<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Guglielmo Calvi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/autore/guglielmo-calvi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/autore/guglielmo-calvi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 04:59:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Guglielmo Calvi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/autore/guglielmo-calvi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>UK, la crisi energetica spazza via i tabù: i laburisti di Burnham aprono alle trivellazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uk-la-crisi-energetica-spazza-via-i-tabu-i-laburisti-di-burnham-aprono-alle-trivellazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 04:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524425</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il neo premier UK autorizzerebbe la perforazione dei giacimenti di gas e petrolio nel Mare del Nord ma alcuni laburisti non ci starebbero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-la-crisi-energetica-spazza-via-i-tabu-i-laburisti-di-burnham-aprono-alle-trivellazioni.html">UK, la crisi energetica spazza via i tabù: i laburisti di Burnham aprono alle trivellazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Regno Unito" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/andy-burnham-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica stringe l’economia nella sua morsa e i Governi ricorrono a qualche palliativo anche a costo di infrangere dei tabù politici. Il neo premier britannico <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html">Andy Burnham</a></strong>, secondo diverse fonti, potrebbe dare il via libero a <strong>nuove trivellazioni al largo delle coste della Scozia, nel Mare del Nord</strong>. La Gran Bretagna ha bisogno di nuove fonti di approvvigionamento di gas e petrolio e produrli localmente comporta dei risparmi notevoli dopo che i costi energetici sono schizzati alle stelle a causa delle guerre che scuotono il mondo a diverse latitudini. L’idea, però, sembra non andare a genio all’ala più progressista del partito che invece rimane il megafono dei sostenitori della transizione energetica.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corsi e ricorsi: dove e come si potrà perforare</h2>



<p>Il dibattito ruota intorno ai <strong>giacimenti di Resenback e Jackdaw</strong>, da diverso tempo pomo della discordia tra esecutivo e organizzazioni ambientaliste. Le due riserve sono ricche di gas e petrolio e se fossero sfruttate potrebbero generare un indotto dal valore miliardario di sterline, permettendo al Governo di sua Maestà di mettere sufficientemente in sicurezza l’intera isola dalle turbolenze alimentate dai venti di guerra che soffiano nel mondo.&nbsp;</p>



<p>All’epoca dei conservatori &#8211; tra il 2022 e il 2023 &#8211; furono concesse le autorizzazioni a Shell, a Equinor e a Ithaca Energy per la trivellazione dei pozzi, ma gli ambientalisti di Uplift e Greenpeace avevano presentato un ricorso presso il tribunale di Edimburgo, accolto dai giudici nel 2025. <strong><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c3e1pw7npklo">La sentenza </a>aveva portato alla sospensione delle attività in quanto non era stata svolta un’attenta valutazione dell&#8217;impatto estrattivo degli idrocarburi sul clima</strong> e, di conseguenza, sarebbe stata necessaria una nuova approvazione da parte di Downing Street.&nbsp; Le compagnie energetiche si sono mostrate sin da subito collaborative con le Autorità al fine individuare dei presidi&nbsp; di contenimento delle emissioni &#8211; elemento contro cui ha puntato il dito la magistratura&nbsp; &#8211; in ottica di non vedere in fumo i cospicui investimenti effettuati e che fino a oggi non hanno dato i frutti sperati per via del blocco dei lavori.</p>



<p>I giacimenti di Resenback e Jackdaw sono già soggetti alle autorizzazioni per le esplorazioni delle ricchezze che conservano e, ove volesse, l’esecutivo dovrebbe <strong>concedere delle licenze che tengano conto delle osservazioni dei giudici</strong> riguardo alle attività produttive. <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/6a4e0dac895317eadc354515/2026.07.07_-_D_4260_2021_-_Adura_Jackdaw_Further_Information_Reg_12_1_Response_redacted_June_26.pdf?utm_source=chatgpt.com">Secondo alcuni studi</a>, l’estrazione di oro nero e blu dovrebbe comportare la creazione di migliaia di posti di lavoro mentre la produzione di gas soddisferebbe circa il 6,5% del fabbisogno energetico britannico riscaldando circa 1,5 milioni di abitazioni. Una prospettiva finché mai allettante per un leader come Burnham che promette di dare più ascolto alle esigenze del mondo industriale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo frattura tra i laburisti: pragmatismo vs ideologia</h2>



<p>La questione energetica è diventata oggetto di dibattito pubblico in tutti i Paesi e il Partito Laburista britannico si è spesso trovato a prendere posizione sul destino dei pozzi di Resenback e Jackdaw, ma non sempre all’unisono. Alle elezioni legislative del 2024, <strong>i progressisti hanno trionfato promettendo di non autorizzare più attività estrattive nel Mare del Nord e altrove al fine di compiere la transizione <em>green</em>. </strong>L’esecutivo di Keir Starmer ha mantenuto fede alla linea propugnata in campagna elettorale attirandosi anche le critiche del presidente Usa Donald Trump che l’ha più volte sollecitato a concedere le licenze per le trivellazioni. Il più irriducibile paladino delle politiche green all’interno del <em>Labour</em> è l’ex ministro dell’Energia <strong>Ed Miliband</strong>, il quale aveva accolto con grande favore la decisione del tribunale di Edimburgo definendo il rilascio della licenza per Rosebank “un atto di vandalismo climatico” sostenendo che le trivellazioni minerebbero il conseguimento degli obiettivi contenimento delle emissioni di Co2 e di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">consolidamento delle rinnovabili</a>.  Nella nuova compagine governativa targata Burnham, Miliband è stato traslocato al ministero degli Esteri ed è da interpretarsi <em>de facto </em>come un cambio di rotta innescato dal nuovo timoniere che conduce la nave sul cui albero è issata la <em>Union Jack</em>.  </p>



<p>A giugno di quest’anno, Burnham ha espugnato il collegio di Markfield alle elezioni suppletive contando sull’<strong>appoggio dei sindacati aderenti al Partito Laburista e delle industrie manifatturiere radicate nel Nord dell’Inghilterra</strong>, i quali hanno hanno chiesto a gran voce di rallentare il processo di transizione energetica i cui costi stanno ricadendo in modo gravoso sulla classe media.&nbsp;</p>



<p>Il neo inquilino di Downing Street vuole dare un volto al <em>Labour</em> che sia in grado di comunicare con i ceti sociali sconfitti dalla Globalizzazione tramite concetti quali nazionalizzazione dell’industria, investimenti in edilizia popolare e anche apertura agli idrocarburi tramite le perforazioni nel Mare del Nord. &nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-la-crisi-energetica-spazza-via-i-tabu-i-laburisti-di-burnham-aprono-alle-trivellazioni.html">UK, la crisi energetica spazza via i tabù: i laburisti di Burnham aprono alle trivellazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stop al gas russo in Europa, ma non prima di aver fatto il pieno degli stoccaggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/stop-al-gas-russo-in-europa-ma-non-prima-di-aver-fatto-il-pieno-degli-stoccaggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[gas russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523765</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1174" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1024x626.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1536x939.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-2048x1252.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I Paesi europei fanno a gara per assicurarsi gas russo sufficiente prima che scatti lo stop definitivo in amcanza di alternative convenienti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stop-al-gas-russo-in-europa-ma-non-prima-di-aver-fatto-il-pieno-degli-stoccaggi.html">Stop al gas russo in Europa, ma non prima di aver fatto il pieno degli stoccaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1174" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1024x626.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-1536x939.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230308120659329_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_695310-2048x1252.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Unione Europea è decisa a interrompere ogni rapporto commerciale con la Russia <strong>rinunciando al suo gas entro il 2027</strong>, ma non prima di averne fatto scorte voluminose. Secondo quanto rilanciato dal <em><a href="https://www.ft.com/content/de9bbc3a-c317-4e5f-a324-6ec0dde45722?syn-25a6b1a6=1">Financial Times</a></em>,  <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-russo-boom-di-importazioni-in-europa-spagna-in-vetta-con-124.html">alcuni Paesi membri starebbero accelerando sull’acquisto di gas russo</a> prima che il bando diventi vincolante l’anno prossimo e secondo la società di analisi Kpler, da inizio 2026, sarebbero state importate circa <strong>9,9 milioni di tonnellate di oro blu </strong>all’interno dei confini comunitari. Un elemento consistente e saliente che indica le contraddizioni di una politica determinata a porre fine a una fonte di approvvigionamento a cui, però, non è semplice trovare un’alternativa che soddisfi pienamente il fabbisogno energetico nel Vecchio Continente a prezzi relativamente contenuti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo shopping energetico prima dello stop</h2>



