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	<title>Hayat Tahrir al-Sham Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Hayat Tahrir al-Sham Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gli Usa assolvono Hayat Tahrir al-Sham: gli ex qaedisti ora sono “interlocutori affidabili”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 15:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington assolve HTS: gli ex qaedisti diventano “interlocutori affidabili” per gli Usa guidati da Donald Trump.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250708144932959_c66d1a53ac896280fad447599a38c86b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una decisione destinata a ridisegnare radicalmente gli equilibri del Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno ufficialmente rimosso <strong>Hayat Tahrir al-Sham (HTS)</strong> dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere. La firma è arrivata il 7 luglio dal segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>, suggellando la legittimazione internazionale del gruppo islamista sunnita oggi al potere in Siria. Un gruppo nato come costola siriana di al-Qaeda, protagonista della guerra civile nel Nord-Ovest del Paese, e che ha guidato la caduta del regime di <strong>Bashar al-Assad</strong> nel dicembre 2024. A capo del nuovo governo siede oggi Ahmed al-Sharaa, noto con il nome di battaglia Abu Mohammad al-Jolani, l’ex comandante di Jabhat al-Nusra e HTS, ora investito del ruolo di presidente e descritto dalla diplomazia statunitense come un interlocutore “pragmatico”.</p>



<p>L’operazione si inscrive nella strategia dell’amministrazione Trump, tornata alla guida della Casa Bianca con un’agenda improntata al disimpegno militare diretto e alla creazione di alleanze selettive con attori locali. Durante un vertice in Arabia Saudita, <strong>Trump ha definito Jolani “un patriota deciso”</strong>, lodandone la capacità di garantire l’ordine nel Paese e annunciando la revoca di gran parte delle sanzioni economiche in vigore contro la Siria. Il nuovo corso ha trovato appoggio tra le monarchie del Golfo, che intravedono nella Siria post-Assad un potenziale alleato contro l’Iran. Ma dietro l’etichetta della “normalizzazione” si nasconde una realtà ben più ambigua e inquietante.</p>



<p>Secondo fonti israeliane come Channel 12 e Kan News, il nuovo esecutivo siriano ha siglato un accordo strategico con Israele che prevede cooperazione in materia di sicurezza e intelligence, con l’obiettivo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-e-netanyahu-vogliono-ridisegnare-il-medio-oriente.html">contrastare Hezbollah e contenere l’influenza iraniana nel Levante.</a> Non si tratta di una semplice intesa diplomatica, ma di un vero e proprio terremoto geopolitico: per la prima volta, uno degli ex membri centrali dell’“Asse della Resistenza” <strong>si schiera apertamente al fianco di Israele e dei suoi alleati regionali.</strong> La Siria, che per anni ha fondato la propria proiezione strategica sul sostegno alla causa palestinese e all’alleanza con Hezbollah e Teheran, abdica ora a quel ruolo storico e si riallinea con il cordone anti-iraniano promosso da Washington, Tel Aviv, Riyad e Abu Dhabi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un tassello anti-Iran</h2>



<p>Il governo nato dalla trasformazione di HTS da coalizione insurrezionale jihadista a soggetto politico riconosciuto si presenta oggi come un partner funzionale agli interessi israelo-americani. Non è più la Siria che offriva rifugio a Hamas o che rivendicava il Golan: è <strong>una pedina attiva della strategia inaugurata con gli Accordi di Abramo</strong>, che mira a integrare i regimi arabi filo-occidentali nella sfera di influenza israeliana. Il passaggio di Damasco nel campo avversario segna la frattura più grave subita dal blocco anti-israeliano guidato dall’Iran dalla sua nascita, un colpo non solo militare ma simbolico. A conferma del cambio di rotta, nell’aprile scorso <strong>le autorità siriane hanno arrestato due dirigenti della Jihad Islamica Palestinese</strong>, accelerando la marginalizzazione della causa palestinese nella nuova architettura regionale.</p>



<p>Nel quadro strategico delineato dall’amministrazione Trump, la Siria di Jolani diventa un tassello essenziale in un disegno più ampio: contenere l’espansione iraniana, ridimensionare l’influenza russa nel Levante, ridurre l’impegno diretto statunitense. In questa chiave, la “riconversione” del potere siriano appare come un successo di politica estera per Washington: Hayat Tahrir al-Sham, un tempo forza centrale del jihadismo salafita in Siria, diventa oggi partner nella stabilizzazione regionale. Ma questa narrazione si scontra con le dinamiche interne al Paese, dove <strong>la stabilità proclamata poggia su equilibri militari precari, mentre la pacificazione serve a coprire una repressione selettiva</strong> e un’esclusione sistemica delle minoranze.</p>



<p>A pagarne il prezzo è soprattutto la comunità alawita, da sempre associata — anche solo simbolicamente — al potere degli Assad. A marzo, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, <strong>oltre 1.600 civili alawiti sono stati uccisi sulla costa siriana</strong> in quello che è stato descritto come un pogrom su larga scala. Le prove raccolte da Amnesty International parlano di esecuzioni a sangue freddo, distruzioni mirate di villaggi, attacchi a luoghi di culto. Tra le vittime, donne, bambini, anziani. La pulizia settaria è avvenuta per mano di milizie affiliate — formalmente o informalmente — <a href="https://ilmanifesto.it/gli-alawiti-scappano-la-nuova-siria-e-al-palo">al nuovo governo</a>. E non si è fermata.</p>



<p>Un’inchiesta di <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-detains-two-leaders-palestinian-islamic-jihad-2025-04-22/"><em>Reuters</em> ha documentato almeno 33 casi di donne </a>alawite scomparse nei governatorati di Hama, Latakia e Tartous. Rapimenti in pieno giorno, richieste di riscatto, telefonate minatorie con accenti stranieri. Alcune giovani sono riuscite a contattare le famiglie e dichiarare di essere state deportate. La maggior parte <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/shes-not-coming-back-alawite-women-snatched-streets-syria-2025-06-27">non ha più fatto ritorno</a>. Le autorità locali sminuiscono, parlano di “fughe per amore” o “crisi personali”. Ma le testimonianze, i documenti bancari e i messaggi registrati raccontano una realtà completamente diversa. <strong>Il clima è di terrore.</strong> Migliaia di alawiti sono già fuggiti in Libano attraverso valichi informali. Chi resta vive nel silenzio e nella paura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tensione tra centro e periferie</h2>



<p>All’interno della stessa HTS, il potere di Jolani si regge su una rete di alleanze precarie, un equilibrio instabile tenuto insieme più dalla forza militare che da una coesione politica o ideologica reale. La coalizione, nata dalla fusione di milizie jihadiste, gruppi tribali e fazioni pragmatiche locali, è sempre stata un conglomerato eterogeneo più simile a una federazione armata che a un movimento centralizzato. <strong>Alcune brigate restano legate a un’ideologia panislamica rigida</strong> e ostile a ogni forma di apertura verso Israele o l’Occidente. Altre si muovono secondo logiche di sopravvivenza e potere locale, interessate alla gestione di risorse e territorio più che a un progetto statuale.</p>



<p>Questa eterogeneità ha prodotto fin dalla nascita una tensione latente tra la figura centrale di Julani e le leadership locali. Le diverse anime di HTS, riunite solo dalla comune opposizione ad Assad, mostrano oggi profonde divergenze su tutto: rapporti con l’estero, gestione del potere, ruolo della religione nello Stato. Il tentativo di trasformare questa galassia in un governo riconosciuto rischia di far esplodere le contraddizioni che erano state solo temporaneamente congelate dalla guerra.</p>



<p>Il pericolo non è astratto. I precedenti in Afghanistan e in Libia dimostrano che la caduta di un regime autoritario, in assenza di un progetto politico condiviso e di un’autorità riconosciuta, può produrre una nuova guerra civile. <strong>In Siria, lo scenario possibile è quello di una frammentazione verticale del potere</strong>: signori della guerra locali che si sfilano dal controllo centrale, fazioni jihadiste che denunciano il “tradimento” della causa islamica e scelgono la lotta armata, gruppi esterni — come Iran o Turchia — pronti ad appoggiare milizie rivali per rientrare nel gioco.</p>



<p>La legittimità del nuovo regime, mai passata da un processo costituente o da un consenso popolare autentico, è oggi vulnerabile su due fronti. Da un lato, rischia di perdere credibilità tra le frange radicali, che potrebbero interpretare l’alleanza con Israele e l&#8217;espulsione delle organizzazioni palestinesi come una resa ideologica inaccettabile. Dall’altro, non riesce a costruire una base sociale ampia né a garantire i servizi minimi che rendono uno Stato credibile. <strong>In molte aree del Paese, il controllo del nuovo governo è nominale</strong> o apertamente contestato da forze rivali. Dove esercita realmente l’autorità, lo fa attraverso la repressione più che grazie a una legittimazione politica o popolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova Siria è un terreno minato</h2>



<p>In questo contesto, l’unità interna a HTS è sempre più fragile. La Siria rischia di passare dal dominio monolitico del regime baathista a un nuovo caos frammentato, in cui le fazioni che hanno vinto la guerra si affrontano per il controllo del bottino. <strong>Il rischio, concreto e imminente, è quello della “guerra dentro la rivoluzione”</strong>, la stessa che ha trasformato l’Afghanistan post-1992 in un campo di battaglia tra ex alleati, o che ha reso la Libia post-Gheddafi un teatro permanente di conflitti tra milizie e potenze straniere. Il collante ideologico è già evaporato. Il collante strategico — la comune ostilità ad Assad — non esiste più. Resta solo la lotta per il potere. E in un quadro regionale sempre più polarizzato tra blocchi contrapposti, la Siria rischia di tornare a essere, ancora una volta, il teatro principale di una guerra per procura senza fine.</p>



