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	<title>Guglielmo Calvi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Guglielmo Calvi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il gas argentino arriva all&#8217;Europa sull&#8217;asse Buenos Aires-Berlino. Ma anche l&#8217;Eni&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-gas-argentino-arriva-alleuropa-sullasse-buenos-aires-berlino-ma-anche-leni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 04:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente argentino vuole fare del suo Paese un'economia esportatrice e l'Europa gli tende la mano a partire dalla Germania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gas-argentino-arriva-alleuropa-sullasse-buenos-aires-berlino-ma-anche-leni.html">Il gas argentino arriva all&#8217;Europa sull&#8217;asse Buenos Aires-Berlino. Ma anche l&#8217;Eni&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240522122512121_781551cb88d219eb2bb490293c76fc19-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Un enorme esportatore di petrolio e gas”. Così ha parlato <strong>Javier Milei</strong>, il presidente argentino, ospite del <a href="https://it.insideover.com/politica/milei-in-spagna-attacca-sanchez-sinistroide-lui-replica-ne-vado-fiero-e-dico-no-alla-guerra.html">Forum sulla Nuova Economia di Madrid </a>di questo ottobre. Il leader sudamericano, con queste parole, non ha nascosto <strong>l’ambizione di dipingere il suo Paese come un campione di esportazioni di risorse naturali</strong>, a cominciare dal gas del giacimento di Vaca Muerta, a Nord della Patagonia.</p>



<p>Perché Milei ha deciso di presentare l’Argentina come nazione esportatrice dal palco della kermesse spagnola? Il motivo è presto detto. A partire dal 2027, <strong>Buenos Aires venderà l’oro blu di Vaca Muerta a Berlino</strong>, dopo <a href="https://www.ice.it/it/news/notizie-dal-mondo/300438">l’accordo raggiunto</a> dal consorzio argentino Southern Energy (SESA) e la società tedesca Securing Energy for Europe (SEFE). Un accordo che consente all’Argentina di fare cassa e pagare il macigno del debito estero che pesa sulla sua economia, mentre alla Germania, e dunque anche al mercato comunitario europeo, di avere un nuovo afflusso energetico dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/stop-al-gas-russo-in-europa-ma-non-prima-di-aver-fatto-il-pieno-degli-stoccaggi.html">l’addio al gas russo</a> da gennaio dell’anno prossimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità del nuovo accordo</h2>



<p>Il consorzio SESA ha visto la luce su iniziativa della società argentina <em>Pan American Energy</em>, specializzata nell’estrazione e raffinazione di materie prime, che da tempo lavorava a un programma di esportazione del gas di Vaca Muerta verso i mercati internazionali. A stretto giro, si è unita la norvegese Golar LNG con la quale si è data forma all’idea di impiegare una <strong>nave per la liquefazione del gas estratto anziché costruire un impianto sulla terraferma </strong>che sarebbe stato molto più costoso e lungo nella realizzazione. Negli ultimi anni, la fame di energia ha fatto sì che altre aziende  si aggregassero intorno al progetto di Vaca Muerta e la crisi  dei rapporti tra Russia ed Europa ha servito agli argentini l’occasione su un piatto d’argento.</p>



<p>Nella primavera di quest’anno, SESA ha firmato un accordo con la compagnia tedesca SEFE, fino al 2022 sussidiaria del colosso russo Gazprom e poi espropriata e nazionalizzata dal Governo di Berlino.&nbsp; Il patto prevede l<strong>’importazione nel Vecchio Continente di 2 milioni di tonnellate annue di GNL per i prossimi otto anni</strong> ed è già definita una <em>roadmap </em>per le prime forniture. La prima nave attraverserà l’Oceano Atlantico nella seconda metà del 2027 e trasporterà circa 2,45 milioni di tonnellate di oro blu, mentre una seconda è salperà nel 2028 con a bordo circa 3,55 milioni di tonnellate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa e la diversificazione delle fonti</h2>



<p>Il progetto messo a punto da Southern Energy e da <em>Securing Europe for Energy</em> non è l’unico che vede unite le due sponde dell’Atlantico. A febbraio di quest’anno, <strong>la compagnia argentina YPF ha annunciato la nascita <a href="https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2026/02/cs-eni-ypf-xrg-firmano-agreement-avanzamento-progetto-argentina-lng.html">dell’iniziativa Argentina LNG</a>, volta a lavorare le risorse di Vaca Muerta e a esportarle in Europa</strong>. A fare parte del piano industriale ci sono l’emiratina XRG e <a href="https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html">l&#8217;italiana Eni</a>, le quali hanno l’interesse a portare il GNL in Europa e in Asia sempre tramite le unità galleggianti in modo da ovviare ai gravosi costi di realizzazione degli impianti terrestri. Le importazioni riguarderebbero 12 milioni di tonnellate di gas e inizierebbero a partire dal 2031.</p>



<p>I progetti in cantiere, dunque, dimostrano una volontà da parte dell&#8217;Argentina di volersi accreditare agli occhi del mondo come potenza emergente in grado di giocare la sua partita geostrategica nel tentativo di diventare più indipendenti dagli Stati Uniti e&nbsp; di consolidare la sua economia. Allo stesso tempo, dimostrano la necessità dell’Europa di trovare delle valide alternative, ma non sempre praticabili a breve termine, dopo che l’oro blu&nbsp; della Russia, a partire dal 2027, non sarà più presente a riscaldare le nostre case.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>Accordo energetico storico, l&#8217;Argentina esporterà il gas di Vaca Muerta in Europa per otto anni, Buenos Aires Times, 2 dicembre 2025 &#8211; <a href="https://www.batimes.com.ar/news/economy/historic-energy-deal-will-see-argentina-export-vaca-muerta-gas-to-europe-for-eight-years.phtml">https://www.batimes.com.ar/news/economy/historic-energy-deal-will-see-argentina-export-vaca-muerta-gas-to-europe-for-eight-years.phtml</a></p>



<p>Milei annuncia a Madrid che l&#8217;Argentina esporterà gas naturale per la prima volta nel 2027, El Economista, 21 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.eleconomista.es/economia/noticias/14022508/10/26/milei-anuncia-en-madrid-que-argentina-exportara-gas-natural-por-primera-vez-en-2027.html">https://www.eleconomista.es/economia/noticias/14022508/10/26/milei-anuncia-en-madrid-que-argentina-exportara-gas-natural-por-primera-vez-en-2027.html</a></p>



<p>Argentina LNG attrae acquirenti e si avvia verso una decisione chiave a novembre, El Cronista, 14 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.cronista.com/economia-politica/argentina-lng-suma-compradores-y-encamina-una-definicion-clave-para-noviembre">https://www.cronista.com/economia-politica/argentina-lng-suma-compradores-y-encamina-una-definicion-clave-para-noviembre</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gas-argentino-arriva-alleuropa-sullasse-buenos-aires-berlino-ma-anche-leni.html">Il gas argentino arriva all&#8217;Europa sull&#8217;asse Buenos Aires-Berlino. Ma anche l&#8217;Eni&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nord Stream, Usa e Russia fanno affari mentre l&#8217;Europa sta a guardare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nord-stream-usa-e-russia-fanno-affari-mentre-leuropa-sta-a-guardare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff e Kushner attesi in Russia, dopo mesi di stallo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-600x292.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti vorrebbero l'ingresso dei loro investitori nel Nord Stream e i russi li incontrano. L'Ue mostra gelo rispetto all'ipotesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nord-stream-usa-e-russia-fanno-affari-mentre-leuropa-sta-a-guardare.html">Nord Stream, Usa e Russia fanno affari mentre l&#8217;Europa sta a guardare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff e Kushner attesi in Russia, dopo mesi di stallo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260904190859106_65d160bcd1fa2674291676134e7cf94e-e1791780852630-600x292.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le armi in Ucraina sembrano lontane dall’essere messe a tacere, ma dietro le quinte <strong>Stati Uniti e Russia continuano a dialogare in merito al conflitto in corso e a ciò che lo riguarda</strong>. Secondo un’indiscrezione lanciata da <em><a href="https://www.reuters.com/business/energy/us-russia-explore-gas-sale-europe-amid-ukraine-war-say-sources-2026-10-08/">Reuters</a></em>, <strong>Jared Kushner </strong>&#8211; inviato speciale Usa e genero di Donald Trump &#8211; e <strong>Kirill Dmitriev </strong>&#8211; consigliere politico di Vladimir Putin &#8211; si sarebbero incontrati in più di un’occasione per discutere del <strong>coinvolgimento di investitori americani nell’infrastruttura del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/importanza-gasdotti-nord-stream.html">Nord Stream</a></strong>, il <em>rassemblement </em>di gasdotti che trasporta l’oro blu dalla Russia alla Germania passando per il Mar Baltico.</p>



