<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fregate Fremm Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/fregate-fremm/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/fregate-fremm</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 10:29:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Fregate Fremm Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/fregate-fremm</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html</link>
					<comments>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 05:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=504914</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-600x320.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Marina Militare domenica ha inviato una seconda fregata per monitorare le navi russe al largo della Sardegna</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html">Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1024x546.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-1536x819.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G_mc2PAXwAAWQOM-600x320.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domenica 8 febbraio, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha inviato una seconda fregata di classe Bergamini (o tipo FREMM) per sorvegliare il piccolo gruppo navale russo che sta incrociando poco al largo della coste orientale della Sardegna dal 4 febbraio. </p>



<p>Nave “<strong>Emilio Bianchi</strong>” è stata distaccata temporaneamente dall&#8217;operazione Mediterraneo Sicuro (nota sino ad agosto 2022 come Mare Sicuro), la quale vede il dispiegamento di un dispositivo militare marittimo che può contare sino a 6 tra navi e sommergibili, col supporto dei velivoli organici delle unità navali e dei velivoli della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare basati a terra, per assicurare attività di presenza e sorveglianza, <strong>in applicazione della legislazione nazionale e dei vigenti accordi internazionali, in particolare per quanto riguarda i traffici da e verso la Libia. </strong>Tra i compiti di Mediterraneo Sicuro hanno particolare rilevanza la difesa delle linee di comunicazione marittime, il controllo del dominio subacqueo, la salvaguardia delle attività economiche di interesse in alto mare, la protezione delle flotte nazionali, mercantile e peschereccia, nonché dei mezzi appartenenti ad altri corpi dello Stato.</p>



<p>Nave “Bianchi”, per come l&#8217;abbiamo osservata tramite il suo AIS (<em>Automatic Identification System</em>), ha effettuato un pattugliamento della zona interessata dalla presenza di unità navali russe affiancandosi così a nave “Spartaco Schergat”, fregata ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) <em>Enhanced </em>come la precedente, che sta monitorando <strong>il gruppo navale russo composto da un cacciatorpediniere classe Udaloy, un cargo e una cisterna</strong> da quando hanno improvvisamente virato verso la Sardegna dalla loro rotta originale.</p>



<p>Le navi russe sono state inizialmente prese in carico dal dispositivo navale della <strong>NATO SNMG2</strong> (<em>Standing Maritime Group 2</em>) almeno dal 26 gennaio scorso, quando l&#8217;Alleanza ne ha dato comunicazione ufficiale. Dello SNMG2 fa parte ancora un&#8217;altra fregata nazionale, nave “Virginio Fasan”. Nella foto pubbliche rilasciate dalla NATO a quel tempo, si può riconoscere il cacciatorpediniere “<strong>Severomorsk</strong>”, la cisterna “<strong>Kaman</strong>” e il sottomarino della classe Kilo migliorata (project 636.3) “<strong>Krasnodar</strong>”, in rotta verso il porto siriano di Tartus. A fine gennaio, il gruppo di navi da guerra di Mosca si trovava a Sud-Est della Sicilia.</p>



<p><strong>La presenza del “Krasnodar” in queste acque è più che di routine. </strong>Dal suo debutto in combattimento nel 2017, quando lanciò missili da crociera “Kalibr” dal Mediterraneo verso la Siria, il sottomarino è diventato uno strumento chiave nella proiezione della Russia di capacità di attacco a lungo raggio al di fuori delle sue tradizionali zone operative. Nel contesto di crisi internazionale del 2026, questo dispiegamento riflette una spinta strategica per sfidare il predominio marittimo della NATO e affermare la propria influenza su infrastrutture vitali. L&#8217;intensificazione della posizione navale russa, inclusa la raccolta di informazioni in prossimità di cavi sottomarini in fibra ottica, infrastrutture petrolifere e attività della flotta NATO, <strong>aumenta il rischio di un più ampio confronto su interessi vitali. </strong>L&#8217;impiego del “Severomorsk” a fianco del sottomarino amplifica tale segnale.</p>



<p>Lungo la rotta di ritorno da Tartus – destinazione Russia via Gibilterra – la squadra navale ha scortato il cargo “<strong>Sparta IV</strong>”, probabilmente dopo che quest&#8217;ultimo ha caricato in Siria equipaggiamento relativo al ritiro delle forze russe in quel Paese una volta saltati gli accordi col nuovo governo di Damasco. </p>



<p>Come accennato, il 4 febbraio le navi russe hanno improvvisamente e inusualmente virato verso Nord mentre erano in transito nel Canale di Sicilia, dirigendosi verso il Tirreno occidentale al largo delle coste della <strong>Sardegna</strong>, e una volta raggiunta una posizione più o meno centrale rispetto alla nostra isola maggiore, hanno iniziato una lento e continuo andirivieni in una posizione al di fuori del limite delle acque territoriali (12 miglia nautiche) ma dentro quello della zona contigua (24 miglia nautiche).</p>



<p>Questa improvvisa deviazione di rotta ha innescato la risposta della difesa nazionale che ha mobilitato i suoi assetti aerei e navali per il monitoraggio delle navi russe: oltre alla già citata fregata “Schergat”, che segue le navi da giorni, sono entrati in azione velivoli da pattugliamento P-72A e B e <a href="https://www.itamilradar.com/2026/02/09/an-update-on-the-russian-naval-group-operating-off-sardinia/">Beechcraft B.350ER</a> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>. </p>



<p>In questi ultimi giorni si è speculato parecchio sulla motivazione di quell&#8217;improvviso, strano, cambio di rotta delle navi russe, e ora cerchiamo di dare una spiegazione in base ai dati che abbiamo raccolto. Una possibilità è l&#8217;intenzione di <strong>creare una certa pressione – o quantomeno un disagio – per un Paese NATO</strong>, costretto a mantenere una sorveglianza continua, e quindi osservarne i tempi di reazione, le modalità e financo le metodologie di comunicazione. Un&#8217;altra è che <strong>le condizioni del cargo “Sparta IV” potrebbero non essere ottimali</strong> per affrontare anche un mare moderatamente agitato. </p>



<p>A partire dalla scorsa settimana, infatti, una serie di importanti perturbazioni di origine atlantica ha cominciato a flagellare il Mediterraneo Occidentale, con un <strong>susseguirsi di tempeste</strong> che hanno determinato anche la chiusura dei terminal merci nei porti di quella regione. Probabilmente il cargo russo, in determinate condizioni di carico oppure per la natura del carico stesso, non è in grado di tenere il mare molto agitato e si è preferito restare al riparo della Sardegna in attesa che passi la tempesta. In alternativa, la decisione potrebbe essere legata proprio alla natura del carico trasportato dalla nave, ma non si capisce per quale motivo i russi possano sentirsi più al sicuro in acque prospicienti il territorio nazionale piuttosto che lungo il resto della loro rotta, data la pesante scorta al cargo.</p>



<p>Da <strong>escludere totalmente</strong>, invece, è la possibilità che siano in quella zona per un qualche tipo di attività di spionaggio (o peggio sabotaggio) sui cavi sottomarini: i collegamenti tra Sardegna e continente si trovano a Cagliari e Olbia/Golfo di Aranci, mentre i cavi posati in senso Nord-Sud nel Tirreno sono molto più a Est, in mare aperto. Probabilmente i cavi c&#8217;entrano ma non nel senso appena confutato: <strong>i russi sanno che lì non ce ne sono</strong>, così come lo sa la nostra Difesa, pertanto per non innescare ulteriori tensioni hanno deciso di posizionarsi in quel particolare braccio di mare.</p>



<p>In ogni caso, e quale che sia il vero motivo, le navi di Mosca hanno attivato la risposta dello strumento aeronavale nazionale oltre a quello della NATO, e la Marina Militare ha mandato un segnale inequivocabile distaccando nave “Bianchi” dalla sua normale missione di routine al largo della Libia.</p>



<p><strong>&#8211; AGGIORNAMENTO-</strong></p>



<p>La flottiglia russa nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, ha <strong>lasciato il Tirreno</strong> occidentale dirigendosi verso il Canale di Sicilia per riprendere la rotta originaria verso Gibilterra, sotto continua scorta di nave &#8220;Schergat&#8221;. A quanto risulta le condizioni meteo nel Mediterraneo occidentale sono migliorate al punto da poter far riprendere il viaggio alle navi di Mosca</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html">Le navi russe al largo della Sardegna e due fregate italiane che le controllano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://it.insideover.com/difesa/le-navi-russe-al-largo-della-sardegna-e-due-fregate-italiane-che-le-controllano.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FREMM EVO: superata la critical design review</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 23:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=501075</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Occar ha certificato che le nuove fregate della Marina militare italiana FREMM EVO hanno superato la critical design review.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html">FREMM EVO: superata la critical design review</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/t798-0090-n_00000-ITSO01-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>L&#8217;OCCAR (<em>Organisation Conjointe de Coopération en matière d&#8217;Armement</em>) ha annunciato l&#8217;8 gennaio che il programma italiano <strong>FREMM EVO</strong> ha completato con successo la <strong>Critical Design Review (CDR)</strong> in tutti e tre i domini: piattaforma, sistema di combattimento e supporto logistico integrato/disegno generale.</p>



