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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Apr 2025 11:48:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ucraina 1991: il &#8220;discorso del pollo&#8221; di Bush e la sterzata delle relazioni Washington-Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/ucraina-1991-il-discorso-del-pollo-di-bush-e-la-sterzata-delle-relazioni-washington-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 11:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica (Urss)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="510" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush-600x437.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Alle origini del ri-orientamento Usa nei confronti dell'Ucraina in occasione dell'indipendenza dall'Unione Sovietica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/ucraina-1991-il-discorso-del-pollo-di-bush-e-la-sterzata-delle-relazioni-washington-kiev.html">Ucraina 1991: il &#8220;discorso del pollo&#8221; di Bush e la sterzata delle relazioni Washington-Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="510" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush-600x437.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/bush-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Agli sgoccioli della Guerra Fredda, gli Stati Uniti di <strong>Ronald Reagan</strong> non sostenevano esplicitamente l’indipendenza ucraina, ma le sue politiche e dichiarazioni ebbero un forte impatto sui nazionalisti e dissidenti. Convinto sostenitore del <strong>movimento delle &#8220;Nazioni Prigioniere</strong>&#8220;, denunciò più volte gli abusi dei diritti umani da parte del regime sovietico, e la sua amministrazione seguì con attenzione i casi di dissidenti ucraini come <strong>Mykola Rudenko</strong> e Vasyl Stus, incarcerati per le loro attività in difesa dei diritti umani. Per questa ragione, mantenne stretti legami con la diaspora ucraina negli Stati Uniti, specialmente in città come Chicago e New York. La sua amministrazione incontrò spesso i leader della comunità ucraino-americana, sostenendone simbolicamente le cause culturali e commemorative, come il 50º anniversario dell’<strong>Holodomor</strong> nel 1983.</p>



<p>Il <strong>disastro nucleare di Chernobyl</strong> del 1986, nel cuore della Repubblica ucraina, rappresentò un momento di svolta per Kiev. Le sue conseguenze ambientali e politiche alimentarono il sentimento indipendentista, favorendo la nascita del movimento <em>Rukh</em>. Ma mentre Gorbacev lanciava la <em>perestrojka</em> e la <em>glasnost</em>, i leader ucraini intensificavano i contatti con l’Occidente. Le visite a Washington di figure come Volodymyr Yavorivskyi e Mykhailo Horyn anticiparono un cambiamento epocale. Toccò al suo successore raccogliere l&#8217;eredità del crollo del Muro.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="George H.W.Bush - Aug 1st, 1991-Chicken Kiev Speech - Against suicidal nationalism and ethnic hatred" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Vkjxf76xRTw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Vkjxf76xRTw");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il discorso di Bush padre</h2>



<p>Ed è proprio il 1° agosto 1991 che<strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-monito-inascoltato-di-bush-a-obama-occhio-alla-russia.html">George H. W. Bush</a></strong> pronunciò a Kiev il celebre — e controverso — <strong>discorso del “Pollo di Kiev”</strong>, mettendo in guardia la nazione contro il “<em>nazionalismo suicida</em>” e l&#8217; &#8220;<em>odio etnico</em>&#8220;. L&#8217;allora presidente degli Stati Uniti – mal consigliato dal &#8220;realista&#8221; ossessionato dalla stabilità Brent Scowcroft – pronunciò un discorso in cui esortava gli ucraini desiderosi di indipendenza a guardarsi dal &#8220;nazionalismo suicida&#8221;. Il suo discorso, che ora insiste significasse solo &#8220;non così in fretta&#8221;, fu ampiamente interpretato come <strong>un consiglio a rimanere fedeli all&#8217;impero di Mosca</strong>.</p>



<p>In quell’occasione, Bush fu accolto calorosamente dal Soviet Supremo ucraino in un momento cruciale per il destino dell’URSS. Lodò la capitale come simbolo di cultura e storia – “<em>Kiev è un frutteto, un poeta, un’epopea, è arte</em>” – e riconobbe che l’Ucraina stava esplorando “i confini della libertà”. Ribadì il sostegno degli Stati Uniti alle riforme democratiche ed economiche, ma mise in guardia da derive nazionaliste, affermando che “<em>la libertà non è la stessa cosa dell’indipendenza</em>” e che “<em>gli americani non appoggeranno coloro che cercano l’indipendenza solo per sostituire una tirannia lontana con un dispotismo locale</em>” – frase che avrebbe suscitato forti critiche e dato origine al soprannome ironico <em>Chicken Kiev Speech</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Ukraine&#039;s Declaration of Independence | Last Days of the Soviet Union (1991)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5z25wsXYzy4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_5z25wsXYzy4");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Un discorso prudente</h2>



<p>Bush dichiarò che gli Stati Uniti non avrebbero preso parte alle competizioni politiche interne tra Repubbliche e centro sovietico, ma avrebbero sostenuto chiunque avesse perseguito i principi di libertà, democrazia e libero mercato. Citando <strong>Lord Acton</strong>, ricordò che “<em>il miglior test per valutare la libertà di un Paese è la sicurezza di cui godono le minoranze</em>” e sottolineò che la vera democrazia non si misura con la mera esistenza di urne elettorali, ma con il rispetto dei diritti, delle leggi e della libertà di espressione. Sul piano economico, denunciò i limiti di un sistema chiuso e autoritario: “<em>Non si può innovare se non si può comunicare</em>”, affermò, richiamando l’importanza dello scambio di idee, della libera impresa e dello stato di diritto. Concluse il discorso esprimendo solidarietà concreta agli ucraini colpiti dal disastro di Chernobyl e lanciando un appello alla fiducia e al coraggio, citando un proverbio ucraino: “<em>Quando si intraprende una grande impresa, bisogna liberare l’anima dalla debolezza</em>”.</p>



<p>Un discorso carico di diplomazia e cautele, che cercava di bilanciare la stabilità geopolitica con le aspirazioni indipendentiste, ma che fu <strong>accolto con freddezza da molti ucraini e dalla diaspora</strong>, desiderosi di un sostegno più netto alla sovranità nazionale. Sebbene pensato per sostenere l’unità sovietica, l’intervento accese l&#8217;animo degli attivisti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come il discorso di Bush riorientò la politica estera Usa</h2>



<p>Il fallito colpo di stato di agosto diede slancio all’indipendenza: <strong>il 24 agosto 1991, l’Ucraina si dichiarò sovrana</strong>. A seguito di pressioni interne ed esterne, gli Stati Uniti riconobbero ufficialmente l’indipendenza ucraina il 25 dicembre dello stesso anno, dopo la dissoluzione dell’URSS. I rapporti diplomatici formali furono stabiliti poche settimane dopo, nel gennaio 1992. Nel periodo tra l’indipendenza dichiarata e il referendum del 1° dicembre 1991, <strong>Washington faticò a riorientare la propria politica estera</strong>, ancora fortemente centrata su Mosca. Timori legati alla proliferazione nucleare e la fiducia nella leadership di Gorbacev contribuirono a una risposta cauta e spesso in ritardo, sottovalutando le spinte centrifughe nelle repubbliche sovietiche. Alla fine, tuttavia, l&#8217;Ucraina emerse come attore autonomo sulla scena internazionale, segnando l’inizio di <strong>un nuovo capitolo nelle relazioni transatlantiche</strong>.</p>