<p>A gennaio 2026 è entrato in vigore il regolamento Ue che prevede l’abbandono graduale delle importazioni di oro blu da Mosca dopo un lungo dibattito iniziato negli anni addietro. Già da questa primavera è scattato il divieto relativo all’acquisto di gas tramite contratti a breve termine, mentre sarà ancora possibile fino a dicembre 2027 effettuare delle forniture se disciplinate da vecchi contratti pluriennali. Grazie a cosa è stato firmato in passato, <strong>le industrie europee stanno facendo una corsa contro il tempo per accaparrarsi più gas possibile prima che si chiudano i rubinetti dell’Est </strong>e non è un caso che <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">le importazioni da gennaio a giugno di quest’anno siano aumentate </a>di circa il 16-18% rispetto allo stesso arco temporale del 2025. <strong>Tra i principali acquirenti ci sono la Francia con 3,6 milioni di tonnellate, il Belgio con 3 milioni e la Spagna con 2,7 milioni.</strong></p>



<p>Questi volumi di acquisto hanno un enorme valore monetario per le compagnie russe secondo l’Ong Urgewald. L’organizzazione ha stimato che i proventi derivanti dalle vendite ammontano a circa 6 miliardi di euro sia che si tratti di materia prima trasportata via gasdotto che di gas naturale liquefatto (GNL) approdato nei porti europei. Ciò dimostra che, nonostante l’Unione europea abbia diversificato i Paesi fornitori di oro blu tra cui Algeria, Norvegia e Usa, Mosca continua a essere un mercato fondamentale per riscaldare il Vecchio Continente.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La commistione tra interessi russi ed europei: il caso Yamal LNG</h2>



<p><strong>Buona parte del gas naturale liquefatto importato dagli europei è trattato presso gli impianti di Yamal</strong>, ubicati nell’omonima penisola facente parte del Circolo Polare Artico. Il territorio non si trova lontano dai confini dell’Ue e il gas prodotto presso le strutture locali è trasportato fino alle coste europee tramite delle <strong>metaniere rompighiaccio</strong>. Tali imbarcazioni sono di tipo Arc7, un prototipo molto costoso e limitato in commercio, e risultano più convenienti  da utilizzare nelle rotte verso l’Europa grazie alla vicinanza tra i terminali situati lungo le rispettive coste, mentre i viaggi in direzione dell’Asia sono più lunghi e meno frequenti a causa della maggiore distanza. Non è un caso, dunque, se <strong>nei primi sei mesi del 2026, la quasi totalità della produzione di Yamal sia stata destinata al Vecchio Continente.</strong></p>



<p>Davanti allo scenario che metterà fine alla possibilità di fare affari con gli europei,&nbsp; indubbiamente per la <strong>società Novatek</strong> &#8211; compagnia russa partecipante al 50% alla joint venture Yamal GNL &#8211;&nbsp; sarà un bel grattacapo ma anche altre aziende, per giunta europee, potrebbero piangere lacrime amare. A controllare gli impianti della penisola sono anche la francese TotalEnergies che possiede circa il 20% delle azioni, la China National Petroleum Corporation (CNPC) che possiede la stessa percentuale del colosso transalpino e il Silk Road Fund cinese che vanta circa il 10%. Dall’anno prossimo, TotalEnergies non potrà senz’altro più contribuire all’esportazione di gas a favore dell’Europa ma l’amministratore delegato Patrick Pouyanné <strong>non esclude che per l’azienda non sarà più possibile commercializzare GNL russo anche in altri mercati visto il divieto comunitario di acquistare gas russo </strong>(su<strong> </strong>&nbsp;questo aspetto ci sono dubbi interpretativi).&nbsp;</p>



<p>Tutto questo dimostra come le economie di Europa e Russia siano molto integrate e come noi europei abbiamo difficoltà a ignorare e a sostituire un partner commerciale come Mosca. Dall’anno prossimo, il destino dell’industria nostrana assumerà un volto molto diverso da quello vissuto per decenni. </p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/stop-al-gas-russo-in-europa-ma-non-prima-di-aver-fatto-il-pieno-degli-stoccaggi.html">Stop al gas russo in Europa, ma non prima di aver fatto il pieno degli stoccaggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Fuer Deutschland (AFD)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523026</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si assisterebbe allo scontro tra popolo contro élite, o ancor meglio tra “sovranisti” contro “globalisti”. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si assisterebbe allo scontro tra popolo contro élite, o ancor meglio tra “sovranisti” contro “globalisti”. La Germania recentemente sembra essere il laboratorio più interessante per tale tesi politica: <strong>la sinistra radicale di Sahra Wagenknecht è pronta a collaborare con la destra estrema di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-alternativa-per-la-germania.html"> Alternative für Deutschland</a></strong>. </p>



<p>In una lettera firmata da Fabio De Masi e da Amira Mohamed Ali &#8211; co-presidenti del partito Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) &#8211; hanno firmato <strong>una <a href="https://bsw-vg.de/wp-content/uploads/2026/06/Brief_Weidel_Chrupalla.pdf.pdf">lettera</a> indirizzata ai leader di AfD</strong>, Alice Weidel e Tino Chrupulla, proponendo un’alleanza per il governo della Sassonia-Anhalt e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, regioni che andranno al voto a settembre. De Masi e Mohamed Ali hanno definito il cosiddetto “<em>Brandmauer</em>” &#8211; il cordone sanitario eretto da tutte le forze politiche contro AfD &#8211; come “antidemocratico” e “incapace di risolvere i problemi” nonché controproducente considerando i consensi che il partito continua a racimolare a ogni tornata elettorale. L’idea di una maggioranza rossobruna dopo le elezioni nei <em>Länder</em> orientali esercita un certo fascino per gli scienziati della politica e non è escluso che se la AfD salisse sul gradino più alto del podio, non tenda al mano a BSW, vista l’affinità di pensiero e di intenti su molti questioni di fondo della società teutonica, a partire dalle relazioni con la Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Alleanza Sahra Wagenknecht: le convergenze e le divergenze con AfD</h2>



<p>A gennaio del 2024, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-sahra-wahgenknecht-la-rivoluzionaria-conservatrice-che-sconvolge-la-politica-tedesca.html">Sahra Wagenknecht</a></strong> &#8211; da sempre icona della sinistra tedesca &#8211; ha annunciato la scissione dal partito progressita <em>Die Linke </em>lanciando la costruzione di un nuovo progetto: <em>Bündnis Sahra Wagenknecht &#8211; Vernunft und Gerechtigkeit</em>, tradotto in italiano  “<em>Alleanza Sahra Wagenknecht &#8211; Ragione e Giustizia</em>”. Wagenknecht voleva costruire <strong>una nuova casa in cui potessero coesistere idee di sinistra</strong> (intervento pubblico nell’economia, politiche di welfare, ammortizzatori sociali) e <strong>valori di destra</strong> (salvaguardia delle tradizioni, senso di sicurezza e appartenenza alla Patria)  per contrastare le storture del libero mercato da una parte e la cultura woke dall’altra. La fondatrice ha più volte ribadito che la sua creatura vuole parlare ad elettori di ogni sensibilità politica, in particolare agli sconfitti della  Globalizzazione che costituiscono il principale bacino elettorale di AfD.   </p>



<p>La volontà di parlare allo stesso elettorato fa fatto sì che AfD e BSW cavalcassero le stesse battaglie. Un’ampia convergenza si ha sul tema dello <strong>stop agli aiuti militari all’Ucraina</strong>, del ripristino delle relazioni diplomatiche con Mosca e della ricostruzione del Nord Stream 2, dopo l’attentato&nbsp; avvenuto nel 2022 rispetto al quale sia Wagenknecht che Weidel chiedono di fare piena luce. Altra questione che intreccia le agende politiche di Afd e BSW è la l<strong>otta alle politiche green</strong>, specie durante l’epoca del Governo Scholz &#8211; con l&#8217;insediamento di Merz alla cancelleria c’è stata una parziale retromarcia &#8211; che proprio Sahra Wagenknecht aveva definito “eco-attivismo cieco e casuale che rende più costosa la vita delle persone senza fare nulla per il clima”.&nbsp;</p>