<p>La CDR è una valutazione formale nel processo di sviluppo di un prodotto (in questo caso un sistema d&#8217;arma) che valuta se il suo progetto dettagliato soddisfa i <strong>requisiti </strong>prestazionali ed è pronto per la fabbricazione e il collaudo. Garantisce che tutte le specifiche e i controlli di qualità necessari siano in atto prima di procedere con la produzione. <strong>È una valutazione fondamentale</strong>, perché valuta se il progetto oltre a soddisfare i requisiti, soddisfa i <strong>costi </strong>e i vincoli di <strong>tempo</strong>. Il superamento della CDR consente al progetto di procedere verso le fasi di implementazione e integrazione avendo assicurato di ridurre al minimo i rischi prima di passare alla produzione, con conseguente risparmio di tempo e risorse a lungo termine.</p>



<p>OCCAR riferisce in un <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/01/italian-fremm-evo-program-achieves-critical-design-review-milestone/">comunicato stampa</a> che “il raggiungimento di questo obiettivo di alto livello attesta che <strong>il processo di progettazione del Programma FREMM EVO ha soddisfatto tutti i requisiti </strong>necessari e segna il passaggio formale alla fase di produzione. Il completamento della CDR, pienamente in linea con i tempi previsti, dimostra che il programma è sulla buona strada per consegnare due unità navali avanzate alla Marina Militare Italiana, rispettivamente entro giugno 2029 e giugno 2030. Queste unità forniranno capacità avanzate per soddisfare le mutevoli esigenze operative e rafforzare la sicurezza marittima. Questo successo riflette gli sforzi collaborativi e le competenze del team Horizon di OCCAR e di tutti gli stakeholder coinvolti. <strong>Evidenzia inoltre l&#8217;importanza strategica della cooperazione a livello nazionale e internazionale</strong> nella fornitura di unità navali all&#8217;avanguardia che salvaguardino gli interessi condivisi e rafforzino il ruolo dell&#8217;Europa nella difesa globale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aggiornamenti di Fincantieri</h2>



<p><strong>Fincantieri</strong>, che si occupa della costruzione delle nuove unità navali, ha già impostato la prima fregata ad<a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html"> aprile del 2025</a>. </p>



<p>Le FREMM EVO sebbene siano basate sul disegno delle fregate precedenti saranno delle unità navali molto <strong>diverse</strong>. Esse infatti rappresentano un&#8217;evoluzione del progetto originale, il cui programma è stato lanciato nel 2002 e il cui contratto è stato assegnato nel 2006, con l&#8217;introduzione di una serie di miglioramenti per affrontare i problemi di obsolescenza, ma soprattutto con l&#8217;aggiunta di tecnologie e sistemi più recenti per far fronte ai nuovi requisiti della <strong>Marina Militare</strong> e alle minacce emergenti, oltre a un supporto logistico evoluto. Le migliorie, come ha riferito Fincantieri in occasione del taglio della prima lamiera, riguardano il <em>Cyber-resilient Ship Management System</em>, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. <strong>Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato</strong> con il moderno <em>Cyber-resilient Combat Management System</em> SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Theater Ballistic Missile</em>), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>InsideOver vi propone diversi corsi online a pagamento per restare aggiornati sulle dinamiche internazionali tra cui un mio corso sulla Hybrid Warfare, ovvero la guerra ibrida, strumento usato dalle nazioni più importanti del globo per ottenere i propro obiettivi strategici &#8220;senza sparare un colpo&#8221; diventato sempre più diffuso e pervasivo.</strong></h5>



<h5 class="wp-block-heading"><strong> Se vuoi avere un assaggio del mio corso, iscriviti all’<a href="https://it.insideover.com/guerra-ibrida-iscriviti-allanteprima-gratuita">anteprima gratuita qui</a>.</strong></h5>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-1024x403.jpg" alt="" class="wp-image-501053" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-1024x403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-768x302.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-1536x604.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21-600x236.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-09-alle-11.28.21.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong><br>Se invece sei già pronto a comprendere i mutamenti della Guerra ibrida, <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">iscriviti al mio corso</a>.</strong></p>



<p>Sulla base delle attività di derisking e dei disegni emersi in questi mesi, la configurazione FREMM EVO abbina lo scafo e la propulsione delle attuali FREMM con <strong>nuove sovrastrutture</strong> in grado di ospitare i sistemi di combattimento e di piattaforma installati sulle unità navali di ultima generazione sviluppate nell’ambito della Legge Navale, ovvero i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) o <em>Multi-purpose Combat Ship</em> (MCS) nella configurazione Full e la LHD Trieste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il supporto dell&#8217;Intelligenza artificiale</h2>



<p>Sappiamo anche che l&#8217;esperienza maturata dalla Marina Militare nel Mar Rosso durante l&#8217;operazione dell&#8217;Unione Europea aspide <strong>Aspides</strong> ha portato a installare sulle nuove fregate il primo sistema CUAS (<em>Counter Unmanned Air System</em>) della MM. Secondo dichiarazioni ufficiali le FREMM EVO avranno una serie di sistemi che includono un nuovo radar dedicato e apparati di guerra elettronica, che operano insieme a nuovi apparati elettro-ottici. <strong>Tutte le informazioni vengono integrate e gestite con il supporto dell&#8217;intelligenza artificiale</strong> al fine di rispondere alla minaccia dei droni con sistemi <em>soft-kill</em> e <em>hard-kill</em>. Un&#8217;altra innovazione è rappresentata dal sistema di contromisure radar elettroniche (RECM) e la capacità di gestire e controllare una serie di sistemi <em>unmanned </em>multidominio attraverso l&#8217;UMS (<em>Unmanned Management Suite</em>) di Fincantieri. Le nuove fregate saranno quindi in grado di operare USV, UUV e naturalmente anche UAS.</p>



<p>L&#8217;armamento è costituito dal sistema missilistico di difesa aerea di MBDA SAAM ESD PPA basato sulla famiglia di missili <strong>Aster</strong> (inclusi i Block 1NT con capacità i intercettare missili balistici a corto e medio raggio) lanciati da due sistemi di lancio verticali (VLS) Sylver A50 a 8 celle posizionati nell&#8217;area di prua. Da disegni preliminari emerge la possibilità di avere spazio per altri VLS dietro quelli installati. <em><a href="https://www.navalnews.com/event-news/euronaval-2024/2024/11/euronaval-2024-italys-new-fremm-evo-breaks-cover/">Naval News</a></em> riferisce che sono in corso studi per valutare l&#8217;installazione di VLS per missili da attacco profondo o VLS per missili CAMM ER, nonché altre nuove soluzioni di lancio di armi multiruolo. La capacità ha ASuW sarà data da otto lanciatori MBDA Italia Teseo Mk2/E insieme ad elicotteri SH-90 equipaggiati con missili MBDA Italia Marte ER. L&#8217;artiglieria principale è costituita da due cannoni Leonardo <strong>Super Rapido</strong> da 76/62 mm in configurazione Strales, per utilizzare munizioni guidate DART in grado di contrastare missili e minacce asimmetriche.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html">FREMM EVO: superata la critical design review</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=495461</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La U.S. Navy cancella il programma per le fregate Constellation di Fincantieri. Una decisione dettata dallo stravolgimento del progetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html">Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> ha deciso di chiudere il programma di costruzione delle fregate classe <strong>Constellation</strong>, derivate dalle FREMM di <strong>Fincantieri</strong>, per concentrarsi su nuove unità navali che la marina statunitense potrà costruire più rapidamente, ha <a href="https://news.usni.org/2025/11/25/navy-cancels-constellation-class-frigate-program-considering-new-small-surface-combatants">annunciato</a> martedì sui social media il segretario della marina USA <strong>John Phelan</strong>.</p>



<p>Secondo i termini negoziati con Fincantieri Marinette Marine, il cantiere navale del Wisconsin continuerà a costruire la USS “Constellation” (FFG-62) e la USS “<a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-dagli-usa-a-fincantieri-per-la-costruzione-della-seconda-fremm.html">Congress</a>” (FFG-63), ma le prossime quattro navi da guerra previste saranno cancellate. “Stiamo rimodellando il modo in cui la marina militare costruisce la sua flotta. Oggi posso annunciare che la prima azione pubblica è un allontanamento strategico dal programma delle fregate classe Constellation”, si legge nella dichiarazione di Phelan. “La marina e i nostri partner industriali hanno raggiunto un accordo quadro completo che, per comodità della marina, <strong>interrompe la costruzione delle ultime quattro navi della classe</strong>, la cui costruzione non è ancora iniziata”.</p>



<p>Secondo il Pentagono, la cancellazione del programma navale rientra nella volontà della U.S. Navy di <strong>costruire e consegnare più rapidamente</strong> nuove classi di navi. Un fattore chiave in questa decisione, secondo i funzionari della Difesa USA, è la necessità di <strong>far crescere la flotta più rapidamente per affrontare le minacce future</strong>. Questo quadro mira a mettere la marina USA sulla strada giusta per costruire più rapidamente nuove classi di navi e fornire le necessarie capacità in numero maggiore e più rapidamente. In parallelo, il Pentagono sta riorganizzando il suo sistema di acquisizione per enfatizzare la velocità.</p>



