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	<title>Egitto Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 08:49:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Egitto Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gas egiziano: il pozzo Denise W 1, la scoperta che non basta a mettere in sicurezza il Cairo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-egiziano-il-pozzo-denise-w-1-la-scoperta-che-non-basta-a-mettere-in-sicurezza-il-cairo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="egitto" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La scoperta del pozzo Denise W 1 rafforza la cooperazione tra Eni ed Egitto e conferma la sete di risorse del Cairo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-egiziano-il-pozzo-denise-w-1-la-scoperta-che-non-basta-a-mettere-in-sicurezza-il-cairo.html">Gas egiziano: il pozzo Denise W 1, la scoperta che non basta a mettere in sicurezza il Cairo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="egitto" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/egitto-600x403.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eni rafforza il ruolo energetico dell’Egitto, ma la guerra regionale mostra tutta la fragilità del sistema. La nuova scoperta di gas e condensati annunciata da Eni insieme al governo egiziano ha un valore che va ben oltre il dato tecnico. Il pozzo Denise W 1, perforato al largo della costa mediterranea egiziana nel blocco di Temsah, conferma che <strong>il sottosuolo del Mediterraneo orientale continua a offrire risorse importanti </strong>e che <a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html" type="post" id="498377">l’Egitto resta uno dei principali snodi energetici </a>della regione. Ma proprio mentre il Cairo celebra una scoperta significativa, emerge con ancora maggiore chiarezza il vero problema: l’Egitto dispone di potenzialità energetiche rilevanti, eppure continua a vivere una condizione di vulnerabilità strutturale che la guerra in Medio Oriente ha soltanto aggravato.</p>



<p>Le stime preliminari parlano di circa 2 trilioni di piedi cubi di gas e di 130 milioni di barili di condensati. Numeri notevoli, che permettono al governo egiziano di rivendicare un risultato concreto in una fase di forte tensione economica e di crescente pressione sociale. Tuttavia la scoperta, da sola, non risolve il nodo fondamentale: <strong>il sistema energetico egiziano soffre di un disequilibrio crescente tra produzione disponibile, consumi interni, domanda industriale e costi delle importazioni. </strong>In altre parole, non è la mancanza assoluta di risorse a mettere in difficoltà il Cairo, ma la difficoltà di trasformare la ricchezza potenziale in sicurezza energetica stabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della fragilità egiziana</h2>



<p>Per anni la scoperta di Zohr aveva alimentato una narrativa ambiziosa: l’Egitto come potenza del gas, autosufficiente e destinata a diventare hub energetico del Mediterraneo orientale. Quella promessa, almeno in parte, si è scontrata con la realtà. Il progressivo declino naturale di alcuni giacimenti, la crescita della domanda interna, l’aumento della popolazione, l’inefficienza di parte della rete e la dipendenza da equilibri regionali instabili hanno ridotto i margini di manovra del Cairo.</p>



<p>La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha messo a nudo questa debolezza. <strong>L’interruzione delle forniture provenienti da Israele e Qatar ha colpito l’Egitto in un punto nevralgico</strong>, costringendolo a imporre misure di risparmio energetico, a ritoccare i prezzi dei carburanti, a rallentare progetti pubblici e a sostenere costi di importazione saliti a livelli quasi tripli in un solo mese. È la dimostrazione che l’Egitto non è ancora una potenza energetica pienamente sovrana, ma un attore esposto alle turbolenze strategiche del proprio ambiente regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eni e il Mediterraneo orientale</h2>



<p>In questo quadro, <strong>il ruolo di Eni appare centrale.</strong> La compagnia italiana non è soltanto un operatore industriale: è uno degli strumenti attraverso cui l’Egitto prova a mantenere aperta la prospettiva di rilancio del proprio settore energetico. La presenza di Eni nel Paese dal 1954 e il suo portafoglio ampio, che unisce esplorazione, sviluppo e produzione, fanno della società italiana un partner strutturale del Cairo. L’Italia, grazie a Eni, continua così a essere uno degli interlocutori energetici più influenti nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>La scoperta di Temsah rafforza questo asse e conferma che il Mediterraneo resta uno spazio in cui industria, geopolitica e sicurezza si intrecciano in modo sempre più stretto. Per Roma, la stabilità energetica egiziana non è un tema periferico: riguarda direttamente la sicurezza del quadrante mediterraneo, gli approvvigionamenti, gli equilibri con Israele e Cipro, la proiezione italiana in Nord Africa e la tenuta di una regione che resta cruciale anche per i flussi migratori e commerciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal gas alla geoeconomia della sopravvivenza</h2>



<p>Ma l’aspetto più interessante è geoeconomico. <strong>Il Cairo non cerca più soltanto di produrre gas per il mercato interno o per l’esportazione. Cerca soprattutto di usare il settore energetico come leva per difendere la stabilità macroeconomica del Paese. </strong>Ridurre la spesa per le importazioni significa alleggerire la pressione sulle riserve in valuta, contenere il deficit, rassicurare gli investitori e limitare il rischio di nuove tensioni sociali. In Egitto, l’energia non è mai soltanto energia: è finanza pubblica, consenso politico, tenuta dello Stato.</p>



<p>Per questo la nuova scoperta è certamente importante, ma va letta con prudenza. Tra scoperta, valutazione tecnica, test, perforazione di ulteriori pozzi, costruzione di infrastrutture offshore e avvio della produzione, i tempi non saranno brevi. Il beneficio politico dell’annuncio è immediato, quello economico reale richiederà invece tempo, investimenti e soprattutto un contesto regionale meno instabile. E proprio qui emerge il paradosso egiziano: il Paese vorrebbe diventare hub energetico del Mediterraneo, ma per riuscirci avrebbe bisogno di una stabilità regionale che oggi è sempre più rara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Egitto tra ambizione e dipendenza</h2>



<p>Il Cairo continua dunque a oscillare tra due identità. Da un lato vuole essere produttore, trasformatore ed esportatore, sfruttando i propri impianti di liquefazione e la posizione geografica. Dall’altro resta dipendente da forniture esterne e vulnerabile agli shock geopolitici. È una condizione intermedia che spiega molte delle scelte del presidente al Sisi: il rafforzamento del controllo interno, la prudenza diplomatica, il tentativo di tenere rapporti aperti con tutti gli attori regionali, dagli Stati del Golfo a Israele, passando per l’Europa.</p>



<p>La scoperta di Denise W 1 rappresenta dunque una buona notizia, ma non ancora una svolta. Segnala che il sottosuolo egiziano continua a offrire opportunità e che l’asse con Eni resta strategicamente prezioso. Ma segnala anche, indirettamente, che l’Egitto è costretto a cercare nuove risorse proprio perché <strong>la guerra e le tensioni regionali hanno dimostrato quanto fragile sia il suo modello energetico. </strong>In fondo, il vero dato politico è questo: nel Mediterraneo orientale il gas non è più soltanto una ricchezza, ma una forma di assicurazione contro il caos. E l’Egitto, oggi, sta cercando di comprarla un pozzo alla volta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Grand Ethiopian Renaissance Dam, la diga sul Nilo, è operativa. Ora la disputa tra i tre Paesi è su come gestirla. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html">Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2474259-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre un decennio, la disputa sulla <strong>Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD)</strong> è stata raccontata come un conflitto sulla sua costruzione. Oggi questa lettura è superata. La diga è una <strong>realtà operativa</strong>, inaugurata e integrata nel sistema del <strong>Nilo orientale</strong>. Il vero terreno di scontro si è spostato: non è più “se” la diga debba esistere, ma <strong>come deve essere gestita</strong>. Le nuove linee di frizione riguardano <strong>regole di rilascio, gestione delle siccità, condivisione dei dati e meccanismi giuridici vincolanti</strong>. In altre parole, la disputa è diventata una questione di <strong>governance idrica e potere regionale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo egiziano: vulnerabilità strutturale e diritto storico</strong></h3>