<p>Il caso siriano potrebbe dunque trasformarsi nell’ennesima dimostrazione che<strong> il “realismo geopolitico” non basta a costruire pace e giustizia.</strong> La revoca dello status terroristico a HTS e l’investitura diplomatica del governo Jolani segnano una svolta storica. Ma questa svolta si regge su un terreno minato: vendette settarie, violazioni sistematiche dei diritti umani, cooptazione di milizie irregolari, fratture ideologiche e tensioni interne pronte a esplodere. La nuova Siria — più che un attore sovrano — rischia di diventare il terminale instabile di un sistema di alleanze costruito per contenere, più che per emancipare. Un laboratorio di ordine apparente sotto cui ribolle, ancora una volta, il caos.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Cosa sta accadendo in Siria?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 20:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cellule dormienti che, alla prima occasione o al primo input, hanno dato immediato segnale di risveglio. È questo, in poche parole, quello che sta accadendo in Siria. Le cellule in questione sono i gruppi fedeli al passato regime di Bashar Al Assad, pronti a imbracciare nuovamente le armi dopo l&#8217;ingresso trionfale di Al Joulani e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cellule dormienti che, alla prima occasione o al primo input, hanno dato immediato segnale di risveglio. È questo, in poche parole, quello che sta accadendo in Siria. Le cellule in questione sono i <strong>gruppi fedeli al passato regime di Bashar Al Assad</strong>, pronti a imbracciare nuovamente le armi<strong> dopo l&#8217;ingresso trionfale di Al Joulani e delle milizie islamiste a Damasco lo scorso 8 dicembre</strong>. In tal modo, si è avverato quanto previsto da più parti subito dopo la fuga di Assad dal palazzo presidenziale: la fine del regime della famiglia Assad, durato più di mezzo secolo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-siria-e-finita-lera-degli-assad-ma-non-la-guerra-la-mappa-delle-fazioni.html">non ha coinciso con la fine della guerra civile che nel Paese arabo va avanti dal 2011. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scontri tra Latakia e Tartus</h2>



<p>Tutto è iniziato a <strong>Jableh</strong> il 6 marzo scorso. Qui, a pochi chilometri dalla città di Latakia, un&#8217;imboscata ha ucciso 48 membri delle nuove forze siriane fedeli ad Al Joulani. Da allora, le province di <strong>Latakia</strong> e <strong>Tartus</strong> si sono trasformate in un campo di battaglia. Ed è curioso il fatto che, entrambi i territori, siano stati gli unici fino a oggi non raggiunti dalla guerra civile. Curioso però non è sinonimo di casuale. Nelle due province in questione risiede buona parte della <strong>minoranza alawita</strong>, ossia la comunità religiosa considerata organica al mondo sciita e a cui appartiene la famiglia Assad. <a href="https://www.agi.it/estero/news/2025-03-09/siria-nabil-al-lao-fine-regime-assad-30355526/amp/">Così come dichiarato all&#8217;Agi da Nabil al Lao</a>, ex interprete dell&#8217;ex presidente Bashar Al Assad, gli alawiti costituiscono &#8220;la spina dorsale del passato regime&#8221;. </p>



<p>All&#8217;interno delle località a maggioranza alawita, hanno trovato riparo e rifugio ex generali ed ex esponenti del passato esercito e del passato servizio di sicurezza. Persone dunque che hanno conservato le armi sotto il cuscino in attesa di tornare a combattere. Per il momento, <strong>la situazione è poco chiara</strong>: alcune comunità sono fuori dal controllo delle nuove forze di Damasco, in altre gli scontri ricordano i momenti più duri del conflitto. L&#8217;unica cosa certa è che almeno mille persone hanno perso la vita. E molte di loro, come accertato da diversi testimoni, sono state uccise a sangue freddo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Perché proprio adesso? </h2>



<p>C&#8217;era dunque da aspettarsi, prima o poi, la reazione delle cellule filo Assad. Occorre capire però come mai le armi siano state tirate nuovamente fuori proprio adesso. La risposta è forse impossibile da accertare. Oltre 14 anni di guerra civile hanno trasformato il contesto sociale e politico siriano in un territorio arido, in cui<strong> ogni scintilla può dare il via a fiamme indomabili</strong>.  Per di più, sul terreno siriano sono in tanti a soffiare. Dalla <strong>Turchia</strong>, sponsor principale di molte delle milizie che hanno aiutato Al Joulani ad entrare a Damasco, alla <strong>Russia</strong>, ex alleata di ferro della Siria di Assad. Passando per <strong>Israele</strong>, il cui esercito dopo l&#8217;8 dicembre ha occupato parte del territorio a nord del Golan, per l&#8217;<strong>Iran</strong>, altro ex alleato di Assad e che ha sfruttato il territorio siriano per rifornire di armi Hezbollah in Libano. Senza dimenticare gli <strong>Usa</strong>, ancora presenti con i propri soldati a est dell&#8217;Eufrate,<strong> i sauditi, gli emiratini e i qatarioti.</strong></p>



<p>La scintilla che ha acceso gli animi è stata probabilmente quella di <strong>Jaramana</strong>. Quest&#8217;ultima è una località a maggioranza drusa a est di Damasco, dove a inizio marzo si sono verificati scontri tra alcuni gruppi armati. Le violenze sono finite nel giro di una notte, ma sono state interpretate, da parte di diverse fazioni avversarie di Al Joulani, come un<strong> primo segnale di debolezza del nuovo regime</strong>. Da qui, l&#8217;innesco di un incendio dalle conseguenze oggi imprevedibili. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">La doppia insidia per le nuove autorità di Damasco </h2>



<p><strong>Ahmed Al Shara</strong>, il &#8220;vero&#8221; nome di Al Joulani con il quale ora preferisce farsi chiamare, adesso è atteso al varco. Deve rispondere subito agli attacchi e deve dare <strong>prova di solidità del suo governo</strong>. Ma, al tempo stesso, deve fare fronte a <strong>due incognite che appaiono come due grandi insidie</strong>. La prima riguarda la <strong>consistenza dei gruppi assadiani tornati in azione</strong>. Al momento, non è possibile conoscere la loro forza numerica e né tanto meno il loro radicamento territoriale. Una variabile di non poco conto tanto per Al Shara quanto per i suoi collaboratori.   </p>



<p>La vera insidia è però un&#8217;altra e ha a che fare invece con la <strong>consistenza delle forze di Al Shara</strong>. Quest&#8217;ultimo, quando si faceva chiamare ancora con il nome di battaglia e girava con turbante e divisa al posto delle attuali giacche e cravatte, è stato a capo di <strong>Hayat Tahrir Al Sham </strong>(Hts). Gruppo che ha preso il sopravvento a <strong>Idlib</strong>, ma che non ha mai avuto il monopolio della galassia di sigle anti Assad. Tanto è vero che, per combattere contro le redivive cellule assadiane, Al Shara si sta servendo di molte altre forze arrivate dalle province limitrofe. Si tratta dei gruppi filo turchi del <strong>Syrian National Army</strong> (Sna) e di altre fazioni spesso lontane anche ideologicamente da Hts. </p>



<p><strong>Alcune di queste sigle si stanno rendendo colpevoli di massacri</strong>, esecuzioni a sangue freddo e vendette contro la popolazione civile alawita. Sui social, diversi video mostrano una situazione quasi fuori controllo e questo nonostante i richiami dello stesso Al Shara che, in un discorso tenuto venerdì, ha invitato tutti i combattenti a non maltrattare i prigionieri. Contenere ulteriori possibili massacri sarà importante per l&#8217;immagine di Al Shara, ma offrirà all&#8217;aspirante leader siriano anche un <strong>termometro</strong> della situazione: se a prevalere saranno le milizie più sanguinarie, vuol dire che il suo controllo dentro il nuovo esercito non sarà totale. E, al contrario, <strong>Hts potrebbe riscoprirsi come una minoranza. </strong></p>
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		<item>
		<title>Siria, 240 morti in 48 ore: la scia di sangue di al-Jolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-240-morti-in-48-ore-la-scia-di-sangue-di-al-jolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 06:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308074535705_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Siria di Abu Mohammad al-Jolani, da poche settimane presidente ad interim del Paese levantino, sprofonda in un ciclo di violenze, scontri e repressioni che non sembra avere fine. E lo fa nei giorni in cui ci si avvicina all&#8217;anniversario del 15 marzo, che nel 2011 segnò l&#8217;inizio delle rivolte di Hama represse da Bashar &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-240-morti-in-48-ore-la-scia-di-sangue-di-al-jolani.html">[...]</a></p>
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<p>La <strong>Siria di Abu Mohammad al-Jolani,</strong> da poche settimane <strong>presidente ad interim del Paese levantino</strong>, sprofonda in un ciclo di violenze, scontri e repressioni che non sembra avere fine. E lo fa nei giorni in cui ci si avvicina all&#8217;anniversario del 15 marzo, che nel 2011 segnò l&#8217;inizio delle rivolte di Hama represse da <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">Bashar al-Assad e dal suo regime</a></strong>. Da allora in avanti per la Siria la <strong>guerra civile è stato un incubo</strong> di violenza e sopraffazione. E chi si era illuso che la caduta di Assad, nel dicembre scorso, potesse portare la fine degli scontri si sta ricredendo in queste ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strage di alawiti in Siria</h2>



<p>240 morti in 48 ore: i dati messi in fila dall&#8217;<strong>Osservatorio Siriano per i Diritti Umani</strong> (Sohr) parlano di un ciclo di violenze contro i civili, di uccisioni a sangue freddo tra il 6 e il 7 marzo, di una durissima repressione compiuto dalle <strong>nuove autorità del Ministero della Difesa siriano. Ovvero il brand istituzionale dietro cui, oggigiorno,</strong> si nasconde una sigla sinistra: <strong>Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong> (Hts), il gruppo militante di al-Jolani che ha guidato la vittoria nella rivolta anti-Assad. </p>



<p>Ora Hts formalmente si è sciolto, ma nei fatti è <strong>diventato lo Stato</strong>, uno Stato non meno repressivo di quello che ha preteso di liberare dagli Assad: le forze di sicurezza del regime, nota il Sohr, hanno massacrato nelle ultime ore<strong> centinaia di civili dopo che i lealisti pro-Assad</strong> si sono organizzati per colpire le forze del nuovo governo a Latakia e Tartus, epicentro della presenza degli <a href="https://it.insideover.com/religioni/viaggio-tra-gli-alawiti-la-setta-religiosa-di-assad.html">alawiti, </a>il gruppo religioso a cui fa riferimento il clan Assad e che nell&#8217;ultimo mezzo secolo è stato egemone in Siria.</p>