<p>La marina statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html"><strong>aveva assegnato nel</strong> <strong>2020</strong></a> a Marinette Marine Corporation, una società cantieristica controllata da Fincantieri Marine Group, il contratto di produzione per le prime dieci unità del programma FFG(X) per le nuove fregate della U.S. Navy, dopo che le unità tipo LCS (Littoral Combat Ship) si erano rivelate troppo poco armate e con prestazioni inadeguate alle nuove contingenze che la marina USA deve affrontare nelle immense distese dell&#8217;Oceano Pacifico. L&#8217;intenzione era di avere <strong>20 Constellation</strong> che insieme a 32 LCS sarebbero a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – Small Surface Combatants).</p>



<p>Il programma ha subito ritardi (36 mesi per la prima nave) dovuti all’avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma ad agosto 2024 la U.S. Navy aveva deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l’uso in altri programmi. Nonostante questo provvedimento ad aprile del 2025 la prima fregata era pronta solo al 10% con <strong>solamente circa il 15% di comunanza tra il progetto per la U.S. Navy e quello delle FREMM italiane e francesi.</strong> L&#8217;obiettivo iniziale era l&#8217;85%. </p>



<p>Le modifiche espressamente richieste dalla U.S. Navy a Fincantieri hanno comportato, come accennato, un aumento dei costi: rispetto a una stima iniziale di 1 miliardo di dollari, o potenzialmente anche inferiore, <strong>il prezzo di listino per ciascuna nave era salito a circa 1,4 miliardi di dollari.</strong> La decisione della marina statunitense di stravolgere il progetto originale per montare sistemi di combattimento e sensoristici molto diversi, per compiti diversi, ha portato al risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si paventava da mesi, nonostante l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">interessamento della Norvegia</a> per le Constellation e la possibilità di cominciare la costruzione delle navi in altri cantieri navali statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un indennizzo per Fincantieri Marine Group</h2>



<p>Fincantieri, nella giornata di mercoledì 26 novembre, ha rilasciato un comunicato in cui conferma la decisione USA di abbandonare il programma a esclusione delle due unità già impostate, e ha precisato di <strong>essere pronta per offrire alla U.S. Navy altre soluzioni </strong>più adatte alle nuove esigenze.</p>



<p>Nel comunicato stampa possiamo leggere che “in stretta collaborazione con la U.S. Navy, Fincantieri contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali. Per Fincantieri sono previsti nuovi ordini per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali: Fincantieri è infatti <strong>pronta a eseguire i contratti pianificati </strong>in coordinamento con la U.S. Navy. Guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, Fincantieri supporterà la Marina americana nella <strong>ridefinizione delle scelte strategiche</strong> nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, <em>manned </em>e <em>unmanned</em>”. </p>



<p>Il testo prosegue precisando che “oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, <strong>l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group</strong>, tramite specifiche misure di compensazione, rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della U.S. Navy, presa per propria convenienza. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin, pilastro fondamentale dell’industria navale degli Stati Uniti”.</p>



<p>La decisione della marina statunitense si inquadra meglio se si osserva come l&#8217;intero apparato militare-industriale USA sia in fase di rapida rimodulazione per affrontare la sfida di un possibile <strong>conflitto aperto contro la Repubblica Popolare Cinese</strong>, che negli Stati Uniti vedono ormai come inevitabile: un esempio in tal senso è la recente decisione di snellire e velocizzare il sistema di procurement militare con la nascita del <em><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-gli-stati-uniti-si-preparano-alla-guerra-contro-la-cina.html">Warfighting Acquisition System</a></em>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html">Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 03:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=480275</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fincantieri ha consegnato la decima e ultima fregata FREMM alla Marina Militare, la sesta in configurazione antisom, e la seconda enhanced</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html">Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/FREMM-Emilio-Bianchi-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri, presso il cantiere navale del Muggiano, a La Spezia, <strong>Fincantieri</strong> ha consegnato la decima fregata tipo <strong>FREMM</strong> alla Marina Militare italiana. Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri, <strong>Dario Deste</strong>, l’AD di Orizzonte Sistemi Navali, <strong>Giovanni Sorrentino</strong>, il direttore di OCCAR, generale <strong>Joachim Sucker</strong>, l’ammiraglio di divisione <strong>Flavio Biaggi</strong>, comandante del Comando Interregionale Marittimo Nord, il direttore di NAVARM, ammiraglio <strong>Giuseppe Abbamonte</strong> e il sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Giuseppe Berutti Bergotto</strong>.</p>



<p>L&#8217;unità, battezzata “Emilio Bianchi”, è in versione antisom <em>enhanced</em>, ed è la seconda di questa tipologia di sei totali ad uso per la guerra sottomarina, completando così la dotazione richiesta dalla <strong>Marina Militare</strong> per questa particolare missione. Complessivamente, <strong>il programma FREMM per la Marina è stato quindi completato</strong> e comprende, oltre alle sei fregate antisom, altre quattro in configurazione multiruolo (<em>general purpose</em>).</p>



<p>Nave “Emilio Bianchi”, dotata dei più avanzati sistemi prodotti da Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica è caratterizzata, come le altre unità FREMM, da un’elevata flessibilità d’impiego e ha la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri fuori tutto, una larghezza di 19,7 e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Può raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone imbarcate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;eccellenza in Europa</h2>



<p>Le FREMM rappresentano lo standard di riferimento tecnologico in Europa distinguendosi per le loro caratteristiche innovative e per l’<strong>elevata cyber resilienza</strong>, frutto di un profondo lavoro progettuale e gestionale. L’elevato grado di automazione, i sistemi di bordo di ultima generazione e l’ottimizzazione delle operazioni di manutenzione garantiscono un’elevata disponibilità operativa. Studi approfonditi di ergonomia hanno contribuito alla realizzazione di ambienti funzionali, pensati per migliorare l’efficienza operativa e la qualità della vita dell’equipaggio. <strong>La nave garantisce inoltre un’importante autonomia</strong> &#8211; circa 6.000 miglia nautiche a 15 nodi &#8211; che le consente di operare anche per lunghi periodi al di fuori del Mediterraneo.</p>



<p>Si chiude così il divario capacitivo della Marina Militare apertosi nel biennio 2020/2021, quando due FREMM già in consegnate alla MM erano state vendute all&#8217;<strong>Egitto</strong> per un valore di 1,2 miliardi di euro. Le ex fregate italiane sono in configurazione multiruolo e armate con un cannone Leonardo da 127/64 mm LightWeight (LW), un cannone Super Rapido da 76/62 mm e due cannoni da 25 mm oltre al sistema missilistico fa difesa aerea MBDA SAAM-ESD dotato di missili Aster. Alcune apparecchiature sensibili specifiche della Marina italiana, compresi i sistemi da guerra elettronica, sono state <a href="https://www.analisidifesa.it/2023/11/contratto-a-fincantieri-per-la-manutenzione-delle-due-fremm-della-marina-egiziana/">rimpiazzate</a> da equipaggiamenti di altra provenienza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In cantiere l&#8217;evoluzione</h2>



<p>Fincantieri, in continuità con gli obiettivi del progetto FREMM, ha attualmente in corso la realizzazione di ulteriori due fregate di nuova generazione in versione “evolution”, denominate <strong>FREMM EVO</strong>, in costruzione presso i cantieri di Riva Trigoso e Muggiano con consegna della prima unità prevista nel 2029 e la seconda nel 2030. Il <a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">taglio della prima lamiera</a> della prima unità di questo tipo è avvenuto il 3 aprile di quest&#8217;anno a Riva Trigoso e il contratto è stato firmato da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%). Le FREMM EVO saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il <em>Cyber-resilient Ship Management System</em>, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno <em>Cyber-resilient Combat Management System</em> SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Theater Ballistic Missile</em>), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità. </p>



<p>Le sovrastrutture saranno quindi diverse rispetto alle FREMM in servizio, e ospiteranno lo stesso radar Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C dei Pattugliatori Polivalenti d&#8217;Altura (o MCS – <em>Multipurpose Combat Ship</em>) e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X. Soprattutto saranno le prime ad avere <strong>capacità C-UAS</strong> (<em>Counter Unmanned Air System</em>) by design.</p>