<p>Un’operazione commerciale molto ghiotta sia per gli americani che per i russi, ma sulla cui possibile riuscita ci sono molti dubbi: in primo luogo, i negoziati per la pace in Ucraina sono finiti&nbsp; nelle sabbie mobili; in secondo luogo, gli europei sembrano tutt’altro che intenzionati a ripristinare le relazioni energetiche con Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il business, per ora, a porte chiuse&nbsp;</h2>



<p>Kushner e Dmitriev si sarebbero incontrati in tempi recenti a New York e a Mosca e al tavolo si sarebbero seduti anche funzionari dei dipartimenti del Tesoro e dell’Energia americani. Secondo fonti citate dall’agenzia britannica, i colloqui avrebbero riguardato in parte anche il Nord Stream, sebbene non sia giunto alcuna conferma né dalla Casa Bianca né dal Cremlino. </p>



<p>Stando alle dichiarazioni di uno dei presenti ai tavoli, qualsiasi eventuale accordo commerciale dovrà coinvolgere la <em>US International Development Finance Corporation</em> (DFC), l’agenzia federale per gli investimenti finanziari del Governo statunitense. <strong>Un simile coinvolgimento è sufficientemente esplicativo dei rapporti commerciali ed economici che si vogliono intessere tra le due superpotenze, una volta che il conflitto russo-ucraino sarà concluso</strong> (non è un caso che sia Dmitriev sia Kushner siano <a href="https://it.insideover.com/politica/linviato-di-putin-a-parigi-il-dialogo-nonostante-tutto-continua.html">gli emissari dei rispettivi Presidenti per la conduzione delle trattative di pace)</a>. Infatti, pare che nel corso dei suddetti incontri si sia discusso anche dell’<strong>acquisizione da parte di entità straniere &#8211; statunitensi ma anche emiratine e qatariote &#8211; degli asset appartenenti alla multinazionale energetica russa Lukoil </strong>al di fuori della Federazione Russa come raffinerie, stazioni di servizio e giacimenti di petrolio e gas.&nbsp;</p>



<p>Se questo scenario dovesse prendere forma tramite la formalizzazione di accordi commerciali e la mobilitazione di risorse finanziarie intorno a proprietà riconducibili al mondo russo, con ogni probabilità comporterebbe <strong>la fine delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti</strong> per ripristinare un rapporto del tutto alla pari tra due nazioni che vogliono fare affari. Ciò avrebbe delle conseguenze indirette sull’Unione europea, la quale sarebbe inevitabilmente parte in causa ove il Nord Stream fosse mai riattivato, ma per ora a Bruxelles sembra che facciano orecchie da mercante.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un percorso a ostacoli&nbsp;</h2>



<p>Nonostante manchi ancora l’ufficialità dell’ingresso degli americani tra gli azionisti del Nord Stream, nel Vecchio Continente c’è già qualcuno che storce il naso. Allo stato attuale, Nord Stream AG &#8211; l’ente costituito per la gestione del gasdotto 1 &#8211; è partecipata al 51% dalla russa Gazprom, mentre le quote del restante 49% sono spartite tra società tedesche, francesi e olandesi&nbsp; e una ripartizione delle stesse, al momento, non sembrerebbe essere presa in considerazione.</p>



<p>A complicare il quadro, ci sarebbero anche aspetti tecnici non di poco conto. Nel settembre 2022, <strong>i gasdotti del Nord Stream sono stati fortemente danneggiati a seguito di una serie di esplosioni avvenute nel Mar Baltico</strong>.Dopo anni di indagini, l’episodio è stato classificato come atto di sabotaggio riconducibile, secondo diverse fonti, a un<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/der-spiegel-rivela-nord-stream-distrutto-da-un-commando-ucraino-legato-alla-cia.html"> commando ucraino</a>. Le tubature del Nord Stream 1 hanno riportato danni piuttosto ingenti, mentre il Nord Stream 2 rimane ancora in relativa buona salute, anche se non è mai stata utilizzato poiché dopo lo scoppio delle ostilità in Ucraina, non era mai stato certificato per il funzionamento. Gli investitori americani, dunque, dovranno essere disposti a spendere fior di quattrini per le riparazioni e la gestione di tutti gli adempimenti previsti per l&#8217;utilizzo dei gasdotti.</p>



<p>Altro elemento che potrebbe fare da deterrente per gli investitori d’oltreoceano è il <strong>divieto di importazione totale di gas russo nell&#8217;Unione europea</strong>. Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal gennaio 2027 e molti si chiedono quale sia il senso di mettere sul piatto dei soldi per un’infrastruttura che, anche fosse riparata del tutto, non entrerebbe mai in funzione.&nbsp;</p>



<p>Tutta questa vicenda dimostra come gli equilibri mondiali siano sempre di più in fase di ridefinizione e il controllo delle infrastrutture energetiche sia imprescindibile per dare le carte ai tavoli che contano.&nbsp;</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Fonti </h2>



<p>US, Russia explore gas sale to Europe amid Ukraine war, say sources, Reuters, 8 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.reuters.com/business/energy/us-russia-explore-gas-sale-europe-amid-ukraine-war-say-sources-2026-10-08/">https://www.reuters.com/business/energy/us-russia-explore-gas-sale-europe-amid-ukraine-war-say-sources-2026-10-08/</a></p>



<p>US-Russia talks emerge over Nord Stream as US investors eye gas pipeline, Banking News, 9 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.bankingnews.gr/diethni/articles/904326/us-russia-talks-emerge-over-nord-stream-as-us-investors-eye-gas-pipeline">https://www.bankingnews.gr/diethni/articles/904326/us-russia-talks-emerge-over-nord-stream-as-us-investors-eye-gas-pipeline</a></p>



<p>American, Russian officials meet on bringing US investor into Nord Stream gas pipeline to Germany,The Jerusalem Post, 8 ottobre  2026 &#8211; <a href="https://www.jpost.com/business-and-innovation/energy-and-infrastructure/article-910992">https://www.jpost.com/business-and-innovation/energy-and-infrastructure/article-910992</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nord-stream-usa-e-russia-fanno-affari-mentre-leuropa-sta-a-guardare.html">Nord Stream, Usa e Russia fanno affari mentre l&#8217;Europa sta a guardare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa-Europa, braccio di ferro sulle scorte e le esportazioni di diesel </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-europa-braccio-di-ferro-sulle-scorte-e-le-esportazioni-di-diesel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 05:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump vuole ridurre i prezzi del gasolio e minaccia di tagliare le esportazioni all'Europa se non immette le sue scorte nel mercato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-europa-braccio-di-ferro-sulle-scorte-e-le-esportazioni-di-diesel.html">Usa-Europa, braccio di ferro sulle scorte e le esportazioni di diesel </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io. Non ci potrebbe essere proverbio più esemplificativo per rendere l’idea dei nuovi rapporti tra gli alleati Usa ed Europa tra cui, dopo quello sui dazi, si è disputato un altro braccio di ferro sui depositi di gasolio. Il presidente americano Donald Trump ha inviato ai leader europei un messaggio il cui contenuto ha mandato nel panico le cancellerie del Vecchio Continente: <strong>immettete nel mercato le vostre scorte di gasolio, altrimenti non ve ne vendiamo più</strong>. </p>



<p>Dopo che il messaggio è stato recapitato da oltreoceano, <strong>i membri del G7 hanno fatto una <a href="https://www.elysee.fr/en/emmanuel-macron/2026/10/02/g7-leaders-statement-on-global-energy-security-and-market-stability">dichiarazione congiunta</a> in cui hanno manifestato l’impegno di rilasciare barili di gasolio già dai prossimi giorni</strong>. Una resa dettata dal timore del venire meno di una fonte di approvvigionamento importante come il gasolio statunitense, ma che rende l’Europa sempre più impotente in un mondo dove le grandi potenze stanno facendo di tutto per mettere in sicurezza il mercato interno.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro prima e la stretta di mano dopo</h2>



<p>Gli <a href="https://www.eia.gov/energyexplained/diesel-fuel/where-our-diesel-comes-from.php?trk=public_post_comment-text&amp;utm">Stati Uniti sono tra i principali produttori di gasolio al mondo</a> e solo nel 2025 hanno riempito circa 1,8 miliardi di barili, di cui circa 456 milioni sono stati destinati alle esportazioni. Dal 2022, anno dello scoppio della guerra in Ucraina, l<strong>’Europa ha notevolmente incrementato le importazioni di petrolio e prodotti raffinati fino a raggiungere la quota di 180 mila barili al giorno </strong>fino a settembre di quest’anno, e numerose scorte vengono accumulate per far fronte alle carenze di materie prime provenienti dalla Russia a causa dello stop imposto dalla Commissione europea. </p>