<p>Sotto il nome di due organizzazioni cappello, la Resistenza Popolare Siriana e il Consiglio militare per la liberazione della Siria, le forze legate al vecchio regime hanno alzato l&#8217;asticella a Latakia e Tartus con raid contro le forze di al-Jolani, a cui la polizia e il Ministero della Difesa oggi espressione di Hts hanno reagito con ferocia: 7 civili massacrati in città a Latakia e 2 a Tartus, molti di più nel governatorato del Nord-Ovest che è vicino alle aree costiere della Siria: 24 morti nel villaggio di Al-Shair, 38 a Al-Mukhtariya, 7 a al-Hafa, 22 a Qafis, ben 60 a Baniyas. Aggiungendo <strong>un&#8217;ottantina di morti distribuiti tra insorti e truppe regolari</strong> e i caduti nel resto del Paese si arriva alla scia di sangue dei <strong>240 morti</strong> che parla di un Paese tutt&#8217;altro che pacificato e, anzi, in cui i metodi di repressione di Hts e al-Jolani ricordano crimini di guerra del passato di cui molti, in Siria e nel mondo, hanno sperato che si conservasse soltanto il ricordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova Siria non è migliore di quella di Assad</h2>



<p>Ebbene, se la Siria che doveva nascere dopo la caduta di Assad sarebbe dovuta essere uno Stato libero e democratico, così non sembra essere: <strong>non si vede la democrazia</strong>, dato che al-Jolani si è proclamato <em>motu proprio</em> presidente, e stanno tornando in auge le <strong>vendette e i regolamenti di conti</strong> che spesso accompagnano i cambi di regime. Le democrazie occidentali hanno a lungo contrastato Assad in nome del rifiuto della sua repressione contro i civili salvo poi fornire un assegno in bianco al nuovo <strong>governo degli ex &#8220;ribelli</strong>&#8221; sostenuto da Turchia e Qatar, visitando con i propri diplomatici Damasco e allentando le sanzioni senza adeguate garanzie di una normalizzazione del Paese. </p>



<p>I media del mondo hanno presentato la caduta di Assad come una liberazione e mostrato <strong>le immagini, terribili, dei detenuti del carcere di Sednaya</strong> dove il regime faceva scomparire i suoi nemici ma hanno mostrato molta più indulgenza sulle mosse di Hts, di cui avevamo dato conto: <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html">si pensi alla fuga dei <strong>civili armeni</strong></a>, alla repressione seguita all&#8217;attentato che <a href="https://it.insideover.com/guerra/assad-e-caduto-ma-la-siria-e-ancora-nel-caos.html">ha portato alla morte di <strong>14 persone a Tartus a fine dicembre</strong></a> e alla continua presentazione di un volto bonario del nuovo regime islamista che è tutto da dimostrare essere in grado di manifestarsi.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">Al-Jolani, che si è cercato di ridipingere come &#8220;<strong>rivoluzionario</strong>&#8220;</a> veste bene, si è messo la cravatta, dialoga in podcast e programmi televisivi, ha evidentemente letto <strong>Daron Acemoglu</strong> e i suoi studi su come le istituzioni ben plasmate e patinate possano creare stabilità, sapendo che a molte controparti occidentali basterà presentare la quinta di cartapesta di uno Stato rinnovato per ottenere linee di credito politiche. Ma dietro, <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html">Hts, anche ora che è <strong>diventata lo Stato,</strong> resta il gruppo</a> violento e settario che abbiamo conosciuto. Non ha più sul groppone la taglia di organizzazione terroristica del Dipartimento di Stato Usa, ma resta la <a href="https://www.theguardian.com/world/2025/mar/07/death-toll-rises-syrian-security-forces-struggle-quell-assad-loyalist-attacks">formazione plasmata da anni di lotta tra Idlib e il deserto siriano. </a></p>



<p>E così, da un rais all&#8217;altro, a quattordici anni dall&#8217;inizio della guerra per la Siria continuano violenze settarie e divisioni. E c&#8217;è da chiedersi quanto chi, come le Forze Democratiche Siriane (Sdf) a guida curda, stava cercando di dialogare con Damasco sarà invogliato a pensare a riunificare il Paese dopo queste scene di violenza. Il governo a guida Hts dice di voler riunificare la Siria, ma la sta spezzando su faglie settarie. Questo a tutto vantaggio di chi, come <a href="https://it.insideover.com/guerra/diritto-a-difendersi-israele-occupa-la-siria-non-si-ritira-dal-libano-spara-in-cisgiordania.html">Israele, viola l&#8217;unità territoriale del Paese levantino e ha tutto l&#8217;interesse</a> a vedere una Siria debole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-240-morti-in-48-ore-la-scia-di-sangue-di-al-jolani.html">Siria, 240 morti in 48 ore: la scia di sangue di al-Jolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Siria alla vigilia del ritiro Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-ancora-ribolle-alla-vigilia-del-ritiro-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 09:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1327" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-1536x1062.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra l'apparente stabilità a Damasco e i fronti ancora aperti nell'Est, la Siria si presenta scossa alla vigilia di un possibile ritiro Usa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1327" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123161200519_752a3519664d428761afba11698464c5-1536x1062.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Via dalla Siria, ancora una volta. Esattamente come proclamato nel 2019, nel corso del suo primo mandato, <strong>Donald Trump</strong> ha espresso la seria intenzione di ritirare le truppe Usa dal Paese arabo. Sei anni fa, il piano non è andato in porto per via di divergenze con il Pentagono. Oggi però il tycoon vorrebbe riprovarci e, <a href="https://www.agenzianova.com/news/il-pentagono-sta-pianificando-il-ritiro-completo-delle-forze-dalla-siria/">stando alle dichiarazioni di due funzionari della Difesa Usa rilasciate alla Nbc</a>, alcuni piani per il rientro a casa dei soldati sono in fase di elaborazione. </p>



<p>Non mancano tuttavia<strong> resistenze sempre all&#8217;interno del Pentagono</strong>, con altri funzionari che alla stampa statunitense hanno rivelato le proprie preoccupazioni per un eventuale ritiro. Il dietrofront del soldati di Washington infatti, avverrebbe<strong> in una fase ancora molto instabile</strong> e in cui la Siria non ha ancora definito il proprio futuro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione nell&#8217;Est della Siria</h2>



<p>A preoccupare maggiormente è proprio l&#8217;area dove da più di un decennio sono stanziate le truppe statunitensi. Si tratta della<strong> regione a Est dell&#8217;Eufrate</strong>, coincidente con le province di Deir Ezzor e Al Hasakah. Qui hanno sede, tra le altre cose, diversi <strong>giacimenti di petrolio</strong> ma è soprattutto la vicinanza con il <strong>confine iracheno</strong> ad aver sempre rappresentato il principale interesse di Washington nella regione. Mettere gli scarponi da queste parti, vuol dire interrompere quello che un tempo era il corridoio con l&#8217;Iran usato da Teheran per portare armi e mezzi verso Damasco e verso Beirut.</p>



<p>I soldati Usa a Est dell&#8217;Eufrate hanno sempre dato manforte alle forze <strong>Sdf</strong>, sigla che identifica il principale<strong> gruppo filocurdo</strong> che di fatto controlla l&#8217;area già dai primi anni della guerra civile. Una presenza, quella curda, non certo digerita dalla vicina <strong>Turchia di Erdogan</strong>. Non è un caso se a fine novembre, non appena è iniziata l&#8217;offensiva decisiva di Hayat Tahrir Al Sham (<strong>Hts</strong>) contro le truppe siriane dell&#8217;ex presidente Assad, i miliziani filo-Ankara del Syrian National Army (<strong>Sna</strong>) hanno concentrato le proprie azioni verso Est.</p>



<p>Ed è qui che scorre l&#8217;unico vero fronte al momento aperto in Siria. La situazione è poco chiara: la città strategica di <strong>Manbji</strong>, ad esempio, è passata più volte di mano e, proprio pochi giorni fa, un&#8217;autobomba nel centro cittadino ha ucciso 15 persone. Gli scontri tra Sna e Sdf preoccupano e non poco diversi funzionari statunitensi: le violenze infatti non solo potrebbero rappresentare un <strong>focolaio</strong> pronto a incendiare l&#8217;ancora arido terreno istituzionale siriano, ma rischiano di distrarre forze filocurde dai compiti di sorveglianza dei <strong>campi di prigionia dove sono rinchiusi i miliziani dell&#8217;Isis</strong>. Un vero e proprio esercito di novemila combattenti, pronti a evadere e a cominciare nuovamente le ostilità anche fuori dalla Siria. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">A car bomb explosion in Manbij, eastern <a href="https://twitter.com/hashtag/Aleppo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Aleppo</a>, on Monday, February 3, results in a horrific massacre, with women making up the majority of the victims. <a href="https://t.co/hJThaFyQWT">pic.twitter.com/hJThaFyQWT</a></p>&mdash; Samer Daboul (@samerdaboul6) <a href="https://twitter.com/samerdaboul6/status/1886308417964306472?ref_src=twsrc%5Etfw">February 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo tour diplomatico di Ahmed Al Shara</h2>



<p>Proprio per via della situazione nell&#8217;est, non sono pochi i funzionari della Difesa che consigliano <strong>maggior prudenza</strong> a Trump prima di dare il via libera a un eventuale ritiro. In poche parole, una parte del Pentagono vuole che il presidente non prenda decisioni sulla base delle immagini che arrivano da Damasco. Qui il contesto appare più stabile: Mohammed Al Joulani oramai si fa chiamare con il suo vero nome di<strong> Ahmed Al Shara </strong>ed è stato ufficialmente nominato presidente. In un discorso tenuto nei giorni scorsi nel palazzo presidenziale un tempo dimora degli Assad, Al Shara ha dichiarato sciolte le milizie, compresa la sua Hts, e ha annunciato la formazione di un nuovo esercito siriano. </p>