<p>Riguardo all’<strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/remigrazione-la-brutale-scommessa-dellafd-e-la-radice-del-malcontento-tedesco.html">immigrazione di massa</a></strong>, entrambi i partiti vogliono porre un freno agli ingressi nel Paese perché come scritto nero su bianco nella missiva a firma dei due co-presidenti di BSW, “la Germania è al limite delle proprie capacità”. Tuttavia, qualche riga dopo i due scrivono di come l’approccio al fenomeno migratorio sia diverso, accusando la formazione destrorsa di alimentare “ostilità nei confronti di persone che vivono qui da decenni, rispettano le regole, pagano le tasse e, in molti casi, sono ormai cittadini tedeschi”. Le differenze vengono inoltre evidenziate in merito alla tassazione dei super ricchi, al rapporto con l’amministrazione Usa di Donald Trump (per BSW nuoce agli interessi tedeschi) e dell’introduzione nelle scuole dei sistemi di segnalazione di iniziative woke, usando lo stesso metodo della sinistra nel tentativo opposto di contrastare le idee conservatrici. Insomma, le convergenze non mancano ma i dirigenti di BSW non vogliono fare passare il messaggio che il loro partito sia una semplice estensione di AfD.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari pre e post elezioni</h2>



<p>De Masi e Mohammed Ali hanno sollecitato i vertici di AfD a organizzare insieme a loro dei <strong>dibattiti animati da Sahra Wagenknecht e Alice Weidel</strong>, due leader carismatiche in grado di riempire le piazze, dando modo agli elettori potenzialmente contendibili di farsi un’idea più precisa dei programmi di governo. Dalle parti del partito di destra pare che non sia rivata nessuna accettazione di tale offerta e la spiegazione è plausibilmente ascrivibile ai sondaggi parecchio rassicuranti per AfD. In Sassonia-Anhalt il partito veleggia verso il 40% e la conquista della maggioranza assoluta dei seggi dell’assemblea pare alla portata; in Meclemburgo i sondaggi sono altrettanto allettanti e la maggioranza assoluta non è un miraggio neanche in questa regione. Un confronto con Wagenknecht gioverebbe più a BWS in quanto potrebbe fare presa sugli elettori indecisi, mandando in frantumi il sogno di AfD di governare un Land, se non addirittura due, per la prima volta.</p>



<p>L’interesse di AfD per quanto scritto dai leader di BSW si è acceso per il passaggio riguardante <strong>una possibile collaborazione post-voto</strong>. I dirigenti di BSW&nbsp; si sono detti pronti a dare forma a giunte regionali insieme alla destra radicale a patto che <strong>AfD esprima un presidente che non sia un suo iscritto e che sia indipendente dagli schieramenti tradizionali perseguendo l’obiettivo di “sostituire gli attuali governi”</strong>. BSW, dunque, si fa artefice di un’alleanza inedita tra destra e sinistra estrema per scuotere lo <em>status quo</em> di cui sarebbero garanti partiti che da sempre dominano la vita politica tedesca, ovvero CDU e&nbsp; SPD.<strong> Il portavoce di Alice Weidel, Daniel Tapp, ha espresso parole di apprezzamento al riguardo e ha detto che se la lista di Sahra Wagenknecht dovesse superare lo sbarramento del 5%, AfD sarebbe pronta al dialogo.</strong> Il motivo? Se la destra non raggiungesse la maggioranza assoluta, gli eletti di BSW potrebbero tornare utili a formare una coalizione senza dover supplicare gli altri partiti che hanno sempre espresso un veto sul coinvolgimento di AfD in qualsiasi esperienza governativa.</p>



<p>A settembre capiremo quale scenario si delineerà una volta aperto il sipario delle elezioni e se dovesse profilarsi una collaborazione tra AfD e BSW si tratterebbe del primo amalgama tra due formazioni con origini culturali apparentemente incompatibili ma determinate a rompere il soffitto delle ideologie che per molti non hanno più ragione d’essere.</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. <em> <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>       </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina, Eni si fa ponte per soddisfare il bisogno di energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 04:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522328</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La holding italiana ha siglato accordi commerciali per l'estrazione di gas in Africa e in Sud America per favorire le esportazioni di energia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html">Dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina, Eni si fa ponte per soddisfare il bisogno di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da tempo l’Italia nutre l’ambizione di divenire un attore di primo piano nel mercato energetico e l’<strong>Ente Nazionale Idrocarburi</strong>, non a caso, <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-tra-africa-e-asia-cosi-il-gigante-energetico-italiano-ridefinisce-il-mercato-globale-del-gas.html#google_vignette">stringe accordi commerciali in più continenti</a>. Il colosso dell’energia sarà protagonista della <strong>produzione di gas naturale al largo delle coste della Libia</strong>, mentre in Argentina darà forma a una partnership per l’<strong>estrazione di oro blu </strong>nel più vasto giacimento di fonti fossili del Paese. </p>



<p>Un piano di allargamento degli investimenti italiani a più latitudini con lo scopo di garantire approvvigionamenti energetici sicuri all’Italia e <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html">in più aree del mondo</a>, oltre che a gettare le basi per un <strong>dialogo multipolare</strong> in una fase storica che per molti osservatori porta in grembo l’embrione della futura era post-globalizzata.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le esportazioni da Tripoli verso Roma</h2>



<p>Al largo delle coste della Tripolitania si trova il giacimento di Bahr Essalem, che dopo decenni sta esaurendo il suo potenziale a causa della diminuzione della pressione naturale che si verifica man mano che il gas viene estratto. Se si vogliono mantenere gli stessi volumi di produzione, è necessaria l’<strong>installazione di impianti di compressione</strong> ed è su questo orizzonte che si staglia l’accordo tra Eni e la National Oil Corporation libica. Le due società si impegneranno nella realizzazione del progetto di compressione denominato Sabratha, che prevede l&#8217;installazione di un modulo di compressione in grado di produrre circa 12,45 milioni di metri cubi di gas al giorno per arrivare entro un anno a circa 800 milioni di metri cubi di gas. Il <strong>surplus produttivo andrà a soddisfare il fabbisogno energetico richiesto dalle abitazioni e attività libiche ma sarà anche esportato verso l’Italia attraverso il  gasdotto GreenStream</strong>.</p>



<p>L’iniziativa Sabratha è la terza iniziativa offshore in cui Eni ha investito dopo la messa in cantiere del Recupero del Gas di Bouri e dello Structures A&amp;E il cui valore complessivo ammonta a circa 10 miliardi di euro. L’obiettivo è valorizzare e <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-insieme-con-il-qatar-torna-nella-libia-di-haftar.html">sfruttare gli asset energetici di cui è ricca la Libia</a> vista la grande vicinanza con l’Italia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Argentina alla volta delle esportazioni&nbsp;</h2>



<p>Ai confini del mondo si fanno degli affari in una delle aree più ricche di risorse naturali:<strong> la regione argentina di Vaca Muerta</strong>. Eni ha comprato il 32% delle quote di tre giacimenti di gas &#8211; Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva e Las Tacanas &#8211; mentre il resto delle azioni andrà alla <strong>società di investimenti XRG di Abu Dhabi e dalla YPF</strong>, azienda controllata a maggioranza dal Governo di Buenos Aires, la quale deterrà la maggioranza delle azioni. L’accordo commerciale prevede l’estrazione di gas naturale liquefatto che sarà successivamente lavorato tramite due navi galleggianti al largo delle coste della regione di Rio Negro.&nbsp;</p>



<p>L’esecutivo guidato da Javier Milei ha puntato al coinvolgimento di due società estere per attirare nuovi capitali stranieri affinché contribuissero alla produzione di oro blu per fare dell’<strong>Argentina un’economia esportatrice di risorse energetiche</strong>. I soldi ottenuti dalla vendita di GNL potranno essere utilizzati per ripagare il debito estero e le importazioni di macchinari industriali, componenti elettronici e farmaci di cui Buenos Aires ha bisogno. La calamita per attirare investimenti stranieri è il <em><a href="https://www.afip.gob.ar/rigi/incentivos/default.asp">Régimen de Incentivo para Grandes Inversiones</a></em>, il quadro di incentivi promosso dal presidente Milei volto a garantire delle <strong>esenzioni fiscali e doganali valide fino a 30 anni</strong>. </p>