<p>Negli ultimi mesi, però, il quadro bellico si è complicato ulteriormente con il conflitto in Iran e ne è scaturita la <strong>lievitazione dei prezzi del carburante</strong>. A un automobilista americano un litro di gasolio costa circa 1,68, una cifra parecchio al di sopra degli standard storici di mercato e con le elezioni di Midterm alle porte, la questione comincia a destare preoccupazioni alla Casa Bianca.</p>



<p>La produzione di diesel vantata dagli Usa è molto consistente, quindi se i barili non fossero destinati a mercati esteri ma destinati ai consumatori statunitensi, sarebbe immessa nel mercato interno <strong>una quantità più che sufficiente da indurre una riduzione dei prezzi alla pompa.</strong> Ecco svelato il perché delle minacce al Vecchio Continente e non è un caso se il segretario al Tesoro <strong>Scott Bessent</strong> abbia apertamente dichiarato che gli agricoltori, i trasportatori e le aziende americane non possono sopportare da soli l&#8217;impennata dei prezzi. </p>



<p> La paura di uno stop alle esportazioni di diesel ha fatto novanta. In principio, <strong>i Governi di Francia, Germania, Irlanda, Italia, Regno Unito e Commissione europea  <a href="https://www.politico.eu/article/diesel-americain-la-france-et-quatre-autres-pays-europeens-saccordent-sur-une-reponse-ferme/">si sono coordinati per concordare i termini di confronto</a> con Washington e offrire una soluzione condivisa</strong>. In seguito, <a href="https://edition.cnn.com/2026/10/02/europe/us-europe-diesel-reserves-intl">il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato con Trump</a> per annunciargli lo sblocco di 100 milioni di barili nei prossimi quattro mesi.</p>



<p>Una soluzione che ha raccolto il favore della Casa Bianca ma che rimane un campanello d’allarme per un continente che è troppo dipendente da approvvigionamenti esterni in un’epoca dove le fibrillazioni internazionali non smettono di intensificarsi.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Troppi rischi, meglio coltivare il proprio orticello</h2>



<p>A sposare la stessa filosofia dell’America c’è anche la <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chinese-refiners-suspend-oct-fuel-exports-petrochina-cancels-cargoes-sources-say-2026-10-01/">Cina</a>. P<strong>echino ha imposto a tutte le sue raffinerie di bloccare le esportazioni oltre la Muraglia</strong>, almeno per il mese di ottobre, e di riempire i depositi di barili. Il motivo? I focolai di guerra, purtroppo, non scarseggiano ed esportare prodotti energetici al di fuori dei propri confini può rivelarsi un azzardo nella prospettiva di lungo periodo. Le catene di approvvigionamento danno segnali sempre più evidenti di cedevolezza e il sentimento che si fa largo tra le grandi potenze produttrici di energia, consiste nel mettere al riparo la propria industria prima che sul palcoscenico internazionale possa trovare rappresentazione qualche altro scontro bellico o commerciale.</p>



<p>Tutto questo è un campanello d’allarme per i Paesi importatori (non solo europei ma anche Sud-Est asiatici) di risorse naturali perché se dovranno prendere delle decisioni molto ponderate nel momento in cui dovranno attingere alle riserve se in futuro le forniture non saranno più effettuate come un tempo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>Diesel américain : la France et quatre autres pays européens s’accordent sur une réponse “ferme”, Politico, 1 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.politico.eu/article/diesel-americain-la-france-et-quatre-autres-pays-europeens-saccordent-sur-une-reponse-ferme/">https://www.politico.eu/article/diesel-americain-la-france-et-quatre-autres-pays-europeens-saccordent-sur-une-reponse-ferme/</a></p>



<p>Europe bows to US pressure to release diesel reserves ahead of midterm elections, Cnn, 2 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://edition.cnn.com/2026/10/02/europe/us-europe-diesel-reserves-intl">https://edition.cnn.com/2026/10/02/europe/us-europe-diesel-reserves-intl</a></p>



<p>Euronews explains: What would a US diesel export ban mean to European countries?, Euronews, 25 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.euronews.com/2026/09/25/euronews-explains-what-would-a-us-diesel-export-ban-mean-to-european-countries ">https://www.euronews.com/2026/09/25/euronews-explains-what-would-a-us-diesel-export-ban-mean-to-european-countries </a></p>



<p>Chinese refiners suspend October fuel exports to bolster stocks, sources say, Reuters, 1 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chinese-refiners-suspend-oct-fuel-exports-petrochina-cancels-cargoes-sources-say-2026-10-01/">https://www.reuters.com/business/energy/chinese-refiners-suspend-oct-fuel-exports-petrochina-cancels-cargoes-sources-say-2026-10-01/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-europa-braccio-di-ferro-sulle-scorte-e-le-esportazioni-di-diesel.html">Usa-Europa, braccio di ferro sulle scorte e le esportazioni di diesel </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuova crisi in Libia: il blocco del petrolio che fa tremare il Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nuova-crisi-in-libia-il-blocco-del-petrolio-che-fa-tremare-il-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile libica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Proteste dei lavoratori che hanno portato alla blocco delle attività petrolifere e si profila rischia un calo di import per Italia ed Europa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il mondo è sempre più scosso da crisi energetiche che si manifestano a più latitudini e dopo l’<a href="https://it.insideover.com/politica/stop-al-petrolio-russo-in-sei-mesi-chi-rischia-di-piu-con-lo-stop-ue.html">Est europeo</a> e <a href="https://it.insideover.com/guerra/wall-street-journal-trump-ha-rifiutato-la-proposta-delliran.html">Hormuz</a>, eccone potenzialmente un’altra nella sponda meridionale del Mediterraneo: la <strong>Libia</strong>. <a href="https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valve">Secondo la stampa locale</a>, il personale della <strong>Petroleum Facilities Guard</strong> (PFG) &#8211; corpo incaricato della sorveglianza e della tutela degli impianti petroliferi libici &#8211; e un gruppo armato hanno chiuso una valvola dell’<strong>oleodotto Sharara</strong>, un’infrastruttura tra le più importanti del Paese per il trasporto di greggio, che conduce alla <strong>raffineria di Zawiya</strong>. La <strong>National Oil Corporation</strong> (NOC), compagnia statale degli idrocarburi, ha dichiarato che se lo stop ai flussi di petrolio dovessero persistere, la fiamma innescata alla raffineria rischia di divampare in un incendio di più vaste dimensioni, capace di bruciare l’approvvigionamento nell’area mediterranea.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fatti e il perché dello stop</h2>



<p>Da inizio settembre i dipendenti della <em>Petroleum Facilities Guard </em>incrociano le braccia e scendono in piazza per chiedere paghe più consistenti nonché maggiori risorse e strumenti per gestire le infrastrutture dell’oro nero. La protesta, però, non riguarda soltanto le condizioni di lavoro, ma anche la governance della loro organizzazione: <strong>la PFG è un apparato dipendente dal ministero della Difesa e ciò che agognano i lavoratori è il passaggio sotto l’egida della National Oil Corporation</strong>. Il fatto di divenire una propaggine della società pubblica permetterebbe al personale della PNG di beneficiare dei finanziamenti destinati alla filiera dell’oro nero e, indirettamente, questo garantirebbe loro un miglioramento delle condizioni economiche e di operatività lavorativa.</p>



<p>A seguito degli impegni disattesi da parte dell’esecutivo, i lavoratori hanno preso la decisione di passare all’azione chiudendo la valvola 7 dell’oleodotto che trasporta il greggio dal giacimento di Sharara fino a Ovest di tripoli, a Zawiya. L’operazione è stata svolta con il supporto di un gruppo armato non identificato, uno dei numerosi di cui purtroppo pullula la Libia dopo essere diventata terreno fertile per milizie terroristiche nell’era post-guerra del 2011.</p>



<p><strong>Il mancato afflusso ha comportato la sospensione di attività di raffinazione e la chiusura di alcuni comparti</strong>. A fronte di tale scenario, si è innescato un calo produttivo di oltre 900 mila barili, corrispondente a una perdita ingente in termini di ricavi monetari. I dipendenti della PFG sembrano voler tenere il punto anche se qualche segnale a loro favorevole parrebbe stagliarsi all&#8217;orizzonte dopo che<a href="https://www.alwasat.ly/news/478926?utm_source=chatgpt.com"> il Governo ha annunciato l’approvazione di un decreto </a>volto a equiparare i loro stipendi a quelli delle Forze Armate, implicando <em>de facto</em> un incremento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La NOC auspica che i volumi produttivi tornino il prima possibile a quelli dell&#8217;estate, ma se lo stallo dovesse perdurare, non è escluso il rischio di venir meno agli impegni assunti con i partner commerciali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo focolaio nel cuore del Mediterraneo</h2>



<p>La Libia è uno dei principali produttori di petrolio nel continente africano e il Vecchio Continente è il principale acquirente dei barili provenienti da Tripoli, mentre la raffineria di Zawiya è un centro nevralgico per la lavorazione del greggio in Tripolitania.</p>