<p>Frammenti di apparente normalità che hanno accompagnato anche il neo presidente siriano nei suoi primi due viaggi all&#8217;estero. Il primo ha avuto luogo in <strong>Arabia Saudita</strong>, il secondo invece alla corte di Erdogan ad <strong>Ankara</strong>. Il quadro però appare tutt&#8217;altro che definito e definitivo: la Siria, alla vigilia del paventato ritiro Usa, ribolle ed è ancora tanto provata quanto scossa da tutti i più recenti eventi. </p>



<p></p>
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		<title>Siria, al-Jolani azzera il Paese e si proclama presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 10:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo corso per la Siria, dopo la caduta di Bashar al-Assad, è ufficialmente partito. A un mese e mezzo dalla conquista di Damasco, il leader delle forze anti-regime Abu Mohammad al-Jolani, al secolo Ahmed al-Sharaa, ha annunciato in un discorso tenuto ieri sera di essere pronto a ricostruire un nuovo Paese su fondamenta diverse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-al-jolani-azzera-il-paese-e-si-proclama-presidente.html">Siria, al-Jolani azzera il Paese e si proclama presidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074910925_85761058b9d9e9f66b67dd0c49aca5e0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo corso per la <strong>Siria, dopo la caduta di Bashar al-Assad</strong>, è ufficialmente partito. A un mese e mezzo dalla conquista di Damasco, il leader delle forze anti-regime <strong>Abu Mohammad al-Jolani, al secolo Ahmed al-Sharaa</strong>, ha annunciato in un discorso tenuto ieri sera di essere pronto a ricostruire un nuovo Paese su fondamenta diverse rispetto al passato. Nei fatti la vecchia Siria è azzerata: è stato ufficialmente sciolto il Partito Baath di Assad, che per 54 anni ha governato il Paese; sono state dichiarate estinte le vecchie forze armate siriane, imperniate <a href="https://www.aljazeera.net/news/2025/1/29/%D8%B9%D8%A7%D8%AC%D9%84-%D9%85%D8%B5%D8%A7%D8%AF%D8%B1-%D9%84%D9%84%D8%AC%D8%B2%D9%8A%D8%B1%D8%A9-%D8%A7%D8%AC%D8%AA%D9%85%D8%A7%D8%B9-%D9%85%D9%88%D8%B3%D8%B9">sull&#8217;Esercito Arabo Siriano,</a> e gli apparati d&#8217;intelligence del vecchio regime. Inoltre, è stato sciolto il Parlamento e abrogata la Costituzione.</p>



<p>Formalmente, resta in carica il Governo di transizione formato da <strong>Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong>, l&#8217;organizzazione militante guidata da al-Jolani, dopo la caduta di Damasco come proiezione del Governo di Salvezza della Siria che ha guidato<a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html"> l&#8217;area di Idlib dal 2017 in avanti</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Here is the full victory speech delivered earlier today by Mr. Ahmad Al-Sharaa, who has been proclaimed the leader of <a href="https://twitter.com/hashtag/Syria?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Syria</a>’s transitional period.<br><br>In his address, he proudly highlighted that the <a href="https://twitter.com/hashtag/Syrian?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Syrian</a> people’s victory was largely bloodless and that, contrary to expectations,… <a href="https://t.co/p7LGFD5cE6">pic.twitter.com/p7LGFD5cE6</a></p>&mdash; MG (@MhdAGhanem) <a href="https://twitter.com/MhdAGhanem/status/1884720798482534707?ref_src=twsrc%5Etfw">January 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;autorità del primo ministro ad interim, <strong><a href="https://www.affaritaliani.it/esteri/siria-ingegneri-allah-turchia-israele-bombardamenti-948669.html">Mohammad al-Bashir,</a> è stata estesa per tre mesi</strong>. Tutte le milizie, ha detto al-Jolani/al-Sharaa, saranno sciolte, e si pensa che questo riguardi anche Hts, perché l&#8217;obiettivo del governo di transizione è far sì che<a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-provvisorio-siriano-pianifica-un-rialzo-del-400-degli-stipendi-pubblici.html"> la stabilità del nuovo esecutivo </a>sia garantita tramite &#8220;mezzi legittimi e legali&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di ricostruire il Paese unificandolo</h2>



<p>L&#8217;ex membro di al-Qaeda è stato investito formalmente della carica di <strong>presidente della Siria</strong> e ora c&#8217;è da capire in che tempi il Paese avrà una nuova Costituzione, un nuovo Parlamento, delle nuove istituzioni. Un mese fa, ad <em>Al-Arabiya,</em> il leader della nuova Siria aveva ipotizzato una fase triennale per la scrittura della Costituzione e di quattro anni per convocare nuove elezioni. Se così sarà, al-Jolani/al-Sharaa avrà di fatto assicurato un mandato presidenziale incontestato conquistato&#8230;.sul campo (di battaglia).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-454414" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250130074427322_f6e323269754f5b19f1898bd56266f7b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Celebrazioni a Damasco dopo il &#8220;discorso della vittoria&#8221; di al-Jolani/al-Sharaa</figcaption></figure>



<p>Il leader siriano ha parlato con toni molti cauti e moderati. Sa che gli occhi del mondo sono sul suo Paese ed è ben conscio delle aspettative che molti hanno circa la tenuta del Governo islamista insediatosi a Damasco. L&#8217;ex jihadista è ben conscio della nomea associata al suo gruppo e ora mira a istituzionalizzare le forze vincitrici chiedendo di rompere il ciclo delle vendette e delle repressioni. Si può &#8211; ed è bene farlo &#8211; ricordare il curriculum integralista e violento di al-Jolani/al-Sharaa evidenziando al tempo stesso quanto dopo otto anni di leadership di Hts <strong>abbia acquisito una postura politica non indifferente</strong> e miri a <strong>durare al governo</strong>.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, è interessante notare l&#8217;attivismo diplomatico del nuovo regime siriano, col ministro degli Esteri Asaad Al-Shaibani che nelle ultime settimane<a href="https://it.insideover.com/politica/il-triangolo-si-al-jolani-al-rimbalzo-tra-turchia-qatar-e-arabia-saudita.html"> ha viaggiato in molti luoghi, dall&#8217;Arabia Saudita</a> a <a href="https://it.insideover.com/economia/piu-sicurezza-meno-benessere-il-forum-di-davos-alla-prova-del-mondo-in-guerra-e-del-trump-bis.html">Davos </a>durante il World Economic Forum, per sponsorizzare l&#8217;apertura del Paese agli <strong>investimenti stranieri</strong>. Abu Mohammad al-Jolani era ancora un <strong>ricercato internazionale per terrorismo </strong>poco più di un mese fa. Ora gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea alleviano le sanzioni alla Siria per inserirsi alle spalle di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/la-guerra-ombra-delle-spie-turche-per-blindare-le-milizie-siriane.html">Turchia</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/da-gaza-a-damasco-la-grande-strategia-diplomatica-del-qatar.html">Qatar </a>nel Paese e tutti guardano con attenzione al nuovo Governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide per la nuova Siria targata al-Jolani</h2>



<p>Dovere del presidente appena insediato sarà quello di rispondere alle polemiche e alle criticità emerse in contesti come le aree popolate da <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/armeni-in-fuga-la-nuova-siria-targata-turchia-ricorda-troppo-il-passato.html">cristiani armeni</a> e le<a href="https://it.insideover.com/guerra/armi-sotto-il-nostro-controllo-la-minaccia-di-al-julani-ai-curdi.html"> zone curde, </a>dove i legami con Ankara di molti gruppi vicini ad Hts hanno fatto emergere timori e sospetti <strong>sulle intenzioni del nuovo governo</strong>, e gestire i rapporti con la popolazione alauita abituata nell&#8217;era Assad a detenere le leve del Paese. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg" alt="" class="wp-image-454415" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013007464385_ea35965d40940a7579aa6abc43e12f9a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il leader siriano Abu Mohammad al-Jolani/Ahmad al-Sharaa</figcaption></figure>



<p><strong>Il </strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html"><strong>comandante militare al-Jolani</strong> </a>che ora si presenta come il <strong>presidente al-Sharaa</strong> mostrando di aver smesso gli abiti del guerrigliero ha parlato di istituzioni efficienti e della sfida di &#8220;sviluppare un&#8217;infrastruttura economica incentrata sulle risorse umane, l&#8217;agricoltura, l&#8217;industria e i settori dei servizi&#8221; per garantire benessere al Paese, aprendo inoltre a un nuovo protagonismo di Damasco nel contesto internazionale. </p>



<p>Più che un emirato stile <strong>Stato Islamico o <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-emirati-riconoscono-i-talebani-e-usano-leconomia-contro-il-pericolo-isis-k.html">regime dei Talebani</a></strong>, al-Jolani sembra avere in mente uno Stato come quelli descritti dal Nobel per l&#8217;Economia <a href="https://it.insideover.com/politica/la-global-britain-scricchiola-anche-il-commonwealth-mette-in-discussione-sua-maesta.html"><strong>Daron Acemoglu</strong> </a>nel suo saggio-chiave <em>Perché le nazioni falliscono,</em> in cui la tenuta delle istituzioni è indicata basarsi la prosperità e la sicurezza dei popoli e il loro progresso economico. Un dato è chiaro: il regime di Assad è caduto proprio perché è stato incapace di garantire tali istituzioni. Quantomeno, i nuovi leader della Siria nelle intenzioni non intendono fare lo stesso errore. Sono benintenzionati o falsi profeti? Non ci resta che osservare con attenzione e senza pregiudizio la Siria. Parafrasando il Vangelo di Matteo, &#8220;dai loro frutti li riconoscerete&#8221;.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sdoganare al-Jolani? La rischiosa diplomazia europea in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sdoganare-al-jolani-la-rischiosa-diplomazia-europea-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 16:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451495</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-1536x811.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente visita dei ministri degli Esteri Jean-Noel Barrot e Annalena Baerbock in Siria rappresenta un momento cruciale per la politica estera europea e per il futuro di una regione devastata da anni di guerra civile. La caduta del regime di Bashar al-Assad, avvenuta l’8 dicembre 2024, ha creato un vuoto di potere che l’Europa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sdoganare-al-jolani-la-rischiosa-diplomazia-europea-in-siria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sdoganare-al-jolani-la-rischiosa-diplomazia-europea-in-siria.html">Sdoganare al-Jolani? La rischiosa diplomazia europea in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-1024x541.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250106102937479_37feba4c0348e14c6be9455630cd53da-e1736280565976-1536x811.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente visita dei ministri degli Esteri Jean-Noel Barrot e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/annalena-baerbock-annalena-baerbock-chi-e-la-leader-dei-verdi-tedeschi.html">Annalena Baerbock </a>in Siria rappresenta un momento cruciale per la politica estera europea e per il futuro di una regione devastata da anni di guerra civile. <strong>La caduta del regime di Bashar al-Assad, avvenuta l’8 dicembre 2024</strong>, ha creato un vuoto di potere che l’Europa sembra intenzionata a colmare, cercando di ristabilire una forma di dialogo con i nuovi leader del Paese, nonostante la loro controversa natura. Questo incontro non è solo un atto diplomatico, ma un calcolo politico estremamente rischioso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un approccio pragmatico o compromesso morale?</h2>