<p>Troviamo ancora relativamente insoddisfacente la <strong>dotazione missilistica</strong> “di serie”: le FREMM EVO, da progetto iniziale, nascono con 16 celle di lancio verticali più la predisposizione di altre 16, per missili Aster, tutte a prua. Ci auguriamo che si preveda, se non l&#8217;installazione di ulteriori celle per lancio di vettori da attacco in profondità come si vocifera attualmente, almeno l&#8217;installazione di celle “multimissile”. In ogni caso la dotazione di 32 celle di lancio verticali – se confermata – sarebbe in linea con le costruzioni navali di altri Paesi per le stesse classi di unità, come la Repubblica Popolare Cinese (le Type 054A) e gli USA (le Constellation).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/consegnata-la-decima-fregata-fremm-alla-marina-militare.html">Consegnata la decima fregata FREMM alla Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Impostata la prima fregata tipo FREMM EVO per la Marina Militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 04:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=463805</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-600x420.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Presso i cantieri navali di Riva Trigoso è stata impostata la prima nuova fregata tipo FREMM EVO per la Marina Militare italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">Impostata la prima fregata tipo FREMM EVO per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-600x420.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Gnn9yjFW4AAa1Og-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Giovedì 3 aprile, presso i cantieri navali di Riva Trigoso (Genova), è avvenuto il taglio della prima lamiera della nuova fregata tipo <strong>FREMM EVO</strong> destinata alla <strong>Marina Militare italiana</strong>. Il contratto prevede la costruzione di <strong>due unità</strong> di questo tipo ed è stato firmato a luglio 2024 da Orizzonte Sistemi Navali (OSN), joint venture tra <strong>Fincantieri </strong>(51%) e <strong>Leonardo </strong>(49%), e OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement), e rientra nel programma pluriennale FREMM finalizzato al rinnovamento della flotta della Marina Militare attraverso la costruzione di fregate di nuova generazione. La consegna della prima unità è prevista per il <strong>2029</strong>, mentre la seconda nel <strong>2030</strong>. </p>



<p>Le FREMM EVO, riferisce <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/04/fincantieri-starts-production-of-first-fremm-evo-for-italian-navy/">Fincantieri</a>, saranno unità molto diverse dalle precedenti: i lavori di miglioramento riguarderanno infatti il Cyber-resilient Ship Management System, l’impianto di condizionamento e distribuzione elettrica, l’implementazione di soluzioni specifiche al fine di migliorare l’impronta green dell’unità per la parte Platform System. Inoltre il sistema di combattimento sarà aggiornato con il moderno Cyber-resilient Combat Management System SADOC 4, i sensori radar (in particolare con radar Dual Band DBR-X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (Theater Ballistic Missile), la guerra elettronica (EW), i sistemi di artiglieria e missili, la suite sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità. </p>



<p>La nuova configurazione delle fregate abbina lo scafo e la propulsione delle attuali FREMM con nuove sovrastrutture in grado di ospitare gli stessi sistemi di combattimento e piattaforma installati sulle navi di ultima generazione sviluppate ai sensi della Legge Navale, ovvero i Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA), o secondo la nuova definizione, le MultiPurpose Combat Ship (MPCS), nella configurazione Full e la <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/consegnata-nave-trieste-alla-marina-militare-italiana.html">LHD “Trieste”</a>, oltre a nuovi sistemi per affrontare nuove missioni e minacce. Le FREMM EVO ospiteranno, tra gli altri, la stessa suite Leonardo Kronos Dual-Band Radar (DBR) con le quattro antenne piatte AESA del Kronos Quad in banda C e lo stesso numero di antenne per il Kronos StarFire in banda X rispetto al singolo radar rotante AESA Kronos Grand Naval delle attuali FREMM.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi anti-droni</h2>



<p>Queste nuove unità <a href="https://www.navalnews.com/event-news/euronaval-2024/2024/11/euronaval-2024-italys-new-fremm-evo-breaks-cover/">saranno le prime</a> pensate per attività <strong>C-UAS (Counter-Unmanned Air System)</strong> <em>by design</em>: esse monteranno infatti un sistema di sensori (EW ed elettro-ottici) <strong>per ottenere la soppressione dei droni in modalità soft e hard kill</strong> facendo capo a un software a IA del Combat Management System. Si ritiene anche che le FREMM EVO utilizzeranno USV (Unmanned Surface Vehicle) che trasporteranno carichi utili dedicati, inclusi sistemi sottomarini autonomi, operanti dalle due stazioni laterali per RHIB (Rigid-Hulled Inflatable Boat) da 11 metri.</p>



<p>L&#8217;armamento principale consiste su un sistema missilistico da difesa aerea utilizzante i vettori “<strong>Aster</strong>” di <strong>MBDA</strong>, compresi i Block 1NT, da lanciare da due sistemi di lancio verticali (VLS) Sylver A50 a 8 celle, posizionati nell&#8217;area di prua. C&#8217;è comunque la predisposizione per ulteriori due VLS dietro quelli installati, portando così il totale possibile a 32 celle di lancio verticali. Sono in corso studi per valutare l&#8217;installazione di VLS per missili da attacco profondo, come gli <strong>Scalp Naval</strong> e/o VLS per missili <strong>CAMM ER</strong>, nonché altre nuove soluzioni di lancio di armi multiuso. L&#8217;artiglieria principale è rappresentata da due cannoni Leonardo <strong>Super Rapido</strong> da 76/62 mm nella configurazione Strales per utilizzare munizioni guidate DART per affrontare sia missili che minacce asimmetriche, mentre quella secondaria è data da due <strong>Lionfish</strong> da 30 mm di Leonardo. Presenti anche 8 lanciatori di missili da crociera <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/da-mbda-in-arrivo-il-nuovo-missile-da-crociera-teseo-per-la-marina-militare.html">Teseo Mk2E</a></strong> antinave e antisom e due lanciatori trinati per siluri MU90. La componente aerea imbarcata è rappresentata da un elicottero <strong>SH90 </strong>oppure un <strong>EW101</strong>. </p>



<p>La Marina Militare vedrà nei prossimi anni l&#8217;impostazione di nuove e più moderne unità: il primo <strong>PPA EVO</strong> entro quest&#8217;anno, mentre ci si attende quella del primo <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/nuovo-cacciatorpediniere-che-somiglia-incrociatore-marina-2381566.html">DDX</a></strong> tra il 2025 e il 2026; la seconda FREMM EVO vedrà il taglio della prima lamiera nel 2026, e nel 2027 si vedrà l&#8217;impostazione del secondo PPA EVO. Per quanto riguarda i DDX, attualmente è in essere uno studio di fattibilità per l&#8217;imbarco di un <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/quando-litalia-voleva-i-sottomarini-nucleari.html">reattore nucleare</a></strong> di nuova generazione (e dimensioni ridotte rispetto a quelli classici) per la produzione di energia elettrica atta alla propulsione. </p>



<p>La tecnologia di nuovi reattori in questione è quella del “Programma Minerva” (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati), lanciato nel 2023 da Fincantieri. Lo studio di fattibilità riguarda anche i sottomarini, e magari, in un lontano futuro, una portaerei. Difficilmente però lo vedremo sulle FREMM EVO, ma non è da escludere che questa possibilità sia stata studiata dalla Marina Militare insieme a Fincantieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/impostata-la-prima-fregata-tipo-fremm-evo-per-la-marina-militare.html">Impostata la prima fregata tipo FREMM EVO per la Marina Militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 07:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=445914</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La marina norvegese avrà le fregate della classe "Constellation" costruite da Fincantieri anche per la U.S. Navy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ministero della Difesa norvegese ha selezionato per la marina militare di Oslo le fregate classe “<strong>Constellation</strong>” costruite da <strong>Fincantieri</strong>. </p>



<p>A <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/11/norway-makes-downselection-for-new-frigates/">giugno 2024</a> il parlamento norvegese aveva approvato un nuovo piano a lungo termine per le forze armate, che prevede l&#8217;acquisizione di un minimo di cinque, facoltativamente sei, nuove fregate antisom con elicotteri imbarcati. </p>



<p>La notizia della selezione della fregata di Fincantieri, già in costruzione per la U.S. Navy, è stata data in un <em><a href="https://x.com/Fincantieri/status/1858908671218000067">tweet </a></em>della società italiana nella giornata del 19 novembre. Nel breve comunicato social, si può leggere che “insieme a Vard (società controllata da Fincantieri che ha cantieri navali in Norvegia n.d.r.), non vediamo l&#8217;ora di scoprire quale sarà la decisione finale, prevista per il prossimo anno, per l&#8217;introduzione di nuove unità all&#8217;avanguardia, costruite localmente, riducendo i tempi di costruzione e consegna e riducendo al minimo i rischi, e per supportare le future ambizioni navali della Norvegia”. </p>



<p>Il piano norvegese sottolineava che le nuove fregate non sarebbero state acquisite come imbarcazioni indipendenti, ma attraverso una partnership strategica a lungo termine e reciprocamente vantaggiosa con uno stretto alleato con interessi strategici allineati a quelli della Norvegia. Questa partnership strategica avrebbe incluso l&#8217;acquisizione, l&#8217;operatività, la manutenzione, lo sviluppo continuo e gli aggiornamenti delle nuove fregate per tutta la loro vita utile. Per limitare la necessità di aggiornare le unità della classe “Fridtjof Nansen”, la Norvegia stava cercando di accelerare l&#8217;acquisizione unendosi a una linea di produzione esistente per tali imbarcazioni. </p>



<p>Come accennato, le fregate della classe “Constellation” sono <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html">in costruzione per la U.S. Navy</a></strong> e sono basate sul progetto della classe <strong>FREMM</strong>, sempre costruita dalla società italiana, per la Marina Militare e per la Marine Nationale. </p>