<p>Eni ambisce a divenire ponte tra le nazioni del mondo assicurando una diversificazione delle fonti di approvvigionamento in un contesto globale dove il soddisfacimento dei fabbisogni energetici diventa centrale per la crescita di qualsiasi Paese.&nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html">Dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina, Eni si fa ponte per soddisfare il bisogno di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 04:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=521660</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo dimissionario laburista ha deciso di proibire i social a chi ha meno di 16 anni ma c'è chi punta il dito contro la misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html">Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Keir Starmer</strong>, prima di traslocare da Downing Street in quanto <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html">premier dimissionario</a>, ha fatto un annuncio che in patria e non solo ha suscitato un certo clamore: <strong>il divieto di accesso ai&nbsp; social media per i minori di 16 anni</strong>. Il Regno Unito si accoda, dunque, all’Australia e ad altri Paesi che hanno già attuato o hanno in programma di applicare una misura finalizzata a tutelare i più piccoli dai rischi (cyberbullismo, contenuti per adulti, dipendenza da social) che si annidano nei meandri della rete digitale.&nbsp;</p>



<p>La decisione del Governo di Sua Maestà è tornata a polarizzare l’opinione pubblica tra chi propugna l’iniziativa in quanto volta a preservare la <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">salute mentale dei ragazzini </a>e a non renderli dipendenti dalla “<strong>dittatura dell’algoritmo</strong>” sin da giovanissimi, mentre altri ci vedono un provvedimento draconiano che rischia di comprimere spazi di libertà, considerando che le piattaforme web sono ormai un importante spazio di contaminazione delle idee tramite cui si forgia la propria coscienza di cittadini.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I paletti piantati da Londra</h2>



<p>Stando alla tabella di marcia illustrata dalla ministra per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia <strong>Liz Kendall,</strong> l’iniziativa dovrebbe diventare legge entro la fine del 2026 e dall’inizio del 2027, chiunque voglia accedere alle piattaforme social e fruire dei contenuti dovrebbe sottoporsi alla verifica dell’età. A far sì che tutto questo sia effettivamente applicato e non rimanga lettera morta, l’<strong>Ofcom</strong> &#8211; Autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni &#8211; vigilerà sul rispetto dei nuovi requisiti e potrà infliggere ai colossi del web delle multe fino al 10% del loro fatturato che, data la consistenza, comporterebbe l’esborso di diversi miliardi. Nei casi di grave inadempienza, <strong>Ofcom potrà denunciare le Big Tech e pretendere la sospensione temporanea dei serviz</strong>i. </p>



<p>A finire nel mirino del provvedimento sono i social più in voga tra i giovani come Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Facebook e X, mentre WhatsApp dovrebbe essere risparmiato in quanto consolidatosi come mezzo imprescindibile per le comunicazioni con chicchessia.</p>



<p>In che modo però sarà possibile verificare l’età degli utenti del web? Il Governo britannico ha lasciato delle maglie più larghe per dare la possibilità alle piattaforme di individuare gli strumenti più consoni di “<em>age assurance</em>”. Probabilmente, un dispositivo che sarà adoperato sono <strong>le fotocamere digitali per la stima dell’età facciale</strong> in grado di scansionare il volto e fare un calcolo dell’età anagrafica. Altri strumenti possono essere anche i documenti digitali o le carte di credito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito nel mondo&nbsp;</h2>



<p>La strada imboccata dal Regno Unito sembra essere piuttosto affollata visti gli sforzi che a ogni latitudine si stanno compiendo per limitare l’accesso dei più giovani ai social.&nbsp;</p>



<p>Il pioniere è stata l’<a href="https://it.insideover.com/societa/laustralia-vieta-i-social-agli-under16-e-sui-social-si-apre-il-dibattito.html">Australia </a>che nel novembre 2024 ha approvato l’<em>Online Safety Amendment </em>in forza del quale si può imporre una sanzione di 49,5 milioni di dollari australiani alle piattaforme che non garantiscono l’applicazione dei presidi di controllo. Un percorso simile è stato intrapreso da altre nazioni come Malesia e Indonesia e anche il <strong>Vecchio Continente non vuole sottrarsi a un dibattito che ha assunto dimensioni a tutti gli effetti globali</strong>. </p>



<p>Nell’Europa latina, Francia e Spagna stanno mettendo a punto delle misure analoghe che vietino l’utilizzo dei social a chi ha meno di 15 anni, mentre in Portogallo è al vaglio del Parlamento una proposta legislativa che vuole mettere completamente al bando le piattaforme per i ragazzini sotto i 13 anni mentre dai 13 ai 16 sarebbe necessario il consenso dei genitori. Nell’Europa scandinava, per la precisione in Danimarca, è balenata la stessa idea dopo che la premier <strong>Mette Frederiksen</strong> <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/25_ottobre_08/la-danimarca-vietera-i-social-ai-minori-di-15-anni-le-piattaforme-hanno-rubato-l-infanzia-ai-nostri-figli-54e7c2eb-a43b-4709-9f32-973f26445xlk.shtml">ha dichiarato</a> che “mai prima d’ora ci sono stati così tanti bambini e giovani che soffrono di ansia e depressione”, “gli smartphone e i social hanno <strong>r</strong>ubato l’infanzia dei nostri figli”. </p>



<p>La questione ormai è arrivata da qualche tempo anche nel Bel Paese. Il Decreto Caivano, approvato nel 2023, ha introdotto <strong>l’obbligo per le piattaforme distributive di contenuti pornografici di verificare la maggiore età degli utenti </strong>tramite strumenti come SPID e carta d’identità elettronica.&nbsp; Una proposta di legge simile a quella adottata in Australia e nei vicini Paesi europei è stata depositata in Parlamento su iniziativa della deputata Marianna Madia (Italia Viva) e della senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d’Italia), mediante cui si mira a proibire l’utilizzo dei social a chi è sotto i 15 anni, salvo consenso dei genitori.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I pro e i contro</h2>



<p>Da qualche tempo, ormai, l’accesso alle piattaforme social da parte degli adolescenti suscita diversi punti di vista non sempre concilianti. C’è chi sostiene che i divieti siano non proprio una panacea ma più un toccasana per i tanti mali vissuti dai giovani di oggi come ansia, depressione, scarsa autostima, riconducibili a una fruizione illimitata dei contenuti social, come dimostrato da alcuni <a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/salute-mentale/social-ansia-e-depressione-quale-rapporto">studi scientifici</a>. Diversamente, altri ritengono che la misura faccia acqua dal momento che, come ha dimostrato l’esperienza australiana, i ragazzi sono in grado di aggirare i divieti installando una VPN o creando account con dati di loro conoscenti adulti. In più, <strong>l’utilizzo di sistemi di “<em>age assurance</em>&#8221; porrebbe un serio problema di privacy riguardo alla raccolta di dati biometrici</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La riflessione che sarebbe doveroso fare è il rapporto che vogliamo costruire tra le giovani generazioni e le nuove tecnologie. Le piattaforme social sono divenute, al giorno d’oggi, delle <strong>agorà dove il confronto e lo scambio di opinioni è molto più frequente che negli spazi fisici, sulla carta stampata o in televisione</strong>. Tuttalpiù, tutti noi ricorriamo alle informazioni che corrono in rete per farci un’idea sui temi più disparati (dai consigli per una ricetta culinaria fino all’interpretazione degli scenari geopolitici) perché non ci accontentiamo più di abbeverarci a un’unica fonte ma vogliamo saperne a tutto campo, e sempre più gente è convinta che i social consentano questo. Porre dei limiti alla visione di determinati contenuti o all’accesso a determinati canali è senz’altro sensato per tutelare chi non ha la <em>forma mentis</em> capace di elaborare determinati stimoli e concetti, ma può non essere sufficiente se non educhiamo i più piccoli a rapportarsi in modo sano con il web. I modi per aggirare i divieti purtroppo esistono e se ai ragazzi non sono dati gli strumenti per maneggiare una realtà dalla quale si è cercato di proteggerli ma in cui tutti siamo immersi, le conseguenze rischiano di essere nefaste.</p>