<p>La scelta di Barrot e Baerbock di incontrare <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">Abu Mohammad al-Jolani</a>, al secolo Ahmad al-Sharaa, leader di <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">Hayat Tahrir al-Sham (HTS)</a>, è carica di implicazioni. L’HTS, un gruppo classificato come terroristico dall’Unione Europea, è riuscito a prendere il controllo del Paese grazie a un’offensiva militare rapida e coordinata. Tuttavia, i dubbi sulla capacità dell’HTS di trasformarsi in un attore politico moderato e inclusivo restano enormi. La visita può essere letta come un tentativo di sfruttare un’apertura politica, ma rischia di legittimare un gruppo con un passato segnato da violenze e ideologie estremiste.</p>



<p>In questo contesto, l’approccio europeo riflette una strategia pragmatica. Dopo anni di marginalizzazione politica e di sanzioni, l’UE sembra riconoscere che ignorare la nuova leadership siriana potrebbe precludere qualsiasi forma di influenza sul futuro del Paese. Tuttavia, questa scelta solleva interrogativi morali: <strong>è giustificabile dialogare con un attore come l’HTS pur di garantire la stabilità regionale e la sicurezza europea?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le implicazioni geopolitiche</h2>



<p>Questa mossa arriva in un momento di estrema complessità geopolitica. La fuga di Assad in Russia pone Mosca in una posizione ambigua: privata di un alleato chiave in Medio Oriente, ma potenzialmente <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-siria-non-ferma-la-russia-il-ponte-aereo-e-le-grandi-manovre-in-libia.html">pronta a sfruttare il caos</a></strong> per rinegoziare il proprio ruolo nella regione. La visita dei due ministri segna un tentativo di consolidare la presenza europea in Siria, in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano concentrati su altre priorità globali, come la competizione con la Cina e il contenimento della crisi in Ucraina.</p>



<p>Inoltre, la<strong> Germania e la Francia </strong>sono sotto pressione interna per affrontare la questione dei rifugiati siriani. Con quasi un milione di cittadini siriani in Germania, molti dei quali con status di rifugiato, un processo di stabilizzazione politica in Siria potrebbe rappresentare un primo passo verso il rimpatrio volontario di parte di questa popolazione. Tuttavia, il blocco delle richieste di asilo imposto da Berlino subito dopo la caduta di Assad dimostra che l’Europa intende adottare una linea dura, nonostante le promesse di inclusività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un delicato gioco di equilibri</h2>



<p>Barrot e Baerbock hanno cercato di bilanciare le esigenze di sicurezza con quelle di giustizia, visitando il carcere di Saydnaya, simbolo delle atrocità del regime di Assad. La loro condanna delle violazioni dei diritti umani e la richiesta di distruggere gli arsenali chimici ereditati evidenziano un tentativo di porre condizioni concrete per l’avvio di un dialogo costruttivo. Tuttavia, queste richieste rischiano di essere percepite come ingerenze dai nuovi leader siriani, complicando ulteriormente la già fragile relazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>La visita dei ministri francese e tedesco è un passo significativo ma rischioso. L’Europa cerca di posizionarsi come un attore chiave nella ricostruzione siriana, ma la scelta di dialogare con un gruppo come l’HTS rischia di alienare alleati e compromettere la propria credibilità morale. In un Medio Oriente sempre più frammentato, ogni mossa diplomatica deve essere calcolata con estrema attenzione per evitare di alimentare ulteriormente le tensioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sdoganare-al-jolani-la-rischiosa-diplomazia-europea-in-siria.html">Sdoganare al-Jolani? La rischiosa diplomazia europea in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da &#8220;militante&#8221; a &#8220;rivoluzionario&#8221;: così Wikipedia cambia la storia di al-Jolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 11:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="988" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-600x309.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-1536x790.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da "militante" a "rivoluzionario": su Wikipedia la biografia di al-Jolani riscritta a colpi di modifiche di utenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">Da &#8220;militante&#8221; a &#8220;rivoluzionario&#8221;: così Wikipedia cambia la storia di al-Jolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="988" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-600x309.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103103840137_5ce41fd42cb4dba18765aedd8fbe55aa-e1735897167922-1536x790.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La versione inglese di Wikipedia ha di recente visto <strong>profondamente modificata la pagina riguardante Abu Mohammad al-Jolani</strong>, al secolo (come è tornato a farsi chiamare di recente) <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, leader di Hay&#8217;at Tahrir al-Sham, il gruppo protagonista dell&#8217;offensiva che tra fine novembre e inizio dicembre ha contribuito in maniera decisiva all&#8217;abbattimento del regime siriano di Bashar al-Assad.</p>



<p>Tutto comprensibile, da un certo punto di vista: al-Jolani/al-Sharaa è diventato una <strong>figura centrale nel suo Paese, a 42 anni </strong>è il leader <em>de facto</em> della Siria, Hts esprime tutti i ministri del Governo di transizione di <strong>Mohammad al-Bashir</strong> che si è insediato a Damasco dopo la <a href="https://it.insideover.com/guerra/assad-e-caduto-ma-la-siria-e-ancora-nel-caos.html">fuga di Assad avvenuta l&#8217;8 dicembre.</a> Da alcuni piccoli dettagli, però, si può analizzare come, all&#8217;ombra di una biografia che sta avendo indubbiamente nell&#8217;ultimo mese gli eventi più significativi, alcune modifiche abbiano portato la narrazione sul comandante militare di Damasco a esser presentata in maniera edulcorata rispetto alla sua complessa biografia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;rivoluzionario&#8221; al-Jolani</h2>



<p>Al 3 gennaio 2025, infatti, il leader di Hts è presentato sulla sua pagina come &#8220;<strong>politico, comandante militare e rivoluzionario&#8221;</strong>. Se sulle prime due definizioni, di fatto, non c&#8217;è nulla da obiettare, dato che ormai il ruolo di al-Jolani è pienamente politico e di supplenza a un vuoto di potere alla presidenza del Paese che lui ha nei fatti colmato dopo aver guidato da comandante sul campo l&#8217;offensiva anti-Assad, il nodo è sul termine &#8220;rivoluzionario&#8221;. </p>



<p>Non può sfuggire, infatti, che nel sentire comune, a cui coloro che attingono informazioni da Wikipedia spesso fanno riferimento per orientarsi, il termine &#8220;rivoluzionario&#8221; sia associato a una qualche <strong>connotazione romantica</strong>, mentre a livello politologico questo porta a pensare che un costrutto ideologico, una base sociale e un&#8217;applicazione di una dottrina di pensiero politico abbiano contribuito a costruire un nuovo ordine in Siria, quando in realtà la guerra civile nel Paese levantino è stato un lungo, duro e sanguinoso conflitto con continue e pesanti ingerenze esterne. </p>



<p>Rivoluzionario non è solo chi rovescia dal basso un ordine costituito utilizzando la forza delle armi o mobilitando un ampio consenso popolare ma chi lo fa con una progettualità tale da concentrare nel cambiamento una svolta ideologica nei rapporti di forza sociali, nella partecipazione delle masse ai rivolgimenti e dell&#8217;inquadramento della popolazione capace di sorgere a prescindere dalla presenza di condizionamenti esterni in un periodo limitato di tempo. Concludere con un&#8217;offensiva lampo una guerra civile di tredici anni in cui ogni potenza di rango, dalla Russia agli Usa passando per Israele, si è immischiata e avendo alle spalle la protezione benevola di un attore di peso regionale come la Turchia, non è sufficiente per inquadrare Hts come forza rivoluzionaria.</p>



<p>Del resto, prima di mettere al-Jolani nello stesso piano di <strong>Vladimir Lenin, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/fidel-castro-e-la-rivoluzione-cubana-epopea-o-tirannia.html">Fidel Castro</a>, Ernesto Che Guevara, Ruhollah Khomeini, del Mahatma Gandhi e di <a href="https://it.insideover.com/politica/a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-come-il-1989-ha-cambiato-leuropa.html">Lech Walesa</a>,</strong> tutte figure che si possono definire a pieno titolo leader di processi rivoluzionari, la prudenza imporrebbe una maggiore ponderazione. Segnaliamo, in tal senso, che nella pagina italiana su al-Jolani questa <strong>identificazione del leader di Hts come rivoluzionario</strong> è assente. Alla Wikipedia in inglese, per peso, credibilità e numero di voci la più grande e importante, andrebbe consigliato il vecchio detto del conte Talleyrand, <em><strong>Surtout pas trop de zèle</strong></em>, anche alla luce del rebranding che ad al-Jolani è stato garantito dall&#8217;immagine con cui viene presentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le modifiche precedenti alla pagina Wikipedia di al-Jolani</h2>



<p>Ora, comprensibilmente aggiungiamo, al-Jolani appare nella sua veste odierna, con giacca e cravatta d&#8217;ordinanza, barba ben fatta e profilo istituzionale da capo di Stato di fatto della Siria post-Assad, che riceve ministri stranieri e detta i tempi sul periodo necessario per avere nuove elezioni e una nuova Costituzione, che richiederà a suo avviso almeno un triennio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="621" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1-1024x621.jpg" alt="" class="wp-image-451145" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1-1024x621.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1-600x364.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1-768x466.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-1.jpg 1185w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pagina Wikipedia inglese di al-Jolani, 3 gennaio 2025</figcaption></figure>