<p>Per l’Egitto, il dossier resta esistenziale. Il Paese dipende dal <strong>Nilo per circa il 97% delle risorse idriche</strong>, un dato che rende il sistema estremamente fragile. Non è solo una questione di quantità, ma di <strong>prevedibilità dei flussi</strong>. Il Cairo continua a richiamarsi ai trattati del <strong>1929 e 1959</strong>, che garantivano una posizione dominante a valle. Tuttavia, questi accordi sono oggi contestati perché escludevano gli Stati a monte, in primis l’Etiopia. La richiesta egiziana è chiara: un <strong>accordo giuridicamente vincolante</strong> che disciplini la gestione della diga. Senza regole certe, il rischio è che eventi climatici – soprattutto <strong>anni di siccità</strong> – si trasformino in shock sistemici difficilmente gestibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Etiopia: sovranità energetica e leva geopolitica</strong></h3>



<p>Per Addis Abeba, la GERD rappresenta molto più di un’infrastruttura. È un simbolo di <strong>sovranità nazionale</strong>, uno strumento di sviluppo e una leva di <strong>proiezione regionale</strong>. Con una capacità superiore ai <strong>5.000 megawatt</strong>, la diga consente all’Etiopia di raddoppiare la produzione energetica e diventare un esportatore di elettricità. Questo rafforza il principio di <strong>uso equo e ragionevole delle risorse idriche</strong>, in contrapposizione ai diritti storici rivendicati dall’Egitto. Il vero vantaggio strategico, però, è un altro: il <strong>controllo a monte dei flussi</strong>. Anche senza ridurre drasticamente l’acqua disponibile, la capacità di modulare tempi e quantità conferisce ad Addis Abeba una <strong>leva negoziale strutturale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sudan: l’anello fragile del sistema</strong></h3>



<p>Il Sudan occupa una posizione intermedia cruciale ma fragile. Geograficamente è la <strong>cerniera idraulica</strong> tra la diga etiope e il sistema egiziano di <strong>Assuan</strong>. In teoria, Khartoum potrebbe beneficiare della regolazione delle piene e di una maggiore disponibilità energetica. In pratica, però, la sua vulnerabilità è elevata: <strong>instabilità politica, debolezza istituzionale e dipendenza dai dati operativi</strong>. Senza un coordinamento tecnico efficace, il Sudan rischia di essere il primo a subire gli effetti di <strong>rilasci non coordinati</strong>, trasformando ogni anomalia idrologica in una crisi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il vuoto giuridico: tra principi e assenza di regole operative</strong></h3>



<p>Un elemento centrale della disputa è la mancanza di un <strong>regime giuridico moderno e vincolante</strong>. La <strong>Dichiarazione di principi del 2015</strong> ha fissato alcune basi – come il principio di non arrecare danno significativo – ma non ha definito aspetti cruciali: <strong>tempi e modalità di rilascio</strong>; gestione delle <strong>siccità prolungate</strong>; <strong>condivisione dei dati in tempo reale</strong>; meccanismi di risoluzione delle controversie. Nel frattempo, l’entrata in vigore del <strong>Cooperative Framework Agreement (CFA)</strong> nel 2024 ha segnato una svolta politica: il vecchio ordine basato sui diritti storici non è più dominante. Si afferma una logica di <strong>multilateralismo imperfetto</strong>, che però l’Egitto continua a rifiutare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dati, siccità e rischio: la nuova arma geopolitica</strong></h3>



<p>La vera posta in gioco è la gestione del rischio. La GERD non è percepita dall’Egitto come una semplice riduzione dei flussi, ma come un <strong>moltiplicatore di incertezza</strong>. In anni normali, il sistema può reggere. Ma in condizioni estreme – come una sequenza di stagioni secche – la mancanza di coordinamento potrebbe costringere il Cairo a consumare rapidamente le riserve accumulate ad Assuan. In questo contesto, anche i <strong>dati idrologici</strong> diventano una leva strategica: chi controlla le informazioni controlla la previsione; chi controlla la previsione controlla la sicurezza. La trasparenza, quindi, non è tecnica ma <strong>politica</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuovi equilibri regionali e ruolo internazionale</strong></h3>



<p>L’inaugurazione della diga ha già prodotto un effetto irreversibile: ha <strong>spostato il baricentro del potere idrico verso l’Etiopia</strong>. Gli Stati Uniti hanno tentato di riaprire una mediazione, ma il margine è limitato. Addis Abeba teme pressioni sbilanciate, mentre il Cairo punta a <strong>internazionalizzare il conflitto</strong> per compensare la perdita di leva diretta. Nel frattempo, il dossier si intreccia con altre dinamiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>cambiamento climatico</strong></li>



<li>aumento della domanda idrica</li>



<li>competizione regionale per le risorse</li>
</ul>



<p>Il Nilo diventa così un laboratorio della <strong>geopolitica delle risorse nel XXI secolo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una diga che ridefinisce il potere</strong></h3>



<p>La GERD segna il passaggio da una disputa infrastrutturale a una <strong>competizione permanente sulla governance</strong>. Per l’Egitto, la sfida è ridurre una dipendenza strutturale che lo espone a shock. Per l’Etiopia, è consolidare una vittoria materiale senza trasformarla in isolamento diplomatico. Per il Sudan, è sopravvivere come attore tecnico in un sistema sempre più complesso. La vera linea di faglia non è più tra chi vuole o meno la diga, ma tra due modelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sovranità unilaterale delle risorse</strong></li>



<li><strong>gestione condivisa e verificabile</strong></li>
</ul>



<p>Se prevarrà il primo, ogni crisi climatica diventerà una crisi politica. Se emergerà il secondo, il Nilo potrà trasformarsi da fattore di conflitto a <strong>infrastruttura di interdipendenza regionale</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/egitto-etiopia-e-sudan-alla-guerra-del-nilo-la-sfida-per-la-sovranita-sullacqua.html">Egitto, Etiopia e Sudan alla guerra del Nilo: la sfida per la sovranità sull&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Egitto inaugura Obelisk, il più grande impianto solare ibrido d’Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/legitto-inaugura-obelisk-il-piu-grande-impianto-solare-ibrido-dafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 06:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="725" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="solar plant (free pik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-600x290.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con Obelisk l’Egitto avvia il più grande impianto solare ibrido d’Africa. Investimenti e nuove strategie per la sicurezza elettrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/legitto-inaugura-obelisk-il-piu-grande-impianto-solare-ibrido-dafrica.html">L’Egitto inaugura Obelisk, il più grande impianto solare ibrido d’Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="725" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="solar plant (free pik)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/17982-600x290.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><a href="https://www.eib.org/en/press/all/2026-003-egypt-eib-global-announces-usd150-million-financing-for-the-biggest-hybrid-solar-pv-project-in-africa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’avvio della prima fase del progetto solare <strong>Obelisk</strong></a> nel governatorato di <strong>Qena</strong> rappresenta un passaggio fondamentale nella strategia energetica dell’<strong>Egitto</strong>, non solo per le dimensioni dell’impianto ma per il contesto territoriale in cui è stato collocato. <strong>L’Alto Egitto</strong> è storicamente rimasto ai margini dei grandi investimenti infrastrutturali, concentrati lungo il delta del Nilo e nell’area del Cairo: portare qui il più grande progetto fotovoltaico ibrido del continente significa inserire la transizione energetica all’interno di una più vasta logica di <strong>riequilibrio territoriale.</strong></p>



