi ultimi, infatti, il sindaco di South Bend sarebbe al quarto o quinto posto, con circa il 10 per cento dei consensi, nelle intenzioni di voto degli elettori delle primarie. Molto distanti gli sfidanti principali: da Bernie Sanders, saldamente al primo posto con percentuali di voto stimate tra il 25 ed il 33 per cento a Joe Biden e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg</a>, stimati rispettivamente intorno al 21 per cento e tra il 14 ed il 21 per cento. Davanti a Buttigieg ci sarebbe stata poi, secondo la maggior parte dei sondaggi, anche Elizabeth Warren. Naturale, dunque, che la stella nascente  del Partito Democratico abbia tratto le sue conclusioni e scelto di abbandonare una sfida che, con tutta probabilità, non lo avrebbe visto trionfare. Il ritiro di Buttigieg dovrebbe poi rafforzare la performance di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, anziano ex vicepresidente di Obama ed esponente più importante dello schieramento moderato: i voti del sindaco di South Bend, infatti, dovrebbero <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">confluire</a> su di lui e consentirgli di insidiare il primato di Bernie Sanders. Una notizia, quest&#8217;ultima, che dovrebbe rassicurare quei big moderati del Partito da sempre ostili alle posizioni politiche di Sanders, che pare ormai lanciato verso la vittoria finale e che potrebbe dunque essere il prossimo sfidante di Donald Trump alle elezioni di novembre 2020.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>La giovane età ed il carisma</strong> di Buttigieg dovrebbero comunque consentire all&#8217;uomo politico di riprovare, nei prossimi anni, la scalata alla presidenza oppure di consolidare le sue posizioni, all&#8217;interno del Partito, cercando l&#8217;elezione a deputato, senatore o governatore. L&#8217;età avanzata di Biden, infatti, potrebbe portare Buttigieg ad emergere, a breve, come esponente di riferimento dell&#8217;ala moderata del partito. Per quanto riguarda la sfida in corso, invece, non sembra che l&#8217;establishment dei Democratici abbia ordito una sorta di complotto contro <strong>Sanders</strong> per facilitare la vittoria di Biden. L&#8217;avanzamento delle primarie, più semplicemente, tende ad eliminare dalla competizione quei candidati più deboli, con meno risorse finanziarie o desiderosi di ritentare quando le condizioni saranno più opportune e questo è quello che dovrebbe essere successo a Buttigieg. La prossima a cadere potrebbe essere Amy Klobuchar, donna del Midwest ed esponente moderata che però non godrebbe di prospettive particolarmente favorevoli nei prossimi round delle primarie democratiche. Anche lei, come Buttigieg, potrebbe defilarsi prima che la rotta diventi eccessiva e ritentare la fortuna al prossimo giro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">Il ritiro choc di Buttigieg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida dei democratici in Texas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 11:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=261784</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas democratici (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Turning Texas Blue. I democratici chiamati a votare nella giornata del Super Tuesday per le primarie presidenziali nello Stato della stella solitaria ragionano ad alta voce sulla possibilità di considerare la contesa locale che assegnerà 228 delegati come l&#8217;inizio di una manovra volta a strappare il Texas ai repubblicani nelle elezioni di novembre. Beto O&#8217;Rourke, con il 48% dei voti conquistati, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html">La sfida dei democratici in Texas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas democratici (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><em>Turning Texas Blue</em>. I democratici chiamati a votare <a href="https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html">nella giornata del Super Tuesday</a> per le <strong>primarie presidenziali </strong>nello Stato della stella solitaria ragionano ad alta voce sulla possibilità di considerare la contesa locale che assegnerà <strong>228 delegati </strong>come l&#8217;inizio di una manovra volta a strappare il Texas ai repubblicani nelle elezioni di novembre.</p>
<p><strong>Beto O&#8217;Rourke,</strong> con il 48% dei voti conquistati, è andato vicino nel 2018 a strappare il seggio senatoriale a <strong>Ted Cruz, </strong>esponente repubblicano, facendo emergere una tendenza verso cui sembrano spingere le tendenze politiche e demografiche del Texas: l&#8217;aumento del peso delle <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-africani-stati-uniti.html">minoranze</a> ispaniche e nere nelle aree al confine col Messico e nelle grandi città aumenta nel partito dell&#8217;asinello la speranza di poter fare il colpaccio. Tornando ad egemonizzare uno Stato a lungo feudo incontrastato dei democratici, che lo hanno governato per 105 anni consecutivi dal 1874 al 1979 ma che alle elezioni presidenziali non vincono dai tempi di <strong>Jimmy Carter </strong>nel 1976.</p>