<p><strong>L’Italia è un Paese importatore di barili di greggio e di derivati petroliferi come benzina e gasolio provenienti dalla Libia</strong>, tanto che nel primo trimestre del 2025 ne è stato il primo acquirente con un interscambio commerciale superiore a <a href="https://www.ice.it/it/sites/default/files/inline-files/Interscambio%20GEN-MAR%202025.pdf?utm">2 miliardi di euro</a>. Nello stesso anno, le importazioni di greggio libico sono state pari al <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/447590.pdf?utm">24,3 %</a>, ovvero la percentuale più elevata sul totale delle importazioni.&nbsp;</p>



<p>Ove la sospensione delle attività di Zawya fosse continuativa, i contraccolpi per il nostro Paese e per il settore petrolifero nel Mediteranei si sentirebbero. Una prospettiva che rischia di rendere l&#8217;approvvigionamento energetico più fragile di quanto già sia con conseguente vulnerabilità del Vecchio Continente, già alle prese con le crisi che si manifestano a Est.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>Armed group shutdown keeps Libya&#8217;s largest Zawiya largest refinery disrupted, Turkiye Today, 26 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.turkiyetoday.com/business/armed-group-shutdown-keeps-libyas-largest-zawiya-refinery-disrupted-3228998">https://www.turkiyetoday.com/business/armed-group-shutdown-keeps-libyas-largest-zawiya-refinery-disrupted-3228998</a>;</p>



<p>Refining Unit at Zawiya Refinery halted due to closure of Sharara pipeline valve, The Libya Observer, 26 settembre 2026 &#8211; <a href="https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valv">https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valv</a>e;</p>



<p>Dbeibah decide di equiparare gli stipendi delle guardie degli impianti petroliferi a quelli del personale militare, Al Wast, 27 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.alwasat.ly/news/478926">https://www.alwasat.ly/news/478926</a></p>



<p></p>



<p></p>



<p><br><br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-crisi-in-libia-il-blocco-del-petrolio-che-fa-tremare-il-mediterraneo.html">Nuova crisi in Libia: il blocco del petrolio che fa tremare il Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Siberia all&#8217;Asia, la nuova scommessa russa sul petrolio </title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dalla-siberia-allasia-la-nuova-scommessa-russa-sul-petrolio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 08:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio russo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-768x313.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-1024x417.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Putin ha inaugurato i lavori dell'iniziativa Vostok per la produzione stimata di 100 milioni di tonnelate di oro nero, destinate all'Asia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-siberia-allasia-la-nuova-scommessa-russa-sul-petrolio.html">Dalla Siberia all&#8217;Asia, la nuova scommessa russa sul petrolio </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="782" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-768x313.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8020085-e1563820847314-1024x417.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia procede a passo spedito nella <strong>corsa alle risorse energetiche</strong> per tagliare il traguardo posto lungo la nuova frontiera che in tanti vorrebbero raggiungere: l’<strong>Artico</strong>. A inizio settembre, il presidente <strong>Vladimir Putin</strong> ha inaugurato i lavori per il progetto <strong><a href="https://www.rosneft.com/press/news/item/224691/">Vostok Oil</a></strong>, un <em>rassemblement</em> di giacimenti e infrastrutture petroliferi con un potenziale di 7 miliardi di barili di greggio nella regione di Krasnoyarsk, in Siberia. L’iniziativa è stata lanciata Rosneft, il gigante dell’oro nero che per il Vostok Oil è stato in grado di mettere in moto una macchina di investimenti da 4 trilioni di rubli.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il progetto è sin da subito entrato nel vivo della sua implementazione, tanto che il primo petrolio è stato trasportato tramite l’oleodotto <strong>Vankor–Payakha–Bukhta Sever</strong> raggiungendo uno dei numerosi porti che si affacciano sull’Oceano Artico ed essere caricato a bordo della petroliera Valentin Pikul. Un ulteriore elemento di commercio che giocherà a favore dei russi, i quali cercheranno di vendere i barili di greggio, presumibilmente, agli acquirenti asiatici, dopo gli aspri scontri avuti con l’Unione europea a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri e le potenzialità: cos’è il progetto Vostok</h2>



<p>Il territorio di Krasnoyarsk custodisce nel sottosuolo un tipologia di p<strong>etrolio molto leggero per via della scarsa percentuale di zolfo al suo interno che lo rende facile da lavorare</strong>. Questo dettaglio non è irrilevante, dal momento che la zona presenta condizioni climatiche piuttosto avverse per quanto riguarda l’operatività dei lavori di estrazione e raffinazione, ma anche in merito all’organizzazione logistica che richiede mezzi e risorse non sempre facilmente reperibili in commercio come le rompighiaccio di classe Arc6.</p>



<p>L’iniziativa relativa a Vostok Oil nasce con l’intento di raggruppare <strong>oltre 2 mila pozzi di petrolio in parte già presenti (cluster Vankor) sullo scacchiere energetico siberiano e in parte in procinto di essere perforati (cluster Payakha) in modo da forgiare un sistema integrato di impianti industriali, oleodotti, terminali in grado di aggirare i colli di bottiglia logistici e politici</strong>. L’oledodotto Vankor–Payakha–Bukhta Sever è stato edificato appositamente in quest’ottica: la struttura collega l’area dei giacimenti alla località portuale di Bukhta Sever dotata di 14 mila serbatoi per 30 mila tonnellate ciascuno e una banchina per l’attracco delle petroliere destinate al trasporto delle materie prime.&nbsp;</p>



<p>A caratterizzare Vostok non ci sono solo le raffinerie e gli oleodotti, ma anche una <strong>rete satellitare</strong> capace di garantire le comunicazioni dalle steppe innevate fino alla costa, oltre a una fibra ottica di lunghezza pari a 850 km che metta in contatto la Siberia centrale e la penisola di Taymir. Lo scopo, dunque, è quello di dare forma a un parco industriale che possa essere del tutto autosufficiente e avanguardistico sul piano strutturale e in grado di bruciare le tappe il più velocemente possibile per battere sul campo gli avversari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fondamenta dei cambiamenti geopolitici</h2>



<p>Il progetto Vostok è particolarmente strategico per il Cremlino non solo perché la posta in gioco vale svariate tonnellate di oro nero, ma anche per la stretta vicinanza a un corridoio commerciale che ultimamente sta venendo riscoperto: l<strong>a <a href="https://it.insideover.com/energia/artico-mosca-raddoppia-la-flotta-ombra-la-rotta-porta-a-pechino.html">Rotta del Mare del Nord</a></strong>. Tale passaggio acquatico collega l’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico, costeggiando la costa artica della Russia con traversata dello Stretto di Bering per raggiungere i porti dell’Oriente. La rotta è già battuta dalle metaniere che dalle località portuali della Siberia salpano per approdare lungo la costa cinese per trasbordare il gas naturale liquefatto prodotto presso il sito dell’<a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-alla-conquista-dellartico-reattori-nucleari-sulle-navi-rompighiaccio-e-nelle-miniere.html">Arctic LNG 2</a>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il battesimo ufficiale del Vostok potrebbe dunque aggiungere un ulteriore elemento di scambio commerciale tra Mosca e Pechino anche se al momento si tratta perlopiù di un’ipotesi e nulla vieta che i russi vogliano fare affari con altri partner all’interno o fuori dal continente asiatico. Indubbiamente, tutti gli investimenti in campo energetico fatti finora dalle aziende di Stato non sono solo un investimento economico, ma da interpretarsi anche come un segnale di r<strong>affreddamento dei rapporti tra la Russia e l’Unione europea</strong>, dopo che quest’ultima ha determinato la fine di ogni fornitura da Mosca. Non è un caso, dunque, se il Cremlino cerchi nuove fonti e canali di esportazione dopo che il suo mercato principale gli ha sbarrato l’accesso.</p>



<p>Vostok rappresenta, per certi versi, una pietra miliare per la costruzione di un mondo fondato su nuovi equilibri di potere, considerando che chi controllerà l&#8217;approvvigionamento energetico in futuro, darà le carte ai tavoli che contano. Rimane da specificare che il progetto è ancora nella sua fase embrionale e l’obiettivo delle <a href="https://www.interfax.ru/business/1113404">100 milioni di tonnellate di greggio</a> &#8211; annuncio di Rosneft &#8211; rimane sulla carta, dal momento che sarà senz’altro determinato dalle dinamiche globali dei prossimi anni senza che siano favorevoli alla Russia.&nbsp;</p>