<p>Il programma “Constellation” era stato assegnato nel 2020 a FMM (Fincantieri Marinette Marine) con un contratto per la prima fregata con l’opzione per 9 ulteriori navi, oltre al supporto post vendita e l’addestramento degli equipaggi, del valore complessivo, per Fincantieri, di circa 5,5 miliardi di dollari. Il programma nasce dall&#8217;esigenza della U.S. Navy per nuove fregate FFG(X) determinata ufficialmente da documento programmatico del 10 luglio del 2017. Inizialmente, la U.S. Navy ha espresso la necessità di avere 20 fregate che insieme alle 32 LCS avrebbero completato il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – <em>Small Surface Combatants</em>). Dagli ultimi documenti, si apprende che la marina USA intende mantenere 25 LCS e avere 48 fregate per un totale di 73 SSC. </p>



<p>Le nuove fregate, che mancavano alla flotta statunitense dal pensionamento delle classe “Oliver Hazard Perry” consegnate tra il 1973 ed il 1984, si sono rese necessarie dall’esigenza di sopperire alle carenze delle specifiche emerse proprio dalle nuove LCS. Queste unità sono state giudicate infatti troppo poco armate per avere un dislocamento paragonabile a quello di una fregata classica e soprattutto con un costo unitario eccessivo, cosa che ha portato la U.S. Navy a ridimensionare pesantemente il programma di acquisizione originario, previsto in 55 unità. La scelta del progetto italiano è stata determinata dalla capacità delle FREMM di sostenere in modo efficace il ruolo di difesa aerea, e in particolare la potenza elettrica disponibile (12 Mw, la stessa dei cacciatorpediniere “Arleigh Burke”), che potrebbe dare spazio all’installazione a bordo, in futuro, di armi ad energia diretta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Constellation-class frigate has been shortlisted for frigate procurement by the Norway&#39;s Armed Forces, as confirmed by Norway&#39;s Minister of Defence, Bjørn Arild Gram.<br><br>As a result of decades of expertise in naval engineering, this frigate, chosen by U.S. Navy and based on our… <a href="https://t.co/TBNznm6PQy">pic.twitter.com/TBNznm6PQy</a></p>&mdash; Fincantieri (@Fincantieri) <a href="https://twitter.com/Fincantieri/status/1858908671218000067?ref_src=twsrc%5Etfw">November 19, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le “Constellation” sono unità lunghe 150 metri, larghe 20, con una propulsione tipo CODLAG (<em>Combined Diesel-Electric And Gas</em>), autonomia di 6mila miglia a 16 nodi e una velocità massima di 26 nodi. L’armamento principale comprende un cannone da 57 millimetri, un lanciatore Mk41 VLS (<em>Vertical Launch System</em>), otto lanciatori per NSM (<em>Naval Strike Missile</em>), un sistema RIM-116 RAM (<em>Rolling Airframe Missile</em>). Si tratta quindi di unità meglio strutturate e più pesantemente armate rispetto alle LCS, in grado di essere impiegate efficacemente in compiti “d’altura”. </p>



<p>La prima unità per la marina statunitense capoclasse (FFG-62) è stata impostata ad agosto 2022 e attualmente ci sono <strong>sei fregate</strong> di questo tipo in “<em>procurement</em>” (ovvero sono stati stanziati i fondi per la costruzione) su un totale di 20 necessarie per la U.S. Navy. </p>



<p>La presentazione del bilancio della marina USA per l&#8217;anno 2025 prevede l&#8217;acquisto di altri sei “Constellation” durante il periodo che va dal 2026 e il 2029 in quantità annuali di 2-1-2-1. </p>



<p>Il programma ha subito <strong>ritardi </strong>(36 mesi per la prima nave) dovuti all&#8217;avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/R/R44972">stando ai documenti ufficiali</a> del Congresso, datati agosto 2024, la U.S. Navy ha deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l&#8217;uso in altri programmi. </p>



<p>La linea norvegese delle “Constellation”, se la richiesta della marina di Oslo resterà invariata, vedrà la nascita di unità a maggiore vocazione ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) mentre le unità statunitensi appaiono più multiruolo per potersi integrare meglio nei CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) nonché potenziarli e condurre uno ventaglio maggiore di attività in alto mare, anche singolarmente. I requisiti statunitensi sono infatti per “piccole” unità di superficie multi-missione in grado di condurre operazioni di guerra antiaerea (AAW), guerra antisuperficie (ASuW), guerra antisom (ASW) e guerra elettromagnetica (EMW). Devono essere in grado di operare sia in “<em><strong>blue water</strong></em>” (vale a dire, in mezzo all&#8217;oceano) sia in <strong>aree costiere</strong> ed essere in grado di operare in modo indipendente (quando ciò è appropriato per le loro missioni assegnate) o come parte di formazioni navali più grandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2024 05:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=433494</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="606" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Ancora un'esercitazione navale tra Cina ed Egitto nel Mediterraneo che certifica la maggiora attenzione di Pechino per il Mare Nostrum</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html">Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="606" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/16333094_7c0bf03c5a1b9e07db0ff13d6077e8ce-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Mercoledì 21 agosto si è tenuta nel <strong>Mediterraneo orientale</strong>, nelle acque al largo di Alessandria d&#8217;Egitto, un&#8217;esercitazione navale congiunta tra unità della PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) ed egiziane. Le manovre, che hanno visto la partecipazione da parte cinese di un cacciatorpediniere della classe Type 052D (il “Jiaozuo”) e di un rifornitore di squadra della classe Type 903A (lo “Honghu”) e da parte egiziana di una fregata classe FREMM (lo “al-Galala”), si sono tenute dopo una visita di cortesia delle unità della PLAN durata cinque giorni. </p>



<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.globaltimes.cn/page/202408/1318457.shtml">fonti ufficiali cinesi</a>, l&#8217;esercitazione ha riguardato attività di navigazione in formazione, coordinamento delle comunicazioni, manovre di posizionamento per il rifornimento marittimo. La PLAN riferisce anche che durante le manovre navali, le unità delle due marine si sono alternate al comando in stretto coordinamento e hanno completato con successo tutti gli addestramenti programmati prima di tenere una cerimonia di “addio”. </p>



<p>Durante la visita delle navi da guerra cinesi ad Alessandria d&#8217;Egitto, dal 15 agosto al 20 agosto, i marinai delle due parti hanno visitato le rispettive imbarcazioni e hanno preso parte ad attività tra cui scambi professionali e partite amichevoli di calcio: un modo per approfondire l&#8217;amicizia tra i due Paesi. Prima della sosta in Egitto, le due navi militari cinesi, facenti parte del 46° Gruppo di Scorta, hanno visitato <strong>San Pietroburgo</strong> per celebrare la giornata della marina russa, dopodiché hanno tenuto un&#8217;esercitazione congiunta con la <em>Voenno Morskoj Flot</em> nel Golfo di Finlandia a fine luglio. Prima dello scalo nel porto di Alessandria, le navi da guerra cinesi hanno fatto tappa a Casablanca, in <strong>Marocco</strong>, per cinque giorni di rifornimento, riposo e sosta tecnica. Il 46° gruppo di scorta è partito dalla provincia del Guangdong, nella Cina meridionale, a febbraio e ha condotto missioni di scorta nel Golfo di Aden e nelle acque al largo della Somalia, con compiti simili a quelli dell&#8217;EUNAVFOR Atalanta dell&#8217;UE, prima di navigare fino a San Pietroburgo e poi ad Alessandria nel viaggio di ritorno. </p>



<p>Questa visita delle unità navali cinesi in Egitto è la quarta dal 2002 ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una <strong>maggiore frequenza</strong> della presenza di navi da guerra battenti bandiera rosso stellata nel <em>Mare Nostrum</em>.  Ricordiamo, ad esempio, le <a href="https://www.egyptindependent.com/egyptian-chinese-naval-forces-starts-training-in-mediterranean-sea/">manovre </a>tenutesi ad agosto del 2019 che hanno visto la partecipazione di un cacciatorpediniere della classe Type 052C (lo “Xian”) ancora insieme alla marina egiziana, mentre a luglio del 2017 navi da guerra cinesi hanno effettuato <a href="https://apnews.com/article/c461c233040649dab554963e09d6e722">esercitazioni a fuoco</a> durante il loro passaggio nel Mediterraneo; senza considerare i numerosi transiti sulla via dell&#8217;Atlantico e dei freddi mari del Nord Europa per raggiungere la Russia.</p>



<p>Questa maggiore presenza cinese nel nostro emisfero riflette sia il desiderio di addestrare i propri equipaggi a operazioni a lunga e lunghissima distanza, nella ricerca di una <em><strong>blue water navy</strong></em>, ovvero una marina d&#8217;altura capace di fronteggiare quella statunitense; sia la necessità di proteggere i crescenti interessi cinesi a livello globale e in particolare nel continente africano e in Medio Oriente. Guardando agli ultimi lustri, infatti, la presenza cinese nei porti africani e mediorientali è aumentata esponenzialmente grazie a investimenti in infrastrutture e società commerciali.</p>