<p>Qena, a circa settanta chilometri da Luxor, dispone di condizioni climatiche ideali per la produzione solare, ma soprattutto si colloca lungo direttrici di sviluppo che il governo egiziano punta a rafforzare <strong>per ridurre le disparità regionali</strong>. In un Paese caratterizzato da una crescita demografica sostenuta e da una domanda elettrica in costante aumento, la localizzazione delle nuove infrastrutture energetiche diventa una scelta politica oltre che tecnica. Obelisk emerge in questo contesto come progetto simbolo di una fase in cui l’energia non è più solo una questione di approvvigionamento, ma <strong>uno strumento di pianificazione economica e territoriale.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The European Investment Bank has taken a decisive step toward supporting Egypt’s renewable energy transformation by announcing $150 million in financing for the Obelisk solar photovoltaic project through its development arm EIB Global. <a href="https://t.co/fvazTpI9yX">https://t.co/fvazTpI9yX</a> <a href="https://t.co/yO4obdMgIz">pic.twitter.com/yO4obdMgIz</a></p>&mdash; Serrari Group (@serrarigroup) <a href="https://twitter.com/serrarigroup/status/2013616375617474954?ref_src=twsrc%5Etfw">January 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La scala industriale di Obelisk </h2>



<p>Dal punto di vista industriale, Obelisk segna un cambio di passo per il settore <a href="https://it.insideover.com/energia/il-mondo-ha-fame-di-energia-fossili-e-rinnovabili-ai-massimi-storici-assieme.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delle rinnovabili</a> africane: a regime, l’impianto raggiungerà una capacità fotovoltaica di circa <strong>1,1 gigawatt</strong>, una scala che fino a pochi anni fa sarebbe stata difficile da immaginare nel contesto regionale. A rendere il progetto particolarmente rilevante è l’integrazione con un sistema di accumulo a batterie <strong>da 100 megawatt per 200 megawattora</strong>, progettato per garantire continuità nella fornitura di energia e ridurre l’impatto dell’intermittenza solare sulla rete nazionale.</p>



<p>Questa configurazione consente di spostare parte della produzione nelle ore di maggiore domanda, migliorando la stabilità del sistema elettrico. Lo sviluppo è affidato alla società norvegese <strong>Scatec</strong>, già attiva in Egitto e in altri mercati emergenti, mentre l’energia prodotta sarà venduta alla <strong>Egyptian Electricity Transmission Company </strong>attraverso un accordo di acquisto di lungo periodo. Questo elemento sarà cruciale per garantire la sostenibilità finanziaria del progetto e per attrarre capitali su infrastrutture di grandi dimensioni.</p>



<p>Secondo le stime ufficiali, <strong>Obelisk potrà fornire elettricità a circa 1,6 milioni di abitazioni</strong> e ridurre notevolmente il consumo di gas naturale, con risparmi cumulativi stimati in miliardi di dollari lungo i venticinque anni di vita operativa dell’impianto. In questo senso, la centrale non rappresenta soltanto un passo avanti nella produzione di energia pulita, ma <strong>un intervento strutturale sul modello energetico nazionale.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The inauguration of the Obelisk Solar Power Project reflects a strong vote of confidence in <a href="https://twitter.com/hashtag/Egypt?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Egypt</a>’s economic future &amp; reaffirms our position as a platform for mobilizing international private-sector financing to support renewable energy, grid stability &amp; sustainable growth. <a href="https://t.co/olNjmOqKn1">pic.twitter.com/olNjmOqKn1</a></p>&mdash; Rania A. Al Mashat (@RaniaAlMashat) <a href="https://twitter.com/RaniaAlMashat/status/2011084254201942129?ref_src=twsrc%5Etfw">January 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il peso della finanza multilaterale e il ruolo dell’Europa</h2>



<p>Un aspetto centrale del progetto Obelisk riguarda la sua architettura finanziaria: <a href="https://www.eib.org/en/press/all/2026-003-egypt-eib-global-announces-usd150-million-financing-for-the-biggest-hybrid-solar-pv-project-in-africa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il finanziamento da 150 milioni di dollari</a> annunciato dalla <strong>Banca europea per gli investimenti</strong> &#8211; tramite EIB Global &#8211; si inserisce in un pacchetto complessivo che supera i 600 milioni di dollari. Oltre alla BEI, il progetto è cofinanziato dalla Banca Africana di Sviluppo e coinvolge la <strong>Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e British International Investment</strong>, con il supporto di sovvenzioni, prestiti agevolati e una garanzia dell’Unione europea. Questo modello riflette l’approccio del Team Europe, che punta a coordinare strumenti finanziari diversi per sostenere infrastrutture considerate strategiche.</p>



<p>Per l’Unione europea, investire in un progetto come Obelisk significa rafforzare la cooperazione con <strong>un partner chiave del Mediterraneo meridionale</strong>, sostenendo al tempo stesso obiettivi legati alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione. Per l’Egitto, la presenza di istituzioni finanziarie europee e africane rappresenta <strong>un fattore di stabilità e credibilità</strong>, in grado di ridurre il costo del capitale e di facilitare l’accesso a tecnologie avanzate. Il progetto, inoltre, riflette le priorità europee legate a <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/repowereu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">REPowerEU</a> e al partenariato strategico Ue-Egitto, dimostrando come la transizione energetica possa diventare un terreno di cooperazione economica strutturata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ricadute economiche e implicazioni di lungo periodo</h2>



<p>Le conseguenze del progetto Obelisk vanno oltre i dati sulla produzione di energia: la fase di costruzione ha coinvolto circa cinquemila lavoratori, tra tecnici, ingegneri e manodopera locale, generando occupazione e trasferimento di competenze in un settore ad alta intensità tecnologica. La rapidità con cui è stata completata la prima fase &#8211; in circa tredici mesi dalla firma del Power Purchase Agreement &#8211; <strong>rafforza la percezione di affidabilità</strong> dell’Egitto come destinazione per investimenti infrastrutturali complessi.</p>



<p>Allo stesso tempo, il progetto evidenzia le sfide che accompagneranno <strong>l’espansione delle rinnovabili su larga scala</strong>: l’adeguamento delle reti di trasmissione, la gestione dell’accumulo energetico e l’integrazione di nuove capacità produttive in un sistema elettrico in rapida trasformazione. In prospettiva, Obelisk rappresenta un banco di prova per un modello di sviluppo che punta a conciliare sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità economica e stabilità sociale. La sua riuscita offrirà indicazioni importanti non solo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-come-ancora-di-stabilita-legitto-tra-emergenza-energetica-e-ambizione-regionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per l’Egitto</a>, ma per l’intero continente africano, dove la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente e dove progetti di questa scala possono contribuire a definire <strong>nuovi equilibri industriali e infrastrutturali.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/legitto-inaugura-obelisk-il-piu-grande-impianto-solare-ibrido-dafrica.html">L’Egitto inaugura Obelisk, il più grande impianto solare ibrido d’Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chevron punta sul giacimento Leviatahn: Israele sempre più grande potenza del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 09:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Chevron]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chevron punta sul giacimento Leviatahn: Israele sempre più una grande potenza del gas grazie all'export verso Egitto e Giordania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html">Chevron punta sul giacimento Leviatahn: Israele sempre più grande potenza del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Chevron </strong>espanderà il suo investimento nel giacimento di gas <strong>Leviathan, posto nel Mediterraneo orientale</strong>, nelle acque territoriali di Israele. L&#8217;azienda di Houston, secondo colosso petrolifero Usa dopo ExxonMobil e forte di un fatturato di oltre <strong>200 miliardi di dollari annui,</strong> ha scelto di rafforzare la sua presenza nello Stato Ebraico nel quadro di un progetto per portare a <strong>21 miliardi di metri cubi</strong> (dai 15-16 attuali) la capacità annua di produzione di gas del sito. Questo nei prossimi anni sarà potenziato nella sua attrattività dall&#8217;accordo siglato da Israele e Egitto per <strong>la fornitura da parte di Tel Aviv di gas per un <a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html">controvalore di 35 miliardi di dollari.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele è una grande potenza del gas</h2>



<p>Si tratta di un colpo importante per Tel Aviv. Già oggi Israele ha una produzione di gas naturale complessiva di <strong>circa 27 miliardi di metri cubi, il doppio di consumi medi che si aggirano attorno i 14 miliardi</strong>, e dunque Leviathan soddisfa egregiamente la domanda interna dello Stato Ebraico, aprendo al contempo importanti <a href="https://www.enerdata.net/publications/daily-energy-news/israels-gas-exports-egypt-and-jordan-increased-over-13-2024.html#:~:text=According%20to%20the%20Israeli%20Ministry,about%20709%20bcm%20(2023).">possibilità per l&#8217;export all&#8217;Egitto, alla confinante Giordania e non solo.</a> </p>