<p>In passato la coalizione che sosteneva l&#8217;egemonia democratica nel sud era quella dei <strong>Southern Democrats</strong>: bianchi, conservatori sui temi etici e più aperti all&#8217;interventismo economico, cruciali nello sviluppo del New Deal di Franklin Delano Roosevlt, da loro barattato con lo stop a qualsiasi discussione sui diritti civili, i democratici del Sud passarono gradualmente ai repubblicani negli Anni Settanta sulla scia dell&#8217;avanzamento dell&#8217;evangelismo politico, della rivoluzione neoliberista e dell&#8217;ascesa di Ronald Reagan. Oggi, invece, i democratici mirano a espugnare il nuovo fortino repubblicano proprio isolando il loro storico bacino elettorale e puntando sulla somma del voto delle aree urbane con la convergenza elettorale delle minoranze.</p>
<p>&#8220;Attivare il voto dei <em><strong>tejanos</strong></em> è ormai da anni il sogno del partito democratico: <em>turning Texas blue.</em> Un sogno neppure troppo proibito, se si considera che la demografia gioca a favore dei dem, con le minoranze che diventano maggioranze e i bianchi in declino&#8221;, sottolinea <em>La Stampa</em>. &#8220;Nel 2016 Hillary Clinton l&#8217; aveva detto chiaramente: &#8216;Se i neri e gli ispanici vanno a votare possiamo vincere il Texas&#8217;. Non andò così&#8221;. Conquistando oltre <strong>4 milioni di voti </strong>O&#8217;Rourke nel 2018 ha conquistato più consensi di qualsiasi esponente dem in una contesa in Texas: un bacino di voti pronto a essere ereditato dal candidato alle elezioni di novembre, a patto di costruire una coalizione equilibrata.</p>
<p>Dopo il ritiro-choc del giovane <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>,in Texas come nel resto degli Stati del Super Tuesday sarà corsa a tre: <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, forte di un programma radicalmente di sinistra, parte come favorito nei sondaggi sull&#8217;ex vicepresidente <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e sull&#8217;ex sindaco di New York <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg.</a></p>
<p>La vittoria di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">Joe Biden in South Carolina</a> lo ha posizionato come candidato più forte tra la minoranza afroamericana, mentre gli <strong>ispanici</strong> e i latini sono tendenzialmente più favorevoli a Sanders. Da valutare Bloomberg, che punta forte su un declino della candidatura di Biden che non sembra ancora in procinto di accadere.<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-corsa-a-ostacoli-dei-democratici-usa/"> Il Texas rappresenta uno spaccato delle molte anime che agitano i democratici</a>, nei quali alla tradizionale faglia politica (sinistra contro centro) si è aggiunta quella della ricomposizione del particolarismo. &#8220;Una ricchezza, ma anche un punto debole, soprattutto di fronte a un partito repubblicano che ha riconquistato compattezza&#8221;, chiosa il quotidiano torinese.</p>
<p>Le primarie texane daranno un&#8217;idea del peso e dei <strong>rapporti di forza</strong> interni al partito, che a loro volta condizioneranno, se gestiti con realismo dai democratici, la strategia elettorale verso le presidenziali di novembre. I democratici possono strappare il Texas ai repubblicani solo se riusciranno a impostare una strategia di ampio respiro capace di mobilitare il più ampio numero di elettori possibile: lo Stato della stella solitaria è un laboratorio dei nuovi equilibri della società americana e della capacità dei partiti di gestirli. Trasformare il Texas da uno Stato saldamente rosso a uno <em>swing state </em>potrebbe essere un successo per i democratici, ma ne sarà capace il partito dell&#8217;asinello nella sua condizione attuale, fatta di divisioni e aspre rivalità interne? La risposta dipenderà dall&#8217;acume politico e dalla responsabilità dei candidati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html">La sfida dei democratici in Texas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vittoria di Biden in South Carolina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 07:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=261718</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="791" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa 2020, Biden trionfa alle primarie democratiche in South Carolina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-768x405.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-1024x540.