<p>Restando in Egitto, la presenza della Cina nel settore marittimo egiziano è <a href="https://www.mei.edu/publications/chinas-growing-maritime-presence-egypts-ports-and-suez-canal">multiforme </a>e coinvolge aziende private e statali che cercano di acquisire concessioni operative e acquistare quote. Dal punto di vista operativo, l&#8217;azienda cinese <strong>Hutchison Ports</strong> ha investito più di 1,5 miliardi di dollari in Egitto, stringendo una collaborazione a lungo termine con la marina egiziana per costruire e gestire un nuovo terminal container all&#8217;interno della base navale di Abu Qir sulla costa del Mediterraneo. Questa partnership è accompagnata da una concessione di 38 anni. Hutchison Ports gestisce altri due porti vitali: Alessandria ed el-Dekheila, entrambi essenziali per l&#8217;attività commerciale egiziana, con il solo porto di Alessandria che gestisce quasi il 60% del commercio estero della nazione. Da qui capiamo il doppio valore della recente visita di cortesia delle navi da guerra cinesi.</p>



<p>A marzo 2023, Hutchison Ports ha annunciato un piano per stabilire un terminal ad alta tecnologia all&#8217;interno del porto di Ain Sokhna. Hutchison è solo uno dei tanti attori cinesi nel settore portuale egiziano. Otto anni fa, l&#8217;autorità portuale di Damietta annunciò che la <strong>China Harbor Engineering Company Ltd</strong>., di proprietà statale, aveva in programma di costruire un terminal container nel porto di Damietta, sulla costa del Mediterraneo. L&#8217;ottantacinque percento dei fondi necessari avrebbe dovuto provenire dalla banca cinese per lo sviluppo. Sebbene non vi siano prove che confermino che il piano si sia concretizzato, un&#8217;altra società statale cinese, la <strong>COSCO Shipping Ports</strong>, ha acquisito partecipazioni in due porti strategici egiziani: East Port Said, il porto che si affaccia sul Canale di Suez, e il porto di Ain Sokhna, altro passaggio fondamentale sul Mar Rosso. Alla COSCO è stata concessa una concessione di 30 anni e una quota del 25% nel prossimo terminal di Ain Sokhna.</p>



<p>Insomma lo <strong>schema</strong> è sempre lo stesso visto altrove: dapprima arrivano le società cinesi, poi arrivano le navi da guerra. Se pensiamo poi che il Dragone sta costruendo porti nel continente africano o si propone per il loro ampliamento, è difficile non pensare a un <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-filo-di-perle-cinese-la-rete-di-basi-per-lassalto-ai-mari.html">uso duale</a></strong> degli stessi con la possibilità, non molto remota, di vedere basi navali o militari come quella di Gibuti. Del resto Pechino ha bene in mente di voler diventare una potenza globale in tutti gli ambiti e di voler rivaleggiare con gli Stati Uniti. Forse quindi il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> non aveva torto <a href="https://asia.nikkei.com/Politics/International-relations/European-naivete-on-China-is-over-Macron-says">quando disse</a>, nel 2019, che l&#8217;Europa peccava di “ingenuità” nei suoi rapporti con la Cina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cina-ed-egitto-insieme-nel-mediterraneo-il-mare-nostrum-e-sempre-meno-nostro.html">Cina ed Egitto insieme nel Mediterraneo: il Mare Nostrum è sempre meno “nostro”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nave Cavour in Giappone, l&#8217;Italia alla conquista del Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nave-cavour-in-giappone-litalia-alla-conquista-del-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 08:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Japan Air Self Defense Force (Jasdf)]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Cavour]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=433392</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Il gruppo d'attacco della portaerei Cavour è arrivato in Giappone per condurre esercitazioni congiunte con la marina nipponica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nave-cavour-in-giappone-litalia-alla-conquista-del-pacifico.html">Nave Cavour in Giappone, l&#8217;Italia alla conquista del Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-22-at-14.33.39-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Il CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) italiano composto dalla portaerei “<strong>Cavour</strong>” e dalla fregata classe FREMM “<strong>Alpino</strong>” è giunto in <strong>Giappone</strong>, nel porto di Yokosuka, al culmine della sua missione nell&#8217;Indo-Pacifico.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/diplomazia-navale-in-azione-la-marina-militare-nellindo-pacifico.html">Come sappiamo</a>, il gruppo navale è partito da Taranto il primo giugno per una lunga navigazione in Estremo Oriente della durata di circa cinque mesi, e durante il tragitto le nostre navi si sono integrate con quelle di alleati e partner, tra cui la portaerei statunitense “Dwight D. Eisenhower” e relativa scorta mentre transitava per il Mar Rosso. </p>



<p>La nave Cavour è approdata lo scorso mese in <strong>Australia </strong>per partecipare all&#8217;esercitazione multinazionale “<strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/laeronautica-militare-allesercitazione-pitch-black-24.html">Pitch Black 24</a></strong>”, organizzata dalla RAAF (Royal Australian Air Force) mettendo a disposizione il suo nutrito gruppo aereo imbarcato che ora scopriamo essere composto da <strong>otto F-35B</strong> (di cui due dell&#8217;Aeronautica Militare) e da <strong>7 AV-8B</strong> (di cui un TAV-8B).</p>



<p>La prima considerazione che ci sentiamo di fare è che si tratta di un numeroso gruppo aereo imbarcato, con una rappresentanza particolarmente nutrita di velivoli di quinta generazione, a testimonianza sia delle mature capacità della nostra Marina Militare di operare a lunga distanza con questi assetti sia della maturità del caccia di Lockheed Martin; la seconda, di carattere più politico, è che l&#8217;arrivo in Giappone suggella una nuova era dei rapporti diplomatici tra Italia e Giappone, cominciati grazie alla partecipazione nipponica al programma GCAP (<em>Global Combat Air Programme</em>) per un caccia di sesta generazione (insieme al Regno Unito) e ancora prima con la presenza di piloti giapponesi presso il moderno centro di addestramento avanzato di Decimomannu (Ca) denominato <a href="https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html?">IFTS (<em>International Flight Training School</em>)</a>. </p>



<p>L&#8217;arrivo di nave Cavour a Yokosuka, base navale nipponica e sede della Settima Flotta USA, è stato infatti giustamente definito l&#8217;ultimo di una serie di passi incrementali che Roma e Tokyo hanno intrapreso per <strong>approfondire i legami</strong> bilaterali, parte di ciò che l&#8217;ambasciatore italiano <strong>Gianluigi Benedetti</strong> definisce una “nuova era” nella partnership strategica tra le due nazioni. Una nuova era che si estende a tutti gli ambiti di collaborazione, tra cui sicurezza economica, scienza, industria, diplomazia e, naturalmente, difesa, come ha dichiarato l&#8217;ambasciatore al <em><a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2024/08/22/japan/politics/italy-ambassador-japan-interview/">The Japan Times</a></em> in un&#8217;intervista. </p>



<p>La <strong>diplomazia navale italiana</strong> torna quindi alla ribalta grazie alla missione della portaerei “Cavour”, che, dopo la sosta in Giappone che perdurerà sino a martedì 27 agosto, salperà alla volta delle <strong>Filippine</strong>. </p>



<p>Durante la tappa nipponica le nostre navi condurranno esercitazioni congiunte con la Maritime Self-Defence Force giapponese e con la U.S. Navy, la Deutsche Marine e la Marine Nationale. </p>



<p>Riteniamo che al centro di queste manovre, soprattutto con la marina di Tokyo, ci saranno proprio gli F-35B (che possiede anche il Giappone) e non è da escludere che l&#8217;interazione tra i caccia italiani e nipponici preveda qualcosa di più di semplici esercitazioni congiunte, come ad esempio attività “<em>cross deck flight operation</em>” per migliorare l&#8217;interoperabilità tra le due marine, attività del resto svolta da nave Cavour con la portaerei USA “Abraham Lincoln” <a href="https://www.dvidshub.net/news/478181/us-navy-and-italian-navy-conduct-first-indo-pacific-multi-large-deck-event">tra l&#8217;8 e il 9 agosto</a>. </p>



<p>La portaerei “Cavour” e la fregata “Alpino” non saranno le uniche navi italiane a visitare il Giappone nei prossimi giorni: dal 25 al 30 agosto, la storica nave da addestramento per cadetti della Marina Militare “<strong>Amerigo Vespucci</strong>” attraccherà a Tokyo, mentre il PPA (Pattugliatore Polivalente d&#8217;Altura ora ridenominato <em>Multi Purpose Combat Ship</em>) “Montecuccoli” farà scalo alla base navale di White Beach a Okinawa dal 30 agosto al 2 settembre, dopo aver partecipato per la prima volta in assoluto per una nave da guerra italiana all&#8217;esercitazione <a href="https://it.insideover.com/difesa/per-la-prima-volta-una-nave-della-marina-militare-partecipera-allesercitazione-rimpac-nel-pacifico.html">RIMPAC 24</a> nel Pacifico centrale. Queste visite arrivano pochi giorni dopo il termine di un altro evento storico per il nostro Paese, ovvero la missione in Indo-Pacifico dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/con-laeronautica-e-la-marina-litalia-si-affaccia-anche-sullindo-pacifico.html">Aeronautica Militare</a>, anch&#8217;essa culminata in Giappone dove i nostri F-35A e “Typhoon” si sono <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/rising-sun-2024-lesercitazione-tra-am-e-jasdf-in-giappone.html">esercitati con la JASDF</a> (Japan Air Self-Defense Force).</p>