<p>L&#8217;export di 14 miliardi di metri cubi di gas da parte del consorzio estrattivo formato da Chevron Mediterranean Limited (39,66%) assieme alle israeliane NewMed Energy (45,34%) e Ratio Energies (15%), con cui Houston si divide i lotti del giacimento offshore,<a href="https://www.jns.org/stepping-on-the-gas-israeli-natural-gas-revenue-set-to-surpass-2b-annually/"> garantisce già oggi royalties per <strong>1,3 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong></a> al ministero dell&#8217;Energia israeliano, alimentati anche dall&#8217;altro giacimento Tamar, e la stima è che con nuovi accordi, nuovi investimenti e nuove prospettive di crescita dell&#8217;output <strong>tale valore potrà raddoppiare entro fine decennio</strong>.</p>



<p>Tale potenziale di export si esprime oggi soprattutto tramite l&#8217;invio di gas naturale liquefatto nel limitrofo Egitto, ma a settembre i partner di Leviathan hanno <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2025/10/instrumental-interdependency-the-egyptisrael-gas-deal/">annunciato un investimento di <strong>610 milioni di dollari</strong> per creare un gasdotto</a> che da Leviathan porterà il gas direttamente in Egitto da Ramat Hovav, nel Sud di Israele, al valico di Nitzana al confine tra i due Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto si tiene, dal gas al Board of Peace</h2>



<p>Per Tel Aviv si consolida il ruolo di <strong>hub regionale del gas naturale</strong>, in una prospettiva che porterebbe Israele a superare i danni politici imposti dall&#8217;abbandono dell&#8217;ipotesi di un gasdotto come <strong>EastMed</strong> per portare, via Grecia e Cipro (e in prospettiva, Italia), il gas israeliano verso il Vecchio Continente. Ma lo scenario è interessante anche per <strong>Chevron, azienda che sta coniugando proiezione economica e geopolitica</strong> nei suoi affari globali. </p>



<p>Unica compagnia occidentale a operare in Venezuela nel petrolio prima dell&#8217;assalto statunitense a Caracas e la cattura di Nicolas Maduro del 3 gennaio scorso, e attenzionata dal governo Usa per possibili futuri investimenti nel Paese, Chevron sarà sempre più centrale nel rapporto energetico israelo-americano e, nella corsa a sottrarre quote di mercato al gas russo, sta puntando assieme <a href="https://www.milanofinanza.it/news/petrolio-chevron-e-quantum-pronte-a-rilevare-gli-asset-esteri-di-lukoil-da-22-miliardi-mossa-strategica-202601071400099671">al fondo Quantum gli <strong>asset esteri del colosso petrolifero di Mosca, Lukoil,</strong></a> nel quadro del riassetto economico e diplomatico all&#8217;ombra della trattativa sull&#8217;Ucraina. </p>



<p>Una proiezione a trecentosessanta gradi in una sfida strategica per l&#8217;energia più calda che mai. E in cui l&#8217;espansione di Leviathan può contribuire al consolidamento dei rapporti tra Israele ed Egitto in nome dell&#8217;export gasiero, mentre Il Cairo è ritenuta da Tel Aviv l&#8217;unica mediatrice credibile per giocare un ruolo nel futuro<a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html"> Board of Peace di Gaza</a> voluto dal presidente Usa Donald Trump. Tutto si tiene, tra interessi politici, mire energetiche e importanti questioni economiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html">Chevron punta sul giacimento Leviatahn: Israele sempre più grande potenza del gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il gas come ancora di stabilità: L’Egitto tra emergenza energetica e ambizione regionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/il-gas-come-ancora-di-stabilita-legitto-tra-emergenza-energetica-e-ambizione-regionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 05:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il Cairo cerca di tamponare un problema immediato – la crescente domanda interna – senza rinunciare a un disegno più ampio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-come-ancora-di-stabilita-legitto-tra-emergenza-energetica-e-ambizione-regionale.html">Il gas come ancora di stabilità: L’Egitto tra emergenza energetica e ambizione regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/egitto-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’accordo firmato tra<strong> Egitto e Qatar per l’aumento delle forniture di gas naturale liquefatto </strong>non è una semplice intesa commerciale. È il riflesso di una fase di transizione energetica difficile, nella quale il Cairo cerca di tamponare un problema immediato – la crescente domanda interna – senza rinunciare a un disegno più ampio: <strong>restare, e anzi rafforzarsi, come hub regionale del gas nel Mediterraneo orientale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Qatar come fornitore di ultima istanza</h2>



<p>La scelta del Qatar non sorprende. <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html">Qatar è il primo esportatore mondiale di GNL</a> e dispone di una flessibilità logistica che pochi altri possono garantire. Le 24 consegne previste nei mesi estivi rispondono a una logica di emergenza: temperature elevate, consumi elettrici in crescita, margini sempre più ridotti per la produzione nazionale. L’intesa va oltre la semplice fornitura e tocca infrastrutture, stoccaggio e cooperazione tecnica, segnalando <strong>una partnership strutturale e non contingente.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le riserve in calo e il fattore tempo</h2>



<p>Il nodo centrale resta il declino della produzione egiziana, iniziato a fine 2022. Per un Paese che aveva costruito la propria narrativa energetica sull’autosufficienza e sull’export, <strong>il ritorno alle importazioni è un passaggio politicamente sensibile.</strong> Il governo insiste sul carattere temporaneo della crisi e ribadisce l’obiettivo dell’autosufficienza, ma nel breve periodo la sicurezza energetica passa inevitabilmente da accordi esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’asse con Israele e il Mediterraneo orientale</h2>



<p>In questo quadro si inserisce il maxi accordo sul gas con Israele, basato sul giacimento offshore di Leviathan. L’intesa, resa possibile dal via libera politico del <a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html">governo israeliano, prevede flussi fino a 130 miliardi di metri cubi entro il 2040.</a> È un volume strategico, che <strong>rafforza l’interdipendenza tra Il Cairo e Tel Aviv</strong> e consolida il ruolo dell’Egitto come piattaforma di liquefazione e riesportazione. Le rassicurazioni egiziane sul carattere “puramente commerciale” dell’accordo servono a contenere le ricadute politiche interne e regionali, soprattutto sullo sfondo della guerra a Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione strategica</h2>



<p>Dal punto di vista strategico, l’Egitto sta giocando su più tavoli. Da un lato diversifica le fonti – <strong>Qatar, Israele, Cipro</strong> – per ridurre il rischio di dipendenza da un singolo fornitore. Dall’altro investe nel proprio ruolo infrastrutturale: terminali come Ain Sokhna e Damietta diventano asset geopolitici, non solo industriali. La modernizzazione delle infrastrutture, inclusi nuovi gasdotti transfrontalieri, rafforza questa centralità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici</h2>



<p>Sul piano economico, il gas resta una leva essenziale per stabilizzare il sistema elettrico e contenere i costi sociali dell’energia. Tuttavia, l’importazione di GNL ha un prezzo più elevato rispetto alla produzione domestica, con effetti sui conti pubblici. L’equilibrio tra sostenibilità finanziaria e sicurezza energetica sarà uno dei test principali per il governo nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica del gas</h2>



