VUOI FARE UN'INCHIESTA? REALIZZALA CON NOI

La netta vittoria del vecchio leone Joe Biden alle primarie democratiche in South Carolina è, forse, un punto di svolta per la lunga e complessa stagione delle primarie del Partito Democratico americano. I primi due appuntamenti elettorali, rispettivamente in Iowa e New Hampshire, avevano infatti visto un sostanziale pareggio tra il moderato Pete Buttigieg ed il progressista Bernie Sanders, che però aveva comunque ottenuto, in entrambi i casi, più voti del rivale. L’anziano progressista aveva poi conquistato il Nevada e le sue quotazioni erano apparse in deciso rialzo: la South Carolina, però, potrebbe riportare più equilibrio nella sfida tra le parti. Joe Biden, la cui candidatura aveva trovato il favore dei sondaggi a livello nazionale, potrebbe infatti ancora aspirare ad insidiare il primato di Sanders nonostante le prestazioni piuttosto opache in Iowa e New Hampshire. Il 3 marzo, inoltre, avrà luogo il Super Tuesday in cui ben 14 Stati (tra cui la California ed il Texas) si recheranno alle urne: si tratterà di un appuntamento decisivo.

Una possibile svolta

L’affermazione di Biden in South Carolina è stata netta: oltre il 48 per cento dei voti conseguiti mentre Sanders si è fermato al 19,9 per cento dei suffragi. In terza posizione è giunto il miliardario Tom Steyer. Più distanziati gli altri sfidanti: da Buttigieg che si è fermato poco sopra l’8 per cento ad Elizabeth Warren che ha ottenuto poco più del 7 per cento dei consensi mentre Amy Klobuchar si è fermata sotto il 4 per cento. La vittoria di Biden era attesa grazie al supporto di cui gode tra gli afroamericani e consentirà al candidato di puntare con decisione sull’imminente Super Tuesday. Sanders invece, come nelle primarie del 2016 contro Hillary Clinton, tende a stentare negli Stati del Sud e ciò potrebbe costituire un serio ostacolo alla vittoria finale. Le candidature di Buttigieg, della Warren e della Klobuchar hanno bisogno di nuovo ossigeno ed una cattiva performance nel Super Tuesday potrebbe determinarne la fine prematura. La sfida, come riportato da alcuni osservatori, assomiglia sempre di più ad una corsa a due tra Sanders e Biden. Il vicepresidente di Obama, però, deve anche sperare in una ricomposizione del frammentato campo politico moderato: Buttigieg, Klobuchar ed il miliardario Michael Bloomberg potrebbero sottrargli voti e delegati.

Le prospettive

Joe Biden ha ottenuto, complessivamente, più voti di Bernie Sanders nelle prime quattro sfide elettorali ed è molto vicino al progressista nella conta dei delegati ottenuti (58 a 50). La campagna di Sanders ha però investito molto più di quella di Biden negli Stati che voteranno nel Super Tuesday (25 milioni contro 600mila dollari) ed in diversi Stati che si recheranno alle urne, tra cui i fondamentali Texas e California ( che da sola assegna 415 delegati), il blocco dei Latinos, considerati vicini a Sanders, è decisamente rilevante. Bisognerà dunque vedere quanto netta potrà essere l’eventuale vittoria di Bernie Sanders, che secondo i sondaggi si dovrebbe piazzare al primo posto tanto in Texas quanto in California e soprattutto quanto sarà in grado di resistere Joe Biden ad una sconfitta.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.