<p>Nelle sue memorie, Bush confessò: &#8220;<em>Qualunque fosse il corso, la durata del processo e l&#8217;esito, volevo vedere un cambiamento stabile e, soprattutto, pacifico. Pensavo che la chiave per raggiungere questo obiettivo sarebbe stata un Gorbacev politicamente forte e una struttura centrale efficace</em>&#8220;. L&#8217;esito, secondo Bush, dipendeva da ciò che Gorbacev era disposto a fare. Se avesse esitato ad attuare il nuovo accordo [ovvero il Trattato sull&#8217;Unione degli Stati Sovrani ] con le Repubbliche, la disintegrazione politica dell&#8217;URSS avrebbe potuto accelerare e destabilizzare il Paese… Se fosse apparsa troppo compromessa, avrebbe potuto provocare un colpo di Stato. &#8220;<em>Continuavo a temere ulteriori violenze all&#8217;interno dell&#8217;Unione Sovietica e che potessimo essere trascinati in un conflitto</em>&#8220;, dichiarò più tardi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/ucraina-1991-il-discorso-del-pollo-di-bush-e-la-sterzata-delle-relazioni-washington-kiev.html">Ucraina 1991: il &#8220;discorso del pollo&#8221; di Bush e la sterzata delle relazioni Washington-Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 16:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[insediamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Come si muoverà l'amministrazione Trump con i vicini continentali, da Nord a Sud, tra immigrazione e dazi doganali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html">Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="768" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/istockphoto-994863380-640x640-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>&#8220;<em>Gli Stati Uniti torneranno isolazionisti</em>&#8220;: questo è il <em>refrain</em> caro a chi vede nella prossima amministrazione Trump un palese intento di Washington di battere in ritirata. Ma è davvero così? A questo proposito occorre fare due precisazioni: sebbene il futuro presidente degli Stati Uniti non abbia una grande passione né per la politica estera tantomeno per i multilateralismo, l&#8217;isolazionismo è cosa ben diversa. A questo occorre aggiungere che, a ben vedere, gli Stati Uniti isolazionisti non lo sono stati mai. E di certo non cominceranno adesso.</p>



<p>Il passato e l’attuale fotografia delle relazioni tra Washington e i vicini possono aiutare a fare qualche previsione. Trump certamente impronterà la sua idea di “<strong>buon vicinato</strong>” sul pragmatismo e sulla centralità degli interessi americani, in linea con la sua filosofia &#8220;<em><strong>America First</strong></em>&#8220;. Le relazioni con i Paesi confinanti, come Messico e Canada, e con l&#8217;America Latina nel suo complesso, saranno certamente gestite in modo selettivo, puntando a vantaggi economici e strategici diretti per gli Stati Uniti. È probabile, inoltre, che Trump mantenga il suo tradizionale <strong>scetticismo verso le organizzazioni regionali </strong>come l’Organizzazione degli Stati Americani, privilegiando un dialogo bilaterale con i singoli Paesi, giudicato più vantaggioso e gestibile. C’è da aspettarsi che il filo conduttore di questa strategia resterà un severo nazionalismo economico e politico, con una netta riluttanza a investire risorse diplomatiche o finanziarie in relazioni che non apportino benefici diretti.</p>



<p>Nell’immediato esiste un’<strong>emergenza Canada</strong> che va sanata prima creare una frattura storica nel blocco nordamericano. Di certo, le <em>boutade</em> sul 51esimo stato non giovano alla situazione, aggravatasi con le dimissioni di<strong> Justin Trudeau</strong>. Quest&#8217;ultimo, che si dimetterà dall&#8217;incarico di primo ministro all&#8217;inizio di marzo, promette contromisure se Trump metterà in atto la sua minaccia e vuole una risposta unita dal Governo federale e da dieci province. Ma stanno emergendo delle divisioni interne, con alcune province scontente di quella che ritengono una mancanza di leadership da parte di Ottawa. &#8220;<em>Il governo federale … deve darsi una mossa</em>&#8220;, ha affermato il premier dell&#8217;Ontario Doug Ford. L&#8217;Ontario, la provincia più popolosa e il cuore industriale del Canada, potrebbe perdere fino a 500.000 posti di lavoro se venissero imposte delle tariffe capestro. Trudeau terrà una riunione del suo Governo proprio tra il 20 e il 21 gennaio, mentre Trump si insedierà alla Casa Bianca. Il governo canadese sta preparando miliardi di dollari in misure di ritorsione sulle esportazioni statunitensi in Canada se il presidente eletto dovesse dare seguito alla minaccia di imporre dazi sui prodotti canadesi, dando il via a una potenziale resa dei conti tra due Paesi che sono uno il maggiori partner commerciale dell&#8217;altro. &#8220;<em>Supporto il principio di una risposta dollaro per dollaro</em>&#8220;, ha detto il premier dimissionario Trudeau.</p>



<p>Guardando al confine meridionale, nei confronti del <strong>Messico</strong> è prevedibile un rinnovato impegno nel controllo dell&#8217;<strong>immigrazione irregolare</strong>, con la possibile ripresa dei progetti di rafforzamento della sicurezza al confine, incluso il famigerato muro. Parallelamente, potrebbero emergere pressioni per una maggiore cooperazione nel contrasto al <strong>narcotraffico</strong>, ma con un approccio che spinga il Governo messicano a farsi carico di un ruolo più rilevante nei costi e nelle responsabilità. Sul piano economico, la rinegoziazione di accordi come l’<strong>USMCA</strong> potrebbe rappresentare un ulteriore capitolo di tensioni e aggiustamenti, soprattutto in nome della tutela del lavoro e dell’industria americana. Sulla questione migratoria Trump ha giocato almeno la metà della sua campagna elettorale, ma non è l’unica vicenda in ballo. Questo mese, durante una conferenza stampa nella sua tenuta di Mar-a-Lago, Trump ha annunciato la sua ultima visione per la revisione della mappa del mondo: &#8220;<em>Cambieremo il nome del Golfo del Messico in Golfo d&#8217;America, che ha un suono meraviglioso</em>&#8220;. Si tratta di bordate che vanno comunque prese sul serio, considerando il rango del leader che le propone. In effetti, Trump incolpa ferocemente il vicino meridionale degli Stati Uniti per il flusso di migranti &#8220;illegali&#8221; e droga verso Nord, come se la domanda di sostanze illecite non giungesse dal cuore degli Stati Uniti. Né, di certo, la dipendenza economica degli Stati Uniti dalla <strong>manovalanza clandestina</strong> è un dato da poter ignorare.</p>



<p>Le nomine di Trump, tra cui <strong>Marco Rubio</strong> come Segretario di Stato, Christopher Landau come Vice Segretario di Stato e le rapide nomine di ambasciatori statunitensi in diversi paesi latinoamericani, come il Messico, indicano che la regione sarà una priorità più alta per la politica estera degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda migrazione e droghe illecite. Il crescente allineamento di Trump con leader populisti, spesso autoritari in America Latina, come <strong>Javier Milei</strong> in Argentina, <strong>Nayib Bukele</strong> di El Salvador e la<strong> famiglia Bolsonaro</strong> in Brasile, potrebbe incoraggiare gli attori antidemocratici, agitando le sabbie mobili dell&#8217;area. Tuttavia, in qualità di massimo diplomatico del Paese, Rubio avrebbe il compito di guidare gli sforzi volti a espandere l&#8217;influenza degli Stati Uniti. A lui, inoltre, l’ingrato compito cercare di disinnescare alcune delle tensioni derivanti da tale minaccia e dall&#8217;effettiva imposizione di tariffe, se ciò dovesse verificarsi.</p>



