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Gli Stati Uniti, nel saldare un granitico asse tecnologico-industriale con gli Emirati Arabi Uniti, hanno superato un grande dilemma d’intelligence legato alle presunte connessioni che avrebbero portato tecnologia di Abu Dhabi nel settore della difesa cinese, perfino nei missili della Repubblica Popolare.

A rivelarlo è il Financial Times, che ha ricostruito come nel 2022 l’intelligence americana avrebbe ricevuto informazioni circa l’uso da parte di Huawei di tecnologia emiratina per potenziare la gittata dei missili aria-aria PL-15 e PL-17.

Gli affari di G42

Il fatto notevole è che l’azienda chiamata in questione sia G42, il colosso emiratino oggi in campo per la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale, partecipato dal fondo sovrano emiratino Mubadala, da Microsoft e dal private equity Silver Lake, guidato dai Ceo Egon Durban e Greg Mondre, stretti alleati del presidente Usa Donald Trump e attivi nel portare la loro azienda nel capitale della “nuova” TikTok e nell’operazione che ha garantito l’uscita dalla borsa di Electronic Arts in sinergia con il Public Investment Fund saudita e la finanziaria del genero di The Donald, Jared Kushner.

G42, che ha respinto la notizia ottenuta dal Ft sentendo sei esponenti dell’intelligence Usa dell’era di Joe Biden, è oggi al centro dell’espansione araba del programma Stargate da 500 miliardi di dollari per sviluppare la potenza di calcolo di OpenAI. Risulta quantomeno curioso, dunque, che oggi si parli dei suoi legami con le aziende cinesi, riaprendo un file di cui si è spesso discusso in una fase critica per il Medio Oriente e gli scenari che lo riguardano. Del resto, nota il Ft:

L’esatta natura della tecnologia condivisa dal G42 con la Cina non è chiara. Il G42 è presieduto dal consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, e si è esteso alla tecnologia geospaziale, aeronautica e satellitare. Due fonti hanno affermato che la tecnologia prevedeva un software che avrebbe ottimizzato il volo dei missili.

I dilemmi sulla notizia

G42 da tempo ha in via precauzionale cessato l’acquisto di tecnologie cinesi e dall’ottobre 2023 non implementa più i prodotti Huawei nei propri data center. Al contempo, il Ft lascia pensare che il rapporto commerciale G42-Huawei possa esser stato diretto, prima del boom delle sanzioni secondarie americane e dei controlli all’export delle tecnologie, senza certezza su cosa l’azienda di Shenzen avrebbe fatto degli asset tecnologici ceduti dal campione emiratino.

Resta il grande dubbio: perché parlare con tanto approfondimento e attenzione di questi temi ora? L’attenzione potrebbe essere fatta ricondurre sia a una potenziale allerta circa l’esternalizzazione dell’Ia in Paesi terzi sia a una volontà di mostrare la terzietà degli Emirati. Paese-ponte al centro del mondo. Nella tecnologia e non solo. In epoche di rivalità globali, una posizione che giocoforza rafforza l’influenza di uno Stato in ogni direzione.

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