<p>La pagina di al-Jolani aveva subito meno di 600 modifiche nei 10 anni trascorsi tra la data della sua creazione, che dal registro delle modifiche <a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Ahmed_al-Sharaa&amp;action=history&amp;offset=20150628092125%7C669018703&amp;limit=500">appare essere il 2 ottobre 2014</a> all&#8217;inizio dell&#8217;offensiva ribelle su Aleppo del 27 novembre 2024. Da allora in avanti, il numero di modifiche si è impennato e solo nel mese di <strong>dicembre 2024 ne sono avvenute 528, che oltre a seguire gli eventi</strong> hanno stravolto anche la presentazione stessa del leader di Hts.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2-1024x485.jpg" alt="" class="wp-image-451146" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2-1024x485.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250103082505594_ce146e6f7c70c1a6ceb7fcb63aa5569a-2.jpg 1236w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Modifiche alla pagina di al-Jolani anno per anno, con evidenziati i dati del 2024 (<a href="https://xtools.wmcloud.org/articleinfo/en.wikipedia.org/Ahmed_al-Sharaa">Fonte</a>)</figcaption></figure>



<p>Al momento dell&#8217;inizio dell&#8217;offensiva finale su Aleppo, Homs e poi Damasco al-Jolani era presentato come un &#8220;<strong>militante</strong>&#8220;, e la sua foto che appariva all&#8217;apertura del lemma di Wikipedia che lo riguardava era quella da ricercato del Dipartimento di Stato Usa, che prima della caduta di Damasco aveva imposto sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari.</p>



<p>Dal Web Archive possiamo recuperare la versione della pagina al 14 novembre, due settimane prima dell&#8217;attacco:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1024x334.jpeg" alt="" class="wp-image-451147" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1024x334.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-600x196.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-300x98.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-768x251.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1536x501.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02.jpeg 1621w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Curiosamente, la foto di al-Jolani che compariva in apertura su Wikipedia prima della caduta di Assad oggigiorno non esiste più, tant&#8217;è che indagando sulla cronologia della pagina si può notare come al posto dell&#8217;immagine appaia il classico link rosso che Wikipedia riserva alle pagine non esistenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="505" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1-1024x505.jpeg" alt="" class="wp-image-451152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1-1024x505.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1-600x296.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1-300x148.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1-768x379.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/WhatsApp-Image-2025-01-03-at-09.51.02-1.jpeg 1256w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La pagina di Wikipedia di al-Jolani come appariva il 17 novembre, vista dalla<a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Ahmed_al-Sharaa&amp;diff=1257883933&amp;oldid=1254557353"> sua cronologia</a></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dettagli da non sottovalutare</h2>



<p>La foto non appare neanche nel resto della pagina Wikipedia di al-Jolani, mentre invece rimane una vecchia segnaletica del 2006, anno del suo arresto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ahmed_al-Sharaa#/media/File:Mugshot_of_Abu_Mohammad_al-Jolani.jpg">ad opera delle forze Usa in Iraq</a>. Segnaliamo questi due dettagli, il nodo delle foto e la definizione di &#8220;rivoluzionario&#8221;, perché potenzialmente fuorvianti nella lettura che si può dare, in partenza, della <strong>figura di al-Jolani nell&#8217;apertura di una voce dell&#8217;enciclopedia online</strong> che, nella versione inglese, è estremamente documentata, ricca e non manca di citare molti passaggi controversi della vita del biografato, peraltro destinata ad arricchirsi in futuro mano a mano che la nuova Siria prenderà forma. </p>



<p>In virtù della <strong>rinnovata attenzione su al-Jolani, dunque, forse definirlo &#8220;rivoluzionario&#8221;</strong> può portare, in partenza, a una lettura condizionante, in senso positivo o edulcorato, del personaggio, specie per chi non ha l&#8217;attenzione, la pazienza o il tempo di leggere l&#8217;intero lemma. Questo equivoco mostra come spesso un piccolo edit, su Wikipedia, possa esser una leva di grande cambiamento per il senso di un&#8217;intera voce. E forse limitarsi a definire al-Jolani &#8220;politico e comandante militare&#8221;, cosa che non va in contrasto con il suo essere un ex militante, sarebbe meno fuorviante per la prima fonte di informazione sulla figura all&#8217;inizio di una voce tanto ben documentata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">Da &#8220;militante&#8221; a &#8220;rivoluzionario&#8221;: così Wikipedia cambia la storia di al-Jolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dittatori e jihadisti alla prova della nostra ipocrisia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 14:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Si stava meglio quando si stava peggio, con i dittatori? Ovviamente no, ma bisogna intendersi sul meglio e il peggio. Più di vent’anni dopo la caduta di Saddam Hussein, il parlamento iracheno, dominato da uomini e partiti sciiti ispirati alla religione e al conservatorismo patriarcale, vuole rimettere le questioni familiari ai tribunali religiosi che potrebbero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Si stava meglio quando si stava peggio, </strong>con i dittatori? Ovviamente no, ma bisogna intendersi sul meglio e il peggio. Più di vent’anni dopo la caduta di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein,</a></strong> il parlamento iracheno, dominato da uomini e partiti sciiti ispirati alla religione e al conservatorismo patriarcale, vuole rimettere le questioni familiari ai tribunali religiosi che potrebbero costringere bambine di appena 9 anni a sposarsi. C’è un barlume di speranza: già due volte in passato proteste importanti hanno bloccato lo smantellamento delle tutele per le donne e le ragazze irachene.</p>



<p>Allo stesso tempo nel confinante Iran i timori delle proteste femminili, sempre presenti, hanno indotto<strong> il governo del presidente Pezeshkian</strong> a sospendere l’approvazione di una legge che prevede pene più dure per le donne che non indossano l’hijab. Una buona notizia, ma solo per il momento, dettata probabilmente dall’attuale debolezza della repubblica islamica che ha visto liquefarsi l’asse della resistenza in Siria e Libano.</p>



<p>Dalla Siria, caduto il dittatore <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Assad</a></strong>, non arrivano buone notizie nonostante si cerchi di presentare <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">Al Jolani</a> </strong>come un “islamista moderato”. Gli inviati occidentali ma anche i residui giornalisti siriani che sono andati a Idlib, governata in questi anni dall’HTS, ci descrivono una città dove le donne vanno in giro per strada con il volto completamente coperto come si usa in Afghanistan o come le costringeva a fare il Califfato nelle aree controllate dall’Isis in Siria e in Iraq. Non c’è un vera e propria polizia della morale come in Iran per rafforzare l’obbligo dell’hijab, ma se una donna si azzarda ad andare in giro a capo e volto scoperto subisce immediate angherie.</p>



<p>Le istituzioni di Idlib, prima governata dal braccio destro di Jolani Muhammad al Bashir, ora nominato primo ministro della transizione, non lasciano scampo. A Idlib, il governo di Salvezza nazionale ha una struttura piuttosto ramificata: è formato da un <strong>Consiglio della Shura (Consiglio consultivo) che rappresenta i vari segmenti della popolazione della regione,</strong> e che elegge il primo ministro. I membri del consiglio sono tutti preselezionati dall’ HTS e le donne non possono votare né avere posizioni nell’amministrazione: non ha dunque alcun elemento democratico.</p>



<p>A Damasco alcuni gruppi sono già scesi in piazza per protestare e chiedere di mantenere lo stato laico, una conquista che nel mondo arabo in realtà non è mai stata pienamente acquisita e accettata. In Siria nel 1973 l’alauita Hafez Assad, esponente di una minoranza ritenuta di miscredenti, varò una costituzione dove, a differenza delle precedenti, non si affermava che l’Islam era religione di stato. Un’omissione voluta che fece esplodere la protesta della maggioranza sunnita. E allora anche l’autocrate Assad fu costretto a fare un passo indietro con un emendamento in cui si affermava che il presidente doveva essere un musulmano.</p>



<p>Ma veniamo al punto: Al Jolani è davvero cambiato? E’ legittimo avere qualche dubbio su un uomo che è stato membro dell’Isis, in buoni rapporti con il suo fondatore <strong>Al Baghdadi,</strong> e poi un capo anche di Al Qaida, con la quale poi ha tagliato i ponti. Ma non lo ha fatto per un dissidio ideologico o religioso, la decisione è stata soprattutto politica dovuta al fatto che Al Qaida e l’Isis avevano fallito la loro presa del potere. Il suo è stato un cambiamento tattico dettato dalla necessità di evitare lo scontro con l’Occidente e le potenze regionali: il suo sponsor Erdogan _ che per altro da anni sostiene i jihadisti in Siria e altrove _ gli ha suggerito che una islamizzazione brutale è un cattivo affare.</p>



<p>Oggi Jolani governa dando l’impressione di essere un “islamista moderato” perché ha bisogno di consenso: da Bashar Assad ha ereditato una ex Siria, una scatola vuota, un Paese senza soldi e con forze armate ridotte a un moncherino dai bombardamenti di Israele che dal Golan occupato lo tiene sotto tiro. Non gli conviene neppure tentare di nascondersi: come ha dimostrato l’ultima guerra è già un bersaglio. Per questo incontra tranquillamente delegazioni americane, occidentali e dell’Onu: deve portare a casa aiuti finanziari e concreti, ma soprattutto farsi togliere le sanzioni Usa, uscendo al più presto dalla black list del terrorismo, altrimenti non può aprire neppure un conto in banca. Deve essere credibile, quindi moderato per forza. Ma non troppo.</p>



<p>Il punto interessante è questo, <strong>come scrive il libanese Anthony Samrani sull’Orient-Le Jour: cos’è oggi il radicalismo in Medio Oriente? Con</strong> quali criteri dovremmo classificarlo? La repressione del dissenso, il divieto dell’alcol, le libertà negate alle donne e alle minoranze?</p>