<p>Dal Canada alla Groenlandia, dunque, passando per il <strong><em><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-rivuole-il-canale-di-panama-ma-puo-riprenderselo-solo-con-la-guerra.html#google_vignette">Panama affair</a></em></strong>, le parole di Trump annunciano che la passività degli Stati Uniti nell&#8217;emisfero occidentale è finita. Negli ultimi decenni, una lunga tradizione di attenzione Usa verso i propri vicini è stata abbandonata in maniera <em>bipartisan</em>. Con la fine della Guerra Fredda, Washington ha dato per scontato di “essere al sicuro”, lanciandosi soprattutto in Medio Oriente: dal primo conflitto in Iraq fino alla <em>War on terror</em>. Intimidita dall&#8217;insicurezza da “scontro di civiltà” ha lasciato che gli avversari degli Stati Uniti colmassero i vuoti: vedasi la Cina in America Latina. Ma anche Russia e Iran (a mezzo Hezbollah), lesti a promuovere i loro interessi nell’America caraibica e meridionale. Si tratta di un ritorno alla <strong>dottrina Monroe</strong>? Sostanzialmente sì, ma con una differenza: le mappe geografiche non sono più quelle del 1823.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-messico-al-canada-trump-da-laddio-alla-politica-di-buon-vicinato.html">Dal Messico al Canada, Trump da l&#8217;addio alla politica di buon vicinato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 07:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La marina norvegese avrà le fregate della classe "Constellation" costruite da Fincantieri anche per la U.S. Navy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="994" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fregata" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-768x398.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Nave_Bergamini-e1592056366530-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ministero della Difesa norvegese ha selezionato per la marina militare di Oslo le fregate classe “<strong>Constellation</strong>” costruite da <strong>Fincantieri</strong>. </p>



<p>A <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2024/11/norway-makes-downselection-for-new-frigates/">giugno 2024</a> il parlamento norvegese aveva approvato un nuovo piano a lungo termine per le forze armate, che prevede l&#8217;acquisizione di un minimo di cinque, facoltativamente sei, nuove fregate antisom con elicotteri imbarcati. </p>



<p>La notizia della selezione della fregata di Fincantieri, già in costruzione per la U.S. Navy, è stata data in un <em><a href="https://x.com/Fincantieri/status/1858908671218000067">tweet </a></em>della società italiana nella giornata del 19 novembre. Nel breve comunicato social, si può leggere che “insieme a Vard (società controllata da Fincantieri che ha cantieri navali in Norvegia n.d.r.), non vediamo l&#8217;ora di scoprire quale sarà la decisione finale, prevista per il prossimo anno, per l&#8217;introduzione di nuove unità all&#8217;avanguardia, costruite localmente, riducendo i tempi di costruzione e consegna e riducendo al minimo i rischi, e per supportare le future ambizioni navali della Norvegia”. </p>



<p>Il piano norvegese sottolineava che le nuove fregate non sarebbero state acquisite come imbarcazioni indipendenti, ma attraverso una partnership strategica a lungo termine e reciprocamente vantaggiosa con uno stretto alleato con interessi strategici allineati a quelli della Norvegia. Questa partnership strategica avrebbe incluso l&#8217;acquisizione, l&#8217;operatività, la manutenzione, lo sviluppo continuo e gli aggiornamenti delle nuove fregate per tutta la loro vita utile. Per limitare la necessità di aggiornare le unità della classe “Fridtjof Nansen”, la Norvegia stava cercando di accelerare l&#8217;acquisizione unendosi a una linea di produzione esistente per tali imbarcazioni. </p>



<p>Come accennato, le fregate della classe “Constellation” sono <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html">in costruzione per la U.S. Navy</a></strong> e sono basate sul progetto della classe <strong>FREMM</strong>, sempre costruita dalla società italiana, per la Marina Militare e per la Marine Nationale. </p>



<p>Il programma “Constellation” era stato assegnato nel 2020 a FMM (Fincantieri Marinette Marine) con un contratto per la prima fregata con l’opzione per 9 ulteriori navi, oltre al supporto post vendita e l’addestramento degli equipaggi, del valore complessivo, per Fincantieri, di circa 5,5 miliardi di dollari. Il programma nasce dall&#8217;esigenza della U.S. Navy per nuove fregate FFG(X) determinata ufficialmente da documento programmatico del 10 luglio del 2017. Inizialmente, la U.S. Navy ha espresso la necessità di avere 20 fregate che insieme alle 32 LCS avrebbero completato il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – <em>Small Surface Combatants</em>). Dagli ultimi documenti, si apprende che la marina USA intende mantenere 25 LCS e avere 48 fregate per un totale di 73 SSC. </p>



<p>Le nuove fregate, che mancavano alla flotta statunitense dal pensionamento delle classe “Oliver Hazard Perry” consegnate tra il 1973 ed il 1984, si sono rese necessarie dall’esigenza di sopperire alle carenze delle specifiche emerse proprio dalle nuove LCS. Queste unità sono state giudicate infatti troppo poco armate per avere un dislocamento paragonabile a quello di una fregata classica e soprattutto con un costo unitario eccessivo, cosa che ha portato la U.S. Navy a ridimensionare pesantemente il programma di acquisizione originario, previsto in 55 unità. La scelta del progetto italiano è stata determinata dalla capacità delle FREMM di sostenere in modo efficace il ruolo di difesa aerea, e in particolare la potenza elettrica disponibile (12 Mw, la stessa dei cacciatorpediniere “Arleigh Burke”), che potrebbe dare spazio all’installazione a bordo, in futuro, di armi ad energia diretta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Constellation-class frigate has been shortlisted for frigate procurement by the Norway&#39;s Armed Forces, as confirmed by Norway&#39;s Minister of Defence, Bjørn Arild Gram.<br><br>As a result of decades of expertise in naval engineering, this frigate, chosen by U.S. Navy and based on our… <a href="https://t.co/TBNznm6PQy">pic.twitter.com/TBNznm6PQy</a></p>&mdash; Fincantieri (@Fincantieri) <a href="https://twitter.com/Fincantieri/status/1858908671218000067?ref_src=twsrc%5Etfw">November 19, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le “Constellation” sono unità lunghe 150 metri, larghe 20, con una propulsione tipo CODLAG (<em>Combined Diesel-Electric And Gas</em>), autonomia di 6mila miglia a 16 nodi e una velocità massima di 26 nodi. L’armamento principale comprende un cannone da 57 millimetri, un lanciatore Mk41 VLS (<em>Vertical Launch System</em>), otto lanciatori per NSM (<em>Naval Strike Missile</em>), un sistema RIM-116 RAM (<em>Rolling Airframe Missile</em>). Si tratta quindi di unità meglio strutturate e più pesantemente armate rispetto alle LCS, in grado di essere impiegate efficacemente in compiti “d’altura”. </p>



<p>La prima unità per la marina statunitense capoclasse (FFG-62) è stata impostata ad agosto 2022 e attualmente ci sono <strong>sei fregate</strong> di questo tipo in “<em>procurement</em>” (ovvero sono stati stanziati i fondi per la costruzione) su un totale di 20 necessarie per la U.S. Navy. </p>



<p>La presentazione del bilancio della marina USA per l&#8217;anno 2025 prevede l&#8217;acquisto di altri sei “Constellation” durante il periodo che va dal 2026 e il 2029 in quantità annuali di 2-1-2-1. </p>



<p>Il programma ha subito <strong>ritardi </strong>(36 mesi per la prima nave) dovuti all&#8217;avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/R/R44972">stando ai documenti ufficiali</a> del Congresso, datati agosto 2024, la U.S. Navy ha deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l&#8217;uso in altri programmi. </p>