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La netta vittoria del vecchio leone Joe Biden alle primarie democratiche in South Carolina è, forse, un punto di svolta per la lunga e complessa stagione delle primarie del Partito Democratico americano. I primi due appuntamenti elettorali, rispettivamente in Iowa e New Hampshire, avevano infatti visto un sostanziale pareggio tra il moderato Pete Buttigieg ed &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">La vittoria di Biden in South Carolina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="791" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa 2020, Biden trionfa alle primarie democratiche in South Carolina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-768x405.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Joe-Biden-Usa-2020-La-Presse-e1583132948658-1024x540.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>netta vittoria</strong> del vecchio leone <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> alle primarie democratiche in <strong>South Carolina</strong> è, forse, un punto di svolta per la lunga e complessa stagione delle primarie del Partito Democratico americano. I primi due appuntamenti elettorali, rispettivamente in Iowa e New Hampshire, avevano infatti visto un sostanziale pareggio tra il moderato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a> ed il progressista <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, che però aveva comunque ottenuto, in entrambi i casi, più voti del rivale. L&#8217;anziano progressista aveva poi conquistato il Nevada e le sue quotazioni erano apparse in deciso rialzo: la South Carolina, però, potrebbe riportare più equilibrio nella sfida tra le parti. Joe Biden, la cui candidatura aveva trovato il favore dei sondaggi a livello nazionale, potrebbe infatti ancora aspirare ad insidiare il primato di Sanders nonostante le prestazioni piuttosto opache in Iowa e New Hampshire. Il 3 marzo, inoltre, avrà luogo il <strong>Super Tuesday</strong> in cui ben 14 Stati (tra cui la California ed il Texas) si recheranno alle urne: si tratterà di un appuntamento decisivo.</p>
<h2>Una possibile svolta</h2>
<p><a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-51693714">L&#8217;affermazione</a> di <strong>Biden</strong> in South Carolina è stata netta: oltre il 48 per cento dei voti conseguiti mentre Sanders si è fermato al 19,9 per cento dei suffragi. In terza posizione è giunto il miliardario Tom Steyer. Più distanziati gli altri sfidanti: da Buttigieg che si è fermato poco sopra l&#8217;8 per cento ad Elizabeth Warren che ha ottenuto poco più del 7 per cento dei consensi mentre Amy Klobuchar si è fermata sotto il 4 per cento. La vittoria di Biden era attesa grazie al supporto di cui gode tra gli afroamericani e consentirà al candidato di puntare con decisione sull&#8217;imminente Super Tuesday. <strong>Sanders</strong> invece, come nelle primarie del 2016 contro Hillary Clinton, tende a stentare negli Stati del Sud e ciò potrebbe costituire un serio ostacolo alla vittoria finale. Le candidature di Buttigieg, della Warren e della Klobuchar hanno bisogno di nuovo ossigeno ed una cattiva performance nel Super Tuesday potrebbe determinarne la fine prematura. <a href="https://www.npr.org/2020/03/01/810813892/4-takeaways-from-joe-bidens-big-win-in-south-carolina">La sfida</a>, come riportato da alcuni osservatori, assomiglia sempre di più ad una corsa a due tra Sanders e Biden. Il vicepresidente di Obama, però, deve anche sperare in una ricomposizione del frammentato campo politico moderato: Buttigieg, Klobuchar ed il miliardario Michael Bloomberg potrebbero sottrargli voti e delegati.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Joe Biden ha ottenuto, complessivamente, più voti di Bernie Sanders nelle prime quattro sfide elettorali ed è molto vicino al progressista nella conta dei delegati ottenuti (58 a 50). La campagna di Sanders ha però investito molto più di quella di Biden negli Stati che voteranno nel Super Tuesday (25 milioni contro 600mila dollari) ed in diversi Stati che si recheranno alle urne, tra cui i fondamentali <strong>Texas e California</strong> ( che da sola assegna 415 delegati), il blocco dei Latinos, considerati vicini a Sanders, è decisamente rilevante. Bisognerà dunque vedere quanto netta potrà essere l&#8217;eventuale vittoria di Bernie Sanders, che secondo i sondaggi si dovrebbe piazzare al primo posto tanto in Texas quanto in California e soprattutto quanto sarà in grado di resistere Joe Biden ad una sconfitta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">La vittoria di Biden in South Carolina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il possibile outsider per le primarie democratiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-possibile-outsider-per-le-primarie-democratiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 14:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=259286</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Michael Bloomberg (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-1024x474.