<p>La mappa energetica del Mediterraneo orientale si conferma come uno spazio di cooperazione pragmatica più che di alleanze ideologiche. <strong>L’Egitto dialoga con il Qatar, con Israele e con attori occidentali</strong>, cercando di trasformare la propria vulnerabilità energetica in un’occasione di rilancio geopolitico. Il gas diventa così uno strumento di politica estera, capace di compensare, almeno in parte, le fragilità interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>L’accordo con il Qatar non risolve i problemi strutturali dell’Egitto, ma compra tempo. <strong>E nel Medio Oriente di oggi, il tempo è una risorsa strategica quanto il gas. </strong>La sfida per Il Cairo sarà trasformare questa fase di dipendenza controllata in un nuovo ciclo di stabilità e centralità regionale, evitando che l’emergenza energetica si traduca in un vincolo politico duraturo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-come-ancora-di-stabilita-legitto-tra-emergenza-energetica-e-ambizione-regionale.html">Il gas come ancora di stabilità: L’Egitto tra emergenza energetica e ambizione regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele-Egitto, maxi-accordo sul gas da 35 miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-Egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un asse energetico da 35 miliardi di dollari: Israele ed Egitto rafforzano la loro cooperazione strategica a tutto campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html">Israele-Egitto, maxi-accordo sul gas da 35 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Un asse energetico da <strong>35 miliardi di dollari: Israele ed Egitto</strong> rafforzano la loro cooperazione in ambito economico con un nuovo accordo per la <strong>fornitura di gas naturale dallo Stato Ebraico al Paese nordafricano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele-Egitto, asse sul gas</h2>



<p>Il Cairo si è accordata per acquistare 130 miliardi di metri cubi di gas dal 2026 al 2040, fornendo a Tel Aviv <strong>entrate per l&#8217;erario pubblico pari a 18 miliardi di dollari, </strong>che partiranno con incassi da mezzo miliardo l&#8217;anno nel 2026 e saliranno fino a toccare <strong>1,9 miliardi di dollari nel 2033</strong>. Si estende un vecchio accordo del 2019, quando nel pieno del grande gioco del gas nel Mediterraneo orientale (che toccava anche progetti orientati verso l&#8217;Europa come il gasdotto EastMed oggi sostanzialmente archiviato) si plasmò l&#8217;asse energetico tra <strong>Benjamin Netanyahu, </strong>premier d&#8217;Israele, e il presidente egiziano <strong>Abdel Fattah al-Sisi.</strong></p>



<p>Il gas sarà estratto nel giacimento offshore <strong>Leviathan, il più grande di Israele</strong>, e contribuirà a alleviare l&#8217;annosa crisi energetica dell&#8217;Egitto. Il Cairo consuma mediamente 175,6 milioni di metri cubi di gas ogni giorno per alimentare la sua economia e la sua società e ne produce solo 141,6, anche dopo l&#8217;entrata in operatività del grande giacimento Zohr, scoperto da Eni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La perenne crisi energetica del Cairo</h2>



<p>Una sottocapacità del 20% che sarà colmata anche con il contributo israeliano, dato che da tempo Il Cairo è in apnea: &#8220;Accordi come il contratto per gas naturale liquefatto da 3 miliardi di dollari con Shell e TotalEnergies per 60 carichi all&#8217;inizio del 2025 evidenziano vulnerabilità, insieme agli sforzi per rilanciare giacimenti come Zohr&#8221;,<a href="https://english.ahram.org.eg/News/558887.aspx"> nota <em>Ahram</em> aggiungendo </a>che &#8220;le importazioni sono previste fino a giugno 2026 per soddisfare la crescente domanda&#8221;. <strong>Israele fornirà gas via tubo più economico</strong> e mira a ridurre tra gli 1 e i 2 miliardi di metri cubi le importazioni annue di Gnl da parte de Il Cairo, sostituendole con l&#8217;estrazione di Leviathan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mano degli Usa</h2>



<p>L&#8217;accordo, confermato ieri da Netanyahu e dal ministro dell&#8217;Energia israeliano <strong>Eli Cohen</strong>, era nell&#8217;aria da mesi e attendeva la ratifica israeliana. <a href="https://www.timesofisrael.com/historic-moment-netanyahu-announces-record-natural-gas-deal-with-egypt/">Il <em>Times of Israel</em> </a>scrive di aver appreso che &#8220;gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo significativo nel fare pressione su Cohen e Netanyahu affinché stipulassero un accordo con l&#8217;Egitto, e il Segretario all&#8217;Energia statunitense <strong>Chris Wright</strong> ha annullato una visita di sei giorni in Israele a ottobre, dopo che Cohen si è rifiutato di firmare l&#8217;accordo&#8221;.</p>



<p><strong>Washington mira a far sì che l&#8217;asse energetico Cairo-Tel Aviv</strong> rafforzi la vicinanza dell&#8217;Egitto e di al-Sisi, strategici nel quadrante Medio Oriente/Nordafrica, al campo occidentale, <strong>sbarri la strada del mercato locale del gas</strong> alla rivale Russia e garantisca le aziende presenti nel consorzio che opera in Leviathan. Tra queste, oltre alla israeliana NewMed Energy, c&#8217;è anche l&#8217;americana <a href="https://it.insideover.com/energia/il-grande-gioco-del-petrolio-chevron-e-exxon-rilanciano-la-produzione-lukoil-vende-gli-asset-esteri.html#google_vignette">Chevron. </a></p>



<p>Quest&#8217;ultima è strategica nella manovra di <em>energy dominance</em> dell&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump: &#8220;Chevron, che ora è l&#8217;attore chiave nel settore energetico israeliano, spera di utilizzare la sua posizione in Israele, Egitto e Cipro come&nbsp; <a href="https://www.nytimes.com/2023/07/27/business/energy-environment/israel-gas-europe.html?searchResultPosition=6">trampolino di lancio regionale per diventare un importante esportatore in Europa</a>&#8220;, nota<a href="https://www.nytimes.com/2025/12/17/world/middleeast/israel-gas-deal-egypt.html"> il New York Times.</a> Donald Trump starebbe mirando a organizzare nelle prossime settimane un vertice a tre negli Usa con Netanyahu e Al-Sisi per discutere dei dossier comuni, da Gaza al gas stesso.</p>



<p><a href="https://www.israelhayom.com/2025/12/18/the-real-purpose-of-israels-gas-deal-with-egypt/">Israel Hayom nota </a>che per i funzionari di Tel Aviv <strong>l&#8217;obiettivo è fare del gas una leva per avvicinare al Paese l&#8217;Egitto</strong> e concordare, sul dossier Gaza, una linea comune orientata a non lasciare spazi di manovra eccessivi ad Hamas:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In Israele, i funzionari ritengono che, una volta iniziate le forniture di gas e quando l&#8217;Egitto diventerà dipendente energeticamente dal gas israeliano, questa dipendenza servirà da leva per dissuadere il Cairo dal violare il trattato di pace. Sostengono inoltre che, se Israele non avesse fornito gas all&#8217;Egitto, il suo vicino meridionale si sarebbe rivolto al Qatar.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Assi energetici, crisi geopolitiche</h2>



<p><strong>Gli Usa &#8220;accendono&#8221; <a href="https://it.insideover.com/energia/tra-usa-e-russia-la-guerra-del-gas-ha-un-solo-sconfitto-leuropa.html">la guerra fredda del gas</a></strong>, Israele ed Egitto siglano accordi strategici, l&#8217;energia torna motore di grandi cambi di rotta geopolitici. La diplomazia energetica lascia pensare a un trend costruttivo di dialogo e realismo. <a href="https://it.insideover.com/difesa/israle-gaza-la-diplomazia-delle-intelligence.html">Quello che l&#8217;Egitto, assieme a Qatar, Turchia e Usa</a>, <strong>ha provato a costruire mediando la tregua a Gaza</strong>. </p>