<p> <em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html">Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa ha fame di energia? Ci pensano Algeri e Rabat a fornirle il gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=521027</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tempesta energetica imperversa a tutte le latitudini del globo, ma la risposta al fabbisogno apre scenari molto interessanti per l’Africa. La Nigeria, nazione che vanta&#160; le più grandi riserve di gas nel continente, si appresta a diventare uno dei principali mercati di approvvigionamento per l’Europa, la quale è sempre più determinata ad azzerare le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html">L&#8217;Europa ha fame di energia? Ci pensano Algeri e Rabat a fornirle il gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-300x232.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1024x792.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-768x594.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-1536x1188.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220308171700666_4545688f567500966732a65e13613a17-2048x1584.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tempesta energetica imperversa a tutte le latitudini del globo, ma la risposta al fabbisogno apre scenari molto interessanti per l’<strong>Africa</strong>. La <strong>Nigeria</strong>, nazione che vanta&nbsp; le più grandi riserve di gas nel continente, si appresta a diventare uno dei principali mercati di approvvigionamento per l’Europa, la quale è sempre più determinata ad <a href="https://it.insideover.com/politica/bruxelles-stop-al-gas-russo-entro-il-2027-ma-dietro-le-quinte-si-trama-per-il-ritorno.html">azzerare le importazioni di oro blu da Est</a>, ovvero dalla Russia e dai Paesi limitrofi alleati. Per rendere tutto questo una realtà, è necessaria la costruzione di infrastrutture che siano in grado di collegare le sponde del Mediterraneo e qui entrano in gioco due economie emergenti della fascia nordafricana: <strong>Marocco</strong> e <strong>Algeria</strong>.</p>



<p>Rabat e Algeri non vogliono restare alla finestra mentre passa il treno delle opportunità e per questo si ergono a paladini di due grandi opere: il gasdotto <strong>Trans-Sahariano</strong> e il gasdotto <strong>Africa-Atlantico</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima pietra poggiata dall’Algeria&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Ci sono voluti non pochi decenni prima che il gasdotto Trans-Sahariano potesse vedere la luce. Dopo svariati rinvii e accordi più volte rimasti lettera morta a causa dell’<a href="https://it.insideover.com/politica/sudan-etiopia-congo-jihadismo-le-molte-crisi-che-perturbano-lafrica.html">instabilità endemica che permea tutta l’Africa subsahariana</a>, sembrava che le carte del progetto fossero rimaste chiuse in un cassetto ma <strong>a inizio giugno sono stati avviati i lavori nella regione algerina di Alouf.</strong>&nbsp;</p>



<p>L’infrastruttura, lunga circa 4100 chilometri,&nbsp; attraverserà Nigeria, Niger e Algeria partendo dalla città nigeriana di Warri fino a raggiungere la località nordafricana di Hassi R’Mel da cui già si dirama una fitta rete infrastrutturale in grado di far fluire metri cubi di gas verso l’Italia e la Spagna.&nbsp;</p>



<p>Se il gasdotto Trans-Sahariano dovesse giungere a compimento, l’oro blu che raggiungerà il Vecchio Continente <strong>costituirebbe circa il 10% delle importazioni europee</strong> e altro gas arriverebbe via mare sotto forma di GNL grazie agli impianti di liquefazione algerini di Arzew e Skikda.</p>



<p>Tuttavia, è ancora troppo presto per cantare vittoria. L’opera dovrebbe essere ultimata entro il 2029 ma rispetto agli anni in cui è stata pensata, i costi sarebbero lievitati fino a 20 miliardi di dollari (in principio si aggiravano intorno ai 13 miliardi) <strong>a causa dell’inflazione galoppante che colpisce anche il settore delle infrastrutture e delle attività criminali e terroristiche</strong> che lacerano il tessuto economico-produttivo di gran parte delle zone attraversate dal gasdotto. Perdipiù, <a href="https://it.insideover.com/politica/sahel-cosi-il-marocco-erode-linfluenza-dellalgeria.html">i vicini di casa marocchini </a>stanno già lavorando a un progetto alternativo che darà del filo da torcere alle aspirazioni algerine.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli investitori internazionali che credono nel Marocco</h2>



<p>Nel 2016, la compagnia energetica NNPC e l’ente pubblico marocchino ONHYM siglarono un accordo per <strong>l’edificazione dell’imponente gasdotto Africa-Atlantico</strong>, lungo circa 5.660 chilometri, <strong>che dovrebbe passare da ben 13 Paesi</strong>. La novità rispetto all’infrastruttura finanziata dall’Algeria? L’opera percorrerebbe la costa e non il deserto evitando così le zone maggiormente calde dove i cartelli terroristici rischierebbero di mettere a repentaglio i piani di realizzazione.</p>



<p>Il gasdotto dovrebbe avere origine in Nigeria e terminare in Marocco per poi collegarsi all’infrastruttura già funzionante, ovvero il <strong>Maghreb-Europa</strong>, per fornire metri cubi di oro blu al Vecchio Continente. L’obiettivo non è solo fare affari con gli occidentali, ma anche quello di stimolare investimenti e opportunità di lavoro in nazioni a basso reddito come Costa D’Avorio, Senegal e Mauritania in un ambito che sarà fondamentale nel futuro prossimo come quello dell’energia. La presenza del Marocco nel progetto è un <strong>elemento di sufficiente rassicurazione per <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-usa-ora-puntano-tutto-sul-marocco.html#google_vignette">gli investitori internazionali</a></strong> e la Comunità economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale (ECOWAS), ma ciò non significa che manchino delle perplessità. L&#8217;infrastruttura costerebbe circa 25 miliardi e dovrebbe avere il nullaosta di più di una decina di Paesi la cui stabilità politica è spesso vacillante; inoltre, il progetto vedrebbe la luce dopo più di 20 anni secondo i tempi stimati ma potrebbe essere anche di più considerato che nessuna pietra è stata posata fino a oggi .&nbsp;</p>



<p>Allo stato dell’arte, Algeri ha mosso i primi passi ma Rabat non si dà per vinta e non per nulla sta intessendo una rete di relazioni finanziarie che possano battere la sua vicina sul terreno delle risorse economiche. È ancora presto per i pronostici, ma il Nord Africa potrebbe cambiare gli equilibri energetici in tutta l’area del Mediterraneo.&nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-ha-fame-di-energia-ci-pensano-algeri-e-rabat-a-fornirle-il-gas.html">L&#8217;Europa ha fame di energia? Ci pensano Algeri e Rabat a fornirle il gas</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usa nuova raffica di dazi contro 54 Paesi e la UE: comprate merci prodotte da lavoratori sfruttati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-nuova-raffica-di-dazi-contro-54-paesi-e-la-ue-comprate-merci-prodotte-da-lavoratori-sfruttati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 04:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519575</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump evita l&#039;escalation, ma lo stallo prosegue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell’era della Globalizzazione il commercio su scala planetaria ci ha concesso il lusso di fruire di merci di ogni tipo prodotte a latitudini molto distanti e a prezzi più che accessibili, ma spesso la posta in gioco è stata il deterioramento delle condizioni di lavoro. L’amministrazione Trump torna all’attacco del libero scambio a colpi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-nuova-raffica-di-dazi-contro-54-paesi-e-la-ue-comprate-merci-prodotte-da-lavoratori-sfruttati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-nuova-raffica-di-dazi-contro-54-paesi-e-la-ue-comprate-merci-prodotte-da-lavoratori-sfruttati.html">Usa nuova raffica di dazi contro 54 Paesi e la UE: comprate merci prodotte da lavoratori sfruttati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump evita l&#039;escalation, ma lo stallo prosegue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260603171401589_4b93e1486fee94b54259e2167859088b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell’era della Globalizzazione il commercio su scala planetaria ci ha concesso il lusso di fruire di merci di ogni tipo prodotte a latitudini molto distanti e a prezzi più che accessibili, ma spesso la posta in gioco è stata <strong>il</strong> <strong>deterioramento delle condizioni di lavoro</strong>. L’amministrazione Trump torna all’attacco del libero scambio a colpi di nuovi <a href="https://it.insideover.com/economia/disavanzo-commerciale-debito-lavoro-il-percorso-contrastato-dei-dazi-di-trump.html">dazi</a>, questa volta pronti a prendere di mira <strong>le importazioni da Paesi che non attuano una politica efficace contro lo sfruttamento dei lavoratori </strong>nel contesto delle filiere produttive e dei canali di importazione delle merci.</p>