<p>La linea norvegese delle “Constellation”, se la richiesta della marina di Oslo resterà invariata, vedrà la nascita di unità a maggiore vocazione ASW (<em>Anti Submarine Warfare</em>) mentre le unità statunitensi appaiono più multiruolo per potersi integrare meglio nei CSG (<em>Carrier Strike Group</em>) nonché potenziarli e condurre uno ventaglio maggiore di attività in alto mare, anche singolarmente. I requisiti statunitensi sono infatti per “piccole” unità di superficie multi-missione in grado di condurre operazioni di guerra antiaerea (AAW), guerra antisuperficie (ASuW), guerra antisom (ASW) e guerra elettromagnetica (EMW). Devono essere in grado di operare sia in “<em><strong>blue water</strong></em>” (vale a dire, in mezzo all&#8217;oceano) sia in <strong>aree costiere</strong> ed essere in grado di operare in modo indipendente (quando ciò è appropriato per le loro missioni assegnate) o come parte di formazioni navali più grandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">La Norvegia sceglie le fregate “Constellation” italiane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump prova ad attaccare il &#8220;Muro Blu&#8221; per conquistare il ceto medio che vota dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-prova-ad-attaccare-il-muro-blu-per-conquistare-il-ceto-medio-che-vota-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 16:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016174145694_90dce5248f6e0613bf29092fc1430414-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump tiene comizi in Stati che votano democratico per dare risalto alle sue battaglie storiche e per conquistare il voto del ceto medio.</p>
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<p>Ci siamo! Tra pochi giorni sapremo chi sarà il 47esimo presidente degli Stati Uniti tra<strong> Donald Trump</strong> e<strong> Kamala Harris</strong>. Sebbene tutti i sondaggi suggeriscano che a decidere il prossimo inquilino della Casa Bianca saranno sette Stati (Arizona, Carolina del Nord, Georgia, Michigan, Nevada, Pennsylvania, Wisconsin), nelle ultime settimane il <em>tycoon</em> sta facendo campagna elettorale anche in zone che tradizionalmente votano democratico.</p>



<p>Trump ha tenuto comizi in <strong>Colorado</strong>, nella città di Aurora, in <strong>California</strong>, nella Coachella Valley, e a <strong>New York</strong> nella cornice del celebre Madison Square Garden situato nel cuore di Manhattan. Tutti e tre gli Stati sono considerati da decenni roccaforti democratiche che Biden nel 2020 vinse con un ampio margine e dove tutti i sondaggi, oggi come oggi, fotografano un vantaggio cospicuo della vicepresidente. Perché Trump dovrebbe spendere soldi in Stati dove è del tutto improbabile che porti a casa il bottino dei <strong>grandi elettori</strong>? Secondo diversi osservatori politici, il 45esimo presidente Usa vuole sfidare il <a href="https://it.insideover.com/politica/con-le-elezioni-ormai-alle-porte-kamala-harris-fa-finta-di-non-conoscere-biden.html">Partito Democratico</a> nei suoi feudi per far accendere i riflettori dei media su quelle che sono, a detta sua, le conseguenze esiziali del malgoverno dei democratici e nutrire ulteriormente i suoi cavalli di battaglia.</p>



<p>In Colorado &#8211; l’ultima volta in cui un candidato repubblicano ha vinto è successo nel 2004 con George W, Bush &#8211; la scelta della <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-la-corsa-alla-casa-bianca-lossessione-per-i-migranti-fino-a-una-legge-vecchia-di-226-anni.html">contea di Aurora</a></strong> non è stata casuale se si pensa che non molto tempo fa un video, divenuto poi virale, immortalava immigrati venezuelani mettere in subbuglio un condominio dal primo all’ultimo piano, diffondendo l’idea di una città in preda alle violenze delle gang ispaniche. Al comizio Trump ha fatto riferimento a tale episodio per denunciare la politica lassista di Harris sull’immigrazione e sul controllo del confine meridionale:  &#8220;Siamo finalmente qui, ad Aurora, Colorado, per richiamare l&#8217;attenzione del mondo&#8230; su uno dei tradimenti più atroci che un leader di qualsiasi nazione abbia mai inflitto al proprio popolo&#8221;. </p>



<p>Nel comizio tenutosi in California (Stato natale di Kamala Harris e da sempre vetrina del <strong>sogno americano</strong>), The Donald ha galvanizzato la folla di Coachella pronunciando parole di fuoco contro il governatore democratico <strong>Gavin Newsom</strong>, accusandolo di applicare la tassazione più elevata di tutti gli Stati Uniti, cosa che costringe frotte di abitanti e aziende ad abbandonare lo Stato della costa occidentale per insediarsi altrove. Trump ha anche fatto cenno al degrado che ha colpito le grandi metropoli quali Los Angeles e San Francisco &#8211; città tra le più flagellate dalla piaga della <strong>diffusione dell’oppioide Fentanyl</strong> &#8211; promettendo di dare loro lo splendore e i fasti che non hanno mai conosciuto prima: &#8220;I democratici di sinistra radicale hanno distrutto questo Stato, ma noi lo salveremo e lo renderemo migliore di quanto non sia mai stato&#8221;.</p>



<p>Naturalmente, l’entourage del <em>tycoon  </em>ha  lasciato trasparire che le sue visite negli Stati Dem hanno il fine di esortare le migliaia di elettori repubblicani che li popolano a votare per candidati del <strong>Grand Old Party</strong> (nome con cui è anche chiamato il Partito Repubblicano) al <strong>Congresso</strong> dal momento che il 5 novembre non si eleggerà solo il <em>commander in chief</em>, ma anche i deputati della Camera e un terzo dei senatori. Secondo gli istituti di sondaggio, quest’anno anche i due rami di Capitol Hill saranno combattuti fino all’ultimo voto e circa una decina di elezioni distrettuali in California e nello Stato di New York saranno decisive per conquistare la maggioranza degli scranni, soprattutto alla Camera dei rappresentanti, dove un eventuale prevalere dei democratici potrebbe fare di Trump un bersaglio facile per avviare un iter di <em>impeachment</em> a causa delle indagini e dei processi giudiziari che lo riguardano. </p>



<p>Al di là delle strategie elettorali, c’è chi pensa che la celebrazione di comizi in zone storicamente a maggioranza democratica abbia un fine più grande e di lungo periodo. Nel 2016, Trump riuscì <strong>nell’impresa di espugnare tre stati del Midwest</strong> &#8211; Michigan, Pennsylvania e Wisconsin,  altamente industrializzati e con una rilevante <a href="https://it.insideover.com/politica/fast-food-wrestling-football-country-rock-trump-cerca-il-voto-dellamericano-medio.html">popolazione </a>operaia che aveva sempre votato democratico dal 1992. Sfondare il cosiddetto <em>“Blue Wall”</em> fu possibile grazie a una <strong>retorica critica della globalizzazione liberoscambista e un elogio del protezionismo</strong> per promuovere la rinascita di un’industria nazionale. Nell’arco degli otto anni successivi, il Partito Repubblicano è diventato il principale riferimento per la <strong>classe operaia delle fabbriche e dei servizi</strong> (camerieri, fattorini, autisti di Uber, ecc.) non solo bianca, ma in percentuali crescenti anche <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rimonta-di-trump-tra-neri-e-latini-puo-decidere-il-voto-usa.html">afroamericana e latina</a>, le più colpite dalla concorrenza di manodopera immigrata a bassa costo.  Visitando gli Stati Blu, The Donald vuole fare breccia nel ceto medio costiero che è sempre più afflitto dall’elevato costo della vita e dalle spesso insostenibili politiche <em>green</em> in nome di un <strong>conservatorismo popolare</strong> che, dalla sua ascesa ad oggi ha imposto al Grand Old Party e con l’obiettivo di lasciare al partito Democratico il voto delle élite liberali della globalizzazione.  </p>
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		<title>Ritratti &#8211; Harold Daggett, il capo dei portuali che voleva bloccare l&#8217;economia Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ritratti-harold-daggett-il-capo-dei-portuali-che-voleva-bloccare-leconomia-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2024]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="586" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ.jpeg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ-247x300.jpeg 247w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /></p>
<p>Un ritratto del controverso sindacalista protagonista dello sciopero che ha mandato nel panico la supply chain americana.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="586" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ.jpeg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GY-yeUSXcAEXwWJ-247x300.jpeg 247w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /></p>
<p>Dopo una settimana di turbolenze, i porti e i portuali americani possono tirare un sospiro di sollievo. Sulle tavole statunitensi, alla vigilia delle elezioni, non mancheranno prodotti fondamentali che tanta ansia avevano scatenato in questi giorni, tanto da indurre i consumatori alla corsa ai carrelli, in preda al panico. </p>