<p>L&#8217;asse energetico in rafforzamento disegna un futuro di <strong>cooperazione economica e politica, ipotizzando uno scenario di pace</strong>. Ma la spada di Damocle del caos pende ancora su un <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-e-oltre-parla-marco-minniti-litalia-sia-ponte-tra-occidente-e-sud-del-mondo.html">Medio Oriente ove la <strong>Fase 2 della tregua di Gaza ancora non si vede</strong>.</a> E proprio l&#8217;atavica tendenza israeliana a cercare l&#8217;egemonia con la forza, in prospettiva, rischia di fare anche dei più grandi progetti strategici una lettera morta.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Mondiali Usa: diventa un caso politico Egitto-Iran, la partita del Pride Month</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mondiali-usa-diventa-un-caso-politico-egitto-iran-la-partita-del-pride-month.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 09:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251211102656141_39b7e9324e526e76f3c36b7134137370-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il comitato organizzatore di Seattle vuole inserire l'incontro tra le celebrazioni del Pride Month, ma il match previsto è Egitto-Iran.</p>
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<p>Quella del 26 giugno 2026 non sarà una partita come le altre della prima fase del Mondiale di calcio. Si svolgerà a Seattle, dove il comitato organizzatore locale ha deciso di <strong>inserire l&#8217;incontro tra le celebrazioni del Pride Month</strong>, il mese dedicato all&#8217;orgoglio LGBTQ+. Se non fosse che sabato, quando sono state sorteggiate le partite dei gironi, si è scoperto che il Pride Match di Seattle vedrà opposti <strong>Egitto e Iran</strong>, due Paesi con leggi molto repressive nei confronti dell&#8217;omosessualità.</p>



<p>Si tratta, più o meno, di un caso &#8220;al contrario&#8221; rispetto a quello dei precedenti Mondiali del 2022. In Qatar ci furono varie proteste da parte delle Federazioni e delle Ong europee verso le leggi discriminatorie del Paese ospitante contro la comunità LGBTQ+. La FIFA intervenne addirittura <strong>vietando alla Nazionale inglese di indossare la fascia da capitano arcobaleno</strong> della campagna &#8216;One Love&#8217; contro l&#8217;omofobia. A Seattle, invece, la situazione è quasi ribaltata.</p>



<p>La città statunitense è nota per la sua cultura molto progressista e le celebrazioni del Pride Month sono molto sentite nelle grandi città americane. Ogni anno, a giugno, negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali si ricordano <strong>i moti di Stonewall, avvenuti a New York nella notte fra il 27 e il 28 giugno 1969</strong>, oggi considerati un evento fondamentale nella storia dell&#8217;orgoglio LGBTQ+.</p>



<p>Per contro, in Iran le relazioni tra persone dello stesso sesso sono del tutto illegali, e <strong>punibili in alcuni casi anche con la morte</strong>. Nel gennaio 2022, due uomini gay, Mehrdad Karimpour e Farid Mohammadi, <a href="https://iranwire.com/en/prisoners/71206/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono stati giustiziati</a> tramite impiccagione, dopo aver trascorso sei anni nel <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/nelliran-sotto-assedio-il-boia-non-si-ferma-e-record-di-condanne-a-morte.html">braccio della morte </a>del carcere di Maragheh. La situazione è di poco migliore in Egitto, dove l&#8217;omosessualità non è formalmente un crimine, ma esistono altre leggi che consentono l&#8217;arresto e l&#8217;incriminazione delle persone LGBTQ+.</p>



<p>Il Pride Match di Seattle è dunque diventato immediatamente un caso politico. Martedì 9 dicembre, il presidente della Federcalcio iraniana <strong>Mahdi Taj</strong> ha definito &#8220;irragionevole&#8221; la scelta della partita per le celebrazioni del Pride, esprimendo la propria contrarietà. Poche ore dopo, la Federcalcio dell&#8217;Egitto <a href="https://x.com/EFA/status/1998445166290424072" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha comunicato</a> esplicitamente che <strong>si rifiuterà di &#8220;svolgere attività a sostegno dell&#8217;omosessualità&#8221;</strong> durante la partita del 26 giugno.</p>



<p>Una situazione non semplice da risolvere, che presenta diverse controversie. Da un lato, il governo statunitense non è particolarmente favorevole alla comunità LGBTQ+, ma dall&#8217;altro lo è ancora meno nei confronti dell&#8217;Iran. Seattle, governata dai Democratici, è una città molto sensibile sulla tematica, ma in cui vive anche <strong>una comunità musulmana piuttosto grande</strong>, pari a circa il 2% della popolazione. E non si può escludere che Trump possa usare questo conflitto per attaccare l&#8217;amministrazione locale.</p>



<p>La decisione di celebrare il Pride Month durante la partita del 26 giugno e nei suoi eventi collaterali è stata presa mesi fa dal comitato organizzatore del Mondiale a Seattle. <strong>Si tratta, dunque, di un&#8217;ente indipendente dalla FIFA</strong>, che in questo caso ha un potere limitato e che aveva già approvato le celebrazioni tempo fa, prima del sorteggio delle partite. Al momento, la posizione del comitato di Seattle è di svolgere le celebrazioni come previsto, mentre né Trump né il presidente della FIFA Gianni Infantino si sono ancora espressi sulla vicenda.</p>
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		<title>La corsa nucleare dell&#8217;Egitto: con la centrale di Al-Dabaa prende forma il sogno di Nasser</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-corsa-nucleare-dellegitto-con-la-centrale-di-al-dabaa-prende-forma-il-sogno-di-nasser.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1882" height="1310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg 1882w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1536x1069.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-600x418.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1882px) 100vw, 1882px" /></p>
<p> Con la corruzione della centrale nucleare l’Egitto vuole sedersi al tavolo della nuova geoeconomia energetica globale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1882" height="1310" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Egitto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto.jpeg 1882w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1024x713.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-768x535.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-1536x1069.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/egitto-600x418.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1882px) 100vw, 1882px" /></p>
<p>Un sogno antico che diventa geopolitica contemporanea: l’Egitto insegue da decenni l’idea di una <a href="https://it.insideover.com/energia/i-piani-della-russia-per-dominare-il-futuro-del-nucleare.html">centrale nucleare.</a> Da Nasser a oggi, ogni tentativo si era infranto contro crisi economiche, instabilità politica o pressioni internazionali. Con <strong>El-Dabaa</strong> quel sogno prende forma, ma lo fa in un contesto molto diverso: <strong>il Paese è diventato un nodo energetico regionale,</strong> l’Africa è al centro di una nuova competizione globale e la Russia usa l’atomo civile come leva strategica per consolidare alleanze e influenze.</p>



<p>Le immagini satellitari che documentano l’avanzamento dei lavori e l’installazione del primo recipiente a pressione mostrano che il progetto non è più un’aspirazione: è un’infrastruttura concreta, con tempi, tecnologie e una rete di interessi che va ben oltre i confini egiziani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c’è in gioco per Il Cairo</h2>



<p>Per l’Egitto, El-Dabaa è molto più di un impianto energetico. È un modo per affrontare tre vulnerabilità che negli ultimi anni sono diventate ingovernabili.</p>



<p><strong>Primo: l’esplosione della domanda, che ha causato blackout diffusi</strong>. Un Paese da 110 milioni di abitanti non può permettersi una rete elettrica instabile.<br><strong>Secondo: il calo della produzione di gas</strong>, un settore che aveva sostenuto per anni l’economia ma che oggi fatica a coprire il fabbisogno interno.<br><strong>Terzo: la necessità di proiettare un’immagine di stabilità</strong> e modernizzazione in un contesto regionale turbolento.</p>



<p>Al-Sisi ha bisogno di mostrare un successo industriale, qualcosa che dimostri che la Vision 2030 non è solo un esercizio retorico. Il nucleare, con i suoi simboli di potenza e autonomia, risponde perfettamente a questa narrativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra lunga della Russia</h2>



<p><strong>Mosca non costruisce solo un impianto: costruisce influenza. </strong>L’accordo del 2015, accompagnato da un prestito miliardario, lega l’Egitto alla tecnologia, alla fornitura di combustibile e alla gestione dei rifiuti provenienti dai reattori VVER-1200. È un modello già applicato altrove: dalla Turchia all’Ungheria, la strategia di Rosatom è trasformare il nucleare civile in un rapporto di lunga durata, quasi simbiotico. In un momento in cui la Russia è isolata sul piano occidentale, il successo del “progetto africano” diventa una dimostrazione di vitalità geopolitica. El-Dabaa è, a suo modo, una vetrina: tecnologia moderna, reattori di terza generazione, accordi di fornitura firmati nonostante le pressioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una corsa regionale che cambia gli equilibri</h2>