<p>Le materie energetiche si rivelano sempre di più studiate dai Governi per scrivere il prossimo futuro.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Vostok Oil Project Commissioned: Vladimir Putin Launches First Oil Shipment, Rosneft, 6 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.rosneft.com/press/news/item/224691/">https://www.rosneft.com/press/news/item/224691/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>RN-Vankor Will Deliver a Record Volume of Cargo to Vostok Oil&#8217;s Facilities During the Summer Navigation Season, Rosneft, 10 luglio 2024 &#8211;<a href=" https://www.rosneft.com/press/news/item/220377"> https://www.rosneft.com/press/news/item/220377</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Vostok Oil fornirà circa 30 milioni di tonnellate di petrolio nella seconda metà del 2027, Uhtepcfack, 5 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.interfax.ru/business/1113404">https://www.interfax.ru/business/1113404</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Russia’s oil exports to Asia via Arctic route start strongly, Reuters, 11 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.reuters.com/business/energy/russias-oil-exports-asia-via-arctic-route-start-strongly-sources-say-data-shows-2026-08-11/ ">https://www.reuters.com/business/energy/russias-oil-exports-asia-via-arctic-route-start-strongly-sources-say-data-shows-2026-08-11/ </a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dalla-siberia-allasia-la-nuova-scommessa-russa-sul-petrolio.html">Dalla Siberia all&#8217;Asia, la nuova scommessa russa sul petrolio </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La Russia alla conquista dell&#8217;Artico: reattori nucleari sulle navi rompighiaccio e nelle miniere</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-russia-alla-conquista-dellartico-reattori-nucleari-sulle-navi-rompighiaccio-e-nelle-miniere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[nuclear reactor]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=527887</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Artico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La Russia ha elaborato i reattori di tipo RITM-200 da installare sulle rompighiaccio e nelle miniere per controllare le rotte artiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Artico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/artico-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L’Artico non è più al centro del dibattito pubblico solo per la questione dello scioglimento dei ghiacciai ma anche per la centralità che sta assumendo per i futuri equilibri geopolitici. <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-la-russia-usa-il-nucleare-per-conquistare-il-continente-che-ha-fame-di-energia.html">La Russia vuole essere della partita</a> al pari delle altre grandi potenze e per farlo ricorre all’impiego di una tecnologia avanguardista: i <strong>reattori modulari nucleari </strong>(<em>Small Modular Reactor</em>, SMR). Il prototipo realizzato dai russi è il <strong><a href="https://strana-rosatom.ru/2026/08/21/v-rossii-izgotovili-uzhe-15-reaktorov-rit/">RITM-200</a></strong>, reattore ad acqua pressurizzata volto ad <strong>alimentare le navi rompighiaccio e anche le piattaforme estrattive e produttive</strong> dislocate nelle aree più remote del Paese, dove i costi di trasporto del gasolio e del carbone possono essere elevati. Una strategia infrastrutturale, energetica e geopolitica che può consentire all&#8217;Orso russo di guadagnarsi un posto di sorvegliante speciale delle rotte artiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità del RITM-200</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-russia-e-cina-alla-sfida-dei-piccoli-reattori-energia-nucleare-portatile-buona-anche-per-il-militare.html">Su queste colonne abbiamo già parlato degli SMR</a> &#8211; reattori di piccole dimensioni producibili e assemblabili in luoghi diversi &#8211; e di come stiano diventando una tecnologia energetica in grado di fornire elettricità a mezzi, strutture e luoghi isolati senza incorrere negli ingenti costi delle centrali nucleari. Il modello RITM-200 è stato messo a punto da OKBM Afrikantov, società controllata dal colosso energetico Rosatom, e già <a href="https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n668484/russia-reattori-nucleari-ritm-200/">15 piccoli reattori nucleari</a> hanno visto la luce mentre altri 13 sono in fase di realizzazione. <strong>Il meccanismo che sta alla base di questo tipo di reattori è basato sul sistema dell’acqua pressurizzata che viene trasformata in vapore in grado di azionare il sistema di conversione energetica</strong>. La novità rispetto agli altri SMR è che questi reattori risultano più compatti e dunque più che idonei per l’installazione su imbarcazioni rompighiaccio, tanto che su alcune di esse come l’Arktika, il Siber e il Leningrad sono già stati assemblati.</p>



<p>Questi reattori non sono impiegabili solo per attività marittime ma anche per finalità industriali. La costruzione di corridoi energetici nelle regioni dell’Artico richiede degli sforzi economici rilevanti e, di conseguenza, <strong>l’edificazione dei reattori di tipo RITM-200 è una benedizione che permetterebbe di di facilitare l’estrazione dei minerali</strong> nelle terre che ne sono ricche come la Siberia. Un ulteriore contributo consisterebbe nell&#8217;approvvigionamento energetico agli abitanti delle zone interessate con conseguente abbassamento delle relative spese.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un primato che può fare la differenza</h2>



<p>La progettazione dei reattori di tipo RITM-200 consente di proiettarsi in una situazione di vantaggio ai fini del controllo dell’Artico tramite <strong>l’accelerazione del processo estrattivo delle risorse minerarie e di garantirne il trasporto attraverso i ghiacci accorciando i tempi di navigazione tra più sponde del globo</strong>. La fabbricazione di tali moduli, oggi come oggi, è ancora in una fase parzialmente sperimentale che deve essere ulteriormente affinata ma la luce in fondo al tunnel non pare più così lontana agli occhi del Cremlino. Perdipiù, se i russi riusciranno a rendere la produzione sempre più standardizzata e seriale, i reattori potranno diventare un <strong>prodotto da esportare all’estero</strong> di cui già non mancano i primi segnali. In <a href="https://www.world-nuclear-news.org/articles/ceremony-to-mark-first-concrete-for-uzbekistan-smr">Uzbekistan</a> sono già state poste le basi per la costruzione del primo SMR e alla cerimonia inaugurale hanno partecipato anche i presidenti Putin e M<strong>irziyoyev.</strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un quadro più che esplicativo di come Mosca voglia stare al passo con i tempi, passando dal dibattito che anima le comunità industriali in tutti i Paesi del mondo alla concretezza, per non arrivare in ritardo nella corsa alle rotte artiche.</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti e riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>La Russia ha già prodotto 15 reattori RITM-200, Ctpaha Potacom, 21 agosto 2026 &#8211; <a href="https://strana-rosatom.ru/2026/08/21/v-rossii-izgotovili-uzhe-15-reaktorov-rit/ 
">https://strana-rosatom.ru/2026/08/21/v-rossii-izgotovili-uzhe-15-reaktorov-rit/ </a><br><br>La Russia ha già costruito 15 reattori nucleari compatti RITM-200, HD Blog, 27 agosto 2026 &#8211; <a href="https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n668484/russia-reattori-nucleari-ritm-200/">https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n668484/russia-reattori-nucleari-ritm-200/</a><br><br>Ceremony to mark first concrete for Uzbekistan SMR, World Nuclear News, 5 giugno 2026 &#8211;<a href=" https://www.world-nuclear-news.org/articles/ceremony-to-mark-first-concrete-for-uzbekistan-smr
"> https://www.world-nuclear-news.org/articles/ceremony-to-mark-first-concrete-for-uzbekistan-smr<br></a><br><br><br><br> </li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-russia-alla-conquista-dellartico-reattori-nucleari-sulle-navi-rompighiaccio-e-nelle-miniere.html">La Russia alla conquista dell&#8217;Artico: reattori nucleari sulle navi rompighiaccio e nelle miniere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Artico, Mosca raddoppia la flotta ombra: la rotta porta a Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/artico-mosca-raddoppia-la-flotta-ombra-la-rotta-porta-a-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="artico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il Cremlino vuole ampliare la flotta di metaniere per traportare il GNL dalla Siberia fino in Cina dopo le sanzioni imposte dalla Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/artico-mosca-raddoppia-la-flotta-ombra-la-rotta-porta-a-pechino.html">Artico, Mosca raddoppia la flotta ombra: la rotta porta a Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="artico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Le ostilità tra Russia e Ucraina hanno mutato il quadro delle relazioni energetiche nel Vecchio Continente e le materie prime viaggiano verso nuovi mercati. Secondo un&#8217;indiscrezione lanciata da <em><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-01/russia-doubles-its-lng-dark-fleet-in-race-to-boost-gas-exports?srnd=phx-industries-energy">Bloomberg</a></em>, <strong>Mosca starebbe rimpinguando la flotta ombra di metaniere nell’Artico</strong>, con l’obiettivo di esportare il gas naturale liquefatto (GNL) in <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-polare-della-cina-che-punta-allartico.html">direzione di Pechino </a>dopo che l’Unione Europea ha deciso di mettere al bando le importazioni.&nbsp; Sullo sfondo di questa vicenda, si staglia il progetto <strong>Arctic LNG 2</strong>, il grande impianto situato nella fredda Siberia in grado di produrre grandi quantità di gas al punto da da dover richiedere un incremento delle navi da 11 a 20 rispetto alla fine del 2025. Dalle parti del Cremlino si vuole trovare un’alternativa ai circuiti occidentali e il canale con Pechino può essere una valida alternativa che gli stessi cinesi vedono come un’opportunità commerciale troppo ghiotta.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gioiello impiantistico e il nodo logistico</h2>