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mai come in questa occasione le primarie del Partito democratico risultano così indecifrabili con almeno 4 potenziali vincitori. Nella corsa che doveva essere a due tra l’ex-vice presidente, Joe Biden, e il senatore del Vermont, Bernie Sanders, si sono aggiunti anche Michael Bloomberg e Pete Buttigieg. Nelle prime due votazioni, in Iowa (dove è ancora in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-possibile-outsider-per-le-primarie-democratiche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-possibile-outsider-per-le-primarie-democratiche.html">Il possibile outsider per le primarie democratiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Michael Bloomberg (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Michael-Bloomberg-candidato-Dem-La-Presse-e1582028269744-1024x474.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mai come in questa occasione le <strong>primarie del Partito democratico</strong> risultano così indecifrabili con almeno 4 potenziali vincitori. Nella corsa che doveva essere a due tra l’ex-vice presidente, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, e il senatore del Vermont, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, si sono aggiunti anche <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>. Nelle prime due votazioni, in Iowa (dove è ancora in corso il riconteggio dei voti) e nel New Hampshire a creare scompiglio è stato il 38enne Buttigieg che si è portato a casa due delegati in più di Sanders (23 a 21) e ben 17 in più di Biden. Ma secondo alcuni sondaggi, quella di Buttigieg non è una figura plausibile per la vittoria delle primarie soprattutto per questioni sociali, essendo complicato immaginare un sostegno pieno da parte della popolazione statunitense a un candidato dichiaratamente omosessuale.</p>
<h2>Il possibile &#8220;terzo incomodo&#8221;</h2>
<p>Il vero outsider è considerato il miliardario Bloomberg che ha saltato i primi due appuntamenti dell&#8217;Iowa e del New Hampshire, aprendo la sua campagna elettorale “in ritardo” rispetto agli altri candidati. Il primo passo è stato investire <strong>210 milioni di dollari</strong> per diversi spot televisivi, tra cui quello trasmesso nel corso del Super Bowl del 3 febbraio che ha tenuto davanti alle televisioni circa <a href="https://www.syracuse.com/sports/2020/02/2020-super-bowl-ratings-102-million-viewers-up-from-last-year.html">102 milioni di persone</a>. L’avvio reale della campagna elettorale, con il primo comizio che è stato il 12 febbraio a Chattanooga, nel Tennessee, nel corso del quale ha affermato di non aver paura della sfida con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> perché il suo obiettivo è di “batterlo”; motivo per il quale Bloomberg ha assicurato di essere pronto a “sostenere chiunque uscirà vincitore delle primarie democratiche”. La scelta del Tennessee come punto di partenza della sua campagna elettorale non è stato casuale dal momento che, alle votazioni del 3 marzo, assegnerà ben 64 delegati dei 1991 necessari alla vittoria.</p>
<p>Essendo entrato nella corsa per il vertice del Partito Democratico in ritardo rispetto agli avversari, Bloomberg ha deciso di entrare nella lotta elettorale a ridosso del <a href="https://www.270towin.com/2020-election-calendar/">3 marzo</a>, ovvero il <strong>Super Tuesday</strong> che chiamerà alle urne i cittadini di Alabama, Arkansas, California, Carolina del Nord, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, Oklahoma, Samoa Americane, Tennessee, Texas, Utah, Vermont e Virginia. In totale saranno assegnati 1600 delegati, ai quali si aggiungeranno altri 111 provenienti dalle votazioni della settimana precedente in Nevada e in Carolina del Sud. Non è un caso se Bloomberg abbia iniziato la sua campagna elettorale proprio in Tennessee e che abbia stanziato “la sua base” in Virginia, investendo milioni di dollari per spot pubblicitari da mandare in onda in 27 stati, tra cui California, Texas, Florida e Michigan cruciali per la vittoria delle primarie e, in seguito, delle elezioni presidenziali.</p>
<h2>&#8220;Mike lo farà!&#8221;</h2>