<p>La rapida successione di impegni militari bilaterali e multilaterali è pensata per inviare un messaggio chiave alla regione, ha affermato Benedetti. “L&#8217;Indo-Pacifico è al centro della bussola strategica dell&#8217;Italia e il nostro Paese, insieme al Giappone e ad altri Paesi partner della regione, intende dare un contributo concreto alla pace, alla stabilità e alla prosperità in una regione di assoluta importanza strategica per le dinamiche geopolitiche globali, comprese quelle euro-atlantiche”, ha proseguito l&#8217;ambasciatore. </p>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;Italia è quello infatti di rafforzare la cooperazione e migliorare l&#8217;interoperabilità con le forze armate di nazioni che la pensano “allo stesso modo” in considerazione del fatto che l&#8217;Indo-Pacifico è ormai una <strong>prosecuzione del Mediterraneo Allargato</strong> per via della stretta dipendenza nazionale dalle sorti dei Paesi che vi si affacciano, pertanto è impensabile mantenere la sicurezza nella nostra area geografica più prossima senza proiettarsi altrove per lo stesso scopo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nave-cavour-in-giappone-litalia-alla-conquista-del-pacifico.html">Nave Cavour in Giappone, l&#8217;Italia alla conquista del Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due nuove fregate per la Marina, l&#8217;Italia si rafforza sul mare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/due-nuove-fregate-per-la-marina-litalia-si-rafforza-sul-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 13:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=431285</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Marina Militare avrà due nuove fregate tipo FREMM EVO dalla spiccata vocazione ASW, ma forse è il caso di aumentare le celle VLS</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/due-nuove-fregate-per-la-marina-litalia-si-rafforza-sul-mare.html">Due nuove fregate per la Marina, l&#8217;Italia si rafforza sul mare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/orizzonte-sistemi-navali-unazienda-al-bivio-tra-italia-e-francia.html"><strong>Orizzonte sistemi navali</strong>,</a> società italiana controllata da Fincantieri e Leonardo che opera nel settore della Difesa, ha diffuso un <a href="https://www.orizzontesn.it/osn-news/firma-amendment-26-al-contratto-fremm---fremm-evo">comunicato</a> stampa lo scorso 31 luglio in cui rendeva noto la firma di un contratto con OCCAR per la costruzione di due nuove fregate <strong>FREMM EVO</strong> destinate alla <strong>Marina Militare</strong> del valore di 1,5 miliardi di euro.</p>



<p>Le due nuove unità saranno all&#8217;avanguardia nel settore navale militare, in termini di tecnologia e prestazioni, capitalizzando gli importanti sviluppi tecnologici già intrapresi nell&#8217;ambito dei recenti programmi previsti dalla Legge Difesa, nonché il progetto <em>Mid Life Upgrade</em> per i cacciatorpediniere classe Orizzonte della Marina Militare. </p>



<p>La forza armata potrà così contare su due nuove fregate FREMM che garantiranno elevate prestazioni operative, con tecnologia e sistemi all&#8217;avanguardia, nonché le più recenti capacità <strong>anti-drone</strong> e di gestione operativa di sistemi senza pilota in tre dimensioni (sopra la superficie, in mare e sotto la superficie). Le due nuove FREMM EVO contribuiranno sicuramente a potenziare le capacità difensive e ad aumentare la flessibilità operativa, e avranno una <strong>vocazione ASW</strong> (<em>Anti Submarine Warfare</em>). </p>



<p>Da quanto rilasciato da Orizzonte sistemi navali, sappiamo che la prima fregata verrà consegnata nel 2029, mentre la seconda unità sarà disponibile nel 2030.<br></p>



<p>In particolare, i principali ammodernamenti e miglioramenti tecnologici riguarderanno lo <em>Ship Management System Cyber-resilient</em>, il sistema di condizionamento e distribuzione elettrica e l’implementazione di soluzioni specifiche volte a migliorare l’impronta ecologica della nave per il Sistema Piattaforma. Il Sistema di Combattimento sarà potenziato con il moderno <em>Combat Management System</em> <strong>SADOC 4</strong> <em>Cyber-resilient</em>, sensori radar (in particolare con radar dual-band X-C a faccia fissa) in grado di supportare la difesa contro le minacce TBM (<em>Tactical Ballistic Missile</em>), <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html"><em>Electronic Warfare</em> (EW)</a>, <em>artillery and missile systems</em>, la <em>suite </em>sonar, il sistema di comunicazione e i collegamenti dati tattici, in grado di garantire il più alto ed efficace livello di interoperabilità, al punto che si potrà parlare di effettiva <strong>intercambiabilità </strong>come già dimostrato durante la recente esercitazione navale <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/due-gruppi-dattacco-di-portaerei-si-sfidano-a-mare-aperto-2024.html">Mare Aperto 2024-1</a>. </p>



<p>Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l&#8217;ammiraglio <strong>Enrico Credendino</strong>, ha <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/07/orrizonte-sistemi-navali-signs-e1-5-billion-contract-for-two-fremm-evo-frigates-for-the-italian-navy/">commentato</a> affermando che “l’acquisizione delle due fregate FREMM di nuova generazione rientra nel più ampio piano di rinnovamento e ammodernamento che la Marina Militare italiana ha avviato per potenziare le proprie capacità, al fine di rispondere in modo adattivo, tempestivo ed efficace agli scenari attuali e futuri in un mondo che è rapidamente cambiato negli ultimi anni. L’evoluzione della FREMM capitalizza un progetto che ha dimostrato, negli anni, la sua piena rispondenza ai requisiti della Marina Militare e ha ottenuto un ampio consenso internazionale. Partendo da questa solida base, abbiamo integrato tecnologie di ultima generazione e sistemi moderni sulla FREMM, potenziando così le capacità di difesa della nave e ampliando lo spettro delle attività conducibili nell’ambito delle missioni svolte per la difesa e la sicurezza del nostro Paese, al fine di proteggere il cluster marittimo nazionale, di cui siamo catalizzatori, mantenere aperte le vie di comunicazione e gli stretti, monitorare e mettere in sicurezza i fondali, proiettare diplomazia, cultura e “Made in Italy”, nonché fornire supporto a chi ne ha bisogno”. </p>



<p>Le nuove FREMM EVO, dal render diffuso da <strong>Fincantieri</strong>, sbarcheranno il pezzo di prora da 127/64 mm per montare un <strong>secondo 76/62</strong> “Super Rapido” che farà coppia con quello di poppa (montato sopra l&#8217;hangar elicotteri), e avranno anch&#8217;esse, come le <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2023/11/a-new-fremm-with-asuw-asw-capabilities-for-italian-navy/">precedenti ASW/ASuW,</a> un <strong>unico VLS</strong> (<em>Vertical Launch System</em>) tipo Sylver A70 da <strong>16 celle</strong> posto dietro il pezzo di artiglieria prodiero e davanti alla sovrastruttura che ospita la plancia. </p>



<p>Questa soluzione riflette – forse – la decisione di avere unità principalmente configurate per la funzione <strong>antisom</strong>, piuttosto che per l&#8217;ASuW (<em>Anti Surface Warfare</em>) e, probabilmente, riflette anche l&#8217;esito delle analisi delle operazioni di difesa del traffico mercantile nel <strong>Mar Rosso</strong>, dove il singolo 76/62 mm, con adeguato armamento, ha dato ottime prestazioni dimostrando di poter essere impiegato efficacemente in loco dei più costosi missili superficie-aria. </p>



<p>Oggettivamente, però, se la scelta di sbarcare il 127/64 può ritenersi coerente con uno scenario ASW, ci chiediamo se non fosse stato il caso di <strong>aumentare il numero di celle del VLS</strong> passando da 16 a 32, dato che ci troviamo (e troveremo sempre più) a dover affrontare scenari ad <strong>alta intensità</strong> anche di tipo asimmetrico, come dimostrato dagli Houthi ma ancor più dal potenziale missilistico ancora inespresso di Hezbollah. Se si vuole un&#8217;unità con anche capacità di difesa TBM, sarebbe bene forse aumentare la suite missilistica in modo da poter cercare di contenere un possibile <strong>attacco di saturazione</strong>, che verrebbe effettuato con droni one way, missili antinave, droni di superficie e missili balistici. La complessità degli scenari (e dei teatri in cui siamo e saremo chiamati a operare), consiglierebbe un approccio diverso, con la possibilità di avere doti ASW e <em>Air Defence</em> marcate e rapidamente intercambiabili date dalla disponibilità di più celle – a meno che non si preveda di installare armi a energia diretta – anche in considerazione delle disponibilità finanziarie della nostra Difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/due-nuove-fregate-per-la-marina-litalia-si-rafforza-sul-mare.html">Due nuove fregate per la Marina, l&#8217;Italia si rafforza sul mare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=389261</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-2048x1465.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se paragoniamo una fregata della Seconda guerra mondiale con una odierna, quest&#8217;ultima ci sembrerà molto più simile a un incrociatore leggero per quanto riguarda le dimensioni, e quindi il dislocamento. Il disegno delle navi da guerra di superficie è infatti cambiato radicalmente a partire dall&#8217;immediato secondo dopoguerra per supportare l&#8217;avvento di nuove tecnologie, come i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023032116135486_a06f1fb5b0402ba3a0e593bccd5fcc00-2048x1465.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se paragoniamo una fregata della Seconda guerra mondiale con una odierna, quest&#8217;ultima ci sembrerà molto più simile a un incrociatore leggero per quanto riguarda le dimensioni, e quindi il dislocamento. Il disegno delle <strong>navi da guerra</strong> di superficie è infatti cambiato radicalmente a partire dall&#8217;immediato secondo dopoguerra per supportare l&#8217;avvento di nuove tecnologie, come i missili e i radar. </p>