<p>L’Arctic LNG 2 è un impianto industriale dalla capacità produttiva di 19,8 milioni di metri cubi di gas nella pensiola di Gydan. <strong>La struttura è soggetta alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Unione Europea </strong>che hanno ostacolato i finanziamenti con conseguenze per i cantieri e le tecnologie impiegate che, tuttavia, non hanno provocato una battuta d’arresto delle attività, sebbene qualche problema legato alla logistica sussista. Durante la stagione primaverile ed estiva, le navi cisterna possono tranquillamente navigare lungo la Rotta del Mare del Nord per raggiungere le coste del Pacifico, ma durante i mesi invernali quelle rotte sono infestate dai ghiacci.</p>



<p>Il trasporto del gas prodotto a Gydan avviene tramite le <strong>metaniere di classe Arc7</strong>, messe a punto per poter navigare nelle insidiose acque dell’Artico, delle quali la marina russa può contare una componente limitata vista la combinazione data tra scarsità in commercio e l&#8217;imposizione delle sanzioni contro le stesse. Non è un caso, infatti, che i trasbordi di gas da metaniera in metaniera avvengano molto di frequente dando modo alle imbarcazioni di tipo Arc7 di effettuare soltanto il tragitto costellato da banchi di ghiaccio <strong>mentre ad arrivare in Cina ci pensano le altre navi. </strong>Non è un caso, dunque, se il Cremlino abbia voluto accrescere di altre nove unità navali la flotta nel circolo polare se si vuole che grandi quantità di gas possano essere esportate.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra i litiganti di Bruxelles e Mosca, Pechino gode&nbsp;</h2>



<p>Dall’anno prossimo, le nostre case non saranno più riscaldate con il gas che arriva da Est come stabilito nel febbraio di quest’anno da parte del Consiglio europeo ed ecco perché molti Paesi europei hanno cercato di <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html#google_vignette">farne il pieno</a> prima che lo stop diventasse effettivo. Avendo il Vecchio Continente tagliato i ponti con l’Orso russo, il Dragone ha voluto erigerne di nuovi e diventare il principale acquirente di GNL. <strong>I prezzi di vendita del GNL, secondo <em>Reuters</em>,&nbsp; sarebbero <a href="https://www.reuters.com/business/energy/russias-novatek-gives-deep-discounts-sell-sanctioned-lng-chinese-buyers-sources-2025-11-19/?utm_source=chatgpt.com">fortemente scontati e sotto i benchmark del mercato asiatico</a> in quanto proveniente da un impianto che è soggetto a sanzioni da parte della comunità internazionale</strong>.&nbsp;</p>



<p>Un vantaggio non di poco conto, soprattutto se si considera che questo gas non è solo una spesa da sostenere ma anche una fonte di ricavo.&nbsp;<a href="https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/lng/072226-china-restarts-lng-re-exports-on-sufficient-summer-supply-stronger-jkm"> <strong>Pechino trova conveniente riesportare il GNL importato dalla Russia verso altri Paesi asiatici</strong></a><strong>, come il Giappone e la Corea del Sud, tramite la loro flotta di metoniere per fare fronte al surplus di gas importato ma rimasto inutilizzato da parte del mercato interno</strong>. Secondo l&#8217;Amministrazione nazionale per l&#8217;energia, le centrali elettriche hanno mantenuto bassa la domanda, motivo per cui le autorità cinesi hanno interesse a portarlo verso altri lidi.&nbsp;</p>



<p>Uno scenario <em>win-win </em>per Pechino, che ha in primo luogo ha la possibilità di acquistare gas a prezzi molto contenuti e in secondo luogo rivenderlo per fare cassa. La Russia, dunque, trova così un nuovo mercato disposto ad acquistare le sue materie prime, nonostante le difficoltà logistiche da superare per aggirare le sanzioni occidentali.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Russia doubles its LNG dark fleet in race to boost gas exports, Bloomberg, 1 settembre 2026 – <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-01/russia-doubles-its-lng-dark-fleet-in-race-to-boost-gas-exports?srnd=phx-industries-energ">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-01/russia-doubles-its-lng-dark-fleet-in-race-to-boost-gas-exports?srnd=phx-industries-energ</a>y</li>



<li>China restarts LNG re-exports on sufficient summer supply, stronger JKM, S&amp;P Global, 22 luglio 2026  – <a href="https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/lng/072226-china-restarts-lng-re-exports-on-sufficient-summer-supply-stronger-jkm">https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/lng/072226-china-restarts-lng-re-exports-on-sufficient-summer-supply-stronger-jkm</a></li>



<li>Russia&#8217;s LNG exports by destinations and volumes, Reuters, 19 settembre 2025 – <a href="https://www.reuters.com/business/energy/russias-lng-exports-by-destinations-volumes-2025-09-19">https://www.reuters.com/business/energy/russias-lng-exports-by-destinations-volumes-2025-09-19</a></li>



<li>Russia&#8217;s Novatek gives deep discounts to sell sanctioned LNG to Chinese buyers, sources say, Reuters, 19 novembre 2025 – <a href="https://www.reuters.com/business/energy/russias-novatek-gives-deep-discounts-sell-sanctioned-lng-chinese-buyers-sources-2025-11-19">https://www.reuters.com/business/energy/russias-novatek-gives-deep-discounts-sell-sanctioned-lng-chinese-buyers-sources-2025-11-19</a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/artico-mosca-raddoppia-la-flotta-ombra-la-rotta-porta-a-pechino.html">Artico, Mosca raddoppia la flotta ombra: la rotta porta a Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Omonazionalismo: se la comunità gay vira a destra in nome della sicurezza e dell&#8217;identità occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/omonazionalismo-se-la-comunita-gay-vira-a-destra-in-nome-della-sicurezza-e-dellidentita-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1536x717.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli omosessuali sono pronti a sposare l'agenda conservatrice in cambio di più sicurezza, protezione sociale e difesa dell'identità nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/omonazionalismo-se-la-comunita-gay-vira-a-destra-in-nome-della-sicurezza-e-dellidentita-occidentale.html">Omonazionalismo: se la comunità gay vira a destra in nome della sicurezza e dell&#8217;identità occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="896" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-600x280.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-300x140.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1024x478.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-768x358.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503160517779_de74e45621072ea7d3a8e6e71c44861b-e1746281222217-1536x717.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un’epoca in cui molti vanno sostenendo che il soffitto delle ideologie sia stato sfondato, l’elettorato si dimostra sempre più fluido e malleabile tanto che nessuno schieramento può fare affidamento su uno zoccolo duro di votanti, a prescindere dai corteggiamenti del passato. Secondo il quotidiano spagnolo <em><a href="https://www.elmundo.es/internacional/2026/07/27/6a662bbf21efa01e088b458e.html">El Mundo</a></em>, <strong>gli omosessuali starebbero virando decisamente a destra in molti Paesi europei</strong>, sposando l’agenda conservatrice a discapito di quella progressista al cui centro c’è sempre stata la battaglia per i diritti civili negli ultimi anni. <strong>La richiesta di maggiore sicurezza e i fallimenti della Globalizzazione hanno forgiato il sodalizio tra comunità LGBT e partiti di destra </strong>che è già sotto la lente di ingrandimento degli accademici dai primi del Duemila, in quanto non sarebbe così recente come si crede. Il fenomeno al momento è perlopiù diffuso nell’Europa centro-settentrionale ma anche in Italia sembra che ci siano dei piccoli cambi di rotta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’omonazionalismo: gli albori di una nuova alleanza sociopolitica</h2>



<p>Nel 2007, la sociologa americana <strong>Jabir Puar</strong> ha pubblicato il saggio dal titolo <em>Terrorist Assemblages: Homonationalism in Queer Times</em> in cui coniò un termine che spesso non è sentito nominare nel dibattito pubblico ma che potrebbe essere utile per inquadrare il nuovo matrimonio elettorale: <strong>omonazionalismo</strong>. Puar sostenne la tesi secondo cui i Governi occidentali promuovevano una retorica volta a dare risalto alle libertà civili e alle conquiste collezionate sul campo dei diritti, compresi quelli riguardanti la comunità LGBT, da contrapporre all’assenza degli stessi nei Paesi islamici.&nbsp;</p>



<p>In quegli anni era in corso la cosiddetta “guerra al terrore”, dopo gli attentati dell’11 settembre, contro Iraq e Afghanistan e se da una parte i conflitti erano combattuti con le armi convenzionali, dall’altra si poneva l’accento sulle differenze culturali mettendo in evidenza l’emancipazione delle donne e dei gay nelle democrazie occidentali contro la condizione di marginalità e arretratezza in cui erano relegati dall’altro lato del mondo. Una visione volta a dipingere il blocco occidentale come baluardo delle libertà individuali e della lotta alle discriminazioni.</p>