<p>La decisione arriva dopo un’indagine condotta dall’<strong>Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Unit</strong>i (USTR) riguardante circa 60 partner che, a detta del capo <strong>Jamieson Greer</strong>, non sono stati in grado di imporre o applicare un divieto delle importazioni di beni realizzati grazie al lavoro forzato. L’investigazione è stata svolta ai sensi del <em>Trade Act </em>del 1974, provvedimento che consente al Governo statunitense di combattere pratiche commerciali lesive degli interessi e delle tutele delle imprese e lavoratori americani. </p>



<p>Indubbiamente, le aziende manifatturiere a stelle e strisce hanno accolto la notizia con giubilo, ma i leader mondiali guardano con tormento e preoccupazione all’idea dell’introduzione di nuovi dazi sui loro prodotti esportati negli Usa, materia che è stata più volte oggetto di discordia con la Casa Bianca.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi più e a chi meno: come funzionano le nuove tariffe</h2>



<p>Le ritorsioni daziarie annunciate dall’USTR riguardano principalmente le Americhe, l’Europa e specialmente l’Asia. Le indagini svolte avrebbero dimostrato che ben 54 nazioni &#8211; Argentina, Cina, Israele, Regno Unito e altre &#8211; non implementano presidi volti a limitare le importazioni di prodotti da luoghi dove il lavoro forzato è molto diffuso. Al contrario, sei economie non sarebbero state in grado di attuare efficacemente i divieti già in essere e si tratta di Canada, Ecuador, Indonesia, Messico, Pakistan e Unione Europea. </p>



<p>L&#8217;entità delle tariffe, vista la differenza di approccio tra le 54 nazioni e le sei economie, non sarebbe la medesima: <strong>al primo blocco sarebbero applicati dei dazi pari al 12%, mentre al secondo una percentuale del 10%</strong>. L’USTR ha altresì annunciato che le nuove misure non colpiranno tutte le categorie merceologiche in maniera indiscriminata, ma alcune come le terre rare, i prodotti agricoli, i farmaci e il tessile beneficeranno di specifiche esenzioni.</p>



<p><a href="https://ustr.gov/about/policy-offices/press-office/press-releases/2026/june/ustr-makes-findings-and-proposes-action-60-section-301-investigations-relating-failures-take-action">Come si può leggere nel comunicato diramato dall’USTR in data 2 giugno</a>, la mancata adozione di un sistema di contrasto efficace contro il lavoro forzato fa sì che <strong>le aziende americane attuino una politica di abbattimento del costo del lavoro e di compressione dei salari </strong> al fine di non veder crollare la propria redditività. Così facendo, si alimenta un circolo vizioso in cui le imprese e <strong>i lavoratori statunitensi sono soggetti a una concorrenza sleale</strong> che impoverisce non solo il mercato del lavoro, ma di riflesso anche quello del consumo (stipendi più magri significa meno potere d’acquisto per le famiglie).</p>



<p>Le tariffe doganali non entreranno in vigore nell’immediato.  Jamieson Greer ha fatto sapere che sono aperti all’ascolto di eventuali azioni correttive e di maggior contrasto al lavoro forzato fino all’inizio di luglio, prima che gli Usa sferrino la loro offensiva commerciale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra stupore e preoccupazione: le reazioni dei leader stranieri&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Le critiche dei partner commerciali non sono tardate ad arrivare. La <strong>Commissione europea</strong>, per il tramite di un suo portavoce, ha fatto sapere che le nuove misure sono prive di giustificazione e che Stati Uniti ed Unione Europea hanno già siglato un accordo nell’estate del 2025 che prevede l’assunzione di impegni commerciali reciproci. <strong>Bernd Lange</strong>, presidente della commissione Commercio del Parlamento europeo, ha ricordato l’entrata in vigore del <strong>Regolamento 3015 del 2024</strong> che vieta l’immissione nel mercato comunitario di beni fabbricati in condizioni di sfruttamento, dando a intendere come l’Unione a 27 si stia muovendo nella direzione auspicata dagli Usa. </p>



<p>Parole di biasimo sono giunte da oltremanica, dove un portavoce del Governo di Sua Maestà ha dichiarato che il Regno Unito si sta già adoperando per estendere la maglia dei controlli contro il lavoro forzato sia nella produzione domestica che nelle catene di approvvigionamento. <a href="https://www.antislavery.org/slavery-today/slavery-uk/">Come riportano determinate fonti</a>, circa 20 miliardi di sterline in Gran Bretagna sono legate a beni prodotti in condizioni di lavoro forzato.</p>



<p>A sentirsi chiamati in causa più di ogni altro sono i cinesi. Il ministero degli Esteri di Pechino ha fortemente contestato le nuove misure daziarie e ha bollato come infondate le accuse di  consentire che molti dei suoi lavoratori siano sfruttati. <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/01/un-experts-alarmed-reports-forced-labour-uyghur-tibetan-and-other-minorities">Secondo l&#8217;Onu</a> e alcune Ong che si battono per la tutela dei diritti umani, <strong>la minoranza musulmana degli Uiguri nello Xinjiang sarebbe oggetto di programmi di coercizione lavorativa negli impianti di lavorazione del cotone</strong>.</p>



<p>Proprio le organizzazioni umanitarie sostengono che i dazi possono rappresentare uno strumento di pressione in parte efficace, ma è necessario che i Governi introducano degli strumenti più rigorosi a partire dalla responsabilità delle imprese. Certamente, l’amministrazione Trump non intende demordere in tema di tariffe dopo che a febbraio <a href="https://it.insideover.com/economia/verso-il-voto-sui-dazi-dopo-la-camera-e-il-senato-anche-la-corte-suprema-punira-trump.html#google_vignette">la Corte Suprema aveva dichiarato illegittime parte di esse</a>, applicate pochi mesi dopo dall’inizio del suo secondo mandato. L’obiettivo principale rimane lo stesso, ovvero <strong>scardinare i meccanismi che hanno permesso il funzionamento della Globalizzazione, per dare slancio a un caposaldo dell’agenda “America First”: la reindustrializzazione</strong></p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-nuova-raffica-di-dazi-contro-54-paesi-e-la-ue-comprate-merci-prodotte-da-lavoratori-sfruttati.html">Usa nuova raffica di dazi contro 54 Paesi e la UE: comprate merci prodotte da lavoratori sfruttati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La portaerei USS Ford diventa una centrale nucleare: la strategia Usa per non mancare mai di energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-portaerei-uss-ford-diventa-una-centrale-nucleare-la-strategia-usa-per-non-mancare-mai-di-energia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519039</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. La portaerei Gerald Ford arriva nel Mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La portaerei sarà un usata come impianto elettrico durante le soste in porto in modo da trasferire energia alle strutture militari a terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-portaerei-uss-ford-diventa-una-centrale-nucleare-la-strategia-usa-per-non-mancare-mai-di-energia.html">La portaerei USS Ford diventa una centrale nucleare: la strategia Usa per non mancare mai di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. La portaerei Gerald Ford arriva nel Mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260221152849563_3cfec58670d3ee6bc45c1deb4764064f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In amore e in guerra tutto è lecito, come ci ha insegnato lo scrittore inglese John Lily, ed ecco che <strong>una portaerei può essere trasformata in una centrale atomica</strong> se si stratta di sicurezza nazionale. La <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">USS Gerald Ford</a></strong>, nave della Marina statunitense alimentata da reattori nucleari, potrebbe presto cambiare pelle e tramutarsi in una fonte di approvvigionamento energetico per le infrastrutture militari. Non come un bruco a cui spuntano le ali trasformandosi irreversibilmente in un’elegante farfalla fino alla fine del suo tempo, ma più come una rondine che torna nei mesi caldi per&nbsp;nidificare e non fare mancare il cibo ai suoi piccoli: dalla USS Ford potrebbe <strong>essere prelevata energia da trasferire sulla terraferma in occasione delle sue soste in porto</strong>.&nbsp;</p>