<p>Lo sciopero che prometteva di mandare a gambe all&#8217;aria l&#8217;economia americana ha visto in <strong>Harold Daggett </strong>il <em>maître à penser </em>delle agitazioni. Un personaggio eccentrico, che la <em>Cnn</em> ha osato definire &#8220;<em>colorful and controversial</em>&#8220;, il 78enne presidente dell&#8217;International Longshoremen&#8217;s Association: catene d&#8217;oro, anello di diamanti, un <em>fuc**ing</em> ogni tre parole, ha rischiato di fare scacco matto anche all&#8217;economia mondiale. Daggett è stato da sempre un forte sostenitore dei colletti blu e si è espresso a gran voce nel richiedere una quota dei profitti realizzati dalle compagnie portuali durante la pandemia di COVID-19.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://images.wsj.net/im-47654249/?width=1280&amp;size=0.8" alt="" style="width:419px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Questo guascone americano, attraverso la sua fronda, ha finito per attirare su di sé le luci della ribalta, nel bene e nel male. A passare sotto i raggi X, i suoi emolumenti: <strong>Daggett guadagna circa 902.000 dollari per il ruolo che ricopre all&#8217;ILA</strong>; suo figlio Dennis-sistemato con la carica di vicedirettore esecutivo-guadagna 703.000 dollari l&#8217;anno, quanto basta a far parlare di nepotismo sindacale. <strong>Questo è il primo sciopero del suo sindacato in 47 anni</strong>: Daggett all&#8217;epoca era già lì, come semplice lavoratore portuale che si era unito alla lega un decennio prima, nel 1967, dopo aver prestato servizio in Vietnam. Ma lo stipendio da sogno non è l&#8217;unica ragione per cui ora Daggett è osservato speciale: questo rude pasionario sembra essersi tirato dietro una valanga di critiche e detrattori per via del suo stile di vita da nababbo. La sua villa a Sparta, nel New Jersey è valutata 1,7 milioni di dollari, in passato è stato proprietario dell&#8217;Obsession, uno yacht di 76 piedi, e adesso gira a bordo di una lussuosissima Bentley.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="A Candid Conversation With ILA President Harold J. Daggett On Wide Range of Important Topics" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/822WNvhQHKI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_822WNvhQHKI");</script>
</div></figure>



<p>Daggett è diventato presidente dell&#8217;International Longshoremen&#8217;s Association nel 2011. Ma nel 2005 venne processato a Brooklyn per <strong>frode telematica e postale </strong>insieme a un altro funzionario dell&#8217;ILA e a un presunto mafioso, accusati di aver indirizzato i contratti di benefit sindacali ad aziende che pagavano tangenti alla <strong>criminalità organizzata</strong>. I testimoni hanno dichiarato che Daggett avrebbe fatto carriera grazie alla mafia, in qualità di associato al<strong> clan Genovese</strong>. Il leader sindacale ha poi raccontato nella testimonianza di essere stato tenuto sotto tiro da un mafioso: raccontò, infatti, di essere terrorizzato dalle famiglie criminali e di aver fatto di tutto per evitarle. I tre imputati vennero poi assolti: Lawrence Ricci, l&#8217;uomo che si presumeva fosse affiliato ai Genovese, scomparve durante il processo ed è stato poi trovato morto nel bagagliaio di un&#8217;auto fuori dall&#8217;Huck Finn Diner a Union, nel New Jersey. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://pbs.twimg.com/media/GYgVidhasAU2mvk?format=jpg&amp;name=small" alt="" style="width:501px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>L&#8217;avvocato di Daggett, suo cugino George Daggett, sostiene che le accuse del 2005 erano motivate da <strong>ragioni politiche</strong> e basate su prove deboli. &#8220;<em>Questo processo è stato una farsa</em>&#8220;, ha dichiarato a <em>Fox News Digital</em>. &#8220;<em>La gente mi dice: &#8216;Hai fatto un ottimo lavoro&#8217;. E io rispondo che uno studente di Giurisprudenza avrebbe potuto vincere quella causa. In realtà è stata generata dalla Waterfront Commission di New York, e loro odiavano il sindacato</em>&#8220;. Daggett negò le accuse penali a suo carico, affermando di essere stato<strong> vittima di estorsione</strong> da parte della mafia. Al processo testimoniò anche un altro mafioso, George Barone. I pubblici ministeri avevano sostenuto che Daggett aveva intrattenuto legami con la famiglia Genovese già nel 2000 e il sindacato è stato a lungo accusato di aver assegnato lavori ai parenti dei mafiosi e di aver pagato laute tangenti. Secondo i pubblici ministeri, in cambio dei contratti sindacali, la mafia avrebbe dovuto proteggere le carriere e gli stipendi dei funzionari corrotti dell&#8217;ILA. Un altro coimputato, Albert Cernadas, si dichiarò colpevole, ma i giurati, infine, dichiararono Daggett, Ricci e Arthur Coffey, un altro dirigente dell&#8217;ILA, <strong>non colpevoli</strong>.</p>



<p>Nonostante la protesta appaia rientrata, Daggett sembra essere pienamente consapevole del suo potere sulla Casa Bianca, che ha evitato di inimicarsi un potente leader sindacale del cui sostegno alle urne ha bisogno. Il presidente <strong>Joe Biden</strong> ha fatto pressione sugli spedizionieri per migliorare la loro offerta di riapertura dei colloqui e ha tirato un sospiro di sollievo nel non dover invocare il Taft-Hartley Act del 1947, per sospendere i via autoritativa lo sciopero. </p>


<div class="wp-block-image">
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<p>Quanto alla politica, non si lascia tentare dal salto della quaglia. Nonostante la sua retorica combattiva, Daggett ha coltivato relazioni in tutto lo spettro politico. Nel 2023, ha incontrato <strong>Donald Trump</strong> per discutere della minaccia dell&#8217;automazione nel settore delle spedizioni e ha affermato che il <em>tycoon</em> si è impegnato a sostenere questa battaglia dell&#8217;unione dei portuali. Dopo l&#8217;attentato di Butler, durante un comizio, Daggett ha rilasciato una dichiarazione in cui condannava la violenza e offriva il supporto dell&#8217;ILA all&#8217;ex presidente e alla sua famiglia. Allo stesso tempo, Daggett ha coltivato legami con il presidente Biden, che ha sostenuto (anche foraggiandone la campagna) nel 2020: ne ha sempre elogiato l&#8217;amicizia decennale e il suo sostegno all&#8217;ILA durante il suo mandato come senatore del Delaware. </p>