<p>L’Arabia Saudita è un paese fondamentalista, che ha il record delle condanne a morte, ma siccome non è una minaccia all’ordine internazionale è un Paese amico dell’occidente. A parte che la monarchia wahabita paga tutti gli occidentali, tra un pò se entra nel Patto di Abramo con Israele diventerà intoccabile. <strong>L’Iran, invece, è una potenza fondamentalista repressiva</strong> che non vuole cedere a Israele e all’Occidente: rimane in lista nera. L’Iraq e la Siria, teoricamente dominati per decenni da un partito laico, il partito Bath, sono stati modelli di brutalità e di strumentalizzazione delle divisioni etniche e settarie. Ma in Iraq e in Siria sono presenti le truppe Usa, al Jolani è sponsorizzato da un Paese Nato come la Turchia quindi la repressione dei diritti viene tollerata.</p>



<p>L’islamismo -scrive Samrani &#8211; è un cancro per le società arabe ma il panarabismo e il baathismo hanno fatto almeno altrettanto male in Medio Oriente. Non bisogna insistere che l’islamismo fa più paura delle dittature solo perché indossa le vesti dell’Islam. Può essere: le fosse comuni siriane ci raccontano tutto l’orrore e la brutalità di un regime. Ma quello che colpisce di più è la rapidità con cui ci adattiamo noi, qui in occidente, ai nuovi regimi perché &#8211; fallita miseramente, l’esportazione della democrazia &#8211; siamo assai veloci nel sacrificare i diritti degli altri a un nuovo ordine sia pure di stampo jihadista. Basta che stia al gioco del “nostro ordine”, con il marchio americano, israeliano e della Nato.</p>
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		<title>&#8220;Jolanomics&#8221;, come Hayat Tahrir al-Sham ha finanziato il suo Stato a Idlib</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Ribelli siriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sedicenti ribelli che hanno liberato la Siria dal giogo di Assad in queste ore raccontano al mondo cosa intendono fare di questo Paese martoriato. Rassicurazioni sulla deriva islamista, proposte politiche, transizione e ricostruzione. L&#8217;esperienza di governo in quel di Idlib racconta molto delle abilità da businessmen dei membrti Hayat Tahrir al-Sham e del leader &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241202082111990_b074d4579a739c8dc40c8ccf7c59a341-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sedicenti<a href="https://it.insideover.com/religioni/no-i-cristiani-in-siria-non-si-fidano-dei-ribelli-islamisti-e-di-al-julani.html"> ribelli </a>che hanno liberato la <strong>Siria</strong> dal giogo di <strong>Assad </strong>in queste ore raccontano al mondo cosa intendono fare di questo Paese martoriato. Rassicurazioni sulla deriva islamista, proposte politiche, transizione e ricostruzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://s.france24.com/media/display/1430fc26-b312-11ef-bde8-005056a97e36/w:1280/p:16x9/000_34LF3DB.webp" alt=""/></figure>
</div>


<p>L&#8217;esperienza di governo in quel di<strong> Idlib</strong> racconta molto delle abilità da <em>businessmen</em> dei membrti <strong>Hayat Tahrir al-Sham</strong> e del leader Abu Mohammad al-Jolani. Qui, infatti, si sono trovati a &#8220;inventare&#8221; un sistema di finanze e bilancio sul modello statale, per poter fornire ai locali protezione militare ma anche <strong>servizi</strong>. Dal luglio 2016, il gruppo ha compiuto un&#8217;evoluzione significativa, passando da ramo siriano di al-Qaeda a entità militare e politica autonoma, che esercitava un controllo <em>de facto</em> su gran parte di Idlib e Aleppo occidentale. Questa transizione ha portato il gruppo a concentrarsi sulla costruzione di flussi di reddito sostenibili.</p>



<p>Nonostante l&#8217;apparente legame con il &#8220;Governo di salvezza siriano&#8221; (SSG), l&#8217;HTS mantiene una gestione economica indipendente, utilizzando l’SSG come copertura legale e amministrativa. Nell&#8217;area il gruppo operava <strong>tassando i beni </strong>che entravano nel suo territorio, generando entrate vendendo <strong>carburante</strong> e gestendo una compagnia di telecomunicazioni, la &#8220;<strong>Syriaphone</strong>&#8220;. Non a caso, infatti, il 3 dicembre scorso, la compagnia ha annunciato di aver iniziato a installare torri ad Aleppo: il gruppo aveva perfino pubblicato un manifesto su Telegram, notificando che i suoi tecnici stavano installando ripetitori in diverse aree.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cdn.enabbaladi.net/english/wp-content/uploads/2022/03/New-Project-20-1.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>HTS si è per lungo tempo occupata di <strong>riscuotere tasse</strong> su tutti i tipi di beni e imprese, tra cui raccolti (olive e fichi, soprattutto), attraversamenti di frontiera, edilizia, commercio, gestione di negozi e artigianato. Inoltre, le aziende collegate al gruppo godevano di un <strong>monopolio sulla fornitura di carburante</strong>, <strong>elettricità</strong>,<strong> acqua e raccolta dei rifiuti</strong>. Un meccanismo che ha permesso di ridurre il ricorso finanziario a ricchi patron stranieri attraverso la tassazione e la governance locali. Era il maggio 2017 quando il gruppo istituì l&#8217;<strong>Agenzia monetaria generale per la gestione del contante e la protezione dei consumatori</strong>, con l&#8217;obiettivo dichiarato di &#8220;<em>regolamentare le operazioni di cambio e prevenire il monopolio e la manipolazione dei tassi di cambio nel governatorato di Idlib</em>&#8220;. Pochi mesi dopo, venne costituita la <strong>Watad Petroleum</strong>, alla quale vennero concessi i diritti esclusivi per l&#8217;importazione di derivati ​​del petrolio e gas dalla Turchia nella Siria nordoccidentale. Poco dopo, HTS trasformò <strong>al-Waseet</strong> (la sua compagnia <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-qard-al-hassan-cose-e-come-funziona-la-banca-di-hezbollah.html#google_vignette">hawala</a> nella città di Idlib) in <strong>Sham Bank</strong>, principalmente per facilitare le transazioni di Watad Petroleum. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" 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alt=""/></figure>
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<p>La Watad Petroleum Company, fondata da Mustafa Qadid nel gennaio 2018 dopo l’<strong>Operazione <em>Olive Branch</em></strong>, opera sotto un velo di riservatezza per eludere <strong>normative antiterrorismo</strong> e assicurarsi il sostegno turco. L’azienda detiene il monopolio sull’importazione di carburanti dalla Turchia nella Siria nord-occidentale, con la prima spedizione registrata il 7 febbraio 2018. Stretti legami con Hay’at Tahrir al-Sham emergono dal rapido consolidamento della società, che controlla non solo l’importazione, ma anche i prezzi e la distribuzione di gas e petrolio nella regione. I contratti con i piccoli commercianti includono clausole restrittive, mentre HTS ha negato licenze ad altri operatori, rafforzando il dominio di Watad. La compagnia gestisce anche la lavorazione del petrolio greggio del nord-est siriano, richiedendo che tutte le transazioni avvengano tramite la Sham Bank, consolidando così il controllo sulle risorse locali. Il vero colpo arriva nel dicembre dello stesso anno: le società Kaf e al-Shahba (rispettivamente con sede a Idlib e ad Aleppo occidentale) entrano nel mercato del commercio di derivati ​​del petrolio. Si ritiene che le società siano di proprietà di HTS e siano state create per contrastare il crescente risentimento per il monopolio di Watad sul commercio di carburante nella Siria nord-occidentale.</p>



<p>Nell&#8217;autunno 2019, HTS premette ancor di più l&#8217;acceleratore sull&#8217;organizzazione economica del proprio feudo: il Dipartimento della Zakat (l&#8217; &#8220;elemosina&#8221; islamica) emise un decreto che ordinò agli olivicoltori di pagare il 10% del loro raccolto di olive o il 10% dell&#8217;olio d&#8217;oliva che producevano, in tasse. L&#8217;SSG, intanto, pose cavi in ​​fibra ottica nella zona di confine siriana e costruì torri di comunicazione nella parte occidentale di Aleppo e a Idlib. Poi, emise un ordine amministrativo che proibiva ai fornitori di servizi Internet a Idlib di operare senza una licenza rilasciata da SYR Connect, una società fondata da affiliate di HTS che detiene il monopolio del settore. Nell&#8217;estate del 2020, la la <strong>lira siriana</strong> lasciò il posto alla <strong>lira turca</strong>, presumibilmente per stabilizzare i mercati danneggiati dal forte deprezzamento della prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://opc.center/wp-content/uploads/2021/06/diag_hts.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">(Fonte: OPC Center)</figcaption></figure>



<p>La necessità di trovare e gestire entrate come un vero governo, ha aguzzato l&#8217;ingegno del gruppo: poiché Damasco ha cercato di isolare le aree controllate dai ribelli nel nord, quelle regioni hanno dovuto fare affidamento sulla Turchia per servizi di base come acqua, elettricità e trasmissioni cellulari. Hayat Tahrir al-Sham ha creato delle<strong> società di distribuzione</strong> apparentemente private, sebbene i proprietari fossero strettamente legati all&#8217;organizzazione. La loro principale fonte di reddito, tuttavia, si è consolidata attorno ai dazi doganali e altre tasse riscosse al <strong>valico di frontiera di Bab al-Hawa</strong>, il principale accesso alla Siria nordoccidentale dalla Turchia. Secondo il <em>New York Times</em>, il gruppo non ha mai pubblicato cifre, ma le organizzazioni umanitarie che lavorano a Idlib e altre stimano che potrebbe aver generato <strong>15 milioni di dollari o più al mese</strong>. </p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://carnegie-production-assets.s3.amazonaws.com/static/media/images/148994161.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Valico di Bab al-Hawa</figcaption></figure>
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<p>Prima dell&#8217;avanzata del regime durante l&#8217;offensiva del dicembre 2019, HTS controllava una serie di valichi con aree del regime tra cui Morek, Abu Dali e Qalaat al-Madiq ad Hama (chiusi dal regime nell&#8217;agosto 2019) e Mansoura e Al-Eis ad Aleppo (chiusi dal regime nel febbraio 2020). Da allora, HTS ha cercato di riaprire altri valichi con il regime. </p>