<p>La cornice a un primo tentativo di questo tipo sarà la <strong>località marittima di Norfolk, </strong>al cospetto di alti ufficiali della Marina e del Pentagono. Il Dipartimento della Difesa, non a caso, sta investendo nella messa a punto di <a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">alternative originali</a> al fine di garantire la produzione e il flusso energetici ove le infrastrutture tradizionali dovessero subire danni irreparabili ed essere destinate a divenire reperti archeologici dell’ingegneria del nostro tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da imbarcazione a centrale: come tracciare il destino della portaerei</h2>



<p>La USS Gerald Ford, sin dalla sua progettazione, non è mai stata una nave come le altre. I due reattori di tipo A1B sono in grado di produrre un quantitativo di energia molto più consistente rispetto a quelli A4W installati sulle portaerei di classe Nimitz. I reattori di nuova generazione necessitano di meno personale nelle attività di manutenzione e sono in grado di alimentare delle tecnologie avanguardistiche a elevato consumo energetico come sistemi di radar e di armi laser.</p>



<p>L’idea di fare della nave un impianto elettrico potrebbe divenire realtà <a href="https://interestingengineering.com/military/uss-gerald-r-ford-shore-power-nuclear-reactors">secondo il seguente schema</a>: <strong>&nbsp;l’energia prodotta a bordo sarebbe trasferita dal proprio sistema elettrico a quello delle infrastrutture terrestri</strong>, dapprima nella base navale di Norfolk e un domani chissà. Se l’esperimento dovesse avere successo, in quel di Washington avrebbero da festeggiare, considerato che l’energia fluente nei sistemi elettrici non sarebbe garantita da estrazioni o importazioni di combustibile ma da una nave ormeggiata in qualche località costiera.&nbsp;</p>



<p>Attenzione, però, a farsi prendere dall’entusiasmo. Il trasporto di energia dalla portaerei alla terraferma avverrà secondo un percorso irto di ostacoli in quanto le reti elettriche necessitano di perfetta sincronizzazione e integrazione per poter scongiurare eventuali guasti o danni da sovraccarico. L’operazione non è dunque priva di rischi, ma se andasse in porto rappresenterebbe una pietra miliare nell&#8217;universo delle fonti di approvvigionamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni del Pentagono&nbsp;</h2>



<p>La pandemia prima e le guerre poi hanno messo a nudo le fragilità intrinseche alle catene di approvvigionamento, così molti Paesi nel mondo si stanno adoperando per non essere più in balia delle tempeste originate a diverse latitudini e i cui effetti risuonano su scala globale. <strong>Al Pentagono non è un caso che vogliano individuare dei sistemi alternativi in grado di garantire elettricità</strong> a centri di comando, radar e strutture militari anche in situazioni emergenziali comportanti una carenza totale di approvvigionamento o di falle nell’intero apparato elettrico. </p>



<p>Tante delle infrastrutture di trasmissione elettrica sono ormai datate e non sono più in grado di stare al passo con la digitalizzazione che avanza inesorabile, tutt’al più se gli interventi di ammodernamento sono troppo costosi. <strong>Per giunta, buona parte delle strutture militari sono dotate di strumenti di emergenza fondati su sistemi di emergenza alimentati da diesel</strong>. Questi impianti necessitano di forniture continuative di combustibile e ove mancasse, non sarebbero funzionanti durante le crisi in cui dovrebbero attivarsi.&nbsp;</p>



<p>La USS Ford e l’esperimento che a breve la vedrà coinvolta sono da interpretarsi come un trampolino di lancio verso un futuro dove molti equilibri dipenderanno dal controllo delle fonti e dal loro sfruttamento, ragione per cui ogni tentativo non solo è lecito ma financo d’obbligo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-portaerei-uss-ford-diventa-una-centrale-nucleare-la-strategia-usa-per-non-mancare-mai-di-energia.html">La portaerei USS Ford diventa una centrale nucleare: la strategia Usa per non mancare mai di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Starmer apre una crepa tra i Volenterosi: contro la crisi, licenze per importare petrolio e gas russi </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/starmer-apre-una-crepa-tra-i-volenterosi-contro-la-crisi-licenze-per-importare-petrolio-e-gas-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 02:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518193</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Londra concede le licenze per le importazioni di gas russo per far fronte alla crisi economica ma in Patria c'è chi lo accusa di tradimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-apre-una-crepa-tra-i-volenterosi-contro-la-crisi-licenze-per-importare-petrolio-e-gas-russi.html">Starmer apre una crepa tra i Volenterosi: contro la crisi, licenze per importare petrolio e gas russi </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120105613270_cb0dbffad6bfdc65b1fbe0f820525fee-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A mali estremi, estremi rimedi recita un celebre proverbio e a Downing Street sembra che l’abbiano trasformato nel motto per l’approccio al gigante più temuto in Europa: l’Orso russo. Il <strong>Governo di Keir Starmer ha concesso le licenze commerciali per l’importazione di gasolio e carburante aereo di origine russa, purché siano raffinati in Paesi terzi</strong>, al fine di disinnescare la spirale inflazionistica che rischia prosciugare il portafoglio dei consumatori britannici. Una decisione presa immergendosi nelle acque della <em>Realpolitik</em> ma contro cui i più strenui paladini della causa ucraina puntano il dito in quanto si tradurrebbe in un alleggerimento dell&#8217;impianto sanzionatorio. Un cortocircuito se si considera che Londra è stata tra i più stretti alleati di Kiev sin dal 2022, anno in cui il conflitto ebbe inizio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati economici che fanno tremare i polsi a Downing Street</h2>



<p>La <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-accordo-vicino-hormuz-aperto-pace-in-libano-e-60-giorni-per-parlare-di-nucleare-netanyahu-e-i-falchi-nel-panico.html#google_vignette">guerra in Iran</a> ha generato un effetto boomerang in tutti i mercati energetici del mondo &#8211; i prezzi del greggio sono saliti di oltre il 55% &#8211; e il blocco dello<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html"> Stretto di Hormuz </a>rappresenta un grattacapo non di poco conto per il Governo di Sua Maestà. <strong>La vulnerabilità principale consiste nelle forniture di <a href="https://www.asiaglobalinstitute.hku.hk/news-post/strait-hormuz-crisis-impact-supply-chain-and-financial-market?utm_source=chatgpt.com">carburante aereo</a></strong>, se si considera che il 65% di esso arrivava attraverso la navigazione del Golfo Persico prima dell’inizio delle ostilità. Altro tasto dolente è <strong><a href="https://dailypetrol.co.uk/news/strait-of-hormuz-diesel-prices-uk?utm_source=chatgpt.com">l’importazione di diesel</a></strong>, il quale arriva nelle stazioni di servizio oltremanica dopo essere stato raffinato in siti produttivi dislocati in Medio Oriente e in India. Peccato che il petrolio da lavorare transiti da Hormuz e da più di due mesi gli automobilisti stiano spendendo fior di quattrini alla pompa. </p>



<p>Non è un caso, dunque, se in data 20 aprile a Downing Street abbiano autorizzato l’importazione di petrolio russo, a patto che non sia lavorato all’ombra del Cremlino. Stando alle prime indiscrezioni, il greggio dovrebbe giungere dalla Turchia e dall’India, mentre un’<strong>ulteriore novità riguarderebbe l&#8217;approvvigionamento di gas tramite i terminali russi </strong>Sakhalin-2 e Yamal. </p>



<p>Una toppa da mettere a un tessuto economico-produttivo sempre più lacerato da un’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto dei consumatori, tanto che il Cancelliere dello Scacchiere (omologo del nostro ministro dell’Economia) <strong>Rachel Reeves </strong>si sta battendo per trovare un accordo con le grandi catene di distribuzione al fine di calmierare il costo del carrello della spesa, rendendo i prezzi di beni primari come pane, latte e uova più accessibili. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gioco di equilibrio tra le polemiche&nbsp;</h2>