<p>Come voterà il mondo rappresentato da Daggett? Un fetta di elettorato fondamentale per il blocco trasversale dem creato da F.D. Roosevelt 100 anni fa, ma che ora sembra sempre più allineato con le rivendicazioni dell&#8217;America profonda di cui Trump si fa portabandiera.  Difficile fare una previsione. Per ora, l&#8217;ILA e Daggett hanno donato esclusivamente alla campagna per le Camere. E mancano 30 giorni alle elezioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ritratti-harold-daggett-il-capo-dei-portuali-che-voleva-bloccare-leconomia-usa.html">Ritratti &#8211; Harold Daggett, il capo dei portuali che voleva bloccare l&#8217;economia Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump o Harris? Il voto decisivo lo darà l&#8217;inflazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-o-harris-il-voto-decisivo-lo-dara-linflazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 11:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve (Fed)]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240817022733487_3d4c87eadf1f171d01d0095fdfd88d4a-1536x1050.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre gli Usa si avvicinano alla data delle elezioni, un intervento della Fed sui tassi potrebbe giocare un ruolo per il consenso elettorale.</p>
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<p>Se negli ultimi mesi l‘inflazione è stato uno dei temi caldi per i governi del Vecchio Continente e per la <em>governance</em> della Bce, anche oltreoceano il rincaro dei prezzi tiene banco tra l’opinione pubblica e avrà dei risvolti nella campagna elettorale per le presidenziali di novembre. <strong>Jerome Powell</strong>, presidente della<strong> Federal Reserve</strong> (la Banca centrale statunitense, nota anche come Fed), ha annunciato a fine luglio di voler lasciare invariati i<strong> tassi d’interesse</strong> al 5,25-5,50%, non escludendo a priori un possibile taglio per dopo l’estate dato il calo dell’<strong>inflazione</strong> il cui tasso si aggira intorno al 3%. Se a settembre l’ipotesi si tradurrà in un’azione concreta, come impatterà sugli umori degli elettori? Tra Trump e Harris a chi gioverà di più in termini di consenso?</p>



<p>Secondo un sondaggio di Pew Research Center, pubblicato a febbraio, il 55% degli americani ritiene che l’economia sarebbe più florida con un ritorno alla Casa Bianca di <strong>The Donald</strong>, mentre solo il 35% dà un giudizio positivo delle misure economiche implementate da Biden (sei mesi fa la candidatura del Presidente in carica non era in discussione). Ciononostante, tale sondaggio non sembra rassicurare a sufficienza il <em>tycoon</em> che non nasconde di avere timore di un possibile taglio da parte dei vertici della Fed nella riunione del 17-18 settembre, tanto che in un’intervista a <em>Bloomberg News </em>ha dichiarato che “è qualcosa che (i funzionari della banca centrale, n.d.r.) sanno di non dover fare”. Secondo diversi esponenti repubblicani, la decurtazione dei costi di prestito potrebbe sollevare questioni di <strong>parzialità politica</strong> perché consisterebbe in un assist a <strong>Kamala Harris</strong> dimostrando come le ricette economiche dell’attuale amministrazione, di cui Harris è vicepresidente, abbiano funzionato nel lungo periodo per contrastare l’inflazione. Per il Grand Old Party (nome con cui è popolarmente noto il Partito Repubblicano) i dati economici rappresentano un’arma da puntare contro i democratici, considerando che dal 2021 &#8211; anno in cui Biden ha giurato come 46esimo presidente degli Usa &#8211; i prezzi dei beni di consumo sono aumentati del 20% senza che vi fosse un adeguamento dei salari, andando così a erodere il potere d&#8217;acquisto degli americani. </p>



<p>Non solo, l’ultimo rapporto del dipartimento del Lavoro giunto sulla scrivania dello Studio Ovale fotografa la <strong>disoccupazione</strong> salita a più del 4% &#8211; cifra più alta dal 2021 &#8211; e le richieste di sussidi come le più alte degli 11 mesi, sottintendendo un deterioramento del mercato del lavoro tanto da indurre alcuni legislatori del GOP come Jason Smith a parlare di segnali di recessione. Tale narrazione, però,  potrebbe risultare meno efficace se il taglio dei tassi dovesse davvero avere luogo, anche se <strong>Steve Pavlick</strong> &#8211; ex collaboratore del dipartimento del Tesoro ai tempi di Trump &#8211; ritiene che “se la Fed avesse voluto dare una spinta all’economia e aiutare Biden, avrebbe tagliato i tassi molto prima”.</p>



<p>Trump, al contrario, aveva dichiarato a febbraio che Powell “farà qualcosa per aiutare i democratici” e tale esternazione è emblematica del rapporto conflittuale che ha sempre caratterizzato gli anni alla Casa Bianca del<em> tycoon </em>che peraltro, nel 2018, fu proprio lui a nominare l’attuale numero uno della banca centrale alla guida della stessa. A novembre dello stesso anno, Trump aveva cominciato a rivolgere <strong>attacchi via X</strong> alla Fed definendola “impazzita” per gli incrementi dei tassi e aveva persino fatto trapelare l&#8217;ipotesi di rimozione di  Powell. Qualche tempo più tardi, Trump pubblicò un altro tweet con cui scriveva: “Come al solito, la Fed NON HA FATTO NULLA! La mia unica domanda è: chi è il nostro più grande nemico, Jay Powel o il presidente Xi?&#8221;.</p>



<p>Nella già citata intervista a <em>Bloomberg News</em>, The Donald ha affermato che, in caso di rielezione, avrebbe permesso a Powell di portare a termine il suo mandato fino al 2026, aggiungendo, “specialmente se pensassi che stesse facendo la cosa giusta”. Il presidente della Fed, a sua volta, ha dichiarato: &#8220;Il Congresso ci ha ordinato di condurre i nostri affari in modo non politico in ogni momento, non solo in alcune occasioni. Non usiamo mai i nostri strumenti per supportare o opporci a un partito politico, a un politico o a qualsiasi risultato politico. La conclusione è che, se facciamo del nostro meglio per fare la nostra parte e ci atteniamo alla nostra parte, ciò andrà a vantaggio di tutti gli americani&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Vedremo cosa succederà dopo l’estate, ma senz’altro un taglio dei tassi non lascerà indifferenti i cittadini statunitensi considerando che alle elezioni del 2020, il <strong>79% degli elettori registrati</strong> aveva collocato l’economia in cima alla gerarchia delle priorità dopo la crisi economica innescata dalla pandemia e dalle conseguenti misure restrittive. Con l’inflazione alle stelle probabilmente sarà ancora un tema che li orienterà nella scelta del futuro presidente anche più dei temi identitari come l’aborto e il controllo delle frontiere. &nbsp;</p>
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		<title>Olga e Harold … quell&#8217;amore olimpico che sfidò la Guerra Fredda</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/olga-e-harold-quellamore-olimpico-che-sfido-la-guerra-fredda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 12:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-300x175.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1024x599.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-768x449.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1536x898.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia d'amore tra Olga Fikotova e Harold Connolly alle Olimpiadi del 1956 sfidò i diktat di Mosca e Washington.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-300x175.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1024x599.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-768x449.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1536x898.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella di <strong>Olga Fikotova</strong> e <strong>Harold Connolly </strong>è una storia che mette insieme amore, <strong>Guerra Fredda</strong> e sport. Lei, cecoslovacca, discobola e cestista. Lui, martellista americano. Quanto basta, nel lontano 1956, per creare una miscela al fulmicotone.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="How Love made an Athlete unable to compete at the Olympics | Strangest Moments" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/DI1mPMqY89Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_DI1mPMqY89Y");</script>
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<p>Quell’anno, infatti, si tengono le <strong>XVI Olimpiadi</strong> in Australia, a <strong>Melbourne</strong>, dal 22 novembre all’8 dicembre. Pochi giorni prima, l’Armata Rossa è arrivata con i suoi carri armati a <strong>Budapest</strong>, il che toglierà alla squadra olimpica ungherese molti dei suoi atleti più forti, emigrati o addirittura morti nel tentativo di insurrezione contro il giogo sovietico. Più o meno nelle stesse settimane, la <strong>Crisi di Suez </strong>infiamma il Medio Oriente, trasformandosi nel secondo round di quello che diventerà il conflitto arabo-israeliano.</p>