<p><strong>Tale impostazione fu fatta propria da movimenti politici culturali di stampo conservatore</strong> che puntavano il dito contro l’immigrazione proveniente dal mondo musulmano e si battevano per la tutela di un patrimonio culturale e legislativo di cui fanno parte anche i diritti degli omossesuali. Tra i primi a farsi paladini dell’omonazionalismo è stato il politico olandese <strong>Pim Fortuyn</strong>, dichiaratamente gay, il quale aveva messo in piedi una piattaforma programmatica di destra imperniata sulla valorizzazione dell’identità nazionale, il contrasto all’immigrazione di massa e un pieno riconoscimento dei diritti civili. </p>



<p>Se all&#8217;inizio di questo secolo l’iniziativa di Fortuyn poteva non intercettare l’interesse diffuso della comunità LGBT, a distanza di vent’anni si registra un’inversione di trend in tutto il Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Pen, Weidel, Farage: il boom tra gli LGBT</h2>



<p>A fare incetta di voti tra gli elettori omosessuali è l’<strong>Alternative für Deutschland </strong>in Germania che può contare su circa il 28% del loro supporto. L’elemento di seduzione nei confronti dei gay tedeschi è la&nbsp; leadership di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">Alice Weidel</a></strong>, apertamente lesbica e sposata con una donna di origini cingalesi con cui ha adottato due figli. Weidel si è espressa a favore delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso spingendosi ad affermare che “la famiglia è dove ci sono i bambini”. La leader dell’AfD ha più volte detto di avere un’idea di famiglia più moderna e liberale del resto del suo partito, sebbene abbia affermato che la legalizzazione del matrimonio egualitario non sia una priorità.</p>



<p>Numeri da record si registrano in Francia per il <strong>Rassemblement National<em> </em>di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html">Marine Le Pen </a>e J<a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-jordan-bardella-il-delfino-di-marine-le-pen.html">ordan Bardella</a> </strong>che primeggerebbe nell’ettorato gay conquistando il 27% dei suffragi. Secondo l&#8217;istituto di sondaggio Ifop, il partito di destra è stato in grado di rompere il monopolio della sinistra sui voti degli omessuali, assegnando alla <em>France Insoumise </em>di Jean-Luc Mélenchon il 25% delle preferenze. Il sondaggio evidenzia come le intenzioni di voto siano orientate spesso dal genere di appartenenza in quanto la componente maschile della comunità LGBT predilige Le Pen, mentre la componente femminile preferisce Mélenchon considerando la France Insoumise più sensibile alle istanze femministe. <strong>Il fascino esercitato dalla leader della destra sui gay è in parte riconducibile al processo di <em>dédiabolisation </em>impresso al Rassemblemt National, spogliandolo della veste cucitagli addosso dagli eredi della Repubblica di Vichy per farne un partito conservatore in senso più classico, passando anche dall’apertura alla comunità LGBT</strong>. Marine Le Pen ha avuto per diversi anni come braccio destro <strong>Florian Philippot</strong>, gay dichiarato, e ha più volte avvertito dei rischi per i diritti degli omosessuali nelle periferie francesi a maggioranza arabo-musulmana affermando: “Sento sempre più spesso racconti di come in certi quartieri non sia bello essere donna, o omosessuale, o ebreo, o persino francese o bianco”. </p>



<p>Altro leader prediletto dai gay è il britannico <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/profili-nigel-farage-il-politico-da-pub-che-prende-a-sassate-la-vecchia-inghilterra.html">Nigel Farage</a></strong>, il quale con il suo Reform UK è nettamente in testa con il 25% delle loro preferenze staccando i laburisti e i conservatori che raccolgono rispettivamente il 18% e il 15%. Negli anni Farage si è espresso a favore delle unioni civili mentre si è detto contrario al matrimonio egualitario rispetto al quale, però, ha promesso di non chiederne l&#8217;abrogazione nel caso in cui si insediasse a Downing Street.     </p>



<h2 class="wp-block-heading">E in Italia?</h2>



<p>In Italia non ci sono indagini ufficiali condotte da istituti di sondaggio riguardo alle intenzioni di voto della comunità LGBT, ma secondo alcune stime calcolate ai tempi delle politiche del 2022 è emersa una netta preferenza per i partiti costituenti l’alleanza di centrosinistra (Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa e Movimento 5 Stelle). Tuttavia, a inizio del 2026 Francesca Pascale &#8211; ex compagna di Silvio Berlusconi &#8211; ha lanciato l’associazione Gay Conservatori e Liberali, volta a promuovere l’introduzione dei diritti civili nel programma dei partiti di centrodestra e a contrastare le istanze woke in seno alla comunità omosessuale.</p>



<p><strong>Il quadro che emerge nel resto d’Europa fotografa un elettorato gay che mette ai primi posti esigenze che non coincidono con le battaglie storiche legate all’orientamento sessuale ma che intercettano un interesse del tutto trasversale</strong>. Da una parte, secondo qualcuno, è perché nei rispettivi Paesi si è raggiunto un livello di riconoscimento dei diritti civili piuttosto soddisfacente tanto da non pretendere la regolamentazione prioritaria di ulteriori. Dall’altra, secondo altri, gli omosessuali non sono solo tali ma anche lavoratori, abitanti della grandi città e cittadini comuni agli eterosessuali che vivono sulla loro pelle le storture della Globalizzazione, di un mercato del lavoro sempre più precario e di un’integrazione non sempre riuscita e per cui chiedono più sicurezza, più protezione sociale e valorizzazione delle radici culturali. Se il ceto medio, da un decennio a questa parte, vota in modo crescente per la destra sovranista e sempre meno per la sinistra progressita a fronte delle suddette richieste e non c’è da stupirsi che anche i gay seguono lo stesso trend poiché appartenenti, in gran parte, alla stessa classe sociale.</p>



<p>L’anno prossimo si terranno le elezioni presidenziali in Francia e saranno un primo banco di prova per capire quanto questi sondaggi ci abbiano visto giusto. &nbsp; </p>



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		<item>
		<title>UK, la crisi energetica spazza via i tabù: i laburisti di Burnham aprono alle trivellazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-la-crisi-energetica-spazza-via-i-tabu-i-laburisti-di-burnham-aprono-alle-trivellazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 04:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524425</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il neo premier UK autorizzerebbe la perforazione dei giacimenti di gas e petrolio nel Mare del Nord ma alcuni laburisti non ci starebbero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-la-crisi-energetica-spazza-via-i-tabu-i-laburisti-di-burnham-aprono-alle-trivellazioni.html">UK, la crisi energetica spazza via i tabù: i laburisti di Burnham aprono alle trivellazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica stringe l’economia nella sua morsa e i Governi ricorrono a qualche palliativo anche a costo di infrangere dei tabù politici. Il neo premier britannico <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html">Andy Burnham</a></strong>, secondo diverse fonti, potrebbe dare il via libero a <strong>nuove trivellazioni al largo delle coste della Scozia, nel Mare del Nord</strong>. La Gran Bretagna ha bisogno di nuove fonti di approvvigionamento di gas e petrolio e produrli localmente comporta dei risparmi notevoli dopo che i costi energetici sono schizzati alle stelle a causa delle guerre che scuotono il mondo a diverse latitudini. L’idea, però, sembra non andare a genio all’ala più progressista del partito che invece rimane il megafono dei sostenitori della transizione energetica.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corsi e ricorsi: dove e come si potrà perforare</h2>



<p>Il dibattito ruota intorno ai <strong>giacimenti di Resenback e Jackdaw</strong>, da diverso tempo pomo della discordia tra esecutivo e organizzazioni ambientaliste. Le due riserve sono ricche di gas e petrolio e se fossero sfruttate potrebbero generare un indotto dal valore miliardario di sterline, permettendo al Governo di sua Maestà di mettere sufficientemente in sicurezza l’intera isola dalle turbolenze alimentate dai venti di guerra che soffiano nel mondo.&nbsp;</p>



<p>All’epoca dei conservatori &#8211; tra il 2022 e il 2023 &#8211; furono concesse le autorizzazioni a Shell, a Equinor e a Ithaca Energy per la trivellazione dei pozzi, ma gli ambientalisti di Uplift e Greenpeace avevano presentato un ricorso presso il tribunale di Edimburgo, accolto dai giudici nel 2025. <strong><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c3e1pw7npklo">La sentenza </a>aveva portato alla sospensione delle attività in quanto non era stata svolta un’attenta valutazione dell&#8217;impatto estrattivo degli idrocarburi sul clima</strong> e, di conseguenza, sarebbe stata necessaria una nuova approvazione da parte di Downing Street.&nbsp; Le compagnie energetiche si sono mostrate sin da subito collaborative con le Autorità al fine individuare dei presidi&nbsp; di contenimento delle emissioni &#8211; elemento contro cui ha puntato il dito la magistratura&nbsp; &#8211; in ottica di non vedere in fumo i cospicui investimenti effettuati e che fino a oggi non hanno dato i frutti sperati per via del blocco dei lavori.</p>