<p>Il Medio Oriente assiste a un nuovo protagonismo nucleare: <strong>Arabia Saudita e Stati Uniti hanno appena siglato un’intesa</strong> che apre a una cooperazione strategica sul nucleare civile. Gli Emirati già producono energia con i reattori coreani della centrale di Barakah. L’Iran, dal canto suo, continua ad arricchire uranio e a negoziare sul dossier atomico. In questo contesto, l’Egitto non vuole restare indietro. Avere un proprio impianto significa pesare di più nei forum energetici regionali, attirare investimenti e dotarsi di una leva negoziale finora assente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l’energia diventa strategia di potenza</h2>



<p>La portata del progetto è enorme: 4.800 megawatt di capacità installata, un tempo di completamento stimato in dodici anni, <strong>un costo vicino ai 20 miliardi di dollari. Ma la vera cifra è politica.</strong> Il Cairo mostra di poter diversificare i propri partner, non dipendere esclusivamente dagli aiuti del Golfo e non cedere all’idea che il nucleare sia appannaggio esclusivo delle grandi potenze.</p>



<p>L’accordo con la Russia, e ora i progressi visibili, segnalano che l’Egitto vuole sedersi al tavolo della nuova geoeconomia energetica globale con un ruolo paragonabile a quello delle medie potenze emergenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interrogativi aperti</h2>



<p>Resta però un nodo cruciale: l’Egitto sta costruendo un’infrastruttura strategicamente fragile. <strong>Dipende da un partner internazionale sotto sanzioni</strong>, da finanziamenti onerosi e da un contesto politico interno che potrebbe complicare la gestione a lungo termine. Inoltre, la scelta nucleare richiede stabilità, istituzioni robuste e una capacità industriale affidabile. Tre fattori che, nel Nord Africa del 2025, non possono essere dati per scontati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio geopolitico</h2>



<p>El-Dabaa è la prova che il Mediterraneo non è più solo un mare di transito, ma <strong>un laboratorio energetico</strong>, dove Russia, Stati Uniti, Cina e potenze regionali sperimentano nuovi equilibri. L’Egitto ha scelto di entrare in questo gioco con una mossa che parla al futuro, ma che porta con sé tutti i rischi di un Paese che vuole crescere più in fretta della sua stessa stabilità. La centrale sarà anche un’opera ingegneristica. Ma è già, prima di tutto, un messaggio politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-corsa-nucleare-dellegitto-con-la-centrale-di-al-dabaa-prende-forma-il-sogno-di-nasser.html">La corsa nucleare dell&#8217;Egitto: con la centrale di Al-Dabaa prende forma il sogno di Nasser</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La mossa di Trump: &#8220;Designerò la Fratellanza Musulmana organizzazione terroristica&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-mossa-di-trump-designero-la-fratellanza-musulmana-organizzazione-terroristica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1002" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251124101734739_f2f60f55b953d54e3576fc0e37abb242-e1763975919181.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La decisione dovrebbe diventare operativa entro la fine dell'anno. Le possibili reazioni della Turchia e del Qatar.</p>
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<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha rivelato domenica mattina di voler designare la <strong>Fratellanza Musulmana</strong> come &#8220;organizzazione terroristica straniera. &#8220;Sarà fatto nei termini più forti e potenti&#8221;, ha dichiarato Trump in un&#8217;intervista esclusiva al <a href="https://justthenews.com/politics-policy/all-things-trump/trump-says-he-will-designate-muslim-brotherhood-terrorist?utm_source=mux&amp;utm_medium=social-media&amp;utm_campaign=social-media-autopost">giornale conservatore <em>Just the News</em></a>. &#8220;I documenti finali sono in corso di redazione&#8221;. La mossa, secondo fonti vicine alla Casa Bianca, è in fase di elaborazione da settimane e segna un ritorno alle priorità della prima amministrazione Trump, che <strong>già dal 2017 aveva esaminato l&#8217;ipotesi di classificare i Fratelli Musulmani come entità terroristica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche il Texas contro la Fratellanza Musulmana</h2>



<p>La decisione di Trump si inserisce in un contesto più ampio di azioni dei repubblicani contro presunte minacce terroristiche. La scorsa settimana, il governatore Gop del Texas, <strong>Greg Abbott</strong>, <a href="https://gov.texas.gov/news/post/governor-abbott-designates-muslim-brotherhood-cair-as-foreign-terrorist-organizations">ha emesso un ordine che designa</a> i <strong>Fratelli Musulmani</strong> e il <em>Council on American-Islamic Relations</em> (CAIR) come &#8220;organizzazioni terroristiche straniere e organizzazioni criminali transnazionali&#8221;. Secondo Politico, &#8220;CAIR afferma che quel proclama, che impedisce ai suoi membri di acquistare terreni in Texas, viola i diritti costituzionali di proprietà e libertà di espressione dei suoi membri&#8221;. </p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump non ha ancora fornito dettagli sulle tempistiche dell&#8217;esecutivo presidenziale, ma fonti indicano che potrebbe essere firmato entro fine anno. La designazione come organizzazione terroristica straniera imporrebbe <strong>restrizioni severe sui finanziamenti, i viaggi e le attività del gruppo negli Stati Uniti,</strong> potenzialmente influenzando positivamente anche le relazioni con alleati nella regione come l&#8217;Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, che da anni combattono contro le ramificazioni dei <strong>Fratelli Musulmani</strong> nella regione.</p>



<p>Chi gradirà meno la mossa di Trump contro l&#8217;organizzazione islamista sono senza dubbio <strong>Qatar</strong> e <strong>Turchia</strong>. Doha, infatti, storicamente, sin dagli anni Cinquanta e Sessanta, ha accolto esuli egiziani e siriani della Fratellanza, fornendo rifugio e finanziamenti all&#8217;organizzazione. Oggi l&#8217;emirato funge da ruolo di mediatore dopo che, tra il 2017 e il 2021, Arabia Saudita, Emirati, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo a Doha proprio per i suoi legami con la Fratellanza. Per quanto concerne invece la Turchia, i Fratelli Musulmani rappresentano un alleato ideologico e politico del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) guidato dal presidente <strong>Recep Tayyip Erdoğan</strong>. Per quanto concerne Hamas, l&#8217;organizzazione palestinese è considerata a tutti gli effetti ramo diretto della Fratellanza Musulmana nella striscia di Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Fratellanza Musulmana</h2>



<p>Come spiega il professor <strong>Massimo Campanini</strong> nel suo <em>Storia del Medio Oriente contemporaneo </em>(2014, il Mulino), la Fratellanza Musulmana venne fondata in Egitto nel 1928 da un giovane insegnante elementare, <strong>Hasan al-Bannā</strong>. &#8220;Dapprima limitata a cellule operanti sul canale di Suez, ma presto trasferitasi al Cairo, la Fratellanza allargò la sua rete di adepti con sorprendente velocità. Alla fine degli anni Trenta i suoi affiliati contavano nell&#8217;ordine dei 500.000 e crebbero ancora esponenzialmente negli anni successivi&#8221;. </p>



<p>Dal punto di vista ideologico, osserva Campanini, &#8220;i <strong>Fratelli Musulmani</strong> si legavano soprattutto alla tradizione salafita di <strong>Rashīd Ridà</strong>: ritorno alle fonti, il Corano e la <em>sunna</em> del Profeta; enfasi sul valore sociale e politico dell&#8217;Islam, che non è solo una religione, ma uno stile di vita che coinvolge anche la sfera pubblica&#8221;. Dunque, la quintessenza dell&#8217;Islam Politico, in cui il Corano diventa, a tutti gli effetti, la Costituzione. Per la Fratellanza, &#8220;partire dalla Legge rivelata è indispensabile per costruire un sistema politico autenticamente giusto ed equilibrato&#8221;. </p>