<div class="wp-block-image">
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</div>


<p>Olga ha 23 anni: la sua Cecoslovacchia fa parte del blocco sovietico, ma lei è l&#8217;unica del suo team che si è rifiutata di firmare con il Partito Comunista. Suo padre, in patria, viene accusato di essere un reazionario. La sua gara di disco fu tra le prime ai Giochi: 176 piedi e 1 pollice. <strong>Oro</strong>. I russi muoiono dall’invidia per averla aiutata. Il suo lancio vincente fu sette piedi più lontano del suo precedente record. A loro lascia il 2° e 3° posto. </p>



<p>Segue un po’ di svago: una vescica che non vuole guarire, una gita al mare. Poi, l’idea di infilarsi in un capannone per gli attrezzi usato dai concorrenti di lancio del disco, getto del peso, giavellotto e martello. Mescolarsi con i concorrenti occidentali, soprattutto quelli maschi, non era una buona idea. Ma è qui che va a sbattere contro Harold l’americano. A ventiquattro ore dall’oro di Olga, giunge anche il suo. Passano la notte ballando al villaggio olimpico, sotto lo sguardo severo di chi crede ancora alla faccenda di Est e Ovest. <strong>Si innamorano</strong>, come due ventenni qualunque, arrancando dietro un po’ di inglese e tedesco arrugginiti.</p>


<div class="wp-block-image">
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<p><strong>Il giudizio sui due è lapidario</strong>. Quell&#8217;amore deve essere cassato dall&#8217;ordine costituito. In poche ore la stampa internazionale inizia a ricamarci attorno. Connolly è dipinto come l&#8217;ingenuo giovanotto <em>yankee</em> caduto tra le braccia di una Circe sovietica e ammaliante. Fikotova, in patria, viene accusata di aver portato &#8220;<em>il 50% di onore al suo Paese e il 50% di vergogna per essersi messa con un fascista americano</em>&#8220;. Sebbene si fosse vantata di essere una donna libera nel mondo sovietico, Fikotova è quella che pagò immediatamente il conto per quell’amore proibito. A cominciare dal <strong>compenso minimo</strong> che le fu corrisposto: un orologio da uomo e un premio di appena tremila corone, rispetto alle diecimila che le sarebbero spettate.</p>



<p>La squadra americana nel frattempo lascia Melbourne prima della cerimonia di chiusura. Olga e Harold devono separarsi senza sapere quando e se si rivedranno. L’unica soluzione è quella di sposarsi quanto prima. Ma è ancora una volta alla Fikotova che si posero davanti ulteriori umiliazioni: il comitato cecoslovacco la invita a partire per Sidney, dove si è spostata la squadra americana. Ma rifiuta, ritenendo più corretto portare la bandiera nazionale nella cerimonia di chiusura. Ma quell’irreprensibilità non paga: la trasferta a Sidney non solo le viene imposta, ma una volta lì viene invece caricata su una nave, assieme ad altri atleti sovietici stipati come sardine. Direzione: <strong>Vladivistok</strong>. Da qui, una lunga trasferta in <strong>Transiberiana</strong>, per giungere infine a Praga. Con sé non ha nemmeno abiti invernali per affrontare l’inverno sovietico. A casa nessuno la attende per festeggiare l’impresa dell’oro.</p>



<p>Connolly le va in soccorso. Su di lei pende il marchio d’infamia. Il matrimonio è la soluzione migliore. Il permesso di sposarsi a Praga viene concesso solo perché le leggende olimpiche ceche <strong>Emil Zatopek </strong>e sua moglie, <strong>Dana Zatopkova</strong>, vengono indicati come testimoni di nozze. Zatopek aveva vinto tre medaglie d&#8217;oro nelle gare di lunga distanza e Zatopkova aveva vinto un oro nel giavellotto, così come molte altre competizioni europee. Nessuno poteva dire di no a quella coppia di superstar, nemmeno il Partito.</p>



<p>Un riscatto, seppur piccino, li attendeva il giorno delle nozze. Quando l’auto della sposa fece ingresso nella città vecchia di Praga, le strade erano gremite. Un editoriale del <em>New York Times</em>, il giorno dopo, recitava: &#8220;<em>La bomba H ci sovrasta come una nuvola di sventura. La metropolitana nelle ore di punta è quasi impossibile da sopportare. Ma Olga e Harold sono innamorati e il mondo non dice loro di no</em>&#8220;.<br><strong>Un sì costosissimo</strong>. Connolly fu costretto a vendere la sua attrezzatura da lancio del martello per acquistare i biglietti aerei per tornare di corsa in America. C’era un lavoro da trovare e Olga, per qualche tempo, si “reinventò” come donna delle pulizie al Boston Globe. Era il prezzo del biglietto di sola andata per gli Stati Uniti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://1884403144.rsc.cdn77.org/foto/import-slavny-obrad-z-roku-1957-oba-byli-mladi-a-ve-sve-lasce-nezlomni/NDgweDMwNi9sZWZ0L3RvcC9zbWFydC9maWx0ZXJzOnF1YWxpdHkoODUpL2ltZw/773107.jpg?v=0&amp;st=xLqpIhhHGpQvfWitJScMga0YxJnx5bgTvEzzK1bhV94&amp;ts=1600812000&amp;e=0" alt=""/></figure>
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<p>Alla fine si trasferirono nella <strong>California meridionale</strong>. Olga finì per fare parte di altre quattro squadre olimpiche per gli Stati Uniti. Nelle sue ultime Olimpiadi, i Giochi di Monaco del 1972, fu eletta dai suoi compagni per portare la bandiera alle cerimonie di apertura. Ai dirigenti della squadra statunitense non piacque quella scelta. Nixon rischiò l’infarto. Olga, tra l’altro, non aveva mai nascosto la sua condanna alla <a href="https://it.insideover.com/guerra/frequent-wind-45-anni-fa-levacuazione-di-saigon.html"><strong>guerra del Vietnam</strong>.</a> Così, fiera, guidò la squadra statunitense nello stadio tedesco: in fondo “aver strappato” quella donna al mondo sovietico poteva essere un vanto. E una provocazione.</p>



<p>L&#8217;ironia del destino volle che in quello stesso anno, dopo quattro figli-Jimmy, Merja, Nina e Mark-Olga e Harold si lasciarono dopo 17 anni di matrimonio. &#8220;<em>Harold amava troppo l’atletica</em>&#8220;, sostenne Olga, &#8220;<em>era letteralmente sposato con il suo martello</em>&#8220;. Divorziarono nel 1974.</p>



<p>Nel 2010 Harold Connolly è morto svenendo sulla sua cyclette, battendo la testa. Lo scorso aprile, a una manciata di settimane da una nuova Olimpiade, Olga Fikotova è morta per un cancro al seno. Resteranno per sempre Olga e Harold, quei due ventenni terribili che scaldarono la Guerra Fredda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/olga-e-harold-quellamore-olimpico-che-sfido-la-guerra-fredda.html">Olga e Harold … quell&#8217;amore olimpico che sfidò la Guerra Fredda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Diplomazia e intelligence: un connubio sempre più forte</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 05:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia è sempre più intelligence applicata, l'intelligence è sempre più anticipazione della diplomazia. Una costante dei tempi moderni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230618074406678_9271b6d257180f12f061dfc162832e59-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>diplomazia</strong> è sempre più intelligence applicata, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-secolo-dellintelligence.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;intelligence </a>è sempre più anticipazione della diplomazia. In un&#8217;era come quella presente, fatta di informazioni che viaggiano sul filo del secondo, di partite politiche complesse e di scenari geopolitici, economici e militari che si compenetrano creando un sistema-mondo a geografia variabile la sicurezza diventa un dominio a tutto campo. La politica estera e la sua dipendenza dalle informazioni d&#8217;intelligence si compenetrano.</p>



