Le primarie democratiche in South Carolina hanno mietuto la prima ed illustre vittima tra gli aspiranti candidati: Pete Buttigieg, astro nascente dei moderati e sindaco 38enne della città di South Bend si è infatti ritirato dalla competizione elettorale dopo il deludente 8 per cento riscosso all’ultimo round di questa lunga sfida politica. Il ritiro, forse prematuro, ha colto di sorpresa: Buttigieg si era piazzato al primo posto, per voti ricevuti, in Iowa ed al secondo posto in New Hampshire, dove ad imporsi era stato Bernie Sanders. I caucus del Nevada, invece, avevano visto Buttigieg raggiungere il terzo posto dietro Bernie Sanders e Biden.

Una rinuncia dolorosa

La scelta di Buttigieg potrebbe essere stata influenzata dalle prospettive poco incoraggianti offerte dai sondaggi nazionali: secondo questi ultimi, infatti, il sindaco di South Bend sarebbe al quarto o quinto posto, con circa il 10 per cento dei consensi, nelle intenzioni di voto degli elettori delle primarie. Molto distanti gli sfidanti principali: da Bernie Sanders, saldamente al primo posto con percentuali di voto stimate tra il 25 ed il 33 per cento a Joe Biden e Michael Bloomberg, stimati rispettivamente intorno al 21 per cento e tra il 14 ed il 21 per cento. Davanti a Buttigieg ci sarebbe stata poi, secondo la maggior parte dei sondaggi, anche Elizabeth Warren. Naturale, dunque, che la stella nascente  del Partito Democratico abbia tratto le sue conclusioni e scelto di abbandonare una sfida che, con tutta probabilità, non lo avrebbe visto trionfare. Il ritiro di Buttigieg dovrebbe poi rafforzare la performance di Joe Biden, anziano ex vicepresidente di Obama ed esponente più importante dello schieramento moderato: i voti del sindaco di South Bend, infatti, dovrebbero confluire su di lui e consentirgli di insidiare il primato di Bernie Sanders. Una notizia, quest’ultima, che dovrebbe rassicurare quei big moderati del Partito da sempre ostili alle posizioni politiche di Sanders, che pare ormai lanciato verso la vittoria finale e che potrebbe dunque essere il prossimo sfidante di Donald Trump alle elezioni di novembre 2020.

Le prospettive

La giovane età ed il carisma di Buttigieg dovrebbero comunque consentire all’uomo politico di riprovare, nei prossimi anni, la scalata alla presidenza oppure di consolidare le sue posizioni, all’interno del Partito, cercando l’elezione a deputato, senatore o governatore. L’età avanzata di Biden, infatti, potrebbe portare Buttigieg ad emergere, a breve, come esponente di riferimento dell’ala moderata del partito. Per quanto riguarda la sfida in corso, invece, non sembra che l’establishment dei Democratici abbia ordito una sorta di complotto contro Sanders per facilitare la vittoria di Biden. L’avanzamento delle primarie, più semplicemente, tende ad eliminare dalla competizione quei candidati più deboli, con meno risorse finanziarie o desiderosi di ritentare quando le condizioni saranno più opportune e questo è quello che dovrebbe essere successo a Buttigieg. La prossima a cadere potrebbe essere Amy Klobuchar, donna del Midwest ed esponente moderata che però non godrebbe di prospettive particolarmente favorevoli nei prossimi round delle primarie democratiche. Anche lei, come Buttigieg, potrebbe defilarsi prima che la rotta diventi eccessiva e ritentare la fortuna al prossimo giro.

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