<p>Oggi la <strong>Fratellanza Musulmana</strong> è stata messa al bando in molti Paesi. Lo scorso aprile, <a href="https://it.insideover.com/politica/giordania-e-abu-mazen-luno-due-contro-hamas-e-i-fratelli-musulmani.html">come riportato da Andrea Muratore su <em>InsideOver</em></a>, in <strong>Giordania</strong> il ministro degli Interni Mazin Fraya ha annunciato il bando delle attività del Fronte d’azione islamico, espressione politica della Fratellanza nel Paese arabo e vincitore del maggior numero di seggi nelle elezioni di settembre 2024, caratterizzate da un condizionamento notevole del fattore Gaza nell’attenzione della popolazione. </p>



<p>Tra i tra i principali Paesi che hanno messo al bando l&#8217;organizzazione islamista figurano <strong>Egitto</strong> (dal 2013), <strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> (dal 2014), <strong>Bahrein</strong> (2015), <strong>Russia</strong> (2003/2015), <strong>Siria</strong> (dal 1963, benché con al-Sahraa la situazione potrebbe cambiare), <strong>Giordania</strong> (totale nel 2025), <strong>Libia</strong> (2019), <strong>Austria</strong> (2021) e <strong>Kenya</strong> (2025), oltre a nazioni dell&#8217;Asia Centrale come <strong>Tagikistan</strong> e <strong>Uzbekistan</strong>. </p>



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		<title>Perché la Corea del Sud punta sul Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-corea-del-sud-punta-sul-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 05:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Corea del Sud sta espandendo la sua presenza in Medio Oriente con l'iniziativa "Shine". Ecco di che cosa si tratta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122542113_3029a45dfcf37b9e11390d03958c23dd-e1763983710344.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Corea del Sud</strong> ha intenzione di espandere la propria presenza in <strong>Medio Oriente</strong> con un&#8217;iniziativa denominata <em><strong>Shine Initiative</strong></em>. L&#8217;obiettivo di Seoul: incrementare la collaborazione con i governi locali su più fronti, dall&#8217;intelligenza artificiale alla Difesa, dall&#8217;economia agli scambi culturali. Il presidente sudcoreano <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-chi-e-lee-jae-myung-il-possibile-nuovo-presidente-della-corea-del-sud-e-incubo-usa.html">Lee Jae Myung</a> ha effettuato un viaggio di dieci giorni nella regione, iniziando il suo tour dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Qui il leader progressista si è fermato ad Abu Dhabi per un vertice con lo sceicco <strong>Mohamed bin Zayed Al Nahyan</strong>, per altro in concomitanza con il Dubai Airshow dove la Korea Aerospace Industries ha presentato il jet da combattimento <strong>KF-21</strong>. </p>



<p>Il <em>vis a vis</em> tra i due ha generato un&#8217;interessante fumata bianca. Dopo l&#8217;incontro, l&#8217;ufficio di Lee ha dichiarato che Corea del Sud ed Emirati Arabi hanno concordato di perseguire un modello di sviluppo congiunto, produzione locale ed esportazioni verso Paesi terzi per la cooperazione in materia di difesa. &#8220;L&#8217;istituzione di questa catena del valore completa aumenterà le possibilità che le nostre aziende della difesa riescano a concludere accordi per un valore superiore ai <strong>15 miliardi di dollari</strong>&#8220;, ha dichiarato il capo dello staff di Lee, Kang Hoon Sik, senza però dettagli sul potenziale deal. </p>



<p>La sensazione è che Abu Dhabi sia interessata a mettere le mani sul KF-21. Il motivo è semplice: in precedenza gli Emirati Arabi Avevano cercato di acquistare gli <strong>F-35</strong> statunitensi ma nel 2021 hanno sospeso i negoziati con gli Usa dopo che <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-report-delle-spie-usa-tecnologie-degli-emirati-nei-missili-cinesi.html">Washington aveva chiesto loro di rimuovere</a> le apparecchiature dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-storia-segreta-e-pericolosa-di-huawei-la-societa-piu-potente-della-cina.html">azienda cinese Huawei </a>dalla propria rete di telecomunicazioni e altre misure per limitare i legami con Pechino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1024x636.jpg" alt="" class="wp-image-495014" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_202511231226188_949f96078f689a5144b95b2b588391f1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non solo armi: gli affari della Corea in Medio Oriente</strong></h2>



<p>I dati parlano chiaro: le esportazioni di <strong>prodotti per la Difesa</strong> della Corea del Sud verso il Medio Oriente sono triplicate negli ultimi cinque anni, a conferma della crescente importanza strategica della regione nel commercio di armi di Seoul. Secondo l&#8217;Export-Import Bank of Korea, sono passate dai <strong>241 milioni di dollari </strong>registrati nel 2019 ai <strong>747,5 milioni </strong>nel 2024. </p>



<p>Gli Emirati Arabi sono i più dinamici dell&#8217;area e il governo sudcoreano ne ha approfittato per consolidare i rapporti. Attenzione però, perché l&#8217;asse Seoul-Abu Dhabi va oltre le armi. Il viaggio di Lee ha portato ad accordi interessanti: <strong>Hanwha Group</strong> ha firmato un memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;emiratina <strong>EDGE Group</strong> per lo sviluppo congiunto di una piattaforma di intelligenza artificiale per radar intelligenti e veicoli terrestri autonomi senza pilota, con la possibilità di costituire una joint venture, mentre <strong>Korea Aerospace Industries</strong> ha ottenuto un accordo di cooperazione tecnologica a supporto dell&#8217;infrastruttura di difesa di prossima generazione degli Emirati Arabi Uniti. </p>



<p>E ancora: la Corea del Sud ha ufficialmente iniziato a esportare la propria <strong>carne di manzo</strong> negli Emirati Arabi Uniti, segnando il suo ingresso nel mercato halal del Medio Oriente. Il ministero dell&#8217;Agricoltura, dell&#8217;Alimentazione e degli Affari Rurali di Seoul ha spiegato che la prima spedizione (1,5 tonnellate di carne bovina coreana refrigerata e congelata) è partita dall&#8217;aeroporto di Incheon nei giorni scorsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495015" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025112312263618_7ae6202275705e17be606054a982b0ff.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Shine Initiative di Seoul</strong></h2>



<p>Lee ha visitato anche <strong>Egitto</strong>, <strong>Sudafrica</strong> e <strong>Turchia</strong>. Al Cairo, il presidente sudcoreano ha svelato un&#8217;iniziativa globale per la cooperazione in Medio Oriente volta a promuovere la pace nella regione, approfondire le partnership economiche ed espandere gli scambi culturali e interpersonali. </p>



<p>L&#8217;ha denominata <em>Shine </em>(in italiano &#8221;splendore&#8221;) per simboleggiare stabilità, armonia, innovazione, rete e istruzione, e sottolineare l&#8217;impegno della sua amministrazione nel rafforzare i legami con la regione, cruciali per la sicurezza energetica, il commercio e altri ambiti di cooperazione. <strong>Stabilità </strong>e <strong>armonia</strong>, i due elementi dell&#8217;iniziativa, saranno i principi chiave degli sforzi volti a stabilire la pace nella penisola coreana e in <strong>Medio Oriente</strong>, ha dichiarato lo stesso Lee. </p>



<p><em>Dulcis in fundo</em>, la Corea ha fatto sapere di voler perseguire iniziative di cooperazione economica su misura con i singoli Paesi dell&#8217;area sfruttando i suoi campioni nazionali come <strong>Samsung</strong>, in materia di smartphone ed elettronica di consumo, e <strong>Hyundai </strong>(e le sue conglomerate) sul fronte dei trasporti e dell&#8217;automotive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-495013" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251123122555527_ef637791d98e6f72e271f0aaa529cf70.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-corea-del-sud-punta-sul-medio-oriente.html">Perché la Corea del Sud punta sul Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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