<p>I giacimenti di Resenback e Jackdaw sono già soggetti alle autorizzazioni per le esplorazioni delle ricchezze che conservano e, ove volesse, l’esecutivo dovrebbe <strong>concedere delle licenze che tengano conto delle osservazioni dei giudici</strong> riguardo alle attività produttive. <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/6a4e0dac895317eadc354515/2026.07.07_-_D_4260_2021_-_Adura_Jackdaw_Further_Information_Reg_12_1_Response_redacted_June_26.pdf?utm_source=chatgpt.com">Secondo alcuni studi</a>, l’estrazione di oro nero e blu dovrebbe comportare la creazione di migliaia di posti di lavoro mentre la produzione di gas soddisferebbe circa il 6,5% del fabbisogno energetico britannico riscaldando circa 1,5 milioni di abitazioni. Una prospettiva finché mai allettante per un leader come Burnham che promette di dare più ascolto alle esigenze del mondo industriale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo frattura tra i laburisti: pragmatismo vs ideologia</h2>



<p>La questione energetica è diventata oggetto di dibattito pubblico in tutti i Paesi e il Partito Laburista britannico si è spesso trovato a prendere posizione sul destino dei pozzi di Resenback e Jackdaw, ma non sempre all’unisono. Alle elezioni legislative del 2024, <strong>i progressisti hanno trionfato promettendo di non autorizzare più attività estrattive nel Mare del Nord e altrove al fine di compiere la transizione <em>green</em>. </strong>L’esecutivo di Keir Starmer ha mantenuto fede alla linea propugnata in campagna elettorale attirandosi anche le critiche del presidente Usa Donald Trump che l’ha più volte sollecitato a concedere le licenze per le trivellazioni. Il più irriducibile paladino delle politiche green all’interno del <em>Labour</em> è l’ex ministro dell’Energia <strong>Ed Miliband</strong>, il quale aveva accolto con grande favore la decisione del tribunale di Edimburgo definendo il rilascio della licenza per Rosebank “un atto di vandalismo climatico” sostenendo che le trivellazioni minerebbero il conseguimento degli obiettivi contenimento delle emissioni di Co2 e di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">consolidamento delle rinnovabili</a>.  Nella nuova compagine governativa targata Burnham, Miliband è stato traslocato al ministero degli Esteri ed è da interpretarsi <em>de facto </em>come un cambio di rotta innescato dal nuovo timoniere che conduce la nave sul cui albero è issata la <em>Union Jack</em>.  </p>



<p>A giugno di quest’anno, Burnham ha espugnato il collegio di Markfield alle elezioni suppletive contando sull’<strong>appoggio dei sindacati aderenti al Partito Laburista e delle industrie manifatturiere radicate nel Nord dell’Inghilterra</strong>, i quali hanno hanno chiesto a gran voce di rallentare il processo di transizione energetica i cui costi stanno ricadendo in modo gravoso sulla classe media.&nbsp;</p>



<p>Il neo inquilino di Downing Street vuole dare un volto al <em>Labour</em> che sia in grado di comunicare con i ceti sociali sconfitti dalla Globalizzazione tramite concetti quali nazionalizzazione dell’industria, investimenti in edilizia popolare e anche apertura agli idrocarburi tramite le perforazioni nel Mare del Nord. &nbsp;</p>



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		<title>Stop al gas russo in Europa, ma non prima di aver fatto il pieno degli stoccaggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stop-al-gas-russo-in-europa-ma-non-prima-di-aver-fatto-il-pieno-degli-stoccaggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1174" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1024x626.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1536x939.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-2048x1252.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I Paesi europei fanno a gara per assicurarsi gas russo sufficiente prima che scatti lo stop definitivo in amcanza di alternative convenienti.</p>
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<p>L’Unione Europea è decisa a interrompere ogni rapporto commerciale con la Russia <strong>rinunciando al suo gas entro il 2027</strong>, ma non prima di averne fatto scorte voluminose. Secondo quanto rilanciato dal <em><a href="https://www.ft.com/content/de9bbc3a-c317-4e5f-a324-6ec0dde45722?syn-25a6b1a6=1">Financial Times</a></em>,  <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-russo-boom-di-importazioni-in-europa-spagna-in-vetta-con-124.html">alcuni Paesi membri starebbero accelerando sull’acquisto di gas russo</a> prima che il bando diventi vincolante l’anno prossimo e secondo la società di analisi Kpler, da inizio 2026, sarebbero state importate circa <strong>9,9 milioni di tonnellate di oro blu </strong>all’interno dei confini comunitari. Un elemento consistente e saliente che indica le contraddizioni di una politica determinata a porre fine a una fonte di approvvigionamento a cui, però, non è semplice trovare un’alternativa che soddisfi pienamente il fabbisogno energetico nel Vecchio Continente a prezzi relativamente contenuti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo shopping energetico prima dello stop</h2>



<p>A gennaio 2026 è entrato in vigore il regolamento Ue che prevede l’abbandono graduale delle importazioni di oro blu da Mosca dopo un lungo dibattito iniziato negli anni addietro. Già da questa primavera è scattato il divieto relativo all’acquisto di gas tramite contratti a breve termine, mentre sarà ancora possibile fino a dicembre 2027 effettuare delle forniture se disciplinate da vecchi contratti pluriennali. Grazie a cosa è stato firmato in passato, <strong>le industrie europee stanno facendo una corsa contro il tempo per accaparrarsi più gas possibile prima che si chiudano i rubinetti dell’Est </strong>e non è un caso che <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">le importazioni da gennaio a giugno di quest’anno siano aumentate </a>di circa il 16-18% rispetto allo stesso arco temporale del 2025. <strong>Tra i principali acquirenti ci sono la Francia con 3,6 milioni di tonnellate, il Belgio con 3 milioni e la Spagna con 2,7 milioni.</strong></p>



<p>Questi volumi di acquisto hanno un enorme valore monetario per le compagnie russe secondo l’Ong Urgewald. L’organizzazione ha stimato che i proventi derivanti dalle vendite ammontano a circa 6 miliardi di euro sia che si tratti di materia prima trasportata via gasdotto che di gas naturale liquefatto (GNL) approdato nei porti europei. Ciò dimostra che, nonostante l’Unione europea abbia diversificato i Paesi fornitori di oro blu tra cui Algeria, Norvegia e Usa, Mosca continua a essere un mercato fondamentale per riscaldare il Vecchio Continente.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La commistione tra interessi russi ed europei: il caso Yamal LNG</h2>



<p><strong>Buona parte del gas naturale liquefatto importato dagli europei è trattato presso gli impianti di Yamal</strong>, ubicati nell’omonima penisola facente parte del Circolo Polare Artico. Il territorio non si trova lontano dai confini dell’Ue e il gas prodotto presso le strutture locali è trasportato fino alle coste europee tramite delle <strong>metaniere rompighiaccio</strong>. Tali imbarcazioni sono di tipo Arc7, un prototipo molto costoso e limitato in commercio, e risultano più convenienti  da utilizzare nelle rotte verso l’Europa grazie alla vicinanza tra i terminali situati lungo le rispettive coste, mentre i viaggi in direzione dell’Asia sono più lunghi e meno frequenti a causa della maggiore distanza. Non è un caso, dunque, se <strong>nei primi sei mesi del 2026, la quasi totalità della produzione di Yamal sia stata destinata al Vecchio Continente.</strong></p>



<p>Davanti allo scenario che metterà fine alla possibilità di fare affari con gli europei,&nbsp; indubbiamente per la <strong>società Novatek</strong> &#8211; compagnia russa partecipante al 50% alla joint venture Yamal GNL &#8211;&nbsp; sarà un bel grattacapo ma anche altre aziende, per giunta europee, potrebbero piangere lacrime amare. A controllare gli impianti della penisola sono anche la francese TotalEnergies che possiede circa il 20% delle azioni, la China National Petroleum Corporation (CNPC) che possiede la stessa percentuale del colosso transalpino e il Silk Road Fund cinese che vanta circa il 10%. Dall’anno prossimo, TotalEnergies non potrà senz’altro più contribuire all’esportazione di gas a favore dell’Europa ma l’amministratore delegato Patrick Pouyanné <strong>non esclude che per l’azienda non sarà più possibile commercializzare GNL russo anche in altri mercati visto il divieto comunitario di acquistare gas russo </strong>(su<strong> </strong>&nbsp;questo aspetto ci sono dubbi interpretativi).&nbsp;</p>



<p>Tutto questo dimostra come le economie di Europa e Russia siano molto integrate e come noi europei abbiamo difficoltà a ignorare e a sostituire un partner commerciale come Mosca. Dall’anno prossimo, il destino dell’industria nostrana assumerà un volto molto diverso da quello vissuto per decenni. </p>



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