<p>L’ultimo sondaggio di <a href="https://morningconsult.com/2020-democratic-primary/">Morning Consult</a> vede Bloomberg al terzo posto con il 17% delle preferenze, a poca distanza da Biden (22%) e da Sanders (25%), mentre nei dati rilevati da <a href="http://maristpoll.marist.edu/wp-content/uploads/2020/02/UPDATED_Tuesday-Release_NPR_PBS-NewsHour_Marist-Poll_USA-NOS-and-Tables_2002171446.pdf#page=3">Npr, Pbs NewsHour e Marist </a>viene dato al secondo posto al 19%, lontano dal 31% di Sanders<span style="font-size: 1rem;">. Per colmare questo gap non serviranno solamente i miliardi a disposizione dell’ex-sindaco di New York, ma anche una campagna elettorale mirata a “rubare” consensi a Joe Biden, ovvero l’altro candidato considerato moderato. “</span><strong style="font-size: 1rem;">Mike will get it done</strong><span style="font-size: 1rem;">” (Mike lo farà) non è solamente lo slogan della sua campagna, ma è anche il focus principale di tutti i suoi discorsi e dei suoi messaggi lanciati in questa prima settimana di incontri. Il suo obiettivo è dimostrare agli elettori la sua volontà di vincere, presentandosi come il <em>self-made man</em> tanto caro alla cultura statunitense e contrapponendosi a Trump. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Se non fosse per la radicale differenza nel modo di “attaccare” l’attuale presidente, i temi della campagna elettorale di Bloomberg sarebbero grossomodo gli stessi degli altri candidati dem, ovvero la lotta al cambiamento climatico, la creazione di posti di lavoro, l’aumento degli stipendi minimi, uno snellimento delle procedure per l’ottenimento di permessi di soggiorno e il potenziamento del Medicare e del Medicaid. Ma a differenza di Biden, di Sanders e degli altri candidati, Bloomberg propone agli elettori la sua storia e la sua capacità di gestione delle aziende e dell’amministrazione pubblica. Un modo di condurre i comizi non tanto diverso da quello già sperimentato –con successo– da Trump nel 2016.</span></p>
<h2>La lotta alle armi da fuoco</h2>
<p>L’ostacolo maggiore per Bloomberg non sarà il voto afro-americano e dei giovani (indirizzato principalmente verso Sanders), ma le polemiche e le contestazioni che arriveranno dalle associazioni sostenitrici del diritto a portare in pubblico e a possedere<a href="https://it.insideover.com/societa/stati-uniti-dibattito-politico-armi.html"> armi da fuoco</a>. Bloomberg, già da sindaco di New York, aveva infatti iniziato una lotta –finita anche di fronte alla Corte Suprema– per limitare il trasporto di armi da fuoco in pubblico, nel tentativo di evitare stragi o omicidi. Inoltre ha <a href="https://everytown.org/">fondato nel 2013</a> la <strong>Everytown for Gun Safety</strong> che sostiene il controllo delle vendite delle armi da fuoco, finanziando campagne di sensibilizzazione verso la stampa, il pubblico e i politici allo scopo di gettare le basi per un intervento legislativo per indagare sui precedenti penali di chiunque voglia acquistare un’arma. Un tema etico molto sentito soprattutto nelle grandi città, ma che si scontra contro il <strong>Secondo Emendamento</strong> della Costituzione e contro l’opposizione della maggioranza della popolazione statunitense che vede nelle armi da fuoco una garanzia di sicurezza e una “tradizione”.</p>
<p>Le organizzazioni a difesa dei “diritti delle armi” hanno già iniziato a fare <a href="https://www.breitbart.com/politics/2020/02/15/bloomberg-clinton-ticket-means-california-style-gun-control-for-everyone/?fbclid=IwAR0_C_sR35S5nwH3Mfhqfmr7pFdiv0SdDM7i78gEW2_icoQL2hy7zOWVlD0">attività lobbistica in opposizione</a> alle idee di Bloomberg, avvertendo l’opinione pubblica sui rischi per il Secondo Emendamento e, soprattutto, sulla possibilità della creazione di una legge di controllo delle armi modellata su quella della <strong>California</strong>. Sicuramente come Bloomberg vede il diritto a portare armi da fuoco sarà uno dei temi centrali della campagna elettorale, anche se difficilmente gli altri candidati democratici faranno leva su ciò per ridurre il consenso verso l’ex-sindaco di New York per non rischiare un contraccolpo nelle grandi città.</p>
<h2>Il prossimo dibattito</h2>
<p>Il primo banco di prova reale delle primarie democratiche sarà domani 19 febbraio, quando per la prima volta Bloomberg affronterà in <a href="https://www.nytimes.com/2020/02/18/us/politics/bloomberg-debate-poll-numbers.html">diretta televisiva</a> i suoi rivali alla corsa per le presidenziali di novembre. Sul palco di Las Vegas troverà Bernie Sanders, Joe Biden, Pete Buttigieg e le senatrici <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-elizabeth-warren.html">Elizabeth Warren</a> (Massachusetts) e Amy Klobuchar (Minnesota). Dibattito televisivo che sarà il primo passo d’avvio della campagna elettorale vera e propria per la candidatura contro l’uscente presidente Donald Trump, intenzionato a sfruttare le divisioni interne tra i democratici e i traguardi raggiunti negli ultimi quattro anni per essere rieletto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-possibile-outsider-per-le-primarie-democratiche.html">Il possibile outsider per le primarie democratiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/396 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-14 19:03:52 by W3 Total Cache
-->