<p>A poche ore dall’annuncio delle licenze per l’importazione di oro nero russo, <a href="https://www.ajbell.co.uk/news/articles/uk-pm-keir-starmer-insists-no-lifting-russian-oil-sanctions">sono fioccate le critiche</a> dalle file dell’opposizione. La leader dei conservatori, <strong>Kemi Badenoch</strong>, ha definito “folle” l’idea di aprire alle forniture di greggio da Mosca, sostenendo che i proventi sarebbero impiegati per finanziare l’economia e la macchina da guerra del Cremlino. I Tory puntano il dito anche contro le contraddizioni in seno alle politiche energetiche attuate dai laburisti, visto che l’esecutivo ha deciso di <strong>bloccare le trivellazioni per l’estrazione di petrolio e gas</strong>.</p>



<p>I <em>j’accuse</em> arrivano anche dal fuoco amico, ovvero dalla maggioranza liberalprogressita. <strong>Emily Thornberry,</strong> presidente della commissione Affari Esteri, ha dichiarato che il popolo ucraino si sentirà profondamente deluso e che l’allentamento delle sanzioni sarebbe percepito come un cedimento nel sistema di protezione eretto dall&#8217;esercito dei “volenterosi”. </p>



<p>Dal canto suo, Starmer ha tenuto a precisare che <strong>le licenze hanno natura provvisoria </strong>e sono volte unicamente a far fronte alla tempesta energetica che si è abbattuta non solo sulla Gran Bretagna ma su tutto il mondo. Non per nulla, l’inquilino di Downing Street si è precipitato a telefonare a Zelensky per rassicurarlo che l&#8217;impianto delle sanzioni non cambia e che il Regno Unito sarà sempre al fianco dell’Ucraina nella guerra contro la Russia.</p>



<p>Se da una parte il Governo britannico si affanna a minimizzare la portata delle sue decisioni, molti osservatori non fanno altro che notare che si tratti di un cambio di rotta, seppur lieve, delle intenzioni monolitiche dei volenterosi. Nel blocco occidentale, fino a qualche tempo fa, il ritorno all’impiego delle risorse russe era un’eresia e non a caso <strong>Starmer aveva aspramente contestato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/18/trump-sanzioni-petrolio-russo-deroga-notizie/8358975/">l&#8217;esenzione dalle sanzioni per il greggio trasportato via mare</a></strong>. Oggi si trova a seguirne le in parte le orme.&nbsp;</p>



<p>Segnali che danno a intendere quanto sia difficile mantenere una postura di boicottaggio dei prodotti russi quando le crisi energetica ed economica rischiano di mettere in ginocchio interi comparti economici. Il pragmatismo, gioco forza, prevale.&nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-apre-una-crepa-tra-i-volenterosi-contro-la-crisi-licenze-per-importare-petrolio-e-gas-russi.html">Starmer apre una crepa tra i Volenterosi: contro la crisi, licenze per importare petrolio e gas russi </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cambio di passo in Occidente sul nucleare: dai primi SMR in Canada al combustibile che raddoppia l&#8217;energia negli Usa </title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 14:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=516547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1172" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-1536x938.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-600x366.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il Canada è il primo paese del G7 a costruire un SMR mentre negli Usa ha superato il test una nuova miscela a base di torio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">Cambio di passo in Occidente sul nucleare: dai primi SMR in Canada al combustibile che raddoppia l&#8217;energia negli Usa </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1172" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-768x469.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-1536x938.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-rob-1455802-12276056-600x366.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roma non si è costruita in un giorno, come ci viene ricordato da un celebre proverbio, ma per chi crede in un’energia nucleare diversa dal passato c’è una buona ragione per festeggiare. In Canada è stata poggiata la prima pietra per la costruzione del primo <strong><em><a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-di-von-der-leyen-apre-al-nucleare-di-ultima-generazione-per-lautonomia-energetica.html">Small Modular Reactor</a> </em></strong><em>(</em>SMR ) &#8211; la punta di diamante della nuova generazione di reattori nucleari in termini di standard costruttivi e di fabbisogno di combustibile &#8211; nel mondo occidentale. </p>



<p>Nei vicini Stati Uniti, invece, pare che sia stata brevettata una miscela <strong>con una componente di torio</strong> in grado di alimentare in modo più continuativo i reattori, producendo una quantità di energia superiore alle centrali tradizionali.</p>



<p>Due novità che possono rimodellare il panorama del nucleare in un’epoca dove la produzione energetica è un asset su cui tutti i Paesi vorrebbero avere il controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove fondamenta del futuro atomico in Canada</h2>



<p>Gli SMR sono dei reattori modulari di dimensioni modeste le cui componenti sono prodotte in fabbrica ma assemblate nel luogo in cui sorgerà il futuro impianto nucleare. Nel mondo, queste strutture sono un progetto molto ambizioso a cui Governi guardano con trepidante attesa per poter assistere al loro battesimo, ma gli elevati costi di ricerca e la scarsa produzione industriale dei vari pezzi, fanno di tali reattori una chimera da inseguire a diverse latitudini. Fino a oggi, soltanto <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-russia-e-cina-alla-sfida-dei-piccoli-reattori-energia-nucleare-portatile-buona-anche-per-il-militare.html">Cina e Russia</a> sono state in grado di partorirne qualcuno lasciando l’Occidente qualche posizione indietro in questa corsa, ma il Canada ha ridotto il distacco. </p>



<p>In Ontario è stata poggiata la base del futuro reattore, incastonata a circa 35 m sotto terra. <strong>La piattaforma è stata realizzata con materiale <em><a href="https://repository.lib.ncsu.edu/server/api/core/bitstreams/f8f2700b-ed42-452e-9397-6d0136e89522/content">Diagrapham Plate Steel Composite</a></em>, un composto di acciaio e calcestruzzo in grado di dare forte resistenza alla struttura da erigere</strong>. I moduli prefabbricati sono stati poi assemblati presso il sito nucleare di Darlington dove dovrebbero sorgere ben quattro reattori di tipo GE Hitachi BWR-300, fondati su tecnologia ad acqua bollente. </p>



<p>Il Governo dell’Ontario, nel frattempo, ha anche annunciato che più di 100 aziende canadesi hanno firmato contratti dal valore di 500 milioni di dollari per partecipare al processo di costruzione degli SMR. Un primato che senz’altro pochissimi altri Paesi possono vantare.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova miscela per l’usato sicuro: il combustibile ANEEL</h2>



<p>L’altro gigante nordamericano che potrebbe segnare una pietra miliare nel campo dell’energia atomica sono gli Stati Uniti. La <em><a href="https://cleancore.energy/">Clean Core Torium Energy</a></em> ha presentato una nuova formula miscellanea la quale ha superato il banco di prova per divenire elemento di alimentazione dei reattori nucleari: <strong>il combustibile ANEEL</strong>. Il materiale della fonte è composto da<strong>uranio e torio</strong> e, attenendosi ai test condotti all’<em>I<a href="https://inl.gov/advanced-test-reactor/">daho National Laboratory </a></em>ha dimostrato una <strong>capacità di combustione, e dunque di produzione energetica, di gran lunga superiore a quella dei combustibili tradizionali</strong>, ovvero pari a 60 GWd/MTU. </p>



<p>Il dato saliente di questa nuova miscela è che sarebbe compatibile con le centrali atomiche già in funzione evitando, almeno per il momento, la costruzioni di nuovi reattori su misura con l’implicazione di costi finanziari e burocratici non facilmente sostenibili. I benefici, sfruttando gli impianti già esistenti, sarebbero tangibili in poco tempo come  <strong>la maggiore produzione energetica ma anche una minore quantità di scorie radioattive</strong> grazie alla presenza del torio.</p>



<p>Tutto questo segna un nuovo inizio per il nucleare verso un’era segnata da strutture più futuristiche e combustibili meno inquinanti.</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. <em> <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/cambio-di-passo-in-occidente-sul-nucleare-dai-primi-smr-in-canada-al-combustibile-che-raddoppia-lenergia-negli-usa.html">Cambio di passo in Occidente sul nucleare: dai primi SMR in Canada al combustibile che raddoppia l&#8217;energia negli Usa </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/640 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-08 19:57:49 by W3 Total Cache
-->