<p>E di conseguenza assistiamo a un numero di casi crescenti di figure diplomatiche chiamate a svolgere ruoli apicali in <strong>diversi servizi segreti</strong> di peso notevole e, viceversa, a una politicizzazione del ruolo di molti funzionari dell&#8217;intelligence di Paesi strategici, soprattutto per quanto riguarda il campo diplomatico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;super-spia&#8221; che guida la diplomazia turca</h2>



<p>L&#8217;ultimo esempio in ordine cronologico <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2023/06/who-hakan-fidan-turkeys-new-foreign-minister-spy-powers" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è quello di <strong>Hakan Fidan</strong>,</a> scelto da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recep Tayyip Erdogan</a></strong> come nuovo Ministro degli Esteri al posto del veterano Mevlut Cavusoglu dopo tredici anni trascorsi alla guida del Mit, l&#8217;<strong>Organizzazione dell&#8217;Intelligence Nazionale </strong>di Ankara. Alla cui guida ha consigliato strategie e visioni politiche, rimanendo l&#8217;unico uomo in sella continuativamente da prima della svolta decisiva della geopolitica turca rappresentata dalle primavere arabe e dall&#8217;inizio della guerra civile siriana nel 2011.</p>



<p>Dal <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-israeliani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mossad</a> e la<a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/la-complessa-comunita-dellintelligence-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Cia </a>alle Forze Quds guidate dal generale Qasem Soleimani, dai curdi del Pkk con cui ha intrattenuto accordi di pace nel 2012 fino alle intelligence di Russia e Cina, Fidan è stato centrale nelle trattative securitarie di Ankara in diversi scenari. Recentemente, a Ankara, ha intavolato gli incontri tra i vertici degli 007 russi e americani per discutere degli scenari securitari aperti dalla <strong>guerra in Ucraina, </strong>soprattutto sul fronte del grano in transito nel Mar Nero. </p>



<p>La sua nomina mostra come la Turchia abbia necessità di costruire un&#8217;architettura securitaria che elabori le informazioni dell&#8217;intelligence e porti il &#8220;metodo&#8221; nella diplomazia, ibridandola con le mosse degli apparati securitari. Per un Paese ponte tra Europa e Asia, circondato da focolai di conflitto e ansioso di consolidare la sua proiezione, la nomina di Fidan segna la centralità degli 007 nel disegno di Ankara. E segnala il pragmatismo &#8211; spesso cinico &#8211; di Erdogan nel cercare in ogni teatro la persecuzione di precisi interessi turchi piuttosto che linee di fedeltà a presunte amicizie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente di Israele</h2>



<p>Un caso simile viene da <strong>Israele,</strong> ove il governo di <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> pur essendo contestatissimo su diversi scenari interni e di sicurezza pubblica del Paese, ha voluto sul solco della continuità nominare Ministro degli Esteri un esponente pragmatico del Likud come Eli Cohen. In Israele i capi della diplomazia sono spesso associati al partito che guida la coalizione o, come è successo con il duo <strong>Naftali Bennett-Yair Lapid</strong> nella scorsa legislatura, a chi da accordi dovrebbe subentrare come premier nel patto di legislatura. </p>



<p>Cohen ha continuato questa tradizione ma ha voluto consolidare l&#8217;ibridazione tra diplomazia e intelligence mettendo ai vertici del ministero un esponente di rango dell&#8217;intelligence esperto del principale teatro di riferimento di Tel Aviv, quello palestinese. <strong>Ronen Levy</strong> guida da gennaio i dipartimenti operativi della diplomazia israeliana ed è dunque il <strong>primo funzionario</strong> di un ministero di cui Cohen rappresenta il volto politico<a href="https://www.axios.com/2023/01/18/israel-spy-identity-revealed-ronen-levy-moaz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">. A lungo esponente dello Shin Bet, </a>ha raccolto informazioni su molti Paesi arabi, sui legami internazionali di Hamas ed è stato un fautore della manovra nell&#8217;ombra con cui Israele ha preparato il terreno agli accordi di Abramo. E non a caso è in prima linea nel gestire il dossier caldo del Sudan, Paese con cui Israele vuole ricucire e in cui teme l&#8217;escalation militare dopo la recente crisi interna al Paese.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest.jpg" alt="" class="wp-image-393134" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_digest-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I binari paralleli di Italia e Stati Uniti</h2>



<p>In Turchia e Israele i funzionari dell&#8217;intelligence volano verso la diplomazia, in Occidente fanno il percorso opposto. A avviare questo trend è stata, in un certo senso, l&#8217;<strong>Italia</strong>, Stato in cui la proiezione dei diplomatici sui servizi ha avuto diversi episodi negli ultimi anni.</p>



<p>Mario Monti nel 2012 nominò e Matteo Renzi nel 2014 confermò, fino al 2016, l&#8217;ambasciatore <strong>Giampiero Massolo</strong>, oggi presidente dell&#8217;Ispi e di Atlantia dopo esserlo stato di Fincantieri, alla guida dell&#8217;organo di coordinamento del Sistema informativo per la sicurezza della Repubblica (Sisr), <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funziona-lintelligence-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis)</a>. Attualmente diretto da una sua &#8220;collega&#8221;,<a href="https://it.insideover.com/politica/elisabetta-belloni-draghi-conte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Elisabetta Belloni</strong>, </a>scelta nel 2021 dall&#8217;allora presidente del Consiglio Mario Draghi. In mezzo, a inizio 2021, un brevissimo intermezzo in cui Giuseppe Conte scelse come autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, perno dei rapporti tra Palazzo Chigi e intelligence, l&#8217;ambasciatore <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-la-nomina-di-benassi-ai-servizi-segreti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Pietro Benassi</strong>.</a></p>



<p>Gli ambasciatori, in Italia, sono spesso le prime linee della diplomazia, i custodi dei rapporti tra gli apparati di sicurezza nei teatri più complessi e i massimi conoscitori delle prassi di gestione delle crisi. Il caso di Belloni è emblematico: ex direttrice dell&#8217;Unità di Crisi della Farnesina prima e segretario generale poi, ha avuto per anni contatti formali e non con le strutture di sicurezza. La sua continuità l&#8217;ha promossa al ruolo ideale di custode dell&#8217;intelligence in una fase in cui la proiezione estera delle minacce vagliate, dalla crisi mediterranea al rischio terrorismo, si era ampliamente espanso.</p>



<p>Belloni ha assunto l&#8217;incarico negli stessi tempi in cui alla Cia, negli Stati Uniti, scendeva in campo <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/chi-e-william-burns-il-direttore-della-cia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Burns</a></strong>, &#8220;pontiere&#8221; di Joe Biden negli scenari più caldi del pianeta. Ex ambasciatore in Russia chiamato dal presidente a guidare la Cia per renderla trasparente e operativa, gestore della crisi securitaria dell&#8217;Afghanistan prima e del sostegno all&#8217;Ucraina poi, Burns ha reso la Cia nuovamente un&#8217;agenzia capace di proiettare potenza e di essere complementare al National Security Council e al Dipartimento di Stato nell&#8217;elaborare la politica estera di Washington. Togliendola dal cono d&#8217;ombra sulfureo degli ultimi anni. L&#8217;intelligence americana diventa una componente chiave, quasi una colomba rispetto ai falchi di Foggy Bottom, della proiezione Usa. La custodia delle informazioni come base per la <strong>creazione di una grande strategia geopolitica</strong>: anche la prima superpotenza cavalca questa ibridazione. Specchio dei tempi che corrono, sempre più competitivi.</p>
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