<p>A questo manipolo di miliziani islamisti qaedisti pentiti tocca ora l&#8217;ardua impresa di risanare l&#8217;economia siriana, applicando il loro modello di affari. le voci di corridoio vogliono che l&#8217;amministrazione guidata da HTS stia pianificando di porre fine alle restrizioni alle importazioni e di attuare altre <strong>riforme di libero mercato</strong> nel tentativo di salvare l&#8217;economia in rovina del Paese. La Banca Mondiale ha lanciato l&#8217;allarme: i disordini hanno spinto più di un quarto della popolazione in condizioni di povertà estrema, e si stima che lo scorso anno ben il 90% della popolazione vivesse al di sotto della <strong>soglia di povertà</strong>. Ottenere l&#8217;esenzione dalle <strong>sanzioni </strong>sarà fondamentale per rivitalizzare l&#8217;economia, difficile se HTS resterà un&#8217;organizzazione terroristica. Occidente al bivio, ancora una volta.</p>



<p><br></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/jolanomics-come-hayat-tahrir-al-sham-ha-finanziato-il-suo-stato-a-idlib.html">&#8220;Jolanomics&#8221;, come Hayat Tahrir al-Sham ha finanziato il suo Stato a Idlib</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abu al-Jolani, il jihadista dalle mille vite che mira a guidare la Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2024 06:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=448227</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ha tanti nomi, tanti volti e tante storie la vita di Abu Mohammad al-Jolani, 42 anni, jihadista siriano a capo di Hay'at Tahrir al-Sham.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">Abu al-Jolani, il jihadista dalle mille vite che mira a guidare la Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ha tanti nomi, tanti volti e tante storie la vita di <strong>Abu Mohammad al-Jolani,</strong> 42 anni, jihadista siriano a capo di Hay&#8217;at Tahrir al-Sham, protagonista della grande offensiva nel Nord-Ovest del Paese che <a href="https://it.insideover.com/guerra/finisce-lera-assad-damasco-e-caduta-il-rais-in-fuga.html">ha travolto il regime di Bashar al-Assad</a>. Al secolo <strong>Ahmad Husayn al-Shar&#8217;a</strong>, nato in Arabia Saudita a Riad nel 1982, figlio di un esponente della sinistra nazionalista araba originario delle alture del Golan siriane occupate da Israele nel 1967, colui che i suoi fedeli adepti chiamano &#8220;Sceicco Conquistatore&#8221; <strong>ha attraversato tutta la parabola del jihadismo</strong> alimentato dalla destabilizzazione dovuta alle guerre americane di inizio secolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Al-Zarqawi e Al-Baghdadi</h2>



<p>Trasferitosi giovane a Damasco, cresciuto tra la borghesia cittadina come studente di Medicina, al-Jolani si è <strong>radicalizzato nelle moschee della periferia poco dopo la maggiore età</strong>, e dopo la guerra dell&#8217;Iraq del 2003 e la caduta di Saddam Hussein ha lasciato tutto ed è partito per unirsi ad <strong>al Qaeda in Iraq</strong>, la creatura proteiforme, al tempo stesso esercito, organizzazione insurrezionale, apparato para-statale e gruppo terroristico feroce guidata da <strong>Abu Mousab al-Zarqawi</strong>. Nella filiale irachena di Al Qaeda, &#8220;madrina&#8221; del futuro Stato Islamico, il giovane combattente, poco più che ventenne, imparò le regole della guerriglia, l&#8217;uso della ferocia contro la popolazione musulmana per spezzare col terrorismo l&#8217;unità della società e destabilizzare i regimi politici del mondo arabo, l&#8217;arte del comando.</p>



<p>Fu in Iraq che Ahmad divenne <strong>al-Jolani, il figlio del Golan irredento</strong> e occupato da Israele, da riconquistare al mondo islamico. Transitato, dopo la morte di Al-Zarqawi in uno scontro con le truppe americane nel 2006, nel carcere iracheno di Camp Bucca gestito dagli Usa, fu rilasciato come molti altri alti papaveri jihadisti, tra cui <strong>Abu Bakr al-Baghdadi</strong>, che al-Jolani servì come capo delle operazioni durante la sua guida di al-Qaeda in Iraq prima della nascita dell&#8217;Isis. Furono le prove generali per quando, nel 2011, al-Jolani si mise&#8230;in proprio! A dargli l&#8217;occasione lo scoppio delle proteste anti-regime nella Siria di Bashar al-Assad, sua terra di origine per via paterna. Sotto il <strong>cappello di al-Qaeda, nacque così il Fronte al-Nusra,</strong> confluito poi nel 2017 nell&#8217;attuale <strong>Hay&#8217;at Tahrir al-Sham</strong>, &#8220;Organizzazione per la liberazione del Levante&#8221; in arabo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Al-Nusra a Hts, il jihadismo nella guerra ad Assad</h2>



<p>Tredici anni di guerra civile siriana hanno portato Al-Jolani a padroneggiare non solo le dinamiche militari, ma anche una certa raffinatezza politica. I due momenti decisivi per la sua organizzazione sono stati la scelta del 2014 di non prestare fedeltà al califfato proclamato da Al-Baghdadi, mantenendo la vicinanza ai gruppi ribelli dell&#8217;Esercito Siriano Libero sostenuti dagli Usa (molte delle cui armi fornite alle milizie anti-Assad <a href="https://www.nytimes.com/2017/08/02/world/middleeast/cia-syria-rebel-arm-train-trump.html">sono arrivate in mano ad Al-Nusra</a>), e la rottura definitiva della sua organizzazione conAal-Qaeda nel 2016. Il &#8220;rebranding&#8221; nel 2017 col cambio nome ha consentito al gruppo di <strong>organizzarsi in forma più strutturata e mettere le radici</strong> all&#8217;ombra delle roccaforti dell&#8217;opposizione nel Nord del Paese, consolidandosi col sostegno di Paesi come il Qatar e, indirettamente, la Turchia come grande forza militare e prima milizia anti-Assad nel Paese.</p>



<p>Come pegno per questa svolta, Al-Jolani volle presentarsi a Ankara e Doha <strong>tagliando i legami con i suoi &#8220;patroni&#8221; storici:</strong> a dare credito come valida forza d&#8217;opposizione a Hts fu la sua battaglia contro Isis e al-Qaeda nel governatorato di Idlib, apprezzata anche dall&#8217;opposizione meno radicale. Il resto è storia recente: l&#8217;offensiva su Aleppo, Hama, Homs, la corsa a ribaltare sul campo la guerra civile, la sfida diretta ad Assad. Il figlio degli esuli del Golan oggi vuole <strong>dominare la Siria</strong>. Sarà difficile, visto che Hts non è la sola organizzazione che ambisce a ciò e il regime non è ancora collassato, ma con <strong>il giusto patronato esterno</strong> questo non potrà mancare di avvenire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Al-Jolani, un terrorista &#8220;politico&#8221;</h2>



<p>Hts mostra capacità di ottenere un sensibile consenso interno in Siria nelle aree occupate e, oltre all&#8217;immancabile Turchia, stanno iniziando a strizzarle gli occhi anche gli Stati Uniti. Non è un caso che Al-Jolani, ricercato da Washington fin dal 2013 come &#8220;Global Terrorist&#8221; su cui pende una taglia da <strong>10 milioni di dollari</strong>, si sia permesso il lusso di rilasciare <a href="https://edition.cnn.com/2024/12/06/middleeast/syria-rebel-forces-hayat-tahrir-al-sham-al-jolani-intl-latam/index.html">un&#8217;intervista-fiume alla Cnn nel pieno </a>dell&#8217;avanzata delle sue truppe. &#8220;Le persone che temono il Governo islamico o ne hanno visto implementazioni scorrette o non lo hanno capito correttamente&#8221;, ha detto, aggiungendo di voler &#8220;rovesciare Assad&#8221; proponendo in cambio una &#8220;leadership collegiale&#8221; e aprendo addirittura al <strong>rispetto delle minoranze</strong> cristiane, druse e armene del Paese: &#8220;Nessuno ha il diritto di cancellare un altro gruppo. Queste sette hanno coesistito in questa regione per centinaia di anni e nessuno ha il diritto di eliminarle&#8221;, ha dichiarato alludendo anche alla minoranza sciita alauita a cui fa riferimento il clan degli Assad, che teme l&#8217;ascesa al potere dell&#8217;islamismo sunnita.</p>



<p>Parole che mostrano una <strong>sagace volontà di riposizionamento.</strong> L&#8217;ultimo volto di Al-Jolani, il giovane borghese diventato tribuno e leader jihadista, è quello dell&#8217;aspirante statista. Ambiguo, a più facce, jihadista &#8220;politico&#8221; e non semplice, brutale terrorista Al-Jolani è forse per questo figura ancora più pericolosa di altri leader del terrorismo internazionale. <strong>Come i leader dei Talebani, propugna un islamismo nazionale e di governo</strong>. Destinato forse però a essere proprio funzionale a quell&#8217;Israele alle cui mosse deve &#8230; il suo stesso nome! Il bersaglio di al-Jolani è sempre la Siria lealista, mai l&#8217;occupazione israeliana nel Golan.</p>



<p><strong>La contiguità temporale tra la tregua in Libano e l&#8217;offensiva dei miliziani</strong> contro il regime denota un tempismo sospetto, quasi una comunione d&#8217;intenti. Del resto, a bombardare la Siria di Assad e a indebolirne la capacità di resistenza è stata, nell&#8217;ultimo anno, proprio Israele. A cui, forse, l&#8217;idea di un regime islamista alle porte di casa non sarebbe sgradita, nell&#8217;ottica del consolidamento della logica della &#8220;fortezza assediata&#8221; cara a Benjamin Netanyahu. <strong>Sono scenari in continua evoluzione, ma poche cose sono certe salvo che oggi al-Jolani è l&#8217;uomo più potente di Siria</strong>. E che questo titolo vada a un figlio del più pericoloso <em>milieu</em> jihadista della storia contemporanea la dice lunga sul caos che prende forma nel tormentato Paese levantino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">Abu al-Jolani, il jihadista dalle mille vite che mira a guidare la Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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