<p>Sostanzialmente, per “fare spazio” a missili e relativi sistemi di puntamento/scoperta, le dimensioni di una fregata o di un cacciatorpediniere del secondo conflitto mondiale non bastavano più. Questa tendenza è valida ancora oggi sebbene viviamo ormai stabilmente in un periodo storico in cui le innovazioni si sono dilatate nel tempo: le nuove fregate per la <strong>Us Navy</strong> della <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">classe “Constellation”</a> (progettate da Fincantieri), e i piani per il nuovo cacciatorpediniere (il Ddgx) sono lì a dimostrarlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche</h2>



<p>La nuova fregata è lunga circa 150 metri e avrà un dislocamento di 7.400 tonnellate. Rispetto alla classe precedente, quella delle “Oliver Hazard Perry”, le nuove navi sono più lunghe di circa 30 metri e dislocano circa tremila tonnellate in più. </p>



<p>La nuova classe di cacciatorpediniere per la marina statunitense è stata descritta come <strong>più grande</strong> del 39% rispetto agli “Arleigh Burke” <em>flight </em>III, pertanto si stima che il dislocamento sia di 13 mila tonnellate. La lunghezza non è stata ancora determinata, ma “voci di cantiere” riferiscono che la nave sarà più lunga dei “Burke” per ospitare nuovi sistemi. </p>



<p>Per fare un paragone, una fregata della Seconda guerra mondiale aveva un dislocamento che si aggirava intorno alle 1.400 tonnellate, mentre un cacciatorpediniere intorno alle 2.100 e un incrociatore della serie “Trattati” dislocava circa 10 mila tonnellate. Il nuovo Ddgx dovrebbe avere un dislocamento di circa 13 mila tonnellate, ovvero più di un incrociatore classe “Ticonderoga”, e sarà secondo – per tonnellaggio – solo ai 3 classe “Zumwalt”, da più di 15mila tonnellate. </p>



<p>La maggior parte del “<strong>peso</strong>” delle due nuove unità è nascosto alla vista, ovvero nell&#8217;opera viva della nave, ed è costituito da tubi del sistema di lancio verticale (Vls) per missili montati quasi a filo con il ponte principale e, con ogni probabilità, da generatori di potenza e raffreddamento per il possibile (e probabile) imbarco di sistemi a energia diretta. </p>



<p>Un tempo, i ponti erano occupati principalmente dalle <strong>artiglierie</strong>, ora relegate a compiti secondari (la difesa di punto o il bombardamento terrestre in caso di munizionamento a gittata migliorata come il tutto italiano “Vulcano”) e nelle viscere della nave, oltre ai sistemi di propulsione, c&#8217;erano i depositi di munizioni e cariche di lancio. </p>



<p>Oggi le artiglierie hanno lasciato principalmente il posto ai <strong>missili</strong> e ai <strong>ponti di volo</strong>: tutte le unità maggiori (dai pattugliatori in su) hanno a poppa uno spazio, più o meno grande, per far atterrare gli elicotteri con la possibilità anche di ospitarli stabilmente in hangar, sempre ricavati nella parte posteriore dell&#8217;unità navale: in totale, questo spazio, occupa circa un terzo della lunghezza di molte navi da guerra moderne. </p>



<p>Navi come il nuovo cacciatorpediniere statunitense oppure, per stare in Italia, le nostre <strong>fregate classe “Bergamini”</strong> (che sono state il progetto che ha dato vita alle “Constellation”), sono equipaggiate per la lotta <strong>antisom</strong>, quindi necessitano di avere un sonar a prua o trainato a profondità variabile che richiedono spazi diversi rispetto ad altre unità e più sistemi di supporto rispetto al passato. </p>



<p>Una fregata moderna (o un cacciatorpediniere) deve generare molta più elettricità rispetto a 30 anni fa, pertanto anche il disegno delle navi da guerra è cambiato perché, come accennato, più elettricità per più elettronica richiede anche più sistemi di raffreddamento. L&#8217;avvento dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/i-sistemi-ipersonici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ipersonico</a></strong>, probabilmente, richiederà molto altro spazio a bordo a meno di non scegliere un sistema “tutto razzo” come il russo 3M22 “Zircon” invece di un vettore ad <em>air breathing</em>. </p>



<p>Un cacciatorpediniere moderno, poi, è chiamato a ricoprire <strong>ruoli diversi</strong> che spaziano dalla difesa di un gruppo navale (quindi da minacce aeree e di superficie) sino all&#8217;attacco terrestre (quindi necessita di poter lanciare missili da crociera). Anche questo significa dover avere maggior spazio a bordo per armi e i relativi sistemi elettronici di puntamento, tracciamento e acquisizione dei bersagli. Senza considerare che molte unità moderne prevedono ancora di imbarcare siluri, quindi serve sia lo spazio per alloggiarli, sia spazio per lanciarli. </p>



<p>Pertanto la crescita delle dimensioni di cacciatorpediniere e fregate si è verificata sin dall&#8217;avvento di questi tipi di navi e quasi sempre in risposta al cambiamento della missione, delle armi e dell&#8217;equipaggiamento necessari per supportare la tipologia di guerra sui mari, che è cambiata, e i compiti assegnati.</p>



<p>Una trattazione a parte meriterebbe la <em>Voenno Morskoj-Flot</em> (Vmf), la <strong>marina russa</strong>. Dalle parti di Mosca il “gigantismo” ha raggiunto parossismi nella costruzione degli incrociatori della classe “Kirov”, che hanno dimensioni comparabili con quelle delle corazzate giapponesi della classe Yamato risalenti alla Seconda guerra mondiale, ma con un dislocamento di circa 28 mila tonnellate a pieno carico. I “Kirov” – di cui ne sono rimasti due in servizio, uno si trova in cantiere – sono unità a propulsione nucleare che svolgono compiti antinave e di protezione della flotta a lungo raggio (grazie alla versione imbarcata del sistema missilistico antiaereo S-300), quindi necessitano di molta energia e di dimensioni adeguate. In linea generale, tutte le unità russe sono pesantemente armate, anche le più piccole, come vuole la loro dottrina navale che è imperniata più alla protezione dei bastioni marittimi che alla proiezione di forza in alto mare, pur restando una <em>blue water navy</em>: tale principio si ritrova nell&#8217;assenza, nella Vmf, di portaerei maggiori come quelle statunitensi (o francesi). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia per la Marina italiana</h2>



<p>Oggi, in particolare, i cacciatorpediniere sono diventati l&#8217;<strong>unità da guerra di superficie standard</strong> tanto quanto lo erano la corazzata o l&#8217;incrociatore tra la fine del XIX secolo e l&#8217;inizio del XX, e guardando in casa nostra questa evoluzione è tanto più evidente: i <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-dettagli-sul-futuro-cacciatorpediniere-per-la-marina-militare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuovi Ddx</a></strong> per la Marina Militare Italiana saranno unità molto più grandi rispetto ai “Luigi Durand de la Penne” e rispetto ai moderni classe “Doria”. Essi, infatti, si prevede che dislocheranno circa 11mila tonnellate contro, rispettivamente, le 5.400 e le 7 mila delle altre unità precedenti. </p>



<p>In una recente intervista, il capo di Stato maggiore della Marina Militare Italiana, l&#8217;ammiraglio Enrico Credendino, ha infatti reso noto che i nuovi Ddx saranno unità in grado di esprimere avanzate capacità di combattimento in un ambiente bellico multidominio specialmente nel settore della difesa antiaerea integrata e antimissile, inclusa quella balistica. Senza considerare che si parla, con sempre più insistenza, della possibilità per la Mm di avere <strong>vettori da crociera</strong>, che quindi sarebbero quasi sicuramente imbarcati sulle nuove unità e che potrebbero essere utilizzati, tramite retrofit, anche da quelle (di superficie o sottomarini) attualmente in servizio. </p>



<p>Risulta quindi chiaro che, in fase progettuale, la cantieristica italiana abbia seguito la stessa tendenza verso l&#8217;ingrandimento delle unità per non imporre una scelta dei sistemi d&#8217;arma imbarcati e quindi dare il più ampio spettro di capacità di combattimento. La vera questione non è quindi la crescita dimensionale, ma piuttosto la <strong>tipologia di missione</strong>. Più missioni da dover eseguire e maggiore efficienza di combattimento significheranno nuovo equipaggiamento e in molti casi verrà richiesto più spazio a bordo, il che significa navi più grandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/piu-grandi-e-multiruolo-ecco-come-stanno-cambiando-le-navi-da-guerra.html">Più grandi e multiruolo: ecco come stanno cambiando le navi da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/596 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-25 07:07:09 by W3 Total Cache
-->